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Dispositivi antiabbandono e omologazione: come stanno le cose?

di Donato D'Ambrosi

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

L’allarme seggiolini auto è obbligatorio dal 7 novembre, quindi per il timore di prendere una multa è partita la corsa all’acquisto di un dispositivo antiabbandono. Una partenza non priva di intoppi visto che i produttori di allarmi per seggiolini lavorano a pieno regime per poter rispondere alle richieste dei consumatori. Al punto che almeno il rischio di multe fino al 1 marzo 2020 sarà scongiurato da un emendamento che dovrà comunque essere approvato. Ma in tutto questo caos non si è ancora capito se montando un allarme antiabbandono universale si perde l’omologazione del seggiolino? Sembrerebbe di si secondo Altroconsumo. Abbiamo contatto i principali produttori di seggiolini e di dispositivi antiabbandono in commercio per fare chiarezza sull’omologazione del seggiolino e la compatibilità con i sistemi antiabbandono universali. E’ sufficiente la sola Certificazione di conformità? Ecco come stanno le cose.

I DISPOSITIVI ANTIABBANDONO MODIFICANO I SEGGIOLINI?

I genitori più informati sull’obbligo dell’allarme seggiolini si sono precipitati ad acquistare un dispositivo per essere in regola con la legge. Ma basta fare qualche ricerca sul web per accorgersi che per molti prodotti non c’è disponibilità a causa dell’elevata domanda. Inoltre la produzione ha dovuto adeguarsi alle specifiche tecnico-costruttive stabilite dal Ministero (vedi allegato in “Scarica PDF”). Una situazione che restringe la scelta dei dispositivi antiabbadnono per seggiolini. A lanciare l’allarme sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino montando un dispositivo antiabbandono non a norma è Altroconsumo. Secondo l’associazione dei consumatori circolano poche informazioni e non precise che potrebbero costringere gli automobilisti a un acquisto frettoloso. Un rischio che il Ministero dei Trasporti ha congelato rinviando le multe al 1 marzo 2020. Ma chi oggi acquista un dispositivo antiabbandono certificato quali rischi corre? In caso d’incidente l’allarme seggiolino può essere pericoloso per il bambino? Ecco cosa hanno risposto i principali produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono universali che abbiamo interpellato.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI A RISCHIO? IL PARERE DI REMMY SRL

Se monto un dispositivo antiabbandono su un seggiolino omologato, perdo l’omologazione? E’ la domanda che si farebbe qualsiasi genitore. Ma Michele Servalli, ideatore del dispositivo Remmy stempera i timori. “Oltre alla certificazione di Conformità, Remmy è stato sottoposto a test e validato anche dal CSI, il laboratorio dove sono stati effettuati i crash test con i seggiolini più diffusi”, spiega il CEO di Remmy SRL. Altroconsumo dal canto suo sostiene che “non è possibile provare con un crash test (facoltativi e con costi esorbitanti per le aziende, ndr) la compatibilità assoluta con tutti i seggiolini”. Motivo per cui sarebbe  consigliabile rivolgersi preferibilmente ai produttori di seggiolini in grado di garantire la perfetta compatibilità con gli allarmi della stessa marca.

I CRASH TEST FACOLTATIVI CON DISPOSITIVI ANTIABBANDONO

La stessa domanda l’abbiamo fatta all’azienda Digicom che dal 2017 commercializza l’allarme antiabbandono Tippy Smart Pad. Un sistema che viene fornito anche ad alcuni dei principali produttori di seggiolini omologati. Riguardo ai crash test effettuati nuovamente presso il laboratorio CSI, la Digicom SRL ci spiega che: “Tippy è stato sottoposto a crash test su circa 20 seggiolini del Gruppo 0-1-2 (fino ai 4 anni di età imposti dal DM, ndr)”. “I test sono stati ripetuti finché l’esito delle prove ha dimostrato che con o senza dispositivo la curva dinamica (che misura le sollecitazioni in caso di impatto) era al di sotto di quanto prevedono le norme ECE R44 ed ECE R129”. Una quantità di prove sufficiente, secondo l’azienda, da poter garantire la sicurezza del dispositivo abbinato ai seggiolini più diffusi in commercio.

L’INCERTEZZA SULLA COMPATIBILITA’ DEI SEGGIOLINI PIU’ VECCHI

D’altro canto la stessa azienda ammette che “sarebbe impossibile testare i circa 3 milioni di seggiolini diversi in commercio”. Tuttavia chiedere che un dispositivo di allarme sia compatibile con tutti i seggiolini in circolazione è forse una condizione estrema. “E’ improbabile che le aziende produttrici di seggiolini che vendono anche dispositivi antiabbandono, li abbiano testati su prodotti della stessa azienda in commercio 15 anni fa e ormai non più in vendita”. Spiega il reparto tecnico della Digicom “questi prodotti sono in circolazione non avendo una scadenza, ma sarebbe impensabile sottoporre a test anche dei seggiolini così vecchi”. Bisogna considerare infatti che i crashtest effettuati sui dispositivi antiabbandono universali non sono imposti (come invece lo sono per le aziende sui nuovi seggiolini) e i costi sono a carico dei produttori.

OMOLOGAZIONE SEGGIOLINI CON ALLARME: COSA DICONO I PRODUTTORI

Ci sono molti produttori di seggiolini che commercializzano dispositivi antiabbandono ad uso esclusivo come il  tappetino Inglesina Ally PadChicco, invece, garantisce la compatibilità con tutti i seggiolini in commercio del dispositivo Chicco Bebécare EasyTech “oggetto di valutazione anche da parte del laboratorio CSI, che ha certificato il prodotto sulla conformità”. Ma sui suoi seggiolini Chicco sconsiglia di usare dispositivi di altre marche se non approvati, perché “i seggiolini in quanto omologati non possono subire modifiche non preventivamente approvate dall’ente che ha omologato il prodotto”Cybex, ad esempio commercializza alcuni seggiolini con allarme SensorSafe integrato e a breve sarà disponibile un kit retrofit per i seggiolini che ne sono sprovvisti. Se però si volesse montare un dispositivo universale diverso su un seggiolino Cybex, Sandro Pietrogrande, Country Manager Cybex Italia ci ha spiegato che è presto per stabilire se si perde l’omologazione. “Il tempo (di entrata in vigore dell’obbligo, ndr) è risultato insufficiente ad effettuare test e controlli adeguati su dispositivi esterni abbinati ai nostri seggiolini” dice Pietrogrande.

SEGGIOLINI CON ALLARME ANTIABBANDONO PERICOLOSI? RISPONDE ALTROCONSUMO

Sembrerebbe infatti che i produttori di dispositivi antiabbandono che abbiamo interpellato non abbiano tralasciato la sicurezza dei dispositivi in caso di incidente. Abbiamo quindi chiesto ulteriori chiarimenti ad Altroconsumo sulla sua posizione, giungendo a una conclusione più rassicurante per i genitori che hanno già fatto l’acquisto.“Dalla discussione che Altroconsumo ha avuto con diversi laboratori che certificano seggiolini e prodotti, siamo convinti che i prodotti “indipendenti” non alterino la protezione offerta dal seggiolino”, ha chiarito Altroconsumo. Tuttavia il decreto lascia insoluti alcuni dubbi sull’interpretabilità dell’uso del Bluetooth e la validità delle norme ECE R44 ed ECE R129. Secondo le norme di omologazione dei seggiolini infatti non dovrebbero esserci cuscini ausiliari ad alterarne le caratteristiche. Una osservazione che sicuramente richiederà un ulteriore chiarimento del Ministero dei Trasporti.

