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Ecco come avere fino a 15 GB al mese gratis per un anno con TIM

di Pietro Paolucci

Attivare TIM Ricarica Automatica entro il 30 giugno significa avere 5 giga in più al mese sulla propria offerta mobile, promo che si triplica per i clienti con attiva anche una linea fissa.

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Partire con l’auto elettrica: i consigli per vacanze senza imprevisti

di Antonio Elia Migliozzi

Arrivano le vacanze estive e per molti saranno le prime in compagnia di un’auto elettrica. Il Touring Club Svizzero (TCS) propone una guida su come evitare sorprese quando si parte al volante di un EV. Nel 2019 le vendite di auto elettriche sono in forte crescita (+130%), questo significa che nel mondo su 10 vetture vendute una è a batteria. Attenzione però all’ansia da ricarica. Il test del TCS conferma che in Italia è impossibile ricaricare la propria auto elettrica in autostrada. Questo significa che il viaggio deve essere organizzato nel dettaglio per individuare in anticipo le colonnine di ricarica subito fuori dai caselli autostradali. In generale le infrastrutture di ricarica si stanno diffondendo sia in Italia che in Francia ed è facile trovare una colonnina libera. Il numero delle auto elettriche è ancora esiguo ma le cose potrebbero cambiare presto.

VACANZE AL MARE

Considerata la crescita delle immatricolazioni delle auto elettriche, il Touring Club Svizzero (TCS) ha fatto un test specifico. Interessate dalla prova località di mare in Costa Azzurra e in Toscana. Nonostante il successo commerciale le auto elettriche continuano ad avere limitazioni oggettive. A causa dell’autonomia limitata e della rete di stazioni di ricarica non così estesa è importante organizzare i dettagli del viaggio prima di partire. I due viaggi prova del TCS dimostrano che è possibile percorrere lunghe tratte anche all’estero alla guida delle ultime auto elettrice. Per evitare di avere a che fare con tanti fornitori diversi e relative carte per la ricarica, il TCS ha scelto Nextcharge. L’azienda non gestisce delle proprie stazioni di ricarica ma ha concluso contratti di partenariato con vari fornitori e offre l’accesso ad una fitta rete di stazioni di ricarica.

PIANIFICARE IL VIAGGIO

Nel corso del suo test il TCS ha evidenziato l’impossibilità di ricaricare le auto elettriche sulle autostrade italiane. Nel pianificare l’itinerario in Toscana, vista l’assenza di colonnine di ricarica rapida nelle aree di servizio, è stata necessaria una dettagliata organizzazione. Bisogna infatti abbandonare l’autostrada e di conseguenza pagare il pedaggio per procedere alla ricarica. Diversa la situazione in Francia. Qui ci sono colonnine di ricarica rapida anche nelle aree di servizio delle autostrade.Vista l’assenza di partnership tra i fornitori svizzeri e quelli locali i tester hanno usato il servizio Chargemap. Questa azienda gestisce anche delle colonnine di ricarica proprie ma ha stretto accordi con altri fornitori. In questo caso serve una carta di ricarica che costa 20 euro (una tantum) e arriva a casa una settimana dopo l’ordine. Contrariamente al modello italiano, il pagamento avviene a posteriori attraverso fattura.

DETTAGLI IMPORTANTI

La prova del TCS conferma che la vacanza con un’auto elettrica è assolutamente possibile. Importante però pianificare il percorso prevedendo delle soste per la ricarica ogni 35/50 minuti, fermandosi per acquisti o visite. Le infrastrutture di ricarica, in Italia e in Francia, sono sempre più diffuse e, tenuto conto del numero ancora esiguo di auto elettriche, le colonnine sono quasi sempre libere. In futuro però le cose potrebbero cambiare ma si spera che cresca anche la rete di rifornimento. Secondo il TCS conviene seguire la regola del 20/80%. Ci si ferma quando l’autonomia dell’auto elettrica scende al 20%. Con questa carica si raggiunge anche la colonnina di ricarica rapida successiva nel caso in cui la prima non funzioni. Nell’auto elettrica il processo di ricarica dal 20% all’80% richiede infatti quasi lo stesso tempo che dall’80% al 100%. Ecco allora che si guadagna anche tempo ricaricando la batteria soltanto all’80%.

