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Tesla: nel mondo circolano 2,9 GWh di auto elettriche vendute a marzo 2019

di Antonio Elia Migliozzi

Tesla mette in tasca un nuovo record a dispetto dei detrattori. Il marchio Usa fondato da Elon Musk è in vetta alla classifica dei costruttori che hanno venduto auto elettriche per GWh complessivi. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo se consideriamo che Tesla stacca di misura anche l’agguerrita concorrenza cinese. Con i suoi 2,889 MWh totali Tesla supera i costruttori automotive europei del calibro di Renault e BMW ma anche i 486 produttori attivi nella sola Cina. Se guardiamo la classifica di Mining.com la distanza che separa la prima dalla seconda è abbissale. La cinese BYD a si ferma infatti a 1.387 MWh. La performance di Tesla arriva nonostante i MWh combinati delle batterie di Model X e S distribuiti a marzo sia diminuiti di oltre il 40%. Vediamo i numeri.

NUOVO RECORD

Marzo di vendite record per Tesla. Il marchio americano di auto elettriche avrebbe distribuito veicoli per complessivi 2.9 GWh. Come mostra un’interessante infografica realizzata da Mining.com e basata sui dati del mese di marzo 2019 come elaborati da Adamas Intelligence. Nello specifico Tesla ha distribuito veicoli per circa 2,889 MWh (2,9 GWh) di batterie. Questo conferma che Tesla è sia il più grande produttore al mondo di auto elettriche al mondo ma anche il più grande utilizzatore di batterie EV. A conti fatti rappresenta quasi il 30% della flotta complessiva di EV. A conferma dell’enormità dei numeri Tesla si deve pensare che ammontano al 43% dell’importo totale di Mwh dei primi 10 migliori produttori mondiali di BEV / PHEV / HEV. La ragione di questo primato di Tesla non è solo nel numero degli esemplari venduti ma anche nell’elevata capacità media delle loro batterie.

CRESCITA DEL MERCATO

Dalla classifica si nota il grande distacco tra Tesla e il resto dei marchi. Secondo per la cinese BYD che si ferma a 1.387 MWh, seguita da BJEV, azienda controllata da BAIC, a 706 MWh. BYD vende anche molte vetture ibride plug-in e il numero delle PHEV conferma che la capacità media delle loro batterie è decisamente inferiore rispetto a quella delle Tesla. Molto staccata Nissan al quarto posto che ha venduto auto elettriche per 416 MWh, Renault a 238 MWh e BMW penultima a 210 MWh. Come anticipato i 2.889 MWh di Tesla la avvicinano al totale dei principali costruttori di auto mondiali tra cui Ford, Mercedes-Benz e Volkswagen. Sono infatti tutti e tre siano fuori dalla classifica dei primi 10. Dato interessante è la crescita della potenza delle batterie a marzo 2019. L’aumento è stato di 9,76 GWh con una impennata del 94% su base annua.

IL TREND

Insomma un’altra conferma del fatto che Elon Musk è più forte dei suoi detrattori. In particolare la classifica dei MWh permette di approfondire il fatto che Tesla è più forte di tutti i concorrenti. Stracciata anche il plotone dei 486 produttori di EV operativi in Cina. Va detto che Tesla ha sempre avuto batterie più grandi della concorrenza per ridurre l’ansia da autonomia dei suoi clienti. In generale le dimensioni delle batterie delle auto elettriche sono cresciute con una capacità media salita del 55% rispetto al 2018. Anche la Cina sta incoraggiando questa trend eliminando gli incentivi per veicoli elettrici con un’autonomia inferiore a 250 km. I numeri raccolti da Adamas Intelligence ci fanno capire che le auto elettrice vendute in circa 80 paesi al mondo, rappresentando oltre il 90% del mercato EV globale.

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L’Audi TT uscirà dal listino, al suo posto un’auto elettrica

di Antonio Elia Migliozzi

L’Audi TT non avrà un futuro o perlomeno sarà diverso da come ce lo aspettiamo. Audi ha comunicato che dopo il restyling che la ha di recente interessata la sua coupé TT uscirà dal listino. Si tratta di una scelta che spalanca le porte ad un nuovo modello elettrico ad alte prestazioni ma dalle dimensioni compatte. Audi vuole competere nel mercato delle auto elettriche e per questo ha preparato un piano ambizioso. Via dal commercio i modelli meno remunerativi e spazio, entro il 2025, a ben 30 elettrificati. Per concretizzare questa strategia Audi ha messo in campo 14 miliardi di euro da spendere entro il 2023. Le priorità per il futuro sono due; elettrificazione e digitalizzazione. Ecco allora che la transizione elettrica non risparmia neanche un modello come la TT in commercio da oltre 20 anni. Vediamo i dettagli.

