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Ieri — 26 Marzo 2019RSS feeds

BMW iX3, i4 e iNext: i test finali delle elettriche al polo nord

di Redazione

In casa BMW ci si prepara a lanciare la nuova serie di auto a emissioni zero. Le foto pubblicate nei giorni scorsi dal gruppo tedesco confermano che i progetti sono quasi ultimati e pronti per il loro lancio sul mercato, che dovrebbe avvenire scaglionato tra il 2020 e il 2021, a seconda del modello (tre quelli che saranno commercializzati iX3, i4 e iNext). Del resto, stando all’ultimo piano industriale, entro il 2025 dovrebbero essere 25 i nuovi modelli elettrici che BMW lancerà sul mercato.

I TEST AL CIRCOLO POLARE

Le immagini rilasciate mostrano gli ultimi test effettuati sui nuovi modelli, condotti ad alte latitudini in condizioni estremamente rigide. Queste prove serviranno per ultimare la messa a punto delle auto, provare i sistemi montati sulle vetture in condizioni di scarsa aderenza del fondo stradale e collaudare l’efficacia dell’impianto elettrico e di quello frenante (con recupero di energia) a basse temperature. Superato questo banco di prova, che segue i test già effettuati in condizioni normali, dovrebbe essere tutto pronto per il debutto del primo trio di auto 100% elettriche di BMW.

LA iX3 SARÀ LA PRIMA SUL MERCATO

La prima a essere prodotta sarà la BMW iX3, attesa già nel 2020. La variante elettrica della Suv tedesca sarà fabbricata in Cina, nella fabbrica della Brilliance, con cui BMW ha firmato una partnership. Questa vettura è quella di cui disponiamo di maggiori informazioni: durante il Salone di Pechino 2018, è stato infatti svelato in anteprima un prototipo. Per ora si sa che dovrebbe raggiungere un’autonomia di 400 km nel ciclo Wltp, potrà collegarsi a colonnine rapide da 150 kWh (facendo il pieno in 30 min) e monterà una batteria da 70 kWh e un motore da 270 CV. Per quanto riguarda le linee, si presenta quasi identica alla variante con motore a combustione.

LANCIO NEL 2021 PER i4 E iNEXT

Più novità si riscontrano negli altri due modelli a emissioni zero annunciati da BMW. La i4, che verrà lanciata nel 2021 e prodotta nello stabilimento di Monaco di Baviera, è una berlina con uno stile completamente nuovo, che unisce prestazioni sportive a design da coupé. La piattaforma tecnica invece resta quella di quinta generazione che debutterà con la iX3. L’ultima a vedere la luce sarà invece la iNext, attesa anch’essa per il 2021, che si promette di essere il top della tecnologia targata BMW: tra i vari servizi e le funzioni di assistenza e recupero energia, spicca la guida autonoma di Livello 4, che in determinate circostanze permetterà all’auto di coordinare tutte le operazioni di guida. Inoltre, a differenza della iX3, entrambe le autovetture dovrebbero arrivare a un’autonomia di 600 km nel ciclo Wltp.

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Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

di redazione

Con i suoi 193 CV la Fiat Grande Punto elaborata da Autech ha una piccola cilindrata, ma grandi potenzialità! È la sintesi del Fiat T-Jet 1.4 dal quale si ottengono ottimi risultati anche a motore chiuso, senza minare l’affidabilità, ma intervenendo poi sull’assetto e lasciando la carrozzeria invariata per dare meno nell’occhio.

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata

La Fiat Grande Punto elaborata da Autech abbraccia perfettamente la filosofia “Sleeper”: sotto il cofano si può considerare un’Abarth, mentre all’esterno è una normale Fiat, così da non dare troppo nell’occhio e mietere “ignare vittime” lungo il suo percorso grazie ai quasi 200 CV erogati dal piccolo propulsore 1.4 T-Jet. E il bello è che tutta la preparazione meccanica è stata eseguita dal proprietario e preparatore Autech.

