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Oggi — 26 Marzo 2019RSS feeds

Consiglio acquisto utilitaria: budget fino a 13.000 euro

di Redazione

Dopo la prima guida all’acquisto dedicata alle auto piccole con un prezzo intorno ai 10.000 €,  proseguiamo in questo nuovo servizio che SicurAUTO.it vuole offrire a voi lettori, per aiutarvi a scegliere l’auto che si adatta meglio alle vostre esigenze e al vostro budget, ovviamente senza mai mettere in secondo piano la sicurezza. Le guide saranno strutturate per fascia di prezzo e si baseranno su un tetto massimo da non superare, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Questa seconda guida è dedicata ai consigli per l’acquisto di un’auto utilitaria entro i 4 metri di lunghezza con un budget intorno ai 13.000 euro. Guida aggiornata il 26 marzo 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione e magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto, considerando anche il fatto che ormai le auto piccole con motore diesel sono sempre più limitate per via delle omologazioni. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) invece dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche. Se tergiversano, cambiate concessionario. Vuol dire che il venditore non ha nemmeno la minima idea di come si vende un’auto, se già si dimostra poco disponibile prima dell’acquisto figuriamoci quando tornerete per reclamare qualche problema. Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco il nostro giudizio su ogni utilitaria con un budget intorno ai 13.000 euro disponibile sul mercato, in rigoroso ordine alfabetico. Di alcuni dei modelli che rientrano nei 4 metri di lunghezza con un budget fino a 13 mila euro ne abbiamo parlato già nella precedente guida poichè nell versione base si possono acquistare anche con 10 mila euro. Si tratta delle Citroen C1, DR Zero, Fiat Panda, Ford KA+, Hyundai i10, Kia Picanto, Peugeot 108, Seat Mii, Skoda Citigo, Suzuki Celerio e Toyota Aygo che trovate già nella guida all’acquisto utilitaria fino a 10 mila euro.

CITROEN C3

È lunga 4,00 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 300 dm3. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto quattro stelle con il punteggio di 88%, 83%, 59%, 58%; ha 4 airbag di serie, così come la frenata d’emergenza assistita. Nella versione base PureTech 68 Live Edition è spinta da un 3 cilindri con 68 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,7L/100 km con 108 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.800 euro con un buon margine di sconto.

FIAT 500

La Fiat 500 è lunga 3,55 metri, ha solo 4 posti e 3 porte e dispone di un bagagliaio da 185 dm3. Testata nel 2007 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (35,28,14), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video) ma con il vecchio protocollo, quindi con risultati da contestualizzare al periodo; ha 7 airbag di serie, così come l’ESC e Hill Hollerd. Nella versione base 1.2 Pop dispone di un 4 cilindri con 69 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 119 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 14.350 euro “scontabili”. La Fiat 500 è rinata nel 2007 e da allora è immutata stilisticamente ma è stata aggiornata a fine 2015. L’offerta di motori è ricca e può soddisfare le esigenze più disparate. Il Cinquino ha attraversato l’Atlantico ed è molto apprezzata sul mercato USA, anche sei crash test IIHS non hanno ottenuto i pieni voti, scarso l’esito dello Small Overlap.

FORD FIESTA

È lunga 3,97 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 303 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (91%, 86%, 65%, 71%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.1 è spinta da un motore benzina con 85 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,2 L/100 km con 117 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 16.450 euro ma con gli sconti rientra tranquillamente nella soglia dei 13 mila euro di budget.

LANCIA YPSILON

È lunga 3,84 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 245 dm3. E’ stata testata nel 2015 da Euro NCAP (qui la scheda del crash test con il video e i risultati completi), ottenendo appena 2 stelle (44%, 79%, 64%, 38%). Ha 4 airbag, ESC con Hill Holder di serie. La versione benzina è spinta dallo stesso 1.2 da 69 CV della Fiat 500: il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,2L/100 km con 119 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.100 euro che scendono sotto i 13 mila euro con gli sconti. La Ypsilon è rimasta l’ultima Lancia ad avere successo sul mercato e questo le consentirà, probabilmente, di sopravvivere all’oblio dello storico marchio piemontese. Condivide la piattaforma con la Fiat Panda.

