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Oggi — 23 Gennaio 2019RSS feeds

Sonar Beat è un casual game ben bilanciato tra ritmo musicale e casualità

di Gerardo Orlandin

Sonar Beat è un gioco basato sul ritmo musicale in cui dovrete distruggere i nemici in avvicinamento segnalati dal sonar che rappresenta l'area di gioco. Il gameplay è paragonabile a quello di Guitar Hero o Rock Band, ma con livelli procedurali bilanciati fra ritmo e casualità che li rendono diversi a ogni partita.

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PlayStation Now arriva anche in Italia: 600 giochi

di Marco Locatelli

PlayStation Now, la piattaforma di cloud gaming di Sony, sarà disponibile anche in italia – e anche in altri paesi europei tra cui Spagna e Portogallo – a partire dalle prossime settimane.

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PlayStation Now sbarca in Italia per giocare dal vostro PC Windows

di Biagio Catalano

Nelle scorse ore, Sony ha annunciato l’arrivo di PlayStation Now per i PC Windows. L’applicazione verrà lanciata in Europa molto presto e successivamente in Nord America. È in arrivo inoltre l’adattatore DualShock 4 USB Wireless. AGGIORNAMENTO 2 | PlayStation Now ha appena fatto il suo debutto in Italia, in versione beta a cui è già […]

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Recensione: Manuale base di Savage Worlds. Infiniti mondi disponibili per azioni epiche ed eroismo smisurato

di Davide Vincenzi

Savage Worlds, pubblicato in Italia da SpaceOrange42, è un sistema di gioco di ruolo “generico” che pone l’accento sulla azione frenetica e sull’ eroismo dei personaggi.

Proprio come accade con altri GDR generici come GURPS, Cypher System o il Monad System (di cui potete leggere la nostra recensione), acquistando Savage Worlds non si ottiene un gioco di ruolo fatto e finito con un’ambientazione ben delineata, bensì si avrà accesso a un sistema di gioco, a un motore fatto di regole e tabelle. Uno scheletro insomma a cui applicare, con le dovute attenzioni, qualunque ambientazione vi passi per la testa.

E nel caso di Savage Worlds, questo scheletro è davvero snello e flessibile.

Una, nessuna e centomila ambientazioni

Tuttavia, il game master di turno, specie se alle prime armi, non si deve preoccupare; se è vero che nel manuale di Savage Worlds non è presente alcuna ambientazione, è altrettanto vero che per questo sistema sono già nati un’infinità di setting, che spaziano attraverso tutti i generi immaginabili e che aggiungono al motore di gioco base anche alcune regole particolari legate all’ambientazione stessa.

Del resto, questo sistema di gioco ha già qualche anno sulle spalle, la prima edizione originale, infatti, risale al 2003, ma è del 2011 la versione Deluxe che trattiamo in questa recensione e che è stata tradotta da SpaceOrange42 nel 2013. È inoltre stato da non molto chiuso il Kickstarter di una nuova edizione di Savage Worlds, già disponibile in lingua inglese.

Molte di queste ambientazioni hanno già visto la luce anche in italiano, sempre a opera di SpaceOrange42, come ad esempio il piratesco 50Fathoms, il celebre weird west di Deadlands (è senza dubbio la più famosa, e a dirla tutta, la vecchia prima edizione è di fatto il “nonno” di Savage World) ed il cyberpunk di Interface Zero 2.0

Savage Worlds, inoltre, vanta anche alcune ambientazioni di produzione tutta italiana. Tra queste annoveriamo il fantasy barocco di Enascentia, quello rinascimentale oscuro di Ultima Forsan, la riedizione dello storico Kata Kumbas, il nuovo urban fantasy The Silence of Hollowind (a cui è dedicata la copertina della versione del manuale di Savage Worlds che stiamo recensendo) e il nuovissimo steampunk Hope & Glory, sempre di SpaceOrange42, di cui è appena uscito il Quickstart, in vista della campagna di crowdfunding per la traduzione italiana.

Infine, nel manuale è presente anche una sezione che offre dei suggerimenti e delle linee guida a chi voglia cimentarsi nel difficile ma appagante ruolo di creatore di mondi e voglia gettare le basi per un’ambientazione del tutto originale. Cosa che è già stata portata avanti da tantissimi appassionati che hanno pubblicato i loro lavori, scaricabili gratuitamente, sui siti web dedicati a questo titolo.

