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Arriva SuperGLUE, il benchmark per l’IA

di Antonino Caffo
I ricercatori di Facebook, insieme a Google DeepMind, all’Università di Washington e New York University, hanno presentato SuperGLUE, una serie di strumenti per misurare le prestazioni dell’IA nel merito della comprensione del linguaggio naturale. SuperGLUE è stato creato sul presupposto che i modelli di apprendimento profondo per l’IA colloquiale necessitano di nuove sfide. Il sistema […]

Guida autonoma: al PoliMi il primo corso di Etica delle Tecnologie

di Donato D'Ambrosi

Cosa spinge un uomo a fare la scelta più giusta? Forse il buon senso, l’etica, la morale. Tutte caratteristiche non tangibili che saranno richieste alle auto a guida autonoma. Ma le auto a guida autonoma sapranno ragionare come l’essere umano e avere una loro etica? Questa è la domanda che negli ultimi anni ha riguardato le auto a guida autonoma pronte a passare dai test al servizio pubblico. In caso di emergenza cosa deve fare un’auto a guida autonoma? In base a cosa deciderà se proteggere i suoi occupanti più delle persone all’esterno dell’auto? Molte di queste domande potrebbero trovare già risposta nel primo corso di Etica delle Tecnologie del Politecnico di Milano.

LO STUDIO SULL’ETICA DEI ROBOT INTELLIGENTI

Il mondo accademico inizia a guardare con più interesse la guida autonoma, sia dal punto di vista tecnico che legale-etico. L’annuncio infatti del primo corso Ethics for Technology rivolto a studenti di ingegneria del Politecnico di Milano, segue quello di FCA a Modena. Come dovranno essere programmate le auto robot è un’incognita non ancora chiarita. Anche perché lo sviluppo tecnologico delle auto a guida autonoma ha fatto passi da gigante rispetto invece all’iter burocratico insabbiato sulle responsabilità legali.

LA GUIDA AUTONOMA DEVE INTERPRETARE LE ALTRE AUTO

Le future figure professionali avranno a che fare con macchine senzienti il cui comportamento va previsto, addestrato e corretto. E’ il motivo per cui in ogni parte del mondo è aumentata esponenzialmente l’attività di test delle auto robot in scenari diversi. I test cercano di colmare con lunghi collaudi l’imprevedibilità del traffico stradale e allenare i super computer a gestire situazioni sempre nuove. Finché tutte le auto non saranno autonome la convivenza tra robot e conducenti e pedoni in carne ed ossa è il limite maggiore. Tant’è che si stanno sviluppando linguaggi di comunicazione luminosi per non lasciare spazio all’interpretazione di una manovra delle auto a guida autonoma.

L’ALGORITMO DELLA PRIORITA’

Cosa succederà in una situazione di emergenza sembra un tassello del puzzle ancora da incastrare dopo l’incidente mortale nei test Uber. Se un conducente in carne ed ossa potrebbe improvvisare nelle manovre per evitare un incidente, un super computer è fatto per calcolare. Ma in base a quale ratio deciderà quali manovre fare in una situazione complessa? Sarà meglio non fare nulla o proteggere prima di ogni cosa l’incolumità dei passeggeri a bordo? Al di là della fiducia che gli utenti possono riporre nella tecnologia, sono sempre le incognite a preoccupare di più.

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Cotoletta alla milanese: per la Cattolica inquina come una Euro 0

di Redazione

Blocchi del traffico, demonizzazione del Diesel, limitazioni alla circolazione in centro. L’automobile sembra essere la causa principale dell’inquinamento atmosferico. Poi arriva una ricerca dell’Università Sacro Cuore di Milano e Brescia che lascia tutti a bocca aperta. I risultati dello studio, presentati lo scorso mercoledì 3 aprile all’Istituto Artigianelli di Brescia, sono sorprendenti. Hanno fatto emergere che anche la preparazione ai fornelli di una cotoletta può inquinare l’ambiente. Molto più di quanto si possa pensare. Il paragone è chiaro: una fettina impanata durante la cottura rilascia emissioni di particolato fine e ultrafine paragonabili a quelle di un’auto Euro 0.

L’EVENTO PER UN’ARIA PULITA

Il progetto d’Ateneo Anapnoì, a cui hanno partecipato fisici, medici, sociologi e agrari – e durato tre anni – aveva come principale obiettivo l’individuazione di buone pratiche per cercare di ridurre al minimo gli effetti dell’inquinamento atmosferico. Questo, infatti, è causa di patologie polmonari, molto diffuse nelle persone anziane.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA MEDICINA

Lo sviluppo di apparecchiature tecnologiche ha permesso ai ricercatori di analizzare l’impatto del particolato atmosferico outdoor e paragonarlo a quello indoor. I sensori nanostrutturati per l’analisi del respiro e i nasi elettronici a nanotubi di carbonio hanno aiutato il team, composto da sei unità operative nelle città di Milano, Brescia, Piacenza e Roma a finalizzare gli esperimenti e arrivare ad una buona ed efficace esecuzione dei test.

