Come riconoscere la qualità di un alimentatore per pc

Categoria: Alimentatori
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Credete che tutti i componenti degli alimentatori siano realizzati dall’azienda del marchio stampato sulla scatola? Sbagliato. In questa guida vi mostreremo le caratteristiche di un buon alimentatore e vi riveleremo chi li costruisce. Perchè i prodotti di qualità si possono trovare anche fra le marche più sconosciute.

OEM (Original Equipment Manufacturers) gestiscono tutta la produzione internamente, dalla progettazione alla realizzazione. Aziende come Enermaz, FSP, HEC o Seasonic creano i propri prodotti, e ne fanno anche per altri marchi. Alcuni di loro si focalizzano sull’esportazione e forniscono una gamma completa di modelli, che poi sono venduti sotto differenti etichette. L’area industriale intorno a Shenzhen, Cina, è il centro di tutti gli alimentatori a basso costo che trovate nel mondo.


Dopo molti test e indagini sui modelli budget vi consigliamo di non acquistare soluzioni Rasurbo, Inter-Tech (Sinan Power, Coba), Tech Solo, RaptoxX, Tronje, Xilence, Ultron, World Link, Q-Tec e altri, infatti tutte queste soluzioni sono frutto del lavoro di produttori come Enhance, World Link, Andyson, Topower, Casing Macron e Channel Well, che si sono dimostrati poco affidabili.

Come identificare un alimentatore scadente prima di comprarlo?

1. Bisogna sospettare di alimentatori molto potenti che costano poco, ed essere consapevoli del fatto che non esistono alimentatori decenti a 50 euro. Il prezzo minimo varia a seconda del tipo di alimentatore, ma per ognuna di queste esiste un prezzo minimo, e si va al di sotto di quest’ultimo allora bisogna essere estremamente cauti. Il problema diventa molto rilevante con i computer che si vendono già assemblati; costano poco, ma dentro potreste trovarci un alimentatore da 400 watt che costa 20 euro, realizzato da un’azienda senza scrupoli perfettamente consapevole dei rischi.

2. È bene controllare sempre le specifiche. Per esempio, se un alimentatore dichiara alte prestazioni sui canali da 3,3 e 5 volt mentre i numeri del canale 12 V sono bassi, ci dev’essere qualcosa che non va: dichiarare le prestazioni massime per canale, ma sorvolare su quelle combinate è infatti una scelta sospetta.

3. Invece è importante sapere quanta energia è disponibile se si usano tutti i canali. Se un alimentatore non offre questa informazione, evitatela.

4. E poi fareste bene a prendere con le molle le più entusiastiche definizioni del marketing, come Super, Extreme, Gaming, Combat e così via. Aggettivi altisonanti e superlativi abusati non indicano nulla, se non una crisi creativa. Anzi, se sono affiancati a specifiche che dovrebbero essere normali, meglio essere sospettosi.

5. Un Power Factor Correction (PFC) passivo piuttosto che attivo porta a un’efficienza inferiore.
Pochi connettori o cavi molto corti potrebbero essere un problema. Un alimentatore da 750 W solitamente ha 4 connettori PCIe per schede grafiche (2 x 6-pin and 2 x 6+2-pin), quindi pensateci due volte se un modello ne offre solo due (o almeno considerate le opzioni di aggiornamento).
Con alimentatori poco costosi, la qualità dell’isolamento del cavo potrebbe essere scadente, o i cavi potrebbero non essere completamente isolati.

6. Fate attenzione se ci sono poche indicazioni, o non ce ne sono affatto, sulla circuiteria di protezione. Se l’alimentatore riporta solo l’OPP (overload protection) o magari SCP (short circuit protection) è un problema. Se trovate anche l’OVP (overvoltage protection), questo significa che probabilmente è equipaggiato con un semplice resistore variabile all’ossido di metallo. Queste misure di sicurezza però sono assolutamente insufficienti e non possono rimpiazzare alcun tipo di chip digitale di sicurezza.

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