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Oggi — 26 Marzo 2019RSS feeds

GDPR: i form precompilati non sono conformi

di Claudio Davide Ferrara

I form precompilati non hanno valore di consenso esplicito al trattamento dei dati, a sottolinearlo è l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea.

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GDPR: i form precompilati non sono conformi

di Claudio Davide Ferrara
I form precompilati non hanno valore di consenso esplicito al trattamento dei dati, a sottolinearlo è l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea. Leggi GDPR: i form precompilati non sono conformi
Ieri — 25 Marzo 2019RSS feeds

Un aggiornamento di ASUS è stato usato per diffondere un malware su Windows

di Lorenzo Spada
5 Peggiori malware Italia 2018

Lo scopo di un aggiornamento software è quello o di eliminare dei bug presenti nella precedente release oppure introdurre nuove funzionalità che rendano il tutto migliore. Fra gli obiettivi non c’è sicuramente il diffondere o comunque aiutare a diffondere dei malware. Purtroppo ciò è quanto avvenuto con un recente aggiornamento del software di gestione per […]

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Samsung Galaxy S10, S10+, S10e e A50 si aggiornano con miglioramenti a PowerShare e sensore di impronte

di Paolo Giorgetti

Samsung Galaxy S10, S10+, S10e e A50 stanno iniziando a ricevere in questo ore un nuovo aggiornamento software: i primi tre accolgono le patch di sicurezza di marzo e non solo, il quarto presenta miglioramenti al sensore di impronte.

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Comandi vocali o gestuali? Nel prossimo futuro lavoreranno insieme

di Valerio Boni

Ci sono innovazioni tecnologiche che più di altre cambiano il modo di guidare e alzano il livello della sicurezza. I comandi vocali di prima generazione, introdotti a partire dagli anni Novanta non rientravano in questa classifica, a causa della complessità del loro utilizzo. Offrivano, è vero, la possibilità di effettuare una serie di regolazione di servizi senza togliere le mani dal volante, ma il loro funzionamento era piuttosto complesso e il livello di aiuto all’automobilista molto limitato. Le prime applicazioni prevedevano un comando per attivare il dispositivo, oltre a una serie di comandi ben codificati per ottenere le regolazioni desiderate, quindi l’esatto opposto della semplicità necessaria per ottenere la sicurezza desiderata. Così, invece di evitare le distrazioni, i comandi vocali le generavano. A modificarne le logiche di funzionamento è stato l’avvento degli smartphone, pronti a ricevere richieste di ogni genere semplicemente con un richiamo codificato che apre la strada alle varie funzioni. La rivoluzione introdotta è paragonabile a quella che ha portato al passaggio dai computer con sistema operativo DOS ai primi Mac con mouse e icone.

LINGUE E DIALETTI NON SONO PIU’ UN OSTACOLO

Mettersi oggi alla guida di un’auto dotata di comandi vocali e interconnessa con il telefono del proprietario del veicolo è un’esperienza che introduce in un mondo che solo pochi anni fa era quello classico dei film di fantascienza. Le voci metalliche del passato sono un ricordo lontano, hanno lasciato il posto ad assistenti virtuali che parlano più lingue, fino a 30, con la possibilità di scegliere tra oltre cinquanta tonalità di diverse voci femminili e maschili. Ma l’aspetto più interessante è rappresentato dal fatto che il sistema di riconoscimento vocale sia diventato più intelligente, in grado di comprendere frasi e modi di dire di vari Paesi, anche in presenza di forti accenti e inflessioni dialettali. In linea di massima è possibile utilizzare la voce invece di agire sui classici comandi in plancia per una serie di servizi, che vanno dalla ricezione o dalla composizione dei numeri di una chiamata alla lettura dei messaggi, fino alla gestione dell’agenda elettronica.

NON SOLO RADIO, MA ANCHE..

Tuttavia oltre a queste azioni, alle quali si aggiunge la gestione dello stereo e delle colonne sonore di un viaggio, si sommano regolazioni più strettamente legate alla guida, come la gestione del climatizzatore, dei tergicristalli o dei fari, la regolazione del sedile e, naturalmente, l’impostazione del navigatore. A quest’ultimo proposito bisogna precisare che l’inserimento di un indirizzo risulta decisamente più rapida e semplice rispetto alla classica digitazione attraverso i vari menu, soprattutto se si viaggia a bordo di un veicolo che non si conosce. Sui modelli con i sistemi operativi più evoluti è quindi sufficiente dire: «portami a vedere la Sirenetta a Copenhagen» per iniziare il viaggio senza la necessità di doversi preoccupare di impostare la nazione e senza conoscere l’indirizzo preciso.

