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Oggi — 18 Novembre 2019RSS feeds

Auto usate certificate: brumbrum apre la prima fabbrica della qualità

di Donato D'Ambrosi

Comprare un’auto usata espone spesso al rischio di doversi fidare dell’istinto e di ciò che garantisce il venditore. C’è la garanzia sull’auto usata per legge, è vero, ma il timore che prima o poi possa presentarsi qualche problema limita a 150 km la distanza media dei passaggi di proprietà in Italia (fonte ACI). Due equazioni che trovano soluzione nella factory brumbrum dove rinasce la qualità delle auto usate. Abbiamo visitato il luogo dove le auto usate certificate in vendita sull’e-commerce brumbrum devono superare severi test prima di essere rigenerate e trovare un nuovo proprietario. Ecco come viene rigenerata un’auto usata brumbrum.

VIAGGIO NELLA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE

Quante volte vi siete chiesti quale fosse la vita precedente della vostra auto usata? Ce lo siamo chiesti anche noi camminando accanto a decine di auto in attesa di essere rimesse a nuovo dai tecnici brumbrum. Ecco, il nostro viaggio nella factory italiana delle auto usate inizia proprio così, scoprendo che solo le auto con un curriculum affidabile vengono selezionate ancora prima di passare sotto la lente dei tester. Siamo nello stabilimento all’avanguardia dove brumbrum ha unito tutte le competenze e i processi di rigenerazione delle auto usate che poi finiscono nella vetrina online. E subito ci salta all’occhio che si tratta di auto relativamente nuove, con al massimo qualche graffio da parcheggio o piccoli danni.

DA DOVE PROVENGO LE AUTO USATE BRUMBRUM

Tutte le nostre auto hanno standard qualitativi elevati, sono garantite e certificate.” spiega Francesco Banfi, CEO brumbrum, che ci ha accolti nella factory – “Non accettiamo compromessi quando si tratta di prendere tutte le precauzioni necessarie affinché l’auto possa soddisfare le nostre aspettative e quelle del futuro cliente”. Le auto brumbrum che arrivano nella nuova factory di Reggio Emilia (a due passi dalla stazione ferroviaria) provengono quasi totalmente da noleggi a lungo termine di Arval. Ma la parte più interessante di come viene rigenerata un’auto usata certificata deve ancora venire.

LA RIGENERAZIONE DELLE AUTO USATE STEP BY STEP

Provate ad immaginare cosa comporta garantire un’auto usata fino a 3 anni (questa la promessa brumbrum) o essere così sicuri della sua qualità da restituire i soldi al cliente se non è soddisfatto. Anzi, piuttosto che immaginarlo proviamo a raccontarvelo. La factory di brumbrum ha molto in comune con uno stabilimento in cui si assemblano le auto, solo che il processo avviene al contrario. All’arrivo delle auto usate già selezionate, si va alla fase di checkup con 200 controlli alla meccanica e alla carrozzeria e un test drive. Il check dura 50 minuti, quanto basta per capire da prove su speciali banchi (foto sopra) e con l’occhio esperto dei tecnici cosa bisogna ripristinare nell’auto e quali ricambi ordinare. Una chicca che non ci aspettavamo è che nonostante la giovane età, la carrozzeria viene analizzata con spessimetro e mappata per identificare le riparazioni necessarie.

“SULLE AUTO USATE BRUMBRUM NON NASCONDE I DIFETTI”

Da qui in poi l’auto riceve riparazioni meccaniche, alla carrozzeria, agli interni, va al reparto gomme, viene sanificata, lavata, ricontrollata e va al Photo Shooting. Qui capiamo ancora di più l’impegno dell’azienda nel voler instaurare con i clienti un rapporto basato sulla trasparenza oltre che sulla qualità. Può sembrare banale fare due foto, ma l’ultimo step è forse quello più impegnativo prima di mettere l’auto usata in vetrina sull’e-commerce. Al termine della rigenerazione, l’auto passa nelle mani di un addetto che fotografa i dettagli da evidenziare. Un lavoro minuzioso di circa 60 scatti per mostrare gli optional ma anche piccoli difetti segnalati dai reparti tecnici che non è stato possibile riparare. Questi difetti sono descritti nella scheda di ogni auto ed indicati con un triangolino rosso. “Lo facciamo quando riparare un piccolo danno sarebbe troppo costoso, ma riguarda esclusivamente difetti estetici. Nulla che abbia a che vedere con la meccanica o la sicurezza delle auto brumbrum” conclude Banfi.

