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Incidente tra ciclista e pedone: chi paga i danni?

di Raffaele Dambra

Incidente tra ciclista e pedone

Cosa succede in caso di incidente tra ciclista e pedone? Di chi è la responsabilità e chi paga i danni? Ci viene in soccorso una recente sentenza della Cassazione

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Semafori spenti e strade per pedoni e ciclisti: l’esperimento a Bruxelles

di Donato D'Ambrosi

Bruxelles si trasforma sempre più in una Shared Zone: cosa cambierà con l’esperimento dei semafori spenti e delle strade riservate a pedoni e ciclisti

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Incroci più sicuri con spartitraffico: -70% il rischio di investire pedoni

di Donato D'Ambrosi

Il pericolo di investire i pedoni non riguarda solo le strisce pedonali: negli USA si sperimentano gli incroci più sicuri con spartitraffico non ingombranti

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Pedoni e sicurezza stradale: le bici preoccupano più delle auto in Germania

di Donato D'Ambrosi

La sicurezza dei pedoni in Germania è minacciata più dalle bici che dalle auto: ecco cosa rivela un sondaggio sui pedoni e la sicurezza stradale

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Precedenza pedoni: sulle strisce le auto costose si fermano meno

di Donato D'Ambrosi

Investimento sulle strisce

Uno studio USA sulla precedenza dei pedoni ha dimostrato come cambia il comportamento degli automobilisti sulle strisce in base al sesso dei pedoni e al costo auto

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Zero incidenti mortali con pedoni ad Helsinki nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Il 2019 segna un traguardo importante per la sicurezza dei pedoni ad Helsinki: nessun pedone è stato ucciso in un incidente stradale. Un risultato mai raggiunto secondo i registri sugli incidenti in Finlandia dal 1960. Risultati che incoraggiano le autorità finlandesi a fare meglio anche sulle statistiche meno positive degli incidenti stradali. Vediamo come sono riusciti a raggiungere questo eccellente risultato.

ZERO PEDONI MORTI AD HELSINKI, MAI IN 60 ANNI

Il numero di incidenti mortali ad Helsinki è diminuito costantemente negli ultimi decenni, grazie alle misure adottate per migliorare la sicurezza sulle strade Finlandesi. Da una media di 20-30 vittime per incidenti stradali l’anno tra il 1980-90 si è passati a circa 7 morti in media l’anno nel 2010. “Il miglioramento della sicurezza del traffico è la somma di diversi fattori”, spiega Jussi Yli-Seppälä, Ingegnere Responsabile del Traffico a Helsinki.  La sicurezza del traffico è aumentata grazie al miglioramento dell’ambiente stradale, all’aumento del controllo del traffico, allo sviluppo di misure e tecnologie per la sicurezza dei veicoli e allo sviluppo di servizi di soccorso. Anche la riduzione dei limiti di velocità è stata un fattore chiave”.

COME E’ CAMBIATA LA SICUREZZA STRADALE AD HELSINKI

Tra il 2018 e il 2019 Helsinki ha abbassato a 30 km/h il limite di velocità nelle aree residenziali, 40 km/h nel centro città e 50 km/h fuori dai centri abitati. Sulla base degli incidenti stradali rilevati dalla Polizia finlandese, per la prima volta dal 1960 non ci sono state vittime ad Helsinki tra i pedoni. Per questo alcuni esperti hanno spinto a ricordare che, se si abbassano i limiti di velocità, il numero di pedoni uccisi di abbassa drasticamente. Se però si guardano le diverse categorie di utenti della strada, i bilanci continuano a sporcarsi di sangue. Nel 2019, tre persone sono morte ad Helsinki a causa di incidenti stradali: un automobilista e due motociclisti. Secondo le statistiche è il miglior bilancio negli incidenti stradali (se si esclude il 2016).

I PEDONI CHE RESTANO FERITI NEGLI INCIDENTI NON REGISTRATI

Nel 2019 oltre 400 persone sono rimaste ferite in incidenti stradali non mortali e di questi, 80 erano pedoni. Va considerato poi che le statistiche della Polizia finlandese potrebbero essere alterate dalle rilevazioni dei soli incidenti stradali che coinvolgono pedoni e veicoli. Il più delle volte se un pedone scivola non viene registrato come un incidente stradale. Anche per questo nei piani delle autorità locali è prevista l’installazione di 70 nuove telecamere per il controllo del traffico e modifiche agli attraversamenti pedonali nei punti della città ritenuti più pericolosi.

