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Auto elettriche FCA: la soluzione all’ansia da ricarica premiata al PoliTO

di Donato D'Ambrosi

La ricarica delle auto elettriche FCA è stata al centro di un contest al Politecnico di Torino. La fase finale della competizione tra studenti lanciata da FCA al Politecnico di Torino si è svolta presso le Officine Abarth di Fiat-Chrysler a Torino. Tra le soluzioni proposte dagli studenti del PoliTO, la giuria ne ha premiata una che (forse) sarà di ispirazione per combattere l’ansia da ricarica sulle auto elettriche FCA.

LA COMPETIZIONE SULLE AUTO ELETTRICHE FCA

FCA ha richiesto agli studenti di proporre soluzioni innovative per ottimizzare il sistema di ricarica delle batterie delle auto elettriche. L’obiettivo era incrementarne la potenza e preservarne la durata nel tempo. I 30 partecipanti da ingegneria meccanica, meccatronica, elettrica, elettronica, automotive e gestionale hanno lavorato 3 mesi al progetto presentato lo scorso weekend a Torino. Suddivisi in cinque team multidisciplinari le varie idee si sono sviluppate su un sistema integrato per identificare la percentuale di ricarica ottimale della batteria in funzione della guida. E’ stato dato ampio peso anche a costo di ricarica, potenza richiesta e valutazione sulla vita utile della batteria. Leggi qui delle Fiat Panda e Fiat 500 Hybrid in vendita dal 2020.

LA SOLUZIONE ALL’ANSIA DA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

Tra i cinque lavori proposti, la giuria composta da esperti e tecnici di FCA ha scelto il progetto del team InFusion su una soluzione innovativa per ridurre gli effetti dell’ansia da ricarica delle auto elettriche. La giuria ha scelto di premiarli per la complessità del problema, per l’unicità del progetto proposto e per la qualità della presentazione.

FCA LAVORA ALLA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE CON E-MOBILITY

La sfida – che per la prima volta rientra nell’offerta formativa del PoliTO – è stata portata avanti in collaborazione con il Contamination Lab Innovation Kitchen (CLIK). Nello spazio del Politecnico gli studenti possono sperimentare competenze in un ambiente che promuovere la creatività. “Così si confrontano con sfide tecnologiche concrete, legate a reali dinamiche industriali” spiega FCA. Il contest mostra anche come FCA abbia recuperato terreno nella ricerca migliorare la capacità delle batterie e velocizzare i tempi di ricarica con la divisione e-Mobility.

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Auto elettriche: la Germania raddoppia gli incentivi fino al 2025

di Raffaele Dambra

Auto elettriche Germania

La Germania non lascia ma… raddoppia gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, aumentando le risorse a disposizione ed estendendo il bonus fino al 2025. Il governo di Angela Merkel ha messo nero su bianco l’accordo raggiunto qualche settimana fa con le aziende automobilistiche tedesche, che si faranno ancora carico del 50% del contributo, nella speranza di tagliare l’ambizioso traguardo di circa 700 mila nuove immatricolazioni di vetture elettriche nei prossimi cinque anni.

INCENTIVI AUTO GERMANIA: CONTENTI SIA GLI UTENTI CHE I COSTRUTTORI

Il segnale lanciato dalla Germania è molto forte perché gli ultimi incentivi sull’elettrico sono andati meno bene del previsto (nei primi 10 mesi del 2019 si sono vendute soltanto 53.000 vetture a zero emissioni, appena l’1,8% del mercato auto) e c’era il rischio di un ridimensionamento della misura. Ma poiché il futuro va inequivocabilmente in direzione delle auto a batterie e non si torna più indietro, si è saggiamente deciso di ‘aumentare la dose’ dei contributi portandoli a livelli molto più interessanti per l’utenza. Con sommo sollievo anche dei marchi di casa, che contano di aumentare le vendite delle vetture elettriche per evitare le severe sanzioni che dal 2020 colpiranno i costruttori che non riusciranno a contenere le emissioni medie della propria flotta entro i limiti UE.

AUTO ELETTRICHE: GLI INCENTIVI IN GERMANIA FINO AL 2025

Vediamo dunque in cosa consistono i nuovi incentivi per le auto elettriche in Germania, in vigore fino al 2025. Finora Berlino e il settore auto avevano messo a disposizione 600 milioni di euro a testa. Ma adesso il contributo statale sale a 2 miliardi di euro. Che si traduce in un aumento del bonus dagli attuali 4.000 a ben 6.000 euro (+50%) per chi acquista un’auto elettrica fino a 40 mila euro di listino; e da 4.000 a 5.000 euro (+25%) per chi compra modelli più costosi, fino a 65.000 euro. Previsti incentivi anche per le ibride plug-in (3.000 euro).

GERMANIA: INCENTIVI ANCHE PER NUOVI PUNTI DI RICARICA

E non è finita qui. In previsione di una maggior diffusione delle auto elettriche si rende necessario aumentare anche i punti di ricarica. Il governo federale tedesco investirà quindi oltre 3 miliardi di euro fino al 2023 per realizzare nuove stazioni di ricarica distribuite capillarmente nel Paese. Con l’obiettivo finale di avere circa 1 milione di colonnine entro il 2030 (adesso quelle pubbliche sono 21.000). Stanziati, inoltre, anche 50 milioni di euro per l’installazione di wallbox private.

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Toyota RAV 4 Hybrid diventa Plug-in: debutto al Salone di Los Angeles 2019

di Donato D'Ambrosi

Toyota presenta la nuova Toyota RAV 4 Hybrid in versione Plug-in al Salone di Los Angeles 2019 recuperando il gap rispetto alle auto concorrenti più elettrificate. Dopo la Toyota Prius Plug-in, anche il SUV più venduto degli ultimi 20 anni potrà circolare a zero emissioni per circa 60 km. Ecco i primi dettagli in anteprima sulla Toyota RAV 4 Hybrid Plug-in che arriverà sul mercato nei prossimi mesi.

TOYOTA RAV 4 PLUG-IN, COS’HA IN COMUNE CON LA HYBRID

La nuova Toyota RAV4 Plug-in Hybrid si posiziona al top della gamma RAV4, il fiore all’occhiello dell’attuale gamma di veicoli ibridi-elettrici. Condivide con la Toyota RAV 4 Hybrid la piattaforma GA-K, il sistema di trazione integrale intelligente AWD-i e il motore benzina Hybrid Dynamic Force da 2,5 litri.

