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Si diffonde il nuovo tema Material per Google Play Libri

di Roberto F.

Diverse applicazioni di Google negli ultimi mesi si sono aggiornate introducendo il nuovo tema Material e l'ultima della serie è Google Play Libri

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Dove trovare audiolibri gratis

di Alessio Salome
Visto che siete amanti della lettura e volete sfruttare il poco tempo libero a disposizione, vi state chiedendo dove trovare audiolibri gratis su Internet. Nelle prossime righe vi elencheremo una serie di servizi online molto leggi di più...

Recensione Ucronia di Elena di Fazio

di Valerio Porcu
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Intrigo sulla Stazione spaziale, trattenete il respiro!

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Google Play Libri passa al nuovo Material Theme

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Google Play Libri è l'ultima applicazione di Big G ad aggiornarsi alla nuova impostazione estetica denominata Material Theme.

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90 anni di Philip Dick, ritorno a La svastica sul sole

di Valerio Porcu
Retrocult cover

Nota del curatore. Che cosa è reale? A quale luogo appartengo? Come vedere la verità sono variazioni sul tema di uno stesso topos narrativo, diffuso e comune nella narrativa fantastica, in particolare fantascientifico.

Una dicotomia su cui Dick ha costruito, non per forza consapevolmente, un intero corpus di opere. E nel farlo ha realizzato ciò che più di tutto caratterizza la narrativa fantascientifica – ed è parte anche del Fantastico, con una piccola ma notevole differenza.

Non la speculazione sul futuro, non i robot e le astronavi, non i computer o la genetica. La fantascienza di Dick è prima di tutto un’alterazione della realtà, una sua destrutturazione e ricostruzione in chiave politica (da non confondere con ideologica).

Se l’essenza del Fantastico è costruire nuove realtà, la science fiction, anche grazie a Dick, è un’operazione più raffinata del fantasy perché non perde contatto con il quotidiano che chiamiamo realtà, e chiama la narrativa a farsi strumento di nuove letture, spesso coraggiose e rivelatrici. L’eredità di Philip Dick, a 90 anni dalla sua nascita, non potrebbe essere più preziosa.

Valerio Porcu

Roberto Paura

 Collabora con numerose testate culturali, tra cui Quaderni d’Altri Tempi, L’Indiscreto, Il Tascabile, Esquire. È stato giornalista scientifico per Fanpage e consulente per la comunicazione della Fondazione IDIS-Città della Scienza. Dal 2013 è presidente dell’Italian Institute for the Future, dal 2015 dottorando di ricerca all’Università di Perugia. È autore di cinque libri.

La svastica sul Sole

Nel 1974 Philip Dick si decise a iniziare un seguito del suo maggiore successo, The Man in the High Castle, di cui in Italia è invalsa la traduzione con il più evocativo (ma decisamente meno dickiano) titolo di La svastica sul sole. Quel romanzo gli era valso il Premio Hugo, massimo riconoscimento nel mondo della fantascienza, e un deciso successo di critica e pubblico, ma ancora limitato al solo ambito – pur ampio, negli Stati Uniti – dei lettori di science fiction.

La svastica sul sole Philip Dick

Dick invece sognava di sfondare come autore mainstream, un’ambizione che ogni tanto si riaffacciava per essere prontamente soffocata dal bisogno di sbarcare il lunario, obiettivo che solo le sue storie fantascientifiche erano in grado di realizzare.

Per la verità, il confine tra fiction fantastica e fiction realistica è sempre stato estremamente tenue nelle opere di Dick, e con l’andare degli anni era diventato sempre più sfumato, esattamente come il confine che separa il nostro mondo da quello in cui è ambientato La svastica sul sole.

Nel seguito del romanzo, di cui furono scritti solo due capitoli, i nazisti hanno trovato un modo per varcare quel confine. Il progetto Nebenwelt (“mondo adiacente”) sfrutta tecnologie quantistiche per entrare – e in futuro invadere – il nostro piano della realtà.

Dick non volle avventurarsi oltre: inizialmente entusiasta dell’idea che aveva avuto, probabilmente frutto delle sue letture meta-scientifiche, nelle quali poteva essersi imbattuto nella nota interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, nel marzo di quell’anno si trovò infatti improvvisamente vittima di un episodio simile a quello che il signor Tagomi sperimenta nel romanzo; un episodio che lo costrinse a mettere tutto da parte e trasformare la sua stessa vita in un romanzo, varcando definitivamente il confine tra realtà e fiction.

Il romanzo

Di che episodio si tratta? Il mite Tagomi, funzionario del commercio giapponese negli Stati Uniti d’America del Pacifico, sottoposti all’amministrazione (e all’occupazione) dell’Impero giapponese, è stato costretto a uccidere due sicari nazisti inviati dall’ambasciatore del Reich per far naufragare un vertice segreto, in cui una spia tedesca avrebbe passato a un alto funzionario giapponese tutti i dettagli di un’operazione militare con cui il Reich intende farla finita con gli alleati nipponici, nuclearizzando le loro Isole Patrie.

Philip K. Dick

Sconvolto dagli avvenimenti e dall’uccisione dei due uomini, che va contro la sua spiritualità, Tagomi ha un crollo nervoso. In cerca di conforto, si lascia convincere da un suo contatto, il commerciante di antiquariato americano Robert Childan, ad acquistare un banale ciondolo d’argento, privo di qualsiasi valore storico.

Childan gli assicura che il ciondolo è in armonia col Tao. Osservandolo a lungo seduto su una panchina nel parco, Tagomi viene investito da una luce argentea e improvvisamente si ritrova in una realtà diversa. Apparentemente il parco è lo stesso e così San Francisco. Ma una grande, orribile sopraelevata che non aveva mai visto ora si staglia sopra di lui. I taxi a pedali sono scomparsi. I bianchi non si alzano più per cedergli il posto quando entra in un bar. I barboni dormono sulle panchine. Sconvolto e angosciato, Tagomi riesce infine a ritrovare il ciondolo e ritornare nel suo mondo.

Il 2 marzo 1974, aprendo la porta di casa per ricevere la commessa della farmacia che doveva portargli un analgesico per lenire il dolore al dente dopo un’operazione, Dick è abbagliato dalla luce di un ciondolo che la ragazza porta al collo, e che ha la forma di un pesce, il simbolo paleocristiano. È l’inizio di un percorso che porterà Dick, come Tagomi, a mettere in dubbio la sua intera realtà e a chiedersi se il mondo in cui vive sia davvero quello “originale”, e non un falso.

La svastica sul Sole, come sostanzialmente tutta l’opera di Dick, ruota intorno a questo concetto. Nel romanzo le potenze dell’Asse hanno vinto la guerra e si sono spartite il mondo, nonché gli Stati Uniti, divisi – come la Germania del dopoguerra nella nostra realtà – in tre aree: la fascia ovest ai tedeschi, quella orientale ai giapponesi, in mezzo gli Stati delle Montagne Rocciose, una zona neutrale.

I nazisti, sempre infidi e presi dai loro giochi di potere per la successione del cancelliere Martin Bormann, che ha sostituito il sifilitico ma ancora vivo Hitler, progettano una terza guerra mondiale per conquistare l’Impero giapponese, con i quali si trovano da tempo in un clima di guerra fredda analogo a quello che, nel nostro mondo, divide Stati Uniti e Unione Sovietica in quegli anni.

Su questo sfondo si dipanano le vicende dei tipici personaggi dickiani, sconfitti dalla vita e votati alla mediocrità, ma misteriosamente in grado di influenzare il corso degli eventi: Frank Frink e l’ex moglie Juliana, il primo artigiano a San Francisco, la seconda istruttrice di judo nelle Montagne Rocciose; l’ansioso commerciante Robert Childan, che vende prodotti della storia americana, perlopiù contraffatti, ai vincitori giapponesi, nei cui confronti prova un sentimento di attrazione e ostilità; il signor Tagomi, che si ritrova immischiato in un complotto ai massimi livelli per salvare il mondo dalla guerra.

C’è anche l’uomo che dà il titolo al romanzo, e che conosciamo solo nelle ultime pagine: lungi dal vivere in una fortezza, Hawthorne Abendsen vive in una villetta di periferia con la moglie, come il suo alter-ergo, Philip Dick, ed è l’autore del romanzo La cavalletta non si alzerà più, che racconta di un mondo in cui l’Asse ha perso la guerra e Stati Uniti e Impero britannico si sono divisi il mondo.

Si tratta di un libro proibito, naturalmente, ma che leggono tutti. Joe Cinnadella, sedicente camionista ed ex veterano di guerra italiano, ma in realtà sicario delle SS, lo vuole stanare e uccidere, non prima di essersi fatto raccontare la verità. Perché sono in molti a credere che il romanzo di Hawthorne racconti qualcosa di più; che non sia solo fiction.

Juliana Crain nella serie prodotta da Amazon

Juliana se ne rende presto conto:

In questo libro c’è molto di più“, ragiona. “Che cosa voleva dire Abendsen? Niente sul suo mondo di fantasia. Sono io la sola a saperlo? (…). Ci ha parlato del nostro mondo. Di questo mondo che in questo momento è intorno a noi”.

Come tutti i personaggi del romanzo, e come lo stesso Dick negli anni in cui La svastica sul sole fu scritto, Abendsen consulta continuamente il millenario testo taoista dell’I Ching, il Libro dei Mutamenti. L’ha usato per avere indizi sul romanzo che ha scritto, ne è stato guidato, esagramma dopo esagramma, per dipanare l’ambientazione e la trama de La cavalletta non si alzerà più.

Dick fece lo stesso. A ogni svolta della trama ha lanciato in aria le tre monetine cinesi per comporre l’esagramma destinato a fornirgli l’indizio con cui continuare il romanzo. Alla fine l’I Ching si “rifiuterà” di suggerirgli un finale definitivo, e per questo La svastica sul sole ha un finale aperto. Abendsen sospetta – e Juliana alla fine scopre – che l’I Ching gli ha voluto dire qualcosa. Gli ha fatto scrivere un romanzo che racconta la realtà. Nel mondo vero, gli Alleati hanno vinto la guerra. Quello in cui vivono è un mondo fittizio, alterato. Fuori dall’equilibrio del Tao, che l’I Ching cerca di ricostruire.

Chung Fu: verità interiore

A questo punto, dovreste aver iniziato a intuire la verità; o, perlomeno, la verità che Dick inizia a intuire a sua volta nel 1974. Abbandonando il suo sequel, che racconta di mondi paralleli seguendo il tradizionale tracciato della fantascienza, inizia a riflettere sui suoi stessi romanzi.