Fiat Grande Punto T-Jet modificata

Gli esterni della Fiat Grande Punto modificata sono rimasti praticamente originali. Si distinguono solo per alcuni piccoli particolari mirati. Troviamo quindi nuovi fari anteriori con luci DRL e proiettori posteriori della GP Evo, rimozione logo Fiat sulla mascherina e pellicola carbon look che, oltre a percorrere la fascia del paraurti sotto la targa, è stata applicata anche sullo stemma Fiat posteriore.

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

Fiat Grande Punto T-Jet tuning

Il tuning sulla Fiat Punto T-Jet è stato installato un turbo maggiorato (il kit è quello Plug&Play della Saito) e si è affidato alla famosissima Garrett TD04, molto gettonata sui propulsori FIAT/Abarth. Questa è abbinata ad un intercooler maggiorato della Forge Motorsport e respira aria fresca grazie all’aspirazione alta con filtro a cono K&N.

Scheda tuning Fiat Grande Punto T-Jet by Autech
Motore
Turbo Garrett TD04 con girante in avional 800 euro
Aspirazione alta con filtro a cono K&N 200
Scarico artigianale DCgarage 200 euro
Collettore GP Abarth SS 300 euro
Downpipe artigianale in acciaio 180 euro
Kit intercooler specifico Forge Motorsport 200 euro
Kit sensori Abarth SS 100 euro
Pop-off Malpassi 80 euro
Regolatore pressione benzina Malpassi 120 euro
Kit iniettori Ev14 200 euro

Assetto
Ammortizzatori TA-Technix 250 euro
Barra duomi posteriore DNA Racing 250 euro
Barre di rinforzo culla Forge Motorsport 70 euro
Pastiglie freni Brembo Sport 190 euro
Pneumatici Toyo Proxes T1R 205/45 R17 500 euro

Estetica
Fari anteriori con DRL 250 euro
Fari posteriori GP Evo 200 euro
Eliminazione logo FIAT mascherina ant.
Pellicola carbon look su paraurti ant. e logo FIAT post.

Interni
Manometro pressione turbo 2 bar 80 euro
Turbo timer HKS 150 euro

Costo totale intervento tuning 3.940 Euro

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

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L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Fiat Grande Punto T-Jet by Autech è su Elaborare 247.

Fiat Grande Punto T-Jet elaborata 193 CV con preparazione Autech

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Volvo condivide i dati degli incidenti e si concentra sui crash test sulle donne

di Redazione

Volvo ha un’attenzione costante sul tema della sicurezza stradale. La Casa scandinava, oggi fa un passo avanti nella promozione di misure che riducano il rischio di incidenti o che, in ogni caso, ne limitino le conseguenze. Il suo database sugli incidenti verrà messo a disposizione e nei prossimi anni la Casa vuole concentrasi sui crash test che prendano in considerazione anche manichini da crash test “donna”.

UN PREZIOSO DATABASE SUGLI INCIDENTI

Prima di tutto, Volvo ha deciso di rendere pubblica e consultabile anche alle altre Case la propria biblioteca dati sugli incidenti. Si tratta di un database creato in sessant’anni di studi sugli incidenti che ha permesso di monitorare fin nei più piccoli dettagli le caratteristiche e le peculiarità di numerosi dispositivi di sicurezza.

I TEST MIRATI PER OGNI INDIVIDUO

In secondo luogo, Volvo ha anche reso noti i risultati del Progetto EVA, acronimo che sta per Equal Vehicle for All. Lo studio ha dimostrato che i danni che subisce un individuo in caso di incidente sono diversi in base a sesso, età, condizione di salute (stato di gravidanza, ad esempio). Fino ad oggi, la maggior parte dei test è stata tarata su parametri “maschili”, ma un’analisi diversificata e focalizzata anche sulle donne permette di ottenere veicoli più sicuri per tutti. Per questo motivo Volvo ha realizzato manichini diversi, per poter sviluppare sedili, cinture e altri dispositivi in grado di proteggere con efficacia ogni essere umano.

VELOCITÀ LIMITATA A 180 KM/H ENTRO IL 2020

Tra le altre iniziative annunciate da Volvo per incrementare la sicurezza sulle strade c’è anche la volontà annunciata di autolimitare la velocità massima di ogni modello a 180 km/h. L’iniziativa, stando a quanto dichiarato dai vertici della Casa scandinava, sarà pienamente operativa entro la fine del 2020.