FINISCE UN’ERA

Audi ha fatto sapere che non ha in programma un futuro per l’iconica sportiva TT. L’azienda ha detto che la sostituirà con un veicolo 100% elettrico. Si tratta di una mossa che vuole consolidare la sua presenza nel settore degli EV sottraendo il primato del segmento premium a Tesla. Insomma la corsa all’auto elettrificata, elettrica o ibrida che sia, miete una vittima illustre. L’Audi TT, sin dal suo lancio nel 1998, ha conquistato gli appassionati mettendo a segno anni di primati nelle vendite. Audi ha delineato la sua strategia per farsi largo nel settore prevedendo 20 modelli 100% elettrici. Entro il 2025, il suo listino comprenderà in totale più di 30 modelli elettrificati. Il Ceo di Audi, Bram Schot, ha detto chiaramente che una strategia incentrata sulla sostenibilità implica sacrifici. Questo significava che il marchio ha scelto di tagliare tutti i modelli caratterizzati da scarsi volumi di vendita.

FUTURO ELETTRICO

La promessa di Audi è quella di sostituire la sportiva compatta TT entro pochi anni con un modello elettrico ma “emotivo” così come lo è stata la versione a motore termico. Il progetto prevede anche il posizionamento all’interno della stessa fascia di prezzo. La TT non sarà però l’unica a conoscere cambiamenti radicali. Audi pensa anche alla prossima generazione dell’ammiraglia A8 che potrebbe essere completamente elettrica e basata su un “concetto completamente nuovo”. Sempre il Ceo di Audi Schot ha messo in dubbio anche la supersportiva R8. Anche per lei si starebbe delineando un domani elettrificato. Per dare concretezza a questi e a molti altri progetti Audi investirà 14 miliardi di euro entro il 2023. Le parole d’ordine sono mobilità elettrica, digitalizzazione e guida autonoma. In questa dinamica il nuovo crossover elettrico e-tron lanciato a marzo è solo la prima pedina a scendere in strada.

LA PROSPETTIVA

Per compensare gli enormi investimenti per i modelli elettrici Audi conta di vendere in mercati come la California e la Cina, i suoi crediti CO2. I marchi indietro nello sviluppo di prodotti elettrificati potrebbero essere interessati a fare accordi con il brand tedesco. Audi vuole anche ridurre e riutilizzare quante più risorse possibile per rendere la produzione ecocompatibile. La promessa è che gli impianti di produzione del marchio in Germania, Ungheria e Messico avranno zero emissioni di CO2 entro il 2025. Per Audi tutta la catena del valore dovrà essere più green per questo si lavora già a partire dagli accordi con i fornitori. Non si tratta di un novità assoluta visto che anche Mercedes e BMW hanno recentemente dichiarato di aver fatto della sostenibilità un principio determinante per il loro futuro.

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Opel Corsa full-electric ufficiale con motore da 136 CV e autonomia di 330 KM

di Lorenzo Spada
Opel Corsa full-electric

Nel valzer delle auto elettriche è appena entrata la nuova Opel Corsa full-electric, primo veicolo del segmento B del colosso tedesco che permette di avere un motore dalla potenza discreta (fino a 136 CV e 260 Nm di coppia) e un’autonomia di tutto rispetto che arriva a 330 KM. Pur non essendo un’auto sportiva, assomiglia […]

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Daimler: zero emissioni entro il 2039

di Valentina Acri
Il produttore tedesco Daimler punta a vendere solo veicoli con zero emissioni entro il 2039 e plug-in per fare più del 50% delle vendite di auto entro il 2030. La sostenibilità è uno degli elementi chiave della strategia di Daimler e, allo stesso tempo, un punto di riferimento per il successo aziendale. Il futuro presidente del […]

Tesla Model 3 si schianta: la scatola nera scagiona l’Autopilot inserito

di Redazione

Lo scorso primo marzo si è verificato il terzo incidente mortale legato all’uso dell’Autopilot di Tesla. È accaduto a una Model 3. L’incidente è avvenuto a Delray Beach, in Florida, e ha causato la morte del conducente dell’auto, che si è andato a schiantare contro il rimorchio di un camion. Il rapporto dell’Agenzia per la Sicurezza dei Trasporti Nazionali statunitense (NTSB) ha analizzato i dati della scatola nera del veicolo elettrico. La relazione rivela che il conducente ha azionato il pilota automatico 10 secondi prima dell’incidente. Meno di 8 secondi prima della collisione, l’uomo alla guida ha tolto le mani dal volante. Il veicolo procedeva a 109 km/h in un tratto di autostrada con limite a 89 km/h. Né l’autista né l’auto hanno attuato una manovra per evitare l’impatto. La vettura è finita così sotto il rimorchio del camion.

I PRECEDENTI

Ci sono due precedenti simili a quanto accaduto a marzo in Florida. Il primo risale al maggio 2016, quando una Tesla Model S con pilota automatico inserito si schiantò con un trattore, finendoci sotto e distruggendo anche in quel caso il tettuccio, con conseguente morte del conducente. Il secondo si è verificato nel marzo 2018 a Mountain View, California. Anche in quel caso l’Autopilot, dopo essere stato inserito, ha più volte chiesto al conducente di rimettere le mani al volante, richieste rimaste ignorate. Questo ha causato la collisione, fatale per il guidatore.

