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Oggi — 23 Luglio 2019RSS feeds

Auto Nuova Gratis con pubblicità: l’Antitrust mette in guardia da Entity

di Donato D'Ambrosi

La possibilità di acquistare un’auto nuova gratis è sempre più pubblicizzata da servizi spesso collegati a molte aziende. Ne abbiamo già parlato qui dei rischi legati alle auto gratis con pubblicità e stavolta l’Antitrsut ammonisce Entity Holding Italia che offre la stessa opportunità di avere un’auto nuova e fare soldi tramite “carvertising”. Oltre alla presunta scorrettezza commerciale su cui indaga l’Autorità Garante, c’è il rischio che chi aderisce ad Auto Nuova Gratis in realtà si paga da solo i compensi che poi percepisce.

L’INDAGINE ANTITRUST SU AUTO NUOVA GRATIS

Con il procedimento istruttorio PS11450 l’Antitrust contesta l’offerta commerciale “AutoNuova Gratis”, che “prospetta ai consumatori la possibilità di acquistare varie tipologie di veicoli “a costo zero”. Basta solo applicare sull’auto degli adesivi pubblicitari aderendo alla promozione con le regole e i costi di ingresso tutt’altro che zero. Gli affiliati, cosiddetti “driver” percepirebbero un rimborso mensile a titolo di remunerazione, per coprire integralmente la rata del finanziamento del veicolo e consentire anche un guadagno per il consumatore aderente. Almeno questo promette la promozione.

I RIMBORSI PROMESSI PER L’AUTO GRATIS CON PUBBLICITA’

La realtà dei fatti però è molto lontana dal costo zero pubblicizzato, stando a quanto l’Autorità Garante ha evidenziato nella fase di acquisizione degli elementi investigativi. L’offerta del professionista è molto convincente considerando che sul sito ufficiale si impegna a pagare un rimborso mensile per 84, 72, 60 oppure 48 mesi, il cui importo varia da 70 ad un massimo di 4.010 euro, in base al finanziamento. Il guadagno preventivato, da aggiungere al rimborso va da un minimo di 1.330 a un massimo di 53.000 euro. Abbastanza da convincere ad oggi almeno 190 driver affiliati. Tutti o quasi, vista l’assenza di lamentele, avrebbero ricevuto i compensi e i rimborsi promessi fino ad oggi. Ma non è tutto gratis quello che viene proposto, come evidenzia l’Antitrust. Intanto come vuole la regola comune alle promozioni di carvertising, vedi qui cosa dice la legge – è che l’affiliato pubblichi ogni settimana su Facebook almeno una foto dell’auto con le pubblicità.

QUANTO COSTA DAVVERO L’AUTO NUOVA GRATIS

Chi non rispetta questa condizione contrattuale fa decadere il diritto a percepire il rimborso. Infatti gli unici casi di inadempienza emersi sarebbero legati alla rescissione del contratto. Il consumatore però paga il prezzo di acquisto o noleggio del veicolo scelto. Inoltre deve pagare 190 euro per l’attivazione della pratica ANG e un “fondo di sicurezza” tra 2.000 e 105.000 euro. Ma come? Non era a costo zero? Vi chiederete. E infatti l’Antitrust sostiene che sia proprio questo fondo di garanzia a foraggiare l’azienda che poi rigira i compensi in base agli accordi. Entity offre ai clienti pubblicità a titolo gratuito, riporta l’Antitrust “in quanto consiste in un omaggio per i prodotti acquistati dagli stessi, quali la creazione di siti internet, volantini, banner pubblicitari, ecc.”. Occhi aperti quindi, poiché l’auto nuova gratis, quella a costo zero, non esiste.

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Ecco tutti i nuovi telefoni con KaiOS per cui è disponibile WhatsApp

di Angelo Falcone

WhatsApp è stato reso disponibile in via ufficiale per il sistema operativo KaiOS, quindi anche per il Nokia 8110, ecco a voi tutti i dettagli.