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L’allarme seggiolini slitta al 1 marzo 2020: cosa fare in caso di multa

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

L’obbligo dell’allarme seggiolini bimbi è tecnicamente in vigore non senza punti in sospeso da chiarire su incentivi, controlli e le multe. Proprio per questo il Governo è al lavoro su un emendamento che farebbe slittare al 1 marzo 2020 l’allarme antiabbandono obbligatorio e le multe per chi non ha un dispositivo conforme in auto. Intanto però, come già abbiamo spiegato l’obbligo è sulla carta partito e finché non sarà approvato l’emendamento alla Manovra 2020, le multe sono tutt’altro che esorcizzate. Ecco cosa succederà con lo stop e cosa fare in caso di multa anticipata per l’obbligo dell’allarme antiabbandono.

I PUNTI DA CHIARIRE SULL’ALLARME SEGGIOLINI OBBLIGATORIO

I punti che dovrà chiarire l’emendamento alla legge finanziaria sono molti, ma finché non sarà approvata tutto resta com’è sull’obbligo dell’allarme seggiolino. Il motivo semplice è che non si sa ancora in che forma l’emendamento congelerà le multe e farà chiarezza sui nodi legati a incentivi e controlli. Da un lato gli incentivi di 30 euro sono stati varati ma non si sa con quali modalità di erogazione perché manca un decreto attuativo. Dall’altro l’obbligo è diventato vigente (ancora prima degli incentivi) ma né gli automobilisti né i produttori sono pronti a questa partenza anticipata. E’ bastato qualche giorno e l’insurrezione delle associazioni dei consumatori per mettere un freno all’exploit del Ministero dell’Interno sull’obbligo dell’allarme antiabbandono. Intanto leggi qui come stanno realmente le cose sul rischio di perdere l’omologazione del seggiolino se si monta un dispositivo antiabbandono universale.

DA QUANDO E’ VALIDA LA MULTA PER L’ALLARME ANTIABBANDONO

Bisogna fare bene attenzione a non lasciarsi illudere dagli annunci dell’ultima ora: nonostante l’emendamento in arrivo le multe sull’allarme seggiolino bimbi sono per ora valide. A chi si chiede da quando partono le multe se non si ha l’allarme seggiolino in auto? Il MIT risponde: “Dal 7 novembre.” E poi precisa “Il governo sta lavorando per posticipare al primo marzo 2020 l’avvio delle multe per i non provvisti del dispositivo”. Perché finché non ci sarà una legge che annulla il precedente provvedimento, gli accertatori devono attenersi a quanto è in vigore. E qui si apre un’altra voragine normativa che speriamo l’emendamento potrà chiarire: quella dei controlli su strada. Con la circolare del Ministero dell’Interno si dava formalmente avvio ai controlli e alle multe sull’obbligo del seggiolino con allarme antiabbandono.

I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO E IL RICORSO IN CASO DI MULTA

Ma con ogni probabilità gli stessi organi di polizia demandati ai controlli si troveranno a dover far finta di nulla. In primis perché gli allarmi seggiolino auto non devono essere omologati, ma conformi alla legge. Questo significa che l’agente non dovrà limitarsi a verificare la presenza di una marcatura di omologazione, come ad esempio avviene per il seggiolino stesso o il casco da moto. A un posto di controllo, gli agenti dovranno controllare che il dispositivo funzioni secondo le specifiche tecnico-costruttive che il Produttore dichiara di rispettare, se non si accontentano del Certificato di Conformità (un pezzo di carta). Questo groviglio però lascia arbitrarietà nei controlli e il rischio di multa finché non sarà approvato l’emendamento che fa slittare l’obbligo dell’allarme seggiolino. Ecco perché in caso di multa per allarme seggiolini antiabbandono, è probabile che il ricorso al Giudice di pace sarà accettato, almeno finché non sarà tutto più chiaro, presumibilmente entro la fine dell’anno.

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Allarme seggiolini obbligatorio dal 7 novembre: cosa rischia chi viene multato

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi è obbligatorio da oggi 7 novembre 2019 con la circolare del Ministero dell’Interno 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 del 6 novembre (allegato in “Scarica PDF” sotto). Ora a farne le spese potrebbero essere gli automobilisti poco informati che rischiano grosso, anche in caso di incidente. Ma anche i produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono, che con il decreto attuativo di ottobre 2019 avrebbero avuto tempo per adeguarsi. Ecco cosa rischia chi viene sorpreso in auto senza allarme seggiolino obbligatorio, la multa e le conseguenze possibili in caso di incidente.

Aggiornamento del 11 novembre 2019: l’obbligo dell’allarme slitta al 1 marzo 2020, ma il rischio multe fino a fine anno resta.

L’INTRECCIO DI NORME SULL’ALLARME SEGGIOLINO OBBLIGATORIO

La circolare del Ministero dell’Interno del 6 novembre 2019 accelera l’operatività dell’obbligo allarme seggiolino. Dal 7 novembre 2019 comporterà una multa e taglio punti patente a chi non ce l’ha. Un provvedimento che si aggomitola a un iter tortuoso che ha portato al via i controlli sull’allarme antiabbandono in anticipo. L’obbligo dell’allarme seggiolino infatti fu proclamato dalla legge 117/2018, lasciando però che un decreto attuativo stabilisse quali caratteristiche e specifiche dovesse avere il dispositivo. Decreto attuativo che avrebbe reso operativo l’obbligo entro l’1 luglio 2019 o comunque 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, come prevedeva la 117/2018. Questo per permettere ai produttori di adeguarsi alle specifiche e agli automobilisti di informarsi sul nuovo obbligo. Il decreto attuativo è arrivato ben oltre il 1 luglio 2018 e da qui è scaturita l’interpretabilità dei provvedimenti successivi.

LA CIRCOLARE CHE FA PARTIRE I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO

La circolare del Ministero (clicca su “Scarica PDF” in basso) non tiene però conto dei 120 giorni previsti dalla 117/2018 e dice in sostanza che dal 7 novembre 2019 diventa operativo l’obbligo e le relative sanzioni. “[..] dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all’art.172 del CdS, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n.117”. E specifica anche che l’allarme seggiolino bimbi “deve essere utilizzato su veicoli di categoria M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia o all’estero, condotti da residenti in Italia per il trasporto di bimbi fino a 4 anni”. Un obbligo che era atteso dagli automobilisti ma con una previsione al 2020. Invece ora, visto che gli allarmi antiabbandono non devono essere omologati, spetta all’automobilista accertarsi che il sistema usato è conforme alle caratteristiche tecnico-costruttive nell’allegato A del decreto ministeriale (vedi allegato in Scarica PDF sotto). Per evitare contestazioni durante i controlli quindi è bene chiedere al venditore il Certificato di conformità del Produttore.

OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINO: MULTE E RISCHI PER GLI AUTOMOBILISTI

Con l’obbligo dell’allarme bimbi in auto dal 7 novembre , gli automobilisti sorpresi  senza un dispositivo conforme  rischiano 81 euro di multa e 5 punti patente in meno. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa più volte in 2 anni scatta anche la sospensione patente per 15 giorni. Ma questo è solo l’aspetto meno preoccupante, se non si monta un allarme bimbi obbligatorio. In caso d’incidente con lesioni – come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore – l’assicurazione potrebbe rivalersi sul conducente se dai rilievi della Polizia emerge che il seggiolino non aveva l’allarme obbligatorio. Un cavillo cui si aggrapperebbero le Compagnie pur non avendo niente a che vedere con l’efficacia di un seggiolino omologato, ben montato e allacciato ma sprovvisto di allarme bimbi obbligatorio.