Eroi epici per gesta epiche

Come anticipavamo in apertura di articolo, Savage Worlds è un sistema di gioco che predilige l’epicità, le azioni frenetiche e la velocità incalzante tipiche di alcuni film d’azione. Selvaggio, furibondo, rapido e divertente, sono questi i quattro aggettivi scelti per descrivere il prodotto, in quarta di copertina.

In ogni romanzo o film avventuroso che si rispetti, però, i protagonisti hanno sempre quel qualcosa in più che li rende speciali e che permette loro di portar a termine gesta eroiche, che sia saltare dal tetto di un grattacielo aggrappati a una manichetta antincendio, centrare il condotto di scarico della Morte Nera o sconfiggere Shelob al passo di Cirith Ungol.

Per fare ciò, il sistema di creazione del personaggio ha in serbo una moltitudine di Vantaggi e Svantaggi che consentono ai giocatori sia di dotare i propri alter ego di poteri e capacità eccezionali, sia di avere una solida base per l’interpretazione dei loro ruoli. Questi vantaggi potranno poi essere acquisiti o migliorati anche in seguito, durante il gioco.

Tuttavia, non è sempre possibile ricreare tutti quei momenti epici durante una sessione di gioco, un tiro di dadi sfortunato è sempre dietro l’angolo. A meno che il motore non sia “truccato” e il sistema sia sbilanciato a favore dei personaggi, ed è proprio questo il caso.

Come vedremo andando a parlare delle meccaniche di gioco, Savage Worlds è stato concepito per favorire le imprese eroiche e questo si riflette con una certa generosità nei confronti dei personaggi, che hanno dalla loro una buona dose di strumenti per superare più o meno indenni ogni pericolo e per tentare anche le imprese più azzardate.

Dadi, dadi e ancora dadi

Per mantenere la narrazione sempre su ritmi serrati e limitare i tempi morti causati da calcoli e confronti tra statistiche a volte superflue e quant’altro, il motore di gioco di Savage Worlds manda al macero il tradizionale sistema a punteggi e si focalizza esclusivamente sui dadi.

Tutti i tratti dei personaggi (che siano Attributi o Abilità), infatti, sono rappresentati da uno dei tipici dadi in uso da sempre nei GDR. Migliore è la capacità del personaggio nel relativo tratto e maggiore sarà il numero di facce del dado assegnatogli.

Quindi, prendendo come esempio l’attributo Forza, possiamo dire che con un punteggio di d4 il personaggio sarà estremamente debole e con d6 risulterà nella media; con d8 sarà forte e sopra la media, mentre con d12 ci ritroveremmo con un personaggio erculeo, decisamente muscoloso e forte. Il d20, invece, non viene utilizzato, se non in rari casi e in alcune ambientazioni particolari.

Con il trascorrere delle avventure, come è normale che sia, il personaggio potrà migliorare i propri tratti e assegnare loro quindi un valore di dado superiore, portando, ad esempio, la Forza da d6 a d8.

Ogni qualvolta il personaggio voglia compiere un’azione legata a un attributo o abilità, dovrà quindi tirare il tipo di dado associato a quel tratto. Inoltre, se il lancio ha come risultato il massimo valore ottenibile con quel tipo di dado (4 su d4, 6 su d6, ecc.), il dado “esploderà”, andrà cioè tirato nuovamente e i risultati sommati. Ciò continua finché non si ottiene un valore diverso da quello massimo. In questo modo, quindi, con un singolo dado è possibile ottenere risultati estremamente alti.

Qualche aiutino non fa mai male

Ma come si fa a capire se l’azione ha successo o meno? Niente di più semplice, tutte le azioni, ma proprio tutte (a parte, come vedremo, durante il combattimento), hanno un unico valore di difficoltà: quattro. Se il valore ottenuto con il lancio del dado è uguale o superiore a quattro, quindi, l’azione ha avuto successo. È una soglia di difficoltà relativamente bassa, ma abbiamo già detto che il sistema è sbilanciato a favore dei personaggi.

Inoltre, se il risultato ottenuto è sufficientemente alto da essere una o più volte un multiplo del valore di difficoltà, non solo l’azione avrà successo, ma otterrà dei risultati superiori alla norma.

Ovviamente, alcuni fattori e situazioni possono andare a influire sul tiro del dado, assegnando un modificatore al risultato: +2 o +4 in caso di influenze positive e -2 o -4 se negative. Va da sé che se un personaggio ha un tratto con un punteggio di d4 sarà molto difficile che riesca a portare a termine una prova.

