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Tesla Autopilot: semafori, rotatorie e fermate

di Filippo Vendrame

Elon Musk, CEO di Tesla, ha condiviso attraverso il suo account su Twitter alcune importanti informazioni sull’evoluzione dell’Autopilot, l’insieme di sistemi di assistenza alla guida che permettono alle sue auto elettriche di poter compiere alcune operazioni di guida in autonomia sempre sotto il controllo, ovviamente, di chi guida. Elon Musk ha sottolineato che molto presto il sistema Autopilot sarà in grado di riconoscere semafori, fermate e rotatorie. Trattasi di tasselli fondamentali per arrivare in futuro alla vera guida autonoma.

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Tesla, nuove funzionalità per la ricarica dall’app

di Filippo Vendrame

Tesla ha aggiornato la sua applicazione per dispositivi mobile che permette di gestire da remoto le sue auto elettriche introducendo nuove funzionalità dedicate alla ricarica. Negli ultimi mesi la società americana è stata molto attiva nel migliorare l’applicazione mobile per offrire ai suoi clienti nuove ed utili funzionalità.

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Tesla Model 3 disponibile in Italia da 59.600 euro

di Lorenzo Spada
Tesla Model 3

Dopo averla vista solo da lontano attraverso recensioni oltreoceano, finalmente anche noi italiani abbiamo l’opportunità di mettere le mani sulla Tesla Model 3. Il colosso dell’automobile statunitense ha infatti annunciato che sono attivi i pre-ordini per noi europei a partire da qualche ora fa (lasciando un deposito di 1.000 euro), con data di consegna fissata da […]

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Tesla Model 3 ufficialmente in Italia, si parte da 59.600 euro

di Valerio Porcu

È disponibile anche in Italia la Tesla Model 3, il modello meno costoso del famoso marchio di auto elettriche. Purtroppo non è la versione meno costosa in assoluto, quella da 35mila dollari che ha risvegliato i sogni elettrici di milioni di persone in tutto il mondo. Anzi in effetti quel modello non c’è da nessuna parte per ora.

Arriva nel nostro Paese, invece, la Model 3 con trazione integrale e autonomia maggiorata, con prezzi che partono da 59.600 euro. Un prezzo da auto di lusso, senza dubbio, ma è comunque meno rispetto alla Model S e alla Model X. Ed è senz’altro un passo ulteriore verso il giorno in cui tutti potranno permettersi un’auto elettrica con tecnologie moderne – sperando che non sia un giorno troppo lontano.

Stando a quanto riportato da Repubblica le prime consegne sono previste per febbraio, e saranno per i primi clienti che hanno prenotato la Model 3 online versando un anticipo di mille euro; la pagine delle prenotazioni è ancora al suo posto, per chi fosse interessato. I tempi di consegna ufficiali sono 12-18 mesi.

In cambio di quasi 60mila euro avrete un’auto elettrica da cinque porte, trazione integrale e 544 chilometri di autonomia dichiarata. A bordo tutte le tecnologie che hanno reso famoso Tesla, ivi compresa la funzione Autopilot, che non è perfetta ma ha il potenziale per salvarvi la vita. La versione più completa, Enhanced Autopilot, è venduta come optional da 5.400 euro.

Tesla Model 3

Troviamo poi sedili riscaldabili, controllo a distanza della climatizzazione, docking station dedicata per due smartphone, 14 altoparlanti e molto altro. Sul piano delle prestazioni automobilistica, la Model 3 offre un’accelerazione 0-100 in 3,7 secondi e una velocità massima di 250 Km/h (per la variante Perfomance da 70.700 euro). Incluso nel prezzo un anno di connessione mobile, con abbonamento Premium a Spotify.

L’auto elettrica più famosa del mondo è la Tesla, ma le Polistil non le batte nessuno.

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Tesla Model 3, ecco i prezzi italiani

di Filippo Vendrame

L’attesa è quasi giunta al termine. La Tesla Model 3 arriverà in Italia a partire dal prossimo febbraio 2019. Inizialmente la casa americana porterà al debutto la variante Long Range Dual Motor con trazione integrale. Il prezzo di partenza sarà di 59.600 euro. Nei mesi successivi Tesla porterà in Europa e quindi anche in Italia le varianti più economiche della sua “piccola” auto elettrica.

