Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Facebook, sanzione da 5 mld di dollari per risolvere la disputa sulle violazioni della privacy

di Alessandro Crea
5 miliardi di dollari per chiudere la disputa sulle violazioni della privacy: a tanto ammonterà la sanzione che Facebook verserà nelle casse degli Stati Uniti. Ad annunciarlo è stata la stessa Federal Trade Commission, nonché Mark Zuckerberg sulla propria pagina Facebook e, tramite comunicato ufficiale, nella newsroom dell’azienda. Si tratta di una sanzione senza precedenti, […]

A Dubai è vietato parcheggiare l’auto sporca in strada

di Donato D'Ambrosi

Dubai è per molti il paradiso delle supercar, ce n’è una ad ogni angolo, e per il turismo sono considerate una vera attrazione. Anche per questo la Municipalità della capitale degli Emirati Arabi Uniti ha imposto il divieto di parcheggiare auto sporche. Il motivo è molto semplice: il decoro della città non può essere minato da veicoli trascurati e impolverati. Chi viene sorpreso paga una multa ben più alta di quanto sarebbe costato lavare l’auto.

PERCHE’ DUBAI CE L’HA CON LE AUTO SPORCHE

In una città dove anche la polizia pattuglia in Lamborghini, Bentley, Ferrari e AMG i limiti si sfumano facilmente e anche il buonsenso si presta ad ampie interpretazioni. E il divieto che a Dubai impone di parcheggiare in strade pubbliche solo auto pulite può esserne una prova. Un’autentica sfida se si considera che equivale a chiedere a un fornaio di non sporcarsi di farina. La morfologia di Dubai, con le sue dune sabbiose e le non rare tempeste di sabbia fa la fortuna degli autolavaggi nella capitale.

NON LAVARE L’AUTO PUO’ COSTARE 120 EURO

Lavare l’auto in Italia, in base alle dimensioni, alla tecnica e alla città può variare da 15 ai 50 euro e chi ha spazio a casa non rinuncia a lavare l’auto in fai da te. Chiaramente chi possiede una supercar a Dubai non si sogna neppure di guidarla tutta impolverata, ma la città è popolata anche da auto più democratiche: i fuoristrada. Sembrerebbe indirizzata proprio a questa categoria di utenti l’obbligo di lavare l’auto. Chi infrange la prescrizione rischia una multa da 500 Dirham, che equivalgono a circa 120 euro.

LA MULTA A DUBAI E LA CONFISCA DELL’AUTO

Per spiegare meglio come viene applicato l’obbligo di parcheggiare in strada un’auto in buone condizioni, bisogna dire che gli ispettori trattano allo stresso modo polvere e importanti danni alle auto. Se viene individuata un’auto fortemente danneggiata o sporca che fa pensare a un possibile abbandono del veicolo viene attaccato sul parabrezza un adesivo. Se il proprietario non provvede a pulire o spostare l’auto entro alcuni giorni l’auto viene rimossa e per riaverla bisogna pagare una multa di rimozione. Se il proprietario non si presenta l’auto viene messa all’asta. Una pratica piuttosto comune negli Emirati Arabi, dove centinaia di supercar aspettano il loro destino dopo essere abbandonate da evasori fiscali in fuga.

The post A Dubai è vietato parcheggiare l’auto sporca in strada appeared first on SicurAUTO.it.

Hello Kitty libera in Europa! Multa milionaria a Sanrio dall’antitrust UE

di Roberto Tavecchia
Brutta batosta per Sanrio, l’antitrust dell’UE ha multato l’azienda giapponese per 6,2 milioni di euro per aver impedito a commercianti di terze parti la vendita del merchandise dedicato ad Hello Kitty ad altri Paesi all’interno del mercato unico. Nello specifico parliamo della violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che vieta tassativamente […]

Seggiolini anti abbandono: dal 1 luglio 2019 niente più obbligo

di Donato D'Ambrosi

Una svolta per la sicurezza dei bambini abbandonati in auto solo a metà. Perché l’obbligo dell’allarme anti abbandono per i seggiolini auto previsto per il 1 luglio 2019 non scatterà. Lo riporta l’ASAPS con la pubblicazione della circolare del Ministero dell’Interno che “accusa” il Ministero dei Trasporti di non aver pronto il Decreto attuativo sull’obbligo dell’allarme anti abbandono in auto.

