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Ieri — 23 Gennaio 2019RSS feeds

I robot ci ruberanno il lavoro? I lavoratori non ci credono

di Valerio Porcu

Secondo un sondaggio del World Economic Forum l’80% dei lavoratori è convinto che un robot non sarebbe in grado di sostituirlo, e che nella sua attività il “tocco umano” sia indispensabile. Una percezione in netto contrasto con diverse ricerche secondo cui nei prossimi anni l’automazione cancellerà molti dei posti di lavoro esistenti.

Per ottenere il risultato, il WeF ha intervistato circa 10mila persone in 29 paesi, all’inizio di gennaio 2019, scoprendo tra le altre cose che i residenti in Asia Centrale ed Europa sono quelli più fiduciosi riguardo la non sostituibilità del proprio lavoro a opera di un computer o un robot. All’estremo opposto troviamo l’Asia del Sud (India, Pakistan, Bangladesh), regione in cui solo il 30% degli intervistati si sente insostituibile, con un altro 19% convinta che la “maggior parte” delle proprie mansioni si potrebbe automatizzare già oggi. Per quanto riguarda l’Europa, la risposta colpisce anche considerando quanto la tecnologia stia già cambiando il mondo del lavoro e le mansioni.

L’altra domanda relativa al lavoro riguardava la continuità: la maggior parte dei lavoratori vede sé stessa impegnata nello stesso tipo di attività in un arco di cinque anni. Un dato da mettere in relazione con la risposta alla “minaccia” dell’automazione, vale a dire una maggiore flessibilità e la formazione continua, con lavoratori umani pronti a spostarsi da un’attività all’altra, secondo la necessità.

In altre parole, alle persone in genere non piace l’idea di cambiare, e preferiscono considerare sé stesse in una posizione stabile a lungo termine. Ammettere la possibilità che una macchina li possa sostituire dall’oggi al domani, dunque, significherebbe forse ammettere con sé stessi la necessità di cambiare profondamente punto di vista.

È interessante poi rilevare che i lavoratori più inclini a immaginarsi sostituiti da una macchina sono in paesi dove si concentrano attività produttive di stampo tradizionale, dove agli operati non sono richieste competenze particolarmente sofisticate.

Il sondaggio, tra le altre cose, chiedeva poi agli intervistati di esprimersi riguardo alla tecnologia. Alla domanda “credi che la tecnologia faccia più male che bene alla società“, le risposte sono equamente distribuite, ma sono relativamente pochi quelli convinti che il progresso tecnologico sia sopratutto un male. Interrogati riguardo ai grandi colossi della tecnologia, poi, gli intervistati appaiono equamente distribuiti tra le due opzioni: da una parte “le aziende tecnologiche vogliono rendere il mondo un posto migliore” e dall’altra “la maggior parte delle aziende tecnologiche vuole solo fare soldi”.

Il sondaggio del Web Economic Forum dà spazio anche a temi come l’ambiente e l’immigrazione, in uno sforzo investigativo mirato a comprendere meglio come gli esseri umani vivono la “globalizzazione 4.0” dai diversi punti di vista – e come in ultima analisi si possa diventare cittadini del mondo. E voi, che cosa ne pensate?

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IA sostituirà il 40% dei lavori in 15 anni

di Candido Romano

Il 40% dei lavori sarà sostituito dai robot nei prossimi 15 anni. Più che una previsione sembra una profezia, quella che Kai Fu Lee, esperto di intelligenza artificiale e venture capitalist, ha dichiarato durante un’intervista nel programma “60 Minutes” sulla CBS. Poco meno della metà del lavoro mondiale sarà sostituito da robot in grado di automatizzare i processi.

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Guadagnare bene facendo il programmatore? Con Blockchain, Fintech e Intelligenza Artificiale ci sono buone opportunità

di Valerio Porcu

Forse la frenesia finanziaria è finita, ma blockchain è ancora un buon cavallo su cui scommettere se ci si vuole inventare una nuova carriera. A suggerirlo è Arran Stewart, che ha investito in prima persona con job.com, un portale per la ricerca e offerta di lavoro che sfrutta blockchain per garantire la massima trasparenza – nonché un sistema di AI per automatizzare buona parte del processo di selezione.