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Tesla, 1 miliardo di miglia per l’Autopilot

di Filippo Vendrame

Una delle caratteristiche principali delle auto elettriche di Tesla è l’Autopilot, cioè una serie di sistemi di assistenza alla guida che rendono i viaggi molto più confortevoli e sicuri. L’azienda americana ha voluto sottolineare come ad oggi i proprietari di una Tesla abbiano guidato per 1 miliardo miglia con l’Autopilot attivo. Tesla dice che questo dato rappresenta il 10% del chilometraggio totale delle sue autovetture.

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Tesla ha rischiato di chiudere i battenti prima della fine di questo 2018

di Giulio Marangon
Tesla

Pur essendo sbarcata sul mercato italiano da pochissimo tempo, la Tesla Model 3 si è guadagnata già una buona fetta di utenza che la apprezza e la elogia per la sua linea accattivante e per le prestazioni al pari delle top di gamma dei competitors. Inizialmente non ci si spiegava la causa di questo ritardo […]

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Tesla, nuove funzionalità per il freddo in arrivo

di Filippo Vendrame

L’inverno sta arrivando velocemente e Tesla sta lavorando per offrire ai suoi clienti nuove funzionalità dedicate a questa stagione fredda. La società americana non è nuova ad offrire funzionalità specifiche per i clienti freddi. Lo scorso anno, per esempio, introdusse una nuova opzione che permetteva di riscaldare preventivamente la batteria prima di mettersi in viaggio. Come noto, le temperature fredde non fanno bene alle batterie delle auto elettriche che peggiorano la loro efficienza.

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Tesla vuole raddoppiare la rete dei Supercharger

di Filippo Vendrame

Elon Musk, CEO di Tesla, ha annunciato la volontà di voler raddoppiare il network dei Supercharger per riuscire a coprire con la sua rete di ricarica rapida il 95/100% della popolazione nei mercati in cui opera. Inoltre, la casa americana punta a rilasciare i primi Supercharger V3 all’inizio del prossimo anno. Trattasi, tutte, di notizie molto positive che dovrebbero permettere di azzerare o quasi l’ansia da ricarica di chi utilizza le auto elettriche americane. In realtà, però, Tesla è un po’ indietro con i piani di espansione della sua rete dei Supercharger e quindi l’annuncio deve essere anche visto come la volontà di recuperare il terreno perso.

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Nvidia DGX-2, la “GPU più grande al mondo”, è ancora più veloce

di Manolo De Agostini

Presentando il server DGX-2 alla GTC 2018, il CEO di Nvidia Jen-Hsun Huang lo definì senza mezzi termini “la GPU più grande al mondo“. Huang basava la sua affermazione sul fatto che all’interno del server erano presenti 16 potenti GPU Tesla V100 e un totale di 512 GB di memoria HBM2, che si presentavano al sistema host come un’unica grande GPU con spazio di memoria unificato. Una potenza di calcolo incredibile, usata per affrontare i carichi di lavoro del machine learning, ma non abbastanza secondo Nvidia.

Il sito Servethehome ha notato che Nvidia ha portato sul mercato, senza fargli troppa pubblicità, un nuovo modello del server chiamato DGX-2H. Questa nuova versione ha la stessa quantità di GPU, per un totale di 81.920 CUDA core e 10.240 Tensor core, ma l’azienda ha aumentato le prestazioni di uno step alzando il power limit delle GPU Tesla V100.

Nvidia aveva già aumentato il power limit di Tesla V100 da 300 a 350 watt al lancio di DGX-2. Ora l’azienda l’ha incrementato ulteriormente a 450 watt per GPU, passando al contempo a due processori Intel Xeon Platinum 8174 rispetto ai precedenti 8186, entrambi con 24 core ma con il modello 8174 capace di operare a 3,1 GHz. Questi cambiamenti portano la richiesta energetica del sistema da 10 a 12 kilowatt e le prestazioni da 2 a 2,1 petaflops.

Il miglioramento prestazionale a fronte del grande aumento del consumo energetico sembra contenuto, ma bisogna tenere presente che i vantaggi nel far lavorare le GPU a frequenze più alte possono avere un impatto maggiore su alcuni carichi di lavoro più che in altri, pertanto i test usati per rilevare le prestazioni potrebbero non quantificare completamente il vantaggio di avere a disposizione due kilowatt in più.