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Ieri — 22 Luglio 2019RSS feeds

Apple rilascia ufficialmente iOS 12.4, macOS Mojave 10.14.6, watchOS 5.3 e tvOS 12.4

di Angelo Falcone
iOS 12, watchOS 5, tvOS 12 e macOS 10.14

Apple ha appena rilasciato la versione definitiva dei seguenti sistemi operativi: iOS 12.4, macOS Mojave 10.14.6, watchOS 5.3 e tvOS 12.4. Partiamo da iOS 12.4, aggiornamento che aggiunge la possibilità di trasferire dati in Wi-Fi da un vecchio iPhone a uno nuovo durante la fase di inizializzazione del nuovo dispositivo. Inoltre, corregge un problema per l’app Walkie-Talkie, abilitando la funzionalità utilizzabile […]

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Volvo richiama 500 mila auto nel mondo a rischio incendio

di Antonio Elia Migliozzi

Guai in vista per Volvo. L’azienda svedese, controllata dalla cinese Geely, ha fatto sapere di dover procedere al richiamo di 507.000 veicoli in tutti il mondo. Il problema riguarda i modelli prodotti tra il 2014 e il 2019 che montano il motore 2.0 diesel. Nello specifico il collettore di aspirazione in plastica del motore, in determinate situazioni, potrebbe fondersi e deformarsi. Questa situazione, in casi estremi, porterebbe il tubo a fondersi innescando un vero e proprio incendio. Da Volvo fanno sapere che il richiamo ha scopo precauzionale in quanto al momento non si registrano danni a cose o persone collegabili al problema. Insomma una bella seccatura legata all’affidabilità che arriva a pochi giorni dal comunicato con il quale Volvo aveva detto di aspettarsi un calo dell’utile del 19,9% per il 2019. Vediamo come l’azienda prevede di gestire il richiamo e le possibili ricadute economiche.

IL RICHIAMO

Volvo sta richiamando 507.000 veicoli in tutto il mondo a causa di un componente difettoso del motore. L’azienda ha dichiarato che le proprie indagini hanno rilevato che “in casi molto rari” il collettore di aspirazione del motore in plastica potrebbe fondersi e deformarsi. Per questo motivo Volvo ha deciso di procedere ad un richiamo che coinvolge le vetture prodotte tra il 2014 e il 2019. Sono interessate le auto che montano il diesel a quattro cilindri da 2,0 litri. Nel dettaglio i modelli coinvolti sono S60, S80, S90, V40, V60, V70, V90, XC60 e XC90. Va detto che Volvo ha precisato di non aver ricevuto segnalazioni relative ad incidenti o lesioni subite da parte dei suoi clienti. Il problema al collettore potrebbe “nel peggiore dei casi” causare un incendio all’interno del vano motore. I consumatori riceveranno via posta l’invito a contattare il rivenditore locale per le opportune riparazioni.

IMPATTO FINANZIARIO

Stefan Elfstrom, portavoce della casa automobilistica, interpellato da Automotivenews sulle ricadute finanziarie del richiamo, ha rifiutato di commentare nel merito. Volvo è intenzionata a riparare i veicoli difettosi il più velocemente possibile e i clienti non dovranno sostenere alcun costo relativo. L’impatto economico dipenderà molto dalla complessità dell’intervento di manutenzione che il brand metterà in campo per evitare pericoli alle sue auto. Sicuramente un problema di affidabilità diffuso è proprio quello di cui Volvo non aveva bisogno in questo momento. L’azienda è alle prese con i conti del 2019 che si annunciano difficili. A pesare i dazi e le spese per elettrificazione e rispetto delle nuove normative sull’inquinamento. Volvo intenderebbe ridurre la propria forza lavoro di diverse centinaia di unità. Dall’azienda fanno sapere che i cambiamenti incideranno principalmente sui consulenti e non sul personale addetto alla produzione.

I NUMERI

Le difficoltà di Volvo sono legate al primo trimestre del 2019, quando il Gruppo ha registrato un calo del 19,3% dell’utile operativo, mentre l’utile netto è diminuito del 21,6%. A conti fatti l’utile operativo di casa Volvo è sceso a 278 milioni di dollari nonostante il miglioramento delle entrate. Queste ultime hanno raggiunto la cifra record di 7,2 miliardi di dollari. Eppure il momento non è certamente dei più negativi. Le vendite Volvo sono aumentate del 9,4% a livello globale, con un totale di 161.320 unità. Guardando alle vendite nel mercato europeo Volvo ha registrato un +3% nel primo semestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Un trend positivo che si estende a livello globale con le vendite a quota +7,3%. Un risultato positivo che pochi altri costruttori possono vantare nello stesso periodo.

