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Oggi — 13 Dicembre 2018RSS feeds

Recensione Pamu Scroll, auricolari true wireless che vogliono sfidare le Airpods

di Vittorio Pipia

Le Pamu Scroll di Padmate sono auricolari true wireless, dunque senza alcun cavo di collegamento, come per esempio le Apple Airpods, presentate tramite campagna di crowdfunding su Indiegogo. In pochi mesi hanno riscosso tanto successo fino a raccogliere oltre 3 milioni di dollari, una cifra importante se pensiamo alla tipologia di prodotto. Ma cosa le rende speciali?

Le stiamo provando da circa un mese sia a casa, che in viaggio che durante l’attività sportiva. Sono all’altezza o addirittura meglio delle Airpods?

Materiali e design

Il primo colpo d’occhio è sicuramente d’effetto. Al contrario di tante altre alternative, che abbiamo anche recensito qui su Tom’s Hardware, le Pamu Scroll si contraddistinguono per una custodia di forma cilindrica con rivestimento in pelle. Sono disponibili in quattro colori diversi, Rock ‘n Roll, Glory Edition, Graphene e Sakura, come il nostro sample, che corrispondono rispettivamente a bronzo, marrone, grigio e rosa. Ogni versione peraltro presenta un trattamento diverso della pelle, con finiture molto particolari e dal sicuro impatto estetico.

La custodia si apre semplicemente sollevando il lembo di pelle, agganciato tramite un magnete di discreta potenza che rivela gli auricolari veri e propri. Sono molto piccoli, pesano solo 5 grammi e sono tra i più leggeri al momento disponibili. Non ci sono pulsanti, in quanto i controlli sono di tipo touch e la scocca riprende i colori della custodia. Nella confezione sono inoltre presenti tre set di gommini in silicone che permettono di adattare gli auricolari a qualsiasi orecchio.

Funzioni

Rispetto ad altri auricolari true wireless, le Pamu Scroll sono dotate di Bluetooth 5.0. Si tratta di una novità importante in questo settore, in quanto il nuovo standard permette una connessione più stabile e affidabile. Hanno anche certificazione IPX6, che le rende resistenti a sudore e schizzi: si possono dunque utilizzare sotto la pioggia o mentre si fa sport anche se in quest’ultimo caso si sente la mancanza di un archetto di tenuta, come succede per esempio in auricolari sportivi come le Bose Soundsport Free.

L’autonomia dichiarata per ogni singola ricarica è di 3.5 ore, anche se realisticamente a volume medio siamo arrivati a raggiungere le tre ore. La batteria integrata nella custodia invece permette di ricaricare completamente le cuffie per altre tre volte, per un totale di 12 ore teoriche di autonomia. Possiamo tranquillamente affermare che con un uso medio si riescono ad ottenere due o tre giorni di autonomia senza dover ricaricare il case.

Case che si ricarica tramite la micro-USB sul lato destro e la cui ricarica impiega circa due ore. Sul lato sinistro quattro LED blu indicano l’autonomia residua. Padmate non ha però aggiunto nessuna gesture o pulsante che permetta di verificare l’autonomia accendendo i LED, i quali si attivano solamente durante la ricarica. Con un sovrapprezzo di circa 10 dollari, si può aggiungere un particolare accessorio che permetterà di ricaricare il case con i pad di ricarica wireless con standard QI, che però non abbiamo avuto modo di provare. I Pamu Scroll si inseriscono nelle apposite sedi della custodia e si ricaricano tramite i due contatti posti nella parte interna. Un magnete dovrebbe assicurarle al case evitando spostamenti non voluti, ma non è molto potente e di tanto in tanto può capitare di trovare gli auricolari collegati allo smartphone anche se dentro la dock.

Gli auricolari si accendono e si collegano all’ultimo dispositivo collegato non appena vengono estratti dalla custodia, particolare sì comodo ma presente anche in prodotti come Jaybird RUN e Zolo Liberty. Le Pamu Scroll permettono però di effettuare chiamate in stereo, potendo udire la voce del nostro interlocutore da entrambi gli auricolari.

Tramite i controlli touch si possono selezionare play o pausa o rispondere alle chiamate con un singolo tap, su entrambe le cuffie. Con un doppio tap sulla cuffia destra si passa al brano successivo, mentre un doppio tap sulla cuffia sinistra attiva l’assistente vocale del nostro smartphone, Android o Apple.

