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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Game of Thrones 8: quanto dureranno gli episodi?

di Raffaele Giasi

Game of Thrones è ormai prossimo all’attesissima messa in onda della sua ultima stagione. Sarà una stagione di semi-commiato, visto che la serie ritornerà quasi certamente quanto meno con uno spin-off, ma è ovvio che i fan siano più avidi che mai nei confronti dello show, complice tanto la popolarità della serie, quanto ovviamente il fatto che la prossima sarà in tutto e per tutto l’ultima stagione.

Non meraviglia, quindi, la forsennata ricerca di notizie su quelle che saranno le future vicende che investiranno il Westeros sebbene, c’è da dirlo, HBO sia stata veramente abilissima nell’evitare qualunque fuga di notizie. Già in passato la produzione era riuscita ad arginare al problema, lasciando che fosse leakata giusto qualche foto dal set.

Tuttavia non c’è possibilità da parte di HBO di monitorare costantemente, e in tutto e per tutto, le notizie anche solo lontanamente riguardanti lo show che vengono diffuse nel mondo ogni giorno. Un caso esemplare di questa situazione è stato il frutto della notizia del giorno, relativa alla durata degli episodi dell’ultima stagione del serial. Sebbene fosse stato chiaro che l’ultima stagione avrebbe avuto episodi del tutto privi di un durata prefissata, l”informazione non era mai stata chiarita del tutto.

A fare luce sull’argomento ci ha pensato però oggi, involontariamente, il gruppo televisivo francese Orange, che ha in queste ore presentato agli addetti ai lavori quello che sarà il programma dei suoi palinsesti televisivi. Tra questi non mancherà ovviamente Game of Thrones che, presentato tramite una rapida scheda informativa (diffusa in rete dalla rivista francese Première), è stato presentato come uno show con episodi che vanno dai 60 agli 80 minuti!

Précision utile : @OCSTV a expliqué oralement que les deux premiers épisodes de la saison finale de #GameOfThrones allaient durer 60 minutes, et les quatre suivants 80 mn d'après les dernières infos de HBO https://t.co/UIDwB7xtvU

— Première (@PremiereFR) January 22, 2019

Qualcuno ha pensato che si trattasse di una comunicazione generica, ottenuta dalle dichiarazioni effettuate da HBO prima dell’inizio delle riprese dello show, ma Orange ha specificato di essere a conoscenza della durata effettiva degli episodi, la cui durata sarà di 60 minuti per quanto riguarda i primi due e di 80 minuti per i restanti quattro. Gli episodi, dunque, saranno solo 6, e saranno diffusi con un minutaggio al di sopra di quella che è la comune media televisiva.

Précision utile : @OCSTV a expliqué oralement que les deux premiers épisodes de la saison finale de #GameOfThrones allaient durer 60 minutes, et les quatre suivants 80 mn d'après les dernières infos de HBO https://t.co/UIDwB7xtvU

— Première (@PremiereFR) January 22, 2019

Ovviamente la notizia non può essere ancora data per certa, e non è detto che, per motivi strettamente legati alla diffusione televisiva (ed ai relativi accordi commerciali), HBO non possa effettuare degli tagli che aumentino il numero di episodi accorciandone quindi la durata.

A questo punto non resta che attendere il 14 aprile, quando il serial farà il suo debutto in contemporanea con gli Stati Uniti tramite il canale Sky Atlantic.

Game of Thrones sta per tornare, e quale occasione migliore per un bel ripasso! La serie completa è infatti disponibile in edizione blu-ray su Amazon, grazie ad un comodo cofanetto integrale. 

Sky Cinema presenterà il film “Compromessi sposi” con un evento mercoledì 23 gennaio alle 20.30

di Lorenzo Spada
Compromessi sposi

In occasione dell’uscita nelle sale italiane del film “Compromessi sposi” con protagonisti Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme il 24 gennaio 2019, Sky Cinema ha organizzato una serata per oggi mercoledì 23 gennaio alle 20.30 su Sky Cinema Uno e Sky Cinema Comedy intitolata “il Cinemaniaco incontra Diego Abatantuono”. La serata, che si svolgerà davanti alla platea di studenti dell’Università IULM […]

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Sony aggiorna ad Android 8.0 Oreo ben 24 sue Android TV

di Roberto F.