NUOVO MOTORE ELETTRICO E NUOVA BATTERIA SULLA RAV 4 PLUG-IN

Il nuovo propulsore mette a frutto il know how maturato con le due generazioni della Prius Plug-in Hybrid: la potenza del sistema è di 306 CV (225 kW), l’accelerazione 0-100 km/h in 6,2 secondi (dati provvisori). Nella versione Plug-in Hybrid, la Toyota RAV 4 è accreditata dei più bassi livelli di CO2 e i consumi della categoria. E’ quanto Toyota avrebbe rilevato nelle prove di pre-omologazione secondo lo standard WLTP con emissioni di CO2 inferiori ai 30 g/km.

L’AUTONOMIA DELLE NUOVA TOYOTA RAV 4 PLUG-IN HYBRID

L’aumento della potenza rispetto all’attuale Toyota RAV4 Hybrid è ottenuto grazie al nuovo motore elettrico. E’ nuova anche la batteria agli ioni di litio ad alta capacità affiancata da un convertitore boost all’unità di controllo del sistema ibrido. Oltre all’accelerazione migliore la Toyota RAV4 Hybrid avrà anche una maggiore autonomia in modalità esclusivamente elettrica, con consumi ed emissioni pari a zero. L’autonomia prevista (standard WLTP) è di oltre 60 km, maggiore – secondo Toyota –  rispetto ai SUV Plug-in Hybrid della concorrenza. La nuova Toyota RAV4 Hybrid Plug-in arriverà sul mercato nella seconda metà del 2020.

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Volkswagen ID.Space Vizzion: com’è il crossover elettrico in anteprima

di Donato D'Ambrosi

La Volkswagen ID.Space Vizzion è la nuova elettrica svelata in anteprima da Volkswagen che farà il suo debutto al Salone di Los Angeles 2019. Si allarga la famiglia ID che con il SUV gran turismo elettrico dopo il lancio ufficiale della Volkswagen ID.3. Una gamma tutta nuova rispetto alle attuali Volkswagen eUP! E Volkswagen eGolf, che produrla costerebbe addirittura più della ID.3. Ecco com’è realmente la ID.Space Vizzion nelle caratteristiche e le prestazioni ufficializzate da Volkswagen.

L’AUTONOMIA DELLA VOLKSWAGEN ID.SPACE VIZZION

Come tutti i membri della gamma elettrica ID anche la ID. SPACE VIZZION è equipaggiata con un sistema di trazione a zero emissioni. Avrà 5 porte e una batteria agli ioni di litio da 82 kWh (capacità netta 77 kWh) per alimentare un motore elettrico da 205 kW (279 CV) al posteriore. Alla versione standard si aggiungerà una versione con motore elettrico da 102 CV (75 kW) sull’asse anteriore. Le performance aerodinamiche (coefficiente cx 0,24) permettono alla ID. SPACE VIZZION di percorrere fino a 590 chilometri reali (ciclo WLTP), secondo Volkswagen.

GLI INTERNI DIGITALI DELLE VOLKSWAGEN ID

Il prototipo pre-serie è dotato di una plancia completamente digitalizzata: tutte le informazioni relative alla guida sono concentrate in un head-up display a realtà aumentata. Mentre tutte le funzioni online e quelle relative a informazioni, entertainment e comfort, sono raggruppate in un touchscreen da 15,6 pollici. Anche il classico pomello della leva del cambio non esiste più: i rapporti di marcia (D, B, R e N) e la posizione di parcheggio (P) vengono inseriti tramite una levetta sul piantone dello sterzo.

I 7 MODELLI DELLA GAMMA VOLKSWAGEN ID.

La ID. SPACE VIZZION condivide il nome con la ID.VIZZION, il prototipo di berlina presentato al Salone di Ginevra del 2018. Gli esterni e gli interni della ID. SPACE VIZZION nelle foto allegate rappresentano un’anticipazione concreta delle versioni di serie. Alla pari della Passat anche la Volkswagen ID.Space Vizzion avrà una versione wagon chiamata “Variant” che sarà presentata nel 2021. La ID. SPACE VIZZION si aggiunge ai SUV ID. ROOMZZ e ID. CROZZ, la monovolume ID. BUZZ, il Beach-Cruiser ID. BUGGY e il modello compatto ID.3 già in commercio. Restate collegati per scoprire altre interessanti curiosità in occasione del Salone di Los Angeles 2019.

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Batterie per auto 4 volte più capienti: cosa (forse) cambierà dal 2020

di Donato D'Ambrosi

Le batterie per auto elettriche sono al centro si un equilibrio di costi, capacità e dimensioni. Un’equazione che Nikola Motor ha promesso di stravolgere nel 2020. Le anticipazioni sono tutte su una batteria rivoluzionaria al catodo libero, con maggiore autonomia, meno peso e anche più sicura di quelle agli ioni di litio. Ecco le anticipazioni sulla tecnologia che sarà presentata all’evento Nikola World 2020, ma a quanto pare già accessibile ai Costruttori auto.

LE AUTO ELETTRICHE E I LIMITI DI AUTONOMIA

Con ogni probabilità la tecnologia Nikola di celle a catodo indipendente sarà destinata ai mezzi pesanti, quelli che necessitano di maggiore densità energetica e autonomia. Secondo le prime dichiarazioni ufficiali da Nikola Motor, le nuove batterie hanno una densità di 1100 Wh per kg. Un rapporto di 1:4 rispetto alle batteria tradizionali agli ioni di litio che porterebbero l’autonomia delle auto elettriche da 300 a 600 miglia con una carica. “La cella Nikola è la prima batteria che rimuove il materiale legante e i collettori di corrente, consentendo un maggiore accumulo di energia all’interno della cella” dice un comunicato ufficiale.

LA BATTERIA NIKOLA E QUELLA AGLI IONI DI LITIO

Riducendo i materiali necessari alla produzione della batteria, Nikola Motor afferma che i costi industriali dovrebbero diminuire del 50% rispetto alle celle agli ioni di litio. Lo smaltimento delle batterie per auto elettriche sarà più eco-compatibile; un annuncio che se sarà confermato stravolgerà le dinamiche commerciali a livello mondiale. Meno peso (-40%), meno materiale e più ecologico rispetto alle batterie al litio per auto elettriche. La tecnologia rivoluzionaria propagandata da Nikola dovrebbe essere compatibile con l’infrastruttura attuale ma più resistente e sicura in caso di incidente.