Rispondono bene nella maggior parte dei casi, ma nell’uso quotidiano si fa sentire l’impossibilità di controllare il volume. Peccato, perché in questo modo si finisce per controllare tutto direttamente dallo smartphone per comodità e brevità.

Ergonomia

Si tratta di auricolari di tipo in-ear, dunque è essenziale scegliere il gommino della giusta taglia per avere non solo un comfort corretto, ma soprattutto una buona riproduzione audio. A tal proposito torna utile la dotazione di gommini di diverse taglie presente nella confezione.

Per inserirli all’interno dell’orecchio vanno posizionati in orizzontale, appoggiati e dopodiché ruotati in senso orario. È più lungo a dirsi che a farsi e ci si fa presto l’abitudine. Sono molto stabili, non danno fastidio, a patto di apprezzare gli auricolari in ear.

Durante lo sport non abbiamo notato grosse criticità, né per correre né durante qualche sessione di pesi in palestra. Tuttavia danno la sensazione che debbano scivolare da un momento all’altro, soprattutto durante movimenti o sforzi più intensi. Come detto, si sente la mancanza di un archetto di tenuta in questo particolare ambito.

Qualità audio

Tra le caratteristiche pubblicate dall’azienda si nota un “Deep Bass”, ovvero bassi profondi, che fa intendere che Padmate abbia creato questi auricolari per andare incontro a un pubblico che in qualche modo apprezzi un’enfasi particolare delle frequenze basse.

La qualità audio è nella media. I bassi ci sono ma non sono pieni e rotondi, le frequenze medie e alte vengono prodotte in maniera piuttosto precisa, ma si arriva facilmente a distorsione ai volumi più alti. Insomma, suonano come suonerebbe un paio di auricolari su questa fascia di prezzo e non fanno miracoli.

È comunque un audio piacevole che non stanca e si apprezza anche l’isolamento acustico passivo, che durante il viaggio o in ufficio permette di non sentire i rumori di fondo.

Molto buona invece la qualità telefonica. Poter sentire l’interlocutore da entrambi gli auricolari è sicuramente un grande pregio rispetto alla maggior parte dei concorrenti attualmente disponibili e anche il microfono cattura la nostra voce in maniera chiara anche in situazioni con un discreto rumore di fondo.

Verdetto

Dare un giudizio senza considerare il prezzo, o meglio i prezzi, di vendita è molto difficile. Le Pamu Scroll sono un affare se li avete acquistati durante la fase iniziale di lancio a 39 dollari. Al prezzo attuale di 79 dollari sono comunque un buon acquisto. Al di là delle comunque buone prestazioni, sicuramente sono un bel dispositivo da regalare e da portare con sé, grazie ad un’estetica originale e che si differenzia rispetto alla pletora di auricolari True Wireless disponibili.

Se dovesse essere confermato il prezzo annunciato di 149 dollari, sarebbe molto più difficile consigliarli a cuor leggero. A questo prezzo potrete acquistare modelli migliori sotto diversi punti di vista come le Jabird RUN oppure le stesse Apple Airpods, mentre esistono vari modelli molto simili, come le Anker Soundcore Liberty Lite al prezzo di 54,99 euro. La speranza è che Padmate mantenga un prezzo concorrenziale che eviti il confronto con i marchi più blasonati ed affermati del mercato.

Se stai cercando un paio di auricolari True Wireless con Bluetooth 5.0, chiamate in stereo, buon audio che arrivino in tempo per Natale, ti suggeriamo le Anker Soundcore Liberty Lite, disponibili su Amazon a 54,99 euro.

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TV LG OLED e UltraHD LCD 2019 con supporto WiSA, il wireless audio che piace a Klipsch e Bang & Olufsen

di Dario D'Elia

Le nuove linee di televisori LG 2019 basate su tecnologia OLED o Ultra HD LCD, disporranno della certificazione WiSA (Wireless Speaker and Audio Association). In pratica, grazie a un recente accordo tra Summit Wireless Technologies e l’azienda, i possessori delle nuove TV potranno impiegare altoparlanti wireless per godere di un’esperienza audio surround di qualità. Nello specifico si parla del supporto di altoparlanti WiSA Certified e trasmettitori WISA USB.

