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Monopattini elettrici: casco obbligatorio per i minorenni

di Raffaele Dambra

Segnaletica stradale monopattini elettrici

Dal decreto Milleproroghe, in attesa di approvazione alla Camera (ma non si prevedono sorprese), spuntano alcuni correttivi che dovrebbero regolare meglio la circolazione dei monopattini elettrici. Correttivi resisi necessari alla luce delle modifiche introdotte dall’ultima Legge di Bilancio che avevano equiparato i monopattini ai velocipedi e quindi alle biciclette, facendo sorgere più di un dubbio sulla validità di un simile provvedimento in termini di sicurezza, dato che un monopattino non è e non sarà mai come una bicicletta, per ovvi motivi (dimensioni, equilibrio, velocità e tutto il resto). Vediamo quindi cosa prevedono le ultime disposizioni sui monopattini elettrici, sperando che siano quelle definitive.

MICROMOBILITÀ ELETTRICA: DECRETO TONINELLI PROROGATO DI UN ANNO

Innanzitutto il Decreto Toninelli del giugno 2019, che sembrava ormai superato dopo l’equiparazione tra monopattini e biciclette, non lascia ma addirittura… raddoppia! Le sperimentazione nei Comuni che l’hanno già avviata basandosi sulle norme del suddetto decreto (che, precisiamolo, riguardano tutti i mezzi della micromobilità elettrica) è stata infatti prorogata di 12 mesi e potrà quindi durare fino al 13 luglio 2022. Ovviamente, poiché i monopattini elettrici sono tenuti a rispettare la normativa più recente che ha di fatto ‘scavalcato’ il decreto, la sperimentazione concerne principalmente gli altri micromezzi elettrici come segway, monowheel e hoverboard. Ricordiamo che tra i comuni che l’hanno già messa in pratica ci sono Milano, Torino, Verona, Rimini, Pesaro, Bari e altri ancora.

MONOPATTINI ELETTRICI: CASCO OBBLIGATORIO PER GLI UNDER 18 E ALTRE NOVITÀ

Per la circolazione dei soli monopattini elettrici bisogna pertanto far sempre riferimento, in qualsiasi comune d’Italia, alle disposizioni dell’ultima Legge di Bilancio che hanno accomunato monopattini e biciclette purché a propulsione prevalentemente elettrica, di potenza fino a 500 watt e non dotati di posto a sedere. Disposizioni che sono state adesso ottimizzate dai correttivi di cui parlavamo all’inizio, introdotti con un emendamento al Milleproroghe e in vigore dopo l’approvazione di entrambi i rami del Parlamento (entro il prossimo 28 febbraio) e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ecco i principali:
– divieto di utilizzo ai minori di 14 anni;
casco protettivo obbligatorio per gli utilizzatori minorenni;
– circolazione su strade urbane solo se queste hanno un limite di velocità di 50 km/h;
– possibilità di circolare su strade extraurbane solo se dotate di pista ciclabile e, quindi, solo su quest’ultima;
– limite di velocità nelle aree pedonali: 6 km/h; limite di velocità su strada: 25 km/h;
obbligo di indossare giubbino o bretelle retroriflettenti quando si circola al buio e, comunque, in tutti i casi di scarsa visibilità. Contestualmente i monopattini devono tenere accese le luci anteriore e posteriore (i mezzi che ne sono privi devono essere portati a mano);
– obbligo di procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due;
– i conducenti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio sempre con entrambe le mani, salvo che non sia necessario segnalare la manovra di svolta;
– Assoluto divieto di trasportare altre persone, oggetti o animali, trainare o farsi trainare da altri veicoli.

MONOPATTINI ELETTRICI: SANZIONI PREVISTE IN CASO DI INFRAZIONE

L’emendamento al decreto Milleproroghe ha introdotto anche nuove e più severe sanzioni per i trasgressori.
100 euro + confisca del mezzo per chi circola con un monopattino a motore con caratteristiche tecniche diverse da quelle previste;
100 euro per chi circola su strade diverse da quelle ammesse alla circolazione dei monopattini elettrici; o a luci spente; o se il guidatore ha meno di 14 anni (in quest’ultimo caso la multa è per i genitori);
50 euro per chi circola senza casco; senza giubbino; affiancato a un altro monopattino; trasportando persone, oggetti o animali; trainando altri veicoli o facendosi trainare da essi
200 euro + confisca e distruzione del mezzo per chi circola con veicoli atipici per i quali non siano ancora state definite le caratteristiche tecniche e funzionali.
Infine i monopattini elettrici in sharing devono essere obbligatoriamente assicurati.

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Ford, ecco la giacca segnaletica ideale per i ciclisti

di Valentina Acri
Ford Emoji Jacket è l’esclusiva giacca ideata e sviluppata dagli ingegneri dell’Ovale Blu per ottimizzare le tensioni tra i diversi utenti della strada. Gestibile tramite dei comandi wireless posizionati sul manubrio della propria bici, permetterà agli utenti di poter avvisare gli automobilisti presenti in strada anticipandone le azioni. É un dato di fatto ormai che con l’accrescersi […]

Micromobilità elettrica, passo indietro sulla liberalizzazione nelle città?

di Valentina Acri
Passo indietro sulla recente liberalizzazione dei monopattini elettrici nelle città. Dal 1 gennaio 2020 infatti la liberalizzazione di monopattici, hoverboard, segway e monowheel ha portato questi ultimi all’equiparazione con le biciclette e, essendo considerate pressochè uguali, all’imposizione dei limiti stabiliti dal codice della strada. La lotta contro l’inquinamento e la necessità di un imminente riduzione […]

Monopattini elettrici, in arrivo nuovi limiti e sanzioni?

