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Allarme seggiolini obbligatorio dal 7 novembre: cosa rischia chi viene multato

di Donato D'Ambrosi

L’allarme seggiolini bimbi è obbligatorio da oggi 7 novembre 2019 con la circolare del Ministero dell’Interno 300/A/9434/19/109/12/3/4/1 del 6 novembre (allegato in “Scarica PDF” sotto). Ora a farne le spese potrebbero essere gli automobilisti poco informati che rischiano grosso, anche in caso di incidente. Ma anche i produttori di seggiolini e di allarmi antiabbandono, che con il decreto attuativo di ottobre 2019 avrebbero avuto tempo per adeguarsi. Ecco cosa rischia chi viene sorpreso in auto senza allarme seggiolino obbligatorio, la multa e le conseguenze possibili in caso di incidente.

Aggiornamento del 11 novembre 2019: l’obbligo dell’allarme slitta al 1 marzo 2020, ma il rischio multe fino a fine anno resta.

L’INTRECCIO DI NORME SULL’ALLARME SEGGIOLINO OBBLIGATORIO

La circolare del Ministero dell’Interno del 6 novembre 2019 accelera l’operatività dell’obbligo allarme seggiolino. Dal 7 novembre 2019 comporterà una multa e taglio punti patente a chi non ce l’ha. Un provvedimento che si aggomitola a un iter tortuoso che ha portato al via i controlli sull’allarme antiabbandono in anticipo. L’obbligo dell’allarme seggiolino infatti fu proclamato dalla legge 117/2018, lasciando però che un decreto attuativo stabilisse quali caratteristiche e specifiche dovesse avere il dispositivo. Decreto attuativo che avrebbe reso operativo l’obbligo entro l’1 luglio 2019 o comunque 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, come prevedeva la 117/2018. Questo per permettere ai produttori di adeguarsi alle specifiche e agli automobilisti di informarsi sul nuovo obbligo. Il decreto attuativo è arrivato ben oltre il 1 luglio 2018 e da qui è scaturita l’interpretabilità dei provvedimenti successivi.

LA CIRCOLARE CHE FA PARTIRE I CONTROLLI SULL’ALLARME SEGGIOLINO

La circolare del Ministero (clicca su “Scarica PDF” in basso) non tiene però conto dei 120 giorni previsti dalla 117/2018 e dice in sostanza che dal 7 novembre 2019 diventa operativo l’obbligo e le relative sanzioni. “[..] dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all’art.172 del CdS, introdotte dalla legge 1 ottobre 2018, n.117”. E specifica anche che l’allarme seggiolino bimbi “deve essere utilizzato su veicoli di categoria M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia o all’estero, condotti da residenti in Italia per il trasporto di bimbi fino a 4 anni”. Un obbligo che era atteso dagli automobilisti ma con una previsione al 2020. Invece ora, visto che gli allarmi antiabbandono non devono essere omologati, spetta all’automobilista accertarsi che il sistema usato è conforme alle caratteristiche tecnico-costruttive nell’allegato A del decreto ministeriale (vedi allegato in Scarica PDF sotto). Per evitare contestazioni durante i controlli quindi è bene chiedere al venditore il Certificato di conformità del Produttore.

OBBLIGO ALLARME SEGGIOLINO: MULTE E RISCHI PER GLI AUTOMOBILISTI

Con l’obbligo dell’allarme bimbi in auto dal 7 novembre , gli automobilisti sorpresi  senza un dispositivo conforme  rischiano 81 euro di multa e 5 punti patente in meno. Inoltre se la stessa infrazione viene commessa più volte in 2 anni scatta anche la sospensione patente per 15 giorni. Ma questo è solo l’aspetto meno preoccupante, se non si monta un allarme bimbi obbligatorio. In caso d’incidente con lesioni – come riporta Maurizio Caprino su Il Sole 24 Ore – l’assicurazione potrebbe rivalersi sul conducente se dai rilievi della Polizia emerge che il seggiolino non aveva l’allarme obbligatorio. Un cavillo cui si aggrapperebbero le Compagnie pur non avendo niente a che vedere con l’efficacia di un seggiolino omologato, ben montato e allacciato ma sprovvisto di allarme bimbi obbligatorio.

