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Oggi — 14 Ottobre 2019RSS feeds

Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna: nuovo bando ottobre 2019

di Raffaele Dambra

Incentivi auto ecologiche Emilia-Romagna

È stato appena avviato un nuovo bando regionale, il terzo da febbraio di quest’anno, che prevede incentivi per l’acquisto di auto ecologiche in Emilia-Romagna nel mese di ottobre 2019. Sono a disposizione 485 mila euro per i privati cittadini emiliano-romagnoli che intendono rottamare una vettura inquinante sostituendola con un’altra decisamente più green. Il contributo regionale è di 3 mila o 2 mila euro a veicolo, fino a esaurimento fondi.

INCENTIVI EMILIA-ROMAGNA OTTOBRE 2019: I REQUISITI

In particolare, possono accedere agli incentivi i residenti in regione che rottamano auto alimentate a benzina fino a Euro 2 oppure auto diesel fino a Euro 4 e acquistano contestualmente vetture nuove con basse o zero emissioni. L’incentivo regionale è di 3 mila euro per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi e di 2 mila per chi compra automobili a metano o Gpl. Le domande possono essere presentate fino al 29 ottobre 2019, senza alcun vincolo legato al reddito o all’Isee dell’interessato. Non serve nemmeno la certezza dello sconto ulteriore del 15% sul prezzo di listino del modello base praticato dalle case produttrici, previsto dal Protocollo di intesa siglato nel 2018 tra Regione Emilia-Romagna, Anfia, Unrae e Federauto. E si considerano automaticamente acquisite le richieste pervenute nell’ambito della precedente edizione del bando per le quali i rivenditori non lo abbiano applicato.

INCENTIVI AUTO ECOLOGICHE EMILIA-ROMAGNA: ELETTRICHE, IBRIDE, METANO E GPL

I contributi sono a disposizione anche di chi ha già rottamato una vettura inquinante dal 1° gennaio 2019 e non ha ancora provveduto a sostituirla con una più ecologica. Il veicolo da rottamare può essere sia un’autovettura di proprietà che un mezzo intestato a un’altra persona, purché quest’ultima abbia dato il consenso e sia anch’essa residente in Emilia-Romagna. Come detto, oltre alle auto elettriche concorrono all’ottenimento del bonus le auto ibride (benzina/elettrica), a metano (mono e bifuel benzina) e Gpl (mono e bifuel/benzina), ma devono essere almeno Euro 6. È ammesso il cumulo con gli incentivi dell’Ecobonus 2019-2021 voluto dal Governo Conte I.

LA PROCEDURA PER ACCEDERE AGLI INCENTIVI

La procedura per accedere agli incentivi auto ecologiche dell’Emilia Romagna dev’essere eseguita esclusivamente online collegandosi nella sezione dedicata del portale della Regione e usando le credenziali informatiche. Il 29 ottobre 2019 è la data ultima per prenotare il contributo, poi entro il 31 dello stesso mese si deve inviare l’ordine di acquisto della nuova vettura ed entro il 30 aprile 2020 è prevista la rendicontazione attraverso un applicativo regionale.

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Dyson ha accantonato l’idea di fare un’auto elettrica

di Simone Lelli
Brutte notizie per chi si aspettava qualcosa di interessante sul mercato da parte della famosa azienda Dyson, nota per i suoi aspirapolvere: sembra infatti che la compagnia non sia riuscita a trovare un compratore per il suo progetto di auto elettrica. Il capo dell’azienda, James Dyson, aveva affermato che i suoi ingegneri avevano messo su […]

Toyota e Subaru, nuovo accordo per i veicoli elettrificati

di Valentina Acri
Proseguono le trattative tra Toyota e Subaru. Le due aziende, infatti, lavoreranno insieme in un nuovo progetto che avrà come obiettivo lo sviluppo e costruzione di veicoli elettrici e a guida autonoma. L’accordo della partnership tra le due risale al 2005, quando Toyota e Subaru firmarono l’accordo commerciale per lo sviluppo di auto sportive a […]

Polestar 2, “Performance Pack” da 6000 euro

di Valentina Acri
Polestar 2, modello a zero emissioni, avrà uno speciale allestimento grazie alla versione Performance Pack: ideato appositamente per rendere la vettura più sportiva, includendo sospensioni regolabili, freni più potenti e pneumatici più leggeri al fine di ottimizzare le dinamiche di guida. É noto che la Polestar, filiale della casa automobilistica svedese Volvo, è specializzata nella produzione […]
Meno recentiRSS feeds