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E-Gap, come funziona la ricarica mobile per auto elettriche?

di Antonio Elia Migliozzi

Parte da Roma il cammino di E-GAP. Il nuovo servizio di ricarica a domicilio per auto elettriche è pronto a rivoluzionare il settore eliminando l’ansia da batteria scarica. Una flotta di van si muove per la città e permette una ricarica rapida dei veicoli in strada. Tramite l’apposita App si potrà indicare la propria posizione e scegliere in quanto tempo si desidera ottenere una ricarica. Nel caso in cui ci sia un’emergenza improvvisa con l’auto elettrica ferma in un luogo difficile da raggiungere il driver di E-GAP può usare una specifica batteria portatile di emergenza. I prezzi variano a seconda del preavviso con cui si richiede il servizio, del tempo di ricarica e della potenza erogata. La fascia di prezzo va dai 15€ prenotando il servizio 24 ore prima, ai 30€ per una ricarica più urgente. Vediamo tutti i dettagli.

COME FUNZIONA E-GAP

Il nuovo servizio di ricarica E-GAP arriva a Roma dopo il lancio a Milano. La piattaforma si distingue dalle classiche colonnine di ricarica per essere rapido e mobile grazie all’uso di appositi van. Da oggi si può prenotare la ricarica per le auto elettriche ricevendo la visita di un tecnico “a domicilio”, ossia ovunque si trovi il veicolo. Basta scaricare l’App sul proprio smartphone prenotare la propria ricarica. La funzione di geolocalizzazione sfrutta il Gps ma si può anche indicare la posizione in cui sosterà il mezzo. Importante selezionare in quanto tempo si vuole ricevere la ricarica di cui si può anche seguire lo svolgimento da mobile. Se veicolo elettrico si trova in un punto difficile da raggiungere, il driver userà una batteria d’emergenza trasportabile a mano. In questo modo si potrà spostare il mezzo dalla zona di intralcio ad un parcheggio comodo per la ricarica completa.

INFRASTRUTTURA A DOMICILIO

Per quanto riguarda i costi E-GAP promette di essere competitivi. La ricarica a domicilio ha una fascia di prezzo che va dai 15€ ,prenotando il servizio 24 ore prima, ai 30€ per una ricarica più urgente. Esistono tariffe; small, durata massima 30 minuti a 5kWh di potenza, medium durata massima 45 minuti a 10kWh e large 60 minuti a 15kWh. Il servizio di ricarica E-GAP, 100% made in Italy, parte da Roma ma ci sarà una rapida espansione. Annunciate due collaborazioni, con Mercedes-Benz Italia per i veicoli smart e con Europ Assistance. I clienti che acquistano una smart elettrica a Roma e a Milano potranno utilizzare anche i servizi di ricarica mobile on-demand di E-GAP. La partecipazione di Europ Assistance integra il servizio di ricarica mobile di E-GAP con quelli di soccorso. Le partnerships prevedono, inoltre, lo studio di nuovi servizi da offrire insieme al mercato.

IL CONCEPT

I van di E-GAP sono stazioni di ricarica mobile e veloce, in grado di fornire energia per ricaricare veicoli elettrici. Il piano di diffusione del servizio di E-GAP prosegue dunque in Italia, e presto raggiungerà altre 8 metropoli estere: Parigi, Berlino, Londra, Stoccarda, Madrid, Amsterdam, Utrecht e Mosca. Francesco De Meo, Direttore Marketing di E-GAP: “Roma ha dimostrato di saper cogliere l’opportunità di promuovere la mobilità sostenibile attraverso veicoli elettrici”. Anche in l’Italia conferma l’interesse per i veicoli elettrici e ibridi e si prevede, entro il 2030, una crescita di circa il 50% per gli elettrici plug-in e di oltre il 35% gli elettrici. Conclude De Meo: “Per E-GAP si apre una nuova sfida, in linea con il nostro piano industriale e che nei prossimi mesi si estenderà anche oltre confine.”

