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Mercedes EQC con Brabus: arriva a 422 CV

di Emanuela Acri
Mercedes e Brabus: un’accoppiata perfetta per apportare una maggiore potenza al nuovo SUV elettrico EQC. Infatti, l’azienda apre abbia in serbo alcune importanti modifiche ideate appositamente per la vettura del marchio Mercedes in modo tale da garantirgli molto più grinta e potenza. D’altronde, l’azienda tedesca Brabus in questo campo è sempre stata in grado di […]

Mercedes a rischio incendio: 300 mila auto diesel richiamate nel mondo

di Donato D'Ambrosi

L’acqua sembrerebbe la causa del richiamo Mercedes in tutto il mondo che riguarda circa 300 mila auto. In accordo con la KBA (la motorizzazione in Germania) Mercedes-Benz dovrà richiamare le auto prodotte dal 2015 al 2019 per rischio d’incendio.

RICHIAMO MERCEDES CLASSE E E CLS

Il richiamo Mercedes sarà predisposto come comunicato anche dalla KBA sulle Classe E e CLS prodotte dal 2015 al 2019. Secondo quanto riporta Bloomberg, almeno 105 mila Mercedes da richiamare circolano in Germania, ma l’intervento di sicurezza riguarda le auto vendute in tutto il mondo. Il rischio di incendio delle Mercedes sarebbe collegato ad infiltrazioni di umidità nei cablaggi elettrici della “barra collettrice”. L’umidità infatti potrebbe creare delle connessioni e cortocircuitare i cablaggi, innescando un incendio.

QUANTO TEMPO SERVE PER RIPARARE LE MERCEDES RICHIAMATE

L’intervento di riparazione previsto dal richiamo comporta circa 1 ora di lavoro, come avrebbe spiegato Koert Groeneveld, portavoce di Daimler in una risposta ufficiale. Tempo necessario ad effettuare le regolazioni della barra collettrice e del relativo cablaggio elettrico. Un inconveniente tecnico che spezza una lancia a favore delle auto elettriche, accusate di prendere fuoco, contrariamente a quello che dimostrano i crash test estremi sulle batterie.

GLI ULTIMI RICHIAMI MERCEDES NEL MONDO

Tra gli ultimi richiami Mercedes più imponenti, il Costruttore tedesco ha dovuto fronteggiare problemi elettrici, elettronici e meccanici in diversi Paesi:
– Negli Stati Uniti il richiamo di 745.000 tra Classe C, CLK, CLS e Classe E vendute tra il 2001 e il 2011 a causa del tetto apribile difettoso.
– In Germania  sono state richiamate 40.000 GLK per il software di emissioni.
– In Cina, è stato necessario richiamare 571.000 auto per un problemi agli ammortizzatori.

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Mercedes spia i clienti? Nella rete i clienti “distratti” delle auto in leasing

di Donato D'Ambrosi

Spesso l’auto è il caveau perfetto per trovare riservatezza, privacy e riparo da occhi e orecchie indiscreti, ma a quanto pare non se si tratta di una Mercedes in leasing. E’ l’accusa di spionaggio lanciata a Mercedes-Benz di cui parla il tabloid inglese The Sun. Mercedes sarebbe infatti in combutta con gli ufficiali giudiziari ai quali rivela la posizione dell’auto quando il cliente diventa un “cattivo pagatore”. Il caso è esploso nel Regno Unito poiché Mercedes controlla circa l’80% dei contratti di leasing auto, secondo il giornale inglese. A quanto pare però la pratica di presunto spionaggio attraverso i sensori montati sull’auto è ai limiti della legge sulla privacy ma più di qua che di là.

L’ACCUSA DI VIOLAZIONE DELLA PRIVACY A MERCEDES

Secondo Mercedes tutto avviene alla luce del sole o quasi, visto che i clienti dovrebbero essere a conoscenza di quello che accade se non pagano il canone dell’auto presa in leasing. Ma la realtà dei fatti è che la stragrande maggioranza dei clienti non immaginerebbe mai di potersi ritrovare l’ufficiale giudiziario nello specchietto retrovisore in qualunque momento, in caso di problemi con i pagamenti. E invece è proprio quello che succede in base agli accordi contrattuali che Mercedes-Benz stipula con i suoi clienti, a quanto pare a loro sprovveduta insaputa.

UNA CONDOTTA SINGOLARE

Mercedes dal canto suo avrebbe ammesso che “in casi estremi” può localizzare l’auto di un cliente e comunicare la posizione all’organo incaricato di recuperare il credito. Nulla però che avrebbe a che vedere con funzioni di antifurto satellitare o con il servizio Mercedes Me, solamente un modo per ricordarti fin dalla stipula del contratto di pagare il canone del leasing. Un approccio singolare, come riporta The Sun, visto che BMW, Jaguar Land Rover e Volkswagen avrebbero dichiarato di non effettuare questo genere di tracciamento dei clienti. Ma perché Mercedes, incalzata da Associazioni di consumatori e autorità, ritiene di essere nel giusto? E’ presto spiegato.

