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iPhone 9 potrebbe costare meno del previsto: si parla di circa 399 dollari

di Biagio Petronaci
Nuove indiscrezioni farebbero pensare che iPhone 9 (o iPhone SE 2) potrebbe essere proposto con un prezzo di lancio di 399 dollari. Questo dettaglio, se confermato, collocherebbe lo smartphone sulla stessa fascia di prezzo della prima generazione di iPhone SE. Il 2020 sarà un anno molto importante per Apple: la società si prepara a lanciare […]

Samsung Galaxy S20: su Amazon sono state rivelate le possibili specifiche e i prezzi

di Biagio Petronaci
Mancano ancora pochi giorni prima di poter scoprire Samsung Galaxy S20 e gli smartphone che fanno parte della serie continuano a restare al centro dell’attenzione: su Amazon.ae (Emirati Arabi) è apparsa la pagina dedicata al modello compatibile con il 4G. La scheda tecnica diffusa è molto simile rispetto a quanto riportato nelle precedenti indiscrezioni. Confermati, […]

Mi 10 e prezzo di vendita: le dichiarazioni del CEO di Xiaomi

di Lucia Massaro
Xiaomi Mi 10 e Mi 10 Pro dovrebbero essere annunciati tra pochi giorni. La data dovrebbe essere l’11 febbraio, la stessa scelta da Samsung per il suo evento Galaxy Unpacked 2020 in cui è attesa la nuova generazione di Galaxy S20. Come spesso accade, con l’avvicinarsi della presentazione ufficiale aumentano le fughe di notizie. Negli […]

Auto usate: nel 2019 il prezzo medio è 13.700 euro

di Donato D'Ambrosi

Le auto usate sono per gli italiani un’alternativa ormai non più seconda alle auto nuove. Nel 2019 le auto usate in vendita online avevano un’età media di poco superiore a 8 anni e un prezzo medio di quasi 14 mila euro. Ecco un report regione per regione sulla scelta degli italiani in fatto di auto usate.

I MODELLI PIU’ DIFFUSI TRA LE AUTO USATE ONLINE

L’indagine sulle auto usate online proviene dall’Osservatorio di un importante sito di annunci online che sulla base dei dati PRA elegge Roma, Napoli e Milano come le città con più passaggi di proprietà. Nel 2019 hanno cambiato proprietario 3,1 milioni di veicoli (+0,5% rispetto al 2018). Dagli annunci online è stato possibile capire che in Italia il prezzo medio delle auto usate è nettamente inferiore rispetto a Germania, Austria, Belgio e Olanda. L’età media delle auto in vendita è di 8,2 anni, ma i modelli più diffusi per tipologia sono la Volkswagen Golf tra le tradizionali, la Toyota Auris tra le auto ibride e la Tesla Model S tra le auto elettriche.

LE CITTA’ CON PIU’ PASSAGGI DI PROPRIETA’ PER AUTO USATE

Rispetto al 2018, i passaggi di proprietà delle auto usate sono aumentati del +0,5%, raggiungendo 3.102.893 atti. Tra i capoluoghi di regione, ai primi posti per trascrizioni c’è Roma (230.908 passaggi), poi Napoli (144.854) e Milano (135.402). Confrontando i dati con la popolazione residente, il podio passa a Trento con 866 passaggi di proprietà ogni 10 mila abitanti, Aosta (747,5) e Perugia (684,4). Fanalini di coda Genova (474), Milano (503,1) e Firenze (513,7).

QUANTO COSTA IN MEDIA UN’AUTO USATA ONLINE

Il prezzo medio di vendita delle auto usate si attesta, in generale, a 13.715 euro (+3%), un dato nettamente inferiore a Paesi come Germania (17.750 euro), Austria (17.685 euro), Belgio (16.205 euro) e Olanda (15.280 euro). Tra le province capoluogo di regione “più care” troviamo ancora una volta Trieste con un costo medio di 15.695 euro, seguita da Perugia (15.230 euro), Firenze (15.155 euro), Bologna (15.070 euro) e Milano (14.745 euro). Nettamente più economica l’offerta a L’Aquila e Genova, dove gli acquirenti devono prevedere rispettivamente 10.530 euro e 11.305 euro. I prezzi salgono se si considerano le vetture usate elettriche (25.815 euro) o ibride (27.060 euro).