Ma poiché il sistema ha un occhio di riguardo per gli eroi, oltre al dado relativo al tratto, qualunque esso sia, andrà sempre lanciato un d6, chiamato Dado del Destino; il giocatore potrà quindi tenere come valido il punteggio più altro tra i due ottenuti. Anche il dado del destino può esplodere, portando a risultati eccelsi, ma può anche essere causa di sventura. Se entrambi i dadi lanciati ottengono un risultato di uno, infatti, si avrà un fallimento critico.

Dato che la sfortuna è sempre in agguato, il motore di gioco viene in aiuto dei personaggi ancora una volta. Ogni giocatore, infatti, all’inizio di ogni sessione avrà a disposizione tre Benny (diminutivo di Benefici), la cui spesa consente di ritirare un lancio di dadi o di tentare di negare un danno subito che altrimenti si rivelerebbe mortale. Inoltre, conferire ulteriori Benny è un modo per il master di premiare i giocatori meritevoli.

Il Combattimento

Quanto detto finora è in massima parte vero anche per quanto riguarda il combattimento, sebbene in questo caso entrino in gioco alcune regole aggiuntive e tutta una serie di modificatori situazionali e di tabelle che riavvicinano Savage Worlds a un classico GDR old school.

È forse la parte di regolamento che risulta più macchinosa e che non centra l’obiettivo di rendere il gioco veloce e frenetico come invece vorrebbe.

Sebbene sempre in ottica di mantenere un ritmo concitato, il regolamento preveda di utilizzare un mazzo di carte da gioco per stabilire l’iniziativa nei turni di combattimento, questo fa sì che l’ordine di azione sia stabilito alla mera casualità e non alle abilità intrinseche del personaggio, e viene meno tutto il voler far risaltare l’eroe al centro della storia.

Inoltre, tutto il parlare di rapidità e frenesia va a infrangersi nel momento in cui le meccaniche relative al combattimento risultano essere pensate all’utilizzo di miniature, sagome per le esplosioni e per attacchi conici, e di un righello per misurare movimenti e distanze in centimetri.

Tutto ciò, infatti, trasforma il gioco di ruolo in un wargame o in uno skirmish (un wargame che rappresenta il combattimento di piccole unità di miniature, piuttosto che di grandi eserciti) e non aiuta di certo a mantenere la narrazione serrata e ricca di colpi di scena.

Nel manuale, è vero, sono presenti anche delle regole per giocare senza l’utilizzo delle miniature, ma sono decisamente scarne e non suggeriscono modi per velocizzare l’azione.

Infine, nel combattimento, cambia anche la soglia di difficoltà per quanto riguarda la possibilità di colpire e danneggiare un nemico. Questa non è più quattro, come in precedenza, ma è dipendente dai valori di alcuni tratti dell’avversario e dalle eventuali protezioni indossate, oltre che da una serie di modificatori dovuti ad esempio alla copertura e all’illuminazione oltre che ad altri motivi e situazioni.

Regole situazionali, Poteri e tutto il resto

Dopo aver trattato le parti fondamentali del motore di gioco, il manuale prosegue presentando una serie di regole che vanno a coprire tutte quelle eventuali situazioni che potrebbero o meno verificarsi in una partita di gioco di ruolo.

Troviamo quindi tutto ciò che è necessario per gestire eventuali inseguimenti, battaglie campali, pericoli ambientali e la paura che potrebbe cogliere i protagonisti in un’ambientazione horror.

Molto interessanti, poi, le regole riguardanti gli eventuali Poteri di personaggi e avversari. Il manuale, infatti, offre una serie di capacità arcane generiche e i metodi per trattarle di volta in volta come magia, abilità psioniche, miracoli, scienza folle o superpoteri, a seconda dell’ambientazione scelta.

Una sezione dedicata all’equipaggiamento che va a coprire un po’ tutti i setting possibili, un capitolo rivolto a come gestire una partita a Savage Worlds con consigli sui vari aspetti del gioco e su come creare un’ambientazione concludono il tutto. Sono presenti, inoltre, una breve sezione di bestiario che illustra le più comuni creature, soprattutto in chiave fantasy, e una manciata di avventure da una pagina l’una, pronte per gettare i giocatori subito nella mischia.

Un manuale maneggiabile

Dal punto di vista prettamente materiale, Savage Worlds si presenta come un volumetto di centonovantadue pagine in formato A5 e rilegato in brossura. La qualità della carta patinata è più che buona e resistente. Si dimostra a tutti gli effetti un manuale comodo e facile da maneggiare anche durante le sessioni di gioco più concitate.

