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App per pagare parcheggio, strisce blu e biglietti con il telefonino

di Salvo Vosal
App per pagare parcheggio, strisce blu e biglietti con lo smartphone

Le app del telefono riescono ormai a semplificarci la vita in un grandissimo numero di circostanze, fra queste si sono anche la app per pagare il parcheggio sulle strisce blu con lo smartphone senza dover raggiungere una colonnina (dove disponibile) o ancora peggio dover andare a comprare l’apposito tagliando in uno degli esercenti. Tramite le […]

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LEGO Technic: i migliori set da motorizzare

di BrianzaLUG
Motorizzare i modelli LEGO Technic è sempre più facile. BuWizz e SBrick, due “piattaforme” prodotte da terze per il controllo remoto via Bluetooth/Smartphone e per la gestione delle funzioni motorizzate che permettono di dare vita ai modelli LEGO Technic (set ufficiali o MOC – My Own Creation indifferentemente) e ne rendono più facile l’utilizzo all’aperto. I set LEGO […]

Coronavirus: uffici della Motorizzazione Civile chiusi o con limitazioni

di Raffaele Dambra

Coronavirus: uffici della Motorizzazione Civile chiusi

Per effetto delle misure a contrasto del Coronavirus gli uffici della Motorizzazione Civile sono chiusi o aperti con limitazioni. Ecco cosa c'è da sapere

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Coronavirus: esami di guida sospesi in 14 Motorizzazioni

di Raffaele Dambra

Nuovi effetti del Coronavirus: esami di guida sospesi nelle Motorizzazioni delle 14 province italiane più a rischio. Di conseguenza è stata prorogata la durata del foglio rosa

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10 errori da non fare con il passaggio di proprietà

di Redazione

Il passaggio di proprietà è un onere inevitabile quando si vende o si acquista un’auto usata. Le fasi del passaggio di proprietà riguardano principalmente l’aggiornamento della registrazione al Pubblico Registro Automobilistico, che rilascerà il Certificato di Proprietà Digitale (CDPD), e l’aggiornamento della Carta di Circolazione presso la Motorizzazione. Il mancato adempimento a questi obblighi si ripercuote con pesanti sanzioni, quindi vediamo assieme quali sono gli errori da non commettere con il passaggio di proprietà.

1.PRIMA DEL PASSAGGIO DI PROPRIETA’

Prima di lanciarsi nell’acquisto di un’auto usata è di fondamentale importanza verificare che la vettura sia in regola con i documenti e che su di essa non gravino vincoli o ipoteche. È sufficiente richiedere una visura agli archivi del PRA per potersi accertare che non siano presenti vincoli o il fermo amministrativo. La visura costa 6,00 euro se presentata alle unità ACI PRA, 8,81 euro se richiesta online tramite il servizio Visurenet ACI online.

2.DOVE FARE IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’

Il passaggio di proprietà può essere fatto tramite le agenzie di disbrigo pratiche, le quali solitamente si occupano sia delle visure preliminari che delle successive richieste di registrazione presso PRA e Motorizzazione, con una spesa maggiore ma risparmiandosi il tempo necessario a raggiungere gli uffici della Motorizzazione per farlo in fai da te. Rimane comunque la possibilità per i privati di potere avviare e concludere le operazioni in maniera autonoma, ovviamente rispettando un preciso protocollo che vediamo di seguito.

3.ATTO DI VENDITA E PASSAGGIO DI PROPRIETA’

A monte di un passaggio di proprietà si trova l’atto di vendita, una dichiarazione nella quale si attesta che un soggetto vende un mezzo ad un altro soggetto. Solitamente si utilizza il retro del Certificato di Proprietà cartaceo e vanno compilati tutti i campi previsti dal riquadro T Dichiarazione di Vendita. La firma del venditore deve essere assolutamente autenticata e lo si può fare al Comune, dal Notaio, negli studi di consulenza automobilistica abilitati, presso la Motorizzazione o le unità territoriali ACI PRA. Sull’atto di vendita deve essere apposta una marca da bollo da 16.00.

4.LA FIRMA PER IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’

Non sono rare le truffe legate al mercato delle auto di seconda mano, specie nelle trattative tra privati. Bisogna fare attenzione a non firmare atti di vendita in bianco e senza l’apposizione della marca da bollo, inoltre bisogna ricordarsi che la firma va apposta sempre di fronte a uno dei funzionari previsti dalla legge. Inoltre, quando si vende un mezzo, l’atto deve essere redatto a favore dell’acquirente e non ad un terzo sconosciuto.

5.IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’ E I DOCUMENTI PER VENDERE UN’AUTO

Per evitare perdite di tempo o rischiare di far saltare la vendita, vediamo quali documenti bisogna presentare per il passaggio di proprietà. Servono il Certificato di Proprietà, sul quale può essere redatto l’atto di vendita, la Carta di Circolazione, un documento d’identità valido e il codice fiscale, questi ultimi sia di venditore che compratore.