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Città migliori al mondo per guidare: Torino la prima italiana

di Raffaele Dambra

Città migliori al mondo per guidare

Quali sono le città migliori al mondo per guidare l’auto? E quali le peggiori? Difficile stabilirlo con certezza, ma attraverso un’interessante ricerca basata su ben 15 fattori che determinano più di altri le condizioni di guida di una città, è stato possibile stilare una graduatoria dei 100 luoghi più (o meno) sicuri per mettersi al volante. Scoprendo che c’è una nazione nordamericana dove si guida decisamente meglio che altrove e che le città italiane sono purtroppo molto indietro rispetto alle posizioni top.

CITTÀ MIGLIORI PER GUIDARE: I PARAMETRI UTILIZZATI

L’Indice di Guida nelle Città del 2019 è stato confezionato da Mister Auto, un rivenditore online di ricambi per auto, individuando tre principali categorie che fanno di una città un buon luogo per guidare: infrastrutture, sicurezza e costi. A loro volta queste tre macrocategorie comprendono 15 diversi parametri i cui punteggi hanno rivelato quali sono le migliori e le peggiori città per guidare in tutto il mondo. Per esempio sono stati presi in considerazione il numero di automobili pro capite, la qualità delle strade e dei trasporti pubblici, i livelli di qualità dell’aria e di congestione del traffico, l’età media delle autovetture, il tasso di mortalità per incidenti, l’aggressività degli automobilisti al volante, nonché i costi del carburante, dei parcheggi e della tassa di circolazione.

CITTÀ MIGLIORI AL MONDO PER GUIDARE: LA CLASSIFICA TOP 100

La classifica delle città migliori al mondo per guidare vede quindi al primo posto la canadese Calgary, che eccelle soprattutto per il basso livello di traffico e di incidenti mortali e per la sua accessibilità economica. Il Canada piazza altre due città nelle prime sei posizioni (Ottawa al terzo e Vancouver al sesto), segnalandosi indiscutibilmente come la nazione ideale per gli automobilisti. Sul secondo gradino del podio c’è Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, mentre la top-ten è completata da Berna (4), El Paso-USA (5), Goteborg (7), Dusseldorf (8), Basilea (9) e Dortmund (10).

CITTÀ MIGLIORI PER GUIDARE IN ITALIA

E l’Italia come sta messa? Non benissimo. Per trovare la prima metropoli italiana nella classifica delle 100 città migliori per guidare nel mondo si deve scendere fino al 75° posto dove c’è Torino. Il capoluogo piemontese brilla per il basso livello di traffico, ma la qualità delle strade è soltanto media e i prezzi dei carburanti sono alti. Sotto Torino al 79° posto c’è Roma, all’81° Napoli (una tra le peggiori in assoluto per l’aggressività dei conducenti) e all’82° Milano. C’è però da dire che le nostre quattro rappresentanti si piazzano comunque meglio di città molto reclamizzate come Melbourne, Sydney, New York (solo 87^), San Pietroburgo e Mosca.

CITTÀ PEGGIORI AL MONDO PER GUIDARE

Le peggiori 5 città per guidare, quelle che chiudono la classifica top-100, sono Karachi (Pakistan), Lagos (Nigeria), Calcutta (India), Ulan Bator (Mongolia) e, ultima, Mumbai (India). In particolare Lagos è la peggiore per tasso di mortalità dovuta a incidenti stradali, Ulan Bator per l’aggressività, Mumbai per l’età media del parco auto, Sydney ha i parcheggi più costosi. Al contrario i guidatori di Manchester e Stoccolma sono i più prudenti e quelli di Osaka, Tokio e Singapore i più tranquilli. L’australiana Brisbane, insieme a Salvador e ancora Stoccolma, vanta invece la migliore qualità dell’aria.

