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Oggi — 20 Febbraio 2020RSS feeds

A 74 anni ci lascia Larry Tesler, il padre del Cut, Copy and Paste

di Alessandro Matthia Celli

Tesler iniziò a lavorare nella Silicon Valley all’inizio degli anni ’60, in un momento in cui i computer erano inaccessibili alla stragrande maggioranza delle persone.

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Guida con occhiali: i consigli per farlo in sicurezza

di Redazione

Uno degli aspetti che spesso viene trattato marginalmente quando si parla di sicurezza stradale è quello della vista del guidatore e della guida con occhiali. Si stima infatti che fino 6 incidenti su 10 possono verificarsi proprio da difetti di vista non corretti o trascurati. Scopriamo quali sono i consigli da seguire per guidare in sicurezza e vederci bene con occhiali da sole o lenti obbligatorie al volante!

1.OCCHIALI AL VOLANTE E RISCHIO INCIDENTI

La sicurezza stradale è una delle mission prioritarie della redazione di SicurAUTO.it e trattiamo oggi un argomento che riteniamo di grande rilevanza per i nostri lettori -automobilisti. Parliamo infatti del binomio vista e guida sicura, aspetto spesso trascurato dagli stessi conducenti con difetti di vista; prendendo sottogamba il proprio deficit possono commettere errori, aumentando drasticamente la percentuale di rischio di causare incidenti stradali. Come abbiamo accennato in apertura gli incidenti legati alla vista possono raggiungere il 60% del totale, lo confermano gli studi condotti dall’Automobile Club d’Italia e ricerche condotte dall’Università Bicocca di Milano. A mettere a nudo gli automobilisti poco sensibili al problema ha provveduto uno studio commissionato da Grand Vision e condotto dall’Istituto EDRA; il dato che emerge è inaspettato, scopriamolo di seguito.

2.IL 25% DEGLI ITALIANI NON INDOSSA GLI OCCHIALI ALLA GUIDA

Analizzando un campione di 1.500 automobilisti italiani gli intervistatori hanno redatto la ricerca Vista e Guida Sicura 2017; agli intervistati è stato chiesto di “fotografare” il proprio comportamento in auto a partire dai gesti immediatamente successi all’accesso al veicolo. Tra i controlli che vengono effettuati rapidamente dai conducenti per sentirsi più sicuri al primo posto si trova il check della cintura di sicurezza (47%), seguito da quello sull’assetto della vettura (27%) e solo all’ultimo posto la verifica di essere nelle condizioni migliori per vederci bene (23%) essere cioè in possesso di occhiali correttivi o occhiali da sole e gocce idratanti per chi porta le lenti a contatto. Il 77% del campione sembra non considerare vederci bene una priorità quando viaggia in auto e il 26% dei conducenti intervistati ammette di non effettuare un controllo della vista da almeno 2 anni (Sai che nella patente europea  è indicato il tipo di lente per chi è obbligato a guidare con gli occhiali?).

3.VEDERE E FARSI VEDERE ALLA GUIDA

Tra le difficoltà riscontrate al volante, ammesse dagli intervistati, troviamo in cima quelle relative all’abbagliamento e all’adattamento luce-buio. Al primo posto infatti è stato posto l’abbagliamento causato dai fari delle alte vetture (53%), seguito dalla visuale limitata (51%) e dall’accecamento temporaneo causato dal sole forte (35%). Troviamo infine le difficoltà visive causate dalla pioggia battente (31%) e quelle causate dalla guida al buio (29%). Riguardo la frequenza dei controlli oculistici la ricerca ha evidenziato come i guidatori più giovani siano i meno attenti, il 33% degli under 35 non effettua un controllo della vista da oltre 2 anni. Vediamo di seguito quali sono i consigli da seguire per non patire fastidi alla guida causati da problemi alla vista, si tratta di suggerimenti forniti dal Dr. Andrea Giani, specialista in oftalmologia e ricercatore presso l’Università di Milano.

4.OCCHIALI ALLA GUIDA PER PROTEGGERSI DALL’ABBAGLIAMENTO

Spesso per strada capita di essere abbagliati dai riflessi del sole su superfici lucide, asfalto compreso. Il consiglio, anche per chi non ha problemi di vista, è quello di indossare occhiali da sole di buona qualità, possibilmente con lenti polarizzate; la polarizzazione delle lenti riduce al massimo i riflessi del sole e migliora sensibilmente il contrasto, offrendo così una migliore nitidezza e affaticando meno gli occhi sia del conducente che dei passeggeri che li indossano (leggi qui quanto la stanchezza influisce sugli incidenti stradali). Per chi deve al tempo stesso proteggersi dall’abbagliamento e correggere un difetto di vista il consiglio è quello di utilizzare occhiali da sole con lenti graduate, magari sfumate verso il basso così da vedere chiaramente il cruscotto. I colori consigliati sono il grigio o il marrone, aumentano il contrasto e la qualità visiva senza compromettere la percezione dei colori.

5.DALLA LUCE AL BUIO E VICEVERSA, COME RISOLVERE CON GLI OCCHIALI ALLA GUIDA

Uno dei problemi spesso riscontrati anche da chi non ha deficit visivi è quello dell’adattamento dalla luce al buio e viceversa. L’esempio classico è l’ingresso o l’uscita da una galleria in pieno giorno, i tempi di adattamento dell’occhio umano potrebbero provocare attimi nei quali la visibilità è estremamente ridotta. Il consiglio è quello di utilizzare lenti fotocromatiche, capaci quindi di adattarsi in base alla quantità di luce presente e garantendo sempre una visione ottimale.

6.GUIDARE CON LE LENTI A CONTATTO, COME COMPORTARSI

Le lenti a contatto sono ormai un indispensabile accessorio per chi, avendo difetti visivi da correggere, non vuole indossare occhiali da vista. Si tratta di un dispositivo medico estremamente pratico ma che necessita di particolari accorgimenti, soprattutto quando si è in auto. Bisogna avere sempre con sé gocce idratanti e un eventuale paio di occhiali di scorta se una lente a contatto dovesse staccarsi o da utilizzare all’insorgere di fastidi o irritazioni.

7.VADEMECUM PER CHI GUIDA CON GLI OCCHIALI

Di seguito una serie di suggerimenti per guidare sempre in condizioni ottimali per quanto riguarda la vista. Le lenti degli occhiali, anche quelli da sole, devono essere sempre ben pulite per garantire sempre la massima nitidezza e la giusta correzione nel caso di lenti graduate. Controllare periodicamente i naselli degli occhiali e stringere le eventuali viti allentate. Non lasciare mai per un tempo prolungato gli occhiali sul cruscotto esposti alla luce diretta del sole o nelle giornate particolarmente calde, il rischio è quello di deteriorare alla lunga i trattamenti delle lenti. Scegliere modelli di occhiali che favoriscano la visuale laterale e realizzate con materiali leggeri. Infine eseguire controlli e visite oculistiche con regolarità così da poter correggere eventuali variazioni del visus.

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Dynasty Warriors: appare un indizio sul nuovo gioco nel sito del ventesimo anniversario

di Gianluca Saitto
La riscrittura in salsa action del Romanzo dei Tre Regni, raccontato nell’arco degli ultimi anni da Omega Force sta per compiere vent’anni. La serie Warriors ha preso diverse direzioni sperimentando molto con le tematiche passando dai Samurai, fino ad arrivare al titolo dal tratto più fantasy Warriors Orochi, ma sembra che quest’anno stia tutto per […]

Multe autovelox: annullate 42 mila sanzioni a Ciampino?

di Raffaele Dambra

Multe autovelox Ciampino

42 mila multe con l’autovelox a rischio annullamento a Ciampino, nei pressi di Roma. È quanto stanno riportando alcune testate riferendosi al tristemente noto, per chi abita da quelle parti, dispositivo per il rilevamento dei limiti di velocità posto al km 17+565 della via Appia Nuova. Un dispositivo capace di infliggere in pochi anni di attività decine di migliaia di sanzioni. Ma che a quanto pare non sarebbe mai stato a norma con tutte le immaginabili conseguenze (multe cancellate). Tuttavia in base ad altre fonti la questione risulterebbe ancora in divenire, per cui prima di cantar vittoria gli automobilisti sanzionati dovranno probabilmente attendere eventuali comunicazioni ufficiali.

