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Multa con Autovelox: annullabile se l’apparecchio è solo approvato ma non omologato

di Raffaele Dambra

Multa con Autovelox annullabile

C’è una possibilità in più per chi prende una multa con l’autovelox. La sanzione può essere annullata se si appura che l’apparecchio è solo ‘approvato’ ma non ‘omologato’. Una differenza sottile ma a quanto pare essenziale che ha spinto un giudice di pace di Milano a cancellare l’infrazione comminata a un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato da un autovelox in via Fulvio Testi. Una strada urbana di scorrimento del capoluogo lombardo con limite a 50 km/h.

ECCESSO DI VELOCITÀ: CONFUSIONE TRA AUTOVELOX APPROVATI E OMOLOGATI

Il conducente ha fatto ricorso al giudice di pace per una serie di motivi. Tra cui, il più importante, l’assenza di omologazione da parte del MISE dell’autovelox in questione, modello T-Expeed V 2.0. Che invece ha ricevuto soltanto un’approvazione del MIT mediante due determine dirigenziali. Ricordiamo a questo proposito che l’articolo 142 comma 6 del Codice della Strada dispone che “per la determinazione dell’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate”. Quindi omologate, non semplicemente approvate. Tuttavia il Comune di Milano, controparte nel ricorso presentato dall’automobilista, ha ribattuto che i due termini ‘omologazione’ e ‘approvazione’ vengono spesso utilizzati dal legislatore quali sinonimi. Rivendicando quindi l’assoluta legittimità dell’autovelox posizionato in via Fulvio Testi.

MULTA CON AUTOVELOX: DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Il giudice di pace ha però fatto presente che in realtà il legislatore solo apparentemente utilizza le due terminologie in maniera promiscua. Trattandosi invece di due procedure (omologazione e approvazione) completamente diverse e con differenti finalità. Per esempio il già citato art. 142 CdS quando cita come fonti di prova (per determinare la velocità di una vettura) le risultanze di “apparecchiature debitamente omologate”, si riferisce ad apparecchiature che devono presentare caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni come da regolamento del CdS stesso. In mancanza delle quali potrebbero essere comunque approvate, ma non utilizzate per la misurazione della velocità. Il legislatore, per i casi in cui è prevista l’omologazione, ha previsto infatti vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni. Distinguendo piuttosto chiaramente l’omologazione dalla semplice approvazione. Su queste basi il giudice ha quindi accolto il ricorso del conducente multato annullandogli la sanzione. Perché i risultati dell’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi, approvato ma non omologato, non possono essere utilizzati.

AUTOVELOX SOLO APPROVATI NON POSSONO EMETTERE SANZIONI

Del resto alle stesse conclusioni era già giunto il consulente tecnico investigativo Giorgio Marcon, che affianca spesso in qualità di perito di parte chi impugna le sanzioni irrogate sulla base di autovelox e altri dispositivi, secondo cui le apparecchiature solamente approvate non possono emettere sanzioni, non essendo risultanze da apparecchiatura debitamente omologata ai sensi dell’art. 142 comma 6 CdS. Siamo adesso curiosi, alla luce del precedente fornito dalla recente sentenza del giudice di pace (che si può leggere integralmente cliccando in basso sul tasto rosso Scarica PDF), se molti automobilisti multati dal medesimo dispositivo ne approfitteranno per presentare ricorso. Tra l’altro l’autovelox T-Expeed V 2.0 di via Fulvio Testi è uno dei più temuti di Milano. Con un’incredibile media di 1.200 verbali e 109.000 euro di incasso al giorno (dati 2018 del Comune di Milano).

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Limite a 100 km/h in autostrada: parte in Olanda dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Autostrada limiti di velocità

Il limite di velocità sulle autostrade in Olanda scende a 100 km/h dal 2020. La misura è stata annunciata dal primo ministro olandese come parte di un pacchetto di misure contro l’eccessivo inquinamento. Si stringe così il cappio attorno all’uso delle automobili in un Paese che basa la mobilità sull’uso della bici. Il limite unico di velocità a 100 km/h in Olanda sarebbe la soluzione più efficace per tagliare le emissioni di NOx, in un Paese dove ci sono più punti di ricarica del Giappone.

LA PROPOSTA DEL LIMITE A 100 KM/H ANCHE IN ITALIA

Se guidare l’auto in Olanda è una delle cose che prevedete di fare nel prossimo futuro, è meglio tenere a mente che dal 2020 le autostrade non faranno distinzioni di limiti di velocità. Lo ha dichiarato Mark Rutte primo ministro olandese annunciando il provvedimento a livello nazionale per ridurre gli ossidi di azoto. In realtà l’abbassamento del limite a 100 km/h sull’A22 è un provvedimento proposto anche in Italia, dal Comune di Bolzano. Secondo l’Amministrazione altoatesina, il limite di 100 km/h aveva prodotto effetti positivi nell’abbassamento dei limiti di NOx durante una sperimentazione.

I LIMITI DI VELOCITA’ SULLE AUTOSTRADE OLANDESI

Il limite di velocità a 100 km/h in Olanda è uno dei cardini su cui si basa il target di riduzione delle emissioni di ossidi di azoto, ma anche quello più rischioso per gli automobilisti di passaggio. I limiti di velocità sulle autostrade olandesi oggi variano da 130 km/h (quello più diffuso), a 120 km/h o 100 km/h. La variabilità dei limiti di velocità olandesi, dipende su alcune tratte dall’orario, dal numero di corsie e dal traffico. Una serie di regole riconoscibili dalla segnaletica e che sarebbe meglio conoscere prima di considerando che in Olanda c’è la rete autostradale con la più alta densità al mondo.

PERCHÉ IL LIMITE A 100 KM/H IN OLANDA DAL 2020

Secondo quanto riportato da Autonews, l’esecutivo di Rutte è in balia di una serie di progetti al palo a causa del mancato raggiungimento del target europeo sulla riduzione delle emissioni. Emissioni che sarebbero comunque legate oltre che alle automobili, anche a trasporti, mezzi agricoli e abitazioni. Va ricordato anche che Amsterdam è una delle poche città al mondo dove al posto dei parcheggi auto ci saranno solo parcheggi per bici.

