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Eset alla ricerca di partner e MSP specializzati

di Antonino Caffo
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Lenovo Smarter Roadshow, da febbraio a marzo l’evento itinerante

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Kaspersky presenta il nuovo License Management Portal

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Toyota-Suzuki: in cosa consiste l’accordo miliardario tra i due Costruttori

di Antonio Elia Migliozzi

Toyota e Suzuki scelgono di rafforzare i rapporti reciproci con una operazione finanziaria da capogiro. I due costruttori giapponesi sono intenzionati a condividere tecnologie ed investimenti. Per questo motivo Toyota acquisirà il 5% del pacchetto azionario di Suzuki con un investimento da 907 milioni di dollari. Parallelamente Suzuki comprerà lo 0,2% del capitale di Toyota. L’accordo arriva in un momento complesso per il settore dell’auto chiamato ad una vera e propria rivoluzione. L’orizzonte è quello dello sviluppo dell’auto connessa, elettrica ed autonoma. La notizia dell’accordo sembra provvidenziale per Suzuki che deve gestire risultati finanziari sotto le attese. Le sue azioni hanno perso, dall’inizio di quest’anno, il 27% del loro valore a causa della marcata frenata degli ordinativi in India, mercato a cui il brand è da sempre molto legato. Vediamo da vicino termini e condizioni dell’alleanza Toyota-Suzuki.

ALLEANZA FORTE

Toyota Motor Corp. e Suzuki Motor Corp. stanno rafforzando la loro collaborazione con uno scambio reciproco di azioni. Mentre l’industria automobilistica si sposta verso le auto elettrificate e a guida autonoma i costruttori sono chiamati ad intensificare gli investimenti. Ecco allora che Toyota, la più grande casa automobilistica giapponese, acquisirà circa il 5% delle azioni Suzuki per un totale di circa 96 miliardi di yen (907 milioni di dollari). Suzuki otterrà invece una partecipazione del valore di circa 48 miliardi di yen in Toyota. Ciò equivale allo 0,2% delle azioni di Toyota al prezzo di chiusura registrato prima dell’annuncio ufficiale. I rapporti di collaborazione tra i due brand sono partiti nel 2017 e oggi le due case automobilistiche puntano a fare di più. L’alleanza offrirà a Toyota l’accesso alla competenze messe a punto da Suzuki in India che sta per superare il Giappone diventando il terzo mercato auto del mondo.

UNITI PER VINCERE

Secondo gli analisti di mercato questa operazione sembra essere molto simile agli investimenti reciproci che intercorrono tra Toyota e Mazda. L’accordo con Toyota arriva in un momento di grande difficoltà per Suzuki. Dall’inizio di quest’anno le azioni del costruttore giapponese sono in calo del 27% e fanno seguito al -15% registrato nel 2018. Questa situazione è principalmente legata alla frenata dell’economia indiana. Suzuki ha dichiarato che farà di tutto per invertire questa preoccupante tendenza al ribasso. Nello specifico investirà 20 miliardi di yen nello sviluppo di nuove tecnologie tra cui la guida autonoma e l’auto elettrica. Per fare un confronto, Toyota ha speso circa sette volte di più in ricerca e sviluppo nel corso dell’anno corrente. Sicuramente Suzuki è una casa automobilistica più piccola e per questo fatica di più a bilanciare ricerca e sviluppo con la realizzazione di auto a prezzi competitivi.

LA PROSPETTIVA

Nel febbraio 2017, Toyota e Suzuki hanno concordato l’avvio di un percorso comune, con una decisione che ha fatto seguito all’uscita di Volkswagen dal capitale della seconda. A partire dallo scorso mese di marzo, Toyota ha ulteriormente ampliato il perimetro della collaborazione mediante la fornitura a Suzuki del suo sistema ibrido. Una svolta tecnica per Suzuki che si è impegnata a consentire lo sviluppo delle vendite Toyota in regioni strategiche come India e Africa. Le due case automobilistiche hanno anche in programma la produzione congiunta di auto elettriche in India a partire dal 2020. Bisogna ricordare che l’investimento di Toyota non arriva come un fulmine a ciel sereno. Toyota, da parte sua, detiene anche quote di partecipazione in Mazda e Subaru e si sta facendo promotrice di un gruppo di lavoro “aperto” alle case giapponesi su temi importanti come le auto autonome ed elettriche.

