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Car sharing: come usare l’auto condivisa con il Coronavirus

di Raffaele Dambra

Car sharing come usare l'auto condivisa con il Coronavirus

Nostalgici del car sharing? Ecco come usare l'auto condivisa durante l'emergenza Coronavirus riducendo al minimo il rischio di contagio

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Renault, servizio di car sharing dedicato ai medici francesi

di Valentina Acri
Renault sarà direttamente interessata nel contributo di  messa a disposizione di circa 1.300 veicoli destinati al personale sanitario impegnato in prima linea nella lotta al coronavirus sul territorio francese. È chiaro che nella grande emergenza sanitaria da COVID-19 il personale sanitario è fortemente coinvolto: il servizio di car sharing Zity dovrebbe dunque ottimizzare gli spostamenti per […]

Coronavirus: noleggio auto e car sharing non si fermano

di Donato D'Ambrosi

Tra le attività ritenute essenziali per la mobilità in emergenza Coronavirus il noleggio auto e il car sharing non si fermano

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Carpooling aziendale: cos’è, come funziona e vantaggi

di Raffaele Dambra

Carpooling aziendale

Tutti conoscono (e molti utilizzano) BlaBlaCar, la piattaforma web di auto in condivisione. Pochi, invece, sanno che cos’è il carpooling aziendale, la soluzione che consente ai dipendenti di una stessa azienda, o di aziende limitrofe, di effettuare il tragitto casa-lavoro insieme, condividendo la stessa auto. In effetti l’idea è tanto semplice quanto geniale: se cinque persone che si recano al lavoro nello stesso posto, o in posti vicini, utilizzando ognuno la propria macchina, si mettono d’accordo per viaggiare a bordo di una sola vettura, hanno solo da guadagnarci. In termini economici (risparmiando carburante ed eventuali pedaggi autostradali), in termini ecologici (una sola automobile che circola è meglio di cinque automobili che circolano). E anche dal punto di vista dei rapporti umani: effettuando insieme il tragitto casa-lavoro e viceversa possono conoscersi meglio e cementare lo spirito di gruppo.

I NUMERI DEL CARPOOLING AZIENDALE IN ITALIA

In Italia il carpooling aziendale, pur senza raggiungere (ancora) i numeri del carpooling generico (BlaBlaCar e servizi simili), sta iniziando a riscuotere i primi grandi successi. Nel 2019, per esempio, secondo i dati di Jojob sono stati percorsi 4.288.848 km condividendo l’auto nella tratta casa-lavoro, risparmiando ben 5.892.016 km e contribuendo a togliere dalla strada oltre 197.595 vetture. Ma non solo: lo sharing aziendale ha generato un risparmio di 765.962 kg di CO2, mentre in termini economici ciascun utente del carpooling aziendale ha potuto risparmiare 1.966,20 euro, dividendo le spese di carburante, caselli e parcheggi, per un totale di 1,2 milioni di euro. La tratta media percorsa in condivisione è stata di 29 km, con equipaggi formati in media da 2,38 passeggeri.

COME FUNZIONA IL CARPOOLING AZIENDALE

Per il carpooling aziendale ci si può organizzare con il fai-da-te, mettendosi d’accordo di persona con i propri colleghi o con i dipendenti di aziende limitrofe. Oppure sono a disposizione alcune piattaforme web, fruibili anche tramite app, che svolgono questo servizio. La più diffusa è la già citata Jojob, che si rivolge non solo ai lavoratori, consentendogli di trovare facilmente le persone che fanno lo stesso percorso (o comunque quello più compatibile) e ai medesimi orari, ma anche alle società, offrendo loro soluzioni complete di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità. Altre piattaforme di carpooling aziendale presenti sul mercato italiano sono Up2Go e BePooler, che offrono più o meno le stesse opportunità di Jojob. Consultate i rispettivi siti web per valutarle correttamente.

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Car sharing Roma: da maggio 2020 servizio esteso alle periferie

di Raffaele Dambra

Car sharing Roma

Con la delibera 306/2019 la Giunta Capitolina ha esteso alle periferie, fino a raggiungere Ostia, il servizio di car sharing a Roma, oggi limitato alle zone centrali e semi centrali (1, 2 e 3). Le nuove linee guida per la mobilità condivisa saranno in vigore dal 1° maggio 2020, sino ad allora rimarranno valide le attuali norme. In cambio del potenziamento del servizio gli operatori di car sharing della Capitale otterranno sconti sul canone che versano nelle casse del Comune di Roma: più si spingeranno lontano dalle aree del centro e meno pagheranno.

CAR SHARING ROMA: LE ATTUALI REGOLE E LE NOVITÀ 2020

Attualmente, infatti, gli operatori versano al Campidoglio 1.200 euro l’anno per ciascun veicolo, tariffa che comprende l’accesso libero nella ZTL e la sosta gratuita sulle strisce blu. Il canone scende a 480 euro annui se prevede solo il parcheggio libero negli stalli a pagamento. Ma dal prossimo 1° maggio, con l’estensione del servizio alle zone più periferiche, le tariffe caleranno progressivamente in base all’area di operatività. Per esempio nella zona 4, quella del GRA (Grande Raccordo Anulare), sul prezzo pieno di 1.200 euro ci saranno sconti da 90 a 540 euro a seconda della superficie dell’area, che va da 4 a 24 kmq. E per le società di car sharing che decideranno di coprire anche la zona 5 (area extra GRA) e la zona 6 (area di Ostia) di Roma, nella migliore delle ipotesi il canone potrà addirittura azzerarsi.

