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Il Richiamo di Cthulhu – Set Introduttivo. La recensione

di Davide Vincenzi
Il Richiamo di Cthulhu – Set Introduttivo, edito da Chaosium e pubblicato in Italia da Raven Distribution, è il miglior modo possibile per avvicinarsi al mondo della settima edizione del gioco di ruolo “carta e penna” de Il Richiamo di Cthulhu per chi non ha mai partecipato a una sessione di gioco a questo storico GDR […]

I Miti di Cthulhu, la recensione: i Grandi Antichi invadono D&D 5a Edizione

di Davide Vincenzi
I Miti di Cthulhu di Sandy Petersen, pubblicato da Petersen Games ed edito in Italia da Raven Distribution, è un completissimo manuale di gioco di ruolo pen & paper che consente di trasportare i cosmici orrori lovecraftiani all’interno dei mondi fantasy di Dungeons and Dragons 5a Edizione. Sandy Petersen, l’autore de I Miti di Cthulhu, […]

Accelerazioni involontarie: Costruttori USA contro l’obbligo di evitarle

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa si torna a parlare di sicurezza in auto. Non sono in pochi a chiedere l’obbligatorietà del sistema Bto che agisce nel caso di azionamento contemporaneo del pedale dell’acceleratore e del freno. Si tratta di un dispositivo salvavita capace di rimediare alle distrazioni di molti automobilisti. Molti driver, infatti, premono simultaneamente acceleratore e freno provocando situazioni di serio pericolo. Potrebbe inoltre succedere che i pedali dell’auto siano intralciati dai tappetini o da altri oggetti. In questi casi è a rischio il loro corretto funzionamento. Nel 2011 Toyota ha richiamato negli Usa 2,17 milioni di veicoli per problemi al pedale acceleratore incastrato dalla moquette. Per l’NHTSA servono nuovi standard per aumentare la sicurezza ma non specifica quali.

ACCELLERAZIONI A RISCHIO

Negli Usa molte associazioni chiedono nuovi sistemi di sicurezza per prevenire l’accelerazione involontaria. Eppure l’industria automotive si è opposta con forza ad ogni ipotesi di riforma. Si tratta di un tema di cui si era parlato nel 2012 dopo una serie di problemi di accelerazione a bordo di veicoli Toyota. In molti casi si erano verificati incidenti con conseguenze anche serie per gli occupanti delle auto. Dalla parte dei costruttori anche il Governo americano. L’amministrazione Trump lunedì ha detto che non è necessaria alcuna riforma. Questo perché alcuni brand hanno già installato, volontariamente, sistemi di controllo. La pensa diversamente Jason Levine, direttore esecutivo della noprofit Center for Auto Safety. “Senza obblighi di legge, il sistema di controllo può scomparire dai modelli futuri o essere venduto come un optional senza ricorso per i consumatori.” Diversamente per il Governo Usa non c’è motivo di sospettare un futuro passo indietro dei costruttori.

QUESTIONE DI STANDARD

Negli Usa l’amministrazione del presidente Donald Trump è al lavoro per ridurre le leggi di “ostacolo” all’industria. Insomma si vogliono evitare ai brand dell’auto spese eccessive per restare sul mercato americano.  Sulla vicenda acceleratori l’NHTSA ha chiarito la sua posizione in una nota. Per il Dipartimento dei trasporti serve maggiore sicurezza ma non si fanno i nomi di dispositivi specifici. La pericolosità delle accelerazioni involontarie è stata al centro delle indagini su alcuni modelli Toyota. Per l’NHTSA problemi di accelerazione avrebbero causato alcuni gravi incidenti ad alta velocità. Tutte situazioni in concorso con la disattenzione degli automobilisti. I driver avevano in molti casi premuto il pedale del freno e dell’acceleratore allo stesso tempo. Altra ipotesi valutata dagli investigatori era la possibilità che i pedali fossero incastrati dai tappetini delle auto o da altri oggetti presenti a bordo.

IL PRECEDENTE

In particolare un incidente aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica americana. Nell’agosto 2009, nei pressi di San Diego, i quattro occupanti di una Lexus erano rimasti uccisi. Secondo la polizia dello Stato della California il driver aveva perso il controllo perché un tappetino dell’auto era incastrato sotto alla pedaliera. Nel febbraio 2011 Toyota ha richiamato negli Usa 2,17 milioni di veicoli per risolvere i rischi legati al pedale dell’acceleratore bloccato. I tappetini o la moquette del lato guidatore potevano infatti portare a situazioni di grave pericolo. In quel caso l’NHTSA aveva comunque multato il brand giapponese per 50 milioni di dollari. Toyota era colpevole di non aver richiamato per tempo i milioni di veicoli a rischio. Come conferma anche il caso Takata l’attenzione dell’NHTSA è alta anche per la sicurezza all’interno dell’abitacolo.