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Le emissioni totali dei trasporti uccidono più degli incidenti?

di Antonio Elia Migliozzi

Esiste una correlazione tra l’inquinamento dell’aria e l’insorgere di gravi malattie sopratutto respiratorie. A queste conclusioni, oggi confermate da moltissimi studi, se ne aggiungono delle altre. Una ricerca svolta dall’Australian Electric Vehicle Council (EVC) conferma che le auto elettriche possono migliorare la qualità dell’aria e contribuire in modo decisivo al calo delle principali patologie legate all’inquinamento. Lo studio prende ad esempio l’area metropolitana di Sydney sottolineando che una transizione verso le auto elettriche porterebbe a risparmi di spesa per l’assistenza sanitaria da miliardi di dollari. Per spiegare la situazione gli autori della ricerca citano dati agghiaccianti. I bambini che vivono a meno di 75 metri da una strada trafficata hanno il 29% di possibilità in più di sviluppare una forma di asma che li accompagnerà per tutta la vita. Vediamo allora come le auto elettriche potranno cambiare le cose in meglio.

PROBLEMA INQUINAMENTO

Sempre più automobilisti si schierano a favore dei veicoli elettrici sostenendo di aver registrato importanti risparmi sul costo carburante e sulla manutenzione. Tuttavia c’è un altro beneficio decisamente importante legato alla salute di tutti noi. La diffusione delle auto elettriche comporterà una diminuzione delle malattie legate all’inquinamento atmosferico e quindi sostanziali risparmi sui costi dell’assistenza sanitaria. Tra i sostenitori della mobilità a zero emissioni ci sono i sindaci e gli amministratori delle città più inquinate che lavorano a blocchi del traffico. In Europa si era già parlato dei vantaggi sanitari degli EV. Uno studio aveva confermato che, entro il 2030, l’inquinamento atmosferico ridurrà di un anno l’aspettativa di vita media degli abitanti di Amsterdam. Uno studio europeo del 2018 ha rilevato che gli autobus elettrici hanno un costo totale di proprietà inferiore rispetto ai diesel quando si considerano anche le spese associate alla salute dei cittadini.

MALATTIE RESPIRATORIE

Ad oggi ci sono pochi studi che quantificano l’entità economica dei risparmi sanitari associati all’uso di veicoli elettrici. Per questo motivo l’Australian Electric Vehicle Council (EVC) ha deciso di capire meglio come stanno le cose guardando all’area metropolitana di Sydney. Nello studio “Cleaner and Safer Roads for NSW”, si dice che i costi per curare le malattie legate all’inquinamento ammontano ogni anno a 3 miliardi di dollari. Nella sola area di Sydney la mobilità green porterebbe a un risparmio potenziale di 3.200 dollari a veicolo. Le malattie dovute ai trasporti, in particolare quelle polmonari e respiratorie, causano ogni anno il 60% in più di morti rispetto agli incidenti stradali. “Abbiamo visto molte campagne sulla sicurezza stradale, ma la parte più mortale di un veicolo è in realtà il tubo di scappamento, sintetizza Behyad Jafari, Ceo di Electric Vehicle Council, tra i promotori dello studio.

I DATI

Le emissioni mortali generate dai veicoli a combustione comprendono il monossido di carbonio (CO), l’ossido di azoto (NOX), il particolato e i composti organici volatili (COV). Secondo lo studio l’adozione di auto elettriche potrebbe eliminare completamente le emissioni di CO e NOX e dimezzare le emissioni di COV e particolato PM10. Nel 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia sull’incidenza delle malattie da inquinamento atmosferico tra i bambini di tutto il mondo. Michele Goldman, Ceo di Asthma Australia spiega: “I bambini che vivono a meno di 75 metri da una strada trafficata hanno il 29% possibilità in più di soffrire di asma per tutta la vita”. Conclude Goldman: “Spesso vediamo scuole costruite sulle strade principali per aumentare l’accessibilità ma aumenta l’esposizione ai fattori di rischio.” Attenzione però a puntare il dito esclusivamente contro le auto perché, come dimostrano diversi studiosi, non sono l’unica fonte di inquinamento.