NIENTE SANZIONI A CHI NON HA L’ALLARME ANTIABBANDONO

Si sperava che il tutto partisse a estate non troppo inoltrata e invece come avevamo anticipato, l’obbligo scatterà a data da definirsi. E questo colpo di scena tutt’altro che inaspettato chiarisce anche i dubbi sui controlli e l’applicabilità delle sanzioni da parte della polizia. In buona sostanza si tratta delle stesse motivazioni che in tutti questi anni hanno raffreddato la ricerca dei Costruttori di seggiolini sui sistemi di allarme. Quali caratteristiche tecniche deve avere l’allarme anti abbandono per poter essere definito legale? In base a quali criteri durante un controllo su strada gli agenti possono applicare la legge e multare chi è sprovvisto di un sistema di allarme obbligatorio? Domande che solo un decreto attuativo del Ministero dei Trasporti avrebbe potuto chiarire. E invece arriva la circolare del Ministero dell’Interno che ufficializza lo stop: niente obbligo e niente sanzioni. Ma non confondetevi perché slitta l’obbligo di avere in auto un allarme anti abbandono, mentre sul trasporto dei bimbi nel seggiolino resta tutto invariato.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELL’INTERNO

La circolare nr. 200/A/5921/19/109/12/3/4 del 3 luglio 2019 (scaricabile in calcio all’articolo) invia alle prefetture e agli organi di Polizia quanto segue, da uno stralcio della circolare. “In assenza della norma tecnica che definisca le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali del dispositivo anti abbandono di cui devono essere equipaggiati tutti i seggiolini di cui devono essere equipaggiati tutti i seggiolini utilizzati da bambini di età inferiore ai quattro anni, il predetto Dicastero ha comunicato che non potrà essere richiesto all’utenza di adempiere un obbligo ancora privo del suo contenuto essenziale”.

INTANTO, I 10 ERRORI DA NON FARE

Bisogna però ricordare che svariate soluzioni di aziende, startup e costruttori hanno sfidato la burocrazia lanciando i primi sistemi di allarme per non dimenticare i bambini in auto. Ad esempio Remmy, che abbiamo provato, è uno di questi. Ma poi anche Hyundai ha lanciato il primo sistema di allarme integrato nell’auto sulla nuova Santa Fe. Dalla schiera di produttori di seggiolini invece Chicco, in collaborazione con Samsung, ha sviluppato il primo sistema integrato al seggiolino. Ma ora che l’obbligo dal 1 luglio 2019 è slittato tornano utili i 10 consigli pratici e i trucchi per non dimenticare il bimbo in auto nei giorni di maggiore stress.

The post Seggiolini anti abbandono: dal 1 luglio 2019 niente più obbligo appeared first on SicurAUTO.it.

Auto usate con chilometri scalati: multa da 30 mila euro ad Auto SMA srl

di Redazione

http://add-a-cdchanger.co.uk/wp-content/uploads/sites/294/2018/04/A_row_of_modern.jpg

Le auto usate vendute con chilometri scalati sono sempre più oggetto di indagini e multe ai rivenditori scorretti. Stavolta finisce con una multa neppure troppo pesante ad Auto SMA srl, l’indagine condotta dall’Antitrust dopo le denunce alla Polizia dei clienti che avevano acquistato auto con la metà dei chilometri scalati.

I FATTI

La vicenda che vede il venditore multimarche Auto SMA srl al centro del provvedimento n. 27780 dell’Autorità Garante ha origine a giugno 2017 con le segnalazioni della Polizia Stradale. Le prove raccolte parlano di auto usate vendute anche con circa 80 mila chilometri in meno di quelli reali prima della vendita. L’ipotesi è di violazione degli articoli 20, comma 2, e 21, comma 1, lettera b) e d), del Codice del Consumo e per Auto SMA srl una condotta commerciale scorretta. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Auto SMA srl non ha verificato che il contachilometri installato sulle auto era manomesso e che i chilometri mostrati fossero reali. Le ipotesi dell’Antitrust sono diventate sempre più consistenti in assenza di alcuna argomentazione difensiva da parte dell’azienda. Mentre le indagini della Polizia Stradale hanno appurato che almeno 7 auto provenienti da autonoleggi o aziende vendute da Auto SMA srl avevano i chilometri scalati.