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Hyundai-Kia e Aurora, il futuro delle fuel cell a guida autonoma

di Redazione

Prosegue il percorso di crescita di Hyundai e Kia in tema di guida autonoma. La partnership tra il gruppo coreano e la Aurora Innovation, specializzata in soluzioni per la guida autonoma appunto, giunge a un nuovo importante traguardo. Il gruppo Hyundai ha infatti investito 600 milioni di dollari su Aurora per dare un ulteriore impulso allo sviluppo di sistemi per la guida senza conducente.

SI PARTE DALLA NEXO

L’avvio della collaborazione tra il gruppo Hyundai-Kia e Aurora porta la data del 2018. Nell’arco dell’ultimo anno, infatti, le due aziende hanno lavorato a stretto contatto nello sviluppo di nuove soluzioni per la guida autonoma. A fare da “cavia” in questo lavoro di ricerca e sviluppo è stata la Hyundai Nexo. Il modello a idrogeno scelto in quanto massima espressione dell’attuale tecnologia del brand coreano. Non soltanto in tema di sistemi di assistenti alla guida. Ma anche per ciò che concerne l’impiego di un’alimentazione a basso impatto ambientale.

PIATTAFORMA TUTTA NUOVA

L’importante investimento di Hyundai-Kia in Aurora, porterà nuova linfa nel lavoro di ricerca e sviluppo dell’azienda, già impegnata anche con il Gruppo FCA. L’obiettivo non è più soltanto quello di creare sempre più efficienti sistemi di assistenza alla guida. Ma sviluppare una nuova e inedita piattaforma che sfrutti la più moderna tecnologia in termini di guida autonoma. Una piattaforma il più possibile trasversale, da applicare a più modelli firmati Hyundai e Kia. A idrogeno e non solo.

OBIETTIVO 2021

Il fiore all’occhiello di Aurora è l’Aurora Driving. Si tratta di un un sistema di guida autonoma particolarmente evoluto. Questo sfrutta il lavoro congiunto di una serie di lidar, radar e telecamere, per monitorare costantemente l’ambiente intorno all’auto. Fatto questo, comunicando con il suo software di gestione, può intervenire attivamente sui movimenti del veicolo, armonizzandoli con l’ambiente esterno in tutta sicurezza. Il nuovo investimento, inoltre, si inserisce in un’importante strategia di crescita di Hyundai Motor, che vede il gruppo impegnato nello sviluppo e nella commercializzazione di un sistema di guida autonoma di livello 4 entro il 2021 con un progetto pilota di taxi-autonomi in alcune città.

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Car-to-X, al lavoro su un nuovo standard europeo

di Redazione

La sicurezza attiva e passiva degli utenti della strada è oggi di fondamentale importanza. Diversi brand automobilistici sono attualmente al lavoro insieme alle autorità di alcuni stati europei. Lo scopo? trovare uno standard comune per la trasmissione sul traffico e sulla sicurezza. Al progetto stanno partecipando Daimler, BMW, Ford e Volvo. Insieme a queste, HERE Technologies, Tom Tom. Oltre alle autorità di trasporto di sei paesi europei. La sperimentazione partirà già nel prossimo mese di luglio.

IL PROGETTO

Il progetto per ora è solo in una fase sperimentale. Prevede diversi test sulla possibilità di trasmettere dati e informazioni. Tutti relativi a situazioni pericolose su strada, utilizzando la tecnologia Car-to- X. I partner di questo progetto pilota hanno firmato un memorandum d’intesa (MoU) a Eindhoven, nei Paesi Bassi. La fase di test, che dovrebbe durare dodici mesi, verrà avviata dal primo giorno di luglio. E prevede l’avvio dei test nei Paesi Bassi. A prendere parte al progetto saranno anche Germania, Spagna, Finlandia, Lussemburgo e Svezia.