Non è forse vero, ragiona, che buona parte della sua produzione gira intorno alla dicotomia vero/falso? E se in qualche modo qualcuno, qualcosa, avesse cercato di fargli scoprire, attraverso quei romanzi, la “verità interiore”, “Chung Fu”, l’esagramma che a più riprese compare ne La svastica sul sole, avvertendo i protagonisti dell’esistenza di una realtà nascosta?

Il sig. Tagomi nella serie di Amazon

Inizialmente Dick non include La svastica nel corpus di romanzi che trattano di questo tema. È ancora convinto che parli di mondi paralleli. Ma ben presto, come scopriamo leggendo L’Esegesi, il racconto della sua indagine interiore, arriva a capire: non c’è nessun mondo parallelo, esiste un’unica realtà, e nel romanzo, in qualche modo, una realtà fittizia si è sostituita a quella reale, violando l’armonia del Tao. L’unico modo per ritornare al mondo reale, quello che Tagomi sperimenta per pochi attimi, è tornando al cuore delle cose, alla loro autenticità, grattando via la patina illusoria.

Questo aspetto, inevitabilmente, è assente nella fortunata trasposizione televisiva di Amazon Prime che è arrivata finora alla terza stagione, The Man in the High Castle (Amazon Prime Video). Pur non mancando di omaggiare in più punti e spesso in modo inaspettato il dettato dell’opera dickiana, la serie televisiva, come naturale in una trasposizione, se ne discosta, per assecondare le linee narrative più promettenti, come quelle del conflitto tra la Resistenza (assente nel romanzo), l’Impero giapponese e il Grande Reich Nazista.

C’è inoltre, nel romanzo, una sottigliezza assente nella serie: La cavalletta non racconta esattamente la storia del nostro mondo, mentre invece Tagomi, indubitabilmente, si ritrova in esso per pochi minuti (la prova è nella sopraelevata dell’Embarcadero, costruita a San Francisco nel 1959 e demolita solo agli inizi degli anni Novanta).

Cosa significa? Che La cavalletta resta un’opera di fiction, uno strumento per avvicinarsi alla verità, ma non racconta la realtà, perché non è questo lo scopo della fiction. Analogamente, i romanzi di Dick, secondo l’autore, non raccontano alcuna realtà, ma possono mettere il lettore sulla buona strada per scoprire la “verità interiore”. La svastica sul sole sembra essere un sottile, addirittura delicato interrogarsi su cosa sia la realtà. Come se solo i due libri in esso, La cavalletta e I Ching, fossero davvero l’unica realtà concreta. Strano, appunta Dick nell’Esegesi. Anche lui ancora non sa come interpretare il suo stesso romanzo.

Falsificare la realtà

Concentriamoci su Frank Frink e Robert Childan. Frink lascia il suo lavoro come artigiano-operaio in una fabbrica di oggetti americani d’epoca contraffatti, di cui gli occupanti giapponesi vanno pazzi, per avviare col suo socio Ed un’attività di orafo di gioielli d’arte contemporanea, privi di storia, certo, ma autentici, a differenza delle Colt contraffatte che anche Childan, ignaro, rivende ai compratori giapponesi.

Frank Frink nella serie Amazon

Inizialmente restìo ad acquistare la merce di Frank ed Ed, che ritiene invendibile pur apprezzandone la fattura, Childan si convince a tentare. Porta uno di questi gioielli a un suo acquirente fedele, un giovane e influente membro dell’establishment giapponese in America. Questi gli propone di avviarne una produzione in serie, trasformare i gioielli in amuleti portafortuna, paccottiglia di scarso valore per cui, tuttavia, è convinto che esista un mercato tra i giapponesi.

Childan inizialmente pare accettare, sedotto dalle prospettive di abbondanti guadagni, ma poi comprende la verità interiore: la proposta fa parte di una strategia – consapevole o inconsapevole – che gli occupanti giapponesi hanno messo in atto contro gli americani sconfitti. Negare loro la possibilità di un futuro. Condannarli al solo ricordo di un passato perduto, rappresentato dagli oggetti di antiquariato e modernariato, peraltro contraffatti.

Simulacri e surrogati. Svilendo l’arte americana, i giapponesi ne squalificano la cultura, la capacità creatrice, il tipico ingegno yankee; se ne assicurano l’asservimento. Childan capisce e si rifiuta. Non accetterà il progetto, anzi pretende le scuse del giapponese. Poi vende uno dei gioielli a Tagomi. “Questa è la nuova vita del mio paese, signore. L’inizio, sotto la forma di minuscoli semi immortali. Di bellezza”, dice a Tagomi. L’autentico che si sostituisce al falso. Il presente reale che si sostituisce al passato contraffatto. E, non a caso, sarà proprio attraverso di esso che Tagomi entrerà in contatto con il vero mondo, anche se per poco.

In tutto quello che ho scritto (incluso La svastica sul sole, in particolare) c’è una preoccupazione per i falsi e il falso: mondi falsi, umani falsi, oggetti falsi, tempo falso eccetera (…) E in La svastica sul sole ci sono degli oggetti volutamente falsificati… in un mondo in cui tutto potrebbe essere falso (per esempio, in cui l’Asse ha vinto la Seconda guerra mondiale!)», scrive Dick nell’Esegesi. Nella sua conferenza intitolata “Come costruire un universo che non cada a pezzi dopo due giorni”, pronunciata nel 1978, si spingerà oltre: Realtà false genereranno esseri umani falsi. Oppure falsi esseri umani produrranno false realtà e le venderanno ad altri esseri umani, trasformandoli, infine, in contraffazioni di sé stessi. Alla fine, ci ritroviamo con falsi esseri umani che inventano false realtà per spacciarle ad altri falsi esseri umani.

Qual è il libro e qual è il mondo?

La svastica sul sole Philip Dick

Ma allora, chi ha creato la falsa realtà in cui vivono i protagonisti de La svastica sul sole? La prima risposta è che siano stati i nazisti e i giapponesi. Come osserva Emmanuel Carrère nella sua brillantissima biografia dedicata a Dick, Io sono vivo, voi siete morti (1993), la falsificazione della realtà rappresenta l’apoteosi dello Stato totalitario, ancora più radicale della manipolazione della storia messa in atto dal regime di Oceania in 1984.

Letture consigliate

Dick, lettore disordinato che traeva concetti taoisti da manuali di giardinaggio e si informava principalmente sull’Enciclopedia britannica, aveva letto sicuramente Hannah Arendt (perlomeno La banalità del male), i resoconti dei processi di Norimberga e la monumentale Storia del Terzo Reich di William Shirer. Da lì era riuscito a farsi un’idea precisa delle finalità del progetto nazista, la cui sinistra eco riecheggia in tutto il romanzo, descrivendo un mondo nel quale il Male è palpabile come la morte, come ha scritto Lawrence Sutin nella sua biografia di Dick.

Secondo la ricostruzione di Carrère, leggendo Arendt Dick si era convinto che “lo scopo degli Stati totalitari fosse quello di tagliare fuori le persone dalla realtà, di farle vivere in un mondo fittizio. Gli Stati totalitari hanno dato corpo a una fantasia: la creazione di un universo parallelo”. Dick approderà a quest’idea tra il 1974 e il ’75, quando si convincerà che la visione che ha avuto gli abbia permesso di vedere per un istante il mondo reale nel quale l’Impero romano ha imprigionato l’umanità in una Gabbia di Ferro Nera, fermando il tempo al 70 d.C., dominando il mondo col pugno di ferro.

Quei pochi “risvegliati” in grado di percepire la vera realtà sono in tutto e per tutto simili agli Apostoli, impegnati nell’immenso sforzo di liberare l’umanità dalla schiavitù dell’Impero attraverso l’insegnamento gnostico cristiano. Analogamente, ne La svastica sul sole, Tagomi, Hawthorne, Frank e Juliana sono inconsapevolmente apostoli della verità nascosta.

Ma è possibile anche un’altra ipotesi. E cioè che la falsificazione sia inconsapevole e autoindotta. La produzione in serie di manufatti contraffatti, specialità dell’industria in cui lavora Frank è un indizio di un processo autogenerante di falsificazione della realtà, in cui continuamente l’elemento autentico viene sostituito dal suo surrogato.

La svastica sul sole Philip Dick

Come nel racconto di Borges (autore amato da Dick) Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, introducendo gradualmente nel mondo reale un elemento fittizio diventa possibile, mattone dopo mattone, costruire una realtà altra. Può darsi che questo processo sia guidato da poteri occulti, come Dick immaginava; ma può anche essere che sia autoriproduca, un’altra ipotesi presente nell’Esegesi. Per usare le parole di Borges: Quasi immediatamente, la realtà ha ceduto in più punti. Quel ch’è certo, è che anelava di cedere.

Simulacri e falsificazione sono temi oggi diventati mainstream. Sappiamo che le narrazioni falsificate, le fake news, sono lo strumento per produrre realtà fittizie, dove prosperano le forze dell’autoritarismo. Il risorgimento dei fascismi era una possibilità concreta nei cui confronti Dick ci ha messo in guardia. Come ha scritto Antonio Caronia in La macchina della paranoia (2006):

La svastica sul sole non può significare che questo: il nazismo è sempre attuale, sempre in agguato, può contaminare in forme nuove anche la “democrazia”, perché si basa su una struttura mentale, su un insieme di possibilità che fanno parte a pieno titolo della “natura umana”, e questa struttura mentale e queste possibilità sono sempre a disposizione del potere politico ed economico, che può usarle come e quando vuole, se lo ritiene necessario, per i propri obiettivi.

Nel mondo reale, Dick si convince a un certo punto che sia il Nuovo Testamento a dover rappresentare, come La cavalletta nella Svastica, la “perturbazione nel campo della realtà” in grado di risvegliare i dormienti e renderli consapevoli di vivere in un mondo fittizio.

Un’opera di fiction, certo, non una storia reale; ma solo attraverso la fiction, attraverso l’atto creativo, può diventare possibile raggiungere il cuore delle cose, la loro essenza autentica. Pertanto, anche se La svastica sul sole è destinato a un finale aperto che non soddisfò il suo autore né può soddisfare il lettore ansioso di saperne di più, in realtà nel romanzo ci sono tutti i semi della vittoria finale, sparsi inconsapevolmente dai protagonisti, dai gioielli di Frank alle copie del romanzo di Hawthorne.