Maggiori consumi fanno immediatamente pensare anche a più calore, ma Nvidia non ha chiarito se il sistema di raffreddamento sia stato migliorato per far fronte alle nuove specifiche. A ogni modo, la scelta di spingere la curva di tensione / frequenza più in alto per ottenere più prestazioni dalle sue GPU è uno dei pochi passaggi rimasti per aumentare le prestazioni in un design ormai maturo.

Il prossimo passo sarà quello di presentare una nuova architettura, e non dovrebbe essere Turing. La sensazione è che Nvidia abbia ormai intrapreso il cammino di realizzare architetture specializzate (ma con alcuni elementi comuni) per i differenti mercati in cui opera. Il server DGX-2 è venduto a circa 400.000 dollari, e al momento non è chiaro quanto costi la versione DGX-2H, anche se per noi comuni mortali non è che faccia molta differenza. Certe cose meglio non saperle…

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Crolla il titolo Nvidia, colpa d’inventario e criptovalute. I conti però sono in salute

di Manolo De Agostini

Nonostante un fatturato di 3,18 miliardi di dollari, in crescita del 21% sull’anno passato, il titolo Nvidia è crollato nelle contrattazioni borsistiche after hours di oltre il 17%. A scontentare Wall Street sono le stime per il quarto trimestre, che si fermano a 2,7 miliardi (più o meno il 2%), ben al di sotto del consensus degli analisti pari a 3,4 miliardi.

“I nostri risultati a breve termine riflettono l’eccesso d’inventario nel canale che è rimasto dopo il boom delle criptovalute“, ha spiegato l’amministratore delegato e presidente Jen-Hsun Haung. “I postumi della sbornia dal criptovalute sono durati più a lungo di quanto ci aspettassimo”, ha aggiunto il CEO. “Pensavamo di aver fatto un lavoro migliore nella gestione delle dinamiche legate alle criptovalute”.

È un po’ quello che è successo anche alla rivale AMD, anch’essa alle prese con il crollo delle vendite di GPU ai miner di criptovalute e il conseguente eccesso d’inventario. Mal di pancia degli analisti a parte, Nvidia è un’azienda più che in salute, che sta correndo a ritmi vertiginosi da molti anni sulla scia della diffusione del gaming e l’uso delle GPU nei datacenter. Nel terzo trimestre fiscale 2019 l’azienda ha mantenuto un margine lordo del 60,4%, registrato un utile operativo di 1,05 miliardi e uno netto di 1,23 miliardi.

“L’intelligenza artificiale sta avanzando a un ritmo incredibile in tutto il mondo, con vendite record per le nostre piattaforme datacenter”, ha affermato Huang. “L’introduzione delle GPU di Turing rappresenta un passo gigantesco per la grafica e l’intelligenza artificiale, grazie alla magia del ray tracing in tempo reale nei giochi e al più grande miglioramento generazionale delle prestazioni che abbiamo mai realizzato”.

Nvidia ha raggiunto vendite record nel comparto della grafica professionale, in quello dei datacenter e nell’automotive. Piccola frenata sul trimestre precedente invece in ambito gaming, in un periodo che ha visto l’introduzione delle nuove schede video GeForce RTX Turing. Diversi appassionati hanno posticipato la loro decisione di acquisto, in più ci sono state difficoltà a smaltire le scorte di soluzioni Pascal – problema che secondo Nvidia sarà corretto “in un trimestre o due”.

Risultati finanziari Q3 2019 fiscale
Q3 2019 Q2 2018 Q3 2018 Trimestre su trimestre Anno su anno
Fatturato 3,18 miliardi 3,12 miliardi 2,63 miliardi +2% +21%
Margine lordo 60,4% 63,3% 59,5% -2,9% +0,9%
Utile operativo 1,05 miliardi 1,15 miliardi 895 milioni -9% +18%
Utile netto 1,23 miliardi 1,1 miliardi 838 milioni +12% +47%

Secondo l’azienda il calo del fatturato gaming è però dovuto al declino stagionale della vendita di SoC per Nintendo Switch, che non è stato del tutto compensato dalle vendite di GPU Turing (particolarmente costose) e notebook con tecnologia Max-Q. La piattaforma Gaming ha quindi fatto segnare un fatturato di 1,76 miliardi, in crescita del 13% sullo scorso anno ma in calo del 2% sul secondo trimestre.