LE AUTO TAROCCATE SCOPERTE DALLA POLIZIA

Durante il procedimento istruttorio – come riporta l’Antitrust – la Polizia Stradale ha raccolto una serie di denunce, fatture e altra documentazione comprovante che le auto di seguito vendute tra dicembre 2016 e maggio 2017 erano state manomesse:

– “L’Alfa Romeo   Giulietta targata   EM198WD venduta   nel  gennaio  2017  al  prezzo  di  11.500  euro  aveva 76.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 101.806  km quando è passata dalla società Leasys  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “Il Fiat  Fiorino targato   EM473BY venduto  nel  dicembre  2016  al  prezzo  di  6.500  euro  aveva 95.212  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 179.668  km quando è passata dalla società Leasys  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “La Citroen  C3 targata DR446VX venduta   nel  gennaio  2017  al  prezzo  di  3.690  euro  aveva 85.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 157.000  km quando è passata dalla società Rosati Auto S.r.l. ad Auto SMA srl”.

– “La Fiat Panda targata EH754GG venduta nel  maggio 2017  al  prezzo  di  5.500  euro  aveva  80.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 158.000  km quando è passata dalla società ARVAL  SERVICE LEASE  ITALIA  S.p.A.  ad Auto SMA srl”.

– “La Mini Cooper targata EK423JN venduta   nel  dicembre 2016  al  prezzo  di  14.000  euro  aveva  92.500  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 143.141 km quando è stata data in permuta alla società Autocentri Balduina srl e venduta ad Auto SMA srl”.

– “La Citroen C1 targata DE209EC venduta   nel  dicembre 2016  al  prezzo  di  4.350  euro  aveva  68.000  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 124.530  km quando è passata dalla società  ECO  LIRI  S.p.A. ad Auto SMA srl”.

– “La Volkswagen Golf  targata ES305RJ venduta nel  marzo 2017  al  prezzo  di  14.500  euro  aveva 106.353  km  circa  dichiarati  da  Auto SMA. Mentre prima aveva 160.000  km quando è stata data in permuta alla società Autocentri Balduina srl e venduta ad Auto SMA srl”.

LA MULTA DI 30 MILA EURO AD AUTO SMA

Quello dei chilometri scalati è un fenomeno messo sempre più all’angolo sia dalle direttive europee (vedi il certificato di revisione), sia grazie a strumenti come Diogene  di cui abbiamo parlato qui che aiutano i rivenditori a tutelarsi a loro volta dalle auto con chilometri scalati prese in permuta. La condotta di Auto SMA srl però secondo l’Antitrust costituisce una  pratica  commerciale scorretta, in violazione dell’articolo 21, comma 1, lettere b) e d), del Codice del Consumo. Auto SMA “ha ingannato i consumatori aumentando il valore commerciale di tali autovetture, ottenendo conseguentemente ai loro danni un indebito vantaggio economico”. Inoltre ha generato “effetti pregiudizievoli per i consumatori acquirenti non solo al momento dell’acquisto degli autoveicoli quanto anche successivamente” visto che i clienti avrebbero potuto tenere conto di interventi di manutenzione necessari a un chilometraggio reale maggiore nel valutare l’acquisto. In ragione del fatturato dichiarato nel 2017 di 344.805 euro, l’Antitrust ha irrogato una multa di 30 mila euro ad Auto SMA srl. Occhio quindi alla prossima auto che comprate e per non farvi fregare dai chilometri scalati o danni occulti, consultate la guida all’acquisto dell’auto usata con la check list da scaricare.

L'articolo Auto usate con chilometri scalati: multa da 30 mila euro ad Auto SMA srl proviene da SicurAUTO.it.

AGCOM multa Vodafone per scarsa trasparenza

di Filippo Vendrame

AGCOM ha erogato una sanzione pari a 87 mila euro a Vodafone per violazione delle disposizioni previste dall’articolo 70 del D.lgs. 1° agosto 2003, n. 259 in combinato disposto con l’articolo 3, allegato A) della delibera n. 519/15/CONS. In termini più semplici, l’operatore è stato multato per non aver fornito agli utenti in fase di sottoscrizione del contratto tutte le informazioni necessarie. Inoltre, Vodafone avrebbe poi fatturato costi differenti da quelli prospettatati dai clienti.

