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DT NO. 1 S10: la recensione dello smartwatch super economico

di Pasquale Marzocchella

Nel mondo ormai saturo dei dispositivi indossabili fa il suo ingresso DT NO.1 S10, sportwatch super economico che non rinuncia allo stile. Scopriamo insieme se questo nuovo smartwatch ha le carte in regola per ritagliarsi un posto nel settore.

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© pasqualemarzocchella for Androidiani.com, 2019. | Permalink |

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Logitech G332 e G432, recensione delle cuffie gaming per Fortnite e PUBG

di Vittorio Pipia
Logitech ha rinnovato la sua gamma di cuffie dedicate al gaming introducendo le nuove G332 e G432, rispettivamente le proposte base di gamma per quanto riguarda cuffie stereo e 7.1, con il preciso scopo di offrire una buona alternativa a tutti i giocatori del genere Battle Royale. Nonostante qualche piccolo difetto e un design che […]

Speedtest VDSL: come fare test velocità

di Valentino Viscito
Se vi siete sempre chiesti quale fosse la velocità della vostra connessione a Internet, sappiate che esistono diversi siti atti proprio alla misurazione di quest’ultima. Uno di questi, fra i più conosciuti ed utilizzati degli leggi di più...

Storia della memoria delle schede video

di Tom's Hardware

Prima di addentrarci nella storia della RAM dedicata alle schede video è bene fare un po’ di chiarezza su cosa sia la RAM e a cosa serve nelle schede video. Se avete letto l’articolo “Storia della RAM“, potete andare avanti senza nessun problema. Se però ve lo siete lasciato sfuggire, vi consigliamo di prendervi una decina di minuti e leggerlo perché ci sono alcune nozioni che vi serviranno..

Passando alla seconda questione, ovvero a cosa serva la RAM per le schede video, la risposta richiede la comprensione di alcuni principi. Quando usiamo un qualsiasi apparecchio elettronico dotato di monitor, le immagini che ci vengono mostrate sono elaborate prima dal processore (CPU) e poi dalla GPU (Graphic Processing Unit). Cosa fanno l’uno e l’altro dipende dal tipo di carico: con i carichi bidimensionali (2D, come il desktop del vostro sistema operativo) il processore svolge gran parte del lavoro mentre la GPU si limita ad applicare i colori; tuttavia, quando abbiamo a che fare con immagini tridimensionali, il processore disegna nello spazio tridimensionale i vertici dei poligoni che compongono la scena, mentre spetta alla GPU assegnare a ogni poligono colore, sfumature, ombre e così via fino agli effetti più pesanti (anti-aliasing, Motion Blur, etc.).

sapphire
Il circuito stampato di una Sapphire AMD R9 Fury – si noti che la RAM HBM1 non risiede sul circuito stampato, come era stato per anni, ma proprio accanto alla GPU

Per fare tutto questo la GPU necessita di una grande quantità di dati, dal framebuffer alle texture, dati che vengono memorizzati proprio nella RAM. Con il passare del tempo, le scene sono diventate sempre più complesse, il numero di poligoni è aumentato insieme alla qualità delle texture e, in ultimo, anche la quantità di frame al secondo che i monitor sono capaci di visualizzare. Tutto questo è stato possibile anche grazie all’evoluzione della RAM che è diventata più capiente, veloce ed efficiente.

Per capire l’importanza che ha la RAM, è utile calcolare la necessità di in termini di banda per gestire alcuni flussi video oggi comuni:

Risoluzione (pixel) [A] Frequenza [B] Milioni di Pixel al secondo [C=A x B] Profondità Colore [D] Miliardi di Bit al secondo [E=C x D]
HD (1280 x 720) 60 Hz 55,3 MPixel/s 24 bit per Pixel (16,7 milioni di colori) 1,33 Gbps
FullHD (1920 x 1080) 124,4 MPixel/s 2,99 Gbps
Ultra HD (3840 x 2160) 497,7 MPixel/s 11,9 Gbps

Se questi vi sembrano numeri elevati, pensate che arriveranno monitor con risoluzione 8K, ovvero quattro volte l’Ultra HD…

Volendo semplificare il discorso per renderlo comprensibile a tutti, pensate alla RAM della scheda video come al serbatoio di un’automobile: più è potente il motore, maggiore è la quantità di carburante di cui necessita. Quindi il serbatoio dovrà essere capiente ed il flusso di carburante dovrà essere garantito da tubi sufficientemente grandi o con una sufficiente pressione.

