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Google Maps: in arrivo le informazioni in tempo reale sul bike-sharing in 24 città

di Alessandro Signori

La nota app di navigazione del colosso di Mountain View è in procinto di rilasciare un aggiornamento, per le prime 24 città, che mostrerà in tempo reale tutte le informazioni sulle stazioni di bike-sharing. (...)
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© alessandrosignori for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Hyundai USA: il passaggio con Lyft è gratis se l’auto va in officina

di Antonio Elia Migliozzi

Hyundai decide di aiutare concretamente i suoi clienti. Il marchio coreano ha annunciato un accordo con il servizio di ridesharing Lyft. Mentre la propria auto è ferma in assistenza presso una officina autorizzata Hyundai si avranno a disposizione le corse tramite il servizio Lyft. Non una semplice auto sostitutiva ma un autista pronto ad accompagnarli nei loro spostamenti quotidiani. Il progetto parte dagli Usa e permetterà ai clienti del marchio di conoscere da vicino la piattaforma per le corse condivise in auto. Lyft è del resto attivo in oltre 350 città tra Usa e Canada ed è sempre al lavoro per espandere la sua flotta ed i suoi servizi. Per il momento Hyundai non ha comunicato se il servizio sostitutivo sarà esteso ad altre aree geografiche. Vediamo da vicino tutti i dettagli.

CLIENTI AL CENTRO

Nel giro di alcuni mesi i clienti di Hyundai Motor negli Stati Uniti sperimenteranno una grande cambiamento. Tutti quanti potranno infatti avere accesso alle corse gratuite con Lyft mentre i loro veicoli sono fermi in officina per la manutenzione. I concessionari Hyundai negli Usa offriranno questi servizi a partire dai prossimi mesi sottoscrivendo un accordo per il servizio Hailer tramite CDK Global. Hailer è un’applicazione sviluppata da CDK, un fornitore globale di soluzioni di marketing digitale pensate per la vendita al dettaglio nel settore auto. Bisogna chiarire che il servizio in partnership con Lyft sarà offerto gratuitamente o a un costo contenuto. In questo secondo caso la concessionaria Hyundai aggiungerà l’importo dovuto direttamente alla fattura del cliente. Insomma nessun costo a sorpresa e grande chiarezza nei confronti dei consumatori.

L’ACCORDO

L’accordo tra Hyundai e Lyft apre le porte ad un nuovo modo di organizzare il rapporto con i propri clienti che lasciano l’auto in officina. Mahesh Shah di CDK Global, ha commento: “Siamo entusiasti che Hyundai stia offrendo ai suoi clienti la comodità di Lyft grazie ad un’integrazione diretta”. Siccome si tratta di una delle prime partnership di questo tipo a livello mondiale il feedback degli utenti sarà fondamentale per capire se ci sono dei miglioramenti da operare. Da parte sua il vicepresidente di Hyundai, Barry Ratzlaff è entusiasta: “I concessionari Hyundai che stanno già utilizzando Hailer hanno riferito di un’integrazione fluida”. Ratzlaff sottolinea anche i vantaggi di Lyft: “I clienti ora possono continuare la loro giornata mentre la manutenzione viene eseguita“. Insomma per ora Hyundai non dice se la partnership con Lyft arriverà anche in altre parti del mondo.

LA RETE

Come detto l’accordo tra Hyundai e Lyft arriva in un momento di grande fermento in casa Lyft. La scorsa settimana l’azienda ha siglato un accordo simile con Agero Inc. Lyft fornirà corse agli automobilisti le cui vetture sono ferme in assistenza. Dobbiamo ricordare che il mese scorso, Lyft ha annuciato l’ingresso di una flotta di mezzi a guida autonoma di Waymo all’interno della sua app. Tutte mosse che mirano a conquistare la fiducia degli investitori. Del resto, fin dal loro debutto in borsa, le azioni di Lyft e Uber sono nel mirino degli investitori che vogliono capire di più sul reale valore di queste aziende. Nel frattempo Lyft è al lavoro per confermare i profitti e tagliare le perdite e per questo investe per allargare i suoi servizi. Lyft è ad oggi attivo in oltre 350 città distribuite tra gli Stati Uniti e il Canada.

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Condividere lo schermo: le migliori app

di Valentino Viscito
Negli ultimi anni lo Screen Sharing (condivisione dello schermo) è divenuto sempre più comune e utilizzato. Tale tecnologia permette di visionare o usare un computer a distanza mediante uno smartphone o tablet. La procedura che leggi di più...

