Feed RSS Reader

🔒
❌ Gestione sottoscrizioni⤓
Sono disponibili nuovi articoli, clicca qui per caricarli.
Meno recentiRSS feeds

Come togliere adesivi da un’auto senza graffiarla

di Raffaele Dambra

Come togliere adesivi da un'auto

Scopriamo come togliere adesivi da un'auto senza graffiare carrozzeria, vetri e altre superfici del veicolo. Dai metodi naturali a quelli specifici

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

La prima batteria garantita 10 anni: 5 curiosità sul raffreddamento ad aria

di Donato D'Ambrosi

Lexus debutta con la prima auto elettrica e una garanzia sulla batteria da 10 anni: la novità del raffreddamento aria attivo della batteria

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Le 10 auto più economiche in panne: quanto costa riparare un’avaria motore

di Donato D'Ambrosi

Marche e modelli auto a confronto quando si accende la spia avaria motore: le 10 auto più economiche e quanto costa riparare un’avaria motore nell’indagine USA

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Rhiag contro il Coronavirus: riparazioni gratis ai veicoli di assistenza

di Donato D'Ambrosi

I veicoli di assistenza potranno operare in Italia senza interruzioni: riparazioni gratis con l’iniziativa Rhiag contro il Coronavirus

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Prezzi auto: sul nuovo +2,3%, usato -1,5%

di Donato D'Ambrosi

L’emergenza Coronavirus ha accompagnato un aumento dei prezzi auto: a febbraio 2020 salgono i prezzi del nuovo ma scende la quotazione auto usata

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Codici Ateco officine e manutenzione auto: chi resta aperto dal 23 marzo?

di Raffaele Dambra

Codici Ateco officine e manutenzione auto

Dopo la chiusura delle attività non necessarie, con il relativo codice Ateco scopriamo se le officine per la manutenzione e riparazione auto possono restare aperte dal 23 marzo

Leggi l'articolo completo su SicurAUTO.it

Asfalto fresato: l’Italia è ultima in Europa, solo 25% di recupero

di Donato D'Ambrosi

L’asfalto fresato in Italia è una risorsa non abbastanza valorizzata, secondo un’indagine sui Paesi che recuperano più asfalto fresato per risparmiare sul nuovo bitume. Ecco i dati che mostrano la classifica dei Paesi che recuperano più asfalto fresato, da cui si vede che l’Italia è meno “green” nell’impiego di asfalto stradale riciclato.

L’ASFALTO FRESATO RIUTILIZZATO IN ITALIA

Secondo i dati dell’Associazione Strade Italiane e Bitumi sul riciclo delle pavimentazioni stradali nei principali Paesi Europei, l’Italia ha fatto importanti progressi nel riutilizzo di asfalto fresato. Tuttavia rimane indietro rispetto ai Paesi d’Europa con cui si confronta. In 4 anni le strade italiane sono passate dal 20% (2014) al 25% (2018) di recupero di fresato, rispetto alla media europea del 60% (fonte Eapa). Ma perché è così importante l’asfalto riciclato? Ogni anno il totale recupero dell’asfalto fresato dalle strade – secondo Siteb – potrebbe farebbe risparmiare 1.200 milioni di euro in materie prime. Ne beneficerebbero anche le emissioni di inquinanti ridotte, equivalenti a quelle emesse da 3 raffinerie di medie dimensioni o a quelle emesse dalla circolazione di 330.000 autocarri sul territorio nazionale.

I PAESI CHE RIUTILIZZANO PIU’ ASFALTO FRESATO

L’Italia, nonostante negli ultimi anni abbia registrato un sostanziale blocco dei lavori di manutenzione delle strade, resta tra i principali produttori di conglomerato bituminoso, l’asfalto per le strade. In Italia però solo il 25% dell’asfalto fresato disponibile viene destinato al recupero. I Paesi considerati più virtuosi invece sono la Germania (84%), Francia (70%), Regno Unito (90%), Belgio (95%) e Olanda (71%). L’asfalto fresato non solo conserva elevate caratteristiche tecniche e quindi si presta ugualmente a nuova posa dell’asfalto stradale, ma ha anche un elevato valore economico che però l’Italia non sfrutta abbastanza. Secondo le stime Siteb il riutilizzo del 25% dell’asfalto fresato fa risparmiare ogni anno 300 mila tonnellate di bitume vergine, con forte riduzione di bitume da greggio. Ci sono poi gli inerti che mescolati al bitume formano l’asfalto: il recupero di 7.500.000 tonnellate di inerti, equivalenti a circa 320 milioni di euro di sole materie prime.

LE LEGGI SULL’ASFALTO FRESATO IN ITALIA E IN EUROPA

Il riutilizzo di asfalto fresato dalle strade è ben regolamentato in molti Paesi d’Europa e del Mondo. In Francia è vietato portare in discarica il fresato d’asfalto, considerato “prodotto primario” sostiene Siteb. La Germania considera l’asfalto fresato come il miglior  materiale costituente. In Olanda sono attivi impianti che separano il catrame nel materiale raccolto per il recupero totale dell’inerte. In Inghilterra, Giappone e Stati Uniti gli studi sono in corso studi sul numero di volte in cui si può riciclare il fresato. “Nonostante la normativa nazionale (Decreto End of Waste n.69/189 del Ministero dell’Ambiente, ndr) ed europea spinga, verso l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse ambientali, spiega Stefano Ravaioli  Direttore del Siteb – burocrazia e pregiudizio di tecnici e progettisti ostacolano ancora lo sviluppo del riciclo del fresato d’asfalto, limitandone l’impiego.

