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Ieri — 18 Febbraio 2019RSS feeds

TCL pensa a un wearable pieghevole

di Antonino Caffo

Di norma associamo il marchio TCL ai televisori oppure ai brand controllati Alcatel e BlackBerry, per gli smartphone. Eppure, la compagnia cinese potrebbe presto debuttare nel mondo della tecnologia indossabile, lanciando sul mercato uno smartwatch o una smartband con display che va oltre le iterazioni attuali, ovvero dilungandosi sul braccio grazie al suo tipo di costruzione flessibile.

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Samsung fa autogol: l’app Galaxy Wearable svela i nuovi indossabili in arrivo

di Lucia Massaro
Un caso che fa sorridere. Un aggiornamento dell’applicazione Galaxy Wearable per Android ha inavvertitamente rivelato un’intera gamma di prodotti wearable, tra cui uno smartwatch, degli auricolari wireless e due fitness band. La scoperta è stata fatta dall’account Twitter SamCentralTech. Il nuovo orologio si chiamerà Galaxy Watch Active e avrà una cassa da 40 mm. Secondo […]

Un’app di Samsung svela i nuovi indossabili

di Antonino Caffo

In attesa di scoprire tutto ciò che ci riserverà il nuovissimo Galaxy S10 (e gamma inclusa), oggi Samsung ha in pratica svelato ufficialmente la prossima flotta di indossabili.

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TicWatch S2: Sfrutta (quasi) bene ciò che ha | Recensione

di Stefano Volponi

Mobvoi è forse una delle poche aziende che ancora punta sugli smartwatch Android. Lo scorso anno abbiamo provato le prime versioni dotate di Android Wear e destinate al mercato occidentale. Quest’oggi vi proponiamo la recensione di TicWatch S2, versione aggiornata del precedente modello.

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DT NO. 1 S10: la recensione dello smartwatch super economico

di Pasquale Marzocchella

Nel mondo ormai saturo dei dispositivi indossabili fa il suo ingresso DT NO.1 S10, sportwatch super economico che non rinuncia allo stile. Scopriamo insieme se questo nuovo smartwatch ha le carte in regola per ritagliarsi un posto nel settore.

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Le migliori offerte MediaWorld per San Valentino fra iPhone, PS4, Nintendo Switch e Smart TV

di Lorenzo Spada
Migliori offerte MediaWorld San Valentino

Dopo avervi riportato le migliori offerte Amazon per San Valentino, volgiamo la nostra attenzione a MediaWorld, colosso dell’elettronica e uno dei punti di riferimento del settore in Italia. In occasione di San Valentino, l’azienda sta proponendo l’iniziativa “Un amore HiTech” e che andrà avanti per tre giorni, fino al 13 febbraio, con offerte interessanti legati, […]

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Samsung brevetta una maglietta smart per monitorare l’attività polmonare

di Alessandro Crea

I capi smart saranno nei prossimi anni una realtà che consentirà di raccogliere dati su salute e prestazioni sportive in maniera sempre più puntuale ed affidabile. Lo sa bene Samsung che ha di recente brevettato una maglietta dotata di particolari sensori, in grado di raccogliere dati sullo stato dei polmoni, al fine di diagnosticare disturbi e malattie e monitorare le prestazioni sportive.

La casacca che si vede nei disegni che accompagnano il brevetto appare come una normale T-shirt, ma integra particolari sensori che, a seconda del numero e della disposizione, sono in grado di rilevare diversi parametri, soprattutto attraverso l’auscultazione. In questo modo possono suggerire la presenza di polmonite, asma, enfisema, ostruzione polmonare, bronchite e altri disturbi cronici del sistema respiratorio.

Le diagnosi prodotte, come accade anche ora con altri dispositivi in grado di rilevare i parametri di altri organi vitali come il cuore, non sono da ritenersi definitive e non hanno valenza medica, ma possono essere utili come spia di un possibile problema, spingendo l’utente a rivolgersi a un medico professionista per gli accertamenti del caso.