MULTE AUTOVELOX A CIAMPINO: LA CONTROVERSIA

La controversia è sorta quando l’Anas, che ha in gestione quel tratto di strada, ha multato nel 2017 il Comune di Ciampino per aver installato due anni prima (nel 2015) un autovelox sulla Appia Nuova senza le dovute autorizzazioni (tra l’altro pare che il dispositivo sia stato posizionato pure in un punto semi-nascosto). Ne è scaturita una battaglia legale in tutte le sedi preposte che, a quanto pare, avrebbe visto soccombere l’amministrazione comunale su decisione del Prefetto. Dando quindi il via libera a una valanga di ricorsi da parte dei numerosissimi (ripetiamo: circa 42 mila) automobilisti multati, per farsi cancellare le multe ricevute. Eventualità, questa, che comporterebbe per le casse comunali di Ciampino un salasso economico stimato in circa tre milioni di euro. Al momento sembra che l’autovelox ‘incriminato’ sia ancora lì ma non in funzione.

MULTE AUTOVELOX ANNULLATE A CIAMPINO, LA QUESTIONE È ANCORA APERTA

Tuttavia poche ore dopo la diffusione di questa notizia alcuni giornali locali hanno pubblicato una versione un po’ diversa della storia, ridimensionandone per il momento le conseguenze. Innanzitutto pare che il dispositivo installato nel 2015 sia una sofisticata apparecchiatura tecnologica Velocar + Targa System, posizionata peraltro non direttamente sulla via Appia Nuova, di competenza di Anas, ma su una stradina a raso nel territorio comunale di Ciampino. In ottemperanza, assicurano dalla polizia locale della cittadina romana, anche della fascia di rispetto e comunque in un tratto molto pericoloso. Nel 2017 Anas ha effettivamente sanzionato il Comune di Ciampino per l’installazione ‘abusiva’ del dispositivo, rivendicandone la competenza. Da lì è nata la controversia giudiziaria che però, a differenza di quanto riportato da altre testate, non si sarebbe ancora risolta. Inoltre pare che il Velocar-Targa System sia pienamente in funzione. E che si potrà parlare di multe cancellate solo in presenza di una sentenza definitiva. Dunque, a chi dobbiamo credere?

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10 errori da non fare con il noleggio auto

di Redazione

Quando ci si ritrova a dover viaggiare per motivi di lavoro o vacanza il noleggio auto si rivela tra le soluzioni migliori per una mobilità indipendente. I costi per l’affitto di una vettura sono molto più abbordabili rispetto al passato e il noleggio non è più una formula proibitiva. Rimane però una pratica da affrontare con consapevolezza e con adeguati accorgimenti; nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto, ci si può ritrovare a dover rimborsare somme ingenti o avere altri problemi (Leggi i consigli per il noleggio auto all’estero). Vediamo quindi quali sono gli errori da evitare quando si noleggia un’auto.

1.NOLEGGIO AUTO, I RISCHI SOTTOVALUTATI

Le grandi compagnie internazionali di noleggio sono note più o meno a tutti e verosimilmente offrono servizi di livello, mezzi efficienti e condizioni più o meno trasparenti. I piccoli noleggiatori, ad esempio quelli delle mete vacanziere, offrono spesso prezzi allettanti e metodi spicci. Il consiglio è sempre quello di richiedere le condizioni di noleggio e cosa è coperto dalle polizze assicurative, se non sono presenti né le une o le altre è meglio rivolgersi altrove.

2.LA PRENOTAZIONE ONLINE CON IL NOLEGGIO AUTO

Con il consolidato avvento di internet le prenotazioni di biglietti aerei, le prenotazioni di hotel e quelle delle auto a noleggio vengono sempre più spesso effettuate online. La tentazione di cliccare e acquistare d’istinto un’offerta allettante è forte. Non sempre però è la scelta giusta, viste le potenzialità del mezzo digitale è opportuno confrontare più proposte e valutarne i vantaggi e i punti deboli.

3.SCEGLIERE IL NOLEGGIO AUTO IN BASE AL COSTO

Le vetture di taglia piccola, citycar e utilitarie vengono proposte ovviamente a prezzi più bassi rispetto ai modelli dei segmenti superiori. Nella scelta del modello da noleggiare il budget è sicuramente determinante, ma bisogna valutare la vettura in base alle proprie esigenze, alla quantità di bagagli al seguito e al tipo di percorsi che si dovranno affrontare. Se ci si sposterà a lungo su strade statali o autostrade a pieno carico un’utilitaria potrebbe non essere l’auto ideale.

4.NOLEGGIARE UN’AUTO CON CARTA DI CREDITO

Per noleggiare un’automobile, sia online che al desk della compagnia, è indispensabile disporre di una carta di credito. Chi pensa di raggiungere una meta lontana e pensare di poter prendere a noleggio un’auto pagandola per contanti purtroppo rimarrà probabilmente appiedato. La carta di credito è necessaria affinché la compagnia possa bloccare, non prelevare, la cifra per il deposito cauzionale; l’importo verrà sbloccato una volta riconsegnata l’auto senza danni (Leggi Antitrust sanziona i noleggiatori per danni inesistenti).

5.ETA’ MINIMA PER IL NOLEGGIO AUTO

L’età minima per potere noleggiare un’automobile varia da compagnia a compagnia; alcune di esse non accettano clienti di età inferiore a 21 anni, altre pongono il limite a 19 e comunque con almeno 12 mesi di anzianità di patente. Chi ha meno di 25 anni potrebbe vedersi addebitare un supplemento sulla tariffa, quindi anche in questo caso è opportuno leggere le condizioni per il noleggio.

6.I KM DELL’AUTO DA NOLEGGIARE

Molte compagnie di noleggio propongono formule di noleggio a chilometraggio illimitato, ma alcune offerte, specie quelle a prezzi più contenuti, prevedono un limite di percorrenza durante il noleggio, il quale, una volta superato, fa scattare una tariffazione per l’eccedenza. Bisogna quindi essere certi di quale chilometraggio si dispone per evitare sorprese e salassi al portafoglio.

7.LA BENZINA RESIDUA NELL’AUTO A NOLEGGIO

Anche riguardo al carburante ogni compagnia pratica la propria politica; alcune di esse consegnano l’auto con pochi litri, sufficienti a raggiungere un distributore, ma non rimborsano nulla se alla riconsegna il serbatoio contiene più carburante rispetto a quando è stata consegnata l’automobile. Altre noleggiano la vettura con il pieno, in questo caso l’auto deve essere riconsegnata con il pieno e l’eventuale ammanco sarà addebitato alla fine del noleggio, in questi casi il prezzo al litro sarà notevolmente superiore rispetto alla pompa, quindi è meglio provvedere da sé.

8.NOLEGGIARE L’AUTO CON ACCESSORI EXTRA

Il carico di bagagli quando si viaggia con un’auto a nolo può essere ridotto approfittando degli accessori extra offerti dalle compagnie di noleggio. Ad esempio se si viaggia con bambini al seguito si possono richiedere i seggiolini ed evitare di portarli da casa, così come si può richiedere un navigatore gps o un portapacchi. Nel caso di vacanze sulla neve si possono richiedere i portasci opzionali, mentre per quanto riguarda le catene da neve o le gomme termiche (per le vetture noleggiate dove vige la relativa ordinanza) queste devono essere incluse nel primo prezzo, dando la possibilità a chi noleggia di potervi rinunciare.