CAR SHARING A ROMA: FLOTTA DA CAMBIARE OGNI 4 ANNI

Per accedere alle tariffe agevolate gli operatori di car sharing a Roma, oltre ad ampliare la copertura del servizio, dovranno garantire dei servizi minimi. I più importanti sono: prevedere il noleggio in condivisione 24 ore su 24, con disponibilità di un call center per le necessità dei clienti; cambiare i veicoli ogni 4 anni, oppure al raggiungimento di 100 mila km di percorrenza, con modelli nuovi e dal minimo impatto ambientale; garantire, a partire dal 2021, una flotta composta da almeno 600 vetture o 200 se si tratta di soli veicoli elettrici. Il Comune di Roma si impegnerà invece a realizzare nuovi stalli dedicati ai veicoli in sharing e una serie di isole ambientali nei punti più strategici della città (ad esempio presso le stazioni ferrovie e della metro o al capolinea dei mezzi pubblici), dotate anche di colonnine di ricarica.

ROMA: SHARING IN PERIFERIA ANCHE PER GLI SCOOTER

Nella delibera che ha introdotto le suddette novità si specifica che le nuove linee guida saranno valide dal 1° maggio 2020 non solo per gli operatori di car sharing ma anche, ove compatibili, per quelli di scooter sharing. A Roma il servizio di noleggio auto in condivisione è attualmente offerto da Enjoy, Share Now (la nuova società nata dall’unione di Car2go e Drive Now, qui le tariffe), Sharengo e Car Sharing Roma, quest’ultimo gestito direttamente dal Comune. Per gli scooter abbiamo invece Zig Zag, eCooltra e Cityscoot.

Cliccando sul tasto Scarica PDF si può visualizzare l’intera delibera 306/2019 di Roma Capitale con tutte le specifiche delle nuove linee guida sul car sharing da maggio 2020.

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Car Sharing Share Now: costi e novità del nuovo car sharing BMW-Daimler

di Donato D'Ambrosi

Il Car Sharing Car2Go e DriveNow da oggi sono su un’unica piattaforma, dove si potrà prendere un’auto in Car sharing ma con il brand ShareNow. E’ stata così ufficializzata la fusione tra il cars sharing Daimler e il car sharing BMW iniziata da tempo. Ecco quanto costa prende un’auto in cars sharing con Share Now e le città dove si può condividere l’auto con BMW e Daimler.

CAR SHARING SHARE NOW: COSA CAMBIA

Con il Car Sharing Share Now, le auto in Car Sharing Car2Go e DriveNow si potranno prenotare direttamente su un’unita piattaforma tramite App. La novità riguarderà principalmente i clienti Share Now a Milano, dove le auto in Car Sharing Car2Go e DriveNow hanno continuato ad operare su piattaforme distinte. Molti utenti del Car Sharing tedesco avranno notato dei cambiamenti nell’App Car2Go che già dal 12 novembre 2019 ha effettuato un rebrand completo diventando Share Now. Per gli utenti non cambierà quasi nulla, a parte un aggiornamento delle tariffe del Car Sharing Share Now. La cosa importante da fare è aggiornare l’app Car2Go se non ancora fatto. I clienti già registrati al Car Sharing DriveNow, potranno visualizzare via app il link da cui scaricare l’App Share Now e trasferire il proprio account sulla nuova piattaforma.

LE NUOVE TARIFFE DEL CAR SHARING SHARE NOW

Con la fusione tra Car2Go e DriveNow, anche le tariffe del Car Sharing Daimler-BMW sono state armonizzate. Le principali novità riguardano la tariffa sosta di DriveNow che non sarà più attiva. Al suo posto invece si potrà noleggiare un’auto in Car Sharing BMW come per quelle Daimler con la tariffa “flex fee”, cioè la tariffa in base all’orario e alla zona. Il CarSharing Share Now introduce anche nuove tariffe di rilascio delle auto presso gli aeroporti di Malpensa, Linate, Fiumicino e Caselle. Le tariffe Share Now da 19 centesimi/ minuto includono anche carburante, la ricarica (per le auto elettriche) e parcheggio, inoltre sono escluse dai blocchi al traffico. Clicca l’immagine qui sotto per vedere le nuove tariffe Share Now a tutta larghezza.

CAR SHARING SHARE NOW: AUTO E CITTA’

Logisticamente cambierà ben poco nelle città dove è attivo il Car Sharing Share Now: a Roma, Milano e Torino si potranno noleggiare 3 mila auto in base al modello. Grazie alla fusione, saremo in grado di fornire un’offerta più ampia, sia in termini di maggior varietà di modelli, sia per la maggior disponibilità di veicoli” spiega Olivier Reppert, CEO di Share Now. Le auto in Car Sharing Share Now saranno così ripartite: 1.700 a Milano (200 BMW, 200 MINI, 1.300 tra smart fortwo, forfour e fortwo cabrio); 800 a Roma (smart fortwo, forfour e fortwo cabrio) e 500 a Torino (tra smart fortwo, forfour e fortwo cabrio).

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Legge di Bilancio 2020: 10 proposte per l’eco-mobilità

di Raffaele Dambra

Legge di Bilancio 2020 eco-mobilità

Nell’ottica di un’azione politica che guardi con maggiore responsabilità a un futuro eco-sostenibile, mettendo al primo posto l’ecologia e il clima, Legambiente ha messo nero su bianco 10 proposte in materia di mobilità e trasporti per la Legge di Bilancio 2020. Si tratta di 10 ‘suggerimenti’ volti a incentivare la mobilità sostenibile, assicurando a un numero sempre più alto di persone l’accesso ai servizi e ai mezzi cosiddetti ‘green’. A cominciare, ovviamente, dalle auto elettriche.