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TikTok come Instagram, in test l’inserimento di link per gli acquisti

di Lucia Massaro
Instagram e TikTok prendono ispirazione l’una dall’altra per evolvere. Se la prima ha cominciato a introdurre i videoclip su base musicale (Reels) in Brasile, la seconda sta cominciando a testare una delle funzioni peculiari del social network di Zuckerberg. Parliamo della possibilità di aggiungere link esterni nella biografia e all’interno dei video per indirizzare i […]

Come impostare suoneria iPhone

di Valentino Viscito
I dispositivi Apple sono sempre di più e un numero sempre maggiore di persone ne fa uso.  Molto spesso può capitare che, nella stessa stanza, più persone abbiano un iPhone e, all’arrivo di una chiamata, leggi di più...
Ieri — 17 Novembre 2019RSS feeds

App per chat anonime: le migliori da usare

di Alessio Salome
Sulla piazza è possibile trovare varie applicazioni che permettono di scambiare messaggi con altre persone senza rilevare la propria identità. In merito a ciò, abbiamo realizzato un articolo in cui vi proporremo quelle che sono, leggi di più...
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Apple Music aggiunge Replay, una nuova funzione per ascoltare le migliori hit dell’anno

di Giuseppe
Apple Music Replay
Una playlist completamente personalizzata e in continua evoluzione: Apple Music Replay vi farà sentire solo le canzoni al top delle vostre preferenze.

Modificare accessi Apple Music

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Inizialmente Apple Music risultava compatibile esclusivamente con smartphone e tablet (iOS o Android) e con Mac e PC tramite iTunes. Dopo anni dal rilascio ufficiale però, le cose sono cambiate radicalmente, non solo per quanto leggi di più...

Il jailbreak per ios13 Checkra1n riceve un importante update

di Giuseppe
Effettuare il jailbreak con Checkra1n su iOS 13 sembra un sogno, ma non è tutto rose e fiori: l'ultimo update risolve tanti bug e migliora le performance.

Spotify, sincronizzazione tra testo e musica in fase di test

di Valentina Acri
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Come salvare offline “elenco lettura” di Safari su iPhone

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Le migliori Case che sanno vendere meglio le auto nel 2019

di Donato D'Ambrosi

Mentre il mercato dell’e-commerce va a gonfie vele, vendere auto online è forse tra i lavori più difficili che possano esistere. Solo poche Case auto infatti riescono a trovare la soddisfazione del cliente ancora prima che arrivi in concessionaria. L’indagine USA di JD Power Sales Satisfaction Index 2019, ha infatti svelato cosa spinge i clienti ad acquistare in concessionaria. Quali sono i fattori più importanti nell’acquisto di un’auto e quali le Marche più abili nel procacciarsi clienti tramite il sito web e nelle concessionarie.

IL CONTATTO UMANO PESA MOLTO NELL’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

JD Power ha interpellato oltre 28 mila consumatori USA chiedendogli com’è stata l’esperienza con l’acquisto dell’auto nuova e perché, fin dalle prime ricerche sul sito web della Casa. Il risultato sorprendente dimostra che nel 90% l’acquisto dell’auto nuova si concretizza in concessionaria, con differenze tra le Marche premium e quelle di massa. Un fattore chiave nella soddisfazione dei clienti è proprio la completezza del sito web della Casa e dei configuratori. E’ qui che si accende la scintilla dei potenziali clienti, sebbene poi dall’ordine alla consegna, le Case acquistano punti in base alla completezza dei servizi offerti. La tecnologia utilizzata dai dipendenti, la consegna a casa e il contatto diretto via SMS sono i capisaldi di una potenziale vendita.

CHI VENDE MEGLIO AUTO PREMIUM

Tra le Case auto premium con il miglior punteggio c’è Porsche per la quarta volta consecutiva, seguita da Mercedes-Benz e Infiniti. L’Alfa Romeo sebbene al 7 posto non è poi così lontana per punteggio rispetto alla testa e appena sotto la media del livello di soddisfazione dei consumatori. I clienti che acquistano un’auto nuova gradiscono la consegna a casa o in ufficio. Tuttavia spesso questo penalizza il livello di gradimento del processo di consegna tra casa e concessionaria. In concessionaria infatti c’è la maggiore probabilità di ottenere spiegazioni chiare sui sistemi dell’auto (82%). Mentre quando l’auto viene consegnata all’esterno la percentuale scende al 69%. Clicca sull’immagine qui sotto per vedere a tutta larghezza la classifica delle Case auto.

