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Guida autonoma: un test dimostra che le persone non guidano meglio

di Antonio Elia Migliozzi

L’auto a guida autonoma è ancora lontana dal diventare realtà. I ricercatori dell’Università di Warwick hanno portato 43 volontari in un grande magazzino per una sfida importante. I driver umani hanno sfidato le auto a guida autonoma all’interno di una grande capannone. Il percorso è stato progettato per assomigliare a un’area pedonale in un centro città con una serie di situazioni che includevano anche degli incroci. In tutti e 4 i tragitti studiati per la prova la guida autonoma ha battuto i driver umani. I passeggeri umani preferiscono il comfort delle vetture driveless. Queste offrono accelerazioni e decelerazioni più graduali e dolci. Una lamentela comune è stata la sensazione che i veicoli stessero le curve in modo pericoloso. Va detto questa preoccupazione è stata espressa sia nei confronti delle vetture a guida autonoma che riguardo a quelle affidate a conducenti umani. Diamo uno sguardo ai dettagli.

FIDUCIA IN AUMENTO

La fiducia e l’accettazione di passeggeri e pedoni per l’auto a guida autonoma saranno fondamentali per il suo futuro. I ricercatori del WMG dell’Università di Warwick hanno appena condotto un esperimento per vedere quale stile di guida dei veicoli autonomi offra i più alti livelli di sicurezza. Il test ha messo a confronto l’auto a guida umana con quella driveless con risultati sorprendenti. Nei fatti sia la guida autonoma che quella umana non erano perfette ma una combinazione di entrambe potrebbe essere una soluzione. I ricercatori hanno portato 43 volontari in un grande magazzino progettato per assomigliare a un’area pedonale del centro di una città europea. Al centro dell’esperimento una serie di percorsi che includevano anche degli incroci. I veicoli a guida autonoma autonoma hanno cercato di emulare da vicino la guida umana con risultati interessanti. Come detto non si è raggiunta la perfezione ma l’auto driveless ha comunque battuto l’uomo.

UOMO VS MACCHINA

Il risultato complessivo è che la differenza di fiducia tra auto a guida autonoma e driver umano è davvero ridotta. Evidente che la fiducia dei passeggeri, sia per l’auto driveless che per quella guidata dall’uomo, è cresciuta ad ogni giro. Questo suggerisce che una crescente familiarità con l’auto automatizzata potrà aumentare rapidamente fiducia, accettazione e la diffusione di queste tecnologie. I passeggeri preferiscono veicoli autonomi o i driver umani?. Il Dr. Luis Oliveira dell’Università di Warwick ha commentato: “La fiducia generale in entrambi i metodi di guida è cresciuta ad ogni giro. I passeggeri dell’esperimento hanno ammesso che le generazioni future potrebbero essere più a loro agio con la guida autonoma poiché impareranno a convivere con la nuova tecnologia.” I ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti di raccontare la loro esperienza raccogliendo elementi utili. Gli studi precedenti avevano già dimostrato che i conducenti umani tendono a frenare bruscamente.

LO SVILUPPO

Le auto a guida autonoma si confermano più delicate nei cambi di velocità agendo su acceleratore e freno in modo graduale ed efficiente. I passeggeri del test hanno apprezzato il comfort a bordo dell’auto senza conducente. Una lamentela comune è stata la sensazione che i veicoli, sia driveless che non, stessero affrontando le curve del percorso in modo brusco. La guida autonoma si è confermata molto più attenta dell’uomo in prossimità degli incroci. I partecipanti all’esperimento hanno apprezzato il fatto che i mezzi senza conducente si siano avvicinati lentamente alle intersezioni quasi a voler sbirciare oltre l’incrocio. In generale la richiesta è stata quella che il veicolo senza conducente informi gli utenti della strada sulle decisioni che sta per prendere. I passeggeri chiedono che ci sia un display o una voce guida che condivida in tempo reale le scelte del mezzo.

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I 12 principi sulla sicurezza della guida autonoma

di Antonio Elia Migliozzi

Continuano le ricerche globali sull’auto a guida autonoma e si lavora alle alleanze. Ben 11 protagonisti della corsa all’auto driveless annunciano di aver raggiunto un accordo per unire le loro forze. Da oggi Aptiv, Audi, Baidu, BMW, Continental, Daimler, Fiat Chrysler Automobiles, Here, Infineon, Intel e Volkswagen lavoreranno insieme. I loro obiettivi per una guida autonoma reale e al servizio degli utenti sono riassunti in un whitepaper. Il testo, intitolato “Safety First for Automated Driving“, descrive i principi comuni per lo sviluppo, il collaudo e la convalida di veicoli autonomi sicuri”. Le aziende hanno messo nero su bianco una lista di 12 principi fondamentali che guideranno il lavoro di squadra. Tra i grandi assenti Uber, Waymo, Cruise e Tesla che decidono di non partecipare. I dettagli.