NUOVE PREOCCUPAZIONI PER L’AUTOPILOT

Il recente incidente rinnova una serie di questioni riguardanti l’utilizzo e la sicurezza della guida autonoma. Infatti, seppure il sistema può condurre i veicoli per estesi periodi di tempo, non può ancora prescindere dall’intervento umano. Tesla si è quindi difesa sostenendo che la compagnia consiglia sempre ai conducenti di tenere le mani sul volante anche con l’Autopilot inserito. Dice inoltre che il sistema stesso avvisa l’autista quando stacca le mani dal volante. Nella dichiarazione a seguito dell’accaduto si legge: “I conducenti di Tesla hanno percorso più di un miliardo di miglia con l’Autopilot inserito. I nostri dati mostrano che, quando usato correttamente da un guidatore pronto a riprendere il controllo in ogni momento, i conducenti aiutati dall’Autopilot sono più sicuri di quelli che guidano senza assistenza”.

LA REAZIONE DEGLI ENTI PER LA SICUREZZA

David Friedman, ex funzionario dell’Amministrazione Nazionale per la Sicurezza del Traffico Autostradale (NHTSA), è di parere contrastante. Ha detto infatti che “Tesla deve limitare l’Autopilot in modo che possa essere usato in sicurezza e installare un sistema molto più efficace per verificare il coinvolgimento del conducente”. L’NHTSA sta quindi investigando sull’incidente di Delray Beach. Ha dichiarato che sta “attentamente valutando tutti i dati disponibili e pubblicherà ogni conclusione riguardante l’indagine”.

 

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Tesla, arriva l’aggiornamento antincendio per le batterie in ricarica

di Redazione

Tesla è da sempre sinonimo di innovazione. Non solo dal punto di vista tecnologico ma anche nella sicurezza. Per questo motivo la notizia dei due incendi che hanno colpito le Model S hanno fatto scalpore. Il primo a Hong Kong, il secondo a Shangai. Dopo l’accaduto la Casa americana, ha annunciato con un comunicato che ci sarà un aggiornamento del software delle batterie atto a prevenire l’insorgere di incendi.

I DUE EPISODI

Martedì 14 maggio, secondo quanto riportato dal giornale Apple Daily di Hong Kong, una Tesla Model S, 30 minuti dopo essere stata parcheggiata ha preso fuoco in un parcheggio di un centro commerciale. Un incidente che si ripete. Infatti circa tre settimane fa, Tesla aveva inviato una squadra di tecnici per indagare sull’esplosione di una Tesla Model S parcheggiata in un centro commerciale di Shangai.

LE INDAGINI CONTINUANO

L’episodio, avvenuto questa settimana ad Hong Kong, si aggiunge ai 13 reclami su incendi che hanno visto coinvolti modelli di Tesla dal 2013 ad oggi. Le indagini sull’incidente sono ancora in corso. Dalle prime dichiarazioni della Casa americana, che collabora con le autorità, sembrerebbe che non tutto il pacco batterie sia stato danneggiato. Inoltre, che solo alcuni moduli della batteria della vettura sono stati rovinati dall’incendio.

LE DICHIARAZIONI DI TESLA

Per garantire la sicurezza dei propri clienti, nella giornata di mercoledì, Tesla ha dichiarato in un comunicato: “Stiamo continuando a indagare, con grande attenzione, sulle cause dell’incidente. Stiamo rivedendo le impostazioni di carica e della gestione termica sui veicoli Model S e Model X tramite un aggiornamento software “over-the-air” che da oggi garantirà non solo una migliore protezione della batteria ma anche una più lunga durata di utilizzo.

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Auto elettrica: solo il 28% degli italiani la comprerebbe per ZTL e blocchi

di Antonio Elia Migliozzi

Cambiano le scelte degli italiani in materia di alimentazione auto. Uno studio rivela l’aumento dei consensi per l’ibrido che si piazza al primo posto. Consapevoli dell’importanza di fare una scelta rivolta al futuro i driver italiani guardano all’elettrificazione. E se per la maggioranza è ancora presto per mettere in garage una vettura 100% elettrica i motori ibridi incassano un consenso unanime. L’auto ibrida si sceglie principalmente per la tutela dell’ambiente (53%) ma seguono anche le esigenze di viabilità e i risparmi nella gestione. In generale crollano le motorizzazioni tradizionali con gli italiani che preferiscono le auto benzina alle diesel. Male il gas che occupa il fondo classifica nel gradimento, ultimi due posti rispettivamente per Gpl e metano. Vediamo i dettagli.

IBRIDO AL PRIMO POSTO

In occasione dell’Automotive Dealer Day di quest’anno Quintegia anticipa i dati emersi nel suo report annuale sulla mobilità in Italia. Nel dettaglio gli italiani sono pronti all’elettrificazione ma con riserva. Se l’ibrido mette d’accordo quasi tutti attorno alle auto elettriche ci sono ancora dubbi. Le auto elettrificate, quindi ibrido ed elettrico, si confermano l’oggetto del desiderio per il 63% degli automobilisti. Ci sono ancora preoccupazioni legate alla mobilità elettrica in particolare nell’immediato futuro. Lo studio ha indagato un campione di oltre 3.000 driver italiani che hanno comprato un’auto nuova o a km 0 negli ultimi 2 anni. Si tratta di persone interessate all’acquisto, entro il 2019, di un’altra vettura. Nei fatti 6 italiani su 10 dicono di essere intenzionati ad acquistare un’auto elettrica. Il dato somma il 48% di “probabilmente sì” al 15% dei “certamente sì”.

