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Mercedes EQA, diffuse alcune immagini ufficiali del crossover

di Valentina Acri
Mercedes ha rilasciato le prime foto ufficiali del nuovo crossover EQA. Il lancio di serie del SUV a zero emissioni andrà ad ampliare ulteriormente la famiglia di veicoli dell’azienda tedesca. La gamma EQ è infatti destinata a diventare un’ ottima alternativa alla gamma tradizionale grazie all’implementazione di nuove tecnologie. Mercedes continua dunque la corsa all’elettrificazione […]

Mercedes-Benz, mostrata la nuova gamma di veicoli destinati alle Forze dell’Ordine

di Valentina Acri
Mercedes-Benz mostra la nuova gamma di veicoli ibridi, elettrici e fuel-cell destinati alle Forze dell’Ordine tedesche. La presentazione ufficiale è avvenuta in occasione dell’undicesima edizione della General Police Equipment Exhibition & Conference in corso nei giorni scorsi nella città di Francoforte. La casa tedesca si sta senza dubbio dedicato allo sviluppo di tecnologie innovative per […]

Mercedes a rischio incendio: 300 mila auto diesel richiamate nel mondo

di Donato D'Ambrosi

L’acqua sembrerebbe la causa del richiamo Mercedes in tutto il mondo che riguarda circa 300 mila auto. In accordo con la KBA (la motorizzazione in Germania) Mercedes-Benz dovrà richiamare le auto prodotte dal 2015 al 2019 per rischio d’incendio.

RICHIAMO MERCEDES CLASSE E E CLS

Il richiamo Mercedes sarà predisposto come comunicato anche dalla KBA sulle Classe E e CLS prodotte dal 2015 al 2019. Secondo quanto riporta Bloomberg, almeno 105 mila Mercedes da richiamare circolano in Germania, ma l’intervento di sicurezza riguarda le auto vendute in tutto il mondo. Il rischio di incendio delle Mercedes sarebbe collegato ad infiltrazioni di umidità nei cablaggi elettrici della “barra collettrice”. L’umidità infatti potrebbe creare delle connessioni e cortocircuitare i cablaggi, innescando un incendio.

QUANTO TEMPO SERVE PER RIPARARE LE MERCEDES RICHIAMATE

L’intervento di riparazione previsto dal richiamo comporta circa 1 ora di lavoro, come avrebbe spiegato Koert Groeneveld, portavoce di Daimler in una risposta ufficiale. Tempo necessario ad effettuare le regolazioni della barra collettrice e del relativo cablaggio elettrico. Un inconveniente tecnico che spezza una lancia a favore delle auto elettriche, accusate di prendere fuoco, contrariamente a quello che dimostrano i crash test estremi sulle batterie.

GLI ULTIMI RICHIAMI MERCEDES NEL MONDO

Tra gli ultimi richiami Mercedes più imponenti, il Costruttore tedesco ha dovuto fronteggiare problemi elettrici, elettronici e meccanici in diversi Paesi:
– Negli Stati Uniti il richiamo di 745.000 tra Classe C, CLK, CLS e Classe E vendute tra il 2001 e il 2011 a causa del tetto apribile difettoso.
– In Germania  sono state richiamate 40.000 GLK per il software di emissioni.
– In Cina, è stato necessario richiamare 571.000 auto per un problemi agli ammortizzatori.

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Intervista a Daniel Cuello

di Lorenzo Ferrero
Nella suggestiva cornice del Circolo dei Lettori di Torino, abbiamo assistito alla presentazione di Mercedes, l’ultima opera di Daniel Cuello, autore tra l’altro di Residenza Arcadia e Guardati dal beluga magico, editi tutti da Bao Publishing. Leggi anche: Mercedes: la recensione del nuovo lavoro di Daniel Cuello In occasione dell’ultima data del tour di presentazione […]

Mercedes: la recensione del nuovo lavoro di Daniel Cuello

di Lorenzo Ferrero
“Ottenebrati dal terrore. Assordati dall’avidità. Chiudemmo le strade. Abbattemmo i ponti. Innalzammo i muri. Persuasi che l’orrore sarebbe rimasto chiuso fuori. Convinti che il mondo fosse nostro. Ignorando il lamento del suolo che, in silenzio, reclamava rispetto mentre ardeva con crescente vigore.” Si apre così il terzo libro di Daniel Cuello per BAO Publishing, ed […]

Mercedes, produzione EQC dimezzata per carenza di batterie

di Emanuela Acri
Secondo le ultime voci di corridoio, la Casa Automobilistica Mercedes è stata costretta a dimezzare il numero di veicoli elettrici – che doveva inizialmente realizzare – a causa della mancanza di batterie. Infatti, i progetti iniziali prevedevano la realizzazione, e quindi la vendita, di 25.000 EQC nel corso del 2019, ma l’azienda pare non sia […]

Amazon, 40 furgoni elettrici per la riduzione di CO2 in Germania

di Valentina Acri
Amazon, grande colosso dell’e-commerce, procede verso la riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dai numerosi veicoli utilizzati dell’azienda. Il raggiungimento degli elevati numeri di vendite che l’azienda di Jeff Bezos registra giornalmente in tutto il mondo, ha posto come primo obiettivo gli investimenti dedicati alle vendite green. Nelle scorso ore, Amazon ha ordinato 40 furgoni […]

Come migliorare le prestazioni dell’auto con gli ammortizzatori adattativi KONI Special Active

di redazione

Prestazioni dell’auto al top con gli ammortizzatori adattativi KONI Special Active, una nuova linea di ammortizzatori in grado di migliorare anche perfomance e comfort in tutte le condizioni di guida. Tutto ciò in modo assolutamente meccanico grazie al brevetto FSD.

Special Active è l’ultima generazione di ammortizzatori KONI in grado di ottenere il miglior risultato bilanciando prestazione e comfort. Il cuore di questi performanti componenti è il brevetto KONI FSD (Frequency Selective Damping) cioè il pacchetto valvole speciali sul pistone dell’ammortizzatore che gli consente di adattarsi automaticamente, ma in modo meccanico, alle condizioni della strada.