IL DECALOGO DELLE RACCOMANDAZIONI

La conclusione di questi esperimenti ha portato alla creazione di un decalogo di raccomandazioni per prevenire i rischi di malattie polmonari e arrivare alla terza età in buona salute. Dieci regole da seguire secondo la Ricerca d’Ateneo della Cattolica Anapoì per contrastare l’inquinamento domestico. Partendo dalla ventilazione degli ambienti casalinghi almeno una volta al giorno per venti minuti a evitare l’uso di deodoranti per l’ambiente, passando per l’impiego di purificatori d’aria che possono essere molto utili.

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Nissan e Università dell’Aquila per la mobilità elettrica

di Redazione

Nissan Italia e l’Università dell’Aquila hanno appena firmato un protocollo d’intesa per lo studio e la sperimentazione di un modello di mobilità elettrica. Questo avviene a seguito della lectio magistralis “La mobilità del futuro: sostenibile, autonoma, connessa” tenuta a ottobre dal presidente e amministratore delegato di Nissan Italia Bruno Mattucci nel capoluogo abruzzese alla presenza degli studenti di Ingegneria, Informatica ed Economia.

UNA LEAF ALL’UNIVERSITÀ

Il primo effetto di tale protocollo ha portato alla donazione da Nissan al Laboratorio di Ingegneria Elettrica del DIIIE (Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia) dell’Università dell’Aquila: la Casa giapponese ha infatti messo a disposizione degli studenti una Nissan LEAF e un’infrastruttura di ricarica. I docenti del Dipartimento, coinvolgendo gli studenti del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettrica, svilupperanno un percorso per lo studio, la ricerca e l’approfondimento della mobilità elettrica e sostenibile. Saranno quindi promosse attività seminariali integrative e di consulenza sulla mobilità a zero emissioni in ambienti urbani.

LA MOBILITÀ GREEN IN LABORATORIO

Bruno Mattucci ha dichiarato che la Casa giapponese lavora da anni ad una mobilità efficiente e sostenibile, per creare propulsori ecocompatibili, sistemi di guida sempre più sicuri e integrati nelle città del futuro. In questo contesto si inserisce l’iniziativa: “L’apporto dell’Ateneo, degli studenti e dei ricercatori è fondamentale per proseguire nella strada dello sviluppo della mobilità elettrica – ha spiegato Mattucci -. Soprattutto in virtù dei target ambientali sempre più stringenti”. A queste dichiarazioni seguono quelle del professor Francesco Parasiliti Collazzo, responsabile del progetto, che ha affermato: “I ricercatori aquilani svilupperanno modelli di simulazione relativi al sistema veicolo elettrico-stazione di ricarica-rete elettrica che permetteranno di comprendere al meglio i vantaggi e le potenzialità dell’utilizzo quotidiano di un veicolo elettrico e delle tecnologie connesse”.

L’ELETTRICA PIÙ VENDUTA

Nissan fornisce in questo modo a studenti e docenti la possibilità di lavorare su uno dei suoi progetti più innovativi e ambiziosi, la Nissan LEAF, di cui sono stati prodotti più di 400.000 esemplari a partire dal 2010. Questa vettura è infatti la punta di diamante della Nissan Intelligent Mobility, la strategia della Casa che sta ridefinendo la sua offerta di prodotti e servizi energetici. L’auto, oltre ad avere un’alimentazione completamente elettrica, è fornita di avanzati sistemi di assistenza alla guida, come l’e-Pedal e il ProPILOT (grazie ai quali è possibile guidare con un solo pedale), si parcheggia da sola e guida in autonomia in autostrada (su singola corsia). Inoltre, i sistemi “LEAF to Home” e “Vehicle-to-grid” le permettono di stoccare energia all’interno della batteria, che può essere successivamente scambiata con le reti elettriche pubbliche o domestiche.

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Studenti Università elaborazione monoposto competizione Formula SAE

di redazione

Tra gli eventi racing la Formula SAE riserva un fascino tutto particolare. Si tratta di è una competizione tra università di tutto il mondo, con team di studenti che progettano e costruiscono una monoposto con la quale scendere in pista. Il test in pista di Elaborare ha riguardato la UC22, una monoposto tutta pepe completamente ideata e assemblata da un’affiatata squadra di studenti dell’Università Federico II di Napoli. La Formula SAE è dunque una gara di intelligenza progettuale e talento operativo di stampo ingegneristico, perché tutto nasce con il progetto di un’auto più performante possibile, e sta acquisendo fama e importanza sempre crescenti, con tappe in vari continenti, con sponsor e centinaia di migliaia di Euro che gettano le basi per la carriera degli ingegneri del futuro. Gli stessi brand automobilistici, infatti, hanno cominciato ad affacciarsi a questo mondo, favorendone un maggior sviluppo per poi raccogliere i frutti con un massiccio scouting: la tappa italiana del Campionato è organizzata in associazione con FCA e Dallara, quest’ultima di casa a Varano de’ Melegari dove si svolge fisicamente l’evento.