UNA CHIAVE PERSONALIZZATA CON LA CAREKEY

Inoltre, Volvo ha annunciato anche che dal 2021 ogni vettura del marchio sarà dotata di una speciale chiave digitale, denomiata CareKey, che sarà configurabile in base alla persona che salirà al volante dell’auto. In questo modo, ad esempio, il proprietario, potrà decidere di far usare la propria vettura ad un’altra persona (un figlio o un conoscente) impostando però dei limiti di velocità personalizzati. Si tratta di un’iniziativa analoga a quella proposta da Ford con la MyKey, che funziona esattamente allo stesso modo.

PIÙ SENSORI = PIÙ SICUREZZA

Volvo, sempre nell’ottica di una mobilità più sicura, ha infine annunciato di voler incrementare il numero di dispositivi a bordo che rilevino lo stato di distrazione del conducente. Grazie a telecamere e sensori dedicati, infatti, si pone l’obiettivo di richiamare chi siede al volante nel caso in cui percepisca uno stato di disattenzione calcolato su parametri quali la velocità dei tempi di reazione, la frequenza delle azioni sui comandi e sulla direzione dello sguardo.

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Guida autonoma: il test del Co-Pilot360 su Ford Focus

di Donato D'Ambrosi

Continua la rassegna di test Euro NCAP sui sistemi di assistenza alla guida o di guida semi autonoma, dopo aver visto in azione la DS 7 Crossback, l’Audi A6 e la BMW Serie 5. Questa volta nel video che vi proponiamo qui sotto viene messo alla prova il Co-Pilot360 che equipaggia la Ford Focus. Un sistema che secondo Euro NCAP non illude il conducente di poterlo sostituire totalmente e sembra dare il meglio (e meglio di altre auto) soprattutto nelle situazioni di guida longitudinale. Va peggio invece quando un’auto taglia la strada alla Focus e si immette all’improvviso sulla carreggiata monitorata dal sistema Co-Pilot360 Ford.

ASSITENTE ALLA GUIDA NON INVADENTE

Nelle valutazioni del sistema Co-Pilot360 della Ford Focus, Eur NCAP evidenzia subito il rischio nullo che il guidatore possa sopravvalutare le funzionalità di guida autonoma del sistema. Sia il manuale che le indicazioni sul quadro della Focus pongono sempre il conducente al centro del controllo dell’auto. Ma non per questo il sistema resta dormiente quando il guidatore si distrae troppo. Alla richiesta di tenere le mani sul volante, serve una impercettibile sterzata per non illudere il sistema sfiorando solamente la corona. E se il guidatore ignora la richiesta del Co-Pilot360, l’auto viene gradualmente arrestata portandola in una condizione di sicurezza.

A 130 KM/h ALLERTA SOLO IL CONDUCENTE

Nei test di guida a velocità autostradali il Co-Pilot dà il meglio di se. Sebbene – come ricorda Euro NCAP – non funzionando tramite GPS, al sistema basta una chiara segnaletica orizzontale per funzionare al meglio anche su strade extraurbane. Come si vede nel video qui sopra, quando il Co-Pilot360 della Ford intercetta davanti un’auto ferma, attiva la frenata di emergenza sia da 50 km/h sia da 80 km/h. Lo stesso però non avviene se l’Adaptive Cruise Control è impostato a 130 km/h. In questo caso il guidatore riceve solo un “warning” ed è invitato a prendere il controllo dell’auto per evitare l’impatto.

FRENA CON OSTACOLI FERMI E MOBILI

Quando davanti alla Ford Focus si para all’improvviso un’auto lenta ma in movimento a 20 km/h, il Co-Pilot360 attiva la frenata di emergenza anche se l’ACC è settato a 100 km/h. Quando la differenza di velocità sale a 70 km/h (60 per l’auto lenta e 130 km/h per la Focus) il Co-Pilot360 chiede al guidatore di mettere le mani sul volante e attiva la frenata di emergenza. Anche quando la differenza di velocità è di 5 km/h (50 contro 55) il comportamento è buono, immaginando un contesto meno autostradale.