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Maxi richiamo Opel in Europa: Adam e Corsa con problemi di emissioni

di Donato D'Ambrosi

Opel ha informato l’Unione Europea che i modelli Adam e Corsa potrebbero avere problemi di eccessive emissioni e consumi. Il richiamo si è reso necessario per 210 mila auto in tutta Europa per verificare il malfunzionamento del sistema di controllo dei gas di scarico. Sotto i riflettori finiscono le emissioni di Ossidi di azoto che stavolta non sono legate a malfunzionamenti o trucchi di un motore diesel.

RICHIAMO OPEL DI CONTROLLO SISTEMA DI SCARICO

Il R.A.P.E.X. (RAPid EXchange of information system) dell’Unione europea è il sistema di allerta sui prodotti pericolosi per la salute umana. Opel durante un controllo interno si sarebbe accorta che i modelli Opel Adam e Opel Corsa prodotti tra il 2018 e il 2019 presentavano anomalie di funzionamento. Il problema comunicato dal Costruttore si verificherebbe in particolare a certe velocità e dopo una percorrenza di alcune decine di migliaia di chilometri.

LE AUTO COINVOLTE

Il richiamo di Corsa e Adam riguarda in particolare i motori benzina 1.2 e 1.4 che in alcune situazioni di funzionamento emetterebbero più NOx allo scarico. Il difetto sarebbe riconducibile a un malfunzionamento della sonda lambda – come riporta lo Sportello dei Diritti di Giovanni D’Agata – che a velocità maggiori funziona male. Benché in Europa siano più malvisti i g/km di CO2 che gli NOx (pericolosi solo per gli USA – vedi lo scandalo dieselgate) se la sonda lambda funziona male diminuisce anche l’efficienza del motore. La sonda lambda, infatti, informa costantemente la centralina di controllo del motore sulla quantità di ossigeno presente nei gas di scarico. In questo modo può apportare continue modifiche sulla quantità di aria e benzina da introdurre nei cilindri per ottenere il rendimento migliore.

RICHIAMO DA NON SOTTOVALUTARE

Ecco perché se ricevete la raccomandata in cui Opel vi invita ad andare in officina sarebbe meglio non ignorarla anche perché non ha nulla a che vedere con quanto lamentato dai clienti dopo il richiamo Volkswagen. Se necessario, serve riprogrammare la centralina motore e consigliamo di farlo. In caso di successiva rottura del catalizzatore Opel potrebbe non riconoscere la riparazione in garanzia se è stato ignorato il richiamo.

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Airbag difettosi ZF-TRW: l’indagine USA riguarda oltre 12 milioni di auto

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa scoppia un nuovo caso sicurezza nel campo degli airbag. I media riferiscono di indagini in corso su un presunto malfunzionamento che coinvolgerebbe 12,3 milioni di veicoli. L’Ente statale per la sicurezza NHTSA è al lavoro per verificare le unità di controllo degli airbag prodotti da ZF-TRW. Secondo gli inquirenti una interferenza elettrica potrebbe essere all’origine del guasto che impedisce ai dispositivi di gonfiarsi. Al problema sarebbero attribuibili 8 decessi. Coinvolti diversi costruttori auto; Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler. I modelli interessati sarebbero quelli prodotti dal 2010 al 2019. Vediamo tutti gli sviluppi sull’indagine più importante dallo scandalo degli airbag Takata.

I NUMERI DEL CASO

Le autorità degli Stati Uniti hanno avviato una nuova indagine su presunti airbag difettosi. Il caso riguarda 12,3 milioni di veicoli, i cui airbag potrebbero non gonfiarsi in caso di incidente. Il problema sarebbe responsabile di 8 morti avvenute negli scorsi anni. Da una prima verifica sono sono 6 le aziende automotive coinvolte. I veicoli prodotti da Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler tra il 2010 e il 2019 potrebbero presentare difetti. Nel mirino finiscono le unità di controllo degli airbag di bordo prodotte da ZF-TRW. Secondo i documenti dell’NHTSA delle interferenze elettriche all’interno dell’abitacolo potrebbero danneggiare il funzionamento del circuito di controllo. Dal canto suo ZF, colosso tedesco dei ricambi per auto, ha espresso piena collaborazione alle autorità americane. La multinazionale ha acquisito il controllo della TRW Automotive nel 2015.