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici come biciclette

Dallo scorso 1° gennaio in Italia i monopattini elettrici possono circolare quasi ovunque, senza particolari restrizioni, perché con un emendamento all’ultima Legge di Bilancio sono stati equiparati ai velocipedi e devono perciò rispettare le stesse norme che regolano la circolazione delle biciclette. Pensavamo che con questo provvedimento si fosse finalmente messa la parola fine sulla questione monopattini, e invece pare che il Governo abbia in serbo un nuovo emendamento (stavolta al decreto Milleproroghe) per reinserire alcuni limiti e inasprire le sanzioni a carico degli utenti indisciplinati. Vediamo di che si tratta.

MONOPATTINI ELETTRICI: I LIMITI DA RISPETTARE

In pratica il Governo vorrebbe ripristinare alcuni limiti di utilizzo contenuti nel cosiddetto ‘decreto Toninelli’ del giugno 2019, che ha regolamentato la sperimentazione in città dei monopattini e degli altri dispositivi della micromobilità elettrica. Se l’emendamento sarà approvato (arriverà nell’aula della Camera entro la fine di questa settimana, poi ci vorrà l’ok del Senato) si tornerà infatti a circolare sui monopattini elettrici solo negli spazi appositamente previsti dal decreto originario: aree pedonali, percorsi ciclopedonali, piste ciclabili, zone 30 e strade urbane con limite massimo di velocità di 30 km/h. Sarà inoltre fissata una potenza massima, 0,50 kW, e la velocità non dovrà mai superare i 25 km/h (6 km/h nelle aree pedonali).

MONOPATTINI ELETTRICI: SANZIONI FINO A 800 EURO E SEQUESTRO DEL MEZZO

Previsto inoltre un inasprimento delle sanzioni. Coloro che circoleranno con monopattini elettrici che non rispettano i limiti di potenza e velocità massima rischieranno una multa da 200 a 800 euro, più la sanzione accessoria della confisca amministrativa del mezzo. Chi invece si metterà in strada dove vige il divieto di transito dei monopattini elettrici sarà punibile con una multa da 100 a 400 euro. Da notare che il nuovo emendamento del Governo ha introdotto la definizione di ‘monopattini prevalentemente elettrici’, in modo da estendere l’ordinanza anche ad eventuali dispositivi dotati di motore termico o ibridi.

NUOVA STRETTA SUI MONOPATTINI ELETTRICI: L’IRA DEL SEN. COMINCINI

Vedremo che succederà nei prossimi giorni quando le ennesime modifiche arriveranno in Parlamento. A questo proposito dobbiamo registrare che l’improvviso dietrofront del Governo sulla liberalizzazione dei monopattini elettrici ha mandato su tutte le furie il senatore Eugenio Comincini di Italia Viva, primo firmatario dell’emendamento che ha equiparato i monopattini alle bici, aprendo di fatto alla libera circolazione dei micromezzi. Il sen. Comincini ha detto che se l’intervento (del Governo) fosse confermato sarebbe una clamorosa retromarcia che schiaccerebbe le attese di cittadini e investitori e darebbe un vero e proprio schiaffo al Parlamento, rigettando una decisione chiara e netta assunta dal potere legislativo solo poche settimane fa. “Mi auguro che il MIT smentisca nei fatti queste voci”, ha spiegato il senatore renziano, “Anche perché troverebbe il fermo argine dei parlamentari di Italia Viva”. Insomma, prepariamoci a una nuova bagarre…

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Monopattini elettrici non sono ciclomotori: no multe da migliaia di euro

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici ciclomotori

Recentemente hanno fatto scalpore le multe comminate ad alcuni malcapitati utilizzatori di monopattini elettrici. Multe da migliaia di euro perché nei casi in questione, in mancanza di indicazioni più specifiche, gli agenti della Polizia locale hanno equiparato i monopattini ai ciclomotori. Ravvisando quindi numerose infrazioni tra cui alcune molto gravi come il mancato utilizzo del casco e l’assenza di targa, carta di circolazione e assicurazione obbligatoria. Si tratta però di un’interpretazione molto severa e probabilmente neppure del tutto corretta, frutto comunque della gran confusione creatasi dopo l’entrata in vigore del DM sulla micromobilità elettrica. Confusione a cui l’attuale Esecutivo sembrerebbe (finalmente) voler porre rimedio con un’apposita circolare che, a quanto si apprende, escluderebbe l’equiparazione dei monopattini elettrici ai ciclomotori. Considerandoli invece dei semplici ‘acceleratori di andatura’.

MONOPATTINI ELETTRICI: REGOLE CHIARE NEI COMUNI DOVE È GIÀ PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Le prime anticipazioni sulla circolare che MIT e Interno stanno definendo congiuntamente sono apparsi sul Sole 24 Ore. Che ha riportato alcuni stralci dell’audizione in commissione Trasporti alla Camera del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Traversi, in risposta alle interrogazioni presentate dai deputati Maccanti e Rosso dopo le polemiche per le maxi multe inflitte ai conducenti dei monopattini elettrici. L’On. Traversi ha spiegato (ma chi ha letto bene il decreto, pochi a nostro avviso, lo sapeva già) che chi circola sui monopattini e sugli altri micromezzi elettrici nelle aree predisposte dai Comuni che hanno ufficialmente avviato la sperimentazione, non ha nulla da temere. A patto ovviamente di rispettare le norme di comportamento previste dal decreto stesso. Tra cui, per esempio, il divieto di trasportare passeggeri e l’obbligo di dotarsi di luci di posizione anteriore e posteriore nelle ore di oscurità. Chi infrange le norme del DM è soggetto alle stesse sanzioni previste dal CdS per pedoni e ciclisti: da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: NO CICLOMOTORI, SARANNO ACCELERATORI DI ANDATURA?

