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Metano al Self: pubblicato il Decreto sul rifornimento con la “Patente”

di Donato D'Ambrosi

Dopo una serie di ritardi rispetto all’Europa è finalmente stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che predispone le modalità per il rifornimento del metano in Self Service. Una novità attesa in Italia di cui vi abbiamo anticipato qui estratti della bozza che renderà felici gli automobilisti “metanizzati” e i gestori delle flotte, poiché si potrà fare rifornimento oltre l’orario di esercizio (anche di notte) ma con non poche condizioni. Il decreto, infatti, da una parte dà la facoltà (non l’obbligo) ai distributori di adeguare l’impianto per il rifornimento dei consumatori in autonomia. Dall’altra però stabilisce dei paletti sulla formazione degli automobilisti e la responsabilità in caso di negligenze o false dichiarazioni. Ecco cosa dice il decreto sul metano al Self Service e quali potrebbero essere le criticità per gestori e automobilisti.

IL SELF SERVICE SARA’ FACOLTATIVO

Il Decreto sul rifornimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.67 del 20 marzo 2019, entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo a tale data. La parte più rilevante per i gestori riguarda cosa devono fare per consentire il rifornimento di metano. Quella che interessa gli automobilisti invece obblighi e responsabilità per poter fare metano, ma di questo ne parliamo più avanti. Partendo dalle disposizioni tecniche per i gestori, bisogna sottolineare che le novità non costituiscono un obbligo di adeguamento, e forse è un bene. Perché da un lato il numero di auto circolanti a metano è passato da 911.246 a 926.704 tra il 2016 e il 2017 secondo il report dell’Osservatorio ACI. Dall’altro si stanno rimescolando le carte sulle le immatricolazioni di auto nuove a metano in Europa con numeri altalenanti. E poi non si può sottovalutare anche la proposta di auto nuove dei Costruttori, che vede il passaggio recente del testimone da Fiat a Volkswagen nella classifica delle vendite.

GLI OBBLIGHI (FACOLTATIVI) DEI GESTORI

I gestori però che volessero aggiornare gli impianti offrendo anche il metano in modalità Selfservice dovranno rispettare non pochi obblighi. Molti, soprattutto riguardo alla formazione dei clienti non ancora chiari dal punto di vista dei costi. Conoscerli anche per gli automobilisti è un vantaggio poiché aiuterà a capire in pochi istanti se ci si trova in un distributore dotato di self service:

1) I gestori potranno predisporre il rifornimento in impianti a multi erogazione di diversi prodotti, ma non deve essere possibili rifornire più carburanti sulla stessa auto.
2) I gestori dovranno attivare un sistema di videosorveglianza e di una linea di chiamata di emergenza tramite pulsante collegata a un centralino. Il centralino deve essere presidiato da un addetto specializzato a rispondere alle possibili emergenze che si possono verificare.
3) Oltre alle varie disposizioni tecniche di sicurezza devono esserci chiare indicazioni visive su cosa l’automobilista può fare, come deve farlo e cosa non può fare, almeno in italiano e inglese, sia riguardo al rifornimento sia riguardo alla messa in sicurezza.
4) Il corso di istruzione agli utenti, propedeutico per ottenere la “licenza al self” a carico del Gestore, in alternativa ai video tutorial.

IL CORSO E LA LICENZA PER GLI AUTOMOBILISTI

E con il corso obbligatorio dell’utente per poter accedere al rifornimento  quando la pompa non è presidiata, entriamo nel vivo degli obblighi degli automobilisti. L’utente infatti deve seguire un corso organizzato dal Gestore o tramite un tutorial video che spiega come utilizzare il distributore in self service ma senza alcuna prova finale. Basta semplicemente registrarsi su un portale (che sarà attivato dal Ministero) e con una serie di autocertificazioni entra in possesso della Card elettronica per attivare la pompa e della Licenza sul rifornimento del metano in Self. L’utente infatti:

1) Dovrà dichiarare di essere stato adeguatamente istruito sulle modalità di effettuazione del rifornimento self-service e dei rischi connessi,sulle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamento da tenere incaso di emergenza.
2) Dovrà dichiarare che i veicoli destinati al rifornimento devono essere in possesso dei requisiti per la circolazione nel rispetto delle disposizioni vigenti, compresi gli aspetti relativi all’omologazione delle bombole installate e alle relative verifiche periodiche, assumendosi ogni responsabilita’ in merito al corretto uso di tale sistema di rifornimento.