IL DEBUTTO NEL 2020, INTANTO SI CERCANO ALLEATI  

La nuova batteria è in fase di pre-produzione, ma sarà rivelata solo in occasione del Nikola World 2020, evento che si terrà ad autunno del prossimo anno. “Questo è il più grande progresso che abbiamo visto nel mondo delle batterie“, ha dichiarato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company. “Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti; stiamo parlando di raddoppiare la capacità della batteria”. La tecnologia sarà condivisa con tutti i produttori OEM che decideranno di acquisire la proprietà intellettuale. In fondo Nikola Motor è ben lantana dalle dimensioni di Tesla, sebbene non sia nuova alla realizzazione di prototipi pesanti alimentati a idrogeno.

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Acquisto auto: un italiano su due sceglierà elettriche e ibride

di Raffaele Dambra

Acquisto auto

Italiani popolo di pigri e abitudinari? Sì ma forse le cose stanno cambiando. Per esempio nell’ambito della mobilità su quattro ruote un numero sorprendente alto di consumatori ha ammesso di essere pronto ad abbracciare l’elettrico o l’ibrido in caso di acquisto di un’auto nuova nei prossimi tre anni. Ma non solo. Oltre 6 su 10, quindi ben più della metà, sono molto interessati all’avvento della guida autonoma.

ACQUISTO AUTO: IL 47,4% PRONTO A PASSARE ALL’ELETTRICO O ALL’IBRIDO

Se n’è parlato recentemente a Milano al convegno “La mobilità del possibile” durante cui è stata presentata una ricerca condotta da EY su un campione di 1.500 automobilisti del nostro Paese. L’indagine ha confermato che l’auto resta la prima scelta di mobilità per il 70% degli italiani. Tuttavia circa la metà si è detta disponibile a cambiare mezzo di trasporto a fronte di una valida e più economica alternativa. Il 47,4%, infatti, ha dichiarato che se dovesse cambiare vettura nei prossimi tre anni sceglierebbe un modello elettrico o ibrido. Si tratta di un dato quasi insperato, se consideriamo che nel 2019 solo lo 0,5% ha acquistato un’auto elettrica e il 5,8% un’ibrida. Ma che può essere interpretato come una rinnovata sensibilità verso l’ambiente, nonché determinato dalle numerose misure restrittive varate dai Comuni.

GUIDA AUTONOMA: INTERESSA AL 63% DEGLI ITALIANI

Entrando più nello specifico della ricerca, l’elettrico pare riscontrare maggior successo nei centri urbani di medie dimensioni (11%). Mentre nelle grandi città prevale ancora la scelta dell’alimentazione a benzina. In tema di guida autonoma, come anticipavamo, il 63% si dice molto interessato a utilizzare assistenti alla guida che possano aumentare la sicurezza su strada. Anche se i conducenti italiani vedono ancora lontano il giorno in cui questa tecnologia sarà davvero al servizio di tutti.

MOBILITA SOSTENIBILE: UN MERCATO IN VERTIGINOSA CRESCITA

Lo studio ha evidenziato inoltre la crescita verso la ricerca e l’uso della mobilità smart, conosciuta da quasi 9 italiani su 10. Di questi il 22% ha usato almeno una volta un servizio di car sharing e il 17% ha provato una bicicletta in condivisone (era l’8% nel 2018). Solo il 10%, infine, ha approfittato con assiduità della sharing mobility (servizi come Bla Bla Car e simili), i cui vantaggi sono comunque noti dal 91% degli automobilisti. “La smart mobility è un fenomeno rilevante e strategico per lo sviluppo sostenibile dell’economia”, ha spiegato Donato Iacovone, ad di EY Italia, “Si stima infatti che questo mercato, contando solo l’Italia, abbia un valore superiore ai 200 miliardi di euro, e che nei prossimi 5 anni assorbirà circa 2,4 milioni di lavoratori”.

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Incentivi auto elettriche 2020: la guida regione per regione

di Raffaele Dambra

Incentivi auto elettriche 2020

Non sono pochi gli automobilisti che potranno accedere agli incentivi auto elettriche 2020 erogati da diverse regioni, con la possibilità di cumularli all’Ecobonus statale in vigore per altri due anni e usufruire quindi di uno sconto sull’acquisto che nel migliore dei casi supera agevolmente i 10 mila euro. Insomma, sembra proprio questo il momento migliore per comprare una vettura elettrica, ibrida o comunque a basse emissioni, sfruttando le tante agevolazioni che mirano a favorire una mobilità più sostenibile. Vediamo perciò quali sono gli incentivi regionali a cui è già possibile aderire, tenendo presente che nei prossimi mesi ne potrebbero arrivare altri ancora (e noi saremo ovviamente pronti a fornirvi tutti i dettagli).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 VALLE D’AOSTA

In Valle d’Aosta gli incentivi riguardano l’acquisto di auto elettriche e a basse emissioni fino a un massimo di 70 g/km di CO2. Il contributo è concesso sia sui veicoli nuovi che usati (ma solo se comprati presso concessionari), anche in leasing o a noleggio. In alternativa alle auto si possono acquistare biciclette a pedalata assistita e i dispositivi della micromobilità elettrica, come per esempio i monopattini. Sono a disposizione fino a 6 mila euro per i privati, fino a 10 mila euro per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri e fino a 15 mila euro per le imprese del trasporto persone. L’incentivo può aumentare fino al 20% in caso di contestuale rottamazione di una vecchia auto da Euro 0 a Euro 4. Le domande per i mezzi acquistati nel 2019 (valide anche per gli acquisti già effettuati), si possono presentare dal 13 novembre 2019 al 31 marzo 2020. Le domande per gli acquisti fatti nel 2020, vanno invece presentate dal 1° gennaio al 21 ottobre 2020.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 LOMBARDIA

Dal 15 ottobre 2019 e fino al 30 settembre 2020, salvo esaurimento anticipato delle risorse, i residenti in Lombardia possono accedere a robusti incentivi per sostituire le autovetture inquinanti con veicoli a basse emissioni, nuovi o usati. Il contributo, a fondo perduto, viene erogato soltanto se l’acquisto della nuova vettura è accompagnato dalla radiazione di un veicolo inquinante (fino a Euro 2 se benzina e fino a Euro 5 se diesel). Più basse sono le emissioni delle auto acquistate, più alto è il valore dell’incentivo. Si parte da 2 mila euro per l’acquisto di una vettura fino a 130 g/km di CO2; e si arriva a ben 8 mila euro per chi compra un’auto elettrica a emissioni zero. Incentivi auto 2020 in Lombardia (fino a 20 mila euro) sono a disposizione anche per le micro, piccole e medie imprese della regione.