I POSSIBILI SVILUPPI

Daimler, già in passato, aveva gettato le basi per l’utilizzo di questa tecnologia. I nuovi veicoli che verranno prodotti sono già pronti per poter condividere e scambiare dati con gli altri utenti della strada. La sicurezza stradale potrà fare passi in avanti se la tecnologia Car-to-X verrà impiegata in larga scala. E se la condivisione potrà essere gratuita. Il grande passo avanti dell’iniziativa sta nel fatto che, fino ad oggi, non si era riusciti a creare una squadra di collaborazione così numerosa e altisonante. In sostanza, ogni veicolo connesso potrà non solo comunicare attraverso un apposito standard appunto, un eventuale pericolo alle altre auto. Ma avvisare anche le infrastrutture. Queste, a loro volta, potranno mettere al corrente del pericolo un più grande numero di automobilisti.

IL PUNTO DI VISTA DI DAIMLER

“La comunicazione Car-to-X ha il potenziale per migliorare significativamente la sicurezza sulle strade. – Ha detto Sajjad Khan,Vice president of digital vehicle and mobility in Mercedes-Benz -. Con questo progetto stiamo innalzando i precedenti approcci ad un nuovo livello. Per la prima volta abbiamo a bordo numerosi partner altamente capaci ed efficaci. In modo che i messaggi di avvertimento possano raggiungere un gran numero di utenti della strada praticamente in tempo reale. Questo può salvare molte vite”.

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Bmw e Jaguar Land Rover insieme per l’elettrico di domani

di Redazione

BMW e Jaguar Land Rover hanno annunciato che collaboreranno per sviluppare e produrre i motori elettrici del futuro. L’accordo porterà i nuovi propulsori di origine BMW sulla prossima generazione di veicoli 100% elettrici di Jaguar Land Rover. La Casa inglese sembra quindi aver cambiato strategia dopo che, in passato, ha mostrato alcuni prototipi a zero emissioni.

UNA CONDIVISIONE DI TECNOLOGIE

La Joint Venture tra il marchio tedesco e quello britannico (controllato dal gruppo indiano Tata) ha come obiettivo quello di unire le forze per sviluppare unità di propulsione elettrica di nuova generazione. Questa collaborazione prevede uno scambio di conoscenze tecnologiche e industriali. Non cambia nulla a livello societario per le due entità. La decisione è stata presa per concentrare gli investimenti (e quindi dividere la spesa) e accelerare il processo di sviluppo. Il punto di partenza sarà il propulsore elettrico Gen 5 di BMW. Le due Case si propongono di migliorarlo insieme. Uno dei fini è quello di creare un motore che non necessiti di terre rare (proprio come il Gen 5) per il suo funzionamento. In questo modo si ridurrà la dipendenza dei produttori da questi elementi poco disponibili. La stessa strategia è stata avviata da Mercedes.

DEBUTTO NEL 2020 SU iX3

La sede operativa per la riuscita del progetto sarà Monaco, dove un gruppo di esperti BMW e Jaguar Land Rover lavorerà per sviluppare ulteriormente il Gen 5. L’obiettivo è quello di applicare il frutto di questa ricerca già sul nuovo modello di iX3, che uscirà nel 2020. Il team di sviluppo si occuperà anche della messa a punto dei nuovi gruppi elettrici, che saranno prodotti da ciascuna casa nelle proprie strutture produttive. BMW ha ribadito che queste tecnologie innovative sono necessarie e urgenti da una parte per soddisfare le richieste dei clienti, dall’altra per centrare gli obiettivi fissati dalle diverse normative antinquinamento.

LA COLLABORAZIONE CHIAVE DEL SUCCESSO

“L’industria automobilistica sta subendo una forte trasformazione” ha detto Klaus Froehlich, membro del consiglio di amministrazione di BMW con responsabilità per il dipartimento di Ricerca e Sviluppo. “Consideriamo la collaborazione una chiave di successo, anche nel campo dell’elettrificazione” ha aggiunto. “Con Jaguar Land Rover, abbiamo trovato un partner i cui requisiti per la futura generazione di unità elettriche corrispondono in modo significativo alla nostra visione. Insieme potremo soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti abbreviando i tempi di sviluppo e portando più rapidamente veicoli e tecnologie all’avanguardia sul mercato”. Fra le intenzioni di BMW, comunque, non c’è al momento quella di abbandonare i combustibili fossili tradizionali. Piuttosto, di lanciare la strategia di mobilità elettrica in parallelo con lo sviluppo di tecnologie e motori a combustione migliori.

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