Volta, le colonnine elettriche veloci e gratuite stanno per arrivare

di Simone Lelli
Un’azienda californiana chiamata Volta ha trasformato il modello di vendita delle pubblicità sulle applicazioni e i giochi per smartphone in qualcosa di adatto alle colonnine di ricarica per le auto elettriche: applicando infatti dei display pubblicitari, l’azienda sfrutta quegli introiti economici per rendere gratuita la ricarica. Non parliamo di una di quelle ricariche lente e […]

Waymo conferma: in arrivo le auto senza conducente

di Simone Lelli
Prima di parlare di Waymo, è necessario fare un leggero approfondimento: azienda di Alphabet, nasce dall’ex progetto Google Driverless Car, con l’obiettivo di creare un’auto capace di trasportare persone senza avere un conducente. Progetto in lavorazione da parte di Google fin dal 2009, vede ora a capo di tutto l’ingegnere Sebastian Thrun, co-inventore di Google […]

L’elettrica XC40 di Volvo avrà il sistema Android Automotive

di Simone Lelli
Tra circa una settimana Volvo rivelerà finalmente la sua prima auto completamente elettrica: si tratta di una variante della già esistente XC40, l’iconico SUV dell’azienda. Proprio un paio di giorni fa però è stato rivelato che il sistema di infotainment che l’auto avrà a disposizione sarà il tanto acclamato Android Automotive, il sistema di Google […]

Colonnine elettriche al distributore: la conversione costa 800 mila dollari

di Donato D'Ambrosi

Ricaricare l’auto elettrica al distributore di benzina sembra un paradosso. E invece è l’esperimento ad alto rischio che sta tentando il gestore di una pompa di benzina negli USA. Al posto degli erogatori di benzina e gasolio ha montato delle colonnine per caricare veicoli elettrici. Quanto guadagna per ricaricare le auto anziché fare il pieno di benzina è ancora un’incognita. Per ora il primo Petrol-Switch Off di un distributore USA passato dalle pompe di benzina alle colonnine elettriche è costato quasi 800 mila dollari. E fin da subito l’impresa non è priva di incognite se si pensa che il maggiore competitor è “in casa” seppure dall’altro capo del continente.

LA CONVERSIONE DI UNA POMPA STORICA CON LE COLONNINE 

Gli Stati Uniti d’America sono all’11^ posto della classifica mondiale dei maggiori giacimenti di petrolio. Ma secondo il rapporto Eni, World Oil Review 2019 gli USA hanno avuto un ruolo trainante nella crescita dell’estrazione del petrolio al 2018. Se uno dei gestori storici decide di porre fine alle condizioni delle Compagnie petrolifere e rivoluzionare la sua gestione in favore dell’ambiente, vuol dire che qualcosa sta cambiando anche oltre la vendita di auto nuove. E’ la storia di Depeswar Doley, proprietario e gestore di un distributore di benzina dal 1956 che ha convertito le sue pompe in colonnine di ricarica.

COSTI E GUADAGNI DALLA BENZINA ALLA RICARICA ELETTRICA

L’incertezza sui guadagni con le ricariche di auto elettriche è alta, come lui stesso avrebbe dichiarato, tuttavia è roba di poco conto se si pensa all’investimento necessario per convertire una pompa di benzina con colonnine di ricarica auto. Il progetto è stato possibile grazie al supporto finanziario dell’Electric Vehicle Institute e della Maryland Energy Administration. Sono serviti quasi 800 mila dollari per convertire l’impianto di distribuzione tradizionale in 4 colonnine di ricarica da 200 kW.  “A convincermi è stata mia figlia 17enne dopo un colloquio con i tecnici dell’Electric Vehicle Institute” ha spiegato Depeswar.

TESLA E I SUPERCHARGER FINO A 250 kW

A giudicare però dal numero di auto elettriche circolanti nello Stato del Maryland dove si potrà ricaricare l’auto al posto di fare benzina, il progetto non sembra così folle. Ci sarebbero infatti oltre 20 mila auto elettriche circolanti oltre a servizi di taxi. Tuttavia il territorio è marcato stretto da Tesla che può contare per ora solo su Punti di ricarica affiliati e pochi Supercharger in zona. La lotta si baserà tutta sui tempi di ricarica e di attesa: per questo Tesla sta diffondendo l’architettura di ricarica V3s che permette fino a 250 kW di picco ma senza distribuzione della potenza se più di un’auto è collegata alla stessa colonnina di ricarica.