Abbiamo intervistato Stewart per capire se e in che misura conoscere la tecnologia blockchain possa in effetti rappresentare un valore aggiunto agli occhi di un potenziale datore di lavoro. La prima risposta arriva direttamente dai dati statistici di job.com, dove si è osservato “un aumento del 300% nel numero di posizioni legate a blockchain, tra dicembre 2017 e maggio 2018”.

Una situazione a cui il mercato non ha saputo far fronte velocemente, spiega Stewart: la domanda ha superato in fretta l’offerta, con il risultato che i compensi offerti sono saliti di pari passo. Il dirigente nota però che le aziende cercano tecnici che abbiano una preparazione specifica su blockchain, e che non siano “semplicemente” bravi programmatori. Stewart segnala che i linguaggi di programmazione più richiesti sono Solidity e Haskell, entrambi protagonisti di una “crescita immensa” nel corso del 2018. Chi si presenta dal primo giorno come “esperto”, in ogni caso, sarà probabilmente chiamato a dimostrarlo immediatamente – quindi meglio essere sinceri per evitare brutte figure.

Il dirigente sottolinea inoltre che il momento finanziario non deve far pensare che il “boom” lavorativo sia destinato a finire velocemente. Al contrario, Stewart ritiene che questo settore industriale “stia fiorendo e sia qui per restare”.

Ai più giovani e meno esperti Stewart suggerisce di trovarsi un progetto emergente o una piccola società specializzata, e di cominciare subito a lavorare su qualcosa di concreto per farsi almeno un po’ di esperienza. Di trovare ciò l’occasione di “imparare le competenze tecniche di cui avranno bisogno a lungo termine”.

Arran Stewart

“A breve termine, mentre impara quelle abilità, la cosa migliore che un candidato possa mostrare è voglia di imparare, una solida etica del lavoro e un atteggiamento orientato al miglioramento delle proprie competenze in blockchain anche nel tempo libero personale”.

Stewart spiega poi che cresce altrettanto velocemente il mercato della fintech, vale a dire quelle tecnologie – presenti anche ma non solo nel mondo delle criptovalute – mirate all’automazione intelligente delle operazioni finanziarie. Un mercato che è cresciuto di 5 miliardi di dollari, arrivando a un valore totale di 27,4 miliardi. Anche in questo caso c’è moltissima richiesta di personale specializzato, e ci si aspetta “un massiccio aumento delle assunzioni in questo spazio”.

Ancora più interessante è lo scenario dell’Intelligenza Artificiale, un settore che sta crescendo ancora più in fretta e dove ci sono molte possibilità di carriera, proprio perché i tecnici specializzati sono ancora pochissimi. “Credo che quello dell’AI sarà il settore con le paghe maggiori in futuro” conclude il dirigente di job.com, “grazie alla complessità dello sviluppo e ai potenziali che può raggiungere. Credo che gli sviluppatori blockchain al momento riscuotano salari molto alti perché il mercato è cresciuto all’improvviso e non ci sono abbastanza lavoratori disponibili, ma con il tempo di stabilizzerà, via via che lo sviluppo blockchain diventa meno complesso”.

Chi vuole cominciare a scoprire questo mondo professionale, può cominciare con Programmare con Python: Guida completa.

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1750 nuovi posti di lavoro per sviluppatori in Italia, da Accenture e NTT DATA

di Valerio Porcu

Quasi duemila nuovi posti di lavoro in Italia, offerti da NTT Data e Accenture. Sono i 150 già annunciati da Accenture alcune settimane fa, a cui se ne aggiungono altri 600 di cui l’azienda ha dato notizia nelle scorse ore, e che saranno posizionati a Milano, Roma, Bologna, Napoli e Cagliari. La giapponese NTT invece fa sapere che assumerà circa mille persone entro il 2019, in particolare a Roma e Milano.

Nel caso di Accenture “le posizioni aperte riguardano sia giovani neolaureati (circa 350) sia candidati con esperienza (circa 250)”. Si occuperanno di sviluppo software, “con particolare focus su cloud, Intelligenza Artificiale, blockchain, Robotics, disegno e sviluppo di architetture di integrazione”.