9.L’ASSICURAZIONE AGGIUNTIVA NEL NOLEGGIO AUTO

Quando ci si mette alla guida di un’auto a noleggio ne siamo responsabili; le autovetture sono ovviamente assicurate per la responsabilità civile ma in molti casi è presente una franchigia a carico del conducente. Inoltre non è sempre inclusa l’assicurazione contro il furto e se inclusa potrebbe anch’essa prevedere una franchigia. Tra le opzioni delle compagnie sono proposte formule tutto incluso, le quali comprendono l’abbattimento delle franchigie o la polizza kasko. È inoltre buona norma, all’atto del ritiro della vettura, di verificare che tutto sia in ordine, che non siano presenti danni alla carrozzeria o agli interni. Qualora si riscontrasse qualcosa bisogna farlo presente al noleggiatore, meglio ancora farsi rilasciare una qualche dichiarazione scritta, per non rischiare di vederselo addebitato ingiustamente una volta riconsegnata l’auto.

10.LA RICONSEGNA DELL’AUTO A NOLEGGIO

La riconsegna dell’auto deve avvenire entro l’ultimo giorno del noleggio e solitamente è prevista una tolleranza di 30 minuti superata la quale scatterà l’addebito. È sempre consigliato restituire l’auto negli orari di apertura dell’ufficio, anche se molte compagnie contemplano la riconsegna nelle ore notturne è possibile che venga conteggiata la fine del noleggio alla riapertura degli uffici, con conseguente addebito della differenza. Per la riconsegna in luoghi diversi da quelli del ritiro può essere addebitato un supplemento. Consigliamo sempre di essere presenti alla riconsegna e soprattutto alla verifica finale da parte degli addetti della Compagnia per potere contestare subito l’eventuale addebito di danni pre-esistenti (Leggi Antitrust e noleggiatori d’auto, nuove norme sugli addebiti). Infine è buona norma conservare tutte le ricevute del noleggio qualora dovessero, in seguito, sorgere dei contenziosi.

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iOS 14, si potranno scegliere browser di terze parti come predefiniti?

di Lucia Massaro
Apple starebbe valutando la possibilità di consentire agli utenti di impostare app di terze parti come predefinite, al posto di quelle preinstallate come Safari e Mail. A riferire l’indiscrezione è Bloomberg che cita fonti vicine alla società. Se così fosse, si tratterebbe di una vera rivoluzione in casa Apple, accusata nell’ultimo periodo di comportamento anticoncorrenziale […]

Grazie ad Uber, -9% di incidenti stradali causati dall’alcol

di Donato D'Ambrosi

Uber negli USA

Uber è sotto i riflettori per le emissioni causate dalle auto, il traffico in aumento nelle strade e le condizioni di lavoro dei driver. Uno studio della Oxford University però attribuisce a Uber la diminuzione delle lesioni gravi negli incidenti stradali. Un traguardo nella riduzione degli incidenti stradali però controbilanciato in parte da dalle lesioni lievi negli incidenti stradali nel Regno Unito.

UBER E GLI INCIDENTI STRADALI GRAVI

Grazie a Uber gli incidenti stradali e le lesioni gravi provocate dall’alcol sarebbero diminuiti del 9%. Un dato che i ricercatori hanno tirato fuori confrontando gli incidenti stradali e il numero di corse nelle auto Uber dal lancio. Tra il 2016 e il 2018 infatti le corse di Uber sarebbero aumentate da 1 a 10 miliardi. In questo frangente gli studiosi hanno cercato una correlazione con gli incidenti stradali a Londra e in altre città fuori dal Regno Unito. La Oxford University sostiene che prima ancora di Uber, dagli anni ’60 le azioni del Governo hanno portato a un miglioramento della sicurezza stradale. Il trend ha rallentato notevolmente negli ultimi anni. Il dato positivo emerso dall’indagine è la riduzione di lesioni e incidenti stradali gravi legati all’alcol.

LE AUTO DI UBER CAUSEREBBERO PIU’ INCIDENTI TOTALI

L’ampliamento della disponibilità e la riduzione dei costi delle opzioni di trasporto alternative dovrebbero, in teoria, ridurre il numero di incidenti e decessi dovuti alla guida di bevande.” Ha dichiarato il prof. David Kirk del Dipartimento di sociologia della OU. Il numero minore di incidenti stradali gravi sarebbe però controbilanciato dall’aumento di incidenti lievi e lesioni minori. E questo sempre facendo riferimento a Uber si potrebbe spiegare dall’aumento delle auto ine del traffico in strada, sebbene non direttamente causate dalle auto Uber.  “Al contrario, continua Kirk, Uber potrebbe effettivamente aumentare gli incidenti stradali aumentando il numero di veicoli e miglia percorse su strade della Gran Bretagna”.

GLI INCIDENTI LIEVI E LE AUTO DI UBER DENTRO E FUORI LONDRA

Affermare in modo assoluto però che ci sia un legame tra Uber e gli incidenti stradali potrebbe essere azzardato secondo gli studiosi. Dai rilievi dei ricercatori Nicolò Cavalli (Bocconi) e Noli Brasile (UC-Davis), che hanno partecipato allo studio, il trend delle lesioni stradali cambia in base al Paese dove opera Uber. In generale lievi ferite (come distorsioni e contusioni) sono diminuite al di fuori di Londra dopo Uber, ma sono aumentate a Londra. “Un’interpretazione per il declino delle gravi lesioni stradali è che Uber può essere una forma sostitutiva di trasporto per i conducenti a rischio, compresi quelli cha hanno assunto alcol”.

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Nuove beta per iOS 13.4, macOS 10.15.4 e altri: ecco le principali novità

di Irven Zanolla
macOS 10.15 Catalina Beta
Apple rilascia le nuove beta per iOS 13.4, macOS 10.15.4, iPadOD 13.4, tvOS 13.4 e watchOS 6.2. Ecco le principali novità presenti nelle nuove release.

Come salvare storie Instagram

di Alessandra Tommasi
Con l’avvento delle storie, la popolarità di Instagram è incrementata diventando la piattaforma social del momento. Gli utenti sono  incoraggiati a trascorrere sempre più tempo sul social, condividendo contenuti semplici e temporanei di ogni genere. leggi di più...
Ieri — 19 Febbraio 2020RSS feeds

Abarth 595 al cinema con il film Lupin III – The First

di Giuseppe Cutrone

La Abarth 595 Turismo sbarca al cinema con un ruolo da protagonista nel film "Lupin III - The First".

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Auto usate certificate: le garanzie di Ford Approved

di Donato D'Ambrosi

Le auto usate si confermano la scelta principale degli italiani. Nel 2019 sono stati venduti oltre 3 milioni di veicoli usati, cioè 159 auto usate ogni 100 auto nuove. Un trend che le stesse Case auto stanno sempre più cavalcando offrendo servizi di auto usate certificate, come Ford Approved di cui parleremo in questo articolo.

COSA SONO LE AUTO USATE CERTIFICATE

I canali tradizionali per acquistare un’auto usata sono essenzialmente 3: rivolgersi a un privato, a un venditore o alle Concessionarie. Questo lo sanno grossomodo tutti. Qualcosa cui spesso non si fa abbastanza attenzione invece è il livello di rischio associato al venditore dell’auto che stiamo per comprare. Nel primo caso il rischio è tutto dell’acquirente, che si assume la responsabilità dei controlli da fare sull’auto usata; scarica qui la check list. Nel secondo caso (rivenditore-salonista) quella responsabilità assume più i contorni della fiducia che si instaura con il venditore, non di rado mal riposta, se poi si scoprono danni occulti all’auto o chilometri scalati. E poi ci sono le auto usate certificate. Ma cosa significa “auto usata certificata”? Per capirlo meglio scopriamo da vicino il servizio Ford Approved.