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Accise sui carburanti in Italia: quali sono e cosa finanziano

di Raffaele Dambra

Accise sui carburanti in Italia

Dopo il bollo auto un altro balzello che gli automobilisti italiani non sopportano per niente ed eliminerebbero anche… ieri è l’accisa sui carburanti per l’autotrazione. Un’imposta che tanti politici (buon ultimo Matteo Salvini) vorrebbero cancellare o quanto meno ridurre, ma che resiste da decenni a tutto e a tutti perché garantisce un gettito fondamentale per le casse dello Stato. E che nel corso del tempo è stata persino resa ‘strutturale’, quindi non legata a particolari eventi o circostanze. Vediamo perciò di saperne di più circa le accise sui carburanti in Italia, in particolare quali sono e cosa finanziano.

CHE COS’È L’ACCISA SUI CARBURANTI?

L’accisa è una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. La più diffusa è quella sul prezzo dei carburanti, presente a vari livelli in quasi tutto il mondo e in particolare nei Paesi non produttori. In Italia le accise sui carburanti (benzina, diesel, gpl e metano) sono state introdotte gradualmente fin dagli anni ‘30 del secolo scorso per fronteggiare economicamente improvvise emergenze dovute per lo più a disastri naturali ed eventi militari. Oggi se ne contano ben 19 di accise sui carburanti in Italia, ma in realtà questo conteggio non ha più molto senso perché nel 1995, quindi più di vent’anni fa, le varie accise sono state inglobate in un’unica imposta indifferenziata che finanzia il bilancio statale nel suo complesso (26 miliardi di euro nel 2017), senza alcun riferimento alle motivazioni originali. E nel 2013 questa misura è diventata pure strutturale.

QUANTO PESA L’ACCISA SUL COSTO FINALE DEI CARBURANTI

Nell’ultima rilevazione del MISE datata 4 novembre 2019 i prezzi nazionali (€/1.000 litri) della benzina, del gasolio e del gpl per l’autotrazione sono i seguenti:
Benzina: 1.572,41 euro di cui 728,40 (accisa), 283,55 (Iva) e 560,46 (netto);
Gasolio: 1.469,23 euro di cui 617,40 (accisa), 264,94 (Iva) e 586,89 (netto);
Gpl: 610,40 euro di cui 147,27 (accisa), 110,07 (Iva) e 353,06 (netto).
Ne consegue che l’accisa pesa quasi la metà sul costo finale di benzina e diesel (assai meno sul gpl), e aggiungendoci l’Iva al 22% il carico sale a oltre il 60%. Nell’Unione Europea solo l’Olanda e il Regno Unito hanno imposte indirette sui carburanti più alte dell’Italia, ma non solo: il nostro Paese è al quinto posto nella classifica delle nazioni dove il pieno risulta più caro, a pari merito con la Grecia (dati Global Petrol Prices del 2018).

ACCISE SUI CARBURANTI IN ITALIA: QUALI SONO E COSA FINANZIANO

Per mera curiosità vi riportiamo l’elenco delle 19 accise sui carburanti in Italia introdotte nel corso degli anni. La somma ammonta a circa 0,41 euro (per litro), a cui si deve aggiungere l’imposta di fabbricazione sui carburanti, che porta il totale finale dell’accisa a 0,7284 euro per la benzina e 0,6174 euro per il diesel. Ma, come abbiamo spiegato, l’elenco delle varie accise è ormai puramente indicativo, dato che dal 1995 l’imposta sul carburante è definita in modo unitario e il gettito che ne deriva non finanzia le casse statali in specifiche attività ma nel loro complesso, con una sola aliquota che non distingue tra le diverse componenti. Condizione che tra l’altro rende impossibile (o molto difficile) l’ipotesi di abolirne selettivamente alcune, a cominciare dall’ormai ‘mitologica’ accisa per la guerra d’Etiopia che nella realtà non esiste più. Ecco la lista delle 19 accise con le originarie motivazioni (da Wikipedia):
– Guerra d’Etiopia del 1935-1936: 1,90 lire (0,000981 euro);
– Crisi di Suez del 1956: 14 lire (0,00723 euro);
– Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963: 10 lire (0,00516 euro);
– Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966: 10 lire (0,00516 euro);
– la Ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968: 10 lire (0,00516 euro);
– Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976: 99 lire (0,0511 euro);
– Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980: 75 lire (0,0387 euro);
– Missione ONU durante la guerra del Libano del 1982: 205 lire (0,106 euro);
– Missione ONU durante la guerra in Bosnia del 1995: 22 lire (0,0114 euro);
– Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: 0,02 euro;
– Acquisto di autobus ecologici nel 2005: 0,005 euro;
– Emergenza terremoto in Abruzzo del 2009: 0,0051 euro;
– Finanziamento alla cultura nel 2011: da 0,0071 a 0,0055 euro;
– Gestione immigrati dopo la crisi libica del 2011: 0,04 euro;
– Emergenza alluvione Liguria e Toscana del novembre 2011: 0,0089 euro;
– Decreto ‘Salva Italia’ del dicembre 2011: 0,082 euro (0,113 sul diesel);
– Emergenza terremoti dell’Emilia del 2012: 0,024 euro;
– Finanziamento del ‘Bonus gestori’ e riduzione delle tasse ai terremotati dell’Abruzzo: 0,005 euro;
– Spese del ‘decreto Fare’ del 2014: 0,0024 euro.