Leggi il resto dell’articolo

DAZN, 500 mila euro di multa dall’Antitrust

di Filippo Vendrame

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha multato DAZN con un’ammenda di ben 500 mila euro per due pratiche commerciali scorrette. L’AGCM ha comunicato di aver chiuso un’istruttoria iniziata lo scorso agosto nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l. in cui ha accertato le criticità che hanno portato alla multa.

Leggi il resto dell’articolo

AGCOM, nuova multa a Wind Tre

di Filippo Vendrame

AGCOM ha comunicato di aver multato l’operatore Wind Tre per la violazione dell’articolo 2 della delibera n. 326/10/cons, recante “Misure di tutela degli utenti dei servizi di comunicazione mobili e personali”. Trattasi di una violazione che riguarda la trasparenza e la tutela dell’utenza. Le contestazioni riguardano l’operatore 3 Italia.

Leggi il resto dell’articolo

Google multata nuovamente dall’Unione Europea

di Antonino Caffo

Google è stata colpita con una terza, pesante ammenda, da parte dell’antitrust dell’Unione Europea. Questa volta la cifra è di 1,49 miliardi di euro, inflitta per aver abusato del monopolio di ricerca nell’ambito delle iniziative di AdSense. Secondo l’organo continentale, dal 2006 Big G avrebbe venduto ad aziende ed enti la possibilità di piazzare nei loro siti il suo famoso box di ricerca, offrendo pubblicità mirata ma anche vietando che ai clienti di includere motori di ricerca rivali tra le proprie pagine.

Leggi il resto dell’articolo

Mega multa ad Autoliv e TRW: 368 milioni per i prezzi di airbag e cinture

di Donato D'Ambrosi

L’Antitrust europeo ha raggiunto un verdetto sull’indagine avviata qualche mese fa che riguardava i prezzi degli airbag e delle cinture di sicurezza venduti alle Case costruttrici di auto. Il provvedimento del Garante ha individuato il coinvolgimento diretto di Autoliv, TRW e Takata, che hanno accettato di pagare una multa e chiudere la faccenda. L’episodio mette però apre uno squarcio sulla legittimità del mercato di sistemi che dovrebbero garantire la sicurezza di milioni di persone.

LA MULTA A TRW E AUTOLIV Come riporta il New York Times, i tre Costruttori di airbag e cinture di sicurezza hanno patteggiato un’ammenda equivalente a 368 milioni di euro, dopo aver ammesso la loro colpevolezza. Ma solo Autoliv e TRW saranno destinatari del provvedimento, essendo Takata fallita proprio a causa dello scandalo globale degli airbag difettosi. L’azienda giapponese è ormai nelle mani di KSS (Key Safety Systems), colosso statunitense nella produzione di sistemi di ritenuta e di sicurezza per auto.

BMW E VOLKSWAGEN TRA I PIU’ COLPITI L’Antitrust europeo avrebbe accertato l’intesa delle tre aziende nel fissare i prezzi di airbag e cinture di sicurezza, contravvenendo alle regole sulla concorrenza. Tra i Costruttori maggiormente penalizzati dal cartello sui ricambi ci sarebbero le Case Volkswagen e BMW, essendo committenti di volanti, airbag e cinture di sicurezza.

13 MILIONI DI PERSONE PENALIZZATE DAI CARTELLI “(I cartelli, ndr)Danneggiano i consumatori europei e incidono negativamente sulla competitività del settore automobilistico europeo, che impiega circa 13 milioni di persone” dichiara Margrethe Vestager, commissario per la concorrenza. L’invito della Commissione che controlla la concorrenza nell’UE a qualsiasi persona o azienda interessata dalle azioni dei due cartelli è di costituirsi e chiedere un risarcimento in tribunale.

L'articolo Mega multa ad Autoliv e TRW: 368 milioni per i prezzi di airbag e cinture proviene da SicurAUTO.it.

