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Bonus dispositivi anti abbandono: come registrarsi al portale

di Raffaele Dambra

Bonus dispositivi anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online la piattaforma bonuseggiolino.it su cui richiedere il bonus per i dispositivi anti abbandono introdotto dal MIT per agevolare l’acquisto dei congegni obbligatori. Il primo giorno, contrassegnato da enormi problemi di sovraccarico del server (non che oggi vada molto meglio), l’accesso al portale è stato riservato ai soli esercenti per accreditarsi ed essere inseriti in un apposito elenco consultabile sul sito. Mentre da venerdì 21 può accedervi anche chi deve acquistare il dispositivo anti abbandono e richiedere il bonus elettronico di 30 euro. Che va poi utilizzato esclusivamente presso uno dei negozianti registrati sulla piattaforma. Ricordiamo che il contributo è previsto anche per chi ha già fatto l’acquisto presso qualsiasi negoziante, facendone richiesta mediante apposita procedura.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: LE COSE DA SAPERE

Ci stiamo occupando da mesi dei dispositivi anti abbandono, visto che l’argomento riguarda milioni di famiglie. Abbiamo spiegato nel dettaglio le caratteristiche dei dispositivi in base alle direttive del Ministero, ci siamo posti il problema dell’omologazione dei seggiolini, abbiamo realizzato una guida all’acquisto con dettagli e prezzi e, successivamente, testato personalmente alcuni modelli. Ma non solo: abbiamo anche rassicurato i genitori sull’allarme Bluetooth e annunciato l’approvazione del bonus di 30 euro per alleggerire la spesa. E adesso siamo pronti a guidarvi nei meandri del portale per la richiesta del contributo. Non prima di aver ricordato che l’obbligo di montare un dispositivo anti abbandono quando si trasportano in auto bambini sotto i 4 anni è in vigore dallo scorso novembre. Con sanzioni sospese fino al 6 marzo 2020, quindi ci siamo quasi. Sanzioni che prevedono multe da 83 e 333 euro e -5 punti sulla patente.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: ACCESSO AL PORTALE

Come detto, l’indirizzo della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro sull’acquisto dei dispositivi anti abbandono è www.bonuseggiolino.it. Poiché le risorse messe a disposizione non coprono tutte le richieste e l’erogazione del contributo avviene in base all’ordine temporale fino a esaurimento dei fondi, è previsto un boom di domande nei primissimi giorni. Con inevitabili ricadute sul funzionamento del portale. In questa fase bisognerà armarsi di tanta pazienza. Premessa: per registrarsi alla piattaforma, e quindi per richiedere il bonus, è necessario avere le credenziali SPID (Sistema pubblico di identità digitale) che si possono ottenere collegandosi qui. Non è una procedura difficile: servono un indirizzo e-mail; il numero di cellulare; un documento di identità valido; la tessera sanitaria con il codice fiscale. Una volta ottenute le credenziali SPID si può tornare al portale per la richiesta del bonus.

PIATTAFORMA BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME REGISTRARSI

Nel sito bonuseggiolino.it c’è una sezione riservata agli esercenti (‘Area esercente’) per accreditarsi usando le credenziali di Fisconline/Entratel. È un passaggio importante perché dal 20 febbraio 2020 in poi il bonus può essere richiesto solo presso i negozianti (fisici e online) accreditati. Il cui elenco è consultabile sulla piattaforma (‘Dove usare i buoni‘). Mentre chi ha già acquistato il dispositivo prima del 20 febbraio può chiedere il rimborso di 30 euro anche se l’ha effettuato presso un esercente non presente nell’elenco. La sezione ‘Valida buono‘ è riservata sempre agli esercenti. E serve per inserire il codice del buono elettronico ricevuto da ciascun cliente, oltre al suo valore nominale, al fine di riscuotere il credito maturato.
La sezione specifica per i richiedenti si trova invece al centro dell’homepage ed è denominata ‘Richiedi bonus‘: una volta dentro bisogna inserire le credenziali SPID ottenute in precedenza e seguire la procedura guidata per completare la richiesta. Sulla piattaforma è presente un indirizzo email a cui chiedere eventualmente assistenza.