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Come vestire i bambini in inverno e allacciarli al seggiolino correttamente

di Donato D'Ambrosi

Allacciare correttamente i bambini nel seggiolino auto è più difficile in inverno. Il dilemma di molti genitori su come vestire i bambini in inverno per non farli ammalare è un argomento caldo anche per la sicurezza in auto. E’ corretto allacciare i bambini nel seggiolino con il giubbotto addosso? Quali sono gli indumenti più pratici da mettere a un bambino in inverno senza compromettere la sicurezza in caso d’incidente? Ecco i consigli per i genitori che in inverno sono più esposti al rischio di allacciare il bambino al seggiolino auto nel modo sbagliato.

COME VESTIRE UN BAMBINO IN INVERNO

Quando si allaccia il bambino nel seggiolino auto, il piumino imbottito non aiuta a capire quanto strette sono le cinture e per il timore di tirarle troppo si lascia un lasco eccessivo. C’è poi il rischio che i materiali sintetici favoriscono lo scivolamento del bambino in caso di incidente, che aumenta se il giubbottino è sbottonato. Come andrebbero vestiti allora i bambini inverno? Il consiglio unanime degli esperti è togliere il piumino al bambino prima di metterlo nel seggiolino. Inoltre, vestire il bambino con più strati sottili aiuta a tenerlo caldo senza l’effetto spugna delle cinture che affondano nel giubbotto.

GLI ERRORI PIU’ FREQUENTI CON IL SEGGIOLINO

I piumini e i giubbotti imbottiti sono gli indumenti più caldi per un bambino e pratici perché sono più leggeri. Quando i bambini salgono in auto però vengono allacciati al seggiolino con il giubbotto indossato. E’ l’errore più frequente in inverno con i bambini in auto se poi non si stringono correttamente le cinture del seggiolino. Per evitare di commettere errori con i bambini nel seggiolino, è consigliabile togliere il giubbotto. Poi assicurarsi che le cinture siano abbastanza strette in modo che ci sia solo lo spazio di un dito. Nel video qui sotto guarda tutti gli errori da evitare nel montaggio del seggiolino.

IN INVERNO COL CALDO E IL FREDDO IN AUTO: COSA FARE

Vestire i bambini in inverno e combattere gli sbalzi di temperatura è la missione di tutte le mamme. Quando si sale in auto si corre lo stesso rischio dei riscaldamenti a palla nelle abitazioni. Se l’abitacolo è riscaldato e il clima acceso, torna ancora più utile togliere il giubbotto al bambino prima di allacciarlo nel seggiolino. Se invece in auto l’abitacolo è freddo può essere utile coprire le gambe del bambino con il suo stesso giubbotto. Va da se che anche un piccolo plaid o una copertina da viaggio torna utile. L’importante è ricordare che vestire un bambino in inverno non deve comportare una scelta tra coprirli troppo o farli stare comodi, ma una via di mezzo che non trascuri la sicurezza in auto.

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Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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I migliori accessori per seggiolini auto: i più sicuri e quelli da evitare

di Donato D'Ambrosi

Il mercato dei seggiolini auto è talmente vasto che scegliere il seggiolino bimbi giusto non è sempre facile. Alcuni seggiolini auto sono super accessoriati, altri hanno il minimo indispensabile per essere più convenienti. Ecco perché in molti casi si pensa di acquistare gli accessori per seggiolino e migliorare il confort e la sicurezza dei bambini in viaggio. Ma i gadget pensati per i bambini che dormono in viaggio sono davvero utili? Ecco i migliori accessori per bambini nel seggiolino e quelli da evitare testati da Autobild.

I MIGLIORI ACCESSORI UTILI PER BAMBINI IN AUTO

I bambini allacciati nei seggiolini sono sicuramente più protetti in caso di incidente. Ma ci sono delle situazioni limite più o meno diffuse che potrebbero limitare la sicurezza dei bambini in auto. Quando si addormentano, ad esempio, e la testa si sposta in avanti. Oppure quando le cinturine non sono progettate per impedire al bambino di liberarsi da solo o scivolare in basso. Quando la testa del bambino è sporta in avanti, si trova fuori dalla zona di protezione del seggiolino in caso di impatto laterale. Se invece il bambino gioca con la fibbia e riesce ad allentarla o a sganciarla non serve troppa immaginazione per capire le conseguenze in caso di incidente. Per tamponare a queste due situazioni piuttosto frequenti, ci sono in commercio alcuni accessori per seggiolini che Autobild ha messo alla prova in una valutazione. Ecco quali sono gli accessori migliori per la sicurezza dei bambini.

SICUREZZA DEI BAMBINI IN AUTO A RISCHIO CON MODIFICHE

Il contatto visivo dei genitori con i bambini è fondamentale, ecco perché molti pensano di dover acquistare gadget di ogni tipo da abbinare al seggiolino auto. In molti casi si tratta di cuscini addominali, per il collo e per la testa. Tra i migliori accessori valutati da Autobild quelli sconsigliati sono i sistemi che richiedono modifiche al seggiolino, ad esempio rimuovendo parzialmente componenti che fanno parte della struttura. In tutti questi casi è meglio informarsi prima dell’acquisto ed evitarli. Restano invece mediamente validi i cuscini addominali (la taglia deve essere adeguata al bambino), ricordando che non evitano la disattivazione dell’airbag anteriore nel montaggio del seggiolino nel senso di marcia. Preferire un seggiolino con le cinture a 5 punti e stringerle adeguatamente come mostra il video qui sotto è la soluzione migliore.

CUSCINO TESTA PER SEGGIOLINI

Autobild ha messo alla prova anche i cuscini per collo e testa che aiutano il bambino a tenere la testa eretta mentre dorme. Tra quelli mediamente utili, i cuscini da collo sono i più innocui poiché non richiedono modifiche al seggiolino bimbi. Il compromesso migliore tra gli accessori per seggiolini più efficaci si ha con i cuscini da testa con fascia sganciabile. Si integrano senza modifiche al seggiolino e in caso di impatto laterale o frontale il bambino viene protetto dalle paratie e dalle cinturine di serie del seggiolino. La fascia frontale infatti e progettata per sganciarsi con una funzione molto simile al primo seggiolino con airbag di cui abbiamo parlato in questa recensione.

