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10 errori da non fare con il rifornimento fai da te

di Redazione

Sulle nostre strade sono sempre più gli impianti di rifornimento fai da te; le compagnie petrolifere sembrano voler utilizzare sempre più questo modello e il costo dei carburanti alla pompa è sensibilmente ridotto rispetto agli impianti tradizionali. Il prezzo basso e la disponibilità 24 ore su 24 spingono sempre più automobilisti a fare rifornimento presso le stazioni Self, ma in tanti ancora non hanno familiarizzato con questi sistemi e per timore di non sapere usare a dovere il distributore automatico per il rifornimento fai da te, lo evitano. Vediamo quali sono i comportamenti corretti e gli errori da non fare al rifornimento fai date.

1.BANCONOTE ROVINATE E RIFORNIMENTO FAI DA TE

Una delle situazioni che può generare confusione e problemi al rifornimento fai da te è il pagamento prepagato. I distributori accettano pagamenti in banconote e a differenza di quelli di qualche decennio fa, adesso non è necessario far collimare astri e satelliti per inserire il denaro, ma è sufficiente che si utilizzino banconote in buone condizioni, non troppo stropicciate e senza nastro adesivo.

2.PAGARE CON LA CARTA IL RIFORNIMENTO SELF SERVICE 

Una felice soluzione, finalmente diffusa quasi ovunque, è la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito. Il funzionamento è semplice, si inserisce la carta e quando richiesto si digita il PIN. La banca pre-autorizza un credito (solitamente massimo 100 euro) e si passa a fare rifornimento; l’addebito avviene al termine del rifornimento e il distributore automatico rilascia la ricevuta con i litri erogati e l’importo pagato. Attenzione! Ricordatevi di togliere e conservare la vostra carta di pagamento dopo la pre-autorizzazione.

3.SCEGLIERE IL CARBURANTE GIUSTO ALLA COLONNINA SELF SERVICE 

Le moderne multipompe offrono alla stessa colonnina sia il rifornimento di gasolio che di benzina, quindi una vale l’altra; in alcuni impianti di carburanti più datati può verificarsi che la pompa del diesel sia separata da quella che eroga benzina. Quindi per evitare di trovarsi in mano l’erogatore sbagliato è opportuno dare un’occhiata prima di parcheggiare (Leggi quanto costa il carburante sbagliato alla Polizia britannica).

4.IL LATO CORRETTO PER FARE BENZINA DA SOLI

Può sembrare un problema banale o di poco conto, ma capita spesso di vedere automobilisti che parcheggiano affiancandosi alla pompa dalla parte sbagliata e quindi con il tappo del rifornimento nel lato opposto a quello dell’erogatore. I tubi degli erogatori self di solito non sono particolarmente lunghi e, soprattutto se l’auto è una grossa berlina, non è possibile far arrivare l’erogatore al tappo.

5.RIFORNIMENTO SELF SERVICE: IL TAPPO PRIMA DI TUTTO

Altro siparietto al quale si assiste ai distributori automatici è quello di chi dimentica di togliere il tappo dal serbatoio e si ritrova già con l’erogatore in mano. In questa situazione, se si rimette al proprio posto l’erogatore dopo alcuni secondi il distributore considera conclusa l’operazione. E’ sempre meglio quindi togliere il tappo prima di tutto e collocarlo, se la nostra auto non dispone di uno sportellino del rifornimento con l’apposito gancio, in un posto stabile e in vista per non dimenticarlo.

6.NORME BASILARI DI SICUREZZA NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Con i carburanti non si scherza vista l’elevata infiammabilità, quindi quando ci si accinge a fare rifornimento non bisogna né fumare né impiegare apparecchi elettronici, come telefoni e smartphone. È inoltre buona norma scaricare la propria energia elettrostatica per evitare scintille, basta toccare, una volta scesi dall’auto, del metallo e anche la carrozzeria della nostra auto va bene (Leggi le avvertenze quando si rifornisce l’auto da taniche e bottiglie di plastica).

7.SCEGLIERE LA QUANTITÀ’ DESIDERATA DI CARBURANTE

Se abbiamo usato del contante per il pagamento prepagato, la pompa, salvo che il nostro serbatoio non abbia la capienza sufficiente, magari perché quasi pieno, erogherà carburante per l’importo versato. Ma se abbiamo pagato con una carta e non siamo interessati a fare il pieno è opportuno selezionare sulla colonnina l’importo che vogliamo erogato. Solitamente si trovano i tasti con su indicato 5.00 e 10.00 euro, quindi pigiarli fino a raggiungere la cifra desiderata. Si può anche tenere d’occhio l’indicatore dei litri e dell’ammontare in euro, ma può capitare di distrarsi (Leggi le truffe ai distributori di carburante).