UNITI SI VINCE

Nasce una grande coalizione internazionale per arrivare all’auto a guida autonoma. Ben 11 aziende hanno deciso di fare squadra. Si tratta di nomi importanti, Aptiv, Audi, Baidu, BMW, Continental, Daimler, Fiat Chrysler Automobiles, Here, Infineon, Intel e Volkswagen. Per coordinare gli sforzi hanno pubblicato una sorta di manifesto intitolato, “Safety First for Automated Driving”. Il testo riassume le linee guida che queste aziende seguiranno per lo sviluppo, il collaudo e la convalida di veicoli autonomi di prossima generazione. Siamo di fronte alla più ampia rappresentanza del settore che nasce con uno scopo chiaro. Questi big vogliono dimostrare che la guida autonoma è più sicura di un conducente umano. Il consorzio che combina le competenze di aziende del settore automobilistico, di fornitori e colossi tech, promette sviluppi importanti. A partire dai prossimi mesi gli 11 marchi saranno impegnati in una serie di incontri per approfondire le future opportunità.

LE STRATEGIE

Assenti Waymo, Cruise, Tesla e Nvidia che non hanno voluto rispondere alla chiamata alle armi. La mancanza di consenso evidenzia la competitività del settore guida autonoma. Secondo le stime dell’HTF Market Intelligence si tratta di un ambito promettente. Ci si aspettano entrate per 173,15 miliardi di dollari entro il 2023. Per la società di marketing ABI, saranno 8 milioni le auto senza conducente su strada nel 2025. Gli analisti di Research and Market dicono che negli Usa, circoleranno ben 20 milioni di auto autonome entro il 2030. Va detto che Ford, Lyft, Uber, Volvo e Waymo lavorano già insieme. Lanciata ad aprile 2016 ha l’obiettivo di lavorare con i legislatori e le autorità di regolamentazione per concretizzare i benefici sociali dei veicoli a guida autonoma. In questo contesto Nvidia ha annunciato che guiderà l’Associazione europea dei fornitori automobilistici (CLEPA) all’opera su guida autonoma e connessa.

GLI OBIETTIVI

Il nuovo gruppo di lavoro sostiene 12 principi cardine per la nuova guida autonoma. Tra gli altri si parla di sicurezza, attivazione del sistema automatica o meno, controllo da parte del conducente. Non meno importanti la responsabilità dell’utente, l’interdipendenza tra i veicoli e la registrazione dati. La coalizione si impegna affinché, se i componenti di sistema legati alla sicurezza smettono di funzionare, il veicolo può far intervenire il conducente umano. Si auspicano meccanismi di attivazione e disattivazione della guida autonoma che richiedono l’intervento diretto del driver. In questo modo si evitano minacce alla sicurezza e si informa il guidatore sulle proprie responsabilità connesse alla modalità automatizzata. Le aziende propongono che i veicoli registrino i dati relativi allo stato di utilizzo in un modo conforme alla privacy. Importante che i mezzi autonomi si comportino in modo prevedibile rispettando le norme stradali senza intralciare i conducenti nelle vicinanze.

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ArgoAI investe 15 milioni di dollari nel primo Centro per veicoli autonomi

di Antonio Elia Migliozzi

Ford prosegue lo sviluppo dell’auto a guida autonoma. L’azienda e Argo AI hanno annunciato l’apertura di un centro di ricerca dedicato ai veicoli autonomi. In capo un investimento da 15 milioni di dollari per accelerare sugli studi. Al momento Ford e Argo AI stanno testano la loro piattaforma a guida autonoma negli Usa e puntano al salto di qualità anche nel traffico cittadino. Argo AI ha recentemente rilasciato Argoverse il suo nuovo dataset di mappe HD. Rendere gratuitamente disponibili set di dati come questi vuole stimolare il contributo di tutta la comunità di ricerca per concretizzare l’auto driveless in tempi brevi. Nel 2017 Ford aveva annunciato che avrebbe speso ben 1 miliardo di dollari in Argo nel corso di cinque anni. Vediamo come il nuovo centro di ricerca concretizza questo impegno.

RICERCHE IN CORSO

Argo AI, la startup per la guida autonoma sostenuta da Ford, continua a fare passi avanti. Argo ha annunciato un investimento da 15 milioni di dollari presso la Carnegie Mellon University per finanziare la creazione di un nuovo centro di ricerca. Il nuovo polo di ricerca Argo AI lavorerà sui veicoli autonomi utilizzando i fondi per “perseguire progetti di ricerca avanzati“. Dall’università dicono di essere al lavoro per superare gli ostacoli dell’attuale tecnologia e consentire ai veicoli a guida autonoma di operare in un’ampia varietà di condizioni nel mondo reale. Il lavoro sulla guida autonoma include la sua applicazione nel clima invernale e in zone urbanizzate. Bisogna ricordare che Argo è nata nel 2016 da un team di studenti della CMU. Ad oggi Argo e Ford, stanno testando i loro veicoli a Miami, Washington, Palo Alto e Detroit. Il nuovo centro supporterà la ricerca sugli algoritmi decisionali di nuova generazione.