Da ricordare che lo standard WISA si contraddistingue per la qualità audio offerta, la bassa latenza (circa 5 ms) e la facilità di sincronizzazione degli impianti (da 2.1 a 7.1). Non a caso è stato scelto da aziende di riferimento del settore hi-fi come ad esempio Klipsch, Bang & Olufsen, Axiim ed Enclave Audio. In verità anche l’Xbox è compatibile.

La tecnologia WISA inoltre è in grado di gestire fino a 8 canali non-compressi a 24-bit (48kHz/96kHz), supporta i formati più evoluti come Dolby Atmos e DTS X e grazie agli algoritmi ADAPT è in grado di ridurre al minimo le ingerenze delle interferenze wireless rendendo prioritario il segnale negli ambienti domestici.

“LG è un marchio sinonimo di leadership, innovazione e qualità, e insieme stiamo sostenendo lo standard del settore WiSA, che offre funzionalità audio wireless e alta-fedeltà immersiva con enormi vantaggi sia per i produttori che per i consumatori di tutto il mondo “, ha sottolineato Brett Moyer, presidente e AD di Summit Wireless Technologies.

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Meno recentiRSS feeds

Belkin Boost Up, sbarca sull’Apple Store il dock di ricarica wireless per iPhone e Watch

di Alessandro Crea

Se siete orfani dell’annunciato ma finora mai commercializzato Apple AirPower, Belkin ha la soluzione che fa per voi: si chiama Boost Up ed è un dock di ricarica wireless su cui poggiare contemporaneamente un iPhone e un Watch. Già disponibile anche nello Store italiano, il Boot Up supporta lo standard Qi ed è in grado di erogare 7,5 W, assicurando così la ricarica degli iPhone XS alla massima velocità possibile.

Belkin Boost Up è molto curato ed elegante. Disponibile nelle colorazioni bianca o nera, consente anche di ricaricare lo smartphone senza estrarlo da una eventuale custodia, a patto che non sia più spessa di 3 mm. Inoltre, grazie alla presenza di una porta USB-A da 5 watt sul retro è possibile collegare un terzo dispositivo, ad esempio un paio auricolari AirPods o di cuffie Beats, ma in generale qualsiasi dispositivo provvisto di porta USB-A.

Purtroppo però il Belkin Boost Up riempie solo parzialmente il vuoto lasciato dall’Apple AirPower, anche se per alcuni potrebbe offrire persino qualcosa di più. A differenza della base di ricarica annunciata da Apple infatti, le postazioni sul Boost Up sono rigidamente separate, con quella dedicata al Watch che è anche magnetica e con un’inclinazione tale da consentire l’utilizzo del Watch come sveglia. L’AirPower invece dovrebbe essere un semplice tappetino su cui poggiare nell’ordine e nell’orientamento che si preferisce l’iPhone, il Watch e anche la custodia degli iPad. A voi giudicare cosa è più comodo. Il prezzo è pari a 159,95 euro.

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Le novità però non finiscono qui, perché Belkin ha introdotto anche un adattatore da USB-C a HDMI, che però nel momento in cui scriviamo non è ancora disponibile nello Store italiano. Anche in questo caso però si tratta di una soluzione che va a colmare un vuoto importante, perché consente di espandere ulteriormente le capacità del nuovo iPad Pro. L’adattatore Belkin infatti è l’unico che consente lo streaming sicuro di contenuti da Netflix e iTunes supportando contemporaneamente risoluzione 4K a 60 Hz, HDR e HDCP 2.2. Nel Regno Unito, dove il Belkin è già disponibile nello Store, il prezzo è di 49,95 sterline, pari a circa 60 euro.

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Mouse gaming wireless: i migliori da comprare

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I mouse da gaming wireless hanno la peculiarità di non avere fili da collegare al PC da gaming che possano intralciarvi durante il gioco. Tuttavia, i mouse wireless adatti al gaming veramente validi sono davvero leggi di più...