LEGAMBIENTE: 10 PROPOSTE PER INCENTIVARE L’ECO-MOBILITÀ

Anche l’anno scorso abbiamo presentato le nostre proposte alla Legge di Bilancio in materia di mobilità e trasporto”, hanno spiegato quelli di Legambiente. “E abbiamo ottenuto dei primi risultati, tra cui il bonus-malus auto e moto elettriche, gli incentivi per le ricariche private e la sperimentazione sulla micromobilità elettrica. Ora però bisogna accelerare il cambiamento nella mobilità, che è decisivo nella battaglia del clima. Per cui chiediamo al nuovo governo di dare subito un segnale chiaro ai cittadini, ai sindaci e al sistema delle imprese, con provvedimenti che definiscano la traiettoria delle scelte indispensabili a rilanciare il trasporto pubblico in Italia, a rendere sempre più competitiva la mobilità elettrica, e a superare le barriere che ancora oggi incontra la micromobilità a emissioni zero nel circolare all’interno delle città”.

LEGGE DI BILANCIO 2020: IL MINISTRO GUALTIERI VUOLE UN GREEN NEW DEAL

Ovviamente non sappiamo se le 10 proposte di Legambiente (che tra poco vi elencheremo) saranno prese in considerazione, in tutto o in parte. Ma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sembra voler muoversi nella stessa direzione, assicurando che la Legge di Bilancio 2020 affronterà anche la sfida del mutamento climatico “pensando alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni”. Una sorta di ‘Green New Deal’ che prevede massicci investimenti per una politica verde attiva, contando sull’approvazione dell’UE (tutta da verificare, a dire il vero) circa il possibile scorporo dal computo del deficit delle spese a favore dell’ambiente. Vedremo nelle prossime settimane se alle parole seguiranno i fatti.

I SUGGERIMENTI DI LEGAMBIENTE PER LA LEGGE DI BILANCIO 2020

E vediamo, sommariamente, quali sono queste 10 proposte di Legambiente per incentivare la mobilità sostenibile.
1) Bonus per la rottamazione di veicoli inquinanti, anche senza l’acquisto di un nuovo mezzo elettrico, spendibile per abbonamenti al trasporto pubblico, servizi di sharing mobility, taxi e acquisto di veicoli elettrici leggeri. Questo primo punto potrebbe diventare effettivamente realtà, se sarà approvata la bozza sul Bonus Mobilità 2019-2021 all’interno del Decreto Clima.
2) Welfare mobilità, ovvero aziende ed enti pubblici promuovono la mobilità pendolare sostenibile dei dipendenti e dei loro famigliari.
3) Agevolazione IVA al 10% per la sharing mobility, come c’è oggi sui biglietti dei mezzi pubblici.
4) Bonus elettrico. Incentivi per l’acquisto di mezzi elettrici leggeri, dall’e-bike al quadriciclo.
5) Iva mezzi elettrici e rigenerazione Bus. Più nel dettaglio, IVA al 10% per l’acquisto di mezzi elettrici per trasporto pubblico, condiviso e noleggi.
6) Costo elettricità per la mobilità: nessuna accisa per l’energia elettrica per la ricarica dei veicoli in ambito pubblico o privato.
7) No tasse per rinnovabili e niente sussidi all’olio di palma. Nessuna accisa per i biocarburanti ‘avanzati’ e abolizione dal 1° gennaio 2021 dei sussidi all’olio di palma (e derivati) e all’olio di soia. E progressivamente dal 2025 a tutti i biocarburanti ‘non avanzati’.
8) Rimodulazione accise carburanti, cercando di diminuire la sproporzione tra l’inquinamento prodotto e i vantaggi fiscali.
9) Sussidi autotrasporto e trasporto aereo. Ovvero eliminazione dei sussidi all’autotrasporto per i camion Euro 3, destinando il medesimo importo all’incentivo per la loro sostituzione con mezzi nuovi a gas naturale liquefatto (GNL). Anche gli aerei e le navi, oggi a zero accise, devono cominciare a pagare.
10) Smart city. Privilegiare, nei trasferimenti delle risorse statali ai Comuni, i piani (come PUMS, PAES) che prevedono obiettivi di natura ecosostenibile.

LE PROPOSTE NEL DETTAGLIO

Il documento completo, con il dettaglio di tutte le 10 proposte di Legambiente per la Legge di Bilancio 2020, comprensive di spese e coperture, è visionabile cliccando sul tasto Scarica PDF.

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Bonus mobilità 2019: 1.500 € di sconti su mezzi pubblici e car sharing

di Raffaele Dambra

Bonus mobilità 2019

Alla fine, dopo l’annuncio e il successivo rinvio, pare proprio che nel Dl Clima ci sarà anche il Bonus Mobilità 2019, la misura che permetterà di ricevere 1.500 euro da usare per abbonarsi ai mezzi pubblici o al car sharing a chi rottamerà un’auto inquinante (ma lo sconto non sarà per tutti, tra poco dettaglieremo meglio). Lo ha anticipato l’Ansa, che ha avuto modo di visionare la nuova bozza del Decreto Clima voluto dal Ministero dell’Ambiente per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.

