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I 10 migliori parchi divertimento in Europa

di Giuseppe Genova
Quali sono i migliori parchi divertimento in Europa? Abbiamo provato a fare il punto della situazione della attuale proposta commerciale ed abbiamo stilato una TOP 10 delle migliori proposte attualmente disponibili.  In Europa si contano fino ad un centinaio di parchi divertimento. Quali sono quelli che andrebbero visitati almeno una volta se siete degli amanti […]

I 10 migliori parchi divertimento in Italia

di Giuseppe Genova
I parchi divertimento presenti in Italia sono decine e decine ma quali sono i migliori? Quelli che andrebbero visitati almeno una volta se siete degli amanti di questi luoghi di divertimento ed intrattenimento?  In questa classifica dei migliori parchi divertimento in Italia abbiamo tenuto conto di quelli rientranti nella categoria “parchi meccanici e/o tematici”. Aggiornamento […]

CanevaWorld: i parchi riaprono il 19 Giugno con tante novità

di Giuseppe Genova
Dopo Gardaland anche CanevaWorld ha confermato la data della ripartenza dopo il posticipo di una settimana arrivato all’ultimo minuto. Contrariamente a tanti altri parchi che hanno rinviato tutte le novità al prossimo anno, CanevaWorld si è impegnato moltissimo per presentare diverse novità in entrambi i suoi parchi. Caneva Aquapark sarà il primo grande parco acquatico a riaprire quest’anno, in […]

Parco circolante più vecchio nel 2020: 1 auto su 5 avrà 18 anni

di Donato D'Ambrosi

Radiazione auto

Senza incentivi auto, il parco circolante nel 2020 sarà più vecchio: le previsioni del mercato auto nuove e usate dopo il Coronavirus

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Mobilità elettrica: dubbi, falsi miti e prospettive per il prossimo futuro

di Redazione

Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

La mobilità elettrica è forse una delle più grandi sfide che il mondo della tecnologia e quello dei consumatori si siano trovati a fronteggiare negli ultimi anni

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Parco circolante Italia: 39,5 milioni di auto nel 2019 (+1,4%)

di Donato D'Ambrosi

Code A14 gennaio 2020

Il parco circolante in Italia è fatto dal 75% di auto nel 2019: le auto ibride a gasolio crescono più di quelle a benzina e delle auto elettriche

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Auto Euro 6D più sicure: solo il 10% acquistate nelle regioni a basso reddito

di Donato D'Ambrosi

Ci siamo quasi abituati all’idea che il parco circolante in Italia abbia in media oltre 10 anni e che parlare di auto elettriche e ibride sembra fantascienza. Il motivo si può spigare nella ridotta capacità di acquisto e nel fatto che in Italia il 35% delle auto è ante Euro 4. Lo spiega l’Automobile Club d’Italia presentando i dati dello studio sul parco auto circolante al 2030 condotto con CNR e ENEA e CNR-Dipartimento di Ingegneria, ICT e Tecnologie per l’Energia e i Trasporti. Entro il 2030 l’82% delle auto continuerà ad avere un motore a benzina o a gasolio e forse riusciremo per un pelo a rientrare nell’obiettivo Europa 2030 sulla CO2.

L’AUTO ELETTRICA ANCORA LONTANA PER MOLTI ITALIANI

Entro il 2030 l’Italia riuscirà a sfiorare per un pelo l’obiettivo 2030, cioè ridurre a 49 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, le emissioni di “gas serra”. Ma lo scenario attuale del parco circolante impone degli interrogativi sulla strategia di decarbonizzazione dell’Italia. E’ pur vero che fino al 2021 saranno attivi gli incentivi sull’ecobonus per auto ibride plug-in ed elettriche, ma sono sussidi fuori dalla portata della massa di automobilisti più significativa. Secondo l’ACI serve una pianificazione eco-razionale della mobilità: investimenti per l’eliminazione o la sostituzione con usato recente dei quasi 14 milioni di auto ante Euro 4 (il 35% del parco circolante).

6 AUTOBUS DIESEL SU 10 SONO EURO 3

Secondo lo studio, Il settore automobilistico, contribuirà per 54,5 Mt di CO2 eq, superando l’obiettivo Europa solo dell’11 per cento. Lo svecchiamento dei mezzi pubblici è un’altra area da rivalutare, sostituendo gli autobus Diesel Euro 3 (il 60%), con modelli elettrici alimentati da energie rinnovabili. Secondo lo studio ogni sostituzione riduce le conseguenze ambientali pari a 24.055 euro l’anno.

INCENTIVI AUTO PULITE PER POCHI

Secondo lo studio ACI-CNR-ENEA senza incentivi all’acquisto, nel 2030, le auto termiche rappresenteranno l’82% del parco circolante, le ibride il 10%, le elettriche (BEV e PHEV) quasi il 9%. Una situazione però che rischia di gravare sull’economia delle famiglie meno abbienti. Basta pensare che lo sconto di un’auto elettrica con l’ecobonus equivale a 16 mila euro, l’equivalente della spesa media per un’auto usata, ma investendo una cifra più alta per un’auto ibrida plug-in. Non tutti possono fare questo passo, infatti delle auto Euro 6D Temp più efficienti e sicure, solo il 10% viene immatricolato nelle regioni a basso reddito. “Un’ulteriore auspicabile accelerazione di questo percorso potrà arrivare dal sostegno a rottamare le vecchie auto da Euro 0 a 3, le più inquinanti, con auto più sicure e avanzate” ha dichiarato il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani.

