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Le 10 auto usate economiche con più km vendute a gennaio 2020

di Donato D'Ambrosi

Se doveste comprare un’auto usata con la minima spesa, probabilmente cerchereste tra le auto usate economiche con più chilometri. Un acquisto che per molti potrebbe sembrare azzardato, visto che il rapporto degli italiani con l’auto è più platonico che basato sulla manutenzione auto ordinaria. E invece secondo un’indagine sulle auto usate online, ci sono modelli di auto usate intramontabili, che al di là del valore e dei km sono tra le auto usate più vendute in 2 mesi.

AUTO USATE ECONOMICHE, L’INDAGINE ONLINE

La classifica delle auto usate economiche con più chilometri proviene da un’elaborazione di Autouncle sul numero di auto usate vendute online in meno tempo. Sono state considerate le auto usate con meno di 10 anni di età e la percorrenza media maggiore, a fronte del maggior numero di vendite tra gennaio e febbraio 2020. Guardando la classifica delle auto usate più economiche per vendite, si capisce come ormai sia incrinato il binomio auto tedesche-indistruttibilità.

LE 5 AUTO USATE PIU’ VENDUTE CON PIU’ KM

Non sorprende che tra le auto usate più economiche vendute online ci siano molte Fiat, quanto invece il fatto che le auto FCA sono nelle prime 5 posizioni della classifica. L’auto usata con una media di più chilometri è la Fiat Bravo, venduta in oltre 1100 esemplari. La Fiat Punto Evo però fa meglio, forte della sua presenza stabile tra le 10 auto nuove più vendute per molti mesi, è la scelta preferita per oltre 3500 utenti, nonostante i suoi 126 mila km in media. La Fiat Freemont, con in media 120 mila km, può dare ancora tanto, se si pensa che nasce come auto per la famiglia e i grandi spostamenti.

AUTO USATE ECONOMICHE, MA NON TROPPO CON LE MARCHE STRANIERE

Tra le altre 5 auto usate più economiche bisogna arrivare in ultima posizione per trovare una tedesca. La Volkswagen Passat è la seconda più venduta (e la più cara), ma con una media di km di gran lunga più bassa (106 mila km). Una sola francese, ancora una volta monovolume, e due Opel ma di tipologia totalmente diversa sono tra le auto usate economiche che gli italiani hanno cercato e acquistato di più tra gennaio e febbraio 2020.

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Xiaomi cresce ancora nell’ultimo trimestre del 2019 grazie al mercato estero

di Pietro Paolucci

Xiaomi non si ferma più e nell'ultimo trimestre del 2019 si gode una crescita importante per smartphone venduti, specie sul mercato estero. Ecco tutti i dettagli e i numeri di Xiaomi rilevati da Strategy Analytics.

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Auto Usate, crollo delle Diesel nel 2020: -11% di vendite

di Donato D'Ambrosi

Le auto usate perdono l’11% di vendite, un crollo che fa pensare a una minore fiducia verso le auto diesel sia da parte dei consumatori che dei rivenditori di auto. A gennaio 2020 le auto usate restano la prima scelta degli italiani che vogliono cambiare veicolo. Nel confronto tra diesel e benzina, i veicoli a gasolio però sono in picchiata sia tra i privati che tra i professionisti, mentre continuano a crescere le radiazioni di auto.

AUTO USATE DIESEL, IL CROLLO DI VENDITE A GENNAIO 2020

Secondo il bollettino Auto-Trend ACI elaborato sui dati del Pubblico Registro Automobilistico, a gennaio 2020 sono state vendute 175 auto usate ogni 100 auto nuove immatricolate. Un dato che, a dispetto del calo di vendite di auto usate di quai il 7% rispetto a gennaio 2019, conferma la solidità conclamata del mercato. Complessivamente a gennaio 2020 hanno cambiato proprietario circa 20 mila veicoli in meno rispetto al 2019: 267.903 contro 287.807. Se si mette sulla bilancia il numero di veicoli per alimentazione, i veicoli usati calano nei passaggi di proprietà (-11,5%) e anche nelle minivolture (-6,7%), cioè i passaggi di proprietà tra rivenditori.

ANCHE I RIVENDITORI STANNO CAMBIANDO IDEA SULLE AUTO USATE DIESEL

Questo significa che il clima di incertezza dovuto ai blocchi delle auto diesel, sta cambiando anche le strategie commerciali di chi fa delle auto usate la sua fonte di guadagno. Al contrario invece cresce per la prima volta la tendenza dei rivenditori a mettere in vetrina auto usate a benzina (+5,8%). Le auto a benzina a gennaio 2020 sono aumentate anche nelle prime iscrizioni del +4%, dimostrando che gli italiani non hanno poi tanti dubbi se scegliere un’auto nuova a benzina o diesel. E’ quasi ribaltato il paradigma che voleva il parco auto nuovo e usato sbilanciato verso i veicoli a gasolio. Si presume che questo cambiamento si rafforzerà nei prossimi mesi con la diffusione delle Fiat mild-hybrid tra le auto più vendute in Italia.

MENO RADIAZIONI DI AUTO USATE RISPETTO ALLE IMMATRICOLAZIONI

A gennaio 2020 diminuiscono anche le radiazioni di auto11,3% rispetto al mese del 2019 (ogni 100 auto immatricolate ne sono state radiate 85). In negativo nel primo mese del 2020  anche le radiazioni dei motocicli che hanno fatto rilevare a gennaio un vistoso calo dell’14,7% (-10,6% la media giornaliera).

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Xiaomi fa meglio di tutti a fine 2019 per numero di smartphone venduti

di Pietro Paolucci

Xiaomi cresce ancora e a fine 2019 sbaraglia la concorrenza con una crescita impressionante per le vendite di smartphone. Oltre il 30% la crescita su base annua, che stupisce soprattutto se paragonata ai dati degli altri produttori. Ecco tutti i dettagli.

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Le 20 auto elettriche e ibride Plug-in più vendute al mondo nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Quante auto elettriche e ibride Plug-in sono state vendute nel 2019? Tante o poche a seconda di come le correnti di pensiero vorranno leggere i numeri delle 20 auto elettriche e ibride ricaricabili più vendute al mondo nel 2019. Nel 2019 per ogni Tesla Model S, sono state vendute 10 Tesla Model 3.