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Seggiolini anti abbandono: caratteristiche definitive, obbligo da marzo 2020

di Raffaele Dambra

Seggiolini anti abbandono caratteristiche obbligo

Abbiamo finalmente le caratteristiche definitive dei seggiolini anti abbandono che saranno obbligatori per trasportare in auto bambini al di sotto dei 4 anni di età. Al termine di un lungo e tortuoso iter parlamentare e burocratico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 23 ottobre 2019 è apparso il decreto n. 122 del MIT con il regolamento di attuazione dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada in materia di ‘dispositivi antiabbandono di bambini di età inferiore a quattro anni’. Come da prassi, il regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U., quindi il 7 novembre 2019. Ma per permettere alle aziende produttrici e ai consumatori di adeguarsi alle nuove norme, l’obbligo di dotarsi dei seggiolini antiabbandono scatterà dopo ulteriori 120 giorni, e cioè il 6 marzo 2020.

CHE COSA SONO I SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Il decreto attuativo che definisce le caratteristiche funzionali dei seggiolini anti abbandono è composto da 7 articoli e 2 allegati. Lo potete leggere integralmente cliccando sul tasto rosso in fondo all’articolo Scarica PDF. I primi due articoli specificano cosa sono i dispositivi antiabbandono e il loro ambito di applicazione. In particolare l’art. 1 comma 1 lettera b del decreto qualifica il congegno come un “dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini di età inferiore ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3 e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo”. Nelle categorie di veicoli di cui sopra rientrano le autovetture fino a nove posti a sedere e i veicoli commerciali.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO CONSENTITI

Le caratteristiche tecnico-costruttive e funzionali dei seggiolini anti abbandono sono invece esposte negli articoli 3 e 4 del decreto e nei due allegati A e B. Per esempio l’art. 3 spiega che il dispositivo antiabbandono può essere di tre tipi:
– 1) integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini (ovvero i seggiolini auto, senza ovviamente alterarne le caratteristiche di omologazione);
– 2) una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
– 3) indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CARATTERISTICHE DEFINITIVE

Più specificatamente, come illustrato nell’allegato A, il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente, e deve dare un segnale di conferma nel momento dell’avvenuta attivazione. Ma soprattutto, qualora si presenti la necessità di dare un segnale di allarme, il congegno deve essere sempre in grado di attirare in modo tempestivo l’attenzione del conducente, attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici (cioè attraverso il tatto), percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo. Inoltre, non meno importante, i seggiolini antiabbandono possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l’invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate. Così da avvisare urgentemente altre persone se, per un motivo qualsiasi, il conducente si trovi impossibilitato a intervenire.

ALTRE COSE DA SAPERE SUI SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO

Per il resto, gli articoli 5, 6 e 7 definiscono rispettivamente gli obblighi per le aziende fabbricanti (cui spetta naturalmente accertarsi che i prodotti immessi sul mercato rispettino fedelmente i requisiti contenuti nel decreto), la vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei dispositivi, e infine il riconoscimento dei dispositivi prodotti negli altri stati dell’UE. A questo proposito si presumono conformi alle disposizioni valide per l’Italia i seggiolini antiabbandono legalmente commercializzati negli altri Paesi membri, in Turchia, oppure originari e legalmente commercializzati in uno stato appartenente all’EFTA. Chiudiamo ricordando che sarà messo a disposizione un bonus presumibilmente di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi, con modalità d’accesso ancora in via di definizione. Chi, dal 6 marzo 2020, non rispetterà l’obbligo di montare il congegno pagherà una multa da 80 euro a 323 euro più la decurtazione di 5 punti dalla patente (sanzioni aggravate in caso di recidiva).

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Dispositivi anti abbandono, solo 30 euro di bonus: è polemica

di Raffaele Dambra

Dispositivi anti abbandono 30 euro bonus

Al termine di un lunghissimo iter non privo di intoppi, la legge sull’obbligo dei dispositivi anti abbandono è diventata finalmente realtà e sarà pienamente operativa a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni dovranno dunque dotarsi di un congegno che segnala la presenza a bordo di un bebè, anche a motore spento, così da scongiurare nuovi drammatici casi di bimbi ‘dimenticati’ in auto (l’ultimo a Catania meno di un mese fa) e morti a causa del caldo soffocante sprigionatosi nella vettura. Ovviamente questo dispositivo ha un costo, che graverà inevitabilmente sulle tasche delle famiglie che hanno uno o più bambini piccoli. Per questo la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, nell’annunciare il varo della norma, aveva assicurato che nel Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 si sarebbe trovato il modo di inserire un bonus per alleggerire la spesa necessaria all’acquisto dei sistemi anti abbandono. Cosa che in effetti è stata fatta. Ma l’importo del bonus, invero piuttosto esiguo, ha deluso le aspettative di molti.

DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO: COME RICHIEDERE IL BONUS DI 30 EURO

In attesa di comprendere le modalità di erogazione del bonus, che saranno disciplinate da un nuovo provvedimento atteso nelle prossime settimane, vediamo quali sono le caratteristiche principali del contributo di 30 euro per l’acquisto dei dispositivi anti abbandono. Il governo ha stanziato 16,1 milioni di euro per il biennio 2019-2020 (15,1 milioni per il 2019 e 1 milione per il 2020) e il bonus si potrà richiedere per ciascun allarme acquistato. Quindi, in teoria, le famiglie che hanno più di un figlio sotto i 4 anni potranno accedere a più contributi. Il provvedimento con le modalità attuative dovrà chiarire sia come sarà elargito il bonus (sconto sul prezzo di listino o detrazione fiscale?); e soprattutto a chi sarà elargito. Facendo un rapido calcolo sembra infatti che i fondi stanziati non saranno sufficienti a coprire tutte le richieste. Per cui è probabile che saranno stilati criteri di precedenza in base per esempio al reddito oppure al numero di bambini presenti nella medesima famiglia. Lo scopriremo presto.

“30 EURO DI BONUS PER I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO? È UN’ELEMOSINA”

Il bonus di appena 30 euro per i dispositivi anti abbandono obbligatori rappresenta una vera e propria elemosina di cui potranno beneficiare solo pochi fortunati”, ha dichiarato intanto il Codacons criticando aspramente la misura del governo. “Con soli 16,1 milioni di euro stanziati potranno accedere al contributo circa 540 mila persone. Quando in Italia, secondo i dati Istat, risiedono circa 1.860.000 bambini di età fino a 4 anni. Significa che il bonus andrà a meno di un bambino su tre. Mentre tutte le altre famiglie saranno escluse e dovranno pagare di tasca propria e integralmente il seggiolino anti abbandono obbligatorio”. Forti perplessità anche da parte di Altroconsumo (“Come verranno gestite le richieste? Si rischia di premiare solo i più veloci perché la copertura non è sufficiente per tutti i bimbi”). E dall’Asaps, associazione sostenitori e amici della Polstrada: “Pur essendo d’accordo con il provvedimento, riteniamo che l’importo del bonus sia piuttosto limitato rispetto ai costi del dispositivo anti abbandono (da 50 a 100 euro circa, a seconda del modello). E si poteva prevedere anche una riduzione dell’Iva”.

QUANDO SARANNO OBBLIGATORI I DISPOSITIVI ANTI ABBANDONO

L’obbligo reale di dotarsi dei dispositivi anti abbandono (ovvero il giorno in cui inizieranno a fioccare le multe da 81 a 326 euro per gli inadempienti, più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della stessa in caso di recidiva entro due anni) partirà presumibilmente nei primi mesi del 2020. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 117/2018, che dovrebbe avvenire a brevissimo, la norma sarà effettiva dopo i canonici 15 giorni di ‘vacatio legis’. Ma quasi certamente ne saranno necessari altri 60 o forse 90 per permettere a produttori e consumatori di adeguarsi. In tal caso sarà emanata una speciale circolare della Polizia, già preannunciata dalla ministra De Micheli. Quindi, facendo due conti, l’obbligo dovrebbe scattare a febbraio 2020 o giù di lì. Contestualmente saranno stabiliti i criteri per chiedere e ottenere il bonus di 30 euro.