La maglietta, che come tutti i brevetti potrebbe anche non raggiungere mai i negozi sotto forma di prodotto, può in realtà assumere molte forme e il suo utilizzo è limitato unicamente dalla fantasia. Può ad esempio essere utilizzata per monitorare le prestazioni sportive, registrando la capacità polmonare, ma può essere utilizzata a fini sanitari per controllare lo stato di salute di un paziente, ad esempio per anticipare l’eventuale recidività di qualche disturbo. Nei disegni del brevetto ad esempio se ne ipotizza l’uso anche con neonati, per anticipare problemi di salute legati a raffreddamento.

Xiaomi punterà tutto su smartphone e IoT nei prossimi 5 anni

di Lucia Massaro

Xiaomi ha annunciato la nuova strategia per i prossimi cinque anni: puntare tutto su smartphone e AIoT, dove per AioT si intende l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi dell’Internet Of Things.  L’annuncio è stato fatto dal CEO Lei Jun in occasione dell’annuale festa aziendale tenutasi a Pechino.

Come tutti ormai sappiamo, Xiaomi non è solamente un’azienda produttrice di smartphone ma ha creato intorno a sé un vero e proprio ecosistema fatto di oggetti di ogni tipo e di dispositivi intelligenti. E proprio nell’IoT, l’azienda si dice pronta a investire ben 10 miliardi di yuan (più di un miliardo di euro) nei prossimi cinque anni.

Xiaomi attualmente collega oltre 132 milioni di dispositivi (esclusi smartphone, tablet e pc) confermandosi come la più grande piattaforma IoT consumer al mondo. Inoltre, la collaborazione con TCL Group rafforzerà il business degli elettrodomestici, in particolar modo quello dei condizionatori d’aria e delle lavatrici.

Oltre i confini nazionali, però, il produttore è conosciuto soprattutto per i suoi smartphone caratterizzati da un ottimo rapporto qualità/prezzo. In pochi anni Xiaomi ha raggiunto dei risultati sorprendenti arrivando ad essere il quarto produttore di smartphone al mondo e il primo nel mercato wearable. Nel terzo trimestre del 2018, il 43,9% delle entrate totali provenivano dai mercati internazionali. E sicuramente ha ancora tanto potenziale da poter esprimere.

La nuova strategia potrebbe rivelarsi davvero quella vincente soprattutto dopo la recente decisione di rendere la serie RedMi un marchio indipendente. Un contesto aziendale a doppio marchio darà la possibilità a Xiaomi di poter puntare di più – in termini economici, di innovazione e di ricerca – sui dispositivi di fascia alta della serie Mi. In questo modo, il produttore di Shenzhen potrà fare il salto di qualità che lo porterà a competere con i grandi marchi, primo fra tutti Huawei che – a suo tempo – ha seguito la stessa strategia con Honor.

È probabilmente in quest’ottica che Xiaomi afferma di volere continuare la sua espansione globale sviluppando nuovi canali di vendita offline e migliorando i propri canali online. Alla fine, è una strategia che sta già mettendo in atto se pensiamo che in Italia in poco più di sei mesi ha inaugurato quattro Mi Store.

Il Mi Mix 2S  è stato uno degli smartphone top di gamma Xiaomi per il 2018. Nella versione da 6 GB di RAM è attualmente in offerta su Amazon con circa 250 euro di sconto sul prezzo di listino. Lo trovate a questo link.

IBM, sensori sulle unghie per monitorare il Parkinson e altri disturbi

di Alessandro Crea

A volte dettagli microscopici possono nascondere tantissime informazioni fondamentali, in grado di rivelare dettagli inaspettati e difficilmente rilevabili altrimenti. È il caso ad esempio dei micromovimenti delle unghie delle mani, flessioni, curvature etc. che rivelano il modo in cui manipoliamo gli oggetti e, di conseguenza, la presenza di eventuali disturbi di vario tipo. Tenendo a mente questo, i ricercatori dell’IBM hanno realizzato un sensore da apporre sulle unghie, in grado di comprendere il progredire di malattie come ad esempio il Parkinson.

Sostanzialmente il dispositivo consiste in un insieme di sensori applicati tramite colla su un’unghia della mano, un chip che ne raccoglie i dati e li trasmette tramite bluetooth a un wearable, ad esempio un Apple Watch, e ovviamente una batteria per l’alimentazione.

