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Ieri — 12 Dicembre 2018RSS feeds

Hyundai punta forte sull’idrogeno con un investimento da 6,7 miliardi di dollari entro il 2030

di Alessandro Crea

Tesla non crede – ovviamente – nelle auto a celle di combustibile, tanto che Elon Musk le ha definite “assurdamente stupide”, ma Hyundai non è dello stesso parere ed ha annunciato anzi un ambizioso piano industriale, che prevede investimenti per 6,7 miliardi di dollari entro il 2030, al fine di aumentare di più di 200 volte la capacità dell’azienda di produrre auto a idrogeno. Hyundai prevede così di passare dalle attuali 3000 unità annuali a 700mila, creando al contempo 51mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 12 anni.

Delle 700mila unità previste, 500mila dovrebbero essere costituite da veicoli commerciali e per il trasporto dei passeggeri, mentre le restanti 200mila unità saranno destinate alla produzione di droni e mezzi industriali.

Photo credit - depositphotos.com

La strategia di Hyundai comunque è molto ampia. Accordi sono stati infatti già stipulati con altri produttori come Toyota, Volkswagen e Audi, nel frattempo l’azienda sta anche pensando allo sviluppo di un servizio di mobilità basato sull’utilizzo di auto a idrogeno in Cina e sta testando NEXO, un veicolo a guida autonoma alimentato a idrogeno, sviluppato assieme ad Aurora, startup finanziata da Google, Tesla e Uber ‎e capace di un’autonomia massima di circa 600 chilometri.

Nel frattempo Hyundai venderà in Svizzera ben 1000 camion a idrogeno tra il 2019 e il 2023. Questo tipo di veicolo ha un enorme vantaggio rispetto a quelli elettrici alimentati a batteria. Questi ultimi infatti hanno una capacità di carico ridotta proprio a causa della presenza delle pesantissime batterie e tempi di ricarica assai più lunghi. Se tutto andrà come previsto, il colosso sud coreano ha intenzione di esportare questo tipo di prodotti anche negli Stati Uniti, in Cina e in altre nazioni europee.

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Audi e-tron: un futuro mirrorless

di Nicolò Guccione

Le telecamere al posto degli specchietti non sono un idea nuova, ma fino alla nuova Audi e-tron erano un gioco di stile riservato alle concept car più esotiche, grazie alla miglior estetica.

Audi ha deciso di sviluppare questa tecnologia lavorando sulla praticità e sulla capacità del guidatore di adattarsi a questa tecnologia in modo più naturale possibile. Riducendo le dimensioni del retrovisore è migliorata l’aerodinamica riducendo il cx da 0,28 a 0.27, in questo modo diminuisce la rumorosità eliminando le turbolenze

Oggi gli specchietti virtuali sono un optional da circa 1.540 euro. Ma tutto sommato il prezzo complessivo rimane buono per un’elettrica di queste dimensioni: la prima auto completamente elettrica di Audi parte da 83.930 euro. La batteria è da 95 kWh.

Le telecamere alimentano i due display OLED molto ben contrastati e collocati nella parte più alta del pannello porta, offrendo una risoluzione di 1.280 x 1.080 pixel. Venendo ai vantaggi in fatto di sicurezza, hanno dei riscaldatori che impediscono l’appannamento o il congelamento, possono aumentare o diminuire lo zoom e regolano automaticamente la loro luminosità a seconda del tempo e della luce.

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Lotus pensa ad un’auto elettrica da 1000 cavalli

di Filippo Vendrame

Lotus sarebbe intenzionata a dire la sua nel settore delle auto elettriche con un’hypercar da ben 1000 cavalli. Non si tratterebbe di un’idea ma di un progetto ben definito. Un primo concept sarà svelato già nel 2019. Lotus Omega, questo il nome del progetto, non sarà un’auto dei record solo per quanto riguarda la potenza del motore ma anche dal punto di vista del prezzo. Si parla, infatti, di una cifra vicina ai 2,5 milioni di dollari (2 milioni di sterline). Un’auto esclusiva per pochi privilegiati.