CHE COS’È IL BONUS MOBILITÀ 2019-2021

Rispetto alla prima proposta, che prevedeva sconti per 2.000 euro, il bonus a disposizione per ciascun beneficiario scenderà dunque a 1.500 euro. Ma sarà disponibile fin da subito, appena dopo l’entrata in vigore del decreto, e durerà per un triennio, fino al 2021. La dotazione prevista in questo scampolo di 2019 sarà di 5 milioni di euro, poi saranno messi a disposizione 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILITÀ

Come spiegavamo inizialmente, non tutti i cittadini italiani potranno accedere al Fondo Buono Mobilità, altrimenti detto Bonus Mobilità. Il sostegno sarà infatti riservato solo ai residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione UE per eccesso di smog (l’elenco completo sarà diffuso insieme alla versione definitiva del Dl Clima). Per accedervi sarà necessario rottamare entro il 31 dicembre 2021 un’autovettura omologata fino alla classe Euro 4. Il bonus di 1.500 euro si potrà utilizzare, entro tre anni, per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e per l’abbonamento ai servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a emissioni ridotte (quindi, in teoria, non solo car sharing ma anche scooter, bici e monopattini). Il Sole 24 Ore precisa che il bonus mobilità 2019 non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini dell’Isee.

BONUS MOBILITÀ ANCHE PER I CONVIVENTI DEI BENEFICIARI

Restiamo ovviamente in attesa del testo ufficiale del Decreto Clima per scoprire ulteriori e più precisi dettagli sulla misura, che in ogni caso si preannuncia piuttosto interessante. Tra le altre cose sembra che i beneficiari potranno acquistare un abbonamento ai mezzi pubblici o al car sharing anche a favore di un convivente. Previsto inoltre l’avvio di un programma strategico, da attuare entro un quinquennio, per il rinnovo integrale dei mezzi di trasporto pubblico locale con mezzi a basso o nullo impatto ambientale, e la promozione del trasporto scolastico sostenibile con uno stanziamento di 20 milioni di euro.

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Car sharing Popgo: come funziona l’auto a noleggio condivisa tra privati

di Donato D'Ambrosi

Di servizi car sharing ce ne sono un sacco, ma Popgo combina il noleggio auto a lungo termine con il car sharing tra privati. Se fino ad oggi ti sei chiesto come fare soldi noleggiando la propria auto, Popgo potrebbe fare al caso tuo. Ecco come funziona il servizio di sharing privato che fa guadagnare soldi (risparmiati) sul canone di noleggio a lungo termine.

CONDIVIDERE LA PROPRIA AUTO QUANDO NON SERVE

Il modello di business di Hurry! lancia a Roma il primo car sharing che fa guadagnare soldi quando l’auto noleggiata non serve. Vi starete chiedendo se è legale guadagnare soldi condividendo la propria auto. In realtà aderendo al car sharing Popgo è un po’ diverso dal banale incasso di denaro in cambio della disponibilità a far usare la propria auto ad altre persone. Popgo è un servizio “Ready to Share” che permette di condividere l’auto con la community Popmove e risparmiare fino all’85% sulla rata mensile. Vediamo come funziona Popgo.

COME GUADAGNARE CON IL CAR SHARING TRA PRIVATI POPGO

Per condividere la propria auto noleggiata con Hurry bisogna scaricare l’app Popmove, iscriversi e stabilire se e per quanto tempo condividere l’auto quando non serve. E’ sempre il locatario dell’auto a stabilire per quanto tempo vuole mettere a disposizione l’auto noleggiata o quella sostitutiva: ad esempio per qualche ora o in caso di viaggi per più settimane. I Pop driver iscritti alla community Popmover potranno utilizzare l’auto messa a disposizione da 1 ora fino a 29 giorni e cercarla tramite app. Chiaramente in base a questo si risparmia sul canone del noleggio mensile dell’auto.

CONDIVIDERE L’AUTO A NOLEGGIO: CONDIZIONI E COSTI

Il vantaggio della condivisione tra privati si basa su un modello di economia circolare in cui ci guadagnano tutti. O meglio il locatario del contratto di noleggio a lungo termine guadagna attraverso la riduzione del canone mensile. Il Pop moover può scegliere tra diverse tariffe: al minuto, oraria, giornaliera, settimanale o mensile. Fino a 7 ore di noleggio o 80 km il carburante è incluso nella tariffa. Per fare un esempio, prenotare un’utilitaria messa a disposizione sulla community Popmove, può costare 0,18 euro/min, 7 euro/ora, 40 euro/g con km illimitati, 80 euro/weekend, 170 euro/settimana o 450 euro al mese. Dell’importo pagato dai Popmover, il 70% va al locatario che mette a disposizione l’auto noleggiata. Inoltre il canone comprende manutenzione ordinaria e straordinaria, bollo, assicurazione, franchigie zero in caso di danni o furto, anche se avvenuti durante la condivisione della tua auto e vettura sostitutiva.

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Monopattini elettrici: Monza come Milano, bloccato il servizio di sharing

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici

Nulla in futuro potrà fermare la diffusione a macchia d’olio dei monopattini elettrici nelle città italiane. Al momento, però, i Comuni sono costretti a frenare l’entusiasmo dei cittadini interessati all’utilizzo dei mezzi di micromobilità elettrica, in attesa di disciplinare con maggior chiarezza la circolazione dei monopattini sulle strade urbane e i servizi di sharing da parte di società private. E così dopo Milano, che ha sospeso il noleggio di dispositivi in condivisione finché non saranno ratificate le ordinanze definitive, anche Monza ha stoppato sul nascere il proliferare dei monopattini elettrici in città in mancanza delle adeguate autorizzazioni.