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46 pedoni investiti in un mese: quasi la metà per alcol o droga al volante

di Donato D'Ambrosi

Pedoni regole per attraversare la strada

Sono 46 i pedoni investiti in Italia dall’inizio dell’anno secondo i dati del nuovo osservatorio sulla sicurezza dei pedoni annunciato dall’ASAPS. Le persone investite nel 2020 sono vittime quasi in un caso su due di conducenti sotto effetto di alcol o droga o pirati della strada. Ecco tutti i numeri sulla sicurezza di chi attraversa sulle strisce o cammina a piedi in strada nell’iniziativa che punta a sensibilizzare la sicurezza dei pedoni investiti in Italia.

PEDONI INVESTITI E VITTIME DELLA STRADA

L’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale) ha annunciato il nuovo “Osservatorio Pedoni” che riporta tutti gli incidenti stradali con pedoni e i numeri dei pedoni investiti in Italia. Basato sui rilievi delle Forze di Polizia e delle Polizie locali, l’Osservatorio Pedoni fa il primo bilancio sulle persone investite e uccise in Italia. “Con il nuovo Osservatorio vogliamo rilanciare il tema della tutela dei pedoni sulle strade.  Afferma Giordano Biserni Presidente ASAPS “Serve una maggiore consapevolezza di quello che accade e comunicarlo mensilmente può portare l’opinione pubblica a riflettere e a modificare i propri comportamenti.

QUANTI PEDONI SONO STATI UCCISI IN ITALIA A GENNAIO 2020

I primi numeri del 2020 sui pedoni investiti in Italia nel 2020 non sono ottimistici, sebbene inferiori, almeno per ora, rispetto ai dati del 2018. Come riporta l’ASAPS, almeno una ventina di persone investite a gennaio sarebbero in prognosi riservata e ricoverate in codice rosso. I dati certi invece riguardano 46 pedoni uccisi in strada dal 1 gennaio al 31 gennaio 2020, 26 uomini e 20 donne di cui 32 cittadini italiani e 14 pedoni di nazionalità straniera. La necessità di maggiore sicurezza dei pedoni e per i pedoni non fa distinzione di età: tra le vittime più giovani e quelle più anziane ci passano 68 anni. I pedoni più giovani investiti a gennaio 2020 sono due tedeschi di 21 anni, tra le 7 vittime dell’incidente stradale provocato in provincia di Bolzano da un conducente ubriaco.

PEDONI INVESTITI IN ITALIA, I DETTAGLI SU VEICOLI E REGIONI

I dettagli statistici sui pedoni investiti in Italia a gennaio 2020 vedono sempre più frequente l’alterazione psico-fisica del conducente. 11 pedoni sarebbero stati uccisi da conducenti in stato di “ebbrezza alcolica”, 2 pedoni vittime di conducenti sotto effetto di droghe. In 6 incidenti l’investitore è fuggito e in 1 caso l’investitore era un neo-patentato. Le auto si confermano il tipo di veicolo più coinvolto negli incidenti con pedoni (39 investimenti), seguito da autocarri (2 pedoni investiti) e 1 pedone ucciso da un autobus urbano. La stima non tiene conto dei casi di pirateria in cui non è stato possibile risalire al veicolo guidato dall’investitore. Tra le regioni invece il Lazio è terreno di gioco più svantaggioso per la sicurezza dei pedoni: 10 persone investite e uccise in 1 mese. La provincia autonoma di Bolzano conta 7 morti; 3 pedoni morti in Veneto e in Emilia Romagna; 2 pedoni vittime in Sardegna, Piemonte, Puglia e Molise; 1 vittima in Lombardia, Liguria, Calabria, Umbria, Sicilia, Basilicata, Campania.

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Incidenti stradali: nell’UE il 29% delle vittime sono pedoni e ciclisti

di Raffaele Dambra

Incidenti stradali

Se in Norvegia e in particolare a Oslo hanno raggiunto risultati straordinari in tema di sicurezza dei ciclisti e dei pedoni, nei paesi dell’Unione Europea le cose vanno meno bene e, cosa peggiore, negli ultimi anni non si sono neppure registrati particolari progressi. Infatti, in base al rapporto dell’ETSC – European Transport Safety Council (il Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti), nel 2018 le vittime di incidenti stradali nell’UE sono risultati per il 29% proprio pedoni e ciclisti, gli utenti deboli della strada. Percentuale che in Italia scende al 25%, magra consolazione. In totale, tra il 2010 e il 2018, sulle strade europee sono morti 51.300 pedoni e 19.450 ciclisti. I decessi tra i ciclisti hanno subito una riduzione annua di appena lo 0,4%, ben otto volte inferiore rispetto a quella degli occupanti di veicoli a motore (-3,1%).