NISSAN MICRA

La Nissan Micra è stata profondamente rivista nella versione 2016, con un design e proporzioni che la avvicinano molto più alla Nuova Leaf. E’ lunga appena 3.99 m ma ha un bagagliaio da 300 litri in linea con le dirette concorrenti. La dotazione di base della Micra è difficile da avere su altre city car: fin dalla Visia c’è di serie la frenata automatica di emergenza. C’è una sola versione 1.0L 3 cilindri da 71 cavalli accreditato di un consumo medio di 5,3 l/100 km e 121 g/km di CO2 con un prezzo di listino da 12.950 euro. Nel crash test Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle per la sicurezza.

OPEL CORSA

È lunga 4,02 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 285 dm3. Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto quattro stelle (79%, 77%, 71%,56%)ma con il vecchio protocollo, quindi i risultati non sono confrontabili con gli attuali (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 4 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base è spinta da un 1.2 Ecotec da 70 CV euro 6, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1L/100 km con 120 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 12.950 euro. L’Opel Corsa è stata profondamente rinnovata nel 2014, mantenendo soltanto il pianale della vecchia versione, ereditando gli stilemi delle ultime produzioni del marchio.

PEUGEOT 208

È lunga 3,97 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 311 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (88%, 78%, 61%, 83%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.2 PureTech è spinta da 3 un cilindri con 68 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9  L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 16.130 euro che possono scendere anche fino a 10 mila euro, considerando che in autunno sarà in vendita la nuova 208 già svelata anche in versione elettrificata.

RENAULT CLIO

È lunga 4,06 metri, ha 5 posti ed è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 300 dm3. Testata nel 2012 da Euro NCAP ha ottenutocinque stelle (88%, 89%, 66%, 99%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 0.9 TechLife è spinta da un 3 cilindri con 75 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,0L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 13.900 euro. Può contare su un moderno motore 3 cilindri a benzina ma anche sul collaudatissimo 1.5 dCi (a prezzi inferiori del benzina se si approfitta di sconti). E’ disponibile anche con carrozzeria station wagon (Clio Sporter) e con doppia alimentazione benzina/GPL. Dalla Clio deriva anche la crossover Captur che sta riscuotendo molto successo.

RENAULT TWINGO

E’ la gemella della Smart forfour con cui condivide gran parte delle componenti incluso il motore. La Renault Twingo è un’utilitaria da sempre apprezzata soprattutto dalle donne per la sua linea giovane e il rapporto dimensioni-abitabilità che hanno contraddistinto la prima versione. Il listino parte da 11.450, ma con gli sconti si può scendere anche a meno di 10 mila euro. La versione entry level è equipaggaita con il 1000 cc 3 cilindri turbo benzina da 70 cv che condivide con la Smart. In alternatica c’è anche il motore 0.9 TechLife ma a un prezzo di listino più alto. E’ stata testata nel 2014 da Euro NCAP e ha incassato 4 stelle per la sicurezza.

SKODA FABIA

La Škoda Fabia è lunga 3,99 metri, ha 5 porte e 5 posti con un volume minimo del bagagliaio di 330 dm3. Testata nel 2014 da Euro NCAP ed ha ottenuto 5 stelle (81%, 81%, 69%, 69%). Nella versione base è equipaggiata con un 1.000 cc 3 cilindri turbo benzina da 60 cv, con un consumo medio dichiarato nel misto di 4,9 l/100 km e 110 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 14.550 euro con ampio margine di sconto. L’ultima versione è stata aggiornata nel 2018, con una linea particolare che dona personalità alla berlina della Casa ceca. Buona abitabilità e buona la tecnologia a bordo, che consente la connessione degli smartphone direttamente con il sistema di infotelematica. Di serie è disponibile il cambio manuale a 5 marce e come optional il cambio DSG  a 7 rapporti ma solo dalla 1.0 TSI 110 cv.

SMART FORTWO

È lunga 2,69 metri, ha 4 posti e 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 260 dm3 (maggiore della Forfour). Testata nel 2014 da Euro NCAP ha ottenuto 4 stelle (78%, 77%, 65%, 56%). Nella versione di base è disponibile con un 1000 cc 3 cilindri turbo benzina da 70 cv, con un consumo dichiarato di 5 l/100 km e 114 g/km di CO2. Il prezzo di listino parte da 13.490 euro. Non sono disponibili motori diesel, con un’ampia gamma di motorizzazioni benzina con cambio manuale o automatico. Disponibile anche elettrica, anticipando il percorso che porterà la piena elettrificazione del brand di city car tedesco, attesa per il 2020.