8.GLI IMPREVISTI NEL RIFORNIMENTO DI BENZINA FAI DA TE

Se non si inserisce correttamente e a fondo la pistola erogatrice nel nostro bocchettone non è raro che del carburante schizzi verso di noi, rischiando di sporcarci gli abiti e lasciarci addosso l’intenso odore del carburante. È buona norma non mettersi perfettamente di fronte al bocchettone ma rimanere di fianco, così da non essere in traiettoria degli eventuali schizzi.

9.L’EROGATORE PRIMA DI RIPARTIRE AL SELF SERVICE

Potrà sembrare una situazione da gag televisiva, ma non è raro che qualche automobilista, specie se ha bloccato la pistola sull’erogazione automatica, finito il rifornimento risalga in macchina e riparta con ancora attaccato l’erogatore. In molti impianti il blocco è stato disabilitato proprio per evitare “distrazioni”. Quando finisce l’erogazione bisogna togliere la pistola e fare attenzione a far finire le ultime gocce di carburante nel bocchettone, in modo da non sporcare la carrozzeria o se stessi, e riporla nel proprio vano.

10.IL TAPPO, IL PASSAGGIO PIU’ DIMENTICATO NEL RIFORNIMENTO FAI DA TE

Dimenticare di mettere il tappo e ripartire con lo sportellino del rifornimento aperto non è raro. Quindi dopo aver riposto l’erogatore bisogna serrare correttamente il tappo sul bocchettone e richiudere lo sportello. Se abbiamo pagato con bancomat o carta di credito dovremo ritirare la ricevuta, idem se abbiamo pagato in contanti e non è stato erogato tutto il carburante, ci servirà per il rimborso. Non sempre però il pagamento avviene alla colonnina, infatti sono sempre più frequenti i casi in cui la cassa sia all’interno dell’area shopping. In tal caso ricordate di chiudere porte e finestrini se all’interno non c’è alcun passeggero adulto per scongiurare il rischio di ritrovare l’auto ripulita dagli oggetti di valore in bella mostra e di non lasciare incustoditi i bambini. Prima di andare alla cassa ricordate di comunicare la targa dell’auto e il numero della colonnina esatta dove avete fatto rifornimento.

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Auto Usate, crollo delle Diesel nel 2020: -11% di vendite

di Donato D'Ambrosi

Le auto usate perdono l’11% di vendite, un crollo che fa pensare a una minore fiducia verso le auto diesel sia da parte dei consumatori che dei rivenditori di auto. A gennaio 2020 le auto usate restano la prima scelta degli italiani che vogliono cambiare veicolo. Nel confronto tra diesel e benzina, i veicoli a gasolio però sono in picchiata sia tra i privati che tra i professionisti, mentre continuano a crescere le radiazioni di auto.

AUTO USATE DIESEL, IL CROLLO DI VENDITE A GENNAIO 2020

Secondo il bollettino Auto-Trend ACI elaborato sui dati del Pubblico Registro Automobilistico, a gennaio 2020 sono state vendute 175 auto usate ogni 100 auto nuove immatricolate. Un dato che, a dispetto del calo di vendite di auto usate di quai il 7% rispetto a gennaio 2019, conferma la solidità conclamata del mercato. Complessivamente a gennaio 2020 hanno cambiato proprietario circa 20 mila veicoli in meno rispetto al 2019: 267.903 contro 287.807. Se si mette sulla bilancia il numero di veicoli per alimentazione, i veicoli usati calano nei passaggi di proprietà (-11,5%) e anche nelle minivolture (-6,7%), cioè i passaggi di proprietà tra rivenditori.

