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Ieri — 23 Gennaio 2020RSS feeds

Trend Micro Security Barcamp, i nuovi scenari della cybersecurity

di Antonino Caffo
Il tema della sicurezza informatica è caldo, non solo tra gli addetti ai lavori. L’attenzione intorno alle problematiche legate alla cybersecurity è oggi più alto che mai, sia tra la comunità scientifica che sui mass media. Lo scenario attuale è complesso, esposto e non sempre pronto ad affrontare le minacce che si pongono dinanzi agli […]
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Ministra Pisano: identità digitale erogata gratuitamente dallo Stato, a tutti i cittadini

di Dario D'Elia
La Ministra dell’Innovazione Paola Pisano ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio sull’identità digitale. L’obiettivo è di arrivare a un unico strumento gratuito, erogato dallo Stato, che di fatto possa risolvere il problema del suo impiego e diffusione. “Stiamo definendo le modalità. L’intenzione è di dare l’identità digitale a chi ottiene la carta di […]

Trasparenza: i dati della PA sono online, ma pochi cittadini li consultano

di Dario D'Elia
I dati riguardanti le pubbliche amministrazioni com’è risaputo sono liberamente consultabili online, ma secondo l’ultimo censimento realizzato dall’Autorità anticorruzione (ANAC) gli italiani non sembrano essere molto interessati. O meglio, il concetto di “amministrazione trasparente” è un elemento chiave per il controllo diffuso e la prevenzione di fenomeni di corruzione. Però è anche vero che spulciare […]

eIDAS, più facile procurarsi un certificato italiano all’estero che in Italia

di Dario D'Elia
L’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni europee è già realtà grazie all’eIDAS, il regolamento UE per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno. Termini ostici che sottintendono semplicemente la possibilità di azzerare le distanze attualmente fra 16 paesi europei (compresa l’Italia), dimenticarsi dell’esistenza di polverosi sportelli della pubblica amministrazione e […]

Dragon Ball Super: Toyotaro immagina le origini di Bermod

di Roberto Tavecchia
Quando l’anime di Dragon Ball Super si è concluso, i fan sono rimasti molto sorpresi della cosa, in quanto sembrava che ci fossero ancora un sacco di potenziali storyline lasciate sul tavolo da raccontare. Il disegnatore del manga, Toyotaro, oggi immagina una di quelle storie con una nuova illustrazione. Dragon Ball Super non solo ha […]

CERT-PA avvia la Piattaforma Nazionale per il contrasto agli attacchi informatici

di Dario D'Elia
Il Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione il 16 ottobre ha avviato la fase pilota della nuova Piattaforma Nazionale per il contrasto agli attacchi informatici. CERT-PA sfrutterà la struttura per “favorire, tra le pubbliche amministrazioni, lo scambio automatizzato di informazioni (infosharing) che interessano eventi di rischio cibernetico, grazie a standard tecnici, linguaggio comune e […]

TIM lancia l’Operazione Risorgimento Digitale: il digital divide si sconfigge con la formazione gratuita

di Dario D'Elia
TIM oggi a Roma ha dato il via a “Operazione Risorgimento Digitale“, un grande progetto di educazione digitale che coinvolgerà 1 milione di persone in tutto il Paese. Grazie al patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’adesione al Manifesto della Repubblica Digitale promosso dal Commissario Straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda Digitale, […]

INAIL: campagna phishing con finte mail che invitano a effettuare un versamento tramite IBAN

di Dario D'Elia
L’INAIL venerdì scorso ha denunciato una nuova campagna di phishing che starebbe impiegando il suo nome “per richieste di pagamento fraudolente”. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro spiega che alcuni cittadini stanno ricevendo finte mail che “simulano lo stile dei messaggi di posta elettronica certificata dell’Istituto e contengono un file pdf che […]

16 migliori applicazioni iPhone per la registrazione delle chiamate

di Manuel Baldassarre
Sono molte le motivazioni per cui le persone decidono di iniziare a registrare le loro telefonate. Dalla condivisione di idee e brainstorming con i colleghi alla pianificazione dei loro piani, molti utenti iPhone hanno conversazioni leggi di più...