IL BILANCIO

I media americani hanno subito richiamato lo scandalo degli airbag Takata che ha causato 24 morti e oltre 200 feriti nel mondo. In quel caso, però, gli airbag esplodevano scagliando pericolose schegge addosso ai passeggeri. Negli ultimi anni la sicurezza degli airbag ha destano parecchie preoccupazioni. la Negli Stati Uniti ci sono circa 70 milioni di airbag difettosi da richiamare che diventano ben 100 milioni in tutto il mondo. Tornando al caso ZF-TRW lo scorso 19 aprile, l’HTSA ha notificato all’azienda la sua valutazione preliminare sul caso. Finora, solo Hyundai e Kia e Fiat Chrysler hanno emesso richiami. Quattro morti potrebbero essere state causate dal problema su veicoli Hyundai e Kia mentre tre a bordo di vetture Fca. L’indagine dell’NHTSA è partita nel marzo 2017 proprio dagli incidenti che hanno coinvolto auto prodotte dalle coreane Hyundai e Kia.

LE INDAGINI

L’NHTSA sta verificando la sensibilità delle unità di controllo degli airbag ai segnali elettrici per capire cosa impedirebbe il gonfiaggio degli airbag. L’agenzia ha fatto sapere di procedere a tutto campo nell’individuazione dei fattori di rischio. L’anno scorso, Hyundai e Kia hanno richiamato quasi 1,1 milioni di veicoli a causa di questo problema e, circa un anno dopo, l’NHTSA ha aperto le sue indagini. I veicoli Kia interessati includono la compatta Forte, prodotta dal 2010 al 2013, e la berlina media Optima prodotta dal 2011 al 2013. Sempre negli Usa sono sotto osservazione anche la Optima Hybrid e la Sedona prodotte dal 2011 al 2012. Quanto a Hyundai i rischi riguardano la Sonata Hybrid negli esemplari tra il 2011 e il 2012 .

GLI SVILUPPI

Nel 2016, Fiat Chrysler ha richiamato circa 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo per problemi agli airbag. Tra i modelli a rischio la Chrysler Sebring del 2010, la Chrysler 200 dal 2011 al 2014, la Dodge Caliber dal 2010 al 2012, la Dodge Avenger dal 2010 al 2014. Interessati da rischi agli airbag anche i SUV Jeep Patriot e Compass prodotti dal 2010 al 2014. Le successive indagini svolte dall’NHTSA hanno accertato rischi anche per le Toyota Corolla a partire dal 2011. Va detto che ad oggi dalle indagini non risulta nessun caso di interferenza elettrica a bordo di veicoli Honda o Mitsubishi dotati di airbag ZF-TRW.

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Il Richiamo di Cthulhu: Chaosium Inc. e Focus Home Interactive insieme per una serie di videogame

di Davide Vincenzi
È di qualche giorno fa l’annuncio da parte di Jeff Richard, vicepresidente Chaosium Inc., di una nuova collaborazione tra la casa editrice fondata dal compianto Greg Stafford nel lontano 1975 e Focus Home Interactive, software house che ha prodotto negli anni molteplici videogiochi di successo tra i quali spicca il recente Call of Cthulhu, adattamento […]

Dopo il Dieselgate potrebbe esserci un Daimlergate

di Federico Proverbio
Stesso capo d’accusa, diverse agenzie e sempre diesel. Questa volta è la Kba (Kraftfahrt-Bundesamt) ovvero il Boureau federale dei trasporti. Mercedes-Benz, secondo le analisi dell’ente tedesco, avrebbe falsato tramite modifiche alla centralina il reale valore di emissioni per tutte le GLK 220 CDI prodotte dal 2012 al 2015. Nonostante nessuna dichiarazione ufficiale sia stata emanata, […]

Il gioco di ruolo 7th Sea entra in casa Chaosium

di Davide Vincenzi
È di ieri l’annuncio da parte di Chaosium, editore dei pluripremiati giochi di ruolo de Il Richiamo di Cthulhu (pubblicato in Italia da Raven Distribution), RuneQuest e King Arthur Pendragon, dell’acquisizione dell’acclamato GDR 7th Sea di John Wick, pubblicato in Italia da Need Games!. 7th Sea è il gioco di ruolo di cappa e spada […]