Auto Uber solo elettriche: l’obbligo in India dal 2026

di Antonio Elia Migliozzi

L’India si schiera a favore delle auto elettriche. Il colosso industriale è pronto a introdurre norme severe nei confronti dei mezzi inquinanti per bloccarne l’acquisto e l’utilizzo su strada. Ecco allora che l’India si prepara nuove norme che imporranno agli operatori di ridesharing come Uber, e il locale Ola, l’uso di auto elettriche. A partire dal 2026 queste aziende dovranno convertire almeno il 40% del loro parco auto in favore dell’elettrico. In generale si tratta di uno obbligo che riguarda tutti i veicoli ad uso commerciale. Per rispettare la scadenza Uber e Ola hanno preparato una timeline che consentirà il rinnovo progressivo della flotta evitando interruzioni dei loro servizi. La svolta decisa dall’India si pone in linea con gli impegni assunti con l’Accordo sul clima di Parigi sottoscritto nel 2015.

TAXI PULITI

L’India ha in programma una svolta green. Il paese ha deciso di introdurre nuove norme a tutela dell’ambiente e ordinerà anche alle aziende di ridesharing di adeguarsi. Questo significa che Uber e la gemella indiana Ola dovranno convertire il 40% della propria flotta a favore di automobili elettriche. Il termine ultimo per completare l’operazione è l’aprile 2026. Va detto che si tratta di una indiscrezione visto che sono ancora il corso degli incontri di Governo per discutere le nuove regole per la mobilità pulita. Per arrivare pronti al blocco Uber e Ola dovrebbero iniziare a convertire la loro flotta già dal prossimo anno. In questo modo avranno il 2,5% di EV entro il 2021, il 5% entro il 2022, il 10% entro il 2023 prima di salire al 40%. Nei fatti diversi tassisti hanno già provato a utilizzare auto elettriche per le loro corse ma con scarso successo.

SVOLTA ELETTRICA

A causa di infrastrutture inadeguate e costi elevati i progetti di elettrificazione dei taxi sono finora naufragati. Tuttavia l’India vuole cambiare passo e sta cercando di attuare una nuova politica per promuovere l’adozione di veicoli elettrici. Il progetto è quello di tagliare le importazioni di greggio rispettare gli impegni del trattato di Parigi sul clima del 2015. Il think tank indiano Niti Aayog, guidato dal Premier Narendra Modi, sta lavorando con diversi ministeri alla nuova politica. Del resto la vicina Cina è sede del più importante mercato automobilistico del mondo ed è da tempo all’opera sull’elettrificazione. Il dragone ha fissato obiettivi di vendita per veicoli elettrici e offre incentivi agli operatori di taxi. Nei fatti le vendite di veicoli elettrici in India sono cresciute di tre volte nel 2018. Le elettriche sono ancora circa lo 0,1% del mercato rispetto ai 3,3 milioni di auto diesel e benzina vendute nel paese.

IL FUTURO

Il mercato delle auto elettriche in India resta lontano dai numeri della Cina dove, nel frattempo, sono aumentate del 62% nel 2018 a 1,3 milioni di veicoli. La notizia della svolta elettrica per il ridesharing arriva a pochi giorni dalle nuove norme per motociclette e scooter usate per scopi commerciali. Dall’aprile 2013 tutti i motocicli impiegati per la consegna di cibo o da aziende di e-commerce, dovranno essere anche elettrici. Nell’ultimo periodo l’India ha visto un boom di app che effettuano la consegna di cibo e i servizi di trasporto condiviso. Insomma anche l’India inizia a stabilire condizioni a difesa dell’ambiente alle quali anche i colossi come Uber devono per forza adeguarsi.

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Tesla Model S: cosa si rompe e quanto costa riparare in 200 mila miglia

di Antonio Elia Migliozzi

Percorre circa 320.000km a bordo di una Tesla Model S e traccia un bilancio delle spese. Un cliente americano di Tesla mette nero su bianco i costi di gestione della berlina elettrica. Per le prime 100.000 miglia bordo dell’auto ha speso 1.050 dollari in manutenzione. Successivamente le spese complessive sono state di 5.415$. Cifre molto contenute se pensiamo alle rivali che sono presenti nella stessa fascia di prezzo della Model S. A leggere la lista degli interventi si notano numeri curiosi. Interessante ad esempio il fatto che la prima sostituzione dei freni sulla sua Tesla sia arrivata a 130.000 miglia quando un’auto a motore termico la effettua a circa 60.000. Il driver spiega come risparmiare soldi con i vari servizi di ridesharing che permettono, nel tempo, di ripagare sia l’auto che la manutenzione. Diamo uno sguardo.

CONTI ALLA MANO

Come riportato da Insideevs.com un automobilista americano ha superato le 200.000 miglia a bordo della sua Tesla Model S del 2012. Un chilometraggio non esagerato ma la cosa interessante è che lui ha fatto una lista completa di tutte le spese. In particolare va detto che tutte le riparazioni delle sue ultime 150.000 miglia non erano coperte dalla garanzia. Per le prime 100.000 miglia in Tesla, Steve Sasman ha speso 1.050$ per le riparazioni. Successivamente ha fatto riparazioni per 5.415 dollari. Cifra non esagerata se pensiamo che ha speso 2.215 dollari solo per cambiare il grande schermo centrale del sistema di infotainment. Nella cifra ha compreso anche la sostituzione delle due batterie da 12V e il cambio dei freni pagato 700$. Insomma questa lista conferma quanto già sappiamo sul fatto che la bassa complessità delle auto elettriche porta a minori problemi meccanici.