VEDE MENO GLI OSTACOLI TRASVERSALI

Va peggio invece nelle situazioni di traffico cittadino o intenso, dove è più facile che le auto possano all’improvviso cambiare corsia. Sono le situazioni che Euro NCAP riproduce con i test Cut-in e Cut-out. Con il test Cut-out, un’auto lepre precede la Ford Focus e si sposta all’improvviso rivelando un ostacolo fermo: in questo caso il Co-Pilot360 riesce da 70 km/h a fermare quasi completamente l’auto. Mentre se all’improvviso un’auto cambia corsia e si mette di traverso davanti all’auto (Cut-in) il Co-Pilot360 della Focus non riesce a fare nulla. Nonostante la velocità relativa delle due auto (10 km/h contro i 50 km/h) solo l’intervento del conducente riesce ad evitare l’impatto.

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Redmi Note 7 è di plastica, quella resistente

di Francesco Ciannamea

Il solito canale YouTube JerryRigEverything ha stressato a fondo il Redmi Note 7.Come sarà andata? Scopritelo nel nostro articolo.

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Continua a leggere Redmi Note 7 è di plastica, quella resistente su Androidiani.Com

© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Xiaomi Mi 9… Ma non era vetro zaffiro?

di Francesco Ciannamea

Il solito canale YouTube JerryRigEverything ha stressato a fondo lo Xiaomi Mi 9 e le sue fotocamere protette da“vetro zaffiro”.Come sarà andata? Scopritelo nel nostro articolo.

(...)
Continua a leggere Xiaomi Mi 9… Ma non era vetro zaffiro? su Androidiani.Com

© francescociannamea for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Test pneumatici estivi 2019 AutoBild: 20 gomme sportive a confronto

di Donato D'Ambrosi

Quando aumentano le dimensioni delle gomme salgono anche le aspettative attese, così AutoBild ha voluto fare luce sulle migliori gomme stive con un Test pneumatici estivi più sportivi. Partendo da una rosa di 53 modelli di pneumatici di dimensione 225/45 R17, AutoBild ne ha promossi 20 con un voto positivo, di cui 6 con la massima valutazione “Esemplare”. In testa alla classifica Test pneumatici estivi 2019 AutoBild colloca le Michelin Pilot Sport 4 che abbiamo testato alla presentazione, ecco invece le altre 19 gomme elette dalla comparativa tedesca.

LE GOMME SPORTIVE “MIGLIORI” Tra le prime 6 gomme che hanno ottenuto la menzione “Esemplare” ci sono Michelin, Goodyear, Falken, Hankook, Continental e Fulda. Sono le gomme che hanno ottenuto il punteggio migliore nei test condotti su una BMW Serie 1 su asciutto, bagnato e nella valutazione del costo di acquisto. Con un punteggio da 1 a 6 (1 ottimo, 6 insufficiente) le Michelin Pilot Sport 4 ottengono la media migliore, sebbene il costo sia ritenuto leggermente più alto rispetto ad altri competitor. Indubbiamente però tra le performance su asfalto bagnato e asciutto le Pilot Sport 4 dimostrano un migliore equilibrio rispetto alle Goodyear Eagle F1 Asymmetri 5, Falken Azenis FK510 e Hankook Ventus S1 Evo che brillano meglio in una sola delle due discipline di prova.

LE GOMME SPORTIVE “BUONE” Nella seconda parte della classifica, quella delle gomme valutate con “Buono” ritroviamo altri 7 modelli di pneumatici di Costruttori più noti. Tra questi le gomme Sava Intensa UHP2 sono valutate meglio delle altre per il costo. Le Bridgestone Turanza T005, di cui parliamo in questo test, ottengono una valutazione migliore da AutoBild nell’aderenza su asciutto. Le Pirelli P Zero, a differenza delle Nokian Wetproof, Apollo Aspire XP, Vredestein Ultrac Vorti, Dunlop SportMaxx RT2 e delle altre già citate, risultano migliori sul bagnato.