INCIDENTI STRADALI NELL’UE: MOLTE VITTIME TRA PEDONI E CICLISTI

Quel che è peggio è che, secondo l’ETSC, si tratta di dati molto probabilmente persino sottostimati. Non sempre, infatti, decessi e lesioni gravi di ciclisti e pedoni vengono registrati nelle statistiche in maniera corretta. Il rapporto ha constatato come la metà delle vittime tra gli utenti vulnerabili aveva più di 65 anni, e che la maggior parte degli investimenti dei pedoni avviene dopo le ore 18, momento in cui la visibilità, per alcuni mesi dell’anno, è inferiore.

PEDONI E CICLISTI VITTIME DI INCIDENTI STRADALI: IN ITALIA NON VA MOLTO MEGLIO

Sempre secondo i dati dell’ European Transport Safety Council, in Italia nel 2018 hanno perso la vita a causa di sinistri stradali ben 612 pedoni (-1,4%, ma in aumento negli ultimi 2 anni) e 219 ciclisti (-17,3%, a fronte di una diminuzione media pari a -19%). Si sono quindi avuti dei leggeri miglioramenti, ma nello stesso periodo le morti a bordo di autovetture sono diminuite maggiormente, del 21,9%. Nel nostro Paese, ancora nel 2018, i pedoni over 65 deceduti in incidenti stradali sono stati 364 (59,5% del totale), quelli in bicicletta 112 (51,1% del totale).

INCIDENTI STRADALI: PIÙ PISTE CICLABILI, MEZZI PUBBLICI E ZONE 30 PER SALVAGUARDARE I CICLISTI

È evidente, leggendo questi numeri, che il crescente uso della bicicletta nei centri urbani imponga a governi, autorità locali e produttori di autoveicoli di investire di più nelle misure di protezione di ciclisti e pedoni. Il rapporto ETSC suggerisce inoltre che la pianificazione urbana, soprattutto nei centri medio-piccoli, privilegi la possibilità di muoversi a piedi, in bici e con mezzi di trasporto pubblico invece che con auto private. E consiglia pure l’istituzione di zone 30 nelle aree altamente frequentate da pedoni e ciclisti.

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Siamo tutti pedoni 2019: le relazioni al centro della sicurezza in città

di Donato D'Ambrosi

Torna la campagna per la sicurezza stradale Siamo tutti pedoni 2019, l’iniziativa del Centro Antartide che SicurAUTO.it contribuisce a divulgare da diversi anni. Quest’anno il tema dell’abitabilità delle città diventa centrale: accogliere i pedoni per fare delle città luoghi in cui i pedoni possano avere uno spazio di sicurezza. Un numero sempre maggiore di auto e meno spazi pubblici per le relazioni umane restringono il cerchio di sopravvivenza delle persone. Ecco i fattori più importanti da cui dipende la coesistenza di tanti utenti diversi in un luogo grande, ma non abbastanza sicuro, come la città.

SPAZIO E SICUREZZA DEI PEDONI IN CITTA’

Siamo tutti pedoni è la campagna che da 10 anni è impegnata a sensibilizzare le città sulla sicurezza pedonale e l’uso dei trasporti alternativi all’auto. Una mission che passa anche per l’analisi della sicurezza reale che le città offrono ai pedoni. Il 42% delle vittime della strada in città è un pedone o un ciclista, secondo i dati del Centro Antartide 1/3 muore sulle strisce pedonali. Secondo i numeri del The World’s Cities, entro il 2030 circo il 60% delle persone vivrà negli agglomerati urbani. DI questi 1/3 vivrà nelle città da oltre 500 mila abitanti. Uno scenario che porterà a un ulteriore peggioramento della situazione attuale se non si corre ai ripari.

CITTA’ ABBASTANZA GRANDI DA ESSERE PIU’ SICURE ANCHE PER I PEDONI

La campagna siamo tutti pedoni 2019, porta l’attenzione sulle città fatte di relazioni. Lo fa analizzando quali sono i fattori che rendono grande un luogo pubblico. Esistono i fattori misurabili, gli elementi tangibili e le caratteristiche chiave. “Non si tratta di dimensioni” spiega il Centro Antartide ma di svolgere fino in fondo le funzioni di luogo, cioè di entità socio-culturale”. “L’attenzione deve essere rivolta alla ricchezza e varietà di usi ed attività. E’ chiaro che questi sono i fattori su cui lavorare per migliorare la qualità della vita ed esprimere pienamente il potenziale di grandezza di quel luogo”.

