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Bollo auto: in Campania 10% di sconto con la domiciliazione bancaria

di Raffaele Dambra

Bollo auto 2020 novità esenzioni

Chi paga il bollo auto in Campania può ottenere il 10% di sconto sull’importo se opta per la domiciliazione bancaria (ovvero l’addebito diretto sul proprio conto corrente). Lo ha deciso la Giunta Regionale con la delibera dello scorso 15 gennaio che ha definito le modalità di attuazione della nuova misura. La riduzione del 10% sull’importo della tassa automobilistica è a favore di tutti i contribuenti che aderiranno a tale modalità di pagamento a far data dal 1° gennaio 2020.

BOLLO AUTO IN CAMPANIA: COME OTTENERE LO SCONTO DEL 10%

Una nota pubblicata sul portale istituzionale della Regione Campania ha precisato infatti che i contribuenti che attiveranno la domiciliazione bancaria beneficeranno della riduzione del 10% per i periodi tributari decorrenti già dal 1° gennaio 2020, e solo se la richiesta perverrà entro il termine ultimo del 31 maggio 2020. Un successivo comunicato di prossima diffusione, nell’attesa che si definiscano gli aspetti tecnici e procedurali insieme agli altri soggetti istituzionali coinvolti, conterrà invece le informazioni sulla modulistica di adesione e le istruzioni per la compilazione e l’invio della richiesta.

RIDUZIONE BOLLO AUTO CON LA DOMICILIAZIONE BANCARIA: LA CAMPANIA COME LA LOMBARDIA

La Campania non è la prima regione italiana ad attuare questa misura. La Lombardia già da qualche anno consente di ottenere una riduzione sull’importo del bollo auto per chi sceglie la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento. Anzi, nel 2020 lo sconto è stato portato dal 10% al 15%, pari a circa due mensilità. Quindi è come se si pagassero 10 mesi di bollo e non 12. Tra l’altro con la domiciliazione del pagamento del bollo auto si evitano di pagare eventuali commissioni, e c’è anche la sicurezza di rispettare sempre la scadenza evitando sicure (e pesanti) sanzioni.

BOLLO AUTO: NOVITÀ 2020

Ricordiamo che dall’inizio di quest’anno, in tutte le regioni italiane, il pagamento del bollo auto si può fare solo tramite il circuito PagoPA, il sistema dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi in Italia. Per i cittadini dal punto di vista pratico in realtà cambia ben poco, dato che tutti i luoghi e le modalità attraverso cui era ed è ancora ammesso effettuare il versamento del bollo (uffici postali, agenzie di pratiche automobilistiche convenzionate, uffici dell’Aci, tabaccherie e alcuni istituti bancari) dopo un periodo di rodaggio sono entrati pienamente del sistema e sbrigano le formalità del pagamento connettendosi automaticamente al circuito PagoPA, assolvendo così all’obbligo di legge.

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Multe in Italia: più della metà degli automobilisti non le paga

di Redazione

Multe in Italia

Signori abbiamo un problema. Le multe in Italia per violazione del Codice della Strada le pagano davvero in pochi, meno della metà degli automobilisti sanzionati. E al sud Italia la percentuale scende addirittura a un terzo. Lo ha riferito l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha preso in esame i dati riguardanti il 2017, gli ultimi disponibili.

MULTE IN ITALIA: NEL 2017 LE HA PAGATE SOLO IL 40,8%

Più precisamente ha pagato la multa il 40,8% dei trasgressori accertati. Ciò significa che i Comuni italiani, a fronte dei 2,6 miliardi di euro che dovevano riscuotere nel 2017, in realtà ne hanno incassati molto meno: poco più di 1 miliardo. Dieci anni prima, nel 2007, la percentuale di riscossione era stata del 59,1%. Non è comunque da escludere, ha sottolineato la CGIA, che una parte di coloro che non hanno pagato nel 2017 l’abbiano fatto successivamente, usufruendo magari della rottamazione delle cartelle esattoriali introdotta in varie versioni negli ultimi tre anni.