Accenture propone un contratto di apprendistato per i junior e uno stage per i laureandi, con “finalità di inserimento con contratto di apprendistato professionalizzante”. Ai candidati che hanno già esperienza, invece, la società propone un’assunzione a tempo indeterminato; in questo caso è richiesta esperienza in uno o più dei settori richiesti: robotica, Artificial Intelligence, Cloud, Java, SAP, Oracle, Salesforce.

NTT DATA cerca invece sviluppatori che si occupino di “Cyber Security, Artificial Intelligence, Internet of Things, Augmented Reality e Virtual Reality, da affiancare al personale già impegnato su attività esistenti. “Una speciale linea di sviluppo è prevista per le risorse dedicate a e-commerce, mobile e online, nonché per Big Data e Analytics”.

Chi fosse interessato a proporsi può visitare le pagine pubblicate rispettivamente da Accenture e da NTT DATA. Al momento in cui scriviamo questo articolo, la pagina di NTT DATA non risulta raggiungibile, ma è possibile andare sul sito italiano e cliccare in calce su “Contatti”.

Per diventare uno sviluppatore di AI una buona conoscenza di Python è imprescindibile. Così come questo manuale.

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Sviluppatore blockchain è il re dei nuovi mestieri

di Antonino Caffo

Sviluppatore su blockchain è al primo posto per le offerte di lavoro “emergenti” negli Stati Uniti. Lo dice un rapporto da parte di LinkedIn, che ha un enorme tesoro da cui attingere, frutto di anni in cui le community professionali intorno a bitcoin e Co. sono cresciute, non solo negli USA.

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Campus Party Connect, alternanza scuola-lavoro

di Filippo Vendrame

Prende il via Campus Party Connect. Trattasi di un nuovo format che propone un percorso innovativo di alternanza scuola lavoro, promosso da Campus Party, il più grande evento al mondo su innovazione e creatività, con il sostegno della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. L’evento che si terrà dal 17 al 21 dicembre presso il MIND – Milano Innovation District, è un progetto di alternanza scuola lavoro che avvicina gli studenti delle scuole superiori alle nuove professioni, con spunti su innovazione tecnologica e autoimprenditorialità. Triboo Group sarà presente come media partner esclusivo dell’evento grazie alle sue testate Pmi.it, Webnews.it e Studentville.it.

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Facebook vuole ingegneri per la blockchain

di Antonino Caffo

Lo scorso luglio, Evan Cheng era stato promosso a Direttore dell’Ingegneria Blockchain di Facebook. Una mossa con cui il social poggiava la prima pietra di un team ad-hoc, concentrato allo sviluppo di soluzioni integrate in ambito catena di valore.

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Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

di Marco Grigis
Alcuni consigli per rendere più efficiente il lavoro da casa, evitando distrazioni e programmando in modo salvifico la propria giornata lavorativa. Leggi Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

Lavorare da casa: consigli per mantenere la concentrazione

di Marco Grigis

Alcuni consigli per rendere più efficiente il lavoro da casa, evitando distrazioni e programmando in modo salvifico la propria giornata lavorativa.

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Alternanza scuola lavoro, Open Fiber a Scampia in cerca di giovani talenti

di Alessandro Crea

Ivan Rebernik, direttore personale e organizzazione di Open Fiber, ha presentato quest’anno nel problematico quartiere napoletano di Scampia il progetto di alternanza scuola lavoro promosso da Open Fiber e realizzato in collaborazione con Elis. Il programma formativo quest’anno si rivolge infatti a quattro istituti superiori di altrettante città italiane, da Milano a Roma passando per Catania e Napoli.

Nella città partenopea la scelta è caduta su una scuola-simbolo, un’eccellenza didattica radicata in un territorio troppo spesso vittima del pregiudizio: l’ITI Galileo Ferraris di Scampia, un Istituto tecnico industriale che da anni indirizza i suoi allievi verso le innovative professioni legate alla tecnologia, all’informatica, all’elettronica e in particolare alle telecomunicazioni. Sono state proprio le peculiarità del “Ferraris”, la sua ricca offerta didattica e il ruolo sociale svolto sul territorio a convincere Open Fiber a focalizzare la propria attenzione sull’istituto di via Labriola.

