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Comprare e vendere un’auto d’epoca, le truffe e gli errori da evitare

di Redazione

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In Italia le auto d’epoca sono molto popolari, anche se le più recenti manovre di Governo che hanno introdotto il bollo per i modelli sotto i 30 anni (leggi qui la vicenda del bollo per le auto tra i 20 e 30 anni) hanno spinto i modelli più performanti oltre il confine, nel 2017 il numero di auto d’epoca è aumentato del 10,8% a 381.027 veicoli, secondo le stime ACI. Rispetto al mercato delle auto contemporanee però comprare o vendere un’auto d’epoca potrebbe non essere così semplice se non si conosce a fondo il modello, il venditore o in generale il reale valore di ciò che si sta comprando o vendendo. Ecco perché vogliamo fare luce sugli errori più frequenti che possono commettere quando ci si innamora di un’auto d’altri tempi, lanciandosi in un acquisto “di pancia”. Riprendendo un sondaggio realizzato da un importante portale di compravendita di auto d’epoca, ecco quali sono le situazioni rischiose e le truffe più frequenti in cui ci si potrebbe imbattere quando si acquista o si vende un’auto d’epoca.

COMPRARE E VENDERE UN’AUTO STORICA: GLI UOMINI LE AMANO DI PIU’

L’amore per le auto d’epoca è per di più maschile, forte del fatto che non sempre è facile destreggiarsi con mezzi di diversi anni, che non hanno tutti i comfort delle auto attuali cui siamo abituati, solo il 3,5% del campione intervistato  è composto da donne contro il 95,8% di uomini. Di questi il campione più imponente è nelle fasce d’età da 41 a 50 anni (il 34,8%) e da 51 a 60 anni (il 29,7%) con cifre importanti anche tra 21-30 anni (7,7%) e 31-40 anni (13,9%). Il 41% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato da una a tre auto d’epoca nel corso della sua vita, praticamente si trattata degli irriducibili, quelli che l’auto d’epoca la guiderebbero anche ogni giorno e spesso lo fanno. La situazione è diversa per il restante 60% che ha acquistato più di tre auto d’epoca: si tratta di concessionari o di appassionati che agiscono per fini speculativi, per aumentare il valore dei loro veicoli. Solo il 41% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di non aver mai venduto un’auto d’epoca.

COMPRAVENDITA DI AUTO D’EPOCA: DIFETTI ED ERRORI

Il rischio maggiore quando si compra un’auto d’epoca è infatti l’ipervalutazione (o la sottostima del valore reale se si vende). Pagare troppo un’auto che in realtà ha un valore molto più basso per svariati motivi si è rivelato un passo falso per il 35% dei compratori intervistati che ha dichiarato di essere già stato truffato almeno una volta. Di questi, il 70% ha dichiarato di essere stato frodato in uno o più acquisti in Italia, mentre il 44% ha dichiarato come questi siano accaduti all’estero. Il rischio maggiore è comunque costituito da difetti nascosti. Oltre l’80% degli interessati ha dichiarato di aver comprato in passato un veicolo con difetti non visibili al momento della vendita. Altri casi comuni di frode includono i veicoli incidentati camuffati (33%) e con contachilometri manomessi (18%). Complessivamente, tuttavia, il danno finanziario subito da tutti gli intervistati che hanno subito l’ipervalutazione è stato superiore a 700 mila euro, pari ad una media di circa 8.500 euro, secondo l’indagine.

I METODI DI PAGAMENTO NELLA COMPRAVENDITA DI AUTO D’EPOCA

Se l’auto che state guardando è perfetta, non siete immuni dal rischio di cadere nel tranello dei pagamenti: spesso se il venditore in malafede è abile sa come muoversi e una volta incassati i soldi è consapevole del fatto che non potrete più riaverli. Il 2% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato almeno una volta da un falso servizio di acconto di garanzia o di trasferimento di denaro contante. Più dell’81% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato almeno uno degli acquisti in contanti; Il 34% degli intervistati ha effettuato le transazioni con bonifico bancario; il 3%, invece, dichiara di aver utilizzato per le proprie operazioni il notaio o l’avvocato. Ma quali sono i metodo di pagamento più usati e quali sono i rischi? L’86% degli intervistati ha dichiarato che i pagamenti in contanti sono il modo più semplice, ma non è mai consigliabile andare in giro con grandi somme di denaro. In termini di sicurezza percepita, il pagamento in contanti è dunque superato dall’acconto di garanzia notarile (o di avvocato scelto dal 65% come il mezzo di transazione più sicuro).