Il mondo fittizio della Svastica, prima o poi, è destinato a crollare. Quanto al nostro, il finale è ancora più aperto, e non c’è risposta alla domanda che Dick si pone a un certo punto nell’Esegesi:

Libri dentro libri, il vero mondo trasformato in un libro e un libro trasformato in un mondo. Noi siamo totalmente oggetto di un copione, in fondo… rigidamente, deterministicamente programmati (scritti: i nostri ruoli engrammati in noi e su di noi tutti). Qual è il libro e qual è il mondo?.

Retrocult cover

Retrocult è la rubrica di Tom’s Hardware dedicata alla Fantascienza e al Fantastico del passato. C’è un’opera precedente al 2010 che vorresti vedere in questa serie di articoli? Faccelo sapere nei commenti oppure scrivi a retrocult@tomshw.it.

Retrocult torna il 13 gennaio 2019!

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Recensione Malebolge di Fabio Centamore, la space opera che parla italiano

di Valerio Porcu

Malebolge è un romanzo breve che fa seguito a L’indesiderato, ma si può leggere serenamente come opera a sé stante. Abbiamo una storia di fantascienza che si potrebbe ascrivere al sottogenere della space opera, facendo un piccolo sforzo di immaginazione. È ambientata in un futuro non troppo remoto, nel quale il genere umano ha colonizzato buona parte del sistema solare, riuscendo nel contempo a generare problemi direttamente proporzionali allo spazio occupato.

E siccome gli esseri umani non cambiano, si è reso necessario costruire più prigioni. Compreso Malebolge (ma il nome corretto sarebbe Istituto Correzionale Orbitante III-G), una struttura correttiva che, concordano le voci narranti, è più che altro un campo di concentramento dove i detenuti sono costretti a lavorare fino alla morte. Fine che, fortuna loro, non tarda ad arrivare.

La storia è narrata in prima persona e a due voci. Quella della prigioniera Ciaula e quella dell’ispettore capo Amendolia, che si reca alla prigione per interrogare un prigioniero, alla ricerca di una svolta in un’indagine. Un evento violento e improvviso incrocia i loro destini. Lei è alla ricerca di libertà, e forse vendetta. Lui si troverà suo malgrado costretto a inventarsi un modo per salvarsi la pelle.

Centamore ha uno stile veloce e figurato, cinematografico sotto molti aspetti e incisivo nel descrivere l’azione. Una descrizione che occasionalmente è fin troppo precisa, nel modo in cui racconta i movimenti delle membra, le espressioni, i colpi e il sangue – che comunque non è troppo e di certo non siamo allo splatter. L’autore non è particolarmente generoso con le metafore ma riesce a distinguere bene i due personaggi, dando a ognuno di loro un linguaggio e uno stile riconoscibile.

Malebolge

La narrazione è sempre in prima persona e al presente. Il testo non segnala, se non con un capoverso in più, il passaggio da Ciaula ad Amendolia e viceversa. La prima volta può risultare spiazzante, non si capisce subito che è un altro personaggio a parlarci. Ma basta poco per capre come cambiano il tono, il lessico, la personalità della voce narrante; Centamore ha elaborato piuttosto bene questa tecnica, con un risultato armonico ed elegante.

La voce della prigioniera è piena di rabbia, le frasi sono spezzate e infarcite di volgarità, c’è un mix di rancore e paura. Teme ciò che può accadere e le persone che ha intorno, e allo stesso tempo trova forza nel suo passato – prima da militare e poi da regina del crimine. Amendolia, di contro, ha una voce più pacata a riflessiva; sembra quasi guardare da lontano agli eventi di cui è protagonista. Non è senza emozione, ma il suo racconto è meno trafelato e più profondo.

Il tempo verbale cambia per un notevole frammento del testo, quando Centamore sceglie il passato remoto per gestire un importante flashback. Cambia anche l’ambientazione, e si passa dall’oppressivo carcere spaziale – anzi da una singola, piccola stanza – agli spazi aperti di Marte. Qui l’autore si lascia andare a una narrazione più tipicamente Sci-Fi, con un territorio martoriato da esperimenti di terraformazione maldestramente abbandonati.

Marte in questo libro non è più sé stesso, ma non è riuscito a diventare la terra promessa che avrebbe dovuto essere. Non è più così rosso, con un’atmosfera rarefatta e persino qualche tentativo di vita destinato al fallimento. Ed è ancora un inferno per gli sventurati che calcano le sue lande. I lettori più attenti alla precisione scientifica potrebbero avere da ridire su alcuni dettagli, che passeranno inosservati agli altri.

Malebolge è ricco di azione, raccontata con un linguaggio veloce. Non è troppo sofisticato, e trova nella semplicità (della trama e del linguaggio) la sua arma, insieme alla coerenza stilistica e ad alcune trovate narrative degne di nota. Lo si legge con piacere e si arriva piuttosto in fretta alla fine. Il finale non è di quelli esplosivi, forse persino prevedibile, ma è utile per tirare il fiato: ci si arriva dopo una gran corsa di eventi, parecchie scene di azione e qualche morto. Ti fa pensare che il protagonista si meriterebbe un po’ di riposo. Chissà se Fabio Centamore glielo concederà, nel prossimo libro.

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Il corpo umano spiegato ai bambini, un atlante ben fatto che vale la pena acquistare

di Elena Re Garbagnati

Come facciamo a ricordarci le cose? Perché i lividi cambiano colore? Come fanno a guarire le ferite? Per i bambini sono domande ordinarie, e trovare risposte non banali ma sufficientemente semplici è complicato. Ai bambini dagli 8 anni in su si può proporre Ecco come funziona il corpo umano, un libro fatto molto bene, con testi di Nicola Edwards. Protagoniste sono per lo più le immagini disegnate dai bravissimi illustratori George Ermos e Jem Maybank, che centrano in pieno l’obiettivo di spiegare senza troppi giri di parole com’è fatto il corpo umano.

I testi nella traduzione di Editoriale Scienza hanno un’ottima valenza scientifica, rapportata all’età dei lettori a cui il libro è destinato. Ma è guardando le immagini che i bambini potranno intuire molto con un colpo d’occhio. Per esempio come sono fatte le ossa: invece di dover leggere che sono composte da cartilagini, osso spugnoso, fisi, midollo, periostio e osso compatto, basterà guardare con attenzione l’immagine. Lo stesso vale per i vari apparati (digerente, respiratorio, circolatorio, genitale, eccetera).

Un libro di anatomia “per principianti” a tutti gli effetti, che peraltro si presta come compendio di quelli di Scienze che si usano all’ultimo anno della scuola primaria (rispetto ai quali è più completo). Interessante la presenza, per ogni argomento trattato, di un bollino “Lo sapevi?” in cui si svela una curiosità. Riguardo allo stomaco, per esempio, ricorda che gli acidi che produce possono sciogliere il metallo. Informazioni in pillola, che per collocazione e sintesi sono fatte apposta per attirare l’attenzione e restare impresse.

Ciliegina sulla torta, la seconda di copertina pieghevole che nasconde 8 mappe tematiche del corpo umano, una sorta di “bigino” di quanto trattato nel libro, che combina la grafica con un sunto didascalico. Serve per una visione d’insieme, o per ricordare il nome di un osso che ci sfugge.

Nel complesso è un libro da consigliare, particolarmente indicato per essere apprezzato in concomitanza con il programma scolastico che tratta questa parte della Scienza, quindi per chi frequenta la quinta elementare. Certo, anche un piccolo di 8 anni lo sfoglierà con grande interesse e ne leggerà qualche parte, ma solo per soddisfare una particolare o più curiosità.

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Huawei StorySign, lettura con la lingua dei segni

di Luca Colantuoni

Huawei ha annunciato un’app Android che mostra come sfruttare nel migliore dei modi la potenza degli attuali smartphone e l’intelligenza artificiale. StorySign, disponibile anche in italiano su Google Play Store, traduce una selezione di racconti infantili nella lingua dei segni, consentendo ai bambini non udenti di imparare a leggere e seguire le storie insieme ai loro genitori.

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Realtà virtuale a portata di bambino, con un visore da costruire

di Elena Re Garbagnati

Realtà virtuale è un nuovo libro che fa capire come l’editoria sia capace di evolvere per restare attuale agli occhi dei nativi digitali, quando l’argomento lo richiede. Apparentemente questo è un libro come tanti, e ci si aspetta che contenga la spiegazione di che cos’è la realtà virtuale, semplificata ad hoc per i lettori dagli 8 anni di età. La realtà è ben diversa. Prima di tutto, perché i bambini di 8 anni lo sanno già, probabilmente meglio di molti dei loro genitori. Poi perché la realtà virtuale è un concetto che – più di molti altri – è più facile “far vedere” che spiegare.

È a questo che deve avere pensato Editoriale Scienza quando ha deciso di pubblicare questo prodotto editoriale. Che offre un’esperienza che va oltre la lettura e l’osservazione delle immagini. Offre la possibilità a tutti di provare a indossare un visore e immergersi in altri mondi. Nello Spazio, attorno alla ISS, in uno stagno, a vedere il mondo sommerso, a Roma, a vistare il Colosseo, all’interno di un vulcano e nella preistoria, faccia a faccia con un T-Rex.

Il visore è un cartonato da costruire, all’interno del quale bisogna inserire uno smartphone su cui è stata scaricata l’app DK Virtual Reality, disponibile sia per iOS sia per Android. Il prodotto nel complesso è fatto bene, perché l’integrazione fra il libro, l’app e il visore è completa e funzionale. Il libro alterna pagine in cui si trovano le nozioni fondamentali sulla realtà virtuale (da dove arriva, come l’occhio umano vede in 3D, come si crea un mondo virtuale, eccetera) e pagine in cui si spiega l’avventura che si sta per vivere. Per esempio, a proposito del vulcano ci sono informazioni sul funzionamento di questi affascinanti e pericolose strutture geologiche. Contestualmente c’è il “tracker”. È una sorta di coccarda che dev’essere inquadrata con il visore (ossia con lo smartphone) per attivare l’esperienza VR.