Nelle scorse ore il team di Sony ha dato il via all'aggiornamento ad Android 8.0 Oreo per numerose sue Android TV. Ecco tutti i dettagli

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Tutti i film candidati agli Oscar 2019

di Lorenzo Spada
Oscar 2019

La cerimonia della consegna degli Oscar 2019 si terrà nel mese di marzo, con Sky Cinema e Now TV che la trasmetteranno in diretta esclusiva. Seppur affascinante già di per se, da ieri pomeriggio sappiamo anche la lista completa delle 91 candidature che sono state assegnate. I film che hanno l’opportunità di portarsi a casa il […]

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Samsung M Box potrebbe essere un nuovo set-top box Android TV

di Roberto F.

Pare che Samsung sia al lavoro per lanciare un nuovo dispositivo Android TV chiamato Samsung M Box. Scopriamo insieme tutti i dettagli

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Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

Adrian: la serie di Celentano è stata un evento, ma per i motivi sbagliati

di Raffaele Giasi

Dopo un’attesa durata anni (almeno per i fan duri e puri del Molleggiato), Adrian, ovvero la serie animata scritta, diretta, doppiata, prodotta e forse anche disegnata (visti i risultati) da Adriano Celentano, fa infine il suo debutto in TV. Un debutto che, ci dicono, ha vinto la serata delle reti in chiaro battendo, per altro, Ultimo Tango a Parigi e Bastardi Senza Gloria. Mica poco.

Nonostante tutto, però, Adrian si è dimostrato un prodotto a dir poco scadente dal punto di vista qualitativo, mostrando il fianco a tutta una serie di problemi che, si sia fan o meno, sono stati evidenti a tutti, tanto da avviare un teatrino tipico di Internet, fatto di battute caustiche, critiche e soprattutto meme.

A questo punto vorrei aggiungere una premessa: chi vi scrive non aveva alcuna intenzione di dare spazio al prodotto di Celentano, e il perché è presto detto: la ricetta per il disastro era infatti ampiamente prevedibile, non fosse bastata la defezione di Sky di qualche anno fa dal progetto (investitore originale, ricordiamolo), o i più recenti spot televisivi messi su nel bagno di Celentano con l’aggiunta di effetti a la After Effects. Adrian, insomma, molto difficilmente poteva essere qualcosa di sensato e dignitoso, e lo diciamo con il massimo rispetto per i nomi coinvolti tra cui, ovviamente, il Maestro Milo Manara.

Adrian – Promo con Adriano Celentano

Adrian, la serie.Dal 21 e 22 gennaio, su Canale 5.

Publiée par Adrian La Serie sur Mardi 15 janvier 2019

Adrian, diciamolo subito, è stato uno spettacolo di una bruttezza rara, eppure credo abbia raggiunto pienamente il suo scopo: creare quell’hype mediatico a metà tra ammirazione, fascinazione e sdegno che è poi tipico degli show televisivi di Celentano, non ultimo il suo controverso Rockpolitik. Una ricetta stra-abusata dal cantante lombardo, che da sempre mette al centro dei sui prodotti un ego affascinante e smisurato, ad uso e consumo del suoi fan. Piaccia o meno è la sintesi della rock star e Celentano, con tutta probabilità, è forse l’unica vera rock star su modello americano che il nostro Paese abbia mai avuto. Questo va detto e va, in qualche modo, ammirato.

Adrian – Trailer Date – 1

Adrian, la serie. Su Canale 5, dal 21 e 22 gennaio 2019.

Publiée par Adrian La Serie sur Lundi 14 janvier 2019

Nonostante ciò, una ben nota regola di Internet dice che “se una cosa è vittima di un meme, o se diventa essa stessa un meme, allora è famosa”, e in effetti è difficile negare che nella sua mediocrità strutturale (trama, animazione, regia, montaggio) Adrian sia, in questo momento, di per sé una produzione già così famosa da aver oscurato buona parte dell’animazione italiana più recente. Fa male, fa molto male, ma è così. Di Gatta Cenerentola, il bellissimo film animato nostrano ad opera di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone – giusto per citare uno dei prodotti più belli e meritevoli della nostra (scarsa) cultura animata – si è parlato giusto il tempo di una messa in sala e di qualche premiazione. Di Adrian – mi verrebbe da dire “ahimè” – si parlerà probabilmente per mesi, se non per anni, non fosse altro per l’eco che genererà nel panorama della produzione televisiva in cui, è facile prevederlo, si aprirà certamente un dibattito.