Auto ibride: cosa indicano le sigle P0, P1, P2, P3 e P4?

di Nicodemo Angì

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Le auto ibride possono avere molte sigle, P0, P1, P2, P3, P4, ecc. e pensiamo quindi che sia interessante descriverle per sapere cosa si sta per comprare/noleggiare. Questa varietà deriva dalla posizione del motore elettrico nel powertrain ibrido, una scelta dettata da diverse considerazioni. Le sigle P0, P1, P2, P3, P4 identificano in qualche maniera la “distanza” fra il motore elettrico e le ruote, che decresce andando da P0 a P4. Sappiamo che le automobili ibride uniscono motori a scoppio e macchine elettriche, unità complementari in virtù di “caratteri” molto diversi. I motori a combustione hanno infatti meno coppia ai bassissimi regimi mentre quelli elettrici, leggeri e compatti, erogano molta coppia anche a zero giri e creano il loro “carburante” in rilascio/frenata. Il loro lato negativo è che hanno bisogno di pesanti e costose batterie. Occorre inoltre porre attenzione nel caso si debba trainare un’auto elettrica o ibrida in panne.

P0 e P1: IL MOTORE ELETTRICO INCONTRA QUELLO TERMICO

Abbiamo anticipato che i motori elettrici sono poco ingombranti e questo permette una certa libertà di scelta sul “dove” inserirli nelle auto ibride. Le unità più piccole possono essere montate al posto dell’alternatore e quindi collegate al motore con una cinghia in una configurazione identificata con la sigla P0. Si tratta di Belt-driven Starter Generator (BSG) che agiscono anche come motorino d‘avviamento e generatore. La loro potenza arriva a circa 15 kW e danno un contributo tangibile con modifiche limitate ai powertrain esistenti. Inserendo il motore/generatore all’uscita del motore abbiamo la configurazione P1, che vede la macchina elettrica girare alla stessa velocità dell’albero motore e richiede qualche modifica in più. Anche in questo caso la potenza non è molto alta ma c’è il vantaggio di un rendimento che, vista l’assenza della cinghia di azionamento, può superare il 90%.

LA VERSATILITA’ DELLA CONFIGURAZIONE P2

Cosa accade spostando il motore elettrico fra il motore e la trasmissione? Il passaggio dalla sigla P1 a quella P2, che implica una frizione che disconnette il motore termico, apre molte possibilità alle auto ibride. Si possono aggiornare trasmissioni già esistenti, ad esempio sostituendo al convertitore di coppia il gruppo motore elettrico – frizione. In pratica il motore elettrico è collegato all’entrata della trasmissione e eroga energia al posto di quello termico. La frizione permette di avviare il motore a scoppio, partire da fermo e viaggiare in modalità elettrica senza però trascinarlo. Il sistema con la sigla P2 permette inoltre all’auto ibrida di “veleggiare” con il solo motore elettrico e motore termico spento. La configurazione P2 è versatile: la Porsche Panamera usa una trasmissione ZF che incorpora un motore elettrico da ben 100 kW di picco.

P3 E P4 CONTRO GLI ATTRITI 

Questo cambio è ottimizzato per le auto sportive e permette di mantenere i bassi consumi permessi dai diesel, che sono stati abbandonati da PorscheLa configurazione P3 sposta il motore “a valle” del cambio. In questo modo si minimizzano le perdite, dato che il motore elettrico trascina soltanto la parte finale della trasmissione. Questa soluzione è però un po’ costosa perché costringe a riprogettare buona parte della trasmissione. Le auto ibride con la sigla P4  hanno un motore elettrico che agisce esclusivamente sull’asse non collegato al motore termico: questa soluzione è usata per esempio da PSA. In questo modo si può avere una trazione integrale senza collegamento meccanico con il motore termico. Anche il modo elettrico puro è facilmente ottenibile, basta scollegare la trasmissione “principale” e muoversi usando soltanto l’assale collegato al motore elettrico.

SIGLA P5: IL MOTORE NELLE RUOTE

Ricordiamo poi che lo schema meccanico con la sigla P4 massimizza il recupero dell’energia perché gli organi trascinati sono al minimo e quindi anche le perdite meccaniche fino al motore elettrico. Una curiosità: per le auto ibride (e quelle elettrice) esiste la sigla P5 che indica i motori nelle ruote, una soluzione che azzera la “distanza” e nella quale la Cina ha investito molto. Questa sigla, a differenza di quelle P0, P1, P2, P3 e P4, ha un’applicazione ancora limitata nelle auto di serie.

