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Ieri — 20 Gennaio 2020RSS feeds

IONITY, dal 31 gennaio al via il nuovo piano tariffario

di Valentina Acri
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Recensione Stand di Ricarica wireless 3-in-1 di Lecone: stile da vendere!

di Manuel Baldassarre
Per abbellire la vostra scrivania non c’è niente di meglio di una base di ricarica come questo stand 3-in-1 di Lecone! Si è vero, se siete degli utenti Apple è sicuramente un dispositivo più “azzeccato”, leggi di più...
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Come ricaricare Revolut

di Roberto Cocciolo
Revolut è un servizio fintech con sede nel Regno Unito. Anche in Italia però, è riuscito ad attirare tantissimi utenti interessati ai vari bonus offerti e soprattutto alle caratteristiche avanzate dell’applicazione mobile. Proprio come le leggi di più...

Caricabatteria wireless: i migliori da comprare per il Black Friday

di Dionisio Ciccarese
In questa guida sempre aggiornata raccogliamo i migliori caricabatteria wireless disponibili attualmente sul mercato, noti anche come base di ricarica wireless o stand di ricarica. Si tratta di dispositivi molto utili per chi desidera una leggi di più...

Xiaomi, ufficiale la ricarica rapida fino a 100 W: 100% di carica in 17 minuti!

di Biagio Petronaci
Xiaomi torna nuovamente a stupire i consumatori: la società ha appena annunciato la ricarica rapida fino a 100 W. Questa vera e propria innovazione era già stata anticipata alcuni mesi fa; oggi, invece, abbiamo la conferma ufficiale. L’immagine pubblicata su Weibo, uno tra i social network cinesi più scelti, annuncia il raggiungimento di questo traguardo […]

Recensione base di Ricarica Wireless Lecone: anche il design vuole la sua parte!

di Manuel Baldassarre
Le basi di ricarica wireless sono ormai in commercio da anni, e mentre da un lato si cercano potenze di ricarica sempre maggiori, dall’altro si pensa (e si deve pensare) anche allo stile. Proprio come leggi di più...

Spigen SteadiBoost Qi: il supporto da auto che ti ricarica lo smartphone.. senza fili!

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Quanti di voi passano molto tempo in auto? Spigen SteadiBoost Qi in tal caso, è il gadget che fa per voi! Si tratta di uno speciale supporto da auto – di quelli con i quali leggi di più...

Recensione Base di Ricarica Wireless CHOETECH T555S: che comodità!

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Passate molte ore su una scrivania per motivi di lavoro o perché siete degli studenti? Bene allora come me potreste desiderare di avere sempre lo smartphone a portata di vista per non perdervi notifiche importanti leggi di più...

Colonnine elettriche nei condomini: come organizzarsi

di Raffaele Dambra

Colonnine elettriche nei condomini

Il mercato delle auto elettriche in Italia è in crescita, grazie soprattutto all’Ecobonus 2019-2021 del governo e ai vari incentivi regionali, come quello partito pochi giorni fa in Lombardia. Tuttavia si tratta ancora di una crescita debole, anche a causa della scarsa diffusione delle colonnine di ricarica. Diffusione che peraltro è altamente disomogenea, con alcune zone discretamente coperte e altre con pochissime stazioni per decine di chilometri. La miglior soluzione al problema sarebbe quella di affiancare ai punti di ricarica pubblici il maggior numero possibile di ricariche condominiali, così da offrire una scelta decisamente più ampia, e in effetti qualcosa in tal senso si sta già muovendo. Vediamo perciò cosa bisogna fare e come organizzarsi per installare colonnine elettriche nei condomini.

INSTALLARE COLONNINE ELETTRICHE NEI BOX PRIVATI

In un condominio ci sono solitamente spazi comuni, per esempio un cortile, e spazi privati, come i box per le auto riservati agli inquilini e, talvolta, anche a persone non residenti. Chi dispone di un box privato è sicuramente più avvantaggiato, perché può installare (a proprie spese) la colonnina per la ricarica in un posto tutto suo e utilizzarla a qualsiasi ora senza doverla condividere con nessuno. Per installare la colonnina nel box di proprietà non servono particolari autorizzazioni: è sufficiente comunicare l’intenzione all’amministratore di condominio, che da parte sua ha il compito di verificare che tutto sia effettuato a norma e di stabilire l’ammontare delle spese relative per l’installazione e l’aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi. A questo proposito ricordiamo che i Vigili del Fuoco hanno diffuso delle precise linee guida per regolare l’installazione di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche, che vi invitiamo a leggere.