Come funziona il brevetto FSD sugli ammortizzatori adattativi KONI

Il brevetto FSD prevede un “pacco” valvole sul fondo del pistone che lascia inalterata la compressione, ma modifica l’estensione secondo i due parametri di frequenza delle sollecitazioni (Hz, Hertz cioè cicli al secondo) e velocità del pistone (m/s). Di solito si agisce su quest’ultimo parametro (è già un lusso!), ottenendo una forza diversa per differenti velocità di traslazione.

Sui KONI Active il meccanismo è congeniato per reagire ad entrambi i parametri in modo “automatico” e in modalità “meccanica”, certamente più affidabile, restituendo un’intensità di reazione (forza del pistone in Newton, N) adeguata a quello che aveva in testa il progettista KONI, cioè garantire comfort, stabilità e risposta sincera del mezzo ai loro clienti utilizzatori.

Il brevetto FSD va proprio ad agire sul miglioramento tecnico, ma “vestito” su ogni singolo modello, modificando il “carattere” della vettura. Insomma, l’auto ti “parlerà” (tecnicamente restituzione delle sollecitazioni al cervello) in maniera diversa, e quasi sicuramente migliore.

Ammortizzatori adattativi KONI – Il test su auto

Una Mustang V8 da 5 litri, un’Audi A4 serie S 2.0 TFSI Avant Sportline e un pick up turbodiesel Mercedes Benz X-Class cos’hanno in comune? Assolutamente nulla ed è meglio che sia così! Però dimostrano la versatilità del brevetto FSD! Su questi modelli, con e senza FSD, abbiamo percorso quasi 200 Km da Barge (CN), dove ha sede lo stabilimento più grande al mondo di pastiglie freni per automobili gestito dall’ITT statunitense oggi proprietaria di KONI.

I 200 codici degli ammortizzatori Koni Special Active sono consultabili sul sito web di Motorquality.

L’articolo completo con tutti i dettagli su funzionamento e test degli ammortizzatori KONI Special Active è su Elaborare 253.

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Mercedes spia i clienti? Nella rete i clienti “distratti” delle auto in leasing

di Donato D'Ambrosi

Spesso l’auto è il caveau perfetto per trovare riservatezza, privacy e riparo da occhi e orecchie indiscreti, ma a quanto pare non se si tratta di una Mercedes in leasing. E’ l’accusa di spionaggio lanciata a Mercedes-Benz di cui parla il tabloid inglese The Sun. Mercedes sarebbe infatti in combutta con gli ufficiali giudiziari ai quali rivela la posizione dell’auto quando il cliente diventa un “cattivo pagatore”. Il caso è esploso nel Regno Unito poiché Mercedes controlla circa l’80% dei contratti di leasing auto, secondo il giornale inglese. A quanto pare però la pratica di presunto spionaggio attraverso i sensori montati sull’auto è ai limiti della legge sulla privacy ma più di qua che di là.

L’ACCUSA DI VIOLAZIONE DELLA PRIVACY A MERCEDES

Secondo Mercedes tutto avviene alla luce del sole o quasi, visto che i clienti dovrebbero essere a conoscenza di quello che accade se non pagano il canone dell’auto presa in leasing. Ma la realtà dei fatti è che la stragrande maggioranza dei clienti non immaginerebbe mai di potersi ritrovare l’ufficiale giudiziario nello specchietto retrovisore in qualunque momento, in caso di problemi con i pagamenti. E invece è proprio quello che succede in base agli accordi contrattuali che Mercedes-Benz stipula con i suoi clienti, a quanto pare a loro sprovveduta insaputa.

UNA CONDOTTA SINGOLARE

Mercedes dal canto suo avrebbe ammesso che “in casi estremi” può localizzare l’auto di un cliente e comunicare la posizione all’organo incaricato di recuperare il credito. Nulla però che avrebbe a che vedere con funzioni di antifurto satellitare o con il servizio Mercedes Me, solamente un modo per ricordarti fin dalla stipula del contratto di pagare il canone del leasing. Un approccio singolare, come riporta The Sun, visto che BMW, Jaguar Land Rover e Volkswagen avrebbero dichiarato di non effettuare questo genere di tracciamento dei clienti. Ma perché Mercedes, incalzata da Associazioni di consumatori e autorità, ritiene di essere nel giusto? E’ presto spiegato.

LA REPLICA DI MERCEDES ALLE ACCUSE

Secondo Mercedes-Benz, ogni cliente sarebbe informato sul trattamento dei dati tracciati tramite l’elettronica dell’auto se vengono meno gli impegni sottoscritti. Molti accusano il Costruttore di mimetizzare un’importante clausola, restrittiva della privacy dei consumatori, all’interno del contratto che molto spesso si firma senza neppure leggere. Mercedes però assicura che la condizione di poter comunicare la posizione dell’auto è informata al cliente tramite una postilla in neretto prima della firma. Ora al di là di quanto sia realmente evidente questa postilla e della liceità di poter comunicare i dati dei clienti a un soggetto terzo, si concretizzano i dubbi che abbiamo anticipato in questo approfondimento sulle auto connesse e la funzione dei Neutral Server: di chi sono i dati e chi ha diritto a farne ciò che vuole? Mercedes ha dimostrato che è solo l’inizio e che prima di firmare un contratto è bene leggerlo dalla prima all’ultima pagina.

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Zetsche, Daimler: il motore non è più la parte più importante di un’auto

di Antonio Elia Migliozzi

L’addio di Dieter Zetsche al suo posto da Ceo di Daimler è arrivato mentre l’azienda è alle prese con una importante fase di transizione. Sebbene quello di Zetsche sia solo un arrivederci una testata inglese gli ha chiesto di fare un bilancio dei suoi 13 anni alla guida di Daimler. Con l’ingegnere di Francoforte al comando Mercedes-Benz ha registrato i migliori risultati di bilancio della sua storia. Ai volumi di vendita elevati si è accompagnata una performance finanziaria importante. Il rilancio di Daimler è stato possibile grazie ad una serie di alleanze strategiche non per ultima quella con la francese Renault. L’ingresso della Mercedes-Benz Classe A nel competitivo mercato delle compatte forse non si sarebbe trasformato in un successo senza l’utilizzo dei motori Renault. Ecco allora che la condivisione tecnologica permette di tagliare i costi e accelerare la creazione di modelli sostenibili di business. Vediamo perché le partnership fanno la differenza in un settore dell’auto che cambia.