I DUBBI SULLA SICUREZZA DEI COMANDI GESTUALI

A queste condizioni, quindi senza la complicazione di dover formulare un comando codificato, i dispositivi vocali rappresentano un tangibile aiuto alla guida, anche se non mancano studi che tendono a dimostrare l’esatto contrario. Un istituto texano ha infatti rilevato che i tempi di reazione, rilevati su 43 guidatori, risultano più lenti utilizzando i comandi vocali, rispetto alle stesse operazioni effettuate in modalità manuale. Se la voce è ormai un elemento consolidato di supporto alla guida, alcuni costruttori hanno avviato lo sviluppo di nuove tecnologie che possono rivelarsi alternative o complementari per la gestione dei vari servizi, non solo di infotainment. Il primo passo sono i comandi gestuali, una soluzione della quale si parla da circa una decina d’anni, che è già una realtà su alcuni modelli tedeschi, in particolare BMW.

COME FUNZIONANO I COMANDI GESTUALI?

Il sistema si basa su una telecamera 3D connessa a una serie di sensori, in grado di leggere i movimenti della mano, con un algoritmo in costante evoluzione in grado di leggere e interpretare i movimenti della mano davanti alla console centrale. Ai gesti più semplici, come la rotazione del dito per aumentare o abbassare il volume della radio o del GPS, o lo spostamento laterale per cambiare stazione radio oppure cambiare la schermata del menu, si possono aggiungere comandi più complessi, come il comando degli alzacristalli. Rispetto ai comandi vocali, adattati con il tempo alle varie esigenze di popoli con culture e abitudini differenti, quelli gestuali devono naturalmente fare i conti con movimenti involontari, che possono modificare le scelte e distrarre dalla guida. Un inconveniente che può risultare più frequente a bordo delle auto guidate da italiani, abituati a gesticolare mentre parlano. Ma l’autoapprendimento del sistema operativo ha anche l’obiettivo di insegnare al dispositivo come riconoscere i movimenti realmente rivolti alla modifica delle impostazioni.

VOCE E GESTI DA USARE INDIFFERENTEMENTE?

L’orientamento dei costruttori di auto si è diviso in questi anni sulle due tipologie di soluzione, con un naturale maggiore sviluppo di quelli vocali, grazie anche al fatto che i sistemi operativi di telefonia mobile si sono notevolmente evoluti in tempi molto brevi ampliando e semplificando il campo operativo. Un freno alla diffusione può essere rappresentato dal fatto che la gestualità impone comunque di togliere le mani dal volante durante la guida, anche se per un tempo inferiore e con spostamenti meno accentuati rispetto a quelli necessari per azionare pulsanti e manopole su plancia e cruscotto. La tendenza più recente va comunque nella direzione di un’integrazione tra le due tecnologie, alla ricerca di un quasi totale annullamento delle possibilità di distrazione.

COMANDI GESTUALI PIU’ SOFISTICATI

L’attuale gestione dei comandi gestuali rilevati nella zona della console centrale rappresenta infatti solo il primo passo di una tecnologia dalle potenzialità più ampie. All’ultimo Mobile World Congress di Barcellona BMW ha infatti mostrato quella che è la versione 2.0, con una telecamera a infrarossi in grado di rilevare movimenti di mani e dita in tutta l’area dell’abitacolo. In questo modo diventerà possibile combinare i comandi vocali con le più avanzate tecnologie del controllo gestuale e del riconoscimento facciale, in modo da assicurare una totale multi-modalità. In sostanza, l’obiettivo è quello di rendere del tutto naturale la guida, con la possibilità di utilizzare indifferentemente voce o gesti, in base a ciò che risulta più pratico e semplice in una determinata situazione, senza spostare troppo le mani dal volante ed evitando di raggiungere i comandi classici, ottenendo in questo modo una maggiore concentrazione durante la guida in ogni condizione.