AUTO USATE, LA CERTIFICAZIONE INIZIA DALLA SELEZIONE

Le auto usate certificate, a differenza delle auto usate che hanno una garanzia legale di 2 anni (riducibile a 1, previo consenso tra le parti), sono veicoli con un pedigree noto alla rete ufficiale dei Costruttori. Sono solitamente auto già nelle disponibilità dei Concessionari o che le concessionarie ritirano da permute di clienti/società noti. Ford, ad esempio, certifica solo auto usate della stessa marca che hanno non più di 5 anni. Nessun modello è escluso dalla certificazione Ford Approved, infatti sulla pagina Ford.it si può cercare qualsiasi auto Ford tra circa 2500 veicoli in vendita.

I CONTROLLI DA SUPERARE PER LE AUTO USATE CERTIFICATE

Poi ciò che cambia tra un’auto usata garantita, che si può comprare quasi ovunque presso rivenditori specializzati, e un’auto usata certificata è nei controlli. Prendendo nuovamente Ford come esempio, le auto usate “in ingresso”, vengono controllate in 75 aree diverse, dalla meccanica alla carrozzeria, per assicurarsi che la qualità dell’auto sia all’altezza per poter essere certificata. Inoltre, ogni auto viene collegata ai sistemi diagnostici Ford da cui viene estrapolata tutta la sua storia, dalla manutenzione ordinaria al controllo dei dati originari. Infine le auto certificate con l’usato Ford Approved passano in vetrina solo dopo gli aggiornamenti software, se necessari, alle ultime versioni disponibili.

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10 errori da non fare con l’importazione auto dall’estero

di Gabriele Amodeo

Ciò che spinge molti italiani ad acquistare un’auto d’importazione è solitamente la convenienza economica sia per quanto riguarda le auto nuove che quelle del mercato di seconda mano. Nel nostro Paese operano importatori professionali e concessionari specializzati, i quali provvedono a tutte le pratiche necessarie per l’immatricolazione. Qualora si decidesse di acquistare e importare un’auto dall’estero in autonomia è fondamentale conoscere le normative e seguirle scrupolosamente, pena la vanificazione dei vantaggi economici o successivi problemi legati a garanzia e assistenza (Leggi la guida all’importazione di un’auto). Scopriamo quali sono i 10 errori da evitare con l’importazione auto dall’estero.

1.ACQUISTO AUTO ESTERA, NON FARSI PRENDERE LA MANO

Grazie ad internet e ai tanti portali specializzati nella vendita di auto basta un click per visionare proposte provenienti da ogni angolo del mondo. Trovare sul monitor l’auto dei sogni è altamente probabile e un prezzo basso può far fremere le dita e la carta di credito. Ovviamente data la particolarità dell’acquisto è fortemente sconsigliato procedere d’istinto, bisogna iniziare un percorso ben definito e iniziare una serie di verifiche e adempimenti indispensabili. Bisogna inoltre tener presente che le procedure differiscono in base alla provenienza della vettura, se da un Paese UE o al di fuori dell’Unione (Leggi i consigli per l’acquisto di un’auto in Germania).

2. IMPORTAZIONE AUTO ESTERA NUOVA E USATA, DIFFERENZE

Il fondamentale distinguo da fare e comprendere è quello relativamente alla condizione dell’auto, se si tratta di un veicolo nuovo o usato. Riguardo alle compravendite nell’ambito della UE, è considerata nuova non soltanto una vettura mai immatricolata, ma rientra nella categoria anche l’auto che ha percorso meno di 6.000 chilometri ed è stata ceduta entro sei mesi dalla prima immatricolazione. Per usato si intende invece il veicolo che è stato già immatricolato da almeno sei mesi e che ha percorso oltre 6.000 chilometri. Il distinguo è importante perché varia la documentazione da presentare all’atto della richiesta di immatricolazione in Italia.

3.OCCHIO AGLI ALLESTIMENTI PRIMA DI ACQUISTARE UN’AUTO ALL’ESTERO

Le Case costruttrici adeguano le proprie vetture in base alle peculiarità e normative dei Paesi nei quali vengono commercializzate. Non è raro che a parità di marca e modello un’automobile presenti allestimenti e dotazioni differenti rispetto alle versioni commercializzate in Italia. Al di là delle dotazioni di accessori è opportuno verificare se per l’immatricolazione definitiva non siano necessari adeguamenti tecnici o di sicurezza, questo si verifica per esempio con le automobili importante dagli Stati Uniti.

4.IVA E IMPORTAZIONE AUTO ESTERA, DOVE SI PAGA

Se si acquista un’auto nuova da un Paese UE l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) deve essere corrisposta nella nazione di destinazione. La fattura emessa dal venditore non dovrà quindi includere il corrispettivo IVA e bisogna ovviamente prevedere e provvedere all’esborso nel proprio Paese. L’IVA va pagata entro 10 giorni dal perfezionamento dell’acquisto. Per le auto usate invece l’IVA è inclusa nel prezzo di vendita e nessun adempimento in merito è previsto una volta immatricolata l’auto nel Paese di destinazione; in questo caso è bene valutare se il prezzo proposto è al netto dell’IVA, in alcune nazioni UE questa è particolarmente alta, come Danimarca 25% o Ungheria 27% (Leggi IVA quando pagarla per le auto importate).

5.IL CONTRATTO DI VENDITA AUTO ALL’ESTERO

Una volta definito l’esemplare di auto da importare, il primo passo da compiere è quello di sottoscrivere con il venditore un contratto di compravendita. Sul documento vanno riportati gli estremi della vettura, la sua condizione se nuova o usata, il prezzo, l’allestimento e la data di consegna. Qualora la copia del contratto dovesse giungere in lingua straniera è sempre consigliato farla tradurre, specie per la terminologia tecnica ed accertarsi di non firmare un documento con eventuali clausole vessatorie.

6.I DOCUMENTI DELL’AUTO DA IMPORTARE

Ogni auto acquistata all’estero per potere essere immatricolata in Italia deve essere corredata da una specifica documentazione. La mancanza o la difformità nella documentazione può tradursi in esborsi non previsti o peggio nell’impossibilità di immatricolare la vettura. Per le auto nuove sono necessari l’atto di vendita con firma del venditore autenticata e bollo, la dichiarazione di conformità (Certificato di conformità europeo) e la fattura di vendita che attesti la proprietà del mezzo. Per le auto usate è ovviamente richiesta la carta di circolazione estera. Qui trovi tutti i documenti necessari all’importazione dell’auto.

7.ACQUISTARE UN’AUTO ALL’ESTERO: COME PAGARE

Riguardo il pagamento dell’auto, specie se la trattativa è condotta online, bisogna essere quanto mai guardinghi. Non sono rare truffe nelle quali i venditori si dileguano dopo avere ricevuto un acconto e peggio ancora sono avvenute truffe con automobili rubate e documentazioni false, le quali finiscono per essere sequestrate dalle autorità in via pressoché definitiva. Il suggerimento è quello di procedere al pagamento una volta verificata la regolarità del mezzo, la correttezza e la completezza della documentazione.

8. IL TRASPORTO DELL’AUTO COMPRATA ALL’ESTERO

Una spesa di cui tener conto è quella relativa al trasporto dell’auto dal Paese estero, non è un costo incluso nel prezzo d’acquisto e toccherà all’acquirente dover provvedere. La vettura può essere affidata ad una ditta di spedizioni internazionali e probabilmente sarà la modalità più costosa; si può in alternativa trainare con un mezzo idoneo e regolarmente assicurato oppure può essere guidata nel viaggio di ritorno, a patto che venga apposta una targa provvisoria e una copertura assicurativa temporanea.