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Dispositivi anti abbandono, solo 30 euro di bonus: è polemica

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

Al termine di un lunghissimo iter non privo di intoppi, la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono è diventata finalmente realtà e sarà pienamente operativa a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni dovranno dunque dotarsi di un congegno che segnala la presenza a bordo di un bebè, anche a motore spento, così da scongiurare nuovi drammatici casi di bimbi ‘dimenticati’ in auto (l’ultimo a Catania meno di un mese fa) e morti a causa del caldo soffocante sprigionatosi nella vettura. Ovviamente questo dispositivo ha un costo, che graverà inevitabilmente sulle tasche delle famiglie che hanno uno o più bambini piccoli. Per questo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, nell’annunciare il varo della norma, aveva assicurato che nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 si sarebbe trovato il modo di inserire un bonus per alleggerire la spesa necessaria all’acquisto dei sistemi anti abbandono. Cosa che in effetti è stata fatta. Ma l’importo del bonus, invero piuttosto esiguo, ha deluso le aspettative di molti.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME RICHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

In attesa di comprendere le modalità di erogazione del bonus, che saranno disciplinate da un nuovo provvedimento atteso nelle prossime settimane, vediamo quali sono le caratteristiche principali del contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono. Il governo ha stanziato 16,1 milioni di euro per il biennio 2019-2020 (15,1 milioni per il 2019 e 1 milione per il 2020) e il bonus si potrà richiedere per ciascun allarme acquistato. Quindi, in teoria, le famiglie che hanno più di un figlio sotto i 4 anni potranno accedere a più contributi. Il provvedimento con le modalità attuative dovrà chiarire sia come sarà elargito il bonus (sconto sul prezzo di listino o detrazione fiscale?); e soprattutto a chi sarà elargito. Facendo un rapido calcolo sembra infatti che i fondi stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste. Per cui è probabile che saranno stilati criteri di precedenza in base per esempio al reddito oppure al numero di bambini presenti nella medesima famiglia. Lo scopriremo presto.

“30 EURO DI BONUS PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO? È UN’ELEMOSINA”

Il bonus di appena 30 euro per i dispositivi anti abbandono obbligatori rappresenta una vera e propria elemosina di cui potranno beneficiare solo pochi fortunati”, ha dichiarato intanto il Codacons criticando aspramente la misura del governo. “Con soli 16,1 milioni di euro stanziati potranno accedere al contributo circa 540 mila persone. Quando in Italia, secondo i dati Istat, risiedono circa 1.860.000 bambini di età fino a 4 anni. Significa che il bonus andrà a meno di un bambino su tre. Mentre tutte le altre famiglie saranno escluse e dovranno pagare di tasca propria e integralmente il seggiolino anti abbandono obbligatorio”. Forti perplessità anche da parte di Altroconsumo (“Come verranno gestite le richieste? Si rischia di premiare solo i più veloci perché la copertura non è sufficiente per tutti i bimbi”). E dall’Asaps, associazione sostenitori e amici della Polstrada: “Pur essendo d’accordo con il provvedimento, riteniamo che l’importo del bonus sia piuttosto limitato rispetto ai costi del dispositivo anti abbandono (da 50 a 100 euro circa, a seconda del modello). E si poteva prevedere anche una riduzione dell’Iva”.

QUANDO SARANNO OBBLIGATORI I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

L’obbligo reale di dotarsi dei dispositivi anti abbandono (ovvero il giorno in cui inizieranno a fioccare le multe da 81 a 326 euro per gli inadempienti, più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva entro due anni) partirà presumibilmente nei primi mesi del 2020. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 117/2018, che dovrebbe avvenire a brevissimo, la norma sarà effettiva dopo i canonici 15 giorni di ‘vacatio legis’. Ma quasi certamente ne saranno necessari altri 60 o forse 90 per permettere a produttori e consumatori di adeguarsi. In tal caso sarà emanata una speciale circolare della Polizia, già preannunciata dalla ministra De Micheli. Quindi, facendo due conti, l’obbligo dovrebbe scattare a febbraio 2020 o giù di lì. Contestualmente saranno stabiliti i criteri per chiedere e ottenere il bonus di 30 euro.

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Allarme seggiolini bimbi: il 70% degli italiani favorevole all’obbligo

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi obbligatorio divide i genitori, tra chi è pro e contro la nuova norma che entrerà in vigore dal 2020. Ci sono genitori convinti che dimenticare un bambino in auto sia un evento impossibile e chi trova giusto fare qualsiasi cosa per migliorare la sicurezza dei bambini in auto. E infatti un sondaggio di ConTe.it ha rilevato che quando ci sono bambini a bordo il comportamento del guidatore sarebbe più prudente. Ecco cosa pensano gli italiani dell’allarme seggiolini bimbi obbligatorio e quanto si lasciano alle distrazioni del cellulare al volante con i bambini in auto.

GLI ITALIANI E L’OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINI

Chi è d’accordo ad acquistare e usare obbligatoriamente un allarme seggiolino per non rischiare di dimenticare bambini in auto? Secondo il rapporto dell’indagine il 69% degli italiani è favorevole all’allarme antiabbandono, un dato importante rispetto al 78% di quelli che affermano di conoscere la nuova legge. La maggior parte del campione di 1000 residenti nelle Province di Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino d’accordo con l’obbligo dell’allarme sono donne. Il 75% secondo l’indagine si concentra al Centro-Sud, paradossalmente però le zone in cui secondo le statistiche l’uso del seggiolino è meno diffuso.

COSA FANNO I GENITORI CON I BAMBINI IN AUTO

Quando c’è un bambino in auto non si fanno distinzioni: da nord a sud in media tutti affermano di essere più prudenti. Il 42% degli intervistati fa più attenzione al codice della strada, il 38% dichiara di ridurre la velocità ma solo il 24% allaccia sempre le cinture. Quando si passa alle distrazioni al volante si tocca un tasto caldo, anzi rovente. Solo il 10% degli intervistati confessa di evitare le distrazioni del cellulare al volante quando ci sono bambini in auto. Stime che se analizzate in modo oggettivo trasudano anche una confusione generalizzata. Rispettare il codice della strada ed essere prudenti non equivale forse anche ad allacciare sempre e comunque le cinture di sicurezza e usare i seggiolini (art. 172 CdS)? E vogliamo parlare del vizio di buttare l’occhio al display o chattare con lo smartphone in preda all’“astinenza da social” (art. 173 CdS)?

SI ALL’ALLARME SEGGIOLINI, MA LA SICUREZZA NON E’ PRIORITARIA

I bambini in auto dettano legge nella scelta dell’auto nuova: secondo l’indagine gli intervistati scelgono un modello in base alle esigenze della famiglia. Il 75% degli intervistati ammette che la scelta dell’auto è influenzata dalla presenza di figli. Il 47% dei genitori (soprattutto maschi) sceglie con un bagagliaio più spazioso; il 46% con interni più ampi e almeno 5 sedute (in prevalenza le donne). Il dato più preoccupante è che solo il 24% sceglie auto con più dispositivi avanzati di sicurezza o gli ADAS, come la frenata d’emergenza, il controllo di velocità o i rilevatori di stanchezza del conducente. Tra le città che si sono dichiarate più attente al fattore sicurezza di un’auto ci sono Bologna (34%), seguita da Roma (32%) e Torino (27%).

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Allarme seggiolini: il decreto attuativo che fa partire l’obbligo

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini antiabbandono legge

L’obbligo dell’allarme seggiolini in auto sarà operativo: arriva infatti il decreto attuativo che avvia la norma alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’obbligo dell’allarme antiabbandono bambini modifica l’articolo 172 del Codice della Strada sull’uso di cinture di sicurezza e seggiolini per bambini. Con la firma del decreto attuativo che renderà obbligatorio l’allarme bambini in auto, il Ministero dei Trasporti anticipa anche lo studio di incentivi fiscali all’acquisto dei dispositivi antiabbandono.

IL DECRETO ATTUATIVO SULL’ALLARME ANTIABBANDONO

Presto, ma non prestissimo, scatterà l’obbligo di allarme seggiolini in auto: significa che se in auto viaggia un bambino fino a 4 anni, il seggiolino dovrà avere un sistema antiabbandono. Dell’allarme seggiolini se ne parlava già da tempo, ma mancava il decreto attuativo a delineare i contorni operativi della norma. Ora si conoscono meglio le date, ma come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore, non bisogna affannarsi a comprare un allarme seggiolino a caso.