NUOVE TECNOLOGIE

Ford e Argo stanno migliorando software e hardware per ottenere una avanzata capacità di “vedere” e “pensare”. Questo progetto vuole consentire il “dispiegamento su larga scala e globale” di auto a guida autonoma. Nel 2017 Ford aveva rivelato lo stanziamento di fondi per 1 miliardo di dollari in cinque anni a favore di Argo AI. Le auto a guida autonoma sono testate sulle strade delle città di tutto il mondo. Eppure siamo ancora lontani dalla diffusione di questa tecnologia per il “grande pubblico”. Per arrivare a questo punto le auto driveless dovranno dimostrare di essere sicure su tutti i tipi di strade e in tutte le condizioni meteorologiche. Le persone hanno bisogno di fidarsi della tecnologia a guida autonoma e questa deve essere meno costosa. Quando i mezzi senza conducente saranno più efficienti dei taxi e delle app come Uber e Lyft allora saranno preferiti anche all’auto personale.

LA PROSPETTIVA

La scorsa settimana Argo ha rilasciato Argoverse il suo dataset di mappe HD. L’idea è quella di rendere disponibili gratuitamente dati come questi alla comunità di ricerca per guidare le innovazioni nel campo. Argo non è l’unica azienda impegnata nel rafforzamento degli studi nel campo della guida autonoma. Lo scorso anno Intel ha lanciato l’Institute for Automated Mobility che oggi opera con una sua flotta nell’area di Phoenix, in Arizona. L’istituto riunisce tre università statali e i dipartimenti di Stato americani del settore dei trasporti, della sicurezza pubblica e del commercio. Insomma la strada che ci separa dalla guida autonoma è ancora lunga ma il lavoro di privati e Governi conferma il desiderio di tagliare i tempi. Anche le stesse aziende dell’auto si sono fatte promotrici di alleanze e consorzi per condividere informazioni e progressi riducendo i costi di sviluppo.

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La guida autonoma debutta in Cina sui distributori automatici di bevande

di Antonio Elia Migliozzi

Parte dalla Cina la missione dei van a guida autonoma. I veicoli della Neolix si preparano alle sfide dell’era digitale. L’azienda ha avviato la produzione del suo furgone a guida autonoma con il listino che parte da 30.000 dollari. La linea di produzione di Neolix è Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede l’apertura di fabbriche all’estero per seguire l’aumento delle vendite. L’obiettivo è quello di arrivare a oltre 100.000 unità l’anno in cinque anni. Neolix vuole aiutare i colossi dell’ecommerce a consegnare pacchi e generi alimentari ai clienti. Il van a guida autonoma ha un solo limite. Al momento del ritiro delle merci in consegna è assolutamente necessaria la presenza di una persona in carne ed ossa. Inutile dire che nel tempo anche quest’ultimo step è destinato a scomparire. Vediamo i dettagli del progetto.

VAN ROBOT

La startup cinese Neolix ha avviato la produzione di serie dei propri van a guida autonoma. Si tratta della prima azienda a livello globale a fare il grande passo. Neolix vuole consegnare un migliaio di veicoli entro questo suo primo anno di attività. “Le auto senza conducente cambieranno il mondo, proprio come il passaggio dalla carrozza all’automobile”, ha detto il fondatore Yu Enyuan. “Ho cercato qualcosa che valesse la pena combattere con tutto quello che ho e quello che sto facendo ora è questo.” Prima della catena di montaggio Neolix ha testato più di un centinaio di veicoli in aree chiuse al traffico. Il van driveless ha un prezzo listino che parte da circa 30.000 dollari. Secondo Jack Ma, fondatore del colosso cinese Alibaba, ci saranno 1 miliardo di consegne al giorno in Cina entro 10 anni. Per questo l’arrivo della tecnologia autonoma fornirà strumenti nuovi per raggiungere i clienti.

