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Oggi — 19 Settembre 2019RSS feeds

Ecco quando uscirà Call of Duty: Mobile su iOS e Android

di Lorenzo Spada
Call of Duty Mobile Android iOS

Con un annuncio congiunto e confermando indiscrezioni passate, Activision e Tencent hanno ufficializzato la data di arrivo del nuovo Call of Duty: Mobile sia su piattaforma Android (dov’è già disponibile in pre-registrazione) che su piattaforma iOS. Il titolo è sviluppato dallo studio Timi di Tencent e pubblicato dall’editore Activision e, per accogliere quanti più videogiocatori […]

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La Tesla Model S ha battuto il record al Nürburgring?

di Francesco Giorgi

La notizia è da confermare: se così fosse, i 7’23” fatti segnare da una “misteriosa” Model S P100+ batterebbero Porsche Taycan di quasi 20”.

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Bonus trasporto pubblico 2019: 2 mila euro a chi rottama un’auto inquinante

di Redazione

Il bonus trasporto pubblico 2019 è una misura nella bozza di decreto ambiente per chi rottama un’auto vecchia. Esattamente, è il decreto “per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”. Si tratta di un bonus auto rottamazione da 2.000 euro a chi rottama un’auto vecchia senza comprarne una nuova. Chi ne ha diritto, se il decreto verrà approvato? Chi vive in metropoli molto inquinate. E che hanno contribuito a far prendere una decisione all’Unione europea: c’è il rischio di multa di un miliardo di euro all’Italia per troppo smog. Ossia Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Venezia e Reggio Calabria. Per il bonus, occorre rottamare un’auto da Euro 0 (più precisamente le pre Euro 1) a Euro 4.

IL BONUS TRASPORTO PUBBLICO COME CREDITO DI IMPOSTA

Il bonus di 2.000 euro è un credito di imposta. Può essere utilizzato entro i successivi cinque anni per abbonamenti al trasporto pubblico locale, per i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici e per quelli a zero emissioni. Non è un bonus per comprare un’altra auto più moderna e meno inquinante. È quindi una misura diversa dal passato, quando lo Stato stabiliva uno sconto per la rottamazione a favore dell’acquisto: se rottami hai l’abbonamento al bus.

COME USARE IL BONUS PER IL TRASPORTO PUBBLICO

Ci sono altri soggetti che hanno diritto al bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente: i titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza, e gli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane. Per tutti vale un principio: bonus revocato se il beneficiario, o un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’auto non a basse emissioni entro i due anni successivi. In parallelo, il governo pensa a ridurre le agevolazioni a favore del gasolio: oggi sul diesel le accise sono più leggere che sulla benzina; domani potrebbe non essere più così. In più, l’esecutivo pensa a ridurre le agevolazioni per le auto aziendali in fringe benefit.

I BONUS PER LE ELETTRICHE CHE CI SONO ORA

Se il bonus auto rottamazione da 2.000 euro nel decreto ambiente diverrà realtà, si sommerà all’incentivo per le elettriche che già esiste. Destinatario dei contributi è chi acquista veicoli di categoria M1 destinati al trasporto di persone, con almeno quattro ruote e al massimo otto posti a sedere (oltre al sedile del conducente), con i seguenti requisiti: devono essere nuovi, produrre emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km, venire acquistati e immatricolati in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, avere un prezzo sotto i 50.000 senza Iva. A seconda che ci sia o no una rottamazione e di quante sono le emissioni di CO2 dell’auto nuova, il bonus va da 1.500 a 6.000 euro. In più, ci sono bonus per le moto elettriche.

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Ieri — 18 Settembre 2019RSS feeds

iOS 13.1 beta 4 (pubblica e Developer) disponibile al download

di Lorenzo Spada
iOS 13.1

Gli sviluppatori di Apple hanno provveduto a rilasciare la quarta versione beta di iOS 13.1, sia nella sua forma per i beta tester “consumer” che nella sua forma dedicata agli sviluppatori. Dai primi riscontri di coloro che l’hanno installata, iOS 13.1 beta 4 non sembra portare particolari novità rispetto alla precedente versione beta rilasciata il […]

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5 rischi quotidiani in strada che la guida autonoma (forse) cancellerà

di Donato D'Ambrosi

Quanto sono sicure le auto a guida autonoma? Oggi non si fa che parlare della sicurezza degli occupanti delle auto a guida autonoma e come la tecnologia driverless possa proteggere i pedoni. Degli effetti sugli altri utenti della strada che le auto a guida autonoma possono avere è un terreno quasi ancora inesplorato. Quanto saranno sicure le strade con le auto a guida autonoma? Ecco i 5 fattori di rischio maggiori che si affrontano ogni giorno e i pericoli che forse con la guida autonoma non dovremo affrontare tornando a casa dal lavoro.