INSTALLARE COLONNINE ELETTRICHE NELLE AREE COMUNI

In mancanza di un box privato si può installare la colonnina in un’area comune, per esempio il cortile o il parcheggio condominiale. In questo caso, però, l’interessato o gli interessati devono ricevere l’approvazione dell’assemblea di condominio (basta la maggioranza semplice de voti) e i costi sono a carico di tutti i condomini che hanno aderito al progetto (chi vuole usufruirne in un secondo momento è ovviamente libero di aggiungersi, pagando le relative spese). Se l’assemblea boccia la proposta, il richiedente può comunque procedere all’installazione della colonnina di ricarica a patto di sostenere autonomamente i costi, inclusi quelli per la manutenzione e il ripristino degli spazi dopo i lavori. Lavori che non devono mai recare alcun pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza, alla fruibilità e al decoro architettonico del fabbricato.

COLONNINE ELETTRICHE NEI CONDOMINI: LA NORMATIVA

Gran parte delle disposizioni fin qui esposte sono state introdotte con la legge n. 134 del 2012 (Decreto Sviluppo). Successivamente il Decreto Legge 257/2016, diventato pienamente operativo dal 2018, ha stabilito che gli edifici di nuova costruzione, con almeno 10 unità abitative, debbano essere predisposti per l’installazione di colonnine di ricarica in numero non inferiore al 20% dei posti disponibili. Per gli edifici non residenziali con superficie utile di almeno 500 metri quadri, invece, deve poter essere installata una colonnina per ciascun posto auto. Da ricordare infine che, grazie all’Ecobonus 2019-2021, chi acquista una colonnina di ricarica privata per veicoli elettrici può usufruire di una detrazione del 50% in 10 anni fino a un massimo di 3.000 euro. Rientrano nella detrazione fiscale le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione dell’impianto e le spese per l’aumento della potenza del contatore dell’energia elettrica fino a 7 kW.

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Oppo lancia Reno Ace, il telefono con la ricarica più veloce

di Alessandro Matthia Celli

Oppo ha sorpreso tutti il mese scorso annunciando la ricarica da 65 W, la più veloce del settore, ed ora presenta il suo Reno Ace, il primo telefono con tale tecnologia.

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Colonnine elettriche al distributore: la conversione costa 800 mila dollari

di Donato D'Ambrosi

Ricaricare l’auto elettrica al distributore di benzina sembra un paradosso. E invece è l’esperimento ad alto rischio che sta tentando il gestore di una pompa di benzina negli USA. Al posto degli erogatori di benzina e gasolio ha montato delle colonnine per caricare veicoli elettrici. Quanto guadagna per ricaricare le auto anziché fare il pieno di benzina è ancora un’incognita. Per ora il primo Petrol-Switch Off di un distributore USA passato dalle pompe di benzina alle colonnine elettriche è costato quasi 800 mila dollari. E fin da subito l’impresa non è priva di incognite se si pensa che il maggiore competitor è “in casa” seppure dall’altro capo del continente.

LA CONVERSIONE DI UNA POMPA STORICA CON LE COLONNINE 

Gli Stati Uniti d’America sono all’11^ posto della classifica mondiale dei maggiori giacimenti di petrolio. Ma secondo il rapporto Eni, World Oil Review 2019 gli USA hanno avuto un ruolo trainante nella crescita dell’estrazione del petrolio al 2018. Se uno dei gestori storici decide di porre fine alle condizioni delle Compagnie petrolifere e rivoluzionare la sua gestione in favore dell’ambiente, vuol dire che qualcosa sta cambiando anche oltre la vendita di auto nuove. E’ la storia di Depeswar Doley, proprietario e gestore di un distributore di benzina dal 1956 che ha convertito le sue pompe in colonnine di ricarica.