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Tesla Autopilot: semafori, rotatorie e fermate

di Filippo Vendrame

Elon Musk, CEO di Tesla, ha condiviso attraverso il suo account su Twitter alcune importanti informazioni sull’evoluzione dell’Autopilot, l’insieme di sistemi di assistenza alla guida che permettono alle sue auto elettriche di poter compiere alcune operazioni di guida in autonomia sempre sotto il controllo, ovviamente, di chi guida. Elon Musk ha sottolineato che molto presto il sistema Autopilot sarà in grado di riconoscere semafori, fermate e rotatorie. Trattasi di tasselli fondamentali per arrivare in futuro alla vera guida autonoma.

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Mobilità elettrica, Enel guiderà la svolta in Italia con 28mila punti di ricarica entro il 2022

di Alessandro Crea

La mobilità elettrica è davvero il futuro? La risposta è sì secondo Francesco Starace, amministratore delegato ENEL, come ha spiegato in un’intervista a tutto campo ad Affari&Finanza di Repubblica. L’aspetto più interessante e concreto riguarda però soprattutto gli investimenti: 300 milioni di euro circa per realizzare in Italia circa 28mila punti di ricarica pubblici.

Si tratta di un annuncio molto importante perché uno dei fattori critici per il mancato decollo delle auto elettriche in Italia, rispetto soprattutto all’Europa centro-settentrionale, è proprio la mancanza di un’infrastruttura adeguata che, assieme all’assenza di incentivi economici reali e all’autonomia ancora limitata delle automobili elettriche, dissuade i più dal fare il grande salto.

depositphotos

Ma non è tutto, perché Starace ha fatto riferimento anche ai punti di ricarica privati, da installare cioè nel proprio garage. ENEL infatti produce anche quelli e l’azienda conta di raggiungere complessivamente, tra pubblici e privati, ben 450mila punti di ricarica, sempre entro i prossimi quattro anni. Sarebbe un bel passo per il nostro Paese che attualmente è fanalino di coda in Europa Occidentale per diffusione di paline di ricarica.

La mobilità elettrica però deve affrontare anche altri limiti, come ad esempio il costo delle automobili, ad oggi elevato, e la sostenibilità ambientale, visto che ovviamente un maggior numero di auto elettriche significa anche maggiori consumi di energia, col rischio concreto quindi di trasferire la fonte dell’inquinamento semplicemente dall’automobile su strada alla centrale elettrica. Starace però ha le idee chiare su entrambi gli argomenti.

“Oggi [le auto elettriche] sono più care [rispetto a quelle a combustione] perché sono quasi un prodotto artigianale. Ma se i numeri diventano rilevanti la proporzione si inverte”, ha infatti risposto Starace all’intervistatore che chiedeva se le auto elettriche non fossero altro che un prodotto per ricchi, che creerà un social divide nella mobilità. “Perché una macchina elettrica in assoluto prodotta a ritmi industriali costa meno delle altre ed è conveniente nella manutenzione“, affermazione veritiera in quanto i motori elettrici, non avendo parti meccaniche in movimento, sono molto meno soggetti all’usura del tempo rispetto agli odierni motori a combustione.

L’AD di ENEL ha poi parlato anche del problema energetico e della possibilità di utilizzare le automobili anche come accumulatori per stabilizzare la rete elettrica. “La mobilità elettrica porta grandi vantaggi all’ambiente: niente particolato, niente emissioni locali di CO2. E chi dice che l’ambiente è comunque inquinato dalla necessità di produrre più energia sbaglia i conti. Già oggi in Europa considerando il mix tra fonti rinnovabili e quelle tradizionali i vantaggi della mobilità elettrica sono evidenti e sono destinati ad aumentare al crescere della penetrazione delle fonti rinnovabili“.