The post Asfalto fresato: l’Italia è ultima in Europa, solo 25% di recupero appeared first on SicurAUTO.it.

5 errori da non fare con la scelta delle gomme invernali

di Donato D'Ambrosi

La scelta delle gomme invernali è spesso basata sul costo delle gomme soprattutto sulla seconda auto di famiglia, quella di battaglia affidata ai figli per impratichirsi. Ma è la scelta migliore? Vediamo come scegliere le gomme invernali, in 5 punti chiave da non dimenticare ma soprattutto qual è la larghezza più adatta alle gomme invernali, meglio strette o larghe. Ecco i consigli e gli errori da non fare con le gomme invernali.

1 PNEUMATICI INVERNALI FATTI PER L’EUROPA

Alle gomme invernali basterebbe avere sul fianco il simbolo del fiocco di neve e rispettare i criteri minimi imposti dalla legge per poter essere omologate. In realtà tra una gomma lowcost e una sviluppata e testata in condizioni climatiche mutevoli ma pur sempre frequenti in un continente specifico è la scelta più sicura che si possa fare (Leggi qui il test delle gomme Nokia WR 4 lungo 10 mila km).

2 QUANDO VANNO CAMBIATE LE GOMME INVERNALI

Con le gomme stagionali è facile dimenticare quando risale la prima installazione degli pneumatici invernali. Nokian consiglia di sostituirle dopo 6 anni di uso attivo.  Anche se il battistrada residuo sembra ancora legale, non bisogna dimenticare che il lavoro maggiore lo fanno i tasselli e la capacità di adattarsi alla superficie di asfalto invernale che va dall’asciutto alla neve, passando per il fondo bagnato e quello ghiacciato.

3 L’ETA’ DELLE GOMME INVERNALI

A prescindere da quanto spesso si usa l’auto, controllare la sigla DOT degli pneumatici e assicurarsi che non abbiano più di 10 anni. Si può controllare sul fianco della gomma il DOT corrispondente alla data di produzione della gomma fatta di 4 numeri (le prime 2 cifre indicano la settimana e le seconde l’anno di produzione).

4 LO SPESSORE OTTIMALE DEGLI PNEUMATICI PER L’INVERNO

Negli ultimi anni – secodno Nokian Tyres – gli pneumatici sono stati un fattore di rischio ogni sette incidenti mortali causati da un’auto o da un furgone. Anche se spesso queste statistiche sono molto influenzate da una grande quantità di variabili, NokianTyres raccomanda di guidare  con uno spessore del battistrada non inferiore ai 4 mm per tutti gli pneumatici. Una convinzione che non vede tutti i Costruttori di pneumatici d’accordo e di questo ne abbiamo parlato in questo video “Perché usare le gomme fino a 1,6 mm?“.

5 LA PRESSIONE CORRETTA DELLE GOMME IN INVERNO

Attenzione al mito molto diffuso anche tra alcuni installatori che la pressione delle gomme invernali debba essere più alta di 0,5 bar: è sbagliato! Nel long test delle gomme invernali Nokian WR 4 qui, l’auto si è mostrata subito nervosa e poco bilanciata. Se è vero che in inverno la pressione delle gomme scende per tutti, scopri qui perché, Nokian ricorda che la pressione corretta di gonfi aggio delle gomme invernali va aumentata di 0,2 bar in più rispetto a quella standard estiva consigliata dal costruttore dell’auto.

The post 5 errori da non fare con la scelta delle gomme invernali appeared first on SicurAUTO.it.

Batteria auto elettrica: cosa ne resta dopo 343 mila km in 3 anni?

di Donato D'Ambrosi

Quanti chilometri può percorrere la batteria di un’auto elettrica prima della sostituzione? Sicuramente la domanda più frequente di chi è interessato, ma anche no, a comprare un’auto usata elettrica. Il long test di un Taxi elettrico dopo 343 mila km è la risposta perfetta a questa domanda.

QUANTO BATTERIA RESTA IN UN’AUTO ELETTRICA DOPO 343 MILA KM

Un’auto tradizionale dopo oltre 340 mila km ne avrà fatta di manutenzione e sicuramente più di quanto costa fare manutenzione a un’auto elettrica. Ma se c’è un terreno di scontro più battuto tra i sostenitori e gli scettici delle auto elettriche, questo è sicuramente la durata della batteria e il suo deterioramento nel tempo. Come riporta Vaielettrico, un tassista turco ha deciso di pubblicare i dati sulla capacità di carica residua della batteria di una Renault ZOE.

L’USURA DI UNA BATTERIA AUTO ELETTRICA AUMENTA CON LE SOSTE

Il fatto che un’auto elettrica è capace di percorrere oltre 343 mila km non stupisce tanto quanto sapere quanta batteria rimane dopo 3 anni di uso intensivo dell’auto. Uno dei miti più diffusi e sbagliati è che la batteria di un’auto elettrica si usura di più guidando. Assolutamente sbagliato: una recente indagine sui dati di oltre 6 mila auto elettriche in circolazione, la perdita di capacità annua è di circa il 2,3%. Mentre fanno la differenza le modalità di carica, la temperatura di utilizzo e le soste prolungate senza usare l’auto elettrica. Condizioni che evidentemente non hanno riguardato il Taxi elettrico nei suoi 3 anni di utilizzo in cui ha scorrazzato passeggeri per 343 mila km. E poi? La sorprendente notizia diffusa tramite i social media è che la batteria dell’auto elettrica è quasi come nuova.