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Autostrada: i limiti di velocità in assenza di segnaletica

di Raffaele Dambra

Autostrada limiti di velocità

Quando si guida in autostrada i limiti di velocità si devono sempre rispettare, anche in assenza di apposita segnaletica. Ma quali sono questi limiti? Secondo l’orientamento dettato da una non troppo lontana sentenza della Corte di Cassazione (la 26393/2017), se l’ente proprietario dell’autostrada non ha provveduto a specificare la soglia consentita in un determinato tratto, si applicano i limiti minimi e massimi previsti dalla legge. Una precisazione apparentemente superflua (è ovvio che la mancanza dei segnali non autorizza di certo a sfrecciare a 200 km/h) ma in realtà necessaria per determinare l’effettivo limite massimo.

AUTOSTRADE E LIMITI DI VELOCITÀ: IL CODICE DELLA STRADA

Ai sensi dell’articolo 142 comma 1 del Codice della Stradala velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade”. Tuttavia sempre il medesimo comma stabilisce che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia […] gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato”. Basandosi su questa doppia lettura, un automobilista che aveva spinto il piede sull’acceleratore fino a raggiungere la velocità di 159 km/h, e per questo multato di una somma compresa da 168 a 674 euro per aver superato di oltre 10 km/h e non oltre 40 km/h il limite massimo (art. 142 CdS comma 8), si era rivolto alla Suprema Corte chiedendo la riduzione della sanzione.

LIMITE MASSIMO IN AUTOSTRADA: 130 O 150 KM/H?

A suo parere, infatti, nella fattispecie si sarebbe dovuto applicare il comma 7 dell’art. 142, secondo cui chi supera il limite di velocità di non oltre 10 km/h paga solo la sanzione ridotta da 41 a 168 euro. La sua tesi era ben chiara: poiché il CdS contempla, a certe condizioni, la possibilità di viaggiare in autostrada a 150 km/h, e dato che sul tratto interessato non erano stati segnalati i limiti minimi e massimi di velocità, e che comunque quel tratto rientrava come caratteristiche tra quelli percorribili a 150 km/h, sarebbe stato più giusto multarlo con la sanzione ridotta per aver superato di soli 9 km/h (159 vs 150) il limite massimo virtualmente consentito.

LIMITI IN AUTOSTRADA: SENZA SEGNALETICA LA VELOCITÀ MASSIMA È SEMPRE 130 KM/H

La Corte di Cassazione ha però rigettato la tesi dell’automobilista ricorrente, precisando che gli enti proprietari di strade e autostrade hanno sì facoltà discrezionale di fissare limiti di velocità minimi e massimi diversi da quelli stabiliti con carattere generale dall’art. 142 del CdS, ma solo provvedendo alla relativa segnalazione. E che l’eventuale aumento del limite massimo da 130 a 150 km/h in autostrada non può mai essere lasciato alla ‘libera interpretazione’ dei conducenti, essendo in gioco la sicurezza della circolazione e la tutela della vita umana. In definitiva, quindi, il limite massimo di velocità in autostrada in assenza di specifica segnaletica è sempre quello previsto per legge, ovvero 130 km/h.

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Incidenti stradali in autostrada: il 26% delle vittime USA per la velocità

di Donato D'Ambrosi

La velocità sulle strade extraurbane e autostrade resta il fattore principale degli incidenti stradali con vittime. Le statistiche sono poco incoraggianti nell’ottica di una visione senza morti sulle strade anche per gli USA. Ecco perché le principali agenzie ed enti governativi per la sicurezza lanceranno un progetto nazionale che dal 2020 metterà al centro delle politiche locali la velocità legata agli incidenti stradali.

LA PRTNESHIP USA PER RIDURRE LA MORTALITA’ SU STRADA DAL 2020

Secondo i dati delle autorità USA, ogni mese perdono la vita 800 persone in incidenti stradali causati dall’elevata velocità. Sulla scorta di queste criticità l’Insurance Institute for Highway Safety, Governors Highway Safety Association e National Road Safety Foundation hanno siglato un accord per lo sviluppo di un programma comune. Il progetto partirà nel 2020 e prevede l’assegnazione di sovvenzioni sull’implementazione di un progetto di regolamentazione della velocità.

UN INCIDENTE MORTALE SU QUATTRO CAUSATO DALLA VELOCITA’

Negli incidenti avvenuti il 2019 negli USA, l’eccessiva velocità è stata il fattore determinante per il 26% dei casi in cui ci sono state vittime. Molto spesso di sottovaluta il fatto che un’auto lanciata a una certa velocità abbia bisogno di spazio e tempo per fermarsi in caso di emergenza. Queste due variabili dipendono sostanzialmente dall’efficienza dell’auto, dalla velocità di reazione del conducente e dai fattori esterni. Pur volendo controllare i primi 2, è chiaro che la casualità delle condizioni della strada e del meteo resta una componente critica quando si guida a una velocità oltre i limiti.

ADOTTARE LE STRATEGIE IN SCALA CHE MIGLIORANO LA SICUREZZA

Gli esperti IIHS valuteranno il programma pilota con l’obiettivo di identificare un modello che può fungere da modello nazionale. “Il programma mira a seguire l’esempio del programma nazionale Click It o Ticket sull’applicazione della cintura di sicurezza” spiega il Presidente IIHS David Harkey. “Quel programma è iniziato come un progetto pilota di successo nella Carolina del Nord e poi è stato adottato a livello nazionale“. Qualcosa di non molto diverso dall’accordo europeo sulla best practice per la sicurezza stradale in cui però l’Italia, suo malgrado, non ha nessun ruolo.

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Michelin supera il record di velocità con pneumatici da strada

di Donato D'Ambrosi

A quale velocità può andare uno pneumatico senza deformarsi e in sicurezza? La domanda diventa ancora più curiosa se si riferisce agli pneumatici stradali come il Michelin Pilot Sport Cup 2 che si è confrontato proprio con il record di velocità con gomme da strada. L’impresa è stata tentata dopo aver sottoposto le gomme Michelin a una fase di test in Europa e USA. Chiaramente per provare a superare il record di velocità con pneumatici da strada Michelin non poteva che allearsi con Bugatti che sulla Chiron ha messo a punto le gomme adatte alla prova.