Da qui poi i dati vengono trasmessi al cloud dove l’intelligenza artificiale si occupa di analizzarli e ricavarne informazioni utili. In futuro l’idea è quella di realizzare un vero e proprio wearable miniaturizzato che possa essere indossato sul dito per raccogliere questo tipo di informazioni sui movimenti delle unghie.

Analizzando tramite algoritmi di machine learning elementi come l’intensità della stretta, la direzione, la pressione, la flessione etc. di un’unghia è a quanto pare possibile ricavare preziose informazioni non soltanto sul Parkinson, ma anche su altri disturbi, ad esempio di natura cardiovascolare e persino sulla schizofrenia. Sarà semplicemente sufficiente mettere a punto algoritmi differenti per analisi diverse.

Non solo, in futuro dispositivi indossabili di questo tipo potranno consentire anche al messa a punto di nuove interfacce, consentendo così ad esempio di comunicare anche alle persone affette da tretraplegia.

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Wearable, continua la crescita: nel 2019 verranno spediti oltre 200 milioni di dispositivi

di Christian Mazza

Stando a quanto riportato da IDC, società che si occupa di analisi di mercato, le vendite globali dei dispositivi indossabili raggiungeranno l’importante soglia delle 125,3 milioni di unità distribuite in tutto il mondo. Una crescita, rispetto al 2017, dell’8,5% e che non si esaurirà qui perché, entro il 2019, smartwatch e smartband continueranno la loro crescita, superando le 200 milioni di unità spedite e registrando un incremento totale dell’11%.

Andando ad analizzare più da vicino i dati resi noti, entro la fine dell’anno saranno 72,8 milioni gli smartwatch spediti in tutto il mondo, con una previsione più che rosea entro il 2022, anno in cui la distribuzione di smartwatch dovrebbe sfiorare i 120 milioni, dato in crescia del 13, 3%. Più o meno stabile il dato che riguarda le smartband che, nel medesimo quinquennio (2018-2022), vedranno un leggera crescita (0,3%) con un totale di 47 milioni di unità distribuite a livello globale.

Sono dati incoraggianti quelli che arrivano anche da accessori smart di seconda fascia ma che iniziano a ricoprire un ruolo sempre più di rilievo nella quotidianità: auricolari e accessori audio indossabili raggiungeranno il 6,8% entro il 2022 e la scelta dei produttori di eliminare il jack da 3,5mm per i device ricoprirà un ruolo fondamentale.

Infine, Watch OS è ancora il sistema operativo più diffuso: Apple Watch infatti, stando ai dati diffusi, si è assicurato il 44,4% di market share. Un dato che sembra però destinato a subire una significativa flessione entro il 2022, con una percentuale che dovrebbe attestarsi attorno al 35%.

Se stai cercando una fitness band economica e che funzioni anche con iPhone, la Xiaomi Mi Band 3, è in grado di notificare da tutte le applicazioni, monitorare il sonno e tante attività. La trovi su Amazon a 29,58 euro.

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Microsoft: un brevetto contro il Parkinson

di Carla Stea

microsoft parkinson

Microsoft ha depositato il brevetto per uno smartband che potrebbe contribuire al controllo della sintomatologia del morbo di Parkinson. L’idea è potenzialmente vincente e la tecnologia che serve, fondamentalmente, esiste già.

Microsoft: l’idea per controllare il Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia che condiziona fortemente l’intera esistenza di chi ne è affetto. Colpisce il sistema nervoso e fra le conseguenze più evidenti ci sono i movimenti involontari di alcuni arti, fra i quali quelli delle braccia e delle mani. Il brevetto depositato da Microsoft a giugno 2017 potrebbe permettere di sviluppare uno smartband in grado di fornire il giusto supporto per controllare i movimenti involontari degli arti, nel limite del possibile, nella sua area di azione.

