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Auto elettriche in Norvegia: pedaggi più cari e stop alle ricariche gratuite

di Raffaele Dambra

Auto elettriche in Norvegia

La diffusione delle auto elettriche in Norvegia è tale che entro fine anno il 50% delle nuove immatricolazioni sarà EV (secondo una stima di Christina Bu, segretario generale dell’Associazione Norvegese Veicoli Elettrici). Una percentuale clamorosa se paragonata per esempio all’Italia, dove la quota di mercato delle vetture elettriche è appena dello 0,2%. Ma anche se confrontata all’intera UE, per il momento ferma al 2%. Eppure, per ironia della sorte, negli ultimi tempi stanno venendo meno molte facilities che hanno agevolato la grande espansione dell’elettrico in Norvegia.

AUTO ELETTRICHE IN NORVEGIA: STOP ALLE AGEVOLAZIONI?

Un rapporto, pubblicato in Francia da Autoactu e riportato dall’Ansa, ha evidenziato infatti un cambio (in negativo) nell’atteggiamento delle autorità norvegesi verso la mobilità 100% eco-sostenibile. Per esempio i pedaggi urbani per le vetture elettriche hanno subito un sensibile aumento. Inoltre stanno gradualmente scomparendo alcuni vantaggi specifici per i possessori di EV, come la sosta gratuita o la ricarica delle batterie nei parcheggi pubblici a costo zero. Ma non solo: anche il privilegio di usare le corsie dei bus è ora condizionato in alcuni casi alla presenza di almeno due persone a bordo, in quanto le autorità affermano che ci sono troppe auto elettriche nelle ore di punta, e ciò causa ritardi ai mezzi pubblici. E le esenzioni fiscali, che erano state garantite fino al 2021, sono sempre più messe in discussione.

AUTO ELETTRICHE IN NORVEGIA: ORA SONO… TROPPE

Insomma, sta succedendo ciò che era facile prevedere. In Norvegia le auto elettriche sono state oggetto di molte attenzioni, sotto forma di sconti e incentivi, fin quando bisognava agevolarne la diffusione. Adesso però che hanno raggiunto un numero considerevole (ribadiamo, il 50% delle nuove immatricolazioni è elettrico) diventa necessario gestirle come un qualsiasi altro veicolo. Tesi peraltro confermata da Bjart Holtsmark, ricercatore presso il Norwegian Institute of Statistics: “Fin qui abbiamo sovvenzionato le auto elettriche perché i loro livelli di emissioni di CO2 sono inferiori rispetto a quelle convenzionali. Ma ci sono molti altri costi sociali di cui tenere conto, come ingorghi e incidenti, indipendentemente dal tipo di auto”.

IL COSTO PER LA NORVEGIA DELLE AUTO ELETTRICHE

Tra l’altro quello degli incidenti stradali che coinvolgono le auto elettriche è un argomento molto delicato che preoccupa non poco il Governo del paese scandinavo. Secondo Gjensidige, la più grande compagnia di assicurazioni norvegese, le auto elettriche contano il 20% di sinistri in più rispetto ai modelli diesel o benzina, a causa della loro capacità di accelerare da fermo molto più rapidamente. Morale della favola: i modelli elettrici sono certamente più puliti, ma iniziano a rappresentare un costo importante per la Norvegia e questo non va più tanto bene. Per dirne una, rispetto al 2007 il contributo al gettito fiscale del settore automobilistico è sceso di 2,6 miliardi di euro soprattutto a causa dei ‘troppi’ incentivi.

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Volkswagen: i server delle auto connesse saranno a zero emissioni

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen lavora alla sua prossima gamma di auto elettriche ma allarga l’impegno a zero emissioni. L’azienda ha annunciato l’apertura di un nuovo data center in Norvegia che sarà alimentato al 100% con energia idroelettrica. Si tratta di una infrastruttura importante nell’ambito dei piani di espansione del gruppo che punta ad investire sempre di più sulle tecnologie di bordo. Lo sviluppo dei nuovi prodotti porta Volkswagen a dover gestire sempre più dati ed informazioni. Il nuovo data center permetterà al Gruppo Volkswagen di avere un maggiore potere computazionale per lo sviluppo digitalizzato dei prodotti a marchio VW e Audi. Ecco allora che nello sviluppo della sua capacità di calcolo Volkswagen guarda ai fattori economici ma anche all’ecologia. Il nuovo centro taglio di 5.800 tonnellate la CO2 emessa ogni anno. Vediamo i dettagli.

IL DATA CENTER

Volkswagen prosegue sulla strada tracciata dal suo data center in Islanda. L’azienda ha aperto un nuovo sito ad impatto neutrale sul clima a Rjukan, in Norvegia. La struttura è nata in soli sei mesi e sarà alimentata al 100% con energia idroelettrica. Questo permetterà un risparmio di oltre 5.800 tonnellate di CO2 all’anno rispetto ad un data center che utilizza corrente elettrica prodotta in modo tradizionale. Volkswagen e Audi utilizzeranno ben 2.750 kilowatt per alimentare i server impegnati in progetti ad alta intensità di calcolo. Mario Müller, responsabile dei Servizi IT in VW: C’è un crescente bisogno di potere computazionale all’interno dell’azienda, ne risulta che stiamo continuamente ampliando la nostra capacità.” Muller sottolinea inoltre che: “I fattori economici e la sostenibilità sono aspetti importanti per noi. Il nuovo data center in Norvegia soddisfa entrambi.”

