Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Il Metano sui camion inquina fino a 5 volte più del diesel

di Nicodemo Angì

metano-sui-camion

I veicoli pesanti emettono più che in proporzione al loro numero: è per questo che si guarda al Metano sui camion per “pulire” il trasporto. Secondo i dati EPA nel 2014 i veicoli leggeri hanno consumato 14.395 TeraBTU di energia, circa 25 volte di più dei veicoli medio-pesanti. Eppure le emissioni di gas serra dei veicoli leggeri sono state 108,4 milioni di tonnellate contro i 187,1 milioni dei camion e degli autobus. In pratica i mezzi pesanti sono molti di meno di quelli leggeri e quindi consumano “poca” energia ma nel farlo emettono più che in proporzione. Si capisce quindi perché i governi e le città spingono per un carburante che appare molto più pulito: il Metano. Possiamo quindi dire che il metano sui camion abbassa le emissioni? La questione è molto controversa e vari studi recenti sembrano ridimensionare questa tesi.

IL METANO EMETTE 5 VOLTE IL DIESEL?

Una premessa: le sostanze veramente tossiche sono fondamentalmente gli ossidi d’Azoto, i composti dello Zolfo, il particolato e gli idrocarburi incombusti. Il Metano e l’anidride carbonica sono invece gas serra, con il primo molto più potente della seconda. Transport & Environment ha riportato i test emissioni di NOx, CO2 equivalente e particolato condotte su strada da TNO (ente olandese indipendente) su vari camion. Il Volvo Euro 6/C 2018 ha come carburante primario il Metano (LNG) acceso dal gasolio con il sistema High Pressure Direct Injection (HPDI). A rappresentare i camion a metano con accensione comandata ci sono stati un Iveco Stralis ed uno Scania G340 entrambi Euro 6 del 2017. Il confronto è avvenuto con camion diesel Euro 6/A del 2013, sempre testati da TNO.

EMISSIONI CONTROVERSE

I risultati in città hanno visto i camion a metano emettere più NOx rispetto al migliore mezzo a gasolio, con l’Iveco superiore di 3,5 volte. Nel ciclo combinato le emissioni sono scese ma il divario è salito, con l’Iveco a emettere 5 volte di più del miglior diesel 2013. Le emissioni di particolato sono risultate paragonabili e quelle della CO2 inferiori, rispetto al miglior camion del 2013, dal 3 al 14%. Questo impone cautela perché il riferimento “camion medio 2013” considera veicoli con consumi diversi ed essi sono direttamente legati alla CO2 emessa. Cosa accade poi considerando le emissioni del Metano sui camion in maniera più estesa, ad esempio dal pozzo al serbatoio (WTT) o dal serbatoio alle ruote (TTW)? Le emissioni WTT di gas serra equivalenti sono il 26% maggiori, per unità di energia, del gasolio perché il Metano ha un potere serra maggiore.

A FAVORE DEL METANO

Esistono ovviamente deduzioni a sostegno del Metano e ringraziamo Mario Ragusa, promotore della sperimentazione dell’etanolo contro il particolato, per avercene indicate qualcuna. Segnaliamo per esempio gli appunti fatti da Natural & bio Gas Vehicle Association (ovviamente a favore del gas). Fra le contestazioni leggiamo che  per il particolato T&E avrebbe “confuso” la massa delle particelle PM con il loro numero PN, alterando i risultati. Ulteriore critica è non aver citato altri dati TNO, più favorevoli, e i test biennali del consorzio Project Equilibre. È il monitoraggio – che ha come partner anche aziende e consorzi attivi nel settore del Metano – di camion delle flotte di varie società francesi. Da essi si evince che se il traffico è scorrevole le emissioni di NOx sono comparabili mentre esse salgono molto di più per i diesel nelle congestioni.

IL METANO E LE SIMULAZIONI

Anche in questo caso la diminuzione della CO2 non è apparsa molto rilevante mentre quella degli ossidi di Azoto appare più sostanziale. In ogni caso i valori rilevati sono abbastanza simili per i veicoli diesel ma variano molto per quelli a Metano, dipendendo dalle tecnologie usate. Alla fine, dopo 500 mila km di test, si conclude che non è facile paragonare le emissioni di NOx per motorizzazioni diverse. Chiudiamo con uno studio effettuato dalla francese Energie Nouvelle – fa parte dell’istituto di ricerca IFPEN – che analizza vari veicoli con simulazioni al computer. Le emissioni di gas serra totali per camion 12 tonnellate sono state simulate con alimentazioni: diesel, Metano, Biometano, elettrica e ibride diesel, Metano e Biometano. Per l’anno 2019 le emissioni dal pozzo alla ruota (WTW) sono preponderanti per diesel e ibrido diesel (marrone) mentre nel Metano svetta il verde TTW seguito dal turchese WTT.