Dal punto di vista grafico, il prodotto, interamente a colori, si attesta su un buon livello, con belle illustrazioni e un’impaginazione pulita. La scelta del formato del manuale, però, ha fatto sì che la dimensione usata per i caratteri non sia grandissima e ciò potrebbe essere un elemento di disturbo per alcuni.

Editorialmente parlando, non sono emersi refusi o particolari errori di traduzione, il che rende la lettura del testo piacevole.

Un GDR quasi per tutti

Forte di quanto visto finora, Savage Worlds si presenta come un gioco di ruolo generico semplice ma al contempo non semplicistico. Le sue meccaniche potrebbero non piacere ad alcuni, maggiormente abituati a sistemi di gioco più strutturati o, al contrario, completamente narrativi.

Dal canto suo, offre sicuramente un’esperienza interessante ed è perfetto per quei master che hanno poco tempo ma vogliono comunque sperimentare mille ambientazioni diverse senza per questo dover sobbarcarsi la lettura di numerosi diversi regolamenti. I setting già pronti, infatti, mantengono la struttura di base del gioco e basterà poco per fare proprie quella manciata di regole aggiuntive.

Sebbene sia considerato un prodotto entry level, i neofiti del gioco di ruolo potrebbero rimanere spiazzati dalla mancanza di un’ambientazione già pronta.

Nel complesso, per la qualità che si ottiene con un prezzo di copertina decisamente contenuto , è un prodotto che ci sentiamo di consigliare, anche solo per provare l’ebrezza di creare un proprio mondo.

G2A: come funziona il rivenditore per comprare le key di giochi

di Giuseppe Alemanno
g2a come funziona per acquisto key

Se siete fra i videogiocatori che preferiscono giocare su PC, vi sarà capitato di cercare un gioco in versione digitale e la sua key per il download ad un prezzo più economico di quello proposto da Steam (al momento lo store di giochi digitali online utilizzato dal 95% dei gamer) e vi sarete imbattuti nelle […]

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Ieri — 22 Gennaio 2019RSS feeds

Un videogioco in 48 ore: torna la Global Game Jam

di Marco Locatelli

Creare un videogioco in sole 48 ore? È questa la sfida a cui prenderanno parte programmatori, grafici, designer, musicisti e sviluppatori con Global Game Jam, il più grande hackathon mondiale dedicato allo sviluppo di videogames che si terrà nell’ultimo weekend di gennaio nelle principali città di più di 95 Paesi del mondo, tra cui Roma.

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Project Stream, test con Assassin’s Creed finito

di Marco Locatelli

L’esperimento di cloud gaming firmato Google è giunto al termine. Project Stream, la piattaforma di bigG che permette di giocare a qualsiasi titolo semplicemente sul browser attraverso lo streaming, ha aperto i battenti come test lo scorso ottobre con Assassin’s Creed Odyssey. Test aperto solo ad un gruppo ristretto di utenti americani iscritti al programma cominciato il 5 ottobre e finito proprio in questi giorni.

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Prenotando Resident Evil 2 su Amazon si riceverà un DLC esclusivo

di Lorenzo Spada
Resident Evil 2 (demo) disponibile al download su PS4, Xbox One e PC

Resident Evil 2 è, insieme ad Anthem, uno dei titoli più attesi della prima parte del 2019. Pur non rappresentando una novità in senso assoluto in quanto si tratta di un remake, ha già raccolto enormi consensi con la “1-Shot Demo“. Oltre alla qualità molto elevata, un ulteriore incentivo per pre-ordinare Resident Evil 2 ci viene dato da […]

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Mortal Kombat 11 potrebbe supportare il cross-play ma non al lancio

di Lorenzo Spada
Mortal Kombat 11

Durante il recente evento stampa di Mortal Kombat 11 a Londra, alcuni giornalisti sono stati in grado di parlare con il Game Designer Derek Kirtzic dei NetherRealm Studios (la software house che si è occupata dello sviluppo). Come per la maggior pare dei titoli multi piattaforma, la domanda sul possibile supporto al cross-play è venuta […]

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Meno recentiRSS feeds

Fortnite, record storico di incasso annuale

di Marco Locatelli

Fortnite non è solo il free-to-play ad avere ottenuto più ricavi in assoluto, ma è anche il titolo capace di incassare più soldi (in un anno) nella storia del videogioco.

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Captain Marvel: Secret Skrulls, il gioco di supereroi ispirato a BANG!

di Simone Pesenti Gritti

USAopoly pubblicherà Captain Marvel: Secret Skrulls, un gioco basato sui ruoli nascosti in segreto dai giocatori basato sulle meccaniche del celebre Bang!