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FCA adegua gli stabilimenti all’arrivo delle auto elettriche e ibride

di Antonio Elia Migliozzi

FCA scommette sulla sua prossima gamma elettrificata. In attesa dei modelli ibridi ed elettrici dedicati all’Europa, il marchio annuncia nuove alleanze strategiche. Parte la sperimentazione di nuove tecnologie per tagliare il costo totale di possesso dei veicoli elettrici a vantaggio dell’uso quotidiano. Enel X collaborerà con FCA in Italia, Spagna e Portogallo, mentre ENGIE affiancherà FCA in 14 altri paesi europei. Il piano prevede l’apertura, entro 2 anni, di 700 colonnine di ricarica presso stabilimenti, centri di ricerca e parcheggi destinati ai dipendenti in Italia. Queste stazioni consentiranno la ricarica dei veicoli durante l’orario di lavoro. FCA lavorerà ai prodotti ma anche alla formazione di tutta la sua rete di concessionari e centri di assistenza in Europa. In arrivo programmi dedicati capaci di raggiungere meglio i clienti.

NOVITA’ IN ARRIVO

Fiat Chrysler ha firmato due accordi per lo sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità elettrificata. Prosegue il lavoro per la produzione di modelli ibridi plug-in (PHEV) e a batteria (BEV). Come sappiamo il piano industriale del brand prevede il loro lancio in Europa per il 2018-2022. Le nuove alleanze permetteranno ai concessionari FCA di presentare al meglio la gamma, le soluzioni di ricarica e i servizi dedicati ai clienti privati e a quelli business. I due partner di FCA sono Enel X e ENGIE leader globali nel settore energetico. Enel X collaborerà con FCA in Italia, Spagna e Portogallo, mentre ENGIE affiancherà FCA in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Olanda, Polonia, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito. La partnership con ENGIE include ENGIE Eps, società specializzata nelle soluzioni di energy storage e EVBox che si occupa delle stazioni di ricarica.

LE ALLEANZE

Mike Manley, AD di FCA ha commentato: “Queste partnership integrano la strategia di e-mobility annunciata l’anno scorso nel contesto del piano quinquennale di Gruppo. Stiamo creando un ecosistema di partner, prodotti e servizi nei diversi mercati al fine di soddisfare e superare le aspettative, in rapida evoluzione, dei nostri clienti in termini di veicoli elettrificati”. L’idea è quella di valorizzare le tecnologie disponibili e svilupparne di nuove. Si lavora a soluzioni di ricarica in ambito privato e pubblico a sostegno della vendita della futura gamma di veicoli elettrici di FCA. Molta l’attesa per la nuova Fiat 500 elettrica e per il SUV Jeep Renegade PHEV. Il costruttore permetterà ai suoi clienti di installare a casa uno specifico wallbox di ricarica. Questo permetterà l’ottimizzazione e la gestione intelligente della ricarica tagliando i tempi di rifornimento.

LA STRATEGIA

Oltre alla ricarica delle vetture elettriche in ambito privato, FCA vuole lavorare su vasta scala. Il brand collaborerà con i partner alla localizzazione strategica dei punti di ricarica sfruttando la connettività dei veicoli. FCA ha fatto sapere di lavorare alla formazione di tutta la sua rete di concessionari in Europa. In arrivo programmi dedicati. Il piano prevede anche l’installazione di colonnine di ricarica all’interno dei piazzali, dei parcheggi clienti, delle aree di test drive e delle officine. Entro i prossimi due anni, FCA installerà circa 700 punti di ricarica Enel X presso i suoi stabilimenti. Coinvolti anche centri di ricerca e parcheggi destinati ai dipendenti. FCA ed Enel X avvieranno anche un programma sperimentale per lo sviluppo di nuovi servizi e soluzioni di ricarica.