CHI VENDE MEGLIO AUTO DI MASSA

Tra i brand più bravi nel processo di vendita delle auto di massa, Buick (General Motors) è in testa, seguita da GMC e da Mini. A prescindere dalla dotazione dell’auto, è anche il livello tecnologico (tablet, schermi touch screen e device portatili, ecc.) degli addetti alle vendite ad assumere un peso rilevante. Più di un terzo degli acquirenti (36% del lusso e 39% del mercato di massa) indica che il proprio rivenditore non ha utilizzato alcun tipo di dispositivo tecnologico. Assistere il cliente durante l’acquisto con un dispositivo tecnologico vale in media più punti (54) degli altri fattori chiave considerati.

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Conversione patente estera conseguita prima dei 18 anni: ok dal MIT

di Raffaele Dambra

Conversione patente estera

La conversione di una patente estera prevede la sostituzione del documento di guida con uno italiano. La procedura è destinata ai conducenti che ottengono la residenza nel nostro Paese provenienti dall’UE, dagli altri paesi SEE (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e dalle nazioni extra-UE che hanno sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia. Si tratta di disposizioni note già da tempo, la novità degli ultimi giorni riguarda invece una circolare del MIT che ha chiarito la problematica relativa alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: LA PROBLEMATICA

Il quesito che si stavano ponendo numerosi uffici della Motorizzazione Civile adibiti alla conversione della patente estera in Italia era infatti il seguente: un documento di guida, poniamo per esempio una patente B per condurre le automobili, conseguito in un Paese estero in età inferiore a quella richiesta dalle nostre leggi (come nel Regno Unito e in Irlanda, dove si può prendere la patente B già a 17 anni), si può convertire in una patente italiana, dove invece l’età minima parte dai 18 anni? In altri termini, un conducente regolarmente patentato a 17 anni perché la normativa del suo Paese lo permette, può ottenere l’equivalente documento di una nazione che al contrario ne richiede 18?

PATENTE ESTERA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: È VALIDA IN ITALIA A CERTE CONDIZIONI

A questo interessante quesito ha risposto il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture con la circolare 34454 del 7/11/2019, precisando che “non sussiste alcun impedimento alla conversione delle patenti di guida estere conseguite in età inferiore a quella richiesta dalla normativa italiana”, a prescindere dalla provenienza (UE, SEE ed extra-UE). Tuttavia è necessario che “alla data di presentazione della domanda, il richiedente abbia compiuto l’età minima richiesta in Italia per l’emissione della specifica categoria di patente da rilasciare e che, ovviamente, non esistano altri motivi ostativi”. In pratica un cittadino irlandese che ha conseguito la patente B nel suo Paese a 17 anni, una volta trasferitosi in Italia può tranquillamente sostituire il documento di guida con uno italiano ma solo dopo aver compiuto 18 anni, l’età minima prevista da noi.

CONVERSIONE PATENTE ESTERA IN ITALIA CONSEGUITA PRIMA DEI 18 ANNI: ALTRE INDICAZIONI

La circolare del MIT ha stabilito inoltre che la data di ‘primo rilascio’ da riportare sul documento di guida italiano resta comunque quella del conseguimento del documento all’estero, anche se a suo tempo il conducente non aveva ancora compiuto l’età minima richiesta in Italia. E che la data di primo rilascio dev’essere ritrascritta sulla patente a ogni sostituzione o cambio. Il Ministero ha comunque puntualizzato che quanto stabilito con la nuova circolare non può automaticamente applicarsi ai casi palesemente incongruenti, ad esempio per richieste di conversione di patente B estera conseguita all’età di 14 o 15 anni. Nell’ipotesi, si dovranno effettuare specifici approfondimenti presso le competenti autorità.