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NIO: tempi difficili per la rivale cinese di Tesla

di Emanuela Acri
Inizialmente, la startup cinese dei veicoli elettrici NIO sembrava essere una delle aziende che avrebbe potuto maggiormente incidere nell’ambito delle novità automobilistiche. Ebbene, per un primo periodo tutto è andato a gonfie vele, ma come spesso accade per molte “nuove facce” del settore, sembrerebbe che anche la prima rivale di Tesla stia passando tempi abbastanza […]

Auto elettriche: come funziona lo stacca-batteria in caso di incidente

di Donato D'Ambrosi

Il pericolo d’incendio di prendere la scossa dopo un incidente sono i timori più grandi con un’auto elettrica. Senza contare poi che, oltre alla preparazione e all’abilitazione CEI 11-27, chi interviene su un’auto elettrica o ibrida deve mettere in sicurezza il veicolo prima di operare. Per evitare inutili ritardi le auto elettriche più recenti hanno uno stacca-batteria automatico. Vediamo come funziona in caso di incidente e cosa cambia rispetto alla procedura tradizionale per la messa in sicurezza di un’auto elettrica.

METTERE IN SICUREZZA UN’AUTO ELETTRICA DOPO UN INCIDENTE

Normalmente in caso d’incidente con un’auto elettrica, il soccorso meccanico e i vigili del fuoco devono essere in grado di mettere in sicurezza l’impianto ad alta tensione. Staccare la batteria in pratica è obbligatorio prima di poter soccorrere eventuali feriti o rimuovere l’auto dalla strada. Ma tutte le auto sono diverse e anche se esiste un database a disposizione dei soccorritori con le schede di soccorso, il più delle volte accedere ai connettori di emergenza è difficoltoso. Ecco perché appena intervengono i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza un’auto elettrica incidentata tranciano i cavi ad alta e bassa tensione o scollegando il connettore principale come nell’immagine sotto.

QUANDO CHI SOCCORRE UN’AUTO ELETTRICA NON E’ UN PROFESSIONISTA

Bosch però ha realizzato dei sensori automatici stacca-batteria che in modo simile all’airbag si attivano in caso d’incidente. Si tratta di microchip dotati di piccole cariche esplosive che interrompono l’impianto elettrico dalla batteria agli altri componenti dell’auto. Per convenzione i cavi ad alta tensione delle auto sono contrassegnati dal colore arancione ma individuarli non è facile su un’auto che potrebbe essere fortemente danneggiata. In questi casi la corrente della batteria potrebbe arrivare alla carrozzeria e provocare shock elettrici anche ai primi soccorritori, che possono essere anche automobilisti di passaggio.

LO STACCA-BATTERIA AUTOMATICO SU UN’AUTO ELETTRICA

Lo stacca-batteria automatico si basa su un semiconduttore che attiva quello che nel gergo viene definito “pirofusibile”, cioè un fusibile che si brucia. Se l’auto elettrica è coinvolta in un incidente e si attivano gli airbag, si attivano anche i pirofusibili sui cavi ad alta tensione. Si attivano così tante piccole micro-esplosioni che interrompono il collegamento tra l’elettronica di potenza e la batteria dell’auto elettrica.

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I 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica con le piattaforme

di Nicodemo Angì

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Costruire le auto elettriche implica la scelta fra 2 modi diversi: usare piattaforme flessibili che permettono di usare powertrain diversi o puntare solo sulla trazione elettrica. L’elettrificazione è ormai una realtà, e basta osservare i preparativi dei fornitori per capirlo, ma la sua diffusione sul mercato è ancora incerta. Produrre le ibride può essere meno complicato perché si conserva un Powertrain convenzionale, anche se fra i pro e contro c’è un aumento della complessità. La versione a batteria implica invece cambiamenti radicali nella componentistica e nel progetto complessivo dell’automobile. La costruzione di un’auto elettrica prevede un motore molto più compatto e anche la pur sviluppata elettronica non è ingombrante quanto una meccanica classica. La parte più costosa e più complicata da sistemare è in effetti proprio la batteria.

PERCHÉ NASCONO PIATTAFORME DIVERSE

In effetti i 2 modi diversi di costruire un’auto elettrica differiscono principalmente per la sistemazione dal battery pack. Tesla può essere considerata l’ideatrice della soluzione skateboard, con la batteria sottile e larga sistemata fra i due assali. Ma il brand californiano è partito dal foglio bianco: come pensano di costruire auto elettriche i costruttori tradizionali? Automotive News Europe ha pubblicato un interessante articolo basato anche su notizie date da un insider, il fornitore spagnolo di lamierati e componenti metallici Gestamp. Ma di cosa occorre tener conto quando si deve costruire un’auto elettrica? Ulf Sudowe, direttore Ricerca e Sviluppo per gli chassis in Gestamp, ha infatti detto che la grande coppia dei motori elettrici impone delle riprogettazioni. I telai ausiliari che sostengono il gruppo motore trasmissione, per esempio, devono essere più solidi.