IL RISCHIO DI AIUTARE AUTOMOBILISTI INESPERTI

Ora se consideriamo l’impegno in termini di costi e organizzazione per un Gestore a offrire i corsi per gli utenti, è prevedibile che la maggior parte degli automobilisti si orienterà sui tutorial online, se e quando saranno disponibili. E viene da pensare che, con queste previsioni, non pochi automobilisti potrebbero non essere così precisi sulla legalità dell’impianto e sull’osservanza dei termini di collaudo delle bombole. Inoltre, il divieto di rifornire altri utenti che non siano già stati abilitati può esporre gli automobilisti con licenza al rischio di rifornire auto illegalmente. Non è raro infatti trovarsi davanti il vicino di pompa che chiede aiuto e prodigarsi pensando di fare la cosa giusta. Ma vedremo come il Ministero limiterà i rischi attraverso tutorial chiari e, soprattutto, attività di controllo per prevenire incidenti.

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42 mila patenti ritirate nel 2018 dalla Polizia

di Antonio Elia Migliozzi

Tempo di resoconti sullo stato di sicurezza delle strade italiane. Le forze dell’ordine tracciano il bilancio delle azioni condotte nel 2018 ed emergono luci ed ombre. A colpire è certamente il numero delle patenti ritirate; lo scorso anno sono state oltre 42mila. Nei fatti il 2018 ha visto crescere il numero degli incidenti stradali che hanno registrato un preoccupante +1,2%. Se le strade italiane sono meno sicure è sicuramente colpa di cellulari, alcol e droga. Nonostante lo scorso anno siano stati scomputati dalle patenti dei driver italiani oltre 2 milioni di punti per le varie infrazioni, alcuni vizi sono duri a morire. Se la Puglia è maglia rosa alla Lombardia spetta quella nera. Vediamo i dettagli.

NUMERI ALLA MANO Lo scorso anno sono oltre 42.000 le patenti ritirate dalle Autorità di polizia in Italia. I controlli congiunti di Polizia, Carabinieri e Polizia locale non sono comunque riusciti a debellare alcuni annosi vizi degli automobilisti italiani. Utilizzo del cellulare al volante, uso di sostanze stupefacenti o abuso di alcol continuano a rappresentare una seria minaccia al volante, rendendo particolarmente insicure le strade italiane. Ecco allora che l’altrui irresponsabilità mette in serio pericolo la vita di tanti automobilisti onesti e corretti anche per gli automobilisti modello, spesso vittime innocenti dell’incoscienza altrui. All’elevato numero di patenti ritirate si aggiungono i ben 2 milioni di punti sottratti. I numeri, quindi, sono tutt’altro che positivi ma qualche speranza arriva sul fronte sicurezza nel settore automotive (Leggi guida con il cellulare arriva la sospensione immediata della patente).

TREND NEGATIVO Il 2018 ha, purtroppo, fatto registrare un aumento di incidenti rispetto all’anno precedente (+1,2 %) ma a calare è stato il numero delle vittime. Sebbene la riduzione non sia stata significativa ne deve essere attribuito merito anche alle accresciute dotazioni di sicurezza, attiva e passiva, presenti sulle moderne vetture in commercio. A questo seppur timido spiraglio rispetto al passato si aggiungono annosi problemi. Le principali violazioni del codice stradale si confermano le più pericolose alla guida. Uso del cellulare alla guida, assunzione di sostanze stupefacenti e abuso di alcol si confermano difficili da debellare nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione intraprese anche in età scolare (Leggi il 40% degli automobilisti italiani non supererebbe l’esame teorico).

LA CLASSIFICA I dati relativi alle infrazioni del 2018 ci permettono di tracciare anche una cartina dell’Italia al volante. Dal canto loro gli automobilisti pugliesi conquistano il primo posto essendo i più prudenti su strada. Cartina geografica alla mano i meno attenti alla guida sono i driver lombardi. Eppure l’inglorioso primato per la scarsa attenzione al volante è condiviso anche con Lazio e l’Umbria. Purtroppo le cose non vanno molto meglio in Piemonte e Val d’Aosta. Come detto rispetto delle regole e scarsa incidentalità sono valsi agli automobilisti pugliesi il primato nazionale, ma nella categoria dei migliori troviamo, rispettivamente in seconda ed in terza posizione, siciliani ed abruzzesi. Giù dal podio i, e precisamente al quarto posto, i molisani.

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