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In auto con mamma e papà, i bambini cosa fanno?

di Redazione

Bambini a bordo, cosa si inventano i genitori per non dover sentire le costanti lamentele dei figli che non vedono l’ora di arrivare a destinazione? Se l’è chiesto anche il Centro Studi e Documentazione di Direct Line, che ha trovato consigli curiosi grazie alle risposte dei genitori che ha intervistato.

COME NON ANNOIARSI IN AUTO

Alla domanda ‘Cosa fa Lei per ‘tenere calmo’ suo figlio?’, il 5% dei genitori ha risposto di essersi organizzato installando in auto un dispositivo video che permette ai figli di vedere film o cartoni animati. Il 17% opta per il ‘canta che ti passa’ e interagisce con i propri figli cantando canzoncine divertenti, magari imparate a scuola. I più originali preferiscono sia inventarsi giochi sempre nuovi, l’11%, che storie e aneddoti, il 6%. C’è poi un 23% che ammette di non far nulla di particolare.

QUALI SONO I MIGLIORI GIOCHI?

Non è facile però mantenere la pace e la tranquillità in auto quando il viaggio si fa davvero lungo. Direct Line ha dunque chiesto ai genitori quali siano i giochi che i bambini preferiscono. Il 37% degli intervistati ha confermato di inventarsi filastrocche, mentre il 20%, forse più creativo, si affida all’improvvisazione e crea giochi sui colori delle altre vetture oppure sulle targhe, per esempio una gara a chi vede più macchine gialle o targate Francia. C’è poi un 7% di amanti dei motori che sfida i propri figli sui modelli di auto. In ogni caso, il 32% dei genitori conferma di essere disposto ad inventarsi di tutto pur di non dover sentirsi ripetere la tanto odiata domanda ‘Siamo arrivati?’.

GENITORI FORTUNATI

Ci sono poi i genitori più fortunati, parliamo di quel 20% per il quale il problema non si pone, poiché i figli sono abbastanza grandi da essere indipendenti o per quel 16% di intervistati che ha la fortuna di avere figli che si addormentano non appena inizia il viaggio.

E LA SICUREZZA?

Il viaggio in auto per bambini e genitori può diventare un’esperienza divertente con l’aiuto di un po’ di fantasia – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line – I giochi tuttavia non devono mai far passare in secondo piano la sicurezza, priorità imprescindibile a bordo dell’auto: ricordandoci inoltre che i bambini in auto possono essere fonte di distrazione per chi guida, se non sono correttamente trasportati’. Quindi divertimento sì, ma prima di tutto viene la sicurezza.” Ricordate quanto previsto dal Codice della Strada: tutti i passeggeri al di sotto dei 12 anni e fino a 150 cm di altezza vige l’obbligo di assicurarli a un sistema di ritenuta omologato, adatto al loro peso e alla loro statura. Tuttavia se il bambino compie 12 anni ma non ha ancora raggiunto l’altezza di 150 cm è consigliabile continuare ad utilizzare il rialzo per la sua sicurezza.

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Polizze RC auto false: quali misure a tutela del consumatore?

di Raffaele Dambra

Polizze RC auto false

Non passa settimana senza che l’IVASS segnali la presenza di siti internet irregolari che vendono polizze RC auto false. Dopo l’oscuramento da parte della Guardia di Finanza di ben 222 siti che spacciavano assicurazioni fasulle, l’Istituto di Vigilanza ne ha segnalati altri 33 lo scorso 17 luglio e ulteriori 16 il giorno successivo. E decine, o forse centinaia, di persone, attirate dall’offerta di tariffe molto vantaggiose, continuano a cadere nella trappola di questi siti truffa sottoscrivendo polizze auto che in realtà non esistono. Urge dunque che tutte le parti in causa predispongano nuove e più efficaci misure a tutela del consumatore.