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ZF apre un Centro Tecnologico per la sicurezza informatica delle auto autonome

di Donato D'Ambrosi

Quanto sono realmente sicure le auto autonome e connesse? Una risposta univoca non esiste ancora, ecco perché sempre più aziende si stanno concentrando negli ultimi tempi sulla sicurezza dell’Intelligenza Artificiale. E in questo campo, ZF che è tra i maggiori produttori di tecnologia e sistemi OE (Original Equipment) per i Costruttori di auto ha annunciato un Centro Tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica dedicati allo scopo. L’annuncio è accompagnato da due importanti svolte che accompagneranno le auto del futuro: la ricerca sull’IA a Saarbrücken (Germania) e la partnership strategica con il Centro Helmholtz per la Sicurezza delle Informazioni (CISPA).

IL POLO GLOBALE DELL’AI

L’ingresso di ZF tra gli azionisti del DFKI – Centro di Ricerca Tedesco per l’Intelligenza Artificiale, accompagna la trasformazione del CISPA (Centro Helmholtz per la Sicurezza delle Informazioni) in un centro di competenza leader a livello globale per la sicurezza informatica. In questo polo tecnologico lavoreranno circa 100 nuovi dipendenti che si affiancheranno a 300 specialisti in tutto il mondo nel reparto centrale per la Ricerca e lo Sviluppo dell’azienda a Friedrichshafen e in altre sedi in Germania e all’estero. Insieme queste sinergie stanno sviluppando già soluzioni nei settori dell’Intelligenza Artificiale, l’Industria 4.0 e la Sicurezza Informatica, e con questi nuovi legami saranno coordinate dal Centro ZF per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’AUTOMOTIVE

Quello della sicurezza informatica sta diventando un argomento sempre più caldo e temuto, visto che ormai la connettività – al di là dell’annunciata tecnologia V2X – ha preso piede nella vita quotidiana già con gli assistenti virtuali in casa o in ufficio. L’attività degli esperti ZF in collaborazione con il CISPA, si concentra già da diversi anni a proteggere l’IA e le nuove soluzioni dagli algoritmi di attacchi informatici. In pratica tutto ciò che c’è dietro la sicurezza informatica dei sistemi che sono e saranno applicati alle auto. Senza Intelligenza Artificiale, infatti, è improbabile poter ottenere veicoli completamente autonomi, che sono alla base del obiettivo Vision Zero, perseguito per l’azzeramento delle vittime degli incidenti stradali. I Costruttori dio auto stanno già implementando le tecnologie ZF ProAI, il computer scalabile di cui vi abbiamo parlato qui. Ma è già pronto il Supercomputer ProAI RoboThink, l’ultimo modello presentato quest’anno alla fiera CES e accreditato di essere il più potente attualmente destinato ad applicazioni automotive.

DALLA RICERCA ALLE AUTO IN MENO TEMPO

Con il nuovo Centro Tecnologico per l’Intelligenza Artificiale e la Sicurezza Informatica stiamo portando a un nuovo livello il know-how di tutto il nostro gruppo in merito a queste strategiche tecnologie digitali. Inoltre, ci troviamo a pochi chilometri dalle istituzioni di ricerca più rinomate in tali discipline, e questo contribuirà al rafforzamento della nostra collaborazione“, ha spiegato Wolf-Henning Scheider. ZF infatti potrà garantire l’accesso alle realtà industriali, abbreviando i ponti che la ricerca deve percorrere per concretizzarsi in soluzioni produttive di massa. “Intendiamo assumere circa 100 nuovi dipendenti altamente qualificati a Saarbrücken e lavorare insieme a loro per promuovere sviluppi avanzati che portino a nuove soluzioni digitalmente connesse e automatizzate per la mobilità“, ha aggiunto Scheider. Due terzi dei 100 specialisti in forza a Saarbrücken si concentreranno sull’IA, mentre l’altro terzo sulla sicurezza informatica.