Come anticipato, in linea di massima la tecnologia base per poter trasformare il brevetto in realtà esiste già: servono dei sensori di feedbak aptico, gli stessi utilizzati negli smartphone, negli smartwatch ed anche nei gamepad delle più famose console da gioco. Normalmente, questi sensori restituiscono un riscontro all’utente – tramite vibrazione –  in determinate situazioni: la pressione prolungata del dito sul display, una particolare azione durante un gioco o altro ancora.

microsoft parkinson

L’idea è che questo sensore possa restituire un feedback all’arto per controllarne il movimento involontario. Stando a quanto presentato all’interno del brevetto, si tratterebbe di un sistema di sensori che dovrebbero interagire fra loro, legando il funzionamento dell’uno ai parametri trasmessi dall’altro. Questo probabilmente è il passaggio più complicato del progetto – per ora astratto, mera carta di natura legale – di Microsoft. La difficoltà maggiore potrebbe stare proprio nella ricerca e messa a punto della gamma di sensori necessari per monitorare costantemente chi indossa il wearable e permettere al feedback aptico di intervenire quando necessario, regolando così i movimenti involontari.

Il deposito del brevetto rappresenta una sorta di ipotesi del possibile: Microsoft ritiene che tale opportunità possa in futuro essere concretamente impiegabile e ne ha pertanto registrata la proprietà intellettuale in attesa di un eventuale sviluppo.

L’attuabilità del brevetto

Al momento, la terapia farmacologica principale che permette di tenere sotto controllo l’avanzamento del morbo di Parkinson – dal quale non è possibile guarire – è la somministrazione di L-Dopa, amminoacido precursore della dopamina, la cui carenza è responsabile di tutta la sintomatologia legata alla malattia.

Nel caso in cui il brevetto di Microsoft desse origine ad uno smartband in grado di controllare tramite feedback aptici i movimenti involontari degli arti, per la prima volta si agirebbe con stimolazioni meccaniche e non tramite la somministrazione dell’amminoacido appena descritto. Il meccanismo potrebbe essere similare a quello di un cucchiaio già realizzato per consentire ai pazienti di poter portare il cibo alla bocca controllando e bilanciando il tremolìo attraverso un meccanismo proattivo.

Tuttavia, ci sono dei punti sui quali è necessario fare luce per vincere lo scetticismo iniziale: resta da chiarire in che modo il movimento generato dal sensore potrebbe contribuire a controllare e ridurre i disturbi del morbo di Parkinson. Difficilmente l’indossabile potrebbe sostituirsi alla cura principale e se l’idea fosse funzionante sarebbe più probabile che venisse affiancata alle terapie ad oggi utilizzate, riducendo l’impatto della patologia sulla qualità di vita dei pazienti.

Non sappiamo se l’idea diventerà mai realtà, ma certamente ci si augura che lo smartband possa essere pioniere di una nuova frontiera nel controllo della sintomatologia del morbo di Parkinson. Del resto, sono sempre di più i dispositivi indossabili dotati di feature focalizzate sul benessere a la salute del paziente. L’ultimo, ed il più discusso, è certamente il nuovo Apple Watch 4, in grado di effettuare un elettrocardiogramma direttamente dal polso.

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Google, con Jacquard non dimentichi lo smartphone

di Marco Locatelli

La giacca intelligente Jacquard realizzata da Google e Levi’s non è una novità (è stata commercializzata in USA oltre un anno fa), ma è di oggi – come riporta Android Police – l’annuncio di una nuova funzione studiata per aiutare l’utente a non dimenticare il suo smartphone.

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Apple AirPods: brevetto mostra sensori biometrici

di Carla Stea

aipods brevetto

Apple avrebbe depositato un nuovo brevetto per un modello futuro di AirPods. Auricolari intercambiabili fra loro e sensori biometrici per trasformarli in activity tracker fra le idee principali.

Nuovi Apple AirPods: il brevetto

Solo qualche giorno fa, il famoso analista Kuo ha rilasciato le sue previsioni a riguardo dei futuri modelli di AirPods. Il prossimo anno dovrebbe arrivare un aggiornamento della versione presentata nel 2016, con supporto alla ricarica wireless. Le vere novità sarebbero attese invece per il 2020, quando Apple potrebbe presentare un nuovo modello dei suoi celeberrimi auricolari. Kuo non ha rilasciato ulteriori informazioni sulle possibili caratteristiche che i futuri AirPods potrebbero avere.