6.LA COPIA DELL’ATTO DI VENDITA E’ INDISPENSABILE?

Sia che si venda o si compri un’auto usata, dopo aver redatto l’atto di vendita è opportuno che entrambe le parti ottengano una copia del documento. La copia può tornare utile se per qualsiasi motivo non vengano effettuate le successive registrazioni al PRA e alla Motorizzazione.

7.PASSAGGIO DI PROPRIETA’ ISTANTANEO

Uno dei modi più rapidi per effettuare un passaggio di proprietà e avere la certezza che vengano eseguite le registrazioni di rito, è quello di rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA). Lo sportello prevede il servizio di autentica della firma sull’atto di vendita ed effettua l’aggiornamento dell’archivio del PRA e della Motorizzazione in maniera immediata. Gli STA si trovano presso le unità territoriali ACI, gli uffici provinciali della Motorizzazione, le delegazioni ACI e le agenzie di pratiche auto abilitate.

8.IL TEMPO LIMITE DI 60 GIORNI E IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’

Qualora la richiesta di passaggio di proprietà non sia stata effettuata tramite uno STA è opportuno verificare l’avvenuto trapasso. Sarà sufficiente richiedere una visura al PRA fornendo la targa del mezzo e verificare l’intestatario. Se il passaggio non è stato effettuato, ma il compratore è in possesso del mezzo, il venditore sarà ancora l’intestatario e responsabile in caso di danni, tasse automobilistiche non pagate e violazioni al Codice della Strada.

9.PROCURA A VENDERE SOLO DAL NOTAIO

Qualora si decidesse di affidare ad un terzo soggetto la vendita auto bisogna sottoscrivere una Procura a Vendere, che deve essere autenticata da un notaio. Nella procura sono indicati i dati del cedente, i dati del procuratore e le sue funzioni alla vendita e i dati del mezzo da vendere. Anche nelle vendite effettuate con procura è bene verificare l’avvenuto passaggio dopo 60 giorni.

10.IL PAGAMENTO DOPO IL PASSAGGIO DI PROPRIETA’

L’acquisto di una vettura usata solitamente si perfeziona con il pagamento a mezzo assegno o bonifico. Qualora si utilizzi il bonifico è opportuno indicare nella causale il modello e la targa del mezzo acquistato. Va ricordato che un bonifico può essere annullato entro un tempo prestabilito, quindi, vale anche per l’assegno, bisogna accertarsi del reale incasso della cifra pattuita.

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10 errori da non fare se è scaduta la revisione auto

di Redazione

Non è raro che un’automobilista dimentichi la scadenza della revisione auto del proprio mezzo e se a ricordarlo sono le Autorità, durante un controllo di routine su strada, sono dolori! Vediamo come non dimenticare di fare la revisione auto e soprattutto quali errori non fare se ci ritroviamo con la revisione scaduta.

1.PROMEMORIA FAI DA TE DELLA REVISIONE

Le scadenze da ricordare per un contribuente/automobilista sono tante e tenerle tutte a mente comporta il rischio di dimenticarne qualcuna. Se siete avvezzi all’uso di smartphone e tablet potrete impostare dei promemoria, ma nel caso si guastasse o lo si smarrisse (a meno di non fare dei backup) si perderanno le scadenze. La scadenza si evince dalla carta di circolazione.

2.SCADENZA DELLA REVISIONE NOTIFICATA DALLE ISTITUZIONI

Il Portale dell’Automobilista, gestito dal Dipartimento Trasporti del MIT, offre ai suoi iscritti un servizio di notifica multicanale delle scadenze della patente di guida e della revisione. La notifica avviene tramite messaggio SMS o email, per fruire del servizio è sufficiente registrarsi al Portale (Qui il link diretto al Portale dell’Automobilista).

3.QUANDO VA FATTA LA REVISIONE AUTO

Secondo il Decreto n.408 del Ministero dei Trasporti la prima revisione di un’auto va effettuata dopo 4 anni dalla sua prima immatricolazione e successivamente ogni 2 anni. I mezzi con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate sono invece sottoposti a revisione annuale (Leggi i controlli da fare prima della revisione).

4.LA REALE SCADENZA DELLA REVISIONE

Per comprendere quale sia il termine ultimo ed effettuare in tempo utile la revisione è necessario conoscere mese e anno di immatricolazione della vettura. Se ad esempio l’auto è stata immatricolata il 15 gennaio 2016 il termine ultimo per revisionarla è il 31 gennaio 2020. Le successive vanno effettuate, dopo due anni, entro il mese nel quale si è effettuata la precedente revisione.

5.REVISIONE AUTO PRESSO GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE

La revisione può essere effettuata presso uno degli uffici della Motorizzazione Civile presenti sul territorio nazionale. È necessario effettuare un pagamento di 45.00 euro sul c/c 9001, compilare il modulo MC 2100 (Sia il modulo che il prestampato per il pagamento sono distribuiti negli uffici della Motorizzazione) e prenotare la revisione della vettura.