QUESTIONE DI BRAND

Il Ceo di Daimler Dieter Zetsche ha lasciato il suo incarico all’inizio di quest’anno. Un addio dopo una carriera in azienda lunga oltre 40 anni, 13 dei quali al comando di Daimler. In una intervista alla rivista inglese Top Gear, Zetsche ha tracciato un bilancio della sua esperienza. A colpire è soprattutto un passaggio: “I motori non contano per i clienti di oggi.” Zetsche afferma che la collaborazione con Renault sul fronte dei motori è alla base del successo commerciale della Classe A, le cui vendite sono praticamente raddoppiate. Secondo il manager i motori non guiderebbero le scelte dei consumatori che sono oggi attratte da altri fattori. I “puristi dell’auto” non costituiscono più la maggior parte degli acquirenti ed è per questo che le aziende devono intercettare nuovi trend. Zetsche parla allora della nuova mobilità autonoma, connessa ed elettrica come l’orizzonte con il quale i brand devono confrontarsi.

LE TECNOLOGIE

Questa dichiarazione dell’ex capo di Daimler è certamente chiamata a far discutere soprattutto perché l’ingegneria è stata, e continua ad essere, un pilastro del successo di Mercedes-Benz. Tuttavia è il caso di dare uno sguardo alla realtà dei fatti. Le partnership tra le case automobilistiche non sono una novità e stanno diventando sempre più frequenti data l’ampiezza delle sfide che i brand si trovano a dover affrontare. I costruttori cercano di ammortizzare i costi per lo sviluppo delle nuove tecnologie che vanno dai veicoli elettrici fino ai sistemi di assistenza alla guida che ci condurranno alla guida autonoma. Nell’intervista a Top Gear Zetsche si è comunque premurato di chiarire che non è assolutamente vero che l’ingegneria non ha alcuna importanza. Dal suo punto di vista Mercedes-Benz vanta la presenza a listino di vetture all’avanguardia a livello ingegneristico, del resto come ribadisce: “Una Mercedes è una Mercedes.”

ALLEANZE STRATEGICHE

A cambiare non è solo l’auto come mezzo di trasporto ma lo tutto il mondo che le ruota intorno. Se fino a qualche anno la parola d’ordine era “possesso” oggi a prevalere è l’utilizzo. Una mobilità flessibile alla quale i costruttori si adattano trasformando l’auto in servizi per gli utenti. Recentemente Uber e Lyft che hanno aperto alla sfida del ridesharing. Da parte sua Mercedes-Benz si è fino ad ora impegnata nella mobilità individuale condivisa con il servizio Car2go. Di recente la stella si è alleata con DriveNow di BMW dando vita alla piattaforma ShareNow. Dell’alleanza fanno parte altre quattro società di mobilità; Reach Now, Charge Now, Park Now e Free Now e Share Now. Dietro a questo arcipelago di nomi si nascondo aziende che mirano a coprire una vasta gamma di servizi. L’obiettivo comune è soddisfare il bisogno di mobilità di milioni di persone includendo ricarica, parcheggio e servizi on-demand.

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Daimler annuncia la prima fabbrica connessa in 5G

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz porterà la connessione 5G nella sua catena di montaggio. Il costruttore tedesco ha annunciato sviluppi specifici per il suo piano di potenziamento dei processi interni. Mercedes-Benz vuole introdurre la prima rete 5G all’interno di una catena di produzione del settore auto. L’idea è quella di semplificare lo scambio dati aprendo ad un nuovo modello di organizzazione. Il progetto partirà nel 2020 dalle linee di produzione di due modelli molto importanti per il brand. Parliamo dell’ammiraglia Classe S e del SUV elettrico EQC. Nel frattempo Mercedes-Benz lavorerà con il fornitore Ericsson per realizzare cablaggi interni e centraline necessarie alla rete 5G. Vediamo i dettagli del piano per l’industria 4.0 che include la connettività aziendale.

FABBRICA 5G

Come sappiamo molte case automobilistiche sono interessate alla tecnologia 5G. Nei piani c’è, non solo l’introduzione su strada di questa connettività, ma anche l’uso della stessa nel processo di produzione. Audi, ad esempio, ha già svolto dei test sulla rete 5G applicata alla produzione anche in ambienti di laboratorio. Mercedes-Benz è decisa a fare le cose in grande. L’azienda vuole usare la connessione dati veloce 5G all’interno di uno stabilimento che si estende su un’area di oltre 20.000 mq. Insomma dimensioni decisamente importanti che la renderanno una tra le più grandi applicazioni a livello globale della rete 5G. Jörg Burzer, del Management di Mercedes-Benz. “Non stiamo solo costruendo auto intelligenti ma stiamo anche realizzando la prima rete mobile 5G al mondo in una fabbrica”. Mercedes-Benz scommette senza mezzi termini sulla rete veloce per aumentare la sua efficienza in futuro.

IL PIANO

Il progetto pilota di Mercedes-Benz coinvolge partner di grande esperienza. Al fianco del brand ci sarà Telefónica Deutschland insieme al fornitore Ericsson. Successivamente all’istallazione dei sistemi sarà la stessa Mercedes-Benz ad assumere il controllo operativo dell’infrastruttura. L’operatività della rete 5G in fabbrica è prevista per il 2020. Per accelerare il processo di trasformazione i sistemi 5G saranno istallati come un’estensione dell’impianto di comunicazione già esistente. Mercedes-Benz ha scelto di piazzare il 5G all’interno della catena che ospiterà l’assemblaggio della nuova ammiraglia Classe S e del SUV elettrico EQC. L’azienda prevede che il nuovo 5G svolga un ruolo importante nell’aumentare la connettività dei macchinari impegnati nella produzione di auto. I vantaggi del 5G sono l’alta velocità di trasmissione dei dati, la latenza estremamente bassa e l’alta affidabilità. Insomma profili in linea con l’industria 4.0 che mira alla semplicità e all’efficienza dei processi.