I problemi sorgono quando si utilizza il monopattino elettrico nei Comuni dove non è ancora partita la sperimentazione (la stragrande maggioranza). O fuori dalle aree predisposte nei Comuni che l’hanno avviata. In entrambi i casi l’uso del monopattino e degli altri micromezzi non è praticamente mai permesso, quindi chi viene beccato è punibile con una multa. Sì, ma che tipo di multa? Nell’audizione in commissione Trasporti il sottosegretario Traversi ha confermato che con la circolare di prossima pubblicazione si provvederà a escludere l’equiparazione dei monopattini con i ciclomotori. Evitando quindi l’applicazione di altre sanzioni da migliaia di euro. Viceversa al MIT stanno verificando se in base alle vigenti disposizioni i micromezzi elettrici possono essere assimilati ai veicoli con caratteristiche atipiche o agli acceleratori di andatura, regolati entrambi dal Codice della Strada.

MONOPATTINI ELETTRICI: LE PROBABILI NUOVE SANZIONI

Una decisione in merito pare che non sia stata ancora presa. Per il collega Maurizio Caprino del Sole 24 Ore è più probabile però che si vada in direzione degli acceleratori di andatura. Che comprendono per lo più pattini, monopattini a spinta e skateboard. Risulterebbe infatti difficile inserire i micromezzi elettrici nella categoria dei veicoli con caratteristiche atipiche, visto che per il DM monopattini elettrici e mezzi simili non sono neanche classificati come veicoli ma solo come ‘dispositivi’. Se questa ipotesi sarà confermata dalla circolare ministeriale, a tutti i mezzi della micromobilità elettrica che circolano dove non è consentito si applicheranno dunque le medesime sanzioni già previste per gli acceleratori di andatura, da 26 a 102 euro.

MONOPATTINI ELETTRICI: COMUNI DOVE È PARTITA LA SPERIMENTAZIONE

Chiudiamo riportando la ancora esigua lista dei Comuni che hanno già dato ufficialmente il via alla sperimentazione dei monopattini e degli altri micromezzi elettrici. Ribadiamo per l’ennesima volta che in questi Comuni la circolazione di tali mezzi è consentita solo nelle aree predisposte, indicate dalla specifica segnaletica stradale (monopattini e segway: aree pedonali, piste ciclabili, piste ciclopedonali, zone 30 e strade con limite di velocità 30 km/h; hoverboard e monowheel solo aree pedonali. I Comuni sono comunque liberi di escludere le strade ritenute non idonee). Ad oggi la sperimentazione è già partita a Rimini, Cattolica (RN), Pesaro, Casalpusterlengo (LO), Verona e Torino. A breve (già deliberata, si attende solo l’installazione della segnaletica) sarà avviata pure a Milano, Monza e Mogliano Veneto (TV). E anche a Imola (BO), Formigine (MO), Pisa, Bari, Palermo e Alcamo (TP). Dati a cura del Club Italiano del Monopattino Elettrico.

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Come leggere i nuovi segnali stradali dei monopattini elettrici

di Raffaele Dambra

Segnaletica stradale monopattini elettrici

Pur tra mille difficoltà e contraddizioni su cui si sta tentando di porre rimedio anche a livello normativo, la circolazione dei mezzi della micromobilità elettrica sta pian piano prendendo piede in quei Comuni che hanno avviato la sperimentazione tramite l’apposita ordinanza. L’ultima è Torino e a breve toccherà pure a Milano. Chi risiede in queste e in altre città avrà senz’altro già fatto conoscenza con la nuova segnaletica stradale che regola il passaggio di monopattini, hoverboard, segway e monowheel, e a cui tutti dovremo presto abituarci anche se non è sempre di facile comprensione. Vediamo perciò come leggere i nuovi segnali stradali dei monopattini elettrici e degli altri dispositivi simili.

SEGNALETICA STRADALE DEI MONOPATTINI ELETTRICI

Ad imporre una specifica segnaletica stradale per i monopattini elettrici è lo stesso (contestatissimo) DM che lo scorso giugno ha dato il là alla sperimentazione. In particolare il comma 2 dell’articolo 4 prevede che i Comuni sono chiamati a installare, lungo le infrastrutture stradali e parti di strada individuate per la circolazione dei mezzi della micromobilità elettrica, appositi segnali verticali e orizzontali conformi a quanto prescritto nel medesimo decreto ministeriale 229/2019. Il DM non si limita infatti a disporre l’installazione dei segnali stradali, ma illustra pure come devono essere fatti.

COME LEGGERE I SEGNALI STRADALI DEI MONOPATTINI ELETTRICI

Innanzitutto il Comune che intende avviare la sperimentazione dei monopattini elettrici e di hoverboard, segway e monowheel, deve installare all’inizio del centro abitato, sotto l’indicazione del nome della città, uno specifico pannello (vedi sotto) per informare l’utenza che nel territorio comunale è consentita in via sperimentale la circolazione di monopattini e segway nelle zone 30 o con limite di velocità di 30 km/h, nonché sulle piste ciclabili e sui percorsi ciclopedonali (ricordiamo che hoverboard e monowheel possono circolare solo nelle aree pedonali, che sono ovviamente aperte anche a monopattini e segway). Tuttavia il Comune può liberamente scegliere di vietare la circolazione di tali mezzi in alcuni tratti dove sarebbe in teoria consentito, perché magari le caratteristiche della strada non lo permettono, segnalandolo caso per caso. E può anche decidere far circolare su tutto il territorio o solo i monopattini o solo i segway.