CIRCA 13 PEDONI PER OGNI AUTO IN CITTA’

Il miglioramento della qualità delle città e della sicurezza dei pedoni, dovrebbe passare quindi per la ri-conversione delle strade da infrastrutture a luoghi di incontro e di socializzazione. Basti pensare che un tempo le strade assicuravano ad ogni pedone da 1 a 2 metri quadrati. Poi si è attuato un percorso evolutivo dei trasporti fino a rendere centrale l’automobile che richiede in città da 13 a 37 metri quadrati (da ferma) e circa 139 metri quadrati quando si muove (fonte Victoria Transport Policy Institute). “Le strade e i marciapiedi costituiscono i più importanti luoghi pubblici di una città e i suoi organi più vitali”. Ha dichiarato l’antropologa Jane Jacobs – Quando si pensa a una città la prima cosa che si pensa sono le sue strade: secondo che esse appaiono interessanti o insignificanti, anche la città appare tale”.

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Vittime della strada: nel 2018, 612 pedoni uccisi

di Donato D'Ambrosi

L’obiettivo 2020 è molto lontano e dai numeri dell’ISTAT sui pedoni investiti in Italia nel 2018 si capisce perché non diminuiscono i morti rispetto al minore numero di incidenti stradali. In Italia vengono investite oltre 20 mila persone in strada, di questi nel 2018 oltre 600 sono vittime della strada e del mancato rispetto delle regole.

GLI INCIDENTI STRADALI E LE VITTIME IN ITALIA NEL 2018

In Italia risultano in calo gli incidenti stradali nel 2018 di -1,6% ma l’ISTAT disegna uno scenario tutt’altro che positivo se si stringe il focus sui pedoni (+1,6% di vittime). Nel 2018 il numero di vittime della strada tra i pedoni è aumentato a 612. Un numero secondo per gravità solo a quello dei centauri morti nel 2018 (685) ugualmente in aumento. Un numero sconcertante se si guarda alle 21 mila persone investite ogni anno e all’ambito traguardo europeo 2020. Entro il 2020 i Paesi aderenti si sono impegnati a ridurre del 50% la mortalità rispetto al 2010. L’Italia (55) è al di sopra della media europea (49,1) di morti per milione di abitanti. Le vittime della strada più esposte in Italia sono i ragazzi tra 15 e 24 anni (12,4% del totale) e gli anziani tra 70 e 74 anni (6,7% del totale). Se da un lato diminuisce il numero di morti totali in incidente stradale nel 2018, dall’altro aumentano gli scooteristi investiti (+17,4%).

LE CITTA’ CON PIU’ VITTIME A PIEDI

Tra le persone investite da altri utenti della strada i pedoni sono la componente maggiore (oltre 21 mila), ma in media gli incidenti 665 feriti al giorno. In Italia è Roma la città con il primato negativo (57 pedoni investiti nel 2018), seguita da Milano (24 vittime) e Torino (12 pedoni uccisi). La causa principale deriva dal mancato rispetto delle regole e da infrastrutture poco manutenute: parcheggi in doppia fila, attraversamenti poco illuminati e segnalati, strisce scolorite. Clicca sull’infografica qui sotto per vederla a tutta larghezza.

LE CAUSE MAGGIORI DI INCIDENTI CHE FANNO PIU’ VITTIME

Secondo le rilevazioni dell’ISTAT il totale degli incidenti stradali produce un costo sociale di 17,1 miliardi di euro. In media le statistiche individuano tra le cause maggiori di tutti gli incidenti stradali in Italia (secondo le rilevazioni delle fdo) la distrazione (16,4%), mancata precedenza (14,2%) e velocità (10,2%). La dimostrazione che combattere la velocità con i tutor sulle autostrade non migliorerà la sicurezza delle strade. Urge rendere più solido il meccanismo di contestazione di quelle infrazioni pericolose, come la guida con lo smartphone e senza cintura allacciata.

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Le auto con AEB più sicure per pedoni del 2019

di Donato D'Ambrosi

La sicurezza delle auto con AEB verso i pedoni di 16 modelli finisce nuovamente sotto la lente dell’IIHS che ha decretato quali sono le auto più sicure con la frenata automatica. Il test arriva volutamente a cavallo della ricorrenza più pericolosa negli USA. Ad Halloween infatti schizza in alto il numero di incidenti tra auto e pedoni. L’Insurance Institute for Highway Safety ha messo alla prova le auto con AEB in diversi test con pedoni che replicano le situazioni più diffuse e pericolose in strada. Tra tutti i modelli del Test AEB 2019, Ford, Hyundai e Kia sono risultati i meno sicuri nelle diverse prove con pedoni. Ecco le auto con AEB più sicure con i pedoni del 2019 nel video qui sotto.