Proprio la diffusione delle rinnovabili è infatti la chiave di volta dell’intero discorso, perché quando la maggior parte dell’energia elettrica sarà prodotta in questa maniera verrà a cadere qualsiasi considerazione negativa sulla necessità di produrre più energia elettrica in futuro. Come sappiamo però una rete basata per lo più su fonti rinnovabili è potenzialmente assai instabile, poiché la produzione di energia è legata a fattori ambientali attualmente assenti o poco influenti. I mesi invernali in cui il cielo è nuvoloso o l’assenza di vento incidono ad esempio negativamente sulla produzione di energia solare ed eolica. Per questo è importante poter stoccare l’energia in eccesso al momento della produzione, in modo da reimmetterla nella rete quando è necessario.

La soluzione a questo problema sta proprio nell’utilizzo bidirezionale dei sistemi di ricarica, che consentano cioè ai proprietari di auto elettriche di prelevare l’energia quando gli serve, ma anche di reimmetterla quando l’auto non è in uso. In questo modo loro risparmierebbero anche da un punto di vista economico e la rete elettrica sarebbe sempre stabile.

“Quando l’auto è collegata alla rete per la ricarica il proprietario la paga ma, se è d’accordo, può anche cedere corrente che non utilizza”, ha spiegato infatti Starace. “Se un’auto è collegata al sistema ne diventa parte e può contribuire a questo equilibrio. E il proprietario viene compensato per quello che cede”.

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Tesla, nuove funzionalità per la ricarica dall’app

di Filippo Vendrame

Tesla ha aggiornato la sua applicazione per dispositivi mobile che permette di gestire da remoto le sue auto elettriche introducendo nuove funzionalità dedicate alla ricarica. Negli ultimi mesi la società americana è stata molto attiva nel migliorare l’applicazione mobile per offrire ai suoi clienti nuove ed utili funzionalità.

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Tassa ambientale sulle auto nuove? Il governo annuncia che ci ripenserà

di Dario D'Elia

Il bonus-malus applicato all’acquisto di auto nuove, che sarebbe dovuto scattare dal primo gennaio 2019, sarà corretto. “A proposito del bonus malus sulle automobili introdotto nella manovra economica alla Camera, pur condividendo il fatto che vada incentivato l’acquisto di auto elettriche, siamo però contrari ad un aggravio di costi per chi acquista auto di normale dotazione. Pertanto cambieremo la norma al Senato”, ha dichiarato stamani Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

Dello stesso avviso il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che stamani a Radio Uno ha dichiarato: “Sono assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su beni già ipertassati e più tassati d’Europa. Non credo che uno abbia una macchina vecchia per piacere ma perché non ha la possibilità”.

L’emendamento dell’M5S approvato martedì notte, per il momento rimane congelato dal dibattito politico interno al Governo. Avrebbe previsto incentivi dai 1.500 ai 6mila euro per le auto nuove acquistate dal primo gennaio 2019 fino al 2021 caratterizzate da emissioni di CO2 comprese tra zero e 90 gr/km. Ne avrebbero giovato le versioni elettriche, ibride e alcune a gas. Parallelamente avrebbe introdotto anche un aggravio per gli acquisti di quelle con motorizzazione tradizionale: dai 150 euro ai 3mila euro in più a seconda delle emissioni.  Nello specifico, come riporta Quattroruote, con nove fasce comprese tra 110-120 g/km e +250 g/km.

Gli esperti del settore automobilistico hanno iniziato a scartabellare le schede tecniche delle auto rilevando che per la maggior parte dei modelli più diffusi (segmento piccole e medio-piccole, A e B) non dovrebbero esserci gravi effetti collaterali. Gli esborsi si potrebbero far sentire fra le medie (segmento C) con le versioni a benzina a rischio aggravi compresi tra 1.500 e 2.000 euro. Ovviamente sopra questa soglia bisognerà prepararsi a mettere mano al portafoglio, e questo varrà probabilmente anche per gli autocaravan che rientrano nella categoria internazionale M1 (veicoli per il trasporto persone entro 3,5 tonnellate di massa complessiva).

Resta il fatto che agli italiani verrà comunque richiesto di preoccuparsi di un dato tecnico in più: l’emissione di CO2. Per altro un dettaglio numerico che richiederà anche il coinvolgimento del Ministero per lo Sviluppo Economico, poiché dovrà stabilire a quale sistema di misurazione affidarsi. Oggi si può scegliere tra l’attuale ciclo di omologazione Nedc, eseguito in laboratorio in condizioni ideali, il nuovo Wltp, sempre da laboratorio ma più realistico, oppure il Nedc correlato, che è una via di mezzo.