LE 20 AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PIU’ VENDUTE NEL 2019

Non poteva che esserci una Tesla in testa alla classifica delle auto elettriche più vendute al mondo nel 2019, ma non una Tesla qualsiasi, bensì la Tesla Model 3. Nel 2019 – secondo i dati di Ev-Volumes e diffusi da CleanTechnica, sono state vendute oltre 220 mila Tesla Model 3. Magari saranno anche poche rispetto ai volumi che fa la Fiat Panda solo in Italia (in media circa 10 mila unità al mese) ma con la produzione in Cina e in Europa, il paradigma è già invertito. Di certo gli ecobonus giocano un ruolo importante nell’acquisto di un’auto elettrica o ibrida più popolare. A livello globale però, nella classifica delle 20 auto elettriche e ibride più vendute che riportiamo qui sotto, sono molto vicini modelli che delta sul prezzo d’acquisto importante (es. eGolf e Tesla Model X).

IN CINA SI VENDONO PIU’ AUTO ELETTRICHE E IBRIDE AL MONDO

Nel primo semestre 2019, sono state vendute complessivamente 1,13 milioni di veicoli elettrici. Tra il 2018 e il 2019 però proprio la Tesla Model 3 ha contribuito ad invertire le quote tra auto elettriche e ibride vendute. Tra i Paesi che nel primo semestre 2019 hanno assorbito il maggior numero di auto elettriche e ibride al mondo, la Cina (56%), supera Europa (23%) e USA-Canada (17%). Secondo i dati Jato, la Tesla Model 3 non è solo l’elettrica più venduta al mondo ma anche l’auto che ha avuto la maggiore crescita in Europa a dicembre 2019. Tanto da mettersi alle spalle modelli di massa come la Dacia Duster e la Nissan Qashqai. Clicca qui sotto per vedere a tutta larghezza la classifica delle auto elettriche (in grassetto) e ibride più vendute al mondo.

LE AUTO ELETTRICHE E IBRIDE IN EUROPA

In Europa le immatricolazioni di auto elettriche e ibride sono pari a 173.200 unità nel primo semestre nel 2019, l’84% in più rispetto al volume registrato nel primo semestre del 2018 (fonte Jato). La crescita del mercato delle auto elettriche però non è accreditabile solo alla Tesla Model 3, secondo Jato sarebbe avvenuta lo stesso senza Tesla (ma a +46%). Renault Zoe, BMW i3 e Volkwagen e-Golf sono tra le auto elettriche che avrebbero dato una spinta altrettanto importante al mercato in Europa.

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Apple Watch ottiene il record di vendite superando i Mac

di Valentina Acri
Apple Watch va oltre le aspettative grazie al sensibile aumento delle vendite e conseguente acquisizione di nuovi utenti. Il risultato di un recente rapporto dimostra chiaramente come ben il 75% degli acquirenti non hanno mai indossato uno smartwatch dell’azienda di Cupertino. Apple con il suo vastissimo ecosistema di prodotti smart di cui dispone sta aumentando […]

Pneumatici auto: i 5 Paesi dove si vendono più gomme in Europa

di Donato D'Ambrosi

La classifica dei Paesi dove si vendono più pneumatici auto vede in testa la Germania, che ha superato l’Italia anche in altri settori. I dati ufficiali sui Paesi dove si vendono più gomme vengono dall’associazione europea di Produttori di pneumatici che ha diffuso il bilancio delle vendite in Europa nel 2019.Ecco quali gomme si vendono di più in Italia e i Paesi d’Europa dove il mercato delle gomme è più forte per alcune tipologie di veicoli.

PNEUMATICI AUTO IN EUROPA: 4 SU 10 SONO GOMME INVERNALI

Il bilancio sulle vendite di pneumatici auto in Europa nel 2019 non è esaltante, secondo i dati Dell’ETRMA (l’associazione europea di produttori di pneumatici). Nel 2019 infatti il numero di gomme di ricambio vendute in Europa è diminuito in tutti i settori: tra gli pneumatici auto destinati al primo equipaggiamento, al ricambio, sia tra le gomme invernali che le gomme estive. Nel 2019 sono state vendute quasi 219 milioni di gomme nuove di ricambio, per auto, SUV e veicoli leggeri. Tra le gomme vendute in Europa il 58% sono estive, mentre la restante quota sono pneumatici invernali e gomme quattro stagioni.

I 5 PAESI PIU’ FORTI NELLA VENDITA DI PNEUMATICI AUTO IN EUROPA

Tra i Paesi che nel 2019 hanno venduto più pneumatici auto di ricambio, la Germania è di gran lunga il mercato principale, con circa 20 milioni di pneumatici più della Francia. L’Italia è al terzo posto tra i Paesi d’Europa per vendite di gomme auto (supera appena 20 milioni di pneumatici auto venduti, in calo rispetto al 2018). Poi ci sono il Regno Unito e la Spagna. L’Italia fino al 2017 in testa alla classifica dei Paesi per vendite di pneumatici moto, nel 2019 si conferma al secondo posto dopo la Germania (entrambe a circa 2 milioni di gomme vendute). Il mercato delle gomme per moto e scooter è curiosamente l’unico settore che nel 2019 ha fatto registrare un incremento delle vendite di pneumatici del +2%. Clicca sulle immagini sotto per vederle a tutta larghezza.

OLTRE GLI PNEUMATICI AUTO, LE IMPORTAZIONI IN EUROPA DA COREA E CINA

La Turchia è il Paese principale per vendita di pneumatici Truck (circa 1,7 milioni di gomme), seguita da Germania, Italia, Regno Unito e Francia. Le vendite di gomme per autocarro e autobus sono quelle che maggiormente hanno subito il dumping dalla Cina. Un fenomeno che l’UE ha cercato di contrastare con i dazi sulle importazioni di pneumatici, lasciando però spazio ad altri Paesi. “Le importazioni dalla Cina sono state almeno in parte sostituite da importazioni da altri paesi, ha spiegato Fazilet Cinaralp, Segretario Generale ETRMA,  in particolare il Sud-est asiatico (+170% nel 2019) e Corea del Sud (+ 117% nel 2018 e + 7% nel 2019)”.

