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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Videocamera Nest lancia un allarme per attacco dalla Corea del Nord, ma era uno scherzo

di Valerio Porcu

Laura Lyons, residente negli Stati Uniti, si è fatta prendere dal panico quando dalla sua videocamera Nest è uscita una voce che avvisava di un attacco missilistico lanciato dalla Corea del Nord. Una cosa ben poco credibile, ma sul momento pare che abbia generato “cinque minuti di vero terrore”.

Nelle ore successive Laura ha chiamato il servizio clienti di Nest – società controllata da Google – per chiedere spiegazioni; l’operatore le ha spiegato che lei e la sua famiglia sono stati vittime di “un hack”, e che tra l’altro non è nemmeno la prima volta che qualcuno si introduce nei sistemi di sicurezza altrui.

Già, ma non si tratta di un raffinato criminale che ha violato le misure di sicurezza di Nest per mettere in scena uno scherzone. Invece, per l’ennesima, volta siamo di fronte a un dispositivo connesso ma non protetto adeguatamente – una cosa di cui sono responsabili in egual misura sia Google sia le signore e i signori Lyons del mondo.

“I recenti fatti dipendono da clienti che usano password compromesse (esposte da violazioni su altri siti). In quasi tutti i casi, l’autenticazione a due fattori elimina questo tipo di rischio”, ha commentato un portavoce di Google, sentito dai reporter di The Verge.

Sullo sfondo, il possibile autore dello scherzo

Già, ma che significa? Che i clienti in questione hanno usato la stessa password più di una volta. Poi qualche sito, chissà quale, si è fatto rubare il suo archivio di password. L’archivio stesso non era ben protetto – è una cosa che succede abbastanza spesso, e l’ultimo caso riguarda circa 22 milioni di password. Una volta che il criminale ha ottenuto le password, o ancora meglio delle accoppiate con gli indirizzi email, non deve far altro che provare a usarle ovunque. Prima o poi troverà una porta che si apre con quelle chiavi, succede sempre.

L’acronimo è IOT, dove la esse sta ovviamente per sicurezza

E che c’entrano le videocamere di sicurezza? C’entrano perché sono oggetti connessi a Internet, fanno cioè parte di quella rete di dispositivi chiamata Internet of Things. L’acronimo è IOT, dove la esse sta ovviamente per sicurezza. Ognuno di questi oggetti, anche la videocamera, ha un suo indirizzo IP (infatti si chiamano anche videocamereIP) grazie al quale potete controllare casa vostra anche se siete dall’altra parte del mondo. E come fa il criminale a trovare l’IP della vostra videocamera? Ci sono diversi metodi relativamente semplici, ma il più ovvio di tutti è Shodan: è come Google ma cerca solo dispositivi connessi, ed è anche tanto gentile da segnalare quali sono i più esposti.

Una volta trovato l’indirizzo della videocamera e la password per entrare, collegarsi e mandare messaggi di ogni genere è una passeggiata. Ma ci si può limitare a spiare, magari raccogliendo informazioni per un ricatto o un attacco di social engineering più sofisticato.

Insomma, i protocolli di sicurezza di Nest non sono stati violati e non c’è nulla da recriminare a Google. O quasi nulla, perché dopotutto loro e qualsiasi altra azienda potrebbero senz’altro fare qualcosa di meglio per suggerire, o persino obbligare, le persone a usare password migliori. Se vi sembra una pazzia, pensate che in California hanno da poco approvato una legge apposta.

Se sapete come mettere la password, una videocamera di sicurezza Nest potrebbe essere utile.

Huawei P10 e HONOR 9 iniziano ad aggiornarsi alla EMUI 9.0.1

di Vincenzo

Huawei P10 e HONOR 9 stanno iniziando a ricevere in Cina un nuovo aggiornamento software con la EMUI 9.0.1 e le patch di siscurezza di gennaio 2019.