L’altro nodo è la dotazione del fondo legato agli incentivi, che vale solo 300 milioni di euro l’anno e che se fosse impiegato sia pur solo per finanziare auto elettriche, come puntualizza Il Sole 24 Ore, si esaurirebbe dopo appena 50mila esemplari venduti.

“Prima di tutto, non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione”, ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. “Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più. Si tratta “di premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro. Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante”.

Questa norma è passata così in legge di Bilancio ma si può migliorare al Senato. Ora ci mettiamo tutti intorno a un tavolo per migliorare questa norma. L’obiettivo di questo governo è anche non danneggiare le famiglie”.

Nel frattempo l’Anfia, l’associazione della filiera automobilistica, l’Unrae, l’associazione delle case estere in Italia e i sindacati si sono già fatti sentire ed hanno espresso critiche all’iniziativa. Ma se verrà organizzato un tavolo di confronto con il Governo, saranno pronti a discutere.

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Incentivi auto elettriche, primo si del Governo

di Filippo Vendrame

La mobilità elettrica in Italia potrebbe essere vicina ad una piccola rivoluzione. Un emendamento alla Legge di Bilancio prevede l’erogazione di incentivi all’acquisto di auto ecologiche siano esse elettriche, ibride o a metano a partire dal primo gennaio 2019. Manca ancora l’approvazione della Legge che dovrebbe avvenire entro il 15 dicembre. Solo allora, quindi, si potrà avere la certezza dell’introduzione degli incentivi e soprattutto del modo con cui saranno erogati.

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Tesla Model 3, ecco i prezzi italiani

di Filippo Vendrame

L’attesa è quasi giunta al termine. La Tesla Model 3 arriverà in Italia a partire dal prossimo febbraio 2019. Inizialmente la casa americana porterà al debutto la variante Long Range Dual Motor con trazione integrale. Il prezzo di partenza sarà di 59.600 euro. Nei mesi successivi Tesla porterà in Europa e quindi anche in Italia le varianti più economiche della sua “piccola” auto elettrica.

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Nissan Leaf E-Plus debutterà al CES di Las Vegas

di Filippo Vendrame

Nissan avrebbe deciso di presentare la nuova Nissan Leaf E-Plus il prossimo 8 di gennaio al CES di Las Vegas. Trattasi della nuova versione della sua famosa auto elettrica che proporrà, finalmente, un pacco batteria più grande che permetterà di offrire una maggiore autonomia. Originariamente, questa nuova autovettura doveva essere presentata al LA Auto Show ma a seguito dello scandalo che aveva colpito Carlos Ghosn, ex amministratore delegato dei gruppi automobilistici Renault e Nissan, il costruttore aveva deciso di rinviare la presentazione.

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Nissan e-Van Sharing, consegne a zero emissioni

di Candido Romano

A Roma è partito a inizio dicembre 2018 il nuovo servizio e-Van Sharing, che consente di fare consegne o trasportare merci grazie al noleggio nelle concessionarie Nissan di mezzi commerciali 100% elettrici. All’interno della città si può quindi trasportare carichi ingombranti con un veicolo elettrico totalmente condiviso: basta un click per noleggiare nelle concessionarie Nissan, per consegnare le merci nel centro storico senza vincoli tariffari o limiti di orario. In questo modo si riduce anche l’inquinamento atmosferico e acustico.

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Nissan LEAF NISMO RC, l’elettrica da corsa

di Filippo Vendrame

Nissan, con la LEAF NISMO RC, punta a dimostrare che la auto elettriche possono dare le stesse emozioni delle auto più sportive tradizionali. Nissan LEAF NISMO RC è un’auto da cosa 100% elettrica sviluppata da NISMO, la divisione sportiva di Nissan specializzata nelle tecnologie di gara, che ha debuttato ieri nel circuito del Fuji in occasione del NISMO Festival, accanto alla nuova auto da corsa elettrica di Nissan per la Formula E.