IL PROGETTO

Neilix immagina che in futuro ci saranno in strada flotte di van a guida autonoma che svolgeranno varie funzioni dai compresi i distributori automatici di cibo e bevande 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’idea è che questo mezzi saranno destinati a tagliare i costi di consegna e anche il rischio di incidenti. Va detto che in questa prima fase un essere umano deve essere presente per accettare il pacco in arrivo. Sotto questo punto di vista Ford ha presentato un robot capace di eliminare la presenza dell’uomo in fase di consegna. Insomma mentre le auto a guida autonoma per il trasporto passeggeri devono ancora affrontare significativi ostacoli normativi, l’azienda cinese afferma che le merci possono fare da apripista. Attualmente i furgoni Neolix operano nell’area di Xiongan a circa 100 chilometri a sud-ovest di Pechino ma anche nei pressi di Pechino e di Changzhou.

MERCATO EMERGENTE

La Cina non è l’unico mercato in cui i van a guida autonoma stanno emergendo. Negli Stati Uniti Nuro ha raccolto investimenti per oltre 1 miliardo di dollari. Nell’ambito delle sue ricerche ha iniziato a dicembre un servizio di consegna merci in Arizona. La linea di produzione di Neolix si trova nella città orientale di Changzhou ed ha una capacità annua di oltre 30.000 veicoli. L’azienda prevede di aprire anche fabbriche all’estero in vista dell’aumento delle vendite. Neolix ha avviato trattative con potenziali clienti in paesi come la Svizzera, il Giappone e gli Stati Uniti. L’obiettivo è quello di raggiungere vendite annuali sopra le 100.000 unità in cinque anni. Insomma la Cina non vuole perdere l’occasione di giocare d’attacco nel settore della logistica driveless avendo le carte in regola per essere davanti a tutti.

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Guida autonoma: il MIT insegna alle auto a guidare come gli umani

di Antonio Elia Migliozzi

Il MIT lavora ad una guida autonoma dal volto umano. I ricercatori del famoso istituto americano hanno preparato un’auto senza conducente tutta nuova. Al centro l’approccio umano. Proprio come gli uomini si orientano guardano una semplice mappa il software di bordo sarà in grado di usare i dati cartografici confrontandoli con quello che vedono le telecamere. In questo modo il veicolo saprà esattamente dove si trova potendo proseguire verso la direzione. Il sistema del MIT si basa su un modello di apprendimento automatico. Un computer simula una rete neurale e si sposta elaborando le immagini raccolte. L’auto impara comportamenti standard dall’uomo e ha bisogno di meno dati per funzionare meglio. Vediamo i dettagli.

TECNOLOGIA UMANA

Il MIT è pronto per l’appuntamento di quest’anno alla Conferenza internazionale di robotica in programma a Montreal. L’Istituto sta lavorando alla guida autonoma che imita i conducenti umani. La piattaforma usa mappe e videocamere per analizzare la situazione in cui si trova e navigare verso una destinazione. Lo sviluppo della guida autonoma ha dimostrato quanto sia difficile una tecnologia affidabile. Le differenze tra l’intelligenza umana e quella delle macchine sono notevoli e non solo in termini di potenza di calcolo. Spesso agli esseri umani basta una mappa approssimativa per capire dovo sono. Alla guida autonoma, invece, servono dati di localizzazione e sensori avanzati. Si tratta di un numero importante di dati che richiedono spesso lunghi tempi di elaborazione. Se di solito le mappe di una città media occupano quattro terabyte di spazio si potranno ridurre le carte di tutto il mondo a soli 40 gb.

ELABORARE LE INFORMAZIONI

Per il MIT la capacità dell’uomo è quella di usare informazioni imprecise e applicarle a situazioni molto complesse. La guida autonoma di domani sfrutterà la navigazione e localizzazione adattandosi all’ambiente. Per riuscirci basteranno una semplice mappa e delle telecamere. La macchina correggerà le imprecisioni della mappa guardandosi intorno. L’approccio del MIT usa segnali visivi. Per questo non ci sarà bisogno di istruzioni dettagliate ma solo di una mappa base. Il nuovo modello funziona come il cervello umano e si sposta elaborando le immagini raccolte. Un driver umano guida e prende decisioni mentre i sensori raccolgono le informazioni necessarie il perché di quelle scelte. L’allenamento con il driver permette a questo sistema a guida autonoma di affrontare diversi tipi di strade e intersezioni senza incertezze. Insomma alla guida autonoma non servono soltanto sensori avanzati ma anche l’esperienza dell’uomo.

LE APPLICAZIONI

La tecnologia del MIT non effettua soltanto un percorso da A a B. Questo nuovo algoritmo è progettato per cercare una destinazione piuttosto che seguire una strada imparata a memoria. Il team di ricerca è guidato da Daniela Rus, direttore del Laboratorio di Informatica e Intelligenza artificiale. “In un’intersezione a T, ci sono diverse direzioni in cui la vettura potrebbe girare”, dice Rus. “Il modello inizia pensando a tutte quelle direzioni, ma vedrà che le persone girano a sinistra e a destra, ma nessuno va dritto”. Insomma nel tipo schema dell’imparare facendo la nuova guida autonoma imiterà i comportamenti umani per non sbagliare. L’auto del MIT trasforma la “vista” nel suo punto forte. Elementi fissi come cartelli e linee stradali le servono per decidere cosa fare in una certa situazione. Questo le permette anche di gestire guasti dei sensori e informazioni incomplete.