DATE E TEMPI PER ACQUISTARE L’ALLARME SEGGIOLINI AUTO

Il decreto infatti entrerà in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma l’obbligo di montare un allarme antiabbandono per bambini scatterà con tempi più ragionevoli. Sostanzialmente tutti gli operatori e i produttori dovranno avere il tempo di adeguarsi alle disposizioni di legge. Dalla pubblicazione in Gazzetta si presume che sarà obbligatorio montare un allarme antiabbandono in auto dal 2020. Dopo 120 giorni dall’entrata in vigore del Decreto ministeriale i seggiolini che trasportano bambini fino a 4 anni dovranno avere anche un allarme collegato.

CARATTERISTICHE DELL’ALLARME SEGGIOLINI AUTO

La nota del Ministero dei Trasporti anticipa anche che sull’acquisto dell’allarme seggiolini in auto saranno definiti incentivi tramite sgravi fiscali. Attenzione però, poiché chi ha già acquistato un nuovo seggiolino da poco non dovrà comprarne un altro. Una delle caratteristiche che deve avere l’allarme seggiolini in auto è la sua adattabilità in retrofit a tutti i seggiolini per i quali vale l’obbligo. Se invece siete ancora nella fase dell’acquisto seggiolino auto, ecco alcuni video interessanti che spiegano perché è importante investire sulla sicurezza dei bambini in auto.

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4 errori da non fare con bambini fino a 12 anni e cinture di sicurezza

di Donato D'Ambrosi

Viaggiare con bambini in auto comporta dotarsi dell’ovetto o del seggiolino più adatto alla sua altezza. Negli ultimi 10 anni l’utilizzo del seggiolino per i bambini più piccoli è aumentato, ma quando si fanno più grandi la sicurezza è lasciata al caso. Pochi conoscono le conseguenze degli errori più comuni con bambini fino a 12 anni. Ecco cosa succede quando si passa troppo presto dal seggiolino per bambini alla cintura di sicurezza.

SE IL BAMBINO NON ENTRA NEL SEGGIOLINO PASSA ALLA CINTURA

L’errore più frequente che si può commettere quando viaggia in auto un bambino troppo grande per il seggiolino tradizionale è farlo viaggiare come un adulto. Visto che il mercato dei seggiolini ha da sempre classificato i seggiolini in base all’età e al peso, basta vedere crescere un bambino per allacciarlo con la sola cintura. Con la nuova direttiva R-129 le cose sono cambiate. In realtà l’art.172 del CdS è piuttosto chiaro parlando di obbligo per “i bambini di statura inferiore a 1,50 m. sistemi di ritenuta omologati ed adeguati al loro peso”. Quindi se il vostro bambino ha compiuto giù 12 anni ma non è ancora alto 150 cm la sola cintura di sicurezza non basta.

LA CINTURA E’ TROPPO STRETTA

Se un bambino non ha ancora compiuto 12 anni è probabile che non abbia neppure una statura di almeno 150 cm di altezza. Questo significa che quando indossa solo la cintura di sicurezza, viaggia scomodo e non protetto. Come si vede dalla foto sotto infatti la fascia toracica si avvicina molto al collo, mentre quella addominale supera in altezza le anche. In caso di incidente la cintura toracica potrebbe provocare lesioni al collo oltre al fatto che non offre adeguata ritenuta. Quella addominale invece potrebbe provocare lesioni agli organi o favorire lo scivolamento del bambino sotto la cintura. La posizione corretta della cintura deve essere a metà della spalla e intercettare lo sterno del bambino.

LA CINTURA E’ TROPPO LARGA

Non è detto però che un bambino debba viaggiare in un seggiolino fino a 12 anni compiuti, anche se è stato acquistato per quella fascia di età. Tra gli errori c’è anche l’iper-protezione di un bambino in auto o la cattiva regolazione dell’altezza della seduta e della cintura di sicurezza. Se il bambino ha un’altezza atipica per la sua età, ha superato i 150 cm di altezza e viaggia ugualmente troppo in alto rispetto alla cintura, questa si sposta verso l’esterno della spalla. In caso di incidente o se il bambino si addormenta il nastro scivola facilmente in basso.

SE IL BAMBINO VIAGGIA FINO A 12 ANNI SENZA SCHIENALE

Usare un seggiolino per gruppo 1/2/3 può sembrare la scelta più versatile per la sicurezza del bambino che cresce. Tuttavia esistono ancora in commercio molte sedute e booster con lo schienale removibile, mentre i nuovi prodotti omologati devono avere anche lo schienale integrato. Puntare alla praticità della sola seduta è un grosso errore con bambini non ancora abbastanza grandi poiché va a discapito della sicurezza. In caso di incidente, soprattutto laterale, il bambino non ha un supporto per testa e può riportare lesioni importanti anche se è cinturato. Questo non significa che dietro le cinture di sicurezza sono facoltative, ma funzionano meglio se i bambini sono posizionati alla giusta altezza.

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Seggiolini antiabbandono: la legge è bloccata per i dubbi dell’UE

di Raffaele Dambra

Seggiolini antiabbandono legge bloccata

Le tragiche notizie di cronaca provenienti da Catania, dove un bambino di 2 anni è morto dopo che il padre lo ha dimenticato in auto per cinque ore, ha riportato tristemente l’attenzione sulla legge che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono. Legge che esiste praticamente da un anno, ma che non è mai entrata in vigore (nelle intenzioni avrebbe dovuto farlo lo scorso 1° luglio) perché manca ancora il decreto d’attuazione, persosi nei meandri dei tanti passaggi burocratici e adesso, da quanto apprendiamo, persino a rischio di bocciatura definitiva da parte dell’UE.

SEGGIOLINI ANTIABBANDONO: LA LEGGE “FANTASMA”

A settembre 2018 il Parlamento italiano aveva approvato una legge che, modificando in parte l’art. 172 del Codice della Strada, obbligava il conducente dei veicoli delle categorie M1 (che comprende le autovetture), N1, N2 e N3, in caso di trasporto di un bambino di età inferiore a 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, a utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino stesso. Il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei sistemi antiabbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio 2019, e inviata per eventuali aggiustamenti all’ufficio TRIS, cioè il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea. Dove, come riporta Repubblica.it, ha subito uno stop forse definitivo a causa del parere negativo della commissione.

LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTIABBANDONO OBBLIGATORI: I DUBBI DELL’UE

E per quale motivo l’ufficio TRIS ha espresso forti perplessità sulla bozza del decreto che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono, invitando l’Italia a riscriverlo daccapo? Sempre secondo Repubblica ci sarebbe un problema di incompatibilità con le norme UE, visto che ogni legge nazionale volta a migliorare la sicurezza dev’essere conciliabile con la legislazione europea e con le regole del mercato interno. In particolare, il TRIS: 1) ha rilevato che alcuni sensori d’allarme (quelli da sistemare sotto il bambino) potrebbero compromettere la stabilità dei bimbi sul seggiolino auto; 2) ha chiesto di rispettare le norme di compatibilità elettromagnetica, visto che questi dispositivi ricevono ed emettono onde radio per funzionare; 3) e ha ricordato pure che va garantita la libera circolazione dei prodotti in tutti i Paesi membri, non solo in Italia.

L’OBBLIGO DEI SISTEMI ANTIABBANDONO È DAVVERO NECESSARIO?