L’Orwell fatto in casa

E dunque, di che parla questo Adrian? Qual è la trama? A voler cercare una logica in un montaggio quanto mai “eclettico”, la storia è quella di un giovane Celentano, reimmaginatosi nel futuro e con alla base un qualche rimando autobiografico, almeno a sentire l’artista. 

Adrian la serie

L’anno è il 2069, e la città è una Milano distopica che pare voler per forza attingere all’immaginario di Blade Runner e opere annesse. Al vertice c’è un potere corrotto e di orwelliana memoria, che vigila sulla gente affinché si comporti come deve, che resti fedele al regime e che non pensi troppo con la propria testa.

Il nostro protagonista è Adrian, un Celentano di parecchio più giovane che di mestiere, come il Molleggiato in gioventù, fa l’orologiaio, o almeno ci prova, visto il carattere “infoiato” della sua compagna Gilda (una Claudia Mori procace e impulsiva, re-immaginata dall’arte di Manara). Seguiamo quindi le vicende, in gran parte sconclusionate, di Adrian che cerca di fare da buon vicino alla piccola comunità di via Gluck, dove sembra che le persone si confidino con lui quando in cerca di soluzioni ai problemi di cuore, Milano intanto è in attesa del concerto di fine anno, monumento del regime totalitario che aleggia sulla città perché, pare, sia capace di sedare anche gli animi meno propensi al controllo. Tra montaggi a dir poco scialbi e approssimativi, ed un uso svogliato della tecnica del motion comics sulle tavole di Manara, con un rapido giro di boa si arriva al fatidico concerto, che vedrà sul palco tale Johnny Silver, un cantante glam rock del futuro che per motivi oscuri canta pezzi dei Negramaro con la voce di Giuliano Sangiorgi. È sempre il 2069, non dimentichiamolo. Preso il posto di Silver sul palco, Adrian incanterà le folle con il suo pezzo “I Want to know”, scatenando per motivi oscuri l’ira del regime che costringerà l’orologiaio e la sua compagna alla fuga.

Adrian La Serie – trailer promo

Adrian, la serie evento ideata, scritta e diretta da Adriano Celentano.A gennaio su Canale 5.

Publiée par Adrian La Serie sur Vendredi 4 janvier 2019

Se la trama vi sembra quanto mai sconclusionata e banale non temete, sembra esattamente quello che è. Eppure il problema non è neanche questo. Se Adrian fosse stato un prodotto privo di una logica narrativa o, come poi è, una mera accozzaglia di stereotipi e cliché mal argomentati (per dire il più celebre, il palazzo della “Mafia International” che troneggia su una futuristica Napoli in preda al degrado e al pattume) allora avremmo archiviato il tutto per quello che è: una prova di raro e sublime imbarazzo.

Il problema è constatare che al netto dei nomi coinvolti, Adrian si sia dimostrato indecente anche e soprattutto sotto il profilo tecnico e dell’animazione in generale, a fronte per altro di un budget di tutto rispetto (c’è chi dice 13 milioni di euro, chi dice 20, chi addirittura di più). Le animazioni sono approssimative e tutto ciò che non è figlio diretto dell’arte di Manara, ovvero il character design, è brutto, scomposto, anatomicamente inesatto. 

Adrian la serie

È un peccato. Non solo per i nomi coinvolti di immensa caratura tecnica, ma anche e soprattutto perché Adrian ha avuto in effetti un pregio, ovvero quello di portare all’attenzione del pubblico un prodotto animato che, in effetti, è di molto distante dal tipico consumo televisivo in prima serata. A questo va aggiunto che parliamo di un prodotto firmato, in parte, da Manara, un artista dal tratto sottile ed erotico, le cui figure femminili sono sempre sensuali e disinibite. Celentano, insomma, solo perché “è Celentano”, ci ha portato in TV un cartone animato fimato Manara e in prima serata, e non solo questo è ricco di scene osé e senza censure (tranquilli, son già partite le critiche), ma ha anche attirato su di sé una grande attenzione mediatica.

Adrian – La serie evento

Come ti chiami?Non l'ho detto#Adrian, a gennaio su Canale 5

Publiée par Adrian La Serie sur Vendredi 14 décembre 2018

La cosa più curiosa di questa faccenda, è che Adrian non è quel “salto dello squalo” che molti ritengono all’interno nella carriera di Celentano. Il prodotto, per quanto orribile e stereotipato, è anzi perfettamente in linea con la filosofia del personaggio, con le sue esagerazioni, e persino con la sua “sperimentazione”.