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AGCOM: ‘Il 5G non è pericoloso, emissioni più basse rispetto ai 2G/3G/4G’

di Nico Petilli

Il 5G è tutt’ora motivo di forti perplessità e timori circa l’impatto delle emissioni elettromagnetiche sull’ambiente e sulla salute dei consumatori.

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Patente a 18 anni: i problemi più frequenti di chi inizia a guidare l’auto

di Donato D'Ambrosi

La patente a 18 anni è da sempre il trampolino verso l’indipendenza e tradizionalmente un percorso ad ostacoli con i problemi classici da neopatentati. L’ostacolo maggiore non è prendere la patente, ma tutto ciò che viene dopo, quando ci si mette al volante. Un’indagine italiana infatti rivela che il 71% dei candidati riesce a prendere la licenza di guida entro i 21 anni. A prescindere dall’età, tutti si ritrovano ad affrontare paure e difficoltà da neopatentati. Ecco quelle più diffuse per chi ha preso la patente da poco.

LA PATENTE AUTO SUBITO, MA PER SVAGO

Un’indagine di Autoscout24 ha sondato tra i giovani automobilisti qual è il loro rapporto con l’auto e la patente di guida. Per il 71% degli intervistati superare l’esame di guida non è un problema, l’8% rimanda per una questione di costi e il 6% invece è stato bocciato almeno una volta. Il motivo per cui si prende la patente è ben lontano da necessità di lavoro: una conquista personale (46%), servizi o commissioni (42%) e la possibilità di viaggiare (41%).

IL PARCHEGGIO SPAVENTA I NEOPATENTATI PIU’ DEGLI INCIDENTI

Oltre la metà dei giovani neopatentati intervistati (58%) si dichiara molto sicuro di sé. Una buona parte invece soffre di attacchi d’ansia o ha dovuto affrontare preoccupazioni al volante (30%). Al primo posto delle fobie più frequenti c’è la paura di non riuscire a parcheggiare (28%), poi il traffico (22%) e la paura di investire i pedoni e causare incidenti (19%).

LA PATENTE AUTO SUBITO NON DA’ ABBASTANZA SICUREZZA

Guidare da soli in auto disturba il 17% dei neopatentati, quasi quanto trasportare altri passeggeri e metterli in condizione di pericolo (15%) e guidare in autostrada (14%). Chi ha preso da poco la patente ha anche la paura di perdersi (8%) e di guidare in condizioni climatiche avverse (7%). Non riconoscere la segnaletica ed essere multati spaventa il 6% dei giovani, cosa abbastanza grave dopo aver superato l’esame teorico e pratico.  Per il 5% guidare di giorno sarebbe meglio, visto che le condizioni visive e di illuminazione possono influenzare la tranquillità nella guida.

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Cambiare icona dispositivi HomeKit

di Roberto Cocciolo
Il concetto di casa smart sta diventato di settimana in settimana più concreto. Centinaia di persone infatti, magari iniziando con l’acquisto di uno smart speaker, hanno deciso di assemblare tutte le varie componenti necessarie per leggi di più...

Motorola RAZR, hands on: ve lo mostriamo all’opera

di Nico Petilli

Motorola Razr, il nuovo smartphone pieghevole dell’azienda statunitense, sta letteralmente catturando l’attenzione del pubblico.

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Guida sotto la pioggia: 5 errori da non fare con l’allerta meteo

di Donato D'Ambrosi

Guidare l’auto sotto la pioggia comporta già di per sé molti rischi, farlo con l’allerta meteo in corso richiede ancora più attenzioni al volante.  La pioggia è la causa più frequente di strade allagate, esondazioni e circolazione in tilt in molte città. Fare a meno dell’auto e chiudersi in casa quando l’allerta meteo diventa di colore rosso sarebbe la cosa più sensata. Ma chi è costretto a guidare l’auto sotto un forte temporale cosa deve sapere? Ecco i 10 errori più comuni e i consigli da seguire alla guida dell’auto con allerta meteo.