TOYOTA YARIS

È lunga 3,94 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 286 litri. Testata nel 2011 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (89%, 81%, 60%, 86%), (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 7 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 è spinta da un 3 cilindri con 72 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,6 L/100 km con 104 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.200 euro con buoni margini di sconto.

VOLKSWAGEN POLO

È lunga 4,05 metri, ha 5 posti ed è disponibile con 3 o 5 porte, con un volume minimo del bagagliaio di 351 dm3 nella versione aggiornata del 2017. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto cinque stelle (90%, 86%, 41%, 71%); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.0 evo è spinta da 3 un cilindri con 65 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,8 L/100 km con 108 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 15.150 euro ma con gli sconti è possibili rientrare nel budget dei 13 mila euro. L’offerta di motori è ampia, con i turbo 3 e 4 cilindri, benzina, diesel e metano con cambio manuale o automatico.

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Comandi vocali o gestuali? Nel prossimo futuro lavoreranno insieme

di Valerio Boni

Ci sono innovazioni tecnologiche che più di altre cambiano il modo di guidare e alzano il livello della sicurezza. I comandi vocali di prima generazione, introdotti a partire dagli anni Novanta non rientravano in questa classifica, a causa della complessità del loro utilizzo. Offrivano, è vero, la possibilità di effettuare una serie di regolazione di servizi senza togliere le mani dal volante, ma il loro funzionamento era piuttosto complesso e il livello di aiuto all’automobilista molto limitato. Le prime applicazioni prevedevano un comando per attivare il dispositivo, oltre a una serie di comandi ben codificati per ottenere le regolazioni desiderate, quindi l’esatto opposto della semplicità necessaria per ottenere la sicurezza desiderata. Così, invece di evitare le distrazioni, i comandi vocali le generavano. A modificarne le logiche di funzionamento è stato l’avvento degli smartphone, pronti a ricevere richieste di ogni genere semplicemente con un richiamo codificato che apre la strada alle varie funzioni. La rivoluzione introdotta è paragonabile a quella che ha portato al passaggio dai computer con sistema operativo DOS ai primi Mac con mouse e icone.

LINGUE E DIALETTI NON SONO PIU’ UN OSTACOLO

Mettersi oggi alla guida di un’auto dotata di comandi vocali e interconnessa con il telefono del proprietario del veicolo è un’esperienza che introduce in un mondo che solo pochi anni fa era quello classico dei film di fantascienza. Le voci metalliche del passato sono un ricordo lontano, hanno lasciato il posto ad assistenti virtuali che parlano più lingue, fino a 30, con la possibilità di scegliere tra oltre cinquanta tonalità di diverse voci femminili e maschili. Ma l’aspetto più interessante è rappresentato dal fatto che il sistema di riconoscimento vocale sia diventato più intelligente, in grado di comprendere frasi e modi di dire di vari Paesi, anche in presenza di forti accenti e inflessioni dialettali. In linea di massima è possibile utilizzare la voce invece di agire sui classici comandi in plancia per una serie di servizi, che vanno dalla ricezione o dalla composizione dei numeri di una chiamata alla lettura dei messaggi, fino alla gestione dell’agenda elettronica.

NON SOLO RADIO, MA ANCHE..

Tuttavia oltre a queste azioni, alle quali si aggiunge la gestione dello stereo e delle colonne sonore di un viaggio, si sommano regolazioni più strettamente legate alla guida, come la gestione del climatizzatore, dei tergicristalli o dei fari, la regolazione del sedile e, naturalmente, l’impostazione del navigatore. A quest’ultimo proposito bisogna precisare che l’inserimento di un indirizzo risulta decisamente più rapida e semplice rispetto alla classica digitazione attraverso i vari menu, soprattutto se si viaggia a bordo di un veicolo che non si conosce. Sui modelli con i sistemi operativi più evoluti è quindi sufficiente dire: «portami a vedere la Sirenetta a Copenhagen» per iniziare il viaggio senza la necessità di doversi preoccupare di impostare la nazione e senza conoscere l’indirizzo preciso.