La sintesi è che al di là della bruttezza, Celentano abbia perfettamente raggiunto il suo scopo: enfatizzare ancora una volta il culto di se stesso. In tal senso Adrian è un prodotto quasi evangelico per il pubblico celentaniano che, non a caso, ne ha apprezzato lo stile e la “sintesi”. Quel che però non va fatto è credere che tutto questo sia il fenomenale esperimento di una figura iconoclastica, che voglia in tutto e per tutto rompere lo schema televisivo e la sua presupposta mediocrità. Mai nulla fu più errato: Adrian è semplicemente il risultato diverso di una formula che Celentano ha sperimentato (già con successo) agli albori della sua carriera televisiva. Semmai va studiato quanto abbia senso continuare a proporre al suo pubblico la formula della sua auto-celebrazione ma, come si suol dire “chi nasce tondo non può morire quadrato”. Ben inteso che il nostro parere si è espresso solo dopo il primo episodio, ci pare francamente molto difficile che la situazione si possa ribaltare. In ogni caso i nostri sinceri auguri a chiunque vorrà continuare a flagellarsi per le restanti puntate che, ci dicono, saranno ben 10.

TV 8K con sorpresa: secondo Sony, è meglio tenerli a distanza

di Giancarlo Calzetta

Per molti di noi, piazzare il televisore in casa è quasi una scelta obbligata. Abbiamo un divano, una parete libera e… facciamo di necessità virtù. Chi può permettersi di scegliere, invece, ha davanti a sé una vagonata di variabili da tenere presenti tra le quali spiccano la distanza dello spettatore dal televisore, la diagonale dello schermo e la sua risoluzione. In particolare, la risoluzione dello schermo ha iniziato a diventare un fattore importante con il quale confrontarsi dall’avvento dell’HD, dato che stravolgeva i parametri in un campo dove la tecnologia era immobile da decenni in termini di risoluzione dello schermo.

Ovviamente i produttori di televisori hanno uno stuolo di ingegneri che studiano ogni aspetto della resa dei propri prodotti, per ottimizzarne la resa e ottenere un vantaggio competitivo sui concorrenti. Così, si sono succeduti innumerevoli studi su quale sia la distanza giusta tra spettatore e schermo per ottenere il miglior effetto realistico e immersivo.

Sui televisori 4K, questa misura corrisponde a una volta e mezza la diagonale del televisore. In questo modo, i pixel sono abbastanza piccoli da non esser notati come “scalettatura” nelle immagini, ma sono ancora abbastanza grandi da migliorare la definizione percepita rispetto a schermi Full HD.

All’ultimo CES, però, abbiamo visto come tutti i produttori stiano preparando la loro linea di televisori 8K e questo ci costringerebbe a rivedere la formula appena citata. Dal momento che la risoluzione degli 8K è 4 volte quelli degli schermi 4K, la distanza a cui piazzare il televisore dovrebbe essere dimezzata.  “Invece” – ci ha svelato Toshiyuki Ohura – “non è così. Quando i pixel diventano così piccoli, entrano in gioco altri fattori che contribuiscono maggiormente a dare una sensazione di realismo dell’immagine”.

Secondo le prove che hanno effettuato su un gran numero di persone, la distanza ottimale a cui piazzare un televisore 8K dal suo spettatore è ancora di 1,5 volte la misura della diagonale. Esattamente come nei 4K. “Avvicinare lo spettatore oltre questa soglia” – continua Ohura – “contribuisce a peggiorare man mano la percezione di realismo, nonostante il fatto che l’occhio umano dovrebbe, invece e in teoria, apprezzare l’aumento di dettaglio. Restando, invece, alla distanza di 1,5 volte la diagonale, la percezione di realismo migliora lo stesso rispetto a un 4K pur senza sfruttare, teoricamente, a pieno la nuova risoluzione”.

Probabilmente, la maggior parte di questa sensazione di perdita di realismo ha a che fare con il campo visivo. Avvicinarsi troppo a un televisore vuol dire non essere più in grado di goderne comodamente di tutta l’immagine ed essere costretti a muovere gli occhio o addirittura la testa più di quanto siamo abituati a fare.