IL CAMION A METANO DEL FUTURO

Il totale crolla per l’elettrico (mix energetico francese), con la batteria a pesare molto ed è ancor più basso per l’ibrido a Biometano. La proiezione al 2030 mostra una diminuzione generale della CO2 con l’ibrido-Metano che ha i valori più bassi fra le alimentazioni non a Biogas. Si nota che per i mezzi a gas ha un certo peso il percorso WTT, dato dalle dispersioni in atmosfera. La CO2 equivalente più bassa attiene al termico e all’ibrido a Biometano, in virtù di un sostanziale azzeramento della fase TTW. L’elettrico è appena peggiore perché svantaggiato dalle emissioni della costruzione della batteria: se le relative tecnologie emettessero meno CO2 questa motorizzazione avrebbe lo scettro. Notiamo infine che l’ibrido si considera non plug-in e quindi con poche emissioni-batteria ma vantaggioso soltanto nei percorsi favorevoli al recupero d’energia. Il metano sui camion lascia quindi molte incertezze, anche perché le emissioni non sono misurate nello stesso modo (al km, nel ciclo vita, in g/CO2 equivalenti?) e aspettiamo nuove ricerche per trarre conclusioni.

The post Il Metano sui camion inquina fino a 5 volte più del diesel appeared first on SicurAUTO.it.

Emissioni auto: il 25% della potenza mondiale viene dai motori a scoppio

di Nicodemo Angì

emissioni-auto

Le emissioni auto sono abbondanti ma i motori appaiono puliti: sprigionano il 25% della potenza mondiale ma pesano il 10% dei gas inquinanti. È per questo che 37 scienziati pensano che svilupparli ulteriormente vada a favore dell’ambiente. L’automotive è in una fase turbolenta, nella quale si intrecciano questioni ambientali, strascichi del Dieselgate, strette regolamentari e nuovi modelli di mobilità e tecnologici. Pensiamo ai diversi approcci nel costruire le auto elettriche e alla difficoltà di prevederne la diffusione, come riferito da un fornitore. In questa situazione incerta arriva un importante endorsement da 37 eminenti scienziati che hanno pubblicato un editoriale sull’International Journal of Engine Research (IJER). Le loro conclusioni favoriscono i motori classici perché “i trasporti non diventeranno completamente elettrici per diversi decenni, se non mai”.

EMISSIONI AUTO AL 10%

Un discorso simile viene fatto per le fonti energetiche: “è chiaro che la generazione dell’energia non diventerà completamente rinnovabile”. In questo quadro le ricerche sui motori a combustione, tese a migliorare l’efficienza e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, sono estremamente interessanti. I 37 scienziati ritengono che motori “flessibili” ad alta efficienza e soluzioni ibride saranno importanti per ridurre consumi e emissioni, anche dei gas serra. I motori a combustione alimentati da combustibili fossili generano il 25% della potenza mondiale, circa 3.000 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio/anno su 13.000. Ma quanto pesano le emissioni auto sul totale globale? I motori producono “soltanto” il 10% del totale mondiale di gas serra che, ricordiamolo, vedono un contributo importante nel Metano, più pericoloso della CO2. Sappiamo poi che anche l’aviazione civile emette molta anidride carbonica: è una quota minoritaria che però cresce senza controllo.

COME RIDURRE LE EMISSIONI AUTO?

Gli scienziati richiamano poi l’attenzione sul fatto che le persone scelgono il tipo di propulsione in base a vari fattori, incluso il costo. Sappiamo che le automobili elettriche e ibride sono ancora piuttosto costose da acquistare, anche se recuperano nella manutenzione e nei consumi equivalenti. Questi 37 scienziati, ovviamente motivati perché hanno scritto sul IJER, danno diverse risposte alla fondamentale domanda: come ridurre le emissioni auto? La premessa è che le ricerche “trarrebbero sicuramente beneficio dalle collaborazioni mondiali tra ricercatori di industrie, laboratori governativi e università“. Si fa notare che catalizzatori, filtri antiparticolato ad alta filtrazione e gli SCR a urea stanno abbassando le emissioni di NOx a soli 15-20 mg/km. Pensando al particolato l’impatto di pneumatici e freni è già maggiore di quello dei motori più evoluti: circa 50 mg/km contro 5 mg/km.

MOTORI A SCOPPIO A TUTELA DELL’AMBIENTE

I 37 firmatari dell’editoriale indicano vari settori che potrebbero migliorare ancor di più efficienza e pulizia degli ICE. L’uso di pressioni d’iniezione molto elevate e miglioramenti meccanici, insieme a miscele molto “magre”, come quelle dei motori ibridi modulari Mahle con precamera, sono fra queste. Sono possibili miglioramenti nella “respirazione” del motore: studio dei condotti, sovralimentazione migliorata, combustione a bassa temperatura e distribuzione a fasatura variabile. Altri vantaggi sono possibili lavorando sull’EGR, sul già efficiente ciclo Miller e sul recupero dell’energia residua dei gas di scarico. L’elettrificazione migliora significativamente l’efficienza termica, che potrebbe salire oltre il 50%; un contributo verrà anche dai range extender, i cui motori ottimizzati sarebbero molto efficienti. Si indicano anche la lubrificazione del motore, soprattutto nei sistemi elettrificati che funzionano con velocità e carichi più limitati.