9.L’IMMATRICOLAZIONE DOPO AVER IMPORTATO L’AUTO DALL’ESTERO

La vettura importata deve essere immatricolata entro 30 giorni ed entro ulteriori 60 giorni essere iscritta al PRA. La via più breve è quella di rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista presso le unità territoriali ACI, Motorizzazione, delegazioni ACI e studi di consulenza abilitati. La normativa italiana prevede inoltre la presentazione di apposita modulistica recuperabile anche online (qui la specifica dei moduli).

10.LA GARANZIA SU UN’AUTO COMPRATA ALL’ESTERO

Nel perfezionamento dell’acquisto di un’auto nuova all’estero è opportuno verificare con il venditore se gli interventi in garanzia possono essere effettuati anche in Italia presso la rete del marchio. In caso positivo è bene farlo specificare nell’atto di vendita. Per le auto usate in linea generale valgono le regole comunitarie (per auto acquistate nella UE) ma il venditore potrebbe esigere di effettuare gli interventi presso la propria officina e senza farsi carico delle spese di trasporto (leggi qui i consigli sulla garanzia estera dell’auto usata). Nella vendita tra privati con molta probabilità non si godrà di nessuna garanzia salvo, ma va verificata, la validità di una eventuale garanzia ufficiale residua. Approfondisci qui l’Importazione auto nuova e usata con tanti utili consigli.

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Land Rover Defender: protagonista del nuovo film di 007

di Giacomo Innocenti

La nuova generazione di Land Rover Defender è protagonista del nuovo capitolo di James Bond, "No Time to Die", con evoluzioni mozzafiato.

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Le 10 auto usate economiche con più km vendute a gennaio 2020

di Donato D'Ambrosi

Se doveste comprare un’auto usata con la minima spesa, probabilmente cerchereste tra le auto usate economiche con più chilometri. Un acquisto che per molti potrebbe sembrare azzardato, visto che il rapporto degli italiani con l’auto è più platonico che basato sulla manutenzione auto ordinaria. E invece secondo un’indagine sulle auto usate online, ci sono modelli di auto usate intramontabili, che al di là del valore e dei km sono tra le auto usate più vendute in 2 mesi.

AUTO USATE ECONOMICHE, L’INDAGINE ONLINE

La classifica delle auto usate economiche con più chilometri proviene da un’elaborazione di Autouncle sul numero di auto usate vendute online in meno tempo. Sono state considerate le auto usate con meno di 10 anni di età e la percorrenza media maggiore, a fronte del maggior numero di vendite tra gennaio e febbraio 2020. Guardando la classifica delle auto usate più economiche per vendite, si capisce come ormai sia incrinato il binomio auto tedesche-indistruttibilità.

LE 5 AUTO USATE PIU’ VENDUTE CON PIU’ KM

Non sorprende che tra le auto usate più economiche vendute online ci siano molte Fiat, quanto invece il fatto che le auto FCA sono nelle prime 5 posizioni della classifica. L’auto usata con una media di più chilometri è la Fiat Bravo, venduta in oltre 1100 esemplari. La Fiat Punto Evo però fa meglio, forte della sua presenza stabile tra le 10 auto nuove più vendute per molti mesi, è la scelta preferita per oltre 3500 utenti, nonostante i suoi 126 mila km in media. La Fiat Freemont, con in media 120 mila km, può dare ancora tanto, se si pensa che nasce come auto per la famiglia e i grandi spostamenti.

AUTO USATE ECONOMICHE, MA NON TROPPO CON LE MARCHE STRANIERE

Tra le altre 5 auto usate più economiche bisogna arrivare in ultima posizione per trovare una tedesca. La Volkswagen Passat è la seconda più venduta (e la più cara), ma con una media di km di gran lunga più bassa (106 mila km). Una sola francese, ancora una volta monovolume, e due Opel ma di tipologia totalmente diversa sono tra le auto usate economiche che gli italiani hanno cercato e acquistato di più tra gennaio e febbraio 2020.

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10 errori da non fare quando si porta l’auto in officina

di Redazione

Prima o poi qualunque automobilista sarà obbligato a portare l’auto in in officina per effettuare un tagliando di manutenzione ordinaria,o straordinaria che sia, alla propria vettura. Spesso ci si rivolge ad un meccanico di fiducia, paragonabile al medico curante, al quale si affida storicamente la manutenzione delle auto di tutta la famiglia. Magari si tratta davvero di una persona fidata, ma i tempi sono cambiati, il mercato dei ricambi è sempre più assortito e la possibilità di risparmiare sulla manutenzione auto può spingere a clamorosi errori di valutazione. Vediamo quali sono gli errori da non commettere quando si porta l’auto in officina e come far valere i propri diritti qualora questi venissero messi in discussione.

1.AUTO IN OFFICINA E GARANZIA

Se la nostra auto gode ancora della garanzia ufficiale non siamo più “costretti” a rivolgerci presso la rete della Casa costruttrice per effettuare manutenzione ordinaria. Grazie al regolamento europeo 1400/2002 e alla successiva revisione con il regolamento 461/2010, è possibile rivolgersi a officine indipendenti senza perdere la garanzia ufficiale a patto, ovviamente, che vengano rispettate precise condizioni. Questo agevola ad esempio chi vive in zone non servite da una determinata marca e chi vuole risparmiare, dato che spesso i prezzi praticati dalla rete ufficiale sono sensibilmente più alti rispetto a quelli praticati dai riparatori indipendenti (Leggi manutenzione presso officine private per le auto nuove).

 

2.L’IMPORTANZA DI FARE PIU’ PREVENTIVI

Se l’auto ci ha lasciati in panne e magari siamo in una situazione di necessità può capitare di essere costretti a rivolgersi a un’officina auto qualsiasi e, nel bene e nel male, accettare prezzi e condizioni. Ma se l’intervento che necessitiamo lo permette è sempre opportuno valutare più preventivi di autoriparatori, facendosi specificare tipologia e marchi dei ricambi che intendono utilizzare. Un preventivo vago e sommario, al quale magari corrisponde comunque un intervento effettuato a regola d’arte, potrebbe lasciare intendere l’impiego di ricambi non originali; pertanto è bene accertarsene per potere valutare correttamente la cifra richiesta.

3.INTERVENTI APPROVATI SULL’AUTO IN OFFICINA

Qualora lasciaste l’auto in officina in attesa del preventivo per la riparazione, sappiate che è un vostro diritto poter rifiutare l’intervento, magari se il preventivo non vi convince o avete semplicemente cambiato idea. L’intervento deve essere sempre autorizzato dal cliente con l’accettazione del preventivo. Ovviamente se per redigere il preventivo il riparatore ha dovuto smontare parti dell’auto è possibile che questi vi richieda il pagamento della manodopera impiegata.

4. LA FATTURA PER LE RIPARAZIONI AUTO IN OFFICINA

Al momento di pagare il conto in officina, la tentazione di rinunciare alla fattura a fronte di uno sconto finale, può essere forte. Sorvolando sugli ovvi motivi fiscali, per i quali è necessario emettere la fattura, essa rappresenta uno strumento per far valere i diritti del consumatore. Con la fattura in mano possiamo far valere la garanzia sui ricambi, qualora questi vengano forniti dal riparatore, e sull’intervento qualora questo dovesse rivelarsi eseguito in maniera non corretta. In fattura devono essere specificati i singoli ricambi impiegati e il loro prezzo unitario, come spiega il video qui sotto.

5.I RICAMBI AUTO COMPRATI ONLINE

Internet offre una scelta impressionante di pezzi di ricambio a prezzi spesso vantaggiosi e non è un mistero che molti autoriparatori si rivolgano al web per i propri approvvigionamenti. Anche i privati possono acquistare da sé i ricambi godendo di sconti consistenti, ma bisogna essere davvero certi di cosa si sta acquistando. Giungere in officina con un ricambio errato è una perdita di tempo e denaro sia per l’automobilista che per l’autoriparatore. Molti rivenditori online richiedono una copia del libretto di circolazione per verificare la compatibilità del ricambio ed è bene approfittare di questo servizio.