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Le 10 auto usate più vendute in Italia nel 2019

di Donato D'Ambrosi

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Le 10 auto usate più vendute nel 2019, vedono gran parte dei modelli del Gruppo FCA e a marchio Fiat in testa anche con una percorrenza media che sfida le auto tedesche. Tra queste però alcuni modelli di auto usate cambieranno totalmente nei prossimi mesi e questo potrebbe rendere le auto usate ancora più appetibili. Se sei alla ricerca di un’auto usata molto diffusa, ecco la classifica delle 10 auto usate più vendute nel 2019.

LA FIAT 500 SCALZA LA FIAT PANDA TRA LE AUTO USATE PIÙ VENDUTE

La classifica delle 10 auto usate più vendute nel 2019 è stata realizzata da un noto motore di ricerca di annunci online che vede a sorpresa la Fiat 500. Rispetto alla classifica delle 10 auto nuove più vendute nel 2019 infatti, la Fiat Panda perde il posto d’onore. Per sapere quale auto usata gli italiani hanno comprato di più, sono stati analizzati gli annunci online attraverso la piattaforma. Tra le 10 auto usate più vendute in Italia nel 2019 sono solo due i modelli che non fanno parte del Gruppo FCA. Sorprende più di tutti la resilienza della Lancia Ypsilon, ormai prossima al pensionamento.

LA TOP5 DELLE AUTO USATE PIU’ VENDUTE E’ TUTTA ITALIANA

Tra le prime 5 posizione delle 10 auto usate più vendute nel 2019 si può scoprire come le Fiat relativamente recenti siano la scelta più frequente. Dopo Fiat 500 (2014), Fiat Panda (2016) e Fiat 500X (2018), la Lancia Ypsilon si piazza quarta tra le scelte più frequenti degli italiani. E non è per niente banale, se si pensa che nella classifica delle auto usate più vendute, si tratta della Lancia Ypsilon del 2007 con in media oltre 120 mila km. Il quintetto di testa si chiude con la Fiat Tipo usata, una scelta facile per chi cerca un’auto usata per la famiglia senza spendere troppo (in media 13.800 euro del 2017). Clicca sull’immagine sotto per vederla a tutta larghezza.

LA FIAT PUNTO RESISTE TRA LE 10 AUTO USATE PIÙ VENDUTE IN ITALIA

Nelle altre 5 posizioni delle 10 auto usate più vendute del 2019, sorprende la presenza dell’intramontabile Fiat Punto. Sebbene al 10 posto tra i modelli di auto usate più venduti, la Fiat Punto è anche la più economica sul mercato online (in media 3.200 euro per un modello del 2008 con circa 140 mila km). Prima della Fiat Punto gli italiani che preferiscono le straniere si orientano sulla Renault Clio, in sesta posizione. Oppure qualche posizione più giù sulla Volkswagen Golf VII (2017). L’auto in media più costosa tra le 10 auto usate più vendute nel 2019 è la Jeep Renegade (prossima a diventare ibrida Plug-in) con quasi 22 mila euro necessari per comprare un modello del 2019 con circa 11 mila km.

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Pokémon Spada e Scudo: le vendite superano Let’s Go

di Ivan Miralli
Novembre è stato senz’ombra di dubbio un mese importante per il franchise dei Pokémon: oltre ai continui aggiornamenti del titolo mobile Pokémon GO infatti (iniziati questo mese e che continueranno fino ai primi giorni di dicembre), finalmente lo scorso 15 novembere Game Freak ha reso disponibile in tutto il mondo Pokémon Spada e Pokémon Scudo, […]

Star Wars Jedi Fallen Order è il gioco più venduto in digitale della serie

di Gianluca Saitto
Star Wars Jedi Fallen Order è uscito da una decina di giorni e fin da subito ha ricevuto ottimi responsi da parte di pubblico e critica. Adesso però anche le vendite digitali del gioco stanno premiando l’ottimo lavoro svolto da Respawn Entertainment. Jedi Fallen Order infatti diventa in brevissimo tempo il gioco di Star Wars […]

Le migliori Case che sanno vendere meglio le auto nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Mentre il mercato dell’e-commerce va a gonfie vele, vendere auto online è forse tra i lavori più difficili che possano esistere. Solo poche Case auto infatti riescono a trovare la soddisfazione del cliente ancora prima che arrivi in concessionaria. L’indagine USA di JD Power Sales Satisfaction Index 2019, ha infatti svelato cosa spinge i clienti ad acquistare in concessionaria. Quali sono i fattori più importanti nell’acquisto di un’auto e quali le Marche più abili nel procacciarsi clienti tramite il sito web e nelle concessionarie.

IL CONTATTO UMANO PESA MOLTO NELL’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

JD Power ha interpellato oltre 28 mila consumatori USA chiedendogli com’è stata l’esperienza con l’acquisto dell’auto nuova e perché, fin dalle prime ricerche sul sito web della Casa. Il risultato sorprendente dimostra che nel 90% l’acquisto dell’auto nuova si concretizza in concessionaria, con differenze tra le Marche premium e quelle di massa. Un fattore chiave nella soddisfazione dei clienti è proprio la completezza del sito web della Casa e dei configuratori. E’ qui che si accende la scintilla dei potenziali clienti, sebbene poi dall’ordine alla consegna, le Case acquistano punti in base alla completezza dei servizi offerti. La tecnologia utilizzata dai dipendenti, la consegna a casa e il contatto diretto via SMS sono i capisaldi di una potenziale vendita.