L’AUTO DEL FUTURO

Quando si fissa il termine di acquisto a 6 mesi i “sì” scendono al 31,2% con un 44% di indecisi. Quasi la metà cerca ulteriori informazioni per concludere l’acquisto dell’auto. Quintegia ha poi guardato alle motivazioni per cui si compra un’auto elettrificata. Tra gli italiani il rispetto dell’ambiente è la motivazione più diffusa (53%) seguita dalla considerazione che “è l’auto del futuro” (43%). Stranamente le ragioni più pratiche sono in bassa classifica. Tra queste la viabilità con i problemi di Ztl e blocchi del traffico è al 28% e il risparmio al 22%. Interessante l’attenzione degli italiani al bollo auto con il 12% che lo cita direttamente. Circa 1 consumatore su 4 esclude l’acquisto di un’auto elettrica nei prossimi 6 mesi. Il motivo è che ci sono questioni irrisolte come l’autonomia ridotta (48%) e la scarsità di colonnine di ricarica (33%). Inoltre per il 28% non sono affidabili.

ALIMENTAZIONI A CONFRONTO

In generale il prezzo elevato rispetto rispetto alle motorizzazioni tradizionali (26%) frena le scelte elettrificate degli italiani. Come detto a risolvere i dubbi sull’elettrico ci pensano le auto ibride. Queste motorizzazioni sono in testa all’elenco con 3 italiani su 4 che si dicono probabilmente (55%) o certamente (20%) intenzionati all’acquisto. Per quanto riguarda i motori tradizionali, la benzina è presa in considerazione da più della metà del campione (56%). Male il diesel che registra un 36% degli italiani schierato sul “certamente no” all’acquisto. Il diesel rimane una possibilità solo per 4 italiani su 10 (41%), con picchi di gradimento al 63% tra gli acquirenti di marchi premium. Chiude la classifica il gas auto. Ultimo il metano con un “no secco” all’acquisto al 47% e il “probabilmente no” al 28%. Quanto al Gpl i valori di gradimento sono rispettivamente al 43% e 25%.

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Polestar firma con Catl e LG Chem per la fornitura di batterie

di Redazione

Che il Gruppo Volvo abbia ormai sterzato in maniera deciso verso l’elettrico è cosa nota. Tutta la gamma, infatti, sarà presto elettrificata. E già ora il brand Polestar propone solo modelli a impatto zero. Ora il gruppo svedese torna a far parlare di sè. L’ultima notizia, riguarda l’accordo tra i produttore scandinavo con due colossi mondiali della produzione di batterie. Si tratta di  la CATL e la LG Chem. Una partnership importante, dalla quale proverranno, tra le altre, anche le batterie della nuova Polestar 2.

L’ACCORDO
L’accordo decennale vedrà le due società fornire le batterie per diversi modelli del Gruppo Volvo. A partire dalla Polestar 2, le batterie LG Chem e CATL saranno montate sui nuovi veicoli elettrificati sia della gamma Volvo, sia Polestar. “Grazie a questi fornitori abbiamo la certezza che le nostre auto elettriche saranno alimentate da batterie di alta qualità su cui i nostri clienti potranno fare affidamento”, ha dichiarato il capo di Polestar Thomas Ingenlath.

I GIGANTI CATL E LG CHEM
CATL, che in aprile ha registrato un aumento del 48% delle entrate rispetto all’anno precedente, è il principale fornitore cinese di batterie agli ioni di litio e nel 2018 ha prodotto un totale di 23,4 GWh di batterie per veicoli elettrici. LG Chem, fornisce invece batterie per un certo numero di case automobilistiche europee tra cui i gruppi Volkswagen e Daimler. Una delle auto equipaggiate dal colosso è l’ammiraglia di Audi, la e-tron. Lo scorso anno in Europa si erano registrati ritardi che avevano causato non pochi disagi nelle linee di produzione.

SOLUZIONE DEI PROBLEMI NELLE FORNITURE
Il doppio accordo eviterà qualsiasi problema di fornitura della batterie per la società, che ha importanti obiettivi di vendita. A titolo d’esempio nella sola Australia sono previste fino a 1.800 Polestar 2. La Polestar, che in Europa avrà un prezzo di partenza di 39.900 €, è pronta a confrontarsi ad armi pari con la californiana Tesla, che ha però come fornitore di batterie la Panasonic.

