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Il premier Conte agli stabilimenti FCA di Melfi: “Bisogna lavorare sull’idrogeno”

di Valentina Acri
La visita agli stabilimenti FCA di Melfi in occasione dell’Assemblea Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) è stato uno degli appuntamenti in agenda per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella giornata di ieri. Il settore dell’automotive è inevitabilmente in continua trasformazione. Tra le realtà di oggi e il futuro ci saranno sicuramente altre innovazioni […]

Batterie per auto 4 volte più capienti: cosa (forse) cambierà dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Le batterie per auto elettriche sono al centro si un equilibrio di costi, capacità e dimensioni. Un’equazione che Nikola Motor ha promesso di stravolgere nel 2020. Le anticipazioni sono tutte su una batteria rivoluzionaria al catodo libero, con maggiore autonomia, meno peso e anche più sicura di quelle agli ioni di litio. Ecco le anticipazioni sulla tecnologia che sarà presentata all’evento Nikola World 2020, ma a quanto pare già accessibile ai Costruttori auto.

LE AUTO ELETTRICHE E I LIMITI DI AUTONOMIA

Con ogni probabilità la tecnologia Nikola di celle a catodo indipendente sarà destinata ai mezzi pesanti, quelli che necessitano di maggiore densità energetica e autonomia. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali da Nikola Motor, le nuove batterie hanno una densità di 1100 Wh per kg. Un rapporto di 1:4 rispetto alle batteria tradizionali agli ioni di litio che porterebbero l’autonomia delle auto elettriche da 300 a 600 miglia con una carica. “La cella Nikola è la prima batteria che rimuove il materiale legante e i collettori di corrente, consentendo un maggiore accumulo di energia all’interno della cella” dice un comunicato ufficiale.

LA BATTERIA NIKOLA E QUELLA AGLI IONI DI LITIO

Riducendo i materiali necessari alla produzione della batteria, Nikola Motor afferma che i costi industriali dovrebbero diminuire del 50% rispetto alle celle agli ioni di litio. Lo smaltimento delle batterie per auto elettriche sarà più eco-compatibile; un annuncio che se sarà confermato stravolgerà le dinamiche commerciali a livello mondiale. Meno peso (-40%), meno materiale e più ecologico rispetto alle batterie al litio per auto elettriche. La tecnologia rivoluzionaria propagandata da Nikola dovrebbe essere compatibile con l’infrastruttura attuale ma più resistente e sicura in caso di incidente.

IL DEBUTTO NEL 2020, INTANTO SI CERCANO ALLEATI  

La nuova batteria è in fase di pre-produzione, ma sarà rivelata solo in occasione del Nikola World 2020, evento che si terrà ad autunno del prossimo anno. “Questo è il più grande progresso che abbiamo visto nel mondo delle batterie“, ha dichiarato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company. “Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti; stiamo parlando di raddoppiare la capacità della batteria”. La tecnologia sarà condivisa con tutti i produttori OEM che decideranno di acquisire la proprietà intellettuale. In fondo Nikola Motor è ben lantana dalle dimensioni di Tesla, sebbene non sia nuova alla realizzazione di prototipi pesanti alimentati a idrogeno.

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Alstom “iLint”, nel 2020 i test sul treno a cella di combustibile

di Valentina Acri
Alstom insieme alla provincia di Groningen, il gruppo Arriva, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria olandese ProRail e la compagnia energetica Engie hanno stipulato un accordo per un progetto pilota per testare Coradia iLint, un treno con celle a combustibile alimentate a idrogeno. Il progetto, supportato dal Ministero dell’economia è stato inoltre finanziato dal governo tedesco nell’ambito […]

Toyota e Hyundai bloccano le auto a idrogeno: l’esplosione in Norvegia

di Antonio Elia Migliozzi

In Norvegia esplode un distributore di idrogeno e si riaccende lo scontro sulla sicurezza. La violenta esplosione di un’area di servizio vicino a Oslo ha attirato l’attenzione dei media internazionali. L’episodio non ha causato vittime ma ingenti danni materiali come si vede dalle immagini registrate dall’alto. Al momento sono in corso delle indagini approfondite per capire cosa abbia causato l’esplosione. Il distributore comprendeva anche un generatore di idrogeno tramite pannelli solari. La società che gestisce la catena ha comunicato che l’area di servizio era aperta dal 2016 e rispettava gli ultimi standard. Nel frattempo Toyota e Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto ad idrogeno in Norvegia.