BONUS DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: MODALITÀ DI ATTRIBUZIONE

Le modalità di attribuzione del bonus per l’acquisto del dispositivo anti abbandono sono contenute nel Decreto 28/1/2020 del MIT. Che potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso Scarica PDF in fondo all’articolo. Vi riassumiamo qui i punti salienti:
– Il contributo è erogato mediante il rilascio di un buono di spesa elettronico, dotato di un codice identificativo, del valore nominale di 30 euro per l’acquisto del dispositivo anti abbandono associato al codice fiscale di un minore. Ciò significa che per ogni bambino sotto i 4 anni si può ottenere al massimo un bonus; ma p.es. una famiglia con tre bambini sotto i 4 anni può ottenerne tre. Il buono generato e non utilizzato entro trenta giorni dall’emissione è annullato e, nel caso, dev’essere richiesto nuovamente. Qualora il costo del dispositivo sia inferiore a 30 euro, il contributo è pari al costo sostenuto.
– La richiesta deve presentare, oltre ai dati identificativi del richiedente (uno dei genitori o altro soggetto esercente la responsabilità genitoriale), anche quelli del minore (nome, cognome e codice fiscale). Saranno effettuati rigidi controlli, soprattutto per accertare l’età del minore, mediante collegamento con l’anagrafe tributaria.
– Ribadiamo che per gli acquisti dei dispositivi anti abbandono effettuati in data antecedente al 20 febbraio 2020 è previsto un rimborso pari a 30 euro per ogni dispositivo acquistato. L’istanza di rimborso va richiesta entro 60 giorni dall’avvio della piattaforma. Allegando copia dei giustificativi di spesa, scontrino fiscale o fattura, attestanti l’acquisto del dispositivo anti abbandono. Se il giustificativo di spesa non riporta la specifica di acquisto ‘dispositivo anti abbandono’ (o simili), il richiedente deve produrre un’autocertificazione secondo il modello disponibile sulla piattaforma. I rimborsi avvengono mediante accredito della somma sul conto corrente intestato al richiedente.

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Dispositivi anti abbandono: MyMi funziona anche senza smartphone

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono

La startup milanese Bluon, che in passato ha già creato altri prodotti legati alla sicurezza dei bambini, ha incontrato la stampa specializzata, tra cui noi di SicurAUTO.it, per presentare il suo dispositivo anti abbandono MyMi. La presentazione è avvenuta proprio alla vigilia della messa online della piattaforma per richiedere il bonus di 30 euro, fissata il 20 febbraio 2020, e in previsione dell’avvio delle sanzioni (dal 6 marzo) per coloro che non hanno ancora provveduto a mettersi in regola. Gli utenti abituali del nostro portale sanno già con quanta attenzione abbiamo affrontato l’argomento ‘dispositivi anti abbandono’. Seguendo passo dopo passo il travagliato iter legislativo, segnato da non poche incertezze e contraddizioni. E soprattutto testando direttamente alcuni prodotti per capire se ce ne fosse qualcuno migliore o più affidabile degli altri. Per questo ci siamo avvicinati con molta curiosità al nuovo dispositivo antiabbandono MyMi, annunciato come ‘rivoluzionario’ e ‘con tripla sicurezza’. Come sarà andata?

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COSA PREVEDE LA NORMATIVA

Prima di spiegare come funziona MyMi riepiloghiamo velocemente la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono, già in vigore dallo scorso novembre (ma, come detto, le sanzioni saranno irrogate solo dal 6 marzo 2020). La normativa riguarda quei dispositivi di allarme predisposti a prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai 4 anni a bordo delle auto. Tali dispositivi possono essere integrati all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (senza alterarne le caratteristiche di omologazione), inseriti nel veicolo come dotazione di base o accessoria, oppure totalmente indipendenti. I dispositivi devono essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. E soprattutto, qualora se ne presenti la necessità, devono dare un segnale di allarme. Attirando in modo tempestivo l’attenzione del conducente mediante alert visivi, acustici o aptici percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Infine, non meno importante, i dispositivi anti abbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico. Che serve ad allertare urgentemente altre persone se per un motivo qualsiasi il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

