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Omicidio stradale: la revoca della patente non è automatica

di Raffaele Dambra

Incidenti con animali selvatici in Lombardia

Se in un procedimento giudiziario viene riscontrato il reato di omicidio stradale, non c’è in automatico la sanzione accessoria della revoca della patente. Infatti, se non ricorrono circostanze aggravanti, il giudice penale può disporre, in alternativa, la ‘semplice’ sospensione del documento di guida fino a quattro anni, ai sensi dell’articolo 222 del Codice della Strada, comma 2, secondo e terzo periodo, che recita appunto: “Quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o gravissima la sospensione della patente è fino a due anni. Nel caso di omicidio colposo la sospensione è fino a quattro anni”.

OMICIDIO STRADALE E REVOCA DELLA PATENTE: L’ULTIMA SENTENZA

Della questione se n’è occupato di recente il Gup del Tribunale di La Spezia. Chiamato ad esprimersi sul caso di un uomo accusato di omicidio stradale per aver causato la morte di un altro conducente dopo una violenta collisione avvenuta in orario notturno. L’imputato, in sosta con il suo furgone dopo aver fatto rifornimento di carburante, finiva colpito da un’autovettura che non si era accorta della sua presenza. Ne faceva maggiormente le spese proprio il guidatore dell’auto, deceduto per le gravi lesioni riportate. A carico di quest’ultimo il giudice riscontrava comunque delle colpe, in particolare quella di aver superato, seppur di poco, i limiti di velocità consentiti, e di non aver correttamente allacciato la cintura di sicurezza. Ma le maggiori responsabilità sono gravate sull’autista del furgone in sosta. In particolare per non aver provveduto a collocare il segnale di emergenza a 100 metri di distanza, soprattutto viste le condizioni di tempo e di luogo che non rendevano visibile il suo mezzo. Alla luce dell’istruttoria svolta, il giudice ha quindi ritenuto di dover affermare la responsabilità penale dell’imputato, al di là di ogni ragionevole dubbio. Condannandolo alla pena di otto mesi di reclusione e alla sospensione della patente per due anni.

OMICIDIO STRADALE: REVOCA DELLA PATENTE NON AUTOMATICA, LA PRONUNCIA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Nel redigere la sentenza il Gup di la Spezia si è rifatto alla recente ordinanza (n. 88/2019) della Corte Costituzionale, che lo scorso aprile ha dichiarato illegittimo l’art. 222 CdS relativamente al quarto periodo del comma 2. Nella parte in cui non prevedeva che in caso di applicazione della pena per i reati di cui agli articoli 589-bis (omicidio stradale) e 590-bis (lesioni personali stradali gravi o gravissime) del Codice Penale, il giudice potesse disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa. Qualora, ovviamente, non ricorressero circostanze aggravanti, ai sensi del secondo e terzo periodo del comma 2 art. 222 CdS. Inoltre, nel quantificare in due anni (anche se la normativa ne prevede quattro) la durata della sospensione della patente per il conducente condannato, si è basato sulla norma secondo cui, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole (concorso di colpa), la pena è diminuita fino alla metà.

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Patente revocata a vita per incidente con omicidio stradale

di Donato D'Ambrosi

La patente revocata è una conseguenza di una violazione molto grave del codice della strada o della mancanza dei requisiti psico-fisici del titolare. Se stai cercando informazioni sulla patente revocata per omicidio stradale, l’incidente stradale provocato da un’auto dei Carabinieri è costato la revoca della patente a vita al conducente dell’auto. Si tratta di una sentenza (in udienza preliminare) destinata cambiare la giurisprudenza sulla revoca della patente, che normalmente si può riprendere dopo alcuni anni. Mentre con questa sentenza il colpevole dell’incidente non potrà più guidare un’auto.

L’INCIDENTE STRADALE E LA PATENTE REVOCATA A VITA

Il fatto che l’incidente stradale tra una moto e un’auto abbia coinvolto una volante dei Carabinieri non ha comportato attenuanti. Anche perché in questo caso la manovra pericolosa del militare è avvenuta in una strada a senso unico. Una serie di concause che hanno spinto i giudici a condannare il militare per omicidio stradale con revoca della patente a vita. Una sentenza senza precedenti che riguarda un militare responsabile di guida pericolosa in servizio.