I VANTAGGI

Mercedes-Benz ritiene che avere una propria infrastruttura 5G costituirà un vantaggio importante. In questo modo si stringerà il collegamento tra harware e software a lavoro sulla catena di montaggio. Grazie ad una propria rete separata, tutti i processi potranno essere ottimizzati e adattati in tempi brevi. Un ulteriore vantaggio dell’utilizzo di una rete locale 5G è che i dati sensibili legati alla produzione sensibili non devono essere resi disponibili a terze parti. Mercedes-Benz precisa che ci sono vantaggi anche nel controllo delle macchine e delle apparecchiature tramite una rete chiusa che opera a breve distanza. Secondo l’azienda, gli impianti di assemblaggio e i macchinari per la movimentazione dei materiali saranno collegati con diverse antenne a microcelle 5G. Tutte le celle risponderanno ad un sistema di controllo centrale anche lui controllato esclusivamente da Mercedes-Benz.

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Mercedes ESF 2019: una concept-laboratorio per la sicurezza

di Redazione

Dal 1971 Mercedes Benz utilizza l’acronimo ESF (Experimental Safety Vehicle) per identificare le vetture sperimentali dotate di nuove tecnologie inerenti la sicurezza. Ultima nata della Casa tedesca è la ESF 2019. Il prototipo, basato sulla nuova Mercedes GLE, è dotato di un motore ibrido plug-in e si muove in maniera completamente automatizzata. A giugno 2019, alla conferenza ESV di Eindhoven, la ESF 2019 verrà presentata ufficialmente a esperti e addetti ai lavori. Poi affronterà il grande pubblico. Lo farà a settembre, al Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte.

GUIDA AUTONOMA SENZA VOLANTE

L’auto è un concentrato di tecnologia atto a garantire la sicurezza degli occupanti del veicolo e di chi vi sta intorno. Il conducente durante la guida autonoma non si trova neanche a contatto con pedaliera e volante. Questi infatti vengono retratti per ridurre il rischio di lesioni in caso di impatto. Tra le novità sperimentate si deve citare la presenza di cinture di sicurezza sono integrate nei sedili. Oppure quella degli airbag alloggiati in posti differenti rispetto alle vetture tradizionali. I sensori comunicano con l’esterno controllando il traffico stradale e inviando segnali agli utenti della strada. L’ESF 2019 presenta anche alcune idee per la guida manuale. Tra queste: l’illuminazione rivitalizzante dell’abitacolo che può aiutare il guidatore a restare più sveglio e reattivo.

SICUREZZA ANCHE DEI BAMBINI

Preservare dal pericolo gli occupanti del veicolo è una delle prerogative principali della ESF 2019. Siano essi adulti o bambini. Proprio per la sicurezza di questi ultimi abbiamo pubblicato una recente guida ai prodotti in commercio. La ESF 2019 prevede un nuovo concept di seggiolino Pre Safe Child che prevede, prima di un impatto, che le relative cinture di sicurezza vengono pretensionate. A scopo preventivo, sempre in caso di incidente, si attivano elementi di protezione antisfondamento. Il seggiolino è dotato anche monitoraggio dell’installazione e dei segni vitali. Sempre in caso di incidente o avaria, un piccolo robot esce automaticamente dalla parte posteriore della vettura e colloca un triangolo di emergenza sul ciglio della strada.

ATTENZIONE TOTALE

In situazioni di traffico critiche risulta molto efficiente il sistema di assistenza attiva alla frenata, con funzioni ampliate. In fase di svolta, poi, è attivo il rilevamento di pedoni e ciclisti che si muovono parallelamente alla direzione di marcia. Inoltre, sempre in caso di svolta, segnali ottici e acustici avvisano il conducente se ci si trova di fronte a pedoni. Se il guidatore non reagisce, il sistema avvia una frenata autonoma. In fase di parcheggio o manovra, il sistema di protezione pedoni a 360° avverte e assiste il conducente nell’individuazione di possibili pericoli. In questo modo evita la collisione con altri veicoli in movimento ed evita di urtare e ferire i pedoni. Anche in questo caso, a seguito di un avviso acustico, il veicolo è in grado di frenare autonomamente.

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Mercedes verso meno auto ma più accessoriate: l’annuncio dagli USA

di Donato D'Ambrosi

Solo pochi mesi fa Mercedes annunciava l’addio alla Smart a combustione interna dal 2020 in poi, adesso una rivelazione sul più grande ridimensionamento della gamma USA. Dopo un’assemblea con i concessionari americani, è trapelata l’indiscrezione che Mercedes-Benz darà una sforbiciata agli allestimenti e ai modelli. Negli USA Mercedes è arrivata a proporre 90 modelli diversi se si considerano i diversi allestimenti, troppi per il mercato su cui molti non sarebbero abbastanza richiesti.

DALL’ELETTRICO ALLA RIDUZIONE COSTI

Per Mercedes-Benz è ormai risaputo che la riduzione dei costi è tra gli obiettivi più rilevanti per mettere in atto il piano elettrificato negli USA e nel resto del Mondo. Lo ha fatto annunciando la produzione delle Smart EQ che colonizzeranno il listino ufficiale. Poi  le stesse citycar hanno tirato il freno a mano in alcuni mercati, tra cui anche gli USA, e se ne è decretato lo stop alle vendite. Un effetto che da quanto annunciato riguarderà tutta la gamma. L’indiscrezione viene da uno dei concessionari USA che ha partecipato all’assemblea dei dealer Mercedes USA e ha preferito tenere l’anonimato.