COSTI E GUADAGNI DALLA BENZINA ALLA RICARICA ELETTRICA

L’incertezza sui guadagni con le ricariche di auto elettriche è alta, come lui stesso avrebbe dichiarato, tuttavia è roba di poco conto se si pensa all’investimento necessario per convertire una pompa di benzina con colonnine di ricarica auto. Il progetto è stato possibile grazie al supporto finanziario dell’Electric Vehicle Institute e della Maryland Energy Administration. Sono serviti quasi 800 mila dollari per convertire l’impianto di distribuzione tradizionale in 4 colonnine di ricarica da 200 kW.  “A convincermi è stata mia figlia 17enne dopo un colloquio con i tecnici dell’Electric Vehicle Institute” ha spiegato Depeswar.

TESLA E I SUPERCHARGER FINO A 250 kW

A giudicare però dal numero di auto elettriche circolanti nello Stato del Maryland dove si potrà ricaricare l’auto al posto di fare benzina, il progetto non sembra così folle. Ci sarebbero infatti oltre 20 mila auto elettriche circolanti oltre a servizi di taxi. Tuttavia il territorio è marcato stretto da Tesla che può contare per ora solo su Punti di ricarica affiliati e pochi Supercharger in zona. La lotta si baserà tutta sui tempi di ricarica e di attesa: per questo Tesla sta diffondendo l’architettura di ricarica V3s che permette fino a 250 kW di picco ma senza distribuzione della potenza se più di un’auto è collegata alla stessa colonnina di ricarica.

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Caricabatteria ricarica rapida iPhone: i migliori da comprare

di Dionisio Ciccarese
In questa guida sempre aggiornata raccogliamo i migliori caricabatteria ricarica rapida iPhone. I modelli di melafonino che vanno da iPhone 8 in poi sono compatibili non solo con la ricarica wireless, ma anche con la leggi di più...

Come ricaricare Satispay

di Santjago Burini
Stavi facendo un giro tra negozi e hai notato qualcuno pagare con Satispay e, incuriosito, sei subito andato a cercare online delle spiegazioni: l’idea ti piace, hai deciso quindi di aprire il tuo conto a leggi di più...

Oppo annuncia 3 nuove tecnologie di ricarica veloce

di Niccolò Proietti Savina

Nella giornata di oggi OPPO ha avuto modo di annunciare tre nuove tecnologie di ricarica veloce che vedremo implementate nei prossimi device dell’azienda.

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Colonnine elettriche in Europa: quante e dove sono nel 2019

di Raffaele Dambra

Colonnine elettriche in Europa

Quante colonnine per la ricarica di auto elettriche ci sono nell’Unione Europea? Ancora troppo poche, se si pensa che l’obiettivo di 2,8 milioni di punti di ricarica entro il 2030, che la Commissione Europea ha stimato necessari per una piena diffusione della mobilità elettrica nei 28 paesi membri, quasi certamente non sarà raggiunto. Attualmente, secondo il report presentato da ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association) al Salone di Francoforte 2019, in Europa ci sono infatti solo 144 mila colonnine. Questo vuol dire che per arrivare in appena una decade al numero prefissato occorrerebbe aumentare di circa 20 volte l’attuale parco ricariche. Un traguardo improbabile, per non dire impossibile.

COLONNINE ELETTRICHE IN EUROPA: POCHI PUNTI DI RICARICA, POCHE VETTURE

Ed è un vero peccato, perché proprio la scarsa distribuzione sul territorio delle colonnine di ricarica risulta essere uno dei motivi che frenano l’espansione delle auto elettriche in Europa (un caso a parte è la Norvegia, dove le immatricolazioni di EV hanno sfondato il 50%, ma il paese scandinavo non fa parte dell’UE). Sempre secondo il report ACEA, infatti, nel 2018 solo il 2% dei veicoli venduti nell’Unione Europea aveva un’alimentazione elettrica. In aumento del +1,4% dal 2014, ma decisamente pochi. Peggio ancora in Italia: ad agosto 2019, ultimi dati disponibili, la quota mercato delle auto elettriche da inizio anno non superava lo 0,5%, ben sotto la media UE (meglio comunque dello 0,2% del 2018, merito probabilmente dell’Ecobonus voluto dal precedente Governo).