IL RECORD DI VELOCITA’ DELLE GOMME A 5300 G

Gli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 montati su una Bugatti Chiron in versione “speciale”, hanno fatto segnare un nuovo record superando la velocità di 490km/h. Come sono fatte le gomme per velocità record? Cosa cambia rispetto a gomme da pista? Realizzati specificamente per Bugatti con marcaggio “BG” sul fianco e omologati per l’utilizzo stradale, si differenziano dalla versione utilizzata in primo equipaggiamento nelle tele sotto il battistrada, simili a quelle del video qui sotto. Queste tele rinforzate in particolar modo per gestire i 5300 G che devono sopportare a queste velocità elevatissime.

STESSI TEST SU PNEUMATICI DELLO SPACE SHUTTLE

Durante lo sviluppo, Michelin ha utilizzato il suo Centro R&D di Ladoux, in Francia, ed il suo sito a Charlotte (Carolina del Sud), negli Stati Uniti. Qui dove sono stati impiegati macchinari specializzati per effettuare prove estreme. Per testare gli pneumatici alle elevatissime velocità che la Bugatti Chiron raggiunge, Michelin ha utilizzato un macchinario di prova progettato per testare le gomme dello Space Shuttle. La Bugatti Chiron è così diventata la prima auto stradale al mondo a rompere la barriera delle 300 miglia orarie, dopo aver raggiunto una velocità di 304.773mph (490.484km/h) verificata autonomamente.

PER IL RECORD DI VELOCITA’ TELAIO E GOMME DEVONO “COMBACIARE”

L’auto che ha battuto questo record è stata guidata dal collaudatore Bugatti Andy Wallace sul circuito di test Bugatti Ehra-Lessien, nel nord della Germania. Per questa vettura, gli ingegneri Michelin e Bugatti hanno collaborato sullo sviluppo congiunto di pneumatici e telaio. Materiali e architettura delle gomme, oltre a tecniche di produzione all’avanguardia si sono rivelate fondamentali per raggiungere il record di velocità.

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Super tutor Caesar a Roma: legge le targhe a 400 metri di distanza

di Raffaele Dambra

Super tutor Caesar a Roma

Gli automobilisti della Capitale faranno bene a rigare dritto perché sulle strade di Roma è in arrivo il nuovo super tutor Caesar, un sistema di rilevamento della velocità ben più performante dei normali tutor. Capace, dicono, di leggere le targhe delle auto fino a 400 meri di distanza, anche di notte. L’installazione del dispositivo inizierà ad agosto e durerà all’incirca quattro mesi. Poi ci sarà una fase di sperimentazione del sistema seguita da un’altra di pre-esercizio durante la quale le violazioni al Codice della Strada non saranno sanzionate. E infine, da inizio 2020, Caesar entrerà in funzione a tutti gli effetti.

COME FUNZIONA IL SUPER TUTOR CAESAR

Il super tutor Caesar è un sistema di controllo basato su una serie di rilevatori posti a distanza di 850 metri l’uno dall’altro, su opposti pali videosorvegliati. Come un tutor autostradale rileva la velocità media di ogni veicolo in transito, ed è in grado di calcolare l’eventuale sanzione sia per il singolo passaggio che per l’intera tratta sottoposta ad accertamento. La multa poi sarà sempre una, ma la sanzione sarà riferita alla violazione più grave commessa lungo la tratta. Esempio: se un conducente che circola su una strada con limite di 50 km/h percorre il tratto che va da A a B a una velocità di 70 km/h, dovrebbe essere sanzionato con una multa di circa 80 euro. Ma se poi nel tratto che va da B a C accelera fino a 130 km/h, Caesar è in grado di selezionare l’infrazione più importante, irrogando la relativa sanzione di 550 euro + la decurtazione di 10 punti dalla patente.

SUPER TUTOR CAESAR: DOVE SI TROVA A ROMA

Il sistema del super Tutor Caesar sarà sperimentato su una delle arterie stradali più pericolose dell’area metropolitana di Roma. Parliamo di via Cristoforo Colombo tra l’Eur e il litorale di Ostia, più precisamente dall’incrocio con la Pontina fino alla rotonda di Ostia. Una strada terribile che solo nel 2018 ha registrato ben 13 vittime da incidenti stradali, quarta in assoluto in questa poco edificante classifica dietro Pontina, Grande Raccordo Anulare e via del Mare. Inutile dire che se il test darà i suoi frutti l’utilizzo di Caesar sarò gradualmente esteso ad altre strade di Roma e d’Italia.

QUALI RISULTATI CON IL SUPER TUTOR CAESAR?

Il tratto di via Cristoforo Colombo a Roma sarà dunque la prima strada urbana in Italia a sperimentare un tale sistema di tutor. Sistema, ribadiamolo, capace di leggere le targhe a 400 metri di distanza pure al buio e su tratti stradali molto lunghi. In questo modo si confida in un abbattimento quasi totale dei sinistri. Anche se va detto che la pericolosità di via Colombo non è dettata soltanto dall’alta velocità (peraltro Roma Capitale è già intervenuta per abbassare il limite su alcuni tratti da 50 a 30 km/h), ma dall’asfalto in certi punti fortemente deformato a causa delle radici dei pini marittimi presenti a bordo strada.

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Autostrada: limite a 150 km/h, proposta la sperimentazione per un anno

di Raffaele Dambra

Autostrada limite 150 km/h

Si è discusso a lungo nei mesi scorsi sull’opportunità di portare il limite di velocità in autostrada a 150 km/h. La proposta, partita da sponda leghista, non ha poi trovato posto nel pacchetto di modifiche al Codice della Strada, soprattutto per l’opposizione degli alleati di Governo del Movimento 5 Stelle e in particolare del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Finita qui? Neanche per sogno: la Lega sta infatti per tornare alla carica con una nuova mozione per innalzare i limiti di velocità sulle autostrade in Italia a 150 km/h.