LISTINI TROPPO COMPLICATI

La notizia, anticipata all’incontro nazionale a Las Vegas all’inizio del mese e diffusa anche da Autonews riguarderà la gamma Mercedes 2020. “Vedremo modelli scomparire entro i prossimi 12 mesi”, ha dichiarato il rivenditore anonimo. Del resto non è un segreto che tra le diverse varianti di segmento Mercedes sia arrivata a proporre dei sub-segmenti. Questi vanno poi a moltiplicarsi con i vari allestimenti che mettono in crisi i clienti più indecisi e l’abilità dei rivenditori nel guidarli.

LE AUTO A FINE CARRIERA

Se infatti la tecnologia può essere sfruttata in modo più ampio con le economie di scala, lo stesso non funziona con il marketing. Più modelli significano più spazio, più veicoli fermi, più formazione, più difficoltà a gestire la consulenza alle vendite. Saranno le vendite quindi a decretare l’uscita di alcuni modelli dal listino. Le auto di nicchia, quelle a due posti e le cabrio sarebbero le candidate al prepensionamento. Anche modelli come la SLC Roadster, la Classe C Coupè, la Classe E Coupè o la Classe S Cabrio, le cui richieste sono crollate. Tutti i modelli che sono stati abbandonati dai clienti per passare ai crossover GLC e GLE Coupè.

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Mercedes: le tre vie per la riduzione delle emissioni di CO2

di Redazione

I piani dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2 sono ormai chiari. Oggi le Case automobilistiche devono rispettare dei limiti medi di produzione di anidride carbonica che, a livello di flotta, non vadano oltre i 130 grammi per chilometro. Ma entro la fine del 2020 la media scenderà a 95 gr/km. E nel medio periodo, dall’UE arrivano limiti ancor più stringenti. Si parla di un’ulteriore riduzione del 15% entro il 2025. E di una riduzione complessiva del 37,5% entro il 2030. Quell’anno, la media di emissioni di CO2 per l’intera flotta sarà di 59 grammi per chilometro. Questi valori, in realtà, rappresentano un’indicazione di massima che sarà “armonizzata” su pesi e dimensioni delle vetture. Per cui saranno più stringenti per auto piccole e un po’ più permissivi per modelli più grandi. Mercedes, ad esempio, stima che i 59 g/km del 2030 per se stessa saranno in realtà innalzati fino a 65 gr/km.

UN PERCORSO A TAPPE

Nel dettaglio, Mercedes ha stabilito un piano di riduzione delle emissioni medie di CO2 che è iniziato già anni fa. Ha portato ottimi risultati. Basti dire che dal 2007 al 2017, la Casa di Stoccarda ha fatto registrare un calo di produzione di anidride carbonica sulle proprie auto pari al 45%. Ma per raggiungere gli ambiziosi obiettivi imposti dall’Unione Europea, la Casa della Stella ha messo in atto una strategia che si articola su tre direttrici distinte. A questo si un’unirà una gamma completamente elettrificata entro il 2022.

MOTORI TERMICI SEMPRE PIÙ EFFICIENTI

Prima di tutto Mercedes sta lavorando sulla massimizzazione dell’efficienza dei motori termici. Questa viene migliorata studiando numerose soluzioni. Si va dall’introduzione di impianti elettrici a 48 Volt (sono definiti EQ Boost) alla ricerca di combustibili alternativi alla messa a punto di componenti meccaniche che innalzino i rendimenti. Tra queste, ad esempio, la tecnologia Conicshape, che dando una forma leggermente conica ai cilindri riduce gli attriti del pistone nella zona inferiore della camera di combustione. Ma anche l’arrivo di nuovi catalizzatori anche sui motori benzina all’innalzamento delle pressioni di iniezione sui motori a gasolio.

LARGO A IBRIDE ED ELETTRICHE

A fianco delle mild hybrid, Mercedes amplierà l’offerta di vetture ibride pug-in, che saranno individuate dalla sigla EQ Power, e di vetture elettriche (EQ). Le prime ad oggi sono dieci, ma sono destinate a raddoppiare in numero entro la fine del 2020. Potranno contare su schemi ricaricabili alla presa di corrente con batterie da 13,5 kWh. Permetteranno di percorrere anche oltre 50 km e di raggiungere velocità fino a 130 km/h senza l’ausilio del motore termico. Le seconde, che si preparano al debutto in grande stile il prossimo anno con la appena annunciata EQC e con la rivoluzione a zero emissioni di smart, che passerà a soli veicoli elettrici, avranno entro il 2025 ben dieci declinazioni diverse di carrozzeria. A fianco di queste, Mercedes sta riportando in auge anche l’idrogeno, con uno schema che, rispetto al primo è il 40% più potente, il 30% più compatto e il 25% più leggero.

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Mercedes EQC, caratteristiche e prezzi le SUV elettrico da 71 mila euro

di Antonio Elia Migliozzi

Mercedes-Benz ha avviato la produzione in serie del suo primo SUV elettrico EQC. Annunciato nei mesi scorsi il nuovo modello sfida rivali di spessore come la Tesla Model X e l’Audi e-tron. Derivato dalla GLC l’EQC viene assemblato a Brema sulla stessa linea di produzione da cui nasce la Classe C. Il SUV elettrico è chiamato al difficile compito di portabandiera dell’elettrificazione in casa Mercedes-Benz. Si tratta infatti del primo modello Mercedes che compone il lineup EQ e si affianca alla EQ smart. Con i suoi 408CV e i notevoli 760Nm di coppia il primo SUV della stella stella a zero emissioni promette prestazioni interessanti. Diamo uno sguardo ai dettagli.