6.LA PRENOTAZIONE NON SOSTITUISCE LA REVISIONE

Se la vettura ha già la revisione scaduta non è possibile circolare anche se è stata effettuata la prenotazione. Il foglio di prenotazione permette di circolare soltanto il giorno fissato per la revisione, ovviamente per raggiungere la Motorizzazione.

7.REVISIONE AUTO PRESSO LE OFFICINE AUTORIZZATE

Se si sceglie di effettuare la revisione presso una delle officine autorizzate, oltre 8.000 sul territorio nazionale, basta recarsi alla più vicina ed effettuare l’operazione. Il costo in questo caso è di 66.80 euro. Le officine autorizzate sono collegate in tempo reale al CED della Motorizzazione e trasmettono l’esito della revisione.

8.REVISIONE AUTO OLTRE I TERMINI

Qualora ci si dovesse accorgere che la revisione è abbondantemente scaduta è ovviamente opportuno mettere in regola vettura. Nonostante l’irregolarità non vengono applicate sanzioni retroattive, se la revisione è superata si tornerà a circolare in regola.

9.MULTA PER AUTO SENZA REVISIONE

Se in occasione di un controllo di routine viene accertata la revisione scaduta si può essere multati con una sanzione che va da 159,00 a 639,00 euro. Inoltre il veicolo viene sospeso dalla circolazione fino a quando non viene effettuata la revisione, ovviamente con esito positivo. Se l’infrazione è accertata in autostrada viene applicato anche il fermo amministrativo e il ritiro della carta di circolazione, la quale verrà restituita dopo la prenotazione della revisione. Se la revisione non è stata effettuata per più scadenze la sanzione può essere raddoppiata.

10.MANCATA REVISIONE E RIVALSA ASSICURAZIONE

Se un’auto coinvolta in un incidente stradale dovesse risultare con la revisione scaduta, la compagnia assicurativa potrebbe rivalersi sul contraente addebitandogli le somme dei risarcimenti pagati agli altri soggetti coinvolti nel sinistro.

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I 10 motori migliori per auto del 2020

di Donato D'Ambrosi

I 10 motori migliori per auto del 2020 sono stati premiati da una giuria di giornalisti USA specializzati dopo aver provato le auto per almeno 2 mesi. Tra i motori migliori per un’auto, la classifica Best Engine, anche quest’anno riserva un posto d’onore per un motore elettrico.  Ecco tutti i dettagli, i numeri e l’elenco dei 10 motori auto migliori 2020.

MOTORI E CILINDRATA, PIU’ GRANDI E PIU’ IBRIDI O ELETTRICI

Nell’elenco dei 10 migliori motori auto 2020 mancava un motore superiore a 6 litri dal 2015, da quando il paradigma cilindrata-motori si è convertito progressivamente a cubature più parche. Gli appassionati di muscle car saranno sicuramente entusiasti sapendo che per la giuria di Wards 10 Best Engines & Propulsion Systems 2020, il motore della Chevrolet Corvette Stingray è tra i 10 migliori del 2020. Il motore V8 6.2L OHV spiazza il motore la Chevrolet Bolt elettrica eletto nel 2018. Parlando di elettriche la giuria ha premiato quest’anno la Hyundai Kona EV per il suo propulsore da 150 kW.

I 10 MOTORI MIGLIORI PER AUTO 2020

Tra i 10 migliori motori 2020 molti sono sicuramente più “a loro agio” sul mercato americano che europeo, ma la classifica dimostra che sempre più propulsori ibridi superano la critica del settore. Daimler con il motore 3.0L 48V Turbo I-6 della Mercedes GLE 450 ed FCA con il motore 3.6L 48V eTorque del RAM 1500 hanno un sistema microibrido 48V. Entrambi i motori infatti utilizzano al posto del tradizionale alternatore un generatore che “assiste” il motore a combustione per abbattere consumi ed emissioni. E’ curioso notare come dal 2015, anno in cui fu premiato anche l’Ecoboost Ford, non si è mai più scesi al di sotto della cilindrata di 1,4 litri. Ecco di seguito l’elenco completo dei 10 motori migliori per auto del 2020.

– BMW 3.0L DOHC Turbocharged I-6 (BMW M340i)
– Daimler 3.0L DOHC 48V Turbo I-6 (Mercedes-Benz GLE450)
– FCA 3.6L DOHC 48V eTorque V-6 (Ram 1500)
– Ford 2.3L DOHC High Performance Turbo 4-Cyl. (Mustang)
– GM 3.0L DOHC Turbodiesel I-6 (GMC Sierra)
– GM 6.2L OHV V-8 (Chevrolet Corvette Stingray)
– Honda 2.0L DOHC Atkinson i-VTEC 4-Cyl./HEV (Accord Hybrid)
– Hyundai 150-kW Propulsion System (Kona EV)
– Hyundai 1.6L DOHC Turbocharged 4-Cyl. (Sonata)
– Nissan 2.0L DOHC VC-Turbo 4-Cyl. (Altima)

CURIOSITA’ SUL PREMIO MOTORE MIGLIORE DELL’ANNO 2020

Il titolo “10 Best Engines & Propulsion Systems” è stato cambiato dal 2020 proprio per aprire a tutti i sistemi di propulsione, benché le auto ibride fossero già candidate e premiate nelle edizioni precedenti. La giuria di Ward’s valuta ogni auto per un periodo di 2 mesi considerando criteri oggettivi e soggettivi di analisi. Per poter essere inserito nella rosa dei motori migliori candidati, l’auto deve essere in listino almeno entro il primo trimestre dell’anno e con un prezzo base non superiore a 60 mila dollari.