Guai per Dacia Duster: maxi richiamo in corso per le vetture in circolazione

di Simone Lelli
Purtroppo non è tutto oro quello che luccica: sembra infatti che la Duster del brand Dacia stia avendo seri problemi riguardanti le tubature dell’aria condizionata e di alimentazione. La problematica gira attorno ad un contatto sbagliato tra le due, che causa un’usura veloce e capace di creare gravi danni alla vettura. Tutti i nuovi proprietari […]

FCA, 900 mila auto sono oltre i limiti EPA. Il richiamo negli USA

di Antonio Elia Migliozzi

Quando si parla di emissioni ai costruttori di auto si drizzano i capelli. Questa volta tocca ad Fca che si trova costretta a richiamare circa 900.000 auto per colpa di un superamento dei limiti previsti dalla normativa Usa sulle vetture benzina. Il colosso dell’auto ci ha tenuto a precisare che non è stata elevata, dalle autorità americane, alcuna multa a suo carico ma che si prenderà cura dei modelli coinvolti. Da canto suo l’Autorità ambientale americana EPA ha fatto sapere che procede nelle indagini perché convinta che la lista di modelli non conformi non sia ancora completa. Fca si trova di nuovo nell’occhio del ciclone dopo che lo scorso gennaio era emersa una problematica simile su alcuni modelli diesel. Vediamo i dettagli delle indagini.

EMISSIONI BENZINA

Fiat Chrysler Automobiles ha fatto sapere che procederà al richiamo di ben 862.520 veicoli a benzina negli Stati Uniti. Si tratta di auto che non soddisfano gli standard in materia di emissioni previsti dalla normativa vigente negli Stati Uniti. Il richiamo è stato motivato dagli esiti negativi delle indagini sulle emissioni svolte dall’EPA (Environmental Protection Agency). L’Agenzia americana per la tutela ambientale EPA, ha comunque affermato che continuerà a indagare su altri veicoli prodotti da Fiat Chrysler perché questi sono potenzialmente non conformi alla normativa vigente. Insomma una bella grana per Fca che già fa i conti con i numeri impressionati di questa campagna di richiamo il cui bilancio, come anticipato dalle autorità Usa, potrebbe anche aggravarsi aprendo la strada a richiami futuri (Leggi le novità FCA al Salone di Ginevra 2019).

I MODELLI

Al momento il richiamo include diversi modelli a marchio Fca; si parte dai Dodge Journey prodotti dal 2011 al 2016, si passa alle Chrysler 200 e Dodge Avenger datati 2011 e si prosegue con i Dodge Caliber prodotti dal 2011 al 2012. Richiamo anche per Jeep i SUV Compass e Patriot usciti dalle linee di produzione tra il 2011 ed il 2016. Fiat Chrysler ha voluto precisare che il richiamo disposto dall’EPA non ha implicazioni in termini di sicurezza e non sono state emesse a suo carico multe per la violazione. Pare che il problema sia stato scoperto dalla stessa Fca durante test di routine sulle emissioni. Il problema è stato poi segnalato dal brand all’agenzia. Da Fca si è fatto sapere che sono stati contattati, già a partire dal mese scorso, i proprietari dei mezzi interessati per informarli delle riparazioni necessarie, che saranno effettuate gratuitamente (Leggi le novità Jeep al Salone di Ginevra 2019). L’EPA ha dato merito ad Fca di aver tenuto una condotta cristallina sul caso.

IL PIANO

Nel frattempo i proprietari delle auto coinvolte potranno continuare a guidare i loro veicoli. Del resto il gran numero di mezzi coinvolti impone l’acquisto di componenti di ricambio sufficienti; nel dettaglio si parla del convertitore catalitico del veicolo. Perciò questo richiamo verrà implementato in più fasi durante tutto il 2019. Insomma una nuova grana per Fca che a gennaio ha patteggiato negli Usa una multa da 800 milioni di dollari. In quel caso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e lo Stato della California avevano imputato ad Fca l’uso di software illegali per falsare le emissioni dei diesel Ram e Jeep.

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Honda richiama 1 milione di auto: 13 milioni gli airbag difettosi nel 2018

di Antonio Elia Migliozzi

Continuano gli strascichi del caso airbag Takata. Il costruttore giapponese Honda ha annunciato che procederà al richiamo immediato di ben 1,1 milioni di vetture per la sostituzione degli airbag difettosi. Honda ed Acura si trovano ancora alle prese con i richiami legati ad airbag malfunzionanti che potrebbero esplodere al momento dell’attivazione. Il richiamo segue l’evoluzione delle indagini svolte che ha evidenziato irregolarità nel sito di produzione gestito dalla ormai fallita Takata in Messico. Solo nel 2018 le principali case automobilistiche hanno dovuto procedere alla sostituzione di ben 7,2 milioni di dispositivi di gonfiaggio degli airbag. Vediamo tutti i dettagli sul caso.