SEGNALI STRADALI MONOPATTINI ELETTRICI, HOVERBOARD, SEGWAY E MONOWHEEL NELLE AREE PEDONALI

La circolazione di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel nelle aree pedonali, con limite di velocità massimo di 6 km/h, è autorizzata solo se il cartello che indica la zona pedonale è accompagnato da un pannello integrativo quadrato a fondo bianco che riproduce il simbolo dei micromezzi ammessi (un po’ come avviene adesso per le bici). Un Comune può ammettere nell’area pedonale solo una categoria di micromezzi, oppure più di una o tutte e quattro, come ritiene più opportuno. Se il Comune decide di riservare appositi spazi per l’esclusiva circolazione dei dispositivi elettrici, in questo caso i segnali con i simboli dei vari dispositivi devono essere rotondi e con fondo blu. Nelle seguenti immagini possiamo vedere la tipologia di segnali stradali per entrambe le casistiche: prima le aree pedonali e poi le zone esclusive.

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Monopattini elettrici: la Francia inasprisce le norme

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici in Francia

Arriva l’annunciata stretta sull’uso dei monopattini elettrici in Francia dopo l’ennesima tragedia che ha coinvolto uno di questi veicoli, portando a 5 il numero delle vittime da inizio anno, più diversi feriti. Adesso, con l’approvazione di un apposito decreto entrato in vigore già venerdì scorso, i mezzi della micromobilità elettrica come monopattini, hoverboard, segway e simili sono pienamente riconosciuti dal Codice della Strada francese e, di conseguenza, sono soggetti a norme molto più rigide e relative sanzioni. Del resto la diffusione sul territorio d’Oltralpe dei ‘trottinettes électriques’ è stata talmente impetuosa (circa 350.000 pezzi venduti solo nel 2019) da rendere inevitabile una regolamentazione a livello nazionale.

MONOPATTINI ELETTRICI IN FRANCIA: LA NORMATIVA

Fino alla scorsa settimana, infatti, la circolazione dei monopattini elettrici in Francia era disciplinata su iniziativa dei singoli Comuni. Ad esempio Parigi aveva già fissato dei limiti ben precisi. Ma ora esiste finalmente una normativa valida in tutto il Paese i cui capisaldi sono i seguenti.
– Per guidare i monopattini elettrici e gli altri dispositivi analoghi bisogna avere almeno 12 anni. È assolutamente vietato trasportare passeggeri e trainare un qualsiasi carico, così come non è possibile circolare con auricolari e cuffie alle orecchie.
– La velocità massima consentita è di 25 km/h, una limitazione importante tenendo conto che sono in commercio monopattini capaci di sfrecciare fino a 80 km/h! Le aziende produttrici devono adeguarsi (bandendo i dispositivi che superano il limite consentito) entro il 1° luglio 2020.
– Si può circolare esclusivamente su piste ciclabili e ‘voies vertes’ (lunghi percorsi ciclopedonali). Oppure su strade aperte al traffico veicolare, ma solo in zone urbane il cui limite di velocità non supera i 50 km/h. Se le condizioni lo consentono, una specifica deroga comunale può permettere la circolazione dei monopattini elettrici anche sui marciapiedi, all’altezza del gradino, e su strade dove si toccano gli 80 km/h. È possibile parcheggiare sui marciapiedi ma senza creare intralcio ai pedoni.
– Il casco, non obbligatorio, è fortemente raccomandato in caso di traffico congestionato. La circolazione nelle ore di buio richiede l’uso di giubbotto o altri indumenti catarifrangenti. Monopattini e mezzi simili devono essere dotati di luci anteriori e posteriori, sistema di frenata e segnalatore acustico.

SANZIONI PER CHI NON RISPETTA LE NORME SULL’USO DEI MONOPATTINI ELETTRICI IN FRANCIA

Insieme alle nuove regole sono state introdotte anche nuove sanzioni per chi viola le norme sull’utilizzo dei monopattini elettrici in Francia. Si parte da una multa minima di 35 euro per chi trasporta un passeggero a ben 1.500 euro per chi supera il limite di velocità di 25 km/h, guidando un mezzo non conforme. Circolare su un marciapiede, fuori da un’area autorizzata o con gli auricolari alle orecchie costa invece 135 euro. Stessa cifra che pagheranno i genitori di un minore di 12 anni sorpreso a guidare un monopattino elettrico.

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Monopattini elettrici: regole poco chiare, critiche al decreto

di Raffaele Dambra

monopattini elettrici dove possono circolare velocità limiti sanzioni

Lo scorso mese di giugno è entrato in vigore il decreto ministeriale che autorizza la sperimentazione in città dei monopattini elettrici, ma le regole non sono sempre chiarissime e hanno già costretto qualche Comune (vedi Milano) a fare un rapido dietrofront in attesa di definire meglio le norme per la circolazione. Alcune direttive vengono infatti ritenute troppo ambigue e contraddittorie, altre di difficile applicazione. In certi casi molto severe, in altri fin troppo permissive. Difficoltà tutto sommato prevedibili dato che si tratta di una ‘sperimentazione’ (della durata massima di due anni) al termine della quale si tireranno le somme stabilendo regole (si spera) più chiare e precise.

