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I 5 lavori “digitali” che saranno più richiesti nel settore auto

di Antonio Elia Migliozzi

Che il settore dell’auto sia alle prese con un cambiamento di rotta epocale è ormai evidente a tutti. Ecco allora che nel trambusto del cambiamento si aprono spiragli interessanti per una serie di nuove figure lavorative pronte all’inserimento in azienda. Il mondo del digital porta tutta la filiera, dalla casa madre alle concessionarie, a dover ripensare le relazioni reciproche e le dinamiche di comunicazione con il cliente. Spazio quindi al custumer advisor, automotive digital manager e agli stessi influencer chiamati a catalizzare le informazioni. Insomma orizzonti nuovi che presuppongono conoscenze specifiche e dettagliate della materia e, magari, una passione per il settore dell’auto. Ecco tutte le nuove figure.

AUTOMOTIVE AL BIVIO

Il digitale sta radicalmente cambiando le nostre vite. Tutto nel mondo in cui viviamo è influenzato da dinamiche che spesso ci sfuggono ma che passano attraverso internet e nuovi media. Tutti questi canali creano nei consumatori nuove esigenze e nuovi bisogni, a cui le aziende sono chiamate a rispondere. Non è da meno il settore settore automotive sebbene, come dimostra l’ultima ricerca condotta dalla società di consulenza MotorK, resti ancora molto da fare. La forte settorialità che contraddistingue da sempre questo ambito richiede uno specifico approccio ai problemi e figure specializzate nel settore. Ecco allora che per il futuro le opportunità lavorative non mancheranno. Come precisano dal team di ricerca, il 75% dei concessionari italiani ha dichiarato di voler aumentare il numero di persone impiegate nell’area web e digital all’interno della propria azienda (Leggi le novità di FCA al Salone dell’auto di Ginevra).

LE NUOVE FIGURE

Vediamo allora quali saranno le mansioni più richieste nel settore automotive. Partiamo dal Customer Advisor che si rende sempre più necessario vista l’importanza ricoperta dalla scelta dell’auto nuova. Un consulente super partes è chiamato a supportare tutto il processo decisionale dei clienti in maniera discreta e competente. A cominciare dalla scelta del modello, passando per gli aspetti finanziari del caso, l’advisor si occupa anche dell’assistenza post vendita. Si tratta di un lavoro da remoto che, tramite telefono, email e chat, risponde alle esigenze dei clienti. Altra figura emergente è quella dell’Automotive Digital Manager. Quest’ultimo opera all’interno della concessionaria e coordina tutti i processi digitali e le persone che li seguono. Si tratta di un vero esperto digitale che, specializzato nel settore automotive, possiede competenze certificate per svolgere funzioni manageriali legate allo sviluppo dei progetti web e digital (Leggi auto nuova le donne più preparate degli uomini).

ULTERIORI MARGINI

Come era prevedibile entra in classifica anche il Car Influencer. Qui si unisce la passione per i motori alla forte presenza nei social network. L’influencer costruisce uno storytelling attorno all’auto, raccontando agli utenti le ultime tendenze nel mondo dei motori, chiarendo tutti i dubbi più comuni tra i suoi utenti più attenti. Ruolo importante anche quello del BDC manager. Qui parliamo del responsabile del Business Development Center, ovvero del team che presso la concessionaria si occupa di comunicare con il cliente durante il processo di acquisto. Si tratta di un ruolo nevralgico che ruota attorno alla fidelizzazione del cliente. Ultima opportunità emergente è quella dello Small Data Analyst. Già da oggi le concessionarie più avanzate sfruttano i big data per svolgere un follow-up delle proprie attività. In questo modo sarà possibile creare modelli predittivi capaci di migliorare il servizio e ottimizzare le risorse a disposizione.

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LinkedIn: digital skills, prerogativa maschile

di Marco Grigis

Le competenze digitali, le cosiddette digital skills, sono oggi fondamentali per entrare nel mondo del lavoro. Eppure in Italia rimangono ancora largamente una prerogativa maschile, un fatto che può limitare fortemente la carriera e l’indipendenza della controparte femminile. È quanto dimostrano i dati resi noti dall’ultima ricerca LinkedIn Recruiter Sentiment Italia: sullo Stivale crescono le assunzioni, ma le donne continuano a faticare nel trovare il giusto riconoscimento lavorativo.