ANCHE I RIVENDITORI STANNO CAMBIANDO IDEA SULLE AUTO USATE DIESEL

Questo significa che il clima di incertezza dovuto ai blocchi delle auto diesel, sta cambiando anche le strategie commerciali di chi fa delle auto usate la sua fonte di guadagno. Al contrario invece cresce per la prima volta la tendenza dei rivenditori a mettere in vetrina auto usate a benzina (+5,8%). Le auto a benzina a gennaio 2020 sono aumentate anche nelle prime iscrizioni del +4%, dimostrando che gli italiani non hanno poi tanti dubbi se scegliere un’auto nuova a benzina o diesel. E’ quasi ribaltato il paradigma che voleva il parco auto nuovo e usato sbilanciato verso i veicoli a gasolio. Si presume che questo cambiamento si rafforzerà nei prossimi mesi con la diffusione delle Fiat mild-hybrid tra le auto più vendute in Italia.

MENO RADIAZIONI DI AUTO USATE RISPETTO ALLE IMMATRICOLAZIONI

A gennaio 2020 diminuiscono anche le radiazioni di auto11,3% rispetto al mese del 2019 (ogni 100 auto immatricolate ne sono state radiate 85). In negativo nel primo mese del 2020  anche le radiazioni dei motocicli che hanno fatto rilevare a gennaio un vistoso calo dell’14,7% (-10,6% la media giornaliera).

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Le 10 auto nuove più vendute in Italia a gennaio 2020

di Donato D'Ambrosi

Smarrimento carta di circolazione

Le 10 auto più vendute in Italia a gennaio 2020 contano meno utilitarie e SUV rispetto al mese dello scorso anno: in totale sono state vendute 155.528 auto nuove. Gli italiani hanno acquistato ancora meno auto a benzina, diesel e GPL, mentre le auto a Metano, ibride ed elettriche vendute a gennaio fanno registrare numeri positivi. Ecco quali sono le 10 auto più vendute ad inizio 2020 per marca e modello.

SEMPRE MENO DIESEL E GPL TRA LE AUTO PIÙ VENDUTE

“Dopo la ripresa delle vendite registrata a partire dallo scorso settembre e un dicembre in crescita a doppia cifra (+12,5%), il mercato dell’auto apre il 2020 con segno negativo (-5,9%), commenta Paolo Scudieri Presidente ANFIA. E’ così che il mercato auto apre il 2020, con immatricolazioni sempre più orientate all’elettrico/ibrido e vendite di auto diesel che non erano così basse dal 2001. Tra le auto nuove vendute in Italia a gennaio 2020 le auto ibride, incluse le ricaricabili, ed elettriche (PEV) raddoppiano quasi i volumi rispetto a gennaio 2019. Lo riporta l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica elaborando i dati del Ministero dei Trasporti.

LE 10 AUTO NUOVE PIÙ VENDUTE IN ITALIA PER MARCA E MODELLO

Le auto mild hybrid (come Fiat Panda e Fiat 500 in commercio dal 2020) e full hybrid aumentano del 74% con una quota di mercato del 9,2%. Le auto nuove Plug-in a gennaio 2020 sono quasi 5 volte quelle vendute a gennaio 2019: aumentano le immatricolazioni sia delle elettriche (BEV: +546% e 1,2% di quota), che delle ibride plug-in (PHEV: +269% e 0,8% di quota). In totale le auto a ridotte emissioni superano per la prima volta una quota del 2% dell’immatricolato. Le auto nuove diesel vendute a gennaio 2020 calano del -8%, come le auto a benzina (-3%, quota 47%) e le auto a GPL (-21%, quota 6,2%).

LE MARCHE DI AUTO NUOVE PIÙ VENDUTE IN ITALIA A GENNAIO 2020

Le auto nuove più vendute a gennaio 2020 perdono una quota di super-utilitarie (Fiat Panda e Fiat 500) e utilitarie (Lancia Ypsilon). Ma diminuiscono anche i SUV di tutte le dimensioni e le auto di lusso rispetto a gennaio 2019. Aumentano invece le immatricolazioni di monovolume (+9%) e di auto sportive (+17%). Tra le auto nuove vendute in Italia a gennaio 2020, i marchi di FCA (sono esclusi Ferrari e Maserati) totalizzano quasi 40 mila immatricolazioni (+0,2%), con una quota di mercato del 25,6%. Sono positivi anche i numeri di Fiat (+5,6%), Ferrari (+50%), DR (+28,8%) e Lamborghini (+39,1%).