Tuttavia, un nuovo brevetto – depositato tempo fa dal colosso di Cupertino, ma accettato solo in questi giorni – offre nuove informazioni su quelle che potrebbe essere le intenzioni future di Apple in tema di AirPods.

apple airpods brevetto

Il documento riporta di auricolari che non sarebbero più soggetti alla divisione fra destra e sinistra, in base all’orecchio in cui sono alloggiati. La loro forma dovrebbe consentire di indossarli indifferentemente all’interno di uno o dell’altro padiglione auricolare. Chiaramente, la tecnologia all’interno dovrebbe consentire al firmware di riconoscere in tempo reale come sono posizionati gli auricolari, adeguando il suono di conseguenza.

airpods brevetto

Inoltre, un sensore biometrico – come riporta il brevetto – dovrebbe appoggiarsi saldamente ad una parte dell’orecchio. Questo potrebbe essere interpretato come la volontà di utilizzare gli AirPods anche come acitivity tracker in grado di monitorare parametri vitali quali il battito cardiaco o la temperatura corporea, ad esempio. Una novità che potrebbe rendere ancora più popolare il già diffusissimo accessorio.

Al momento, oltre al brevetto, non ci sono altre informazioni a riguardo. Pertanto, è bene prendere le informazioni per quello che sono: pura teoria. Non è chiaro se Apple sia già a lavoro per trasformarle in progetti concreti, dunque questo concept di nuovi AirPods potrebbe vedere la luce oppure rimanere nel cassetto dei brevetti mai sfruttati. Quello che è abbastanza certo è che un importante aggiornamento del modello del 2016 è necessario, resta solo da capire in che modo sarà realizzato.

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Xiaomi batte Apple nel mercato dei dispositivi indossabili

di Lucia Massaro

Un nuovo traguardo per Xiaomi. Dopo aver annunciato di essere diventato il quarto produttore di smartphone in Italia, ora l’azienda guidata da Lei Jun ha guadagnato la prima posizione in una classifica dominata da tempo da Apple, quella del mercato wearable. Secondo un rapporto dell’International Data Corporation (IDC), nel terzo trimestre del 2018 il marchio cinese ha superato per numero di unità vendute il colosso di Cupertino.

Xiaomi ha visto aumentare le sue vendite unitarie di un incredibile 90,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente con un totale di 6,9 milioni di dispositivi indossabili spediti. L’IDC attribuisce questo successo al lancio della Mi Band 3 e all’espansione dell’azienda fuori dai confini nazionali cinesi. Sebbene le vendite cinesi rappresentino in genere l’80% delle spedizioni totali, in questo semestre sono scese al 61% confermando la presenza del marchio in altri mercati come quello europeo.

Al secondo posto troviamo Apple, che ha registrato una crescita del 50,4%. A spingere le vendite sembra sia stato l’Apple Watch Series 3 grazie al ribasso del prezzo. Mentre, probabilmente a causa del costo un po’ elevato solo il 20% è dato dall’ultimo Watch Series 4. Fitbit al terzo posto continua a soffrire con un calo del 3,1%. Infine, sia Huawei che Samsung sono cresciute rispettivamente del 20,3% e del 91%.

Secondo IDC, il mercato wearable nel suo complesso continua a crescere con un incremento totale del 21,7% grazie soprattutto a dispositivi più basilari – come le smartband – venduti a prezzi più bassi. D’altro canto, però, il rapporto afferma che i grandi marchi come Apple e Fitbit potranno consolidare la loro posizione grazie all’introduzione dell’assistenza sanitaria negli smartwatch.

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Apple AirPods con ricarica wireless nel 2019

di Carla Stea

apple airpods wireless

Il prossimo anno potrebbero essere ufficializzate le nuove cuffie Apple AirPods con una novità lungamente attesa: a bordo potrebbe esserci l’atteso supporto alla ricarica wireless. La notizia non è ufficiale, ma la fonte della previsione è decisamente attendibile e il vantaggio concorrenziale di una novità similare sarebbe del tutto importante per un accessorio tanto apprezzato dall’utenza Apple.