Ma non solo. L’ufficio della Commissione Europea, come ha ribadito di recente anche Altroconsumo, pur valutando più che legittimo lo scopo di una legge che mira a proteggere la salute e la vita dei bambini piccoli, non ha ricevuto dalle autorità italiane prove della proporzionalità della misura adottata, inclusa la valutazione d’impatto. In altri termini, la misura non sembra proporzionata al rischio, dato che negli ultimi 20 anni si sono contati in Italia solo 9 casi di bambini morti perché dimenticati in auto. È quindi opportuno, si chiedono dall’UE, gravare le famiglie che hanno uno o più bambini con meno di 4 anni di una spesa obbligatoria per un’eventualità tutto sommato rara?

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CONSIDERAZIONI FINALI

Certo, porsi una tale domanda a neanche 24 ore dalla tragedia di Catania potrebbe risultare poco ragionevole, oltre che inopportuno. Se l’obbligo dei seggiolini antiabbandono fosse entrato vigore dal 1° luglio, come nelle intenzioni originali, probabilmente quel povero bambino sarebbe ancora vivo. Ma è altrettanto vero che uno Stato non può e non deve legiferare sull’onda dell’emotività. Altrimenti rischia di commettere errori molto gravi. Vedremo come proseguirà questa vicenda, in ogni caso i genitori che vogliono sentirsi al sicuro senza attendere l’obbligo della legge (se mai ci sarà), possono procurarsi facoltativamente i sistemi anti abbandono già in commercio. E leggere i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

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10 errori da non fare in estate con i bambini a bordo

di Redazione

I recenti fatti di cronaca riportano, tristemente, l’attenzione sulla sicurezza dei bimbi in auto, evidenziando quanto una leggerezza da parte del genitore, o di chi dovrebbe accudirli, può trasformarsi in una tragedia. Recentemente abbiamo letto di bambini deceduti in banali incidenti stradali per non essere stati assicurati ai seggiolini e nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia dell’ennesimo piccolo dimenticato per ore in auto da una mamma forse troppo stanca o stressata. In auto neonati e bambini sono i soggetti più deboli e indifesi, per questo è necessario essere consapevoli delle loro necessità e, ancor di più, essere coscienti e conoscere tutte le regole per farli viaggiare in sicurezza, tanto negli spostamenti urbani quanto nei lunghi viaggi, magari in vista delle vacanze estive. Vediamo quali sono i 10 errori da non fare in estate con i bambini a bordo.

1 FARE A MENO DEL SEGGIOLINO

Una recente indagine ha messo in evidenza quanto, in Italia, venga poco usato il seggiolino auto, si stima che appena il 41,2% dei genitori utilizzi sempre il dispositivo di sicurezza per i propri figli. La percentuale di chi incoscientemente fa a meno del seggiolino per bambini è pericolosamente alta e spesso questo comportamento è frutto di errate convinzioni e ignoranza. Il seggiolino va utilizzato sempre e anche d’estate, i piccoli vanno sicuramente salvaguardati dal caldo ma devono sempre viaggiare sicuri. .

2 COLLOCARE A CASO IL SEGGIOLINO PER BAMBINI

Il seggiolino per bambini non deve essere piazzato a casaccio, dove capita. In base alla tipologia del seggiolino e all’età e corporatura del bambino. Se il piccolo è un neonato il seggiolino deve essere posto in senso contrario a quello di marcia, in caso di urto frontale il bambino non subirà la pressione delle cinture e il suo capo non sarà proiettato pericolosamente in avanti (Impara a non commettere errori nell’installazione del seggiolino, qui la guida completa). Se si sceglie di fissare il seggiolino, sempre in posizione contraria al senso di marcia, sul sedile del passeggero anteriore è importante ricordarsi di disattivare l’airbag frontale. I bambini più grandi devono sedere, secondo la nuova normativa, su seggiolini dotati di schienale e adatti alla loro corporatura (Leggi qui quanta confusione regna sui seggiolini auto).

3 DIMENTICARE I BIMBI IN AUTO

Dimenticare un bimbo in auto, o peggio ancora lasciarlo anche per poco tempo da solo nell’abitacolo, è sempre pericoloso ma con le alte temperature della stagione estiva significa mettere seriamente a repentaglio la vita del piccolo. Sotto il sole cocente la temperatura dell’abitacolo può superare i 60 gradi, trasformando la vettura in un forno letale. Per evitare di dimenticare involontariamente un bimbo in auto è possibile prendere degli accorgimenti, come posizionare sul sedile del passeggero anteriore la borsa con il necessario del piccolo o i suoi giocattoli, o utilizzare uno degli appositi dispositivi che rilevano la presenza del piccolo nel seggiolino, dando l’allarme, al momento di lasciare l’auto (Qui trovi tutti i test sui sistemi salvabimbo).

4 LUNGHI TRASFERIMENTI SENZA PAUSE

Quando ci si sposta in auto, magari per raggiungere una remota località di vacanze, la tentazione di fare tappa unica per guadagnare tempo è alta. Sappiamo che per garantire la sicurezza i guidatori devono riposare, sgranchirsi e rifocillarsi almeno ogni due ore; se tra i passeggeri ci sono anche dei bambini i tempi tra una pausa e l’altra sono molto più brevi. I più piccoli hanno necessità di scaricare le energie represse accumulate durante gli spostamenti e sgranchirsi per bene, il rischio è di avere un passeggero nervoso e facilmente irritabile.

5 NIENTE ACQUA DURANTE IL VIAGGIO

L’idratazione è importante per tutti i passeggeri, le alte temperature estive tendono a disidratare l’organismo e il giusto apporto di liquidi può evitare colpi di calore, magari se ci si ritrova per molto tempo incolonnati a un casello a un ingorgo. Magari i bimbi, perché distratti dal gioco o dal panorama, tendono a non chiedere l’acqua ai genitori, bisogna quindi ricordarsi di farli bere. Il consiglio è quello di preparare alcune bottiglie di acqua fresca prima del viaggio e di stivarle in una borsa frigo per mantenere a una temperatura ristoratrice, mai acqua gelata.

6 TROPPO CALDO O TROPPO FREDDO

Durante un viaggio, magari nelle ore più calde della giornata è necessario utilizzare il climatizzatore per mantenere l’abitacolo ad una temperatura piacevole e confortevole per tutti gli occupanti della vettura. Patire il caldo in auto e sudare mette a disagio chiunque e rischia di compromettere la concentrazione di chi guida. Riguardo ai bambini, specie se molto piccoli, possono soffrire molto il caldo, mettersi a strillare e rendere il viaggio un vero calvario. Sicuramente tornano utili le apposite tendine da apporre sul finestrino per filtrare luce e calore, soprattutto se il piccolo fa un sonnellino.

7 NON MANGIARE IN AUTO PERCHÉ SI SPORCA

Quando un bimbo consuma uno spuntino in auto inevitabilmente sporca l’abitacolo; la tentazione di proibire ai piccoli di mangiare in auto è tanta ma è importante non attendere le pause in autogrill per rifocillare i piccoli. Se affamati i bambini tendono a innervosirsi e lamentarsi, somministrando loro degli spunti sani e leggeri allenteranno la tensione e si terranno occupati.