CHI VENDE MEGLIO AUTO PREMIUM

Tra le Case auto premium con il miglior punteggio c’è Porsche per la quarta volta consecutiva, seguita da Mercedes-Benz e Infiniti. L’Alfa Romeo sebbene al 7 posto non è poi così lontana per punteggio rispetto alla testa e appena sotto la media del livello di soddisfazione dei consumatori. I clienti che acquistano un’auto nuova gradiscono la consegna a casa o in ufficio. Tuttavia spesso questo penalizza il livello di gradimento del processo di consegna tra casa e concessionaria. In concessionaria infatti c’è la maggiore probabilità di ottenere spiegazioni chiare sui sistemi dell’auto (82%). Mentre quando l’auto viene consegnata all’esterno la percentuale scende al 69%. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza la classifica delle Case auto.

CHI VENDE MEGLIO AUTO DI MASSA

Tra i brand più bravi nel processo di vendita delle auto di massa, Buick (General Motors) è in testa, seguita da GMC e da Mini. A prescindere dalla dotazione dell’auto, è anche il livello tecnologico (tablet, schermi touch screen e device portatili, ecc.) degli addetti alle vendite ad assumere un peso rilevante. Più di un terzo degli acquirenti (36% del lusso e 39% del mercato di massa) indica che il proprio rivenditore non ha utilizzato alcun tipo di dispositivo tecnologico. Assistere il cliente durante l’acquisto con un dispositivo tecnologico vale in media più punti (54) degli altri fattori chiave considerati.

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Mercato auto a +6,7%: i modelli più venduti a ottobre 2019 in Italia

di Donato D'Ambrosi

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Il mercato auto in Italia si risolleva con quasi 157 mila immatricolazioni e +6,7% di volumi rispetto all’ottobre negativo del 2018. Sono i dati pubblicati da Anfia che raccontano una contrazione continua del diesel ma una crescita nelle vendite di auto a benzina, ibride elettriche, GPL e a metano. Tra le auto più vendute in Italia ad ottobre 2019 i SUV piccoli svettano, assieme ai modelli di auto sportive. Ecco tra le 10 auto più vendute ad ottobre 2019.

AUTO DIESEL, BENZINA, GPL, METANO ED ELETTRIFICATE

Le auto diesel vendute ad ottobre in Italia perdono il -13,5%, scendendo a quota 35,5%. Al contrario, le auto a benzina sono aumentate del +17% e rappresentano il 46% del mercato. Le autovetture ad alimentazione alternativa, questo mese, raggiungono una quota del +18,4%, confermando il trend degli ultimi mesi. Le auto GPL crescono sia a ottobre, +2%, sia nei 10 mesi 2019 (+9%) come per le autovetture a metano, quadruplicate nel mese, ma in calo del -9% nel cumulato. Le autovetture ibride tradizionali salgono al +43% come le auto elettriche (+62%) e le ibride Plug-in (+48%). Risultati agevolati anche dagli ecoincentivi sull’acquisto di auto elettriche in Italia.

AUTO SPORTIVE E SUV I MODELLI PREFERITI IN ITALIA

In calo del 6% le immatricolazioni delle citycar (motivo che ha spinto Fiat a programmare un futuro senza Panda e 500). Diminuiscono del 3% anche le utilitarie, di cui il modello più venduto è Lancia Ypsilon. Le autovetture medie crescono del 4%, meno però dei SUV. I SUV di tutte le dimensioni (il 15% delle immatricolazioni è del Gruppo FCA) conquistano il 42% del mercato, soprattutto grazie alla buona performance dei SUV piccoli (+30% – il più venduto Fiat 500X). La variazione è lievemente positiva anche per le immatricolazioni di monovolume (il più venduto è Fiat 500L), che, a ottobre, segna +0,5%. Le auto sportive, crescono più di tutte, +69% rispetto allo stesso mese del 2018.

LE 10 AUTO PIU’ VENDUTE AD OTTOBRE 2019

Tra i numeri delle auto più vendute in Italia ad ottobre 2019, le immatricolazioni a marchio Fiat non passano inosservate, nonostante la testa dei 10 modelli più venduti sia del Gruppo FCA. In testa alla classifica c’è immancabilmente la Fiat Panda che dall’estremo opposto vede la Fiat 500, in ultima posizione. Numeri su cui Fiat – Chrysler sta programmando gli obiettivi in Europa al fianco di PSA. Ad ottobre 2019 hanno venduto più auto Fiat (oltre 21 mila), Volkswagen (16.980) e Ford (quasi 11 mila) al di sopra delle 10 mila unità; clicca sull’immagine qui sopra per vederla a tutta larghezza. Qui sotto invece ecco i 10 modelli più venduti in Italia ad ottobre 2019.

– FIAT PANDA 10.752
– LANCIA YPSILON 4.846
– FIAT 500X 3.448
– VOLKSWAGEN T-CROSS 3.353
– CITROEN C3 3.296
– VOLKSWAGEN T-ROC 3.294
– RENAULT CAPTUR 3.072
– DACIA DUSTER 3.070
– FORD FIESTA 3.023
– FIAT 500 2.983

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Il mercato auto si risveglia: +13%, ma diesel sempre più giù

di Donato D'Ambrosi

Tra le 10 auto più vendute a settembre in Italia, non si stravolgono le posizioni, ma il numero di immatricolazioni manifesta una crescita del 13,4%. Uno stato di salute che secondo Federauto (Federazione dei concessionari auto) può illudere sul reale andamento del mercato auto. Quel che è certo è che le vendite di auto a settembre sono guidate dai veicoli a benzina, con una quota importante di auto a GPL. Ecco come sta realmente il mercato auto in Italia dopo l’estate.

PERCHE’ IL MERCATO AUTO NON VA COME SEMBRA

Una crescita del mercato a +13,4% farebbe pensare a una positiva ripresa del settore auto, invece bisogna ricordare che il trend è rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Settembre 2018, infatti – come ricorda Federauto – è stato un periodo di magra in cui i Concessionari hanno pagato la corsa alle immatricolazioni di agosto. Ad agosto 2018, infatti, per evitare l’effetto dell’omologazione WLTP dal  1 settembre 2018, molti concessionari hanno anticipato le immatricolazioni. Chiaramente poi il settembre seguente è stato abbastanza sfavorevole. Da qui nasce una crescita così pronunciata che però vede ancora ingiustificatamente le auto diesel inesorabilmente in calo. Nonostante siano più pulite di molte benzina autorizzate a circolare.