POLIZZE RC AUTO FALSE: COSA FARE PER TUTELARE IL CONSUMATORE

È dello stesso parere Vincenzo Cirasola, presidente di ANAPA, Associazione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione, che ha proposto un tavolo di concertazione con l’IVASS per studiare nuova soluzioni. “Il lavoro di controllo e prevenzione da parte di IVASS e Forze dell’ordine è sicuramente valido, ma per prevenire e sconfiggere il fenomeno delle polizze RC auto false, che può costare carissimo alle ignare vittime, occorre un’opera di informazione ancora più incisiva”.

L’AFFIDABILITÀ DEGLI AGENTI ASSICURATIVI

Per esempio, secondo Cirasola, bisognerebbe far comprendere meglio ai consumatori l’utilità di poter contare sulla consulenza diretta delle agenzie e degli agenti assicurativi. Pur senza demonizzare il web, che resta uno strumento importante nell’evoluzione del sistema assicurazioni. “Gli agenti ‘in carne e ossa’ non potranno mai essere sostituiti da un click. La loro importanza non è soltanto tecnica e consulenziale, ma rappresentano una garanzia tangibile che quello che si sta acquistando è un prodotto serio e certificato, che garantisce la copertura dai danni’.

POLIZZE ASSICURATIVE ONLINE: SBAGLIATO DEMONIZZARLE

In altri termini ANAPA sconsiglia le polizze assicurative online, invitando a usare internet solo per raccogliere informazioni generiche, e di affidarsi invece alle più sicure agenzie. Certo, può sembrare un consiglio un po’ troppo di parte. Ma è anche vero che soltanto gli agenti assicurativi consentono di avere un contatto diretto e personale, diminuendo al massimo il rischio di incappare in siti web fantasma. Allo stesso tempo ricordiamo che esistono numerosissimi siti, portali e comparatori assolutamente affidabili, con cui si può stipulare qualsivoglia polizza in assoluta serenità. Basta saperli riconoscere.

POLIZZE AUTO FALSE: I CONSIGLI PER NON CASCARCI

“IVASS ha diffuso un documento che spiega come difendersi dalle truffe online”, ha precisato infatti Cirasola, “Innanzitutto diffidare dei siti web che richiamano nel nome quelli di compagnie assicurative famose. E poi controllare sul sito dell’Istituto gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI), l’elenco degli intermediari dell’UE e l’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione, società non autorizzate e siti internet non conformi. Un altro modo per accorgersi subito della correttezza e della legalità di un sito che propone polizze auto è verificare il nome del destinatario e la modalità di pagamento, alzando bene le antenne se il beneficiario non risulta iscritto in uno degli elenchi contenenti le imprese ammesse a operare. Inoltre bisogna prestare attenzione se viene chiesto di effettuare il pagamento verso carte di credito ricaricabili o prepagate, perché si tratta di pagamenti irregolari.

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[Contest] Vinci iPad Mini e scarica DearMob iPhone Manager gratis, miglior alternativa a iTunes

di WindowsBlogItalia

Al WWDC 2019, Apple ha annunciato di voler chiudere iTunes su Mac, mantenendolo su Windows. Si tratta di una buona notizia ma anche di una cattiva per gli utenti di Windows. Questi ultimi possono ancora utilizzare iTunes per trasferire, gestire e fare il backup di iPhone, ma devono sopportare il lento e disordinato di iTunes. […]

Puoi leggere l'articolo [Contest] Vinci iPad Mini e scarica DearMob iPhone Manager gratis, miglior alternativa a iTunes in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Genitori tassisti in UK: il 66% guida 3 ore la settimana solo per i figli

di Donato D'Ambrosi

In ogni genitore che abbia la patente c’è sempre un po’ di tassista, in Irlanda più della media degli altri Paesi UK. Secondo un’indagine Skoda i genitori del Regno Unito sono tra i più indaffarati nello scorrazzare i figli tra scuola, casa e i vari impegni. In media ogni anno passano oltre 2600 km a fare da tassisti ai figli: una spesa che sarebbe costata circa 15 mila dollari con vero taxi londinese. La soluzione seppur palliativa al problema, Skoda l’ha proposta con l’App “Parent Taxi”.