PRODUZIONE AL VIA

Mercedes-Benz raccoglie la sfida del mercato dei veicoli elettrici e si prepara al lancio della EQC. Il nuovo EQC è prodotto in Germania nello stabilimento Daimler di Brema. L’idea è integrare il modello in modo flessibile nella produzione in serie di veicoli con motore termico o ibridi. Per semplificare i processi Mercedes-Benz è riuscita a prevederne l’assemblaggio sulla stessa linea da cui escono le Classe C berlina e wagon così come GLC e GLC Coupé. La produzione di veicoli con diverse powertrain risponde alla domanda del mercato che, sempre più in fuga dal diesel, si dice interessato al cambiamento. In questo modo Daimler riesce anche a garantire il miglior utilizzo possibile della capacità produttiva dell’impianto in attesa che si consolidi la domanda degli EV. Nonostante le dimensioni EQC e il peso di 2,495 kg promette 471 km di autonomia nel ciclo di omologazione NEDC.

L’APRIPISTA

“Con EQC, stiamo entrando in una nuova era della mobilità e fa parte della crescente famiglia di veicoli elettrici di Mercedes-Benz”, afferma Britta Seeger, responsabile delle vendite di Mercedes-Benz Cars. Il listino del nuovo Mercedes-Benz EQC parte da € 71,281 per la versione entry level. Subito disponibile al lancio l’edizione speciale “EQC Special Edition 1886” che prevede in via esclusiva il colore grigio della carrozzeria e finiture interne blu. L’arrivo in concessionaria è previsto per il prossimo mese di ottobre con le consegne a partire dal primo trimestre del 2020. Insomma l’attesa è lunga ma capiterà di vederne qualche esemplare in strada visto che Mercedes-Benz ha confermato le prime consegne per i clienti “Vip” già a giugno 2019.

ECOSISTEMA DIGITAL

Anche nell’era della mobilità elettrica resta fondamentale il contributo della forza lavoro. E’ comunque vero che la ridotta complessità delle vetture elettriche comporterà nel tempo l’uso di meno operai. Flessibilità e attrezzature hi-tech sono tra le principali soluzioni del modello Industry 4.0 applicato alla produzione della nuova Mercedes-Benz EQC. Sempre più importante il contributo dei Big Data e dell’intelligenza artificiale, non solo in fase di progettazione e assemblaggio, ma anche ai fini della successiva manutenzione predittiva. Mercedes è al lavoro per garantire la piena sostenibilità ambientale di tutto il processo produttivo per ridurre l’impatto ambientale. “Il personale di Brema ha molti anni di esperienza nella produzione di veicoli con una vasta gamma di motorizzazioni. Adesso stiamo ampliando questo know-how nell’era elettrica, afferma Markus Schäfer, di Mercedes-Benz.

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CO2 auto elettriche e diesel: Tesla Model 3 “emette” più di Mercedes C220d

di Redazione

Le auto elettriche stanno prendendo piede in tutto il mondo. Merito anche della maggiore sensibilità riguardo ai temi ambientali delle persone. Queste, infatti, tendono a scegliere sempre più vetture a emissioni zero. Un recente studio tedesco però dimostra come, a livello globale, una Tesla possa emettere più CO2 di una Mercedes.

LO STUDIO TEDESCO

Lo studio in questione è stato condotto dal CESifo Group di Monaco di Baviera. Questo, prende in esame due soli modelli, uno per marchio. La Tesla Model 3 e la Mercedes 220d. La ricerca ha come obiettivo quello di stabilire se una vettura elettrica produca meno CO2 di un veicolo con un’alimentazione tradizionale. Questo nell’arco dell’intero ciclo di vita, quindi dalla produzione delle componenti fino alla rottamazione. I risultati mostrano come complessivamente il passaggio a vetture elettriche non implichi necessariamente una riduzione delle emissioni di CO2. Perché molta di questa verrebbe emessa durante le fasi di produzione e distribuzione dell’energia.

LA TESLA EMETTE PIÙ CO2

Il CESifo Group ha dimostrato che la Tesla Model 3 emette più CO2 della Mercedes C220d. Per farlo ha analizzato nel dettaglio tutte le fasi che costituiscono la vita dei due modelli in esame. La prima infatti ne produrrebbe tra i 155 e i 188 g/km mentre la seconda non arriverebbe a 141 g/km. Questo risultato è stato ottenuto spalmando le emissioni complessive, sui km che mediamente le due auto percorrono prima della rottamazione. Quindi, una Mercedes emette più diossido di carbonio nel suo funzionamento. Tuttavia, Tesla è fonte di una quantità maggiore nella produzione sia delle batterie, sia della stessa energia necessaria per la ricarica.

I RISULTATI VARIANO A SECONDA DEI PAESI

Lo studio sottolinea però come i risultati varierebbero di paese in paese. I dati sulle emissioni sarebbero quindi veritieri solo nel contesto tedesco. Infatti, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, ogni stato produce CO2 in quantità diverse a seconda della fonte che alimenta le centrali. In Germania per esempio, le centrali elettriche alimentate a carbone rappresentano il 45,6% della produzione totale di energia elettrica. Mentre poca se ne crea partendo da fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico. I dati sulle emissioni globali delle due vetture varierebbero molto in altri stati che dipendessero meno dagli idrocarburi come fonte per le proprie centrali. Ad esempio in Italia il carbone incide solo per il 13,75% sul totale. Per ridurre veramente le emissioni quindi, si rende necessaria non solo una transizione all’elettrico sul piano dei veicoli. Ma anche una conversione a fonti di energia meno inquinanti nella produzione dell’elettricità usata dagli stessi.

ATTENDIBILITÀ IN DUBBIO

Sono state sollevate diverse critiche nei confronti di questo studio. Secondo alcuni, infatti, sarebbe stato condotto tenendo in considerazione dati non aggiornati sull’emissione di CO2 nella produzione delle batterie. Nello studio si parla di 200 kg di CO2 al kWh. Ma per alcuni il dato attuale si attesta tra i 55 e i 70 kg di CO2 al kWh. Altri ancora, invece, hanno segnalato come lo studio non consideri veramente tutti i dati legati al ciclo di vita delle due auto. Nel caso della Mercedes, infatti, non si sarebbe considerato il costo di estrazione e raffinazione del petrolio. La realtà è che ogni studio, in base ai dati che si considerano, porta a un risultato diverso. Basti pensare che in una recente ricerca della stessa Volkswagen, la Golf TDI era risultata più inquinante della e-Golf.