LE AUTO CON AEB NEL TEST PEDONI 2019

L’IIHS ha messo alla prova 16 modelli di auto con AEB di cui il 70% con riconoscimento pedoni di serie: 6 su 10 auto anche di Brand non premium. Le auto che hanno l’Autonomous Emergency Braking con Pedestrian Detection di serie sono la Subasu Outback (dal 2020), Nissan Maxima (dal 2020), Toyota Camry, Mazda 6, Ford Fusion e Honda Accord. Mentre per le altre auto impegnate nel test AEB 2019 con pedoni, il segmento luxury impone quasi una dotazione di sicurezza al top. I modelli premium testati con i pedoni distratti sono le BMW Serie 3, Audi A4, Mercedes Classe C, Volvo S60, Lexus ES350 e Tesla Model 3. A queste poi si aggiungono anche i modelli di auto con rilevamento pedoni optional: Chevrolet Malibu (camera optional), Hyundai Sonata e Kia Optima.

 

IL TEST AEB 2019: SU ASCIUTTO E DI GIORNO

Bisogna anche dire che le caratteristiche e la dotazione degli ADAS cambiano notevolmente tra i vari modelli, come anche la tecnologia usata per rilevare i pedoni. Per tutte le auto l’IIHS ha effettuato il test AEB 2019 in condizioni di luce diurna e su strada asciutta. E’ risaputo infatti che i sistemi ADAS potrebbero non essere efficaci di notte come lo sono di giorno. La maggior parte dei sistemi AEB testati utilizza una o due telecamere sul parabrezza abbinati o a un radar nel paraurti. Tanta tecnologia che però non sempre ha permesso di evitare il pedone frenando automaticamente l’auto. Come si vede nel video del test AEB 2019 qui sotto.

LE AUTO CON AEB PIU’ SICURE E QUELLE MENO

Come si vede nel video del test AEB 2019, le prestazioni delle auto più sicure con i pedoni variano in modo evidente da un modello all’altro. Tra i modelli testati Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes Classe C, Nissan Maxima, Subaru Outback e Volvo S60 hanno evitato le collisioni coni pedoni o rallentato l’auto.  Ford Fusion, Hyundai Sonata e Kia Optima non hanno ottenuto invece un punteggio soddisfacente nel test. Tutti gli altri modelli testati hanno performance che dipendono dalla dotazione AEB di serie o avanzata: Più è sofisticato il sistema AEB meglio riconosce ed evita i pedioni in strada. Quindi se guidate spesso in città non sottovalutate l’importanza dell’AEB avanzato. Negli USA ad esempio, i sistemi AEB hanno ridotto del 35% il costo dell’assicurazione sulle auto che ne erano dotate.

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Distrazioni alla guida e in strada: i graffiti a terra che possono salvarti la vita

di Donato D'Ambrosi

Le distrazioni al volante sono la principale causa di incidenti stradali, ma anche chi si distrae con il cellulare mentre attraversa corre enormi rischi. Riprendendo il claim “Non fare #LaCosaPiùStupida”, già protagonista di una campagna di video online con i The Jackal, Linear torna a sensibilizzare gli automobilisti sul tema della distrazione alla guida. Tramite graffiti ecologici, messaggi d’impatto contro la distrazione al volante sono stati posizionati sui marciapiedi di Milano e Torino.

COSA SIGNIFICANO I GRAFFITI A MILANO E TORINO

I graffiti sono nelle vicinanze di ostacoli urbani come alberi, muretti e lampioni, nei quali un passante, se distratto dal proprio dispositivo mobile, potrebbe urtare. I messaggi invitano alla prudenza e colpiscono l’attenzione grazie all’utilizzo di font spezzati come se avessero subìto un incidente.

MENO DISTRAZIONI AL VOLANTE = SCONTI AMAZON

La compagnia di assicurazioni propone l’app Linear BestDriver, gratuita per clienti e non clienti (su Android e iOS). L’app premia – con Buoni Regalo Amazon.it – il comportamento virtuoso dei guidatori, per abituarli a mantenerlo nel tempo e a diventare dei “BestDriver”, cioè automobilisti più attenti e consapevoli. Il meccanismo dell’app è molto semplice: resta attiva in background e durante i viaggi in auto, rileva come distrazione i tap sullo schermo e le chiamate senza vivavoce o bluetooth.

UTENTI TROPPO DISTRATTI DENTRO E FUORI DALLE AUTO

Creare consapevolezza sui rischi della distrazione alla guida: questo è l’impegno sociale di Linear che mette a disposizione le tecnologie per combattere il rischiosissimo e diffuso fenomeno che causa oltre 35.000 incidenti ogni anno. Tenere gli occhi sulla strada è un obbligo anche per i pedoni distratti dal cellulare. Una delle regole basilari quando si attraversa la strada è infatti mantenere il contatto visivo con i conducenti delle auto, non con gli amici in chat.