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Fiat 500e arriverà ufficialmente nel 2020

di Lorenzo Spada
Fiat 500e

Durante un intervento per i cento anni dell’assemblea degli industriali metalmeccanici torinesi, il presidente di FCA John Elkann ha dato la conferma svelando che l’inizio della produzione della Fiat 500e avverrà nel 2020 nello stabilimento di Mirafiori. La presentazione vera e propria avverrà al Salone di Ginevra 2020, con la commercializzazione che dovrebbe avvenire da […]

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Volkswagen riciclerà le batterie delle EV, ecco come

di Emanuela Acri
Il colosso automobilistico Volkswagen ha reso noto che si dedicherà al riciclaggio di batterie delle sue auto elettriche. Così facendo potranno essere recuperate il 97% di tutte le materie prime utilizzate. Per questo motivo dovrebbe essere realizzato un impianto pilota dedicato appositamente al riciclaggio delle batterie. L’impianto verrà realizzato presso lo stabilimento in Germania, precisamente […]

Volkswagen riceve l’ok alla costruzione della fabbrica di batterie in Europa

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen procede nei suoi piani di trasformazione. Il gruppo tedesco, avviati gli ordini della sua elettrica ID.3, traccia i piani per il futuro. In arrivo importanti novità su più temi importanti. Confermata l’apertura in Bassa Sassonia di uno stabilimento dedicato alle batterie per i veicoli elettrificati. Volkswagen ha anche deciso di avviare un confronto con altre aziende dell’auto per valutare una produzione comune. Joint venture e partnership saranno sempre più determinanti in tutti i settori di azione, dall’auto ai camion. Per evitare crisi interne il gruppo ha confermato la condivisione di tutte le prossime decisioni con i rappresentanti dei sindacati. Diamo uno sguardo ai dettagli.

DECISIONI STRATEGICHE

Si sono riuniti il Consiglio di Sorveglianza e quello di Amministrazione del Gruppo Volkswagen. All’ordine del giorno le decisioni sui dossier più importanti dall’auto elettrica alle alleanze commerciali. Per dare slancio alla sua offensiva elettrica, il brand ha fatto sapere di voler mettere l’Europa al centro. L’azienda costruirà uno stabilimento dedicato alle produzione delle batterie per le auto elettriche. Per questo il management aziendale ha approvato investimenti per circa 1 miliardo di Euro. La fabbrica avrà sede a Salzgitter, in Bassa Sassonia. Per cercare nuove alleanze industriali Volkswagen organizzerà dei negoziati con altre case. Nel dettaglio si cercano siti adatti per un nuovo stabilimento europeo in comune con più marchi. Come sappiamo, in un periodo di trasformazione per il settore mobilità, la condivisione tecnologica è la chiave per la redditività. Il Consiglio di Sorveglianza ha confermato, sul fronte camion, il lavoro alla IPO per Traton da lanciare prima della dell’estate.

SETTORI PORTANTI

“Nell’ambito della nostra strategia globale di elettrificazione intendiamo assicurarci la capacità di batterie attraverso partnership strategiche. Allo stesso tempo vogliamo incrementare la capacità produttiva in Europa” ha dichiarato Hans Dieter Pötsch, Presidente del Consiglio di Sorveglianza. Insomma anche il gruppo Volkswagen si rende conto della grandezza le sfide di un mercato che cambia. Elettrificazione e digitalizzazione della flotta restano priorità assolute per il settore auto. Volkswagen conferma allora il lavoro sulla gamma ma vuole anche lanciare, nei prossimi anni, nuove aree di business legate ai servizi di mobilità. Il vuole guidare l’evoluzione industriale del comparto. In particolare si lavora ai servizi online legati alla connettività dei veicoli alla rete. Sembra che già la nuova Golf monterà un’interfaccia capace trasportare l’auto nel mondo dell’Internet of Things. Lo stesso Ceo del gruppo Diess ha confermato l’impegno alla competitività riguardo a tutte le sfide in atto.

PROCESSI CONDIVISI

Una Volkswagen in piena trasformazione è costretta a ripensare il suo modello di business. Per evitare shock l’azienda lavora ad una forte intesa con i sindacati di fabbrica. Bernd Osterloh, Presidente del Consiglio di fabbrica VW ha precisato: “Le decisioni prese tracciano la strada per l’ulteriore sviluppo sostenibile dell’occupazione e della redditività”. Parte allora la conversione delle fabbriche Volkswagen perché possano passare dalla produzione attuale a quella delle future auto elettriche. L’obiettivo è la transizione alle auto elettriche senza licenziamenti o tagli ai lavoratori. Il Land della Bassa Sassonia è da sempre sede di importanti attività del gruppo Volkswagen. La sfida di produrre batterie per le auto elettriche in Germania vuole creare condizioni competitive evitando delocalizzazioni. La minore complessità delle vetture elettriche porterà comunque il gruppo a ridurre la forza lavoro.