La nomination agli Oscar in diretta oggi 22 gennaio alle 14.15 su Sky Cinema Uno

di Lorenzo Spada
nomination agli Oscar 2019 Sky Cinema

In vista della Notte degli Oscar 2019 che avverrà fra poco più di un mese, è tempo di conoscere quali sono i film, gli attori, le attrici e i registi che otterranno la nomination agli Oscar 2019. Dal Samuel Goldwyn Theater di Los Angeles, Sky Cinema Uno oggi alle 14.15 trasmetterà in diretta esclusiva l’annuncio delle nomination […]

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American Gods, trailer e data d’uscita per la seconda stagione

di Raffaele Giasi

Dopo oltre un anno di attesa, Starz ha finalmente fatto luce sul futuro della sua ottima American Gods, serie TV tratta dal popolare ed omonimo romanzo di Neil Gaiman, e arenatasi per problemi di produzione dopo una straordinaria stagione di debutto.

Si temeva quasi che il serial potesse essere cancellato, orfano com’era dei suoi showrunner originali, ovvero Michael Green e Bryan Fuller, e invece lo show pare godere (per fortuna) di ottima salute, tanto da essere prossimo alla messa in onda della sua seconda stagione!

La notizia ci arriva direttamente da Starz, grazie alla diffusione del trailer di lancio della nuova stagione, che riprenderà la storia lì dove l’avevamo lasciata, seguendo ancora le vicende di Shadow (Ricky Whittle), tuttofare del misterioso Mr Wednesday (Ian McShane), che altri non è che il dio nordico Odino che, come altre antiche divinità, è sul piede di guerra con gli dei contemporanei, creatisi con la nascita della tecnologia e del consumismo.

Il cast vedrà anche il ritorno degli attori Orlando Jones (il dio africano Anansi) e di Peter Stormare (il dio slavo Chernobog), mentre abbandonano il cast Kristin Chenoweth (lo spirito della Pasqua) e Gillian Anderson, resa celebre dal suo ruolo come agente Scully in X-Files, qui incarnazione dei media. Impegnata nella produzione di Sex Education e The Crown, l’attrice ha infatti dato il suo addio al cast.

La prima stagione di American Gods è arrivata in italia grazie ad Amazon Prime. Non ci sono notizie in merito alla messa in onda italiana, ma il serial farà il suo nuovo debutto in America il prossimo 10 marzo. 

La nuova edizione illustrata di American Gods è disponibile su Amazon, ed è una lettura veramente consigliata! Qualora poi voleste recuperare la prima stagione, essa è disponibile in edizione blu-ray, ovviamente in italiano.

Film e serie TV di Rakuten TV in arrivo a febbraio 2019

di Lorenzo Spada
First Man - Rakuten TV

Dopo avervi mostrato i film in prima visione su Mediaset Premium, su Sky Cinema e su Infinity TV nel mese di febbraio, così come le nuove serie TV di Sky e di Mediaset Premium (accessibili anche da Mediaset Play e Sky), eccoci tornati mostrandovi le novità che saranno presenti su Rakuten TV nel mese di febbario 2019. Prima di proseguire, vi consigliamo […]

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Carmen Sandiego e Netflix: l’esempio di come va fatto un remake

di Raffaele Giasi

Dov’è finita Carmen Sandiego? Ce lo siamo chiesto per 20 anni più o meno, e nessuno si era degnato di darci una risposta. Qualcuno di voi, probabilmente, dovrà addirittura fare un passo indietro e chiedersi: chi è Carmen Sandiego? La domanda è comprensibile, perché lo show è stato vincolato ad una visibilità brevissima, consumata in appuntamenti domenicali la cui continuità, come di costume per l’epoca, non era il punto forte.

Facile quindi che il clamore per il nuovo show animato di Netflix sia, per molti, incomprensibile e ingiustificabile, specie quando si scopre che, come altri cartoon squisitamente anni ’90 (pensiamo ad esempio a Capitan Planet), dietro le avventure dell’avvenente ladra in rosso ci fosse in realtà uno show educativo, in questo specifico caso legato alla geografia ed alle nozioni ad essa legate.

In modo anomalo persino per l’epoca, inoltre, Carmen Sandiego muoveva in realtà i suoi passi direttamente dal mondo dei software educativi, quelli insomma a metà tra una enciclopedia interattiva ed un videogame, il cui scopo era quello di scovare la ladra in giro per il mondo, vestendo i panni di un anonimo e silenzioso agente dell’agenzia A.C.M.E., da sempre sulle tracce dell’inafferrabile donna in rosso e della sua criminosa organizzazione, la V.I.L.E..