8 ZITTO, PAPA’ STA GUIDANDO

Durante un viaggio in auto i bambini devono essere intrattenuti ed è impensabile che rimangano immobili e in silenzio durante tutto il tragitto. I genitori devono evitare che i piccoli passeggeri si annoino e possono organizzare dei giochi, magari sfruttando il paesaggio che scorre dai finestrini. Un altro modo per intrattenere i bimbi è fare ascoltare loro le canzoncine preferite e magari cantarle. Un bimbo annoiato in auto è sicuramente più stressante di un bimbo che chiacchiera e canta (Sapevi dell’App gioco per abituare genitori e bambini all’uso del seggiolino? leggi qui).

9 BAGAGLI ALLA RINFUSA

La disposizione dei bagagli in auto è molto importante per la sicurezza stradale e l’incolumità dei passeggeri. Spesso se si parte delle vacanze la roba da avere con sé è davvero tanta e la tentazione di riempire ogni centimetro dell’abitacolo è frequente. Stivare i bagagli senza un criterio può essere pericoloso, in caso di incidente potrebbero essere sbalzati nell’abitacolo e una valigia pesante contro un bambino potrebbe essere letale (Scopri qui quali sono i 10 controllo di fare prima di partire in auto per le vacanze). Lo stesso vale per i passeggeri che non indossano la cintura di sicurezza: in caso di incidente piomberebbero addosso al bambino ferendolo anche se è allacciato regolarmente al seggiolino.

10 PARTENZE INTELLIGENTI, PER DAVVERO

Quando si pianifica un viaggio in auto con bimbi al seguito è opportuno scegliere gli orari giusti per mettersi in cammino, ovviamente in funzione della distanza da percorrere. Solitamente è meglio partire alle prime luci dell’alba, con temperature piacevoli e poco traffico per uscire dalle grandi città. Se il viaggio è particolarmente lungo, e magari ci si può alternare alla guida, è ipotizzabile una partenza serale, facendo dormire i piccoli durante il trasferimento, non patiranno il caldo e arriveranno a destinazione riposati e pimpanti.

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In auto con mamma e papà, i bambini cosa fanno?

di Redazione

Bambini a bordo, cosa si inventano i genitori per non dover sentire le costanti lamentele dei figli che non vedono l’ora di arrivare a destinazione? Se l’è chiesto anche il Centro Studi e Documentazione di Direct Line, che ha trovato consigli curiosi grazie alle risposte dei genitori che ha intervistato.

COME NON ANNOIARSI IN AUTO

Alla domanda ‘Cosa fa Lei per ‘tenere calmo’ suo figlio?’, il 5% dei genitori ha risposto di essersi organizzato installando in auto un dispositivo video che permette ai figli di vedere film o cartoni animati. Il 17% opta per il ‘canta che ti passa’ e interagisce con i propri figli cantando canzoncine divertenti, magari imparate a scuola. I più originali preferiscono sia inventarsi giochi sempre nuovi, l’11%, che storie e aneddoti, il 6%. C’è poi un 23% che ammette di non far nulla di particolare.

QUALI SONO I MIGLIORI GIOCHI?

Non è facile però mantenere la pace e la tranquillità in auto quando il viaggio si fa davvero lungo. Direct Line ha dunque chiesto ai genitori quali siano i giochi che i bambini preferiscono. Il 37% degli intervistati ha confermato di inventarsi filastrocche, mentre il 20%, forse più creativo, si affida all’improvvisazione e crea giochi sui colori delle altre vetture oppure sulle targhe, per esempio una gara a chi vede più macchine gialle o targate Francia. C’è poi un 7% di amanti dei motori che sfida i propri figli sui modelli di auto. In ogni caso, il 32% dei genitori conferma di essere disposto ad inventarsi di tutto pur di non dover sentirsi ripetere la tanto odiata domanda ‘Siamo arrivati?’.

GENITORI FORTUNATI

Ci sono poi i genitori più fortunati, parliamo di quel 20% per il quale il problema non si pone, poiché i figli sono abbastanza grandi da essere indipendenti o per quel 16% di intervistati che ha la fortuna di avere figli che si addormentano non appena inizia il viaggio.

E LA SICUREZZA?

Il viaggio in auto per bambini e genitori può diventare un’esperienza divertente con l’aiuto di un po’ di fantasia – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line – I giochi tuttavia non devono mai far passare in secondo piano la sicurezza, priorità imprescindibile a bordo dell’auto: ricordandoci inoltre che i bambini in auto possono essere fonte di distrazione per chi guida, se non sono correttamente trasportati’. Quindi divertimento sì, ma prima di tutto viene la sicurezza.” Ricordate quanto previsto dal Codice della Strada: tutti i passeggeri al di sotto dei 12 anni e fino a 150 cm di altezza vige l’obbligo di assicurarli a un sistema di ritenuta omologato, adatto al loro peso e alla loro statura. Tuttavia se il bambino compie 12 anni ma non ha ancora raggiunto l’altezza di 150 cm è consigliabile continuare ad utilizzare il rialzo per la sua sicurezza.

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Seggiolini anti abbandono: dal 1 luglio 2019 niente più obbligo

di Donato D'Ambrosi

Una svolta per la sicurezza dei bambini abbandonati in auto solo a metà. Perché l’obbligo dell’allarme anti abbandono per i seggiolini auto previsto per il 1 luglio 2019 non scatterà. Lo riporta l’ASAPS con la pubblicazione della circolare del Ministero dell’Interno che “accusa” il Ministero dei Trasporti di non aver pronto il Decreto attuativo sull’obbligo dell’allarme anti abbandono in auto.

NIENTE SANZIONI A CHI NON HA L’ALLARME ANTIABBANDONO

Si sperava che il tutto partisse a estate non troppo inoltrata e invece come avevamo anticipato, l’obbligo scatterà a data da definirsi. E questo colpo di scena tutt’altro che inaspettato chiarisce anche i dubbi sui controlli e l’applicabilità delle sanzioni da parte della polizia. In buona sostanza si tratta delle stesse motivazioni che in tutti questi anni hanno raffreddato la ricerca dei Costruttori di seggiolini sui sistemi di allarme. Quali caratteristiche tecniche deve avere l’allarme anti abbandono per poter essere definito legale? In base a quali criteri durante un controllo su strada gli agenti possono applicare la legge e multare chi è sprovvisto di un sistema di allarme obbligatorio? Domande che solo un decreto attuativo del Ministero dei Trasporti avrebbe potuto chiarire. E invece arriva la circolare del Ministero dell’Interno che ufficializza lo stop: niente obbligo e niente sanzioni. Ma non confondetevi perché slitta l’obbligo di avere in auto un allarme anti abbandono, mentre sul trasporto dei bimbi nel seggiolino resta tutto invariato.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO

La circolare nr. 200/A/5921/19/109/12/3/4 del 3 luglio 2019 (scaricabile in calcio all’articolo) invia alle prefetture e agli organi di Polizia quanto segue, da uno stralcio della circolare. “In assenza della norma tecnica che definisca le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo anti abbandono di cui devono essere equipaggiati tutti i seggiolini di cui devono essere equipaggiati tutti i seggiolini utilizzati da bambini di età inferiore ai quattro anni, il predetto Dicastero ha comunicato che non potrà essere richiesto all’utenza di adempiere un obbligo ancora privo del suo contenuto essenziale”.