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Quanto costa caricare un’auto elettrica

di Manuel Baldassarre
Le auto elettriche sono senza dubbio il futuro della mobilità, e nonostante se ne vedano sempre di più tra le nostre strade, molti sono curiosi di sapere quali siano effettivamente i costi di gestione di leggi di più...

La nuova FIAT 500 elettrica si farà in Italia grazie a un investimento da 5 miliardi di euro

di Alessandro Crea

Ventata di novità in casa FIAT. La nuova 500e 100% elettrica si farà in Italia, presto. “Saremo pronti dopodomani”, ha dichiarato Pietro Gorlier, CEO della regione EMEA per FCA durante l’incontro con la stampa per spiegare il piano industriale. Annunciato dall’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Mike Manley, durante un incontro coi sindacati, prevede investimenti ingenti: 5 miliardi di euro in tre anni.

“Mirafiori rappresenterà la prima installazione della piattaforma full BEV che sarà applicata sulla nuova Fiat 500 e che potrà essere utilizzata per altri modelli a livello globale. Ulteriori investimenti sui brand Jeep, Alfa Romeo e Fiat porteranno benefici derivanti dall’utilizzo della capacità produttiva esistente, dalle economie di scala e dalle efficienze sugli acquisti conseguenti all’utilizzo di un’architettura comune e dello stesso sistema Plug-in Hybrid Electric (PHEV). Il tutto preservando i tratti caratteristici dei diversi brand”.

Si partirà dunque dallo stabilimento storico di Torino, già dal 2020, ma la 500e sarà solo la punta dell’iceberg: il gruppo infatti prevede di produrre ben 13 modelli elettrici nel triennio 2019-2021. Al momento non si conosce l’aspetto della nuova 500e ma sembra certo che si tratterà di un’automobile ad elevato contenuto tecnologico, connessa e smart.

Tuttavia FCA continuerà anche a produrre automobili con motorizzazioni diesel, la cui dismissione è stata rinviata oltre il 2021. Nonostante i divieti di circolazione sempre più diffusi per questo tipo di automobili nelle città di tutta Europa, soprattutto nel centro-nord, quella di FCA appare una scelta prudente. È probabile infatti che si tratterà di automobili di fascia alta e di grande cilindrata, per le quali l’attuale tecnologia delle batterie non sarebbe in grado di assicurare lunghe percorrenze.

La cosa importante però è che il percorso è ormai tracciato anche per FCA, che altrimenti sarebbe rimasta indietro rispetto al trend attuale, con molti grandi produttori che già da tempo hanno annunciato svolte drastiche per quanto riguarda svolta elettrica e abbandono del diesel.

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La Fiat 500 elettrica si farà a Mirafiori

di Filippo Vendrame

La Fiat 500 elettrica si farà a Mirafiori. Nella giornata di ieri, il gruppo FCA ha presentato il nuovo piano industriale che prevede un investimento di ben 5 miliardi di euro nel periodo 2019-2021. Principale novità del nuovo piano industriale del gruppo automobilistico la nuova Fiat 500 elettrica che debutterà su strada nel primo trimestre del 2020. La produzione di questo veicolo elettrico sarà portata a Mirafiori. Da evidenziare che questa futura Fiat 500 elettrica non sarà la prima 500 ad essere elettrizzata. In America, infatti, è venduto da tempo un modello di Fiat 500 100% elettrico.

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Enel X, si ricarica nei parchi regionali del Lazio

di Filippo Vendrame

Enel X ha stretto un accordo con la Regione Lazio per migliorare la mobilità elettrica del territorio. Il protocollo d’intesa prevede l’installazione di 2400 punti di ricarica per le auto elettriche entro il 2022 nei parchi regionali del Lazio. Questo nuovo importante accordo avrà tre importanti conseguenze. La prima è l’infrastrutturazione dei Capoluoghi di Provincia per ridurre l’inquinamento legato ai fenomeni di pendolarismo da e verso le città principali.