MONOPATTINI ELETTRICI: REGOLE CONTRADDITTORIE

Al momento le maggiori criticità riscontrate nel decreto attuativo che regola la circolazione di monopattini elettrici e altri mezzi della micromobilità elettrica (hoverboard, segway e monowheel), sono dovute ad alcuni aspetti che si prestano a diverse interpretazioni, creando problemi a livello di osservanza delle norme del Codice della Strada. Per esempio il decreto definisce questi mezzi ‘dispositivi’ e non ‘veicoli’, rendendo assai complicata l’applicazione delle sanzioni previste dal CdS (che, ricordiamolo, regola la circolazione sulle strade di pedoni, veicoli e animali, non prevedendo da nessuna parte la dicitura ‘dispositivi’). C’è poi la questione della velocità: il dm fissa il limite massimo a 6 km/h nelle aree pedonali e a 20 km/h nelle altre strade autorizzate, ma nella realtà è molto difficile controllarla perché mancano gli strumenti adatti. Ve l’immaginate, per esempio, un autovelox piazzato ai bordi di… una pista ciclabile?

MONOPATTINI ELETTRICI: TUTTI I DUBBI

Le contraddizioni non finiscono qui. Il decreto limita l’uso di monopattini elettrici e mezzi simili ai conducenti maggiorenni e ai minorenni dotati almeno di patente AM. Allo stesso tempo, però, non obbliga i conducenti a portare con sé un documento: come si fa, quindi, a stabilire se sono in regola? Non c’è nulla neppure riguardo l’utilizzo del cellulare durante la marcia, né si fa alcun cenno ai sistemi di frenatura automatica (si parla solo di regolatore di velocità). C’è inoltre un aspetto forse sottovalutato che riguarda l’età massima dei conducenti e, più in generale, la loro efficienza fisica: è prudente che i micromezzi possono essere venduti anche a persone anziane, dato che la guida di monopattini, segway e hoverboard richiede una certa agilità nei movimenti? Infine i Comuni lamentano l’obbligo di apporre specifica segnaletica ovunque sia consentita la circolazione dei monopattini, operazione lunga e costosa.

PER CONDURRE I MONOPATTINI ELETTRICI CI VUOLE LA PATENTE?

Questo quadro decisamente confuso ha già mietuto qualche ‘vittima’, con alcune persone sanzionate senza sapere neppure il perché. Il caso più eclatante è accaduto qualche giorno fa a Brescia, quando un uomo di 40 anni ha ricevuto una super multa di 5.000 euro, oltre al sequestro del mezzo, per aver circolato sul monopattino elettrico senza patente. Questa la spiegazione della polizia locale bresciana: “Il monopattino sequestrato consente di superare la velocità di 16 km/h e quindi diventa a tutti gli effetti un motociclo, a cui deve essere applicato il Codice della Strada. Di conseguenza per guidarlo serve la patente e il guidatore ne era sprovvisto”. Il problema è sorto perché a Brescia, a differenza di altre città, non è ancora partita la sperimentazione, per cui è necessario stilare un apposito regolamento comunale. E in mancanza di questo si adottano le regole del CdS. Solo che tanti non lo sanno!

REGOLE PIÙ CHIARE O LA CIRCOLAZIONE SUI MONOPATTINI DIVENTA RISCHIOSA

Gli stessi vigili non hanno potuto negare l’attuale baraonda sulla circolazione di monopattini e mezzi simili, creatasi a causa di informazioni poco esatte o recepite male dagli utenti (ma la legge non ammette ignoranza): ‘La situazione purtroppo è molto ambigua e si presta a interpretazioni, perché la normativa in materia non è affatto chiara. La micromobilità elettrica va senz’altro incoraggiata, ma prima bisogna cambiare le norme. Altrimenti, se il mezzo non è assicurato e chi lo guida non ha la patente, noi non possiamo fare altro che sequestrarlo”. Insomma, non un quadro esattamente incoraggiante.

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Monopattini elettrici: Monza come Milano, bloccato il servizio di sharing

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici

Nulla in futuro potrà fermare la diffusione a macchia d’olio dei monopattini elettrici nelle città italiane. Al momento, però, i Comuni sono costretti a frenare l’entusiasmo dei cittadini interessati all’utilizzo dei mezzi di micromobilità elettrica, in attesa di disciplinare con maggior chiarezza la circolazione dei monopattini sulle strade urbane e i servizi di sharing da parte di società private. E così dopo Milano, che ha sospeso il noleggio di dispositivi in condivisione finché non saranno ratificate le ordinanze definitive, anche Monza ha stoppato sul nascere il proliferare dei monopattini elettrici in città in mancanza delle adeguate autorizzazioni.

MONOPATTINI ELETTRICI: SENZA DELIBERA DEI COMUNI NON POSSONO CIRCOLARE

La circolazione nelle nostre città dei mezzi di micromobilità elettrica come monopattini, segway, hoverboard e monowheel è stata autorizzata lo scorso luglio dal MIT con la pubblicazione di un decreto attuativo contenente le linee guida per i Comuni interessati alla sperimentazione. Spetta infatti alle singole città organizzare la circolazione di questi mezzi, stilando un regolamento che tenga conto delle direttive del Ministero, e adattandolo, se necessario, alle specificità e alle caratteristiche del proprio territorio. Senza questa delibera comunale i monopattini non possono girare. Alcune città si sono già attivate e sono pienamente operative, altre lo faranno nelle prossime settimane o mesi.