Arriva Arlo Ultra

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Sarà disponibile a inizio 2019 la nuova Arlo Ultra. Si tratta della videocamera top di gamma dell’omonimo brand che porta a tutti la possibilità di ottenere riprese in visione a 4K Ultra HD con un’ottima qualità, beneficiando anche di notte di una resa di buona fattura, grazie al faro LED integrato.

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OUKITEL K7 Power: rugged da 10.000 mAh a 87 euro!

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Giocate spesso con lo smartphone, ma improvvisamente lui ti ricorda che la carica è inferiore al 20%? Quando siete fuori per lavoro dovreste avere sempre con voi un secondo telefono oppure una Power Bank?… Allora leggi di più...

EOLO nella bufera: arresti domiciliari per l’AD. L’accusa è di aver usato illecitamente frequenze fixed wireless

di Dario D'Elia

La Guardia di Finanza di Busto Arsizio ha confermato gli arresti domiciliari per di Luca Spada, l’amministratore delegato di EOLO, nonché indagini a carico di altri cinque manager e l’azienda stessa – per responsabilità amministrativa. La nota degli inquirenti, riportata dall’ANSA e Adnkronos, sottolinea che la “la società, grazie a modem di ultima generazione forniti ai propri abbonati, utilizzava – senza autorizzazione – una banda di frequenza non assegnata a nessun operatore ed era in grado di offrire una connessione internet più veloce”.

“Tale comportamento, non solo ha arrecato danno allo Stato in assenza del pagamento degli oneri di concessione, ma ha consentito all’azienda di ampliare la propria quota di mercato a discapito della concorrenza che agisce in modo lecito sulle bande consentite”.

In pratica sarebbero state impiegate frequenze prive di corretta licenza per fornire servizi di connettività ultra-broadband basati su tecnologia fixed wireless. La GdF spiega che sarebbe stato accertato l’impiego illecito di un sistema informatico di controllo a distanza –  in tutta Italia – capace di eludere i controlli periodici del Ministero per lo Sviluppo Economico. È stato inoltre effettuato un sequestro di 3,5 milioni di euro sui conti correnti aziendali, pari ai presunti profitti generati dall’illecito.

Le accuse appaiono gravi poiché si parla di “truffa ai danni dello Stato pluriaggravata, furto di radiofrequenze non autorizzate pluriaggravato e turbata libertà dell’esercizio di un’industria o di un commercio”.

A stretto giro il noto provider ha diffuso una nota stampa: “In riferimento a notizie circolate oggi, Eolo apprende con stupore che Luca Spada, amministratore delegato della Società, è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per una vicenda chiarita 2 anni fa presso le sedi competenti. L’azienda e i suoi soci rinnovano la fiducia sia nei confronti del proprio top management che nelle autorità competenti, certi che la vicenda verrà chiarita nell’interesse di tutte le parti coinvolte”.

Da rilevare che l’operatore con sede a Busto Arsizio (Varese) ha oltre 300mila clienti e copre circa 5900 comuni in 14 regioni del nord e centro Italia. A questo punto il timore è che possano profilarsi effetti collaterali sull’erogazione dei servizi.

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Open Fiber si accorda con EOLO, sperimentazione fixed wireless in 4 comuni dei Bandi Infratel

di Dario D'Elia

Open Fiber e EOLO, il principale operatore fixed wireless italiano, hanno siglato un accordo che consentirà di avviare la sperimentazione di servizi ultra-broadband wireless in quattro comuni delle aree bianche oggetto dei bandi Infratel.

Si tratta di un importante passo in avanti per il progetto di “fibra di Stato” poiché, com’è risaputo, la maggior parte delle unità abitative, imprese e comuni saranno cablati sfruttando l’infrastruttura fiber-to-the-home (FTTH) ma per una minoranza verrà impiegato il fixed wireless.

Nello specifico, per i comuni sperimentali di Fino Mornasco (CO), Anguillara Sabazia (RM), Campagnano di Roma (RM) e San Giovanni La Punta (CT) si parla della tecnologia 5G FWA su frequenza 28GHz capace di erogare 100 Mbps nominali. Per altro un servizio che EOLO sta già erogando da qualche mese in 36 province italiane. Ovviamente nei medesimi comuni verranno sperimentate anche le connessioni fisiche, ma per ora non si conoscono i provider partner.