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Mercedes-Benz svela la sua monoposto di Formula E

di Filippo Vendrame

Mercedes-Benz ha tolto i veli sulla sua prima auto da corsa interamente elettrica dedicata al campionato del mondo di Formula E, alla vigilia del Salone dell’Automobile di Ginevra del 2019. Trattasi della monoposto EQ Silver Arrow 01 che debutterà ufficialmente in pista alla fine del 2019. La Formula E è stata lanciata nel 2014 come alternativa completamente elettrica alla Formula 1 e agli altri sport motoristici classici.

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Mercedes AMG GT S top car elaborazione tuning tedesco 650 CV

di redazione

La top car Mercedes AMG GT S è un’elaborazione con tuning tedesco da 650 CV del tuner Fostla.de concepts che ha preparato questa top car elaborazione col contributo di alcune delle migliori aziende del car tuning. Come capofila del progetto, la nota Azienda tedesca Fostla.de concepts è specializzata in car-wrapping ed ha coinvolto alcuni dei più affermati produttori di componenti aftermarket per dare vita a questa esclusiva vettura.

Mercedes AMG GT S top car elaborata

“L’unione fa la forza” recita un noto proverbio! È proprio questo il presupposto con cui Fostla.de concepts ha effettuato l’elaborazione della Mercedes AMG GT S. Molti potranno sostenere che non si tratta di una genuina operazione di top tuning eseguita a misura di appassionato, ma piuttosto una sorta di shop-tuning chiavi in mano realizzato consultando freddamente un catalogo.

Mercedes AMG GT S modificata

Si può rendere più aggressiva una supercar come la Mercedes AMG GT S senza perdere in eleganza: è quello che ha fatto il tuner Fostla.de concepts installando sulla Gran Turismo di Stoccarda un aerokit widebody prodotto dalla tedesca Prior Design. L’allestimento prevede una serie di componenti realizzati in Duraflex, una fibra di vetro ad alta qualità, destinati a sostituire quelli di fabbrica ad iniziare dai parafanghi anteriori e posteriori opportunamente allargati.

Mercedes AMG GT S top car elaborazione tuning tedesco 650 CV

Mercedes AMG GT S tuning

Anche nel caso del comparto meccanico Fostla.de concepts si è avvalsa del contributo di ben note aziende del settore car-tuning. Ne è un esempio il 4 litri V8 biturbo da 522 CV ospitato nel vano anteriore della Mercedes AMG GT S, che la tedesca PP-Performance ha potenziato fino a 650 CV e 800 Nm di coppia grazie a un aggiornamento della ECU, all’impiego di filtri aspirazione sportivi firmati BMC e a un nuovo sistema di scarico con catalizzatori sportivi.
Mercedes AMG GT S top car elaborazione tuning tedesco 650 CV

Fostla.de concepts- Mercedes AMG GT S
2018 – Anno di presentazione
650 – CV potenza max (488 kW)
800 – Nm coppia max (81,5 kgm)
128 – CV aggiuntivi (94,1 kW)
130 – Nm aggiuntivi (13,2 kgm)

Mercedes AMG GT S (elaborata)
by Fostla.de concepts

Motore: a benzina, anteriore longitudinale, 8 cilindri a V, cilindrata 3.982 cc (alesaggio x corsa 83,0×92,0 mm), potenza max 522 CV (384 kW) a 6.250 g/m, coppia max 670 Nm (68,2 kgm) a 1.800 g/m, basamento e testate in alluminio, 2 alberi a camme in testa per bancata (catena), 4 valvole per cilindro, lubrificazione a carter secco, 2 turbocompressori con intercooler, iniezione diretta con iniettori piezoelettrici
Cambio: transaxle, automatico doppia frizione a 7 marce. Rapporti: I) 3,400:1; II) 2,190:1; III) 1,630:1; IV) 1,290:1; V) 1,030:1; VI) 0,840:1; VII) 0,630:1; rapporto finale al ponte 3,670:1
Trazione: sulle ruote posteriori, albero di trasmissione in carbonio, differenziale autobloccante, controllo elettronico di trazione e stabilità
Ruote: in lega leggera, ant. 9,0Jx19”, post. 11,0Jx20”, pneumatici ant. 265/35 ZR19, post. 295/30 ZR20
Corpo vettura: Coupé fastback, 2 posti, 3 porte
Sospensioni: indipendenti sulle 4 ruote, ant. e post. con doppi bracci trasversali in alluminio, ammortizzatori oleopneumatici e molle elicoidali sulle 4 ruote, barra antirollio ant. e post., regolazione elettronica assetto Ride Control AMG
Freni: dischi in carboceramica autoventilanti/forati sulle 4 ruote (diametro ant./post. 390/360 mm), pinze ant. a 6 pistoni, post. a 4 pistoni, ABS, BAS, EBD
Sterzo: a cremagliera con servoassistenza idraulica
Dimensioni e pesi: lungh. 4,55 m, largh. 1,94 m, alt. 1,29 m, peso 1.645 kg, serbatoio 65 litri, bagagliaio 350 dm³
Prestazioni: (omologate) velocità max 310 km/h, accelerazione 0-100 km/h 3,8 s, rapp. peso/potenza 3,15 kg/CV
Consumi: (omologati) urbano 8,2 km/l, extraurbano 12,8 km/l, misto 10,6 km/l
Prezzo: N.D. (solo su richiesta diretta)

Mercedes-AMG GT S (serie)

  • Velocità massima 310 km/h
  • Accelerazione 3,8 s (0-100 km/h)
  • Classe ambientale Euro 6
  • Emissioni Co 2262 g/km
  • Autonomia 700 km
  • Consumo urbano 15,5 l/100 Km
  • Consumo extra-urbano 9,1 l/100 Km
  • Consumo combinato 11,5 l/100 Km

    PREZZI CARATTERISTICHE TECNICHE

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Mercedes AMG GT S elaborata dalla tedesca Fostla.de è su Elaborare 244.