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12 Paesi UE si accordano per la sicurezza stradale, l’Italia non c’è

di Donato D'Ambrosi

Troppe differenze nei progressi della sicurezza stradale in Europa hanno spinto 12 Paesi ad unire le forze per un piano comune che riguarda infrastrutture, pedoni e limiti di velocità. Il collettivo dei Paesi europei che condivideranno il know how sulla sicurezza stradale dei rispettivi Stati è coordinato dall’ETSC (European Transport Safety Council). Ma per quanto anche l’Italia dia spesso segnali di interesse al miglioramento della sicurezza stradale, non figura tra i Paesi che hanno siglato l’accordo.

SICUREZZA STRADALE IN EUROPA: BENE, MA LENTA

Nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione europea 12 Paesi si sono accordati per condividere le migliori pratiche che hanno portato al miglioramento della sicurezza stradale. Da un lato – secondo l’ETSC – le strade europee sono tra le più sicure al mondo e ci sono stati notevoli progressi nella sicurezza stradale degli ultimi 10 anni. Dall’altro però il numero di decessi nel 2018 per incidenti stradali in Europa è diminuito solo dell’1% rispetto al 2017. Poi c’è la variabilità con cui hanno effetto i provvedimenti dei singoli Stati europei sulla sicurezza stradale: “Vi sono importanti differenze tra diversi Stati membri dell’UE” spiega l’ETSC in una nota.

IL PROGETTO EUROPEO PER LA SICUREZZA NEI 12 PAESI

L’accordo tra i 12 Paesi dell’Unione europea mira proprio a colmare questa variabilità, uniformando strategie e provvedimenti nella direzione di quelli più efficaci. Il progetto coinvolge Austria, Bulgaria, Francia, Grecia, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Per i prossimi 3 anni gli esperti di ogni Paese metteranno sullo stesso tavolo le idee su limiti di velocità, costruzione di infrastrutture sicure e miglioramento della sicurezza di pedoni e ciclisti in città.

L’EUROPA CHE FA RETE PER LA SICUREZZA STRADALE

Il progetto tra i 12 Paesi europei che hanno unito le forze per migliorare la sicurezza stradale si fonda sull’obiettivo comunitario di riduzione del 50% degli incidenti mortali sulle strade tra il 2020 e il 2030. “Questo progetto mira a dimostrare l’efficacia delle politiche di sicurezza stradale nel mondo reale, ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore esecutivo ETSC. Riuniremo gli esperti in modo che possano aiutarsi a vicenda per capire come ottenere risultati simili nei propri Paesi”.

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L’AEB non “vede” sempre i pedoni: 5 situazioni più pericolose in strada

di Donato D'Ambrosi

Sempre più auto sono dotate di serie o come optional della frenata autonoma AEB: un sistema che negli ultimi anni è stato migliorato per riconoscere anche i pedoni. Cosa succede se un pedone sbuca all’improvviso davanti a un’auto moderna? Uno studio USA ha messo a confronto 4 auto diverse nelle situazioni più pericolose in strada per i pedoni. Ecco cosa succede realmente.

COME FUNZIONA L’AEB IN CONDIZIONI REALI

Lo studio sull’efficacia dell’AEB nei confronti dei pedoni è stato condotto dalla Fondazione per la sicurezza dei Trasporti AAA con diversi Automobil Club. Secondo i dati citati dall’AAA il 75% degli incidenti con pedoni avviene dopo il tramonto. Bisogna poi considerare che non sempre auto e pedoni si trovano nelle posizioni ideali con cui vengono fatte le dimostrazioni e i test AEB dai Costruttori. Da questi spunti sono state riprodotte le 5 situazioni più pericolose in strada per testare l’AEB con i pedoni in condizioni reali.

IL TEST DELL’AEB CON RICONOSCIMENTO PEDONI

L’AAA ha confrontato 4 berline di medie dimensioni con AEB e rilevamento dei pedoni tutte del 2019: Chevrolet Malibu, Honda Accord, Tesla Model 3 e Toyota Camry. Per testare l’efficacia dei sistemi di frenata autonoma AEB sono stati utilizzati due manichini dinamici a simulare un adulto e un bambino. I sistemi AEB con rilevamento pedone sono stati ripetuti in queste condizioni:

– attraversamento di un pedone adulto con auto a velocità di 32 km/h e 48 km/h di giorno e 40 km/h di notte;
– attraversamento di un bambino nascosto dietro due auto parcheggiate, con auto alla velocità di 32 km/h e 48 km/h di giorno;
– svolta dell’auto a destra mentre incrocia un adulto che attraversa;
– due adulti fermi sul marciapiede con le spalle al traffico mentre l’auto transita alla velocità di 32 km/h e 48 km/h.