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Seat vuole democratizzare l’accesso alle auto elettriche

di Lorenzo Spada
Seat

Seat è una delle case automobilistiche che sta investendo maggiormente nella rivoluzione dell’elettrico e, proprio come molti altri marchi, ha come obiettivo principale “democratizzare l’accesso alle auto elettriche”, arrivando ad avere un’ottimizzazione della linea produttiva e quindi dell’offerta tale da poter offrire i propri veicoli a prezzi economici. Il presidente del marchio spagnolo Luca De […]

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Seat: auto elettriche economiche per tutti

di Valentina Acri
Il presidente del marchio spagnolo Luca De Meo, in un colloquio con l’ANSA durante il Salone di Barcellona, rende noto che il compito di Seat sarà quello di creare auto elettriche accessibili economicamente a tutti, “costruendo auto elettriche per milioni, non per milionari: quel compito lo lasciamo a Lamborghini”. I clienti chiedono propulsione ibrida o […]

3 elettriche per Seat: la gamma va da Minimò a Cupra Formentor

di Redazione

Seat gioca in casa e alla centesima edizione di Automobile Barcellona presenta la propria visione sulla mobilità elettrica. Lo fa portando in mostra una gamma completa, che si compone di due Seat e due Cupra. È Luca de Meo in persona, presidente della Casa di Martorell, a spiegare come si pone il marchio di fronte alla corsa verso l’elettrificazione. “Come Seat stiamo vivendo un momento estremamente positivo e i nuovi modelli in arrivo ci permettono di guardare al futuro con estrema fiducia”. In effetti il brand sta facendo registrare una crescita anche in doppia cifra in tutta Europa, Italia inclusa.

IL CAR POOLING CON LA MINIMÒ

Per quanto riguarda il marchio Seat in senso stretto, la Casa ha portato la Minimò e la el-Born. La prima, la Minimò, interpreta una futura vettura da città. Ha dimensioni compatte e due soli posti. La piccola concept ha anche guida autonoma di livello 4 e un’interessante soluzione per le batterie che possono essere sostituite “al volo”. Lunga 2,5 metri e larga 1,24 può essere parcheggiata anche negli spazi riservati alle moto. Promette 100 km con una ricarica ed è stata pensata per offrire nelle città del futuro sevizi di “bus on demand” e car pooling. In pratica, due servizi di mobilità condivisa che permetteranno sia di prenotare un corsa in tempo reale o di dare un passaggio ad un’altra persona mentre si percorre il solito tragitto casa-lavoro.

EL-BORN: LA PRIMA A ZERO EMISSIONI

A fianco di un’interpretazione futuristica di mobilità cittadina come la Minimò, Seat ha portato anche un esempio ben più concreto di auto elettrica. Si chiama el-Born ed è stata presentata al Salone di Ginevra. Anticipa molto da vicino il modello di serie atteso per il 2020. Sarà il primo ad arrivare per la Casa e sarà realizzato sulla stessa base della Volkswagen ID.3 che è in già in preordine a partire da poco meno di 40.000 con una “first edition” che si piazza al top dell’offerta. La el-Born avrà autonomia compresa tra 300 e 420 km in base alla versione e potrà ricaricarsi per percorrere 260 km in soli 30 minuti.

CUPRA DA STRADA E DA CORSA

Seat ha colto l’occasione di Automobile Barcellona per portare anche due vetture del neonato marchio Cupra. Si tratta della Fomentor e della e-Racer. La prima è l’auto con cui Cupra esordirà come marchi indipendente da Seat. Si tratta di un Suv sportivo spinto da uno schema ibrido plug-in con potenza massima di 245 CV che può percorrere in solo elettrico fino a 50 km/h. La seconda invece è una vettura da corsa. Si chiama e-Racer e come Minimò e el-Born è del tutto elettrica. Solo che ha una potenza complessiva di 680 CV, può raggiungere una velocità massima di 270 km/h e ha accelerazioni brucianti. Scatta da 0 a 100 in 3”2 e da 0 a 200 in 8”2.

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L’ibrido debutta su Opel: la tecnologia di PSA su Grandland X Hybrid4

di Redazione

Dopo i recenti anni bui, Opel ha dato avvio a un deciso cambio di rotta grazie all’acquisto da parte del Gruppo PSA. La nuova proprietà, arrivata nel marzo 2017, ha risollevato le sorti della Casa di Russelsheim. La condivisione delle piattaforme tra i modelli dei vari marchi ha visto la nascita di nuove auto come Grandland X e Crossland X. Adesso grazie alle sopra citate sinergie, Opel debutta nel mondo dell’elettrificazione di ultima generazione. Lo fa con la Opel Grandland X Hybrid4, che adotta una tecnologia Plug-In Hybrid.

DUE MOTORI ELETTRICI

Il sistema Plug-in Hybrid regala prestazioni da urlo alla nuova Opel Grandland X Hybrid4. La propulsione viene fornita da un motore termico e due motori elettrici. Il primo è un quattro cilindri turbobenzina 1.6 litri a iniezione diretta da 200 CV. A supporto di questo, troviamo due unità supportate a batteria da 109 CV, una all’anteriore e una al posteriore. Quest’ultima garantisce la presenza della trazione integrale on demand. La potenza complessiva è di 300 CV. Si tratta dello stesso schema presente sulla Peuoget 3008 Hybrid4, declinato in una diversa variante di potenza.