OCCHIO AI CONTI

Steve ci tiene anche a chiarire i dubbi sulla perdita di valore. Una Model S P85 del 2012 con 50.000 miglia vale circa 35-40.000 dollari. La sua auto, con 200.000 miglia, vale circa 20-25.000. Il driver però ha guadagnato 41.090 dollari offrendo corse con i servizi di ridesharing come Turo, Uber e Lyft. Va detto che negli Usa le Tesla sono tra le auto più presenti all’interno di queste flotte a noleggio con conducente. Insomma i 15.000 dollari persi in valore di rivendita dell’auto risultano largamente compensati. Steve ha pagato la sua Tesla Model S P85 79.000 dollari. L’auto aveva percorso già 35.000 miglia al momento dell’acquisto nell’agosto del 2014. A questi guadagni vanno aggiunti quelli indiretti. Parliamo di quasi 95.000 dollari. Di questi 15.000 grazie al programma referenze di Tesla che premia coloro che aiutano a promuovere il brand e gli altri come sconto sull’acquisto della nuova Tesla Roadster.

NIENTE BENZINA

Durante tutte le 200.000 miglia il driver ha usato solo per la metà i Supercharger Tesla. Come sappiamo le colonnine di ricarica rapida del brand Usa permettono di ricaricare molto più velocemente che a casa. Per il resto Steve ha caricato la sua Tesla a casa spendendo in totale circa 7.000 dollari. Le cose sarebbero state diverse con un’auto tradizionale alimentata a benzina. Per 200.000 miglia, supponendo una media di 6,7l/100km, avrebbe speso 24.000 dollari. Insomma conti alla mano l’auto elettrica sembra proprio avere costi di gestione davvero contenuti. L’invito che Steve rivolge nel raccontare la sua storia è quello di utilizzare al massimo la propria Tesla. Come ci tiene a precisare l’auto ha il potenziale per ripagare tutte le sue stesse spese basta usarla. In questo i servizi di ridesharing sono la soluzione ottimale per quanti come lui amano guidare e condividere la propria vettura con altri.

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Lyft punta sulla sicurezza: targa auto e foto del driver in evidenza

di Antonio Elia Migliozzi

Lyft aggiorna l’app per aumentare la sicurezza dei suoi utenti. La nota azienda americana di ridesharing ha preso in seria considerazione il problema della sicurezza a bordo delle sue auto. Per questo motivo l’app di Lyft adotta una nuova interfaccia con funzioni specifiche. Queste permetteranno agli utenti di verificare con esattezza tipo di vettura, identità del driver e dati del veicolo. I passeggeri possono anche avviare una chiamata di emergenza ad un numero di soccorso in caso di pericolo. Si tratta di una funzione che era già prevista ma soltanto a tutela dei driver. Insomma dopo il debutto in borsa sottotono sia Lyft che Uber stanno prendendo sul serio le preoccupazioni dei clienti e cercano di porre rimedio. Vediamo come.

SICUREZZA AL CENTRO

Qualche settimana fa sia Uber che Lyft hanno annunciato nuove caratteristiche e politiche di sicurezza. La scelta era dovuta alla tragica morte di una studentessa universitaria americana rapita e uccisa in quella che credeva l’auto di Uber che aveva chiamato. Ad aprile Lyft ha reso più sicura la sua app con l’inserimento di controlli continui per i suoi conducenti. L’azienda aveva anche affermato che stava migliorando il processo di verifica dell’identità dei conducenti per prevenire scambi di identità e frodi sulla sua piattaforma. Lyft annuncia che le nuove funzionalità di sicurezza sono finalmente pronte. Tramite la nuova app gli utenti potranno facilmente trovare e identificare la loro corsa, fare una chiamata di emergenza e contattare Lyft. Il mese scorso Uber ha introdotto avvisi di sistema per invitare gli utenti a controllare dettagli come la targa, la marca e il modello dell’auto ma anche nome e foto del driver.

RISPOSTE CONCRETE

Ben 12 mesi fa Uber ha lanciato nuove funzioni di sicurezza come il suo centro sicurezza in-app e il pulsante di “Emergenza”. Ecco allora che Lyft è al lavoro per recuperare il tempo perso. L’azienda sta riorganizzando la sua app per evidenziare meglio i dettagli della corsa e, in particolare, allo scopo di rendere più facile la l’individuazione del numero di targa e dei dati del driver. Quando si prenoterà una corsa con Lyft si potranno vedere la foto dell’autista, quella dell’auto e la targa. Tutte queste informazioni importanti appaiono in un popup specifico che permette di evitare le frodi. Lyft conferma che alcuni utenti hanno già ricevuto questa versione aggiornata della applicazione. La società si è affrettata a comunicare che molto presto molti altri clienti potranno mettere le mani sulle nuove funzioni di sicurezza. Lyft sta anche introducendo l’obbligo per i passeggeri di valutare la loro corsa.