6.PORTARE I RICAMBI AUTO IN OFFICINA

Nel caso in cui si decidesse a comprare i ricambi necessari all’intervento da soliè opportuno sapere qualcosa in merito alla garanzia. In questo caso il riparatore sarà responsabile soltanto della qualità della prestazione d’opera e non dei ricambi installati. Quindi qualora i ricambi dovessero rivelarsi difettosi non è possibile addebitare alcunché al meccanico.

7.RICAMBI USATI, MA CON LA GARANZIA DEL MECCANICO

A volte, in baso al costo dei ricambi nuovi, l’autoriparatore propone ricambi rigenerati, si tratta di pezzi usati che dovrebbero essere stati sottoposti a revisione e ripristino. Qualora i ricambi rigenerati venissero forniti dal meccanico è opportuno sapere che anche questi godono della garanzia prevista per i ricambi nuovi. Con il consenso del proprietario dell’auto è eventualmente possibile ridurre a 1 anno la garanzia, ma, secondo il Codice di Consumo, non vi si può rinunciare (Leggi la garanzia negli interventi meccanici).

8.LA PROVA IN OFFICINA PRIMA DI PAGARE LE RIPARAZIONI

Quando si ritira l’auto in officina dopo una riparazione è sempre consigliato provare su strada l’auto e sincerarsi che tutto sia a posto, specie se la riparazione ha riguardato organi meccanici. La prova, magari con il meccanico a fianco, permette eventualmente di contestare subito l’intervento e non avere magari spiacevoli sorprese dopo aver lasciato l’officina.

9.I VECCHI RICAMBI PER LE RIPARAZIONI AUTO COSTOSE

Quando un intervento meccanico richiede la sostituzione di pezzi di ricambio è buona norma far vedere al cliente i vecchi pezzi smontati dall’auto. Solitamente i riparatori mettono da parte i vecchi ricambi proprio per mostrarli al cliente, ma se questo non dovesse avvenire è opportuno richiederlo al meccanico che deve provvedere.

10.FAR VALERE I PROPRI DIRITTI ANCHE IN OFFICINA

Se nonostante le precauzioni avete comunque vissuto una brutta avventura in officina e non siete soddisfatti dell’intervento è possibile far valere i propri diritti. Ci si può rivolgere alle associazioni dei consumatori, richiedendo eventualmente anche l’assistenza di un legale o rivolgersi direttamente ad un avvocato di fiducia per trovare una soluzione o richiedere un risarcimento. In questi casi è indispensabile avere in mano preventivi e fatture degli interventi effettuati (Leggi come contestare un intervento non sodddisfacente).

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Le auto più vendute in Europa sono sempre più ibride, elettriche e a gas

di Donato D'Ambrosi

Le auto più vendute in Europa mostrano forti segnali di cambiamento. A gennaio 2020 il mercato perde oltre il 7% rispetto all’anno precedente (oltre 1,13 milioni di immatricolazioni), ma le ibride ed elettriche ribaltano il paradigma dell’auto nuova. Tra i 5 mercati maggiori le auto più vendute perdono consensi con le motorizzazioni a gasolio, di più in UK (-33%). Esplodono letteralmente le vendite di auto ad alimentazione alternativa, con i motori a benzina in testa per quote di vendite. Ecco le marche di auto più vendute in Europa e quale alimentazione potrebbe avere la vostra prossima auto.

AUTO NUOVE DIESEL IN EUROPA: L’ITALIA NE VENDE DI PIU’

Il mercato delle auto nuove supera gennaio 2020 in un forte clima di incertezza, per lo più dovuto al condizionamento economico della Brexit, secondo Paolo Scudieri, presidente di ANFIA. L’associazione della Filiera industriale italiana riporta un bilancio che, tra le cadute generalizzate di immatricolazioni, mostra l’ascesa delle auto ad alimentazione alternativa. Tra i 5 maggiori mercati (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia) che coprono il 68% delle immatricolazioni di auto in Europa, il diesel perde consensi ovunque. Tra i 5 major market, l’Italia è il Paese che a gennaio 2020 ha venduto più auto diesel (33%), a fronte di un aumento collettivo di auto ibride, elettriche e a gas.

AUTO IBRIDE ED ELETTRICHE, CRESCONO LE IMMATRICOLAZIONI IN EUROPA

Tra le auto più vendute in Europa si rafforza la crescita di auto elettriche: agli strabilianti trend a 3 cifre, si associa anche un aumento delle quote, comunque marginale. Le auto nuove elettriche e ibride aumentano rispettivamente in Italia (+546%; +278%), Spagna (+172% e 2% in quota; +55% e 13% in quota), Francia (+258% e 8% in quota; +49% e 9% in quota), Germania (+61% e 3% in quota; +50% e 12% in quota) e UK (+300% e 6% in quota; +21% e 13% in quota).

LE AUTO PIU’ VENDUTE IN EUROPA PER MARCA

In questo contesto è facile immaginare che tra le auto più vendute in Europa ci siano le marche che hanno a listino una maggiore offerta con le alimentazioni più vendute. In realtà il segno meno tocca un po’ quasi tutti i Gruppi di Costruttori: Volkswagen (-0,1%), PSA (-14%), Renault (-16,4%), Hyundai (-3,9%) ed FCA (-6,4%). Al contrario invece Toyota Group (+10%) e BMW Group (+3,8%) sono gli unici Costruttori con una crescita media dei vari marchi a gennaio 2020.

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Enzo Ferrari: il ricordo a 122 anni dalla nascita

di Giuseppe Cutrone

Il Cavallino ha scelto delle suggestive foto per ricordare il fondatore Enzo Ferrari a distanza di 122 anni dalla sua nascita.

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10 errori da non fare con il rifornimento fai da te

di Redazione

Sulle nostre strade sono sempre più gli impianti di rifornimento fai da te; le compagnie petrolifere sembrano voler utilizzare sempre più questo modello e il costo dei carburanti alla pompa è sensibilmente ridotto rispetto agli impianti tradizionali. Il prezzo basso e la disponibilità 24 ore su 24 spingono sempre più automobilisti a fare rifornimento presso le stazioni Self, ma in tanti ancora non hanno familiarizzato con questi sistemi e per timore di non sapere usare a dovere il distributore automatico per il rifornimento fai da te, lo evitano. Vediamo quali sono i comportamenti corretti e gli errori da non fare al rifornimento fai date.

1.BANCONOTE ROVINATE E RIFORNIMENTO FAI DA TE

Una delle situazioni che può generare confusione e problemi al rifornimento fai da te è il pagamento prepagato. I distributori accettano pagamenti in banconote e a differenza di quelli di qualche decennio fa, adesso non è necessario far collimare astri e satelliti per inserire il denaro, ma è sufficiente che si utilizzino banconote in buone condizioni, non troppo stropicciate e senza nastro adesivo.

2.PAGARE CON LA CARTA IL RIFORNIMENTO SELF SERVICE 

Una felice soluzione, finalmente diffusa quasi ovunque, è la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito. Il funzionamento è semplice, si inserisce la carta e quando richiesto si digita il PIN. La banca pre-autorizza un credito (solitamente massimo 100 euro) e si passa a fare rifornimento; l’addebito avviene al termine del rifornimento e il distributore automatico rilascia la ricevuta con i litri erogati e l’importo pagato. Attenzione! Ricordatevi di togliere e conservare la vostra carta di pagamento dopo la pre-autorizzazione.

3.SCEGLIERE IL CARBURANTE GIUSTO ALLA COLONNINA SELF SERVICE 

Le moderne multipompe offrono alla stessa colonnina sia il rifornimento di gasolio che di benzina, quindi una vale l’altra; in alcuni impianti di carburanti più datati può verificarsi che la pompa del diesel sia separata da quella che eroga benzina. Quindi per evitare di trovarsi in mano l’erogatore sbagliato è opportuno dare un’occhiata prima di parcheggiare (Leggi quanto costa il carburante sbagliato alla Polizia britannica).