MONOPATTINI ELETTRICI: MONZA BLOCCA LO SHARING

A Monza, per esempio, sono ancora fermi. E proprio per questo l’amministrazione comunale del capoluogo brianzolo è caduta dalle nuvole quando ha letto l’annuncio di una start-up che comunicava, per i primi giorni di settembre 2019, l’arrivo in città di 60 monopattini elettrici in condivisione. Pronti a circolare per le vie del centro storico, nel parco, in zona stazione e intorno all’ospedale e all’università. Erano stati indicati pure i costi (1 euro per lo sblocco e 15 centesimi al minuto per l’utilizzo, ogni giorno dalle 7 alle 24) e le modalità di iscrizione tramite app. Ma il Comune, come detto, ha bloccato tutto.

PERCHÉ MONZA HA BLOCCATO I MONOPATTINI ELETTRICI

Si tratta di un’operazione assolutamente illecita”, ha spiegato l’assessore alla sicurezza e viabilità Federico Arena, motivando la sospensione del servizio. “È vero che da luglio è ammessa la sperimentazione dei mezzi di micromobilità elettrica nelle aree urbane. Ma prima è necessaria una delibera del consiglio comunale che a Monza ancora non c’è. Occorre inoltre una cartellonistica specifica e l’individuazione di aree dove sia consentito muoversi in monopattino elettrico. Noi non siamo contrari alla diffusione di questi dispositivi, ma prima di autorizzarne la circolazione su strada dobbiamo studiare i percorsi, valutare i costi della cartellonistica e fare una gara pubblica per affidare il servizio di sharing alla società che farà la miglior offerta”. Insomma, non se ne parla per un bel po’.

MONOPATTINI ELETTRICI: BOLOGNA E TORINO PRONTE A PARTIRE

Ma se a Monza devono ancora organizzarsi, in due grandi città italiane sono pronti a partire con la sperimentazione. A Bologna entro fine settembre sarà presentata la delibera che consentirà l’uso personale dei monopattini elettrici nelle zone a limite di velocità di 30 km/h e sulle piste ciclabili, con esclusione delle piste ciclopedonali e, ovviamente, dei portici. A Torino, invece, il Comune ha già cominciato a posizionare i cartelli stradali per i monopattini e ai primi di ottobre aprirà la manifestazione di interesse per le imprese che vorranno noleggiare i dispositivi con la formula free floating. In vista di ciò sarà forse interessante capire come si guidano i monopattini elettrici.

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Sharing monopattini elettrici: Milano detta le linee guida

di Raffaele Dambra

Sharing monopattini elettrici Milano

Si sbloccherà a breve la questione che riguarda il servizio di sharing dei monopattini elettrici a Milano. Il Comune lombardo, che intorno a Ferragosto aveva diffidato gli operatori dei servizi di condivisione dei mezzi della micromobilità elettrica a continuare l’attività, ha comunicato che entro settembre 2019 sarà pubblicato l’avviso pubblico a beneficio delle società che vogliono attivare a Milano lo sharing di monopattini, segway, hoverboard, skateboard e monoruote. L’avviso conterrà i requisiti minimi richiesti per poter offrire il servizio in perfetta sicurezza e rispettando le regole.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: CAOS E DISAGI

Dallo scorso 27 luglio, giorno in cui Milano ha avviato ufficialmente la sperimentazione dei monopattini elettrici e dispositivi simili, si era creata in città parecchia confusione a causa dell’uso un po’ disinvolto di questi mezzi da parte di molti fruitori, con gente che sfrecciava sui marciapiedi, contromano o agli incroci delle strade, creando situazioni di pericolo per la circolazione. Per non parlare di coloro che, dopo l’utilizzo, abbandonavano il monopattino un po’ ovunque causando disagi ai passanti e non solo. E così, in seguito a numerose proteste e segnalazioni, il Comune ha bloccato l’attività degli operatori dello sharing già esistenti, in attesa di regolamentare meglio il servizio dettando linee guida più rigide e precise.

SHARING MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE NUOVE LINEE GUIDA

Ed eccole queste linee guida, anticipate sommariamente dall’assessore alla mobilità Marco Granelli che ha illustrato i requisiti minimi da rispettare:

– Marcatura CE per i mezzi;
– apparecchiature sonore, luci e limitatori di velocità;
– flotte con numero minimo e massimo, fino al raggiungimento di un tetto di dispositivi in città;
– cauzione per ciascun mezzo (fideiussione bancaria o assicurativa di durata equivalente al periodo di servizio), come garanzia in caso di intervento del Comune di Milano per la rimozione durante o al termine del servizio;
– pagamento annuo di un contributo al Comune di Milano a copertura dell’occupazione del suolo pubblico.

SHARING MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: ALTRI REQUISITI DA RISPETTARE

Tra gli standard minimi che il Comune di Milano intende inserire nell’avviso pubblico per le società interessate ci sono anche la richiesta di un servizio attivo 7/24 e su tutto il territorio, l’attivazione di un’assicurazione per i mezzi in circolazione, l’iscrizione al registro delle imprese, il non avere contenziosi aperti con l’Amministrazione e l’aver svolto tutti gli adempimenti necessari per l’esercizio dell’attività sul territorio italiano. Inoltre verrà richiesta un’adeguata campagna informativa agli utenti sulla sicurezza stradale e sulle regole per l’utilizzo e per la sosta dei dispositivi.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE REGOLE PER CIRCOLARE

Ricordiamo che monopattini elettrici e altri mezzi di micromobilità elettrica, sia in condivisione che di proprietà, si possono usare in tutte le aree pedonali con un limite di velocità di 6 km/h. E anche su piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali e Zone 30, con limite di velocità a 20 km/h, ma solo dopo la posa della cartellonistica necessaria, che presumibilmente avverrà entro l’inizio del mese di dicembre.