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 TRENTINO ALTO ADIGE

Nonostante la particolare struttura amministrativa della regione Trentino Alto Adige, gli incentivi auto elettriche 2020 nelle due province autonome di Trento e di Bolzano sono praticamente simili. In entrambi i casi, infatti, l’agevolazione riguarda l’acquisto di auto ecologiche e ammonta a: 4 mila euro se si compra un’auto elettrica; 2 mila per una vettura ibrida plug-in, senza obbligo di rottamazione. Le misure, aperte sia ai cittadini privati che agli enti pubblici e alle imprese, sono strutturali, quindi senza scadenza (almeno fino a nuovo ordine).

INCENTIVI AUTO ELETTRICHE 2020 FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia gli incentivi sono destinati a chi rottama un veicolo a benzina o a gasolio da Euro 0 a Euro 4. E, contestualmente, acquista un’autovettura elettrica, ibrida o bifuel benzina/metano adibita a uso privato. L’auto da acquistare dev’essere nuova, oppure usata o a km zero ma immatricolata da non più di due anni. Acquistando una vettura nuova o a km zero il contributo ammonta a 3.000 euro per le bifuel, a 4.000 per le ibride e a 5.000 per le elettriche; comprando invece una vettura usata il contributo scende rispettivamente a 1.500, 2.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare può essere intestata al soggetto richiedente o a un familiare convivente. Gli incentivi in Friuli sono disponibili già dallo scorso mese di settembre e fino ad esaurimento fondi.

N.B. Aggiorneremo costantemente quest’elenco non appena comunicheranno nuovi incentivi auto elettriche 2020 dalle stesse o da altre regioni italiane.

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Citroen C5 Aircross, presentata la variante ibrida

di Emanuela Acri
La Casa Automobilistica francese è pronta per fare un importante passo avanti. Infatti Citroen propone al pubblico, per la prima volta, un prodotto sottoposto al processo di elettrificazione: si tratta del SUV C5 Aircross Hybrid. Entro il 2025 il noto marchio ha intenzione di presentare una gamma di veicoli 100% elettrici. Saranno diversi i modelli totalmente […]

Volvo, ricariche gratis per un anno con i veicoli PHEV

di Valentina Acri
Volvo ha riservato uno speciale incentivo a tutti gli utenti che acquisteranno un nuovo veicolo ibrido plug-in (PHEV). L’azienda di Göteborg ha più volte ribadito l’obiettivo delle “zero emissioni” da raggiungere entro il 2025 con un’ intera gamma di veicoli ibridi ed elettrici marchiati Recharge. La riduzione delle emissioni di CO2 sta diventando l’obiettivo di […]

Nuova Renault Captur, più spaziosa e più tecnologica

di Federico Proverbio
La Captur si rinnova, il B-Suv di casa Renault si rivela nella sua nuova incarnazione un’auto molto interessante, a bordo molti sistemi di sicurezza e soprattutto tanta connettività. Con le sue 1.5 milioni di unità vendute dal suo lancio nel 2013, la Captur è senza dubbio una delle vetture di punta della Casa francese e […]

Incentivi Valle d’Aosta: altri 7 milioni per auto e bici elettriche

di Raffaele Dambra

Incentivi Valle d'Aosta

In arrivo nuovi incentivi in Valle d’Aosta a sostegno della mobilità ecosostenibile. Il governo regionale ha dato infatti il via libera al contributo di 7 milioni di euro per tre anni a favore dei residenti e delle imprese valdostane che vogliono sostituire una vecchia auto inquinante con un veicolo a zero o a basse emissioni (max 70 g/km di CO2), oppure con una bici o un monopattino elettrico. Il provvedimento, già approvato dalle commissioni competenti a inizio novembre 2019, sarà pienamente in vigore dopo la delibera attuativa della giunta, attesa a breve.

INCENTIVI VALLE D’AOSTA: FINO A 6 MILA EURO PER UN’AUTO ELETTRICA

I nuovi incentivi auto 2019 della Valle d’Aosta prevedono un contributo che non può superare il 25% della spesa ammissibile, così suddiviso: fino a 6 mila euro a veicolo per i privati (costo massimo di acquisto: 60 mila euro); fino a 10 mila euro a veicolo per le aziende che non effettuano trasporto passeggeri; fino a 15 mila euro per le imprese specializzate nel trasporto persone. Le agevolazioni valgono sia per i veicoli nuovi che per quelli usati (ma solo se acquistati in concessionaria), nonché per le auto in leasing e a noleggio a lungo termine. In questi ultimi due casi il contributo può salire fino al 35% del valore contrattuale riferito ai primi tre anni del contratto, per un importo comunque non superiore a 6 mila euro per vettura.

INCENTIVI AUTO VALLE D’AOSTA: MAGGIORI CONTRIBUTI CON LA ROTTAMAZIONE

Gli incentivi auto in Valle d’Aosta saranno validi per le vetture acquistate a partire dal 1° gennaio 2019. E si potranno cumulare con altre agevolazioni di questo tipo, statali o europee, come ad esempio l’Ecobonus 2019-2021, portando così l’importo potenziale del contributo a ben 12 mila euro per veicolo. Inoltre, rottamando una vecchia auto si potrà ottenere un incentivo extra variabile dal 5% (per chi rottama una Euro 4) al 20% (per una Euro 0). I veicoli elettrici nuovi, immatricolati da quest’anno, godranno pure dell’esenzione del bollo auto per un ulteriore triennio.