COLONNINE DI RICARICA: ITALIA BEN SOTTO LA MEDIA EUROPEA

La differenza tra Italia e resto d’Europa si nota pure, oltre che nel numero delle vetture, anche nella distribuzione delle colonnine elettriche tra i vari stati. Il 76% dei 144 mila punti di ricarica esistenti è concentrato in Olanda (37.037), Germania (27.459), Francia (24.858) e Regno Unito (19.076), paesi che coprono appena il 27% del territorio dell’Unione. Mentre noi italiani contribuiamo soltanto per lo 0,5% (3.562 colonnine) e la maggior parte dei paesi membri ha meno di una colonnina di ricarica ogni 100 km.

AUTO ELETTRICHE E PUNTI DI RICARICA: SERVONO INCENTIVI E INVESTIMENTI

La transizione verso la mobilità a emissioni zero richiede una responsabilità condivisa”, ha dichiarato Carlos Tavares, presidente di ACEA e CEO del gruppo PSA. “Le case automobilistiche stanno facendo la loro parte proponendo un numero sempre più crescente di auto elettriche. Ma i governi devono sostenerle intensificando notevolmente gli investimenti nelle infrastrutture. E attuando incentivi all’acquisto sostenibili e coerenti”. E l’Italia a dire il vero sta rispondendo all’appello sia incentivando l’installazione dei punti di ricarica (qui il nuovo bando per privati e condomini in Puglia) che dando vita a nuovi incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni con la contestuale rottamazione di veicoli inquinanti. Per esempio in Lombardia, sommando l’Ecobonus statale con i contributi regionali, si possono ottenere sconti per l’acquisto di vetture elettriche fino a 14 mila euro.

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Emissioni CO2: 2 auto “tradizionali” valgono quanto una elettrica

di Donato D'Ambrosi

Le emissioni di CO2 delle auto elettriche sono oggetto di continue polemiche legate all’approvvigionamento dell’energia elettrica per la ricarica. Una verità che non dovrebbe avere un peso sulla produzione di CO2 se le auto elettriche faranno il pieno solo da fonti rinnovabili. L’Imperial College di Londra ha messo sulla bilancia auto elettriche e tradizionali per stimare ad oggi quanta CO2 emettono. Lo studio ha rivelato anche un dettaglio interessante sul bilancio della CO2 emessa: meglio scegliere un’elettrica piccola o una grande?

LA CO2 PRODOTTA DALLE ELETTRICHE AL 2025

L’argomento più facile da portare al centro dell’attenzione per mettere in dubbio i benefici delle auto elettriche sull’ambiente e i climalteranti come la CO2 sono i costi e le emissioni per produrle. Non tanto produrre le auto elettriche che avviene già in stabilimenti avveniristici ad alta efficienza. Il reperimento delle materie prime (vedi terre rare e minerali) e la produzione di energia sono i punti più critici per chi non crede nelle emissioni zero di CO2 delle auto elettriche. “Il carbonio emesso nella produzione delle batterie porta solo al 50% la CO2 emessa da un’auto elettrica rispetto a un veicolo convenzionale. Spiega Iann Staffel, dell’Imperial College – I veicoli elettrici acquistati oggi potrebbero emettere il 10% di quelli a benzina tra 5 anni”.

LE AUTO ELETTRICHE PICCOLE PRODUCONO MENO CO2

Lo studio ha confrontato le emissioni di CO2 dirette e quelle indirette di diverse auto elettriche su 15 anni di utilizzo: Nissan Leaf, Renault Zoe, Volkswagen e-Golf ed e-Up, Hyundai Kona e BMW i3. Mettendo in conto le emissioni di CO2 derivanti da ricariche e produzione delle batterie, le auto elettriche più leggere (batteria media di 39 kWh) emettono da 28 a 52 g/km di CO2 (contributo batteria incluso). Se invece si considera la sola ricarica elettrica le emissioni di CO2 sarebbero circa 12-20 g/km. Rispetto alle auto elettriche con batterie più capienti, chiaramente questi numeri lievitano come gli anni stimati per annullare il bilancio di CO2.