SVILUPPO PROGRESSIVO

Presto il feedback degli utenti Lyft sarà condiviso in modo anonimo con il conducente. Va detto che molte persone non intendono lasciare un feedback negativo temendo ritorsioni da parte dei driver. Molti credono che l’autista possa risalire a chi ha lasciato un commento negativo. Inoltre, se l’autista li è andati a prendere casa o in ufficio saprebbe già dove cercarli. Lyft ha detto che rende sul serio anche il tema delle molestie sessuali. Su questo fronte gli sviluppatori della app hanno comunicato che saranno presto consegnati ai driver manuali di condotta da rispettare. Insomma facile sospettare che sia Uber che Lyft, dopo l’ingresso non brillante in borsa, vogliano convincere gli investitori per battere la crescente concorrenza globale. In questa dinamica conquistare la piena fiducia dei clienti è assolutamente determinante.

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Tra carsharing e noleggio, il 60% degli italiani vuole l’auto di proprietà

di Antonio Elia Migliozzi

Capire le nuove abitudini degli italiani in materia di auto non è semplice. In occasione dell’appuntamento annuale con l’Automotive Dealer Day di Verona è stato presentato uno studio dettagliato. Sicuramente cresce l’interesse per l’auto in condivisione e per le formule alternative di mobilità. Guardando al carsharing circa la metà del campione (49%) prevede di utilizzare queste formule in futuro. Se l’acquisto rimane la scelta preferita gli italiani sono pronti a considerare anche altre opzioni a partire dal noleggio. In questo caso cresce il disorientamento con il campione che si dichiara scarsamente informato circa le modalità operative. Quando si parla di auto premium il 60% degli italiani valuta le opzioni di abbonamento “all inclusive”. Vediamo tutti i dettagli.

MOBILITA’ INTEGRATA

In Italia l’auto rimane di proprietà ma piace sempre di più la mobilità integrata. E’ quello che risulta dall’annuale studio di Quintegia sulle abitudini degli italiani al volante, realizzato in occasione di Automotive Dealer Day. Il 39% degli intervistati si aspetta un aumento dell’utilizzo di servizi condivisi come noleggio, car sharing e mezzi pubblici. Circa la metà del campione (49%) prevede infatti di utilizzare formule di car sharing in futuro. Questo soprattutto grazie alla crescente diffusione di questo tipo di offerta nelle grandi città. Eppure l’apertura alla mobilità condivisa non sembra mettere in discussione l’auto di proprietà. Questa rimane assolutamente indispensabile per il 46% degli italiani e in particolare per le donne. Proprio loro in più della metà dei casi (51%) si vedono anche nel futuro al volante della propria macchina. Stando all’indagine, solo il 13% degli italiani ha un brand preferito e non ne prenderebbe in considerazione altri.

FORMULE DI ACQUISTO

Tra gli automobilisti italiani il 40% scelgono l’auto sulla base delle caratteristiche del veicolo, a prescindere dal brand. Il 34% sceglie tra un gruppo ristretto di auto mentre il 13% rimane convinto dell’importanza assoluta di un certo marchio. Dovendo decidere tra le diverse modalità di acquisto, prevale il ricorso ai finanziamenti (60%), con il 55% degli italiani che guarda alle formule più tradizionali. Va detto che il 45% prende in considerazione anche modalità più flessibili che permettono di decidere se tenere o cambiare l’auto alla scadenza del contratto. Quanto ai marchi generalisti l’acquisto tradizionale in un’unica soluzione rimane la scelta preferita (41%). Male il leasing che chiude la classifica con il 5% delle preferenze, il noleggio a lungo termine interessa 27% degli automobilisti italiani.

CAPITOLO NOLEGGIO

L’indagine di Quintegia sulle abitudini degli italiani dice che sono circa un terzo (34%) quelli che si dichiarano abbastanza informati sul noleggio a lungo termine. Solo un 10% di consumatori afferma di essere “molto informato” sul noleggio. La fetta più numerosa, al 38%, è quella dei “poco informati” che ne hanno sentito parlare in generale ma non conoscono i dettagli. Va detto che il 18% degli italiani confessa di non saperne nulla. In particolare il livello di informazione aumenta nelle fasce di età più avanzate. Nel dettaglio tra i consumatori premium e per le auto che superano i 30mila euro, il noleggio è prioritario. Proprio in questa fascia il 60% degli italiani valuta i modelli di abbonamento “all inclusive”. In questi casi si ha a disposizione, con un canone fisso, un’auto nuova senza i costi di proprietà. Inclusi tutti i servizi come bollo, assicurazione e manutenzione.