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Siti HTTPS, uno studio di Ca’ Foscari rileva vulnerabilità inaspettate

di Dario D'Elia
Il protocollo HTTPS che dovrebbe garantire la sicurezza delle comunicazioni con i siti Web, secondo un recente studio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, non è più una condizione sufficiente per dormire sonni tranquilli. Su 10mila siti Web (e relativi sottodomini per 100mila URL complessivi), fra i più frequentati secondo la classifica di Alexa del luglio […]

Commissione UE: nessun divieto 5G per Huawei, ma solo una raccomandazione

di Dario D'Elia
La Commissione UE non ha alcuna intenzione, per ora, di vietare l’impiego della apparecchiature 5G di Huawei ma domani pubblicherà una raccomandazione per stimolare la condivisione di informazioni e dati sulla cybersicurezza delle reti  mobili di prossima generazione. Più fonti autorevoli hanno confermato a Reuters che il Commissario per il Digital Single Market Andrus Ansip […]

Arlo Ultra sta per arrivare in Italia

di Antonino Caffo

La videocamera di sicurezza wireless Arlo Ultra farà finalmente il suo debutto in molti altri paesi, oltre al lancio negli Usa, a partire da questa settimana. La società aveva portato sugli scaffali la telecamera di sicurezza nel paese a gennaio di quest’anno, un mese dopo averla lanciata. Ora, Arlo Ultra è entrata nella fase di distribuzione allargata, Italia compresa.

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Meno recentiRSS feeds

Metodi per accedere a rete WiFi protetta e modi di intrusioni

di Claudio Pomes
Se pensate che sia sufficiente utilizzare una password robusta per le connessioni wireless, vi sbagliate di grosso: molti hacker mettono a disposizione metodi e guide per poter accedere a una rete...

Continua...

Il sistema di avviso di guida contromano di Bosh disponibile anche in Italia

di Lorenzo Spada
wrong-way driver warning di Bosch

A febbraio vi abbiamo comunicato che Bosch aveva annunciato un nuovo sistema molto intelligente che permette di avvisare il conducente nel caso in cui si imbocca una strada contromano. Ebbene, il servizio wrong-way driver warning di Bosch è ora disponibile ufficialmente in 13 mercati europei, fra cui anche l’Italia. Il funzionamento si basa su una connessione con i server di Bosch e […]

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Guida contromano: ogni anno 2 mila auto sbagliano strada in Germania

di Antonio Elia Migliozzi

Bosch presenta una soluzione per evitare di viaggiare contromano. Ecco allora il sistema connesso che promette di evitare pericoli anche driver più distratti. Il sistema di allarme Bosch, inizialmente integrato nelle app radiofoniche delle emittenti tedesche Antenne Bayern e Rock Antenne, dall’inizio del 2018 ha dimostrato di valere molto. L’allarme al guidatore ha già raggiunto 400.000 utenti unici ed è pronto a fare di più. Circa 15 applicazioni diverse tra navigazione, streaming e radio ora dispongono della funzione di allerta sviluppata da Bosch. Nella sola Germania, i canali di notizie sul traffico trasmettono all’incirca cinque notizie riguardanti la guida contromano ogni giorno, ovvero circa 2.000 ogni anno. Vediamo allora come solo poche migliaia di linee di codice software possono proteggere vite umane.

SICUREZZA AL CENTRO

I driver che guidano contromano sono una minaccia terrificante alla sicurezza. Il pericolo di incontrare un conducente che percorre la strada sbagliata non è così raro come molti potrebbero pensare. Ecco allora che Bosch presenta una soluzione per evitare di viaggiare contromano. Solo in Germania, i canali di notizie sul traffico trasmettono circa 5 avvisi riguardanti la guida contromano giorno, ovvero circa 2.000 ogni anno. Il nuovo sistema di allerta al guidatore sviluppato da Bosch è basato su cloud. Questo servizio si rivela un salvavita. Viene avvisato non solo il guidatore che sta andando nella direzione sbagliata, ma anche gli altri automobilisti che viaggiano nelle vicinanze. Inviando notifiche push in 13 paesi europei il sistema era inizialmente integrato nelle app radiofoniche delle emittenti tedesche Antenne Bayern e Rock Antenne. Dall’inizio del 2018, l’allarme contro la guida contromano ha raggiunto 400.000 utenti. Circa 15 applicazioni di navigazione, streaming e radio ora dispongono della funzione sviluppata da Bosch (Leggi crescono gli assistenti alla guida tra le city car).