LE GOMME SPORTIVE “SODDISFACENTI” Chiudono l’ultima parte della classifica AutoBild altre 7 modelli di pneumatici estivi, sempre 225/45 R17 ma che soddisfano i requisiti di qualità del test abbastanza da poter essere definiti “Soddisfacenti”. Tra questi, Kleber Dynaxer UHP, Maxxis Premitra 5 e Firestone Roadhawk sono valutati meglio per la loro economicità, sebbene con un punteggio minore rispetto alla classifica alta. Kenda Emera A1 KR 41 e Kleber, spuntano un risultato migliore sull’asciutto. Mentre le Kumho Ecsta PS 71, fanalino di coda tre i 20 milgiori pneumatici sportivi estivi, ottiene la valutazione migliore per l’aderenza sull’asciutto. Puoi vedere qui i dettagli del Test pneumatici estivi 2019 AutoBild, mentre se sei interessato a pneumatici meno performanti qui parliamo del test pneumatici estivi 185/65 R15 del TCS.

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Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse

di redazione

Un vero leone ruggente la Peugeot 308 GTi elaborata con 302 CV dal tuner milanese Arduini Corse, un vero mostro con preparazione sviluppata in accordo con i vertici di PSA, sfruttando componenti originali derivate dalla versione da corsa 308 Racing Cup.

Peugeot 308 GTi elaborata

La Peugeot 308 GTi by Arduini Corse non presenta nulla di stravolgente a livello di meccanica, “solo” 30 CV in più, freni da urlo, assetto dedicato, silenziatore più libero e ruote racing. Lo stravolgimento riguarda semmai l’aspetto estetico, l’aerodinamica, il tuning “visibile”, quello che cattura immediatamente l’attenzione. Questa è la filosofia da cui parte il progetto di Massimo Arduini: trasformare una vettura già estrema in un mezzo dalla personalità vivace e dalla meccanica ancora più spinta.

Peugeot 308 GTi preparata

La Peugeot 308 GTi preparata dalla Arduini Engineering mette subito prepotentemente in risalto tutti i muscoli. Il frontale presenta un paraurti con maggiore portanza nella zona spoiler, liscio nelle nicchie laterali, con presa d’aria centrale maggiorata per il raffreddamento dell’intercooler. Anche la mascherina è diversa, sagomata e più avanzata rispetto a quella originale per “riempire” di più le forme anteriori. Il tutto è raccordato con i passaruota allargati la cui funzione è di coprire le ruote in lega Speedline da 9jx18” con campanatura maggiorata che allargano la carreggiata di ben 11 cm per parte.

Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse posteriore

Peugeot 308 GTi tuning

Il kit estetico della Peugeot 308 GTi by Arduini Corse è mutuato dall’allestimento corsa della Peugeot 308 Racing Cup da competizione. Fin qui gli esterni, personalizzati dai badge “Arduini Corse” sui parafanghi anteriori e sul portellone, al posto degli originali 308 GTi. Il kit comprende parti di carrozzeria in vetroresina, centralina elettronica potenziata, freni speciali Brembo, molle e ammortizzatori dedicati, cerchi da 18” e pneumatici sportivi, ed è in vendita al prezzo di 12.500 Euro più IVA.

Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse motore

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Peugeot 308 GTi elaborata 302 CV con preparazione Arduini Corse

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Mazda MX-5 elaborata 130 CV con preparazione Works Garage

di redazione

La Mazda MX-5 elaborata con 130 CV è il frutto della preparazione del tuner Works Garage. Si tratta di una elaborazione vecchia scuola, che regala al piccolo millessei nipponico un’erogazione piena e corposa. Assetto e pneumatici della MX-5 assecondano il tema della preparazione, ottima per uso stradale ma che non disdegna uscite in pista. Così, nel pieno dell’era elettronica applicata all’automobile, c’è chi si diletta ancora ad eliminare un’iniezione efficiente e collaudata per montare una coppia di carburatori doppio corpo su una Mazda MX-5.