Captain Marvel e i suoi alleati dovranno difendere la Terra dai mutaforma Skrull che si sono infiltrati nella popolazione umana. I giocatori vestiranno i panni degli eroi Marvel e dovranno decidere man mano di chi fidarsi, lasciando che lo svolgersi del gioco riveli ben presto le identità di chi sta seduto al tavolo. Tutto questo per rimettere a posto il destino del nostro pianeta.

Tornando agli albori di BANG! Nella sua versione prototipo inizialmente non prevedeva i ruoli segreti, ma aveva lo scopo di guadagnare taglie eliminando gli altri giocatori a suon di colpi di revolver. Venne poi pubblicato dalla daVinci nella sua forma finale in Italia, all’inizio degli anni duemila, e fece un grande successo con la sua ambientazione western. La semplicità di uso, e le regole chiare e comprensibili in pochi minuti da tutti, ne hanno decretato il successo in tutto il mondo.

Un successo talmente grande da creare nel 2008 un caso interessante di contenzioso tra l’autore e la casa editrice coreana YOKA games, che si appropriò palesemente delle meccaniche di gioco di BANG! per la sua versione tutta katane e samurai di Legend of The Three Kingdoms. Il tribunale degli Stati Uniti non diede ragione a Emiliano Sciarra per il semplice motivo che la differenza di ambientazione tra Far West e Cina leggendaria fosse ritenuta sufficiente a differenziare il prodotto e quindi a non infrangere i diritti d’autore. La gara di solidarietà nei confronti di BANG! scattò in tutta la comunità ludica, dagli autori agli editori e naturalmente a tutta la fanbase. Ad oggi resta amatissimo.

Tornando quindi al nostro “reskin” in salsa Marvel, la scatola includerà i seguenti contenuti:
7 carte Alliance: 1 Captain Marvel, 2 Ally, 3 Skrull, 1 Skrull Defector; 13 Character Identity Cards; 80 carte di gioco, 7 reference cards con i simboli di gioco spiegati brevemente, 7 carte giocatore inclusa una carta a doppia faccia per Captain Marvel, 46 segnalini salute, e le regole. Il gioco è per 4 – 7 giocatori.

Siamo molto interessati a questo prodotto e non vediamo l’ora di poterlo testare!

Alla (ri)scoperta di… Brutal Legend!

di Michele Pintaudi

Mese nuovo, episodio nuovo: bentornati ad una nuova puntata della rubrica dove noi di Tom’s Hardware vogliamo raccontarvi di quei giochi che, per un motivo o per l’altro, non hanno avuto tutto il successo che forse meritavano. Dopo avervi parlato in lungo e in largo della saga di Silent Hill, oggi smorzeremo decisamente i toni andando a parlarvi di un titolo che, complici una serie di scelte di vario genere non troppo azzeccate, non è riuscito ad entrare nel cuore di tutti gli appassionati nonostante le buone – se non ottime – premesse: Brutal Legend, uno dei titoli più particolari direttamente dalla scorsa generazione di console.

Il progetto, nato dal forte amore per la musica metal coltivato da Tim Schafer sin dalla giovane età, risale ormai a più di dieci anni fa: non ve l’aspettavate, vero? Facciamo dunque un passo indietro fino al 2005, anno di uscita di un’altra perla targata Double Fine come Psychonauts

Giusto il tempo di accordare…

Terminati i lavori su un progetto ambizioso ma di scarso successo commerciale come Psychonauts – che peraltro si appresta a ricevere un sequel previsto per quest’anno – Tim Schafer inizia sin da subito a sviluppare un’idea che da sempre lo affascina, ovvero fondere il mondo dei videogiochi con una sua grande passione come la musica rock/metal.

Un pensiero, a dirla tutta, che il creatore di Grim Fandango aveva già da diversi anni e che ora, finalmente, poteva contare su tutta una serie di mezzi per essere realizzato: nasce così Brutal Legend, il cui nome venne pensato da Schafer ben quindici anni prima durante i lavori sul secondo capitolo della serie Monkey Island. A spingere ulteriormente l’idea di dar vita a un progetto simile contribuì anche il film School of Rock, uscito nel 2003 e subito amato da Tim e soci. Un amore questo che portò Double Fine a puntare su un protagonista d’eccezione per il proprio titolo: Jack Black!

brutallegend

Ebbene sì, l’attore e leader dei Tenacious D sarà il protagonista della nostra avventura: darà infatti voce e sembianze al roadie Eddie Riggs, in un modo creato interamente grazie all’ispirazione delle copertine degli album che hanno fatto la storia del genere. Prima di procedere a parlare del lato più tecnico facciamo però un ulteriore passo indietro, illustrando di cosa parla effettivamente il gioco.