SOLO IL 32% PAGA LE MULTE NEL SUD ITALIA

Dicevamo che la percentuale balla a seconda della zona geografica, e infatti se la media nazionale nel 2017 è stata del 40,8%, a nord est ha raggiunto il 58,9%, a nord ovest il 45,9%, al centro il 33% e al sud appena il 32%. Regione più virtuosa il Friuli-Venezia Giulia, con il 63,4% di multe pagate, maglia nera invece alla Sicilia con il 20,3%. Significa che sull’isola a pagare la multa ci ha pensato soltanto un automobilista su cinque…

MULTE IN ITALIA: L’IMPORTO DELLE CONTRAVVENZIONI SALITO DEL 68% IN DIECI ANNI

C’è da dire che in dieci anni non è aumentato soltanto il numero di coloro che non pagano le multe in Italia. Anche gli importi delle contravvenzioni pagate ai Comuni sono cresciuti a dismisura, addirittura del 68%. Un aumento non giustificabile soltanto dal tasso d’inflazione. “È evidente che attraverso l’utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità, molte amministrazioni comunali hanno fatto cassa”, spiegano dalla CGIA di Mestre, “Coprendo una parte dei mancati trasferimenti imposti per legge dallo Stato centrale. Detto ciò, è utile ricordare, soprattutto ai sindaci, che gli automobilisti, e in particolar modo i conducenti professionali, non sono dei bancomat. Molti enti locali, pertanto, dovrebbero utilizzare gli autovelox e i T-red con maggiore attenzione”.

COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA UNA MULTA STRADALE?

Ricordiamo che non pagare una multa stradale non è mai una buona idea. È vero che misure come il recente condono delle multe non pagate dal 2000 al 2010 (fino a 1.000 euro) sembra quasi un invito a fregarsene delle contravvenzioni, in attesa di una nuova pace fiscale che prima o poi arriva sempre. Ma il rischio di incorrere in severe procedure cautelari ed esecutive (dal fermo amministrativo del veicolo al pignoramento dal conto corrente bancario o dallo stipendio della somma non versata) è altrettanto alto ed è meglio non correrlo affatto.

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Notifica multa per posta: tariffe in aumento dal 10 giugno 2019

di Redazione

Notifica multa per posta tariffe

C’è un motivo in più per non infrangere le norme del Codice della Strada. Al danno della sanzione sta per aggiungersi la beffa dell’aumento della tariffa per la notifica della multa via posta ordinaria. A partire dal 10 giugno 2019, in linea con le modifiche apportate di recente alla legge 890/1982 e con le Delibere attuative dell’AGCOM in tema di notifiche a mezzo del servizio postale, varieranno infatti le condizioni di offerta del servizio ‘Atto Giudiziario’ di Poste Italiane.

AUMENTO DELLE TARIFFE DELLA NOTIFICA DEGLI ATTI GIUDIZIARI

In particolare, come riporta anche il sito dell’ASAPS, Poste Italiane aumenterà le tariffe degli atti giudiziari e delle comunicazioni connesse da 6,80 a 9,50 euro (+ 2,70 euro). Di conseguenza le multe per non aver rispettato il Codice della Strada, notificate tramite posta ordinaria, saranno leggermente più salate. L’importo aggiuntivo forfettario di 2,70 euro si riferisce alle spese relative alle Comunicazioni di Avvenuta Notifica (CAN) e di Avvenuto Deposito (CAD). Comunicazioni eventualmente emesse ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 890/1982 e sinora addebitate al momento della restituzione dell’avviso di ricevimento. L’aumento è stato calcolato sulla base dell’effettiva incidenza percentuale di tali comunicazioni sull’insieme complessivo delle notifiche, e sarà applicato agli invii in busta fino a 20 grammi.

NOTIFICA MULTA PER POSTA: NON SI ESCLUDONO NUOVI AUMENTI IN FUTURO

Poste Italiane, nel comunicare la novità, ha specificato che l’importo di 9,50 euro per la notifica multa via posta potrà essere soggetto in futuro a ulteriori revisioni annuali. Ciò accadrà se ci saranno variazioni delle tariffe unitarie o dell’incidenza dell’evento. Ovviamente gli eventuali nuovi importi saranno resi noti con un preavviso di almeno 30 giorni.

L’ALTERNATIVA PEC

Sempre Poste Italiane ha ricordato al pubblico la possibilità di richiedere la restituzione dell’Avviso di Ricevimento dell’Atto Giudiziario tramite PEC. Alternativa pratica e moderna alla restituzione dell’avviso con posta ordinaria. Per attivare questa funzionalità l’utente deve comunicare a Poste Italiane il proprio indirizzo di posta elettronica certificata mediante gli appositi strumenti informatici a disposizione sul sito poste.it. È perciò compito di ogni utente fornire un indirizzo PEC valido, nonché garantire il buon funzionamento della propria casella PEC. In caso di disguidi relativi alla casella sarà comunque messo a disposizione l’originale cartaceo della notifica. Per chi volesse più informazioni sull’argomento, il Codice della Strada regola la “notificazione delle violazioni” con l’articolo 201, suddiviso in ben 5 commi.