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Fast & Furious 9: secondo Tyrese Gibson i protagonisti potrebbero sconfiggere gli Avengers

di Giovanni Arestia
Il trailer di Fast & Furious 9 è stato da poco rilasciato dividendo il pubblico in due parti per alcune scelte narrative e alcune comparse poco coerenti. Durante l’evento di presentazione a Miami, in Florida, hanno partecipato anche i membri del cast tra cui Tyrese Gibson il quale è stato poi intercettato dai microfoni di Comicbook.com per […]

Fast & Furious 9: rilasciato il trailer

di Lorenzo Ferrero
Direttamente dall’evento e dal concerto organizzato per il lancio del trailer, Universal Pictures ha pubblicato il trailer completo di F9, il nono film della saga di Fast And Furious e il decimo in totale nel franchise in generale (contando lo spin-off con Jason Statham e Dwayne Johnson, Hobbs & Shaw). Leggi anche: Fast And Furious […]

Blocchi Auto Diesel Euro 5 in Germania: città, multe ed eccezioni

di Donato D'Ambrosi

Blocco traffico per smog

I blocchi auto diesel euro 5 in Germania non hanno trovato facile approvazione tra gli automobilisti che hanno ignorato i divieti in molte città. Nel 2019 sono state irrogate 15 mila multe per divieti alla circolazione di auto diesel in Germania. In molti casi gli automobilisti erano impreparati sui Blocchi alle auto diesel attivi in molte città e zone extraurbane. Ecco le città in Germania dove le auto diesel Euro 5 non possono circolare e le eccezioni.

BLOCCHI AUTO DIESEL IN GERMANIA

Secondo i dati dell’ADAC (l’Automobile Club Tedesco), nel 2019 i blocchi alle auto diesel sono costati 1,6 milioni di euro agli automobilisti. Le multe per i divieti alla circolazione delle auto diesel da Euro 0 a Euro 5 sono scattate in molte città: Amburgo, Berlino, Darmstadt e Stoccarda per prime. Altrove invece sono in corso di definizione divieti alla circolazione per le auto diesel da Euro 0 a Euro 5 con eccezioni in diverse città della Germania. Ecco la mappa delle principali città in Germania dove le auto diesel non possono circolare in base alla Classe antinquinamento.

BLOCCHI AUTO DIESEL A STOCCARDA: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Da aprile 2019 a Stoccarda è scattato il divieto alla circolazione delle auto diesel fino a Euro 4: una novità che ha comportato 650 mila controlli. Di questi – secondo l’ufficio di regolamentazione del traffico – circa 6700 non avrebbero dovuto circolare nelle ZTL, ma oltre la metà rientravano nelle eccezioni ai blocchi. A Stoccarda chi viene sorpreso da una telecamera del traffico è sottoposto alle verifiche ambientali che hanno accertato già oltre 2800 multe agli automobilisti. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Stoccarda.

– Quando: dal 1 gennaio 2019 per gli stranieri, dal 1 aprile 2019 per residenti a Stoccarda;
– Quali auto: Auto e camion diesel fino a Euro 4;
– Dove: nell’intera area della città;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: consegna, servizi di emergenza, assistenza a persone con disabilità.

BLOCCHI AUTO DIESEL A DARMSTADT: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Dall’inizio di giugno 2019 al 15 dicembre 2019, 12.137 conducenti di auto e camion hanno violato i blocchi auto diesel a Darmstadt. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Darmstadt.

– Quando: dal 1 giugno 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5 e benzina Euro 1-2;
– Dove: Hügelstrasse e Heinrichstrasse;
– Multa: 108,5 euro;
– Esenzioni: Ambulanza, raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade, artigiani locali.

BLOCCHI AUTO DIESEL AD AMBURGO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

Già dal 2018 i blocchi al traffico per le auto diesel ad Amburgo hanno penalizzato 151 automobilisti. Un numero relativamente maggiore nel 2019 con 246 multe per i Blocchi alle auto diesel ad Amburgo. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel ad Amburgo.

– Quando: dal 1 giugno 2018;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5
– Dove: Max-Brauer-Allee per autoveicoli, camion e altri veicoli – Julius-Leber-Straße e Holstenstraße) e Stresemannstraße per autoveicoli oltre 3,5 t;
– Multa: 25 euro (auto) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: residenti, servizi di emergenza, commercianti.

BLOCCHI AUTO DIESEL A BERLINO: MULTE, DIVIETI ED ESENZIONI

I blocchi alle auto diesel a Berlino non sono verificati automaticamente tramite le telecamere del traffico, come in altre città della Germania. Da quando sono scattati i divieti alla circolazione di auto diesel a Berlino infatti i controlli sono affidati alle pattuglie in strada, al momento quindi non è possibile tracciare un numero più precisato di multe irrogate. Ecco i divieti, le multe e le eccezioni con i blocchi alle auto diesel a Berlino.