COME FUNZIONA IL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

Inutile dire che MyMi rispetta tutti questi parametri, altrimenti non potrebbe neanche essere commercializzato. E a differenza della quasi totalità dei prodotti oggi sul mercato, non ha per forza bisogno della app per smartphone (comunque presente) per inviare l’allarme in caso di allontanamento dal veicolo con bimbo a bordo. Una caratteristica decisamente interessante! Il dispositivo, oltre al piccolo cuscinetto sfoderabile e lavabile da disporre sul seggiolino auto (come nella foto in basso), che rileva la presenza del bimbo, è dotato infatti di un piccolo tracker-portachiavi (da attaccare al mazzo di chiavi dell’auto per essere sicuri di averlo sempre con sé) che in pratica ‘fa le veci’ dello smartphone. Emettendo anch’esso un segnale d’allarme. La ‘tripla sicurezza’ è data appunto dalla presenza di tre elementi – cuscinetto, app per smartphone e tracker-portachiavi – ognuno dei quali concorre a segnalare un potenziale pericolo. Il cuscinetto attiva una segnalazione acustica ricorrente se non rileva la presenza del tracker-portachiavi o se il bluetooth dello smartphone risulta spento; la app invia un segnale d’allarme tramite smartphone non solo al conducente ma anche alle altre persone associate; il tracker entra in funzione se per qualche ragione l’app non è in grado di inviare l’allarme (smartphone spento, scarico o con bluetooth disattivato). È importante sottolineare questo aspetto: i due sistemi (app e tracker) non sono pensati per operare in contemporanea e l’app ha sempre la precedenza. Di conseguenza chi vuole, per motivi di praticità, utilizzare solo il tracker al posto dello smartphone, deve escludere quest’ultimo. Disattivando il bluetooth oppure non installando neppure l’app.

PECULIARITÀ DEL DISPOSITIVO ANTI ABBANDONO MYMI

La app di MyMi (disponibile sia per Android che per iOS) è comunque più completa del tracker. In quanto, appunto, può avvisare non solo il conducente, ma anche un numero pressoché infinito di persone associate, aggiungendo pure la posizione geolocalizzata. Per ricevere il segnale d’allarme l’app ha bisogno soltanto dell’attivazione del bluetooth, mentre per inviarlo ad altre persone necessita anche della connessione dati. Significa che il conducente riceve il segnale sullo smartphone anche se impegnato in una conversazione telefonica o se ha il cellulare fuori campo o in modalità aerea (ma con bluetooth sempre attivato).
Il cuscinetto e il tracker-portachiavi funzionano con comunissime pile a bottone CR2450 e CR2032 entrambe sostituibili utilizzando un piccolo cacciavite (la durata media di una pila è di circa 2 anni, il livello delle batterie è monitorabile dall’app, in ogni caso entrambe le unità emettono uno specifico segnale acustico quando le pile sono quasi scariche) e che con un solo smartphone si possono gestire fino a 20 dispositivi. Chi vuole può acquistare altri tracker separatamente (per esempio in una famiglia potrebbero servirne due, uno per il papà e uno per la mamma). Importante: più tracker possono essere abbinati allo stesso cuscinetto e un tracker può essere associato a più cuscini. Pertanto se nell’auto ci sono due seggiolini (con due bambini) non è necessario portarsi dietro due tracker, ne basta uno solo. Da notare, poi, che l’app non è legata ad alcun account personale; per cui al termine dell’obbligo di utilizzo (quando il bimbo compie 4 anni) il dispositivo può essere tranquillamente ceduto ad altre persone.