BATTERIA AUTO ELETTRICA FUORI GARANZIA, MA IN OTTIMO STATO

Dopo una percorrenza di 343 mila km è anche superfluo parlare di garanzia sulla batteria di un’auto elettrica. Come è emerso nella nostra indagine sulla manutenzione di un’auto elettrica, tutti i Costruttori coprono la batteria per almeno 8 anni o 160 mila km. Entro 8 anni o 160 mila km quindi se la batteria della Renault ZOE scende sotto il 66% di capacità, viene sostituita gratis. Secondo i dati pubblicati dal proprietario, monitorati tramite un’App, la batteria presentava ancora una capacità (come SOC, State Of Charge) dell’82% equivalenti a poco meno di 37 kWh rispetto ai 41 kWh della batteria al litio originaria. Dati sicuramente non incontrovertibili, visto che non è possibile verificarne l’attendibilità, ma comunque importanti, se si pensa che la sostituzione della batteria di un’auto elettrica è ancora tra i timori più diffusi.

The post Batteria auto elettrica: cosa ne resta dopo 343 mila km in 3 anni? appeared first on SicurAUTO.it.

Batteria auto elettrica: 4 consigli per allungarne la vita

di Donato D'Ambrosi

La sostituzione della batteria di un’auto elettrica è ancora uno dei punti più critici dal punto di vista dei costi di sostituzione e dello smaltimento e recupero delle materie prime. Tutte le Case auto offrono la garanzia standard di 8 anni sulla batteria ma sapere come utilizzare e caricare nel modo corretta un’auto elettrico o ibrida ricaricabile aiuterà anche ad allungarne la vita. Ecco 4 utili consigli gli errori da evitare con la vostra prima auto a batterie.

COSA INFLUENZA LA DURATA DELLA BATTERIA DI UN’AUTO ELETTRICA

Ci sono molti fattori che influenzano la durata di una batteria al litio prima della sostituzione inevitabile. Molto dipende dalla tecnologia costruttiva degli elementi, dal modello, dal sistema di raffreddamento (ad aria o a liquido) e dalle temperature di utilizzo. Fattori che nei panni di un consumatore che acquista un’auto elettrica per la prima volta può controllare fino a un certo punto, al massimo informandosi prima e scegliendo l’auto adatta in modo più oculato. Secondo i dati analizzati da Geotab su circa 6300 veicoli elettrici in circolazione, in condizioni ideali, si perde in media circa il 2,3% l’anno in capacità. Ci sono invece delle indicazioni, che in aggiunta alle istruzioni del Costruttore, possono aiutare ad allungare la vita di una batteria agli ioni di litio.

1.BATTERIA AUTO ELETTRICA E SOSTE PROLUNGATE

Soste prolungate per settimane fanno male alla batteria di un’auto normale quanto un’auto elettrica. Le auto elettriche e ibride non dovrebbero mai restare ferme troppo a lungo con una batteria totalmente carica o totalmente scarica. Gli esperti consigliano di tenere un livello di carica compreso tra il 20 e l’80% anche nei periodi prolungati. La carica al 100% si potrà fare solo in occasione di lunghi viaggi imminenti.

2.RICARICARE LA BATTERIA DI NOTTE SENZA FRETTA

Preferire la carica notturna lenta e se si può parcheggiare in garage è ancora meglio, così si riduce il consumo energetico per riscaldare l’auto.

3.L’AUTO ELETTRICA ALL’OMBRA IN RICARICA

Le temperature estreme non fanno bene alla batteria, ecco perché potreste trovate sempre una colonnina libera esposta al sole in estate. Potendo scegliere è meglio preferire un punto di ricarica all’ombra se usate quotidianamente.

4.GUIDARE L’AUTO ELETTRICA TUTTI I GIORNI NON RIDUCE LA DURATA

Le auto elettriche soffrono di più le soste prolungate che l’uso intensivo. Il degrado della batteria di un’auto elettrica non è influenzato in modo rilevante dalle ore di guida, quanto invece dalle modalità di ricarica e manutenzione dell’auto elettrica.

The post Batteria auto elettrica: 4 consigli per allungarne la vita appeared first on SicurAUTO.it.

Prezzi auto nuove in aumento: +2,5% nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Nel 2019 i prezzi auto sono aumentati del +2,5% a fronte di una riduzione di quelli delle auto usate. La crisi del diesel e l’apertura del mercato all’elettrificazione ha rafforzato una maggiore fiducia verso le auto di seconda mano.

PREZZI AUTO NUOVE E USATE NEL 2019

La rilevazione dei prezzi dell’Osservatorio Autopromotec rivela un nuovo aumento sui prezzi auto nuove. Comprare un’auto nuova nel 2019 è costato in media +2,5%. Un aumento che viene controbilanciato da una riduzione media dei prezzi delle auto usate. A dicembre 2019 sono state vendute 162 auto usate su 100 auto nuove e la diminuzione del costo di acquisto del -2,7% non farà che cementare il trend nel 2020, se i  Costruttori auto non si inventeranno qualcosa. Nel 2019 infatti l’effetto degli eco bonus su auto elettriche e ibride è stato pressoché marginale (lo sconto comporta una spesa non allineata alle esigenze della famiglia media). Ma qualcosa forse cambierà con gli eco bonus sulle auto ibride più popolari dal 2022.