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Car sharing: 1 milione di italiani usa un’auto condivisa ogni giorno

di Redazione

Il parco auto della cosiddetta smart mobility, quella cioè che comprende vetture a noleggio o in sharing, ha superato quota 1 milione. Il dato conferma che l’Italia sta progressivamente trasferendo la proprietà dell’auto alle società di noleggio. Quotidianamente 900.000 persone per lavoro o per turismo decidono di utilizzare un mezzo a noleggio a lungo termine. A queste si aggiungono 130.000 noleggi a breve termine e 33.000 car sharing. Il 2018 è stato un anno di forte crescita di questo fenomeno, mentre nei primi mesi del 2019 si è registrata un’inversione di tendenza. È quanto emerge da un Rapporto Aniasa, l’associazione interna a Confindustria che rappresenta il settore dei servizi di mobilità che ha messo in luce un quadro nel quale nel settore automotive, che rappresenta l’11,1% del Pil e il 16,6% del gettito fiscale, una vettura su quattro è immatricolata a noleggio.

UNO SCENARIO IN CRESCITA

Sono 77.000 le aziende private di ogni dimensione e area di interesse ad utilizzare vetture con la formula del noleggio a lungo termine. A queste si aggiungono la bellezza di 2.900 pubbliche amministrazioni. Nel 2018 si sono registrati inoltre ben 5,3 milioni di contratti di noleggio a breve termine e 12 milioni di “corse” in car sharing. C’è un ulteriore dato molto interessante. Nel 2017 sono stati firmati 25.000 contratti di noleggio a lungo termine da soggetti privati. Nel 2018 si è arrivati a 40.000 e, per la fine del 2019, si prevede che si toccherà quota 50.000 per il 2019. Si tratta di un segnale di cambiamento profondo che ha contribuito ai risultati dello scorso anno fatti registrare dalla smart mobility. Più 12% rispetto al 2017 (1.092.000 di veicoli in circolazione) e più 10% di fatturato, sempre rispetto all’anno precedente, che ha spinto il comparto vicino a quota 7 miliardi di euro (6,8 per la precisione).

LA FRENATA DEL 2019

Ma già nella seconda parte del 2018 si è registrato un rallentamento. L’intero comparto automotive, in realtà, ha iniziato a dare segni di debolezza portando il risultato della crescita dell’intero parco circolante a percentuali molto contenute, dell’ordine del più 0,4%. Nel 2019 è andata peggio. L’incertezza economica, un calendario che prevedeva molti “ponti” (con evidente modifica delle scelte di spostamento sia per motivi personali che per business) alcune misure normative (come l’introduzione dell’ecotassa) e i blocchi della circolazione anche per i veicoli a gasolio Euro 6 in alcune città), hanno portato il primo trimestre di quest’anno ad un risultato a dir poco negativo: -14%. Un risultato che, chiaramente, si riflette anche sul settore della mobilità smart.

UNA NORMATIVA DA AGGIORNARE

Il presidente dell’Aniasa Massimiliano Archiapatti commenta lo scenario con queste parole. “I dati – dice – testimoniano l’inarrestabile evoluzione della mobilità italiana. Con il graduale passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli. Il clima di incertezza economica e il quadro politico degli ultimi mesi stanno però rallentando questa spinta innovativa. Si apprezza sul fronte istituzionale la volontà di aggiornare un Codice della Strada fermo al 1992, che non considera l’evoluzione della sharing mobility e non contempla adeguatamente neanche il noleggio. Ma non altrettanto può dirsi per misure poco efficaci come la normativa bonus-malus sull’auto. Lascia poi particolarmente delusi la recente ulteriore richiesta alla UE di tenere fermo al 40% per altri tre anni (fino al 2022) il regime di detraibilità dell’Iva per le auto aziendali. Una nuova beffa per le aziende italiane. Che si devono misurare ogni giorno con i concorrenti europei, agevolati da una detraibilità del 100%. Senza dimenticare la maggiore deducibilità dei costi di mobilità che si nota altrove”.

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Alfa Romeo Giulietta: prima la noleggi poi la condividi con U-Go

di Redazione

Alfa Romeo ha presentato la nuova Giulietta Model Year 2019 che esalta ancora di più le tradizionali caratteristiche della vettura, ma punta ad anticipare le tendenze soprattutto nella formula di utilizzo: da ora è infatti possibile, per chi sceglie il noleggio in leasing, ricorrere al sistema U-Go by Leasys per affittare la sua auto ad altri utenti, creando un virtuoso sistema di car sharing privato.