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Guida autonoma: l’80% dei conducenti non è pronto ad usarla

di Donato D'Ambrosi

La guida autonoma di livello superiore al 2 non è solo legata a cavilli legali ma anche a quanto i conducenti in carne ed ossa sono pronti ad utilizzarla in sicurezza. Un test ha voluto mettere alla prova 49 conducenti dimostrando che la distrazione prende il sopravvento per l’80% dei partecipanti. Oltre a una condotta di guida approssimativa, nel momento in cui l’auto – per un motivo qualsiasi – non era in grado di pilotare, i conducenti erano adeguatamente pronti a sostituirla.

IL TEST DI GUIDA AUTONOMA DI LIVELLO 3 E 4

Il conducente dovrà essere pronto a intervenire. Lo prevedono i livelli SAE 3 e 4, non ancora legali, sebbene Audi e Tesla stiano già vendendo veicoli con funzioni di guida autonoma avanzata, ma inibita. E invece la percezione della guida autonoma è ancora confusionaria e approssimativa. Lo ha dimostrato ancora una volta un test dei ricercatori Gary Burnett, David Large e Davide Salanitri dell‘Università di Nottingham che hanno messo alla prova 49 conducenti di età e sesso diversi. Lo studio prevedeva l’utilizzo di un simulatore di guida per mezz’ora al giorno per cinque giorni.

5 GIORNI DI TEST AL SIMULATORE

I partecipanti hanno iniziato il test guidando manualmente, ma quando la simulazione ha raggiunto un tratto a doppia carreggiata, è stato possibile attivare la guida autonoma. Dopo circa 20 minuti, hanno ricevuto una notifica di “preparazione alla guida” di 60 secondi che li avvertiva di riprendere il controllo dell’auto. Dopo aver ripreso il volante, nei 10 secondi successivi era frequente il cambio di corsia involontario e una guida con velocità variabile tra i partecipanti. Alla fine della settimana di test, quasi la metà dei conducenti ha guardato il pavimento per assicurarsi che i loro piedi fossero sui pedali giusti al passaggio dei comandi. Ma la cosa più eclatante è stato scoprire come i conducenti impiegavano il loro tempo nelle fasi di guida autonoma.

COSA FANNO I CONDUCENTI NEI MOMENTI DI GUIDA AUTONOMA

La fase in cui la guida è gestita dall’auto, ha permesso ai conducenti umani di occuparsi di altro, distraendosi al punto che 10 secondi non sarebbero bastati a riprendere il controllo dell’auto in caso di emergenza. Oltre l’80% dei conducenti utilizzava il cellulare mentre si trovava sulla doppia carreggiata simulata, altri leggevano, dormivano o le donne sistemavano il trucco. Operazioni che hanno aumentato la latenza a cambiare azione. La situazione è cambiata solo al quarto giorno con una situazione di guida con nebbia improvvisa. Secondo i ricercatori i conducenti hanno assunto una buona condotta di guida facilitata dalla maggiore attenzione necessaria alla prova. Una conclusione che ha ha portato anche Steve Gooding, Presidente della Roytal Automobil Club Foundation a dichiarare che “nella migliore delle ipotesi, quei conducenti avranno bisogno di molti avvertimenti per chiudere il loro computer portatile. Nel peggiore dei casi, ancora più tempo per svegliarsi dal sonno.”

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BMW presenta la nuova Serie 1: la prima a trazione anteriore

di Redazione

Annunciata più volte ma rimasta sotto il velo dei “camouflage” per lungo tempo, la nuova BMW Serie 1 è finalmente pronta. L’anteprima mondiale, che si attendeva per il Salone di Ginevra, è invece fissata per il 25 giugno a Monaco di Baviera. In Italia si dovrà attendere fino ad ottobre per poterla ammirare in concessionaria. Forme e proporzioni sono totalmente riviste in funzione della vera grande rivoluzione, peraltro annunciata da tempo. Parliamo del passaggio dal motore longitudinale con trazione posteriore al motore trasversale e trazione anteriore. Si tratta del secondo modello dopo X1 a “convertirsi” a questa architettura inaugurata dalle Serie 2 Active Tourer sfruttando la piattaforma condivisa con i modelli Mini.

NOVITÀ NELLE FORME

Coerente ma totalmente rivoluzionata, la linea vede sparire il cofano lungo della precedente per un anteriore molto spiovente. La nuova BMW Serie 1 è invariata nella lunghezza, 4,32 metri, ma più alta e con passo accorciato di 2 cm. Malgrado questo, le nuove proporzioni e l’abitacolo più avanzato regalano spazi maggiori. Aumentano infatti quelli per le ginocchia e per le spalle mentre il bagagliaio passa da 360 a 380 litri. Il frontale presenta un doppio rene più grande mentre la coda è meno tronca e più avvolgente, senza spigoli e dallo sbalzo ridotto.