Di quei software rimane oggi molto poco, del cartoon è invece rimasto un segno indelebile in buona parte del mondo, complice un ottimo mix di azione e avventura, e l’abilità nella sceneggiatura di non rendere le informazioni offerte dallo show leziose o noiose. Il fulcro, poi, era l’ovvia fascinazione per la misteriosa Carmen Sandiego, a metà tra ladra e anti-eroina, e avvolta da un mistero fitto su quelli che erano i suoi progetti e le sue motivazioni. Personaggio che all’epoca fu doppiato dall’attrice Rita Moreno che, per l’occasione, è stata reclutata nel cast del nuovo show partecipando ad un simpatico “passaggio di testimone”. Oltre non diremo, scoprite voi quale.

Data la nostalgia che pervade i prodotti di questi anni, e soprattutto una fan base che, silenziosamente, è sempre rimasta molto legata allo show, Netflix ha ben pensato di accaparrarsi i diritti del brand, che è covato nel cuore degli spettatori come una vera e propria “sleeping hit”, nell’attesa che la prima parte dei 22 episodi commissionati (parte di un progetto più ampio che prevederà addirittura un film live action) arrivasse finalmente sulla piattaforma, la qual cosa è successa poi il 18 gennaio, con il rilascio della prima stagione da – purtroppo – soli 9 episodi.

Con la lungimiranza che (quasi sempre) la contraddistingue, Netflix ha però deciso di non sprecarsi in una mera riproposizione del canovaccio originale, ed anzi è partita con l’intenzione di dare alla Sandiego un’identità più solida di quanto non le fosse stato concesso in origine, tanto che la domanda d’apertura, ovvero, “chi è Carmen Sandiego?”, è il leit motiv che muove, silenziosamente, la trama di questa intera prima stagione.

La pecora nera

Scegliendo la strada del reboot, Netflix ha sviluppato questo progetto con il chiaro intento di far collimare due esigenze: la prima è quella di uno show animato ad uso e consumo di un pubblico molto giovane, idealmente dai 7-10 anni in su. La seconda, quella di creare uno show che potesse comunque essere gradevole per i fan che, ad occhio e croce, si aggireranno oggi tutti attorno alla trentina, se non di più. La missione, dunque, non era per nulla semplice, ma è un gran piacere ammettere che è in gran parte riuscita, a patto ovviamente che ci si approcci allo show senza troppe pretese dal punto di vista narrativo sebbene, vi sia chiaro, la serie è scritta più che degnamente, ed offre persino qualche colpo di scena molto apprezzabile.

La storia è quella di una giovane che viene adottata in tenerissima età da una congrega di ladri più o meno senza scrupoli, la V.I.L.E. per l’appunto, che si occupa di formare i manigoldi di domani su di un’isola segreta nei pressi delle Canarie. La bambina, che verrà identificata con il nome in codice “pecora nera”, per il suo carattere incontrollabile e a volte persino molesto, crescerà quindi in un mondo di ladri, di cui crescendo comincerà a condividere le mire e le ambizioni. Raggiunta l’età giusta per poter frequentare la scuola della V.I.L.E. la ragazzina comincerà pian piano a porsi delle domande sul senso del furto e sulle mire dei suoi genitori adottivi, ovvero il corpo docenti della congrega, maturando quei pensieri che la porteranno poi a crearsi una nuova identità, quella di Carmen Sandiego, l’inafferrabile ladra in cappotto e fedora rossi, doppiata per altro con grande verve dall’attrice Gina Rodriguez.

Accompagnata dai fratelli Zack e Ivy, e supportata a distanza da un ragazzo, nome in codice “Player”, Carmen comincerà la sua carriera di furti in giro per il mondo, in una lotta continua con i suoi ex “compagni di scuola” e cercando al contempo di eludere la caccia ad opera dell’Interpol che ha fatto della Sandiego la ricercata numero 1 in tutto il mondo.

La serie, insomma, getta nuova luce sul personaggio, ed a differenza del passato ci offre molte informazioni originariamente ignote sul passato di Carmen, sulla sua crescita, la sua formazione e sul perché si sia dedicata al furto. I primi due episodi, in particolare, sono un vero e proprio prequel alla serie, tant’è che entrambi non presentano sigla e si chiamano “Becoming Carmen Sandiego”, offrendo quindi a spettatori vecchi e nuovi tutte le informazioni sulla affascinante ladra e sulle vicende antecedenti all’inizio della trama orizzontale che, dunque, va intesa quasi come in “media res”, lasciando volutamente un vuoti indefinito tra la fine degli “studi” di Carmen e la sua nuova vita.