OLTRE AL PREZZO AUTO NUOVE, LE ALTRE VOCI DI SPESA

Se si esclude la diminuzione dei prezzi auto usate, il bilancio 2019 dell’Osservatorio Autopromotec mostra un rincaro complessivo dei prezzi al consumo del +0,6% in media. La manutenzione e riparazione dei veicoli privati è il secondo incremento più importante (+1,6%), accompagnata anche da una crescita dell’attività nelle officine nel 2019. Più contenuto l’aumento dei prezzi dei lubrificanti (+0,9%) e dei ricambi e accessori (+0,4%), mentre quelli il prezzo degli pneumatici è rimasto invariato nel 2019.

IL PREZZO AUTO NUOVA PESA SOLO PER IL 25% SUI COSTI

Possedere un’auto nuova in Italia nel 2019 comporta un costo del 25% rispetto all’intera spesa. Nel 2019 infatti gli italiani hanno speso quasi 196,4 milioni di euro per gli autoveicoli. Una spesa leggermente inferiore rispetto al 2018 (-0,2%). Il costo di acquisto di un’auto nuova nel 2019 è secondo solo alla spesa carburante (31%) e precede la spesa per la manutenzione auto (20%) e i costi per l’assicurazione (9%) e bollo (3,5%).

The post Prezzi auto nuove in aumento: +2,5% nel 2019 appeared first on SicurAUTO.it.

Strade e autostrade Anas: 3.500 ponti senza manutenzione

di Raffaele Dambra

Strade e autostrade Anas

Come se non bastasse la già critica situazione di molti viadotti autostradali gestiti da Autostrade per l’Italia e da altre società concessionarie private, un’inchiesta del Corriere della Sera a firma Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto getta qualche ombra sul grado di sicurezza di migliaia di ponti che attraversano le strade e autostrade italiane gestite da Anas. I quali risulterebbero privi di controlli e manutenzione da chissà quanti anni. In particolare ce ne sono oltre 700 (precisamente 763, dato di gennaio 2020) a cui manca addirittura un proprietario che provveda all’ordinaria manutenzione e sono soltanto controllati ‘a vista’ dai cantonieri. E 3.572 (su un totale di 4.991 ponti da ‘attenzionare’) che, nonostante abbiano una proprietà certa, nel 2019 hanno ugualmente ‘saltato’ le ispezioni obbligatorie per legge. E quindi non è dato sapere in che condizioni siano.

STRADE E AUTOSTRADE ANAS: NEL 2019 CONTROLLI SOLO SUL 28% DEI PONTI PIÙ CRITICI

Proprio così: a leggere i dati riguardanti i controlli a viadotti e cavalcavia registrati fino a dicembre 2019, quelli sulle infrastrutture principali e più critiche si sono fermati a neppure un terzo del dovuto (1.419 su 4.991, il 28%), mentre le verifiche sulla pavimentazione sono risultate addirittura azzerate. Significa che ad oggi Anas potrebbe non conoscere le condizioni in cui si trova il 72% delle sue strutture più delicate. E questo nonostante l’obbligo per legge di effettuare ispezioni annuali sotto la supervisione di ingegneri qualificati. Da notare inoltre come il dato sia peggiorato dal 2018, quando erano stati stati ispezionati il 58% dei ponti. Insomma, sempre peggio.


Grafico Corriere.it (cliccare sull’immagine per visualizzarla più grande)


MANUTENZIONE PONTI ANAS: IN ALCUNE REGIONI NESSUNA ISPEZIONE SU CENTINAIA PREVISTE PER LEGGE

Ci sono regioni in cui non si è mossa proprio foglia. E non è neppure questione di nord o sud perché le criticità sono state riscontrate un po’ dappertutto. In Piemonte e Friuli Venezia Giulia, per esempio, sono state fatte zero (ripetiamo: zero) verifiche su, rispettivamente, 205 e 64 previste. Numeri simili sulle autostrade siciliane (zero su 348) e sulla Salerno – Reggio Calabria (7 su 574), gestite entrambe da Anas. Nelle Marche 1 ispezione su 271 messe in programma, in Puglia 73 su 264, nel totale della Sicilia 13 su 496. Viceversa in Liguria l’Anas ha passato al setaccio 201 ponti quando avrebbe dovuto ispezionarne solo 18. Forse una naturale conseguenza del crollo del Ponte Morandi di Genova che ha scoperchiato la drammatica situazione di molte infrastrutture della regione.