LA CLASSIFICA DEI GENITORI TASSISTI IN UK

L’idea di Skoda è piuttosto singolare, tant’è che l’app per genitori tassisti è stata pensata solo per il Regno Unito, ma sarebbe stato interessante scoprirne la risposta anche qui da noi. In pratica l’idea è stimare – anche se simbolicamente – il valore economico di un passaggio di mamma e papà. Può sembrare banale ma in molti Paesi, la morfologia del territorio impone almeno 2 auto in famiglia sempre in giro. L’indagine Skoda rivela che in UK sono i genitori irlandesi quelli più impegnati al volante nella tabella qui sotto (in miglia): oltre 3400 km l’anno solo per i figli. Una media molto più alta dei 2600 km l’anno in Gran Bretagna.

Regione – Miglia percorse in un anno per i figli

Irlanda del Nord – 2.142
Londra – 1.789
Sud-ovest – 1.760
Scozia – 1.759
Sud-est – 1.677
East Midland – 1.654
Galles – 1.635
Anglia orientale – 1.550
Nord Ovest – 1.515
Nord Est – 1.481
Yorkshire e Humber – 1.425
West Midlands – 1.399

L’APP CALCOLA I LAVORI PER RICAMBIARE IL PASSAGGIO

L’App Skoda “Parent Taxi” funziona allo stesso modo di un tassametro, ma non ha chiaramente nulla a che vedere con il lavoro dei tassisti. Skoda infatti precisa che è un’idea simpaticamente simbolica per stimare un credito dei passaggi extra che i figli chiedono ai genitori. L’App infatti monitora il viaggio tramite GPS, calcolando le attese, gli ingorghi e i costi extra proprio come fa un tassista. Ma alla fine del viaggio il conto calcola quanti e quali lavoretti deve fare il passeggero per sdebitarsi del passaggio in auto. Coem mostra il video qui sotto.

IL SONDAGGIO SKODA TRA I GENITORI IN UK

L’indagine Skoda ha scopetto che l’89% dei genitori chiede regolarmente ai propri figli di dare una mano con le faccende domestiche. I lavoretti più frequenti che i genitori chiedono ai loro figli sono di riordinare la camera (62%), lavare i piatti (30%), buttare la spazzatura (29%) e passare l’aspirapolvere (23%). Bisogna anche dire che quasi la metà dei genitori intervistati (47%) ha ammesso di aver usato il tempo per raggiungere i propri figli fuori casa. Il 44% invece non si fa problemi a guidare di più per assicurare una vita molto attiva ai figli. In un’epoca in cui smartphone e video game hanno occupato gran parte della vita sociale delle persone, c’è sempre una buona occasione per mettere il naso fuori casa, a prescindere dal pretesto per i genitori in UK.

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Fernando Alonso chiarisce le sue priorità future

di Salvatore Goldini

L’ex campione del mondo di Formula 1 è alla ricerca di nuovi stimoli che lo allontano da un possibile ritorno nella classe regina.

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WhatsApp permetterà di ascoltare le note vocali dall’area notifiche

di Lucia Massaro
È in arrivo un’importante novità per la famosa applicazione di messaggistica istantanea di proprietà di Zuckerberg. WhatsApp permetterà presto di avviare la riproduzione di un messaggio vocale direttamente dal pannello delle notifiche, proprio come avviene già con l’anteprima dei messaggi e delle immagini. Un’interessante novità che farà la gioia di coloro che ricevono note vocali […]

Non dissetarsi alla guida fa sbagliare come bere alcolici

di Nicodemo Angì

Tutti noi conosciamo (o dovremmo conoscere) l’importanza di bere sempre la giusta quantità di liquidi: una ricerca rivela oggi che la disidratazione peggiora le capacità di guida come un leggero tasso alcolico nel sangue.

BERE È ESSENZIALE

Si resiste molto di più a digiuno che senza bere: questa semplice verità è insita nella fisiologia umana (e di tutti gli animali superiori) che vede il nostro corpo composto per circa il 70% d’acqua. La carenza di liquidi può però peggiorare le capacità cognitive e l’abilità nel portare a termine compiti impegnativi molto prima che si verifichino danni all’organismo. Questi sono i risultati di una ricerca della Loughborough University, condotta nell’arco di due giorni su conducenti di sesso maschile. I soggetti dovevano sottoporsi ad una prova di due ore al simulatore di guida in laboratorio, in un percorso che prevedeva una monotona strada a doppia carreggiata, con curve, una banchina laterale compatta e bande rumorose di delimitazione delle corsia. Il percorso era poi costellato di veicoli lenti da superare. Il gruppo sottoposto al test ha assunto la prima volta 200 ml di liquido ogni ora e la seconda solo 25 ml all’ora.