GIUDIZIO DI SICURAUTO.IT SU MYMI

Di sicuro la possibilità di avere un’alternativa all’app eludendo quindi possibili problemi di natura ‘tecnologica’ dello smartphone, nonché di sostituire le pile quando si esauriscono, pongono MyMi in una posizione di fascia alta tra tutti i dispositivi anti abbandono presenti sul mercato. Forse il prezzo di 69,90 euro non è tra i più economici, ma con il bonus di 30 euro la spesa diventa più sostenibile. Il tracker-portachiavi aggiuntivo (facoltativo) costa 19,90 euro. Per quanto riguarda infine la delicata questione dell’omologazione, ricordiamo che la normativa non impone che i dispositivi anti abbandono risultino ‘omologati’. Ma richiede che, oltre a rispondere a determinate specifiche tecnico-costruttive e funzionali (per cui il produttore rilascia un’autocertificazione di conformità), non alterino in nessun modo le caratteristiche di omologazione dei seggiolini auto. A questo proposito Bluon ha genericamente dichiarato che il cuscinetto del dispositivo MyMi, in seguito a crash test (distruttivi) effettuati, non interferisce con l’omologazione di alcun seggiolino od ovetto per auto. Senza fornire però indicazioni più precise riguardo i modelli di seggiolini su cui sono stati fatti i crash test con il dispositivo installato; e l’ente/società che li ha realizzati. Restiamo ovviamente a disposizione qualora Bluon voglia indicarci anche questi dati.

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Bluetooth allarme antiabbandono: quanto è davvero pericoloso per i bimbi

di Donato D'Ambrosi

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Con l’obbligo degli allarmi antiabbandono per bambini è esplosa la psicosi da pericoli del Bluetooth sui bambini. Quanto è pericoloso realmente il Bluetooth per la salute umana? Esiste il rischio di radiazioni per i bambini e i neonati seduti sopra i cuscini con allarme antiabbandono? La risposta sorprenderà sicuramente i genitori apprensivi e va cercata nei limiti delle radiazioni stabiliti dall’Unione europea.

BLUETOOTH E RADIAZIONI PERICOLOSE: DIPENDE DALLA POTENZA

Con l’obbligo di trasportare in auto bambini fino a 4 anni solo con un allarme antiabbandono, il parere dei genitori è diviso tra chi trova un investimento utile e chi invece no. Lo si può vedere anche dai commenti al nostro video test qui sotto, che mette a confronto 4 dispositivi antiabbandono diversi. Al di là dei punti di vista però in molti si chiedono ancora se il Bluetooth degli smartphone fa male alla salute. Un comprensibile timore che possiamo chiarire con l’aiuto di Tata, che dichiara quante radiazioni emette il Bluetooth di un allarme antiabbandono per bambini. Intanto cerchiamo di capire quanto è potente il Bluetooth di un dispositivo di allarme antiabbandono. In generale, come si vede dalla tabella delle Classi del Bluetooth, più è potente il segnale, più lungo è il raggio d’azione della comunicazione.

QUANTO E’ PERICOLOSO IL BLUETOOTH PER LA SALUTE UMANA

Poiché sappiamo che gli allarmi antiabbandono funzionano entro una distanza di 10 metri dallo smartphone, sono associati a potenze più basse (Classe 2, 3,4,). Che sono molto al di sotto di quanto il Wi-Fi di casa, cui è esposto quotidianamente ogni bambino in ogni famiglia che usa una connessione a internet. Vi starete chiedendo allora, ma se il bambino è seduto proprio sopra l’allarme con il Bluetooth, non è più pericoloso? La risposta è no. Il perché lo spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sull’uso degli smartphone consiglia proprio l’utilizzo di auricolari Bluetooth per ridurre al minimo l’esposizione della testa a radiazioni elettromagnetiche. Radiazioni che per costituire un rischio alla salute devono superare il valore SAR (Specific Absorption Rate) nell’uso normale di 2 W/kg. Rispetto al valore del Tasso di Assorbimento stabilito dall’Unione europea per l’intero corpo, gli smartphone super-connessi sono al di sotto di 0,5 W/kg.