LIMITI IN AUTOSTRADA A 150 KM/H: NUOVA PROPOSTA

Ne ha parlato in un’intervista al quotidiano Il Tempo l’On. Alessandro Morelli, presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. La stessa che ha dato l’ok alle modifiche al Codice della Strada, su cui adesso devono pronunciarsi le due aule del Parlamento. Pur ritenendosi molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua commissione, il deputato leghista ha dichiarato che l’idea di alzare in autostrada il limite a 150 km/h non è affatto tramontata. Anzi, l’esclusione dal pacchetto di modifiche al CdS potrebbe favorire un iter persino più veloce.

AUTOSTRADA, LIMITE A 150 KM/H: SPERIMENTAZIONE DI UN ANNO

“La norma sui limiti in autostrada a 150 km/h non è stata inserita per una diversità di vedute col M5S”, ha confermato Morelli, “su alcuni argomenti abbiamo dovuto fare un passo indietro noi e su altri l’hanno fatto loro. Ma intendo presentare al più presto un ordine del giorno alla Camera per avviare una sperimentazione della durata di un anno su alcune tratte autostradali. Per poi alla fine vedere su quali arterie sia possibile applicare l’innalzamento dei limiti a 150 km/h”. Insomma, l’On. Morelli non si è ancora arreso sulla questione dei 150 in autostrada, chissà cosa ne pensano gli alleati pentastellati…

LIMITI DI VELOCITÀ A 150 KM/H: COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Ricordiamo che la proposta originaria di Morelli, bocciata in Commissione Trasporti, prevedeva l’aumento dei limiti di velocità non su tutta la rete ma solo sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, con asfalto drenante e monitorate dai tutor. Il fatto curioso è che il limite di 150 km/h è già contemplato Codice della Strada. L’art. 142 dispone infatti che “sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali. Sempre che lo consentano l’intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio”.

IL PARADOSSO DELL’ATTUALE NORMA SUI 150 KM/H IN AUTOSTRADA

Solo che, per ironia della sorte, nessuna concessionaria autostradale italiana ha mai applicato in pieno questa parte dell’articolo. Questo perché nessun tratto della rete possiede tutti i requisiti richiesti dal Codice.

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A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere

di Donato D'Ambrosi

Pedoni distratti dallo smartphone

Se tutti gli utenti della strada, inclusi i pedoni seguissero le regole e il buonsenso sicuramente ci sarebbero meno incidenti, feriti e morti. Ma così non è e in molte zone, soprattutto nei pressi dei centri e delle scuole, i limiti di velocità a 30 km/h sono uno standard. Perché proprio 30 km/h e non 50 km/h? Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la velocità di impatto all’investimento di un pedone dice che oltre questa velocità la probabilità di morte aumenta esponenzialmente. Ecco quanto rischia un pedone quando non si rispettano i limiti e quali sono le regole per i pedoni da ricordare per muoversi senza correre inutili rischi.

30 KM/H POSSONO SALVARE LA VITA

Da 60 km/h in poi un pedone investito da un’auto ha mediamente pochissime probabilità di sopravvivere. E’ chiaro che tutto dipende da una smisurata serie di fattori, ma i più importanti individuati in un test non recente della World Health Organization sono la velocità dell’auto, la velocità di reazione del conducente e la distanza tra l’auto e il pedone nel momento in cui il conducente inizia a frenare. Guidare a 30 km/h spesso può sembrare snervante soprattutto a chi ha fretta. Ma secondo lo studio un conducente che guida a 30 km/h e si accorge di un pedone, percorre 21 metri mentre agisce e 9 metri mentre frena. Basta fare un’addizione banale per capire che mediamente servono 30 metri circa per riuscire a fermarsi senza investire un pedone. Il che si traduce in una probabilità del 90% di sopravvivenza per il pedone.

A 70 KM /H SI MUORE PIU’ FACILMENTE

Dall’infografica è curioso, ma non nuovo, ricordare come al crescere della velocità non aumenta solo la distanza di arresto dell’auto. Anche la distanza che percorre l’auto mentre il conducente realizza cosa fare si mantiene sempre più alta della distanza di frenata. A un certo punto (da 70 km/h) serve meno spazio per reagire che quello per fermare l’auto davanti a un pedone. Peccato però che a 70 km/h se non si riesce ad evitare il pedone, le sue probabilità di sopravvivenza sono dello 0%. Una velocità chiaramente illegale in città, ma un limite molto frequente nelle zone extraurbane dove i pedoni sono più a rischio.

LE REGOLE PER I PEDONI PER NON FARSI INVESTIRE

Piuttosto che stare a discutere sull’efficacia e la legittimità di un limite di velocità a 30 km/h, vogliamo soffermarci sulle regole che soprattutto i pedoni molto spesso sottovalutano esponendosi a inutili rischi. E’ quanto l’articolo 190 del CdS prescrive assimilando le disposizioni dell’art.20 nella Convenzione di Vienna del 1968 sulla circolazione stradale. Ecco le regole per i pedoni da ricordare:

– Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

– Quando non ci sono attraversamenti pedonali, o sono oltre 100 metri, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

– È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali

– È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata

– I pedoni che si accingono ad attraversare in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

– È vietato ai pedoni attraversare passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

– Inoltre è sempre buona norma, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o quando piove indossare abiti chiari o se si pratica jogging casacche ad alta visibilità evitando di isolarsi dai veicoli in strada con entrambe le cuffiette nelle orecchie.

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Germania abbassa i limiti in autostrada: il caldo cuoce l’asfalto

di Donato D'Ambrosi

L’ondata di caldo con temperature prossime ai 40 °C in Europa ha sorpreso anche i Paesi più a nord Europa, al punto che la Germania, ad esempio, è corsa ai ripari abbassando i limiti di velocità. L’asfalto surriscaldato dal caldo infatti può rappresentare un serio pericolo per le auto che sfrecciano in autostrada. Da qui il provvedimento che impone limiti fino a 100 km/h. Vediamo dove e perché fare attenzione ai limiti di velocità soprattutto se siete in viaggio.

LIMITI A 100 KM/H IN GERMANIA

Se passate per la Germania, sappiate che il pagamento della vignetta per i soli stranieri è ancora valido, ma la Corte di giustizia europea l’ha definito discriminatorio. Tuttavia in questi giorni di inizio estate bisognerà fare particolare attenzione anche ai tabelloni di segnalazione luminosi che indicano i limiti di velocità variabili. Sulle Autostrade A9 e A38, in direzione della Baviera e vicino a Lipsia infatti i limiti di velocità imposti sono di 100 km/h e 120 km/h. Una novità eclatante in un Paese dove si è sempre pensato alle autostrade senza limiti di velocità.