Il tutto è semplice e armonico, realizzato con competenza e cura del dettaglio, grazie ai testi di Jack Challoner e alla collaborazione di Curioscope. Mia figlia di 8 anni l’ha provato per me ed è stata entusiasta. Non ho bisogno di metterle il timer per farla smettere di giocare con la Switch, c’è voluto per staccarla dal visore, il che è un grande successo. Ovviamente ha volto farlo provare a tutti gli amici, e anche se le esperienze non sono molte (cinque in tutto), le ha volute provare più e più volte. Una dimostrazione che l’idea funziona, e che è efficace nell’attirare l’attenzione del pubblico a cui è indirizzato. Oltre tutto, ha un prezzo di copertina di 18,90 euro, ma è in vendita su Amazon a 16 euro, una cifra più che accessibile che lo rende anche un’ottima idea regalo.

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Regali di Natale 2018, libri

di Valerio Porcu

Si dice che un libro sia sempre un buon regalo, anche se a giudicare dalle statistiche si rischia che sia un regalo inutile. Ma se conoscete bene qualcuno, e si spera che conosciate almeno un po’ le persone a cui volete fare un regalo, allora saprete se ama leggere. A quel punto il problema è scegliere il libro giusto, nell’incredibile vastità dell’offerta editoriale in italiano. In questa guida vi proponiamo alcuni eccellenti esempi di narrativa fantascientifica e alcuni saggi, che speriamo possano farvi fare un figurone. Auguri!

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Il Racconto dell’Ancella

È forse l’opera più famosa della strabiliante Margaret Atwood, sicuramente la più conosciuta del momento grazie all’adattamento per la TV (disponibile su Tim Vision). Il racconto dell’Ancella di può senz’altro etichettare come racconto distopico, un romanzo ambientato in un futuro controllato da una teocrazia totalitaria, il cui potere assoluto si esercita anche tramite il controllo del corpo femminile e della sua capacità riproduttiva. Un’opera di fantascienza che ha fatto scuola, che fonde tematiche di stampo femminista a un’impalcatura apertamente ispirata al lavoro di George Orwell, Aldous Huxley e Ray Bradbury (tra gli altri).

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Fahrenheit 451

Un classico che non può mancare nella biblioteca di un appassionato di fantascienza. Fahrenheit 451 è, insieme a Cronache Marziane, l’opera che ha consegnato alla Storia il nome di Ray Bradbury, autore che a suo tempo provocò un discreto terremoto nel mercato editoriale britannico. Racconta di una società in cui i pompieri sono diventati un gruppo incaricato di appiccare roghi, ai danni di quei cittadini colpevoli di avere libri in casa – strumenti ritenuti dal governo l’essenza della sovversione politica e sociale. Il protagonista è un pompiere, che a un certo punto inizia a farsi domande.

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La Svastica sul Sole

Se non conoscete ancora Philip Dick, questo è il romanzo che non potete farvi scappare. Forse non è la sua opera migliore (primato che forse spetta a Ubik ma ci sarebbe da dibattere a lungo), ma è molto probabilmente quella che lo rappresenta meglio. Dick immagina che la Seconda Guerra Mondiale abbia visto la vittoria finale dell’Asse, dopo un attacco nucleare sugli Stati Uniti invece che il Giappone. I personaggi si muovono su un territorio statunitense diviso (come fu la Germania), teatro di tensioni interne e internazionali, in particolare tra le due potenze vincitrici. L’uomo nell’alto castello, titolo che ritroviamo nella serie TV prodotta da Amazon, riserva molte sorprese ed è un tipico esempio di scrittura dickiana.

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Guida Galattica per Autostoppisti

Per fortuna la fantascienza non deve essere tutta distopica o deprimente. Douglas Adams per esempio ha scritto uno dei romanzi più divertenti mai pubblicati (se la gioca con Il più grande uomo scimmia del Pleistocene), esteso poi in una saga di cinque romanzi (più una pubblicazione postuma) e in un film piuttosto ben riuscito. Adams inanella una serie di eventi spassosi, certo, ma è il suo stile di scrittura che vi conquisterà dalla prima all’ultima pagina. Se lo fate conoscere a qualcuno, vi ringrazierà.

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Persepolis Rising

Persepolis Rising è per ora l’ultimo capitolo della saga letteraria The Expanse, una serie che per il momento conta sette romanzi e da cui è stata tratta anche un’ottima serie TV. In questo settimo libro l’autore James Corey tenta di smarcarsi dai suoi personaggi storici e di dare alla sua narrazione un respiro più ampio, di porre le basi per una saga che possa sopravvivere ai suoi protagonisti iniziali. Uno sforzo riuscito: il romanzo approfondisce ulteriormente lo sguardo dell’autore sull’Essere Umano, e allo stesso tempo continua ad alimentare il mistero della vita aliena, lasciando il lettore desideroso di leggere il prossimo romanzo – atteso per la prossima primavera.

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Il problema dei tre corpi

Il problema dei tre corpi (Liu Cixin) è uno dei romanzi Sci-Fi più importanti usciti in Italia nel 2017, e merita senz’altro una maggiore diffusione. Non solo perché ha vinto un Premio Hugo ed è stato candidato al Nebula – dettaglio che da solo basterebbe per leggerlo il prima possibile. Ma anche e soprattutto perché è una ventata di freschezza nel panorama della fantascienza, che riesce a rimaneggiare e rivedere con successo topos come l’invasione aliena o le informazioni segrete del governo. Davvero notevole.

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Fuoco e Sangue

Regalo obbligatorio per i fan del Trono di Spade, ma lettura appassionante per chiunque ami almeno un po’ il Fantasy, Fuoco e Sangue si può definire un prequel delle avventure narrate nella saga Cronache del ghiaccio e del fuoco. L’autore George R. R. Martin torna a raccontarci di Westeros ma guardando al passato, alla storia di questa terra martoriata dalle guerre. Parliamo, grossomodo, dei 150 anni precedenti all’insediamento di Robert Baratheon sul trono. Una lettura che permette di conoscere ancora meglio i personaggi e le loro avventure e, forse, di comprendere le azioni di chi abbiamo letto e leggeremo nei prossimi romanzi.

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L’uomo nel labirinto

È difficile trovare qualche lettore che non ammiri Robert Silverberg, anzi probabilmente è più facile trovare persone che lo ritengono un genio. Sicuramente L’uomo nel labirinto è un romanzo ammirevole, uno tra i migliori che possiate trovare nella sezione fantascienza della vostra libreria preferita. La storia struggente del protagonista non vi lascerà indifferenti, e allo stesso tempo amerete il modo in cui Silverberg racconta le glorie e le miserie di noi esseri umani.

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La ragazza Meccanica

Questo romanzo forse non è la migliore lettura possibile in ambito fantascientifico, ma l’opera di Paolo Bacigalupi (l’unica tradotta in italiano) resta un punto fermo e un prezioso esempio di un genere che invece è della massima rilevanza. Vale a dire quello della “climate fiction”, quella fantascienza che si muove a partire dai cambiamenti climatici e specula sulle possibili conseguenze. Storie che fanno riflettere sul presente come poche altre; alcuni critici si spingono fino ad affermare che non ci può esser fantascienza moderna dignitosa, se non prende in considerazione questo tema. Responsabilità che questo romanza abbraccia senza esitazioni, in una storia divertente e stimolante.

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Antropocene

A proposito di climate fiction, l’antologia Antropocene: l’umanità come forza geologica (la recensione) è un libro unico nel suo genere in Italia. I curatori hanno selezionato racconti incentrati sul cambiamento climatico, e li hanno alternati con alcuni saggi scritti da esperti italiani nei vari argomenti trattati. Il risultato è un volume che praticamente divorerete, e che vi aiuterà anche a imparare un sacco di cose nuove. A partire dal significato della parola che dà il titolo al libro.

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Little brother – Homeland

Cory Doctorow ha pubblicato Little Brother e il suo seguito Homeland diversi anni fa ma, come con l’opera di Liu Cixin, gli editori italiani ci hanno messo parecchio – probabilmente troppo – a capire che era un testo meritevole e interessante anche per chi non padroneggia l’inglese. In compenso l’edizione italiana contiene una prefazione di Bruce Sterling inedita nelle versioni precedenti.

Quella di Doctorow è una fantascienza spietata, che mette in scena una realtà quasi uguale a quella dei giorni nostri. Tutto è così solido, così credibile, che finisci per credere che quanto stai leggendo potrebbe accadere davvero, e che potrebbe succedere proprio a te. Doctorow lavora sui temi della sorveglianza da parte dei governi e sulla privacy, colonne su cui costruisce una narrazione ricca di metafore ed elegante. E c’è anche un bel po’ di azione, che non guasta mai.

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Che cos’è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro

Carlo Rovelli è uno tra i divulgatori italiani più famosi, ovviamente dopo quelli che compaiono in TV tutte le settimane. Ha pubblicato diversi libri, dopo aver ottenuto un notevole successo con Sette brevi lezioni di fisica. Con Che cos’è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro, questo autore volge il suo sguardo al passato e cerca di ripercorrere la storia della scienza a partire da quello che appare nel titolo. Anassimandro merita un posto speciale perché fu il primo, 2.600 anni fa circa, a capire che la Terra è tonda e galleggia nello spazio.

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La fisica del diavolo

Questo libro è uscito nel 2012, relativamente poco, eppure è già un classico della divulgazione scientifica. Il che è impressionante visto che è anche la prima pubblicazione divulgativa di Jim Al-Khalili, professore di Fisica Teorica che nel frattempo si è guadagnato un pubblico affezionato in tutto il mondo. Il libro è una lettura piacevole, che affronta alcuni capisaldi della Fisica moderna, spiegandone i concetti fondamentali in un linguaggio incredibilmente semplice. Ne risulta un testo potente e meritevole.

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Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie

Abbiamo citato Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie molte volte nei nostri articoli. Perché è un testo imprescindibile per chi voglia iniziare a capire in che direzione ci stanno portando le moderne tecnologie di machine learning. Così come L’algoritmo definitivo o Come creare una mente, questo libro cerca di andare oltre lo stato dell’arte. Partendo da interviste con alcuni tra i più importanti esperti del settore, l’autore Nick Bostrom analizza con rigore logico le possibili evoluzioni, i rischi e le potenzialità di un’invenzione che potrebbe cambiare per sempre la storia del genere umano. Sul tema, l’altra lettura imperdibile è senza dubbio La singolarità è vicina di Ray Kurzweill.

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L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet

Evgeny Morozov si è mostrato capace di osservare la società digitale e analizzarla con logica e precisione in più occasioni. In L’ingenuità della rete si interroga sull’apparente libertà di espressione che Internet ci ha regalato, e sul fatto che il web ha innescato cambiamenti positivi. Ma c’è anche il lato oscuro citato nel titolo, che si concretizza quando la tecnologia diventa arma per regimi totalitari e liberticidi. E vale la pena di farsi delle domande, visto che forse certe “rivoluzioni” sarebbero accadute anche senza i social network.

