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Auto per neopatentati: il 35% dei rivenditori impreparato sulla sicurezza

di Donato D'Ambrosi

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Le auto per neopatentati sono sempre più dotate di sistemi di sicurezza che fanno felici i genitori, peccato che pochi rivenditori sono adeguatamente preparati

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ESC sulle auto: 500 mila incidenti evitati in 25 anni

di Donato D'Ambrosi

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Auto a Guida Autonoma nel mondo: i Paesi pro e contro la tecnologia

di Donato D'Ambrosi

Tra i Paesi pro e contro le auto senza conducente l’Asia può avere un ruolo chiave: il sondaggio tra 15 Paesi sulle auto a guida autonoma nel mondo

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Come attivare la funzione ‘Non disturbare alla guida’ su iPhone

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Audi, annuncio shock: addio alla guida autonoma di livello 3

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Incidente con animali selvatici: gli ADAS possono davvero evitarlo?

di Donato D'Ambrosi

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Guida autonoma, al via i test di UPS presso l’HUB di Londra

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UPS avvia i test a Londra sui veicoli elettrici a guida autonoma che non hanno bisogno di ricarica

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Fino a che punto i sistemi ADAS riducono gli incidenti stradali e i feriti? Un’indagine mette a confronto incidenti stradali e sistemi di assistenza alla guida BMW

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I Fari automatici diventano obbligatori in Giappone da aprile 2020

di Donato D'Ambrosi

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Test AEB furgoni: la frenata automatica non è pronta all’obbligo 2022

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VEM Sistemi, le richieste principali per l’attivazione dello smart working

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Nel 2019 erano 570 mila i “lavoratori agili” in Italia: secondo quanto riporta uno studio condotto dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. Numeri, stando ai dati dell’Eurostat, al di sotto della media europea. Infatti, prima delle necessità scaturite dall’emergenza Coronavirus, solo una piccola percentuale di dipendenti aveva accesso ai sistemi IT da casa o […]

BMW Integral Active Steering: come funziona lo sterzo attivo

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Volkswagen Local Hazard Warning: come funziona il sistema C2X

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Dopo 6 anni Euro NCAP rilascia un nuovo “Advanced”, è al Volkswagen Local Hazard Warning: vediamo come funziona il sistema C2X di serie che rende l’auto connessa a tutto

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Trasportare più di 2 bambini in auto è possibile solo con alcuni modelli: ecco la lista delle auto 2020 per 3 seggiolini bimbi sul sedile posteriore

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10 errori da non fare con il seggiolino auto per bambini

di Redazione

1 genitore su 2 monta in modo errato il seggiolino in auto, ecco alcuni consigli ed errori da non fare con il seggiolino auto per bambini

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Test Fari auto 2020: solo 37 auto sono abbastanza sicure

di Donato D'Ambrosi

I fari auto sono tra i dispositivi di sicurezza più utili nella guida di notte o con poca luce, ma nei test fari auto dell’IIHS, solo poche auto hanno fari di serie efficienti. Per molte Case auto infatti i fari sono accessori extra per niente votati alla sicurezza di guida per tutti, a meno di pagarli a caro prezzo. Ecco quante auto illuminano efficacemente la strada con i fari standard di serie nei test IIHS.

1 INCIDENTE SU 2 CAUSATO DA FARI POCO EFFICACI

La qualità dei fari auto è molto seguita e valutata nei test indipendenti degli enti per la sicurezza delle auto. Negli Stati Uniti infatti circa il 50% di tutti gli incidenti mortali negli Stati Uniti si verificano al buio e più di un quarto si verifica su strade non illuminate. “I sedili in pelle e il tetto apribile sono belli, ma per evitare i pericoli sono necessari fari di alta qualità.”, ha dichiarato David Aylor, responsabile dei test di sicurezza attivi presso IIHS. Ecco perché dal 2020 IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha inasprito i criteri per l’assegnazione del premio Top Safety Pick + alle auto più sicure. I fari auto più prestazionali, che siano alogeni, xeno o a led, vedi in questo video le differenze, devono essere disponibili su tutte le versioni e non solo optional sugli allestimenti premium.