1.VEDERE E FARSI VEDERE SOTTO LA PIOGGIA

Nei giorni di forti piogge diventa fondamentale assicurarsi che i tergicristalli e tutte le luci siano funzionanti, ancora di più se monta l’allerta meteo. Accendete tutte le luci (frecce di emergenza incluse) e fate il giro dell’auto prima di uscire dal garage per un check. Una pioggia di forte intensità è come un muro che limita il campo visivo del conducente e l’efficacia delle luci anteriori e posteriori. Accendere i fendinebbia in questi casi è prescritto dal Codice della Strada perché servono a farsi vedere dalle altre auto. Per aiutare il climatizzatore a disappannare i vetri vi consigliamo di pulirli all’interno con un detergente di quelli casalinghi. Anche gli accessori auto per l’inverno da tenere nel bagagliaio possono tornare utili. Restate informati sullo stato dell’allerta tramite le pagine ufficiali (anche facebook) delle autorità locali e e della protezione civile.

2.LA PIOGGIA NASCONDE LE BUCHE

Uno dei miti più diffusi quando si guida su una strada allagata è entrarci a forte velocità per non spegnere il motore. Non c’è cosa più sbagliata e pericolosa, primo perché se l’auto che viene di fronte fa lo stesso ci si becca l’onda di ritorno. Secondo perché tutto ciò che sta sotto il livello dell’acqua può fare danni ancora più grossi. Bastano pochi centimetri d’acqua per nascondere un ramo spezzato (rischio foratura) o peggio ancora una buca (danni maggiori al gruppo ruota). Se l’allerta meteo è in corso è consigliabile evitare di imbattersi in strade molto allagate, stare lontani dai sottopassaggi e transitare a bassa velocità sulle strade da guadare.

3.I PERICOLI DELL’ASFALTO CHE NON DRENA LA PIOGGIA

Su molte strade più recenti viene utilizzato un asfalto più drenante per limitare l’accumulo di acqua e ridurre il rischio di aquaplaning, ma non su tutte. A prescindere dal tipo di asfalto si possono ridurre i rischi di incidente riducendo la velocità (in autostrada a 110 km/h e sulle strade extraurbane principali a 90 km/h per legge). Se l’asfalto è drenante, appare opaco in superficie e grossolano nell’aspetto (foto sotto). Se l’asfalto non è drenante (aspetto lucido e “si illumina” al passaggio delle auto) e le gomme sono abbastanza vecchie, meglio fare manovre morbide e graduali.

4.CON LA STRADA BAGNATA LE GOMME DEVONO ESSERE A POSTO

Guidare l’auto durante l’allerta meteo per pioggia senza ricordare quando avete controllato le gomme è uno dei pericoli più frequenti. Spessore del battistrada e corretta pressione sono i fondamentali controlli da fare. In inverno infatti la pressione delle gomme scende più velocemente e un battistrada ridotto, richiede frenate dolci per non innescare l’aquaplaning. E’ vero che i controlli elettronici di sicurezza aiutano, ma perché correre il rischio?

5.IN CASO DI PANNE SU STRADA ALLAGATA

Trovarsi bloccati su una strada allagata è comunque un’eventualità che può capitare. Se il livello dell’acqua si avvicina ai fari e l’intensità della pioggia aumenta è forte la tentazione di scappare fuori dall’abitacolo. Piuttosto che uscire dall’auto, meglio restare al sicuro con il tetto sulla testa e chiamare i numeri di emergenza di Vigili del Fuoco, Carabinieri o Polizia. La calma e il sangue freddo vi serviranno per non fare scelte avventate andando incontro a rischi maggiori. Piuttosto aiutatevi con Google Maps per dare precise indicazioni su dove siete.

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Incidente stradale: l’uso del collare dopo il colpo di frusta

di Raffaele Dambra

Incidente stradale uso del collare

Quante volte, in seguito a un incidente stradale, i medici prescrivono l’uso del collare ortopedico? Succede molto spesso, ma in realtà non tutti conoscono la reale funzione e soprattutto l’utilità di questo dispositivo medico che viene spesso, e a ragione, associato al ‘colpo di frusta’, il trauma alle vertebre cervicali di lieve o media entità che può verificarsi in seguito a una collisione automobilistica (per esempio il classico tamponamento) oppure praticando sport che prevedono il contatto fisico. Proviamo quindi a capirne di più.