Mercedes AMG GT S top car elaborazione tuning tedesco 650 CV

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Cover Elaborare 244 dicembre 2018 - magazine

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Mercedes AMG GT S top car elaborazione tuning tedesco 860 CV

di redazione

La tuning-house tedesca IMSA ha realizzato questa superba elaborazione della Mercedes AMG GT S ha una potenza 860 CV, coppia 1.000 Nm e performance da urlo!
L’auto si chiama IMSA RXR One, dispone di un propulsore elaborato fino a ben 860 CV, di carrozzeria wide-body totalmente in carbonio e peso inferiore di circa 300 kg nei confronti della AMG GT S da cui ha preso origine.
Rispetto a quest’ultima sono stati aggiunti quasi 340 CV, facendola assurgere senza dubbio nell’empireo delle cosiddette hypercar per le eclatanti caratteristiche estetiche e dinamiche esibite.

Carrozzeria e interni

Togliere circa 300 kg da una vettura che ne pesa quasi 1.650 kg con obiettivi meramente prestazionali non è affatto semplice, e nel caso della RXR One il tuner ha fatto un lavoro enorme. In pratica ha ridefinito l’intera carrozzeria dell’auto conservandone una chiara identificazione, seppur con proporzioni variate soprattutto in larghezza.
Infatti, oltre ad aver dotato il corpo vettura di nuovi parafanghi wide-body (+11/13 cm totali davanti/dietro) raccordati a copribancardi allargati, l’ha munita anche di una nutrita serie di appendici e dispositivi aerodinamici in carbonio (nuovi splitter frontale, estrattore posteriore, alettone di coda e fondo piatto) atti ad incrementare decisamente la downforce.

Meccanica

Se per il comparto estetico il tuning tedesco ha praticamente ridefinito l’intera carrozzeria, la stessa cosa ha fatto per quello meccanico ad iniziare dal 4 litri V8 biturbo ospitato nel vano anteriore. Invero sono tali e tante le modifiche apportate ad esso che si può realmente parlare di un’unità totalmente inedita.
Sostituzioni e cambiamenti, infatti, hanno riguardato quasi ogni parte del 4 litri V8 biturbo (vedi scheda tecnica), con risultati davvero rilevanti pur senza incrementarne la cubatura. I numeri parlano chiaro, poiché con un picco di ben 860 CV la potenza è aumentata di quasi 340 CV rispetto all’unità di fabbrica, per non parlare della coppia massima salita fino addirittura a 1.000 Nm!

Mercedes AMG GT S IMSA RXR One

IMSA RXR On
860 – CV potenza max (632 kW)
1000 – Nm coppia max (101,9 kgm)
338 – CV aggiuntivi (248 kW)
330 – Nm aggiuntivi (33,6 kgm)
1,50 – Rapp. peso/potenza (kg/CV)

Scheda tuning Mercedes AMG GT S IMSA RXR One
Stesse caratteristiche della Mercedes AMG GT S tranne:
Motore: upgrade centralina elettronica, albero motore alleggerito e bilanciato, nuovi pistoni forgiati, teste cilindri lavorate, sistemi di aspirazione e raffreddamento motore incrementati, nuovi corpi farfallati, turbocompressori e intercooler modificati, nuovo impianto di scarico in inconel con catalizzatori sportivi. Potenza max 860 CV (632 kW) a N.D. g/m, coppia max 1.000 Nm (101,9 kgm) a N.D. g/m
Trazione: pacco frizioni maggiorato, nuovo radiatore olio cambio e differenziale
Ruote: IMSA forgiate in alluminio, ant. 12,0Jx20”, post. 12,5Jx21”, pneumatici Pirelli PZero Trofeo R, ant. 305/30 ZR20, post. 315/30 ZR21
Corpo vettura Esterno: cofani, portiere, tetto e nuovo kit aerodinamico wide-body in carbonio. Interno: rollbar a gabbia omologato, sedili racing in carbonio con cinture a 6 punti
Sospensioni: doppi bracci trasversali, semiassi e mozzi ruote modificati, assetto molle/ammortizzatori pluriregolabile
Freni: pinze freni modificate, pastiglie frenanti ad alte prestazioni
Dimensioni e pesi: lungh. N.D., largh. 2.07 m, alt. N.D., peso (a vuoto) 1.296 kg
Prestazioni: velocità max N.D, accelerazione 0-100 km/h N.D., rapp. peso/potenza 1,50 kg/CV (a vuoto)
Prezzo N.D.

L’articolo completo con tutti i dettagli e i segreti della Mercedes AMG GT S IMSA RXR One è su Elaborare 238.

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ELABORARE magazine maggio 2018

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Ruota in lega Veloce GT by OZ Racing

di redazione

Per il segmento della auto compatte sportive nasce OZ Racing propone Veloce GT, la nuova ruota in lega della famiglia Sport. Il design e lo stile richiamano le supercar più blasonate di ieri e di oggi. Questi fattori, più che riconoscibili dagli appassionati, sono stati studiati appositamente per la personalizzazione delle compatte sportive come Mercedes Classe A45 AMG, Volkswagen Golf R, BMW Serie 1 fino alla M1 e molte altre.

Veloce GT-by-OZ-Racing-su-Mercedes

Il design è a 9 razze che si allungano fino ad arrivare al lip esterno, con un effetto ottico ancora più grintoso; il side-cut laterale contribuisce a snellirle, creando una sensazione di leggerezza sia visiva che reale. La finitura Gloss Black Diamond lip e Silver Lettering segue l’attuale trend del nero lucido ed è stata studiata per enfatizzare le forme, rendendole ancora più aggressive. Il bordo diamantato illumina e definisce la struttura, differenziandola nettamente dal pneumatico. Veloce GT è disponibile nelle applicazioni 7,5Jx17” e 8Jx18”. Come tutte le ruote OZ Racing, anche Veloce GTomologata TÜV e NAD.

Info: OZ Racing www. ozracing.com

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