MOBILITÀ DEL FUTURO CON U-GO BY LEASYS

La più grande novità sta nel sistema U-Go by Leasys, che lancia per la prima volta in Europa un modello di car sharing privato. Chi prenderà la Giulietta MY19 a noleggio in leasing (diventando così “U-Go Player”) potrà subaffittarla a terzi (gli “U-Go User”) nei momenti di inutilizzo, contenendo i costi del canone mensile. Il servizio è molto semplice: l’U-Go Player indica le fasce orarie di disponibilità dell’auto sulla Leasys App o sul sito del sistema. Qui, gli U-Go User possono scegliere e affittare la vettura che meglio risponde alle loro esigenze. Le tariffe sono decise direttamente dallo U-Go Player, che concorda con lo User anche le modalità di pagamento e di ritiro/consegna del veicolo. Il sistema di mobilità condivisa privata U-Go è stato lanciato da poco in Italia ma verrà esportato in altri paesi europei (Spagna, Francia, Regno Unito) entro settembre 2019.

LEASING BEFREE

La nuova Giulietta si potrà prendere a noleggio tramite un pacchetto leasing offerto dalla Leasys, società controllata dal gruppo FCA. Il pacchetto si chiama BeFree ed è stato scelto dal 40% dei clienti che hanno affittato un auto in Italia dal 2016. L’offerta BeFree propone due prodotti. Il BeFree Light ha un canone mensile fisso di 399 euro che include noleggio per 48 mesi e 60.000 km, assicurazione RCA, assistenza stradale, servizio di infomobilità I-Care, tassa di proprietà e Leasys App. Il BeFree Plus con 100 euro in più aggiunge, ai servizi già disponibili col pacchetto base, assistenza ordinaria e straordinaria, copertura furto e incendio e servizio di riparazione danni. Entrambe le opzioni inoltre non prevedono anticipi da versare oltre al canone mensile e sono gestibili in toto dall’applicazione Leasys App.

ANCORA PIÙ PERSONALIZZAZIONI

La nuova Giulietta MY19 propone una personalizzazione ancora più elevata. La gamma prevede sei allestimenti: Giulietta, Giulietta Business, Giulietta Sport, Giulietta Super, Giulietta Veloce e l’edizione speciale Giulietta Super Launch Edition. Questi si possono abbinare a differenti motori, dal turbobenzina 1.4 da 120 CV ai Multijet 1.6 da 120 CV e 2.0 da 170 CV. Entrambi i Diesel sono disponibili con cambio a doppia frizione Alfa TCT. Disponibili tutte le dotazioni e gli optional delle precedenti serie di Giulietta. Tra questi,  il sistema di infotainment Uconnect Radio Nav con schermo touch da 6,5 pollici o l’impianto frenante maggiorato Brembo.

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Dalmine: attivo il car sharing elettrico E-Vai PUBLIC tra Comune e cittadini

di Redazione

Ha preso il via il car sharing elettrico E-Vai PUBLIC del Comune di Dalmine, cittadina alle porte di Bergamo. L’amministrazione comunale ha ricevuto sabato scorso le due auto elettriche che verranno usate per offrire il nuovo servizio sul territorio. Tra pochi giorni saranno disponibili anche per i residenti.

DUE AUTO PER TUTTI

L’iniziativa fa parte del progetto europeo I-SharE LIFE, che investe nella sperimentazione di nuovi modelli di condivisione di veicoli. Il Comune di Dalmine si è dotato di due Renault Zoe, con un’autonomia di oltre 400 km con un pieno. Queste saranno usate in parte dall’amministrazione, dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 17.30, in parte dalla cittadinanza. Infatti, al di fuori delle ore in cui verranno utilizzate dai dipendenti del municipio, chiunque potrà prenotare una delle vetture tramite un’applicazione dedicata. L’auto potrà essere usata per muoversi non solo sul territorio comunale, ma in tutta la regione. Sono oltre 100 i punti E-Vai, di proprietà della società di car sharing Fnm, già installati su suolo lombardo. Il servizio pubblico sarà attivato non appena il Comune avrà concluso i lavori di realizzazione delle colonnine di ricarica.

SI PRENOTA VIA APP

“Niente chiavi, tutto prenotabile tramite smartphone. In quanto elettriche (le auto, ndr) rappresentano un passo alla lotta contro le emissioni inquinanti”, ha dichiarato la Sindaca Lorella Alessio. “Grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali – aggiunge il consigliere delegato al progetto E-Vai Augusto De Castro – il car sharing può arrivare anche in realtà locali non raggiunte dai grandi operatori. Riduce così il ricorso all’auto privata da parte dei cittadini. Inoltre, rende più efficiente e sostenibile la gestione del parco vetture del comune. Ci fa particolare piacere la scelta del Comune di Dalmine perché permetterà anche collegamenti diretti con i 3 E-Vai point già presenti nella città di Bergamo“. La cittadina infatti ospita anche alcuni dipartimenti dell’UniBg, di fronte ai quali saranno installati dei punti di ricarica per incoraggiare gli studenti all’uso delle nuove auto elettriche.