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Guida autonoma negli USA: oltre il 50% pagherebbe fino al 20% in più

di Antonio Elia Migliozzi

Sempre più ricerche vogliono capire quale sia la percezione dei consumatori riguardo alla guida autonoma. Mentre prosegue lo sviluppo delle auto driveless ci si interroga su come reagirà il pubblico nel vederle su strada. Si prevede che nel 2029 il 63% degli americani preferirà l’auto autonoma a quella convenzionale. Secondo i ricercatori nel tempo crescerà accettazione e fiducia verso le nuove tecnologie grazie alle conferme sul fronte della sicurezza. I benefici in termini di minori costi di gestione e maggior tempo a disposizione saranno fondamentali per la diffusione delle auto a guida autonoma. Gli automobilisti saranno tanto contenti di avere una vettura autonoma da essere disposti anche a spendere di più. Vediamo i dettagli.

ACCETTARE LA TECNOLOGIA

Arriva un nuovo studio ad esaminare il rapporto dei driver con le vetture a guida autonoma. Secondo il Capgemini Research Institute l’accettazione da parte dei consumatori negli Stati Uniti non farà altro che crescere. Nei prossimi 10 anni il consenso per le auto autonome raddoppierà e, nel 2029, il 63% degli americani le preferirà. I consumatori si convinceranno guardando ai benefici che i veicoli autonomi prometto in termini di efficienza del carburante (73%), emissioni ridotte (71% ) e risparmiando tempo (50%). Markus Winkler, responsabile globale del comparto Automotive di Capgemini: “Le aspettative dei clienti riguardo alle esperienze in auto non avranno solo un impatto sull’industria automobilistica, ma anche su altri settori aprendo la strada a una miriade di opportunità di collaborazione”. In auto ci sarà più tempo libero fioccheranno le occasioni di business per molti settori non solo legati alla tecnologia.

LA VITA DI TUTTI I GIORNI

Interessante il fatto che più della metà degli intervistati abbia dichiarato che sarebbe disposto a pagare fino al 20% in più per un’auto a guida autonoma rispetto ad una standard. I consumatori sono convinti che i mezzi autonomi assumeranno un ruolo più importante nella vita quotidiana, andando oltre la mobilità da A a B. Il 49% sarebbe d’accordo se l’auto a guida autonoma facesse commissioni a suo nome. Il 54% si fiderebbe di un veicolo autonomo per spostarsi da solo con amici e familiari. Infine il 50% degli americani si aspetta che le auto a guida autonoma aiutino a risparmiare tempo permettendo loro di socializzare, divertirsi, lavorare o semplicemente godersi il viaggio. Se questi erano gli aspetti positivi la ricerca di Capgemini evidenzia anche preoccupazioni. Al primo posto il rischio che l’auto a guida autonoma non sappia gestire situazioni impreviste (71%).

ATTIVITA’ IN AUTO

Gli automobilisti temono anche il rischio di attacchi hacker (73%), le difficoltà a interagire con veicoli guidati dall’uomo (56%), le incertezze nel traffico (51%) e le difficoltà a interagire con altri veicoli autonomi (46%). Ultima, ma non meno importante, la paura di non saper utilizzare i veicoli autonomi (37%). Interessante la lista delle attività in auto. Dal sondaggio ascoltare la musica resta quella preferita (76%), segue lo svago con amici e familiari (64%), la ricerca di notizie e attualità (62%). Tra le altre non possono mancare lo spuntino (58%), gli acquisti online (46%) e il sonno (45%). Il 18% degli americani intervistati si dice addirittura pronto a fare palestra a bordo dell’auto driveless. Un consumatore su due, cioè il 46%, ha detto che userà il tempo in auto per fare shopping. Secondo Capgemini l’auto a guida autonoma aprirà grandi opportunità di business sia per i negozi digitali che fisici.

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Guida autonoma: faremo il doppio dei viaggi in auto secondo uno studio

di Antonio Elia Migliozzi

La guida autonoma porterà vantaggi concreti. Secondo una ricerca svolta dall’Università del Michigan i veicoli driveless porteranno un notevole risparmio di tempo e denaro. Secondo lo studio il tempo libero in auto rappresenta il primo motivo per cui i clienti potrebbero scegliere questa tecnologia. La fiducia nei confronti della guida autonoma porterà le famiglie a spostarsi di più con questi veicoli. Dai numeri si parla di un aumento medio del tempo in viaggio tra il 2 e il 47% che andrebbe a compensare i risparmi energetici. Vediamo perché l’auto driveless, complici i minori costi per gli spostamenti, rischia di produrre un effetto boomerang.

