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Incidente contro albero: nessun risarcimento se si va troppo veloci

di Raffaele Dambra

Incidente contro albero

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Guidare in Olanda: limiti, norme e consigli per evitare multe

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Semafori spenti e strade per pedoni e ciclisti: l’esperimento a Bruxelles

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Omicidio stradale: niente condanna senza accertamento della velocità

di Raffaele Dambra

Omicidio stradale

Importante sentenza della Cassazione su un caso di omicidio colposo, che oggi sarebbe omicidio stradale: non può esserci condanna senza effettivo accertamento della velocità

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USA: strade vuote ma aumentano le multe per eccesso di velocità

di Donato D'Ambrosi

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10 errori da non fare con i limiti di velocità

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L’Olanda riduce il limite a 100 km/h in autostrada, ma solo di giorno

di Donato D'Ambrosi

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Guidare in Repubblica Ceca: limiti, norme e consigli per evitare multe

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Multa con Autovelox: annullabile se l’apparecchio è solo approvato ma non omologato

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

C’è una possibilità in più per chi prende una multa con l’autovelox. La sanzione può essere annullata se si appura che l’apparecchio è solo ‘approvato’ ma non ‘omologato’. Una differenza sottile ma a quanto pare essenziale che ha spinto un giudice di pace di Milano a cancellare l’infrazione comminata a un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato da un autovelox in via Fulvio Testi. Una strada urbana di scorrimento del capoluogo lombardo con limite a 50 km/h.

ECCESSO DI VELOCITÀ: CONFUSIONE TRA AUTOVELOX APPROVATI E OMOLOGATI

Il conducente ha fatto ricorso al giudice di pace per una serie di motivi. Tra cui, il più importante, l’assenza di omologazione da parte del MISE dell’autovelox in questione, modello T-Expeed V 2.0. Che invece ha ricevuto soltanto un’approvazione del MIT mediante due determine dirigenziali. Ricordiamo a questo proposito che l’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada dispone che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. Quindi omologate, non semplicemente approvate. Tuttavia il Comune di Milano, controparte nel ricorso presentato dall’automobilista, ha ribattuto che i due termini ‘omologazione’ e ‘approvazione’ vengono spesso utilizzati dal legislatore quali sinonimi. Rivendicando quindi l’assoluta legittimità dell’autovelox posizionato in via Fulvio Testi.

MULTA CON AUTOVELOX: DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Il giudice di pace ha però fatto presente che in realtà il legislatore solo apparentemente utilizza le due terminologie in maniera promiscua. Trattandosi invece di due procedure (omologazione e approvazione) completamente diverse e con differenti finalità. Per esempio il già citato art. 142 CdS quando cita come fonti di prova (per determinare la velocità di una vettura) le risultanze di “apparecchiature debitamente omologate”, si riferisce ad apparecchiature che devono presentare caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni come da regolamento del CdS stesso. In mancanza delle quali potrebbero essere comunque approvate, ma non utilizzate per la misurazione della velocità. Il legislatore, per i casi in cui è prevista l’omologazione, ha previsto infatti vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni. Distinguendo piuttosto chiaramente l’omologazione dalla semplice approvazione. Su queste basi il giudice ha quindi accolto il ricorso del conducente multato annullandogli la sanzione. Perché i risultati dell’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi, approvato ma non omologato, non possono essere utilizzati.

AUTOVELOX SOLO APPROVATI NON POSSONO EMETTERE SANZIONI

Del resto alle stesse conclusioni era già giunto il consulente tecnico investigativo Giorgio Marcon, che affianca spesso in qualità di perito di parte chi impugna le sanzioni irrogate sulla base di autovelox e altri dispositivi, secondo cui le apparecchiature solamente approvate non possono emettere sanzioni, non essendo risultanze da apparecchiatura debitamente omologata ai sensi dell’art. 142 comma 6 CdS. Siamo adesso curiosi, alla luce del precedente fornito dalla recente sentenza del giudice di pace (che si può leggere integralmente cliccando in basso sul tasto rosso Scarica PDF), se molti automobilisti multati dal medesimo dispositivo ne approfitteranno per presentare ricorso. Tra l’altro l’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi è uno dei più temuti di Milano. Con un’incredibile media di 1.200 verbali e 109.000 euro di incasso al giorno (dati 2018 del Comune di Milano).

