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Michelin lancia la sfida sugli pneumatici efficienti: in premio 8 mila euro

di Donato D'Ambrosi

Secondo le stime Michelin entro il 2020 oltre 1,5 miliardi di veicoli si muoverà sempre di più per trasportare merci o persone. Una necessità che non può attraverso gli pneumatici mettere all’angolo la salvaguardia dell’ambiente con sprechi di materie prime e pneumatici sostituiti in anticipo. E’ per questo motivo che Michelin ha lanciato il contest sugli pneumatici efficienti Live The Motion Made To Last. Una competizione che vede sfidarsi gli studenti dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna e della Federico II di Napoli.

COME RACCONTARE L’EFFICIENZA DELLE GOMME

La gara prevede una prima selezione che si svolgerà all’interno di ciascun ateneo (semifinale), in cui verranno scelti i team (ciascuna squadra può essere composta da una fino a tre persone) che andranno in finale. Le idee della campagna di comunicazione potranno avere un taglio più tecnico o più pubblicitario, l’importante è che siano efficaci per informare il pubblico e promuovere la cultura dell’ecosostenibilità. I due primi classificati di ciascun ateneo presenteranno il loro progetto in un evento finale aperto al pubblico in un tempo massimo di 5 minuti (nella modalità del pitch event). Le semifinali e finali si terranno il 20 novembre 2019 a Napoli e il 22 novembre a Bologna.

PERCHE’ ALLUNGARE LA DURATA DELLE GOMME

I team potranno presentare l’idea alla giuria attraverso il supporto di un poster, una presentazione power point, un video. Gli studenti che decidono di partecipare al concorso dovranno prima di tutto individuare e dimostrare quali siano i benefici economici, ambientali e sociali delle tecnologie alla base della strategia Michelin Long Lasting Performance. In secondo luogo dovranno spiegare i motivi etici e pratici che spingono un’azienda come Michelin a garantire una lunga durata delle gomme nel tempo rinunciando così a venderne un po’ meno.

COME E QUANDO PARTECIPARE AL CONCORSO MICHELIN

Infine, nel ruolo di responsabili della comunicazione e/o nel settore innovazione dell’azienda, dovranno proporre ai consumatori in modo originale e innovativo tale strategia come best practice di economia circolare, dando visibilità alle sue implicazioni tecnologiche, economiche e sociali. In pratica dovranno rispondere alla domanda: “Come presentare ai consumatori i benefici della strategia Long Lasting Performance, in modo da orientare le loro scelte di acquisto verso prodotti che mantengano le loro proprietà nel tempo?”. Per partecipare bisognerà iscriversi entro il 15 novembre 2019 a www.livethemotion.it/madetolast/universita/homepage.

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Come ricalibrare la batteria sui dispositivi Android

di Aggregator

Con il passare del tempo il device ci darà l’illusione di durare di meno, di avere meno autonomia (effetto fake lazy battery) poiché la batteria raggiunge prima il limite minimo di tensione che identifica una batteria come scarica, causando un dislivello tra la carica reale residua e quella indicata dal sistema, stimabile intorno al 5-10% di carica residua non sfruttata (tale valore cresce con i passare del tempo).

In questi casi diventa fondamentale ricalibrare la batteria: il processo di calibrazione non farà altro che ripristinare i giusti valori di carica memorizzati nel dispositivo, rendendoli i più fedeli possibili a quelli della batteria, e riallineando i valori di tensione della batteria. La calibrazione è altamente consigliata ogni 30-40 cicli di carica/scarica, indicativamente ogni mese. Se lo smartphone non mantiene più la carica come una volta o avete raggiunto i cicli di carica/scarica mensili eseguite questi passaggi:

1- Scaricate completamente lo smartphone, portando la carica a 0% e attendendo che il device si spenga automaticamente
(può essere questo un buon momento per giocare o utilizzare applicazioni pesanti, utili per velocizzare lo scaricamento);
2- una volta spento provate a riaccenderlo: se non dà segni di vita, procedete al successivo punto; se si riavvia e arriva alla schermata Home fate di tutto per farlo spegnere per mancanza di carica; ripetete il passaggio finché il telefono non darà più segni di vita (tranquilli, è solo scarico completamente!);
3- Inserire il caricabatterie e lasciatelo caricare (da spento) per almeno 4 ore o comunque 2 ore in più del normale processo di carica; indicativamente deve restare almeno 2 ore in più dopo che il display visualizza il 100% di carica;
4- Al termine riaccendete il telefono con il caricabatterie ancora inserito nel dispositivo; una volta arrivati alla Home attendete 2 minuti prima di rimuovere il caricabatterie.
5- Ripetere l’intera procedura per altre 2 volte (scarica completa e successiva carica lunga), per un totale di 3 cicli di calibrazione.

Al termine avremo la batteria e lo smartphone completamente calibrati.

Accendere il device con il caricatore ancora inserito permetterà ad Android di notare l’errore di lettura della carica. I cicli di calibrazione sono utili per allineare le tensioni delle singole celle della batteria, mentre il trucco della presa inserita all’avvio permetterà di aggiornare i file di configurazione per adattarli al nuovo livello di carica. Se raggiungiamo la piena carica e stacchiamo subito il caricabatterie prima di accendere lo smartphone l’aggiornamento dei file di configurazione potrebbe non avvenire e il device utilizzerebbe i valori di carica vecchi, non conformi alla reale tensione presente nella batteria quando completamente carica. L’aggiornamento dei file andrebbe fatto quando la batteria è al massimo della carica e della tensione: tale scenario è ottenibile solo con il dispositivo ancora attaccato alla presa di corrente.

Effettuare troppi cicli di calibrazione consecutivi danneggia la batteria, vista la sensibilità degli accumulatori al litio all’essere scaricati completamente.

Il trucco del caricabatterie inserito al primo avvio invece è applicabile in ogni scenario, visto che migliora la precisione del sistema operativo nel mostrare il giusto valore di carica.

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Come effettuo la ricarica normale, quei cicli di carica/scarica non calibranti? Non appena il device raggiunge il 15/10% di carica residua, spegnetelo e ponetelo sotto carica per 2 ore (indicative).

Nei cicli normali è importante non scaricare completamente il dispositivo, visto che (se ben calibrata) la batteria manterrà più facilmente gli stessi livelli di tensione per ogni cella con tali valori di carica residua rispetto ad una scarica completa (dove i sistemi di sicurezza entrano in funzione in maniera separata per ogni cella, sfasando la tensione totale).

I cicli di carica è preferibile farli sempre a telefono spento: ricaricare lo smartphone con quest’ultimo ancora accesso richiederà più tempo, maggiore energia e calore (l’eccessivo calore danneggia la batteria) e potrebbe portare ad una scalibrazione peggiore visto la differente corrente di ricarica utilizzata.

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