Ritroviamo gli stessi toni in Silicon Valley: i signori del silicio, volume in cui Morozov si sofferma sui grandi colossi che possiedono le nostre vite e incarnano la più moderna (e spietata) forma di capitalismo. Una lente d’ingrandimento su come la privacy e i dati personali siano diventati merci che arricchiscono i soliti noti.

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Trova il regalo di Natale perfetto con Tom’s!

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Grande atlante dei dinosauri, il libro definitivo per giovani paleontologi

di Elena Re Garbagnati

Protagonisti di film per grandi e piccini, onnipresenti fra i giocattoli più ambiti e fra i reperti archeologici dei musei di storia naturale, i dinosauri sono fra gli esseri viventi estinti più ammirati. Conoscerli non è facile, e anche se alcune razze hanno catturato l’immaginario comune, ce ne sono moltissime altre pressoché sconosciute. Che dire poi dell’avere le idee chiare sulle proporzioni di questi giganti preistorici? Per scoprire abbastanza da soddisfare la curiosità dei bambini c’è il Grande atlante dei dinosauri edito da Editoriale Scienza.

È indirizzato a un pubblico di giovani paleontologi e amanti dell’archeologia con età a partire dagli 8 anni, ed è fatto davvero bene. Il grande formato e il cartoncino di alta qualità lasciano intuire la cura del dettaglio messa nella produzione di un’opera educativa, adatta sia per la fruizione a casa sia per essere usata in classe a scopo insegnativo.

Quasi tutte le pagine si aprono a depliant raddoppiando la loro estensione iniziale, così da poter contenere molte più informazioni. Soprattutto, riescono così a illustrare in scala 1:1 dettagli come la grandezza degli artigli o dei denti. L’effetto Wow è garantito anche per i più cresciuti. Ci sono molte alette sollevabili, ma non pensate a quelle dei libri per i bambini dell’asilo. Servono, per esempio, per vedere la scatola cranica di un dinosauro sotto al disegno del suo muso esteriore così come ricostruito con le informazioni morfologiche in nostro possesso. Oppure per apprendere nozioni aggiuntive sull’argomento della pagina, come i margini delle placche tettoniche.

La qualità delle immagini curate dall’illustratore James Gilleard è eccelsa, i testi dell’autrice Anne Rooney sintetici e schematici quanto basta per chiarire i concetti senza annoiare. Preziosa, poi, la consulenza del dottor David Button, paleontologo presso il Museo di Scienze Naturali della Carolina del Nord, senonché  cacciatore di dinosauri.

Ci sono le risposte alle domande più comuni, come quando sono vissuti i dinosauri e perché si sono estinti. Ma ad attirare maggiormente l’attenzione sono le numerose nozioni che si scoprono strada facendo. Si scopre, per esempio, che i pterosauri erano sdentati, non erano uccelli, tuttavia planavano nel cielo. O che i giovani dinosauri apprendevano giocando, e lasciando magari i segni dei denti nelle ossa dei fratelli, senza tuttavia ucciderli. O che alcuni dinosauri non si sono estinti, ma piuttosto si sono evoluti in esseri che vivono ai giorni nostri, pensiamo per esempio allo struzzo.

Insomma, un bel viaggio alla scoperta degli esseri preistorici che sicuramente appassiona e attira l’attenzione per molto tempo, visto che le informazioni sono talmente tante da non poter essere liquidate in un paio d’ore!

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Recensione Antropocene, storie di fantascienza sul cambiamento climatico

di Valerio Porcu

Antropocene è il nome dell’epoca geologica in cui viviamo, secondo la visione del biologo Eugene F. Stoermer, abbracciata successivamente da molti tra scienziati e umanisti. Tra di loro ci sono Francesco Verso e Roberto Paura, curatori del libro Antropocene – un esperimento unico (per ora) nel panorama letterario italiano.

Un esperimento che riprende, come ricorda Paura nella sua introduzione, quanto fatto negli Stati Uniti a opera del Center for Science ed immagination. Antropocene è, dunque, una raccolta di racconti e saggi tutti dedicati a un unico tema: il cambiamento climatico. Un progetto simile, ma più specifico, a Segnali dal Futuro, dagli stessi curatori.

Già, ma che cos’è l’Antropocene? Viene considerato la terza parte dell’Olocene, e descrive quell’epoca geologica in cui l’ambiente è pesantemente modificato dall’azione umana (da cui il prefisso antropo). Altre interpretazioni vedono l’Antropocene come un periodo successivo all’Olocene, invece che una sua parte.

Il libro rappresenta un sforzo multiplo. Da una parte ci offre una nuova occasione (non sono mai abbastanza) di riflettere su cosa sia il cambiamento climatico, e ci aiuta a immaginarne le possibili conseguenze tramite i racconti. Dall’altra è un momento formativo, grazie ai molti saggi che, da diversi punti di vista, ci raccontano cos’è il clima e in che modo lo stiamo alterando. Se siete tra quelli che dubitano ancora sulle responsabilità del genere umano su questo argomento, dovreste leggere questo libro se non altro per verificare se tutte le vostre convinzioni restano in piedi.

Pare impossibile, ormai, evitare un surriscaldamento del pianeta di almeno due gradi entro il 2100. Abbiamo ancora l’opportunità, però, di evitare che siano quattro o più gradi, ipotesi che sarebbe del tutto catastrofica per il genere umano e renderebbe più che reali gli scenari immaginati dagli scrittori.

Antropocene

Antropocene contiene racconti di Jean-Louis Trudel (Le nevi del tempo che fu, 2,99€), Clelia Farris, Chen Quifan (presente in Nebula: Fantascienza contemporanea cinese), Marian Womack, Robert Silverberg (Pianeta senza scampo, 3,99€) e dello stesso Francesco Verso. I saggi sono affidati a scienziati italiani con esperienze specifiche quali Marco Signore (paleontologo), Antonio Camorrino (ricercatore e docente di sociologia), Fausto Vernazzani (sociologo e giornalista), Gennaro Fucile (giornalista), Giampiero Casasanta (fisico e climatologo, ha svolto ricerche sul campo in Antartide). Chiude il libro un testo del curatore Roberto Paura. Una varietà di autori dunque, che porta naturalmente a molti stili diversi, tanto nei racconti quanto nei saggi.

Letture consigliate

Lo sforzo dei narratori è sempre teso a immaginare un mondo, nel futuro prossimo e remoto, dove il genere umano deve fare i conti con le conseguenze estreme del cambiamento climatico: mari che si sono innalzati di svariati metri, aria irrespirabile, mancanza di cibo e acqua, raggi solari che sono diventati velenosi e così via. Ognuno degli autori dà vita a un “incubo” e immagina un diverso modo in cui l’umanità in qualche modo cerca di sopravvivere.

La parte saggistica invece è una vera e propria cornucopia di informazioni, utili a chi vorrà approfondire le tematiche scientifiche, e a chi invece vorrà esplorare quello che si propone come un nuovo genere narrativo, quello della climate fiction, spesso abbreviato con cli-fi.

Antropocene, proprio per la sua varietà, difficilmente vi piacerà dalla prima all’ultima pagina – io per esempio ho vissuto come una tortura uno dei saggi. Ma nell’insieme è un libro meritevole, e non solo per il fatto di rappresentare un atto pionieristico nel nostro paese.

Immagine: depositphotos
Antropocene

Le sue 262 pagine piaceranno a chi ama la fantascienza e soprattutto la cosiddetta speculative fiction. Amerete imparare molte cose nuove grazie ai saggi, per la maggior parte scritti con passione divulgativa, accessibili anche a chi non padroneggia l’argomento. I racconti hanno il pregio di stimolare la riflessione sul presente mentre ti fanno divertire con un futuro immaginato, come ci si aspetta da una narrativa fantascientifica che non sia brodaglia.

E finirete il libro chiedendovi dove stiamo andando come specie, e cosa possiamo fare per evitare una nuova estinzione di massa. Perché l’antropocene non è l’epoca geologica che mette a rischio il Pianeta Terra, che continuerà comunque a orbitare intorno al Sole qualsiasi cosa succeda, o quasi. Chi rischia di non avere un futuro siamo noi, insieme a molte altre forme di vita. Plantigradi, scarafaggi, muschi e creature resistenti in genere, invece, possono evitare serenamente di passare in libreria.

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Google aggiorna Gmail, Traduttore, Play Libri, Home e Fit: ecco tutti i dettagli

di Irven Zanolla

Come ogni settimana sono numerose le applicazioni targate Google che ricevono un aggiornamento. Scopriamo le piccole novità di alcune di esse.

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Duri a morire, il ritorno (esplosivo) dei librogame!

di Mauro Longo

Ricordate i librogame? Collane dal nome di “Lupo Solitario”, “Alla corte di Re Artù”, “Sortilegio!” e “Blood Sword” e tutti gli altri; libri di avventura per ragazzi sulle cui copertine svettava lo slogan:“il protagonista sei tu!” Ecco una rapida guida alla riscoperta di queste avventure interattive, che di recente hanno avuto un incredibile rinascimento. E l’Italia è capofila di questo fenomeno a livello mondiale!

Non è morto ciò che in eterno può attendere…

Netflix non ha ucciso la televisione generalista. La tv non ha ucciso il cinema. Il cinema non ha ucciso il teatro. Il teatro non ha ucciso la nonna che racconta vecchie storie attorno alla tavola (e meno male per la nonna!).

Quando un nuovo media – o un nuovo modo di fruirne – entra in scena, spesso si corre ai ripari e si teme la fine del mondo che conosciamo.

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Quello che invece spesso avviene è che la nuova tecnologia, dopo una partenza fulminante e l’effetto novità e sorpresa, arriva a mostrare i propri limiti e prende ordinatamente posto accanto ai vecchi sistemi e passatempi, che si adattano, si stringono e fanno posto, volenti o nolenti, al nuovo arrivato.

Succede con i video, succede con la musica, succede con i libri… e succede anche con i giochi e i librigioco!

Cos’è un librogioco, o librogame?

I librigioco, anche conosciuti come librogame, romanzi interattivi o avventure in solitario, sono libri di avventura, spesso dedicati a ragazzi o bambini, suddivisi in decine o centinaia di paragrafi. Il lettore non deve leggerli dalla prima pagina all’ultima, ma è chiamato a saltare di paragrafo in paragrafo in base alle scelte che decide di prendere, o al risultato di combattimenti, prove, lanci di dado e simili.