VISIONE GLOBALE

Il nuovo servizio è in grado di raggiungere diversi milioni di persone in Europa. “Niente più vittime della strada a causa di conducenti sbagliati -questo è l’obiettivo di Bosch”, afferma Markus Heyn, membro del consiglio di amministrazione del gruppo. Bosch ha anche sviluppato un modulo software per questo salvavita digitale. Il dispositivo, unico nel suo genere in tutto il mondo, integra l’allarme nei sistemi di infotainment dei veicoli (Leggi arriva il sensore che impedisce la sosta vietata). Per accrescere la diffusione del suo sistema di allerta Bosch ha stretto una partnership con l’app Gps Karta. Con 8 milioni di download e un milione di utenti attivi al mese è una delle app per cellulari più famose al mondo nel suo genere. Grazie al cloud la tecnologia di Bosch ha raggiunto anche due app radiofoniche. Da un lato bigFM, che ha oltre mezzo milione di utenti unici, ma ci sono anche Radioplayer.de, radio FFN, radio rainbow e molte altre. Bosch ha anche intercettato l’interessamento degli sviluppatori delle app per smartphone Focus Online, Calimoto e V-Navi.

CONNETTIVITÀ TOTALE

Quasi un terzo degli incidenti per guida contromano si verifica dopo che il guidatore ha percorso solo 500 metri. Per rilevare se un’automobile viaggia nella direzione sbagliata, la funzione cloud confronta i movimenti effettivi del veicolo con la direzione di marcia consentita. Le informazioni raggiungono il driver che deve semplicemente avere l’app aperta in background. Ogni conducente contromano viene avvisato tramite notifica push, e lo stesso accade per le auto in avvicinamento nelle vicinanze. I veicoli connessi, permetto di creare una rete invisibile di sicurezza. Questa, a sua volta, migliorerà l’efficacia degli avvisi. Bosch utilizzerà un nuovo modulo software per integrare il sistema di allarme del conducente direttamente nei sistemi di infotainment dei futuri veicoli. Il display sul cruscotto darà al guidatore immediato avviso del pericolo.

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Google Foto: falla (risolta) nella localizzazione

di Antonino Caffo

Hacker e terzi avrebbero potuto tracciare la posizione delle foto salvate su Google Foto. Tutto per colpa di un bug individuato dal ricercatore di sicurezza Ron Masas di Imperva, che ha scoperto come con un attacco via browser sarebbe stato possibile violare l’account cloud e lanciare una minaccia del tipo Cross-Site Search.

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BMW: la svolta saranno i comandi vocali

di Redazione

Nel corso della Milano Digital Week, una cinque giorni dedicata al mondo delle tecnologie e del digitale, BMW ha fatto il punto sul suo attuale sviluppo di moderni sistemi pensati per la mobilità del futuro. Da quelli in auto come i comandi a controllo vocale, a quelli legati al mondo dell’elettrificazione, con una partnership con Daimler e il sistema di ricarica Charge Now, che garantisce la presenza di 2.800 punti di ricarica sul solo territorio Italiano.

PARLARE CON L’AUTO

Nel corso dell’evento “Voice everywhere: il futuro è nei comandi vocali?”, BMW ha analizzato il modo in cui domani ci si interfaccerà con il veicolo durante la guida. Secondo il costruttore bavarese, in futuro l’interazione con l’auto passerà sempre più attraverso i comandi vocali, che già oggi permettono di interfacciarsi con la macchina per mezzo di un linguaggio colloquiale. Niente più formule preimpostate da ripetere a pappagallo, quindi. Lo sviluppo di questa tecnologia, inoltre, permetterà di dialogare con il veicolo in maniera continuativa e dinamica, senza dover ricorrere a frasi di attivazione come oggi accade.

BASTANO I GESTI?

In contrapposizione con la tecnologia dei comandi vocali c’è quella dei comandi gestuali. Già da ora è possibile controllare diverse funzioni del sistema di infotainment semplicemente muovendo una mano davanti allo schermo posizionato al centro della plancia di molti veicoli. Con il movimento circolare di un dito, ad esempio, si può alzare o abbassare il volume, mentre muovendo la mano verso destra o sinistra è possibile passare da una schermata all’altra. Tuttavia, rispetto ai comandi vocali, questa tecnologia potrebbe distrarre maggiormente il conducente. Nel caso in cui il comando impartito non venga recepito dal sistema, infatti, il guidatore sarebbe portato a distogliere lo sguardo dalla strada per azionare il comando manualmente dallo schermo. Senza considerare che per impartire un comando con la mano si è costretti a tenere, anche se pochi istanti, il volante con una sola mano. Azione questa potenzialmente molto pericolosa.