VANTAGGI PER TUTTI

Sono molteplici le ricadute positive di questo progetto sinergico tra pubblico e privato. Sia per il Comune sia per i residenti. Da un lato infatti, la spesa per l’acquisto delle nuove vetture (circa 20.000 euro l’una) sarà ammortizzata dai proventi del noleggio, dall’altro l’amministrazione compirà un passo avanti nella riconversione verde della macchina pubblica. Inoltre il progetto permette la diffusione di questo modello di condivisione anche in realtà più piccole, normalmente non raggiunte dai grandi servizi di car sharing presenti ad oggi solamente nelle maggiori città italiane e del mondo.

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IT Taxi

di Antonino Caffo

IT Taxi è la risposta italiana a Uber. No, non si tratta di un servizio i car sharing privato, il noleggio con conducente, ma di un esperimento molto riuscito, di offrire ai cittadini, turisti, viaggiatori, una modalità di trasporto il più vicino possibile a quella del taxi tradizionale, calata però nel mondo del digitale. L’applicazione è stata infatti sviluppata dall’URI (Unione Radiotaxi d’Italia) ed è disponibile gratuitamente sia per iOS e Android, non solo in lingua italiana, ma anche in inglese e tedesco.

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MyTaxi

di Antonino Caffo

Prenotare un taxi tramite il proprio smartphone non è più una novità ma in molti ancora non conoscono le potenzialità di servizi dedicati, disponibili praticamente ovunque. Tra questi c’è MyTaxi, un servizio che ha rivoluzionato un’intera industria. Mai prima d’ora viaggiare in taxi è stato facile e conveniente come con mytaxi: dall’ordinare una vettura, al pagamento senza contanti e la valutazione del viaggio. Con 70 milioni di passeggeri e 108.000 tassisti registrati in più di 50 città in dieci paesi europei, MyTaxi è la più grande azienda di questo tipo in Europa.

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Auto elettriche Bmw–Daimler: un accordo taglierebbe 7 miliardi di costi

di Antonio Elia Migliozzi

Colpo di scena nelle relazioni tra Mercedes-Benz e BMW. I due colossi dell’auto, dopo aver annunciato nei giorni scorsi l’alleanza sul fronte della mobilità green, tornano a sedersi intorno ad un tavolo per decidere del loro futuro. Le aziende scelgono di approfondire la collaborazione in un settore di grande importanze per l’automotive quale la mobilità elettrica. BMW e Daimler hanno infatti deciso di mettere a sistema i punti di ricarica destinati alle auto elettriche e di realizzarne di nuovi insieme. Sono anche al lavoro per cooperazione su piattaforme EV e prodotti trasversali. Se un tale accordo verrà raggiunto ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro nel settore sviluppo nel corso dei prossimi 7 anni. Vediamo i dettagli.

ACCORDO ELETTRICO

Tradizionalmente rivali BMW e Daimler stanno intensificando le relazioni per collaborare allo sviluppo di piattaforme per veicoli elettrici. Si tratta di informazioni riferite dalla stampa tedesca, Sueddeutsche Zeitung e Auto Bild, hanno infatti cavalcato subito la notizia. I colloqui attuali si stanno concentrando su auto compatte e di medie dimensioni e le piattaforme, che sarebbero state progettate principalmente per l’elettrificazione, potrebbero anche essere adattate per ospitare opzioni di powertrain tradizionali. BMW e Daimler sono già legate da accordi per lo sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida e servizi di mobilità, nonché di un programma congiunto di innovazione. Certo è che una cooperazione sulle piattaforme EV aprirebbe orizzonti ampi e nuovi. Si stima che ciascuna casa automobilistica potrebbe risparmiare almeno 7 miliardi di euro di costi di sviluppo nel corso nei prossimi 7 anni.

ALLEANZA A TUTTO TONDO

Sia BMW che Mercedes-Benz hanno già investito molto nelle auto elettriche. La divisione BMW i ha creduto nel campo già dal 2013 con la piccola i3. La divisione Smart di Mercedes ha venduto auto elettriche dal 2009 e Daimler sta per lanciare il nuovo SUV EQC (Leggi auto elettrica e pioggia quali sono i rischi). Insomma si tratterebbe di un nuovo tassello che si inserisce in una contingenza di mercato che vede anche i top player tedeschi costretti a fare squadra. Il calo di profitti dovuto alle ricerche sulla mobilità elettrica e alle incertezze dei consumatori sul diesel, impongono un rapido cambio di rotta. La nuova cooperazione tra i due gruppi industriali vuole mettere a sistema il primo un attore globale della mobilità. BMW e Daimler vogliono investire circa un miliardo di euro insieme per ampliare ulteriormente la gamma di servizi condivisi avvicinando una clientela sempre più internazionale.