Nuove AirPods nel 2019 e nel 2020

La fonte delle previsioni è il noto analista Ming-Chi Kuo, ormai una garanzia quando si tratta di dare una sbirciatina ai piani futuri del colosso di Cupertino. Gli auricolari Apple, accessorio must per chi possiede un iPhone, potrebbero finalmente integrare l’atteso supporto nativo alla ricarica senza fili. Una mancanza che ormai si é fatta sentire fin troppo. Non solo i singoli auricolari continueranno a ricaricarsi senza fili all’interno della loro basetta, ma anche quest’ultima smetterà di essere dipendente dal cavetto lightning.

Oltre alla novità che riguarda la ricarica, le prossime AirPods supporteranno un nuovo tipo di Bluetooth (si spera lo standard 5.0) oltre a nuovi materiali di costruzione. Infatti, il case dev’essere studiato per poter supportare temperature di ricarica più elevate ed un nuovo design per integrare il sistema wireless. Questo cambiamento potrebbe far salire i costi di produzione del case di protezione fino al 60% in più rispetto agli attuali. Non esattamente una buona notizia per gli acquirenti futuri delle celeberrime cuffiette Apple, anche se non è chiaro quanto di questo costo supplementare possa essere scaricato sull’utente finale.

Ad ogni modo, le previsioni di Kuo a riguardo delle vendite sono tutt’altro che al ribasso. Dai 16 milioni di unità vendute nel 2017 entro il 2021 si dovrebbe arrivare a ben 100 milioni. Cifre da capogiro, più che attendibili se si tratta di ragionare nell’ordine di grandezza di Apple.

apple airpower

Inoltre, sembra che l’azienda sia finalmente pronta a rilasciare ufficialmente anche il tappetino di ricarica wireless AirPower, tanto atteso negli ultimi keynote, ma mai ufficializzato. Secondo Kuo, auricolari e base di ricarica wireless potrebbero arrivare entro il primo trimestre del 2019 ed andranno nel calderone delle tante altre novità che i produttori di smartphone ed accessori hanno in serbo per il pubblico.

Infine, Kuo ha previsto anche un nuovissimo modello di AirPods del quale non si conosce ancora nulla e che non sarà ufficiale prima del 2020. Fra le possibili feature, secondo alcuni rumor, potrebbe esserci la resistenza al sudore ed una nuova integrazione con Siri, che ne semplificherà l’interazione.

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Smartwatch, prevista una crescita del 26% nel 2019

di Carla Stea

Wearable in crescita

Il settore degli smartwatch continua a crescere. Al suo interno cambiano gli equilibri, ma i risultati globali sono buoni. Il report della società di ricerca ed analisi Gartner offre un punto di vista interessante sulla situazione attuale e futura del settore dei wearable.

Smartwatch: nel 2019 +26% di vendite rispetto al 2018

I wearable piacciono, in generale. Piace l’idea di indossare tecnologia per poter semplificare la propria vita quotidiana grazie al supporto di accessori intelligenti e poco ingombranti. Piace l’idea di accantonare temporaneamente lo smartphone per indossare al polso le proprie informazioni. Piace avere un orologio smart, piace avere tool di monitoraggio e controllo sempre a disposizione. Attualmente, ma le cose cambieranno nel prossimo futuro, il wearable per eccellenza è lo smartwatch in tutte le sue declinazioni. Dall’orologio ibrido allo smartwatch vero e proprio, ad ogni polso l’accessorio che meglio risponde alle esigenze di chi lo indossa.

La tabella mostra il numero di unità spedite (in termini di milioni) delle diverse tipologie di wearable. L’andamento degli orologi intelligenti  è chiaro: si prevede che saranno spediti circa 22 milioni di pezzi in più nel 2019 rispetto al 2018. Entro il 2022 le vendite dovrebbero addirittura raddoppiare.

Tuttavia, calerà il prezzo medio di questo genere di wearable, che attualmente fa riferimento come tetto più alto a quello degli Apple Watch. Nel prossimo futuro la situazione migliorerà grazie ad una aumento della concorrenza, decisa a lanciare prodotti più economici, e ad un calo generale dei costi dei materiali di produzione dei wearable.