INCENTIVI IN VALLE D’AOSTA: AGEVOLAZIONI ANCHE PER BICI ELETTRICHE

La regione Valle d’Aosta ha pensato anche a coloro che vogliono dire definitivamente addio alle automobili scegliendo altri mezzi ancor più ecosostenibili. Ci sono infatti incentivi per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita (fino al 50% della spesa ammissibile per un massimo di 700 euro) e di mezzi della micromobilità elettrica come monopattini, hoverboard, segway e dispositivi simili (anche in questo caso fino al 50% della spesa ammissibile ma per un massimo di 300 euro). Per bici e monopattini elettrici i contributi saranno validi solo per i mezzi acquistati dopo l’entrata in vigore del provvedimento. E, dulcis in fundo, c’è anche una quota a fondo perduto fino a 1000 euro per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica domestiche per veicoli elettrici, oltre a contributi fino a 15 mila euro per rinnovare il parco veicoli di proprietà pubblica.

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Volvo: il cobalto delle batterie diventa tracciabile

di Donato D'Ambrosi

Si è sempre parlato del lato oscuro delle auto elettriche come le emissioni di CO2 durante il ciclo vita, lo smaltimento delle batterie al litio e lo sfruttamento di lavoro nelle miniere di cobalto. Un richiamo che ha mobilitato tutti i costruttori a maggiore trasparenza dalle politiche di approvvigionamento delle materie prime ai processi di produzione carbon free. Volvo Cars ad esempio ha annunciato che adotterà in tutto il mondo il primo metodo di tracciamento della provenienza del cobalto.

IL COBALTO DELLE BATTERIE COME LA PLASTICA E LA CO2

Dal PlasticLess per ripulire il mare dalla plastica all’alluminio per abbattere le emissioni di CO2 della nuova elettrica XC-40 Recharge, Volvo non è nuova ad iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. La tracciabilità delle materie prime utilizzate nella produzione di batterie agli ioni di litio, come il cobalto, è una delle sfide più difficili per i Costruttori. Considerando gli interessi in gioco nei Paesi dove i diritti e la tutela della persona sono spesso fumosi Volvo ha deciso di attuare una blockchain su tutta la catena di approvvigionamento materiali. “Con la tecnologia blockchain possiamo fare il prossimo passo per garantire la piena tracciabilità della nostra catena di approvvigionamento e ridurre al minimo tutti i rischi correlati, in stretta collaborazione con i nostri fornitori.” Ha spiegato Martina Buchhauser, responsabile acquisti di Volvo Cars.

LE AZIENDE COINVOLTE NELLA TRACCIABILITA’ DELLE TERRE RARE

A partire da quest’anno, Volvo lavorerà in stretta collaborazione con i due fornitori globali di batterie, CATL in Cina e LG Chem in Corea del Sud. Le aziende tecnologiche Circulor e Oracle gestiscono la tecnologia blockchain attraverso la catena di approvvigionamento di CATL a seguito di un progetto pilota iniziato la scorsa estate. Mentre Responsible Sourcing Blockchain Network (RSBN), insieme agli specialisti di approvvigionamento responsabile RCS Global e IBM, sta implementando la tecnologia nella fornitura di LG Chem.

COME FUNZIONA LA BLOCKCHAIN SULLE BATTERIE

La Blockchain è un libro digitale contenente un elenco di record collegati tra loro tramite crittografia. All’interno delle catene di approvvigionamento, sono registrate le transazioni che non possono essere modificate. Il tutto è gestito con un insieme comune di regole per i dati che possono essere registrati. Ciò consente ai partecipanti di verificare e controllare le transazioni in modo indipendente. La tracciabilità delel materie prime tra Volvo, CATL ed LG Chem sarà implementata già sulle batterie dei modelli Polestar e sulla XC-40 Recharge.

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Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

di Raffaele Dambra

Agevolazioni acquisto auto ecologiche 2019 in Friuli e Trentino

Sono ancora disponibili interessanti agevolazioni per l’acquisto di auto ecologiche nel 2019 in Friuli e Trentino Alto Adige (o Südtirol se preferite). Le regioni del nord est sono tra le più virtuose nell’incentivare la sostituzione di vecchi veicoli inquinanti con vetture a basse o a zero emissioni, e i cittadini privati residenti in questi territori ne stanno approfittando con entusiasmo, avendo tra l’altro la possibilità di cumulare i contributi regionali con altri incentivi, tra cui l’Ecobonus 2019-2021.

AGEVOLAZIONI ACQUISTO AUTO ECOLOGICHE 2019 IN FRIULI VENEZIA GIULIA

In Friuli Venezia Giulia le agevolazioni sono destinate alla rottamazione di un veicolo a benzina o a gasolio da Euro 0 a Euro 4. E il conseguente acquisto di un’autovettura elettrica, ibrida o bifuel benzina/metano adibita a uso privato. L’auto da acquistare dev’essere nuova, oppure usata o a km zero ma immatricolata da non più di due anni. I beneficiari sono i cittadini residenti in Friuli Venezia Giulia al momento della domanda. Se si acquista una vettura nuova o a km zero il contributo ammonta a 3.000 euro per le bifuel, a 4.000 per le ibride e a 5.000 per le elettriche; se si acquista invece una vettura usata il contributo scende rispettivamente a 1.500, 2.000 e 2.500 euro. L’auto da rottamare può essere intestata al soggetto richiedente o a un familiare convivente. Gli incentivi in Friuli, cumulabili con altri contributi, sono disponibili già dallo scorso settembre 2019 e fino all’esaurimento dei fondi. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al portale della Regione.

INCENTIVI AUTO 2019 NELLA PROVINCIA DI TRENTO

In Trentino, o sarebbe meglio dire nella provincia autonoma di Trento, sono attualmente a disposizione incentivi per l’acquisto di auto elettriche, moto elettriche ed e-bike e per l’installazione di stazioni di ricarica, destinati a persone fisiche, imprese ed enti locali. Per i dettagli di ciascun contributo consultate la pagina dell’APIAE di Trento; mentre per quanto riguarda le sole agevolazioni per l’acquisto di auto ecologiche riservate ai privati residenti sul territorio, gli incentivi ammontano a 4.000 euro se si compra un’auto elettrica e a 2.000 per una vettura ibrida plug-in, senza obbligo di rottamazione. Entrambi sono cumulabili con l’Ecobonus nazionale.

AGEVOLAZIONI ACQUISTO AUTO ECOLOGICHE 2019 IN PROVINCIA DI BOLZANO

Nella provincia autonoma di Bolzano, denominata pure Alto Adige o Südtirol, le agevolazioni per l’acquisto di autoveicoli elettrici e ibridi plug-in nuovi sono a favore di privati, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, oppure di associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale. I cittadini residenti possono ottenere un contributo di 4.000 euro sul prezzo d’acquisto di un’auto elettrica pura o di 2.000 per un’ibrida plug-in. A cui si aggiungono 5 anni di esenzione dal bollo auto, mentre in seguito si pagherà soltanto il 22,5%. Disponibile anche un incentivo fino a 1.000 euro per la stazione di ricarica a casa. Per altre informazioni c’è il portale istituzionale.

