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Oggi — 24 Gennaio 2019RSS feeds

Huawei presenterà a Barcellona il primo smartphone pieghevole e 5G

di HDblog.it

Huawei scalda i motori e da Pechino annuncia l'ambizione intenzione di presentare due delle soluzioni mobile più attese del momento in un solo colpo: a Barcellona vedremo il primo smartphone con chip Balong 5000 5G (sub 6GHZ) e corpo pieghevole! Un terminale premium per cambiare passo e sfidare la concorrenza sulle nuovissime tecnologie, seppur non siano state rilasciate specifiche precise.

A svelarlo ufficialmente lo stesso Richard Yu, CEO del Consumer Business Group, nel corso dell'evento 5G appena concluso nel distretto industriale della capitale cinese. Non sarà il solo smartphone che vedrà la luce nel corso del MWC 2019, nel corso dell'evento ha parlato anche di un device "affordable" (poco costoso) senza lasciar intendere il preciso posizionamento.

Abbiamo avuto modo di chiedere direttamente a lui maggiori informazioni, ricavando delle linee guida sul range di prezzo finale per le due nuove categorie: gli smartphone 5G potranno costare meno di 1000€, quelli pieghevoli li troveremo invece sopra la soglia dei 1000€. Sono ovviamente cifre indicative, oltretutto Yu ha confermato che il 2020 sarà l'anno di definitiva consacrazione per il 5G e che si aspetta di vedere tutti i modelli di fascia alta con questa nuova connettività a bordo (non solo Huawei).


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Ieri — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Huawei P30 punterà tutto sugli schermi OLED e su una nuova fotocamera ancora più evoluta

di Irven Zanolla

Secondo i feedback forniti dai primi utenti che stanno testando Huawei P30 e P30 Pro, troveremo schermo OLED, tanta RAM e una nuova fotocamera.

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Huawei conferma il lancio di uno smartphone 5G per il mese di giugno

di Irven Zanolla

Al MWC 2019 non vedremo lo smartphone5G di Huawei, che invece sarà presentato nel mese di giugno

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Huawei P10 e HONOR 9 iniziano ad aggiornarsi alla EMUI 9.0.1

di Vincenzo

Huawei P10 e HONOR 9 stanno iniziando a ricevere in Cina un nuovo aggiornamento software con la EMUI 9.0.1 e le patch di siscurezza di gennaio 2019.

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Meno recentiRSS feeds

Huawei Mate 20 Lite, senza infamia e senza lode – Recensione

di Luciano Gerace

Huawei Mate 20 Lite si propone come alternativa più economica ai flagship Huawei, ricalcandone lo stile e le funzionalità, ma scendendo a qualche compromesso.
(...)
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© Luciano Gerace for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Huawei, nel cuore del nuovo campus a Dongguan: vi raccontiamo la Silicon Valley cinese

di Saverio Alloggio

1,4 milioni di metri quadri, 25mila persone impiegate, 1,3 miliardi di euro spesi per la sua realizzazione. Sono i numeri del nuovo campus di Huawei che sorge a Dongguan, in Cina, a poco più di un’ora di auto da Shenzen. È qui che è stata collocata la divisione di ricerca e sviluppo, che in questi anni ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita esponenziale dell’azienda, che in vent’anni ha di fatto centuplicato i propri ricavi (100 miliardi di dollari nel 2018). Dopo 15 ore di viaggio, abbiamo varcato le soglie della struttura.

Architettonicamente è un vero e proprio omaggio all’Europa. Ci sono infatti 12 quartieri, ognuno dei quali ispirato allo stile delle grandi città del vecchio Continente: Parigi, Friburgo, Oxford, Bruges, ma anche le italianissime Bologna e Verona. Ecco dunque edifici in mattoni che quasi entrano in contrasto con l’ambiente esterno, fatto di enormi grattacieli ricoperti da led-wall. L’intento è evidentemente quello di creare un luogo lontano dalla frenesie delle moderne metropoli cinesi.

C’è una linea ferroviaria elettrica che, servendosi di 8 chilometri di binari, percorre internamente il campus permettendo gli spostamenti in tutta l’area, con tanto di fermate e stazioni. Questo approccio consente di emettere il 20% in mendo di CO2 rispetto a quanto accadrebbe con degli autobus standard. Nonostante, da un punto di vista squisitamente visivo, la struttura richiami uno stile classico, tutto è proiettato verso il futuro.