TikTok, multa milionaria: raccoglie dati dei bimbi

di Candido Romano

Da un grande successo derivano grandi responsabilità: pare che i creatori di TikTok non siano riusciti a capirlo in tempo. L’app è stata multata dalla Federal Trade Commission (FTC) per un totale di 5,7 milioni di dollari. TikTok negli ultimi mesi ha visto una crescita esponenziale, ha superato infatti il miliardo di download: prima era conosciuta col nome di Musical.ly, ora è proprietà della società cinese ByteDance,

Leggi il resto dell’articolo

SKY, multa da 7 milioni dall’AGCM

di Filippo Vendrame

Il contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19 costerà molto caro a SKY. L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha multato SKY Italia per “pubblicità ingannevole e pratica aggressiva” avendo accertato due violazioni del Codice del Consumo. Complessivamente, l’Autorità ha erogato sanzioni per un totale di ben 7 milioni di euro. Più nello specifico, l’istruttoria ha rivelato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Leggi il resto dell’articolo

iPhone rallentati: Apple pubblica la nota AGCM

di Marco Grigis

La questione degli iPhone rallentati, in presenza di una batteria non più completamente performante, torna a occupare la cronaca tecnologica italiana. Apple ha infatti pubblicato, sul suo sito ufficiale, la nota dell’AGCM relativa al caso: lo scorso anno, infatti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva comminato al gruppo di Cupertino un’importante multa, per la mancata comunicazione agli utenti dei cambiamenti introdotti con iOS 10.2.1.

Leggi il resto dell’articolo

Wind Tre, multa per telemarketing indesiderato

di Filippo Vendrame

Wind Tre è stato sanzionato con una multa di 600 mila euro dal Garante per la privacy per telemarketing indesiderato. Più nello specifico, l’operatore ha ricevuto la sanzione a causa di gravi violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali nel corso di attività di marketing telefonico, anche tramite SMS. L’Autorità mette in evidenza che la multa erogata all’operatore è giunta a seguito di un provvedimento adottato prima dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo, con il quale il Garante, sulla base di numerose segnalazioni, aveva dichiarato illecito il trattamento dei dati dei clienti effettuato dalla società telefonica e vietato l’ulteriore uso di tali dati a fini di marketing.

Leggi il resto dell’articolo

DJI è nei guai per corruzione

di Antonino Caffo

Il più grande produttore al mondo di droni consumer, DJI, ha scoperto diversi casi di grave corruzione all’interno dell’azienda, con la conseguenza di dover sostenere spese che la porteranno a perdere, per l’esercizio 2018, oltre 1 miliardo di yuan (150 milioni di dollari).

Leggi il resto dell’articolo

Antitrust multa Sony per 2 milioni di euro

di Candido Romano

PlayStation Plus, il servizio in abbonamento di Sony per giocare online su PlayStation 4, è a pagamento, ma l’azienda è stata poco chiara nel comunicarlo. Per questo l’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, ha comminato all’azienda giapponese una multa di 2 milioni di euro, dopo un procedimento istruttorio. In particolare la multa è diretta verso Sony Interactive Entertainment Europe, Sony Interactive Entertainment Europe Network e Sony Interactive Entertainment Italia.

Leggi il resto dell’articolo

AGCOM dovrà modificare la multa erogata a Vodafone

di Filippo Vendrame

La vicenda delle bollette a 28 giorni sembra non volersi chiudere. Dopo la clamorosa sentenza del TAR che annulla la multa milionaria erogata da AGCOM nei confronti di Wind Tre, il TAR torna nuovamente protagonista chiedono ad AGCOM di rivedere la multa erogata a Vodafone. Trattasi della medesima multa milionaria che il TAR ha annullato a Wind Tre.

Leggi il resto dell’articolo

Wind Tre, annullata la multa milionaria dal TAR

di Filippo Vendrame

Il TAR ha deciso di annullare la multa milionaria che AGCOM aveva erogato a Wind Tre per la nota vicenda delle bollette ogni 28 giorni. Con una sentenza clamorosa, il TAR ha deciso di annullare quanto AGCOM aveva deciso attraverso la delibera del 19 Dicembre 2017 in cui comminava a Wind Tre una pesante sanzione per non aver adempiuto al ritorno al sistema di fatturazione su base mensile, continuando a fatturare ai suoi clienti ogni 28 giorni. Una multa del valore di ben 1.160.000 euro.

Leggi il resto dell’articolo

❌