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Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

Nokia 7 Plus e Nokia 6.1 ricevono le patch di sicurezza di gennaio 2019

di Vincenzo

Nokia 7 Plus e Nokia 6.1 stanno ricevendo dei nuovi aggiornamenti software comprensivi delle patch di sicurezza di gennaio 2019. 

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Un bug del chip WiFi più dissuso al mondo mette a rischio 6 miliardi di dispositivi

di Lorenzo Spada
WiFi hacker

Il WiFi rappresenta il principale protocollo standard di trasmissione dati senza fili, motivo per cui è obiettivo di moltissimi tentativi di hacking. A questo proposito, vi segnaliamo che Denis Selianin, ricercatore di sicurezza per la società Embedi, ha individuato una vulnerabilità inerente a ThreadX, real-time operating system che nel chipset Marvell Avastar 88W8897 viene usato come firmware, […]

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Hyundai presenta gli airbag intelligenti per incidenti multipli

Il sistema multi airbag sviluppato da Hyundai è pensato per funzionare nel 30% degli incidenti in cui gli occupanti subiscono una doppia collisione

Data Driven Innovation Rome 2019. 10 e 11 maggio 2019

di Claudio Davide Ferrara

Il 10 e 11 maggio 2019 si terrà il Data Driven Innovation Rome 2019, evento dedicato a come le tecnologie basate sui dati stanno cambiando il Mondo.

Leggi Data Driven Innovation Rome 2019. 10 e 11 maggio 2019

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di Claudio Davide Ferrara
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Amazon Robotic Tech Vest, protezione dai robot

di Filippo Vendrame

Molti dipendenti di Amazon che lavorano all’interno dei magazzini possono dover operare in ambienti dove sono presenti robot. Per garantire la massima sicurezza ai lavoratori che lavorano a stretto contatto con macchine automatizzate, Amazon ha iniziato a testare all’interno di alcuni dei suoi siti la “Robotic Tech Vest“. Trattasi di una sorta di veste composta da delle bretelle e da una cintura ricca di sensori che permetterà ai dipendenti di farsi riconoscere dai robot. In questo modo, individuando le persone, i robot di Amazon rallenteranno ed eviteranno di scontrasi in qualche modo con loro, salvaguardando la loro sicurezza.

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Scarica Kaspersky gratis, versione free completa dell'antivirus

di Claudio Pomes
Kaspersky è il nome di uno degli antivirus più usati al mondo ed anche uno di quelli più efficaci a proteggere il computer, sempre in cima alle classifiche di rilevazione dei virus. Essendo un...

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Google Maps, arrivano limiti di velocità e autovelox

di Valerio Porcu

Google Maps si arricchisce con gli autovelox e l’indicazione dei limiti di velocità. Le nuove funzioni sono già presenti in alcuni paesi e, se Google seguirà le procedure abituali, presto lo saranno in tutto il mondo. Una novità più che benvenuta per chi usa abitualmente Google Maps come navigatore alla guida, che aiuterà a rispettare la legge e sopratutto evitare sgradite multe.

Il limite di velocità sarà mostrato in basso a sinistra, esattamente come accade con il popolare Waze. Gli autovelox sono invece mostrati lungo il percorso, e ci sarà anche una segnalazione audio quando ci si sta avvicinando a uno di essi. Chi usa Google Maps, inoltre, ha l’opzione di segnalare un nuovo autovelox oppure il posizionamento errato di quelli esistenti.

Sono funzioni a cui chi usa Waze (o altri) è più che abituato, ma che si sono fatte attendere fino troppo a lungo su Google Maps – che essendo preinstallata su tutti gli smartphone Android è anche l’applicazione più usata per la navigazione – oltre al fatto che serve anche per muoversi a piedi o con i trasporti pubblici. Waze, vale la pena ricordarlo, è proprietà di Google dal 2013.

Perché ci è voluto così tanto per portare da Waze a Google Maps funzioni apparentemente semplici? Solo Google potrebbe dircelo con certezza, ma una possibile risposta è che con Google Maps l’azienda sta cercando di realizzare un’app più affidabile e precisa.