Carmen Sandiego

La storia funziona e coinvolge. Ogni episodio dal terzo in poi è strutturato secondo lo schema dei “caper”, ovvero di quei racconti di escapologia che, in termini animati, sono stati meravigliosamente sviluppati dalla tradizione del Lupin III di Monkey Punch e che prevedono, come da canovaccio, furti impossibili e fughe ancor più sofisticate. Proprio Lupin III, inoltre, è evidentemente una delle bussole dello show, tanto che certi trucchi, certe situazioni, e persino certi personaggi sembrano rifarsi a Monkey Punch in modo evidente, ma mai farsesco, come è il caso di un personaggio specifico: il poliziotto dell’Interpol Chase Devineaux, permeato di quell’aura a la “Ispettore Zenigata” che non guasta e non disturba mai.

Old but gold

Progettato da Duane Capizzi, ovvero uno dei talentuosi showrunner animati degli anni ’90 (suo, per dirne uno, il bellissimo Darkwing Duck), Carmen Sandiego riprende tutti quegli stereotipi dell’animazione dell’epoca che hanno reso grande, ad esempio, i contenitori pomeridiani made in Disney e Cartoon Network, offrendo un connubio apprezzabile di avventura, mistero e divertimento, senza mai scadere in un prodotto infantile o pretestuoso, ma anzi riuscendo sempre a mantenere un ottimo equilibrio tra dialoghi ed azione, tale da rendere, come detto, lo show del tutto digeribile anche ad un pubblico decisamente più in là con gli anni rispetto al target d’origine.

Carmen Sandiego

Allo stesso modo, dalla scuola di Cartoon Network, Carmen Sandiego eredita una direzione artistica estrosa, fatta di disegni dai bordi sottili, quasi inesistenti, e da personaggi dalle forme squadrate, il cui tratto richiama alla mente il meraviglioso lavoro che fu di Genndy Tartakovsky per il suo immenso Samurai Jack da cui, per altro, Carmen Sandiego eredita persino la composizione dell’animazione. La differenza sostanziale si gioca tutti sui colori, che se per Jack erano volutamente “piatti”, quasi monodimensionali, qui invece trovano profondità grazie al sovente uso di pennellate digitali, che donano spesso ai colori anche una certa “porosità”, ed arricchendo il tutto con delle ottime luci digitali. L’effetto è interessante, complice un’animazione che non è mai approssimativa, ed anzi riprende quello stile anni ’90 in modo del tutto voluto, replicandone persino i velati difetti, come piccoli problemi di definizione in situazioni di zoom esagerato. Piccolezze, per altro assolutamente volute e non frutto, come qualcuno potrebbe pensare, di una qualche mollezza creativa.

Carmen Sandiego

Intrigante, infine, il recupero dal passato di tutto quel che era parte della serie originale, riconfigurato però ad uso e consumo del racconto odierno: ritroviamo quindi Zack e Ivy ma, come detto, anche “Player”, che in origine altro non era che il videogiocatore dei vari software educativi, e che qui invece assume l’aspetto di un personaggio vero e proprio, per altro doppiato in lingua originale dal giovane ma talentuoso Finn Wolfhar, ovvero il Mike di Stranger Things. Ma soprattutto ritorna la geografia, ritorna il concetto di nozione ed educazione all’avventura che, per quanto oggi forse meno impattante che in passato, riesce a trovare il suo spazio nello show senza troppe forzature, utilizzando di nuovo il pretesto dei viaggi di Carmen in giro per il mondo.

Carmen Sandiego, insomma, è tornata, ed è in gran forma. Per l’occasione Netflix ha messo in piedi uno show apprezzabile sotto diversi punti di vista, dal piano meramente narrativo, che non gioca mai troppo forzatamente sulle citazioni passate per intrigare lo spettatore più stagionato, a quello artistico, con uno show colorato, brillante e così gradevolmente “retrò” nella sua scelta di mettere in luce le competenze del network nel campo dell’animazione tradizionale. A dirla tutta l’unico neo è proprio la brevità della stagione, che chiudendosi con un ricco climax dopo solo 9 episodi, lascia lo spettatore un po’ amareggiato per la voglia di vedere e saperne di più. Uno smacco che è purtroppo figlio della produzione serrata della piattaforma che, già con Castlevania, aveva mostrato il fianco alla stessa problematica. Un difetto da “poco” se vogliamo, se non fosse la mancanza di una data certa per la release della seconda stagione, già in produzione praticamente dall’annuncio.