IL RISCHIO DI UN CONDUCENTE POCO SICURO CON LA GUIDA AUTONOMA

In molti Paesi la tolleranza sull’alcol è zero per chi vuole guidare, ma questo limite non ferma chi alza il gomito e decide di mettersi al volante. Segno a favore per la sicurezza di guida se l’auto potrà riportare a casa il proprietario dopo una festa o una cena. Oggi l’alternativa a guidare è chiamare un taxi. Ma sono molti i casi in cui passeggeri di taxi o Uber (soprattutto a Londra) hanno denunciato di essere stati molestati o derubati proprio perché più indifesi o non in grado di difendersi.

IL RISCHIO DI PERDERE L’AUTOBUS O IL TRAM

Viaggiare sui mezzi pubblici quando sono deserti soprattutto di sera può dare modo a malintenzionati di approcciare altri passeggeri in modo molesto. Questo stesso rischio si corre anche mentre si aspetta l’autobus e se tarda ad arrivare la situazione non è certo migliore. Le auto a guida autonoma hanno già dimostrato nei parcheggi automatizzati di potersi muovere fino a raggiungere il proprietario. Manca la possibilità di farlo su strade pubbliche dove l’abitacolo, in qualsiasi fascia oraria o città può rappresentare un luogo sicuro.

IL RISCHIO DI INCIDENTI CON LE AUTO A GUIDA AUTONOMA

Meno conducenti umani dovrebbero abbassare notevolmente i rischi legati all’ordine pubblico e al lavoro della Polizia. Le auto a guida autonoma possono ridurre notevolmente gli incidenti, anche se su questo aspetto i pareri si dividono e c’è ancora tanto da dimostrare.

IL RISCHIO DI SBAGLIARE STRADA CON IL NAVIGATORE

Il rischio di sbagliare strada è ancora molto alto, tant’è che a causa del navigatore impallato si può prendere una multa o fare anche un incidente.  Con le auto a guida autonoma e le mappe ad alta definizione si prevede che i sistemi di bordo potranno interagire con l’ambiente esterno in modo attivo: l’auto a guida autonoma saprà se è nel posto giusto o meno.

IL RISCHIO DI RIMANERE SENZA AUTO, IN PANNE O RUBATA

I furti auto sono ancora una delle maggiori preoccupazioni di compra un’auto nuova. E’ probabile che quando le auto saranno a guida autonoma saranno acquistate da grandi flotte aziendali. Non correremo più quindi il rischio di restare a piedi se l’auto si guasta all’improvviso (al massimo ne arriverà una in sostituzione). E la criticità del furto sarà gestita telematicamente dal proprietario dell’auto: ci si immagina che premendo un tasto l’auto si potrà disabilitare.

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Disponibile Tools and Weapons, il nuovo libro del Presidente di Microsoft Brad Smith

di Alexandre Milli

Microsoft ha annunciato l’uscita del nuovo libro Tools and Weapons del Presidente di Microsoft Brad Smith. Tools and Weapons di Brad Smith È appena uscito il nuovo libro Tools and Weapons del Presidente di Microsoft Brad Smith con una visione attualissima sul mondo della tecnologia e le ultime innovazioni. Non manca un punto di vista […]

Puoi leggere l'articolo Disponibile Tools and Weapons, il nuovo libro del Presidente di Microsoft Brad Smith in versione integrale su WindowsBlogItalia. Non dimenticare di scaricare la nostra app per Windows e Windows Mobile, per Android, per iOS, di seguirci su Facebook, Twitter, Google+, YouTube, Instagram e di iscriverti al Forum di supporto tecnico, in modo da essere sempre aggiornato su tutte le ultimissime notizie dal mondo Microsoft.