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Multe prese all’estero: si possono pagare in Italia?

di Redazione

Multe prese all'estero

Una domanda che riguarda molti automobilisti: le multe prese all’estero si possono pagare in Italia? La risposta è sì, alla luce della direttiva Cross Border, in vigore dal 2016, che ha introdotto il cosiddetto “principio di reciprocità” sul riconoscimento delle sanzioni pecuniarie nei Paesi dell’Unione Europea. Ciò significa che le multe stradali comminate all’estero vengono riscosse come quelle italiane, ed è praticamente impossibile ignorarle (come invece capitava una volta). Lo stesso obbligo vale ovviamente per i conducenti stranieri multati in Italia.

MULTE ALL’ESTERO: LA PROCEDURA

Cerchiamo di capire bene la procedura. In caso di multa presa all’estero senza contestazione immediata, il comando di polizia da cui dipendono gli agenti che hanno accertato la violazione contatta il Punto di Contatto Nazionale (in Italia è il Centro elaborazione dati della Motorizzazione) per risalire, tramite il numero di targa, al nome del proprietario del veicolo sanzionato. Una volta acquisite le generalità, l’autorità di polizia comunica al (presunto) trasgressore gli estremi della multa, riportando nella lingua del paese destinatario tutti i dettagli dell’infrazione. Attenzione: la comunicazione può avvenire anche con posta ordinaria, e non obbligatoriamente con raccomandata, se la legge dello Stato in cui è avvenuta l’infrazione lo prevede.

MULTE ALL’ESTERO: COME PAGARE (E COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA)

Dopo aver ricevuto la multa a casa, il destinatario ha due possibilità. Pagare la sanzione secondo le modalità riportate nell’avviso (di solito il pagamento è online con carta di credito). Oppure fare opposizione, indicandone chiaramente i motivi in un apposito modulo da rispedire al mittente. Se i motivi risultano validi, il procedimento si chiude e la multa viene annullata. Altrimenti, in caso di risposta negativa, la multa si deve pagare. Se il trasgressore (a questo punto non più presunto) decide di fare comunque lo gnorri, l’autorità giudiziaria del Paese in cui si è verificata l’infrazione può inviare il relativo fascicolo alla Corte d’Appello italiana competente, che dà il via alla procedura esecutiva di riscossione (e l’incasso, salvo accordi diversi, va all’erario italiano). In alternativa può lasciare in sospeso la sanzione e applicarla soltanto se il trasgressore ritorna nel Paese. Riservandosi in questo caso di infliggergli misure accessorie anche molto severe.

MULTE ALL’ESTERO: INFRAZIONI PREVISTE

Il sistema d’interscambio tra i Paesi dell’UE dei dati d’immatricolazione dei veicoli è previsto solo in caso di otto specifiche infrazioni stradali. Questo vuol dire che in tutti gli altri casi non si può trasmettere la multa nella nazione del presunto violatore. Le infrazioni previste sono: eccesso di velocità; mancato utilizzo della cintura di sicurezza o del dispositivo per i bambini; mancato arresto al semaforo rosso o altro segnale di stop; guida in stato di ebbrezza; guida sotto influenza di sostanze stupefacenti; mancato utilizzo del casco protettivo (per le moto); circolazione su corsia vietata; uso del cellulare o altri dispositivi durante la guida. Ricordiamo infine che la direttiva Cross Border non contempla sanzioni aggiuntive come la decurtazione dei punti o la sospensione della patente. E inoltre non è valida in Svizzera, paese che non ha aderito al principio di reciprocità sul riconoscimento delle sanzioni pecuniarie.

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Pagamenti tramite cellulare con Google Wallet e NFC

di Aggregator

Google prova a farsi spazio nel mondo dei pagamenti presentando Wallet, il proprio servizio di pagamenti basato su tecnologia NFC. In principio erano le banconote, poi venne la carta di credito. Ora è invece il momento di Google Wallet, forse. Google prova così a entrare nel segmento dei pagamenti, presentando in modo ufficiale Wallet, la propria tecnologia destinata a, secondo il colosso di Mountain View, rivoluzionare tale mondo.

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Google Wallet è di fatto un servizio di pagamento che si basa sul sistema operativo mobile Android e la tecnologia wireless NFC (Near Field Communication): grazie ad alcuni accordi siglati con Citi e Mastercard, sarà così possible fare acquisti sfruttando il proprio telefono e senza altri componenti aggiuntivi.

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