I DUBBI SULLA SICUREZZA DEI COMANDI GESTUALI

A queste condizioni, quindi senza la complicazione di dover formulare un comando codificato, i dispositivi vocali rappresentano un tangibile aiuto alla guida, anche se non mancano studi che tendono a dimostrare l’esatto contrario. Un istituto texano ha infatti rilevato che i tempi di reazione, rilevati su 43 guidatori, risultano più lenti utilizzando i comandi vocali, rispetto alle stesse operazioni effettuate in modalità manuale. Se la voce è ormai un elemento consolidato di supporto alla guida, alcuni costruttori hanno avviato lo sviluppo di nuove tecnologie che possono rivelarsi alternative o complementari per la gestione dei vari servizi, non solo di infotainment. Il primo passo sono i comandi gestuali, una soluzione della quale si parla da circa una decina d’anni, che è già una realtà su alcuni modelli tedeschi, in particolare BMW.

COME FUNZIONANO I COMANDI GESTUALI?

Il sistema si basa su una telecamera 3D connessa a una serie di sensori, in grado di leggere i movimenti della mano, con un algoritmo in costante evoluzione in grado di leggere e interpretare i movimenti della mano davanti alla console centrale. Ai gesti più semplici, come la rotazione del dito per aumentare o abbassare il volume della radio o del GPS, o lo spostamento laterale per cambiare stazione radio oppure cambiare la schermata del menu, si possono aggiungere comandi più complessi, come il comando degli alzacristalli. Rispetto ai comandi vocali, adattati con il tempo alle varie esigenze di popoli con culture e abitudini differenti, quelli gestuali devono naturalmente fare i conti con movimenti involontari, che possono modificare le scelte e distrarre dalla guida. Un inconveniente che può risultare più frequente a bordo delle auto guidate da italiani, abituati a gesticolare mentre parlano. Ma l’autoapprendimento del sistema operativo ha anche l’obiettivo di insegnare al dispositivo come riconoscere i movimenti realmente rivolti alla modifica delle impostazioni.

VOCE E GESTI DA USARE INDIFFERENTEMENTE?

L’orientamento dei costruttori di auto si è diviso in questi anni sulle due tipologie di soluzione, con un naturale maggiore sviluppo di quelli vocali, grazie anche al fatto che i sistemi operativi di telefonia mobile si sono notevolmente evoluti in tempi molto brevi ampliando e semplificando il campo operativo. Un freno alla diffusione può essere rappresentato dal fatto che la gestualità impone comunque di togliere le mani dal volante durante la guida, anche se per un tempo inferiore e con spostamenti meno accentuati rispetto a quelli necessari per azionare pulsanti e manopole su plancia e cruscotto. La tendenza più recente va comunque nella direzione di un’integrazione tra le due tecnologie, alla ricerca di un quasi totale annullamento delle possibilità di distrazione.

COMANDI GESTUALI PIU’ SOFISTICATI

L’attuale gestione dei comandi gestuali rilevati nella zona della console centrale rappresenta infatti solo il primo passo di una tecnologia dalle potenzialità più ampie. All’ultimo Mobile World Congress di Barcellona BMW ha infatti mostrato quella che è la versione 2.0, con una telecamera a infrarossi in grado di rilevare movimenti di mani e dita in tutta l’area dell’abitacolo. In questo modo diventerà possibile combinare i comandi vocali con le più avanzate tecnologie del controllo gestuale e del riconoscimento facciale, in modo da assicurare una totale multi-modalità. In sostanza, l’obiettivo è quello di rendere del tutto naturale la guida, con la possibilità di utilizzare indifferentemente voce o gesti, in base a ciò che risulta più pratico e semplice in una determinata situazione, senza spostare troppo le mani dal volante ed evitando di raggiungere i comandi classici, ottenendo in questo modo una maggiore concentrazione durante la guida in ogni condizione.

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BMW Serie 1 Digital Edition, la versione hitech è acquistabile solo online

di Redazione

Dalle ore 20.00 del 27 marzo sarà disponibile, solo online, la nuova BMW Serie 1 Digital Edition. La Casa di Monaco riconosce in questo modo l’importanza degli acquisti sul web, anche nel campo delle autovetture: queste, al giorno d’oggi, vengono scelte e comprate in rete da un cliente su tre. Il tipo di vendita è del tutto inedito per BMW, che con questa iniziativa fa un ulteriore passo in avanti nell’era della rivoluzione digitale.