VOLKSWAGEN PUNTA SUGLI EV

Fra i grandi costruttori il gruppo Volkswagen sembra quello che ha imboccato con maggior convinzione la strada del tutto elettrico. La sua piattaforma MEB nasce per le elettriche pure e prevede la batterie in basso per aumentare lo spazio utile e abbassare il baricentro. Volkswagen crede nell’auto elettrica e stima di vendere 15 milioni di veicoli basati sulla MEB nei prossimi 10 anni. Qualche analista si chiede: cosa succederà se la domanda non sarà così forte? È anche per questo che BMW è più “neutra”: l’amministratore delegato Oliver Zipse dice infatti che prevedere la domanda di veicoli elettrici è molto difficile. L’Azienda sta creando una piattaforma flessibile ( è quella dalla quale stanno nascendo le iX3 e iNext) capace di supportare tutte i tipi di motorizzazione.

COME COSTRUIRE UN’AUTO ELETTRICA

Zipse ritiene che il segreto sia integrare drivetrain differenti nello stesso impianto: è una cosa difficile ma l’azienda bavarese è in grado di farlo. Un analista di IHS Markit ritiene però questo un compromesso, perché la piattaforma auto elettrica è molto più semplice di una per motori a combustione. Estremizzando si potrebbe addirittura pensare a un veicolo elettrico privo di freni sull’asse motore grazie alla frenata a recupero dell’energia. La MEB nasce con trazione posteriore o integrale perché quella anteriore potrebbe avere reazioni allo sterzo proprio per la coppia istantanea del motore elettrico. Lo sfruttamento dello spazio è parimenti importante: VW dice che la ID3 ha lo spazio utile di una Passat nella lunghezza di una Golf. Mercedes è partita prudente (il SUV EQC è derivato dalla GLC) ma dal 2021 userà la piattaforma elettrica EVA 2, dalla quale deriveranno varie berline e SUV.

I COSTRUTTORI PENSANO ELETTRICO

Anche Renault sta sviluppando una piattaforma dedicata ai veicoli elettrici che sarà condivisa con gli altri partner dell’Alleanza. Quale tipo di auto elettrica sarà costruita su questa piattaforma? Essa è dedicata alle Segmento C e anche in questo caso si dichiara che un pianale dedicato darà lo spazio di auto di un segmento superiore. Jaguar Land Rover ha usato per la sua I-Pace (la cui manutenzione è più economica di quella della F-Pace) una piattaforma che permette l’uso di batterie skateboard. Il Gruppo ha già usato per la Range Rover Evoque la piattaforma Premium Transverse che consente di montare le batterie delle PHEV sotto il pianale. Le prossime auto elettriche pure di JLR useranno invece la Modular Longitudinal Architecture flessibile che consentirà le batterie skateboard anche alle HEV e PHEV. Anche il Gruppo PSA ha scelto una piattaforma flessibile sulla quale costruire auto di ogni tipo; essa permetterà comunque batterie skateboard.

ELETTRICITÀ ED ECONOMIE DI SCALA

Da Gestamp viene anche la notizia che la piattaforma MEB sarà molto più economica delle altre piattaforme dedicate alle elettriche. Sembra però chiaro che il rebus delle elettriche provoca incertezze nei fornitori. La sensazione è che nessuna Casa abbia un’idea precisa di quanto velocemente il mercato si convertirà alle auto elettriche. L’accordo con Ford per la condivisione della piattaforma MEB mette però Volkswagen in una posizione privilegiata per le economie di scala. Gestamp ha riferito infatti che Volkswagen ha recentemente raddoppiato il suo ordine di box per batterie fino ad arrivare a 570 mila all’anno. Chi non ha i volumi (e la determinazione?) di VW ha però probabilmente ragione a predisporre piattaforme universali anche a costo di qualche compromesso per le auto elettriche.