Una Ferrari F1 in autostrada? Ma non scherziamo: ecco il video

di Francesco Giorgi

Singolare incontro lungo un’autostrada boema: una monoposto rossa tranquillamente in circolazione. Ma il colore della vettura non inganni…

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App per scaricare video da YouTube

di Alessio Salome
Avete trovato un interessante filmato sul tubo e vorreste scaricarlo sul vostro dispositivo mobile ma purtroppo non conoscete nessuna applicazione per poterlo fare. All’interno di questa guida odierna, scopriremo insieme le migliori app per scaricare leggi di più...

Autoscuole: sciopero contro l’aumento dell’Iva al 22% sulle patenti

di Raffaele Dambra

Autoscuole sciopero

Mercoledì 18 settembre 2019 si preannuncia una giornata difficile per chi deve sostenere l’esame di guida. Unasca e Confarca, due associazioni di categoria a cui aderiscono buona parte delle autoscuole, hanno infatti indetto uno sciopero per protestare contro l’annunciata introduzione dell’Iva al 22% sulle patenti. Introduzione stabilita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 79 dello scorso 2 settembre (scaricabile in fondo all’articolo), per adeguarsi alla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea. Secondo cui le lezioni di scuola guida, che finora non erano soggette al pagamento dell’Iva in quanto equiparate all’insegnamento scolastico e universitario (che sono appunto Iva esenti), non potranno più godere di questo privilegio con effetto retroattivo di 5 anni (fino al 2014).

SCIOPERO AUTOSCUOLE 18 SETTEMBRE 2019: I NUMERI DELLA PROTESTA

Lo sciopero del 18 settembre 2019 coinvolgerà 3.500 autoscuole di tutta Italia aderenti a Unasca e Confarca, con rinvio sia delle lezioni che, cosa più importante, di eventuali esami di guida teorici e pratici già fissati. Viceversa le altre 3.500 autoscuole non associate saranno probabilmente aperte. “L’esenzione Iva per le scuole guida era in vigore fin dal 1972”, hanno dichiarato i rappresentanti delle due associazioni. “Ma adesso il cambio di regime fiscale sulle attività formative, deciso dall’Agenzia delle Entrate dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo 2019 che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università, ha introdotto l’imposta sul valore aggiunto anche sulle lezioni per la patente. Con l’ulteriore pretesa di chiedere l’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte”.

AUTOSCUOLE: RECUPERO DELL’IVA RETROATTIVO FINO A 5 ANNI

In effetti l’aspetto più grottesco della vicenda è proprio questo. Non si tratta di un aumento da sancire ‘d’ora in poi’, ma, come detto, retroattivo fino a 5 anni fa. Significa che chi ha conseguito la patente di guida dal 2014 in poi sarà chiamato a pagare il 22% in più rispetto al prezzo già saldato (per una patente B che costa in media 700 euro, significa sborsare altri 154 euro). “Ma sarà difficile, se non impossibile, recuperare l’aliquota Iva sugli ex allievi che hanno pagato quanto pattuito secondo i listini degli anni scorsi quando vigeva per legge l’esenzione”, lamentano però Unasca e Confarca. “E poi temiamo le conseguenze sulla sicurezza stradale, con il calo drastico delle ore di guida degli allievi nel rapporto tra budget previsto e aumento delle tariffe delle autoscuole”. Insomma, un altro bel rompicapo come se non ne avessimo abbastanza…

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Come attivare la Dark Mode di Twitter su iOS 13 e iPadOS

di Lorenzo Spada
Twitter Dark Mode

Sfruttando l’introduzione della Dark Mode a livello di sistema su iOS 13 e iPadOS, gli sviluppatori di Twitter hanno aggiornato la loro applicazione per integrare tale impostazione e “passare al lato oscuro della forza“. L’implementazione di Twitter della Dark Mode funziona sia seguendo le impostazioni di sistema che seguendo le proprie: ciò significa che è […]

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Costo assicurazione giù: il 50% paga meno di 362 euro nel Q2 2019

di Redazione

Costo assicurazione Rc auto obbligatoria: stando ai dati ufficiali, è in discesa. Lo dice l’Ivass, ossia l’Istituto che vigila sulle assicurazioni. Un ente imparziale: né le compagnie né un’associazione dei consumatori in guerra contro le assicurazioni. Il 50% degli assicurati paga meno di 362 euro, nel secondo trimestre 2019, cioè da inizio aprile a tutto giugno. In media, la Rca è di 405 euro.