IL MITO DELL’AUTOBAHN SENZA LIMITI

In realtà i limiti di velocità sono sempre esistiti anche sulle autostrade federali tedesche e sull’Autobahnen, omologata a 250 km/h, in realtà si dovrebbe andare a 130 km/h, come in Italia. La differenza è che nelle tratte consentite, questa velocità è consigliata agli utenti, ma non è vietato andare più forte. In altre parole se vai più forte ti assumi la responsabilità delle conseguenze di quello che può accadere. Un po’ come il Codice della Strada italiano consiglia di utilizzare le scarpe più adatte a guidare in sicurezza, ma non vieta quelle “non adatte” e scomode. Della serie che si può “legalmente” guidare a piedi nudi, con i tacchi, pantofole e le zeppe (noi come gli istruttori di Guida lo sconsigliamo fortemente) ma se poi si provoca un incidente, le scarpe inadatte saranno sicuramente oggetto di indagini e contestazioni della Polizia.

IL CALDO DILATA IL CEMENTO E L’ASFALTO

Tornando al problema dell’asfalto cotto dal caldo sulle autostrade tedesche, l’abbassamento dei limiti di velocità serve ad impedire che il guidatore di un’auto possa perdere il controllo. La dilatazione delle placche di cemento potrebbe far affiorare crepe e rigonfiamenti nell’asfalto. Il rialzamento dei bordi dell’asfalto in corrispondenza dei giunti e l’avvallamento al centro delle placche potrebbe creare una situazione di guida non sicura e controllabile ad alte velocità. Ecco perché a prescindere dal limite di velocità consigliato e no imposto, sulle autostrade tedesche ci sono i tabelloni luminosi che mostrano i limiti di velocità imposti in particolari situazioni di traffico o meteo, come in questo caso.

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Autovelox: multa valida anche se si superano di poco i limiti

di Redazione

Autovelox multa

Tra molti automobilisti circola la leggenda metropolitana secondo cui se si viene beccati a viaggiare oltre i limiti dall’autovelox, la multa scatta solo nel caso di evidente superamento dei suddetti limiti. In altri termini, il controllo elettronico della velocità tollererebbe le infrazioni leggere. Ebbene, ci spiace deluderli ma non è così. Anche la Cassazione ha ribadito che il superamento pure minimo del limite di velocità non esclude affatto l’applicazione di una sanzione.

L’INFRAZIONE DEL CONDUCENTE

La Suprema Corte si è espressa sull’argomento con la recente ordinanza n. 12629 del 13/05/2019, di cui ne ha dato notizia il portale di risorse legali avvocatoandreani.it. Il caso in questione riguardava un’automobilista che aveva ricevuto un verbale per violazione dell’art. 142, comma 8 del Codice della Strada, rilevata con autovelox. Tale articolo, ricordiamolo, dispone che “chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674”.

LA SENTENZA A SORPRESA DEL GIUDICE DI PACE

Nonostante l’evidente infrazione il conducente aveva fatto ricorso al Giudice di Pace, ritenendo che, data l’esiguità della velocità in eccesso (26 km/h oltre il limite di 50 km/h) e le circostanze di tempo e luogo (ovvero orario con traffico scarso e strada ampia e rettilinea), il superamento dei limiti non aveva posto concretamente in pericolo il bene protetto, e cioè l’incolumità pubblica e privata. Per la serie: ok, stavo andando più veloce del dovuto ma sulla strada non c’era nessuno ed era pure bella larga, perciò chiudete un occhio. E il Giudice di Pace l’occhio l’aveva sorprendentemente chiuso, accogliendo il ricorso e cancellando la sanzione!

IL RICORSO DEL COMUNE

Il Comune interessato però non ci stava e ricorreva a sua volta in Cassazione, contestando il riconoscimento, da parte del giudice, della buona fede del trasgressore, a fronte della presunzione di colpa gravante sul predetto. E contestando pure la mancanza di prova degli elementi ‘positivi’ idonei a superare tale presunzione.

IL RIBALTAMENTO DELLA CASSAZIONE: LE MOTIVAZIONI

Contestazione pienamente accolta dalla Corte di Cassazione: la multa con autovelox è valida anche se si superano di poco i limiti. Sconfessando la sentenza del Giudice di Pace, la Suprema Corte ha infatti osservato che per la configurabilità dell’illecito amministrativo è necessaria e sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva o omissiva, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo; inoltre la norma pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso. Riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa; ma soprattutto possono esserci cause di esclusione della responsabilità amministrativa solo quando sussistano elementi positivi idonei a ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della sua condotta. E risulti poi che il trasgressore abbia fatto tutto quanto possibile per conformarsi al precetto di legge.

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Dissuasori di velocità intelligenti: parte la sperimentazione

di Redazione

Dissuasori di velocità intelligenti

La città di New York testerà a breve i primi dissuasori di velocità ‘intelligenti’, che si irrigidiscono o si afflosciano a seconda della velocità dell’auto. Questi nuovi bumper promettono di essere efficaci come quelli standard, ma senza le pericolose sollecitazioni che mettono a dura prova le sospensioni e gli ammortizzatori dei veicoli e la colonna vertebrale degli occupanti.

COME FUNZIONANO I DISSUASORI DI VELOCITÀ INTELLIGENTI

Ne ha parlato in un articolo il sito del quotidiano Repubblica, spiegando che New York sarà la prima amministrazione a utilizzare i dossi ‘interattivi’. L’idea è dell’azienda spagnola Badennova, che ci sta lavorando da circa dieci anni. Ma come funzionano i dissuasori di velocità intelligenti? Se un qualsiasi veicolo (auto, camion o moto non fa differenza) procede a velocità sostenuta, si comportano come se fossero completamente rigidi, facendolo sobbalzare. Ma se il veicolo va piano, i dissuasori si ammorbidiscono non recando alcun tipo di disturbo. Insomma, vien premiato lo stile di guida più corretto.