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Guadagnare testando servizi e prodotti Tech con Crowdville | GUIDA

di Gaetano Abatemarco
Con l’evoluzione di internet e grazie all’avanzamento tecnologico ormai quasi tutte le azioni e le abitudini di ogni essere umano sono state facilitate grazie alla digitalizzazione. Azioni scontate come pagare le bollette, prenotare in un leggi di più...

Migliore app per fatturazione elettronica

di Salvo Vosal
migliore applicazione fatturazione elettronica

Dal primo gennaio 2019, i professionisti e tutti coloro che effettuano un servizio per i privati, sono obbligati per legge, ad effettuare una fattura elettronica al posto della precedente fattura cartacea. Nei fatti, la vecchia modalità viene sostituita da un file in formato XML che una volta compilato e firmato digitalmente viene inviato al server pubblico del servizio […]

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Hire, il LinkedIn di Google sbarca in Canada e UK

di Marco Locatelli

Il LinkedIn di bigG “Google Hire” sta per uscire dai confini USA. Annunciato alla chiusura dell’I/O 2017 da Sundar Pichai come Google for Jobs, la piattaforma di recruitment sta infatti per esordire in Canada e nel Regno Unito.

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Freelancer: come gestire lo stress mentre si lavora

di Marco Grigis
Gestire lo stress è molto importante per i freelancer: ecco alcuni consigli per migliorare la propria giornata lavorativa. Leggi Freelancer: come gestire lo stress mentre si lavora

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di Marco Grigis

Gestire lo stress è molto importante per i freelancer: ecco alcuni consigli per migliorare la propria giornata lavorativa.

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Automazione, IA farà perdere il 25% dei lavori

di Candido Romano

L’automazione sta arrivando: Nel 2030 il 25% dei lavori, almeno negli Stati Uniti, sarà sostituito da macchine intelligenti. Questa è la conclusione di un nuovo studio della Brookings Institution, una non profit statunitense. La ricerca riguarda l’impatto dell’automazione sul lavoro dal 1980 al 2016, ma fa anche una stima per il futuro, appunto fino al 2030.

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Lavoratori da remoto: consigli per gestirli

di Marco Grigis
Gestire i lavoratori da remoto, nell'era dello smart working, è fondamentale per ottenere un'alta produttività: ecco qualche utile consiglio. Leggi Lavoratori da remoto: consigli per gestirli

Lavoratori da remoto: consigli per gestirli

di Marco Grigis

Gestire i lavoratori da remoto, nell'era dello smart working, è fondamentale per ottenere un'alta produttività: ecco qualche utile consiglio.

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I robot ci ruberanno il lavoro? I lavoratori non ci credono

di Valerio Porcu

Secondo un sondaggio del World Economic Forum l’80% dei lavoratori è convinto che un robot non sarebbe in grado di sostituirlo, e che nella sua attività il “tocco umano” sia indispensabile. Una percezione in netto contrasto con diverse ricerche secondo cui nei prossimi anni l’automazione cancellerà molti dei posti di lavoro esistenti.

Per ottenere il risultato, il WeF ha intervistato circa 10mila persone in 29 paesi, all’inizio di gennaio 2019, scoprendo tra le altre cose che i residenti in Asia Centrale ed Europa sono quelli più fiduciosi riguardo la non sostituibilità del proprio lavoro a opera di un computer o un robot. All’estremo opposto troviamo l’Asia del Sud (India, Pakistan, Bangladesh), regione in cui solo il 30% degli intervistati si sente insostituibile, con un altro 19% convinta che la “maggior parte” delle proprie mansioni si potrebbe automatizzare già oggi. Per quanto riguarda l’Europa, la risposta colpisce anche considerando quanto la tecnologia stia già cambiando il mondo del lavoro e le mansioni.

L’altra domanda relativa al lavoro riguardava la continuità: la maggior parte dei lavoratori vede sé stessa impegnata nello stesso tipo di attività in un arco di cinque anni. Un dato da mettere in relazione con la risposta alla “minaccia” dell’automazione, vale a dire una maggiore flessibilità e la formazione continua, con lavoratori umani pronti a spostarsi da un’attività all’altra, secondo la necessità.

In altre parole, alle persone in genere non piace l’idea di cambiare, e preferiscono considerare sé stesse in una posizione stabile a lungo termine. Ammettere la possibilità che una macchina li possa sostituire dall’oggi al domani, dunque, significherebbe forse ammettere con sé stessi la necessità di cambiare profondamente punto di vista.

È interessante poi rilevare che i lavoratori più inclini a immaginarsi sostituiti da una macchina sono in paesi dove si concentrano attività produttive di stampo tradizionale, dove agli operati non sono richieste competenze particolarmente sofisticate.