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Mitsubishi indagata in Germania: i motori diesel sospetti sotto accusa

di Donato D'Ambrosi

Mitsubishi è indagata in Germania per un possibile caso di manipolazione delle emissioni diesel. La notizia delle perquisizioni ordinate dalla procura di Francoforte negli uffici e siti produttivi in Germania ha appesantito il titolo in borsa. Come riporta Il Sole 24 Ore infatti l’accusa (da confermare) a Mitsubishi a causato una perdita del -4% alla borsa di Tokyo.

I MOTORI DIESEL MITSUBISHI SU CUI INDAGA LA GERMANIA

Le autorità tedesche sospettano che alcune auto diesel vendute da Mitsubishi possano alterare i risultati dei test delle emissioni in fase di omologazione. L’accusa secondo quanto scrive Reuters riguarderebbe i motori diesel a quattro cilindri da 1,6 litri e 2,2 litri. A Francoforte, Hannover e Ratisbona sono le sedi dove sono avvenute le perquisizioni alla ricerca di indizi.

LE ACCUSE A MITSUBISHI E AGLI ALTRI PRODUTTORI AUTO

Sotto indagine sarebbero un distributore europeo dei veicoli Mitsubishi e le sedi europee che si occupano di Ricerca e Sviluppo. Da quando è esploso il dieselgate Volkswagen, non si è arrestata mai la caccia alle streghe senza esclusioni di Marca. Mitsubishi è solo l’ultimo dei Costruttori indagati per sospetti sui motori diesel truccati. Spesso però le anomalie ai software intelligenti sono state giustificate o corrette in extremis (come nei casi Mercedes e Renault). In pochi altri casi circoscritti per lo più al Gruppo Volkswagen è stata accertata l’esistenza di un software in grado di capire quando l’auto era sottoposta ai test per attivare il trucco. Altre indagini su Renault, FCA, PSA e Volkswagen ancora in corso.

MITSUBISHI INDAGATA IN GERMANIA, ANCHE CONTINENTAL COINVOLTA

In una nota Mitsubishi Motors ha fatto sapere che collaborerà alle indagini della procura di Francoforte, mentre Continental dovrebbe essere solo coinvolta in qualità di possibile “testimone”. Quindi sarebbe da escludere una possibile multa che invece Bosch ha accettato di pagare a fronte delle accuse di non aver ottemperato ai suoi doveri di vigilanza.

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Come scegliere la bicicletta elettrica migliore

di Salvo Vosal
bici elettrica

La bici elettrica è diventata un mezzo di trasporto sempre più diffuso, il suo successo non dovrebbe sorprendere, è un mezzo molto pratico ed economico per spostarsi in città e con sforzo quasi nullo. In questo articolo vedremo quali sono i parametri e gli aspetti da tenere in considerazione per acquistare la bici elettrica migliore […]

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App per cercare parcheggio, basta girare a vuoto!

di Salvo Vosal
App per trovare parcheggio

L’incubo di ogni automobilista è arrivare a destinazione, magari dopo essersi sorbiti una lunga coda e dover girare a vuoto a lungo alla ricerca di un parcheggio libero in cui piazzare la propria vettura. In questo articolo vedremo che per il nostro telefonino ci possono aiutare alcune app per trovare parcheggio e quindi anche semplificare […]

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Monopattini elettrici non sono ciclomotori: no multe da migliaia di euro

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici ciclomotori

Recentemente hanno fatto scalpore le multe comminate ad alcuni malcapitati utilizzatori di monopattini elettrici. Multe da migliaia di euro perché nei casi in questione, in mancanza di indicazioni più specifiche, gli agenti della Polizia locale hanno equiparato i monopattini ai ciclomotori. Ravvisando quindi numerose infrazioni tra cui alcune molto gravi come il mancato utilizzo del casco e l’assenza di targa, carta di circolazione e assicurazione obbligatoria. Si tratta però di un’interpretazione molto severa e probabilmente neppure del tutto corretta, frutto comunque della gran confusione creatasi dopo l’entrata in vigore del DM sulla micromobilità elettrica. Confusione a cui l’attuale Esecutivo sembrerebbe (finalmente) voler porre rimedio con un’apposita circolare che, a quanto si apprende, escluderebbe l’equiparazione dei monopattini elettrici ai ciclomotori. Considerandoli invece dei semplici ‘acceleratori di andatura’.