LE AUTO PIU’ VENDUTE A SETTEMBRE PER ALIMENTAZIONE

Per un’idea più chiara delle auto più vendute in Italia a settembre bisogna dare uno sguardo ai numeri per alimentazione. Dai dati ANFIA (Associazione filiera industria auto), le vendite di auto a benzina crescono del 30% e rappresentando il 45% del mercato a settembre. Di contro il numero di auto a gasolio immatricolate è sceso del -13%, tornando a volumi bassi del 2001 (36,4%). Fanno meglio invece le auto a GPL (+50% con l’8% in quota mercato), Metano (2,5% quota di mercato), ibride (+37%) ed elettriche (+147%). Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza le vendite per Marca.

I 10 MODELLI PIU’ VENDUTI A SETTEMBRE 2019

Delle 142.136 auto immatricolate a settembre 2019, il 60,4% è stato acquistato da privati e il 18,1% agli autonoleggi. Le concessionarie invece si sono intestate il 16,5% delle vendite delle auto a km 0. Ecco quali sono le 10 auto più vedute a settembre 2019.

1.FIAT PANDA (9.129)
2.LANCIA YPSILON (4.156)
3.VOLKSWAGEN T-CROSS (3.559)
4.JEEP RENEGADE (3.276)
5.FIAT 500X (3.203)
6.FIAT 500 (3.100)
7.CITROEN C3 (2.976)
8.VOLKSWAGEN T-ROC (2.790)
9.FORD ECOSPORT (2.522)
10.FORD FIESTA (2.478)

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FCA, multa da 40 milioni di dollari per vendite gonfiate negli USA

di Redazione

A FCA, multa da 40 milioni di dollari per vendite gonfiate negli USA. Infatti, il gruppo Fiat Chrysler Automobiles e la sua filiale americana hanno raggiunto un accordo con la SEC (l’organo statunitense di controllo dei mercati finanziari). Obiettivo: chiudere l’indagine sulla rendicontazione dei dati di vendita mensili. FCA paga e mette fine alla vicenda nata nel gennaio 2016.  

FCA, VENDITE GONFIATE NEGLI USA: L’ORIGINE

Dove nasce la multa da 40 milioni di dollari a FCA per vendite gonfiate negli USA? Tre anni fa, due concessionari della Ed Napleton Automotive accusano Fiat Chrysler Automobiles di aver falsificato per anni la documentazione mensile sui risultati delle attività commerciali. FCA respinge le accuse, e garantisce la piena collaborazione alle autorità americane. Così da risolvere il caso. Intanto, da gennaio 2016, il gruppo fa controlli più serrati e rivede le procedure di rendicontazione.

INDAGINE SEC SUI NUMERI

Da gennaio 2016 la SEC indaga sui numeri che FCA ha diffuso tra il 2012 e il 2016. Ci sono problemi in effetti: i comunicati riportavano “erroneamente i dati sulla commercializzazione dei nuovi veicoli“. C’è “una striscia ininterrotta di crescita delle vendite mensili da un anno all’altro”. Possibile? “In realtà la serie positiva si era fermata nel settembre del 2013”. Per la SEC, FCA ha gonfiato i risultati delle vendite, pagando i concessionari. In modo che questi segnalassero dati falsi. E mantenessero un database di vendite effettive ma non dichiarate. Da qui cui l’azienda attingeva se le vendite fossero state basse.

STATI UNITI: QUALE LEGGE SULLE VENDITE

La multa da 40 milioni di dollari a FCA per vendite gonfiate negli USA è per la violazione di norme precise. Primo: il Securities Act del 1933. Secondo: il Securities Exchange Act del 1934. Terzo: gli obblighi di legge in materia di rendicontazione contabile e controlli interni. L’accusa della SEC è perentoria: FCA ha ingannato gli investitori sul numero di nuove auto vendute ogni mese negli USA. Vale la pena ripetere: FCA paga, ma non ammette colpe. È la linea tenuta anche per la vicenda diesel. Tutto finito? No. Occhio: il responsabile commerciale FCA, Reid Bigland, a giugno 2019 fatto denuncia contro FCA. Oggetto della denuncia: il modo in cui FCA ha trattato Bigland mentre la SEC indagava. In sintesi, Bigland dice che FCA lo ha trasformato in capro espiatorio. Su questo fronte, partita aperta.

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FCA a Londra: l’Antitrust interviene sul trasferimento della sede fiscale

di Antonio Elia Migliozzi

FCA è pronta a spostare la sua sede fiscale a Londra. Si tratta di una strategia che segue le orme del precedente spostamento della sede legale in Olanda portato a termine nel 2014. L’allora amministratore delegato Marchionne aveva rivendicato con forza la necessità di internazionalizzare FCA per renderla competitiva sul mercato. Nel frattempo si accendono i riflettori dell’Antitrust italiano sul progetto della sede fiscale a Londra. Secondo l’Autorità italiana ci sarebbero in atto manovre di dumping fiscale che all’interno della stessa Unione europea. Lo spostamento di FCA a Londra causerebbe all’Italia un danno tra i 5 e gli 8 miliardi di euro. La notizia arriva in un momento che vede il titolo FCA forte in borsa grazie agli ottimi dati sulle vendite in Usa.

SEDE FISCALE

La decisione di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) di spostare i suoi uffici finanziari e legali fuori dall’Italia sta provocando un vero e proprio terremoto. Nel suo rapporto annuale al Parlamento, il capo di Antitrust, Roberto Rustichelli, ha sottolineato i gravi danni alle entrate fiscali italiane. Secondo Rustichelli ci sarebbe in ballo una significativa diminuzione delle entrate dello Stato causata dal trasferimento della sede fiscale di FCA a Londra. Nel frattempo la sua capogruppo Exor che fatto sapere che trasferirà il suo ufficio legale e fiscale nei Paesi Bassi. Nel settore industriale l’Italia si conferma uno dei paesi Ue più penalizzati dalla tassazione elevata. Le mancate entrate fiscali per l’Italia sono comprese tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari. L’Antitrust ha esplicitamente citato la Gran Bretagna, i Paesi Bassi, l’Irlanda e il Lussemburgo tra i paesi che praticano una concorrenza fiscale sleale.