COSTO RC AUTO IN DISCESA

Su base annua, il trend della Rca è sempre in discesa: -1,5%. Voi che leggete questi numeri probabilmente reagirete in due modi: o siete d’accordo con le statistiche Ivass che parlano di costi dell’assicurazione auto giù, oppure le ritenere fuori dalla realtà, perché pagate molto più della media nonostante non abbiate causato incidenti nel recente passato. Il fatto è che l’Ivass parla di medie, tanto che specifica come  il 90% degli assicurati sborsi meno di 628 euro e solo il 10% degli automobilisti meno di 226 euro.

RCA: DIPENDE DALLA ZONA

A influire sul prezzo è anche la zona di residenza. Più alte le probabilità che in quell’area si verifichino incidenti e frodi Rca, più cara la polizza. E viceversa. Pertanto, in Province come Caserta, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, le tariffe sono tuttora costose come il fuoco, anche per il guidatore prudente che non ha mai causato incidenti in vita sua. Invece ad Aosta e Bolzano le Rca sono più abbordabili (seppure non così basse).

RCA CON SCATOLA NERA PER ABBASSARE IL COSTO

Fra le numerose soluzioni per risparmiare c’è la Rca con scatola nera. Il guidatore accetta di far montare la black box: in cambio, la compagnia propone uno sconto rispetto alla Rca normale. La riduzione è grosso modo fra il 10% e il 15%. Comunque, la Rca con scatola nera non è un obbligo per le imprese. Né tantomeno lo sconto da associare a quella garanzia. In regime di libero mercato, le società assicuratrici praticano gli sconti che credono, selezionando anche gli automobilisti. Non è un caso che la popolarità delle polizze telematiche sia maggiore al Sud con valori superiori al 40% a Reggio Calabria, Crotone, e Napoli. A Caserta, dove c’è il record per il costo dell’assicurazione auto, è boom assoluto di scatole nere: ogni 100 polizze nuove, 63 sono con black box. La legge che impone la Rca con scatola nera c’è ormai da anni, ma perché diventi effettiva si attende un decreto attuativo. Di cui non si vede neppure l’ombra: la burocrazia ministeriale italiana ha colpito ancora.

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Dieselgate 4 anni dopo: auto più pulite ma nessun risarcimento ai clienti

di Donato D'Ambrosi

Sono passati 4 anni dall’esplosione dello scandalo dieselgate e il caso più discusso della storia dell’auto ha stravolto l’efficienza dei nuovi modelli. Le auto diesel nuove sono molto più pulite ma i clienti italiani vittime del dieselgate sono aggrappati alla speranza di avere un risarcimento come negli USA. Ecco cosa è cambiato a distanza di 4 anni dal dieselgate in Italia.

4 ANNI DOPO IL DIESELGATE IN ITALIA

E’ sempre Altroconsumo che tramite il collettivo Euroconsumers, si fa portavoce della lotta per i diritti dei clienti italiani Volkswagen. Una battaglia che si prospetta lunga (prossima udienza marzo 2020 al Tribunale di Venezia) per ottenere il risarcimento in Italia oltre i gadget che Volkswagen ha regalato ai clienti italiani. Da un lato ci sono circa 75 mila clienti Volkswagen che affermano di essere stati raggirati sulle emissioni di NOx. Dall’altra i legali Volkswagen che fanno due pesi e due misure invocando l’illegittimità della richiesta dei clienti. L’effetto del dieselgate però ha accelerato un processo di rinnovamento che ha reso i motori diesel addirittura più efficienti e puliti di quelli a benzina. Lo afferma Altroconsumo con dati alla mano degli Ecotest.

I TEST SULL’EFFICIENZA DELLE AUTO

Dai test effettuati sulle emissioni dei modelli di auto Euro 6D-Temp è venuto fuori che i motori diesel risultano molto più efficienti delle auto benzina se Euro 6D-Temp. I test effettuati su 30 auto di marche diverse e segmenti diversi assegnano un punteggio sulla CO2 e le emissioni dei motori più recenti. Il test sulle emissioni delle auto di Altroconsumo, comprende tre fasi:

– controllo del ciclo di omologazione WLTP previsto dai test europei;
– controllo del ciclo “autostradale” per rilevare emissioni e consumi delle auto ad alte velocità, non previsto dai test europei;
– solo per le auto che hanno superato le due prove precedenti sono state sottoposte al test su strada Rde (Real Driving Emissions). Questo test è eseguito installando sulla vettura in marcia un’apparecchiatura PEMS (Portable Emissions Measurement System).