MONOPATTINI ELETTRICI: REGOLE CHIARE NEI COMUNI DOVE È GIÀ PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Le prime anticipazioni sulla circolare che MIT e Interno stanno definendo congiuntamente sono apparsi sul Sole 24 Ore. Che ha riportato alcuni stralci dell’audizione in commissione Trasporti alla Camera del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Traversi, in risposta alle interrogazioni presentate dai deputati Maccanti e Rosso dopo le polemiche per le maxi multe inflitte ai conducenti dei monopattini elettrici. L’On. Traversi ha spiegato (ma chi ha letto bene il decreto, pochi a nostro avviso, lo sapeva già) che chi circola sui monopattini e sugli altri micromezzi elettrici nelle aree predisposte dai Comuni che hanno ufficialmente avviato la sperimentazione, non ha nulla da temere. A patto ovviamente di rispettare le norme di comportamento previste dal decreto stesso. Tra cui, per esempio, il divieto di trasportare passeggeri e l’obbligo di dotarsi di luci di posizione anteriore e posteriore nelle ore di oscurità. Chi infrange le norme del DM è soggetto alle stesse sanzioni previste dal CdS per pedoni e ciclisti: da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: NO CICLOMOTORI, SARANNO ACCELERATORI DI ANDATURA?

I problemi sorgono quando si utilizza il monopattino elettrico nei Comuni dove non è ancora partita la sperimentazione (la stragrande maggioranza). O fuori dalle aree predisposte nei Comuni che l’hanno avviata. In entrambi i casi l’uso del monopattino e degli altri micromezzi non è praticamente mai permesso, quindi chi viene beccato è punibile con una multa. Sì, ma che tipo di multa? Nell’audizione in commissione Trasporti il sottosegretario Traversi ha confermato che con la circolare di prossima pubblicazione si provvederà a escludere l’equiparazione dei monopattini con i ciclomotori. Evitando quindi l’applicazione di altre sanzioni da migliaia di euro. Viceversa al MIT stanno verificando se in base alle vigenti disposizioni i micromezzi elettrici possono essere assimilati ai veicoli con caratteristiche atipiche o agli acceleratori di andatura, regolati entrambi dal Codice della Strada.

MONOPATTINI ELETTRICI: LE PROBABILI NUOVE SANZIONI

Una decisione in merito pare che non sia stata ancora presa. Per il collega Maurizio Caprino del Sole 24 Ore è più probabile però che si vada in direzione degli acceleratori di andatura. Che comprendono per lo più pattini, monopattini a spinta e skateboard. Risulterebbe infatti difficile inserire i micromezzi elettrici nella categoria dei veicoli con caratteristiche atipiche, visto che per il DM monopattini elettrici e mezzi simili non sono neanche classificati come veicoli ma solo come ‘dispositivi’. Se questa ipotesi sarà confermata dalla circolare ministeriale, a tutti i mezzi della micromobilità elettrica che circolano dove non è consentito si applicheranno dunque le medesime sanzioni già previste per gli acceleratori di andatura, da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: COMUNI DOVE È PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Chiudiamo riportando la ancora esigua lista dei Comuni che hanno già dato ufficialmente il via alla sperimentazione dei monopattini e degli altri micromezzi elettrici. Ribadiamo per l’ennesima volta che in questi Comuni la circolazione di tali mezzi è consentita solo nelle aree predisposte, indicate dalla specifica segnaletica stradale (monopattini e segway: aree pedonali, piste ciclabili, piste ciclopedonali, zone 30 e strade con limite di velocità 30 km/h; hoverboard e monowheel solo aree pedonali. I Comuni sono comunque liberi di escludere le strade ritenute non idonee). Ad oggi la sperimentazione è già partita a Rimini, Cattolica (RN), Pesaro, Casalpusterlengo (LO), Verona e Torino. A breve (già deliberata, si attende solo l’installazione della segnaletica) sarà avviata pure a Milano, Monza e Mogliano Veneto (TV). E anche a Imola (BO), Formigine (MO), Pisa, Bari, Palermo e Alcamo (TP). Dati a cura del Club Italiano del Monopattino Elettrico.