Il progetto sarà articolato in due fasi. Nella prima, che si svolgerà in aula, i ragazzi saranno seguiti da esperti di Open Fiber, che spiegheranno gli aspetti tecnici del lavoro in azienda. Nella seconda invece, terminato il percorso formativo, tre ragazzi saranno scelti per svolgere uno stage di alcune settimane in azienda, mentre l’intera classe potrà visitare la sala controllo di Roma, da cui Open Fiber gestisce l’intera infrastruttura in fibra ottica.

”L’alternanza scuola lavoro è un programma di contaminazione reciproca”, ha spiegato Rebernik. “Noi siamo un’azienda vocata all’eccellenza che è cresciuta velocemente diventando una realtà importante che sta cablando il Paese con un progetto in cui abbiamo investito oltre 6 miliardi di euro. Un progetto Paese e di conseguenza dobbiamo e vogliamo scambiare le nostre esperienze e opzioni verso il futuro con le eccellenze di cui l’Italia dispone e questa scuola rappresenta senza dubbio un’espressione di eccellenza formativa. Noi vogliamo contaminarci con questi ragazzi”.

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Italia, è boom degli annunci di lavoro per i profili ICT, ma gli specialisti scarseggiano

di Alessandro Crea

L’Italia presenta oggi un’accelerazione verso la digitalizzazione globale, specie nelle aree cloud computing, big data e cyber security, ma fatica a reperire le competenze tecnologiche necessarie a supportare il cambiamento e a formare profili adeguati alle richieste del mercato. È quanto emerge dalla quarta edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, condotto dalle maggiori Associazioni ICT in Italia, tra cui AICA, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter Italia con il supporto di CFMT, Confcommercio, Confindustria e il patrocinio di MIUR e AGID, concentrando l’analisi sulle professioni e i ruoli dell’ICT.

Continua la crescita degli annunci web per le professioni ICT ed emergono profili nuovi. Sono 64.000 gli annunci pubblicati in rete nel 2017, numero più che raddoppiato negli ultimi 4 anni, registrando un incremento del +7% rispetto al 2016. E le stime per il triennio 2018-2020 sono ulteriormente ottimistiche: fino a 88.000 nuovi posti di lavoro specializzati in ICT.

Con una crescita del 19% sull’anno precedente e una quota di annunci sul web di 49%, gli sviluppatori guidano la classifica dei ruoli più ricercati, seguiti dai consulenti ICT, richiesti in un annuncio su 6. Cresce progressivamente anche la quota delle nuove professioni connaturate alla trasformazione digitale, quali il Service Development Manager, il Big Data Specialist e il Cyber security Officer.

A livello territoriale, il maggiore incremento si concentra nel Nord-Ovest (soprattutto in Lombardia) con una quota della domanda pari al 48% del totale Italia; in quest’area i livelli di richiesta per i Big Data Specialist e i Service Development Manager raggiungono il 60%. Insieme all’ICT, è il settore servizi ad avere la quota maggiore (20%) della domanda di professionisti per la trasformazione digitale: i più richiesti sono l’ICT Operation Manager (56%), il Digital Media Specialist (53%) e l’ICT Consultant (45%).

Anche le retribuzioni 2017 dei profili IT sono in crescita: nelle aziende di informatica ed elettronica i quadri registrano +4,3% e i dirigenti +6,0%. Nelle aziende di Consulenza e Servizi ICT crescono le retribuzioni degli impiegati +2,5%, dei dirigenti (+1,9%) e dei quadri +1,8%.

Photo credit - depositphotos.com

Purtroppo però l’Osservatorio registra anche un gap tra domanda e offerta di specialisti ICT, confermando che occorre agire al più presto se si vogliono cogliere tutte le potenzialità del nuovo mercato del lavoro digitale. Le stime dell’Osservatorio, disegnate su uno scenario più conservativo ed uno più espansivo, mostrano per il 2018 un fabbisogno di laureati per le aziende che oscilla fra i 12.800 e i 20.500, mentre l’Università dovrebbe laurearne poco più di 8.500: parliamo quindi di una differenza pari a ben il 58%.