L’INCIDENTE

In Norvegia si è verificata una forte esplosione all’interno di un distributore per veicoli ad idrogeno. Per fortuna non ci sono state vittime ma solo danni materiali. Nel frattempo la compagnia che gestisce la stazione ha interrotto il servizio in altri siti di distribuzione in Norvegia e in Europa. Al momento è in corso un’indagine formale per capire le cause. Gli investigatori fanno sapere che non escludono nessuna opzione ma la verifica richiederà tempo. In campo anche un’azienda privata la Gexcon AS. Geirmund Vislie, di Gexcon ha precisato: “Possiamo concludere che né l’elettrolizzatore né il distributore utilizzato dai clienti hanno avuto nulla a che fare con questo incidente. Continueremo ad analizzare gli altri componenti del sito”. Il distributore di Kjørbo, vicino Oslo, comprendeva infatti un elettrolizzatore alcalino capace di produrre idrogeno dall’energia solare.

QUALI CONSEGUENZE

Questa vicenda di cronaca ci mette in guardia sui rischi dell’idrogeno. Come detto non ci sono stati morti o feriti presso il distributore ma i medici hanno portato due persone in ospedale. L’onda d’urto dell’esplosione ha portato all’apertura degli airbag nella loro auto in transito nelle vicinanze. Gli abitanti della zona hanno descritto lo scoppio come particolarmente forte. Dal canto suo Nel Hydrogen, l’azienda che gestisce il distributore, conferma la sua massima attenzione alla sicurezza. Il sito era aperto dal 2016 e rispettava tutti gli ultimi standard. La seconda generazione dei distributori ad idrogeno include compressori più potenti e un raffreddamento migliorato rispetto a quelli meno recenti. Come detto per fare ulteriori verifiche Nel Hydoren ha chiuso molti distributori di idrogeno in Norvegia. Si tratta di una soluzione che sta creando seri problemi ai tanti consumatori che si trovano al volante di vetture alimentate dal gas.

LA PROSPETTIVA

L’esplosione del distributore di idrogeno in Norvegia ha portato ad un vero e proprio terremoto nel settore. Negli Stati che, come la Norvegia, stanno investendo nella diffusione di questi servizi, in molti scelgono l’auto ad idrogeno. Insomma nel pieno della lotta con elettriche e ibride l’episodio rischia di rappresentare una seria battuta d’arresto per il comparto. In risposta all’incidente, sia Toyota che Hyundai hanno sospeso le consegne delle loro auto a idrogeno in Norvegia. Al momento i due marchi giapponesi sono gli unici ad avere sul mercato auto ad idrogeno. Nello specifico parliamo del SUV Hyundai Nexo della della MPV Toyota Mirai. Entrambe le azienda hanno chiarito, in due diverse note, che le vendite di questi due modelli restano aperte anche in Norvegia.

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Auto a idrogeno: i nuovi distributori affiancheranno i carburanti tradizionali

di Redazione

Anche l’Italia si prepara ad accogliere le auto a idrogeno. Toyota Motor Italia ed Eni hanno appena annunciato l’avvio di una nuova collaborazione. Il fine? Quello di permettere la diffusione dell’idrogeno come carburante anche in Italia. Si partirà con una stazione di servizio a San Donato Milanese.

LA STAZIONE DI SERVIZIO DEL FUTURO

L’accordo prevede la realizzazione di una nuova stazione di servizio presso il futuro Centro Direzionale Eni di San Donato Milanese. Il punto di rifornimento offrirà, oltre ai tradizionali combustibili, tutte le fonti di alimentazione alternative di Eni. Bio-metano, elettricità e idrogeno. Quest’ultimo sarà prodotto per elettrolisi dell’acqua usando energie rinnovabili. E costituirà quindi un’alimentazione a “emissioni zero”. L’intesa con Toyota prevede che la casa giapponese fornisca una flotta di dieci Mirai. Queste verranno rifornite nella nuova stazione. Gli utilizzatori di questi veicoli non sono ancora stati individuati, ma potrebbero essere enti o organizzazioni. Come successo per il Giro d’Italia. Per questo evento il marchio nipponico aveva fornito otto Mirai di supporto.

IDROGENO INEVITABILE PER EMISSIONI ZERO

Toyota ha fatto dei veicoli con alimentazioni alternative il suo fiore all’occhiello. Nell’elettrico il marchio è tra i leader mondiale, con oltre 13 milioni di veicoli elettrificati già venduti. L’AD di Toyota Motor Italia, Mauro Caruccio, ha dichiarato che la Mirai è il frutto proprio della ricerca della casa nel campo della tecnologia ibrida elettrica. Sempre secondo Toyota, la mobilità del futuro dovrà necessariamente passare dall’idrogeno. “A nostro avviso” ha continuato Mauro Caruccio “il percorso verso le emissioni zero passerà inevitabilmente anche attraverso una mobilità basata sull’idrogeno. Un vettore energetico fondamentale per consentire una maggior diffusione delle fonti di energia rinnovabile.” Per questo le due aziende collaboreranno per sviluppare la rete di rifornimento di idrogeno in Italia. Abbracciando l’idea di “tecnologia al servizio dell’ambiente”.