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Petroliera colpita: il prezzo benzina di nuovo alle stelle?

di Redazione

Il prezzo della benzina rischia di salire. Stavolta non per nuove accise, ma per un evento nel Mar rosso: qui, due missili hanno colpito un’imbarcazione della compagnia petrolifera iraniana. È in fiamme al largo della costa dell’Arabia Saudita. “Si tratta di un attacco terroristico”, riferiscono fonti anonime. E ci sarebbero anche perdite, con danni devastanti per l’ambiente. Risultato: costo del barile di petrolio in rialzo, e prezzo della benzina probabilmente alle stelle. Il pieno alla pompa costerà di più.

TENSIONI INTERNAZIONALI: PETROLIO SU

L’equipaggio della nave cisterna Sabity di proprietà della Nitc è illeso e il corpo della nave è appena danneggiato. Il problema è che questo incidente arriva settimane dopo che Arabia Saudita e Stati Uniti hanno accusato l’Iran di aver attaccato strutture petrolifere. Usando sia missili sia droni. La tensione internazionale si fa quindi più forte, con altre conseguenze negative sul prezzo del petrolio e quindi della benzina al distributore. Tutto questo anche se l’Iran ha negato le accuse.

I NUMERI: PREZZO DELLA BENZINA IN ALTO

In concreto, nell’immediato, i contratti sul greggio con scadenza a novembre salgono di 74 centesimi a 54,2 dollari l’oncia. Il brent cresce di 93 centesimi a 60,03 dollari l’oncia. Pertanto, il prezzo della benzina potrebbe salire. Infatti, per una “misteriosa” regola che riguarda benzina e gasolio, se il costo del barile di petrolio sale, allora il prezzo del carburante schizza insù subito. Viceversa, se costo del barile di petrolio scende, il prezzo del carburante non è detto che vada giù subito, e nella stessa proporzione. Alla fine, l’automobilista paga le conseguenze delle tensioni internazionali, ma non beneficia immediatamente di situazioni più stabili.

PREZZO DI BENZINA E GASOLIO: LA SITUAZIONE OGGI

Stando alle rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico, un litro di benzina costa oggi 1,579 euro. Di cui circa 0,728 di accise (tasse allo Stato), più 0,284 di Iva (imposta sulle tasse). Insomma, su 100 euro di pieno, 66 euro vanno al Fisco: un record planetario. Analoga la situazione del gasolio: 0,471 per un litro. Di cui circa 0,617 di accise e 0,265 di Iva. Diversi politici negli anni hanno promesso una riduzione delle accise: prima Renzi, poi Salvini, per citarne due. Ma gli automobilisti pagano come prima. A questo, si aggiungono le tensioni internazionali che picchiano duro sul costo del barile di petrolio, con il prezzo di benzina e diesel che salgono. Non ultimi, i due missili sulla petroliera nel Mar Rosso. Infine, le accise del gasolio potrebbero crescere: un’altra beffa.