50 KM IN ELETTRICO

La batteria agli ioni di litio da 13,2 kWh permette alla Grandland X Plug-in Hybrid di percorrere fino a 50 chilometri in modalità puramente elettrica secondo il ciclo di guida WLTP. Se a velocità basse entra in gioco la parte elettrica della propulsione, a velocità medio-alte il motore a combustione interna interviene garantendo prestazioni elevate. La ricarica della batteria può essere effettuata grazie al caricatore di bordo da 3,3 kWh posizionato sul lato opposto allo sportello del carburante. La batteria viene completamente ricaricata in circa 1 ora e 50 minuti con una wallbox da 7,4 kWh. Ce ne vorranno circa sette, invece, attaccandosi alla normale rete elettrica.

QUATTRO PROGRAMMI DI GUIDA

A disposizione dei clienti, la Grandland X ibrida offre quattro modalità di guida: elettrica, ibrida, trazione integrale e Sport. Grazie a questo sistema, l’automobilista può scegliere di adattare le caratteristiche dinamiche della vettura in base ai propri desideri e alle condizioni di guida specifiche. Scegliendo la modalità elettrica, l’auto tende ad utilizzare solo le due unità elettriche negli spostamenti. Con la modalità ibrida, invece, la vettura gestisce i motori alla ricerca della massima efficienza nei consumi. Con la funzione trazione integrale viene attivato manualmente l’asse posteriore elettrico per avere la massima trazione in tutti i tipi di strade.Mentre la modalità Sport fornisce al conducente la massima potenza dalla vettura.

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Auto ecologiche: vendite in aumento, l’Ecobonus funziona?

di Redazione

Auto ecologiche vendite

È ancora presto per giudicare correttamente gli effetti della misura voluta dal Governo, ma nel primo mese di piena attuazione dell’Ecobonus 2019 – 2021 le vendite delle auto ecologiche (elettriche e ibride plug-in) hanno subito una forte impennata, portando il settore a livelli mai raggiunti in precedenza. Per lo meno in Italia.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE PLUG-IN AD APRILE 2019

Lo ha reso noto l’ANFIA, Associazione nazionale filiera industria automobilistica, in un focus sul mercato italiano delle auto. Ad aprile 2019 sono state vendute 1.200 vetture elettriche e 536 ibride plug-in, per una quota di mercato pari all’1%. Numeri ancora relativamente bassi, ok, ma l’anno scorso nello stesso mese le immatricolazioni di auto elettriche in Italia erano state circa 260. L’aumento è evidente. Ed estendendo il dato ai primi quattro mesi di quest’anno le vendite di veicoli elettrici a batteria risultano quasi raddoppiati, da 1.200 a 2.350.

L’IMPENNATA NELLE VENDITE DELLE AUTO RICARICABILI COMMERCIALI

I privati hanno contribuito a questo piccolo boom ad aprile delle auto ecologiche per il 34% del totale (589 vetture, da aprile 2018 a febbraio 2019 la media era stata di 140 al mese). Il restante 66%, per un totale di 1.147 autovetture, è frutto invece delle vendite di auto ricaricabili commerciali, con un significativo apporto dal noleggio (540 unità) e dal leasing (237). La provincia che ha immatricolato più auto ecologiche nel mese di aprile 2019 è stata Firenze. Mentre Trento domina la classifica da inizio anno. Per la cronaca, le auto elettriche più vendute in Italia ad aprile sono state Renault Zoe, Nissan Leaf, Smart Fortwo e Tesla Model 3.

ECOBONUS 2019 – 2019: PRIME RISORSE PIÙ CHE DIMEZZATE

Dunque l’Ecobonus 2019 – 2021 sta funzionando? Ripetiamo: per un primo bilancio veramente attendibile è meglio aspettare qualche altro mese. Ma è indubbio che dall’8 aprile, data di pubblicazione del decreto attuativo, le prenotazioni dei contributi abbiano prodotto già un dimezzamento delle risorse stanziate dal MISE per la prima tranche del provvedimento. E questo nonostante tra i concessionari regni ancora un po’ di confusione sulla corretta applicazione dell’Ecobonus, come da una nostra recente indagine.

A RILENTO GLI INCENTIVI ROTTAMAZIONE MOTO

In particolare, alla data di oggi sono rimasti poco più di 8 milioni di euro sui 20 milioni a disposizione nella fase sperimentale di 120 giorni. Davvero niente male (ricordiamo che complessivamente ci sono 60 milioni di euro per il 2019 e 70 milioni per il 2020 e il 2021 per l’acquisto di autovetture con emissioni fino a 70 g/km). Decisamente più a rilento, invece, la richiesta di incentivi per moto e ciclomotori della medesima tipologia. Finora, infatti, si sono utilizzati poco meno di 200 mila euro su 10 milioni disponibili entro il 31 dicembre 2019. Ma ci aggiorniamo tra qualche mese per un quadro più completo.