IL TEST SUI FARI AUTO DELL’IIHS

L’IIHS testa i fari auto valutando il fascio luminoso durante la guida su strada dritta o nelle curve, sia con fari anabbaglianti sia con gli abbaglianti. Quanta luce devono emettere i fari auto per essere sicuri? Su strada diritta, gli anabbaglianti di buona qualità illuminano il lato destro della strada fino a circa 100 metri. Nei test fari auto dell’IIHS, le luci meno performanti si sono fermate a circa 67 metri o anche meno. Poi ci sono i punti di penalità se i fari dell’auto creano abbagliamento alle auto che incrociano e i punti di bonus, se i fari adattivi passano automaticamente da abbaglianti ad anabbaglianti. Tra le auto testate dall’IIHS, solo 6 dei 156 modelli sono dotati di fari auto di buona qualità su tutta le versioni, che equivale a +7% rispetto ai modelli del 2019.

FARI AUTO OPTIONAL COSTOSI CHE POCHI COMPRANO

Il problema maggiore però è che le Case auto non adottano strategie efficaci nella diffusione dei fari auto più sicuri, per cui il viro di vite sull’ottenimento del Top Safety Pick +. “Cerchiamo di valutare tutti i fari offerti da ciascun produttore, ma a volte è difficile trovare alcuni sistemi opzionali di fascia alta presso i concessionari“, continua Aylor. “Se abbiamo difficoltà a trovarli per testarli, come possiamo aspettarci che i consumatori li trovino per l’acquisto?“. Ed ecco che vuoi per convenienza o per scarse informazioni sui fari optional, gli acquirenti ripiegano sui fari standard, con l’idea magari di montare lampadine più performanti come nel video qui sopra. Dei 37 modelli di auto con fari standard buoni o accettabili, solo 23 ottengono il premio Top Safety Pick +. Gli altri 14 – secondo IIHS – non sono all’altezza di altri criteri di resistenza agli urti o di collisione. E’ possibile spulciare le auto con i fari più sicuri tra quelle testate da IIHS che hanno ottenuto il titolo TopSafety Pick+.

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Bonus dispositivi anti abbandono: come registrarsi al portale

di Raffaele Dambra

Bonus dispositivi anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online la piattaforma bonuseggiolino.it su cui richiedere il bonus per i dispositivi anti abbandono introdotto dal MIT per agevolare l’acquisto dei congegni obbligatori. Il primo giorno, contrassegnato da enormi problemi di sovraccarico del server (non che oggi vada molto meglio), l’accesso al portale è stato riservato ai soli esercenti per accreditarsi ed essere inseriti in un apposito elenco consultabile sul sito. Mentre da venerdì 21 può accedervi anche chi deve acquistare il dispositivo anti abbandono e richiedere il bonus elettronico di 30 euro. Che va poi utilizzato esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma. Ricordiamo che il contributo è previsto anche per chi ha già fatto l’acquisto presso qualsiasi negoziante, facendone richiesta mediante apposita procedura.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: LE COSE DA SAPERE

Ci stiamo occupando da mesi dei dispositivi anti abbandono, visto che l’argomento riguarda milioni di famiglie. Abbiamo spiegato nel dettaglio le caratteristiche dei dispositivi in base alle direttive del Ministero, ci siamo posti il problema dell’omologazione dei seggiolini, abbiamo realizzato una guida all’acquisto con dettagli e prezzi e, successivamente, testato personalmente alcuni modelli. Ma non solo: abbiamo anche rassicurato i genitori sull’allarme Bluetooth e annunciato l’approvazione del bonus di 30 euro per alleggerire la spesa. E adesso siamo pronti a guidarvi nei meandri del portale per la richiesta del contributo. Non prima di aver ricordato che l’obbligo di montare un dispositivo anti abbandono quando si trasportano in auto bambini sotto i 4 anni è in vigore dallo scorso novembre. Con sanzioni sospese fino al 6 marzo 2020, quindi ci siamo quasi. Sanzioni che prevedono multe da 83 e 333 euro e -5 punti sulla patente.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: ACCESSO AL PORTALE