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4 motivi “elettrici” per acquistare la Volkswagen ID.3

di Donato D'Ambrosi

Volkswagen ha presentato ufficialmente la ID.3, l’auto elettriche – la prima della gamma – che scriverà una nuova storia. Almeno è quanto la gamma ID è chiamata a fare soprattutto negli USA dove i crediti ambientali contano e non poco – vedi FCA che ha dovuto comprarli da Tesla. Ed è proprio rispetto alla Tesla Model 3 (manche la Nissan Leaf) che la Volkswagen ID.3 dovrà prendere le misure e confrontarsi in un mercato dalle grandi opportunità ma dai numeri piccoli. Perché chi è alla ricerca di un’auto elettrica dovrebbe acquistarla? Ecco 4 motivi validi per scegliere la Volkswagen ID.3.

SUPERACCESSORIATA PER I PRIMI 30 MILA ORDINI

La gamma ID sarà declinata in diversi modelli, ma la Volkswagen ID.3 rappresenta il terzo capitolo della storia Volkswagen. Al punto che svelandola in anteprima rispetto al Salone di Francoforte, Volkswagen ha riservato solo per i primi 30 mila preordini l’allestimento speciale ID.3 1ST Edition. La ID.3 1ST Edition è stata lanciata con la batteria di media capacità e l’allestimento hi-tech molto curato. Quindi se avete intenzione di cambiare la Volkswagen eGolf, già economica anche nei costi di manutenzione, sapete quale allestimento cercare, anche con pochi chilometri.

3 LIVELLI DI AUTONOMIA

Quanti chilometri può fare una la Volkswagen ID.3 con una carica della batteria? Quanti ne vuole chi la compra. E anche se può sembrare un trend del mercato da seguire, declinare l’autonomia in diverse taglie è una scelta intelligente che abbatte i costi. Ma non per questo la versione base della ID.3 è attaccata alla spina. La batteria più potente è di 77 kWh, la media 58 kWh e la piccola 45 kWh. A seconda della capacità della batteria, l’autonomia della ID.3 varia da 330 a 550 chilometri (ciclo WLTP).

PREZZO INFERIORE A 30 MILA EURO

La Volkswagen ID.3 costa meno di 30 mila euro per la versione base, a dirlo ufficialmente è proprio una nota del Costruttore. Se il prezzo al netto di incentivi statali sulle auto elettriche dovesse confermarsi questo senza costi occulti, la ID.3 sarebbe seconda solo alla smart EQ forfour per convenienza. Rispetto alla smart EQ avrebbe però una capacità più ampia (lunghezza 3,5 m contro 4,2 m). La gamma della Volkswagen ID.3 si articola oltre alla entry-level anche sulla ID.3 1ST Edition Plus (con fari Matrix LED e carrozzeria bicolore) e la ID.3 1ST Max (head-up display con realtà aumentata e tetto panoramico).

RICARICA GRATIS

Il confronto con la Tesla, al di là dell’Autopilot, la Volkswagen ID.3 se l’è cercato e mentre Tesla “lascia” l’idea della ricarica gratis, Volkswagen “raddoppia”. Prenotando in anticipo la Volkswagen ID.3 1ST Edition ci si impegna con il versamento di 1000 euro a completare l’ordine appena sarà possibile in concessionaria. Chiaramente se si cambia idea il deposito viene totalmente restituito. Intanto però si mette in cassaforte un bonus di ricarica gratis in tutta Europa fino a 2000 kWh per il primo anno alle colonnine Ionity.

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Costo taxi da e per l’aeroporto: le tariffe in Europa

di Donato D'Ambrosi

Prendere il taxi per andare in aeroporto può essere più conveniente che andarci con la propria auto. Ma quanto costa? A volte parcheggiare in aeroporto può essere meno conveniente che prenotare un taxi dal centro della città fino al Terminal dell’aeroporto. Si risparmia sicuramente lo stress e il costo legato a guidare e trovare un parcheggio. Ma soprattutto se ci si sveglia molto presto per un viaggio di lavoro, ci si può rilassare mentre si raggiunge l’aeroporto con il taxi. E’ sempre così in giro per l’Europa? Molto spesso le società di Taxi accordano con i Comuni tariffe fisse per il tragitto da e per l’aeroporto. Ecco quanto costa prendere un taxi per i 10 principali aeroporti europei (esclusi i costi extra come i bagagli ingombranti). Intanto guarda pure le tariffe dei Taxi da e per gli aeroporti in Italia.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI LONDRA-HEATHROW