CENTO ESEMPLARI IN CENTO ORE

La principale novità della serie è proprio il processo d’acquisto: la vettura non è presente in nessuna concessionaria, ma è visionabile solo sulla piattaforma creata per l’occasione (che è già visitabile online), cosa mai vista in casa BMW. Il 27 marzo si apriranno quindi le vendite dei soli 100 esemplari acquistabili, grazie a un metodo del tutto nuovo. Con tre semplici passaggi si possono scegliere motorizzazione, trasmissione e colore: in base alle preferenze, il prezzo finale oscilla da 23.500 a 29.300 euro. Poi si passa al versamento di un acconto di 500 euro, che garantisce la prenotazione, e, a seguire, si deve scegliere un Dealer di riferimento presso cui finalizzare l’acquisto. Il cliente potrà infine definire con il consulente alle vendite la forma di pagamento preferita, che include la possibilità di un noleggio a lungo termine o di un finanziamento.

DUE BENZINA E DUE DIESEL

Come detto in precedenza, le scelte che si pongono al cliente sono tre. La prima riguarda il motore: quattro le motorizzazioni disponibili, 116d, 118d, 116i e 118i, le più vendute dalla casa automobilistica. La seconda è la trasmissione, che può essere manuale o automatica per ogni tipo di motore. Infine si deve scegliere uno dei tre colori disponibili: Alpin Weiss, Mineral Grey e Saphischwarz.

SICURA E CONNESSA

La Casa tedesca offre di serie i suoi equipaggiamenti più amati. Oltre ai dispositivi di ausilio alla guida di cui dispone il modello – avviso di pericolo di tamponamento, rilevamento pedoni con funzione di frenata city, mantenimento della corsia, monitoraggio dello stato di stanchezza del conducente, active cruise control, Speed Limit e Parking Assistant – la nuova BMW Serie 1 Digital Edition è dotata, anche nella sua versione più economica, di tutti i contenuti più richiesti negli anni dai consumatori. La vettura avrà fari a Led, navigatore satellitare, Apple CarPlay, cerchi in lega da 16”, sensori di parcheggio e di un sistema di ricarica wireless per i dispositivi che lo consentono. A queste ed altre funzioni ancora si aggiungono poi alcuni optional a richiesta per personalizzare la propria auto.

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Auto usate: gli italiani hanno speso 7 mila euro in più nel 2018

di Redazione

Non è una novità che in momenti di crisi molti automobilisti scelgano di rivolgersi al mercato delle auto usate piuttosto che impegnarsi nell’acquisto di un modello nuovo. Forse colpisce di più ora, con le restrizioni alla circolazione che toccano in modo sempre più massiccio anche auto relativamente recenti spingendo verso quelle più fresche ed “ecologiche”. Sta di fatto però che secondo i dati raccolti ed elaborati da Unrae, l’associazione dei rappresentanti delle case estere, tra il 2017 e il 2018 si è registrato un incremento dei passaggi di proprietà del 4,3%, che in volumi significa 5.567.570 trasferimenti contro 5.337.851.

TANTE KM0

Scendendo nello specifico, il dato 2018 va bilanciato tenendo conto della sovrabbondanza di km0 immessi sul mercato l’anno precedente. Nel 2017, infatti, il record di autoimmatricolazioni da parte dei dealer (più che raddoppiate rispetto all’anno precedente) aveva contribuito a portare il mercato a quasi 2 milioni di vetture, ma ingrassato le fila di auto destinate ad essere rivendute “di seconda mano” anche se di fatto nuove.

SPESA IN AUMENTO

Complessivamente, il mercato usato ha generato nel 2018 un giro d’affari di 21,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto al 2017 quando il volume aveva toccato quota 19,6 miliardi. Tuttavia, in questo dato influisce non poco l’aumento dell’importo medio del passaggi di proprietà, che si attesta poco sopra i 7mila euro. Dunque, più scambi per vetture, si presume, più recenti o di livello superiore e dunque più costose, che hanno portato a un innalzamento del prezzo medio.

MENO TRATTATIVE PRIVATE

L’altro dato che emerge dalle statistiche è la diminuzione dei passaggi di proprietà da privato a privato che sono scesi da oltre il 46% al 44,6%, perdendo due punti e il primato di formula favorita. Questo è andato all’acquisto presso rivenditori e concessionarie, formula che è salita a poco meno del 47%, mentre la quota relativa all’acquisto di km0 è salita al 7,6%, con un incremento decisamente notevole di 1,5 punti.