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Seggiolini antiabbandono: la legge è bloccata per i dubbi dell’UE

di Raffaele Dambra

Seggiolini antiabbandono legge bloccata

Le tragiche notizie di cronaca provenienti da Catania, dove un bambino di 2 anni è morto dopo che il padre lo ha dimenticato in auto per cinque ore, ha riportato tristemente l’attenzione sulla legge che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono. Legge che esiste praticamente da un anno, ma che non è mai entrata in vigore (nelle intenzioni avrebbe dovuto farlo lo scorso 1° luglio) perché manca ancora il decreto d’attuazione, persosi nei meandri dei tanti passaggi burocratici e adesso, da quanto apprendiamo, persino a rischio di bocciatura definitiva da parte dell’UE.

SEGGIOLINI ANTIABBANDONO: LA LEGGE “FANTASMA”

A settembre 2018 il Parlamento italiano aveva approvato una legge che, modificando in parte l’art. 172 del Codice della Strada, obbligava il conducente dei veicoli delle categorie M1 (che comprende le autovetture), N1, N2 e N3, in caso di trasporto di un bambino di età inferiore a 4 anni già assicurato su un seggiolino auto, a utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l’abbandono del bambino stesso. Il successivo passaggio burocratico prevedeva entro 60 giorni la stesura di un decreto attuativo che definisse le caratteristiche tecniche dei sistemi antiabbandono. Ma a causa delle solite lungaggini la bozza del decreto è stata avviata alla consultazione pubblica solo il 21 gennaio 2019, e inviata per eventuali aggiustamenti all’ufficio TRIS, cioè il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea. Dove, come riporta Repubblica.it, ha subito uno stop forse definitivo a causa del parere negativo della commissione.

LEGGE SUI SEGGIOLINI ANTIABBANDONO OBBLIGATORI: I DUBBI DELL’UE

E per quale motivo l’ufficio TRIS ha espresso forti perplessità sulla bozza del decreto che dovrebbe introdurre l’obbligo dei seggiolini antiabbandono, invitando l’Italia a riscriverlo daccapo? Sempre secondo Repubblica ci sarebbe un problema di incompatibilità con le norme UE, visto che ogni legge nazionale volta a migliorare la sicurezza dev’essere conciliabile con la legislazione europea e con le regole del mercato interno. In particolare, il TRIS: 1) ha rilevato che alcuni sensori d’allarme (quelli da sistemare sotto il bambino) potrebbero compromettere la stabilità dei bimbi sul seggiolino auto; 2) ha chiesto di rispettare le norme di compatibilità elettromagnetica, visto che questi dispositivi ricevono ed emettono onde radio per funzionare; 3) e ha ricordato pure che va garantita la libera circolazione dei prodotti in tutti i Paesi membri, non solo in Italia.

L’OBBLIGO DEI SISTEMI ANTIABBANDONO È DAVVERO NECESSARIO?

Ma non solo. L’ufficio della Commissione Europea, come ha ribadito di recente anche Altroconsumo, pur valutando più che legittimo lo scopo di una legge che mira a proteggere la salute e la vita dei bambini piccoli, non ha ricevuto dalle autorità italiane prove della proporzionalità della misura adottata, inclusa la valutazione d’impatto. In altri termini, la misura non sembra proporzionata al rischio, dato che negli ultimi 20 anni si sono contati in Italia solo 9 casi di bambini morti perché dimenticati in auto. È quindi opportuno, si chiedono dall’UE, gravare le famiglie che hanno uno o più bambini con meno di 4 anni di una spesa obbligatoria per un’eventualità tutto sommato rara?

SEGGIOLINI ANTI ABBANDONO: CONSIDERAZIONI FINALI

Certo, porsi una tale domanda a neanche 24 ore dalla tragedia di Catania potrebbe risultare poco ragionevole, oltre che inopportuno. Se l’obbligo dei seggiolini antiabbandono fosse entrato vigore dal 1° luglio, come nelle intenzioni originali, probabilmente quel povero bambino sarebbe ancora vivo. Ma è altrettanto vero che uno Stato non può e non deve legiferare sull’onda dell’emotività. Altrimenti rischia di commettere errori molto gravi. Vedremo come proseguirà questa vicenda, in ogni caso i genitori che vogliono sentirsi al sicuro senza attendere l’obbligo della legge (se mai ci sarà), possono procurarsi facoltativamente i sistemi anti abbandono già in commercio. E leggere i 10 errori da evitare per non dimenticare un bimbo in auto.

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