– Quando: da ottobre 2019;
– Quali auto: diesel da Euro 1 a Euro 5;
– Dove: Leipziger Strasse, Brückenstrasse, Reinhardtstrasse, Alt-Moabit, Friedrichstrasse, Stromstrasse, Hermannstrasse, Silbersteinstrasse;
– Multa: 20 euro (auto), 25 euro (veicoli con rimorchi o autobus) o 75 euro (camion);
– Esenzioni: Residenti, impiegati, artigiani, assistenza medica.

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Diesel, Jeep e Suzuki violano le norme sulle emissioni?

di Valentina Acri
Jeep Grand Cherokee e Suzuki Vitara sembra abbiano violato le norme sulle emissioni: entrambi i veicoli dovranno pertanto provvedere ponendo rimedio o saranno soggetti ad un divieto che ne impedirà la vendita in tutta l’Europa. La dichiarazione giunge direttamente dalle autorità olandesi. Fiat Chrysler e Suzuki sono chiaramente al centro dei riflettori per quanto accaduto. […]

Come eliminare il ghiaccio nel motore con l’additivo anticongelante Diesel Ice by Magigas

di redazione

Per eliminare il ghiaccio nel motore delle auto l’additivo anticongelante Diesel Ice by Magigas è la soluzione ideale contro il freddo dell’inverno! L’impiego di biodiesel in miscela con il normale gasolio ha infatti migliorato la qualità delle emissioni andando, però, a scapito della resistenza al congelamento dovuta alla maggior presenza di particelle di acqua, particelle che la parte vegetale di cui è composto il Biodiesel tende a rilasciare nei serbatoi e nelle cisterne.

Il conseguente aumento del CFPP (Cold Filter Plugging Point) – la temperatura più bassa alla quale un volume dato di gasolio passa attraverso un sistema di filtraggio standard in un dato tempo – determina una maggiore difficoltà nel passaggio del carburante attraverso il filtro (dovuto alla cristallizzazione delle particelle d’acqua e di paraffina) con relativo arresto del motore.

Come Diesel Ice diminuisce il CFPP

Per contrastare questo problema, Magigas ha messo a punto un additivo specifico denominato Diesel Ice il quale, grazie alla presenza in formula di particolari molecole antigelo e antiagglomeranti, migliora la resistenza del gasolio alle basse temperature andando a diminuire il CFPP. Pertanto, questo additivo super-efficace svolge una potente azione anticongelante e antighiaccio, impedisce il blocco della pompa carburante, facilita la partenza del motore, abbassa il CFPP di 10°/12° C.

Come impiegare Diesel Ice by Magigas

Impiegare l’additivo si può impiegare su tutti i motori a gasolio, in quanto l’anticongelante Diesel Ice è il prodotto indispensabile soprattutto quando d’inverno la temperatura tende ad essere prossima o a scendere sotto lo zero. E’ consigliato utilizzare al 1% per temperature fino a -20°C e aumentare la concentrazione al 2% in caso di clima ancora più rigido. Superformula Diesel Ice è in vendita in lattine da 1/2 litro al prezzo di € 18,80 (IVA inclusa) e si può anche acquistare on line sul sito www.extremecompetition.it

Info: 0573/479666 – info@extremecompetition.it – FB Magigas extremecompetition

L'articolo Come eliminare il ghiaccio nel motore con l’additivo anticongelante Diesel Ice by Magigas proviene da ELABORARE.

Dieselgate Volkswagen: la più pesante multa milionaria in Canada

di Donato D'Ambrosi

Una multa che mette la parola fine al dieselgate Volkswagen, almeno in Canada, tra i tanti processi giudiziari sparsi per il mondo. Una delle tante sanzioni che hanno portato a 30 miliardi di dollari il costo del trucco sui motori diesel Volkswagen. La prima così alta però che il Canada abbia mai inflitto per questioni ambientali è la multa a Volkswagen da quasi 200 milioni di dollari.