VANTAGGI AUTONOMI

Come sappiamo che le auto a guida autonoma promettono di migliorare la vita su strada. Rendere le strade più sicure è solo uno dei vantaggi potenziali di queste tecnologie. Secondo molti ci sarà più tempo per rilassarsi ma anche una riduzione dell’inquinamento. Eppure un recente studio dimostra che i benefici delle auto driveless potrebbero non essere così grandi come pensiamo. Secondo i ricercatori dell’Università del Michigan la guida autonoma porterà su strada mezzi più efficienti e comodi al punto da produrre effetti collaterali. Lo studio pubblicato sulla rivista Applied Energy, sottolinea che la fiducia nei confronti della tecnologia porterà gli uomini ad un maggior desiderio di mobilità. Samuel Stolper e i suoi colleghi hanno esaminato i dati sul comportamento di viaggio evidenziando un “effetto rimbalzo”.

PIANIFICAZIONE DEL VIAGGIO

Il viaggio a guida autonoma potrebbe aumentare l’esigenza di mobilità. In futuro non ci si dovrà preoccupare di prestare attenzione alla strada mi si potrà trascorrere il tempo in auto a leggere, guardare film o lavorare. Quello pubblicato dall’Università del Michigan è il primo studio al mondo a mettere a confronto efficienza energetica e risparmi in termini di tempo. Un risparmio di tempo percepito del 38% o superiore potrebbe essere sufficiente per incoraggiare le persone a scegliere un’auto a guida autonoma. Ecco allora che per questi veicoli, prosegue la ricerca, devono essere fissati obiettivi di efficienza energetica molto più elevati rispetto alle auto standard. Nei fatti se la guida autonoma renderà i tragitti in auto più economici e più divertenti si viaggerà di più. Per questo motivo anche nel futuro le nostre città potrebbero continuare a soffrire a causa del traffico.

IL TEMPO E’ DENARO

Secondo i ricercatori le famiglie trascorreranno tra il 2 e il 47% di tempo in più nelle loro auto. Insomma non saremo impegnati alla guida ma passeremo comunque molto tempo per strada. Algoritmi, software e sensori ci porteranno da A a B ma è importante anche conoscere l’impatto che questo nuovo tipo di veicolo avrà sulla società e sull’ambiente. I ricercatori sottolineano i vantaggi della guida autonoma in fatto di “sicurezza, efficienza energetica e utilizzo del tempo”. Nei fatti ci sarà un aumento netto del consumo di energia complessivo e un potenziale maggiore inquinamento. La guida autonoma produrrebbe un effetto boomerang con un aumento netto del consumo di energia e potenzialmente anche dei prezzi. Insomma mentre prosegue la corsa mondiale all’auto driveless ci si inizia ad interrogare anche sui possibili aspetti negativi di questa rivoluzione.

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Guida autonoma in Cina: Aptiv apre un centro di ricerca sul Livello 4

di Antonio Elia Migliozzi

La società tech Aptiv ha annunciato la sua espansione in Cina. Aptiv ha fatto sapere che inizierà a svolgere operazioni in Asia per testare la sua tecnologia per la guida autonoma. La scelta della Cina non è casuale. Secondo gli analisti nel paese, entro il 2040, verranno percorsi due terzi delle miglia a guida autonoma del mondo. Aptiv lavora da tempo insieme al servizio di ridesharing Lyft e ha già effettuato 40.000 corse driveless a pagamento nell’area di Las Vegas. Dal 2017 la città di Pechino ha aperto le strade pubbliche ai test per la guida autonoma. Ad oggi sono 56 i veicoli coinvolti che appartengono ad 8 aziende diverse. Nel 2018 questa flotta ha portato a termine test su complessivi 150.000km e quest’anno promette di fare molto di più. Vediamo perché la scelta di Aptiv non poteva che cadere sulla Cina.

SVILUPPI TECH

Aptiv è un’azienda tech attiva negli Stati Uniti e impegnata da anni nello sviluppo di software per la guida autonoma. L’azienda sta aprendo un centro di ricerca per la mobilità autonoma a Shanghai per concentrarsi sullo sviluppo e l’impiego della sua tecnologia sulle strade pubbliche. La Cina sarà il quinto hub di attività per Aptiv. Ad oggi sono in corso operazioni di sulle auto autonome a Boston, Las Vegas, Pittsburgh e Singapore. In questo quadro la Cina è forse il suo obiettivo più ambizioso. Aptiv non ha mai svolto operazioni in Cina, ma ha contatti con il paese sin dalla sua nascita nel 1993. Nel corso di un’intervista a TechCrunch il presidente di Aptiv, Karl Iagnemma, ha chiarito: “Secondo un recente studio di McKinsey entro il 2040 il paese ospiterà i due terzi delle miglia autonome percorse nel mondo e sarà un’opportunità di mobilità per trilioni di dollari“. 