Grafico Corriere.it (cliccare sull’immagine per visualizzarla più grande)


STRADE E AUTOSTRADE ANAS: MANCATA MANUTENZIONE NON PER MANCANZA DI FONDI

Ma perché tutte queste omissioni sui controlli e la manutenzione dei ponti su strade e autostrade Anas? Per il Corriere non sarebbe una questione di (pochi) fondi. Leggiamo infatti che l’Anas dispone di risorse importanti. “Il contratto di programma stipulato con il Ministero delle Infrastrutture aveva stanziato per il quinquennio 2016-2020 23,4 miliardi, aumentati lo scorso anno a 29,9, più della metà per la manutenzione programmata, l’adeguamento e la messa in sicurezza di ponti, gallerie e pavimentazione. […] In più, per il biennio 2019-2020, ben 2,7 miliardi sono stati destinati alla manutenzione straordinaria, d cui però sono stati spesi meno di 200 milioni”. I problemi quindi risiedono altrove e nell’indagine condotta da Gabanelli e Pasqualetto si avanzano pure delle ipotesi inquietanti (fenomeni corruttivi, spese gonfiate, lavori di manutenzione fatturati a prezzo pieno ma eseguiti solo parzialmente per spartirsi il residuo)…

The post Strade e autostrade Anas: 3.500 ponti senza manutenzione appeared first on SicurAUTO.it.

Manutenzione stradale: Anas stanzia 1,3 miliardi per opere urgenti

di Raffaele Dambra

Manutenzione stradale

In arrivo una pioggia di soldi per la manutenzione stradale in Italia. Attraverso tre bandi diversi pubblicati tutti sulla Gazzetta Ufficiale, il primo lo scorso giugno, il secondo proprio in questi giorni e il terzo atteso a novembre, l’Anas mette sul piatto circa 1,3 miliardi di euro nell’ambito del piano #bastabuche per lavori di risanamento e pavimentazione delle strade e per la manutenzione di ponti e viadotti. Sono previsti interventi in tutte le regioni italiane.

MANUTENZIONE STRADALE ANAS: A OTTOBRE 2019 520 MILIONI PER LA PAVIMENTAZIONE

Anas sta lavorando a pieno regime per attivare nuovi cantieri sul territorio nazionale”, ha dichiarato l’amministratore delegato dell’azienda Massimo Simonini, “Sia per contribuire al rilancio del settore sia per rendere più competitivo il nostro Paese con infrastrutture sicure, moderne ed efficienti”. In particolare il nuovo bando di ottobre da 520 milioni di euro (che sommati agli altri due da 380 milioni ciascuno consente di raggiunge la cifra di 1,3 miliardi stanziati in pochi mesi), suddiviso in 20 lotti, è destinato principalmente all’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione sull’intera rete.

LE OPERE DI MANUTENZIONE SARANNO AVVIATI CON LA MASSIMA TEMPESTIVITÀ

L’appalto di ottobre, di durata quadriennale, sarà attivato mediante Accordo Quadro che garantisce la possibilità di avviare i lavori con la massima tempestività rispetto alla programmazione della manutenzione stradale, consentendo quindi risparmio di tempo e maggiore efficienza nell’esecuzione. Come specificato sul bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’importo di 520 milioni di euro è composto da 495 milioni e 40 mila per lavori da eseguire, mentre i restanti 24 milioni e 960 mila euro sono per gli oneri relativi alla sicurezza non assoggettati a ribasso. Il termine per la presentazione delle offerte è fissato al 19 novembre 2019.

MANUTENZIONE STRADALE: A NOVEMBRE 2019 ALTRI 380 MILIONI PER PONTI E VIADOTTI

Anas, si legge in una nota rilasciata dall’Ente nazionale per le strade, sta già sottoponendo da tempo i 30 mila km di strade e autostrade in gestione a una robusta cura di manutenzione. La nuova tranche del piano #bastabuche consentirà di eseguire interventi di pavimentazione e rifacimento della segnaletica orizzontale anche sui 3 mila chilometri di strade rientrate dalle Regioni e dalle Province che, dopo anni di abbandono, potranno innalzare notevolmente i loro livelli di servizio, sicurezza e qualità. Come già anticipato, l’altro bando che sarà pubblicato in G.U. il prossime mese di novembre, da 380 milioni di euro, servirà soprattutto per interventi di manutenzione su ponti e viadotti.

The post Manutenzione stradale: Anas stanzia 1,3 miliardi per opere urgenti appeared first on SicurAUTO.it.

In Italia circolano 39 milioni di auto, il 30% con oltre 13 anni

di Donato D'Ambrosi

Previsioni traffico agosto 2019

I blocchi al traffico delle auto fino a Euro 3 nelle grandi città sono ormai un fattore comune, ma in Italia ce ne sono ancora tantissime che hanno oltre 13 anni di età. L’analisi delle auto circolanti in Italia è stata fatta dall’Osservatorio Autopromotec su dati ACI. Oltre il 30% è stato immatricolato fino al 2003. Anche se l’effetto del dieselgate, l’inasprimento delle norme UE sulle emissioni hanno stravolto le cose negli ultimi 5 anni. Ecco come è cambiato il parco circolante italiano dalle Euro 0 alle Euro 6.

LE AUTO CIRCOLANTI IN ITALIA

In Italia a fine 2018 circolavano ancora 13,7 milioni di autovetture (e cioè il 35,3% sul totale del parco circolante) di categoria inferiore o uguale a Euro 3. Si tratta di auto immatricolate prima del 2006 e quindi non dotate dei più recenti dispositivi di abbattimento delle emissioni inquinanti e nocive. Il dato, che emerge da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec (la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket auto), ripropone in tutta la sua importanza l’emergenza dell’inquinamento che, come accade ogni anno con l’arrivo della brutta stagione, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri ed aree urbane del nostro Paese.