Per la RAM, la capienza è facilmente misurabile in termini di GigaByte (GB), mentre la velocità di trasferimento è il prodotto dell’ampiezza del bus (il diametro dei tubi di cui sopra) per la frequenza (clock).

Quindi, una scheda video ha bisogno di tanta RAM molto veloce; al contrario, se una scheda video è poco potente, avere tanta RAM non ne migliora le prestazioni così come montare il serbatoio di una Ferrari su un’utilitaria non la farà andare a 300 Km/h.

Quest’ultima considerazione può sembrare banale ma ci sono almeno due motivi per cui dovreste tenerla ben presente valutando un acquisto.

Il primo è che spesso e volentieri produttori e/o distributori realizzano e pubblicizzano schede video (desktop o mobili) puntando sulla quantità di RAM presente, ma questa è un’indicazione fuorviante perché la quantità di RAM non vi dirà quanto è potente la scheda video. Quindi, se state valutando una scheda video dedicata, a parità di GPU è preferibile un modello che ha meno memoria ma più performante (ad esempio 1GB di GDDR5 invece di 2GB di GDDR3).

In seconda battuta, i modelli di fascia media spesso vengono venduti in versioni che usano la stessa memoria ma in diversa quantità. In tal caso, se non cambiate spesso hardware, qualche GB in più di memoria potrebbe garantirvi una maggiore longevità.

La domotica è protagonista a Las Vegas, ecco i dispositivi connessi del CES 2019

di Paolo Giorgetti

Scopriamo le ultime novità per la smart home direttamente dal CES 2019: ecco le proposte di Simplehuman, Mui, Belkin, Whirlpool, Arlo, ADT, TP-Link e Kohler.

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High Bandwidth Memory sempre più densa, schede video con 96 GB di memoria?

di Manolo De Agostini

La High Bandwidth Memory (HBM), usata nel settore delle schede video, in quello dei server e nel networking, offrirà maggiore capacità. Ad annunciarlo è la JEDEC Solid State Technology Association, presentando un aggiornamento dello standard messo nero su bianco con la collaborazione dei principali produttori di CPU, GPU e memorie.

Lo standard JEDEC JESD235B per la memoria HBM, recita il comunicato, “si affida a tecnologie Wide I/O e TSV per supportare densità fino a 24 GB per dispositivo con velocità fino a 307 GB/s. Questa larghezza di banda è fornita su un’interfaccia a 1024 bit che è stata divisa in otto canali indipendenti per ogni stack DRAM”.

“Lo standard può supportare stack TSV 2-high, 4-high, 8-high e 12-high di DRAM con un bandwidth massimo per dare ai sistemi flessibilità per quanto riguarda i requisiti di capacità da 1 a 24 GB per stack”. L’aggiornamento estende inoltre il bandwidth per pin a 2,4 Gbps e consente di creare soluzioni di memoria con layer da 16 Gb e configurazioni 12-high”.

La seconda generazione HBM offre attualmente una capacità di 8 GB per package, ed è composta da nove livelli: un livello di I / O e otto strati di memoria (ciascuno da 1 GB). Collegando quattro package HBM2 si ottiene un bandwidth di 1,2 terabyte al secondo e una capacità massima di 32 GB su bus a 1024 bit.

Con il nuovo standard si avranno quindi 12 strati di memoria più uno di I/O, per un totale di 13 livelli. A ciò si aggiunge una densità fino a 2 GB per strato. Ciò consente di avere capacità di memoria di 24 GB per chip di memoria HBM. Dato che solitamente a una GPU vengono collegati più package, in futuro potremmo vedere soluzioni con un massimo di 96 GB di memoria (e un bandwidth sempre di 1,2 TB/s).

Al momento non è chiaro quando vedremo questa memoria (il cui nome “commerciale” non è noto), ma probabilmente nel 2019 sia AMD che Nvidia l’adotteranno per i loro progetti in ambito grafico e datacenter – a patto che i prezzi produttivi siano favorevoli.

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Fiat Coupé 20V turbo elaborata con preparazione CDT

di redazione

La Fiat Coupé 20V turbo elaborata con preparazione CDT è stata svuotata ed è rinata sotto forma di auto da gara. Grazie a questo tuning la Fiat Coupé 20V turbo è ora adatta alle gare di accelerazione e alla pista, con un motore che conta su una potenza di 420 CV.