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Scanner veicoli: controllo targa, assicurazione, revisione

di Salvo Vosal
scanner veicoli

Per coloro che sono in procinto di acquistare veicoli di seconda mano, esistono molte apposite app e siti web, che permettono di effettuare con un clic il controllo di molte informazioni indispensabili per non avere brutte sorprese. Tramite i metodi che stiamo per descrivervi, si possono controllare molte utili informazioni: i bolli auto pagati; la […]

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Come trovare colonnine di ricarica per auto elettriche

di Giuseppe Testa
colonnine auto elettriche

Il primo problema per chi ha acquistato un’auto elettrica è trovare una colonnina di ricarica ogni qual volta ce ne sia bisogno, per fare “il pieno” di energia. Anche se la loro diffusione sta diventando sempre più capillare in tutto il territorio italiano (sono presenti oltre 8.500 colonnine), ancora queste non sono diffuse come quelle […]

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Motori auto elettriche: differenze, pro e contro di varie soluzioni

di Nicodemo Angì

motori-auto-elettriche

I veicoli a batteria hanno ovviamente bisogno di una macchina elettrica che converta in energia meccanica quella elettrica immagazzinata nei loro battery pack. Queste “entità” sono i motori delle auto elettriche, gruppi piuttosto potenti in rapporto alle loro dimensioni ma ancora misteriosi. I ben conosciuti motori a combustione e quelli elettrici in effetti sono diversissimi, con i secondi che funzionano grazie a invisibili forze elettromagnetiche. Questo principio generale ha varie implementazioni e infatti le auto elettriche hanno motori di tanti tipi diversi. Ma perché i motori delle auto elettriche non sono tutti uguali? La costruzione è diversa, con un punto in comune: un rotore ben bilanciato che ruota dicendo addio ai pistoni che vanno su e giù.

ATTRAZIONE E REPULSIONE

Pensate a 2 calamite: se le avviciniamo si attrarranno se i i loro poli sono opposti e si respingeranno se i poli sono uguali. Possiamo creare una calamita “variabile” – un elettromagnete – avvolgendo un filo conduttore attorno ad un nucleo metallico che concentri il campo magnetico. Invertendo il senso della corrente anche la polarità del magnete cambierà, passando da Nord a Sud e viceversa. I motori delle auto elettriche, in grande sintesi, prevedono un rotore magnetizzato circondato da elettromagneti alimentati da un controller che varia la corrente che li alimenta. Possiamo disporre le cose in modo che il polo Nord del rotore venga respinto da un elettromagnete Nord e attirato da uno Sud. Si crea quindi una coppia che fa ruotare il rotore: abbiamo convertito l’energia elettrica in potenza meccanica. Questo schema sintetico è visualizzato nella figura qui sotto, che esemplifica un motore alimentato con corrente trifase.

GIOCHI MAGNETICI

Gli elettromagneti sono alimentati in modo che siano Nord (rosso) e Sud (blu) e quindi attirano gli opposti del rotore e respingono gli omologhi. Quando il rotore gira gli elettromagneti si attivano in successione e la rotazione è continua. In pratica si crea un campo magnetico rotante, la cui velocità dipende dalla frequenza con la quale si attivano gli elettromagneti. Torniamo al rotore, che abbiamo chiamato genericamente “magnetizzato”. Possiamo dotarlo di magneti permanenti o costruirlo in modo che, quando esposto al campo magnetico rotante, produca da sé il magnetismo che lo farà girare. Stiamo parlando del motore a induzione, il cui rotore è sede di correnti che creano un campo magnetico che interagisce con quello rotante dello statore. Questo schema si deve al genio di Nikola Tesla ed è stato usato massicciamente nella Tesla Model S.

TANTI TIPI DIVERSI, LA STESSA FORZA (MAGNETICA)

Questo schema, usato anche nei piccoli elettrodomestici, non richiede costosi magneti permanenti ma è non facile da controllare e il rotore si scalda molto. Un altro tipo di motore per auto elettriche vede magneti permanenti sul rotore: essi “seguono” il magnetismo dello statore come visto più sopra. Vediamo i pro e contro di queste soluzioni: il motore a magneti permanenti ha meno coppia in basso ma viene molto usato. I motivi sono che lo si controlla più facilmente e ha un rendimento complessivo superiore rispetto a quello a induzione. La molto sicura Tesla Model 3 ha cambiato tecnologia, usando un motore a riluttanza commutata, che è una sorta di via di mezzo fra i precedenti. Lo statore è simile agli altri ma il rotore non ha avvolgimenti (come quello a induzione) e soltanto piccoli magneti permanenti, a volte anche nello statore.

ANCORA SOLUZIONI CON PRO E CONTRO

La sua costruzione alterna canali di materiale magnetico a bassa riluttanza (si lasciano cioè attraversare facilmente dal flusso magnetico) ad altri non magnetici. Il campo magnetico dello statore orienta il rotore in modo da attraversarlo in questi “cammini preferenziali’: se il campo ruota il rotore quindi lo seguirà. Fra i pro e i contro segnaliamo l’economicità e la compattezza con l’effetto collaterale di fluttuazioni di coppia durante la rotazione, evidentemente risolti da Tesla. Questi motori sono stati usati anche nelle rinnovate e più performanti Model S/X, forse in tandem con quelli a induzione. Ma i motori riluttanza variabile esauriscono i tanti tipi diversi di motori per auto elettriche? In effetti no, dato che quelli a flusso assiale appaiono promettenti. Si tratta di unità a magneti permanenti nei quali il flusso del campo magnetico è parallelo all’asse di rotazione invece che perpendicolare.