Classi e portata delle connessioni Bluetooth

LE RADIAZIONI EMESSE DALL’ALLARME ANTIABBANDONO

Il pericolo reale del Bluetooth sul corpo umano ci porta a rispondere alla domanda iniziale. Il Bluetooth è pericoloso per un bambino seduto sull’allarme antiabbandono? Ora che sappiamo qual è il limite di assorbimento “sicuro” possiamo comprendere meglio quante radiazioni elettromagnetiche emette un allarme antiabbandono. Nel caso del dispositivo Tata Pad, l’azienda dichiara un valore di SAR di 0,0099 W/kg, 200 volte inferiore alla soglia dell’Ue. Piuttosto, e cogliamo l’occasione per ripeterlo ancora una volta, quando i bambini viaggiano in auto bisognerebbe proteggerli da altri rischi ricordando ad esempio di:

Montare correttamente il seggiolino e controllarlo periodicamente;
– Allacciare e stringere adeguatamente le cinturine come si vede nel video in alto;
– Far viaggiare il bambino contro il senso di marcia almeno fino a 15 mesi di età;
– Accertarsi che l’airbag passeggero sia disattivato se il bambino viaggia davanti;
– Dare il buon esempio fin da piccoli, con una guida prudente, indossando e facendo indossare a tutti i passeggeri la cintura di sicurezza.

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Dispositivi anti abbandono: bonus 30 euro, come fare richiesta

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

In vista del 6 marzo 2020, data in cui scatteranno le sanzioni, per chi trasporta in auto bambini al di sotto dei 4 anni, in caso di mancato utilizzo dei dispositivi anti abbandono, il MIT ha finalmente comunicato come fare richiesta del bonus di 30 euro. Ovvero l’importo messo a disposizione dei soggetti interessati come contributo o rimborso per l’acquisto di un dispositivo. Per coprire la spesa il Governo ha stanziato 15,1 milioni di euro per il 2019 e 5 milioni di euro per il 2020, ma i fondi assegnati per l’anno passato sono rimasti pressoché inutilizzati (solo il 10% dei genitori ha già acquistato il seggiolino salva-bebè) e saranno presumibilmente ‘scalati’ al 2020. Non è detto però che basteranno per tutti i bambini di età fino a 4 anni residenti in Italia, che sono circa 1.860.000.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME CHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

Attraverso una nota del 28/1/2020, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stabilito che per ottenere il bonus per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono sarà necessario registrarsi – a partire del 20 febbraio 2020 – sulla piattaforma informatica Sogei o sul portale dello stesso MIT. Il contributo sarà erogato mediante il rilascio di un buono spesa elettronico del valore di 30 euro, valido per comprare un seggiolino antiabbandono per ogni bambino di età inferiore ai 4 anni. Quindi le famiglie che hanno più di un figlio in quella fascia di età potranno accedere a più contributi. Il bonus sarà erogato anche a chi ha già acquistato il dispositivo: in questo caso per ottenerlo bisognerà farne richiesta registrandosi sulla piattaforma Sogei entro 60 giorni dal 20 febbraio 2020, allegando copia del giustificativo di spesa.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: NORMATIVA

Con le specifiche per la richiesta del bonus di 30 euro e avvicinandosi la data in cui i trasgressori potranno essere sanzionati, la fase di transizione verso l’obbligo di montare i dispositivi anti abbandono è da ritenersi ormai agli sgoccioli. Da questo momento in poi, quindi, genitori e famiglie con bambini piccoli hanno solo da mettersi in regola. Ricordiamo che la normativa prevede l’installazione obbligatoria a bordo dei veicoli di un dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono in auto di bambini sotto i 4 anni. L’allarme si attiva quando il conducente si allontana dal veicolo e può essere integrato nel seggiolino del bambino o indipendente dal sistema di ritenuta. Per chi viola l’obbligo sono previste multe da 83 a 333 euro e meno 5 punti dalla patente. In caso di recidiva nel biennio scatta pure la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

DISPOSITIVI ANTIABBANDONO: IL VIDEO TEST DI SICURAUTO.IT

Per aiutare i genitori nella scelta del miglior prodotto, noi di SicurAUTO.it abbiamo messo a confronto 4 dispositivi anti abbandono: Remmy, Baby Bell, Tippy Smart Pad e Chicco BebèCare Easy-Tech. Ponendo in risalto le differenze tra i dispositivi in commercio, i relativi pro e contro e soprattutto valutando quali sono le caratteristiche realmente utili che ogni dispositivo deve avere. Scoprite tutto nel nostro video test qui sotto, mentre cliccando sul tasto rosso Scarica PDF è possibile prendere visione del decreto attuativo n. 122/2019 del MIT che definisce nel dettaglio le caratteristiche funzionali dei dispositivi.