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Limite a 100 km/h in autostrada: parte in Olanda dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autostrada limiti di velocità

Il limite di velocità sulle autostrade in Olanda scende a 100 km/h dal 2020. La misura è stata annunciata dal primo ministro olandese come parte di un pacchetto di misure contro l’eccessivo inquinamento. Si stringe così il cappio attorno all’uso delle automobili in un Paese che basa la mobilità sull’uso della bici. Il limite unico di velocità a 100 km/h in Olanda sarebbe la soluzione più efficace per tagliare le emissioni di NOx, in un Paese dove ci sono più punti di ricarica del Giappone.

LA PROPOSTA DEL LIMITE A 100 KM/H ANCHE IN ITALIA

Se guidare l’auto in Olanda è una delle cose che prevedete di fare nel prossimo futuro, è meglio tenere a mente che dal 2020 le autostrade non faranno distinzioni di limiti di velocità. Lo ha dichiarato Mark Rutte primo ministro olandese annunciando il provvedimento a livello nazionale per ridurre gli ossidi di azoto. In realtà l’abbassamento del limite a 100 km/h sull’A22 è un provvedimento proposto anche in Italia, dal Comune di Bolzano. Secondo l’Amministrazione altoatesina, il limite di 100 km/h aveva prodotto effetti positivi nell’abbassamento dei limiti di NOx durante una sperimentazione.

I LIMITI DI VELOCITA’ SULLE AUTOSTRADE OLANDESI

Il limite di velocità a 100 km/h in Olanda è uno dei cardini su cui si basa il target di riduzione delle emissioni di ossidi di azoto, ma anche quello più rischioso per gli automobilisti di passaggio. I limiti di velocità sulle autostrade olandesi oggi variano da 130 km/h (quello più diffuso), a 120 km/h o 100 km/h. La variabilità dei limiti di velocità olandesi, dipende su alcune tratte dall’orario, dal numero di corsie e dal traffico. Una serie di regole riconoscibili dalla segnaletica e che sarebbe meglio conoscere prima di considerando che in Olanda c’è la rete autostradale con la più alta densità al mondo.

PERCHÉ IL LIMITE A 100 KM/H IN OLANDA DAL 2020

Secondo quanto riportato da Autonews, l’esecutivo di Rutte è in balia di una serie di progetti al palo a causa del mancato raggiungimento del target europeo sulla riduzione delle emissioni. Emissioni che sarebbero comunque legate oltre che alle automobili, anche a trasporti, mezzi agricoli e abitazioni. Va ricordato anche che Amsterdam è una delle poche città al mondo dove al posto dei parcheggi auto ci saranno solo parcheggi per bici.

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Autostrada: i limiti di velocità in assenza di segnaletica

di Raffaele Dambra

Autostrada limiti di velocità

Quando si guida in autostrada i limiti di velocità si devono sempre rispettare, anche in assenza di apposita segnaletica. Ma quali sono questi limiti? Secondo l’orientamento dettato da una non troppo lontana sentenza della Corte di Cassazione (la 26393/2017), se l’ente proprietario dell’autostrada non ha provveduto a specificare la soglia consentita in un determinato tratto, si applicano i limiti minimi e massimi previsti dalla legge. Una precisazione apparentemente superflua (è ovvio che la mancanza dei segnali non autorizza di certo a sfrecciare a 200 km/h) ma in realtà necessaria per determinare l’effettivo limite massimo.

AUTOSTRADE E LIMITI DI VELOCITÀ: IL CODICE DELLA STRADA

Ai sensi dell’articolo 142 comma 1 del Codice della Stradala velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade”. Tuttavia sempre il medesimo comma stabilisce che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia […] gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato”. Basandosi su questa doppia lettura, un automobilista che aveva spinto il piede sull’acceleratore fino a raggiungere la velocità di 159 km/h, e per questo multato di una somma compresa da 168 a 674 euro per aver superato di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h il limite massimo (art. 142 CdS comma 8), si era rivolto alla Suprema Corte chiedendo la riduzione della sanzione.

LIMITE MASSIMO IN AUTOSTRADA: 130 O 150 KM/H?

A suo parere, infatti, nella fattispecie si sarebbe dovuto applicare il comma 7 dell’art. 142, secondo cui chi supera il limite di velocità di non oltre 10 km/h paga solo la sanzione ridotta da 41 a 168 euro. La sua tesi era ben chiara: poiché il CdS contempla, a certe condizioni, la possibilità di viaggiare in autostrada a 150 km/h, e dato che sul tratto interessato non erano stati segnalati i limiti minimi e massimi di velocità, e che comunque quel tratto rientrava come caratteristiche tra quelli percorribili a 150 km/h, sarebbe stato più giusto multarlo con la sanzione ridotta per aver superato di soli 9 km/h (159 vs 150) il limite massimo virtualmente consentito.