Al suo interno, il settore degli smartwatch diventa sempre più eterogeneo ed in grado di rispondere ad un numero crescente di esigenze differenti. C’è chi lo sceglie per monitorare parametri vitali come l’andamento della frequenza cardiaca, chi ha bisogno di controllare le notifiche senza utilizzare lo smartphone, chi vuole un compagno di sport più intelligente degli smartband ed anche chi necessita di un orologio classico ed elegante pur senza rinunciare al fascino del dispositivo connesso. Quest’ultima possibilità di business è stata fiutata da molti brand di alta moda, che hanno realizzato il proprio smartwatch griffato disponibile in diversi modelli e versioni.

In ultimo, non è da trascurare il crescente utilizzo di wearable di questo genere per controllare a distanza i più piccoli: smartwatch colorati e leggeri con schede GSM all’interno, che permettono di localizzare i bambini offrendo loro la possibilità di chiedere velocemente aiuto in caso di bisogno.

Auricolari ed occhiali smart in forte crescita

Il mercato dei wearable è attualmente dominato dagli smartwatch, ma è solo questione di tempo prima che nuovi attori si facciano spazio con prodotti che sperimenteranno una crescita che – secondo le previsioni – sarà letteralmente esplosiva. Gli auricolari smart, quelli dotati di assistente vocale e funzioni per il tracciamento dei parametri vitali per intenderci, passeranno dalle 46,12 milioni di unità spedite nel 2019 a più del triplo (158,43 milioni) nel 2022. Una diffusione impressionante dovuta alla crescente quantità di tecnologia implementata all’interno degli accessori per le orecchie.

Un altro prodotto, che adesso sembra ancora appartenente ai film di fantascienza, riguarda gli occhiali smart. Dai 34,83 milioni di unità spedite nel 2019 si passerà a quasi il doppio (80,18) nel 2022. Attualmente gli occhiali smart – dotati di display e compatibili con realtà aumentata e virtuale – sono molto costosi e non hanno design ed ergonomia che incontrano il gusto dell’utilizzatore.

Per il momento è impensabile indossare un paio di occhiali smart per tutto il giorno, ma i passi in avanti della tecnologia permetterà agli accessori di arrivare ad un livello di sviluppo tale da permettergli di entrare nel quotidiano dei consumatori che li sceglieranno.

Non trascurabile nemmeno la diffusione sempre maggiore di capi di abbigliamento smart, come le scarpe sportive dotate di contapassi, degli smartband ed anche degli orologi con feature dedicate esclusivamente allo sport, inclusi quelli di nicchia come il golf. Complessivamente, il settore dei wearable passerà da 225,12 milioni di unità spedite nel 2019 a 453,19 milioni nel 2022. Una crescita che sarebbe corretto definire esponenziale, più che lineare.

 

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Vodafone OneNumber ufficiale: abilita l’eSim su Apple Watch!

di Canna
Come anticipato qualche giorno fa da quello scatto rubato, ecco che diventa ufficiale l’offerta di Vodafone per abilitare la eSim dell’Apple Watch.  Si chiama Vodafone OneNumber e permette di abilitare la tecnologia eSim su Appel Watch Series 4 (modello GPS […]

Recensione TicWatch Pro : Non come gli altri

di Stefano Volponi

Mobvoi è un’azienda il cui nome viene, finalmente, associato a prodotti di buona qualità il cui prezzo risulta essere decisamente aggressivo per  il mercato. L’anno scorso erano usciti sul mercato con due dispositivi il cui successo fra il pubblico è innegabile. Quest’anno ci riprovano con un nuovo prodotto: Ticwatch Pro. Cosa cambia? Una maggiore attenzione all’autonomia.

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Nuovo Apple Watch Series 4: foto, caratteristiche e prezzi!

di Canna
La presentazione di Cupertino non ha portato solo i nuovi iPhone ma si è aperta proprio con la presentazione del nuovo Apple Watch Series 4. Si tratta di uno smartwatch che si rinnova nel design grazie ad un display più […]

Galaxy Watch: uno smartwatch dalla lunga autonomia!

di Canna
Samsung  ha presentato oggi il nuovo Samsung Galaxy Watch a New York, in concomitanza con il Galaxy Note 9. Samsung punta su uno smartwatch in grado di offrire una lunga autonomia, tallone d’Achille del settore, connettività LTE e funzionalità legate […]
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