L’aeroporto di Londra-Heathrow è per flusso di viaggiatori il più importante in Europa: al 31 dicembre 2017 sono passate per i controlli di sicurezza dell’aeroporto oltre 78 milioni di persone. Può essere utile conoscere anche il codice identificativo LHR/EGLL per sapere quanto costa il taxi da e per l’aeroporto di Londra. I taxi londinesi autorizzati si trovano davanti al terminal. Raggiungere il centro di Londra dall’aeroporto e viceversa impegna circa un’ora e la tariffa “fissa” varia da 46 a 87 sterline.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI PARIGI

L’aeroporto di Parigi-Roissy (conosciuto anche come Parigi-Charles de Gaulle) è il secondo per viaggiatori: poco meno di 70 milioni di passeggeri al 2017. I codici IATA/ICAO dell’aeroporto di Parigi-Roissy sono CDG/LFPG.  I taxi si trovano all’uscita dall’area di riconsegna bagagli del terminal d’arrivo     e il costo da e per l’Aeroporto CDG/LFPG ha una tariffa fissa ma varia in base al percorso. Il prezzo del taxi tra l’aeroporto di Paris-Charles de Gaulle e il centro di Parigi varia da 50 a 55 euro se il taxi parte (o arriva) sulla riva destro o sinistra del fiume Senna.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI FRANCOFORTE

Il costo del taxi da e per l’aeroporto di Francoforte sul Meno rispetto al centro di Francoforte non prevede tariffa fissa. L’aeroporto FRA/EDDF offre molte possibilità di noleggio auto per i viaggiatori (nel 2017 poco più di 69 milioni). Per avere un’idea precisa su quanto costa prendere il taxi da e per l’aeroporto di Francoforte può essere utile usare l’app dedicata a un servizio specifico (vedi FreeNow). In linea di massima il taxi da Francoforte sul Meno all’aeroporto e viceversa impiega 30 minuti e può costare da circa 45 euro.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI AMSTERDAM

Raggiungere l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol in taxi dal centro città richiede dai 15 ai 20 minuti in media. I prezzi dei taxi da e per l’aeroporto AMS però sono fissi e il costo base è di 39 euro fino a 4 viaggiatori.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI ISTANBUL

L’Aeroporto di Istanbul-Atatürk (ISL-LTBA) è stato il quinto aeroporto d’Europa per flusso di viaggiatori, anche se da ottobre 2018 è operativo il Nuovo Aeroporto di Istanbul (IST). Il prezzo del taxi per l’aeroporto IST dal centro della città ha una tariffa fissa di 140 Lire (circa 21 euro). Non confondetevi con l’aeroporto SAW, che di recente è destinato solo ai voli privati. Ad ogni modo raggiungere l’Aeroporto SAW (Sabiha Gökçen) in taxi ha un costo di 160 Lire (circa 25 euro).

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI MADRID

Il prezzo del taxi da Madrid all’aeroporto di Madrid-Barajas ha una tariffa forfettaria di 30 euro. Le tariffe variano in base alla destinazione o arrivo da e per l’aeroporto MAD. Se la corsa si limita all’interno dell’aera metropolitana delimitata dall’M-30 il costo del taxi da e per aeroporto di Madri è di 30 euro. Altrimenti la tariffa del taxi dall’aeroporto di Madrid è di 20 euro per i primi 9,5 km, poi costa 1,05 euro/Km o 20,50 euro/h.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI BARCELLONA

Il costo del Taxi da e per l’aeroporto Internazionale di Barcellona (BCN) verso il centro città è 25 euro. I Taxi stazionano di norma all’esterno dei Terminal 1 e 2 dell’aeroporto El-Prat.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI MONACO

Anche l’aeroporto di Monaco di Baviera come quello di Francoforte è ben collegato tramite diversi servizi di trasporto al centro città. Il costo del taxi dall’aeroporto MUC al centro della città varia da 35 a 45 euro. I Taxi partono dai Terminal 1 e 2 e la tariffa da e per l’aeroporto non cambia in base al numero di passeggeri.

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI LONDRA-GATWICK

L’aeroporto di Londra-Gatwick è sicuramente meno comodo se si ha intenzione di visitare il centro di Londra poiché più distante. Se quindi stai cercando quanto costa il taxi dall’aeroporto al centro di Londra per risparmiare, conviene forse rivalutare l’atterraggio sull’aeroporto di Londra-Heathrow. Se invece il volo costa molto poco su Gatwick, devi sapere che la tariffa del taxi dall’aeroporto LGW-EGKK al centro di Londra è di 116,5 sterline (circa 127 euro).