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Consiglio acquisto crossover: budget fino a 15.000 euro

di Redazione

Proseguono le guide all’acquisto di SicurAUTO.it . Dopo aver analizzato il mercato delle piccole e quello delle berline compatte del segmento C e dei SUV è il momento di parlare dei Crossover, che si distinguono da questi ultimi per le dimensioni anche minori, per la disponibilità della trazione anteriore in luogo di quella integrale e per una maggiore vocazione urbana da tuttofare. Noi di SicurAUTO.it, con questa nuova guida, vogliamo aiutarvi a scegliere l’auto che si adatta di più alle vostre esigenze e al vostro budget, ovviamente senza mai dimenticare la sicurezza. Le guide sono strutturate per fascia di prezzo e si basano su un budget prestabilito, prendendo come riferimento il prezzo di listino dichiarato dalla casa automobilistica. Per ogni segmento abbiamo preso in considerazione i modelli più venduti del mercato. Tutte le guide che realizzeremo saranno costantemente aggiornate, tornate quindi spesso per scoprire le novità. Ecco i Crossover che si possono acquistare con un budget di circa 15.000 euro.

Guida aggiornata il 22 marzo 2019.

LE VOSTRE ESIGENZE PRIMA DI TUTTO

Tutti sappiamo quanto sia difficile scegliere l’auto giusta, bilanciando tra le diverse esigenze, trovando la giusta motorizzazione, magari rendersi conto solo dopo qualche mese di aver sbagliato. A questo proposito vi consigliamo di focalizzare la vostra scelta prima di tutto sulle vostre esigenze. A parte il budget, è importante, anzi fondamentale, conoscere le proprie esigenze e avere ben chiaro l’uso che si farà dell’auto: casa-lavoro, viaggi, tempo libero? Per la stragrande maggioranza delle persone si tratta di un acquisto importante e impegnativo sotto il profilo economico, quindi bisogna sapere quanti km l’anno si percorrono e in che tipo di strade, perché anche se un diesel in assoluto consuma meno, il delta di prezzo con la versione benzina potrebbe comunque rendere sconveniente il suo acquisto. Alle vetture con alimentazione alternativa (GPL – Metano) dedicheremo una guida a parte.

BENZINA O DIESEL

Sulla scelta tra benzina e diesel vale la pena soffermarsi ancora un momento, ripassando anche un po’ di storia. Fino al 1997 la scelta tra uno o l’altro era molto semplice: il diesel era per chi faceva tantissimi chilometri, la benzina per tutti gli altri. Questo accadeva per due motivi, il superbollo e le prestazioni piuttosto scarse (del diesel). Ma con l’invenzione del common rail e l’abolizione della sovrattassa le cose sono drasticamente cambiate. Il piacere di guida è aumentato esponenzialmente in pochi anni e il delta di prezzo è diminuito. Quindi, calcolatrice alla mano, bisogna fare bene i conti considerando la percorrenza media annuale, il consumo di carburante, i costi della manutenzione programmata e quelli della polizza, per stabilire a partire da qualche chilometraggio il diesel convenga rispetto al benzina.

IL CONCESSIONARIO E LA PROVA SU STRADA

Quando avete scelto il modello preferito, ma anche se avete un rosa di due o tre auto candidante o se perfino brancolate nel buio, una visita al concessionario può aiutarvi a schiarire le idee. Vedere un modello di persona, accomodarsi al posto guida e magari sentire il rumore del motore, sembrano azioni banali, ma spesso si rivelano risolutive per capire l’auto. La foto migliore o il video più accurato non equivarranno mai a trovarsi la vettura di fronte, per quanto noi cerchiamo di descrivervi tutto nelle nostre prove su strada di lunga durataTuttavia la vostra prova su strada è importantissima. Sentire il volante tra le proprie mani e avere una prima impressione sul comportamento dell’auto può dirci molto e può farci scoprire caratteristiche che magari non ci piacciono o non ci aspettavamo. Bisogna sempre chiedere di provare un’auto prima di comprarla, se possibile nella motorizzazione desiderata; tutti i concessionari hanno a disposizione auto targate per il test drive ed è un vostro diritto provarle per saggiarne le caratteristiche.  Passati in rassegna i consigli preliminari, ecco in breve i Crossover con un budget intorno ai 15.000 euro disponibili sul mercato, in ordine alfabetico.