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4 curiosità sulla nuova Volvo XC40 elettrica

di Donato D'Ambrosi

La Volvo XC40 elettrica, apre ufficialmente la gamma delle auto esclusivamente a batterie con il brand Volvo. E visto che la piccola XC40 è diventato un piccolo SUV strategico per presidiare i mercati mondiali, sottopelle nasconde diverse tecnologie che distinguono le due versioni. Cosa cambia tra la Volvo XC40 elettrica, benzina e diesel? Oltre alla presenza delle batterie e dei motori elettrici della Volvo XC40, ci sono diverse curiosità che Volvo ha svelato in anteprima rispetto al lancio ufficiale del piccolo SUV a zero emissioni.

NUOVA INTERPRETAZIONE DELLA SICUREZZA

Si potrebbe pensare che la sicurezza è una caratteristica cui si è abituati parlando di Volvo, ma a quanto pare la XC40 elettrica cambia il paradigma sicurezza. “La XC40 a trazione esclusivamente elettrica sarà una delle vetture più sicure mai costruite dalla Casa.” Ha dichiarato Malin Ekholm, responsabile della sicurezza di Volvo Cars. L’assenza del motore endotermico ha infatti aperto la strada per nuove interpretazioni e sfide legate all’impiego degli spazi.

LA XC40 INGABBIA LA BATTERIA

La collocazione della batteria sul pavimento ha permesso di contrastare l’altezza maggiore mantenendo basso il baricentro. Ci si aspetta quindi che come per la Tesla Model X, anche la nuova XC40 elettrica sia molto sicura nella prova roll-over di ribaltamento. Per garantire la sicurezza in caso di incidente la batteria è protetta da una scocca rinforzata in alluminio estruso al centro della carrozzeria. In questo modo un impatto potrà dissipare la sua energia attorno a questa zona a deformazione programmata.

IL MOTORE ELETTRICO SULLA XC40

L’abitacolo è a sua volta protetto da una gabbia di sicurezza come la batteria. Una curiosità della nuova Volvo XC40 è la collocazione del motore posteriore per aumentare la dissipazione delle energie d’urto verso l’esterno. Questo ha chiaramente richiesto una scocca rinforzata anche all’anteriore.

CON LA XC40 ELETTRICA LA GUIDA AUTONOMA SI FA STRADA

La nuova Volvo XC40 elettrica sarà la prima auto della gamma ad essere equipaggiata con la nuova piattaforma ADAS di sistemi di sicurezza attiva. La novità del sistema sviluppato da Volvo con Zenuity (joint-venture creata da Volvo Cars e Veoneer) si basa sulla scalabilità della piattaforma ADAS. I radar, le videocamere e i sensori a ultrasuoni della Volvo XC40 sono le fondamenta per il lancio delle funzionalità di guida autonoma sui prossimi modelli Volvo.

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Acquisto auto elettrica: dove conviene di più in Europa

di Donato D'Ambrosi

Comprare un’auto elettrica è più conveniente con gli incentivi, ma non in tutti i Paesi d’Europa è possibile. Ecco una panoramica dettagliata dei Paesi in cui l’acquisto dell’auto elettrica con lo sconto è più vantaggioso, fino a 10 mila euro. Se state pensando di acquistare un’auto usata all’estero, ricordate che in alcuni Paesi l’IVA da versare può azzerare il vantaggio economico. Intanto bisogna subito dire che tra i Paesi dell’UE solo 12 hanno attivato incentivi all’acquisto di auto elettriche, come in Italia.

I PAESI CON IL PIU’ BASSO NUMERO DI VENDITE ELETTRICHE

Nella maggior parte dell’Europa invece vengono applicati sgravi fiscali legati alla proprietà delle auto elettriche. Secondo i dati dell’ACEA (l’associazione europea costruttori di auto) gli incentivi hanno effetti sulla quota di vendite di auto elettriche, più bassa dove non ci sono sgravi. Polonia (0,2%), Lituania (0,4%), Estonia (0,5%) sono i Paesi che hanno attivato politiche meno attive per le auto elettriche. Ecco dove è più conveniente acquistare un’auto elettrica confrontando anche il reddito pro-capite in Europa. Un dettaglio che negli USA aveva scatenato polemiche accese: nella maggior parte dei casi chi aveva accesso agli sgravi poteva tranquillamente permettersi l’acquisto dell’auto elettrica senza sconto.

INCENTIVI IN ITALIA SULLE AUTO ELETTRICHE

In Italia le vendite di auto elettriche sono in costante aumento, ma rappresentano sempre comunque lo 0,5% del mercato. A fronte di un reddito pro-capite di 29.000 euro, si può avere uno sconto sull’acquisto dell’auto elettrica di 6000 euro per auto che emettono fino a 20 g/km di CO2. Di contro, le auto che emettono oltre 250 g/km di CO2 pagano una tassa fino a 2500 euro.