Il sondaggio, tra le altre cose, chiedeva poi agli intervistati di esprimersi riguardo alla tecnologia. Alla domanda “credi che la tecnologia faccia più male che bene alla società“, le risposte sono equamente distribuite, ma sono relativamente pochi quelli convinti che il progresso tecnologico sia sopratutto un male. Interrogati riguardo ai grandi colossi della tecnologia, poi, gli intervistati appaiono equamente distribuiti tra le due opzioni: da una parte “le aziende tecnologiche vogliono rendere il mondo un posto migliore” e dall’altra “la maggior parte delle aziende tecnologiche vuole solo fare soldi”.

Il sondaggio del Web Economic Forum dà spazio anche a temi come l’ambiente e l’immigrazione, in uno sforzo investigativo mirato a comprendere meglio come gli esseri umani vivono la “globalizzazione 4.0” dai diversi punti di vista – e come in ultima analisi si possa diventare cittadini del mondo. E voi, che cosa ne pensate?

IA sostituirà il 40% dei lavori in 15 anni

di Candido Romano

Il 40% dei lavori sarà sostituito dai robot nei prossimi 15 anni. Più che una previsione sembra una profezia, quella che Kai Fu Lee, esperto di intelligenza artificiale e venture capitalist, ha dichiarato durante un’intervista nel programma “60 Minutes” sulla CBS. Poco meno della metà del lavoro mondiale sarà sostituito da robot in grado di automatizzare i processi.

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Guadagnare bene facendo il programmatore? Con Blockchain, Fintech e Intelligenza Artificiale ci sono buone opportunità

di Valerio Porcu

Forse la frenesia finanziaria è finita, ma blockchain è ancora un buon cavallo su cui scommettere se ci si vuole inventare una nuova carriera. A suggerirlo è Arran Stewart, che ha investito in prima persona con job.com, un portale per la ricerca e offerta di lavoro che sfrutta blockchain per garantire la massima trasparenza – nonché un sistema di AI per automatizzare buona parte del processo di selezione.

Abbiamo intervistato Stewart per capire se e in che misura conoscere la tecnologia blockchain possa in effetti rappresentare un valore aggiunto agli occhi di un potenziale datore di lavoro. La prima risposta arriva direttamente dai dati statistici di job.com, dove si è osservato “un aumento del 300% nel numero di posizioni legate a blockchain, tra dicembre 2017 e maggio 2018”.

Una situazione a cui il mercato non ha saputo far fronte velocemente, spiega Stewart: la domanda ha superato in fretta l’offerta, con il risultato che i compensi offerti sono saliti di pari passo. Il dirigente nota però che le aziende cercano tecnici che abbiano una preparazione specifica su blockchain, e che non siano “semplicemente” bravi programmatori. Stewart segnala che i linguaggi di programmazione più richiesti sono Solidity e Haskell, entrambi protagonisti di una “crescita immensa” nel corso del 2018. Chi si presenta dal primo giorno come “esperto”, in ogni caso, sarà probabilmente chiamato a dimostrarlo immediatamente – quindi meglio essere sinceri per evitare brutte figure.

Il dirigente sottolinea inoltre che il momento finanziario non deve far pensare che il “boom” lavorativo sia destinato a finire velocemente. Al contrario, Stewart ritiene che questo settore industriale “stia fiorendo e sia qui per restare”.

Ai più giovani e meno esperti Stewart suggerisce di trovarsi un progetto emergente o una piccola società specializzata, e di cominciare subito a lavorare su qualcosa di concreto per farsi almeno un po’ di esperienza. Di trovare ciò l’occasione di “imparare le competenze tecniche di cui avranno bisogno a lungo termine”.

Arran Stewart

“A breve termine, mentre impara quelle abilità, la cosa migliore che un candidato possa mostrare è voglia di imparare, una solida etica del lavoro e un atteggiamento orientato al miglioramento delle proprie competenze in blockchain anche nel tempo libero personale”.

Stewart spiega poi che cresce altrettanto velocemente il mercato della fintech, vale a dire quelle tecnologie – presenti anche ma non solo nel mondo delle criptovalute – mirate all’automazione intelligente delle operazioni finanziarie. Un mercato che è cresciuto di 5 miliardi di dollari, arrivando a un valore totale di 27,4 miliardi. Anche in questo caso c’è moltissima richiesta di personale specializzato, e ci si aspetta “un massiccio aumento delle assunzioni in questo spazio”.