MONOPATTINI ELETTRICI: SENZA DELIBERA DEI COMUNI NON POSSONO CIRCOLARE

La circolazione nelle nostre città dei mezzi di micromobilità elettrica come monopattini, segway, hoverboard e monowheel è stata autorizzata lo scorso luglio dal MIT con la pubblicazione di un decreto attuativo contenente le linee guida per i Comuni interessati alla sperimentazione. Spetta infatti alle singole città organizzare la circolazione di questi mezzi, stilando un regolamento che tenga conto delle direttive del Ministero, e adattandolo, se necessario, alle specificità e alle caratteristiche del proprio territorio. Senza questa delibera comunale i monopattini non possono girare. Alcune città si sono già attivate e sono pienamente operative, altre lo faranno nelle prossime settimane o mesi.

MONOPATTINI ELETTRICI: MONZA BLOCCA LO SHARING

A Monza, per esempio, sono ancora fermi. E proprio per questo l’amministrazione comunale del capoluogo brianzolo è caduta dalle nuvole quando ha letto l’annuncio di una start-up che comunicava, per i primi giorni di settembre 2019, l’arrivo in città di 60 monopattini elettrici in condivisione. Pronti a circolare per le vie del centro storico, nel parco, in zona stazione e intorno all’ospedale e all’università. Erano stati indicati pure i costi (1 euro per lo sblocco e 15 centesimi al minuto per l’utilizzo, ogni giorno dalle 7 alle 24) e le modalità di iscrizione tramite app. Ma il Comune, come detto, ha bloccato tutto.

PERCHÉ MONZA HA BLOCCATO I MONOPATTINI ELETTRICI

Si tratta di un’operazione assolutamente illecita”, ha spiegato l’assessore alla sicurezza e viabilità Federico Arena, motivando la sospensione del servizio. “È vero che da luglio è ammessa la sperimentazione dei mezzi di micromobilità elettrica nelle aree urbane. Ma prima è necessaria una delibera del consiglio comunale che a Monza ancora non c’è. Occorre inoltre una cartellonistica specifica e l’individuazione di aree dove sia consentito muoversi in monopattino elettrico. Noi non siamo contrari alla diffusione di questi dispositivi, ma prima di autorizzarne la circolazione su strada dobbiamo studiare i percorsi, valutare i costi della cartellonistica e fare una gara pubblica per affidare il servizio di sharing alla società che farà la miglior offerta”. Insomma, non se ne parla per un bel po’.

MONOPATTINI ELETTRICI: BOLOGNA E TORINO PRONTE A PARTIRE

Ma se a Monza devono ancora organizzarsi, in due grandi città italiane sono pronti a partire con la sperimentazione. A Bologna entro fine settembre sarà presentata la delibera che consentirà l’uso personale dei monopattini elettrici nelle zone a limite di velocità di 30 km/h e sulle piste ciclabili, con esclusione delle piste ciclopedonali e, ovviamente, dei portici. A Torino, invece, il Comune ha già cominciato a posizionare i cartelli stradali per i monopattini e ai primi di ottobre aprirà la manifestazione di interesse per le imprese che vorranno noleggiare i dispositivi con la formula free floating. In vista di ciò sarà forse interessante capire come si guidano i monopattini elettrici.

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Google Maps: car sharing e bici nel calcolo del percorso

di Raffaele Dambra

Google Maps car sharing bike sharing

Nuove funzioni arricchiranno a breve l’app di Google Maps, con l’integrazione nel calcolo del percorso con i mezzi pubblici dei servizi di car sharing e bike sharing. L’aggiornamento avverrà nelle prossime settimane (non c’è ancora una data precisa) e riguarderà 30 paesi, tra cui l’Italia, sia su dispositivi Android che iOs. Vista la diffusione, soprattutto nelle grandi città, dei mezzi in condivisione, si tratta senza dubbio di una novità necessaria e che aiuterà molti utenti a raggiungere più comodamente e velocemente le proprie destinazioni.

GOOGLE MAPS: CAR E BIKE SHARING INTEGRATI NELL’APP

Com’è noto oggi la ricerca con Google Maps permette di calcolare i percorsi in auto, a piedi, con i mezzi pubblici e, quando disponibili, tramite i servizi di trasporto privato come Uber. A volte però capita che calcolando un itinerario con i mezzi pubblici, ci siano dei ‘buchi’ tra una tappa e l’altra. Con l’esigenza per esempio di percorrere un tratto a piedi (anche lungo) tra una fermata della metro e quella dell’autobus successivo. E proprio per chi ha necessità di accorciare i tempi, Maps offrirà presto indicazioni sui servizi di car sharing e bike sharing, creando degli itinerari alternativi che combinano il trasporto pubblico con la mobilità condivisa. Per dirne una, ogni utente potrà valutare e decidere se scegliere l’autobus diretto che porta a 500 metri da casa, o se scendere alla fermata precedente e sfruttare il ride sharing per arrivare fin sotto la propria abitazione. Oppure se raggiungere la fermata della metro più vicina in bicicletta per accorciare i tempi.

GOOGLE MAPS: COME FUNZIONERÀ LA RICERCA DI BIKE E CAR SHARING

Big G ha pubblicato un post sul blog ufficiale dell’azienda per spiegare come funzionerà la ricerca di bike e car sharing su Google Maps. Le nuove indicazioni appariranno nella consueta lista dei percorsi da effettuarsi con i mezzi pubblici sotto la voce Mixed Modes (modalità combinata), offrendo tra le altre cose dettagli sulla distanza del servizio più vicino di ride sharing disponibile (come Enjoy, Car2Go, ecc.). Nonché sulla tariffa da pagare in base al tempo richiesto per coprire la tratta. Scegliendo invece di utilizzare la bici, compariranno vari percorsi ciclabili insieme a tutte le informazioni per quella specifica parte di itinerario. Google Maps integrerà automaticamente tutte queste indicazioni nel tempo d’attesa stimato per compiere il percorso con i mezzi pubblici. Dando così un’idea precisa dell’orario necessario per giungere a destinazione. Si tratta della seconda grande novità dell’anno per Google Maps dopo l’integrazione degli autovelox.