Nel rispetto del primo e secondo bando Infratel, OF si è impegnata a fare di più di quanto richiesto. Invece che limitarsi alle soglie dei 100 Mbps e 30 Mbps, ha previsto infrastrutture abilitanti rispettivamente 1 Gbps e 100 Mbps a seconda dei casi.

Primo Bando Infratel

“La sperimentazione che avviamo con questa partnership con Open Fiber ci permetterà di servire un numero sempre maggiore di zone del nostro Paese, ancora soggette al problema dello speed divide, con servizio ad almeno 100 Mega”, ha confermato Luca Spada, Presidente e Amministratore Delegato di EOLO. “Siamo felici di partecipare da protagonisti ad una rivoluzione epocale, che porterà la fibra ottica pubblica nei territori di provincia dove concentriamo il nostro impegno”.

Secondo bando Infratel

Soddisfazione anche da parte di Simone Bonannini, direttore Marketing e Commerciale di Open Fiber: “Con la sperimentazione a cui EOLO è tra le prime aziende ad aderire, Open Fiber raggiunge un altro importante traguardo mettendo a disposizione degli operatori i servizi in fibra nei primi quattro comuni delle aree bianche”.

“In questo modo anche i cittadini che vivono nei piccoli e medi Comuni potranno beneficiare di una connettività ultraveloce che proietterà l’Italia verso la Gigabit Society”.

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Cuffie True Wireless a confronto: Airpods vs PamuScroll vs TicPods Free (video)

di Alessandro Pentené

In occasione del Black Friday e delle festività natalizie, uno dei regali che può piacere a tutti e che sicuramente sarà oggetto di grande interesse sono le cuffie true wireless. Piccole, comode, tascabili, facili da usare e immediate nell’uso quotidiano. Per chi odia il filo, ma ama la musica, sono un must, e con tutti […]

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Anche lo store di Withings si colora di Black con tanti sconti su smartwatch e non solo

di Pietro Paolucci

Il Black Friday 2018 è arrivato anche sullo store ufficiale di Withings. Quasi tutto il catalogo ha prezzi ritoccati in basso, compresi gli smartwatch come Withings Steel HR, lo Steel standard e prodotti tech fra bilance e articoli vari per controllare lo stato della salute.

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Belle le prime cuffie a marchio Dolby, ma varranno 600 dollari?

di Valerio Porcu

Dolby ha annunciato le Dolby Dimension, un paio di cuffie che segna il debutto di quest’azienda nel mondo dell’hardware – è infatti il primo prodotto che progettano e mettono in vendita. Si tratta di cuffie indirizzate al pubblico più esigente, che promettono una grande qualità audio, con un prezzo sostenuto.

Le Dolby Dimension sono cuffie Bluetooth 4.2, con driver da 40 mm e 15 ore di autonomia dichiarata. Integrano un DAC (Digita to Analogue Converter) e un processore Qualcomm Snapdragon, quindi tutto il sistema di elaborazione è all’interno delle cuffie stesse, senza un elemento esterno. Non manca la riduzione del rumore con modalità Trasparenza. Il sistema di ricarica è di quelli senza fili, e la relativa basetta è inclusa nella confezione.

La potenza dell’hardware e il software servono per generare un effetto spaziale, con una tecnica che Dolby (come altri) chiama Virtualizzazione. Serve per creare un effetto surround; lo abbiamo già visto su altre cuffie in commercio ma se viene da Dolby, che il surround l’ha inventato, è lecito aspettarsi qualcosa di più.

Sui padiglioni ci sono comandi touch e tasti fisici, ma le Dolby Dimension integrano anche accelerometro e giroscopio per tracciare i movimenti della testa. I sensori servono a migliorare l’effetto spaziale: se state guardando un film o giocando su un grande schermo e girate il capo, diciamo per guardare verso un angolo, le Dolby Dimension fanno sì che la percezione audio non ne risulti modificata – mantenendo l’origine del suono nello stesso “posto”. Si tratta quindi di generare un’esperienza multimediale più coinvolgente.

Purtroppo non è presente il formato Dolby Atmos. Secondo l’azienda però la virtualizzazione delle Dolby Dimension, insieme al machine learning fornito dal processore Qualcomm, ci si avvicinano molto. Sono quindi in grado di simulare un suono 5.1.2, regolandosi automaticamente in base al rumore esterno e il tipo di audio che state ascoltando.