4.IL LATO CORRETTO PER FARE BENZINA DA SOLI

Può sembrare un problema banale o di poco conto, ma capita spesso di vedere automobilisti che parcheggiano affiancandosi alla pompa dalla parte sbagliata e quindi con il tappo del rifornimento nel lato opposto a quello dell’erogatore. I tubi degli erogatori self di solito non sono particolarmente lunghi e, soprattutto se l’auto è una grossa berlina, non è possibile far arrivare l’erogatore al tappo.

5.RIFORNIMENTO SELF SERVICE: IL TAPPO PRIMA DI TUTTO

Altro siparietto al quale si assiste ai distributori automatici è quello di chi dimentica di togliere il tappo dal serbatoio e si ritrova già con l’erogatore in mano. In questa situazione, se si rimette al proprio posto l’erogatore dopo alcuni secondi il distributore considera conclusa l’operazione. E’ sempre meglio quindi togliere il tappo prima di tutto e collocarlo, se la nostra auto non dispone di uno sportellino del rifornimento con l’apposito gancio, in un posto stabile e in vista per non dimenticarlo.

6.NORME BASILARI DI SICUREZZA NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Con i carburanti non si scherza vista l’elevata infiammabilità, quindi quando ci si accinge a fare rifornimento non bisogna né fumare né impiegare apparecchi elettronici, come telefoni e smartphone. È inoltre buona norma scaricare la propria energia elettrostatica per evitare scintille, basta toccare, una volta scesi dall’auto, del metallo e anche la carrozzeria della nostra auto va bene (Leggi le avvertenze quando si rifornisce l’auto da taniche e bottiglie di plastica).

7.SCEGLIERE LA QUANTITÀ’ DESIDERATA DI CARBURANTE

Se abbiamo usato del contante per il pagamento prepagato, la pompa, salvo che il nostro serbatoio non abbia la capienza sufficiente, magari perché quasi pieno, erogherà carburante per l’importo versato. Ma se abbiamo pagato con una carta e non siamo interessati a fare il pieno è opportuno selezionare sulla colonnina l’importo che vogliamo erogato. Solitamente si trovano i tasti con su indicato 5.00 e 10.00 euro, quindi pigiarli fino a raggiungere la cifra desiderata. Si può anche tenere d’occhio l’indicatore dei litri e dell’ammontare in euro, ma può capitare di distrarsi (Leggi le truffe ai distributori di carburante).

8.GLI IMPREVISTI NEL RIFORNIMENTO DI BENZINA FAI DA TE

Se non si inserisce correttamente e a fondo la pistola erogatrice nel nostro bocchettone non è raro che del carburante schizzi verso di noi, rischiando di sporcarci gli abiti e lasciarci addosso l’intenso odore del carburante. È buona norma non mettersi perfettamente di fronte al bocchettone ma rimanere di fianco, così da non essere in traiettoria degli eventuali schizzi.

9.L’EROGATORE PRIMA DI RIPARTIRE AL SELF SERVICE

Potrà sembrare una situazione da gag televisiva, ma non è raro che qualche automobilista, specie se ha bloccato la pistola sull’erogazione automatica, finito il rifornimento risalga in macchina e riparta con ancora attaccato l’erogatore. In molti impianti il blocco è stato disabilitato proprio per evitare “distrazioni”. Quando finisce l’erogazione bisogna togliere la pistola e fare attenzione a far finire le ultime gocce di carburante nel bocchettone, in modo da non sporcare la carrozzeria o se stessi, e riporla nel proprio vano.

10.IL TAPPO, IL PASSAGGIO PIU’ DIMENTICATO NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Dimenticare di mettere il tappo e ripartire con lo sportellino del rifornimento aperto non è raro. Quindi dopo aver riposto l’erogatore bisogna serrare correttamente il tappo sul bocchettone e richiudere lo sportello. Se abbiamo pagato con bancomat o carta di credito dovremo ritirare la ricevuta, idem se abbiamo pagato in contanti e non è stato erogato tutto il carburante, ci servirà per il rimborso. Non sempre però il pagamento avviene alla colonnina, infatti sono sempre più frequenti i casi in cui la cassa sia all’interno dell’area shopping. In tal caso ricordate di chiudere porte e finestrini se all’interno non c’è alcun passeggero adulto per scongiurare il rischio di ritrovare l’auto ripulita dagli oggetti di valore in bella mostra e di non lasciare incustoditi i bambini. Prima di andare alla cassa ricordate di comunicare la targa dell’auto e il numero della colonnina esatta dove avete fatto rifornimento.

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10 errori da non fare con l’acquisto auto nuova

di Redazione

L’acquisto di un’auto nuova è sempre un momento importante e, perché no, emozionante. I giri per i concessionari, la scelta di allestimenti e accessori per configurare la “propria” auto entusiasmano un po’ tutti. Ma essere avventati in un acquisto del genere può avere ripercussioni importanti negli anni a venire, quindi è opportuno essere oculati e il più possibile lucidi (Leggi la guida acquisto auto 7 posti). Vediamo quali sono i 10 errori da non fare quando si acquista un’auto nuova.

1.QUALE BUDGET PER L’ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA?

Uno dei primi aspetti da valutare nell’acquisto di un’auto nuova è ovviamente il budget. Magari potessimo acquistare tutti l’auto dei nostri sogni, ma sappiamo bene che la realtà è un’altra. Stabiliamo quindi un budget che possiamo permetterci e valutiamo i modelli di nostro interesse nella fascia di prezzo relativa. Bisogna tenere presente che i prezzi di listino base possono lievitare con allestimenti particolari e accessori particolari.

2.COSTI DI BOLLO E ASSICURAZIONE CON L’AUTO NUOVA

Spesso accecati dall’offerta allettante o trovandosi di fronte ad una vettura che ci fa letteralmente sbavare si conclude frettolosamente l’acquisto, si firmano le pratiche e si diviene felici proprietari di una fiammante quattro ruote. Ma in quanti hanno provato frustrazione dovendo fare i conti per adeguare la polizza assicurativa, o per sottoscriverne una nuova, e scoprire che tra RCA e incendio e furto dovranno pagare una fortuna? Bisogna inoltre verificare i costi del bollo auto per il modello scelto per non avere sorprese e rimanere con il portafoglio a secco.

3.IL FINANZIAMENTO DELL’AUTO NUOVA

Sempre più raramente si compra un’auto senza l’apertura di un finanziamento. In fase di preventivo è opportuno valutare i tassi di interesse e se li riteniamo eccessivi proviamo a chiedere un’alternativa al venditore. Riguardo la rata mensile del rimborso è fondamentale considerare la sostenibilità del pagamento rispetto alle entrate, solitamente è bene non sforare il 20% dei propri introiti e pensare a quelle scadenze che coincidono con la rata dell’assicurazione o con il pagamento del bollo auto.

4.ESIGENZE REALI E ACQUISTO DELL’AUTO NUOVA

Le automobili seguono le mode, soprattutto per quanto riguarda la tipologia; al giorno d’oggi il mercato è trainato dai modelli Suv e Suv Inspired, ma realmente abbiamo bisogno di un Panzer su quattro ruote? La scelta non deve essere mai forzata, specie se per avere il modello alla moda dobbiamo sobbarcarci una spesa aggiuntiva. Valutiamo bene quali sono le nostre reali esigenze di mobilità, con quante persone e bagagli viaggiamo prevalentemente (Leggi i controlli da fare prima delle vacanze), la capacità di carico e gli ingombri dell’auto rispetto ad un eventuale box o posto auto condominiale.