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Honda Jazz e:HEV, la quarta generazione è ibrida

di Valentina Acri
Honda si è presentata con una grande sorpresa all’atteso evento del Salone di Tokyo in corso in questi giorni. Il produttore asiatico ha infatti presentato la quarta generazione della Honda Jazz. Un veicolo in cui l’azienda ha voluto unire il DNA delle tre generazioni precedenti con la motorizzazione ibrida “e:HEV”. Il presupposto è stato, pertanto, […]

Ricarica auto elettriche: la miniera d’oro si nasconde nelle colonnine

di Nicodemo Angì

Parlare della mobilità a emissioni di scarico zero (le auto a batteria emettono comunque particolato da gomme e freni) implica la ricarica auto elettriche. A questo punto viene da pensare che le stazioni di servizio avranno colonnine di ricarica al posto delle pompe di erogazione. Si visualizzano poi lunghe file in attesa alle colonnine di ricarica auto elettriche, vista la lentezza del rifornimento, e quindi “non funzionerà mai!”. Quindi la ricarica auto elettriche potrebbe essere un collo di bottiglia per la diffusione degli EV? Applicando i modelli attuali la risposta sarebbe “SI” ma le colonnine di ricarica si prestano a modelli si business del tutto nuovi. La risposta potrebbe allora essere diversa, inattesa e implicare addirittura il concetto di miniera d’oro.

LA RICARICA AUTO ELETTRICHE È DIVERSA

Vitaliy Katsenelson, proprietario di una Tesla Model 3 e Chief investment officer di Investment Management Associates, ipotizza un modello radicalmente diverso. Si pensa che le stazioni di servizio non siano il posto giusto per le colonnine di ricarica auto elettriche proprio per la lentezza del processo. La maggior parte dei proprietari ricarica a casa, lentamente e di notte, ma anche questa modalità ha punti deboli, ad esempio dovendo affrontare viaggi lunghi. Katsenelson pensa invece ad un modello diffuso, fatto di milioni di colonnine di ricarica sparse un po’ ovunque. I negozi di alimentari useranno le colonnine di ricarica per attirare i clienti e questo concetto le farà moltiplicare ovunque: parcheggi, ristoranti e palazzi per uffici. La ricarica auto elettriche sarà una Corsa all’Oro e le stazioni di servizio diventeranno una reliquia come le cabine telefoniche e le compact cassette.

TARIFFE E MINUTI

Impiantare colonnine di ricarica appare più agevole rispetto ai distributori e l’assenza di emissioni pericolose e delle cisterne sotterranee permette di inserirle anche in centri densamente popolati. Katsenelson fa anche dei calcoli che supportano l’idea di un business interessante e quindi appetibile per gli investitori. La sua Model 3 non gode della ricarica gratuita riservata alle Model S e X e quindi paga 24 cent/kWh nei Supercharger. Ricaricando a casa lui paga l’elettricità 11 centesimi/kWh e quindi Tesla margina parecchio ma bisogna tener conto dei costi delle ricariche gratuite per le sue ammiraglie. Electrify America non ha questi costi parassiti ma il confronto non è facile perché ha una tariffazione a tempo con 1 dollaro a sessione più 30 cent/minuto. Per fare i conti il proprietario di una Bolt ha pazientemente aspettato in auto, filmando in time lapse il tempo necessario per arrivare all’80%.

LA VELOCITÀ SI PAGA

Ad un certo punto il caricatore ha quasi dimezzato la potenza per salvaguardare la batteria: interrompendo in quel momento il costo sarebbe stato 53 cent/kWh. Arrivando all’80%, visto il rallentamento della carica, il costo è salito a 58 cent/kWh. L’abbonamento Pass+ prevede 4 $/mese e vari scaglioni: 15 cent/minuto fino a 75 kW, 42 fino a 125 e 60 fino 150 kW. La carica è stata fermata al 56% ma il risparmio è notevole: 22 cent/kWh contro i 36 dell’abbonamento normale per la stessa erogazione di energia. Rimanendo negli USA, la rete Blink fa pagare da 4 a 6 cent/minuto o da 39 a 79 cent/kWh per caricatori di livello 2. I Livello 3 DC Charging di EVGo costano 29 cent/minuto per i non abbonati: 25 minuti per una e-Golf kWh danno 50 miglia di autonomia.

MODELLI DI TARIFFAZIONE

Sono 7,25 dollari ma EPA dice che una Golf a benzina spende 2,26 dollari per 25 miglia, un costo quindi inferiore (quanto cammina un’elettrica con l’energia di un litro di benzina?). I margini sembrano quindi appetibili, anche tenendo conto delle spese per gestire stazioni e colonnine che sono molto superiori a quelle delle abitazioni. In Italia la situazione sembra simile (la rete può reggere il maggior consumo dato dalle elettriche): Enel X a consumo base costa da 45 a 50 cent/kWh a seconda della velocità di ricarica. Stessi costi ma un canone di 25 €/anno per il servizio Premium con prenotazione presa. La tariffa Flat Small costa 25€ per 60 kWh (41,6 cent/kWh) e lo stesso prezzo a kWh extra soglia ma è incluso il servizio prenotazione presa: fanno circa 400 km considerando i consumi reali. Tariffe a canone per A2A E-Moving (15,1 € a trimestre) e Duferco Energia Flat (25 €/mese + IVA per 300 kWh) ma si tratta di reti regionali. Ionity fa pagare 8 euro/sessione nelle sue stazioni HPC da 350 kW.

UN POSSIBILE, APPETIBILE BUSINESS

Chi percorre molti km troverà vantaggiose le tariffe flat e chi ricarica poco potrebbe provare quelle a consumo; siamo comunque sicuri che i gestori aumenteranno. Un contratto domestico con ENEL Servizio Elettrico Nazionale ha una componente energia a 9 cent/kWh mentre sul mercato libero si può scendere a 5,5. Aggiungendo gli oneri di sistema e di trasporto si arriva a 0,24 cent/kWh, circa la metà delle tariffe di ricarica. Quindi possiamo parlare di una miniera d’oro che si nasconde nelle colonnine? Le variabili sono molte, le spese ci sono anche se nessuno ricarica e la domanda è ancora incerta. I margini sembrano però interessanti e quindi la ricarica auto elettriche potrebbe attirare diversi investitori: staremo a vedere!