Chi le ha già provate afferma che sono “tra le migliori cuffie che ho mai provato. E sono davvero eccezionali quando si guarda un contenuto con Dolby Atmos, come Daredevil su Netflix. Certo, non offrono il pieno suono 3D che si avrebbe da altoparlanti Atmos, ma ci si avvicina”. Un giudizio senz’altro generoso, ma dovremo aspettare ancora un po’ prima che le Dolby Dimension arrivino agli audiofili più esigenti, e che questi esprimano la propria valutazione.

Proveremo queste Dolby Dimension quanto prima, anche perché siamo davvero molto curiosi di scoprire le loro qualità. Dovremo attendere almeno un po’, visto che per ora le Dolby Dimension sono distribuite solo negli Stati Uniti. Il prezzo indicato è 600 dollari (più tasse), una cifra molto sostenuta in confronto ad altre cuffie in circolazione. Le Dimension d’altra parte promettono alcune caratteristiche uniche, e forse si avvicinano almeno un po’ ai modelli (più costosi) amati dagli audiofili più esigenti.

Se cercate un buon paio di cuffie wireless che non costino un occhio della testa, potete prendere in considerazione Sennheiser HD 4.50 Special Edition, che si trovano a circa 180 euro.

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Guida alle Powerline: come funzionano e quali scegliere

di Salvo Vosal
Guida alle Powerline

Si sente parlare delle powerline ma pochi sanno cosa sono e come funzionano. In questa guida cercheremo di approfondire gli aspetti tecnici e poi dopo aver visto le varie opzioni che il mercato offre di segnalarvi i migliori modelli. Breve indice del nostro articolo Cosa sono e come funzionano le poweline? Le differenze fra i modelli […]

Guida alle Powerline: come funzionano e quali scegliere

Padmate PaMu Scroll

di Flavio Piccioni

Nelle ultime settimane si è parlato molto dei nuovi auricolari true wireless (TWS) di Padmate, azienda cinese che ha recentemente lanciato il proprio brand dopo essere stata per 17 anni il produttore di cuffie e auricolari di brand noti e apprezzati quali Monster, Nokia, Huawei e Xiaomi.

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Netgear Nighthawk AX8 e AX12, router Wi-Fi 6 che sembrano astronavi

di Valerio Porcu

Netgear ha annunciato il Nighthawk AX8 e il Nighthawk AX12, i suoi primi router Wi-Fi 6 – il nuovo nome introdotto recentemente per indicare la nuova generazione dello standard 802.11, vale a dire 802.11ax. Come da tradizione, l’azienda ha curato molto anche l’aspetto dei router, scegliendo stavolta un design che ricorda vagamente una nave spaziale. Volendo ci si può vedere un trasporto imperiale preso da Star Wars in effetti, o un caccia con tecnologia stealth.

Compatibilmente con lo standard Wi-Fi 6, i due nuovi router promettono velocità di trasferimento fino a 6 Gbps, gestite da un processore “quad-core” che bilancerà le prestazioni per ottenere sempre i migliori risultati possibili. Grazie alla soluzione QAM (Quadrature amplitude modulation) l’azienda promette anche un’efficienza migliorata del 25% rispetto alle generazioni precedenti. Le antenne (8×8 MIMO) sono integrate nelle “ali”.

Le porte Ethernet disponibili sono cinque (AX12) o sei (AX8), oltre a una dedicata per l’ingresso della linea Internet dal modem. Non manca il controllo vocale tramite Google Assistant o Alexa, ma il materiale stampa non risponde alla fondamentale domanda a che serve il controllo vocale su un router? A bordo ci sono due porte USB 3.0 per collegare hard disk, stampanti e altre periferiche.

La differenza fondamentale tra i due modelli sta nei flussi contemporanei: otto oppure dodici, compatibilmente con il nome del modello (AX8 e AX12 appunto). Chi ha veramente tanti dispositivi da collegare contemporaneamente potrebbe trovare interessante la seconda possibilità.