L’ACQUISTO DELL’AUTO ELETTRICA IN SPAGNA

In Spagna comprare un’auto a basse emissioni (o qualsiasi altro veicolo) permette di usufruire di diversi sconti. Ogni auto elettrica, fuel-cell o ibrida plug-in, è coperta da uno sconto fino a 5500 euro. L’incentivo sale a 6000 euro per furgoni, 8000 euro per VAN e 15000 euro per veicoli pesanti. Con un reddito pro-capite in Spagna di 26.200 euro.

ACQUISTARE L’AUTO ELETTRICA IN FRANCIA

In Francia la quota di vendite di auto elettriche è 2,1% e in media ogni abitante ha un reddito di 36200 euro. Come in Italia, ci sono bonus e malus sull’acquisto di auto a basse emissioni o più inquinanti. Sull’acquisto di un’auto elettrica nuova l’incentivo in Francia è di 6 mila euro fino a 20 g/km di CO2. Lo sconto scende a 5 mila euro per auto ibride nuove o semi-nuove. Le auto fino a 117 g/km di CO2 non vengono penalizzate.

QUALI SCONTI SULLE AUTO ELETTRICHE IN IRLANDA

In Irlanda il reddito pro-capite è 63.400 euro e le quote di vendita di auto elettriche sono l’1,6%. Ciononostante l’acquisto di un’auto elettrica in Irlanda beneficia di un incentivo di 5 mila euro.

GLI INCENTIVI A ZERO EMISSIONI SULLE AUTO IN UK

Nel Regno Unito (ante Brexit) si vendono il 2,5% di auto elettriche e il reddito pro-capite è 37.600 euro. Gli incentivi governativi in Gran Bretagna coprono fino al 35% del prezzo di acquisto per un’auto elettrica e fino al 20% il prezzo di un VAN a batterie.

ACQUISTARE UN’AUTO ELETTRICA IN BELGIO

In Belgio non ci sono veri e propri sconti sull’acquisto di auto elettriche ma incentivi finanziari. Ciononostante le quote di vendite sono del 2,4% con un reddito pro-capite di 39.600 euro

GLI SCONTI IN GERMANIA SULL’ACQUISTO DI AUTO ELETTRICHE

In Germania comprare un’auto elettrificata permette di avere diversi incentivi: uno sconto di 4 mila euro sulle auto a batteria e fuel cell o di 3 mila euro sulle auto ibride.

QUANTO SI RISPARMIA SUL PREZZO DELLE EV IN SVEZIA

In Svezia la quota di vendite di auto elettriche è 8%, ma non è solo lo sconto a spingere le vendite di auto a basse emissioni soprattutto nei centri urbani. Gli incentivi sull’acquisto di un’auto elettrica in Svezia infatti sono di circa 5500 euro (60 mila corone svedesi) o poco più di 900 euro per le auto ibride fino a 60 g/km di CO2.

IN FINLANDIA GLI INCENTIVI SONO TRA I PIU’ BASSI

In Finlandia si può comprare un’auto elettrica nuova con uno sconto di 2 mila euro, ma solo per valori fino a 50 mila euro. Un bonus piuttosto equilibrato se si pensa che il reddito pro-capite è 4 volte maggiore di quello più basso tra i 12 Paesi.

QUALI INCENTIVI ELETTRICI IN AUSTRIA

L’acquisto di un’auto elettrica in Austria concede uno sconto fino a 3 mila euro o 1550 euro per un’auto ibrida plug-in. Con quote di vendite del 2,5% in Austria si stima un reddito pro-capite di 43.600 euro.

LO SCONTO IN SLOVENIA FINO A 7500 EURO

La Slovenia è il secondo Paese europeo con il più alto incentivo sull’acquisto di un’auto elettrica. Nonostante una quota di vendite dello 0,9%, il reddito pro-capite di 22.400 euro sembra più in linea con gli sconti. L’incentivo in Slovenia è di 7500 euro sulle auto elettriche, 4500 euro su VAN elettrici o ibridi e 3 mila euro su quadricicli leggeri elettrici.

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McDonald’s, McCharge al via in 39 ristoranti svedesi

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Recensione BICI ELETTRICA SMART VANMOOF X2

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L'aggiornamento 10.0 in fase di rilascio per il sistema di infotainment di Tesla aggiunge il supporto a tre famosi servizi di streaming

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