LA REPLICA DI MERCEDES ALLE ACCUSE

Secondo Mercedes-Benz, ogni cliente sarebbe informato sul trattamento dei dati tracciati tramite l’elettronica dell’auto se vengono meno gli impegni sottoscritti. Molti accusano il Costruttore di mimetizzare un’importante clausola, restrittiva della privacy dei consumatori, all’interno del contratto che molto spesso si firma senza neppure leggere. Mercedes però assicura che la condizione di poter comunicare la posizione dell’auto è informata al cliente tramite una postilla in neretto prima della firma. Ora al di là di quanto sia realmente evidente questa postilla e della liceità di poter comunicare i dati dei clienti a un soggetto terzo, si concretizzano i dubbi che abbiamo anticipato in questo approfondimento sulle auto connesse e la funzione dei Neutral Server: di chi sono i dati e chi ha diritto a farne ciò che vuole? Mercedes ha dimostrato che è solo l’inizio e che prima di firmare un contratto è bene leggerlo dalla prima all’ultima pagina.

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Zetsche, Daimler: il motore non è più la parte più importante di un’auto

di Antonio Elia Migliozzi

L’addio di Dieter Zetsche al suo posto da Ceo di Daimler è arrivato mentre l’azienda è alle prese con una importante fase di transizione. Sebbene quello di Zetsche sia solo un arrivederci una testata inglese gli ha chiesto di fare un bilancio dei suoi 13 anni alla guida di Daimler. Con l’ingegnere di Francoforte al comando Mercedes-Benz ha registrato i migliori risultati di bilancio della sua storia. Ai volumi di vendita elevati si è accompagnata una performance finanziaria importante. Il rilancio di Daimler è stato possibile grazie ad una serie di alleanze strategiche non per ultima quella con la francese Renault. L’ingresso della Mercedes-Benz Classe A nel competitivo mercato delle compatte forse non si sarebbe trasformato in un successo senza l’utilizzo dei motori Renault. Ecco allora che la condivisione tecnologica permette di tagliare i costi e accelerare la creazione di modelli sostenibili di business. Vediamo perché le partnership fanno la differenza in un settore dell’auto che cambia.

QUESTIONE DI BRAND

Il Ceo di Daimler Dieter Zetsche ha lasciato il suo incarico all’inizio di quest’anno. Un addio dopo una carriera in azienda lunga oltre 40 anni, 13 dei quali al comando di Daimler. In una intervista alla rivista inglese Top Gear, Zetsche ha tracciato un bilancio della sua esperienza. A colpire è soprattutto un passaggio: “I motori non contano per i clienti di oggi.” Zetsche afferma che la collaborazione con Renault sul fronte dei motori è alla base del successo commerciale della Classe A, le cui vendite sono praticamente raddoppiate. Secondo il manager i motori non guiderebbero le scelte dei consumatori che sono oggi attratte da altri fattori. I “puristi dell’auto” non costituiscono più la maggior parte degli acquirenti ed è per questo che le aziende devono intercettare nuovi trend. Zetsche parla allora della nuova mobilità autonoma, connessa ed elettrica come l’orizzonte con il quale i brand devono confrontarsi.

LE TECNOLOGIE

Questa dichiarazione dell’ex capo di Daimler è certamente chiamata a far discutere soprattutto perché l’ingegneria è stata, e continua ad essere, un pilastro del successo di Mercedes-Benz. Tuttavia è il caso di dare uno sguardo alla realtà dei fatti. Le partnership tra le case automobilistiche non sono una novità e stanno diventando sempre più frequenti data l’ampiezza delle sfide che i brand si trovano a dover affrontare. I costruttori cercano di ammortizzare i costi per lo sviluppo delle nuove tecnologie che vanno dai veicoli elettrici fino ai sistemi di assistenza alla guida che ci condurranno alla guida autonoma. Nell’intervista a Top Gear Zetsche si è comunque premurato di chiarire che non è assolutamente vero che l’ingegneria non ha alcuna importanza. Dal suo punto di vista Mercedes-Benz vanta la presenza a listino di vetture all’avanguardia a livello ingegneristico, del resto come ribadisce: “Una Mercedes è una Mercedes.”

ALLEANZE STRATEGICHE

A cambiare non è solo l’auto come mezzo di trasporto ma lo tutto il mondo che le ruota intorno. Se fino a qualche anno la parola d’ordine era “possesso” oggi a prevalere è l’utilizzo. Una mobilità flessibile alla quale i costruttori si adattano trasformando l’auto in servizi per gli utenti. Recentemente Uber e Lyft che hanno aperto alla sfida del ridesharing. Da parte sua Mercedes-Benz si è fino ad ora impegnata nella mobilità individuale condivisa con il servizio Car2go. Di recente la stella si è alleata con DriveNow di BMW dando vita alla piattaforma ShareNow. Dell’alleanza fanno parte altre quattro società di mobilità; Reach Now, Charge Now, Park Now e Free Now e Share Now. Dietro a questo arcipelago di nomi si nascondo aziende che mirano a coprire una vasta gamma di servizi. L’obiettivo comune è soddisfare il bisogno di mobilità di milioni di persone includendo ricarica, parcheggio e servizi on-demand.

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Mercedes-Benz svela la sua monoposto di Formula E

di Filippo Vendrame

Mercedes-Benz ha tolto i veli sulla sua prima auto da corsa interamente elettrica dedicata al campionato del mondo di Formula E, alla vigilia del Salone dell’Automobile di Ginevra del 2019. Trattasi della monoposto EQ Silver Arrow 01 che debutterà ufficialmente in pista alla fine del 2019. La Formula E è stata lanciata nel 2014 come alternativa completamente elettrica alla Formula 1 e agli altri sport motoristici classici.

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