Alcune storie a bivi sono prive di regolamento e il gioco è tutto narrativo: la sfida è quella di scoprire le tante possibili varianti di una storia. Altri titoli, i librogame propriamente detti, hanno delle precise regole da seguire per affrontare l’avventura e le missioni proposte, che li rendono qualcosa a metà tra un lungo racconto e un gioco di ruolo o da tavolo. Insomma, si lanciano i dadi, si confrontano le abilità del personaggio con il grado di difficoltà delle varie prove, si segnano note ed equipaggiamento sulla Scheda e si combattono terribili nemici secondo procedure ben codificate. Un vero e proprio gioco da leggere, con decine di collane sviluppatesi prima che si diffondessero i videogame in tutte le case. E se finora pensavate che il fenomeno appartenesse agli anni ’80… be’, è il momento di cambiare idea!

Cinquanta e più librogame in un solo anno!

I librogame e i giochi di ruolo cartacei sembravano in via di estinzione a partire dagli anni ’90, con l’arrivo in tutte le case italiane di console, pc e videogame. Per un po’, queste novità straordinarie l’hanno fatta da padrone, ma alla lunga anche le forme di gioco analogiche sono tornate a respirare e hanno recuperato il loro posto al sole: dopotutto, ciascuna di esse permette esperienze e gameplay che le altre non possono dare.

Questo posto al sole è ora certamente più piccolo (non siamo più negli anni in cui Lupo Solitario e Fighting Fantasy vendevano milioni di copie e Lex Arcana si trovava in tabaccheria), ma di certo esiste ed è in discreta salute.

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E oggi il fenomeno è tornato ad espandersi: dopo un quindicennio di quasi totale scomparsa dagli scaffali, i librogame sono tornati in auge e case editrici vecchie e nuove, grandi e piccole, stanno proponendo titoli classici o inediti, in Italia quanto all’estero. Da questo punto di vista la più grande fiera nerd dell’Occidente, Lucca Comics & Games, è stata la cartina di tornasole perfetta, con oltre cinquanta titoli sparsi per i padiglioni dedicati a giochi, fumetti e narrativa, tra cui una ventina di novità apparse per la prima volta proprio in questa edizione della convention. E allora vediamo a che punto siamo con il rinascimento dei librogame!

Dal primo librogame della storia all’ultima novità!

Il primo librogame propriamente detto è Lo stregone della montagna infuocata, pubblicato in UK nel 1982, portato in Italia poco dopo da una piccola casa editrice oggi scomparsa e capostipite della serie Fighting Fantasy, tradotta in Italia come “Dimensione Avventura” dalla E ELLE di Trieste. Molto di recente questo libro è stato riveduto, corretto e ripubblicato, assieme ai migliori titoli della collana, ed è giunto in Italia grazie a Magazzini Salani.

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Allo stesso tempo, a Lucca Comics & Games 2018 è stato presentato in anteprima mondiale l’ultimo capitolo (il 30simo) della fortunatissima saga di Lupo Solitario, alla cui conclusione mancano ormai solo due numeri, che usciranno dopo la scomparsa dell’autore della serie, Joe Dever. Ed ecco quindi che, dopo aver generato giochi di ruolo, boardgame e videogame, i più grandi successi del genere sono tornati freschissimi alla ribalta nella formula originaria: libri da giocare armati di matita, schede e dadi, affrontando i pericoli di mondi fantastici e pericolosi.

Ma se Lupo Solitario e Fighting Fantasy sono “i pezzi da 90” del settore, non mancano tanti ottimi pesi medi: Armenia ha appena tradotto due librogame dedicati a Dungeons & Dragons, il re dei giochi di ruolo, mentre la piccola ma agguerrita Librarsi Edizioni ha riportato in Italia Blood Sword, una serie dove si può giocare in 1-4 persone, e localizzato per la prima volta Terre Leggendarie, il primo librogame open world, che permette di viaggiare avanti e indietro tra più libri e innumerevoli missioni. Non mancano poi le serie horror come Dagon e Choose Cthulhu, che pescano esplicitamente dalle storie di H. P. Lovecraft, la fantascienza di Golgota Blues e Freeway Warrior, il fantasy mediterraneo di Hellas Heroes, e persino i fumettigame: qualcuno ha parlato di Deadpool?

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Chicche e sorprese

Quello di Deadpool non è certo l’unico fumettogame in circolazione: l’anno scorso la Sergio Bonelli Editore ha lanciato il suo primo titolo a bivi, A passeggio per Roma, inserito nella collana dedicata a Mercurio Loi, mentre dal 1985 su Topolino non sono mai mancate le storie a bivi, ormai decine, l’ultima delle quali risalente a circa un anno fa. Non sono pochi poi i librogame amatoriali e indie, o quelli destinati unicamente alla versione digitale, come Il consiglio dei topi e Una voce dal passato per Antonio Tombolini Editore, dedicati a un pubblico mainstream.

Discorso a parte per i librigioco app digitali per mobile, da Joe Dever’s Lone Wolf, capolavoro dedicato al solito Lupo Solitario, a Tenebra e Abisso, un titolo italianissimo che vanta centinaia di migliaia di download e migliaia di recensioni entusiaste.

Gli appassionati del genere non rimangono neanche senza i crossover con i giochi di ruolo, con le avventure in solitaria create per titoli nostrani come Ultima Forsan, Kata Kumbas e Lex Arcana. 

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Anche la Mondadori si è lanciata in questa nuova moda, e lo ha fatto non attraverso celebri localizzazioni ma mettendo al lavoro un pool di autori nostrani davvero eccezionali, che firmano così Elementare Watson!, una nuova serie di libri a bivi per ragazzi di genere investigativo, con protagonista il giovane medico che in seguito sarebbe diventato la spalla del celebre Sherlock Holmes. Insomma, una vera e propria invasione di titoli che fanno a gara per farsi notare dagli appassionati, i quali a loro volta sono rimasti estasiati da tutta questa abbondanza.

E per il futuro?

Questo esplosivo ritorno dei librogame non pare fermarsi: le riviste di giochi come IoGioco inseriscono ormai spesso avventure in solitario tra le loro pagine, esistono concorsi piccoli e grandi dedicati ad appassionati e a titoli ufficiali, e sempre più case editrici si lanciano su questi progetti…

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Anche la seconda fiera d’Italia dedicata ai giochi, Modena Play, che si terrà ad Aprile, ha già dichiarato il proprio interesse a realizzare un’area dedicata e una serie di attività a tema. Se avevate avuto da ragazzi una passione per questi titoli, ecco questo è il momento adatto per ritornare a coltivarla: i librogame sono tornati e non sono mai stati così belli! Buona lettura e buon gioco!

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Amazon sconta i fumetti del 30% in vista del Black Friday

di Valerio Porcu

Amazon offre uno sconto di circa il 30% anche su moltissimi albi a fumetti, oltre che sui libri di cui abbiamo parlato ieri. Dalla pagina speciale dedicata alla promozione si può infatti navigare tra un gran numero di volumi, acquistandoli secondo la stessa logica: per ogni 20 euro spesi, se ne ricevono sette in forma di buono sconto da spendere entro il prossimo 11 gennaio. Come ieri, dunque, vi proponiamo una piccola selezione senza pretese di esaustività.

Cinzia di Leo Ortolani

Cinzia è l’opera più recente di Leo Ortolani, autore italiano che si è reso famoso grazie al personaggio di RatMan. In questo caso Ortolani passa dalla pubblicazione seriale alla Graphic Novel, dedicando una unga storia a Cinzia Otherside, postino trasgender che i lettori di Rat-Man già conoscono e amano.

Zerocalcare

Zerocalcare è probabilmente l’autore di fumetti italiano più famoso degli ultimi anni, e sicuramente uno tra i più prolifici. La sua ultima fatica si intitola Scavare fossati nutrire coccodrilli e uscirà il prossimo 22 novembre, ma potete ordinarla sin da oggi per riceverla non appena sarà disponibile. A questo titolo se ne possono aggiungere altri dello stesso autore, come Kobane calling o , tra i molti altri, L’elenco telefonico degli accolli.

Batman di Frank Miller

Tra i moltissimi autori che hanno scritto storie di Batman, Frank Miller è sicuramente quello più significativo. A lui dobbiamo gli albi del cavaliere oscuro, e chi ancora non li conosce può finalmente recuperare Batman. Il cavaliere oscuro colpisce ancora,  Il ritorno del cavaliere oscuro e Razza suprema. Batman. Il cavaliere oscuro III. Ancora più importante e spettacolare, forse, The killing Joke, una delle storie più struggenti e meglio riuscite tra quelle dedicate all’eroe di Gotham.

Sandman

Neil Gaiman è senza dubbio uno tra gli autori più influenti degli ultimi vent’anni. Ha pubblicato numerosi romanzi, collaborato a produzioni televisive e creato fumetti. In questo ambito il suo lavoro più famoso è senza dubbio Sandman, un’opera incredibilmente complessa incentrata su un protagonista malinconico e complesso. Le sue avventure sono oggi raccolte in quattro volumi ben rilegati che adorerete. Sono Sandman Deluxe 1, Sandman Deluxe 2, Sandman Deluxe 3 e Sandman Deluxe 4.

V for vendetta

Insieme a Frank Miller, l’altro mostro sacro del fumetto contemporaneo occidentale è Alan Moore. V For Vendetta è forse il più famoso dei suoi lavori e uno tra i più significativi. Un fumetto che affonda le proprie radici nella fantascienza distopica britannica, con un protagonista che negli anni è diventato un simbolo complesso inserito nella società hi-tech che abbiamo costruito.

The walking dead

Molti probabilmente conoscono solo la serie TV di The Walking Dead, prodotto che ormai si trascina in uno schema ripetitivo e apparentemente senza sbocchi. Non tutti, invece, sanno che la sua origine sta in un fumetto di grandissimo successo, che condivide l’idea ma, grazie alla grande estensione, riesce a gestire personaggi e trama con grande profondità. The Walking Dead si può leggere in tre grandi volumi, il Compendio 1, Compendio 2 e Compendio 3.

Atto di Dio

Atto di Dio segna il ritorno in libreria di Giacomo Nanni, un autore tra i più apprezzati nel panorama italiano. Si tratta di un prodotto complesso che unisce fumetto, libro illustrato e prosa; unisce una moltitudine di voci che, tutte insieme, ci aiutano a ripercorrere alcuni fatti salienti della recentissima storia italiana – e in particolare nel rapporto tra Paese e Natura.

