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Sospensione bollo auto per Coronavirus: le Regioni coinvolte

di Raffaele Dambra

Sospensione bollo auto

Alcune regioni hanno disposto la sospensione del bollo auto a causa dell'emergenza Coronavirus. Il pagamento è differito di tre o quattro mesi

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Bollo auto non pagato: le cartelle si possono annullare fino a 1000 euro

di Donato D'Ambrosi

Bollo auto condono

Si possono condonare cartelle esattoriali per bollo auto non pagato o addirittura annullarle? La risposta è si ma solo in base all’anno di accertamento del mancato pagamento del bollo e della notifica. Lo stabilisce una sentenza della Commissione tributaria allargando la cosiddetta Pace fiscale, cioè il condono delle cartelle esattoriali fino a 1000 euro, anche al bollo auto non pagato. Ecco cosa fare o non fare per annullare i debiti per bollo auto non pagato.

LA TASSA AUTO COME TUTTI I DEBITI FINO A 1000 EURO

Il debito del bollo auto non pagato per diversi anni, poi richiesto dal creditore (la Regione) con una cartella esattoriale, si può annullare. Il caso nasce da un contenzioso tra la Regione Marche e un automobilista che ha portato alla pronunciata sentenza della Commissione tributaria. La decisione della Corte si fonda sulla natura del debito e del creditore che non esclude le cartelle esattoriali sulla tassa automobilistica non pagata. In prima battuta la Regione aveva anche fatto ricorso basato sull’illegittimità del decreto legge 119/2018.

ANNULLAMENTO MANCATO PAGAMENTO DEL BOLLO

La sentenza n.692 del 16 settembre della Commissione tributaria regionale delle Marche sull’ esazione del bollo auto non pagato è molto simile a quanto stabilito dalla Cassazione su una cartella esattoriale per Canone TV. Si basa sull’articolo 4 della cosiddetta Pace fiscale per debiti fino a 1000 euro affidati agli agenti di riscossione da gennaio 2000 a dicembre 2010. L’estinzione dei singoli carichi debitori va estesa quindi in generale anche ai debiti per bollo auto non pagato iscritti a ruolo fino all’importo previsto dalla legge, come riporta Il Sole 24 Ore.

COSA DEVE FARE L’AUTOMOBILISTA PER ESTINGUERE IL DEBITO BOLLO

Un ulteriore dettaglio che costituisce un precedente deriva dall’estinzione automatica del credito vantato dalla Regione sul bollo auto non pagato. Il fatto che l’automobilista non si sia costituito in giudizio contro il ricorso, non esclude l’applicazione dell’estinzione del debito per mancato pagamento della tassa auto. Quindi l’estinzione del debito avviene d’ufficio. Bisogna anche considerare che, essendo il bollo auto una tassa regionale, il conflitto tra Stato e Regione prospetta contenziosi a macchia di leopardo.

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I Paesi europei dove non si pagano tasse auto sulla CO2

di Donato D'Ambrosi

Acquistare un’auto senza pagare troppe tasse è l’obiettivo di chi compra e importa auto dall’estero, nuove o usate in base alla convenienza per rivenderle. Ti starai chiedendo “quali sono i Paesi dove si pagano meno tasse sull’auto?” Forse non sai che oltre all’IVA, in molti Paesi europei esiste l’ecotassa sulla CO2 emessa, che si paga fin dall’acquisto. Esattamente come la tassa da 1.100 a 2500 euro che si paga in Italia sull’immatricolazione delle auto oltre 160 g/km di CO2. In Europa però l’ecotassa sulla CO2 non è standard ma si applica diversamente tra i Paesi su auto nuova, auto di proprietà e auto aziendali. Ecco i Paesi dove le tasse auto sulla CO2 pesano di più e i 6 Paesi d’Europa dove non si pagano tasse.

DOVE L’ECOTASSA SULLA CO2 SI PAGA SOLO ALL’ACQUISTO

L’ecotassa sulle auto nuove in vigore dal 1 marzo 2019 ha scatenato malcontenti e critiche in Italia. Ma guardando cosa succede in Europa si scopre che l’Italia è tra i Paesi che – almeno sulla CO2, tartassano meno gli automobilisti. Se stai pensando di comprare un’auto nuova all’estero ecco in quali Paesi la scelta di un modello più “inquinante” potrebbe costare di più. Oltre all’Italia, l’ecotassa sulla CO2 esclusivamente all’atto dell’immatricolazione si paga anche in Romania, Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca.