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Sharing monopattini elettrici: Milano detta le linee guida

di Raffaele Dambra

Sharing monopattini elettrici Milano

Si sbloccherà a breve la questione che riguarda il servizio di sharing dei monopattini elettrici a Milano. Il Comune lombardo, che intorno a Ferragosto aveva diffidato gli operatori dei servizi di condivisione dei mezzi della micromobilità elettrica a continuare l’attività, ha comunicato che entro settembre 2019 sarà pubblicato l’avviso pubblico a beneficio delle società che vogliono attivare a Milano lo sharing di monopattini, segway, hoverboard, skateboard e monoruote. L’avviso conterrà i requisiti minimi richiesti per poter offrire il servizio in perfetta sicurezza e rispettando le regole.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: CAOS E DISAGI

Dallo scorso 27 luglio, giorno in cui Milano ha avviato ufficialmente la sperimentazione dei monopattini elettrici e dispositivi simili, si era creata in città parecchia confusione a causa dell’uso un po’ disinvolto di questi mezzi da parte di molti fruitori, con gente che sfrecciava sui marciapiedi, contromano o agli incroci delle strade, creando situazioni di pericolo per la circolazione. Per non parlare di coloro che, dopo l’utilizzo, abbandonavano il monopattino un po’ ovunque causando disagi ai passanti e non solo. E così, in seguito a numerose proteste e segnalazioni, il Comune ha bloccato l’attività degli operatori dello sharing già esistenti, in attesa di regolamentare meglio il servizio dettando linee guida più rigide e precise.

SHARING MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE NUOVE LINEE GUIDA

Ed eccole queste linee guida, anticipate sommariamente dall’assessore alla mobilità Marco Granelli che ha illustrato i requisiti minimi da rispettare:

– Marcatura CE per i mezzi;
– apparecchiature sonore, luci e limitatori di velocità;
– flotte con numero minimo e massimo, fino al raggiungimento di un tetto di dispositivi in città;
– cauzione per ciascun mezzo (fideiussione bancaria o assicurativa di durata equivalente al periodo di servizio), come garanzia in caso di intervento del Comune di Milano per la rimozione durante o al termine del servizio;
– pagamento annuo di un contributo al Comune di Milano a copertura dell’occupazione del suolo pubblico.

SHARING MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: ALTRI REQUISITI DA RISPETTARE

Tra gli standard minimi che il Comune di Milano intende inserire nell’avviso pubblico per le società interessate ci sono anche la richiesta di un servizio attivo 7/24 e su tutto il territorio, l’attivazione di un’assicurazione per i mezzi in circolazione, l’iscrizione al registro delle imprese, il non avere contenziosi aperti con l’Amministrazione e l’aver svolto tutti gli adempimenti necessari per l’esercizio dell’attività sul territorio italiano. Inoltre verrà richiesta un’adeguata campagna informativa agli utenti sulla sicurezza stradale e sulle regole per l’utilizzo e per la sosta dei dispositivi.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE REGOLE PER CIRCOLARE

Ricordiamo che monopattini elettrici e altri mezzi di micromobilità elettrica, sia in condivisione che di proprietà, si possono usare in tutte le aree pedonali con un limite di velocità di 6 km/h. E anche su piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali e Zone 30, con limite di velocità a 20 km/h, ma solo dopo la posa della cartellonistica necessaria, che presumibilmente avverrà entro l’inizio del mese di dicembre.

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Car sharing a lungo termine: a Milano l’auto si noleggia per 7 giorni

di Raffaele Dambra

Car sharing a lungo termine a Milano

Fino ad ora la condivisione di auto a noleggio era prevista soltanto per brevi o brevissimi periodi, da poche ore a massimo un giorno. Adesso però parte il car sharing a lungo termine e a Milano (e non solo) si potranno noleggiare auto condivise fino a 7 giorni consecutivi. Occhio però ai costi.

COME FUNZIONA IL CAR SHARING A LUNGO TERMINE

La proposta è di Share Now, la nuova società tedesca nata dalla partnership tra Car2Go e DriveNow, ed è già disponibile a Milano, Amburgo, Vienna e, da settembre, anche a Seattle, negli USA. Il funzionamento è semplice: per usufruire della vettura per più di un giorno (fino a un massimo di 7) è sufficiente scegliere tramite app la tariffa Flex che prevede un costo fisso, stabilito in base al numero dei giorni di noleggio e del modello scelto, e uno a consumo, a seconda dei km percorsi.

CAR SHARING 7 GIORNI A MILANO: LE AUTO DISPONIBILI

Questo nuovo progetto colma una lacuna nelle esigenze di mobilità dei nostri utenti”, ha dichiarato Olivier Reppert, il CEO di Share Now. “Adesso potranno ancor più facilmente fare a meno della loro auto privata, optando per una vettura in condivisione anche in caso di una vacanza di qualche giorno o di una settimana”. Per i fruitori del car sharing a lungo termine a Milano sono a disposizione ben 1.500 vetture: la flotta di Car2Go è composta da Smart ForTwo, Smart ForFour e Smart ForFour Cabrio, mentre DriveNow offre BMW Serie 1, Serie 2 (Active Tourer e Cabrio), Mini 3 e 5 porte, Mini Cabrio e Mini Clubman. Peccato che al momento la tariffa Flex, quella per più giorni, non comprenda l’auto elettrica BMW i3, usufruibile solo per il car sharing giornaliero.