Le tre prove hanno generato un punteggio Ecotest totale, dalla media dei punteggi sul consumo di carburante e sulle emissioni di inquinanti. Clicca l’immagine qui sotto per vedere i risultati completi a tutta larghezza.

GLI EFFETTI DEL DIESELGATE SUI MOTORI DIESEL PULITI

Le auto ibride giocano un ruolo importante in contesti urbani dove compensano emissioni e consumi con l’apporto di elettricità autoprodotta. Mentre fuori città il supporto del motore elettrico è marginale e l’efficienza è molto simile alle auto a benzina. Davanti a queste due tecnologie, i motori diesel ribaltano totalmente la reputazione degli ultimi anni. Nonostante il mercato del nuovo sia ancora lento nell’assorbire questo mutamento. Le dimensioni piccole e la cilindrata ridotta dovrebbero favorire un’auto a benzina, e invece dalla classifica Ecotest 2019 emerge che il diesel anche su auto più grandi e pesanti ha ancora tanto da dimostrare.

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Città più sicure: l’Europa dà il via all’Urban Road Safety Award

di Donato D'Ambrosi

Doppio senso ciclabile

Rendere le città più sicure è una sfida che la Commissione europea lancia a tutti gli Stati membri ogni anno in occasione della Settimana europea della Mobilità. Le città che mostrano di aver attuato le idee più efficaci per migliorare la sicurezza stradale urbana si candidano a vincere il concorso della Commissione europea. Ma ben più importante è la condivisione delle azioni e progetti più efficaci che quest’anno si candideranno al premio Urban Road Safety Award. Perché è così centrale il ruolo della sicurezza in ambito urbano?

LA SICUREZZA URBANA NELLE CITTA’ EUROPEE

L’Europa spinge le amministrazioni locali a rendere i centri urbani sempre più sicuri. E in occasione della Settimana europea della Mobilità (16-22 settembre) ha presentato il premio Urban Road Safety Award che si aggiunge agli altri contest. Le città sono sicuramente più sicure di altri contesti extraurbani, ma è sono anche il luogo dove convivono tanti utenti e veicoli diversi. Il 38% degli incidenti stradali e oltre il 50% delle lesioni stradali gravi si verificano su strade urbane. Ecco perché spingere le persone ad andare a piedi o ad usare la bici non basta per rendere più pulite le città. Ma servono efficaci azioni per migliorare la sicurezza urbana della mobilità in evoluzione.

I PREMI PER LE CITTA’ MIGLIORI IN EUROPA

Il premio Urban Road Safety viene assegnato insieme agli European Mobility Week Awards e il premio SUMP (Sustainable Urban Mobility Planning). Ogni premio ha un criterio di aggiudicazione specifico, ma gli obiettivi sono complementari. Gli European Mobility Week Awards vengono assegnati alle città che promuovono la mobilità urbana sostenibile. Mentre il SUMP Award va alle autorità locali e regionali per la migliore pianificazione della mobilità urbana. Il premio Urban Road Safety Award invece non premia i piani, ma specifiche misure adottate a livello locale per migliorare la sicurezza stradale.

LE CITTA’ PREMIATE PER LA MOBILITA’ NEL 2018

Vengono premiati ad esempio il miglioramento delle infrastrutture, la riduzione della velocità. Ma anche iniziative per migliorare la sicurezza del parco auto istituzionale e azioni che migliorano la consapevolezza della sicurezza nelle persone. Tutte le città che vogliono candidarsi al premio per le città più sicure possono farlo fino al 16 dicembre 2019. La scorsa edizione del concorso indetto dalla Commissione europea ha premiato Lisbona e Lindau (Germania) per gli incentivi ad usare la bici e le nuove infrastrutture.