TAXI DA E PER L’AEROPORTO DI MOSCA

Magari non hai ancora pensato di fare un viaggio a Mosca, ma devi sapere che per l’aeroporto russo di Mosca-Šeremét’evo passano ogni anno circa 40 milioni di viaggiatori. Se è tra le tue prossime mete devi sapere anche quanto costa il taxi dall’aeroporto SVO al centro di Mosca. Il prezzo fisso del taxi dall’aeroporto di Mosca alla Piazza Rossa è di 1250 rubli (equivalenti a circa 17 euro). Il prezzo del taxi però non include il trasporto di bagagli grandi (1,35 euro a bagaglio) o animali (2 euro).

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Tesla cancella le versioni economiche e alza il prezzo dell’Autopilot

di Donato D'Ambrosi

L’estate Tesla non smette di riservare sorprese ai suoi clienti, vecchi e nuovi, con l’annuncio di una serie di novità per chi ha appena comprato una nuova Tesla e chi sta pensando di acquistarla. Lo sfoltimento della gamma Tesla era nell’aria, ma ora è ufficiale: le Model S e Model X non avranno più una versione più economica. La Model 3 sarà l’unica auto per cui sarà prevista una “Standard Range” e l’Autopilot che presto sarà ampliato a funzioni di guida avanzate costa di più dal 16 agosto 2019.

LE NOVITA’ TESLA DELL’ESTATE 2019

Qualche mese fa l’annuncio di voler rimpiazzare gli Store più dislocati con officine di riparazione e servizi di manutenzione a domicilio aveva creato un grande trambusto. Al punto che anziché tagliare le concessionarie, Tesla ha pensato bene di tagliare le versioni in listino. Una necessità legata ai costi di formazione che, salvo acquistare una delle auto in pronta consegna richiederà ai nuovi clienti un investimento maggiore. Così le Tesla Model S e Model X negli USA (e di conseguenza anche in Italia) costeranno di più, ma per un pacchetto tecnologico proporzionato.

I PREZZI DI TESLA MODEL S, X E 3

Il prezzo di partenza della Tesla Model S sale da circa 65 mila a 70 mila dollari. Lo stesso accade per la Tesla Model X che passa da circa 71 mila a 75 mila dollari. Per entrambi i modelli di punta saranno disponibili solo le versioni Long Range e Performance, come si vede anche sul sito italiano anche se con prezzi più alti in euro. La Tesla Model 3 invece è disponibile nella versione Standard Range Plus (che qualche mese fa sarebbe costata 4500 dollari in più della Standard Range) a circa 39 mila dollari. I prezzi includono gli incentivi statali sull’acquisto di auto ecologiche.

L’AUTOPILOT COSTERA’ 1000 DOLLARI IN PIU’

L’immagine in alto mostra già le auto di serie nella colorazione bianco perla multistrato, che è l’unica disponibile gratis. Come annunciato qualche settimana fa infatti ora bisognerà pagare 1000 dollari per la vernice nera che prima era gratis. Il più recente tweet di Elon Musk ha annunciato anche che l’Autopilot dal 16 agosto 2019 costerà 100 dollari in più. Una campagna di marketing allo stato puro per spingere anche i clienti ad acquistare il software con l’auto nuova, anziché richiedere l’abilitazione più avanti. Il prezzo dell’Autopilot infatti è dichiaratamente variabile in base alle funzioni che vengono sviluppate e aggiunte nel tempo e questo i clienti Tesla informati lo sanno bene.

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Dove costa meno la benzina in Italia: siti e app per verificare i prezzi

di Redazione

Dove costa meno la benzina in Italia

Una volta per sapere dove costa meno la benzina in Italia c’era il passaparola tra gli automobilisti. Chi avvistava un distributore che applicava prezzi più ‘umani’, faceva in modo di comunicarlo a più gente possibile, iniziando naturalmente da amici e parenti. Oggi le cose sono ‘leggermente’ cambiate e il web consente di sapere in tempo reale dove costa meno il carburante. Anche a centinaia di km di distanza. Questo grazie a numerosi siti e app che monitorano i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano. Scopriamo i più interessanti.