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Allarme seggiolini obbligatorio dal 7 novembre: cosa rischia chi viene multato

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi è obbligatorio da oggi 7 novembre 2019 con la circolare del Ministero dell’Interno 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 del 6 novembre (allegato in “Scarica PDF” sotto). Ora a farne le spese potrebbero essere gli automobilisti poco informati che rischiano grosso, anche in caso di incidente. Ma anche i produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono, che con il decreto attuativo di ottobre 2019 avrebbero avuto tempo per adeguarsi. Ecco cosa rischia chi viene sorpreso in auto senza allarme seggiolino obbligatorio, la multa e le conseguenze possibili in caso di incidente.

Aggiornamento del 11 novembre 2019: l’obbligo dell’allarme slitta al 1 marzo 2020, ma il rischio multe fino a fine anno resta.

L’INTRECCIO DI NORME SULL’ALLARME SEGGIOLINO OBBLIGATORIO

La circolare del Ministero dell’Interno del 6 novembre 2019 accelera l’operatività dell’obbligo allarme seggiolino. Dal 7 novembre 2019 comporterà una multa e taglio punti patente a chi non ce l’ha. Un provvedimento che si aggomitola a un iter tortuoso che ha portato al via i controlli sull’allarme antiabbandono in anticipo. L’obbligo dell’allarme seggiolino infatti fu proclamato dalla legge 117/2018, lasciando però che un decreto attuativo stabilisse quali caratteristiche e specifiche dovesse avere il dispositivo. Decreto attuativo che avrebbe reso operativo l’obbligo entro l’1 luglio 2019 o comunque 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, come prevedeva la 117/2018. Questo per permettere ai produttori di adeguarsi alle specifiche e agli automobilisti di informarsi sul nuovo obbligo. Il decreto attuativo è arrivato ben oltre il 1 luglio 2018 e da qui è scaturita l’interpretabilità dei provvedimenti successivi.

LA CIRCOLARE CHE FA PARTIRE I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO

La circolare del Ministero (clicca su “Scarica PDF” in basso) non tiene però conto dei 120 giorni previsti dalla 117/2018 e dice in sostanza che dal 7 novembre 2019 diventa operativo l’obbligo e le relative sanzioni. “[..] dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all’art.172 del CdS, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n.117”. E specifica anche che l’allarme seggiolino bimbi “deve essere utilizzato su veicoli di categoria M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia o all’estero, condotti da residenti in Italia per il trasporto di bimbi fino a 4 anni”. Un obbligo che era atteso dagli automobilisti ma con una previsione al 2020. Invece ora, visto che gli allarmi antiabbandono non devono essere omologati, spetta all’automobilista accertarsi che il sistema usato è conforme alle caratteristiche tecnico-costruttive nell’allegato A del decreto ministeriale (vedi allegato in Scarica PDF sotto). Per evitare contestazioni durante i controlli quindi è bene chiedere al venditore il Certificato di conformità del Produttore.

OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINO: MULTE E RISCHI PER GLI AUTOMOBILISTI

Con l’obbligo dell’allarme bimbi in auto dal 7 novembre , gli automobilisti sorpresi  senza un dispositivo conforme  rischiano 81 euro di multa e 5 punti patente in meno. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa più volte in 2 anni scatta anche la sospensione patente per 15 giorni. Ma questo è solo l’aspetto meno preoccupante, se non si monta un allarme bimbi obbligatorio. In caso d’incidente con lesioni – come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore – l’assicurazione potrebbe rivalersi sul conducente se dai rilievi della Polizia emerge che il seggiolino non aveva l’allarme obbligatorio. Un cavillo cui si aggrapperebbero le Compagnie pur non avendo niente a che vedere con l’efficacia di un seggiolino omologato, ben montato e allacciato ma sprovvisto di allarme bimbi obbligatorio.