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Volkswagen: 36.000 colonnine di ricarica in UE entro il 2025

di Redazione

Partendo dal proprio territorio nazionale, il Gruppo Volkswagen si pone l’obiettivo di arrivare ad installare in tutta Europa 36.000 colonnine di ricarica. Non c’è solo la Germania, quindi, nei piani della Casa tedesca, ma tutto il territorio dell’UE. L’obiettivo è quello di arrivare a raddoppiare la rete rispetto a quella attualmente esistente.

LA CRESCITA PARTE DA DENTRO

La strategia di Volkswagen in questo ambito è chiara. Se si deve promuovere la mobilità elettrica del brand, bisogna faro dall’interno. Per questo motivo delle 36.000 colonnine che fanno parte del piano, 11.000 verranno installate negli stabilimenti del marchio automobilistico. Ci saranno 4.000 colonnine ad uso dei dipendenti, ma la maggior parte di esse sarà accessibile anche da clienti esterni. Altre 3.000. invece, saranno installate presso le concessionarie delle più grandi città europee.

CON WE CHARGE CARICHI DOVE VUOI

L’azienda tedesca, mette a disposizione dei propri clienti un servizio denominato “We Charge”. Si tratta di una sorta di abbonamento che concede la possibilità di utilizzare circa 100.000 colonnine su tutto il territorio europeo. Questo numero è destinato a salire e si presume che arriverà a 150.000 entro breve tempo. Questo grazie anche alla collaborazione con catene della grande distribuzione che si attiveranno per installarle all’interno dei parcheggi. Così si potrà ricaricare durante lo shopping. La prima azienda ad aderire a questo progetto sarà Tesco, gruppo di distribuzione britannico attivo a livello internazionale.

CON IONITY IN AUTOSTRADA

Entro il 2020, in collaborazione con Ionity, Volkswagen doterà di 2.400 colonnine le principali arterie autostradali europee. Saranno dislocate su 400 stazioni sparse su tutte principali arterie di collegamento tedesche. Volkswagen, inoltre, ha deciso di fare un regalo alla città che da sempre la ospita. La Casa tedesca, infatti, installerà 28 stazioni di ricarica rapida proprio a Wolfsburg. Ma non è tutto. Il mondo della mobilità elettrica sta aprendo il mercato anche a tutta una serie di servizi accessori proprio legati alle auto a zero emissioni. Volkswagen, in questo senso, ha creato una vera e propria azienda, la Elli, che si occuperà proprio delle infrastrutture delle ricariche. Con questa società, il gruppo Volkswagen potrà analizzare le necessità di aziende, enti pubblici e anche di soggetti privati che vogliano passare ad una vettura elettrica. Potrà aiutarli a definire la soluzione migliore per ogni esigenza.

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Le auto elettriche si possono ricaricare sotto la pioggia?

di Donato D'Ambrosi

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Acqua ed elettricità sono gli antipodi più temuti della storia da chi non ha voglia di prendere la scossa, e con le auto elettriche la domanda “cosa succede se devo caricare quando piove?” diventa quantomai fondata. In realtà ci sono attenzioni da non sottovalutare sia quando si ricarica un’auto elettrica sotto la pioggia, sia quando per qualsiasi motivo bisogna scollegarla all’improvviso, sia quando l’auto è stata sotto la pioggia e solo dopo si collega alla presa di ricarica. Ecco cosa bisogna sapere e controllare prima di ricaricare un’auto elettrica Nissan o Volkswagen quando piove con i consigli di alcuni Costruttori.