CINA AL CENTRO

Nel 2017 Pechino è stata la prima città in Cina a consentire test a guida autonoma sulle strade pubbliche. Lo scorso anno ben 56 veicoli di otto società diverse hanno effettuato test per oltre 150.000 chilometri nella capitale. Le autorità di Pechino hanno anche aperto un centro di ricerca governativo per catalizzare gli investimenti e stimolare la ricerca. Il report sulle attività svolte non spiega, però, nel dettaglio a che punto siano le ricerche. Ad esempio non si capisce la frequenza con cui gli esseri umani sono dovuti intervenire. E’ comunque probabile che Aptiv si accordi con una società già attiva in Cina. L’individuazione di un partner valido è stata la chiave dei test autonomi di Aptiv a Singapore. Qui Aptiv ha lavorato con nuTonomy, startup automobilistica per poi acquistarla insieme al suo progetto di robotaxi.

MODELLO GLOBALE

Aptiv è anche interessata ad approfondire lo studio della mappatura. Sappiamo bene che radar e telecamere non possono da soli guidare le vetture autonome. L’azienda dovrà certamente pensare a nuovi tipi di partnership per la Cina. A differenza degli Stati Uniti, infatti, in Cina ci sono delle restrizioni e ben precise relative alla raccolta dei dati. Temi come la proprietà intellettuale e la creazione di dati cartografici ad alta risoluzione sono strettamente controllati dalle autorità statali. Aptiv potrebbe allora essere “costretta” a stringere accordi con realtà cinesi per rispettare queste regole. Tra i nomi che circolano c’è quello di Baidu. Al momento il colosso cinese Baidu, ha sviluppato la sua piattaforma di guida autonoma Apollo. I test coinvolgono 45 veicoli totali che hanno coperto circa 140.000 km. Aptiv ha confermato che effettuerà test driveless sulle strade pubbliche cinesi entro la seconda metà del 2019.

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Auto elettriche e autonome: Volkswagen avvia i test ad Amburgo

di Antonio Elia Migliozzi

Volkswagen porta la guida autonoma sulle strade di Amburgo. Il brand ha ottenuto l’autorizzazione per mettere in strada una flotta di Golf elettriche driveless. Il programma prevede la sperimentazione di tutto il pacchetto hardware e software che sarà montato a bordo della nuova gamma. Al centro dei lavori la nuova piattaforma per la guida autonoma di livello 4. I test sono svolti su un percorso di prova di circa 3 km allestito all’interno della città. Per il 2020, inoltre, è prevista la fine dei lavori del nuovo circuito di prova lungo 9 chilometri. Vediamo come Volkswagen trasforma la città con l’aiuto di radar e sensori V2X.

A PROVA DI CITTA’

Volkswagen ha messo in strada un flotta di veicoli a guida autonoma ad Amburgo. Si tratta della prima volta che sperimenta la sua guida autonoma in condizioni reali in una grande città tedesca. La squadra è formata da cinque e-Golf, equipaggiate con scanner laser, telecamere, sensori a ultrasuoni e radar. Al brand è stato permesso di svolgere i test su un tratto di 3 chilometri. I risultati degli studi saranno di grande aiuto per lo sviluppo della tecnologia driveless del brand. Axel Heinrich, responsabile della ricerca Volkswagen ha commentato: “I test si concentrano sia sulle possibilità tecniche che sui requisiti infrastrutturali urbani. I veicoli non solo devono diventare autonomi e più intelligenti, ma anche le città devono offrire un ecosistema digitale”. 

INFRASTRUTTURA AL CENTRO

Il brand equipaggerà i semafori con strumenti per la comunicazione tra infrastruttura e veicolo. Ecco allora il ricorso al V2V, infrastructure-to-vehicle, ed al V2X, vehicle-to-infrastructure. La stessa città di Amburgo sta facendo un passo avanti per ottimizzare i flussi del traffico tramite la digitalizzazione. La scelta della città tedesca non è casuale; tra due anni e mezzo ospiterà il World Congress for Intelligent Transport Systems (ITS). Questo significa che nel 2021 il mondo della mobilità convergerà su Amburgo e la città è intenzionata ad arrivare preparata. Del resto statistiche alla mano il tema sicurezza è ancora quello che porta molte persone a guardare con diffidenza alla guida autonoma. Sempre ad Amburgo è attualmente in costruzione un’area di prova dedicata alla guida autonoma e connessa. Si tratta di un percorso specifico della lunghezza di 9 chilometri e la fine dei lavori è prevista per il 2020.