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Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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Dispositivi anti abbandono, solo 30 euro di bonus: è polemica

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

Al termine di un lunghissimo iter non privo di intoppi, la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono è diventata finalmente realtà e sarà pienamente operativa a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni dovranno dunque dotarsi di un congegno che segnala la presenza a bordo di un bebè, anche a motore spento, così da scongiurare nuovi drammatici casi di bimbi ‘dimenticati’ in auto (l’ultimo a Catania meno di un mese fa) e morti a causa del caldo soffocante sprigionatosi nella vettura. Ovviamente questo dispositivo ha un costo, che graverà inevitabilmente sulle tasche delle famiglie che hanno uno o più bambini piccoli. Per questo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, nell’annunciare il varo della norma, aveva assicurato che nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 si sarebbe trovato il modo di inserire un bonus per alleggerire la spesa necessaria all’acquisto dei sistemi anti abbandono. Cosa che in effetti è stata fatta. Ma l’importo del bonus, invero piuttosto esiguo, ha deluso le aspettative di molti.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME RICHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

In attesa di comprendere le modalità di erogazione del bonus, che saranno disciplinate da un nuovo provvedimento atteso nelle prossime settimane, vediamo quali sono le caratteristiche principali del contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono. Il governo ha stanziato 16,1 milioni di euro per il biennio 2019-2020 (15,1 milioni per il 2019 e 1 milione per il 2020) e il bonus si potrà richiedere per ciascun allarme acquistato. Quindi, in teoria, le famiglie che hanno più di un figlio sotto i 4 anni potranno accedere a più contributi. Il provvedimento con le modalità attuative dovrà chiarire sia come sarà elargito il bonus (sconto sul prezzo di listino o detrazione fiscale?); e soprattutto a chi sarà elargito. Facendo un rapido calcolo sembra infatti che i fondi stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste. Per cui è probabile che saranno stilati criteri di precedenza in base per esempio al reddito oppure al numero di bambini presenti nella medesima famiglia. Lo scopriremo presto.

“30 EURO DI BONUS PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO? È UN’ELEMOSINA”

Il bonus di appena 30 euro per i dispositivi anti abbandono obbligatori rappresenta una vera e propria elemosina di cui potranno beneficiare solo pochi fortunati”, ha dichiarato intanto il Codacons criticando aspramente la misura del governo. “Con soli 16,1 milioni di euro stanziati potranno accedere al contributo circa 540 mila persone. Quando in Italia, secondo i dati Istat, risiedono circa 1.860.000 bambini di età fino a 4 anni. Significa che il bonus andrà a meno di un bambino su tre. Mentre tutte le altre famiglie saranno escluse e dovranno pagare di tasca propria e integralmente il seggiolino anti abbandono obbligatorio”. Forti perplessità anche da parte di Altroconsumo (“Come verranno gestite le richieste? Si rischia di premiare solo i più veloci perché la copertura non è sufficiente per tutti i bimbi”). E dall’Asaps, associazione sostenitori e amici della Polstrada: “Pur essendo d’accordo con il provvedimento, riteniamo che l’importo del bonus sia piuttosto limitato rispetto ai costi del dispositivo anti abbandono (da 50 a 100 euro circa, a seconda del modello). E si poteva prevedere anche una riduzione dell’Iva”.

QUANDO SARANNO OBBLIGATORI I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

L’obbligo reale di dotarsi dei dispositivi anti abbandono (ovvero il giorno in cui inizieranno a fioccare le multe da 81 a 326 euro per gli inadempienti, più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva entro due anni) partirà presumibilmente nei primi mesi del 2020. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 117/2018, che dovrebbe avvenire a brevissimo, la norma sarà effettiva dopo i canonici 15 giorni di ‘vacatio legis’. Ma quasi certamente ne saranno necessari altri 60 o forse 90 per permettere a produttori e consumatori di adeguarsi. In tal caso sarà emanata una speciale circolare della Polizia, già preannunciata dalla ministra De Micheli. Quindi, facendo due conti, l’obbligo dovrebbe scattare a febbraio 2020 o giù di lì. Contestualmente saranno stabiliti i criteri per chiedere e ottenere il bonus di 30 euro.