Fiat Coupé 20V turbo elaborata

Di questa Fiat Coupé 20V turbo elaborata da CDT stupisce già quello che si vede attraverso il muso senza fascione paraurti. L’enorme intercooler artigianale che digrigna i suoi elementi come un sorriso da pirata dei Caraibi non può che affascinarti! Poi alzi il cofano e allora cominci a capire la qualità del lavoro. C’è una pulizia incredibile, con pochissimi cavi intorno.Un’elaborazione davvero meticolosa ha permesso di raggiungere i 420 CV dichiarati, ma potrebbero essere anche di più, osservando la meccanica e l’aggressività dell’estetica.

FIAT Coupé 20V turbo elaborata con preparazione CDT

Fiat Coupé 20V turbo modificata

Su questa Fiat Coupé 20V turbo modificata non si è trascurato nulla. In quasi 4 anni di lavoro è stata alleggerita con l’utilizzo di vetri racing in policarbonato. Ma anche l’interno denota una cura dimagrante pulita e ben fatta. Che dire, infatti, dell’alluminio piegato a mano della consolle che fa da sostegno a tutti i comandi e da poggiapiedi per l’eventuale secondo passeggero? La batteria è posizionata dietro per una questione di equilibrio dei pesi e ricoperta con un vano in carbonio. La barra duomi è Sparco.

Fiat Coupé 20V turbo tuning

Il tuning di questa Fiat Coupé 20V turbo è un vero spettacolo! L’alluminio della consolle viene fuori come spuma sulle onde arancioni della carrozzeria, e l’effetto è assicurato. Pedaliera e pomello del cambio sono Sparco, mentre i sedili racing con cinture a quattro punti OMP. Impressionante la quantità di switch proprio sulla consolle: dallo staccabatteria all’interruttore di accensione delle due ventole, passando per quelli della pompa benzina. Anche lo start motore è a pulsante. Poi ci sono gli interruttori per le luci schierati più in basso. In alto, troviamo gli strumenti tondi di controllo di turbo, carburante, pressione benzina e olio. Il volante è a tre razze e il cruscotto quello stock.

FIAT Coupé 20V turbo elaborata con preparazione CDT

Scheda tuning Fiat Coupé 20V Turbo 1999

Motore
Albero a camme riprofilato
Punterie meccaniche
Valvole maggiorate con rettifica aspirazione
Pistoni stampati CMP
Bielle CMP
Iniettori 442 cc
Turbo Garrett 2860 modificato con girante in avional a doppie palette su cuscinetti a sfera
Intercooler artigianale
Scarico interamente artigianale CTD Motorsport con calcolo contropressioni e raccordato alla turbina

Trasmissione
Cambio a 5 rapporti con frizione a disco fisso in rame a 5 petali senza parastrappi Turbochargerworld
Differenziale autobloccante Spektra Racing
Volano racing

Assetto
Molle regolabili
Cerchi 17”
Pneumatici Michelin 205/620 R17

Interni
Roll-bar OMP
Pedaliera e pomello cambio Sparco
Sedili Racing OMP
Consolle centrale in alluminio piegato CTD Motorsport
Specchi e supporto batteria in carbonio Mvs Torino

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Alfa Romeo 155 V6 TI da 500 CV pilotata da Antonino La Vecchia supercampione CIVM

di redazione

Alla guida dell’Alfa Romeo 155 V6 TI da 500 CV Antonino La Vecchia il velocissimo pilota lucano che ha conquistato due campionati assoluti e uno di classe nelle stagioni ’96, ’97 e ’98 del CIVM. L’Alfa Romeo 155 V6 TI è proprio una vettura estrema, potente, rabbiosa in grado di regalare emozioni forti in pista come in circuito, un’auto da competizione d’altri tempi che è stata la regina del CIVM ed ha trovato in Antonino La Vecchia il suo più valido alfiere, anzi un vero mattatore con un palmarès di ben 33 vittorie consecutive. Abbiamo avuto il privilegio di incontrare Antonino La Vecchia, che ha ripercorso la sua straodinaria avventura nel motorsport.

Avvio difficile – Nata per sostituire l’Alfa Romeo 75, secondo i voleri della nuova proprietà Fiat, la 155 doveva “rinnegare” lo schema classico delle medie Alfa Romeo, quello che fino ad allora era stato il marchio di fabbrica delle berline di Arese: propulsore longitudinale e trazione posteriore, con cambio, differenziale e freni in blocco al retrotreno, sospensioni a quadrilatero all’anteriore e a ponte rigido de Dion al posteriore.