COME SONO FATTI I DOSSI ARTIFICIALI INTERATTIVI

I dossi artificiali interattivi, leggiamo sempre su Repubblica, sono riempiti con una sostanza simile a un amido di mais, miscelata con acqua e altri componenti coperti da segreto industriale e poi brevettati. Il rivestimento, inizialmente previsto di gomma (poi scartata in quanto esposta a tagli o rotture), è realizzato invece con una speciale tela indistruttibile. Ovviamente è facile prevedere che se il test newyorkese andrà bene (e non si può dire che per la sperimentazione si sia scelta una città facile dal punto di vista del traffico), i dissuasori di velocità ‘intelligenti’ si diffonderanno rapidamente nel resto degli Stati Uniti e poi in tutto il mondo. Con i dovuti ringraziamenti dei conducenti più disciplinati.

IL PROBLEMA DEI DOSSI RALLENTATORI

In effetti il dibattito sulla pericolosità dei dossi artificiali rigidi persiste già da tempo, anche in Italia. Nel 2013, per esempio, la direzione generale prevenzione del Ministero della Salute ne aveva condannato l’abuso, specificando che i dissuasori di velocità possono costituire un rischio per guidatori e veicoli. “Anche chi li affronta a basse velocità”, scriveva il Ministero, “è sottoposto a sollecitazioni eccessive e altre potenziali fonti di pericolo. Inoltre, inducono a frenate e accelerazioni continue, che implicano maggiori consumi ed emissioni”. Senza contare i disagi per i mezzi di soccorso. I dossi, infatti, oltre a far perdere minuti preziosi alle ambulanze, sono dannosi per i trasportati che hanno subito un trauma, in quanto sottoposti a colpi e sobbalzi dolorosi.

DISSUASORI ARTIFICIALI E CODICE DELLA STRADA

L’installazione dei dissuasori artificiali sulle strade italiane è regolata dal decreto attuativo dell’art. 179 del Codice della Strada. In particolare, sono previsti solo su strade interne, residenziali o nelle cosiddette zone 30. Le dimensioni, invece, variano in base al limite di velocità. Per esempio con limite fino a 50 km/h il dosso deve avere una larghezza sopra 60 cm e un’altezza non superiore a 3 cm; con limite fino a 40 km/h la larghezza non deve essere inferiore a 90 cm e l’altezza non deve superare i 5 centimetri; infine sulle strade con limite di velocità fino a 30 km/h il dosso artificiale deve avere una larghezza non inferiore a 120 cm e un’altezza non oltre 7 cm. Leggermente diverso il caso dei passaggi pedonali rialzati, per i quali il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti impone una larghezza di 10/12 metri e una pendenza massima del 10%.

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USA: aumentare i limiti di velocità ha causato 37.000 morti in più

di Antonio Elia Migliozzi

L’IIHS mette in guardia sui rischi dell’aumento dei limiti di velocità. L’Istituto americano ha condotto una ricerca che mette in relazione l’aumento dei limiti di velocità negli Usa con quello dei morti. Questi sono cresciuti negli ultimi 25 anni, cioè da quando i singoli Stati degli Usa possono stabilire norme autonomamente sui limiti. Si tratta di uno studio che riapre il dibattito sui limiti di velocità. Da un lato i sostenitori dell’aumento sostengono che così ci si pone in linea con la realtà, poiché la maggior parte dei conducenti supera i limiti. Eppure una volta che il limite viene aumentato tutti i conducenti guidano ancora più velocemente. Certo è che molti incidenti non possono essere imputati solo alla guida veloce ma anche ad altre cause. Utilizzo dello smartphone ed esperienza del driver sono concause che possono avere conseguenze drammatiche.

AUMENTANO I MORTI

Negli Usa l’aumento dei limiti di velocità negli ultimi 25 anni è costato quasi 37.000 vite umane. A dirlo è l’Istituto americano per la sicurezza stradale IIHS. Dallo studio emerge che nel solo 2017 sono 1.900 le vittime della strada. L’IIHS richiama l’attenzione sul legame pericoloso tra i pochi minuti di tempo risparmiati guidando velocemente e il rischio di incidenti mortali. Il tema è tanto importante da aver spinto l’Istituto ad organizzare tra il 15 e il 16 aprile un meeting a a Charlottesville, in Virginia. Lo scopo è dare vita a un programma Usa comune sul tema della velocità in auto. Il presidente dell’IIHS David Harkey ha precisato: “Circa 10.000 persone all’anno muoiono in incidenti legati alla velocità. I limiti di velocità ragionevoli hanno un ruolo cruciale, come dimostra il nostro nuovo studio”.

SICUREZZA IN SOFFITTA

Darrin Grondel, direttore della Washington Traffic Safety Commission, ha precisato: “Serve un programma completo per la gestione della velocità che possiamo tradurre in azioni per salvare vite umane”. Negli Usa i limiti massimi di velocità sono stabiliti dai singoli Stati che li hanno aumentati dalla metà degli anni ’90. Ad oggi, 41 Stati hanno limiti di velocità massimi di 115km/h o superiori. Sei Stati hanno un limite di 130km/h mentre in Texas si viaggia a 140km/h su alcune strade. L’IIHS ha scoperto che un aumento di 8 km/h del limite massimo di velocità è associato a un aumento dell’8% del tasso di mortalità sulle autostrade. L’aumento di incidenti è, invece, del 3% su tutte le altre strade. Questa variazione ha portato in 25 anni a 36.760 decessi in più. Di questi 13.638 sulle autostrade e 23.122 su altre strade ordinarie.

DIBATTITO IN CORSO

Di tutte le persone che sono morte sulle strade degli Stati Uniti in 25 anni ben 1.934, cioè il 5%, sarebbero ancora vivi se i limiti di velocità non fossero cambiati dal 1993. Lo studio ha considerato anche variabili sociali come la disoccupazione, età dei driver (età 16-24 anni) e utilizzo della cintura di sicurezza. Anche in Europa non sono pochi gli Stati che hanno voluto prendere decisioni in tema di limiti di velocità stabilendo riduzioni. Del resto la guida veloce porta vantaggi di tempo molto limitati. Guidare a 112 km/h invece che a 105 km/h consente di risparmiare solo un 1 minuto e mezzo in un viaggio di 160 km. Insomma l’invito dell’IIHS è chiaro. Prima di aumentare i limiti di velocità, i legislatori dovrebbero considerare se quel potenziale risparmio di tempo vale il rischio aggiuntivo per le vite umane.