I laureati ICT dunque crescono troppo lentamente: nel 2017 hanno toccato le 7.700 unità, in lievissima crescita rispetto al 2016, ma sono calati gli specialisti in Informatica e Ingegneria Informatica, pari a 4.460. Si è inoltre attenuata la tendenza dei laureati triennali INFO a terminare gli studi dopo la laurea triennale (+3% da +10% nel 2016) mentre continua l’incremento nelle immatricolazioni anche se in misura ridotta (+3,5% contro il +9% nel 2016) e con percentuali di abbandono che restano elevate (si laurea solo il 40% degli immatricolati nelle triennali, come nel 2016).

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Per colmare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e professioni ICT, l’Osservatorio propone un sistema di politiche per la formazione e il lavoro delle nuove professioni ICT articolato in 4 ambiti strategici:

  • Aumento di laureati e di esperti informatici con competenze avanzate attraverso fidelizzazione degli studenti ICT e maggiore attrattività per lauree e diplomi superiori ICT. Diminuire la dispersione degli studenti ICT nel passaggio da scuola secondaria a Università e, quindi, nel completamento dei percorsi di studio e avvicinare più studenti da diplomi non ICT ai percorsi di studio ICT. Sono questi gli obiettivi più urgenti per rimuovere il divario nel mix di laureati contro diplomati che entrano sul mercato (33% vs 67%) rispetto a quello richiesto (62% vs 38%)
  • Rinnovamento e qualità dei percorsi di studio ICT. Le professioni ICT più richieste si caratterizzano per un mix articolato di conoscenze tecnologiche a rapida obsolescenza e competenze sempre più avanzate per governare strategicamente i cambiamenti. Acquisire questo mix di competenze tecnologiche, manageriali e soft in tempi rapidi richiede accesso a percorsi di studio più innovativi (anche con tecniche di autoapprendimento) e continua esperienza sul campo
  • Rafforzamento di aggiornamento permanente e riconversione professionale. Il paradosso degli informatici sempre più richiesti nelle fasce di età più giovani e sempre più disoccupati nelle fasce di età sopra i 35 (anche con disoccupazione crescente per i profili in phase-out) richiede una maggiore cultura dell’aggiornamento permanente attraverso canali di auto-apprendimento già ampiamente utilizzati nelle economie più digitalmente avanzate
  • Nuovi modelli di interazione domanda-offerta nel mercato del lavoro per le professioni ICT. Maggiori informazione, consapevolezza e cooperazione tra aziende, scuola/università e ricerca possono avvicinare e coinvolgere la domanda nelle iniziative di sviluppo e attrazione dei talenti digitali a diversi livelli

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Amazon aprirà due nuove sedi centrali negli USA

di Antonino Caffo

Amazon ha scelto New York City e Northern Virginia come seconda e terza sede negli Usa, dopo quella storica di Seattle. Come aveva riportato in anticipo il Wall Street Journal, l’intenzione di Jeff Bezos era quella di servire meglio le necessità operative del paese, oramai molto difficili da gestire dall’unico quartier generale.

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Bitcoin: Cosa sono, come funzionano e dove spenderli

di Giuseppe Testa
bitcoin cosa sono

Sicuramente avrete sentito almeno una volta parlare di Bitcoin, su qualche sito o in qualche telegiornale, associando a questo termine il significato di moneta o valuta. Visto che è passato ormai qualche anno dalla suo boom, ma ancora non tutti hanno le idee chiare, in questo articolo faremo un po’ di chiarezza affrontando i seguenti […]

Bitcoin: Cosa sono, come funzionano e dove spenderli

5 fattori da monitorare l’Hosting low-cost

di Riccardo Degni

I servizi di web hosting sono ormai dotati di ogni feature che uno sviluppatore (e un cliente) possa desiderare. A differenza del passato, dove l’hosting aveva molte limitazioni, oggi abbiamo a disposizione una miriade di strumenti tra cui scegliere.

In questo articolo vedremo quali sono i 5 fattori da tenere in considerazione, se stai scegliendo opzioni più economiche, per capire se il servizio di hosting a cui ti stai affidando sta aiutando il tuo business o meno.