QUANTE AUTO IN ITALIA DA EURO 0 A EURO 6

I dati riportati nella tabella qui sopra evidenziano anche come è cambiata la composizione del parco circolante dal 2015 al 2018 per categoria di emissione. La quota delle auto fino a Euro 3 compresa è diminuita dal 44,8% del 2015 al 35,3% del 2018 (-9,5 punti percentuali). Tenendo in considerazione che esiste un’importante quota di utenti che non può cambiare il veicolo, non per scelta ma per necessità economiche, resta essenziale agli effetti dell’inquinamento lo stato di manutenzione del mezzo.

LA MANUTENZIONE SULLE AUTO PIU’ VECCHIE NE ALLUNGA LA VITA

Un’inefficace manutenzione oltre a procurare problemi di sicurezza agli occupanti del veicolo e agli altri utenti della strada, fa aumentare i consumi e quindi le emissioni inquinanti. “Oltre ad accelerare la sostituzione del nostro parco circolante fortemente invecchiato durante la crisi, – emerge dall’analisi Autopromotec – “è  fondamentale mantenere in buone condizioni di efficienza le auto circolanti ed in particolare le auto più anziane”.

The post In Italia circolano 39 milioni di auto, il 30% con oltre 13 anni appeared first on SicurAUTO.it.

Sicurezza stradale: la Lombardia stanzia 10 milioni per opere infrastrutturali

di Raffaele Dambra

sicurezza stradale in Lombardia

Il piano per migliorare la sicurezza stradale in Lombardia prevede la realizzazione di oltre 70 progetti per una spesa che ammonta a circa 25 milioni di euro. Di cui 10 milioni a carico dell’ente Regione Lombardia, il resto distribuito tra i comuni e le province che saranno interessate dai lavori. In particolare i progetti contemplano: a) la creazione o il rifacimento di opere infrastrutturali come rotatorie, attraversamenti pedonali e ciclabili, segnaletica (anche luminosa) e piste e percorsi ciclo-pedonali; b) l’installazione di nuovi semafori, di barriere di sicurezza e di impianti di illuminazione; c) la sistemazione e la messa in sicurezza della sede stradale, delle banchine di fermata di bus, di isole salvagente e dell’arredo urbano specifico per la moderazione del traffico.

MIGLIORARE LE STRADE IN LOMBARDIA PER RIDURRE GLI INCIDENTI

La riduzione del numero di incidenti è un obiettivo importante della Regione Lombardia“, ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato. “Obiettivo che perseguiamo anche attraverso la riqualificazione e il miglioramento delle strade lombarde”. Mentre Silvia Pini, assessora alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, ha rimarcato che “con queste risorse si potranno effettuare interventi strutturali significativi per potenziare la viabilità e la manutenzione delle strade. In un’ottica di prevenzione della sinistrosità e di messa in sicurezza della rete stradale del territorio della Lombardia“.

SICUREZZA STRADALE IN LOMBARDIA: I PROGETTI APPROVATI

Come detto, sono più di 70 i progetti che saranno messi in atto per la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione dell’incidentalità sulle strade lombarde. Così distribuiti:
Provincia di Bergamo: 4 progetti per una spesa totale di 1.862.500 euro, di cui 500.000 dalla Regione;
Provincia di Brescia: 12 progetti per una spesa totale di 3.571.242 euro, di cui 1.371.583 dalla Regione;
– in Provincia di Como: 3 progetti per una spesa totale di oltre 1.000.000 di euro, di cui 450.000 dalla Regione;
Provincia di Cremona: 5 progetti per una spesa totale di 2.216.000 euro, di cui 855.000 dalla Regione;
Provincia di Lecco: 1 progetto per una spesa totale di 208.511 euro, di cui 94.500 dalla Regione;
– in Provincia di Lodi: 4 progetti per una spesa totale di 848.000 euro, di cui circa 360.000 dalla Regione;
Provincia di Mantova: 7 progetti per una spesa totale di 2.350.000 euro, di cui 961.000 dalla Regione;
Provincia di Milano: 10 progetti per una spesa totale di circa 3.800.000 euro, di cui quasi 1.500.000 dalla Regione;
– in Provincia di Monza e Brianza: 8 progetti per una spesa totale di circa 3.360.000 euro, di cui oltre 950.000 dalla Regione;
Provincia di Pavia: 5 progetti per una spesa totale di 1.112.000 euro, di cui circa 500.000 dalla Regione;
Provincia di Sondrio: 4 progetti per una spesa totale di 1.064.000 euro, di cui circa 470.000 dalla Regione;
– in Provincia di Varese: 9 progetti per una spesa totale di quasi 3.300.000 euro, di cui circa 1.230.000 dalla Regione.

Per il dettaglio sulle zone interessate dai progetti vi rimandiamo a questo link.

The post Sicurezza stradale: la Lombardia stanzia 10 milioni per opere infrastrutturali appeared first on SicurAUTO.it.

Buche a Roma: Raggi festeggia 1 milione di mq di asfalto rifatto

di Raffaele Dambra

Buche a Roma

Il problema (reale) delle buche a Roma è stato sovente utilizzato dagli oppositori di Virginia Raggi per attaccare l’amministrazione della prima cittadina. Ma adesso la sindaca della Capitale si è presa una prima rivincita annunciando i numeri, senza dubbio incoraggianti, che riguardano il rifacimento delle strade a Roma negli ultimi due anni. Con un post su Facebook che ha ricevuto ben 17 mila like, Raggi ha annunciato infatti che la superficie di manto stradale rifatto ha raggiunto 800.000 mq circa, e che entro la fine del 2019 supererà quota 1 milione.