TEMPERATURE E CARBURANTI SPECIALI

Occorre migliorare l’efficienza a freddo di motore e sistemi di trattamento dello scarico mentre sono promettenti l’alimentazione mista gasolio/gas naturale e l’iniezione diretta di gas. I grandi motori a gas naturale, come quelli delle navi e delle centrali a cogenerazione, vanno migliorati per efficienza termica ed emissioni allo scarico. I carburanti “surplus” a basso numero di ottano sono interessanti così come i biocarburanti e quelli sintetici, magari additivati con componenti innovativi come l’NH3. Viene data grande importanza agli strumenti di ricerca come la simulazione fluidodinamica CFD, utilissima per capire meglio fenomeni complessi come la combustione. Quali conclusioni traggono quindi gli esperti sulle emissioni auto? Il prossimo futuro vedrà i trasporti operati da soluzioni che “mixano” motori a combustione, propulsori a batteria e ibridi insieme ai classici veicoli convenzionali. Le ricerche fervono e c’è molto bisogno di menti giovani e brillanti: fatevi sotto per il futuro!

The post Emissioni auto: il 25% della potenza mondiale viene dai motori a scoppio appeared first on SicurAUTO.it.

Metano più pericoloso della CO2? Uno studio spiega perché

di Nicodemo Angì

metano-piu-pericoloso-della co2

Il Metano potrebbe essere più dannoso per l’ambiente della CO2 perché è un gas serra più “efficace” e uno studio ne smonta la sostenibilità. È il componente principale del gas naturale, chiamato così in contrapposizione al GPL ottenuto dal petrolio, ma il Metano non sembra molto ecologico. Un nuovo studio dell’ente indipendente Energy Watch Group evidenza infatti che passare al gas naturale per produrre energia potrebbe aumentare l’effetto serra del 40%. Questo risultato dà un duro colpo all’idea che il gas naturale possa proteggere il clima dato che il Metano è più pericoloso della CO2.

METANO PIÙ PERICOLOSO DELLA CO2?

Energy Watch Group ha calcolato l’impatto sul clima di una sostituzione di petrolio e carbone con il Metano, deducendo che l’effetto serra ne risulterebbe amplificato. Ma come mai il Metano è più dannoso della CO2? Il Metano che brucia emette meno CO2 rispetto a carbone, petrolio e derivati ma il suo effetto serra vanifica le sue minori emissioni di anidride carbonica. Se si usasse solo Metano negli impieghi diretti del gas, nella produzione dell’elettricità e del riscaldamento l’effetto serra aumenterebbe rispetto ad oggi. Le automobili elettriche, nonostante la batteria, emettono poca CO2 nel lifecycle ma se l’elettricità che usano è prodotta con il Metano questo vantaggio rischia di vanificarsi. Il problema non è la combustione, piuttosto pulita, ma il fatto che il Metano incombusto è un gas serra più potente della CO2. Se il suo impiego aumentasse se ne libererebbe di più in atmosfera durante il trasporto, i rifornimenti e così via. In ogni caso chi compra un’auto a gas va incontro a diversi vantaggi e anche a qualche svantaggio.

UN GAS SERRA SUBDOLO

L’Energy Watch Group tedesco lancia l’allarme: il governo federale considera il Metano come un elemento di protezione del clima, una tecnologia-ponte verso la decarbonizzazione. Il presidente dell’Ente, Hans-Josef Fell, ha ricordato gli incentivi che potrebbero essere erogati a chi elimina un impianto di riscaldamento a gasolio. La sua idea è che ”ci dovrebbero essere incentivi anche per chi elimina gli impianti a gas e a carbone“. Gli autori dello studio pensano che occorra abolire immediatamente tutti i sussidi per i combustibili fossili, dirottando i fondi verso energie rinnovabili a emissioni zero. L’attuale rete dei metanodotti dovrebbe essere usata per il biogas e l’idrogeno, che bruciando produce soltanto vapore acqueo. L’associazione ecologista FÖS ha scoperto poi che i sussidi tedeschi per il gas naturale sono stati di ben 1,4 miliardi di euro nel 2017.

NON AGEVOLARE I COMBUSTIBILI FOSSILI

La riduzione dei sussidi per il gasolio, rientrata perché colpiva anche settori produttivi, faceva parte della bozza di decreto che dava 2000 euro per la rottamazione. Ovviamente il Metano non è il solo gas serra più dannoso della CO2: c’è il protossido d’Azoto N2O, Il tetrafluorometano CF4 e il refrigerante R-152a. Questi composti hanno effetti climalteranti a medio e lungo termine così pronunciati che usare la CO2 per i climatizzatori produce meno effetto serra.

The post Metano più pericoloso della CO2? Uno studio spiega perché appeared first on SicurAUTO.it.

Unboxing SERRA IDROPONICA SMART

di Andrea Galeazzi
Eh si, a volte mi piace curiosare per Amazon alla ricerca delle stranezze. Mi sono imbattuto in una serra smart, controllata via app, per far crescere piante in ogni ambiente ed in ogni stagione dell’anno. E questa di Robonica è […]
❌