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Codice della Strada 2019: le novità del testo base

di Redazione

Lega e Movimento 5 Stelle sarebbero vicini all’accordo sul testo base del nuovo Codice della Strada 2019, per lo meno sui punti cardine. Resta soltanto la distanza sui limiti di velocità in autostrada, che il partito di Salvini vorrebbe portare a 150 km/h (a certe condizioni) contro il parere degli alleati di Governo. Se ne discuterà ancora e del resto il tempo non manca. La Commissione Trasporti della Camera licenzierà infatti il testo definitivo tra una decina di giorni, prima dell’inizio dell’iter parlamentare ai primi di maggio.

LIMITE DI VELOCITÀ IN AUTOSTRADA A 150 KM/H?

Vediamo dunque quali sono le più importanti modifiche al Codice della Strada che saranno poste al vaglio del Parlamento. Dicevamo dell’innalzamento dei limiti di velocità in autostrada, ancora oggetto di discussione all’interno della maggioranza. La Lega insiste per portare il limite da 130 a 150 km/h, almeno a livello sperimentale. La novità, ha precisato il relatore Donina, verrebbe introdotta solo nei tratti con almeno tre corsie più quella di emergenza, dotati di asfalto drenante e monitorati dai tutor. Riducendo quindi il campo all’A1 Milano-Napoli e all’A4 Torino-Trieste, e neppure nella loro interezza. M5S e MIT (che fa capo al pentastellato Toninelli) però nicchiano, adducendo motivi di sicurezza. Vedremo chi la spunterà.

IN AUTOSTRADA ANCHE GLI SCOOTER 125 CC

L’altra grande novità in ballo con la riforma del Codice della Strada riguarda la circolazione di scooter 125 cc in autostrada, purché guidati da maggiorenni. Nel caso di approvazione l’Italia si allineerebbe agli altri paesi dell’UE, che già prevedono l’ingresso in autostrada (e tangenziale) delle moto di quella cilindrata. Si sta valutando inoltre se estendere l’accesso alle moto elettriche.

CODICE DELLA STRADA 2019: ALTRE NOVITÀ

Per il resto, sembrano ormai sicuri il raddoppio delle sanzioni per chi viaggia senza assicurazione Rc auto (visto che non si riescono ad attivare i controlli automatici), il divieto di sovraccarichi per i trasporti eccezionali, l’abolizione della tassa di possesso per le auto storiche e lo stop all’obbligo dei fari anabbaglianti di giorno sulle strade extraurbane. Il Codice della Strada 2019 inasprirà pure le multe per chi guida con il cellulare in mano: ammenda pecuniaria da 422 a 1697 euro e sospensione della patente da una settimana a trenta giorni, che aumenterà da uno a tre mesi in caso di reiterazione.

LA DECISIONE SULLE BICI CONTROMANO

Pare infine certo che il nuovo Codice della Strada delegherà quasi completamente alle amministrazioni locali la regolamentazione del traffico delle biciclette, compresa la delicata questione della circolazione contromano. Questo perché, giustamente, le bici hanno un diverso peso sulla mobilità urbana a seconda della città.

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Assetto corsa competizioni, Ohlins racing di Andreani Group ti fa vincere!

di redazione

Assetto Corsa Competizione è il nuovo videogame ufficiale della Blancpain GT Series ideato da Kunos Simulazioni, che offre la possibilità di vivere in prima persona l’atmosfera del Campionato omologato FIA GT3, gareggiando con i piloti, i team, le vetture ufficiali e i circuiti riprodotti con estrema accuratezza, i giocatori potranno godere, al massimo livello di realismo, di tutte le gare Sprint, Endurance e 24 Ore del Campionato, disponibili sia in modalità single player che multigiocatore. Se siete arrivati fin qui vi domanderete cosa c’entri l’assetto corsa competizioni con l’Ohlins racing di Andreani Group. Ebbene anche in pista gli assetti migliori fanno la differenza e nelle competizioni automobilistiche 2018 sono stati la chiave del successo per Andreani Group, con ben 15 Titoli Tricolori collezionati.Tutto merito del reparto dedicato al mondo delle competizioni automobilistiche Andreani Group, il cui intenso e accurato lavoro è stato eseguito a fianco di prestigiosi team partecipanti alle varie specialità in pista e su terra.

Andreani Group TCR ITALY Mugello

Assetto corsa competizioni Ohlins by Andreani Group – Assetti vincenti

Grazie alla propria esperienza maturata in anni di gare mettendo a punto l’assetto di ogni tipo di vettura, l’R&D Andreani e il proprio Racing Service hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi di molte squadre ufficiali e non, aggiudicandosi ben 15 campionati italiani con grande soddisfazione del gruppo dell’azienda pesarese. Tra tutti i campionati spiccano il titolo Gran Turismo GT3, con l’equipaggio Altoé/Zampieri sulla Lamborghini Huracan GT3 del team Antonelli Motorsport, quello TCR  con Salvatore Tavano alla guida della Cupra TCR Seat Italia Motorsport, il Rally R5 con Andreucci/Andreussi al via con la Peugeot 208 R5 FPF Sport, quello Rally Storici con Lucky al volante con la Lancia Delta Integrale 16V, e il Velocità Montagna E2 SC 3000 con Omar Magliona in gara con la Norma M20 FC 3000. Parte degli assetti protagonisti della stagione 2018 sono stati ottenuti con prodotti distribuiti dall’Andreani Group, tra cui i marchi Öhlins, Samco, PFC, DWS, Whiteline, e SuperB.