FUTURO ELETTRICO

Secondo BMW, il futuro della mobilità è elettrico. Per questo motivo la Casa dell’Elica ha in atto una partnership con Daimler per l’implementazione delle infrastrutture di ricarica a livello mondiale. Ad oggi, grazie al sistema Charge Now sono disponibili 150.000 punti di ricarica distribuiti in 29 paesi del mondo, con ben l’80% di questi dislocati in Europa. In Italia, invece, le stazioni nelle quali è possibile ricaricare il proprio veicolo elettrico sono 2.800. Di questi, 104 sono a ricarica rapida.

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Facebook, cambiate password: 200 milioni a rischio

di Candido Romano

Ci risiamo, Facebook ha di nuovo ammesso un problema, questa volta piuttosto grave, riguardo la privacy e sicurezza della piattaforma. Con un post sul sito ufficiale delle news Pedro Canahuati, VP Engineering, Security and Privacy del social network, ha consigliato agli utenti di cambiare password sia su Facebook che su Instagram.

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Scoperta grossa vulnerabilità di Steam che ha permesso ai black hat di infettare Windows, macOS e Linux

di Lorenzo Spada
Steam per Mac

Ci risiamo! Dopo avervi parlato di Spectre e Meltdown riferendoci alle CPU Intel, al pericolo malware che ha colpito gli iPhone, alla falla 0-day scovata su Google Chrome e poi anche su Windows, per non parlare della nuova vulnerabilità Spoiler scovata nelle CPU Intel, torniamo sull’argomento comunicandovi che Steam, il più grande negozio digitale di giochi per […]

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10 Costruttori che hanno prodotto più auto con AEB nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

L’Istituto americano per la sicurezza stradale IIHS e l’Ente americano per la sicurezza NHTSA mettono alla prova la diffusione dei sistemi di frenata automatica AEB. Messe sotto torchio le case automobilistiche per raffrontare il numero dei dispositivi installati a bordo tra il 1° settembre 2017 ed il 31 agosto 2018 con quelli presenti nel 2019. Notevoli gli sviluppi positivi sul fronte delle tecnologie di sicurezza AEB negli Stati Uniti. Dal report emerge che tre produttori, ovvero Mercedes-Benz, Tesla e Volvo riportano un punteggio superiore al 90% (ad essere precisi 93%), mentre l’americana Tesla raggiunge la vetta del 100%. Si tratta di dati interessanti se confrontati con la situazione attuale che vede molte vetture montare di serie i dispositivi di frenata automatica di emergenza.

IL TEST

Dagli Usa arriva un nuovo test congiunto NHTSA e IIHS sul fronte della sicurezza dei sistemi anticollisione AEB. Dalla rilevazione emerge che dieci case automobilistiche riferiscono di aver equipaggiato più della metà dei loro veicoli, prodotti tra il 1° settembre 2017 e il 31 agosto 2018, con la frenata d’emergenza automatica (AEB). Questo è il secondo aggiornamento che riguarda i progressi dei produttori verso l’equipaggiamento di ogni nuovo veicolo con la tecnologia antiurto entro il 1° settembre 2022 (Leggi le 57 auto più sicure nei test IIHS del 2018). Nel frattempo anche l’Unione europea si sta muovendo sul campo. L’idea è quella di rendere obbligatori i sistemi AEB dal 2020 (Leggi in Ue AEB obbligatorio dal 2020). Dalla rilevazione si colgono quanto siano notevoli gli sviluppi positivi sul fronte delle tecnologie di sicurezza AEB. Le case automobilistiche partecipanti includono Audi, BMW, FCA, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Jaguar Land Rover, Kia, Maserati, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Nissan, Porsche, Subaru, Tesla, Toyota, Volkswagen e Volvo. Queste aziende rappresentano insieme oltre il 99% del mercato automobilistico statunitense. Ecco i primi 3 nella classifica dei più virtuosi che vantano oltre il 90% di auto prodotte con AEB.

TESLA

Come detto i dati sono frutto di un’impegno volontario dei brand. Notevole lo zelo dimostrato da Tesla che guida la classifica nel periodo 2017-2018 con il 100% di copertura e conferma a pieni voti la performance nel 2019.