UN PASSO AVANTI VERSO LA DECARBONIZZAZIONE

Eni già da tempo offre nelle sue stazioni di servizio carburanti alternativi. Su una rete di 4.400 impianti, 3.500 offrono il Diesel+ contenente oli vegetali e di frittura esausti e grassi animali. Mentre 200 erogano metano. Secondo Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, “la stazione idrogeno a San Donato Milanese costituisce un tassello importante nel percorso di de-carbonizzazione di Eni per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.” Attualmente i distributori di idrogeno in Italia sono cinque. Quello di Milano è riservato al trasporto pubblico. Quelli di Mantova, Greccaino (LI) e Roma non sono attualmente in funzione. L’unico attivo è quello di Bolzano.

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Mercedes GLC F-Cell: quanto inquina un’auto a idrogeno?

di Redazione

Mercedes ha consegnato a novembre i primi esemplari della nuova GLC F-Cell. Si tratta di un’innovativa Suv ad alimentazione ibrida elettica-idrogeno. La prima del suo genere fabbricata dal marchio tedesco. Soltanto di questi giorni, però, sono i dati sui consumi effettivi dell’auto. Questi, calcolano le emissioni totali dal ciclo di produzione fino al termine della fase di utilizzo del veicolo. I dati sono certificati dall’ente tedesco TUV e riportati direttamente da Mercedes.

I VANTAGGI RISPETTO AL 100% ELETTRICO

La vettura offre due modalità di propulsione. Le celle a combustibile e una batteria ricaricabile. Le celle a combustibile sono alimentate a idrogeno, di cui possono essere stoccati nei serbatoi in fibra di carbonio fino a 4,4 kg. La Mercedes Glc F-Cell copre, con questa quantità di gas, una distanza di 430 km (secondo il ciclo NEDC). Inoltre, il pieno può essere effettuato in soli tre minuti. Abbattendo quindi i tempi lunghi delle ricariche elettriche. La batteria da 13,5 kWh agli ioni di litio conferisce invece alla vettura un’ulteriore autonomia di circa 50 km. Questa è ricaricabile tramite la tecnologia plug-in. In più, l’energia cinetica prodotta nei tratti di discesa e frenata viene raccolta grazie a un sistema di recupero e immagazzinata come energia elettrica nell’accumulatore.

BASSE EMISSIONI E ALTA RICICLABILITÀ

I dati sulle emissioni complessive evidenziano dei grandi risparmi nella fase di utilizzo del veicolo, ma un aumento dell’impatto ambientale nella fase di produzione dello stesso. Mercedes ha infatti dichiarato che i componenti specifici della GLC F-Cell causano emissioni decisamente più elevate della media, che sono però compensate da quelle ridotte durante il ciclo di vita dell’auto (che la casa tedesca quantifica in 200.000 km). Se questa fosse alimentata solo a idrogeno e energia prodotta grazie a fonti rinnovabili, le emissioni di CO2 sarebbero inferiori di più del 50% rispetto alle medie attuali. Per questi motivi il gruppo intende diminuire l’utilizzo di materie prime usate per motore e batteria del 40% entro il 2030. Infine, dato che il platino utilizzato nelle celle a combustione è meno del 10% di quello utilizzato dagli altri marchi (sempre stando ai dati dichiarati da Mercedes), queste possiedono un alto grado di riciclabilità.

SARÀ SOLO A NOLEGGIO

I primi esemplari della Mercedes GLC F-Cell, come suddetto, sono già stati consegnati a fine 2018 a varie istituzioni tedesche, come alcuni ministeri, l’organizzazione nazionale per l’idrogeno (NOW), Deutsche Bahn e H2 Mobility. Tuttavia, il gruppo non ha attualmente intenzione di aprire le vendite del nuovo modello al grande pubblico, a causa degli elevati costi: i clienti potranno esclusivamente noleggiarla, a un prezzo di 799 euro al mese. Il noleggio sarà possibile inizialmente solo nelle grandi città di Germania e Giappone.

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Stanford, idrogeno combustibile da acqua marina

di Candido Romano

Alla Stanford University un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo sistema per ottenere idrogeno come combustibile dall’acqua del mare, grazie all’energia solare, al perfezionamento del processo di elettrolisi e particolari materiali che riescono a proteggere gli elettrodi dalla corrosione di un’acqua di questo tipo. Questa scoperta potrebbe aprire alla possibilità di utilizzare l’acqua salata come potenziale fonte di energia.

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