LIMITI IN AUTOSTRADA: SENZA SEGNALETICA LA VELOCITÀ MASSIMA È SEMPRE 130 KM/H

La Corte di Cassazione ha però rigettato la tesi dell’automobilista ricorrente, precisando che gli enti proprietari di strade e autostrade hanno sì facoltà discrezionale di fissare limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli stabiliti con carattere generale dall’art. 142 del CdS, ma solo provvedendo alla relativa segnalazione. E che l’eventuale aumento del limite massimo da 130 a 150 km/h in autostrada non può mai essere lasciato alla ‘libera interpretazione’ dei conducenti, essendo in gioco la sicurezza della circolazione e la tutela della vita umana. In definitiva, quindi, il limite massimo di velocità in autostrada in assenza di specifica segnaletica è sempre quello previsto per legge, ovvero 130 km/h.

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Incidenti stradali in autostrada: il 26% delle vittime USA per la velocità

di Donato D'Ambrosi

La velocità sulle strade extraurbane e autostrade resta il fattore principale degli incidenti stradali con vittime. Le statistiche sono poco incoraggianti nell’ottica di una visione senza morti sulle strade anche per gli USA. Ecco perché le principali agenzie ed enti governativi per la sicurezza lanceranno un progetto nazionale che dal 2020 metterà al centro delle politiche locali la velocità legata agli incidenti stradali.

LA PRTNESHIP USA PER RIDURRE LA MORTALITA’ SU STRADA DAL 2020

Secondo i dati delle autorità USA, ogni mese perdono la vita 800 persone in incidenti stradali causati dall’elevata velocità. Sulla scorta di queste criticità l’Insurance Institute for Highway Safety, Governors Highway Safety Association e National Road Safety Foundation hanno siglato un accord per lo sviluppo di un programma comune. Il progetto partirà nel 2020 e prevede l’assegnazione di sovvenzioni sull’implementazione di un progetto di regolamentazione della velocità.

UN INCIDENTE MORTALE SU QUATTRO CAUSATO DALLA VELOCITA’

Negli incidenti avvenuti il 2019 negli USA, l’eccessiva velocità è stata il fattore determinante per il 26% dei casi in cui ci sono state vittime. Molto spesso di sottovaluta il fatto che un’auto lanciata a una certa velocità abbia bisogno di spazio e tempo per fermarsi in caso di emergenza. Queste due variabili dipendono sostanzialmente dall’efficienza dell’auto, dalla velocità di reazione del conducente e dai fattori esterni. Pur volendo controllare i primi 2, è chiaro che la casualità delle condizioni della strada e del meteo resta una componente critica quando si guida a una velocità oltre i limiti.

ADOTTARE LE STRATEGIE IN SCALA CHE MIGLIORANO LA SICUREZZA

Gli esperti IIHS valuteranno il programma pilota con l’obiettivo di identificare un modello che può fungere da modello nazionale. “Il programma mira a seguire l’esempio del programma nazionale Click It o Ticket sull’applicazione della cintura di sicurezza” spiega il Presidente IIHS David Harkey. “Quel programma è iniziato come un progetto pilota di successo nella Carolina del Nord e poi è stato adottato a livello nazionale“. Qualcosa di non molto diverso dall’accordo europeo sulla best practice per la sicurezza stradale in cui però l’Italia, suo malgrado, non ha nessun ruolo.

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Michelin supera il record di velocità con pneumatici da strada

di Donato D'Ambrosi

A quale velocità può andare uno pneumatico senza deformarsi e in sicurezza? La domanda diventa ancora più curiosa se si riferisce agli pneumatici stradali come il Michelin Pilot Sport Cup 2 che si è confrontato proprio con il record di velocità con gomme da strada. L’impresa è stata tentata dopo aver sottoposto le gomme Michelin a una fase di test in Europa e USA. Chiaramente per provare a superare il record di velocità con pneumatici da strada Michelin non poteva che allearsi con Bugatti che sulla Chiron ha messo a punto le gomme adatte alla prova.

IL RECORD DI VELOCITA’ DELLE GOMME A 5300 G

Gli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 montati su una Bugatti Chiron in versione “speciale”, hanno fatto segnare un nuovo record superando la velocità di 490km/h. Come sono fatte le gomme per velocità record? Cosa cambia rispetto a gomme da pista? Realizzati specificamente per Bugatti con marcaggio “BG” sul fianco e omologati per l’utilizzo stradale, si differenziano dalla versione utilizzata in primo equipaggiamento nelle tele sotto il battistrada, simili a quelle del video qui sotto. Queste tele rinforzate in particolar modo per gestire i 5300 G che devono sopportare a queste velocità elevatissime.