A PROVA DI SUPERCAR

L’aspetto del motore cambia: il diametro aumenta e la larghezza diminuisce. La distanza fra i magneti del rotore e l’asse diminuisce il regime massimo (i magneti sarebbero strappati via) ma aumenta la coppia. I motori axial flux hanno diametri di circa 30 cm, una misura che genera un “braccio” di leva di 10/15cm. Il 3.000 della BMW Z4 ha una corsa di 94,6 mm, che dà un braccio di leva fra la biella e l’albero motore di 4,73 cm. Questo spiega la coppia di 350 Newtonmetri esibita da un prototipo proposto da un noto brand italiano attivo nel settore della diagnosi. La coppia ingente, unita ad una potenza di 166 CV sprigionati da un’unità 12 cm di spessore e 26 kg di peso, rende queste unità adatte alle supercar. In effetti un dirigente dell’azienda ha detto che questa unità sarà montata da un’aggressiva supersportiva ibrida. Quale sarà? In attesa di saperne di più notiamo che la fantastica Ferrari SF90 ha all’anteriore 2 motori a flusso assiale prodotti da Yasa, che dichiara un rapporto potenza peso di 14 kW/kg!

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Google: nuovi attributi per il “nofollow”

di Marco Grigis
Google introduce due nuovi attributi per il nofollow: sponsored, per le affiliazioni, e ugc invece destinato allo user generated content. Leggi Google: nuovi attributi per il “nofollow”

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di Marco Grigis

Google introduce due nuovi attributi per il nofollow: sponsored, per le affiliazioni, e ugc invece destinato allo user generated content.

Leggi Google: nuovi attributi per il “nofollow”

Pratiche auto ACI e Motorizzazione: arriva la firma elettronica avanzata

di Raffaele Dambra

Pratiche auto firma elettronica avanzata

In arrivo un’interessante novità per chi deve sbrigare pratiche auto presso l’ACI e la Motorizzazione Civile. Entrambi gli enti hanno infatti adottato la Firma Elettronica Avanzata Grafometrica (FEA) per la sottoscrizione dei documenti digitali, in vista soprattutto dell’entrata in vigore del documento unico di circolazione che, dopo alcuni rinvii, avverrà dal 1° gennaio 2020. Si conferma così la volontà, da parte di ACI e Motorizzazione, di scegliere e incentivare l’utilizzo di documenti informatici per l’erogazione dei servizi in sostituzione di quelli cartacei, anche se non in modo esclusivo.

PRATICHE AUTO: CHE COS’È LA FIRMA ELETTRONICA AVANZATA

L’innovativa tecnologia basata su un sistema di Firma Elettronica Avanzata con funzione grafometrica su tablet, valida e efficace ad ogni effetto di legge, presenta peculiarità dinamiche che appartengono al novero delle caratteristiche biometriche comportamentali, acquisite tramite speciali tavolette (tablet grafometrici) con specifiche applicazioni. I dispositivi di acquisizione utilizzati sono in grado di elaborare, oltre che il tratto grafico, anche una serie di parametri dinamici associati all’atto della firma. Per esempio la velocità di tracciamento, l’accelerazione, la pressione, l’inclinazione, i salti in volo, ecc. I dati acquisiti dal dispositivo vengono crittografati all’interno dello stesso e collegati in modo indissolubile con il documento sottoscritto, in modo da impedirne il riutilizzo su altri documenti. La chiave per decrittografare le informazioni non è nella disponibilità dell’erogatore, ma può essere utilizzata solo dietro richiesta giudiziaria.

COME ADERIRE ALLA FIRMA ELETTRONICA AVANZATA PER LE PRATICHE AUTO

Come spiegavamo nel paragrafo introduttivo, l’adozione della firma elettronica avanzata non sarà imposta a tutti, perché parallelamente rimarrà disponibile il vecchio sistema con firma a penna su moduli cartacei. Chi vorrà aderire al nuovo servizio, che presenta standard di sicurezza decisamente più elevati, potrà però farlo in maniera molto semplice attraverso i seguenti step: 1) dichiarare, all’operatore degli uffici ACI e Motorizzazione Civile, la volontà di utilizzare la FEA per la sottoscrizione del documento necessario per l’espletamento della pratica auto; 2) quindi, sul tablet dell’operatore, sottoscrivere il modulo di adesione alla Firma Elettronica Avanzata Grafometrica e il documento della pratica. Entrambi saranno poi sempre disponibili e visualizzabili sul sito dell’ACI. Cliccando sul tasto rosso Scarica PDF potete consultare la bozza del modulo d’adesione FEA.