CON LA PIOGGIA O NO, C’E’ DA FARE ATTENZIONE

Abbiamo già visto che attraversare una strada allagata con un’auto elettrica non è sempre facile e possibile come quando si guida un’auto tradizionale. Ma se non si ha a disposizione una colonnina di ricarica in garage o al coperto nelle vicinanze cosa bisogna fare? Intanto bisogna chiarire che tutti i dispositivi riportano chiare indicazioni per ridurre al minimo il rischio di riportare lesioni per un utilizzo non previsto. La pioggia ad esempio è uno dei casi in cui l’auto elettrica collegata alla colonnina non deve costituire pericolo, sempre che si osservino le indicazioni del Costruttore sul manuale.

NISSAN: NON TOCCARE L’AUTO CON I FULMINI

Nissan ad esempio rassicura i clienti col fatto che in caso di pioggia, ma anche tutte le volte che si lava l’auto, il vano della presa di ricarica della Leaf, guarda qui quanto costa la manutenzione reale, ha un foro di drenaggio che fa defluire l’acqua. Bisogna quindi verificare che non sia presente dell’acqua, magari per l’ostruzione del foro di scolo, altrimenti si potrebbe innescare un corto circuito della batteria e il rischio di incendio. Inoltre “non toccare il veicolo o l’apparecchiatura di ricarica (postazione di ricarica, cavo Modo 3, EVSE) in caso di fulmini. Ciò potrebbe causare una scossa elettrica.

PER VOLKSWAGEN MEGLIO NON SCOLLEGARE IN CARICA

Secondo Volkswagen è importante proteggere i connettori da umidità, acqua e altri liquidi, per preservarne l’efficienza quando non utilizzati. Prima di staccare il cavo poi è fortemente consigliato completare la ricarica per la possibilità di danneggiare i cavi o l’impianto elettrico dell’auto. Inoltre il cavo di ricarica – secondo Volkswagen – va collegato solo a prese opportunamente protette dall’umidità, dall’acqua e da altri liquidi, quindi stagni. Nel caso pensaste di allungare un cavo dal balcone di casa, sappiate che va contro i limiti tecnici dell’accrocchio e le norme basilari di sicurezza.

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Ricarica veloce iPhone: come si usa e cosa occorre

di Gaetano Abatemarco
Tanti utenti mi chiedono “come posso caricare velocemente il mio iPhone?“. Dovete sapere che Apple, a partire da iPhone 8 in poi, ha introdotto il supporto alla ricarica rapida iPhone ma questa può essere sfruttata leggi di più...

Caricabatteria ricarica rapida iPhone: i migliori da comprare

di Dionisio Ciccarese
In questa guida sempre aggiornata raccogliamo i migliori caricabatteria ricarica rapida iPhone. I modelli di melafonino che vanno da iPhone 8 in poi sono compatibili non solo con la ricarica wireless, ma anche con la leggi di più...

Volete 5 Giga al mese in regalo? Potete averli con Ricarica Automatica di TIM

di Vincenzo

TIM offre ai suoi clienti 5 Giga di traffico dati mensile in regalo per un anno, previa attivazione del servizio di Ricarica Automatica.

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Auto elettriche ed il falso mito del deficit energetico

di Nicodemo Angì

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Le auto elettriche sono segnate dal falso mito del deficit energetico. Molti confrontano infatti i 50 – 90 kWh delle batterie nei veicoli con i 3 kW del contratto di casa e pensano al peggio. Sono infatti convinti che molte auto elettriche che si caricano metterebbero in crisi la rete dell’energia, provocando blackout e altre catastrofi. Quest’idea si basa su sensazioni o confronti “a spanne” ma una ricerca del PoliMI mette bene in chiaro le cose e ci tranquillizza.

Sfoglia lo Speciale e leggi gli approfondimenti e le interviste qui.