BUCHE A ROMA: LA RIVINCITA DELLA SINDACA VIRGINIA RAGGI

Immaginate 150 campi da calcio”, ha scritto una raggiante Virginia Raggi nel post su Facebook. “Metteteli in fila uno dietro l’altro. Bene, sono le strade nuove che abbiamo rifatto a Roma negli ultimi due anni. Questa è l’esatta dimensione della superficie di strade oggetto di lavori nel 2018 e nel 2019. Entro la fine di quest’anno arriveremo infatti a oltre 1 milione di metri quadri di manto stradale completamente rinnovato”. In particolare i metri quadrati di strade rifatte nel 2018 sono stati 380.215,35, mentre nel 2019 gli interventi hanno interessato finora 420.165,08 mq. E con i 253.599 mq previsti entro il prossimo 31 dicembre la soglia psicologica del milione di metri quadri sarà ampiamente superata, raggiungendo precisamente 1.053.979,43. E nel 2019 si avrà un 43,5% in più di vie riasfaltate rispetto all’anno prima.

BUCHE A ROMA: “STIAMO RISOLVENDO IL PROBLEMA NEL SEGNO DELLA TRASPARENZA E DELLA LEGALITÀ”

Sono numeri importanti che testimoniano il nostro impegno per restituire a cittadini, automobilisti e motociclisti e ciclisti strade sicure e decorose, nel segno della trasparenza e della legalità”, ha concluso la sindaca. Gli ultimi interventi per risolvere il problema delle buche a Roma hanno riguardato via Giovanni Camillo Peresio nel VI Municipio (quartiere Torrespaccata), dove oltre al rifacimento dell’asfalto sono state pulite le caditoie e ripristinati i marciapiedi sconnessi.

Immaginate 150 campi da calcio. Metteteli in fila uno dietro l’altro. Bene, sono le #StradeNuove che abbiamo rifatto a…

Geplaatst door Virginia Raggi op Woensdag 25 september 2019

STRADE RIFATTE E BILANCIO ATAC: ROMA STA RISORGENDO?

Insomma, dopo tanti attacchi social e non solo (ricorderete la pesante ironia per i post trionfali sulla macchinetta mangia plastica mentre nel frattempo le strade di Roma cadevano a pezzi), Virginia Raggi e l’amministrazione del Movimento 5 stelle hanno finalmente segnato un punto a loro favore. Anche se c’è da fare ancora tanto (ma non è affatto semplice). Intanto un altro bel risultato riguarda l’oculata gestione dell’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici della Capitale, che ha chiuso un bilancio in utile per la prima volta nella storia realizzando nel 2018 profitti per 839.558 euro. I cittadini romani sperano ovviamente che almeno una parte si utilizzino per cambiare la vetusta flotta degli autobus (l’ultimo si è incendiato appena due giorni fa).

BUCHE A ROMA: NON TUTTI SONO CONVINTI DEL BUON LAVORO DELL’AMMINISTRAZIONE RAGGI

Di fronte a questi bei risultati, dobbiamo per dovere di cronaca riportare anche una voce contraria e molto critica verso l’amministrazione Raggi. Un reportage pubblicato sull’ultimo numero di Panorama ha fornito infatti numeri impietosi sulla sicurezza stradale a Roma. Spiegando che nel primo semestre del 2019 si sono verificati nella Capitale ben 15.000 sinistri; mentre da gennaio a settembre si sono contate 103 vittime della strada. Di cui almeno il 30% causate dalle pessime condizioni dell’asfalto. Inoltre numerosi consiglieri dell’opposizione lamentano che i decantati lavori di asfaltatura delle strade si riducono spesso in semplici quanto inutili rattoppi. Portando come esempio (ma purtroppo ce ne sarebbero tanti altri) il caso del giovane scooterista che lo scorso 24 luglio è deceduto per una caduta provocata da una buca sul manto stradale. Buca che era stata ‘riparata’ per ben tre volte nelle settimane precedenti. L’inchiesta aperta per omicidio colposo chiarirà se quei rattoppi sono stati eseguiti nel rispetto delle regole.

The post Buche a Roma: Raggi festeggia 1 milione di mq di asfalto rifatto appeared first on SicurAUTO.it.

Pneumatici auto: le novità ETRTO 2019 per gommisti e automobilisti

di Donato D'Ambrosi

L’Organizzazione Tecnica Europea per gli Pneumatici ed i Cerchi ha pubblicato le nuove linee guida 2019 e le raccomandazioni per un corretto montaggio e uso degli pneumatici. Il documento è indirizzato soprattutto ai gommisti e installatori ma anche a tutti gli automobilisti, motociclisti e cicliti che vogliono restare aggiornati sul modo corretto di conserva e fare manutenzione agli pneumatici. Ecco tutte le novità più importanti sull’invecchiamento, lo stoccaggio e il rodaggio degli pneumatici.