Come nasce una monoposto della Formula SAE

Ogni team che partecipa alla Formula SAE deve sottostare ad un regolamento che da un lato offre spunti per realizzare l’auto, mentre dall’altro impone dei vincoli da rispettare, sia per il progetto di una vetttura “combustion” sia per quello di una “electric”; le due categorie finora possibili, alle quali si è aggiunta recentemente quella delle “auto a guida autonoma”. Il passo della vettura, ad esempio, ha un valore massimo e uno minimo consentiti, così come l’aspirazione deve avere un diametro massimo di 20 mm all’ingresso dell’airbox, con il corpo farfallato obbligatoriamente posto a monte di quest’ultimo.

Come si svolgono le gare Formula SAE

A differenza di quanto siamo abituati a vedere nelle gare di Formula 1, con le vetture schierate in pista contemporaneamente, gli eventi della Formula SAE dono divisi in due parti: una statica e una dinamica. La statica comprende la Business Presentation, il Design Event e il Cost Event.
Finalmente in pista – Sono quattro le prove da superare nel senso più completo del termine: Acceleration, Skid Pad, Autocross ed Endurance.

I test in circuito

La pista è il terreno di battaglia ideale della UC22 del team UniNa Corse. Il race test in vista della gara di Formula SAE si è svolto sul Circuito del Sele di Battipaglia per raccogliere informazioni per il team e per voi!

Scheda tuning monoposto UC22

Telaio: tubolare in acciaio
Dimensioni: lunghezza 2.850 mm senza aerokit/ 3.000 mm con aerokit, larghezza 1.170 mm, passo 1.545 mm
Peso in ordine di marcia: 275 kg
Sospensioni: sistema pull road anteriore e posteriore con barre antirollio
Pneumatici e cerchi: Pirelli slick 180/530, cerchi OZ Racing 13”
Motore: Honda Hornet CB600-F, 4 cilindri in linea con mappatura centralina dedicata e airbox artigianale
Rapporto di compressione: 12:1
Alimentazione: benzina Ron 98
Potenza e coppia: 60 KW a 10.000 g/m, 70 Nm a 8.000 g/m
Trazione: posteriore
Raffreddamento: radiatore singolo
Impianto frenante: pinze freno racing a 4 pistoncini con dischi flottanti forati
Elettronica: elettronica progettata con schede ST. Display touchscreen multifunzione con LED cambiata e personalizzazione con logo del team
Ergonomia e sicurezza: sedile in carbonio modellato sul pilota, con cinture di sicurezza a 6 punti
Costo: 300.000 Euro circa

Date stagione 2018 Eventi ufficiali SAE e tassa di iscrizione

Formula SAE Michigan, USA: 9-12 Maggio 2018, 2.250$
Formula SAE Lincoln, USA: 20-23 Giugno 2018, 2.250$
Formula SAE Electric Nebraska, USA: 20-23 Giugno 2018, 2.250$
Formula SAE Australasia, Australia: 6-9 Dicembre 2018, 4.100€ (circa)
Formula SAE Brazil, Brazil: 29 Novembre-3 Dicembre 2018, 3.400$ (circa)
Formula SAE Italy: 11-15 Luglio 2018, 1.580€
Formula Student United Kingdom: 11-15 Luglio 2018, 2.500€ (circa)
Formula Student Austria: 29 Luglio-2 Agosto 2018, 1.200€ (circa)
Formula Student Germany: 6-12 Agosto 2018, 1.000€
Formula Student Japan: 4-8 Settembre 2018, 850€ (circa)

Elenco Team Università partecipanti alla Formula SAE 2018

Unipg Racing Team – Università di Perugia
Squadra Corse – Politecnico di Torino
Fast Charge – Università di Roma “La Sapienza” (team elettrico)
Firenze Race Team – Università di Firenze
Unical Reparto Corse – Università della Calabria
Race UP Team – Università di Padova
Dynamis PRC – Politecnico di Milano
UniPR Racing Team – Università di Parma
Salento Racing Team – Università del Salento
E-Team Squadra Corse – Università di Pisa
UniBo Motorsport – Università di Bologna
Scuderia Tor Vergata – Università di Roma “Tor Vergata”
Polimarche Racing Team – Università Politecnica delle Marche
UniBS Motorsport – Università degli Studi di Brescia
More Modena Racing – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Poliba Corse – Politecnico di Bari
Sapienza Corse – Università di Roma “La Sapienza” (Team Combustion)
E-agle Trento Racing Team – Università degli Studi di Trento

L’articolo completo sulla Formula SAE e tutte le università italiane che vi partecipano è su Elaborare 237 in edicola nel mese di aprile 2018.

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