Dalla GTA alla TI – Nel 1993 il nuovo regolamento del Superturismo Italiano mette fuori gioco la 155 GTA, ma in Alfa Corse nessuno si perse d’animo impiegandola come base di partenza per la nuova TI rispondente ai regolamenti FIA classe D1: spinta da un motore 2.500 V6 di 60° da 420 CV a 12.000 g/m, ed equipaggiata con una sofisticata trazione integrale, l’Alfa Romeo 155 V6 TI era a tutti gli effetti un prototipo con telaio tubolare e cambio sequenziale. L‘Alfa Romeo partecipò al DTM 1993 con 4 vetture, battendo la concorrenza della Mercedes-Benz e successivamente della Opel.

ANTONINO LA VECCHIA MATTATORE DEL CIVM

Alfa Romeo 155 V6 TI, però, non andò in pensione perché già da qualche tempo, un velocissimo e caparbio pilota lucano si era messo in testa di scrivere il suo nome accanto a quello della vettura nell’Albo D’oro delle gare in salita. Stiamo parlando di Antonino La Vecchia, il mattatore del CIVM negli anni ’90, con un record di 33 vittorie consecutive di classe dal 1996 al 1998. Questa che vedete è la “sua” 155 V6 TI, proprio quella con cui ha conquistato il Titolo Assoluto nel 1997 e la nostra è l’unica rivista che ha avuto il privilegio di provarla.

L’esordio nel CIVM“L’avventura della 155 V6 TI nel CIVM è tutto merito di mio papà Leandro” ricorda Antonino La Vecchia quando gli chiediamo di chi sia stata l’idea di cimentarsi con una vettura del genere in un Campionato così difficile. In effetti la trovata era piuttosto geniale…Bisogna considerare, infatti, che una sola tappa del Campionato DTM si svolgeva in Italia, al Mugello, e rappresentava l’unica chance per vedere questa “belva” in azione. La proposta ebbe successo e così, al Team di Antonino capitanato dal padre Leandro, venne affidata una 155 V6 TI; un’auto da circa 800.000.000 di Lire di allora (attualmente circa 600.000 Euro), di cui la Casa madre voleva conoscere costantemente gli spostamenti a mezzo fax! La stagione 1996 inizia così nel 1995…
Alfa Romeo 155 V6 TI

Com’è fatta l’Alfa 155 V6 TI

I tecnici dell’Alfa Romeo hanno praticamente riprogettato la 155 V6 TI in funzione delle tre grandi modifiche apportate al regolamento DTM ’95 e ITC ’96, concedendo quindi la massima libertà di scelta per lo schema delle sospensione, non più vincolata a quello dell’auto di serie; inoltre è stata offerta la possibilità di utilizzare la servoassistenza idraulica a controllo elettronico, limitatamente alla gestione del cambio, escludendo però il controllo delle sospensioni e permettendo l’utilizzo di un secondo serbatoio benzina collocato nell’abitacolo all’interno del semipasso posteriore.
Con la nuove modifiche dell’ultima versione i costi di questa Alfa Romeo 155 V6 Ti sono stati pari a 1 miliardo e 600 milioni di lire.

Scheda tecnica Alfa Romeo 155 V6 TI

Motore: 6 cilindri a V di 90° 2500 cm3
Potenza max: 494 CV a 11.500 g/m
Coppia max: 300 Nm
Cambio: x-trac sequenziale elettro attuato 6M + RM
Frizione: tridisco in carbonio
Trasmissione: integrale, differenziali autoboloccanti meccanici anteriori e posteriori, giunto viscoso centrale
Freni: Brembo ant. 380 mm, pinza in MMC 8 pistoni e doppia pastiglia posteriori 330 mm, pinza in MMC 4 pistoni, ABS Bosch
Scocca: materiali compositi carbonio-alluminio-titanio
Peso: 1.050 kg
Ruote: cerchi OZ 18″, pneumatici Pirelli 245/64.5 18
Prestazioni: 0-100 km/h in 2,8 sec.
Velocità max: da 200 a 320 km/h (secondo i rapporti)

L’articolo completo con tutti i dettagli della straordinaria avventura motoristica di Antonino La Vecchia e il test drive con l’Alfa Romeo 155 V6 TI è su Elaborare 237.