DIESELGATE VOLKSWAGEN, LA SECONDA MULTA IN CANADA

I pubblici ministeri di un tribunale canadese hanno chiesto una multa da 196 milioni di dollari USA (258 milioni di dollari in valuta canadese). E’ quanto un giudice ha approvato nel processo in cui Volkswagen si è dichiarata colpevole di aver importato in Canada le auto diesel con il software furbo per truccare le emissioni. Secondo quanto riporta Reuters, Volkswagen è la prima azienda a pagare una multa così alta mai irrogata dalle autorità. Al centro delle accuse ci sarebbero 60 violazioni del Canadian Environmental Protection Act e accuse di aver fornito informazioni non veritiere.

LA MULTA VOLKSWAGEN PER IL DIESELGATE PIU’ ALTA PER CRIMINI AMBIENTALI

In Canada il dieselgate Volkswagen riguarda 128 mila auto importate in violazione degli standard sulle emissioni. La multa da 196 milioni di dollari in Canada è in proporzioni iniqua rispetto ai 1,8 miliardi di dollari USA che Volkswagen avrebbe messo in conto per rimborsare o riparare le auto diesel. E la seconda multa in Canada a Volkswagen per il dieselgate, dopo quella da 13 milioni di dollari dell’Antitrust canadese. “E’ una multa senza precedenti in Canada.  Ha dichiarato il procuratore canadese Tom Lemon – È 26 volte più grande della più alta ammenda ambientale federale mai imposta”.

IL CASO POLACCO PRECEDE LA MULTA VOLKSWAGEN IN CANADA

La più recente multa inflitta a Volkswagen prima del Canada in territorio europeo – secondo Reuters – proviene dalla Polonia. L’equivalente del nostro Antitrust in Polonia, UOKiK, ha chiesto 120 milioni di zloty (31,4 milioni di dollari) a Volkswagen come risarcimento per aver ingannato i clienti sulle emissioni dei motori diesel. Secondo Volkswagen però la multa per il dieselgate in Canada è la prova di voler fare ammenda e costruire un futuro nuovo. “L’ammenda verrà utilizzata per sostenere progetti ambientali a livello nazionale e nelle province di tutto il paese” avrebbe dichiarato Volkswagen ufficialmente.

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Mitsubishi indagata in Germania: i motori diesel sospetti sotto accusa

di Donato D'Ambrosi

Mitsubishi è indagata in Germania per un possibile caso di manipolazione delle emissioni diesel. La notizia delle perquisizioni ordinate dalla procura di Francoforte negli uffici e siti produttivi in Germania ha appesantito il titolo in borsa. Come riporta Il Sole 24 Ore infatti l’accusa (da confermare) a Mitsubishi a causato una perdita del -4% alla borsa di Tokyo.

I MOTORI DIESEL MITSUBISHI SU CUI INDAGA LA GERMANIA

Le autorità tedesche sospettano che alcune auto diesel vendute da Mitsubishi possano alterare i risultati dei test delle emissioni in fase di omologazione. L’accusa secondo quanto scrive Reuters riguarderebbe i motori diesel a quattro cilindri da 1,6 litri e 2,2 litri. A Francoforte, Hannover e Ratisbona sono le sedi dove sono avvenute le perquisizioni alla ricerca di indizi.

LE ACCUSE A MITSUBISHI E AGLI ALTRI PRODUTTORI AUTO

Sotto indagine sarebbero un distributore europeo dei veicoli Mitsubishi e le sedi europee che si occupano di Ricerca e Sviluppo. Da quando è esploso il dieselgate Volkswagen, non si è arrestata mai la caccia alle streghe senza esclusioni di Marca. Mitsubishi è solo l’ultimo dei Costruttori indagati per sospetti sui motori diesel truccati. Spesso però le anomalie ai software intelligenti sono state giustificate o corrette in extremis (come nei casi Mercedes e Renault). In pochi altri casi circoscritti per lo più al Gruppo Volkswagen è stata accertata l’esistenza di un software in grado di capire quando l’auto era sottoposta ai test per attivare il trucco. Altre indagini su Renault, FCA, PSA e Volkswagen ancora in corso.

MITSUBISHI INDAGATA IN GERMANIA, ANCHE CONTINENTAL COINVOLTA

In una nota Mitsubishi Motors ha fatto sapere che collaborerà alle indagini della procura di Francoforte, mentre Continental dovrebbe essere solo coinvolta in qualità di possibile “testimone”. Quindi sarebbe da escludere una possibile multa che invece Bosch ha accettato di pagare a fronte delle accuse di non aver ottemperato ai suoi doveri di vigilanza.