LE 5 SITUAZIONI PIU’ PERICOLOSE CON L’AEB

L’esito del test AEB nelle situazioni più pericolose si è rivelato positivo nel 40% dei casi, il punteggio maggiore con adulto che attraversa di giorno. A patto però che l’auto transita a una velocità di 32 km/h (20 mph). Man mano che cresce la velocità, si riduce la luminosità o si complica lo scenario stradale, i sistemi AEB testati diventano meno affidabili. Le 5 situazioni più critiche per i pedoni, investiti dalle auto con AEB sono:

– bambino che, nascosto da un’auto parcheggiata si lancia in strada: l’AEB non fa in tempo a riconoscerlo;
– quando l’auto svolta a destra colpisce sempre il pedone che attraversa;
– due adulti che si avvicinano al ciglio della strada non provocano nessuna reazione dell’AEB nell’80% dei casi;
a 48 km /h nessuno dei sistemi AEB testati ha visto il pedone;
di notte nessuno dei sistemi AEB testati ha riconosciuto o evitato il pedone adulto.

CONDIZIONI LIMITE DELL’AEB E AVVERTENZE DEL COSTRUTTORE

Quindi sappiate che anche se la vostra auto è equipaggiata di AEB con riconoscimento pedoni, ci sono situazioni reali in cui l’affidabilità del sistema diminuisce. Il più delle volte queste situazioni sono descritte nei manuali di istruzioni, quindi visto che di mezzo c’è la vita di altre persone, è bene leggerli ma soprattutto non distrarsi alla guida.

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Finto pedone investito: cosa fare e come proteggersi dalla truffa

di Redazione

Pedoni distratti dallo smartphone

È di poche ore fa la notizia di un finto pedone investito a Verona. Il trucco consiste nell’attraversare la strada, urtare di proposito il fianco dell’auto, stramazzare al suolo. Di solito, l’automobilista nel mirino è un utente debole: una signora anziana, un vecchietto dalla guida incerta, una donna con bambini. Soggetti che si possono spaventare più facilmente. Il finto pedone investito racconta la propria versione all’automobilista: non ti sei accorto di me, mi hai toccato, son caduto. La “prova” sarebbe il rumore che il guidatore ha sentito: la manata che il finto pedone ha rifilato.

FINTO INVESTIMENTO: LA TRUFFA DEL PEDONE

Il finto pedone, ossia la finta vittima, può contrattare con l’automobilista, che è la vera vittima ma passa per il colpevole unico. Dalla trattativa, il finto pedone ottiene subito denaro: una cinquantina di euro per chiudere immediatamente la questione. Il guidatore teme una causa in tribunale o il peggioramento di due classi di merito della Rc auto con un aumento fortissimo al rinnovo. O teme conseguenze di profilo penale, come il reato di omicidio e lesioni stradali. E quindi cede, dando il denaro che ha in tasca nel portafogli.

PEDONE FARLOCCO: DIFENDERSI DALLA FRODE IN 5 MODI

L’automobilista che viene accusato da un pedone di un investimento, può difendersi. Anche perché non sa se il pedone dica il vero o il falso

– Tornare immediatamente sul posto del presunto investimento. L’obiettivo è evitare l’accusa di omissione di soccorso: il guidatore non è un pirata della strada.
– Con lo smartphone, chiamare le forze dell’ordine. Se si è in città, sono i Vigili.
– Controllare se in zona ci sono telecamere o testimoni: servono occhi elettronici o occhi veri per capire come sono andate le cose.
– Subito, contattare un legale. Può essere un avvocato, un esperto in infortunistica stradale, o patrocinatore stragiudiziale che vi aiuti fuori dai tribunali. Da chiamare immediatamente, e non a causa in corso. Col legale, valutate la parcella.
– Allertare il proprio assicuratore. Che vi dovrebbe aiutare.