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Audi e-tron GT, l’elettrica sportiva

di Filippo Vendrame

A circa due mesi dal debutto del suo SUV 100% elettrico e-tron, Audi ha presentato presso l’Auto Show di Las Vegas la nuova e-tron GT, un’auto elettrica ad altissime prestazioni. Trattasi di un concept da cui deriverà un modello di serie che sarà commercializzato all’inizio del 2021. L’Audi e-tron GT è una berlina che utilizza la stessa piattaforma su cui sarà basata anche la futura Taycan, la prima auto sportiva elettrica di Porsche.

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Auto elettriche, l’app per la ricarica ovunque

di Candido Romano

Bosch e il sito web tedesco clever-tanken.de si uniscono per rendere più semplice la ricarica dei veicoli elettrici. Con l’app Clever Laden infatti gli automobilisti possono individuare ben 11.500 stazioni di carica presenti sul territorio tedesco.

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Tesla, 1 miliardo di miglia per l’Autopilot

di Filippo Vendrame

Una delle caratteristiche principali delle auto elettriche di Tesla è l’Autopilot, cioè una serie di sistemi di assistenza alla guida che rendono i viaggi molto più confortevoli e sicuri. L’azienda americana ha voluto sottolineare come ad oggi i proprietari di una Tesla abbiano guidato per 1 miliardo miglia con l’Autopilot attivo. Tesla dice che questo dato rappresenta il 10% del chilometraggio totale delle sue autovetture.

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Audi sta sperimentando un’auto volante, elettrica e a guida autonoma

di Alessandro Crea

Un’automobile elettrica, a guida autonoma e volante. No, non è Blade Runner, ma Audi. La casa automobilistica tedesca infatti ha mostrato un prototipo in scala 1:4 completamente funzionante alla Amsterdam Drone Week tutt’ora in corso. In realtà il concept era già stato annunciato nei primi mesi dell’anno all’Auto Show di Ginevra, ma il nuovo prototipo in scala è più rifinito e rappresenta quindi una fase successiva della sperimentazione.

Se state già sognando di guidarla come un novello Rick Deckard col suo spinner temo però che dobbiate scendere dalle nuvole. Il progetto portato avanti assieme a partner come Airbus e Italdesign, è infatti volto allo sviluppo di un taxi e non di un’automobile per uso personale. Del resto abbiamo detto più volte che con l’avvento delle auto a guida autonoma ci sarà anche uno slittamento del modello economico, che passerà sempre più dal possesso al noleggio e a modelli di condivisione del servizio.

L’automobile appare composta da una piattaforma e una cellula abitabile completamente sganciabile. Quest’ultima può poi a sua volta agganciarsi a una sorta di struttura a ponte dotata di motori e rotori, trasformandosi così velocemente in un velivolo. Si tratta di un’idea non del tutto nuova, vista ad esempio nel concept della Terrafugia Transition  o, in una scala completamente diversa, nel Link & Fly di Akka Technologies. In tutti i casi l’idea alla base è quella di realizzare un servizio, che sia pubblico o privato, di collegamento dalle abitazioni agli aeroporti e da qui ad altre città.

In pratica il veicolo, che sia un’automobile privata come la Terrafugia, un taxi come l’Audi o un piccolo bus pubblico o gestito direttamente dalla compagnia aerea, raccoglie le persone a casa propria e le trasporta in aeroporto. Da qui raggiungeranno poi la nuova destinazione e quindi, trasformandosi nuovamente in veicoli, porteranno i passeggeri a destinazione.

“I taxi volanti sono in arrivo. Noi di Audi ne siamo convinti”, ha dichiarato ‎Bernd Martens, membro del consiglio Audi Sourcing & IT e presidente della sussidiaria Audi Italdesign. “Sempre più persone in futuro si sposteranno nelle città e sempre più persone potranno spostarsi grazie all’automazione. In futuro cittadini adulti, minori e persone senza patente vorranno utilizzare i convenienti taxi robot. Se riusciremo a realizzare una gestione intelligente del traffico tra le strade e gli aeroporti le persone e le città ne trarranno beneficio in egual misura.

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