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Hyundai Kona Hybrid, la nostra prova su strada

di Federico Proverbio
Recandoci nei dintorni di Bologna, abbiamo avuto l’occasione di partecipare al test drive di Hyundai Kona hybrid, l’ultima declinazione del B-Suv della casa Coreana. Il piccolo Suv, uno dei più apprezzati sul mercato italiano che conta, fino ad ora, 120mila auto vendute, si rinnova nella meccanica mantenendosi identico a livello estetico. La versione hybrid va a completare […]

Tesla Model 3: i 10 difetti più frequenti sulla carrozzeria dell’auto

di Donato D'Ambrosi

La Tesla Model 3 è l’auto elettrica più attesa al mondo, non solo per i contenuti ma anche per i ritardi nelle consegne. Dai numerosi reclami dei clienti della Tesla Model 3 però sembrerebbe che il livello globale di alcune finiture sia molto lontano dalle Tesla Model S e Model X. Troppi difetti alla carrozzeria, infiltrazioni e assemblaggio poco attento sono le lamentele più frequenti raccolte da InsideEVS, di chi non è soddisfatto come tanti altre della sua Tesla Model 3. Ecco i 10 difetti più frequenti alla carrozzeria cui fare attenzione se state per comprare una Tesla Model 3, anche se magari alcuni sono già stati risolti.

TESLA MODEL 3 MONTATE DI CORSA

La fretta è cattiva consigliera, un principio che anche nell’assemblaggio della Tesla Model 3 ha provocato i suoi effetti. Non sono pochi i clienti che postano foto di pannelli della carrozzeria allineati male nella zona posteriore tra il montante C e il baule. Lo stesso problema è stato riscontrato nel montaggio dei fanali e della porta della presa di ricarica. Niente che non si possa sistemare senza disagi ai clienti, finché l’allineamento non provoca infiltrazioni nell’abitacolo o tra i pannelli. Alcune Tesla Model 3 vendute in Germania, apparentemente tra il VIN 200000 e 240000, hanno il parafango anteriore lato guida che tocca il montante del parabrezza. Un disallineamento che non c’è – secondo i clienti tedeschi – al lato del passeggero. La corrispondenza del numero di telaio VIN per alcuni è stato un dramma quando si sono visti consegnare un’auto con un telaio diverso da quello riportato sui documenti.

BULLONI DIVERSI O MANCANTI SULLA TESLA MODEL 3

Non è chiaro se i bulloni delle prime serie della Tesla Model 3 dovessero essere verniciati nel colore dell’auto oppure no. Il dubbio è venuto a un cliente in Finlandia che alla consegna di un’altra auto ha notato i bulloni delle cerniere porta di due colori diversi. La probabile conseguenza di un montaggio frettoloso per stare dietro alle consegne della Tesla Model 3. Si può dire sicuramente più sfortunato chi – come un cliente in California – non ha trovato neppure i bulloni della protezione sottoscocca, dimenticati o presumibilmente allentati e persi per strada.

LA VERNICE SI STACCA DALLA TESLA MODEL 3

La verniciatura è sicuramente uno dei difetti di giovinezza più critici del progetto Tesla Model 3: dai parafanghi verniciati a metà che mostrano un altro colore quando si apre la portiera ai graffi e scheggiature sulla carrozzeria. Su alcune Tesla Model 3 la vernice troppo delicata si è staccata lasciando libero sfogo all’ossidazione di alcune parti. Un difetto forse tra i più semplici della Tesla Model 3 da risolvere, almeno rispetto ai fari con la condensa che non si spengono mai.

LA TESLA MODEL 3 E I PROBLEMI DI CONDENSA

Fendinebbia, fanali posteriori, fari anteriori e telecamera principale della Tesla Model 3, pare che la condensa non è un problema marginale. Oltre al rischio di non riuscire a vedere bene la strada se i fari sono appannati dall’interno, qualcuno ha anche rischiato di rimanere a piedi. La condensa nel faro anteriore ha impedito di spegnere l’unico proiettore appannato anche con la Tesla Model 3 parcheggiata.

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Auto elettriche FCA: l’assemblaggio delle batterie dal 2020 in Italia

di Donato D'Ambrosi

Le auto elettriche FCA sono ormai nei piani industriali Fiat-Chrysler per gli stabilimenti italiani. E con la nuova Fiat 500 elettrica anche i moduli batterie saranno assemblati in Italia. La novità è stata annunciata ufficialmente da una nota ufficiale FCA. Ecco dove e quanto costerà l’assemblaggio delle batterie elettriche negli stabilimenti FCA in Italia.

COSTO PER LE BATTERIE ASSEMBLATE IN ITALIA

Si chiamerà Battery Hub il progetto Fiat-Chrysler che riguarda l’assemblaggio delle batterie per auto elettriche in Italia. Ma non si faranno solo batterie a Mirafiori poiché il polo dell’elettrificazione dei modelli Fiat-Chrysler a batterie sarà impiegato anche per la prototipazione e la sperimentazione. Per l’assemblaggio delle batterie per le auto 100% elettriche FCA ha previsto di investire inizialmente 50 milioni di euro. E’ una tranche del mega piano di investimenti da 5 miliardi di euro che FCA ha annunciato da tempo per rafforzare l’attività degli stabilimenti in Italia.

DOVE SARANNO ASSEMBLATE LE BATTERIE PER AUTO ELETTRICHE

Non ci sono molti dettagli sull’assemblaggio delle batterie FCA in Italia, tuttavia si può ipotizzare che il processo sarà altamente automatizzato. Comau, che fa parte proprio del gruppo FCA, è partner di spicco nella progettazione del Battery Hub a Mirafiori. All’interno di uno stabilimento dedicato interamente ai moduli batterie per auto elettriche Comau contribuirà con il suo know how sugli assemblaggi. Molto più della semplice movimentazione quindi che potrebbe avere su una linea automatizzata.