I SITI PER SCOPRIRE DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN ITALIA

Prezzibenzina.it è probabilmente il sito (ma anche app per iOS, Android, Windows Phone e Blackberry 10) più famoso e cliccato tra quelli che segnalano agli automobilisti dove trovare i distributori più economici. I prezzi sono inseriti dagli stessi utenti registrati al sito. Per trovare il distributore o l’area d’interesse basta fare una semplice ricerca inserendo il nome della città, la via o il cap. Le schede dei distributori di carburante contengono, oltre ai prezzi aggiornati, anche l’indirizzo (compresi web ed email, se disponibili), il numero di telefono, gli orari di apertura e le modalità di pagamento. Un portale analogo è infobenzina.com, piattaforma web disponibile per PC, smartphone e tablet che permette di ottenere rapidamente prezzi benzina, prezzi gasolio, prezzi gpl e prezzi metano su tutto il territorio nazionale, e di scegliere quelli più vantaggiosi.

PREZZI CARBURANTE IN ITALIA: L’OSSERVATORIO DEL MISE

Per scoprire dove costa meno la benzina in Italia c’è anche una risorsa istituzionale ed è l’Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico. Raggiungibile all’indirizzo web carburanti.mise.gov.it, consente di verificare in real time i prezzi di vendita dei carburanti effettivamente praticati presso gli impianti di distribuzione situati in tutta Italia, così come comunicati dai gestori dei punti di vendita settimanalmente o nei casi di aumenti infrasettimanali. La ricerca può essere effettuata per area geografica, per zona, su percorso, per tratta autostradale e per nome del distributore.

DOVE COSTA MENO LA BENZINA IN AUTOSTRADA

Anche il sito di Autostrade per l’Italia propone una piattaforma per conoscere i prezzi più convenienti sulla rete autostradale. L’url è autostrade.it/it/web/aree-di-servizio e per ottenere il costo dei carburanti nei vari distributori è necessario inserire il proprio percorso (per esempio da Milano a Genova) oppure scegliere una tratta specifica (A1, A4, A16, ecc.). Nei risultati, oltre al prezzo di benzina, gasolio e gpl, spesso aggiornato all’istante, anche tutti i servizi offerti dalle singole stazioni di rifornimento.

APP GRATUITE PER I PREZZI DEI CARBURANTI

Abbiamo già anticipato che il servizio di Prezzi Benzina dispone pure di un’applicazione gratuita per smartphone e altri dispositivi mobili. Certamente più utile della versione desktop se si vogliono sapere i prezzi di benzina, gasolio, gpl e metano quando già si è in viaggio! Attualmente l’app, che è molto intuitiva e facile da usare, ha un buon punteggio di 4,4/5 su Google Play e di 4,1/5 sull’App Store della Apple. Anche l’Osservaprezzi del MISE ha un app per dispositivi Android e Apple (ma la maggior parte delle recensioni sono negative). Al contrario sembra godere di ottimi riscontri da parte degli utenti (4,4/5 su Google Play) l’app Carburante Più Economico. Pesante poco più di 2 mb, quindi pochissimo, questa applicazione mostra i prezzi aggiornati del carburante in Germania, Austria, Francia, Italia e Spagna. Altre app da provare per avere sotto mano i prezzi benzina più bassi sono la notissima Waze (che serve a tante altre cose, dalle mappe agli avvisi sul traffico); Fuel Flash (mostra i prezzi carburante di oltre 60 mila stazioni di rifornimento in Italia, Francia, Austria, Germania, Portogallo e Spagna, comunicati dalle autorità competenti e sempre aggiornati); Benzina Vicina (solo per iOS); Benzina Comparatore di Prezzi; Prezzi Carburanti.

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La benzina supera 2 euro/l in autostrada, aumenti anche alle pompe bianche

di Donato D'Ambrosi

Il ponte del 25 aprile si sarà più caro del previsto per gli italiani in viaggio a causa degli aumenti del prezzo della benzina in autostrada oltre i 2 euro al litro. Un rialzo che nei giorni precedenti non ha escluso gli altri carburanti seppure in varia misura e le pompe bianche, dopo il sorpasso del gasolio nei mesi scorsi. Ecco dove il prezzo della benzina è schizzato alle stelle.