DUMPING FISCALE

Nel 2014 l’ex amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne aveva deciso di trasferire lo storico marchio automobilistico italiano, in Olanda. Il presidente dell’Antitrust Rustichelli non usa mezzi termini e parla di: “Malsana competizione frutto di egoismi nazionali che rischia di incrinare i valori che hanno finora sorretto il processo di integrazione europea. La concorrenza fiscale genera evidenti vantaggi per taluni Paesi a scapito di altri. Conclude Rusticelli. “Il Lussemburgo, paese di circa 600 mila abitanti, è in grado di raccogliere imposte sulle società pari al 4,5% del Pil, a fronte del 2% dell’Italia.” Anche l’Irlanda, con il suo 2,7%, fa meglio dell’Italia e questo grazie ad una aliquota particolarmente bassa. Questo perché gli squilibri nella tassazione per le società stanno sempre più polarizzando i capitali verso certe destinazioni all’interno dell’Unione europea.

IL MERCATO

Ecco allora che gli investimenti internazionali si adattano alla geografia della concorrenza fiscale. L’Italia attira investimenti esteri diretti pari al 19% del PIL. Per fare un confronto l’Olanda è al 535% mentre l’Irlanda al 311% del suo PIL. La notizia del cambio di sede fiscale di FCA arriva dopo quella dei dati sulle vendite Usa. Dopo il ribasso dell’11,21% delle vendite in Italia, arrivano buone notizie dall’America. Le vendite americane, trainate dal marchio Ram a +45%, sono in aumento malgrado i ribassi messi a segno dagli altri brand del gruppo. Confermata quindi l’importanza del Nord America per FCA che potrà così realizzare i suoi obiettivi di bilancio per il 2019. Questo nonostante le difficoltà in due mercati importanti come il sud america e l’Europa.

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BMW: le auto elettriche le vuole l’Europa, non gli automobilisti europei

di Donato D'Ambrosi

Da un lato BMW dice che le vendite di auto elettriche sono insignificanti, con costi ancora poco appetibili per allargare la gamma in listino. Dall’altro Transport&Environment accusa i Costruttori di pilotare la diffusione delle auto elettriche per massimizzare i profitti sulle auto a benzina e diesel più richieste. Al centro del dibattito è finita BMW che entro il 2025 avrà 25 modelli Plug-in Hybrid in gamma. Ecco  – secondo Klaus Frölich capo del reparto sviluppo BMW – perché in Europa le vendite di auto elettriche non decollano rispetto a quanto invece accade negli USA.

I SUV FANNO GUADAGNARE DI PIU’

Le auto elettriche pure, cioè quelle a batteria sono al centro di un concorso di accuse. I consumatori si lamentano del prezzo e della rete di ricarica, i Costruttori del pressing dei regolatori europei mentre il mercato non è pronto e gli enti indipendenti che da osservatori puntano il dito sul gioco di potere delle Case. La posizione di Transport&Environment riportata da Forbes, si schiera contro i Costruttori di auto, accusandoli di rinviare le vendite di auto elettriche deliberatamente. Secondo T&E le Case auto non mettono in listino auto elettriche praticamente pronte per non perdere vendite dei segmenti più richiesti. I SUV sono cresciuti in Europa dal 7% al 33% tra il 2007 e il 2018 e sono le auto attualmente più vendute, assieme alle utilitarie (in base al mercato).

IBRIDE ED ELETTRICHE MODULARI FANNO SPENDERE MENO

Per Frölich, intervenuto all’evento NEXTGen a Monaco per rispondere agli interrogativi sul futuro elettrico di BMW Group, il problema è sostanzialmente un altro. Trasformare un mercato di nicchia in un mercato di volume, quello che invece è florido in Cine e USA. “I clienti in Europa non acquistano BEV Ha esclamato Frölich – Abbiamo spinto queste auto sul mercato e non sono richieste”. E questa dichiarazione combacia con la strategia BMW di puntare alle auto ibride piuttosto che alle elettriche. “Pensiamo che i clienti in Europa siano riluttanti ad acquistare BEV (Battery Electric Vehicle) e che i plug-in siano l’opzione migliore. I PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) sono costruiti sulla stessa architettura dei BEV. La batteria “Eagle Wing” va nel pavimento e possiamo dare loro una gamma extra aggiungendo moduli batteria.

TUTTI VOGLIONI PIU’ AUTONOMIA, MA COSTA CARA

I punti critici sono i costi di sviluppo e di acquisto, maggiori per auto Plug-in Hybrid rispetto alle auto elettriche. La carenza di incentivi in Germania, Italia, Francia e Regno Unito   “Non siamo in ritardo con gli EV, penso che stiamo arrivando al momento giusto perché non abbiamo abbastanza consumatori che comprano queste macchine. Servono da 70.000 a 100.000 euro (per un’auto elettrica, ndr) e questo non è il segmento di mercato in cui è possibile fare volumi.” A questa dichiarazione si arriva considerando che, come fa notare Frölich, oggi la differenza di costo tra una BMW diesel e una versione M a combustione interna la fanno le prestazioni.

LA SCELTA DI AUTO ELETTRICHE IN USA ED EUROPA

Come già accade per le auto elettriche invece la differenza di costo la definisce l’autonomia della batteria. L’autonomia infatti è un altro punto su cui il confronto con le auto tradizionali spesso vede le elettriche svantaggiate. “La differenza (di autonomia, ndr) tra 350 km e 600 km della gamma BEV sarà di 10.000 euro (sapevi che il costo delle batterie include anche quello di smaltimento?, ndr). Li metti entrambi là fuori e vedi quante persone compreranno l’auto da 600 km.” Afferma Frölich. Allora perché negli USA Tesla fa incetta di ordini e in Europa le auto elettriche sono ancora al palo?Gli europei hanno meno macchine nel garage di un cliente BMW negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti possono avere auto diverse per scopi diversi, come pickup e SUV e auto più piccole. Ma spesso le famiglie europee hanno solo un’auto, quindi sono riluttanti a fare affidamento esclusivamente su un’auto elettrica” .