Come detto, l’indirizzo della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro sull’acquisto dei dispositivi anti abbandono è www.bonuseggiolino.it. Poiché le risorse messe a disposizione non coprono tutte le richieste e l’erogazione del contributo avviene in base all’ordine temporale fino a esaurimento dei fondi, è previsto un boom di domande nei primissimi giorni. Con inevitabili ricadute sul funzionamento del portale. In questa fase bisognerà armarsi di tanta pazienza. Premessa: per registrarsi alla piattaforma, e quindi per richiedere il bonus, è necessario avere le credenziali SPID (Sistema pubblico di identità digitale) che si possono ottenere collegandosi qui. Non è una procedura difficile: servono un indirizzo e-mail; il numero di cellulare; un documento di identità valido; la tessera sanitaria con il codice fiscale. Una volta ottenute le credenziali SPID si può tornare al portale per la richiesta del bonus.

PIATTAFORMA BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME REGISTRARSI

Nel sito bonuseggiolino.it c’è una sezione riservata agli esercenti (‘Area esercente’) per accreditarsi usando le credenziali di Fisconline/Entratel. È un passaggio importante perché dal 20 febbraio 2020 in poi il bonus può essere richiesto solo presso i negozianti (fisici e online) accreditati. Il cui elenco è consultabile sulla piattaforma (‘Dove usare i buoni‘). Mentre chi ha già acquistato il dispositivo prima del 20 febbraio può chiedere il rimborso di 30 euro anche se l’ha effettuato presso un esercente non presente nell’elenco. La sezione ‘Valida buono‘ è riservata sempre agli esercenti. E serve per inserire il codice del buono elettronico ricevuto da ciascun cliente, oltre al suo valore nominale, al fine di riscuotere il credito maturato.
La sezione specifica per i richiedenti si trova invece al centro dell’homepage ed è denominata ‘Richiedi bonus‘: una volta dentro bisogna inserire le credenziali SPID ottenute in precedenza e seguire la procedura guidata per completare la richiesta. Sulla piattaforma è presente un indirizzo email a cui chiedere eventualmente assistenza.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE

Le modalità di attribuzione del bonus per l’acquisto del dispositivo anti abbandono sono contenute nel Decreto 28/1/2020 del MIT. Che potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso Scarica PDF in fondo all’articolo. Vi riassumiamo qui i punti salienti:
– Il contributo è erogato mediante il rilascio di un buono di spesa elettronico, dotato di un codice identificativo, del valore nominale di 30 euro per l’acquisto del dispositivo anti abbandono associato al codice fiscale di un minore. Ciò significa che per ogni bambino sotto i 4 anni si può ottenere al massimo un bonus; ma p.es. una famiglia con tre bambini sotto i 4 anni può ottenerne tre. Il buono generato e non utilizzato entro trenta giorni dall’emissione è annullato e, nel caso, dev’essere richiesto nuovamente. Qualora il costo del dispositivo sia inferiore a 30 euro, il contributo è pari al costo sostenuto.
– La richiesta deve presentare, oltre ai dati identificativi del richiedente (uno dei genitori o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale), anche quelli del minore (nome, cognome e codice fiscale). Saranno effettuati rigidi controlli, soprattutto per accertare l’età del minore, mediante collegamento con l’anagrafe tributaria.
– Ribadiamo che per gli acquisti dei dispositivi anti abbandono effettuati in data antecedente al 20 febbraio 2020 è previsto un rimborso pari a 30 euro per ogni dispositivo acquistato. L’istanza di rimborso va richiesta entro 60 giorni dall’avvio della piattaforma. Allegando copia dei giustificativi di spesa, scontrino fiscale o fattura, attestanti l’acquisto del dispositivo anti abbandono. Se il giustificativo di spesa non riporta la specifica di acquisto ‘dispositivo anti abbandono’ (o simili), il richiedente deve produrre un’autocertificazione secondo il modello disponibile sulla piattaforma. I rimborsi avvengono mediante accredito della somma sul conto corrente intestato al richiedente.

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