GLI AUMENTI IN AUTOSTRADA

Rimbalza in rete la notizia della benzina schizzata oltre 2 euro al litro sulle arterie stradali principali. Sulle autostrade A1 Milano-Napoli, presso alcune aree di servizio, Lucignano est (Arezzo), Arno ovest (Firenze), San Zenone est (Milano), ormai pensare di fare un pieno a una Fiat Punto in autostrada restando sotto la spesa di 100 euro è impossibile.

TUTTO PARTE DAGLI USA

A causare l’impennata dei prezzi del carburante alla pompa sarebbero state le ripercussioni d’oltreoceano dallo scontro tra USA e Iran con il coinvolgimento della Cina. Dopo l’annuncio delle sanzioni ai Paesi che avrebbero importato petrolio iraniano, si fanno roventi i rapporti anche con Cina, Giappone e altri Paesi – tra cui anche l’Italia che paga così il rialzo del prezzo del greggio.

IN AUTOSTRADA L’AUMENTO SI VEDE DI PIU’

In un solo colpo l’Italia così torna nel periodo pre e post Pasqua 2019 ai prezzi medi alla pompa di diversi mesi fa. Basta pensare che solo a gennaio 2019, le quotazioni dei carburanti medie, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, si fermavano a 1,49013 euro per la benzina e 1,43473 euro per il diesel. Bisogna comunque tenere conto anche che sulla rete autostradale il prezzo sono già rincarati rispetto alla rete extraurbana secondaria a causa delle commissioni che incassano i Gestori stradali. Autostrade o no, il costo della benzina e del gasolio è aumentato significativamente anche presso le pompe bianche o no-logo, dove il prezzo dei carburanti si discosta in media di 10 centesimi di euro rispetto alla media degli altri gestori.

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Recensione VEHO M6 Mode altoparlante Bluetooth

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Portare la nostra musica preferita sempre con noi, in qualsiasi posto e qualsiasi momento è sicuramente una delle esigenze comuni più diffuse. Quante volte avremmo voluto ascoltare musica in spiaggia senza indossare gli auricolari? E in quanti cercano un altoparlante wireless ricaricabile, leggero e potente, da utilizzare in casa o trasportare in qualsiasi posto? Lo […]

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Recensione C64 Mini Console: la nuova versione del Commodore 64

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Sei un amante dei videogame retrò e ti piacerebbe poter rivivere le emozioni degli anni ’80 con i videogiochi che hanno segnato i pomeriggi tuoi e dei tuoi amici di quando eri ragazzino? Hai sentito parlare della console C64 Mini ma non hai visto com’è e cosa include di così innovativo rispetto al modello originale? […]

Recensione Laney Mini St LionHeart: mini amplificatore per chitarra

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Piccolo, leggero ma soprattutto molto potente: il mini amplificatore Laney per chitarra che ti mostro in questa recensione è un dispositivo utile a qualsiasi musicista che ama avere dispositivi non molto ingombranti ma soprattutto facilmente trasportabili ed in grado di restituire lo stesso suono di un amplificatore di altri tempi. Laney ha lanciato nel mercato […]

Prezzi Apple Watch Serie 4: quanto costano in Italia?

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Vuoi comprare uno dei nuovi Apple Watch Series 4 che Apple ha presentato durante l’ultimo evento allo Steve Jobs Theatre? Sono tantissime le novità ed è sicuramente un prodotto rinnovato e degno di nota: in questo articolo riporto il listino prezzi di Apple Watch 4 in Italia e i modelli disponibili. Erano attese importanti novità […]

Prezzo iPhone XR: quanto costa in Italia?

di Jader Liberatore
Una delle domande più battute in rete durante queste ultime ore riguardano i prezzi dei nuovi iPhone XS e del nuovo iPhone XR: all’interno di questo articolo troverai tutte le informazioni riguardo i prezzi di iPhone XR e dei tagli disponibili del nuovo modello che rinnova il design del precedente 8 ed include ancora più […]

Prezzi iPhone XS e iPhone XS Max: quanto costano in Italia?

di Jader Liberatore
Apple ha ufficialmente presentato i nuovi iPhone per la gioia di tutti i fan che attendevano da mesi questo momento: ma quanto costano iPhone XS e iPhone XS Max in Italia? Nell’articolo tutti i dettagli sul listino prezzi per il territorio italiano. Probabilmente hai già osservato quali sono le novità e le caratteristiche del nuovo […]
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