I PIANI IBRIDI BMW

Nicolas Peter, Direttore finanziario di BMW Group ha dichiarato al Financial Times che i profitti delle auto elettriche arriveranno dal 2025 o forse anche prima. Ma riconoscendo che è complicato fare previsioni vista l’incertezza dei consumatori. “Entro il 2021 vorremmo vendere il doppio del volume di veicoli elettrificati dal 2019 – ha dichiarato Harald Krüger, CEO BMW – e poi ogni anno il 30% in più rispetto all’anno precedente. Abbiamo due obiettivi chiari, la quinta generazione di propulsori elettrici sviluppata senza rare terre minerali e dal prossimo anno tutti i nostri siti di produzione saranno alimentati al 100% da energia rinnovabile” ha concluso Krüger.

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Previsioni vendite auto elettriche e ibride sino al 2030

di Donato D'Ambrosi

Il 2020 avrebbe dovuto segnare il passaggio di massa dalle auto a motore endotermico (ICE) alle più pulite auto ibride (HEV) ed auto elettriche (EV), secondo quanto annunciavano gli analisti anni fa. Siamo quasi nell’anno in cui avremmo detto addio al petrolio ma, in barba alle più stravolgenti previsioni sulle vendite di auto elettriche e ibride, le auto a zero emissioni vendute sono ancora troppo poche (5 mila elettriche e 87 mila tra ibride e ibride Plug-in in Italia su un totale di 1,9 milioni, dati ANFIA).

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Sulla rotta di un cambiamento inevitabile

Rispetto a qualche anno fa però la crescita del mercato di auto ibride ed elettriche è letteralmente esplosa, vedi anche il recente boom di vendite di auto elettriche e plug-in ad Aprile 2019. I Costruttori hanno ormai cambiato opinioni sulle auto a zero emissioni e i limiti sulla CO2 sempre più stringenti non lasciano molta scelta a chi voglia continuare a presidiare il mercato (leggi tutti i piani sull’elettrico delle Case sino al 2025). Ma quando e con quale portata le auto elettriche e ibride inizieranno ad essere una realtà tangibile sulle strade e nelle officine? Una domanda che gli attori dell’aftermarket dovrebbero porsi e che proviamo a rispondere analizzando le più recenti previsioni di BloombergNEF, British Petroleum, GiPA, IEA e PoliMI.

Con l’EV30@30 molti Paesi hanno già fatto la loro scelta

Parlare oggi di previsioni sulle auto elettriche e ibride è quantomai più credibile, mettendo in conto che i numeri possono cambiare di anno in anno soprattutto in base alle politiche dei Governi, come gli eco incentivi fino al 2021 in Italia per le auto con meno di 70 g/km di CO2 e l’accordo EV30@30 nel resto del mondo. La Cina, ad esempio, è da sempre tra i maggiori Paesi che hanno puntato alla crescita delle auto elettriche. Mentre l’Olanda ha per diversi anni detenuto il primato per l’attuazione di politiche incentivanti l’acquisto delle auto ibride. Senza dimenticare la Norvegia, mercato numero 1 in Europa, dove a marzo 2019 ben il 58,4% delle auto immatricolate era elettrica (con un totale di 233.300 auto elettriche registrate al 14 maggio 2019). Uno scenario, come si vede, tutt’altro che omogeneo.

Per non fare confusione è importante distinguere le previsioni sulle vendite di auto elettriche e ibride dalle previsioni su come cambierà il parco auto circolante nei prossimi anni. Numeri a parte, più fonti confermano che le auto con motore a combustione interna saranno ancora presenti nei listini dei Costruttori, più pulite ovviamente, ma in rapporto minoritario rispetto a elettriche, ibride e ibride Plug-in. Procediamo quindi con le varie analisi.

Le previsioni sulle vendite globali, Bloomberg Finance

BloombergNEF prevede che nel 2040 il totale delle auto elettriche e ibride vendute coprirà il 55% del mercato mondiale. Come si vede dal grafico qui sotto, secondo la società americana, le ibride non avranno una diffusione così ampia come si pensa, saranno infatti le elettriche a dominare la scena del mercato, già a partire dal 2020. Gli analisti sostengono che “il costo iniziale dei veicoli elettrici diventerà competitivo su base non sovvenzionata a partire dal 2024. Entro il 2029, quasi tutti i segmenti raggiungono la parità poiché i prezzi delle batterie continueranno a scendere”.

 Le previsioni sul parco circolante globale, British Petroleum e IEA

La necessità di raggiungere standard di emissioni molto bassi porterà l’efficienza delle auto con motore endotermico sempre più in alto: secondo British Petroleum, nel 2040 le auto a benzina saranno capaci di una percorrenza media di 100 km con 2 litri di carburante, come mostra il grafico in basso. La maggiore efficienza, unita alla diffusione del car sharing, sempre secondo BP, farà aumentare anche l’uso di veicoli che si muovono a batteria o carburante gassoso.

In questo lasso di tempo cambierà la consistenza del parco auto circolante, in modo più evidente nei Paesi che hanno aderito all’accordo EV30@30. Canada, Cile, Cina, Finlandia, Francia, Germania, India, Giappone, Messico, Olanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, Svezia, UK e USA hanno stabilito l’obiettivo comune entro il 2030 di raggiungere il 30% di auto elettriche sul totale di veicoli venduti. L’Italia, come si può notare, non c’è.

Le previsioni di IEA (l’Agenzia Internazionale dell’Energia) basate sugli accordi EV30@30 dicono che, se ci saranno nuove politiche che incentiveranno le auto elettrificate, nel 2030 il parco auto circolante nel mondo sarà composto da 230 milioni di veicoli elettrificati così composto: circa 120 mln di auto elettriche per trasporto passeggeri, 80 milioni di auto ibride Plug-in per trasporto passeggeri e la restante quota divisa tra elettriche e ibride Plug-in per trasporto commerciale leggero e truck ibridi Plug-in.