La divisione Professional Visualization ha raggiunto i 305 milioni di dollari, crescendo del 28% sull’anno passato e del 9% sul trimestre scorso grazie a buone vendite di workstation desktop e mobile. Il comparto Datacenter è senza dubbio il secondo per importanza in casa Nvidia, con una crescita del 58% sugli stessi tre mesi dell’anno precedente legata ai prodotti Tesla V100 e ai sistemi DGX, con un contributo anche di Tesla T4. Per quanto riguarda l’Automotive, l’azienda ha registrato vendite per 172 milioni, in aumento del 19%.

Risultati finanziari Q3 2019 fiscale
Q3 2019 Q2 2018 Q3 2018 Trimestre su trimestre Anno su anno
Gaming 1,76 miliardi 1,8 miliardi 1,56 miliardi -2,3% +13%
Professional Visualization 305 milioni 281 milioni 239 milioni +8,5% +27,6%
Datacenter 792 milioni 760 milioni 501 milioni +4,2% +58,1%
Automotive 172 milioni 161 milioni 144 milioni +6,8% +19,4%
OEM & IP 148 milioni 116 milioni 191 milioni +27,6% -22,6%

Nei conti c’è anche la voce OEM & IP, legata agli accordi di licenza, ma in cui per alcuni trimestri è confluita una buona fetta dei ricavi derivanti dalla vendita di GPU al settore del mining di criptovalute. Il fatturato di tale “divisione” è sceso del 23%, proprio per quella che Nvidia ha definito “l’assenza di un mercato del mining”.

Nel complesso il business delle GPU di Nvidia è cresciuto del 25% a 2,77 miliardi, mentre quello dei chip Tegra è sceso del 3% a 407 milioni (come scritto hanno pesato le minori vendite di chip per la console Nintendo Switch).

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Tesla porta in Europa la Model 3 con standard di ricarica veloce CCS

di Alessandro Crea

La Model 3 sbarca in Europa. Tesla ha infatti comunicato ai proprietari dei propri showroom che l’auto elettrica “economica” della casa sarà messa in esposizione già a partire da questa settimana, anche se poi sarà effettivamente acquistabile solo nel 2019. Da quanto emerso finora sul Web si parla degli autosaloni di Spagna, Francia, Norvegia, Germania, Belgio, Portogallo, Svizzera, Austria, Olanda e Italia, ma le nazioni interessate potrebbero essere di più.

Quando sarà effettivamente disponibile all’acquisto nel Vecchio Continente, la Model 3 sarà inoltre dotata della presa standard di ricarica ultra-veloce europeo CCS (Combined Charging System) Combo 2, sistema per altro già adottato da Fiat-Chrysler, Hyundai, BMW, Gruppo Volkswagen, Ford e Daimler.

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Questo consentirà quindi alle Model 3 di effettuare la ricarica anche presso le reti di terze parti, molto diffuse nel nostro continente. Al momento infatti la rete CCS conta 5488 postazioni di ricarica, di cui 4921 aperte 24/7. La rete proprietaria Tesla Supercharger invece è molto meno diffusa in Europa – attualmente si parla infatti di 1359 stazioni, per un totale di 11234 paline.

Le postazioni europee di tipo CCS inoltre erogano ben 350 kW assicurando quindi tempi di ricarica assai contenuti, mentre le Tesla si fermano a 120 kW. Tesla infine ha reintrodotto il pagamento della ricarica per i propri clienti, circa 24 centesimi di euro al kW.

Photo credit - ifeelstock/depositphotos.com

Anche i proprietari di Model X e Model S potranno utilizzare le stazioni di ricarica di terze parti, ma in questo caso sarà necessario utilizzare un adattatore. Più difficile invece il contrario: Tesla infatti ha fatto sapere che adatterà tutte le proprie stazioni allo standard CCS prima che la Model 3 sia in commercio, ma al momento, nonostante alcuni dialoghi preliminari con altre case automobilistiche, non si è giunti a nulla di concreto e dunque non è possibile ricaricare un’automobile di altro produttore presso una stazione Supercharger, CCS o no.

L’Italia purtroppo è un caso a sé stante, perché all’interno dell’Unione Europea è la nazione con meno postazioni di ricarica, sia di un tipo che dell’altro, fatta eccezione per i Paesi dell’Est, che sono ancora più indietro.