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Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto: la proposta di PSA

di Raffaele Dambra

Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto

In Italia il parco auto è indubbiamente vecchio e sarebbe da ‘ringiovanire’ incentivando gli automobilisti a disfarsi delle vetture più datate sostituendole con altre più nuove e meno inquinanti. Cosa che in effetti si sta già cercando di fare con l’Ecobonus 2019-2021 e con i vari contributi regionali per la rottamazione. Ma per Gaetano Thorel, direttore generale di PSA Groupe Italia (il gruppo a cui appartengono Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall), si potrebbe tentare una via alternativa aumentando l’importo del bollo auto per i mezzi fino a Euro 3, in modo da reperire ulteriori fondi necessari per l’acquisto di auto elettriche nuove oppure Euro 5 ed Euro 6 usate. “Così da agevolare quei consumatori con minore capacità d’acquisto”, ha specificato il manager.

NO A NUOVI INCENTIVI AUTO MA MIGLIORARE QUELLI GIÀ ESISTENTI

La proposta è partita nel corso del No Smog Mobility 2019 di Palermo, che ha premiato il Gruppo PSA con il Green Prix per le soluzioni proposte a favore della mobilità sostenibile. “Non è il caso di pensare a nuovi incentivi auto, ma bisogna far funzionare meglio quelli che già ci sono”, ha detto Thorel, “L’Ecobonus per esempio esiste già e tutto sommato va bene. Andrebbe però aumentato il budget, per me insufficiente, e ampliata la platea di beneficiari”.

AUMENTO BOLLO EURO 3 PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE

E come? Ecco l’idea: “Se c’è un problema di risorse, si potrebbe risolvere aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù. Le maggiori entrate si utilizzerebbero in due modi: 1) per incentivare ancor di più l’acquisto di vetture elettriche o ibride plug-in nuove; 2) per favorire l’acquisto di auto Euro 5 o Euro 6 usate. Quest’ultima misura faciliterebbe i consumatori meno abbienti, che magari non possono permettersi un’auto elettrica anche con gli incentivi. Ma passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6, anche se usata, segnerebbe già un bel passo avanti sul piano ambientale. Tra le prime e le altre la differenza di emissioni è di circa il 95%”. Sono senza dubbio proposte interessanti, resta ovviamente da valutarne la fattibilità.

ELIMINARE LA CONFUSIONE TRA INCENTIVI STATALI E CONTRIBUTI REGIONALI

Gaetano Thorel di PSA ha infine puntato l’indice sulla, secondo lui, confusionaria differenza di programmi fra il Governo e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. “È una situazione che genera grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali, visto che ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi. Inoltre il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici”.

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In Italia circolano 39 milioni di auto, il 30% con oltre 13 anni

di Donato D'Ambrosi

Previsioni traffico agosto 2019

I blocchi al traffico delle auto fino a Euro 3 nelle grandi città sono ormai un fattore comune, ma in Italia ce ne sono ancora tantissime che hanno oltre 13 anni di età. L’analisi delle auto circolanti in Italia è stata fatta dall’Osservatorio Autopromotec su dati ACI. Oltre il 30% è stato immatricolato fino al 2003. Anche se l’effetto del dieselgate, l’inasprimento delle norme UE sulle emissioni hanno stravolto le cose negli ultimi 5 anni. Ecco come è cambiato il parco circolante italiano dalle Euro 0 alle Euro 6.

LE AUTO CIRCOLANTI IN ITALIA

In Italia a fine 2018 circolavano ancora 13,7 milioni di autovetture (e cioè il 35,3% sul totale del parco circolante) di categoria inferiore o uguale a Euro 3. Si tratta di auto immatricolate prima del 2006 e quindi non dotate dei più recenti dispositivi di abbattimento delle emissioni inquinanti e nocive. Il dato, che emerge da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec (la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket auto), ripropone in tutta la sua importanza l’emergenza dell’inquinamento che, come accade ogni anno con l’arrivo della brutta stagione, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri ed aree urbane del nostro Paese.

QUANTE AUTO IN ITALIA DA EURO 0 A EURO 6

I dati riportati nella tabella qui sopra evidenziano anche come è cambiata la composizione del parco circolante dal 2015 al 2018 per categoria di emissione. La quota delle auto fino a Euro 3 compresa è diminuita dal 44,8% del 2015 al 35,3% del 2018 (-9,5 punti percentuali). Tenendo in considerazione che esiste un’importante quota di utenti che non può cambiare il veicolo, non per scelta ma per necessità economiche, resta essenziale agli effetti dell’inquinamento lo stato di manutenzione del mezzo.

LA MANUTENZIONE SULLE AUTO PIU’ VECCHIE NE ALLUNGA LA VITA

Un’inefficace manutenzione oltre a procurare problemi di sicurezza agli occupanti del veicolo e agli altri utenti della strada, fa aumentare i consumi e quindi le emissioni inquinanti. “Oltre ad accelerare la sostituzione del nostro parco circolante fortemente invecchiato durante la crisi, – emerge dall’analisi Autopromotec – “è  fondamentale mantenere in buone condizioni di efficienza le auto circolanti ed in particolare le auto più anziane”.

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