Umwelt

Tra le produzioni giapponesi recenti, Umwelt di Daisuke Igarashi (Dynit) si distingue non solo per la notevole realizzazione grafica, che fa emergere il tocco personale dell’autore. Ma anche, forse soprattutto, per la grande carica poetica delle storie dedicate alla natura, entità potente con cui i personaggi devono costantemente confrontarsi e rapportarsi. Ogni racconto occupa poche pagine, il che favorisce la lettura occasionale.

Vita con Loyd

I fumetti scritti e disegnati da Simone Tempia sono uno dei casi editoriali più interessanti degli ultimi tempi, nel panorama italiano. In Vita con Lloyd. I miei giorni insieme a un maggiordomo immaginario, impariamo a conoscere i personaggi nati praticamente su Facebook, nel dialogo tra l’autore e i suoi contatti. Il testo è tutto uno scambio di battute tra il protagonista e Lloyd, il suo maggiordomo e amico immaginario. Il secondo volume, In viaggio con Lloyd. Un’avventura in compagnia di un maggiordomo immaginario, è la testimonianza di un successo tanto sorprendente quanto meritato.

La mia cosa preferita sono i mostri: 1

Questo fumetto rappresenta il debutto della statunitense Emil Ferris, che con questa opera si è guadagnata numerosi premi e riconoscimenti. Molti, in effetti, definiscono La mia cosa preferita sono i mostri: 1 come un vero e proprio capolavoro del fumetto. Al centro della storia c’è Karen Reyes, ragazzina che, nella Chicago degli anni ’60, si trova a investigare su una morte misteriosa. L’autrice ci ha messo sei anni a completare la prima stesura di un’opera che è in buona parte autobiografica, e che rappresenta con uguale dose di poesia e spietatezza la vita ai margini della società.

N.B.: La promozione è valida dalle ore 00.00 del 12 novembre 2018 alle ore 23.59 del 22 novembre 2018. Il buono sconto di 7 euro sarà utilizzabile fino al giorno 11 gennaio 2019 per acquisti sul sito www.amazon.it in tutte le categorie di prodotti venduti da Amazon, con esclusione di libri, eBook e Kindle store, applicazioni, MP3 e altri contenuti o prodotti digitali.

Segui il Black Friday 2018 su Tom’s Hardware!

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10 libri da prendere con lo sconto del 30%, aspettando il Black Friday di Amazon

di Valerio Porcu

Fino al prossimo 22 novembre Amazon offre un’interessante promozione sui libri cartacei, per cui ogni 20 euro spesi ne avrete 7 in forma di buono sconto – eventualmente da usare durante il periodo folle del Black Friday; uno sconto del 30% circa. La pagina della promozione include oltre 50mila titoli, e ci sono buone probabilità che all’interno ce ne siano almeno un paio che vi interessano da sempre.

Sarebbe impossibile e arrogante cercare di stilare una classifica dei “migliori” libri inclusi nella promozione, ma visto che è una buona occasione per arricchire la propria biblioteca, vi proponiamo di seguito una selezione di 10 titoli, scelti tra classici e nuove pubblicazioni di fantascienza, con un po’ di spazio anche per gli autori italiani.

Armada

Armada, l’ultimo romanzo di Ernest Cline (Ready Player One) racconta di Zack Lightman e dei suoi sogni, così simili ai film di fantascienza e ai videogiochi che lo appassionano. Sogna di essere l’Eroe, quello che salva il mondo dal Male. Finché un giorno succede qualcosa di incredibile e sembra che Zack avrà la sua occasione di dimostrare davvero quanto vale. Saprà coglierla?

Naila di Mondo9

Dario Tonani è ormai un nome più che affermato e i lettori di fantascienza italiana lo conoscono molto bene. Naila di Mondo9, pubblicato alla fine dell’estate 2018, ci riporta alle familiari ambientazioni dei suoi romanzi precedenti: l’ambiente inospitale e i suoi abitanti, le incredibili macchine giganti e Naila, una protagonista improbabile quanto affascinante.

Il problema dei tre corpi

Il problema dei tre corpi è il romanzo che ha reso Liu Cixin un romanziere di fama mondiale, e che ha trasformato la fantascienza cinese in un fenomeno apprezzato globalmente. Leggiamo di come il popolo della Terra si interroghi sul modo migliore di accogliere gli alieni, ancora incerti se si tratti di visita o di invasione. Un interrogare sé stessi che diventa riflessione su chi siamo e cos’abbiamo fatto del nostro pianeta. Uno dei libri più interessanti usciti negli ultimi anni, Il Problema dei Tre corpi non è l’unica opera meritevole di questo autore. Dello stesso autore, merita un’occasione anche La materia del cosmo.

Il fantasma di Eymerich

Torniamo in Italia con uno degli autori più famosi del nostro paese, forse il più famoso quando si parla di narrativa fantastica. Con Il Fantasma di Eymerich, Valerio Evangelisti ci riporta ad ambienti conosciuti e a un personaggio di cui molti lettori si sono innamorati. Come sempre, la storia del personaggio di fonde con la Storia del mondo, in un’opera che è un po’ fantasy e un po’ romanzo storico – uno stile a cui l’autore ci ha piacevolmente abituati.

Arresto di sistema

Quella di Charles Stross è una tra le voci più note tra gli autori di fantascienza contemporanea. In Arresto di Sistema, romanzo del 2015, l’autore ci racconta di una poliziotta, Sue Smith, chiamata a indagare su un caso decisamente insolito. Scoprirà così che la tecnologia del mondo è parecchio più evoluta di quanto pensasse, e di quanto pensano la maggior parte delle persone, e bisognerà farci i conti. A cominciare dal fatto che il mondo virtuale, che dovrebbe mettere le banche al riparo dai furti, non è ciò che tutti credono.

Il gioco di Ender

Un classico della fantascienza, il Gioco di Ender – riadattato in un discreto film con Harrison Ford – è da una parte il racconto del protagonista, ragazzo selezionato per la sua intelligenza e addestrato per combattere una spietata lotta all’ultimo sangue contro gli invasori insettiformi. Dall’altra è anche e soprattutto la storia di suo fratello e sua sorella, apparentemente meno intelligenti di lui, almeno secondo le misurazioni ufficiali, ma capaci di architettare e mettere in pratica tattiche di manipolazione sociale che influenzano l’intera popolazione umana.

Le Cosmicomiche

Secondo alcuni, forse molti, questa raccolta di racconti firmata da Italo Calvino è il primo vero esempio di fantascienza in italiano. Sicuramente le avventure di Qfwfq non sono una lettura del tutto facile, come del resto tutte le opere di Calvino. Ma questo libro sa essere divertente e leggero, sa sorprendere ed emozionare, e allo stesso tempo dona al lettore lezioni che lo accompagneranno per tutta la vita, se lo vorrà. Non può mancare nella vostra collezione.

Leviathan. Il risveglio

Leviathan è il primo libro della saga scritta da James Corey, composta ormai da sette volumi. Senza necessità di leggerli tutti quanti, questo primo romanzo convince per la solida struttura narrativa e per uno stile asciutto, privo di fronzoli e diretto. L’avventura dei protagonisti avviene in un sistema solare “espanso”, nel quale Marte è passato da colonia a mondo indipendente, e sulla fascia di asteroidi vivono milioni di persone che non hanno mai sperimentato la gravita terrestre o visto un cielo azzurro. I libri di Corey sono diventati anche una serie TV trasmessa in tutto il mondo, Italia compresa, con il titolo The Expanse.

Harry Potter

La saga di Harry Potter non ha certo bisogno di presentazioni, ma forse non tutti li hanno già a casa, e forse nella vostra cerchia di familiari e amici c’è qualcuno che riceverebbe volentieri in regalo La Pietra Filosofale, La Camera dei Segreti o un altro dei sette romanzi.

Il racconto dell’ancella

Romanzo tra i più importanti di Margaret Atwood, Il Racconto dell’ancella – da cui è tratta anche una recente serie TV – ci racconta di un mondo post apocalittico e distopico. L’esercizio del potere assoluto è esercitato in diverse forme, una delle qualità è il controllo assoluto del corpo femminile, e quindi di tutte le donne.  Ma nemmeno il potere assoluto e totalitario, esercitato con i mezzi della repressione, può annullare la natura umana. Una verità che, nelle mani di Atwood, diventa un potente strumento di analisi sociale e critica morale. Un altro libro che non può mancare nella vostra libreria.

N.B.: La promozione è valida dalle ore 00.00 del 12 novembre 2018 alle ore 23.59 del 22 novembre 2018. Il buono sconto di 7 euro sarà utilizzabile fino al giorno 11 gennaio 2019 per acquisti sul sito www.amazon.it in tutte le categorie di prodotti venduti da Amazon, con esclusione di libri, eBook e Kindle store, applicazioni, MP3 e altri contenuti o prodotti digitali.

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Super. Ottant’anni del primo supereroe: da Nembo Kid a Superman

di Valerio Porcu

Chi è Superman? Qual è il suo ruolo nella cultura del XX e del XXI secolo? Cosa significa essere il più grande eroe del genere umano, scoprirsi straniero in terra straniera e con i poteri di una divinità?

Queste e altre domande costituiscono il punto di partenza di Super, saggio di 345 pagine pubblicato da Runa Editrice e scritto da Filippo Rossi. Un autore che già nel 2017 si era fatto notare con il suo incredibile saggio La Forza sia con Voi dedicato a Star Wars. Testo, quest’ultimo, con il quale si è guadagnato autorevolezza e la (meritatissima) fama di maggiore esperto di Star Wars in Italia e possibilmente nel mondo. Parleremo del suo primo libro in futuro.

Super è un saggio approfondito e ben strutturato. È organizzato in dodici capitoli più un epilogo, strumento che Rossi media dalla narrativa per concludere solo temporaneamente il suo discorso. Un finale aperto necessario, giacché fumetti e film continuano a uscire offrendo costantemente nuovo materiale a un critico appassionato come Filippo Rossi.

Leggendo scopriamo delle origini di Superman e di DC Comics, dal 1938 (anno in cui il mondo conosceva Superman) fino al 2018, quando si celebrano i primi ottant’anni dell’eroe venuto da Krypton mentre si dibatte su pregi e difetti del recente Justice League.