Un futuro del quale Huawei vuole essere assoluta protagonista, e per raggiungere questo obiettivo la divisione ricerca e sviluppo avrà un ruolo ancora più importante. Nel campus migliaia di ingegneri stanno mettendo le basi per quelli che saranno i due trend dominanti del settore tecnologico, ovvero 5G e IoT. È soprattutto su questi temi che si stanno concentrando gli sforzi dell’azienda cinese, e in questi giorni stiamo avendo l’occasione di toccare con mano i primi risultati.

Nelle immagini qui sopra ci sono antenne 5G perfettamente funzionanti, realizzate in collaborazione con China Mobile. L’imponente infrastruttura di rete già presente, consentirà alla zona di Shenzen di essere in prima fila per la diffusione di questo nuovo standard. Tra le varie applicazioni sul campo che abbiamo visto in azione, quella che ci ha colpito di più è stata senza dubbio l’esperienza a bordo di un piccolo autobus a guida autonoma.

Abbiamo percorso 3,5 chilometri nel traffico cittadino, attraverso un percorso prestabilito. Siamo ovviamente lontani rispetto a quella che sarà la guida autonoma quando sarà diffusa su larga scala, con tutte le criticità e imprevedibilità con cui toccherà avere a che fare, ma i passi in avanti negli ultimi due anni sono stati netti. L’autobus ha compiuto il proprio percorso nel traffico, con tanto di svolte e curve, senza alcun tentennamento, anche grazie alla bassissima latenza offerta dalla rete 5G, che in questi casi svolge il ruolo di autista da “remoto”.

L’importanza di ciò su cui si sta lavorando nel campus è inoltre testimoniata dalla genesi del progetto. La costruzione è infatti iniziata nel 2014 e ci sono voluti quasi 5 anni per completarla nella sua interezza. Come detto in apertura, ci sono ben 25mila persone impiegate nella struttura, a fronte di 180mila in tutto l’universo Huawei. Anche questo dà l’idea di quanto l’azienda cinese investa nella ricerca e sviluppo, una cifra compresa tra i 15 e i 20 miliardi di dollari ogni anno, coinvolgendo il 45% della propria forza lavoro. 

Del resto, la crescita esponenziale di Huawei negli ultimi anni non è frutto del caso, ed è praticamente andata di pari passo con quella di Shenzen. Pensate, nel 1990 la città contava 20.000 abitanti, oggi ha toccato i 13,5 milioni, divenendo una delle metropoli della Cina, centro nevralgico dell’hi-tech nel paese del dragone. Grattacieli luminosi che che spuntano tra i palazzi tradizionali, quasi a voler sottolineare il contrasto che pervade questa parte del mondo.

L’unica vera incognita è rappresentata dall’aspro e spinoso contenzioso tra Cina e Stati Uniti, che ha toccato direttamente anche la stessa Huawei. Da questo punto di vista, nel campus si respira un’aria di assoluta serenità, anche perché il tema da queste parti è praticamente un tabù. La realtà è che, accanto alle novità di carattere tecnico, una delle sfide principali per i big cinesi dell’high tech sarà proprio quello di riuscire a sanare la frattura con il paese a stelle e strisce, oppure trovare un’alternativa a quel mercato, nuovi sbocchi in cui impiegare tutta questa tecnologia.

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Huawei Mate 20 Pro, ottima fotocamera posteriore

di Luca Colantuoni

Da quasi un anno lo Huawei P20 Pro occupava il primo posto della classifica DxOMark. Ora lo smartphone del produttore cinese è in compagnia di un altro modello Huawei, ovvero il recente Mate 20 Pro. Gli esperti francesi hanno testato a fondo due delle tre fotocamere posteriori (standard e tele), attribuendo un punteggio complessivo pari a 109.

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Alcuni smartphone Huawei in Cina cancellano le immagini scaricate da Twitter

di Roberto F.

Un nuovo aggiornamento distribuito per determinati smartphone Huawei in Cina provoca la cancellazione delle immagini scaricate dall'app Twitter

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Primi benchmark per le NM card di Huawei: prestazioni simili alle microSD

di Irven Zanolla

Le nuove NM Card di Huawei, presentate insieme alla famiglia Mate 20, sono state sottoposte ad alcuni benchmark che evidenziano velocità simili a quelle delle microSD.

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Huawei sta operando una ristrutturazione interna per snellire la propria organizzazione

di Irven Zanolla

Ren Zhengfei, CEO di Huawei, afferma che la compagnia si sta sottoponendo a una profonda ristrutturazione interna, per rendere più snella l'organizzazione.