ULTERIORI ORIZZONTI

BMW e Daimler hanno annunciato nelle settimane scorse la riorganizzazione dei loro nuovi servizi di mobilità con la fusione dei car-sharing DriveNow e car2go. In futuro, Share Now, Free Now, Charge Now, Reach Now e Park Now copriranno numerose altre funzioni per essere sempre più vicini alle esigenze dei driver. Sul fronte delle auto elettriche, Charge Now fornisce l’accesso alla rete di ricarica pubblica più grande e in più rapida crescita in Europa. Attraverso il collegamento intelligente delle joint venture, BMW e Daimler vogliono plasmare la mobilità urbana di oggi e di domani sfruttando le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dai servizi condivisi e dalle crescenti esigenze di mobilità dei clienti finali. Sono inoltre ipotizzabili collaborazioni con altri fornitori e l’acquisizione di start-up o player affermati (Leggi tutti i dettagli sul car sharing condiviso BMW – Daimler).

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Firefox Send, file sharing con crittografia

di Luca Colantuoni

Mozilla aveva annunciato la chiusura del programma Firefox Test Pilot, promettendo però l’aggiornamento degli “esperimenti” già disponibili. Firefox Send, accessibile a tutti come servizio standalone (quindi non solo agli utenti di Firefox), ha ricevuto importanti miglioramenti diventando più completo e affidabile.

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Helbiz, monopattini elettrici anche su Moovit

di Candido Romano

Heilbiz e Moovit hanno concluso una partnership per mettere a disposizione degli utenti milanesi i monopattini elettrici HelbizGo in sharing  direttamente sull’app Moovit. L’obiettivo è quello di facilitare gli spostamenti nel centro di Milano rendendoli più semplici. Moovit è l’app per il trasporto pubblico più utilizzata e grazie ad essa gli utenti di Milano possono sapere in tempo reale quali sono i monopattini elettrici di Helbiz più vicini a loro, disponibili in condivisione. La partnership fra Heilbiz e Moovit si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una mobilità multimodale ed eco-sostenibile.

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BMW e Daimler, alleanza su mobilità e car sharing

di Candido Romano

BMW e Daimler, principali produttori di auto a livello mondiale, hanno annunciato che lavoreranno insieme a progetti dedicati alla mobilità. I due colossi tedeschi dell’auto prevedono un investimento di più di un miliardo di euro sul mercato della mobilità urbana. Insomma una joint venture sul ride hailing (cioè la prenotazione di una vettura con autista attraverso un’app), car sharing, ricarica di auto elettriche e altri servizi.

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Helbiz e Telepass insieme per la smart mobility

di Filippo Vendrame

Helbiz e Telepass stringono un accordo per favorire una mobilità più intelligente. Grazie all’intesa tra queste due società, le persone potranno noleggiare un monopattino elettrico Helbiz e saldare il costo delle corse con Telepass Pay, l’innovativa app che permette anche il pagamento delle strisce blu, del carburante, del bollo auto e molto altro, e che si arricchirà di questa nuova soluzione.

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Recensione e guida completa cloud storage OneDrive

di Aggregator

OneDrive è uno spazio di archiviazione online gratuito fornito con il tuo account Microsoft. È come un altro disco rigido disponibile da tutti i dispositivi che usi. Non devi più inviare a te stesso i file tramite email o portare in giro (con il rischio di perderla) un’unità flash USB. Che tu stia usando il laptop per lavorare a una presentazione, il tuo nuovo tablet per visualizzare le foto dell’ultima vacanza o il telefono per controllare la lista della spesa, puoi accedere ai tuoi file in OneDrive.

Iniziare a usare OneDrive è facile. Puoi aggiungere file già presenti nel tuo PC copiandoli o spostandoli in OneDrive. Quando salvi i nuovi file, puoi scegliere di salvarli in OneDrive per potervi accedere da qualsiasi dispositivo e condividerli con altre persone. Se nel tuo PC è presente una fotocamera integrata, puoi salvare automaticamente le copie delle foto presenti nel rullino in OneDrive, per avere sempre una copia di backup.

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I migliori siti per trovare film, software, videogiochi e serie TV

di Aggregator

I siti di filehosting, fra i quali RapidShare rappresenta sicuramente uno dei più famosi, costituiscono una risorsa preziosa per inviare documenti molto voluminosi ai propri contatti. Proprio la loro versatilità ha però fatto sì che la comunità della rete abbia iniziato, nel corso degli anni, ad impiegare questi servizi non solo come piattaforme per lo scambio privato di file, ma anche come punto di riferimento per la condivisione pubblica di contenuti d’ogni tipo: film, interi DVD, serie TV, videogiochi e chi più ne ha, più ne metta.

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Similmente a quanto avviene con BitTorrent però, c’è anche uno svantaggio: non è presente alcun motore di ricerca ufficiale, come invece avviene per eMule. Per individuare il materiale di proprio interesse è quindi necessario rivolgersi a siti specifici, i quali raccolgono, classificano e propongono collegamenti diretti alle opere da scaricare. Nel corso di questo articolo, presenteremo i portali più interessati dedicati all’argomento.

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