Prevedibilmente non stiamo parlando di oggetti economici; per ora il Nighthawk AX8 è presente sul catalogo di Amazon USA, con un prezzo base fissato a circa 400 dollari. L’AX12 sarà in distribuzione invece nel primo trimestre 2019.  Se siete interessate a un router Wi-Fi 6 e non volete aspettare, comunque, è già in commercio l’Asus RT-AX88U a circa 400 euro. In previsione delle legittime cautele da parte dei compratori, inoltre, Netgear sta introducendo il servizio “Wi-Fi as a service”; a quanto pare che sia una sorta di periodo di prova gratuito di 90 giorni.

Se vuoi migliorare le prestazioni wireless casa, più che un nuovo router probabilmente ti serve un sistema mesh come Huawei Wi-Fi Q2 (250 euro).

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Apple Pencil 2 non si può ricaricare tramite le basi di ricarica wireless Qi

di Leonardo Zannini
Nell’evento Apple tenutosi settimana scorsa sono stati presentati molti prodotti interessanti, dal MacBook Air al Mac Mini, passando per i nuovi iPad Pro e anche dalla nuova Apple Pencil, strumento praticamente indispensabile per chi usa i leggi di più...

Xiaomi presenta AirDots, l’alternativa economica alle AirPods di Apple

di Lucia Massaro

Xiaomi è nota non solo per i suoi smartphone ma anche per i suoi accessori economici, che toccano ogni categoria dell’elettronica di consumo. Ed ecco ora AirDots, le cuffie wireless che ricordano nella forma e nel nome le AirPods di Apple.

Le cuffie del produttore cinese si presentano con un design semplice ed ergonomico e con una custodia compatta che funge da caricabatterie. Sono leggere, pesano solo 4,2 grammi ciascuna e – a differenza del prodotto dell’azienda di Cupertino – queste non hanno una forma allungata ma capsulare. Non manca ovviamente una zona touch da dove è possibile gestire il volume, cambiare canzone o rispondere a una chiamata.

La connettività è assicurata dal Bluetooth 5.0 e il tutto è alimentato da una batteria da 40 mAh che dovrebbe offrire un’autonomia fino a 4 ore e fino a 12 ore con la custodia, che a sua volta integra una batteria di 300 mAh.

Le AirDots arriveranno sul mercato a partire dall’11 Novembre al prezzo di 199 yuan (circa 25 euro), ma per il momento la commercializzazione è limitata alla Cina. Tuttavia, anche se le funzionalità sono sostanzialmente le stesse delle AirPods di Apple, resta da capire quanto si avvicinino in termini di qualità audio e affidabilità delle prestazioni.

È chiaro comunque come gli auricolari wireless stiano guadagnando terreno e chissà se in futuro non ce li ritroveremo già inclusi nella confezione di vendita degli smartphone.

Xiaomi Redmi Note 5, il killer della fascia media caratterizzato da un ottimo rapporto qualità/prezzo, è acquistabile su Amazon a 189 euro. Lo trovate a questo link.

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AirDots: le AirPods di Xiaomi

di Francesco Ciannamea

Xiaomi è un brand molto conosciuto. Oltre agli smartphone, si occupa di accessori che commercializza a prezzi davvero irrisori. È il caso delle AirDots, auricolari che tentano di rivaleggiare direttamente con le ben più blasonate AirPods.

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Xiaomi AirDots: alternativa low cost alle Apple AirPods

di Andrea Rossi
Xiaomi non smette mai di stupire e continua a lanciare sul mercato smartphone e accessori davvero degni di nota a prezzi da urlo. Dopo la presentazione di Xiaomi Mi MIX 3, che una volta commercializzato leggi di più...

Lenovo presenta i nuovi auricolari Air Wireless Bluetooth Headset

di Andrea Genovese

Lenovo durante l’evento di presentazione dello Z5 Pro, ha annunciato anche i nuovi auricolari Air Wireless Bluetooth Headset portando un’alternativa valida sul mercato mondiale.

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Continua a leggere Lenovo presenta i nuovi auricolari Air Wireless Bluetooth Headset su Androidiani.Com


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Fresh ‘n rebel presenta tre nuovi auricolari

di Andrea Rossi
Già da tempo siamo attenti alle esigenze di chi ascolta musica per più ore al giorno, proponendovi guide alle migliori cuffie presenti sul mercato. È quindi un0ottima notizia sapere che Fresh ‘n Rebel, marchio olandese leggi di più...
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