LE EMISSIONI DI CO2 DELLE AUTO ELETTRICHE DI LUSSO

Nel confronto tra auto elettriche di alta gamma come Tesla Model S e Model X, Jaguar I-Pace e berline di lusso tradizionali lo studio rivela ancora una volta il vantaggio per le EV. Pur avendo in media una batteria grande 97 kWh, le emissioni di CO2 delle auto elettriche premium risultano il 25% di una berlina equivalente come la Mercedes Classe S tradizionale. Le auto elettriche considerate emetterebbero da 92 a 133 g/km di CO2 (inclusa la quota batteria) o 44–54 g/km di CO2 per la sola ricarica.

LE AUTO ELETTRICHE GRANDI PIU’ LENTE AD AZZERARE LA CO2

Quale auto elettrica produce meno CO2? Dallo studio viene fuori che una piccola berlina come la Nissan Leaf ha una media di circa 33 g/km di emissioni di CO2. Il risultato è di circa ¼ rispetto alle emissioni di una Ford Fiesta 2019. Cosa piuttosto prevedibile, ma meno delle previsioni a lungo termine tra auto elettriche grandi e piccole. Il modello realizzato dall’Imperial College di Londra prevede che le auto elettriche grandi impiegheranno il triplo del tempo rispetto alle auto elettriche piccole per annullare le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione industriale di auto, batteria ed energia.

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Punti di ricarica auto elettriche: nuovi incentivi 2019 in Puglia

di Raffaele Dambra

Punti di ricarica auto elettriche nuovi incentivi 2019 Puglia

Nei primi cinque mesi del 2019 la vendita di auto elettriche e ibride in Puglia è aumentata del +86,2%. E a rafforzare la svolta green del tacco d’Italia arrivano adesso gli incentivi regionali per supportare la diffusione di punti di ricarica domestici. Sul bollettino ufficiale n. 87 della Regione Puglia è stato infatti pubblicato l’avviso pubblico per l’assegnazione di “Contributi per l’acquisto e l’installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici alimentati da fonte rinnovabile”, a favore di privati cittadini e condomini pugliesi (residenti).

INCENTIVI PUNTI DI RICARICA AUTO ELETTRICHE: LA DOTAZIONE PER I CITTADINI PUGLIESI

La dotazione finanziaria complessiva degli incentivi per i punti di ricarica in Puglia è di 50.000 euro, mentre per ciascun intervento si può ricevere al massimo 1.500 euro (cumulabili con eventuali altri incentivi comunitari, statali, regionali e provinciali). Il contributo è concesso esclusivamente a chi già possiede o sta per comprare un’auto elettrica (o ai condomini in cui risultino uno o più residenti che siano proprietari di una vettura elettrica), anche in leasing o in comodato d’uso, e l’istanza è ammessa per l’acquisto e l’installazione di un solo punto di ricarica domestica.

SPESE AMMISSIBILI CON GLI INCENTIVI PER I PUNTI DI RICARICA

In particolare, sono ammissibili le seguenti spese: acquisto del punto di ricarica domestica (wall box/colonnina); prestazione professionale relativa alla progettazione del punto di ricarica domestica; installazione di punti di ricarica domestica; piccoli interventi edilizi finalizzati all’installazione del punto di ricarica; adeguamento della potenza per garantire l’allacciamento del punto di ricarica domestica o per l’eventuale installazione del contatore dedicato; IVA, se risulta non detraibile. I punti di ricarica devono ovviamente rispettare le severe direttive antincendio dei Vigili del Fuoco.

DATA DI SCADENZA DEGLI INCENTIVI PER I PUNTI D RICARICA IN PUGLIA

Gli interessati possono già inoltrare la domanda di finanziamento fino alla scadenza fissata alle ore 13:00 del giorno 8 novembre 2019. Le proposte devono essere presentate in plico chiuso con la documentazione completa in formato cartaceo, e consegnate a mano presso gli uffici della Regione Puglia – Sezione Mobilità Sostenibile e Vigilanza TPL, via Gentile 52 (4° piano, Plesso B) Bari, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria dalle 9 alle 13. Ulteriori informazioni, con il bando completo e i dettagli della documentazione richiesta, sono disponibili sul sito istituzionale della Regione Puglia, sezione Amministrazione Trasparente.