In questo Action-Adventure con elementi di strategia in tempo reale, vestiremo dunque i panni del roadie dei Kabbage Boy, “la peggior band heavy metal al mondo“. Un giorno, durante un normale concerto, il nostro Eddie si trova a dover salvare la vita ad un membro della band rimanendo però schiacciato sotto ad un’impalcatura. Il suo sangue risveglierà una misteriosa creatura detta Ormagöden, che lo riporterà indietro nel tempo in un’era dove il mondo è governato dalle leggi dell’heavy metal. Qui conosce la bella Ophelia, Lars e Lita: tre ribelli impegnati nella lotta contro la tirannia del perfido Generale Lionwhite e dell’imperatore dei demoni Doviculus.

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Inizia così il nostro viaggio, un’avventura fatta di tanta azione contornata da un’enorme vena sarcastica irriverente quanto ben curata. La natura free roaming del titolo rende sin da subito interessante esplorare l’ampio mondo di gioco che potremo scoprire in lungo e in largo alla guida del nostro micidiale Falciadruidi, il mezzo di trasporto perfetto per spostarci in una location figlia di un comparto artistico globalmente realizzato alla perfezione.

L’esperienza metal (quasi) perfetta!

Tanti, tantissimi sono gli elementi che rendono il titolo il prodotto perfetto per ogni amante della musica: tra continue citazioni e una colonna sonora formata da alcune tracce che hanno fatto la storia dell’heavy metal, passando per alcuni personaggi molto, molto particolari che incontreremo nel corso della nostra avventura. Alcuni di questi, ne siamo sicuri, li riconoscerete ad un primo sguardo…

Il Guardiano del Metal ad esempio condivide la stessa fisionomia del leader dei Black Sabbath Ozzy Osbourne, che ha inoltre prestato la sua voce al personaggio, così come il Kill Master interpretato da Lemmy dei Motorhead e il Barone rappresentato da Rob Halford dei Judas Priest. Come anticipato, il comparto sonoro è composto da un numero davvero impressionante di tracce imprescindibili per ogni amante della musica metal: si va dai Motley Crue ai Whitesnake, passando per gruppi storici come Black Sabbath e Megadeth fino a nomi di spicco della scena più contemporanea come Rob Zombie e Marilyn Manson. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti! Tutto ciò senza dimenticare ovviamente le ben venti tracce originali composte per il gioco da Peter McConnell, caposaldo di LucasArts e da sempre fidato amico e collaboratore di Tim Schafer.

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Alla luce di cotanta bellezza viene dunque da chiedersi, in questo caso più che mai, cosa sia andato storto. Come mai, insomma, Brutal Legend non ha avuto tutto il successo che meritava? Partiamo subito dall’ovvio: per quanto interessante, il concept del gioco lo rende un prodotto per un pubblico perlopiù di nicchia. Seppur accattivante e ben ideato, il tutto può interessare ad un primo sguardo soltanto videogiocatori amanti del genere heavy metal, eliminando così – almeno all’apparenza – una grande fetta di pubblico.

Va comunque detto che l’originalità del titolo, un’esperienza genuina nonostante le mille ispirazioni e la discreta realizzazione tecnica, unita al genio di Schafer rendono il progetto qualcosa di appetibile anche ad una schiera di appassionati più vasta: ai fan di vecchia data delle produzioni LucasArts, per esempio.

L’insuccesso commerciale di Brutal Legend è inoltre dovuto, con tutta probabilità, al particolare periodo di uscita. Il gioco ha visto la luce nel mese di ottobre 2009 pagando, inevitabilmente, il confronto con altre release di caratura ben superiore: Demon’s Souls, Forza Motorsport 3, Tekken 6 e – lo stesso giorno! – Uncharted 2, giusto per citarne qualcuna.

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Tutto considerato però il gioco merita, ancora oggi, di essere provato e vissuto almeno una volta. Proprio perché, nonostante le sue imperfezioni, risulta un’esperienza divertente e capace di intrattenere e stupire: Tim Schafer, del resto, ci ha da sempre abituati a prodotti dall’indiscutibile qualità anche se, ogni tanto, un pizzico di fortuna in più non avrebbe guastato. La stessa fortuna che noi ci sentiamo di augurargli con Psychonauts 2, uno dei titoli più interessanti attesi per questo 2019! Non ci resta dunque che lasciarvi invitandovi caldamente a dare una possibilità a Brutal Legend e, se l’avete già giocato, a raccontarci nei commenti la vostra personale esperienza.