Non molto è rimasto di Carmen Sandiego, se non a prezzi esorbitanti, per fortuna di recente Funko ha messo in commercio un bellissimo Pop dedicato alla affascinante ladra!

Le 10 migliori serie TV commedia

di Lorenzo Spada
Migliori Serie TV Commedia

Torniamo con la nostra rubrica di classifiche Top 10 dedicata al mondo di film e serie TV. Stavolta analizzeremo quelle che sono le 10 migliori serie TV commedia, da guardare assolutamente per farsi molte risate e avere un po’ di divertimento. Le migliori serie TV commedia Accanto ad ogni titolo, trovate il servizio di streaming su […]

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Giornata della Memoria 2019, tutta la programmazione dedicata su Sky

di Lorenzo Spada
Giornata della Memoria 2019 programmazione Sky

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Dispositivi compatibili NOW TV

di Lorenzo Spada
Dispositivi compatibili NOW TV

Now TV è uno dei servizi di streaming da tenere in mente nel caso volessi avere l’immenso boquet di eventi sportivi proposti da Sky senza però essere legato a un vincolo contrattuale. Insieme a DAZN ed Eurosport Player, è l’unico servizio che in Italia permette di accedere allo sport. Dopo quindi averti parlato di come […]

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This is Us 3 da stasera 21 gennaio alle 21.00 su FoxLife

di Lorenzo Spada
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Sky sta avendo una serie di anteprime in questi giorni davvero molto ampie, che spaziano dai talent show di Italia’s Got Talent e MasterChef Italia alle nuove serie TV di True Detective 3 e, dulcis in fundo e protagonista della nostra news odierna, This Is Us 3. La nuova stagione della serie TV che ha appassionato moltissimi […]

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American Gods 2 si mostra nella versione estesa del video trailer

di Lorenzo Spada
American Gods 2 Amazon Prime Video

Prevista per l’uscita il prossimo 11 marzo 2019 su Amazon Prime Video, la seconda stagione di American Gods è stata già protagonista di un video trailer che ne ha anticipato qualcosa. In queste ore però online è stata pubblicata la versione estesa di quel video trailer, dandoci ancora più informazioni su cosa accadrà. Proprio come […]

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John Wick: Capitolo 3 metterà Keanu Reeves alla mercè di tutti | Video Trailer

di Lorenzo Spada
John Wick: Capitolo 3 - Parabellum

In rete è stato appena caricato il primo video trailer del nuovo John Wick: Capitolo 3 – Parabellum, atteso per l’uscita nei cinema il 17 maggio prossimo. Il protagonista è sempre Keanu Reeves e, come i precedenti due capitoli, questo trailer suggerisce che dovremmo prepararci a qualche macabra azione per mano di assassini addestrati.  Il trailer […]

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Netflix sta lavorando al reboot di Unsolved Mysteries

di Lorenzo Spada
Unsolved Mysteries Netflix

Fra i numerosi show in produzione in quel di Netflix bisogna aggiungere anche il reboot di Unsolved Mysteries, serie tv nata alla fine degli anni ’80 e incentrata sui misteri paranormali. Oltre che essere in fase di produzione, abbiamo scoperto che Netflix ha adfidato a Shawn Levy, già produttore di Stranger Things, la direzione generale della produzione. Non sappiamo con […]

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Le serie TV di Mediaset Premium a febbraio 2019 (anche su Sky)

di Lorenzo Spada
Shameless Mediaset Premium febbraio 2019

Dopo avervi mostrato i film in prima visione su Mediaset Premium, su Sky Cinema e su Infinity TV nel mese di febbraio, così come le nuove serie TV di Sky, rimaniamo in argomento mostrandovi le nuove serie TV che andranno in onda su Mediaset Premium, su Mediaset Play e, grazie all’accordo con Sky, anche sulla piattaforma satellitare, nel mese di febbario 2019. […]

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Dove vedere Napoli – Lazio in streaming e TV

di Massimo Spera

Scopri dove guardare Napoli Lazio in Streaming e in TV. Tutte le alternative legali, gratuite o a pagamento per non perderti il match di Serie A.

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