Tempi di caricamento lunghi

Il tempo di caricamento identifica la velocità con cui il tuo sito web viene caricato. Questo parametro è ovviamente …

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Freelance: cosa considerare prima di diventarlo

di Marco Grigis

Il lavoro da freelance non è certo privo di soddisfazioni: dalla possibilità di gestire in piena autonomia la propria vita professionale, alla gestione dei tempi e delle modalità di produzione secondo le proprie esigenze. Eppure, questa modalità di lavoro può essere fonte anche di continui stress, di isolamento, nonché di una media incertezza sul fronte economico poiché le entrate non sono mai assicurare, né costanti di mese in mese. Quali sono, di conseguenza, i fattori da prendere in considerazione priva di diventare un freelance?

Naturalmente, non esiste una ricetta universale che possa valere per tutti i professionisti, perché molto dipende …

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Assumere un Web designer: gli errori da evitare

di Marco Grigis

Si tratti di una realtà imprenditoriale o di un privato in cerca di una via d’accesso alla presenza online, sempre più persone si lanciano nella ricerca di un web designer. L’esistenza di un sito web che illustri la propria attività o il proprio portfolio, indipendentemente dal settore d’appartenenza, è ormai imprescindibile. Eppure, la scelta di un professionista che possa condurre il cliente in questo complesso percorso – dalla progettazione del codice alla grafica, fino all’uso finale del prodotto – è tutt’altro che immediata.

I freelancer e le web agency a disposizione sono davvero i più disparati e comprendere quali …

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Freelance: come monetizzare tra un cliente e l’altro

di Marco Grigis

È una condizione comune a molti freelance, soprattutto coloro che sono impegnati in professioni di sviluppo o web design: l’inattività tra un committente e l’altro. Capita spesso infatti di ritrovarsi per diverse settimane senza nessuna richiesta dopo la consegna di un lavoro, tanto da rendersi necessaria una diversificazione della propria strategia professionale. Ma quali occupazioni momentanee scegliere, in attesa dell’arrivo di un nuovo e grande progetto?

La scelta è tutt’altro che semplice, poiché bisognerà trovare una soluzione che permetta di ritagliare all’improvviso del tempo per un eventuale cliente in entrata, a cui andrà ovviamente accordata la priorità.

Sono …

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IT: cosa distingue buoni e cattivi clienti?

di Marco Grigis

Dai web designer ai developer, ogni professionista dell’universo digitale può di certo raccontare le più singolari storie sui clienti con cui, nel corso degli anni, si è trovato a lavorare. Dalle richieste più irrealizzabili ai budget inesistenti, passando per vere e proprie sostituzioni di persona con il committente che pretende di saperne di più del professionista a cui si è affidato, non sempre trattare con i propri partner è semplice. Ma quali sono le caratteristiche che davvero permettono di distinguere tra un buon e un cattivo cliente?

Come facile intuire, non è possibile ottenere una sorta di prontuario del …

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Sviluppatori: come migliorare le proprie skill?

di Claudio Davide Ferrara

Le abilità di programmazione sono un elemento che può essere coltivato e migliorato nel tempo e con l’impegno del singolo sviluppatore. Oggi è possibile accedere ad una quantità di esempi, informazioni e dati enorme, anche gratuitamente. Ma esiste un modo per specifico per migliorare le proprie skill nel coding?

Acquisire nuove skill, anche se sembrano inutili

Molto spesso ci si chiede: “Perché dovrei apprendere linguaggio X se non lo userò nel mio lavoro?“. Le nozioni apprese studiando linguaggi e Framework diversi da quelli che utilizziamo quotidianamente possono sempre tornare utili e aiutare a risolvere problemi sfruttando un punto …

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Startup: gli errori più comuni da evitare per scongiurare il fallimento

di Claudio Davide Ferrara

Le startup sono ormai una realtà comune che si è affermata partendo dalla Silicon Valley fino ad entrare nei mercati degli stati di tutto il mondo. Oggi vogliamo portarvi un’interessante esperienza di Miguel González-Fierro, fondatore di Samsamia, un search engine per i fashion product, che recentemente ha pubblicato un articolo sul suo blog personale dove elenca gli errori più comuni che si fanno quando si avvia e si dirige una nuova azienda.

González-Fierro ha vissuto in prima persona il fallimento della propria attività, arrivato a causa dalla sua inesperienza e per le scelte discutibili del suo socio.

Decisioni iniziali …

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