Potete acquistare Brutal Legend – e la sua fantastica colonna sonora! – ad un ottimo prezzo su Steam!

Anthem non supporterà il 4K 60 FPS nè su PS4 Pro nè su Xbox One X

di Lorenzo Spada

C’è grande attesa per il nuovo titolo AAA di EA e Bioware chiamato Anthem. La sua uscita è prevista per il 22 febbraio su PC e, ovviamente, PlayStation 4 e Xbox One. Tuttavia, mentre per il PC non vi saranno limiti alla risoluzione e al frame rate, il produttore capo che si è occupato del gioco, Michael […]

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Migliori giochi simili a Fortnite e PUBG per PC, Android e iPhone

di Claudio Pomes
Fortnite è diventato una vera mania, con un numero continuamente crescente di giocatori online pronti a sfidarsi sempre in nuove sfide, con i più forti che diventano vere e proprie star del...

Continua...

Sul Play Store arriva un weekend con tante offerte su app e giochi Android

di Gianluigi Abbate

Sono più di 85 i titoli tra app e giochi Android oggi in offerta (di cui 59 gratis) sul Play Store. Quale modo migliore per affrontare questo weekend?

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Battle Princess Madelyn Recensione, storia di una principessa guerriera

di Matteo Lusso

Battle Princess Madelyn è un platform bidimensionale e a scorrimento orizzontale, che ricalca i grandi classici del genere. Chi di voi ricorda il sempreverde Ghosts ‘n Goblins si troverà subito a proprio agio con l’avventura della tenace principessa Madelyn, accompagnata dal fantasma del proprio cagnolino Fritzy. Il gioco di Causal Bit Games, pur puntando all’ormai affollato panorama dei metroidvania indie, risulta una piacevole e relativamente durevole avventura ricca di sfide e divertimento.

Storia di una principessa

La trama, come è lecito aspettarsi, non è il punto forte della produzione, con il cattivo di turno che fa piombare il tranquillo regno dallo stile medievale e fantasy nelle tenebre, resuscitando i morti ed evocando terribili mostri. Nel ruolo di principessa ma anche di guerriera ben in grado di difendersi, la nostra protagonista è chiamata a esplorare ogni angolo del mondo alla ricerca dei più classici degli oggetti magici, protetti ovviamente da enormi entità in grado di dare tanto filo da torcere.

La difficoltà è infatti uno dei tratti distintivi di Battle Princess Madelyn, come è giusto che sia per questa tipologia di videogiochi: Madelyn si muove infatti in un ambiente ostile, con pericoli in ogni dove che sono, anche un po’ subdolamente, nascosti dietro i limiti della telecamera. Gli sviluppatori hanno inoltre optato per le sole armi da lancio, che possono essere scagliate solo verso destra, sinistra, l’alto e, quando si salta, il basso. È una grande limitazione, che regala un vantaggio strategico a molti nemici. Sono quindi necessarie dita veloci e tanta pazienza per riuscire a superare certi passaggi senza subire troppe morti e dover quindi ricominciare dall’ultimo salvataggio, a volte davvero lontano.

Purtroppo, non mancano i momenti in cui trappole nascoste e avversari in posizioni scomode, impongano di riprovare diverse volte finché finalmente non si impara il giusto “ritmo” di salti e attacchi per superare gli ostacoli. Sono i momenti più frustranti di tutta la partita, soprattutto se si dimentica di potenziare, per un massimo di tre volte ognuno, l’armatura e la forza dei nostri colpi: il fabbro, unico personaggio in grado di fornire i potenziamenti, ci è parso infatti poco segnalato. A ciò si aggiunge inoltre la presenza di diramazioni nei livelli e spesso non si capisce quale sia la direzione principale da prendere, finendo per raggiungere aree dove si trovano arene di boss secondari ancora chiuse o oggetti e attività di quest minori non ancora attivate. Le nostre 10 ore di gioco, necessarie per portare a termine l’avventura principale di Battle Princess Madelyn, sono state infatti piuttosto confusionarie nelle fasi iniziali e, all’opposto, fin troppo semplici nelle ultime battute, quando ormai avevamo piena confidenza con i comandi, nuove armi distruttive e una spessa corazza.