La ricerca del PoliMI e lo stato attuale del mercato

La ricerca è a cura dell’Energy & Strategy Group e della School of Management del Politecnico e ha avuto come partner importanti aziende. Ma analizziamo prima qualche numero dello studio, partendo dal mercato a livello globale: le elettriche vendute nel 2015 sono state 537.000, 750.000 nel 2016 e 1,2 milioni nel 2017; la stima per il 2018 parla di circa 2 milioni. Nel 2017 la Cina ha dominato con circa 580.000 auto, +72% rispetto al 2016. L’Europa è seconda, con 290.000 veicoli (+39%), terzi gli Stati Uniti – 200.000 veicoli, +27% – e quarto il Giappone: 56.000 unità, +155% sul 2016.

La Norvegia è la regina

La Norvegia – 62.000 vendite – è terza dopo Cina e Stati Uniti ma regna in Europa, con un 39% sul totale delle immatricolazioni annuali. Segue la Germania con 55.000 immatricolazioni (+117% sul 2016), la Gran Bretagna (47.000, +27%) e la Francia (37.000, +26%). Questi 4 Paesi valgono il 70% del totale europeo; l’Italia è indietro con 4.827 elettriche immatricolate nel 2017. La crescita prosegue: le immatricolazioni dei primi 6 mesi del 2018 sono state 4.129, +89% rispetto al primo semestre del 2017 con numeri che si avvicinano al totale del 2017. Le immatricolazioni italiane sono state meno del 2% sulle elettriche europee ma considerando tutti i veicoli l’Italia vale il 13% del totale. Ci sono quindi “ampi margini di miglioramento”. Ma se le elettriche diventassero centinaia di migliaia e poi milioni ci sarebbero conseguenze sulla rete elettrica?

Un mito da sfatare: l’impatto sulla stabilità del sistema elettrico

I ricercatori del Politecnico scrivono: “è opinione diffusa che un incremento del numero di veicoli elettrici possa portare instabilità al sistema elettrico nazionale”. Viene quindi esposto un semplice calcolo che ipotizza, per un’elettrica, una percorrenza di 11.000 km/anno e consumi medi pari a 16 kWh/100 km. In un anno questa automobile consumerebbe quindi “soltanto” 1.760 kWh. Una famiglia media italiana consuma annualmente 2.700 kWh circa, pari al consumo di 1,5 vetture elettriche. Alla fine del 2018 c’erano in Italia 7.340 elettriche a batteria, il cui consumo totale  stimato è 11,3 GWh/anno. La cifra corrisponde quindi ai consumi elettrici di 4.200 famiglie medie ovvero allo 0,0035% dei consumi elettrici nazionali, oggi di 320 TWh/anno. Nulla di preoccupante, ma cosa succederebbe se nel 2030 le elettriche fossero 4,8 milioni, la cifra prevista dallo scenario di sviluppo “moderato” dello studio? A parità di consumo medio e percorrenza l’energia elettrica aggiuntiva sarebbe 8,4 TWh/anno, pari a circa il 2,5% dei consumi attuali di elettricità in Italia.

Intelligente e forte, la rete

L’impatto sul sistema elettrico italiano sarebbe meno importante di quel che ci si potrebbe aspettare, anche perché in 10 anni la produzione potrebbe adeguarsi. I sistemi di ricarica intelligente e l’implementazione delle smart grid e della comunicazione V2G (Vehicle-to-Grid) renderebbero questi veicoli molto utili. Ipotizzando una capacità media delle batterie di 40 kWh, essi avrebbero circa 200 GWh totali, utili per assorbire i picchi della domanda “aiutando” la rete. Anche lo scenario estremo, con la completa sostituzione del parco circolante (circa 37 milioni di unità) con veicoli elettrici non è apocalittico. Con le stesse ipotesi, il consumo di elettricità aggiuntivo sarebbe di circa 65 TWh, poco più del 20% dei consumi elettrici totali di oggi. Anche in questo caso ci sarebbe molto tempo per adeguare la rete – e le abitudini dei cittadini – ad un surplus di consumo.