I RISULTATI DELL’INDAGINE

Risultato? La media degli incidenti (per fortuna simulati) durante il test con più bevande è stata di 47 “sinistri”, valore che è balzato a 101 nei soggetti disidratati, simile a quello che ci si poteva aspettare da chi guida sotto l’effetto di droghe o alcol. Gli errori più comuni sono stati il non mantenimento della corsia, la frenata ritardata e il toccare o oltrepassare la banda rumorosa o la linea di delimitazione della corsia. Lo studio è stato guidato da Ron Maughan, professore emerito di Nutrizione dello sport e dell’allenamento presso la Loughborough University e presidente dello Science Advisory Board dell’Istituto Europeo di Idratazione. Commentando lo studio Maughan ha detto: “Tutti noi deploriamo chi guida avendo bevuto troppo alcool ma di solito sottovalutiamo gli effetti di altre cose che influenzano le nostre abilità di guida e uno di questi è il non bere e la disidratazione“.

POCA ACQUA, MOLTI ERRORI

Maughan ha aggiunto che “Non c’è dubbio che la guida sotto l’effetto di bevande o farmaci aumenta il rischio di incidenti. Ma i nostri risultati evidenziano un pericolo sconosciuto e suggeriscono che i guidatori dovrebbero essere stimolati a agire in modo da essere adeguatamente idratati“. “Per inquadrare i risultati dello studio possiamo dire che le percentuali di errori che abbiamo rilevato sono paragonabili a quelli commessi da persone con un tasso alcolemico di 0.8 g/l. L’attuale limite legale stabilito nel Regno Unito per chi guida. In altre parole, i conducenti che non idratati fanno lo stesso numero di errori di chi ha bevuto alcolici da raggiungere il limite legale“.

DISSETARSI CON GLI ALCOLICI? INUTILE E DANNOSO

Una situazione pericolosa, considerando che si stima che gli errori del guidatore causino il 68% di tutti gli incidenti stradali nel Regno Unito. L’Istituto Europeo di Idratazione, promotore della ricerca, sta sensibilizzando i guidatori verso una corretta idratazione prima di un viaggio, soprattutto durante i mesi più caldi. In effetti la disidratazione indotta nello studio era lieve e assimilabile alle di persone che hanno un accesso limitato alle bevande durante il giorno. Jane Holdsworth, Direttore dell’Istituto Europeo idratazione, ha dichiarato chemolti guidatori bevono poco per minimizzare il tempo per fermarsi e andare in bagno.  Capiamo di trovarci di fronte ad un’insidia subdola e sottovalutata. Due considerazioni in chiusura: in Italia il tasso alcolemico legale è più basso, 0.5 g/l, e metabolizzare l’alcool consuma molta acqua. Pensare -quindi – di idratarsi con bevande alcoliche è utopico, anche perché l’alcool ha azione diuretica e questo fa perdere altra acqua.

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Emissioni di CO2 in calo: -4,5% a giugno 2019

di Donato D'Ambrosi

L’estate svuota le città, almeno quelle in cui da giugno iniziano a liberarsi i parcheggi e si respira un’aria diversa, con meno auto in giro. Secondo il rapporto del Centro Ricerche Continental a giugno è sceso il livello di emissioni di CO2 da autotrasporto con un circa 479 mila tonnellate di CO2 in meno da gennaio a giugno 2019. Nel mese di giugno 2019 invece le emissioni di CO2 derivanti da veicoli a gasolio calano più di quelli a benzina. Ecco tutti i dati in dettaglio.

IL RAPPORTO CONTINENTAL SULLA CO2

Da gennaio a giugno 2019 le emissioni di CO2 derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione sono diminuite di 478.944 tonnellate, che corrispondono all’1% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel solo mese di giugno la diminuzione è stata pari al 4,5%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico sui consumi di carburante.