In ogni caso il gioco non si è mai dimostrato impossibile da superare, permettendoci di visitare ambientazioni davvero riuscite tra cui perfino l’Italia. C’è una discreta varietà non solo nei luoghi raggiungibili ma anche fra gli stessi nemici. All’inizio molto semplici da sconfiggere, man mano che si avanza assumono abilità più dannose e movimenti più imprevedibili – abbiamo odiato i pipistrelli infuocati e il loro movimento a zig zag. Per fortuna, la protagonista non deve fare affidamento su un numero limitato di vite ma su una barra dell’energia: a ogni morte questa si riduce e se arriva a zero bisogna ricominciare dall’ultimo checkpoint, tuttavia, ogni avversario eliminato la ricarica leggermente.

Inoltre, ogni colpo che subiamo non ci uccide subito – a meno di non cadere in un baratro o su degli spuntoni appuntiti – invece ci fa perdere un pezzo dell’armatura e solo quando siamo senza, si riduce l’energia in caso di morte. È anche possibile utilizzare parte della vitalità per attivare degli attacchi speciali, tuttavia, abbiamo preferito evitare di usarli per non restare con poca vita troppo velocemente.

Nel complesso, il gameplay si è dimostrato davvero apprezzabile, anche se i boss che abbiamo affrontato non sono stati una grande sfida ma, al contrario, piuttosto ripetitivi e prevedibili nei loro comportamenti. Qualche pecca a parte, Battle Princess Madelyn resta comunque un discreto, se non anche buono, metroidvania. Abbiamo però qualche dubbio sull’eccessiva “pixelosità” della grafica: gli sfondi, i personaggi e anche le scritte sono volutamente a risoluzione molto bassa e inizialmente è stato davvero faticoso per i nostri occhi abituarsi a quello stile. Agli sviluppatori va lo stesso un plauso per essere però riusciti a ottenere dei livelli comprensibili, dove la parallasse fa capire dove termina il terreno solido e dove invece si può camminare ma anche scendere verso il basso. Per di più, sono perfino presenti dei percorsi sottomarini in cui i movimenti di Madelyn sono differenti rispetto a quando si trova sulla terraferma.

Battle Princess Madelyn è quindi un gioco riuscito nella sua modalità Storia a cui si affianca quella Arcade, leggermente diversa e in cui l’obiettivo principale diventa ottenere il punteggio più alto possibile. Siamo quindi sicuri che chi apprezza questo genere di giochi troverà pane per propri denti con Battle Princess Madelyn, disponibile per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch.

Incominciate ora la vostra avventura con la principessa guerriera Madelyn, acquistando la vostra copia PC di Battle Princess Madelyn.

Power Rangers: Battle for the Grid in uscita ad aprile 2019 per PS4, Xbox One, PC e Nintendo Switch | Video trailer

di Lorenzo Spada
Power Rangers: Battle for the Grid

Se vi sono dei personaggi della fantascienza che hanno contraddistinto i pomeriggi di tutti i ragazzi che sono cresciuti negli anni 90′ e 00′, allora questi sono i Power Rangers. Eroi mascherati che combattono il male, a 26 anni dalla loro prima apparizione (1993) sono pronti a tornare sotto forma di videogioco per PS4, Xbox One, […]

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Fifa 19, talenti della serie A tra le FUT Stars

di Marco Locatelli

Cutrone, Calabria, Bentancur, Kluivert e Lafont. Cosa hanno in comune questi calciatori? Sono tra i giovani talenti delle FUT Stars, le promesse del calcio internazionale selezionate da EA SPORTS e che saranno disponibili come Oggetti Speciali nei pacchetti FIFA 19 Ultimate Team per un periodo limitato.

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Italian Video Game Awards, settima edizione

di Marco Locatelli

Tornano gli Oscar italiani dei videogiochi. A tre mesi di distanza dalla cerimonia di premiazione, che si svolgerà l’11 aprile, fervono i preparativi per la settima edizione degli Italian Video Game Awards. L’evento, promosso da AESVI – l’associazione che rappresenta il settore in Italia – celebra l’eccellenza nel mondo dei videogiochi e si è affermato nel corso degli anni fino a diventare un importante appuntamento per pubblico e stampa.

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Diablo 4 in arrivo? Blizzard cerca personale

di Marco Locatelli

Diablo 4 si farà, e potrebbe non mancare moltissimo. Almeno questo è quanto suggerisce un recente annuncio lavorativo di Blizzard pubblicato sul sito ufficiale della software house americana.

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