12 NUOVE AUTO ELETTRICHE FIAT-CHRYSLER

E qui torna alla mente il progetto di Elon Musk: realizzare una Gigafactory totalmente automatizzata per l’assemblaggio delle batterie. Ci ha provato con la Tesla Model 3 salvo poi dover ridimensionare il livello di automazione per le troppe criticità del progetto. Con l’assemblaggio delle batterie si amplia così il piano disegnato attorno alla Fiat 500 elettrica. Dal secondo trimestre 2020 circa 1.200 persone saranno dedicate alla produzione della Fiat 500e con una capacità produttiva di 80.000 unità l’anno. Alcune settimane fa, FCA ha inoltre annunciato che le nuove GranTurismo e GranCabrio saranno i primi modelli Maserati ad adottare soluzioni 100% elettriche prodotte nel polo produttivo di Torino.

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Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto: la proposta di PSA

di Raffaele Dambra

Aumento bollo Euro 3 per svecchiare il parco auto

In Italia il parco auto è indubbiamente vecchio e sarebbe da ‘ringiovanire’ incentivando gli automobilisti a disfarsi delle vetture più datate sostituendole con altre più nuove e meno inquinanti. Cosa che in effetti si sta già cercando di fare con l’Ecobonus 2019-2021 e con i vari contributi regionali per la rottamazione. Ma per Gaetano Thorel, direttore generale di PSA Groupe Italia (il gruppo a cui appartengono Peugeot, Citroen, DS, Opel e Vauxhall), si potrebbe tentare una via alternativa aumentando l’importo del bollo auto per i mezzi fino a Euro 3, in modo da reperire ulteriori fondi necessari per l’acquisto di auto elettriche nuove oppure Euro 5 ed Euro 6 usate. “Così da agevolare quei consumatori con minore capacità d’acquisto”, ha specificato il manager.

NO A NUOVI INCENTIVI AUTO MA MIGLIORARE QUELLI GIÀ ESISTENTI

La proposta è partita nel corso del No Smog Mobility 2019 di Palermo, che ha premiato il Gruppo PSA con il Green Prix per le soluzioni proposte a favore della mobilità sostenibile. “Non è il caso di pensare a nuovi incentivi auto, ma bisogna far funzionare meglio quelli che già ci sono”, ha detto Thorel, “L’Ecobonus per esempio esiste già e tutto sommato va bene. Andrebbe però aumentato il budget, per me insufficiente, e ampliata la platea di beneficiari”.

AUMENTO BOLLO EURO 3 PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI AUTO ECOLOGICHE

E come? Ecco l’idea: “Se c’è un problema di risorse, si potrebbe risolvere aumentando il bollo per le auto da Euro 3 in giù. Le maggiori entrate si utilizzerebbero in due modi: 1) per incentivare ancor di più l’acquisto di vetture elettriche o ibride plug-in nuove; 2) per favorire l’acquisto di auto Euro 5 o Euro 6 usate. Quest’ultima misura faciliterebbe i consumatori meno abbienti, che magari non possono permettersi un’auto elettrica anche con gli incentivi. Ma passare da una Euro 0, 1, 2 o 3 a una Euro 5 o 6, anche se usata, segnerebbe già un bel passo avanti sul piano ambientale. Tra le prime e le altre la differenza di emissioni è di circa il 95%”. Sono senza dubbio proposte interessanti, resta ovviamente da valutarne la fattibilità.

ELIMINARE LA CONFUSIONE TRA INCENTIVI STATALI E CONTRIBUTI REGIONALI

Gaetano Thorel di PSA ha infine puntato l’indice sulla, secondo lui, confusionaria differenza di programmi fra il Governo e le amministrazioni locali in materia di modalità ed erogazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. “È una situazione che genera grande confusione fra la visione governativa e quella degli enti locali, visto che ogni Regione e ogni Comune fa i suoi bandi per gli incentivi, con parametri diversi. Inoltre il Governo dovrebbe fornire la scala di riferimento per l’ibridizzazione, con delle etichette chiare per i consumatori sulle emissioni e sui consumi, sul modello degli elettrodomestici”.

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TomTom, il migliore navigatore allungherà l’autonomia alle auto elettriche

di Donato D'Ambrosi

Nelle grandi città gli ingorghi dovuti a traffico e ai lavori stradali oggi provocano ritardi e code, ma con le auto elettriche bisognerà fare anche i conti con l’autonomia batterie. E’ la strada che stanno percorrendo i costruttori dei migliori navigatori satellitari, tra cui TomTom, elaborare le migliori tecnologie per permettere ai navigatori di evitare in tempo reale incidenti, ingorghi e traffico. Ecco cosa c’è dietro una semplice funzione del navigatore che permetterà alle auto elettriche e autonome di evitare il traffico e allungare l’autonomia delle batterie.

NAVIGATORI ALLE PRESE CON GLI INGORGHI

Tra i più grandi partner di TomTom si sono aggiunti due protagonisti che contribuiranno allo sviluppo delle future funzionalità dei migliori navigatori per auto.  Road Event Reporter di seconda generazione è lo strumento TomTom per la segnalazione di chiusure stradali, lavori ed eventi. TomTom Road Event Reporter è un’applicazione basata su rete globale che consente alle autorità stradali e ai partner TomTom di fiducia di aiutare i conducenti a evitare inutili ritardi segnalando gli eventi stradali attuali e futuri.

I DATI SUL TRAFFICO SERVIRANNO SEMPRE DI PIU’ AI NAVIGATORI

Sumitomo Electric collabora con TomTom per migliorare la sicurezza stradale legata agli ingorghi. La nuova collaborazione che unirà l’expertise di Sumitomo Electric nei sistemi di trasporto intelligenti e i dati sul traffico in tempo reale e le mappe ad alta definizione. Lavorando insieme, le aziende creeranno soluzioni di mobilità progettate per migliorare la sicurezza stradale e la congestione del traffico.

L’AUTONOMIA DELLE AUTO ELETTRICHE, PUNTI DI RICARICA E NAVIGATORI

TomTom e ChargeHub hanno instaurato una collaborazione chiave per l’integrazione dei punti di ricarica nelle mappe del navigatore satellitare. La partnership permetterà a TomTom l’accesso a uno dei più grandi database di stazioni di ricarica per auto elettriche in Nord America. In questo modo TomTom aggiungerà più di 300.000 stazioni di ricarica integrate per EV nelle mappe del navigatore. Restate collegati perché presto arriveranno tante interessanti novità su come i navigatori diventeranno migliori per adattarsi all’autonomia delle auto elettriche.

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