PUGLIA E MOBILITÀ SOSTENIBILE: È IN ATTO UN CAMBIO DI MENTALITÀ

“La Puglia è sempre più impegnata nella promozione della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico, in particolare nelle aree urbane”, ha dichiarato l’assessore regionale alla mobilità sostenibile Giovanni Giannini. “Sebbene l’importo del finanziamento non sia particolarmente cospicuo, questa iniziativa rientra nelle politiche regionali di incentivazione verso forme alternative di trasporto meno inquinanti da tempo messe in campo. E i dati incoraggianti sulle immatricolazioni di auto ecologiche testimoniano un sicuro cambio di mentalità”.

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Altro che AirPower… Ecco il caricabatteria wireless Mophie che ricarica insieme iPhone, Apple Watch e AirPods

di Lorenzo Spada
Mophie alternativa AirPower

Con la presentazione di iPhone X avvenuta ormai due anni fa, Apple promise che presto avrebbe portato sul mercato una basetta di ricarica wireless 3-in-1 chiamata AirPower con la quale caricare in contemporanea iPhone, Apple Watch e una futura versione degli AirPods (qui la nostra recensione). Purtroppo, dopo tanta attesa Apple ha deciso di sospendere […]

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Auto elettriche in Norvegia: pedaggi più cari e stop alle ricariche gratuite

di Raffaele Dambra

Auto elettriche in Norvegia

La diffusione delle auto elettriche in Norvegia è tale che entro fine anno il 50% delle nuove immatricolazioni sarà EV (secondo una stima di Christina Bu, segretario generale dell’Associazione Norvegese Veicoli Elettrici). Una percentuale clamorosa se paragonata per esempio all’Italia, dove la quota di mercato delle vetture elettriche è appena dello 0,2%. Ma anche se confrontata all’intera UE, per il momento ferma al 2%. Eppure, per ironia della sorte, negli ultimi tempi stanno venendo meno molte facilities che hanno agevolato la grande espansione dell’elettrico in Norvegia.

AUTO ELETTRICHE IN NORVEGIA: STOP ALLE AGEVOLAZIONI?

Un rapporto, pubblicato in Francia da Autoactu e riportato dall’Ansa, ha evidenziato infatti un cambio (in negativo) nell’atteggiamento delle autorità norvegesi verso la mobilità 100% eco-sostenibile. Per esempio i pedaggi urbani per le vetture elettriche hanno subito un sensibile aumento. Inoltre stanno gradualmente scomparendo alcuni vantaggi specifici per i possessori di EV, come la sosta gratuita o la ricarica delle batterie nei parcheggi pubblici a costo zero. Ma non solo: anche il privilegio di usare le corsie dei bus è ora condizionato in alcuni casi alla presenza di almeno due persone a bordo, in quanto le autorità affermano che ci sono troppe auto elettriche nelle ore di punta, e ciò causa ritardi ai mezzi pubblici. E le esenzioni fiscali, che erano state garantite fino al 2021, sono sempre più messe in discussione.

AUTO ELETTRICHE IN NORVEGIA: ORA SONO… TROPPE

Insomma, sta succedendo ciò che era facile prevedere. In Norvegia le auto elettriche sono state oggetto di molte attenzioni, sotto forma di sconti e incentivi, fin quando bisognava agevolarne la diffusione. Adesso però che hanno raggiunto un numero considerevole (ribadiamo, il 50% delle nuove immatricolazioni è elettrico) diventa necessario gestirle come un qualsiasi altro veicolo. Tesi peraltro confermata da Bjart Holtsmark, ricercatore presso il Norwegian Institute of Statistics: “Fin qui abbiamo sovvenzionato le auto elettriche perché i loro livelli di emissioni di CO2 sono inferiori rispetto a quelle convenzionali. Ma ci sono molti altri costi sociali di cui tenere conto, come ingorghi e incidenti, indipendentemente dal tipo di auto”.

IL COSTO PER LA NORVEGIA DELLE AUTO ELETTRICHE

Tra l’altro quello degli incidenti stradali che coinvolgono le auto elettriche è un argomento molto delicato che preoccupa non poco il Governo del paese scandinavo. Secondo Gjensidige, la più grande compagnia di assicurazioni norvegese, le auto elettriche contano il 20% di sinistri in più rispetto ai modelli diesel o benzina, a causa della loro capacità di accelerare da fermo molto più rapidamente. Morale della favola: i modelli elettrici sono certamente più puliti, ma iniziano a rappresentare un costo importante per la Norvegia e questo non va più tanto bene. Per dirne una, rispetto al 2007 il contributo al gettito fiscale del settore automobilistico è sceso di 2,6 miliardi di euro soprattutto a causa dei ‘troppi’ incentivi.