Il vero problema sarebbero i picchi

Qualche precauzione andrebbe presa a livello locale, soprattutto in vista della diffusione delle colonnine per la ricarica veloce. Consideriamo una potenza media di 100 kW per i punti di ricarica veloce, ottenuta combinando le stazioni attuali da 50 kW e quelle future da 350 kW. Se lo 0,1% dei veicoli ricaricasse contemporaneamente in modo Fast, la potenza impegnata sarebbe di 3,7 GW, passando a 18,5 GW per lo 0,5% dei veicoli. Negli ultimi anni la potenza massima impegnata italiana si è assestata intorno ai 55 GW per la quale i 3,7 GW costituiscono un aumento del 6%, mentre i 18,5 GW sarebbero più del 33%. È evidente la criticità in questo secondo caso (la domanda di punta è pari all’intera potenza fotovoltaica installata in Italia e al doppio di quella eolica), ma anche nel primo vi sarebbero delle problematiche nel caso la richiesta fosse concentrata in pochi punti. È quindi necessaria una particolare attenzione nella scelta e nella gestione dell’infrastruttura di ricarica, anche e soprattutto a livello locale. Nello studio del PoliMI si prevedono tra le 25.000 e le 45.000 colonnine ad uso pubblico da qui al 2030 e tra 1,5 e 6,8 milioni di colonnine private nello scenario di sviluppo accelerato. Portando il rapporto tra punti di ricarica e auto elettriche compreso tra 0,8 e 0,9Leggi qui il commento del direttore di SicurAUTO.it sull’indagine.

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Anker presenta il nuovo standard di ricarica rapida PowerIQ 3.0

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Ricarica auto elettriche: le direttive antincendio dei Vigili del Fuoco

di Redazione

Ricarica auto elettriche

In Italia la diffusione delle vetture a emissioni zero procede lentamente ma comunque procede. Conseguentemente aumentano le stazioni di ricarica per auto elettriche, sia private che pubbliche. Situazione che ha spinto il Dipartimento Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno a varare recentemente una circolare con le linee guida per regolare l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Prevenendo così il rischio di incendi o esplosioni.

LINEE GUIDA RICARICHE AUTO ELETTRICHE: I SOGGETTI INTERESSATI

Le nuove linee guida, già in vigore, si applicano alle stazioni di ricarica installate nell’ambito di attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. Per esempio garage privati con una superficie superiore ai 300 metri quadrati, officine e parcheggi interrati degli hotel. Sono invece escluse le infrastrutture a ricarica induttiva, ovvero quelle in modalità wireless, e i veicoli fuel-cell. Le direttive hanno effetto retroattivo, quindi le infrastrutture esistenti prima del rilascio delle linee guida sono tenute ad adeguarsi alle nuove prescrizioni.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO

La circolare del Ministero precisa che gli elementi che costituiscono i sistemi di connessione e ricarica delle auto elettriche devono essere progettati, realizzati e mantenuti in conformità alle norme CEI 64-8 parte 7 sezione 722, norme serie CEI EN 61851 e norme serie CEI EN 62196. In particolare, riguardo la realizzazione delle stazioni di ricarica, vanno necessariamente valutati i rischi da interferenza fra le stazioni stesse e altri impianti o depositi di materiali infiammabili o combustibili eventualmente presenti, come per esempio i distributori di carburanti, e nel caso adottate misure mitigative.

CARATTERISTICHE DELLE STAZIONI DI RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI

Inoltre le stazioni di ricarica devono essere munite di un dispositivo di comando di sgancio d’emergenza ubicato in posizioni segnalate, in modo da determinare il sezionamento dell’impianto elettrico nei confronti delle sorgenti di alimentazione. Devono poi evitare l’utilizzo delle ricariche domestiche con le normali prese di corrente, anche con control box, in quanto non adeguate a un uso prolungato. Ed equipaggiate, infine, con estintori portatili pronti a intervenire su impianti o apparecchi elettrici in tensione, in aggiunta a quelli già previsti.