ETRTO 2019, LE NOVITA’

Rispetto alla precedente edizione (2013) l’ETRTO 2019 introduce nuove indicazioni integrative rispetto a quanto era già stato delineato in passato. Nulla che spazzi via quanto già si sapeva sul corretto montaggio e uso degli pneumatici ma trafiletti chiarificatori sulle domande e gli argomenti che anche i professionisti si sono trovati a fronteggiare. Ad esempio è necessario fare il rodaggio agli pneumatici? Cosa bisogna fare per limitare l’invecchiamento degli pneumatici, visto che legalmente il CdS tiene conto solo della profondità del battistrada?

STOCCAGGIO PNEUMATICI CON E SENZA CERCHI

Le novità ETRTO 2019 sullo stoccaggio degli pneumatici interessano non solo i gommisti ma anche gli automobilisti che alternano il treno di gomme alle invernali e le conservano in garage. “Gli pneumatici montati su veicoli quali caravans e carrelli rimorchio per barche che vengono lasciati fermi per lunghi periodi tendono ad invecchiare ed a screpolarsi più rapidamente di quelli usati di frequente. In questi casi è importante alleggerire gli pneumatici dal peso che grava su di essi, sollevando su supporti il veicolo e ricoprirli per proteggerli dalla luce direttaRiservare particolare attenzione agli pneumatici delle ruote di scorta”. In generale, vale il consiglio di non usare pneumatici non nuovi di cui non si conosce la storia del loro impiego, della loro manutenzione o delle condizioni di stoccaggio.

RODAGGIO E TEMPERATURA VALVOLE

L’ETRTO chiarisce ulteriormente anche una domanda che riguarda il rodaggio degli pneumatici dopo la prima installazione. Un’indicazione che riguarda soprattutto i motociclisti “gli pneumatici nuovi non dovrebbero essere sottoposti a brusche accelerazioni, sterzate e frenate improvvise per almeno i primi 100 chilometri. Se non si rispetta questo consiglio si potrebbe andare incontro a delle perdite di controllo del veicolo.” Poi l’ETRTO ricorda anche agli installatori l’importanza di conservare nel modo corretto anche le valvole in gomma da sostituire al montaggio delle gomme. “Se la temperatura di stoccaggio è al di sotto dei 15°C, la valvola dovrebbe essere portata a temperatura ambiente prima dell’installazione”. Per calzarla nel cerchio si tira con un utensile specifico. “Anche se immagazzinati in maniera corretta i componenti in gomma delle valvole potrebbero diminuire l’elasticità con l’invecchiamento” Una condizione piuttosto restrittiva che non tutte le officine di montaggio pneumatici potrebbero seguire fedelmente.

The post Pneumatici auto: le novità ETRTO 2019 per gommisti e automobilisti appeared first on SicurAUTO.it.

Manutenzione stradale in stallo: dopo +18% nel 2019, non c’è più bitume

di Donato D'Ambrosi

La manutenzione stradale è nuovamente in stallo, a lanciare l’allarme e l’Associazione SITEB che monitora il consumo di bitume impiegato per riparare le strade. Dopo una crescita del 12% nel 2018 e un inizio molto positivo nei primi 5 mesi del 2019 (+18%), il consumo di bitume si è fermato. L’indice diretto dell’attività di ripristino e manutenzione stradale è fermo per mancanza della materia prima.

+6% CONSUMO DI BITUME TRA IL 2018 E IL 2019

Un nuovo allarme sulla manutenzione delle strade arriva dal SITEB, (Strade Italiane e Bitume) che rappresenta l’intera filiera delle strade e del bitume in Italia. Nei primi 5 mesi del 2019 la produzione di bitume è cresciuta di +18%, ma con l’estate si sono fermati i lavori di manutenzione delle strade. Il motivo non è legato alla chiusura di cantieri stradali per consentire una buona viabilità. Da giugno 2019 la componente principale dell’asfalto non è più disponibile sul mercato. Il Presidente SITEB Michele Turrini: “le condizioni di mercato sono favorevoli, ma la produzione di bitume è insufficiente per il mercato nazionale”.

A CHE SERVE IL BITUME

Il bitume è il costituente principale di quello che comunemente è conosciuto come asfalto per rivestire le superfici stradali carrabili. In realtà l’asfalto è più propriamente indicato come conglomerato bitumoso perché costituito da una miscela di inerti (pietrisco e sabbia di granulometria variabile), resine, polverino di gomma ottenuta da PFU e leganti bitumosi. Il bitume si può trovare in natura oppure essere prodotto industrialmente. Si ottiene anche dall’evaporazione dei residui di petrolio nei giacimenti naturali.

CRESCE LA DOMANDA MA L’OFFERTA DI BITUME E’ AL PALO

Il bitume artificiale è un sottoprodotto della distillazione frazionate del petrolio. E sarebbe questa la ruota del meccanismo che influenza la manutenzione delle strade in Italia. “Oggi le nostre imprese vivono un paradosso”, spiega Turrini, “da una parte sussistono condizioni di mercato favorevoli che non vedevamo da tempo. Finalmente dopo anni di blocco la domanda di lavori stradali è tornata a crescere, così come gli appalti banditi dalle pubbliche amministrazioni. Dall’altra parte, però questa crescita è frenata da una carenza di materia prima (il bitume) che rischia di essere del tutto insufficiente per il mercato nazionale dei lavori stradali. Le nostre imprese sono pronte a operare, ma senza bitume resteranno ferme al palo”.

The post Manutenzione stradale in stallo: dopo +18% nel 2019, non c’è più bitume appeared first on SicurAUTO.it.

❌