LE GARANZIE DELL’ACQUISTO DI VEICOLI STORICI

Al terzo posto l’acconto di garanzia, anche chiamato escrow, cioè un acconto di garanzia molto usato nelle transazioni virtuali soprattutto quando avvengono tra Paesi molto distanti; il caso più frequente è di un compratore che si propone dagli USA o molto più spesso dalla Costa d’Avorio. Questa scelta avviene di solito nei casi più rari che necessitano del suo elevato grado di sicurezza, ciò dovuto alla complessità della transazione (gli altri i metodi di pagamento sono stati giudicati troppo gravosi per il 68%) e dai costi associati (il 70% degli intervistati ha valutato l’acconto di garanzia notarile come costoso o molto costoso). Tuttavia, nel caso di escrow, è meglio affidarsi a agenzie note e affidabili, da preferire all’utilizzo di spedizionieri o compagnie di navigazione nel ruolo di agenti fiduciari. Gli spedizionieri commissionati da fantomatici compratori spesso non esistono o hanno una falsa presenza su Internet, che scompare subito dopo l’acconto di pagamento, per poi riapparire altrove, secondo il report di Classic Trader.

IL VALORE DI UN’AUTO D’EPOCA

E’ chiaro che con una maggiore trasparenza e consapevolezza del mercato, anche i rischi derivanti dal comprare o vendere un’auto d’epoca sarebbero molto ridotti. Benché in fermento infatti le auto d’epoca in Italia non hanno mai espresso tutto il vero potenziale da cui ne avrebbe beneficiato tutta la filiera, dai rivenditori di ricambi alle officine, che solo di recente hanno rispolverato grazie a Continental dei corsi di specializzazione nella riparazione dei freni di auto d’epoca. Il Pubblico Registro Automobilistico fornisce ufficialmente un indice di tendenze su come si stanno sviluppando i prezzi delle auto d’epoca in Italia, anche se una vera quotazione delle auto d’epoca ufficiale come per le auto usate tradizionali non esiste. O meglio la più autorevole fonte viene dalle riviste specializzate nel settore delle Auto Classiche e basta guardare come icone dell’automobilismo italiano come la Fiat 500, ma anche modelli non nazionali, siano molto più apprezzate all’estero, dove le quotazioni sfidano la ragionevolezza e per un’auto in ottime condizioni si è disposti a pagare anche più del doppio che in Italia.

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10 errori da non fare con il noleggio auto

di Redazione

Quando ci si ritrova a dover viaggiare per motivi di lavoro o vacanza il noleggio auto si rivela tra le soluzioni migliori per una mobilità indipendente. I costi per l’affitto di una vettura sono molto più abbordabili rispetto al passato e il noleggio non è più una formula proibitiva. Rimane però una pratica da affrontare con consapevolezza e con adeguati accorgimenti; nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto, ci si può ritrovare a dover rimborsare somme ingenti o avere altri problemi (Leggi i consigli per il noleggio auto all’estero). Vediamo quindi quali sono gli errori da evitare quando si noleggia un’auto.

1.NOLEGGIO AUTO, I RISCHI SOTTOVALUTATI

Le grandi compagnie internazionali di noleggio sono note più o meno a tutti e verosimilmente offrono servizi di livello, mezzi efficienti e condizioni più o meno trasparenti. I piccoli noleggiatori, ad esempio quelli delle mete vacanziere, offrono spesso prezzi allettanti e metodi spicci. Il consiglio è sempre quello di richiedere le condizioni di noleggio e cosa è coperto dalle polizze assicurative, se non sono presenti né le une o le altre è meglio rivolgersi altrove.

2.LA PRENOTAZIONE ONLINE CON IL NOLEGGIO AUTO

Con il consolidato avvento di internet le prenotazioni di biglietti aerei, le prenotazioni di hotel e quelle delle auto a noleggio vengono sempre più spesso effettuate online. La tentazione di cliccare e acquistare d’istinto un’offerta allettante è forte. Non sempre però è la scelta giusta, viste le potenzialità del mezzo digitale è opportuno confrontare più proposte e valutarne i vantaggi e i punti deboli.

3.SCEGLIERE IL NOLEGGIO AUTO IN BASE AL COSTO

Le vetture di taglia piccola, citycar e utilitarie vengono proposte ovviamente a prezzi più bassi rispetto ai modelli dei segmenti superiori. Nella scelta del modello da noleggiare il budget è sicuramente determinante, ma bisogna valutare la vettura in base alle proprie esigenze, alla quantità di bagagli al seguito e al tipo di percorsi che si dovranno affrontare. Se ci si sposterà a lungo su strade statali o autostrade a pieno carico un’utilitaria potrebbe non essere l’auto ideale.