STESSI TEST SU PNEUMATICI DELLO SPACE SHUTTLE

Durante lo sviluppo, Michelin ha utilizzato il suo Centro R&D di Ladoux, in Francia, ed il suo sito a Charlotte (Carolina del Sud), negli Stati Uniti. Qui dove sono stati impiegati macchinari specializzati per effettuare prove estreme. Per testare gli pneumatici alle elevatissime velocità che la Bugatti Chiron raggiunge, Michelin ha utilizzato un macchinario di prova progettato per testare le gomme dello Space Shuttle. La Bugatti Chiron è così diventata la prima auto stradale al mondo a rompere la barriera delle 300 miglia orarie, dopo aver raggiunto una velocità di 304.773mph (490.484km/h) verificata autonomamente.

PER IL RECORD DI VELOCITA’ TELAIO E GOMME DEVONO “COMBACIARE”

L’auto che ha battuto questo record è stata guidata dal collaudatore Bugatti Andy Wallace sul circuito di test Bugatti Ehra-Lessien, nel nord della Germania. Per questa vettura, gli ingegneri Michelin e Bugatti hanno collaborato sullo sviluppo congiunto di pneumatici e telaio. Materiali e architettura delle gomme, oltre a tecniche di produzione all’avanguardia si sono rivelate fondamentali per raggiungere il record di velocità.

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Super tutor Caesar a Roma: legge le targhe a 400 metri di distanza

di Raffaele Dambra

Super tutor Caesar a Roma

Gli automobilisti della Capitale faranno bene a rigare dritto perché sulle strade di Roma è in arrivo il nuovo super tutor Caesar, un sistema di rilevamento della velocità ben più performante dei normali tutor. Capace, dicono, di leggere le targhe delle auto fino a 400 meri di distanza, anche di notte. L’installazione del dispositivo inizierà ad agosto e durerà all’incirca quattro mesi. Poi ci sarà una fase di sperimentazione del sistema seguita da un’altra di pre-esercizio durante la quale le violazioni al Codice della Strada non saranno sanzionate. E infine, da inizio 2020, Caesar entrerà in funzione a tutti gli effetti.

COME FUNZIONA IL SUPER TUTOR CAESAR

Il super tutor Caesar è un sistema di controllo basato su una serie di rilevatori posti a distanza di 850 metri l’uno dall’altro, su opposti pali videosorvegliati. Come un tutor autostradale rileva la velocità media di ogni veicolo in transito, ed è in grado di calcolare l’eventuale sanzione sia per il singolo passaggio che per l’intera tratta sottoposta ad accertamento. La multa poi sarà sempre una, ma la sanzione sarà riferita alla violazione più grave commessa lungo la tratta. Esempio: se un conducente che circola su una strada con limite di 50 km/h percorre il tratto che va da A a B a una velocità di 70 km/h, dovrebbe essere sanzionato con una multa di circa 80 euro. Ma se poi nel tratto che va da B a C accelera fino a 130 km/h, Caesar è in grado di selezionare l’infrazione più importante, irrogando la relativa sanzione di 550 euro + la decurtazione di 10 punti dalla patente.

SUPER TUTOR CAESAR: DOVE SI TROVA A ROMA

Il sistema del super Tutor Caesar sarà sperimentato su una delle arterie stradali più pericolose dell’area metropolitana di Roma. Parliamo di via Cristoforo Colombo tra l’Eur e il litorale di Ostia, più precisamente dall’incrocio con la Pontina fino alla rotonda di Ostia. Una strada terribile che solo nel 2018 ha registrato ben 13 vittime da incidenti stradali, quarta in assoluto in questa poco edificante classifica dietro Pontina, Grande Raccordo Anulare e via del Mare. Inutile dire che se il test darà i suoi frutti l’utilizzo di Caesar sarò gradualmente esteso ad altre strade di Roma e d’Italia.

QUALI RISULTATI CON IL SUPER TUTOR CAESAR?

Il tratto di via Cristoforo Colombo a Roma sarà dunque la prima strada urbana in Italia a sperimentare un tale sistema di tutor. Sistema, ribadiamolo, capace di leggere le targhe a 400 metri di distanza pure al buio e su tratti stradali molto lunghi. In questo modo si confida in un abbattimento quasi totale dei sinistri. Anche se va detto che la pericolosità di via Colombo non è dettata soltanto dall’alta velocità (peraltro Roma Capitale è già intervenuta per abbassare il limite su alcuni tratti da 50 a 30 km/h), ma dall’asfalto in certi punti fortemente deformato a causa delle radici dei pini marittimi presenti a bordo strada.

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