Queste previsioni collimano con quanto anticipa British Petroleum: nel 2030 secondo BP ci saranno circa 100 milioni di auto elettriche circolanti (elettriche + ibride Plug-in). La crescita sarà esponenziale nel decennio successivo fino a circa 320 milioni di auto elettrificate nel 2040, come mostra il grafico qui sotto.

Le previsioni su immatricolazioni e parco circolante in Italia di GiPA

L’Italia in questo processo di trasformazione della mobilità ha la sua latenza, ma anche le sue previsioni. Secondo GiPA nel 2028 il numero di auto tradizionali (benzina e gasolio) immatricolate in Italia sarà di poco superiore al 30% (5% diesel, 26% benzina), molte meno delle auto elettriche (20%) e ibride (49%). Diversi saranno i numeri del parco auto circolante, ancora largamente costituito da veicoli tradizionali (84%) nel 2028, a fronte dell’11,4% di auto ibride e 4,6% di auto elettriche.

Le previsioni sul parco circolante in Italia del PoliMI

Il Politecnico di Milano, nello studio sulle previsioni con Energy&Strategy Group, prevede diversi scenari nel caso in cui l’Italia possa avere un’escalation lenta (20% delle vendite nel 2030 – 1,8 milioni di veicoli elettrici circolanti), media (50% vendite – 5 milioni circolanti) o veloce (oltre 60% vendite – 7,5 milioni circolanti). Dai 3 scenari ipotizzati, nel grafico qui sotto, si capisce come anche secondo il PoliMI l’impatto “vero” dei veicoli elettrici si avrà dopo il 2025. Anno in cui, ipotizzando uno sviluppo della rete infrastrutturale lento, dovrebbero essere attive almeno 18 mila colonnine di ricarica (oltre 35 mila colonnine nell’ipotesi più ottimistica).

Materie prime per batterie meno rare di quanto si crede

E’ inevitabile che la crescita produttiva di auto elettriche e ibride comporterà anche una maggiore richiesta delle materie prime per le batterie, come si vede qui sotto dalle previsioni EVO-BloombergNEF. Oltre ai metalli più diffusi come rame e allumino – le cosiddette Terre rare, che poi così rare non sono, saranno la nuova moneta di scambio commerciale e politico di molti Paesi nel mondo. La Cina tra tutti è il Paese più attivo nell’estrazione e nella lavorazione delle Terre rare. Sotto questo nome finiscono 17 elementi chimici senza i quali oggi non funzionerebbero i più recenti dispositivi elettronici nei settori più disparati (Aerospaziale, Militare, Consumer, Metallurgico, Ricerca e Automotive).

Ma perché rare? Dalla loro scoperta (fine 1800, i primi materiali), furono definiti rari perché presenti in natura sotto forma di minerali e ossidi. Ricavare quindi una piccola percentuale in peso degli elementi dal materiale estratto dalle miniere ha fatto sì che fossero “rare”. Ancora oggi i costi di estrazione sono piuttosto alti e in molti Paesi come Brasile, India, Malesia ecc., sono riducibili grazie a manodopera a basso costo. La Cina tra tutti i Paesi riveste quasi un ruolo monopolista (oltre 100 mila tonnellate di giacimenti sarebbero sue, mentre il resto delle riserve note più rilevanti divise tra Russia, Giappone, USA, Malesia, Tailandia, Australia e altri). Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

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Le 10 cabrio più veloci da vendere nel 2019

di Redazione

L’estate è ormai alle porte. Si avvicina quindi il momento dell’anno ideale per comprare o vendere un’auto cabrio. Il sito di annunci Autouncle.it ha stilato una classifica delle vetture scoperte più veloci da vendere. La ricerca si è basata sui dati raccolti da febbraio ad aprile 2019 ed è riferita al mercato dell’usato. Da questi è emerso che il tempo medio per vendere una cabrio è di 150 giorni.

PODIO QUASI TEDESCO

Il podio di questa particolare classifica riservata alle auto cabrio più veloci da vendere nel 2019 parla quasi esclusivamente tedesco. Al primo posto, infatti, si piazza l’Audi A3 Cabrio, seguita a ruota dalla più grande Audi A5 Cabrio. Nel primo caso il tempo medio di vendita è di 160 giorni, che salgono a 195 per la A5. Sul terzo gradino del podio sale invece la Fiat 500C con un tempo di 220 giorni. La piccola di Torino, però, risulta anche la più venduta, con 918 esemplari venduti contro i 302 di A3 Cabrio e 273 di A5 Cabrio.

LA SECONDA VITA DELLA BETTLE

Subito fuori dal podio si posiziona la BMW 320 Cabrio, con 252 esemplari venduti per un tempo di vendita di 222 giorni. Interessante il caso della Volkswagen Bettle, che nonostante oggi sia ormai fuori produzione, continua a riscuotere un certo successo sul mercato dell’usato. 347 gli esemplari venduti, in un tempo medio di 231 giorni. Al sesto posto si è invece piazzata la Mini Cooper Cabrio. Sportiva e dal taglio glamour riesce ad attirare non soltanto i clienti più attenti allo stile, ma anche quelli in cerca di un’auto piccola ma dalle buone prestazioni. Per lei 200 vetture vendute, ciascuna mediamente in 279 giorni.

ULTIMA PIAZZA PER LA REGINA DEL SETTORE

Quasi interamente tedesca anche l’ultima parte della classifica. Al settimo posto c’è un’altra Audi, la TT Roadster. La si vende mediamente in 330 giorni e nel periodo di rilevamento dati è stata venduta in 230 unità. Immancabile se si parla di cabrio, la Porsche Boxster. All’ottavo posto di questa classifica, è stata venduta in 274 pezzi con un tempo medio di vendita di 356 giorni. Per vendere gli ultimi due modelli presi in esame, infine, ci vuole più di un anno. Stiamo parlando della Mercedes SLK e della Mazda MX-5. Ci vogliono mediamente 371 giorni per la prima e 377 per la seconda. Della SLK, però, ne sono state vendute 589, mentre della MX-5 267. Nonostante l’ultima posizione in classifica, la due posti firmata Mazda resta una delle cabrio più vendute al mondo con ben un milione e mezzo di esemplari venduti in 30 anni.

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