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I 10 viadotti sequestrati in autostrada con barriere poco sicure

di Redazione

Sono 10 i viadotti sequestrati in autostrada perché avrebbero barriere poco sicure: la decisione arriva dalla Procura di Avellino. Tutti i ponti sono sull’A14, detta anche Autostrada dell’Adriatico, gestita da Autostrade per l’Italia. Parliamo del secondo asse meridiano nel Belpaese, e va dall’Emilia-Romagna alla Puglia. Per la precisione, i viadotti nel mirino dei giudici sono fra la zona sud delle Marche e Abruzzo.

TUTTO NASCE DAL VIADOTTO DI ACQUALONGA

Attenzione però: il sequestro non nasce per il crollo del ponte Morandi del 2018, ma per il cedimento del guardrail del luglio 2013 ad Acqualonga (Avellino). È la strage del bus con 40 morti (foto in basso). In particolare, il Giudice delle indagini preliminari di Avellino vuole capire se le new jersey siano sufficientemente sicuro o no. E se quindi le barriere possano svolgere la loro funzione di contenimento dei veicoli in uscita di strada.

VIADOTTI SEQUESTRATI: ECCO DOVE

I viadotti con barriere sequestrate sono: Fosso San Biagio, Campofilone, Santa Giuliana, Santa Maria, Cerrano, Marinelli, Vallescura, Petronilla, Fosso Calvano, Vallelunga. Col rischio di paralisi per la circolazione. L’obiettivo è sincerarsi che i ponti siano sicuri, sotto tutti i punti di vista, anche in fatto di guardrail. Si fa prevenzione. Se si scopre che in realtà i viadotti sono sicuri, si dà il via alla riapertura. In caso contrario, l’esito della vicenda è incerta.

COME PER IL VIADOTTO DELL’A16

Il guaio per questi 10 viadotti sarebbe lo stesso di quello che, lo scorso inverno, indusse i giudici di Avellino a operare in maniera analoga sull’A16. Lo stesso problema potrebbe anche esserci altrove (300 opere sulla rete italiana), ma sono solo illazioni. Basate sul fatto che i tirafondi  per ancorare al suolo le barriere non sarebbero stati testati a dovere. Per ora, Autostrade per l’Italia fa solo sapere di aver speso più degli impegni inseriti nel piano finanziario: il consuntivo in manutenzione nel periodo 2000-2018 è di 5,430 miliardi di euro, pari a 196 milioni in più rispetto agli impegni di spesa previsti in Convenzione. Inoltre, il gestore ha deciso di adottare un principio di “trasparenza totale”: ogni documento aziendale riguardante la gestione dell’infrastruttura di rete potrà essere consultato ai cittadini che ne faranno richiesta. La società attiverà due “sportelli”, uno digitale sul sito autostrade.it, e uno fisico presso la sede a Roma.

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Come modificare il menu condividi iPhone

di Roberto Cocciolo
Su iOS 13, oltre alle novità più importanti e pubblicizzate, troviamo anche dei piccoli affinamenti che migliorano e semplificano l’esperienza di utilizzo. Una delle operazioni più eseguite con iPhone, o con lo smartphone in generale, leggi di più...

Apple Arcade: come funziona, prezzo e giochi

di Yuri Polverino
Apple Arcade è il nuovo servizio in abbonamento del colosso di Cupertino che darà accesso a un catalogo di giochi “premium” utilizzabili liberamente. Sarà possibile giocare su iPhone, iPad, iPod Touch, Mac e Apple TV a fronte di una spesa mensile. Apple Arcade permette di fare il download dei giochi e continuare la propria esperienza […]

Apple Arcade disponibile ufficialmente per i beta tester di iOS 13

di Lorenzo Spada

A distanza di pochi giorni dal lancio ufficiale previsto per il 19 settembre, Apple Arcade è stato reso disponibile ufficialmente per tutti coloro stanno testando l’ultima versione beta di iOS 13. Coloro che stanno utilizzando l’ultima versione beta di iOS 13 possono recarsi sull’App Store e trovare, nella barra inferiore, il tab dedicato ad Apple […]

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Autostrade crolla in Borsa e scarica l’AD Castellucci?

di Redazione

Almeno per ora, l’eterno Giovanni Castellucci è l’amministratore delegato di Atlantia, che controlla Autostrade per l’Italia. Perché per ora? E perché lo definiamo eterno? La risposta è unica: Castellucci è entrato in Autostrade nel 2001 come direttore generale, e la sua carriera all’interno del primo gestore autostradale italiano è stata costellata da vicende turbolenti. Il fatto è che Autostrade crolla in Borsa e forse adesso scarica l’AD Castellucci: la nuova ondata di scandali che si abbatte sul gestore per i documenti falsificati stavolta potrebbe non salvare il dirigente dalle dimissioni.