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Futuro VW articolato su tre piattaforme EV, arriva nuovo marchio?

di Emanuela Acri
Che il gigantesco Gruppo Volkswagen ha in serbo un’offensiva sostanziale di veicoli elettrici, in attesa dietro le quinte, non è una novità. Ma le versioni di produzione dei numerosi concetti di ID e e-tron hanno comunque molta importanza. Secondo quanto riportato su Automobile Magazine, il Gruppo Volkswagen è concentrato ad espandere la sua lista di EV a 70 veicoli entro il 2028, contro l’biettivo […]

Volkswgen ID.3: l’elettrica si può già ordinare con 1000 euro

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen lancia la sua nuova gamma elettrica. A Berlino finisce sotto i riflettori dei media internazionali la nuova ID.3 ovvero l’apripista del lineup elettrico che VW ha annunciato per il suo futuro. La scelta del 3 non è casuale. Oltre a riferirsi al segmento delle compatte nel quale si piazza, indica che si tratta, secondo VW, del terzo modello più importante della sua storia dopo Maggiolino e Golf. Volkswagen ha aperto la prevendita della ID.3 senza svelarne il design definitivo che vederemo a settembre al prossimo Salone dell’auto di Francoforte. Nel frattempo la vettura è ordinabile versando una caparra da 1.000 euro. A settembre apertura degli ordini con listino per la entry level sotto i 30.000 euro. Vediamo i dettagli della nuova Volkswagen elettrica.

PREVENDITA AL VIA

Volkswagen ha avviato il pre-booking europeo per il primo modello della nuova gamma totalmente elettrica ID. Compito di rompere il ghiaccio spetta alla compatta ID.3 che è preordinabile versando una quota di 1.000 Euro. Si tratta della possibilità concreta di essere tra i primi a portarsi a casa il nuovo modello. Per l’occasione Volkswagen ha realizzato una edizione speciale ID.3 1ST ha una dotazione molto ricca ed è equipaggiata con una batteria di capacità intermedia. Saranno infatti tre i pacchi batteria disponibili sulla vettura. L’autonomia nel ciclo WLTP è compresa tra i 330km della entry level fino ai 550 km della top di gamma. Come detto l’edizione speciale ID.3 1ST disponibile in pre-booking ha un’autonomia di 420 km. In Italia, il prezzo della ID.3 partirà da meno di 30.000 euro. Diversamente la serie speciale ID.3 1ST costerà meno di 40.000 euro.

SOSTENIBILITA’

Va ricordato che ai prezzi di listino andranno sottratti i contributi statali e locali previsti per le auto elettriche. Volkswagen offre inoltre agli aderenti al pre-booking un anno di ricariche incluse per la loro nuova ID.3 1ST. Sul fronte sostenibilità il colosso di Wolfsburg ha fatto sapere che la ID.3 ha un bilancio neutro di carbonio. Questo significa che sia la produzione delle batterie che quella dell’auto utilizzeranno energia da fonti rinnovabili. Le emissioni del processo di produzione verranno compensate con il finanziamento di VW a progetti certificati di tutela del clima. La produzione della ID.3 inizierà alla fine del 2019 e i primi esemplari saranno consegnati a metà del 2020. “Con l’inizio del pre-booking europeo della ID.3, la mobilità elettrica Volkswagen si concretizza”, ha commentato Jürgen Stackmann responsabile Marketing e Post-Vendita VW.

ALLESTIMENTI E DOTAZIONI

Volkswagen offre l’edizione speciale ID.3 1ST in quattro colori e tre versioni. Al momento l’azienda non ha scelato, come per il design, dettagli specifici sulle dotazioni. VW ha chiarito che la ID.3 1ST Plus avrà le luci IQ.Light e vernice bicolore, la ID.3 1ST Max un ampio tetto panoramico e sistemi avanzati compreso head-up display con realtà aumentata. Gli aderenti al pre-booking potranno effettuare l’ordine definitivo dopo il Salone dell’Automobile di Francoforte previsto a settembre 2019. Nel frattempo si potrà cambiare idea senza costi, ottenendo la restituzione integrale della quota di 1.000 euro. Volkswagen punta a conquistare il mercato globale delle auto elettriche con 20 modelli EV entro il 2025 e oltre un milione di veicoli venduti ogni anno. Dopo il lancio della ID.3 sono attesi i crossover ID. CROZZ e ROOMZZ e la berlina ID. VIZZION.

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Germania: primi cavi aerei in autostrada per camion elettrici

di Valentina Acri
La Germania ha installato dei cavi aerei su un’autostrada per far si che alimentino i camion in percorrenza. Questa grande novità tecnologica è strategicamente importante e innovativa e potrebbe segnare l’inizio di un nuovo modo per rendere il trasporto su ruota ad impatto vicino allo zero, dato che le linee elettriche aeree, come quelle che […]

Nuova citycar elettrica Dacia: debutto nel 2021

di Valentina Acri
L’auto elettrica “low cost” di Dacia è al centro di un nuovo progetto destinato al commercio nei prossimi anni. Ne avevamo parlato non molto tempo fa, e non ci sono ancora dettagli precisi su questo modello, ma probabilmente l’auto potrebbe già debuttare nel 2021. La casa produttrice, appartenente al gruppo Renault, ha come scopo quello […]
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