INTANTO, I 10 ERRORI DA NON FARE

Bisogna però ricordare che svariate soluzioni di aziende, startup e costruttori hanno sfidato la burocrazia lanciando i primi sistemi di allarme per non dimenticare i bambini in auto. Ad esempio Remmy, che abbiamo provato, è uno di questi. Ma poi anche Hyundai ha lanciato il primo sistema di allarme integrato nell’auto sulla nuova Santa Fe. Dalla schiera di produttori di seggiolini invece Chicco, in collaborazione con Samsung, ha sviluppato il primo sistema integrato al seggiolino. Ma ora che l’obbligo dal 1 luglio 2019 è slittato tornano utili i 10 consigli pratici e i trucchi per non dimenticare il bimbo in auto nei giorni di maggiore stress.

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Bimbi in auto: l’IIHS prova i sistemi Isofix

di Antonio Elia Migliozzi

L’Istituto americano IIHS ha effettuato test specifici per i sistemi LATCH. Si tratta nei fatti dell’omologo anglosassone del nostro Isofix. Questo tipo di ingressi permette l’installazione sicura dei sistemi di ritenuta dedicati ai bimbi in auto. Peccato però che questo tipo di porte non siano sempre facili da trovare, sono davvero importanti per assicurare all’auto i seggiolini. Già nel 2015 l’IIHS aveva svolto un test sugli ingressi LATCH rivelando quanto fosse difficile utilizzarli sulle vetture in commercio. Oggi le cose sono decisamente cambiate con 21 auto che riportano il punteggio massimo nel test. In generale gli attacchi non devono essere a oltre 2,3 centimetri di profondità nel sedile dell’auto e per il fissaggio serve una pressione inferiore ai 18kg. Vediamo come Subaru e Toyota hanno avuto la meglio sulla concorrenza.

BIMBI AL SICURO

Gli ultimi test IIHS sugli ingressi LATCH delle auto in vendita negli Usa sono positivi. Quasi tre quarti dei veicoli hanno un accesso buono o accettabile alle porte per il fissaggio dei sistemi di ritenuta per bambini. Questi risultati segnano un netto miglioramento rispetto al 2015, quando l’IIHS ha introdotto i suoi rating per la facilità d’uso dei LATCH. Quattro anni fa la maggioranza dei nuovi veicoli aveva ottenuto punteggi molto negativi. L’IIHS comunica che nell’ultima tornata di test 21 veicoli hanno il massimo dei voti, 33 sono classificati come buoni e 88 come accettabili. Va detto che 49 veicoli sono classificati come “marginali” e 4 come “scarsi”. Tra le case automobilistiche, Toyota e Subaru superano tutte per la facilità d’uso degli ingressi LATCH. L’IIHS sottolinea che l’installazione nei pickup rimane difficile, rispetto ad altre tipologie di veicoli.

I PARAMETRI

Un seggiolino adeguatamente installato e adatto all’età del bimbo protegge più della sola cintura di sicurezza. LATCH, è l’acronimo anglosassone di Lower Anchors e Tethers for Children. Come sappiamo il LATCH, come l’europeo Isofix, serve a facilitare l’installazione di sistemi di ritenuta per bambini. Nei fatti l’Isofix nasce come evoluzione del LATCH americano che come dimostra l’IIHS non è sempre facile da usare. Le valutazioni dell’Istituto si basano su precisi criteri. Gli ancoraggi non devono essere più profondi di 2,3 cm all’interno dell’imbottitura del sedile. Se vi è un accesso libero attorno ad essi è possibile eccedere questa cifra. Necessario un angolo libero di manovra superiore a 54 gradi e la forza richiesta per il collegamento tra seggiolino e sedile non deve essere superiore ai 18kg. Per l’IIHS è inoltre fondamentale che anche il sedile posteriore centrale abbia un accesso LATCH dedicato o possa utilizzare quelli degli altri due.

LE PAGELLE

Nei test IIHS Subaru e Toyota ottengono i voti migliori. Sette degli otto veicoli Subaru provati sono in vetta alla classifica mentre dei 26 veicoli testati di Toyota e Lexus, sette hanno il massimo punteggio e altri sette una buona valutazione. Male Ford e General Motors che hanno un solo modello con una valutazione massima o positiva. Nella gamma Fiat Chrysler, solo la Jeep Cherokee ha il massimo dei voti. Molto negativo il giudizio dell’IIHS sui pickup. Ben 14 dei 20 in prova ottengono il minimo dei voti. Il problema è che in questo tipo di carrozzeria il sedile posteriore è proprio contro la parete della cabina e gli attacchi LATCH non sono facili da trovare. Nella maggior parte dei pickup il cavo di ritenuta deve essere fissato ai poggiatesta posteriori e questo passaggio complica le operazioni.

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Seggiolini anti abbandono: l’obbligo 2019 slitta a data da destinarsi

di Redazione

Seggiolini anti abbandono obbligo 2019

Dovremo attendere ancora per i seggiolini anti abbandono. L’obbligo che sarebbe dovuto scattare il 1° luglio 2019 è slittato infatti a data da destinarsi, forse al prossimo novembre. E quindi anche quest’estate correremo il rischio che qualche bambino molto piccolo venga dimenticato in auto con conseguenze pericolosissime per la sua salute.

L’ITER DELLA LEGGE SUI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

Come mai c’è stato questo rinvio? Dopo il sì definitivo del Senato, giunto lo scorso mese di settembre, all’obbligo di utilizzare un “apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino”, il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei dispositivi anti abbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio di quest’anno, con scadenza prevista il 23 aprile. Termine poi ulteriormente prorogato al 22 luglio 2019 per l’alto numero di osservazioni ricevute. Ciò significa che se tutto andrà bene l’obbligo dei seggiolini anti abbandono partirà non prima di novembre 2019. Prima servirà infatti il parere positivo del Consiglio di Stato, seguito dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA FARE IN ATTESA DELL’OBBLIGO

Ovviamente i genitori che vogliano mettere in atto tutti i provvedimenti necessari per proteggere i propri figli senza aspettare l’obbligo della legge, possono farlo fin da subito procurandosi i sistemi anti abbandono già in commercio. Si tratta per lo più di dispositivi integrati di allarme per alcuni tipi di seggiolini auto; oppure di sensori da montare sugli stessi seggiolini che emettono un segnale prima che il papà o la mamma scendano dall’auto. In ogni caso è consigliabile che tutti sappiano quali sono i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

COSA PREVEDE LA LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

La Legge 117/2018 ha modificato in parte l’art. 172 del Codice della Strada introducendo tra gli altri il comma 1 bis, secondo cui il conducente dei veicoli delle categorie M1 (autovetture fino a 9 posti), N1, N2 e N3, quando trasporta un bambino di età inferiore ai 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, ha l’obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino, rispondente alle specifiche tecnico-costruttive e funzionali stabilite con decreto del MIT. In mancanza si applicano le sanzioni previste dal comma 10 del medesimo articolo: multa da 80 euro a 323 euro e, in caso di recidiva entro due anni dalla prima infrazione, sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Ma, ripetiamo: queste sanzioni saranno valide solo quando la legge entrerà in vigore, quindi da novembre 2019 (forse). Al momento non c’è nessuna multa.

CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

La bozza del decreto attuativo del MIT, attualmente sottoposto a consultazione pubblica e perciò (fino al prossimo 22 luglio, come abbiamo visto) ancora sensibile di modifiche, contiene le principali caratteristiche che dovranno avere i dispositivi anti abbandono. È previsto per esempio che tali dispositivi possano essere integrati all’origine nel seggiolino auto per bambini; oppure compresi nelle dotazioni di serie e optional dei veicoli; o del tutto indipendenti sia dai seggiolini che dai veicoli. I dispositivi antiabbandono dovranno poi essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo dovrà attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo.

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