ACQUALONGA E MORANDI: CHE DISASTRI

La più recente vicenda è il sequestro di 10 viadotti sull’A14. Che segue la disgrazia stradale di Acqualonga (Avellino) del luglio 2013 sull’autostrada Bari-Napoli, in cui morirono 40 pellegrini, quando un bus sfondò il guardrail e cadde nella scarpata (bus che era senza revisione e coi freni rotti). A settembre 2018, dopo crollo del Ponte Morandi di Genova del 14 agosto, Castellucci ha ricevuto un avviso di garanzia, con altri 20 indagati di Autostrade per l’Italia. Un’altra strage stradale (43 morti), con gravissimi danni a livello d’immagine per il gestore e per la proprietà di Atlantia: la famiglia Benetton. Cui sono seguite polemiche pesantissime. È soprattutto con il M5S che mira alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Senza contare la questione del brevetto del Tutor: vicenda più aperta che mai, con una causa di centinaia di milioni di euro dal potenziale esplosivo.

DOCUMENTI FALSI SUI VIADOTTI, UN GUAIO

In più, negli scorsi giorni, è esplosa la bomba dei documenti falsi. Ci sono stati report “ammorbiditi” sui viadotti perfino dopo il crollo del Ponte Morandi. Così, la sicurezza degli automobilisti pare sia stata sacrificata in nome del dio denaro. Sì al profitto, no alla sicurezza stradale. Come? Forse barando: modificare, cancellare, nascondere i dati reali dei controlli sui viadotti gestiti da Autostrade. È il quadro drammatico dell’inchiesta bis che riguarda i report sulle infrastrutture: nata dopo l’inchiesta madre sul ponte Morandi. Giusto per essere corretti: né l’inchiesta madre né l’inchiesta bis sono arrivate a sentenza. Castellucci è del tutto innocente. Si proclama tale per tutte le vicende: Acqualonga, ponte Morandi, Tutor (e altre).

IMMAGINE E TITOLO A PICCO

Il problema è anche d’immagine, come detto all’inizio. Ci sono stati tre arresti domiciliari e sei misure interdittive di persone responsabili di aver continuato a barare sui report dei viadotti: emergeva che erano sicuri, mentre non lo erano del tutto. Sarebbe stata la Spea (società che si occupa di controlli), in mano ad Autostrade per l’Italia a raccontare il falso. Il titolo di Autostrade è andato a fondo in Borsa: -8%. Ed è stato sospeso per eccesso di ribasso. Intanto, il Consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia ha confermato la sospensione, decisa lo scorso 14 settembre, da ogni ruolo e mansione dei due dipendenti interessati da provvedimenti cautelari: è la conseguenza dell’indagine sui viadotti svolta dalla magistratura di Genova. Adesso, l’ultimo passo: Castellucci parrebbe pronto a lasciare il timone di Atlantia. In questo caso, chi sceglie il successore? Il Consiglio di amministrazione straordinario di oggi a Roma. Anche l’eterno Castellucci potrebbe non essere eterno. Seppure non ci sia nessuna causa finita in giudicato che lo veda colpevole.

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Come sbloccare e modificare le Skin di YAP

di Roberto Cocciolo
Dopo l’arrivo della carta fisica e della funzione “Dividi conto”, YAP rilascia un aggiornamento estetico per la propria applicazione mobile. Si tratta della possibilità di personalizzare lo stile della carta digitale attraverso delle skin, disponibili leggi di più...

Il Wi-Fi 6 debutta ufficialmente, più veloce e con meno latenza

di Alexandre Milli

Il Wi-Fi 6 debutta ufficialmente oggi sul mercato con la prima certificazione di chipset e modem, per router, smartphone e PC. Arriva il Wi-Fi 6 Annunciato a maggio 2018, il nuovo standard 802.11ax conosciuto anche come Wi-Fi 6, è un’evoluzione della versione precedente 802.11ac. Supporta una banda di frequenza fino a 7 GHz, contro i […]

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