4.NOLEGGIARE UN’AUTO CON CARTA DI CREDITO

Per noleggiare un’automobile, sia online che al desk della compagnia, è indispensabile disporre di una carta di credito. Chi pensa di raggiungere una meta lontana e pensare di poter prendere a noleggio un’auto pagandola per contanti purtroppo rimarrà probabilmente appiedato. La carta di credito è necessaria affinché la compagnia possa bloccare, non prelevare, la cifra per il deposito cauzionale; l’importo verrà sbloccato una volta riconsegnata l’auto senza danni (Leggi Antitrust sanziona i noleggiatori per danni inesistenti).

5.ETA’ MINIMA PER IL NOLEGGIO AUTO

L’età minima per potere noleggiare un’automobile varia da compagnia a compagnia; alcune di esse non accettano clienti di età inferiore a 21 anni, altre pongono il limite a 19 e comunque con almeno 12 mesi di anzianità di patente. Chi ha meno di 25 anni potrebbe vedersi addebitare un supplemento sulla tariffa, quindi anche in questo caso è opportuno leggere le condizioni per il noleggio.

6.I KM DELL’AUTO DA NOLEGGIARE

Molte compagnie di noleggio propongono formule di noleggio a chilometraggio illimitato, ma alcune offerte, specie quelle a prezzi più contenuti, prevedono un limite di percorrenza durante il noleggio, il quale, una volta superato, fa scattare una tariffazione per l’eccedenza. Bisogna quindi essere certi di quale chilometraggio si dispone per evitare sorprese e salassi al portafoglio.

7.LA BENZINA RESIDUA NELL’AUTO A NOLEGGIO

Anche riguardo al carburante ogni compagnia pratica la propria politica; alcune di esse consegnano l’auto con pochi litri, sufficienti a raggiungere un distributore, ma non rimborsano nulla se alla riconsegna il serbatoio contiene più carburante rispetto a quando è stata consegnata l’automobile. Altre noleggiano la vettura con il pieno, in questo caso l’auto deve essere riconsegnata con il pieno e l’eventuale ammanco sarà addebitato alla fine del noleggio, in questi casi il prezzo al litro sarà notevolmente superiore rispetto alla pompa, quindi è meglio provvedere da sé.

8.NOLEGGIARE L’AUTO CON ACCESSORI EXTRA

Il carico di bagagli quando si viaggia con un’auto a nolo può essere ridotto approfittando degli accessori extra offerti dalle compagnie di noleggio. Ad esempio se si viaggia con bambini al seguito si possono richiedere i seggiolini ed evitare di portarli da casa, così come si può richiedere un navigatore gps o un portapacchi. Nel caso di vacanze sulla neve si possono richiedere i portasci opzionali, mentre per quanto riguarda le catene da neve o le gomme termiche (per le vetture noleggiate dove vige la relativa ordinanza) queste devono essere incluse nel primo prezzo, dando la possibilità a chi noleggia di potervi rinunciare.

9.L’ASSICURAZIONE AGGIUNTIVA NEL NOLEGGIO AUTO

Quando ci si mette alla guida di un’auto a noleggio ne siamo responsabili; le autovetture sono ovviamente assicurate per la responsabilità civile ma in molti casi è presente una franchigia a carico del conducente. Inoltre non è sempre inclusa l’assicurazione contro il furto e se inclusa potrebbe anch’essa prevedere una franchigia. Tra le opzioni delle compagnie sono proposte formule tutto incluso, le quali comprendono l’abbattimento delle franchigie o la polizza kasko. È inoltre buona norma, all’atto del ritiro della vettura, di verificare che tutto sia in ordine, che non siano presenti danni alla carrozzeria o agli interni. Qualora si riscontrasse qualcosa bisogna farlo presente al noleggiatore, meglio ancora farsi rilasciare una qualche dichiarazione scritta, per non rischiare di vederselo addebitato ingiustamente una volta riconsegnata l’auto.