LE EMISSIONI DI CO2 DA GENNAIO A GIUGNO 2019

Nel primo semestre del 2019 le emissioni di  CO2  derivate dall’uso     di     benzina     per autotrazione   sono   diminuite di   178.752   tonnellate   (che corrispondono     all’1,6%     in meno).  Sempre  nei  primi  sei mesi  del  2019  le  emissioni  di  CO2  derivate  dall’uso  di  gasolio  per  autotrazione  sono  calate  di 300.192 tonnellate, un quantitativo pari allo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. E’ però interessante notare che la diminuzione delle emissioni di CO2 da gasolio nel primo semestre è dovuta al forte calo registrato a giugno, che compensa  il  lieve  aumento  che  scaturiva  dal cumulo dei primi cinque mesi.

CO2 DI BENZINA E DIESEL A GIUGNO 2019

Bisogna ricordare che i moderni motori diesel emettono in media una quantità di CO2 minore rispetto a un equivalente motore a benzina. Tant’è che con la riduzione delle immatricolazioni a gasolio si è paventato sempre più il rischio di un aumento dei livelli di CO2. Ma la riduzione dei consumi, e quindi dell’uso dell’auto in generale ci ha messo una toppa, che in estate, complici le vacanze ha un effetto ancora più evidente. A conti fatti le emissioni di CO2 provenienti da veicoli a benzina nel mese di giugno 2019 ammontano a poco più di 2 milioni di tonnellate. I veicoli a gasolio invece superano i 6 milioni di tonnellate di CO2 nello stesso periodo.

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iPadOS vs iOS: le differenze

di Roberto Cocciolo
A partire dalla tredicesima versione, Apple ha deciso di dividere in due il concetto di sistema operativo mobile: una parte dedicata ai tablet e l’altra agli smartphone. Stiamo ovviamente parlando di iPadOS e iOS, i leggi di più...
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Chat segrete e anonime: le migliori app da usare

di Alessio Salome
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Google potrebbe conoscere le tue preferenze pornografiche e la modalità in incognito non sarebbe d’aiuto

di Alessandro Signori

Secondo un recente studio, condotto analizzando più di 20.000 siti web pornografici, Google e Facebook potrebbero conoscere e monitorare le abitudini degli utenti attraverso l’utilizzo dei dati personali, anche se si accede con la modalità privata. (...)
Continua a leggere Google potrebbe conoscere le tue preferenze pornografiche e la modalità in incognito non sarebbe d’aiuto su Androidiani.Com


© alessandrosignori for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Come dare priorità ai dati su Apple Salute provenienti da iPhone, Apple Watch o altre app

di Lorenzo Spada
Apple Salute

Apple Salute è l’applicazione sviluppata internamente dal colosso americano che permette di mostrare, in maniera semplice e intuitiva, tutti i dati medici, i dati delle attività fisiche e alcuni dati dell’alimentazione. Si tratta di un vero e proprio hub che non solo raccoglie dati ma accoglie anche i dati provenienti dalle varie applicazioni compatibili e […]

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1Password come LastPass, l’app su iOS è ora gratuita

di Lorenzo Spada

1Password lo abbiamo ritenuto uno dei migliori password manager disponibili sia su dispositivi mobile che su desktop. Tuttavia, per chi vuole avere qualcosa di gratuito la nostra scelta è ricaduta su LastPass. A questo proposito, ci dobbiamo in parte ricredere in quanto 1Password è gratis (in parte) adesso su iOS. L’azienda canadese AgileBits infatti ha […]

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Google Pixel 3a tocca i 100 punti su DxOMark

di Niccolò Proietti Savina

Nella giornata ieri DxOMark ha pubblicato i risultati dei suoi test sulla fotocamera posteriore del medio gamma di casa Google e il risultato è stato davvero soddisfacente!

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Luglio 1969: le auto più vendute mentre andavamo sulla Luna

di Francesco Giorgi

Una delicata situazione sociale segnò l’estate del 1969: il settore dell’auto non ne fu escluso. Ripercorriamo il mercato di quei mesi a 50 anni dallo sbarco sulla Luna.

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