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Faccine da auto elettriche 2019: la petizione per aggiornare i Social

di Antonio Elia Migliozzi

Le emoji sono sempre più diffuse e non solo nel mondo di Facebook. Queste faccine sono nel tempo entrate a far parte delle vita di tutti noi spopolando sui social e nelle chat private. Ogni anno il consorzio Unicode, nato nel 1991, si occupa di aggiornare la lista delle emoji disponibili. Quest’anno Electrify America, controllata Usa di Volkswagen che gestisce una fitta rete di stazioni di ricarica, ha rivolto un appello preciso. Mancano emoji specificamente riferite al mondo delle auto elettriche. Secondo Electrify America le emoji potrebbero portare gli utenti ad acquisire una maggiore familiarità con l’auto a batteria sempre più chiamata a far parte del futuro della mobilità. Per l’occasione, in vista del World Emoji Day 2019, l’azienda ha lanciato una petizione e un contest creativo per realizzare faccine dedicate alla mobilità green. Vediamo tutti i dettagli di questa campagna a favore delle auto elettriche.

SVOLTA EMOJI

Con l’evolversi della comunicazione moderna le emoji continuano a crescere in popolarità. Ogni anno nuovi personaggi colorati entrano a far parte delle principali piattaforme di comunicazione che vanno dai social alle chat. Proprio perché rappresentative del mondo di oggi, le emoji hanno una finalità “sociale”. Secondo Electrify America l’assenza di un emoji dedicata ai veicoli elettrici (EV) e alle stazioni di carica non favorisce l’avvicinamento degli automobilisti a questo mondo. Ecco perché Electrify America, che gestisce negli Usa una fitta rete di colonnine di ricarica rapida, ha presentato una proposta formale al Consorzio Unicode. La richiesta è un emoji che raffiguri un’auto elettrica in ricarica. Il consorzio è l’organismo di regolamentazione internazionale con sede in California che si occupa della creazione delle emoji. L’annuncio di presentazione della richiesta arriva dopo il lancio di una petizione su Change.org e quando manca solo un giorno al World Emoji Day del 17 luglio.

LA RICHIESTA

Negli Usa e in tutto il mondo crescono i consumatori che scelgono i veicoli elettrici. Si prevede che nel 2023 ci saranno 10 milioni di veicoli elettrici su strada con la mobilità elettrica che è destinata a diventare la norma entro i prossimi anni. Secondo un recente studio dell’AAA oltre 40 milioni di americani hanno dichiarato di prendere in considerazione l’acquisto di un veicolo EV. Nonostante questo Electrify America ritiene che ci sia ancora una scarsa consapevolezza tra i conducenti circa il funzionamento e i benefici di queste vetture. Va detto che la tecnologia ha fatto, nel giro di pochi anni, importanti passi avanti. Oggi si trovano in commercio auto elettriche compatte, come Tesla Model 3 e Nissan Leaf, che offrono autonomie sopra i 300km. “Abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di un’emoji che rispecchia l’industria in evoluzione e il futuro dei trasporti”, commenta Rich Steinberg di Electrify America.

IL CONSORZIO

Lo scorso febbraio Unicode ha pubblicato l’elenco e le specifiche degli Emoji per il 2019. Si è trattato di 230 immagini che vogliono rappresentare cose e persone caratteristiche del mondo che ci circonda. In considerazione le tonalità della pelle, che diventano 75, e le disabilità. Già qualche tempo fa Apple aveva proposto una modifica in questo campo. Ecco allora che sono astati aggiunti cani guida, sedie a rotelle e apparecchi acustici. Il ruolo del consorzio Unicode è molto importante perché dalle sue specifiche attingono tutti i produttori di sistemi operativi, ma anche app e servizi web. Conclude allora Steinberg di Electrify America: “Speriamo che un’emoji, un simbolo utilizzato nella comunicazione digitale di tutti i giorni, possa aiutare più persone ad abituarsi all’idea di guidare un EV ed essere entusiasti della possibilità di possederne uno un giorno.”

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