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Seggiolini antiabbandono: la legge è bloccata per i dubbi dell’UE

di Raffaele Dambra

Seggiolini antiabbandono legge bloccata

Le tragiche notizie di cronaca provenienti da Catania, dove un bambino di 2 anni è morto dopo che il padre lo ha dimenticato in auto per cinque ore, ha riportato tristemente l’attenzione sulla legge che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono. Legge che esiste praticamente da un anno, ma che non è mai entrata in vigore (nelle intenzioni avrebbe dovuto farlo lo scorso 1° luglio) perché manca ancora il decreto d’attuazione, persosi nei meandri dei tanti passaggi burocratici e adesso, da quanto apprendiamo, persino a rischio di bocciatura definitiva da parte dell’UE.

SEGGIOLINI ANTIABBANDONO: LA LEGGE “FANTASMA”

A settembre 2018 il Parlamento italiano aveva approvato una legge che, modificando in parte l’art. 172 del Codice della Strada, obbligava il conducente dei veicoli delle categorie M1 (che comprende le autovetture), N1, N2 e N3, in caso di trasporto di un bambino di età inferiore a 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, a utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino stesso. Il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei sistemi antiabbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio 2019, e inviata per eventuali aggiustamenti all’ufficio TRIS, cioè il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea. Dove, come riporta Repubblica.it, ha subito uno stop forse definitivo a causa del parere negativo della commissione.

LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTIABBANDONO OBBLIGATORI: I DUBBI DELL’UE

E per quale motivo l’ufficio TRIS ha espresso forti perplessità sulla bozza del decreto che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono, invitando l’Italia a riscriverlo daccapo? Sempre secondo Repubblica ci sarebbe un problema di incompatibilità con le norme UE, visto che ogni legge nazionale volta a migliorare la sicurezza dev’essere conciliabile con la legislazione europea e con le regole del mercato interno. In particolare, il TRIS: 1) ha rilevato che alcuni sensori d’allarme (quelli da sistemare sotto il bambino) potrebbero compromettere la stabilità dei bimbi sul seggiolino auto; 2) ha chiesto di rispettare le norme di compatibilità elettromagnetica, visto che questi dispositivi ricevono ed emettono onde radio per funzionare; 3) e ha ricordato pure che va garantita la libera circolazione dei prodotti in tutti i Paesi membri, non solo in Italia.

L’OBBLIGO DEI SISTEMI ANTIABBANDONO È DAVVERO NECESSARIO?

Ma non solo. L’ufficio della Commissione Europea, come ha ribadito di recente anche Altroconsumo, pur valutando più che legittimo lo scopo di una legge che mira a proteggere la salute e la vita dei bambini piccoli, non ha ricevuto dalle autorità italiane prove della proporzionalità della misura adottata, inclusa la valutazione d’impatto. In altri termini, la misura non sembra proporzionata al rischio, dato che negli ultimi 20 anni si sono contati in Italia solo 9 casi di bambini morti perché dimenticati in auto. È quindi opportuno, si chiedono dall’UE, gravare le famiglie che hanno uno o più bambini con meno di 4 anni di una spesa obbligatoria per un’eventualità tutto sommato rara?

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CONSIDERAZIONI FINALI

Certo, porsi una tale domanda a neanche 24 ore dalla tragedia di Catania potrebbe risultare poco ragionevole, oltre che inopportuno. Se l’obbligo dei seggiolini antiabbandono fosse entrato vigore dal 1° luglio, come nelle intenzioni originali, probabilmente quel povero bambino sarebbe ancora vivo. Ma è altrettanto vero che uno Stato non può e non deve legiferare sull’onda dell’emotività. Altrimenti rischia di commettere errori molto gravi. Vedremo come proseguirà questa vicenda, in ogni caso i genitori che vogliono sentirsi al sicuro senza attendere l’obbligo della legge (se mai ci sarà), possono procurarsi facoltativamente i sistemi anti abbandono già in commercio. E leggere i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

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