CITROÊN C3 AIRCROSS

La Citroen C3 Aircross è un SUV compatto in vendita dal 2017 che ripropone le linee anticonvenzionali, ma più moderate lanciate dalla C4 Cactus. Ha un prezzo di listino che parte da 18.250 euro e con i suoi 415 cm di lunghezza si pone praticamente al vertice dei B-SUV adatti anche alla città. Bisogna sicuramente non farsi mancare nulla per superare il tetto dei 25 mila euro al quale non si arriva neppure con la versione top di gamma Shine. Per chi si accontenta di qualcosa in meno ci sono anche gli allestimenti Live e Feel. La gamma di motori è piuttosto ampia e mette di fronte alla scelta tra i benzina PureTech 82, PureTech 110 S&S Feel EAT6, PureTech 130 S&S e diesel BlueHDi 100 e BlueHDi 120. Guarda qui il crashtest Euro NCAP della C3 Aircross.

FIAT PANDA CITY CROSS

Deriva strettamente dalla Fiat Panda normale, con sospensioni rialzate e design incattivito, ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Il progetto risente dell’età, nonostante gli aggiornamenti hitech del sistema d’infotainment, infatti Fiat ha già svelato forme eproporzioni della prossima Panda con il prototipo Fiat 120. A un prezzo di listino che parte da 14.890 euro la Fiat Panda City Cross si può scegliere solo con trazione anteriore (a differenza della 4×4) e solo con motore 1.2 benzina da 69 cavalli. Per sapere quanto è sicura guarda qui il video e la scheda del crash test.

FORD KA+ ACTIVE

Come non notare le differenze con la Ford KA+ e in effetti vale lo stesso discorso della Fiat Panda, solo che il progetto della KA+ è molto più recente e conta su dotazioni di serie più ricche. Il prezzo di listino e su per giù lo stesso – parte da 13.250 euro –  ma ha di serie, tra le varie,  il Cruise Control e i cerchi in lega già dall’allestimento base Active. I  motori disponibili sono 2 : il benzina 1.2 85cv S&S Active e il diesel 1.5 EcoBlue 95cv S&S Active. La FOrd Ka+ da cui deriva non ha ottenuto un risultato brillante nel crashtest Euro NCAP.

KIA STONIC

È lunga 4,14 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 332 dm3. Testata nel 2017 da Euro NCAP ha ottenuto 3 stelle (85%, 84%, 62%, 25%). 4 motorizzazioni disponibili, 3 benzina e un diesel. Entry level è il 4 cilindri da 84 cavalli 5,2 l/100 km e 118 g/km CO2, seguito da un altro 4 cilindri ma da 100 cv 5,5 l/100 km e 125 g/km CO2, e da un 3 cilindri da 120 cv, 5 l/100 km e 115 g/km CO2. L’unica motorizzazione diesel disponibile è un 4 cilindri da 110 cv 4,2 l/100 km e 198 g/km CO2. Il prezzo di listino parte da 16.750 euro. Con la Stonic si completa l’offerta SUV di KIA. La Stonic, il cui nome è una crasi tra i termini speed e tonic, si presenta con un design all’avanguardia, dove si coglie il family feeling della Casa coreana. L’abitacolo è confortevole, e si presenta ben curato nei minimi dettagli, sia per i materiali sia per l’intrattenimento a bordo. Scopri qui quanto è sicura nel crashtest Euro NCAP.

NISSAN JUKE

Fortemente ispirata all’iconico concept Gripz visto a Francoforte 2015. È lunga 4,13 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 354 dm3. Testata nel 2011 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.6 è spinta da un 4 cilindri con 108 CV, con un prezzo di listino che parte da 14.900 euro. Lo stesso motore benzina è disponibile anche nella variante bifuel GPL o in alternativa al motore 1.5 DCi a gasolio.