5.LA MOTORIZZAZIONE GIUSTA DELL’AUTO NUOVA

Tra le scelte da effettuare nelle fasi di acquisto di una nuova automobile quella relativa alla motorizzazione è cruciale. Negli ultimi anni le auto a gasolio hanno spopolato, ma sono state acquistate anche da chi percorre un chilometraggio annuo irrisorio, senza magari tenere conto dei costi di manutenzione. Nella scelta bisogna quindi tener presente quanta strada realmente facciamo, così come bisogna ben comprendere i costi d’esercizio dell’auto che stiamo valutando.

6.L’AUTO NUOVA A GAS

Chi è alla ricerca di un’automobile dai bassi costi d’esercizio può essere interessato ai modelli che offrono la cosiddetta alimentazione bi-fuel, benzina-GPL o benzina-metano. Il basso costo d’acquisto del carburante si traduce in costi di gestione più bassi, pur richiedendo qualche intervento di manutenzione specifico. Un aspetto da valutare è la disponibilità nella zona di residenza di impianti di rifornimento, in alcune zone d’Italia questi, specie quelli del metano, sono rarefatti.

7.QUALE POTENZA PER L’AUTO NUOVA

Le auto moderne offrono, a fronte di cilindrate sempre più compatte, potenze piuttosto elevate, ma soprattutto le citycar vengono proposte con livelli di potenza piuttosto bassi. Nello sceglierle bisogna essere consapevoli delle reali prestazioni offerte e valutare, specie se si è abituati a tenere il climatizzatore spesso acceso, se i cavalli della vettura sono sufficienti alle nostre esigenze. Il consiglio è quindi quello di provare su strada un modello con la motorizzazione di nostro interesse.

8.GLI ACCESSORI GIUSTI SULL’AUTO NUOVA

I fronzoli in auto, così come i gadget elettronici all’ultima moda piacciono un po’ a tutti, ma occhio ai costi. Prima di passare al setaccio la lista di accessori di serie per il comfort, l’estetica e l’infotainment è buona norma sapere prima dell’acquisto quanto è sicura l’auto che vi interessa; ormai anche i crash test sono una valutazione sempre più frequente: scopri qui tutti i più recenti crash test con schede e video dettagliati per marca e modello. Le automobili oggi sul mercato, salvo alcuni casi, vengono offerte con dotazioni di serie piuttosto complete, offrendo accessori che poco più di un decennio fa erano rigorosamente a pagamento. La tentazione di avere interni in pelle, fari xeno, display touchscreen e impianti audio potenti è comunque forte, ma il prezzo di listino può lievitare e anche tanto, rischiando di farci sforare il budget previsto e, peggio ancora, facendoci indebitare più del dovuto.

9.AUTO NUOVA O IN PRONTA CONSEGNA?

Spesso si immagina di poter comporre la propria auto con tutti i dettagli che desideriamo, dall’allestimento degli interni, alla tinta o al disegno dei cerchi in lega. Questo però può comportare lungaggini nella consegna e probabilmente uno sconto ridotto o nullo da parte del venditore. È sempre bene chiedere cosa la concessionaria può offrire in pronta consegna e cercare di spuntare qualcosa in più come sconto. Non sono da sottovalutare inoltre le KM0, con le quali risparmiare sensibilmente rispetto al nuovo da immatricolare.

10.VALORE FUTURO E RIVENDIBILITA’ DELL’AUTO NON PIU’ NUOVA

Se la frequenza con la quale cambiamo l’automobile è decennale possiamo praticamente acquistare qualsiasi marchio e modello. Se invece la frequenza è ridotta è opportuno valutare nella scelta della nuova auto quale rivendibilità avrà in futuro e sarà facile rivenderla.

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Estinzione anticipata finanziamento auto: come fare

di Raffaele Dambra

Estinzione anticipata finanziamento auto

Ricorrere a un finanziamento per comprare una vettura è un’eventualità niente affatto remota, visti i costi generalmente elevati. Per l’ottenimento del prestito si può agire in autonomia, chiedendo la cifra necessaria in banca o presso una finanziaria; oppure si può sbrigare la pratica direttamente in concessionaria, aderendo a uno dei tanti prestiti finalizzati all’acquisto di un’auto che le stesse case automobilistiche sono solite proporre a condizioni spesso favorevoli. In questa sede non staremo a spiegarvi come funziona un prestito, supponendo che tutti conosciate più o meno il meccanismo. Ma come fare a richiedere l’estinzione anticipata di un finanziamento auto.

ESTINZIONE ANTICIPATA FINANZIAMENTO AUTO: CHE COS’È

Può infatti accadere che l’acquirente dell’auto abbia la possibilità di saldare il proprio debito in anticipo, prima della scadenza naturale del piano di rimborso del prestito, coprendo la somma residua in un’unica tranche. In effetti non è così raro che il debitore disponga improvvisamente della liquidità necessaria. Perché magari ha ricevuto un’eredità, oppure grazie a una vincita, o più semplicemente perché ha risparmiato tanto mettendo pazientemente da parte un piccolo tesoretto. I soldi potrebbero persino provenire da un altro prestito più conveniente. Insomma, le possibilità sono tante. Ma la domanda è una sola: l’estinzione anticipata di un finanziamento auto è permessa? La risposta è affermativa e riguarda generalmente tutti i prestiti. Le condizioni per il recesso possono però differire e non di poco, dipende da ciò che c’è scritto nel contratto (che va quindi letto con molta attenzione PRIMA d firmare).

COME FUNZIONA L’ESTINZIONE ANTICIPATA DI UN PRESTITO AUTO

Di solito (ma non è una regola fissa, anche se largamente maggioritaria) per estinguere in anticipo un finanziamento auto viene richiesta una sorta di penale o indennizzo per ‘risarcire’ la banca/finanziaria del mancato incasso degli interessi che sarebbero maturati fino alla scadenza naturale del prestito. Con la cessazione anticipata non si è tenuti, infatti, al pagamento degli interessi residui, così gli enti eroganti si tutelano applicando una penale. In ogni caso l’importo dell’indennizzo non è arbitrario ma si basa sulle direttive contenute nella riforma del Credito di Consumo del 2013. Secondo cui l’estinzione anticipata non può superare l’1% del debito rimanente se il termine del prestito è fissato dopo oltre un anno. E lo 0,5% se invece è inferiore a un anno.

ESTINZIONE ANTICIPATA FINANZIAMENTO AUTO: QUANDO CONVIENE?

Alla luce di questo bisogna capire quando conviene richiedere l’estinzione anticipata del finanziamento auto e quando no. Premesso che un prestito può essere estinto in ogni momento, il fattore temporale conta parecchio. Perché terminare il prestito nella fase iniziale del piano di rientro o farlo nella parte terminale non è detto che sia la stessa cosa. Le banche e le società finanziarie italiane applicano spesso il piano di ammortamento ‘alla francese’ con rate fisse, secondo cui si pagano prima gli interessi e poi si comincia a rendere il capitale ottenuto in prestito. Quindi le prime rate sono composte da una quota maggiore di interessi e da una minima di capitale. Poi gradualmente la prima scende e quella relativa al capitale sale. Ciò significa che qualora si abbia la possibilità bisognerebbe estinguere il debito nella parte iniziale del finanziamento, quando il risparmio sugli interessi dovuti alla banca può essere davvero consistente. Viceversa se si estingue il prestito nella fase terminale del piano di rimborso, quando la quota interessi è ormai minima, c’è il rischio di pagare una somma residua molto alta (in quanto composta quasi unicamente dalla quota capitale). E che l’importo della penale risulti addirittura superiore al risparmio sugli interessi residui. È opportuno quindi tenere sempre sotto controllo l’avanzare del piano di ammortamento in modo da sapere con esattezza, in ogni momento, a quanto ammonta il prestito restituito nonché gli interessi già devoluti, e quelli che invece matureranno nel corso del tempo. Così da potersi fare tutti i calcoli opportuni.

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