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Huawei Mate 20 Pro conquista la vetta nella classifica di DxOMark

di Lucia Massaro

Il Mate 20 Pro continua a essere oggetto di test. Questa volta è stato analizzato da DxOMark – il portale di benchmark che valuta la qualità fotografica dei dispositivi – ottenendo una media di 109 punti. Un risultato che lo porta sul gradino più alto della classifica insieme al fratello P20 Pro.

Nello specifico, il punteggio totale rappresenta una media tra i punti ottenuti per gli scatti (114) e quelli raggiunti per i video (97). Una qualità che abbiamo avuto modo di provare con mano e che ci ha portato – nella nostra recensione – a definire il Mate 20 Pro come il miglior smartphone in ambito fotografico, soprattutto in notturna.

Il comparto fotografico di Mate 20 Pro è composto da una tripla fotocamera posteriore con sensore principale da 40 MP coadiuvato da uno grandangolare da 20 MP e da un teleobiettivo da 8MP che supporto lo zoom ottico 5X. Frontalmente, una fotocamera da 24MP.

Il portale esalta in particolar modo l’esposizione, la resa cromatica, la messa a fuoco automatica e la riduzione del rumore durante la registrazione video.Un po’ meno precisi sono stati invece gli scatti con effetto bokeh che seppur di buon livello sembrano essere leggermente inferiori rispetto al già citato P20 Pro. Infatti, la modalità ritratto è l’elemento che ha ottenuto il punteggio più basso (60).

In ogni caso, Huawei ha fatto centro sul comparto fotografico. La prova è la presenza dei due top di gamma della casa cinese che occupano il primo posto in classifica. Le cose potrebbero ulteriormente migliorare con l’arrivo del P30 Pro – che dovrebbe avere ben 4 fotocamere con zoom ottico 10X.

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Recensione Huawei P Smart 2019: guardate come luccica

di Matteo Virgilio

Abbiamo provato Huawei P Smart 2019, smartphone proposto a 250 Euro di listino e candidato a conquistare la fascia bassa. Ecco perché

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Annunciata in Cina la versione smart di Huawei Panoramic Camera a poco meno di 40 euro

di Gerardo Orlandin

Oggi Huawei ha annunciato ufficialmente in Cina la versione smart della fotocamera panoramica Huawei Panoramic Camera a un prezzo di 299 yuan, che corrispondono a circa 39 euro al cambio attuale. Rispetto all'originale, questa versione smart è dotata di un motore rotativo incorporato in grado di controllare la direzione della fotocamera in su, giù, sinistra e destra per inquadrare tutto ciò che desiderate, inoltre può identificare in modo intelligente un ladro in casa oppure bambino che piange e avvisare prontamente chi di dovere.

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Huawei Mate 20 Pro è il re della fotografia secondo DxOMark

di Irven Zanolla

Secondo DxOMark la fotocamera di Huawei Mate 20 Pro vale esattamente come quella di Huawei P20 Pro, sotto tutti i punti di vista.

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Recensione Huawei P Smart 2019: sarà di nuovo un best seller?

di HDblog.it

Huawei inizia il 2019 esattamente come aveva finito il 2018. Nel giro di nemmeno due settimane, insieme al suo sub-brand Honor, l'azienda cinese ha annunciato due nuove soluzioni che si sovrappongono per il 90% delle caratteristiche, offrendo prestazioni e un' esperienza d'uso paragonabili ad un prezzo fondamentalmente identico. Insomma, la regina della fascia medio-bassa del mercato ha già posto i primi due mattoni per consolidare la propria posizione e siamo certi non saranno gli unici di questo inizio 2019.

Come avrete sicuramente intuito stiamo parlando di Huawei P Smart 2019 e del "gemello diverso" Honor 10 Lite, che abbiamo recensito solo qualche giorno fa. Le differenze tra i due sono da ricercarsi in alcuni dettagli della scheda tecnica, elementi che non sono probabilmente fondamentali nell'utilizzo di tutti i giorni ma che comunque andremo ad analizzare, insieme a tutti gli altri aspetti, all'interno di questa recensione.

DESIGN, MATERIALI E ASSEMBLAGGIO

Sin dal primo momento in cui lo si tiene tra le mani questo P Smart 2019 offre sicuramente un'ottima sensazione in fatto di costruzione, design e materiali. L'aspetto è di quelli che attira immediatamente l'attenzione, specialmente in questa colorazione blu cangiante a nostra disposizione. Nonostante si tratti di policarbonato, la finitura lucida e il gioco di luci ottenuto con la verniciatura fanno apparire la scocca come se fosse realizzata con un'unica lamina di vetro che avvolge completamente il corpo dello smartphone.