CAR SHARING A LUNGO TERMINE A MILANO: LE TARIFFE

Ma vediamo quali sono i costi del car sharing a lungo termine in quel di Milano. Come spiegavamo poc’anzi, i prezzi variano a seconda della durata del noleggio, del modello di auto selezionato e dei km percorsi. Per esempio noleggiare una Smart ForTwo costa da 49,99 per un giorno a 159,99 euro per 7 giorni, a cui vanno aggiunti 0,15 euro al km. Simulando per esempio di prendere in condivisione una ForTwo per un’intera settimana e di percorrere 300 km (0,15 x 300 = 45), il costo totale del noleggio è di 204,99 euro. Per noleggiare una BMW qualsiasi si spendono invece da 89,99 euro per un giorno a 219,99 per 7 giorni, più 0,19 euro al km. Una settimana in cui si percorrono 300 km viene quindi a costare in tutto 276,99 euro. Tanto o poco? Ognuno, in base alle proprie necessità e alla propria esperienza, può valutare se si tratta di tariffe concorrenziali o poco economiche. In ogni caso il tariffario completo si trova qui.

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Monopattini elettrici a Milano: regna il caos e il Comune stoppa il noleggio

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici a Milano

L’entusiasmo per l’avvio della sperimentazione dei monopattini elettrici a Milano (e di segway, hoverboard, skateboard e monoruote) sta già scemando di fronte all’utilizzo fin troppo disinvolto dei mezzi di micromobilità elettrica da parte di molti fruitori del servizio. Il regolamento, che segue le linee guida del MIT, prevede infatti la libera circolazione solo nelle aree pedonali con velocità massima di 6 km/h, e su piste e percorsi ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30, con limite fissato a 20 km/h. E invece in queste prime settimane si sono visti tanti monopattini sfrecciare sui marciapiedi in barba all’incolumità dei pedoni; oppure, ancor più pericolosamente, circolare su strade molto trafficate facendo lo slalom tra le autovetture o andando contromano. Mettendo così a serio rischio se stessi e gli altri.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: IL COMUNE DICE STOP (PER ORA)

Una situazione insostenibile che ha portato il Comune di Milano a intervenire prontamente prima che si verificassero incidenti gravi. Innanzitutto multando alcuni trasgressori (ma una sanzione di appena 26 euro non è un buon deterrente); poi definendo nuove e più precise regole per circolare su questi mezzi in città; e infine sospendendo la licenza alle società che noleggiano i monopattini elettrici a Milano. Almeno fino a quando non sarà approvata una delibera che disciplini meglio il servizio (si spera entro la fine di agosto).

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE REGOLE PER CIRCOLARE

In particolare il Comune di Milano ha ricordato che attualmente è consentita soltanto la circolazione nelle aree pedonali e con velocità entro 6 chilometri orari; mentre per quanto riguarda la sperimentazione su piste ciclabili, ciclopedonali e Zone 30 bisogna attendere il posizionamento degli appositi cartelli stradali, che avverrà prossimamente. In relazione invece al noleggio di monopattini e dispositivi simili in condivisione, è necessaria invece un’ulteriore regolamentazione. E per questo, come già anticipato, l’amministrazione milanese sta lavorando a una delibera per istituire e disciplinare sia il servizio di sharing dei mezzi di micromobilità elettrica e sia le caratteristiche degli operatori.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LA NUOVA DISCIPLINA DELLO SHARING

Il 14 agosto 2019 è stata perciò inviata alle società di sharing, già presenti con i loro veicoli in strada, una lettera di diffida a proseguire l’attività. Fino a nuovo ordine. “La nostra priorità è garantire la sicurezza in strada dei cittadini”, hanno dichiarato la vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore alla mobilità Marco Granelli. “La micromobilità elettrica è una risorsa interessante per le città, ma i monopattini e gli altri dispositivi non sono un giocattolo e si devono regolamentare”. Tra le nuove norme che saranno introdotte ci sarà l’obbligo di utilizzare il giubbotto catarifrangente la sera e il divieto di utilizzo per i minorenni, a eccezione dei ragazzi tra i 16 i 18 anni con il patentino. Tutti i mezzi dovranno essere dotati di luci e limitatori di velocità. E si dovranno anche parcheggiare con attenzione, non intralciando il passaggio dei pedoni e in particolar modo di coloro che hanno difficoltà di deambulazione o che spingono carrozzine e passeggini.

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Più traffico con le auto elettriche? Uno studio smonta la mobilità del futuro

di Antonio Elia Migliozzi

Mentre cresce l’impegno di costruttori auto e Governi a favore dell’auto elettrica aumentano anche i dubbi. Un recente studio svolto dal Consiglio economico nazionale dello Stato di Israele mette in luce i rischi della rivoluzione in arrivo nel campo della mobilità. Con le strade piene di auto elettriche, connesse ed autonome potrebbe crescere a dismisura il traffico nelle grandi città. Secondo le stime israeliane il conto per lo Stato sarebbe salato. Se il traffico costa ad oggi circa 89 miliardi di euro all’anno entro il 2040 la cifra potrebbe addirittura raddoppiare. Questo scenario è legato al fatto che gli spostamenti diventeranno più facili, grazie anche alle soluzioni in sharing. Aumenterà quindi il numero e la frequenza dei viaggi. Altro problema potrebbe essere legato alle minori entrate fiscali visto che oggi la tassazione è impostata per colpire principalmente i mezzi con un motore termico. Vediamo lo studio israeliano nel dettaglio.