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Monopattini elettrici a Milano: regna il caos e il Comune stoppa il noleggio

di Raffaele Dambra

Monopattini elettrici a Milano

L’entusiasmo per l’avvio della sperimentazione dei monopattini elettrici a Milano (e di segway, hoverboard, skateboard e monoruote) sta già scemando di fronte all’utilizzo fin troppo disinvolto dei mezzi di micromobilità elettrica da parte di molti fruitori del servizio. Il regolamento, che segue le linee guida del MIT, prevede infatti la libera circolazione solo nelle aree pedonali con velocità massima di 6 km/h, e su piste e percorsi ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30, con limite fissato a 20 km/h. E invece in queste prime settimane si sono visti tanti monopattini sfrecciare sui marciapiedi in barba all’incolumità dei pedoni; oppure, ancor più pericolosamente, circolare su strade molto trafficate facendo lo slalom tra le autovetture o andando contromano. Mettendo così a serio rischio se stessi e gli altri.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: IL COMUNE DICE STOP (PER ORA)

Una situazione insostenibile che ha portato il Comune di Milano a intervenire prontamente prima che si verificassero incidenti gravi. Innanzitutto multando alcuni trasgressori (ma una sanzione di appena 26 euro non è un buon deterrente); poi definendo nuove e più precise regole per circolare su questi mezzi in città; e infine sospendendo la licenza alle società che noleggiano i monopattini elettrici a Milano. Almeno fino a quando non sarà approvata una delibera che disciplini meglio il servizio (si spera entro la fine di agosto).

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LE REGOLE PER CIRCOLARE

In particolare il Comune di Milano ha ricordato che attualmente è consentita soltanto la circolazione nelle aree pedonali e con velocità entro 6 chilometri orari; mentre per quanto riguarda la sperimentazione su piste ciclabili, ciclopedonali e Zone 30 bisogna attendere il posizionamento degli appositi cartelli stradali, che avverrà prossimamente. In relazione invece al noleggio di monopattini e dispositivi simili in condivisione, è necessaria invece un’ulteriore regolamentazione. E per questo, come già anticipato, l’amministrazione milanese sta lavorando a una delibera per istituire e disciplinare sia il servizio di sharing dei mezzi di micromobilità elettrica e sia le caratteristiche degli operatori.

MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO: LA NUOVA DISCIPLINA DELLO SHARING

Il 14 agosto 2019 è stata perciò inviata alle società di sharing, già presenti con i loro veicoli in strada, una lettera di diffida a proseguire l’attività. Fino a nuovo ordine. “La nostra priorità è garantire la sicurezza in strada dei cittadini”, hanno dichiarato la vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore alla mobilità Marco Granelli. “La micromobilità elettrica è una risorsa interessante per le città, ma i monopattini e gli altri dispositivi non sono un giocattolo e si devono regolamentare”. Tra le nuove norme che saranno introdotte ci sarà l’obbligo di utilizzare il giubbotto catarifrangente la sera e il divieto di utilizzo per i minorenni, a eccezione dei ragazzi tra i 16 i 18 anni con il patentino. Tutti i mezzi dovranno essere dotati di luci e limitatori di velocità. E si dovranno anche parcheggiare con attenzione, non intralciando il passaggio dei pedoni e in particolar modo di coloro che hanno difficoltà di deambulazione o che spingono carrozzine e passeggini.

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Monopattini e hoverboard in città: firmato il decreto sulla micromobilità elettrica

di Redazione

Monopattini e hoverboard in città

Le regole della sperimentazione nelle città italiane della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel, erano note già dallo scorso aprile (ne avevamo parlato anche noi), ma per l’avvio dei test mancava un solo step burocratico. Step che si è compiuto l’altro giorno con la firma del Ministro dei Trasporti Toninelli sul decreto che specifica nel dettaglio le caratteristiche di questi dispositivi e delle aree in cui possono circolare. La sperimentazione prenderà il via già in estate e durerà un anno o al massimo due.

DOVE POSSONO CIRCOLARE MONOPATTINI ELETTRICI, HOVERBOARD, SEGWAY E MONOWHEEL

Il decreto, composto da 7 articoli, stabilisce che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel sono ammessi alla circolazione solo in ambito urbano, previa delibera comunale. Ci sono però alcune differenze tra i vari mezzi. Monowheel e hoverboard sono utilizzabili esclusivamente nelle aree pedonali e a velocità inferiore a 6 km/h. Monopattini e segway possono invece circolare non solo nelle suddette aree pedonali (sempre entro 6 km/h), ma anche su: percorsi pedonali e ciclabili; piste ciclabili in sede propria; zone 30; strade con limite di velocità di 30 km/h, senza però superare mai i 20 km/h. Tutti i dispositivi di micromobilità elettrica devono essere dotati di regolatore di velocità configurabile in funzione dei limiti di velocità previsti.