(aggiornamento del 21 January 2019, ore 02:36)

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Huawei Mate 20 Pro al top su DxOMark ma non batte P20 Pro

di HDblog.it

Alla fine è successo: nonostante Huawei avesse annunciato che il suo Mate 20 Pro non sarebbe potuto comparire sulle tabelle di DxOMark per via del suo punteggio sin troppo elevato, il celebre portale ha deciso di valutare lo stesso le performance del top di gamma della casa cinese, assegnandogli un punteggio decisamente interessante.

Huawei Mate 20 Pro si colloca in cima alla classifica con un punteggio complessivo di 109 punti, di cui 114 nella sezione foto e 97 nel comparto video. I più attenti avranno notato che - sebbene elevato - il traguardo raggiunto da Mate 20 Pro non si discosta affatto da quanto ottenuto qualche mese fa dal P20 Pro, che ha ricevuto lo stesso punteggio complessivo di 109, 114 nel comparto foto e ben 98 in quello video, confermandosi come il miglior cameraphone del 2018 (secondo DxOMark).

Valutando il comparto fotografico di Mate 20 Pro, DxOMark ha citato tra gli aspetti positivi l'ottimo zoom ottico 3x, la rapidità e l'efficacia dell'autofocus in quasi qualsiasi condizione, la resa dei colori e il bilanciamento del bianco, l'ampia gamma cromatica e la corretta esposizione del soggetto, il basso livello di rumore anche in condizioni di scarsa luminosità. Gli aspetti negativi, invece, riguardano la resa poco naturale dei dettagli, la perdita di dettaglio nei volti durante lo scatto in modalità ritratto, alcuni errori di messa a fuoco durante l'utilizzo del flash e l'effetto ringing.

(aggiornamento del 21 January 2019, ore 07:45)

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Gli USA vogliono portare Huawei in tribunale

di Antonino Caffo

Proprio nella settimana in cui ha negato di mettere in pratica attività di monitoraggio ai danni dei cittadini americani, Huawei viene nuovamente accusata dal governo degli Stati Uniti. Questa volta il focus è su un presunto furto di segreti commerciali, che il gigante di Shenzen avrebbe spedito direttamente a Pechino.

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La Germania sta pensando di escludere Huawei dal mercato 5G

di Dario D'Elia

Il Governo tedesco sta considerando la possibilità di vietare a Huawei la fornitura di apparecchiature per lo sviluppo della rete 5G nazionale. Gli Esteri hanno confermato a CNBC che proprio ieri si è tenuto un meeting al riguardo perché il tema della sicurezza è di “grande importanza”.

“La sicurezza della futura rete 5G è molto importante per il Governo Federale. Il Governo sarà indirizzato da questo in relazione alla creazione della futura 5G”, ha dichiarato in una nota il Ministro degli Affari Economici tedesco. Ad ogni modo nulla è stato ancora deciso, anche se il quotidiano Handelsblatt ha anticipato che l’amministrazione Merkel starebbe convergendo verso una chiusura.

Huawei ha risposto ufficialmente che non vi sono motivi di escludere l’azienda dallo sviluppo delle nuove reti e che l’approccio di verifica e standardizzazione delle soluzioni tecnologiche portato avanti fino adesso dal Governo Federale tedesco è benvenuto.

Il nodo della questione è che Washington sostiene che le apparecchiature di Huawei potrebbero rappresentare un pericolo per la sicurezza dei paesi alleati, nascondendo “backdoor” che la Cina potrebbe sfruttare per attività di spionaggio. Mancano all’appello prove inconfutabili, ma diversi paesi, come ad esempio Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, hanno deciso di seguire l’esempio statunitense e vietare al colosso cinese – che è leader mondiale del settore delle reti – di collaborare allo sviluppo delle nuove reti 5G.

Come se non bastasse, sempre ieri, l’Università di Oxford ha deciso che non accetterà più da Huawei donazioni e sponsorizzazioni dedicate alla ricerca. “La decisione è stata presa alla luce delle preoccupazioni dell’opinione pubblica sollevate negli ultimi mesi riguardo alle partnership nel Regno Unito con Huawei. Speriamo che questi problemi possano essere risolti a breve “, si legge nel comunicato diffuso dal noto ateneo.

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