MERCEDES-BENZ

Cattive notizie per il brand tedesco. Se nel periodo 2017-2018 il 96% della sua flotta montava i sistemi AEB quest’anno perde quota e scende all’89%. Ad ogni modo riesce a conservare il secondo posto nella classifica assoluta.

VOLVO

Dal canto suo il costruttore svedese si piazza terzo con una prestazione degna di nota. Nel biennio 2017-2018 il 93% dei suoi veicoli erano provvisti di AEB. Al 2019 il loro numero è salito al 100%. Diamo uno sguardo alla classifica generale del report.

LA LISTA DEI “CATTIVI”

Sicuramente alcuni brand si sono impegnati meno di altri. Meno del 10% dei veicoli prodotti durante il periodo di riferimento 2017-2018 da Ford, Mitsubishi e Porsche erano dotati di AEB. Jaguar Land Rover registra addirittura la presenza di nessun veicolo provvisto di AEB tra il 2017 ed il 2018. Ad ogni modo va preso atto che il 2019 ha iniziato a segnare una profonda svolta in termini numerici con un crescente numero di esemplari provvisti di AEB anche tra questi marchi. Un esempio su tutti. Jaguar Land Rover accellera dall’inglorioso 0% al 60%. Sulla base delle relazioni fornite dai 20 produttori si evince che circa la metà dei veicoli prodotti durante il periodo analizzato sono stati dotati di AEB. Notevoli gli sviluppi positivi sul fronte delle tecnologie di sicurezza AEB. (Leggi test IIHS AEB pedoni promossi e bocciati).

IMPEGNO COMUNE

Dal 2015 NHTSA e IIHS, si sono impegnate a portare la tecnologia di sicurezza AEB quanto più velocemente sulle auto in commercio. Dal canto loro i brand automotive registrano notevoli sviluppi positivi sul fronte delle tecnologie di sicurezza AEB . “Tecnologie come la frenata d’emergenza automatica possono aiutare a rendere le auto più sicure sulle strade, il che significa che gli americani sono più sicuri quando viaggiano, ha detto il vice dell’NHTSA, Heidi R. King aggiungendo che “Questo aggiornamento sullo stato dell’impegno volontario dell’AEB dimostra come gli approcci collaborativi per far progredire la tecnologia di sicurezza possano essere un modo efficace per far avanzare i nostri obiettivi di sicurezza condivisi: lavorando insieme, possiamo ridurre gli incidenti e prevenire gli infortuni”. Secondo l’IIHS, l’impegno preverrà 28.000 incidenti e 12.000 feriti entro il 2025. Secondo i dati ritracciati da Consumer Reports e IIHS, 13 dei 20 produttori “indagati” offrono l’AEB come equipaggiamento di serie per tutti i livelli di allestimento su almeno la metà dei loro modelli 2019.

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Nokia 7 Plus invia dati a server cinesi

di Luca Colantuoni

Il Nokia 7 Plus, annunciato al Mobile World Congress 2018 e disponibile in Italia da aprile 2018, è uno dei migliori smartphone distribuiti da HMD Global. Un utente ha scoperto che il dispositivo invia dati in forma non cifrata ad un server cinese. Il Garante della privacy finlandese ha avviato un’indagine in seguito alla pubblicazione della notizia da parte dell’emittente norvegese NRK.

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Facebook: centinaia di milioni di utenti dovranno cambiare password!

di Dario D'Elia
Facebook si appresta a comunicare a più di un centinaio di milioni (!) di suoi utenti che in effetti c’è stato un “problemino” su come erano state archiviate le loro password. I numeri in ballo fanno tremare le gambe, ma il colosso californiano assicura che il bug è stato risolto e non vi è stata alcun […]

Istituzioni UE sotto cyber-attacco, FireEye parla di gruppi russi

di Dario D'Elia
Almeno due gruppi di hacker (black hat) russi, secondo la società di cyber-sicurezza FireEye, avrebbero iniziato a bersagliare i sistemi governativi europei e il tempismo lascerebbe intendere che possa esservi un legame con le prossime elezioni comunitarie di maggio. FireEye, come riporta CNBC, ha sottolineato oggi non a caso che l’azione starebbe riguardando una serie […]
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