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Tesla Model 3 supporterà lo standard CCS Combo 2

di Filippo Vendrame

Buone notizie per tutti gli Europei che hanno prenotato la Tesla Model 3. La società americana, infatti, ha ufficializzato che la sua piccola auto elettrica, in Europa, supporterà lo standard per la ricarica in corrente continua CCS Combo 2. Trattasi della notizia che molti fan del brand americano attendevano. L’Europa da tempo ha scelto lo standard CCS come quello ufficiale per le ricariche rapide in corrente continua. L’auspicio era, quindi, che Tesla si adattasse e offrisse il supporto a questo standard sulle sue Model 3.

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Tesla Model 3 disponibile anche in Italia

di Lorenzo Spada
Tesla Model 3

Nonostante la grande attenzione che noi italiani abbiamo rivolto verso Tesla e la sua auto già famosa Model 3, fino a ora potuto osservarla solo “col web“, dal momento che non è mai stata resa disponibile nel Bel Paese . Ebbene, finalmente questa limitazione non c’è più, con la Tesla Model 3 disponibile anche in Italia. […]

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Tesla T4, adozione da record. Nvidia gongola e Google la porta sul cloud

di Manolo De Agostini

Grande successo per la Tesla T4, la soluzione di Nvidia basata su architettura Turing pensata per il mondo del deep learning. L’azienda ha annunciato nel corso del Supercomputing 2018 che la scheda acceleratrice ha ricevuto “la più rapida adozione di qualsiasi GPU server“. A due mesi dal debutto la T4 è a bordo di 57 progetti di server differenti dei principali produttori (Dell EMC, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Lenovo e Supermicro) e ora è disponibile anche via cloud, grazie a Google Cloud Platform.

“Non abbiamo mai visto un’adozione così rapida di un processore per datacenter”, ha dichiarato Ian Buck, vicepresidente e direttore generale per l’Accelerated Computing di Nvidia. “A soli 60 giorni dal lancio, la T4 è disponibile nel cloud ed è supportata da una rete mondiale di produttori di server. T4 offre ai cloud pubblici e privati ​​le prestazioni e l’efficienza necessarie per carichi di elaborazione intensivi su vasta scala”.

La T4 può accelerare diversi carichi cloud, tra cui high performance computing, allenamento e inferenza nell’ambito del deep learning, machine learning, data analytics e grafica. Specifiche alla mano, la Tesla T4 è dotata di una GPU con 2560 CUDA core e 320 Tensor core. Nel die sono presenti anche diverse unità RT core.

“La visualizzazione in tempo reale e l’inferenza online richiedono una bassa latenza. Siamo lieti di collaborare con Nvidia per offrire il supporto alla GPU T4 ai clienti di Google Cloud”, ha affermato Damion Heredia, senior director of Product Management di Google Cloud. “Le GPU Nvidia T4 per Google Cloud offrono una piattaforma altamente scalabile, conveniente e a bassa latenza per i nostri clienti. Le funzionalità di rete di Google Cloud insieme alla Tesla T4 consentono ai clienti di innovare in nuovi modi, velocizzando le applicazioni e riducendo i costi”. I clienti interessati possono sottoscrivere il programma ad accesso anticipato di Google Cloud.

La T4 si presenta in un design a basso profilo, con un TDP all’incirca di 70/75 watt e può essere inserita in qualsiasi server standard o design hyperscale che segue i dettami dell’Open Compute Project. I server possono spaziare da una singola GPU T4 fino 20 GPU in singolo nodo. Per quanto concerne le prestazioni, la scheda raggiunge 8,1 TFLOPs con calcoli FP32 (la precedente P4 raggiunge 5,5 TFLOPs), 65 TFLOPs in FP16, 130 TOPs con calcoli INT8 (22 TOPS per la Tesla P4) e 260 TOPs con quelli INT4.

Secondo Nvidia, per i carichi di inferenza legati alle AI “un server con due GPU T4 può rimpiazzare i server formati da 54 CPU. Per l’allenamento delle AI, un server con due GPU T4 può sostituire nove server dual-socket composti da sole CPU”.