LA PROSPETTIVA

La e-Golf a guida autonoma è stata equipaggiata con 11 scanner laser, 7 radar e 14 telecamere. Durante un test drive a guida autonoma sono trasmessi fino a 5 gigabyte di dati al minuto. Una singola vettura ha la capacità di calcolo di circa 15 computer portatili. Questa potenza è necessaria per gestire i dati su pedoni, ciclisti, altre auto, incroci, precedenze e tanto altro. L’intelligenza artificiale del veicolo deve rispondere senza che scattino falsi allarmi o ci siano situazioni di pericolo. La gestione di tutte queste fasi è oggi seguita con grande attenzione alla luce dei rischi legati alla cybersecurity. Per ragioni di sicurezza dei tester saranno seduti al posto di guida per monitorare la situazione e intervenire in caso di emergenza. Insomma i test vanno avanti ma la guida autonoma è lontana. Oltre alle auto “giuste” serviranno cambiamenti normativi e la disponibilità dell’infrastruttura necessaria.

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Nvidia accusata di plagio: il sistema Mobileye che prevede gli automobilisti

di Antonio Elia Migliozzi

Mentre il mercato dell’auto si muove verso la guida autonoma scoppia un caso. Il colosso Mobileye accusa apertamente di plagio Nvidia. Secondo Mobilieye Nvidia ha sfacciatamente copiato il suo software la guida autonoma RSS. Ad intervenire sul caso con un post pubblico è il co-fondatore e Ceo di Mobileye Amnon Shashua. Dal testo emerge la denuncia delle violazioni del copyright compiute da Nvida. Quest’ultima avrebbe realizzato il suo protocollo “Safety Force Field“sulla base delle tecnologie di guida autonoma sviluppate da Mobileye. Vediamo tutti i dettagli del caso che rischia di finire in tribunale.

COMPETIZIONE SERRATA

Lo sviluppo di sistemi hardware e software per le auto a guida autonoma è in pieno boom. È normale che aziende diverse possano arrivare indipendentemente a metodi o risultati simili. Eppure le somiglianze di una recente tecnologia sviluppata da Nvidia con la piattaforma presentata da Mobileye nel 2017 sono sembrate troppe. Ad intervenire è il Ceo del colosso Mobileye, Amnon Shashua. In un post sul blog della casa madre Intel, non usa mezze parole. La denuncia è intitolata “L’innovazione richiede originalità” e accusa il sistema “Safety Force Field”di Nvidia di essere una copia del “Responsibility Sensitive Safety” elaborato da Mobileye negli anni scorsi (Leggi Toyota punta su Nvidia per la guida autonoma). Insomma il sistema di sicurezza Nvidia per la guida autonoma non sarebbe “primo del suo genere” ma una versione inferiore dell’RSS di Mobileye.

QUESTIONE DI COPYRIGHT

I dubbi in casa Mobileye sono nati dopo che lo scorso hanno l’azienda automotive di casa Intel aveva pubblicato i suoi studi sulla guida autonoma. Lo scopo era quello di invitare le case automobilistiche a collaborare per la sicurezza delle auto a guida autonoma. Secondo il colosso Mobileye la pubblicazione delle sue ricerche su RSS, avrebbe spinto Nvidia ad appropriarsene (Leggi guida autonoma il 71% dei driver americani è preoccupato). Ecco allora che, un anno dopo, Nvidia propone un sistema che sembrerebbe davvero molto simile. Alla base di entrambi i sistemi di sicurezza per auto a guida autonoma un l’algoritmo. Questo calcola una serie di azioni standard corrispondenti a comportamenti umani. In questo modo il sistema pianifica manovre sicure basate sui parametri fisici propri dell’auto. Il tutto anche considerando oggetti e auto vicine.

PROFILI TECNICI

L’RSS di Mobileye traccia una distanza longitudinale e una laterale attorno al veicolo. Queste sono distanze di sicurezza che, se compromesse, indicano che il veicolo si trova in una situazione pericolosa. Ecco allora che l’auto deve eseguire una manovra di risposta. Dal canto suo l’SFF di Nvidia sembra che adotti concetti identici con una terminologia leggermente modificata. Insomma secondo il Ceo di Mobileye la rivale tech starebbe giocando sporco con dei piccoli trucchi linguistici. Al post di critica è anche allegato un intero documento Pdf che mostra dozzine di presunte violazioni del copyright. Insomma la sensazione è che la polemica non finisca certo qui. Nel pieno della corsa verso la guida autonoma i colossi tecnologici non voglio perdere l’occasione di vendere i loro prodotti alle case automobilistiche.

L'articolo Nvidia accusata di plagio: il sistema Mobileye che prevede gli automobilisti proviene da SicurAUTO.it.

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