DOVE L’ECOTASSA DIVENTA UN COSTO DI PROPRIETA’

Ci sono poi altri Paesi dell’Unione Europea che fanno della CO2 una voce fissa dei costi auto. Le emissioni sulla CO2 così si trasformano in un costo di proprietà in Belgio, Cipro, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Malta, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. In questi Paesi si paga l’ecotassa sia sulla proprietà sia all’immatricolazione del veicolo. Fanno eccezione invece Germania, Lettonia e Lussemburgo, dove l’ecotassa sulla CO2 pesa solo sui costi di proprietà dell’auto. Le auto aziendali sono una categoria di veicoli in alcuni Paesi “privilegiata” in fatto di tasse. In altri, come Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia e Regno Unito non sfuggono all’ecotassa sulla CO2. Ma quali sono i Paesi in cui la CO2 non ha effetti sui costi dell’auto?

I PAESI DOVE NON SI PAGANO TASSE SULLA CO2

Sono 6 i Paesi dove non si pagano tasse sulla CO2, come si vede dall’infografica ACEA (l’associazione dei Costruttori di autoveicoli) qui sopra. Si tratta di Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lituania, Polonia e Slovacchia. Se è vero che in alcuni Paesi la CO2 non si trasforma in una tassa all’acquisto o di proprietà, non è detto che complessivamente i costi auto totali siano più bassi dove ci sono numericamente più imposte da pagare.

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Auto storiche: bollo ridotto del 50%, il Veneto amplia la platea dei beneficiari

di Raffaele Dambra

Auto storiche bollo ridotto

Buone notizie per gli appassionati veneti di auto storiche: bollo ridotto del 50% non solo per i proprietari dei veicoli con immatricolazione tra i 20 e i 29 anni fa che ne hanno registrato la certificazione di storicità entro la scadenza, prevista il 31 gennaio di quest’anno. Ma anche per coloro che hanno assolto agli obblighi necessari per ottenerla entro il successivo 2 marzo. Lo ha deciso la Giunta Regionale del Veneto, recependo le nuove direttive del MEF in cui vengono riconsiderati i termini di registrazione delle auto storiche ai fini della riduzione del 50% della specifica tassa automobilistica.

AUTO STORICHE, BOLLO RIDOTTO IN VENETO: LA DECISIONE DELLA GIUNTA

“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con l’ultima Legge di Bilancio ha finalmente dato segni di apertura in materia”, ha spiegato Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto, “dando una risposta alle richieste delle Regioni che chiedevano uniformità di interpretazioni su tutto il territorio”. Come ricorderete il Governo ha ripristinato, sebbene solo per il 50%, la riduzione del bollo per tutti i veicoli riconosciuti di interesse storico e collezionistico. Tuttavia per l’accesso al beneficio prevede nuovi requisiti mai richiesti in passato, che hanno messo un po’ in difficoltà sia i contribuenti che gli uffici della Motorizzazione Civile e degli altri enti interessati. Col risultato che per far fronte alle richieste di centinaia di aventi diritto, molti non hanno potuto rispettare la scadenza fissata al 31 gennaio 2019. Un disguido a cui il Veneto ha voluto prontamente porre rimedio.

VENETO: BOLLO RIDOTTO DEL 50% ANCHE PER I RITARDATARI

“Noi abbiamo subito recepito le indicazioni per restituire ai proprietari interessati un po’ di respiro fiscale”, ha precisato infatti Forcolin, “E adesso ci siamo anche adeguati alle linee guida del MEF che hanno riconosciuto la necessità di tempi maggiori per assolvere gli obblighi di registrazione della storicità nella carta di circolazione, estendendo il termine di 60 giorni oltre la prima scadenza del 31 gennaio”. Ciò significa che i proprietari di auto storiche che risultano aver assolto, entro 60 giorni dalla novità legislativa (quindi entro il 2 marzo), agli adempimenti per ottenere la documentazione prescritta, possono ottenere la riduzione sul bollo per l’anno di imposta 2019 anche se non sono stati in grado di ottenerla nei tempi della data prevista originariamente.

BOLLO AUTO STORICHE IN VENETO: PREVISTO ANCHE UN RIMBORSO

Ma non solo. La delibera della Giunta Regionale prevede anche che coloro che hanno già pagato per intero l’imposta riferita all’anno in corso, pur avendo ottenuto la registrazione di storicità sul libretto di circolazione del proprio veicolo prima del 2 marzo, possono richiedere il rimborso della parte eccedente o la compensazione con un altro anno di pagamento alla Direzione Finanza e Tributi della Regione Veneto.

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