INCIDENTE STRADALE: CHE COS’È IL COLPO DI FRUSTA

Prima di soffermarci sull’uso del collare ortopedico o cervicale, riepiloghiamo brevemente che cos’è il colpo di frusta. Si tratta di una ‘distorsione del rachide cervicale’, un trauma causato da un movimento brusco e improvviso del collo che lo porta a ipertendersi o iperflettersi in modo innaturale. In pratica, in occasione di un tamponamento o comunque di un urto improvviso tra vetture, il capo resta prima schiacciato contro il poggiatesta mentre il resto del corpo viene spinto avanti; subito dopo invece (questione di pochi decimi di secondo) è la testa a essere richiamata in avanti molto più velocemente del resto del corpo. La conseguenza è uno stiramento dei tendini e dei legamenti del collo (nei casi più seri possono risultare coinvolti anche nervi e articolazioni) che comporta dolore e altri fastidi fisici, alcuni dei quali possono manifestarsi anche a distanza di ore se non di giorni dal trauma.

COLPO DI FRUSTA E RISARCIMENTI

Per questo, non prima di aver letto i nostri utilissimi 4 consigli per evitare il colpo di frusta in auto (prevenire è sempre meglio che curare), è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso, o al massimo entro 24 ore, per effettuare tutti gli esami del caso ed escludere la presenza di lesioni serie. Tra l’altro la documentazione medica (certificati, radiografie, lastre, ecc.) è fondamentale per chiedere e ottenere l’eventuale risarcimento danni all’assicurazione, anche se negli ultimi anni le compagnie assicurative, favorite da una legislazione più favorevole, sono diventate molto prudenti quando devono risarcire un colpo di frusta. Ma questa, come si dice, è un’altra storia…

USO DEL COLLARE DOPO IL COLPO DI FRUSTA

Se gli accertamenti sanitari non hanno evidenziato lesioni gravi oltre al colpo di frusta, i medici sono soliti prescrivere l’uso del collare per un periodo da pochi giorni a due-tre settimane, in base all’entità del trauma. Ma, nello specifico, a cosa serve il collare ortopedico? Il dispositivo, che può essere rigido, semi-rigido o morbido, favorisce la riduzione dello stiramento e del dolore che ne deriva, riduce il carico sulle vertebre e le protegge da movimenti inconsulti e da altre sollecitazioni. Di solito (salvo diversa indicazione del medico) va indossato solo durante il giorno e tolto la notte, perché la sua utilità è circoscritta a quando si è in posizione eretta. Una volta terminata la fase acuta del dolore post-trauma (che di solito dura qualche giorno), l’uso del collare deve iniziare gradualmente a ridursi a poche ore durante il giorno. Fino a concludersi del tutto, ma sempre nei tempi prescritti.

ERRORI DA NON FARE QUANDO SI UTILIZZA IL COLLARE ORTOPEDICO

Due sono gli errori da non fare quando si usa il collare: portarlo più a lungo del dovuto, perché la prolungata immobilizzazione potrebbe pregiudicare la corretta attivazione della muscolatura cervicale, ritardando i tempi di guarigione; ma anche sospenderne l’uso all’improvviso, lasciando senza difesa i muscoli ancora debilitati. Ovviamente l’utilizzo del collare ortopedico non è l’unica cura per il colpo di frusta. Nella fase più acuta i medici impongono anche l’assunzione di farmaci miorilassanti e antinfiammatori, oltre al riposo. Successivamente prescrivono un percorso riabilitativo mediante esercizi di fisioterapia, da valutare caso per caso. Se non sorgono problemi e complicazioni, con terapia eseguita correttamente, un normale colpo di frusta si risolve in poche settimane lasciando ben poche conseguenze.

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Rare e Obsidian annunceranno le loro nuove IP all’X019?

di Andrea Riviera
Domani sera alle 21:00 inizierà lo speciale Inside Xbox dell’X019, evento annuale ripartito l’anno a Città del Messico e che quest’anno spostato in Europa, precisamente a Londra. C’è tanta attesa nel rivedere titoli già annunciati come Bleeding Edge, Battletoads, Age of Empires IV, Wasteland 3 e quant’altro, ma anche per alcune sorprese che potrebbero giungere […]
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