Rossi attraversa agilmente queste otto decadi, ripercorrendo velocemente i primi anni e segnando le tappe importanti nell’evoluzione e nella storia del fumetto… di tutti i fumetti popolari. Entro certi limiti si riallaccia al lavoro svolto da Umberto Eco in Il superuomo di massa: Retorica e ideologia nel romanzo popolare (Bompiani, 2001). Nonostante le quasi 400 pagine il libro si fa leggere con leggerezza, grazie al ritmo incalzante nella scrittura di Filippo Rossi, che alterna con sapienza tra i moltissimi dati storici e le analisi interpretative.

Il discorso analitico si sofferma maggiormente sui film, per come hanno saputo rendere il Supereroe davvero al centro della cultura di massa mondiale. La prima tappa, fondamentale, è quindi il lungometraggio del 1978 firmato da Richard Donner e interpretato da Christopher Reeve. Qui comincia a consolidarsi il concetto su Kal-El come analogia del Cristo e dei Supereroi come divinità moderne. Figure che hanno preso il ruolo che fu di Ettore e Achille (Batman e Superman), e delle loro molte interpretazioni.

Nelle prime pagine scopriamo anche che i due autori originali, inizialmente costretti all’anonimato dall’editore, vollero riconoscere un tributo a Fritz Lang scegliendo il nome Metropolis. E anche che probabilmente non sapevano nulla di Nietzsche e del suo superuomo – un parallelo fatto più volte ma che non convince Rossi, secondo cui il superuomo di stampo nietzschiano è piuttosto il Lex Luthor di Batman v Superman. E lo afferma con argomentazioni solide e convincenti, nei capitoli sei e sette.

Il libro non è interamente dedicato a Superman né potrebbe esserlo. Pur concentrandosi sui film recenti, da Man of Steel in poi, non ci si poteva esimere dal parlare del Batman di Tim Burton e poi quello di Christopher Nolan.

Rossi intesse un entusiasmante gioco dei rimbalzi tra luce e oscurità, umano e alieno, Divinità che fatica ad accettare il proprio ruolo e Uomo che si strugge nel tentativo di essere Salvatore. L’autore dedica molte pagine a questa coppia, che finisce per trasformarsi in una vera allegoria dell’Umanità intera, e quindi di tutti noi.

Zack Snyder

Il libro di Filippo Rossi è saggio e allo stesso tempo narrazione. Ci racconta la nascita degli eroi, la loro caduta e il loro rialzarsi. Le strategie di una casa editrice che è stata sul tetto del mondo, ha creato un Multiverso e poi ha cercato di riordinarlo. E ci racconta di registi e produttori che hanno affrontato compiti difficili. L’autore stima Zack Snyder in particolare, forse più di tutti gli altri, ed è difficile non condividere la sua opinione quando snocciola accadimenti e soprattutto i pregi del suo lavoro, anche al di là dei lavori fatti con DC Comics.

A Snyder in particolare dedica il capitolo cinque, concedendo molto spazio a 300, all’eccezionale Watchmen e a Sucker Punch, di cui scrive: “comprensibile come questa potente pellicola sia ridicolizzata da una platea impreparata e stroncata da giornalisti miopi. Vi vedono, purtroppo, la cura solo superficiale dell’impatto visivo, supposta causa di un mancato approfondimento dei personaggi”.

Arrivando così ai film moderni, dove Rossi valorizza dettagli come la nuova interpretazione di Krypton, un mondo neofascista e distopico suicida per tramite di una catastrofe ecologica, che sarebbe stata facilmente evitabile se si fosse rinunciato all’isolazionismo e alla xenofobia. E fino a Batman v Superman, dove ricompare la lettura di stampo religioso con Lex Luthor nei panni dell’Angelo Caduto.

È un libro che parla agli esperti quanto ai non iniziati, a chi non ha mai pensato a un fumetto di supereroi come a un qualcosa di complesso e a chi, invece, conosce già molto di questo complesso mondo. Il testo ti prende per mano e ti accompagna in mondo che non immaginavi, ricco di simboli e metafore, potente nel linguaggio e nelle immagini. Un mondo, quello di Superman, che è un perfetto specchio della società che lo ha generato. E che naturalmente ha saputo adattarsi, non senza fatica, ai cambiamenti di quella stessa società.

Zack Snyder

La lettura di Super dovrebbe essere obbligatoria per chiunque voglia parlare di fumetti e della relativa corrente cinematografica. Il libro di Filippo Rossi offre le chiavi di lettura per un corpus di opere più complesso di quanto sembri, ed è l’occasione di comprendere cose che sfuggono a una prima e anche una seconda visione. Ti permettono di mettere Kal-El in prospettiva, insieme a Bruce Wayne e a Wonder Woman. Un trio che spesso definito la “Trinità DC Comics”, ma Rossi arriva a usare il termine dopo aver speso oltre trecento pagine costruendo un discorso che giustifichi e rafforzi il termine. Non solo, ti fa chiedere come hai fatto a non capirlo prima.

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Recensione L’Eresia del Multiverso, il romanzo italiano che vi sorprenderà

di Valerio Porcu

Il medico, umanista e astrologo Galeotto Marzio (personaggio realmente vissuto nel sec. XV) si trova di fronte a un mistero: una ragazza, Gaspara, che in famiglia prendono per pazza, sembra aver subito uno scambio mentale – lui inizialmente parla di “anime” – con una sua quasi-omologa, abitante di un mondo parallelo, molto più avanzato rispetto all’Italia rinascimentale. La scoperta dello sdoppiamento degli universi e dell’esistenza di una concreta realtà ucronica metterà in crisi le convinzioni più profonde del celebre umanista.

Questa è, in estrema sintesi, la base narrativa di L’Eresia del Multiverso di Alberto Costantini, pubblicato nel 2018. Un notevole esempio di narrativa fantastica, regalatoci da un autore che maneggia con maestria la scrittura e la nostra lingua. E padroneggia altrettanto bene la Storia: come in altri suoi romanzi sospesi fra il genere storico e la fantascienza, quando è lui a raccontarla, diventa una narrazione appassionante, difficile da abbandonare.

Siamo dunque nel 1478 e Galeotto Marzio incrocia la propria strada con quella di Gaspara, una sua paziente. Lui sospetta che dietro l’apparente follia della giovane si celi un mistero più grande e decide di indagarlo. Insieme al suo discepolo Janos s’imbatte in diverse stranezze, finché un misterioso straniero, coinvolto suo malgrado nell’indagine di Galeotto, è costretto a rivelargli la verità: esistono universi paralleli. E non è tutto, perché a quanto pare di tanto in tanto può capitare, a certe condizioni e con la tecnologia giusta, che si verifichi un contatto tra due mondi separati.

Il Marzio, determinista convinto, ne è sconvolto, perché per lui è impossibile immaginare una deviazione da ciò che il destino ha stabilito per ogni essere, tanto meno uno sdoppiamento nel percorso della Storia. Tuttavia sa accettare la realtà che si dipana di fronte a lui, fatta di spie interdimensionali, di poteri incomprensibili, di corpi e menti separate – queste ultime capaci di spostarsi appunto da un corpo all’altro. Che un multiverso in guerra finisse nell’Italia Rinascimentale era piuttosto improbabile, direte, ma Costantini sfrutta l’occasione per indagare da una parte il momento storico e dall’altra, grazie all’ipotesi fantascientifica, per un’esplorazione più generale dell’Umanità.

Con uno stile leggero ed equilibrato ci racconta la storia, ci diverte con aneddoti e battute autentiche insieme alle inimmaginabili avventure di cui rende protagonisti i suoi personaggi, ci spinge con loro a una riflessione su noi stessi, grazie un punto di vista distaccato, distante, diverso.

Lo fa con una narrazione che ricorda l’entrelacement dei romanzi cavallereschi, sospendendo il racconto di un protagonista o di una comparsa per seguire un altro personaggio, poi un altro ancora, in più storie legate tra loro che avvengono in contemporanea, tessendo così la trama che poco a poco ci conduce al finale. Costantini unisce un’impeccabile preparazione storica al gusto per l’avventura, senza trascurare qualche sorriso e passioni amorose. Insomma, c’è tutto. E a proposito di mescolanze, L’Eresia del Multiverso riesce con successo a far convivere la medicina e la filosofia tardo-medievale, magia, astrologia, chiromanzia, alchimia, in una struttura rigorosamente fantascientifica.

L’Eresia del Multiverso si può senz’altro definire un romanzo ucronico, almeno in parte, nel suo proporre tecnologie molto più avanzate in un XV secolo parallelo profondamente diverso da quello in cui vivono Marzio e Gaspara.

Questo è evidente nell’avventura del protagonista ma anche in quella di Gaspara, giovinetta di buona famiglia del XV secolo italiano, proiettata in un mondo parallelo, nuovo, luccicante, assolutamente incomprensibile non solo nella tecnologia, ma anche negli stili di vita. Lo Specchio, dunque, e in un certo senso anche un andare attraverso lo specchio: la ragazza, novella Alice, non rinuncia al proprio sguardo e al suo pensiero nemmeno quando si immerge in questo mondo, contemporaneo e insieme così diverso. E nel contempo la sua omologa, arrivata nel nostro XV secolo, mostrerà non minori imbarazzi ad adattarsi ai suoi bizzarri costumi.

Forse il finale risulta un po’ meno solido rispetto al resto del romanzo. A un certo punto sembra che l’autore abbia esaurito il suo scopo, riuscendo con successo a raccontare l’Italia di quel periodo storico attraverso una nuova lente, con una chiave fantascientifica che diventa lente d’ingrandimento, un microscopio che finisce per “smezzare” i due estremi e parlarci di noi stessi come siamo oggi. Il discorso giunge al termine, il ritratto è finito ma il romanzo no. Ecco, sebbene sia un finale ragionevole, poetico nella scrittura e potente nelle metafore, si ha l’impressione che sia appena sfalsato rispetto al discorso sottostante. Giusto un po’, quasi fosse un universo parallelo.

Ammirevole è invece la scelta di un protagonista reale, un uomo che è esistito davvero e che ci ha lasciato testi che Costantini ha riportato qua e là nel romanzo sotto forma di battute spesso fulminanti, con una tecnica che conferisce solidità al personaggio e a tutto ciò che gli accade intorno. Marzio è un uomo brillante, un indagatore capace e talentuoso ma pur sempre un uomo del suo tempo; ebbene, l’autore sa maneggiare questo delicato strumento con precisione chirurgica. E non chiede al lettore di sforzarsi per controllare; con trasparenza, include una biografia del Galeotto Marzio reale in appendice al romanzo.

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