Questa mattina ho definitivamente firmato il decreto Micromobilità. Questo significa che, come promesso, in tempo per…

Geplaatst door Danilo Toninelli op Dinsdag 4 juni 2019

CARATTERISTICHE DEI MONOPATTINI E DEGLI ALTRI DISPOSITIVI ELETTRICI

Nel decreto sono inoltre riportate minuziosamente le caratteristiche tecniche dei veicoli ammessi alla sperimentazione. Tra le altre cose questi nuovi dispositivi elettrici devono essere dotati di marchio CE, ai sensi della direttiva 2006/42/Ce, e destinati al solo utilizzo in posizione eretta, non essendo previsto il posto a sedere per l’utilizzatore. Per condurli è necessario essere maggiorenni, oppure minorenni ma in possesso della patente di guida AM, quella per i ciclomotori. Non c’è l’obbligo del casco. C’è però il divieto di trasportare passeggeri, nonché di circolare nelle ore serali o comunque in condizioni di scarsa visibilità o di tempo avverso. E a questo proposito, visto che la sicurezza è un tema che ci è caro da sempre, abbiamo testato 7 monopattini elettrici per verificarne l’affidabilità.

COME DEVONO ORGANIZZARSI I COMUNI

I Comuni italiani interessati ad avviare la sperimentazione della micromobilità elettrica devono innanzitutto prevedere un’intensa campagna di informazione sul territorio. Una volta avvisata la cittadinanza della novità, sono tenuti a installare, in corrispondenza dell’inizio del centro abitato, il segnale sperimentale che indica le zone in cui possono circolare monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel. I Comuni intenzionati a istituire servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione (Milano si sta già organizzando) devono provvedere a definire aree di sosta per garantire una fruizione funzionale, evitando il possibile intralcio di marciapiedi e aree pedonali. Per i servizi di noleggio è previsto l’obbligo di coperture assicurative.

La versione integrale del Decreto ministeriale sulla micromobilità elettrica è consultabile cliccando sul tasto in basso Scarica PDF.

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Monopattini elettrici: pedoni a rischio secondo uno studio USA

di Antonio Elia Migliozzi

La mobilità del futuro sarà molto probabilmente elettrica. Eppure non è detto che ci saranno quattro ruote ed un volante. E’ il caso, ad esempio, dei sempre più diffusi mezzi di micromobilità che affollano le grandi aree urbane. Una ricerca americana mette in guardia riguardo all’uso disattento di scooter e monopattini elettrici. Lo studio ha esaminato 936.110 viaggi effettuati a bordo di e-scooter e ha individuato 192 persone rimaste ferite. Grazie ai registri di ingresso in pronto soccorso il report conclusivo è molto dettagliato. Tra le ferite più diffuse troviamo il trauma cranico mentre 19% del campione ha riportato fratture multiple in diverse parti del corpo. Vediamo perché è importante prestare attenzione anche ai rischi della micromobilità.

RISCHI DIETRO L’ANGOLO

Austin in Texas è una delle tante città al mondo in cui sono sempre più diffusi veicoli a batteria a noleggio. Scooter e monopattini elettrici ci possono aiutare nei piccoli spostamenti quotidiani ma, se usati male, rappresentano anche una seria minaccia per la nostra salute. Uno studio ha esaminato la relazione tra l’utilizzo dei monopattini elettrici e le lesioni fisiche. In particolare il focus riguarda gli ingressi in pronto soccorso avvenuti fra il 5 settembre e il 30 novembre 2018. In questo lasso di tempo gli utenti hanno guidato per 182.333 ore per un totale di 936.110 viaggi. Nel periodo di riferimento 192 persone rimaste ferite con il 15% che ha riportato danni compatibili con un trauma cranico. Lo studio della città di Austin e del Centro per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) punta il dito contro la sicurezza dei monopattini elettrici spesso guidati da utenti inesperti.

LE EVIDENZE

I ricercatori hanno esaminato i ricoveri di 271 persone con lesioni compatibili con l’uso dei monopattini elettrici. Dalle indagini 160 pazienti avevano avuto effettivamente un incidente legato alla micromobilità. Le interviste su 192 persone hanno cercato di stabilirne le cause. Parlare di 192 casi accertati significa dire che, ogni 100.000 viaggi, 14 persone hanno un incidente. Il 48% delle lesioni riguarda la testa. Purtroppo la maggior parte degli utenti continua a non indossare un casco. Lo studio ribadisce quindi l’importanza degli indumenti protettivi che possono ridurre notevolmente l’entità degli infortuni. Tra le vittime di incidenti a bordo dei monopattini elettrici sono molto frequenti le fratture ossee (35% dei casi) e il 19% ha riportato fratture multiple in diverse parti del corpo. Per fortuna non ci sono stati decessi ma l’1% del campione ha riportato danni fisici gravi e l’8% ha passato almeno 48 ore in ospedale.

SICUREZZA TRASCURATA

La ricerca ha poi fatto la lista delle principali cause di incidente. A bordo dei monopattini elettrici il 10% dei sinistri è dovuto all’impatto con un marciapiede mentre il 7% con altri oggetti come un palo o un tombino. Va detto che il 37% degli intervistati ha dichiarato che a metterlo nei guai è stata l’eccessiva velocità del mezzo. Per fortuna i monopattini elettrici a noleggio hanno una velocità limitata compresa tra i 20 ed i 30km/h. Solo il 10% degli urti ha coinvolto un veicolo a motore. A fare danni è spesso l’impreparazione dei driver. Il 70% degli intervistati ha affermato di aver ricevuto informazioni sull’uso del monopattino. Eppure tra le vittime di incidenti è comune dare la colpa a “fattori esterni”. Per il 19% la colpa è di un malfunzionamento del mezzo mentre il 50% del campione accusa le buche e gli ostacoli sul percorso.

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