In altre parole, dove l’utente Waze si “accontenta” di informazioni generate dagli altri utenti e non necessariamente esatte, Google vuole offrire con Maps dati verificati e più affidabili. Uno sforzo che richiede di unire le informazioni generate dagli utenti alle rilevazioni fatte sulla strada – un lavoro che comprensibilmente richiede tempo.

Anche se forse nei prossimi anni vedremo un’accelerazione in quest’ambito, grazie alla diffusione di auto connesse e in grado di leggere i cartelli. Ognuno di questi mezzi potrebbe diventare una fonte di dati aggiornati per Google o qualsiasi altra società interessata, finendo così per fornire quantità maggiori di dati ai sempre più affamati algoritmi che controllano i navigatori (e non solo).

Non c’è modo, infine, di sapere quando queste nuove funzioni saranno effettivamente disponibili anche in Italia. Chi non può farne a meno, per fortuna, può usare Waze. Chi invece vive bene anche senza forse preferirà Google Maps. Qual è tra le due la vostra app di navigazione preferita?

Oggigiorno la maggior parte delle persone usa lo smartphone come navigatore. Ma ci vuole un buon supporto per montarlo in auto.

Tesla al Pwn2Own

di Claudio Davide Ferrara
Tesla metterà a disposizione una model 3 nel corso del Pwn2Own per individuare eventuali problematiche di sicurezza. Leggi Tesla al Pwn2Own

Tesla al Pwn2Own

di Claudio Davide Ferrara

Tesla metterà a disposizione una model 3 nel corso del Pwn2Own per individuare eventuali problematiche di sicurezza.

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Xiaomi Mi A2 Lite: in distribuzione le patch di sicurezza relative a gennaio

di Stefano Volponi

Xiaomi Mi A2 Lite proprio in queste ore sta ricevendo un nuovo aggiornamento che introduce le patch di sicurezza relative al mese di gennaio 2019. Come segnala il Changelog ufficiale, il nuovo aggiornamento, introduce tante migliorie e risoluzioni di Bug.

(...)
Continua a leggere Xiaomi Mi A2 Lite: in distribuzione le patch di sicurezza relative a gennaio su Androidiani.Com


© Stefano-Volponi for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Xiaomi Mi A2 Lite riceve le patch di sicurezza di gennaio 2019

di Vincenzo

Xiaomi Mi A2 Lite sta iniziando a ricevere in queste ore un nuovo aggiornamento software comprensivo delle patch di Android del 5 gennaio 2019.

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Collection #1, archivio con milioni di password

di Luca Colantuoni

Troy Hunt, noto fondatore del servizio Have I Been Pwned, ha scoperto uno dei furti di dati più grandi della storia. Collection #1, questo il nome dell’enorme archivio da 87 GB, è un elenco di circa 2,7 miliardi di coppie username/password. Un altro esperto di sicurezza, Brian Krebs, afferma che i dati potrebbero essere di due o tre anni fa. Gli utenti dovrebbero prendere tuttavia le opportune precauzioni.

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Controlla se gli account con email e password sono stati rubati

di Claudio Pomes
Quasi ogni settimana o, ad essere ottimisti, ogni mese, si sentono notizie riguardo dati trafugati da hacker che sono riusciti a rubare credenziali di accesso ad un sito importante. L'ultimo di...

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La Model 3 in pasto agli hacker: Tesla sfida i pirati informatici

Fino a 100 mila euro a chi riuscirà a manomettere i sistemi della Tesla Model 3, gli hacker a caccia dei bug nell’elettrica più venduta negli USA

Norton Antivirus in offerta speciale su Amazon Italia

di Lorenzo Spada
Norton Antivirus 2019

Fra le offerte del giorno del 17 gennaio 2019 di Amazon ne troviamo una molto interessante legata alla protezione e alla sicurezza digitale dei computer, degli smartphone e dei tablet. Stiamo parlando del Norton Antivirus che, solo per oggi, sta venendo proposto in 3 diverse configurazioni e a prezzo scontato: Norton Antivirus Deluxe (10 dispositivi) a […]

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