I CAVI DI CONNESSIONE TRA STAZIONE DI RICARICA E AUTO ELETTRICHE

Per quanto riguarda invece la connessione tra stazione di ricarica e veicoli elettrici, le linee guida dei Vigili del Fioco sono altrettanto chiare. Sono permessi solo tipi di connessione in linea con le normative internazionali, ed è parimenti raccomandato di utilizzare cavi di connessione resistenti all’usura per prevenire effetti termici pericolosi. Tali cavi devono essere verificati a vista prima di ogni utilizzo e, qualora siano dotati di schermatura metallica, meglio posizionarla a terra.

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Auto elettriche: in Italia 20 mila veicoli e 5 mila colonnine

di Redazione

Auto elettriche in Italia

A che punto è la diffusione delle auto elettriche in Italia? Sicuramente in crescita ma le vetture a emissioni zero rappresentano ancora una parte infinitesimale del mercato automobilistico italiano, in attesa di verificare nei prossimi mesi gli effetti dell’Ecobonus 2019 – 2021. Del resto le cifre parlano chiaro: nei primi tre mesi di quest’anno (dati UNRAE) su 538.938 nuove immatricolazioni le auto elettriche sono state appena 1.155, ovvero lo 0,2%. Ok, meglio delle 941 del 2018, ma i grandi numeri sono altri. (Qui i nostri consigli sull’acquisto di auto elettriche fino a 40 mila euro).

300 MILIARDI DI INVESTIMENTI NELLA MOBILITÀ ELETTRICA

Eppure il futuro sembra andare proprio in direzione della mobilità elettrica. I maggiori investimenti delle industrie automotive stanno infatti convergendo sempre di più su quel settore. “Le case automobilistiche investiranno 300 miliardi di dollari nell’e-mobility nei prossimi 5/10 anni”, ha ricordato per esempio Francesco Venturini, AD di Enel X, durante il recente Motus-E Event. “Consentendo all’Europa di rincorrere Cina e USA. E anche l’Italia farà la sua parte”.

PERCHÉ LE AUTO ELETTRICHE NON SFONDANO IN ITALIA?

Attualmente le auto elettriche in Italia sono circa 20 mila contro i 38 milioni a combustibili fossili, mentre le infrastrutture di ricarica sono poco più di 5 mila. I motivi per cui da noi la diffusione delle vetture green si sta rivelando così lenta sono sempre i soliti: prezzi di listino ancora troppo alti (ma con il già citato Ecobonus e gli incentivi proposti da regioni e province si può risparmiare tantissimo), autonomia ritenuta insufficiente e punti di ricarica introvabili. C’è sicuramente del vero in queste considerazioni, ma c’è anche tanto pregiudizio.

AUTONOMIA E RICARICA NON SONO PIÙ UN PROBLEMA

La realtà infatti è ben diversa e racconta di una tecnologia delle automobili elettriche che sta progredendo a una velocità inimmaginabile. Le batterie di nuova generazione, per esempio, già soddisfano le necessità di percorrenza della maggior parte degli automobilisti. Il 75% degli spostamenti degli italiani è meno di 10 km e l’attuale autonomia delle batterie varia da 200 a 300 km, con le più potenti che arrivano addirittura a 600 km. Quindi i conti tornano. E se l’autonomia aumenta, i tempi di ricarica diminuiscono. Oggi le colonnine da 350 kv sono in grado di ricaricare la batteria delle auto elettriche in soli 15 minuti. Insomma, non ci sono più così tanti impedimenti per puntare decisamente sull’e-mobility. Ma l’italiano è abitudinario per natura, si “piegherà” definitivamente alle auto elettriche solo quando le valuterà l’alternativa migliore.

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