Assetto corsa competizioni Ohlins by Andreani Group - Assetti vincenti

TUTTI I TITOLI VINTI DALL’ANDREANI GROUP NEL 2018

Altoé – Zampieri, su Lamborghini Huracan GT3 Antonelli Motorsport, campioni Italiani Gran Turismo GT3
Salvatore Tavano, Cupra TCR Seat Italia MOTORSPORT, campione Italiano TCR
Andreucci – Andreussi, Peugeot 208 R5 FPF Sport, campioni Italiani Rally R5
De Tomaso – Ferrara, Peugeot 208 R2B FPF Sport, campioni Italiani Rally R2
Omar Magliona, Norma M20 FC 3000, campione Italiano Velocità Montagna E2 SC 3000
Domenico Cubeda, Osella FA30, campione Italiano Velocità Montagna E2 SS 3000
Rosario Iaquinta, Osella PA21 Evo, campione Italiano Velocità Montagna CN 2000
Manuel Dondi, Fiat X19, campione Italiano Velocità Montagna E2 SH
Achille Lombardi, Osella PA21 JRB 1000, campione Italiano Velocità Montagna E2 SC 1000
Lucky, Lancia Delta Integrale 16V, campione Italiano Rally Storici
Piero Randazzo, Lotus Exige V6 campione Time Attack Italy categoria EXTREME 2WD
Alex Rasetta, Golf GTi, campione Time Attack Italy categoria STREET FWD
Ryan Eversley, su Honda Civic FK7, campione Pirelli World USA Challenge TCR
Attila Tassi, su Honda Civic FK7, campione TCR Swiss Trophy
Diego Lucini, su Mitsubishi Lancer Evo IX, campione Time Attack Italy 2018 Street 4WD

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Fiat 126 elaborata preparazione Proto

di redazione

La Fiat 126 elaborata con preparazione proto è una belva da pista per le competizioni Slalom e Cronoscalate, grazie ai 175 CV del propulsore motociclistico Kawasaki Ninja ZX-10R. Questa Fiat 126 modificata e autocostruita è ad un passo dall’essere decisamente una vettura di alto livello. Il 4 cilindri motociclistico le permette di urlare all’impazzata a regimi di rotazione altrimenti irraggiungibili, così come il cambio è secco negli innesti.

Fiat 126 modificata Proto

Dura da guidare, fisicamente, la Fiat 126 ha bisogno solo di una correzione sulle sospensioni anteriori, che allo stato attuale delle cose non lavorano alla perfezione. La vettura è composta da una carrozzeria Fiat 126, modificata in numerosi punti e ancorata ad un telaio portante in profili cavi di sezione 40x40x2 autocostruito (tipo sport prototipo), certificata da un ingegnere.

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Fiat 126 elaborata Proto

La Fiat 126 elaborata con preparazione proto un suo scopo, infatti, ce l’ha ed è quello di gareggiare, magari anche al “Selva di Fasano” del Campionato Velocità in Montagna, non ancora disputato a differenza di altri appuntamenti. Certo la scocca in vetroresina ha aiutato molto rispetto all’originale in lamiera battuta a mano, poi servita da stampo, dato che il peso è sceso da 650 a 550 kg, ma anche la conoscenza della vettura è migliorata e questo è un fattore da non sottovalutare.

Fiat 126 elaborata preparazione proto

Scheda tuning Fiat 126 Proto

Passo 2.000 mm
Carreggiata anteriore 1.620 mm
Carreggiata posteriore 1.660 mm

Sospensioni
Bracci a triangoli sovrapposti completamente regolabili su uniball
Ammortizzatori posteriori Sasch derivazione motociclistica con sistema Push-Rod e barra stabilizzatrice
Sull’anteriore sistema mono ammortizzatore di derivazione motociclistica

Freni
Dischi anteriori ventilati e forati da 270 mm con prese d’aria dedicate
Dischi posteriori forati da 24 mm
Pastiglie freni Ferodo Racing DS3000
Freno a mano idraulico
Tubi freni aeronautici

Scarico
Collettori di scarico 4⇢2⇢1 in titanio, terminale artigianale in acciaio inox con silenziatore in carbonio

Cerchi
Cerchi in magnesio monodado, anteriori 8×13” e posteriori 10×13”

Pneumatici
Avon Super Soft, anteriori 195/53 – R13 e posteriori 250/57 – R13

Motore
Kawasaki XZ10R 04-05 988 cc in posizione centrale con Power Commander III
Radiatore maggiorato con doppia ventola

Trasmissione
Cambio sequenziale a 6 marce con cambio al volante
Trasmissione a catena 525 con pignone 13 denti e corona 60 denti
Differenziale autobloccante Torsen derivazione Audi A8
Semiassi autocostruiti su misura
Retromarcia elettrica

Carrozzeria
Cofano, paraurti e parafanghi anteriori solidali in VTR
Portiere e cofano posteriore in VTR
Vetri in policarbonato

Interni
Volante in alcantara
Sedile e cinture Sparco omologate FIA
Roll-bar Girola conforme allegato J della FIA
Estintore brandeggiabile
Pedaliera artigianale
Fondo piatto con estrattore posteriore
Pannellature in alluminio

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Fiat 126 Proto è su Elaborare 242.

Fiat 126 elaborata preparazione proto

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Cover Elaborare 242 Ottobre 2018

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Cambio per Mitsubishi

di redazione

Cambio Mtsubishi Lancer Evo X by Evo Racing Shop

L'azienda di accessori Evo Racing Shop ha messo in commercio il cambio sequenziale Samsonas per Mitsubishi Lancer Evo X. Ideale per Time Attack, Rally Cross, Terra, Ghiaccio e Drag. Per maggiori informazioni tecniche e sui costi, contattare l’Azienda telefonicamente o via e-mail. Info. Tel. 338/4725712 - 331/1251917 - www.evoracingshop.com

Cambi racing

di redazione

Cambi racing Samsonas

I cambi racing Samsonas di Evo Racing Shop arrivano sul mercato e arricchiscono il catalogo di prodotti racing per auto stradali e da competizione della dinamica Azienda torinese. Samsonas infatti produce cambi sequenziali in grado di resistere alle tremende sollecitazioni tipiche delle gare in circuito. Il nuovo Samsonas Universal, ad esempio, per tutte le vetture a trazione posteriore (RWD), è in grado di sopportare fino a 1.400 Nm senza problemi di affidabilità. Difficile trovare sul mercato qualcosa di più affidabile e competitivo! Particolarmente indicato per auto da Drifting, Time Attack, Drag Racing, siano esse BMW, Ford, Nissan Subaru, Toyota e qualsiasi altra tipologia di vettura a trazione posteriore.
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