Parallelamente a questo annuncio, Nvidia ha sottolineato la sua presenza nella classifica TOP500 dei supercomputer, di cui vi abbiamo parlato ieri. In un anno il numero di sistemi con acceleratori Nvidia è cresciuto del 48%, salendo da 86 a 127 unità, tre volte in più rispetto a cinque anni fa. L’azienda ha rimarcato la presenza all’interno di Summit e Sierra, i due supercomputer più veloci al mondo, ma anche la presenza in 22 dei 25 sistemi più efficienti al mondo.

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Tesla Supercharger ora a pagamento per tutte le vetture dell’azienda

di Leonardo Zannini
Se si vuole diventare clienti Tesla ora bisogna fare i conti con una grande mancanza, quella dei Supercharger gratuiti, un grande servizio che Tesla ha ormai abbandonato completamente in quanto insostenibile economicamente. Anche i clienti leggi di più...

Tesla: i nuovi clienti pagano le colonnine di ricarica

di Tommaso Giacomelli

Rivoluzione in casa Tesla: dal 2 novembre i nuovi clienti non beneficeranno più dei Supercharger gratuiti garantiti dalla Casa Californiana, così le ricariche saranno a pagamento.

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Tesla Model 3 Performance riceve la Track Mode e batte in pista la Ferrari 458

di Thierry Vaccher
La compagnia di auto elettriche di Palo Alto, Tesla, ha introdotto una nuova funzione che permetterà alla Model 3 Performance, la versione con motore doppio e la più potente della sua gamma, di ottenere il leggi di più...

Tesla, arriva il Track Mode per la Model 3

di Filippo Vendrame

Tesla ha reso ancora più performante la sua Model 3, almeno la versione Performance. La società di Elon Musk, infatti, ha iniziato il rollout della funzione “Track Mode” che permette di esaltare le prestazioni dell’auto migliorando la velocità e la tenuta di strada. Trattasi di una modalità di guida espressamente pensata per la pista e non da utilizzarsi sulle strade normali. Il Track Mode è un’innovazione esclusivamente software che modifica il comportamento dell’auto.

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Tesla Model 3, col track mode vola in pista e fa meglio di una Ferrari

di Alessandro Crea

Che le auto elettriche abbiano un’accelerazione bruciante e, spesso velocità di punta elevate, non è un segreto, ma credereste al fatto che in pista una Tesla Model 3 possa aver fatto segnare un tempo inferiore a quello di una Ferrari? È successo davvero invece, su una pista vicino Los Angeles, dove una Model 3 con la nuova modalità Track attiva ha fatto segnare un tempo di 1:21.49, 41 decimi di secondo in meno rispetto all’1:22.30 ottenuto da una Ferrari 458 del 2011.

Ma che cos’è la nuova modalità Track e come funziona? Si tratta di una funzione software sviluppata dai tecnici Tesla e pensata esclusivamente proprio per l’uso in pista e su circuiti chiusi, che fondamentalmente cambia il bilanciamento dell’auto istantaneamente, aiutandola a ottenere inserimenti e uscite perfette in curva, diminuendo al minimo perdita di trazione e quindi velocità.

In pratica, come spiegano sul blog ufficiale Tesla, normalmente un motore a combustione interna trasferisce la coppia alle ruote, anteriori o posteriori a seconda del tipo di trazione adottato dall’automobile. Questo influisce negativamente sul comportamento delle vetture in curva, che possono manifestare sovrasterzo, ovvero tendenza a chiudere maggiormente la traiettoria rispetto a quella ideale, o sottosterzo, ossia tendenza a non chiuderla abbastanza. In entrambi i casi dunque le automobili normali tendono a perdere aderenza, costringendo il pilota a compensare la traiettoria per correggerla o, nel caso delle automobili di serie, a bloccare alcune delle ruote tramite i freni grazie ai sistemi automatici di controllo della trazione.

Questa soluzione non piace però a Tesla, che ha implementato invece una propria soluzione chiamata Vehicle Dynamics Controller che si avvantaggia delle caratteristiche peculiari dei motori elettrici e sostanzialmente anziché bloccare le ruote per compensare sottosterzo o sovrasterzo trasferisce in maniera istantanea e dinamica la coppia a uno dei due motori che azionano le ruote, consentendo così un controllo perfetto dell’inserimento e dell’uscita dalle curve. Il Track mode dunque sfrutta il Vehicle Dynamics Controller e ne estremizza il comportamento, potendo trasferire con elevatissima precisione fino al 100% della coppia all’uno o all’altro assale. Una soluzione, che, a quanto pare, funziona.

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