AIRBAG AL CENTRO

Honda ha fatto sapere che procederà alla sostituzione di circa 1,1 milioni di airbag difettosi. Coinvolti nel maxi richiamo i veicoli a marchio Honda e Acura immatricolati negli Stati Uniti. Il problema sarebbe stato rintracciato nei dispositivi realizzati da Takata e localizzati sul lato del guidatore. Il costruttore automobilistico giapponese ha fatto sapere che sarebbe stato accertato il difetto nei rilievi legati ad un incidente nel quale si è registrata la rottura dell’airbag in fase di impatto. I veicoli coinvolti nel richiamo erano già stati precedentemente richiamati per la sostituzione degli stessi airbag Takata (PSDI-5D) (Leggi tutto sulla nuova Honda CR-V ibrida). Le sostituzioni gratuite sarebbero già state avviate negli Stati Uniti con pezzi di ricambio provenienti da altri fornitori del brand.

I PRECENDENTI

Honda è venuta a conoscenza del problema a seguito di un incidente che ha coinvolto un suo monovolume Odyssey. In questo caso l’airbag frontale è esploso in fase di apertura e ha ferito al braccio il guidatore. Successivamente un’indagine svolta sul caso ha mostrato che i problemi erano da ricondurre ad un lotto di produzione dello stabilimento Takata in Messico. Il fornitore avrebbe introdotto una quantità eccessiva di umidità all’interno del sistema di gonfiaggio durante la fase di assemblaggio. Il numero totale di meccanismi di gonfiaggio richiamati è ora di circa 21 milioni, di cui circa 12,9 milioni si trovano a bordo di veicoli Honda e Acura. Come detto sono stati oggetto di richiamo auto che avevano già ricevuto la sostituzione gratuita degli airbag frontali difettosi sempre prodotti da Takata.

FORNITORI NEL MIRINO

Negli Stati Uniti i brand automotive hanno già sostituito oltre 7,2 milioni di sistemi di gonfiaggio per air bag a marchio Takata nel solo 2018. Insomma il tema sicurezza spinge i brand a muoversi per tempo per evitare indagini a proprio carico da parte delle competenti autorità di sicurezza. Parallelamente l’Agenzia governativa per la sicurezza dei trasporti USA (NHTSA) ha stimato che circa 8 milioni di auto prodotte negli USA, tra cui Hyundai, General Motors e FCA potrebbero avere problemi agli airbag. Pare che il produttore ARC, proprio come Takata, utilizzi il nitrato di ammonio e questo potrebbe causare l’esplosione degli airbag (Leggi airbag difettosi Arc come Takata?).

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Alfa Romeo richiama Giulia e Stelvio: problemi al Cruise Control

di Donato D'Ambrosi

Il potenziale malfunzionamento all’Adaptive Cruise Control sarebbe stato scoperto durante un test drive da un dipendente Alfa Romeo che ha permesso di richiamare circa 60 mila auto nel mondo. Le Alfa Giulia e Stelvio da controllare non avrebbero provocato alcun incidente noto e riconducibile all’anomalia, mentre si sa già quante auto andranno richiamate in Italia, Asia e America.

I MODELLI DA CONTROLLARE

Le auto coinvolte nel richiamo globale sono Alfa Romeo Giulia prodotte tra il 2017 e il 2019 e le Alfa Romeo Stelvio prodotte dal 2018 al 2019. In entrambi i casi il malfunzionamento potrebbe impedire all’Adaptive Cruise Control di disattivarsi in particolari situazioni di guida, come riporta Quattroruote. IN altri casi potrebbero avvenire anche accelerazioni spontanee non richieste dal guidatore.

11 MILA ALFA SOLO IN ITALIA

Le auto interessate al richiamo globalmente sono circa 60 mila, di cui 11 mila vetture solo in Italia. Altre sono così distribuite: 29 mila Alfa Romeo complessivamente da richiamare in America Latina, Europa e Asia e altre 19 mila negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato, parte di queste auto si troverebbero già nelle disponibilità di Fiat-Chrysler Automobiles poiché non ancora immatricolate.

L’AGGIORNAMENTO GRATUITO

L’intervento di ripristino del corretto funzionamento dell’Adaptive Cruise Control, consisterà nell’aggiornamento gratuito del software. Tutti i proprietari di Alfa Romeo Giulia e Stelvio interessate al richiamo saranno avvisati da una lettera raccomandata di FCA.

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