Mazda MX-5 elaborata

Su questa Mazda MX-5 elaborata dischi e pinze freno provengono da una MX-5 NBFL 1.8 Sport, accoppiati a tubazioni freno aeronautiche. Per irrigidire la scocca sono state montate barra duomi anteriore, barra posteriore sui duomi delle cinture di sicurezza (dove sono ancorate le “4 punti”) e applicate delle barre di rinforzo anteriori (arrow braces) sul telaio in corrispondenza dei parafanghi anteriori. Lo scarico è artigianale, con centrale dekat, eliminazione del risuonatore centrale e terminale di derivazione Golf GTI mk2 16V (in programma l’adozione di collettori 4-2-1 dopo il montaggio delle camme).

Mazda MX-5 preparata

L’idea dei carburatori su questa Mazda MX-5 preparata nasce addirittura prima dell’acquisto della vettura. La MX-5 NA è un progetto che, in casa Mazda, prende spunto da due icone degli anni ’60, ovvero la Lotus Elan e il bialbero Alfa Romeo della Giulietta Spider, entrambe a carburatori. È sembrato naturale rendere loro omaggio gettandosi in questa epica impresa. La “conditio sine qua non” era quella di creare un kit di facile applicazione da poter poi proporre in vendita, mantenendo l’elettronica standard per gestire l’accensione.

Mazda MX-5 tuning

Visti i non esagerati valori di alzata e durata quello sulla Mazda MX-5 è da considerarsi un soft tuning, ma assicura comunque un discreto incremento di prestazioni (si dovrebbero raggiungere i 135-140 CV). Verrà abbinato ad una coppia di pulegge distribuzione regolabili per ottimizzare la messa in fase. È in programma anche l’impiego di un radiatore olio con termostato dedicato. Oltre a questo in futuro c’è l’intenzione di montare collettori di scarico, pompa freno maggiorata di derivazione NBFL Sport, rollbar posteriore, cambio 6 marce di derivazione NBFL Sport e realizzare rinforzi telaio sottoscocca.

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[Contest] Vinci un regalo di 80$ + sconto 25% su Chuwi Aerobook, clone MacBook da 379$

di Filippo Molinini

Chuwi ha appena annunciato un nuovo laptop economico con cornici davvero sottili. La campagna su Indiegogo è appena iniziata e i primi 200 che aderiranno potranno acquistare il nuovo Chuwi Aerobook con il 25 % di sconto a un prezzo speciale di 379 $. Chuwi Aerobook Chuwi Aerobook è, secondo l’azienda, il laptop bezel-less più economico […]

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Euro NCAP: i primi crash test del 2019 a 5 stelle per 3 SUV

5 Stelle per Honda CRV, Mercedes-Benz Classe G e Seat Tarraco. Inizia così il 2019 con i primi crash test Euro NCAP dedicati ai SUV

Guida autonoma: il test dell’Active Driving Assistant Plus su BMW Serie 5

Il sistema di assistenza alla guida BMW testato da Euro NCAP: affidarsi troppo alle capacità autonome in autostrada può rivelarsi rischioso

Xiaomi Mi 9 stupisce nei test di DxOMark: è podio

di Christian Mazza
Xiaomi Mi 9 è stato messo alla prova da DxOMark, celebre piattaforma che nelle scorse ore ha potuto dire la sua sul comparto fotografico e multimediale del top di gamma dell’azienda cinese. Il risultato ottenuto da Mi 9 è eccellente e lo colloca appena alle spalle dei due colossi Huawei, Mate 20 Pro e P20 Pro, […]

Guida autonoma: il test dell’Adaptive Cruise Assist su Audi A6

Euro NCAP testa l’assistenza alla guida dell’Audi A6: ecco cosa succede se in caso di emergenza ci si affida totalmente alla guida semi autonoma

Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969 auto storiche elaborate + Poster

di redazione

Le due auto storiche elaborate Fiat, Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969, sono state le regine incontrastate dei campi di gara tra gli anni ’60 e ’70 ed oggi sono dei pezzi molto ricercati dai collezionisti.

Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969 auto storiche elaborate

È difficile vedere insieme i due piccoli bolidi Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969, se non talvolta in gara, ma provarli in pista entrambi è stato emozionante, grazie allo loro fortunato proprietario, Massimiliano Alteri. Grande appassionato di tuning, Alteri fin da ragazzo ha seguito e curato personalmente il restauro di queste “scorpioncine” presso la sua officina non distante da Anagni (FR). La prima protagonista del servizio è una Fiat Abarth 850 TC del 1966 che Massimiliano ha acquistato nel 1999 a soli 21 anni.

Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969 auto storiche modificate

Le condizioni iniziali della Fiat Abarth 850 TC hanno richiesto una buona dose di lavoro, ma in quasi due anni il tuner è riuscito a portare a termine il restauro della sua pungente creatura. Nel 2012 si è aggiunta una rara Fiat Abarth 1000 Berlina Corsa del 1969, riportata al suo originario splendore con un minuzioso restauro eseguito in circa quattro anni, necessari per cercare tutti i pezzi originali.

Fiat Abarth 1000 Berlina 1969 auto storica elaborata
Fiat Abarth 850 TC auto storica elaborata

Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969 auto storiche tuning con restauro

Le Fiat Abarth 850 e 1000 sono uno dei primi esempi di elaborazione in serie. Queste due vetture sono state restaurate con pezzi tutti originali in tutte le parti, quindi non solo nell’estetica, perfettamente curata e tirata a lucido, ma anche nella meccanica.

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Fiat Abarth 850 TC e 1000 Berlina 1969 auto storiche elaborate

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Test AEB 2019: non sempre le auto frenano bene anche in inverno

L’ADAC ha messo a confronto 20 modelli nella frenata di emergenza AEB. Il sistema di sicurezza perde efficacia sull’asfalto scivoloso

Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team

di redazione

Il test drive sulla pista di Franciacorta a bordo della Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team e guidata dalla 23enne pilota Elena Zaniol è pronta a gareggiare nel Campionato Drift a colpi di traversi, attacchi, twin drift e gomme fumanti!

Nissan 350Z elaborata

Con i suoi 350 CV la Nissan 350Z elaborata dal tuner Daba Drift Team è un progetto entry-level per il drift, dunque con la preparazione base per andare di traverso in sicurezza. In questo senso, anche il propulsore non ha subìto modifiche incredibili. Sostanzialmente il preparatore ha rimappato la centralina, sostituito il radiatore con uno di dimensioni maggiorate e inserito una coppa dell’olio più grande.

Nissan 350Z modificata

I lavori sul cambio originale a sei marce della Nissan 350Z modificata sono stati i più consistenti, soprattutto a livello della frizione. Il volano, infatti, è alleggerito, gli spingidisco sono rinforzati e la stessa frizione è in carboceramica. L’impianto frenante è quello standard per questa versione del 2006 che proviene dal Giappone, ossia Brembo a 4 pistoncini davanti e due dietro. Ovviamente, per evidenti ragioni che riguardano il drift, il freno a mano ora è idraulico a leva lunga. Infine si è proceduto ad eliminare il catalizzatore dallo scarico.

Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team


Scheda intervento tuning Nissan 350Z

Motore
Rimappatura centralina Daba Drift Team
Coppa olio maggiorata
Radiatore maggiorato
Volano frizione alleggerito
Frizione carboceramica
Spingidisco rinforzati
Differenziale autobloccante a 3 vie Tomei
Scarico senza catalizzatore artigianale
Freno a mano idraulico Tecno2

Set-up
Assetto regolabile a ghiera artigianale
Braccetti sospensioni Driftworks
Cerchi da 18” Volk

Pneumatici
Infinity A 225/40 R18
Infinity P 235/40 R18

Interni
Roll-bar Girola
Sedili e cinture a sei punti HRX
Volante racing

Costo totale intervento tuning 20.000 Euro

Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team

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Nissan 350Z elaborata con preparazione Daba Drift Team

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Mini Cooper S R53 2002 elaborata con preparazione Coppola Motori

di redazione

La Mini Cooper S R53 2002 elaborata dal tuner Coppola Motori ha una potenza di 435 CV e una coppia di 490 Nm, così guidarla è sempre un piacere grazie al trapianto di propulsore 2.0 della BMW 320is, che ora alloggia sotto il leggero cofano in vetroresina. Una vettura agile e dinamica come questa è difficile trovarla, tanto che sulla pista di Racalmuto riesce a tenere testa alle Lancer Evo da 600 CV o alle auto formula.