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Audi RS6 DTM top tuning 950 CV

di redazione

Audi RS6 DTM 950 CV

Un top tuning davvero sensazionale quello dell'Audi RS6 DTM, appartenuta al campione di sci svedese Jon Olsson, con ben 950 CV soto il cofano! L'Audi RS6 Avant che il campione di sci svedese Jon Olsson ha fatto trasformare in un'auto “monstre” per partecipare alla Gumball 3000 è stata protagonista di un fatto di cronaca, che ha mandato in fumo tutto il brillante lavoro di tuning. Nella circostanza non si è trattato della solita multa per divieto di sosta affibbiata a Balotelli, ma di un vero caso di cronaca nera che, per fortuna, non ha provocato vittime. L'intera elaborazione della già potentissima vettura, capace di erogare in origine ben 560 CV, è stata affidata alla tuning factory svedese Caresto, che ha provveduto ad innalzare la cavalleria fino a ben 950 CV e a regalare alla RS6 DTM - così è stata chiamata l'auto - un look davvero spettacolare. Fin qui tutto ok e di cronaca nera nemmeno l'ombra. Il bello, o meglio il brutto, è arrivato dopo la partecipazione alla Gumball 3000 e alla vendita della vettura da parte di Olsson a un facoltoso olandese, che durante le riprese di uno spot pubblicitario si è visto rubare l'auto sotto la minaccia delle armi da una coppia di malviventi. (...) Audi RS6 DTM 950 CVCarrozzeria e interni - Uno dei vantaggi di possedere un'Audi RS6 Avant è quello di guidare un lupo in veste di agnello, ovvero di competere alla pari con le più note supersportive senza dare troppo nell'occhio. Tuttavia se in molti la scambierebbero per la solita giardinetta da famiglia, per i patiti dei motori non è così per una serie di dettagli estetici che ne anticipano già da ferma le impressionanti doti dinamiche. (...) Meccanica - Così come il comparto estetico anche quello meccanico è stato elaborato dalla svedese Caresto sotto la supervisione dell'esperto Leif Tufvesson (ex capo ingegnere della Koenigsegg), che ha deliberato un incremento di ben 400 CV per il già potentissimo V8 4 litri biturbo della RS6 Avant di serie. Per passare da 560 a circa 950 CV, il tuner si è avvalso della collaborazione della tedesca Stertman specializzata in impianti di sovralimentazione ad altissime prestazioni. (...) Audi RS6 DTM 950 CVI numeri dell'Audi RS6 DTM 2015 – Anno di presentazione 950 – CV potenza max 2 – Turbine Stertman in oro 18K 1 – Impianto di scarico Milltek Sport 4 – Freni carboceramici Movit 4 – Ammortizzatori Intrax “Black Titan” 4 – Ruote ADV.1 11,0J x 20” 1 – Aerokit in carbonio top-quality 400.000 – Euro costo auto + tuning L'articolo completo con tutti i dettagli della Audi RS6 DTM 950 CV su Elaborare 212. ABBONATI alla rivista per riceverla a casa QUI (diverse opzioni a partire da 9 Euro) ACQUISTA la VERSIONE DIGITALE (abbonamento o singolo numero) su - Elaborare SHOP link QUI - PocketMags link QUI (la puoi consultare anche da tablet Ipad o Android) - EzPress link QUI Cover-Elaborare-212

Alfa Romeo 155 V6 TI DTM

di Giovanni Mancini

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"Ancora oggi mi viene la pelle d'oca - scrive Antonino La Vecchia pilota pluricampione CIVM con la 155 DTM che ha avuto la fortuna di guidare -  a ricordare quei momenti. Grazie di cuore a tutti voi che vi riconoscete nella foto". Presso Monte Erice - Campionato Italiano Velocità Montagna 1998. Alfa-155-DTMM-Alfa-Romeo--LavecchiaL'Alfa Romeo 155 V6 TI è una vettura da competizione realizzata dall'Alfa Romeo secondo le norme del regolamento tecnico FIA per vetture turismo di Classe 1 (prima divisione o D1), per partecipare al DTM dal 1993 fino al 1996, anno in cui venne ribattezzato ITC (International Touring Car Championship). Vediamo le caratteristiche tecniche tratte da WIKI. Prestazioni da Formula 1: accelerava da 0 a 100 km/h in 2.5 secondi. VIDEO DTM incredibile con commento Giovanni Di Pillo http://www.youtube.com/watch?v=SMLtD0HGJ2E

TELAIO [2] - MOTORE [3] - Trasmissione/Freni/Elettronica [4] - Prestazioni [5]

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