10.LA RICONSEGNA DELL’AUTO A NOLEGGIO

La riconsegna dell’auto deve avvenire entro l’ultimo giorno del noleggio e solitamente è prevista una tolleranza di 30 minuti superata la quale scatterà l’addebito. È sempre consigliato restituire l’auto negli orari di apertura dell’ufficio, anche se molte compagnie contemplano la riconsegna nelle ore notturne è possibile che venga conteggiata la fine del noleggio alla riapertura degli uffici, con conseguente addebito della differenza. Per la riconsegna in luoghi diversi da quelli del ritiro può essere addebitato un supplemento. Consigliamo sempre di essere presenti alla riconsegna e soprattutto alla verifica finale da parte degli addetti della Compagnia per potere contestare subito l’eventuale addebito di danni pre-esistenti (Leggi Antitrust e noleggiatori d’auto, nuove norme sugli addebiti). Infine è buona norma conservare tutte le ricevute del noleggio qualora dovessero, in seguito, sorgere dei contenziosi.

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8 milioni di italiani truffati nel 2019, al primo posto i contratti di telefonia

di Gerardo Orlandin

Secondo un'indagine realizzata da mUp Research, nel 2019 circa 8,3 milioni di individui ha dichiarato di essere stato vittima di una truffa. Il sondaggio ha preso in esame un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta negli ambiti più comunemente presi di mira dai malintenzionati, vale a dire quelli dove il consumatore cerca più spesso di risparmiare.

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Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

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Auto rubate all’estero vendute in Italia: ecco come operano i criminali

di Antonio Elia Migliozzi

Quando cerchiamo un’auto nuova capita di dare uno sguardo al mercato dell’usato. Le vetture usate ci permettono un risparmio tanto sull’IVA quanto sugli accessori a bordo. Attenzione però alle truffe. La Polizia lavora senza sosta per sventare pratiche illecite che coinvolgono le vetture di seconda mano. Succede infatti che, dietro a quello che ci sembra un affare, si nasconda il risultato di una serie di illeciti. Furti e appropriazioni indebite, spesso compiute anche all’estero, vanno a riempire i piazzali delle concessionarie. La Squadra Regionale di Polizia Giudiziaria del Compartimento della Polizia Stradale per la Liguria ha individuato circa 300 vetture dalla provenienza sospetta. A seguito di controlli approfonditi su 50 di queste sono stati scoperti 15 veicoli che presentavano una falsa documentazione al momento dell’importazione da un’altro Stato Ue. Vediamo allora perché Germania, Spagna e Francia sono i Paesi da cui arriva la maggior parte dei mezzi a rischio.

DOCUMENTI CONTRAFFATTI

Il fenomeno della clonazione e dell’alterazione dei documenti di circolazione è sempre più frequente. In questo modo le organizzazioni criminali reinseriscono nel mercato veicoli di provenienza illecita e quindi provento di furti o di appropriazioni indebite. Spesso queste operazioni coinvolgono veicoli italiani ma non è raro imbattersi in mezzi di altri Stati Ue. Uno specifico monitoraggio sul territorio nazionale la Polizia Stradale ha permesso di tracciare un quadro della situazione. Le ricerche hanno coinvolto la documentazione presentata all’atto di immatricolazione in Italia di veicoli importati. Il lavoro è stato possibile con il supporto delle Motorizzazioni e delle agenzie di pratiche auto ma anche delle banche dati tenute dalle case costruttrici. In questo modo si è esaminata ogni anomalia riguardante i dati identificativi e, ulteriori accertamenti tecnici sui veicoli, hanno permesso di ricostruirne la storia.

PROVENIENZA DUBBIA

Come detto molti mezzi sospetti risultano rubati in Italia o all’estero. Successivamente i criminali modificavano tutti i dati identificativi presi a riferimento per la redazione dei documenti di circolazione. I criminali ricorrono spesso anche a documenti rubati in bianco e successivamente compilati. La Polizia ha scoperto molti casi di “cloni”: una vettura circola contestualmente in due paesi europei. Nel frattempo le organizzazioni criminali procedono all’alterazione dei dati riguardanti il veicolo. Nel 2017 di tutti i veicoli esteri immatricolati in Italia, il 44% proveniva dalla Germania, il 20% dalla Spagna e circa il 10% dalla Francia. I tre paesi rappresentavano il 74% delle nazionalizzazioni richieste in Italia. Nel 2018, invece, il 43% dei mezzi proveniva dalla Germania, mentre la Spagna è salita al 27% e la Francia si è confermata al 10%. A conti fatti le immatricolazioni estere da questi Stati Ue sono salite all’ 81%.