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Zetsche, Daimler: il motore non è più la parte più importante di un’auto

di Antonio Elia Migliozzi

L’addio di Dieter Zetsche al suo posto da Ceo di Daimler è arrivato mentre l’azienda è alle prese con una importante fase di transizione. Sebbene quello di Zetsche sia solo un arrivederci una testata inglese gli ha chiesto di fare un bilancio dei suoi 13 anni alla guida di Daimler. Con l’ingegnere di Francoforte al comando Mercedes-Benz ha registrato i migliori risultati di bilancio della sua storia. Ai volumi di vendita elevati si è accompagnata una performance finanziaria importante. Il rilancio di Daimler è stato possibile grazie ad una serie di alleanze strategiche non per ultima quella con la francese Renault. L’ingresso della Mercedes-Benz Classe A nel competitivo mercato delle compatte forse non si sarebbe trasformato in un successo senza l’utilizzo dei motori Renault. Ecco allora che la condivisione tecnologica permette di tagliare i costi e accelerare la creazione di modelli sostenibili di business. Vediamo perché le partnership fanno la differenza in un settore dell’auto che cambia.

QUESTIONE DI BRAND

Il Ceo di Daimler Dieter Zetsche ha lasciato il suo incarico all’inizio di quest’anno. Un addio dopo una carriera in azienda lunga oltre 40 anni, 13 dei quali al comando di Daimler. In una intervista alla rivista inglese Top Gear, Zetsche ha tracciato un bilancio della sua esperienza. A colpire è soprattutto un passaggio: “I motori non contano per i clienti di oggi.” Zetsche afferma che la collaborazione con Renault sul fronte dei motori è alla base del successo commerciale della Classe A, le cui vendite sono praticamente raddoppiate. Secondo il manager i motori non guiderebbero le scelte dei consumatori che sono oggi attratte da altri fattori. I “puristi dell’auto” non costituiscono più la maggior parte degli acquirenti ed è per questo che le aziende devono intercettare nuovi trend. Zetsche parla allora della nuova mobilità autonoma, connessa ed elettrica come l’orizzonte con il quale i brand devono confrontarsi.

LE TECNOLOGIE

Questa dichiarazione dell’ex capo di Daimler è certamente chiamata a far discutere soprattutto perché l’ingegneria è stata, e continua ad essere, un pilastro del successo di Mercedes-Benz. Tuttavia è il caso di dare uno sguardo alla realtà dei fatti. Le partnership tra le case automobilistiche non sono una novità e stanno diventando sempre più frequenti data l’ampiezza delle sfide che i brand si trovano a dover affrontare. I costruttori cercano di ammortizzare i costi per lo sviluppo delle nuove tecnologie che vanno dai veicoli elettrici fino ai sistemi di assistenza alla guida che ci condurranno alla guida autonoma. Nell’intervista a Top Gear Zetsche si è comunque premurato di chiarire che non è assolutamente vero che l’ingegneria non ha alcuna importanza. Dal suo punto di vista Mercedes-Benz vanta la presenza a listino di vetture all’avanguardia a livello ingegneristico, del resto come ribadisce: “Una Mercedes è una Mercedes.”

ALLEANZE STRATEGICHE

A cambiare non è solo l’auto come mezzo di trasporto ma lo tutto il mondo che le ruota intorno. Se fino a qualche anno la parola d’ordine era “possesso” oggi a prevalere è l’utilizzo. Una mobilità flessibile alla quale i costruttori si adattano trasformando l’auto in servizi per gli utenti. Recentemente Uber e Lyft che hanno aperto alla sfida del ridesharing. Da parte sua Mercedes-Benz si è fino ad ora impegnata nella mobilità individuale condivisa con il servizio Car2go. Di recente la stella si è alleata con DriveNow di BMW dando vita alla piattaforma ShareNow. Dell’alleanza fanno parte altre quattro società di mobilità; Reach Now, Charge Now, Park Now e Free Now e Share Now. Dietro a questo arcipelago di nomi si nascondo aziende che mirano a coprire una vasta gamma di servizi. L’obiettivo comune è soddisfare il bisogno di mobilità di milioni di persone includendo ricarica, parcheggio e servizi on-demand.

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IT Taxi

di Antonino Caffo

IT Taxi è la risposta italiana a Uber. No, non si tratta di un servizio i car sharing privato, il noleggio con conducente, ma di un esperimento molto riuscito, di offrire ai cittadini, turisti, viaggiatori, una modalità di trasporto il più vicino possibile a quella del taxi tradizionale, calata però nel mondo del digitale. L’applicazione è stata infatti sviluppata dall’URI (Unione Radiotaxi d’Italia) ed è disponibile gratuitamente sia per iOS e Android, non solo in lingua italiana, ma anche in inglese e tedesco.

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MyTaxi

di Antonino Caffo

Prenotare un taxi tramite il proprio smartphone non è più una novità ma in molti ancora non conoscono le potenzialità di servizi dedicati, disponibili praticamente ovunque. Tra questi c’è MyTaxi, un servizio che ha rivoluzionato un’intera industria. Mai prima d’ora viaggiare in taxi è stato facile e conveniente come con mytaxi: dall’ordinare una vettura, al pagamento senza contanti e la valutazione del viaggio. Con 70 milioni di passeggeri e 108.000 tassisti registrati in più di 50 città in dieci paesi europei, MyTaxi è la più grande azienda di questo tipo in Europa.

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