Mini Cooper S R53 2002 elaborata

Gli esterni di questa Mini Cooper S R53 2002 elaborata hanno subìto diversi rimaneggiamenti per opera del proprietario. Da un primo alleggerimento nel 2008 con un cofano in vetroresina si è passati al rifacimento totale della carrozzeria con un cambio di colore, dal grigio iniziale al bianco spezzato dalla grafica blu e rossa realizzata da Achille Guerrera. Le carreggiate in vetroresina sono allargate di 14 cm, rendendo “Maxi” questa Mini! Il cofano in vetroresina, progettato inizialmente nel 2008, è stato rivisitato per fare spazio al nuovo motore e adesso comprende nuove prese d’aria.

Mini Cooper S R53 2002 modificata

Essendo per la pista, l’abitacolo della Mini Cooper S R53 2002 modificata è stato completamente svuotato per alleggerirla il più possibile. Ora ci sono due sedili monoscocca della Sabelt, abbinati a cinture a 6 punti della Sparco. Un nuovo volante a calice e la pedaliera sportiva sono a disposizione del pilota. Il cruscotto di serie è ricostruito in alcune parti in alluminio e rivestito in similcarbonio. Troviamo, quindi, un piccolo contagiri analogico e una serie di strumenti rotondi per monitorare pressioni e temperature del motore, oltre al lettore digitale della temperatura dei gas di scarico.

Mini Cooper S R53 2002 elaborata con preparazione Coppola Motori

Mini Cooper S R53 2002 tuning

Per adeguare l’assetto della Mini Cooper S R53 con tuning all’uso su pista, sono stati scelti gli ammortizzatori a ghiera KW V3 pluriregolabili e montati su uniball. I freni anteriori hanno lasciato il posto ad un impianto maggiorato Brembo con pinza a 4 pompanti e disco da 330 mm, montato con tubi aeronautici e bilanciato da un ripartitore frenata della Wilwood. Visto l’allargamento delle carreggiate, non potevano mancare i distanziali: da 2 cm i posteriori e 1,2 gli anteriori.

Scheda tuning Mini Cooper S R53 2002

Motore
Propulsore BMW S14B20
Turbo Garrett GTX3076R
Pistoni CPS
Bielle ad H rovesciata
Alberi a camme riprofilati
Centralina Vasta Elettronica
Frizione rinforzata
Aspirazione diretta artigianale
Scarico artigianale da 80 mm con uscita laterale
Collettori in acciaio artigianali
Radiatori olio
Tubi aeronautici per la benzina
Conica corta
Differenziale autobloccante a lamelle Bacci

Assetto
Assetto a ghiera KW V3 su uniball
Regolazione ponte posteriore
Distanziali ant. da 1,2 cm e post. da 2 cm
Cerchi JR29 da 17” e gomme slick Pirelli 240/620 R17

Freni
Pinze ant. Brembo a 4 pompanti
Dischi ant. Brembo da 330 mm
Pastiglie racing
Tubi aeronautici
Ripartitore di frenata Wilwood

Estetica
Cofano e paraurti in vetroresina autocostruiti
Fari ant. e post. in vetroresina
Spoiler post. GP Garage
Vetri laterali e lunotto in lexan
Riverniciatura in bianco
Adesivi by Achille Guerrera

Interni
Sedili monoscocca Sabelt
Cinture Sparco 6 punti
Volante a calice
Pedaliera sportiva
Contagiri supplementare
Manometri pressione e temp. motore
Pulsantiera racing
Staccabatteria
Roll-bar Sparco
Estintore
Serbatoio di sicurezza ATL

Costo totale intervento tuning: oltre 20.000 Euro

Mini Cooper S R53 2002 elaborata con preparazione Coppola Motori

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