COME VA A FINIRE LA TRUFFA DEL FINTO PEDONE

Con l’aiuto delle Forze dell’ordine, verrà ricostruito l’accaduto. Con testimoni o telecamere, tanto meglio. Grazie a un legale, chi è dalla parte della ragione dovrebbe spuntarla. Nella peggiore delle ipotesi, se il guidatore perde, l’assicurazione paga i danni al pedone. E il cliente viene penalizzato di due classi di merito, con un rincaro fortissimo. Nella migliore delle ipotesi, l’automobilista vince: emerge la truffa. A questo punto, può fare causa al truffatore: si entra nel penale. Se i giudici lo condannano, il finto pedone dovrà indennizzare l’automobilista. Qui possono nascere altri problemi: se il truffatore non ha reddito, non lavora, difficilmente il guidatore otterrà un rimborso. In generale, attenzione: si tratta di frodi che rischiano di essere sempre più numerose sulle nostre strade. Con la crisi economica sempre più profonda, molti disoccupati si trasformano in finti pedoni o finti tamponati per ottenere un risarcimento immediato da parte del guidatore. O per riscuotere denaro tramite indennizzo assicurativo.

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5 consigli per andare a scuola a piedi o in bus, anche per i genitori

di Donato D'Ambrosi

Tra pochi giorni riprenderanno le lezioni per il nuovo anno scolastico e molti studenti con lo zaino in spalla sono pronti a muoversi in autonomia a bordo di scuolabus o a piedi. Ma siamo sicuri che oltre a cartella, penne, quaderni e tutto ciò che serve per iniziare l’anno scolastico non dimentichiamo nulla? Stiamo parlando chiaramente dei consigli che ogni giorno le mamme premurose ripetono ad oltranza ai figli che vanno a scuola. Ma quali sono le regole più importanti da ricordare quando si va a scuola in autobus?

1LE STRISCE PEDONALI E IL CONTATTO VISIVO

Il rispetto delle regole stradali è il presupposto fondamentale da ricordare ai bambini che vanno a scuola ogni giorno. Prima di tutto attraversare sempre sulle strisce pedonali dopo aver guardato più volte a destra e sinistra se sopraggiungono altri veicoli. Se è presente un semaforo pedonale, i ragazzi andrebbero abituati ad usarlo e ad attendere il verde: in questo l’esempio dei genitori è cruciale. E’ fondamentale che i pedoni abbiano sempre il contatto visivo con altri conducenti: se chi è in auto ti sta guardando vuol dire che si è accorto di te e che puoi attraversare. Ne abbiamo parlato anche in questa video-inchiesta a Salerno.

2LA PAURA DI PERDERE IL BUS

Per evitare di perdere l’autobus è bene far abituare i ragazzi a raggiungere la fermata abituale almeno 5 minuti prima dell’orario previsto. Si eviteranno situazioni di pericolo in cui temendo di perdere il bus per la scuola, si possa prestare poca attenzione quando si attraversa o in generale alle altre auto.

3COME COMPORTARSI SULLO SCUOLABUS

Aspettando lo scuolabus, il treno a qualsiasi altro mezzo siano distanti dal bordo del marciapiede e dalla zona di arrivo del bus. Solo quando l’autobus sarà fermo e il conducente lo segnalerà si potrà salire a bordo. E’ consigliabile prendere posto, togliendo la cartella dalle spalle e allacciare la cintura di sicurezza sull’autobus (accertatevi che sul bus vostro figlio sia adeguatamente assistito da un’assistente del guidatore o dal conducente stesso). Una volta a bordo è preferibile tenere il volto rivolto in avanti poiché una frenata improvvisa o peggio un incidente potrebbero creare torcicollo o lesioni più serie.

4SCENDERE DAL BUS E ATTRAVERSARE, DAVANTI O DIETRO?

Prima di alzarsi dal posto, per evitare cadute bisogna attendere che il bus sia fermo e abbia aperto le porte in un punto sicuro e al riparo da scooter. E se tuo figlio ti chiede “meglio attraversare davanti o dietro lo scuolabus?” hai il consiglio giusto? Tra le regole da ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è anche questo. Mai attraversare davanti, appena scesi dal bus. Meglio attendere sul marciapiede che riparta per avere anche la visuale libera delle auto in transito, o al massimo dalla parte posteriore e a una certa distanza, sempre sulle strisce pedonali.

5SE NON C’E’ IL MARCIAPIEDE

Tutto qui? Non proprio, perché i ragazzi sono abili osservatori con la propensione ad emulare il comportamento dei genitori. Ecco perché tra i consigli da dare e ricordare ai ragazzi che vanno a scuola c’è quello di camminare a piedi nel modo più sicuro in strada. Se sono presenti dei marciapiedi vanno sempre utilizzati. In caso non fossero disponibili è consigliabile camminare procedendo nel senso contrario al flusso delle auto (se a doppio senso) e senza occupare la carreggiata. Questo è importante soprattutto perché le fibbie dello zaino potrebbero agganciarsi a un veicolo in transito.

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