L’OMICIDIO STRADALE E LA REVOCA PERMANENTE DELLA PATENTE

Mentre era al volante dell’auto di servizio, l’auto dei Carabinieri avrebbe fatto una svolta a sinistra senza dare la precedenza di fronte. Inoltre, la manovra pericolosa, definita così dai giudici, è avvenuta in una strada dove l’auto poteva procedere solo dritto. Nell’incidente provocato dall’auto dei Carabinieri, il motociclista che proveniva dal senso opposto ha perso il controllo frenando ed è finito a terra. Le conseguenze dell’incidente non hanno lasciato scampo al motociclista che è morto dopo qualche giorno dal ricovero. Elementi che i giudici hanno usato per pronunciare la condanna a 18 mesi di reclusione per omicidio stradale con patente revocata a vita.

PATENTE REVOCATA PER 2 ANNI O A VITA

I casi comuni in un cui può avvenire la revoca della patente (art. 219 CdS), con la cancellazione della patente sono vari:

– Assenza di requisiti psico-fisici;
– Inidoneità alla guida;
– Guida con patente sospesa;
– Contromano su strade extraurbane o autostrade;
– Guida in stato di ebbrezza o alterato su mezzi superiori a 3,5t;
– Recidivo alla guida di un’auto a 60 km/h oltre il limite;
– Recidivo alla guida in stato di ebbrezza (oltre 1,5 g/l) o alterato per stupefacenti

In tutti questi casi può essere revocata la patente, tuttavia il titolare può ottenere una nuova patente dopo 2 o 3 anni in base al tipo di violazione. Un caso senza precedenti è invece quello della revoca della patente permanente per omicidio stradale in cui non c’era né sospensione e ne guida in stato psico-fisico alterato.

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Revoca concessione Autostrade: il nuovo ponte non cambia le cose

di Donato D'Ambrosi

La prima colata di cemento del nuovo Ponte di Genova ha riportato a galla una promessa-impegno del M5S: la revoca della concessione ad Autostrade. Un annuncio di pancia seguito al crollo del viadotto Polcevera noto anche come Ponte Morandi. La proposta è tornata sul tavolo del Governo che però ha ben altro cui pensare in questo periodo piuttosto che risollevare un polverone fine a sé stesso.

SULLA CONCESSIONE LA LEGA DISERTA

La revoca della concessione ad Autostrade è un percorso così tortuoso e incerto che sembra più una presa di posizione che un impegno di Governo. Lo si capisce da diversi segnali. Il primo, come riporta AdnKronos, è che al vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il vice Luigi Di Maio e il ministro Danilo Toninelli, non ha preso parte l’altro vicepremier Matteo Salvini. Il Ministro dell’Interno avrebbe partecipato solo alla prima parte del consiglio inerente alle Autonomie. Tant’è che i lavori si sarebbero conclusi con un nulla di fatto sull’argomento revoca concessione.

NUOVO COMPROMESSO DI GOVERNO

Bisogna considerare poi che oltre ad ASPI (Autostrade per l’Italia che sta dentro Atlantia) gli imprenditori noti per la linea di abbigliamento Benetton sarebbero tra i principali interessati ad entrare in Alitalia. E su questo fronte il M5S fa un altro passo indietro. A riportarlo è l’Huffingtonpost che rivela il crollo ufficiale del veto del M5S sulla partecipazione della famiglia Benetton al salvataggio di Alitalia. Il passo indietro – si spiega – è un altro compromesso per il bene della stabilità del Governo.

CHIODO SCACCIA CHIODO: LA POSSIBILE TRATTATIVA

Le stranezze sono tutte nelle posizioni prese in questi ultimi mesi e fin dal giorno seguente il crollo del ponte Morandi. Si sa che gli annunci pubblici piacciono molto ai politici, ma il M5S rischia di dover mandare giù un altro boccone amaro. Dal voler punire i colpevoli, da cui il Ministro Toninelli per primo ha preso le distanze e ritrovarsi in un colpo solo le stesse persone come possibili alleati dello Stato nell’operazione Alitalia. E molti non escludono che possa essere proprio questa la moneta di scambio per ottenere quello che il M5S reclama da 1 anno: la revoca alla concessione di Autostrade.

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