PEUGEOT 2008

Con il restyling presentato al Salone di Ginevra 2016 la Peugeot 2008 ha acquisito una connotazione più da Suv e il suo bagaglio tecnologico è stato arricchito con l’introduzione del Peugeot i-Cockpit. È lunga 4,16 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 350 dm3. Testata nel 2013 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 1.2 PureTech 82 Access è spinta da un 3 cilindri con 82 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 4,9 L/100 km con 114 g/km di emissioni di CO2 e un prezzo di listino parte da 18.330 euro. In alternativa ci sono anche le versioni BlueHDi 100, BlueHDi 120, PureTech Turbo 110 e PureTech Turbo 130.

RENAULT CAPTUR

È lunga 4,12 metri, ha 5 posti e 5 porte con un volume minimo del bagagliaio di 350 dm3. Testata nel 2013 da Euro NCAP ha ottenuto 5 stelle (qui la scheda del crash test con i risultati completi ed il video); ha 6 airbag di serie e l’ESC. Nella versione base 900 TCe è spinta da un 3 cilindri turbobenzina con 90 CV, il consumo dichiarato nel ciclo misto è di 5,1 L/100 km con 113 g/km di emissioni di CO2. Il prezzo di listino parte da 18.950 euro. La Renault Captur deriva strettamente dall’ultima generazione di Clio, con la quale condivide anche la quasi totalità della meccanica, ed è imparentata con la Nissan Juke.

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Come vengono prodotte le auto, dall’ordine alla consegna

di Redazione

Ogni volta che un cliente pone la sua firma su un contratto di acquisto per un auto nuova, si mette in moto un meccanismo molto complesso che attraverso una serie di passaggi porta all’ordine, alla produzione e infine alla consegna del veicolo al nuovo proprietario. Tuttavia, osservando una macchina dietro la vetrina di una concessionaria, viene difficile immaginare la complessità di questo procedimento. Per capirlo, abbiamo preso ad esempio il processo produttivo dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg, all’interno del quale grazie al sistema FIS, vengono prodotte 3.500 auto ogni giorno.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

Acronimo di Fertigungs, Informations und Steuerungssystem, in italiano sistema di produzione, informazione e controllo, il FIS è il vero e proprio cervello dell’intero sistema di produzione di Wolfsburg. È situato al secondo piano dello stabilimento, all’ingresso 54 e si sviluppa su una superficie di 200 metri quadrati, all’interno della quale sono posizionati 16 schermi e 40 monitor. Da qui, quindici esperti per turno di lavoro supervisionano l’intero processo di produzione delle automobili.

VALUTAZIONE DEI MATERIALI

Non appena il cliente firma il contratto, in fabbrica viene avviato un processo di verifica preliminare per coordinare il successivo avvio della produzione. Vengono analizzati i vari componenti necessari per la costruzione del vicolo, considerando il loro posizionamento. Dal momento che molti materiali non sono presenti all’interno del sito di produzione, infatti, il sistema calcola il tempo richiesto da questi per raggiungere la fabbrica, in modo da stabilire la data di inizio produzione e quella di consegna al cliente.

PRENOTAZIONE DELLO SLOT DI PRODUZIONE

A questo punto viene generata la “sonata”. Si tratta di una sorta di “prenotazione” della linea di montaggio. Questa viene fatta tenendo in considerazione delle varie specifiche del veicolo, che in alcuni casi possono allungare il tempo di produzione. Ad esempio, per installare un tetto panoramico sono necessari 73 secondi. Tuttavia, la linea di montaggio lavora a intervalli di 60 secondi. Il sistema FIS, quindi deve inserire la produzione dell’auto con tetto panoramico tra auto prive di questo componente per poter compensare i secondi aggiuntivi necessari all’installazione. A questo punto viene creata la lista di componenti del veicolo da produrre, al quale viene assegnato un ID identificativo. Fatto quest’ultimo passaggio l’auto può cominciare ad essere prodotta, sempre sotto la supervisione del FIS, che monitora ogni eventuale “anomalia” che potrebbe interrompere il normale flusso di produzione, ponendovi subito rimedio. Come ad esempio il ritardo di un fornitore o un guasto ad un macchinario.

 

FUTURO AUTOMATIZZATO

Come dicevamo, ad oggi il FIS è gestito dall’uomo, ma secondo i piani di Volkswagen, in futuro sarà integrato da un sistema di intelligenza artificiale al quale sarà progressivamente lasciato il compito di controllare la produzione in maniera completamente autonoma. In questo modo potranno essere aggiunte funzioni specifiche a ciascun sito produttivo.

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