IL BOTTINO

Facile capire come dietro a questi numeri si possano nascondere illeciti. Dal 2017 al primo semestre 2018, la Polizia stradale ha controllato 15.627 fascicoli per l’immatricolazione. In 760 di essi si è proceduto al sequestro per irregolarità o incongruenze. Sequestrati 98 veicoli e denunciate 73 persone per ricettazione, riciclaggio e utilizzo di falsa documentazione. Nel 2018, in Liguria sono state presentate 2710 richieste di nazionalizzazione. Di queste 2.003 a Genova, 202 ad Imperia, 241 a Savona e 270 a La Spezia. A seguito di controlli e verifiche sono stati individuati circa 300 casi sospetti. Le ulteriori indagini su 50 di questi mezzi, hanno permesso di trovare 15 veicoli con una falsa documentazione. La Polizia ha anche sgominato società di noleggio spagnole, francesi e portoghesi le cui vetture venivano poi commercializzate in Italia e vendute ad ignari acquirenti. La posizione dei venditori italiani è tuttora al vaglio della Magistratura.

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Polizze RC auto false: quali misure a tutela del consumatore?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto false

Non passa settimana senza che l’IVASS segnali la presenza di siti internet irregolari che vendono polizze RC auto false. Dopo l’oscuramento da parte della Guardia di Finanza di ben 222 siti che spacciavano assicurazioni fasulle, l’Istituto di Vigilanza ne ha segnalati altri 33 lo scorso 17 luglio e ulteriori 16 il giorno successivo. E decine, o forse centinaia, di persone, attirate dall’offerta di tariffe molto vantaggiose, continuano a cadere nella trappola di questi siti truffa sottoscrivendo polizze auto che in realtà non esistono. Urge dunque che tutte le parti in causa predispongano nuove e più efficaci misure a tutela del consumatore.

POLIZZE RC AUTO FALSE: COSA FARE PER TUTELARE IL CONSUMATORE

È dello stesso parere Vincenzo Cirasola, presidente di ANAPA, Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione, che ha proposto un tavolo di concertazione con l’IVASS per studiare nuova soluzioni. “Il lavoro di controllo e prevenzione da parte di IVASS e Forze dell’ordine è sicuramente valido, ma per prevenire e sconfiggere il fenomeno delle polizze RC auto false, che può costare carissimo alle ignare vittime, occorre un’opera di informazione ancora più incisiva”.

L’AFFIDABILITÀ DEGLI AGENTI ASSICURATIVI

Per esempio, secondo Cirasola, bisognerebbe far comprendere meglio ai consumatori l’utilità di poter contare sulla consulenza diretta delle agenzie e degli agenti assicurativi. Pur senza demonizzare il web, che resta uno strumento importante nell’evoluzione del sistema assicurazioni. “Gli agenti ‘in carne e ossa’ non potranno mai essere sostituiti da un click. La loro importanza non è soltanto tecnica e consulenziale, ma rappresentano una garanzia tangibile che quello che si sta acquistando è un prodotto serio e certificato, che garantisce la copertura dai danni’.

POLIZZE ASSICURATIVE ONLINE: SBAGLIATO DEMONIZZARLE

In altri termini ANAPA sconsiglia le polizze assicurative online, invitando a usare internet solo per raccogliere informazioni generiche, e di affidarsi invece alle più sicure agenzie. Certo, può sembrare un consiglio un po’ troppo di parte. Ma è anche vero che soltanto gli agenti assicurativi consentono di avere un contatto diretto e personale, diminuendo al massimo il rischio di incappare in siti web fantasma. Allo stesso tempo ricordiamo che esistono numerosissimi siti, portali e comparatori assolutamente affidabili, con cui si può stipulare qualsivoglia polizza in assoluta serenità. Basta saperli riconoscere.

POLIZZE AUTO FALSE: I CONSIGLI PER NON CASCARCI

“IVASS ha diffuso un documento che spiega come difendersi dalle truffe online”, ha precisato infatti Cirasola, “Innanzitutto diffidare dei siti web che richiamano nel nome quelli di compagnie assicurative famose. E poi controllare sul sito dell’Istituto gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI), l’elenco degli intermediari dell’UE e l’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, società non autorizzate e siti internet non conformi. Un altro modo per accorgersi subito della correttezza e della legalità di un sito che propone polizze auto è verificare il nome del destinatario e la modalità di pagamento, alzando bene le antenne se il beneficiario non risulta iscritto in uno degli elenchi contenenti le imprese ammesse a operare. Inoltre bisogna prestare attenzione se viene chiesto di effettuare il pagamento verso carte di credito ricaricabili o prepagate, perché si tratta di pagamenti irregolari.

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