INFRASTRUTURA IT

Volkswagen e Audi sono al lavoro per allargare gli orizzonti tecnologici della propria gamma. Ecco che il nuovo data center diventa importante nello sviluppo delle vetture, incluse le simulazioni dei crash test e i test in gallerie del vento virtuali. Si tratta di operazioni di calcolo che molto complesse e che richiedono una alta intensità energetica. Per questo motivo Volkswagen assegna queste operazioni a dei data center esterni alleggerendo il lavoro dell’infrastruttura IT interna. La scelta dei paesi del nord Europa non è casuale vista la buona disponibilità di energia conveniente ed ecologica e le condizioni climatiche favorevoli. Le basse temperature possono essere utilizzate per il raffreddamento efficiente delle strutture. Per Volkswagen si tratta del secondo data center neutrale in termini di CO2 dopo quello in Islanda. Il sito ha circa le stesse dimensioni di quello norvegese e risparmia più di 6.200 tonnellate di CO2 l’anno.

IMPORTANZA STRATEGICA

Oltre ai siti esterni Volkswagen usa dei data center interni ai propri stabilimenti dentro e fuori i confini della Germania. Si tratta di centri molto importanti al lavoro sulle fasi di produzione, logistica e vendita. Il Gruppo Volkswagen sfrutta numerose strategie per l’efficienza energetica. Tra queste c’è il free cooling indiretto, ovvero la regolazione della temperatura dell’acqua fredda e l’uso esclusivo di sistemi di risparmio dell’energia. Il nuovo data center in Norvegia si trova a 180 chilometri a ovest di Oslo ed è il risultato del lavoro con Green Mountain. Tor Kristian Gyland, CEO di Green Mountain, ha commentato. “Confidiamo nella nostra strategia: operare capacità di calcolo di alta qualità in modo flessibile, utilizzando solo energie rinnovabili“.

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Toyota e Hyundai bloccano le auto a idrogeno: l’esplosione in Norvegia

di Antonio Elia Migliozzi

In Norvegia esplode un distributore di idrogeno e si riaccende lo scontro sulla sicurezza. La violenta esplosione di un’area di servizio vicino a Oslo ha attirato l’attenzione dei media internazionali. L’episodio non ha causato vittime ma ingenti danni materiali come si vede dalle immagini registrate dall’alto. Al momento sono in corso delle indagini approfondite per capire cosa abbia causato l’esplosione. Il distributore comprendeva anche un generatore di idrogeno tramite pannelli solari. La società che gestisce la catena ha comunicato che l’area di servizio era aperta dal 2016 e rispettava gli ultimi standard. Nel frattempo Toyota e Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto ad idrogeno in Norvegia.

L’INCIDENTE

In Norvegia si è verificata una forte esplosione all’interno di un distributore per veicoli ad idrogeno. Per fortuna non ci sono state vittime ma solo danni materiali. Nel frattempo la compagnia che gestisce la stazione ha interrotto il servizio in altri siti di distribuzione in Norvegia e in Europa. Al momento è in corso un’indagine formale per capire le cause. Gli investigatori fanno sapere che non escludono nessuna opzione ma la verifica richiederà tempo. In campo anche un’azienda privata la Gexcon AS. Geirmund Vislie, di Gexcon ha precisato: “Possiamo concludere che né l’elettrolizzatore né il distributore utilizzato dai clienti hanno avuto nulla a che fare con questo incidente. Continueremo ad analizzare gli altri componenti del sito”. Il distributore di Kjørbo, vicino Oslo, comprendeva infatti un elettrolizzatore alcalino capace di produrre idrogeno dall’energia solare.

QUALI CONSEGUENZE

Questa vicenda di cronaca ci mette in guardia sui rischi dell’idrogeno. Come detto non ci sono stati morti o feriti presso il distributore ma i medici hanno portato due persone in ospedale. L’onda d’urto dell’esplosione ha portato all’apertura degli airbag nella loro auto in transito nelle vicinanze. Gli abitanti della zona hanno descritto lo scoppio come particolarmente forte. Dal canto suo Nel Hydrogen, l’azienda che gestisce il distributore, conferma la sua massima attenzione alla sicurezza. Il sito era aperto dal 2016 e rispettava tutti gli ultimi standard. La seconda generazione dei distributori ad idrogeno include compressori più potenti e un raffreddamento migliorato rispetto a quelli meno recenti. Come detto per fare ulteriori verifiche Nel Hydoren ha chiuso molti distributori di idrogeno in Norvegia. Si tratta di una soluzione che sta creando seri problemi ai tanti consumatori che si trovano al volante di vetture alimentate dal gas.

LA PROSPETTIVA

L’esplosione del distributore di idrogeno in Norvegia ha portato ad un vero e proprio terremoto nel settore. Negli Stati che, come la Norvegia, stanno investendo nella diffusione di questi servizi, in molti scelgono l’auto ad idrogeno. Insomma nel pieno della lotta con elettriche e ibride l’episodio rischia di rappresentare una seria battuta d’arresto per il comparto. In risposta all’incidente, sia Toyota che Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto a idrogeno in Norvegia. Al momento i due marchi giapponesi sono gli unici ad avere sul mercato auto ad idrogeno. Nello specifico parliamo del SUV Hyundai Nexo della della MPV Toyota Mirai. Entrambe le azienda hanno chiarito, in due diverse note, che le vendite di questi due modelli restano aperte anche in Norvegia.

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