Ancora più interessante è lo scenario dell’Intelligenza Artificiale, un settore che sta crescendo ancora più in fretta e dove ci sono molte possibilità di carriera, proprio perché i tecnici specializzati sono ancora pochissimi. “Credo che quello dell’AI sarà il settore con le paghe maggiori in futuro” conclude il dirigente di job.com, “grazie alla complessità dello sviluppo e ai potenziali che può raggiungere. Credo che gli sviluppatori blockchain al momento riscuotano salari molto alti perché il mercato è cresciuto all’improvviso e non ci sono abbastanza lavoratori disponibili, ma con il tempo di stabilizzerà, via via che lo sviluppo blockchain diventa meno complesso”.

Chi vuole cominciare a scoprire questo mondo professionale, può cominciare con Programmare con Python: Guida completa.

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Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

di Marco Grigis
Alcuni consigli per rendere più efficiente il lavoro da casa, evitando distrazioni e programmando in modo salvifico la propria giornata lavorativa. Leggi Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

di Marco Grigis

Alcuni consigli per rendere più efficiente il lavoro da casa, evitando distrazioni e programmando in modo salvifico la propria giornata lavorativa.

Leggi Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

Bitcoin: Cosa sono, come funzionano e dove spenderli

di Giuseppe Testa
bitcoin cosa sono

Sicuramente avrete sentito almeno una volta parlare di Bitcoin, su qualche sito o in qualche telegiornale, associando a questo termine il significato di moneta o valuta. Visto che è passato ormai qualche anno dalla suo boom, ma ancora non tutti hanno le idee chiare, in questo articolo faremo un po’ di chiarezza affrontando i seguenti […]

Bitcoin: Cosa sono, come funzionano e dove spenderli

5 fattori da monitorare l’Hosting low-cost

di Riccardo Degni

I servizi di web hosting sono ormai dotati di ogni feature che uno sviluppatore (e un cliente) possa desiderare. A differenza del passato, dove l’hosting aveva molte limitazioni, oggi abbiamo a disposizione una miriade di strumenti tra cui scegliere.

In questo articolo vedremo quali sono i 5 fattori da tenere in considerazione, se stai scegliendo opzioni più economiche, per capire se il servizio di hosting a cui ti stai affidando sta aiutando il tuo business o meno.

Tempi di caricamento lunghi

Il tempo di caricamento identifica la velocità con cui il tuo sito web viene caricato. Questo parametro è ovviamente …

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Freelance: cosa considerare prima di diventarlo

di Marco Grigis

Il lavoro da freelance non è certo privo di soddisfazioni: dalla possibilità di gestire in piena autonomia la propria vita professionale, alla gestione dei tempi e delle modalità di produzione secondo le proprie esigenze. Eppure, questa modalità di lavoro può essere fonte anche di continui stress, di isolamento, nonché di una media incertezza sul fronte economico poiché le entrate non sono mai assicurare, né costanti di mese in mese. Quali sono, di conseguenza, i fattori da prendere in considerazione priva di diventare un freelance?

Naturalmente, non esiste una ricetta universale che possa valere per tutti i professionisti, perché molto dipende …

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Assumere un Web designer: gli errori da evitare

di Marco Grigis

Si tratti di una realtà imprenditoriale o di un privato in cerca di una via d’accesso alla presenza online, sempre più persone si lanciano nella ricerca di un web designer. L’esistenza di un sito web che illustri la propria attività o il proprio portfolio, indipendentemente dal settore d’appartenenza, è ormai imprescindibile. Eppure, la scelta di un professionista che possa condurre il cliente in questo complesso percorso – dalla progettazione del codice alla grafica, fino all’uso finale del prodotto – è tutt’altro che immediata.

I freelancer e le web agency a disposizione sono davvero i più disparati e comprendere quali …

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Freelance: come monetizzare tra un cliente e l’altro

di Marco Grigis

È una condizione comune a molti freelance, soprattutto coloro che sono impegnati in professioni di sviluppo o web design: l’inattività tra un committente e l’altro. Capita spesso infatti di ritrovarsi per diverse settimane senza nessuna richiesta dopo la consegna di un lavoro, tanto da rendersi necessaria una diversificazione della propria strategia professionale. Ma quali occupazioni momentanee scegliere, in attesa dell’arrivo di un nuovo e grande progetto?

La scelta è tutt’altro che semplice, poiché bisognerà trovare una soluzione che permetta di ritagliare all’improvviso del tempo per un eventuale cliente in entrata, a cui andrà ovviamente accordata la priorità.

Sono …

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