MOBILITA’ E AMBIENTE

A prescindere dal fatto che siano veicoli autonomi, connessi o elettrici il bilancio ambientale ed economico rischia di essere salato anche nel futuro. Con la crescita di servizi di condivisione le modalità di trasporto su cui ad oggi facciamo affidamento cambieranno radicalmente nei prossimi anni. Sicuramente permangono significative incertezze, sia per quanto riguarda la natura delle tecnologie che la loro integrazione ma si profilano anche altri problemi. Un rapporto pubblicato dal Consiglio economico nazionale (NEC) dello Stato di Israele avverte che l’ingresso di nuove tecnologie automobilistiche condurre a una congestione ancora peggiore delle già affollate strade del paese. Secondo le stime del Governo, il traffico costa allo Stato circa 89 miliardi di euro all’anno. Questa cifra enorme potrebbe raddoppiare entro il 2040 se non saranno attuate riforme significative. Nonostante i dati sembrino parlare chiaro il grado di incertezza affrontato dalle autorità di pianificazione rimane elevato.

INTERROGATIVI APERTI

Secondo il Consiglio economico nazionale è difficile fare una previsione completa degli scenari futuri. Se come visto una prima analisi è pessimista una diversa lettura parla di vetture elettriche, connesse e autonoma capaci di offrire sollievo al traffico senza bisogno di grandi cambiamenti alle infrastrutture esistenti. Il rapporto completo del NEC traccia anche un quadro generale delle possibili implicazioni dell’integrazione dei veicoli smart in vari settori. “Esiste il rischio reale che la rivoluzione del trasporto intelligente porti a un peggioramento delle condizioni di guida, congestione e problemi di parcheggio, soprattutto nei centri urbani”, ha affermato la commissione guidata dal presidente del NEC Prof. Avi Simhon. “Ciò sarà dovuto all’aggiunta di nuovi viaggi e tratte con i veicoli vuoti ma anche alla preferenza dei servizi di individuali piuttosto che dei trasporti pubblici.” Insomma sembra proprio che in futuro ci si muoverà di più ma sempre meno a piedi e in bicicletta.

BILANCI A RISCHIO

Altro impatto importante si avrà sulle entrate statali derivanti dalla tassazione relativa ai veicoli. Se nel 2016 il gettito ammontava a circa 100 miliardi di euro, cioè circa il 12% del budget totale, le previsioni per il futuro palesano di un netto calo. Questo perché le principali fonti di introito sono l’imposta sul carburante e l’imposta sull’acquisto di veicoli. Insomma i Governi come i costruttori dell’auto iniziano a fare i conti. Alix Partners ci dice che, entro il 2023, i big dell’auto hanno messo in campo 225 miliardi di dollari per l’elettrificazione dei loro prodotti. A questi ne vanno aggiunti circa 50 per lo sviluppo della guida autonoma. A tirare le somme il totale di 275 miliardi equivale a quasi la metà dei 553 miliardi che i costruttori hanno incassato dal 2014 al 2018. Ecco allora che si parla di erosione dei profitti e di minore redditività della mobilità 2.0.

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Google Maps: in arrivo le informazioni in tempo reale sul bike-sharing in 24 città

di Alessandro Signori

La nota app di navigazione del colosso di Mountain View è in procinto di rilasciare un aggiornamento, per le prime 24 città, che mostrerà in tempo reale tutte le informazioni sulle stazioni di bike-sharing. (...)
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IT Taxi

di Antonino Caffo

IT Taxi è la risposta italiana a Uber. No, non si tratta di un servizio i car sharing privato, il noleggio con conducente, ma di un esperimento molto riuscito, di offrire ai cittadini, turisti, viaggiatori, una modalità di trasporto il più vicino possibile a quella del taxi tradizionale, calata però nel mondo del digitale. L’applicazione è stata infatti sviluppata dall’URI (Unione Radiotaxi d’Italia) ed è disponibile gratuitamente sia per iOS e Android, non solo in lingua italiana, ma anche in inglese e tedesco.

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MyTaxi

di Antonino Caffo

Prenotare un taxi tramite il proprio smartphone non è più una novità ma in molti ancora non conoscono le potenzialità di servizi dedicati, disponibili praticamente ovunque. Tra questi c’è MyTaxi, un servizio che ha rivoluzionato un’intera industria. Mai prima d’ora viaggiare in taxi è stato facile e conveniente come con mytaxi: dall’ordinare una vettura, al pagamento senza contanti e la valutazione del viaggio. Con 70 milioni di passeggeri e 108.000 tassisti registrati in più di 50 città in dieci paesi europei, MyTaxi è la più grande azienda di questo tipo in Europa.

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Firefox Send, file sharing con crittografia

di Luca Colantuoni

Mozilla aveva annunciato la chiusura del programma Firefox Test Pilot, promettendo però l’aggiornamento degli “esperimenti” già disponibili. Firefox Send, accessibile a tutti come servizio standalone (quindi non solo agli utenti di Firefox), ha ricevuto importanti miglioramenti diventando più completo e affidabile.

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Helbiz, monopattini elettrici anche su Moovit

di Candido Romano

Heilbiz e Moovit hanno concluso una partnership per mettere a disposizione degli utenti milanesi i monopattini elettrici HelbizGo in sharing  direttamente sull’app Moovit. L’obiettivo è quello di facilitare gli spostamenti nel centro di Milano rendendoli più semplici. Moovit è l’app per il trasporto pubblico più utilizzata e grazie ad essa gli utenti di Milano possono sapere in tempo reale quali sono i monopattini elettrici di Helbiz più vicini a loro, disponibili in condivisione. La partnership fra Heilbiz e Moovit si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una mobilità multimodale ed eco-sostenibile.

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