CRESCONO I COMFORT

Anche gli interni sfoggiano un design di nuova impronta e sono ancora caratterizzati dalla presenza del sistema iDrive con manopola centrale ma dotati di sistema multimediale di 7.0. Per la prima volta poi, sulla Serie 1, fanno il loro esordio il tetto panoramico e il portellone ad azionamento elettrico. I gruppi ottici sia anteriori sia posteriori, a seconda della versione, sono con fari alogeni e luci diurne a Led oppure “full Led”.

MOTORI E CAMBI

La gamma della nuova BMW Serie 1 al lancio comprenderà motori a tre e quattro cilindri per ora senza ibridi. A benzina saranno disponibili il 1.5 da 140 CV e 220 Nm per la 118i e il 2.0 da 306 CV per la 135i xDrive. Tre i Diesel: 116d 1.5 con 116 CV, 118d da 2.0 da 150 CV e 120d Xdrive da 190 CV. I cambi sono manuali a 6 marce sulle versioni, 118i, 116d e 118d, con l’opzione di un automatico doppia frizione a 7 rapporti per i primi due. Per la 118d si può invece avere lo Steptronic a 8 rapporti di serie con la 120d xDrive e sulla M135i xDrive. I modelli a trazione anteriore dispongono di un un sofisticato controllo di trazione che interviene sui freni e sulla gestione del motore.

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Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

di redazione

La Fiat Coupé T20 elaborata con 300 CV dal tuner leccese Max Racing vanta una coppia di 400 Nm ed è stata preparata in versione integrale su base 2.0 20V Turbo.

Fiat Coupé T20 elaborata

La Fiat Coupé T20 elaborata da Max Racing in origine era di colore grigio metallizzato, ma dopo un paio d’anni dall’acquisto è stata riverniciata di bianco perla (come la Turbo Plus del 1999) con un tocco di italianità dato dalla sottile striscia bianca, rossa e verde che percorre tutta la lunghezza della vettura, mentre la firma di Pininfarina è in bella mostra sugli sportelli con un grande adesivo nero. Altri accorgimenti estetici sono visibili sul frontale, dotato di una mascherina nera Cadamuro Design e di un nuovo paraurti F360 Style, che rendono il muso più aggressivo e aumentano la ventilazione per intercooler e propulsore.

Fiat Coupé T20 modificata

Su questa Fiat Coupé T20 modificata sono stati pochi, ma mirati gli interventi proposti per l’abitacolo. A trattenere al meglio pilota e passeggero, rispetto alla versione di serie, ci pensano due sedili sportivi Sparco Pro2000 con cinture rosse e cuscinetti neri della stessa marca. Il volante è di tipo a calice a tre razze della OMP in pelle scamosciata. Pedaliera e leva freno a mano sono sempre della Sparco. Infine troviamo un turbo timer e manometri aggiuntivi che riportano pressione di sovralimentazione, temperatura acqua e voltmetro, inseriti in un supporto sul montante sinistro. Immancabili i fondini bianchi Birba Racing.

Fiat Coupé T20 tuning

Il tuning per trasformare la Fiat Coupé T20 in una vettura integrale 4×4 ha visto la sostituzione della coppa motore e del serbatoio incluso il comparto per la ruota di scorta, per alloggiare i nuovi organi meccanici. Il sottocoppa è modificato artigianalmente con un elemento della Delta tagliato e allungato, mentre la culla e la barra stabilizzatrice anteriore sono della 155 Q4. Il propulsore 5 cilindri turbo del Coupé è accoppiato al cambio e al differenziale della Delta EVO. Al posteriore, invece, è presente il retrotreno dell’Alfa Romeo 155 Q4 collegato all’albero di trasmissione di quest’ultima.

Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

Scheda tuning Fiat Coupé T20
Motore
Turbina Garrett GT2871R su cuscinetti 1.200 Euro
Kit intercooler maggiorato front. 250
Valvola pop-off Bonalune 115
Regolatore benzina Malpassi 118
Frizione rinforzata 350
Volano alleggerito 512
Pompa benzina Bosch Motorsport
Filtro aria Sparco 115
Centralina originale rimappata 500
Eliminazione dell’impianto di aria condizionata
Scarico diretto artigianale da 65 mm con terminale libero 280

Trasformazione 4×4
Ponte posteriore Alfa 155 Q4
Albero di trasmissione Alfa 155 Q4
Culla più barra stabilizzatrice Alfa 155 Q4
Cambio più differenziale centrale Delta Evo
Sottocoppa Delta modificata
Serbatoio FIAT 600
Costo totale per la conversione 3.500

Assetto
Ammortizzatori ant. originali (accorciati e rinforzati) 450
Ammortizzatori post. 250
Molle ribassate 150
Impianto frenante ant. Brembo 4 pompanti
Rinforzi scocca
Cerchi in lega OZ Ultraleggera 17” 1.500
Pneumatici Dunlop Sport Maxx 215/40 R17 800

Estetica
Verniciatura completa bianco perla 2.500
Paraurti posteriore originale ma lisciato (tolti i catadiottri)
Paraurti anteriore F360 style
Cofano anteriore lisciato
Verniciatura in tinta delle parabole dei fari anteriori
Fanalini posteriori a Led della Hella 250
Spoiler lunotto Cadamuro Design 200
Oscuramento vetri 350
Realizzazione artigianale delle prese d’aria sui parafanghi ant. e post.
Mascherina anteriore Cadamuro Design
Minigonne originali della versione Plus

Interni
Sedili monoscocca Sparco più staffe e cinture 4 punti 850
Pomello universale JDM 45
Pedaliera e freno a mano Sparco 100
Turbo timer 120
Sterzo a calice in pelle scamosciata OMP 155
Fondini contachilometri Birba Racing 230
Manometri (pressione turbina, temperatura acqua, voltometro) più supporto montante sx 160

Costo totale intervento tuning 15.000 Euro

Fiat Coupé T20 elaborazione 300 CV con preparazione Max Racing

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L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della VW Golf GTE by Abbasciano è su Elaborare 249.

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Come gestire la trazione integrale sulle auto Opel, ecco come fare con il sistema Twinster Torque Vectoring

di redazione

Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è stato messo a punto da GKN per gestire al meglio la trazione integrale sulle auto Opel, ovvero la coppia motrice sui due assi e in modo individuale sulle ruote posteriori.

Opel attualmente ha solo due modelli di vetture che possono essere equipaggiate con la trazione integrale: oltre al SUV compatto Mokka X, c’è anche la Opel Insignia dotata di una particolare ed evoluta tecnologia impiegata per la gestione della trazione integrale. Il sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive consente di avere la trazione sulle quattro ruote “on demand”, solo quando se ne ha bisogno in particolari condizioni di bassa aderenza, garantendo così la riduzione dei consumi nella guida normale che avviene solitamente con le 2 ruote motrici anteriori.

il sistema Twinster Torque Vectoring

Il sistema Twinster Torque Vectoring

Attraverso un‘elettronica evoluta, il sistema Twinster Torque Vectoring gestisce costantemente non solo la ripartizione della coppia tra l’asse anteriore e quello posteriore, ma anche tra le due ruote posteriori, destra e sinistra, in base a diversi fattori come posizione della valvola a farfalla, angolo di sterzata e grip sulla superficie stradale in casodi neve, fango e ghiaccio, quando può registrarsi una differenza di velocità tra le ruote anteriori e posteriori. Non c’è il differenziale posteriore, ma due pacchi di frizioni che collegano o scollegano i due semiassi destro e sinistro per fornire maggiore coppia alla ruota posteriore più carica, solitamente quella esterna in una curva.

il sistema Twinster Torque Vectoring su auto Opel

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti del sistema Twinster Torque Vectoring All-Wheel Drive è su Elaborare 247 ed on line su newsauto.it

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Cambi racing

di redazione

Cambi racing Samsonas

I cambi racing Samsonas di Evo Racing Shop arrivano sul mercato e arricchiscono il catalogo di prodotti racing per auto stradali e da competizione della dinamica Azienda torinese. Samsonas infatti produce cambi sequenziali in grado di resistere alle tremende sollecitazioni tipiche delle gare in circuito. Il nuovo Samsonas Universal, ad esempio, per tutte le vetture a trazione posteriore (RWD), è in grado di sopportare fino a 1.400 Nm senza problemi di affidabilità. Difficile trovare sul mercato qualcosa di più affidabile e competitivo! Particolarmente indicato per auto da Drifting, Time Attack, Drag Racing, siano esse BMW, Ford, Nissan Subaru, Toyota e qualsiasi altra tipologia di vettura a trazione posteriore.
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