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Blocco diesel in Emilia Romagna: le Euro 4 tornano a circolare dal 21 gennaio

di Donato D'Ambrosi

Il Blocco diesel in Emilia Romagna rientra dall’ultimo allarme sulle auto diesel Euro 4. Una buona notizia per gli automobilisti che da alcuni giorni si erano imbattuti nel divieto alla circolazione esteso alle auto diesel Euro 4 in Emilia Romagna. Secondo l’ultimo bollettino di oggi dell’Arpa i livelli di particolato PM10 sono rientrati nei limiti (50 ug/m3) dopo le ordinanze precedenti sul blocco ai diesel Euro 4.

REVOCA BLOCCO DIESEL EURO 4, IN QUALI CITTA’

Dopo Roma che ha indetto il criticato blocco ai diesel Euro 6 in fascia verde, è comprensibile il timore di restare a piedi in tutta Italia. Il bollettino dell’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) dell’Emilia Romagna, l’allarme del 17 gennaio 2020 potrà rientrare. Dal 21 gennaio 2020 possono circolare le auto Euro 4 diesel che erano state bloccate in molti comuni tranne che a Forlì e Cesena. Il 17 gennaio 2020 infatti erano stati rilevati superamenti delle soglie di particolato PM10. Rispetto alla soglia di 50 ug/m3 di PM10, era scattata l’allerta smog a Modena (125 ug/m3), Bologna (118ug/m3), Rimini (110ug/m3), Reggio Emilia (107ug/m3), Forlì-Cesena (106ug/m3), Ferrara (106ug/m3) e Ravenna (102ug/m3).

PERCHE’ IL BLOCCO DIESEL EURO 4 IN EMILIA ROMAGNA

Il superamento della soglia di 50 ug/m3 per 3 giorni consecutivi rispetto al precedente bollettino ha fatto scattare l’estensione del blocco diesel Euro 4 in Emilia Romagna, tranne a Forlì-Cesena (13 gennaio 50 ug/m3). Come spiega l’Arpae, fenomeni di inversione termica e assenza di condensazione o di brinamento, aumentano gli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera e l’aerosol secondario. La perturbazione regionale del weekend 18-19 gennaio ha portato ad una drastica riduzione della concentrazione delle polveri, facendo rientrare i valori registrati dalle stazioni di monitoraggio. Clicca sull’immagine per vederla a tutta larghezza.

LIMITAZIONI E ORARI STANDARD SUL BLOCCO AUTO IN EMILIA ROMAGNA

Con i livelli di PM10 entro la soglia limite in tutte le province, non è più quindi in vigore il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 dal 21 gennaio 2020. Almeno fino al prossimo bollettino dell’Arpae del 23 gennaio 2020 non ci saranno limitazioni all’uso domestico di biomasse e alle temperature dei riscaldamenti domestici. Restano invece invariate le limitazioni alla circolazione nei Comuni aderenti al PAIR dell’Emilia Romagna. Non possono circolare in Emilia Romagna dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e nelle domeniche ecologiche dalle 8.30 alle 18.30:

– veicoli benzina Pre Euro e Euro 1;
– veicoli diesel Pre Euro, Euro 1, Euro 2 e Euro 3;
– ciclomotori e motocicli Pre Euro.

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Consumo carburanti in Italia: nel 2019 benzina batte diesel

di Raffaele Dambra

IRBA Italia procedura d'infrazione

La cosiddetta ‘guerra al diesel’, giusta o sbagliata che sia, inizia a dare i suoi frutti. Per la prima volta dopo molti anni (in pratica dall’abolizione del superbollo) nel 2019 il consumo dei carburanti in Italia, nell’ambito dell’autotrazione, ha visto prevalere la benzina sul gasolio. Un’inversione di tendenza figlia delle politiche di opposizione al diesel, che puntano nel volgere di pochi anni alla totale cancellazione dalle strade dei veicoli alimentati a gasolio (per esempio a Milano sarà inibita la circolazione dal 2030). Del resto hanno fatto piuttosto scalpore gli ultimi dati di Transport & Environment sui diesel Euro 6, che supererebbero di ben 1.000 volte i valori considerati a norma. Anche se non tutti sono d’accordo sul demonizzare i motori a gasolio.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: DIESEL IN CALO

Dunque nel 2019, secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico elaborati dall’Unione Petrolifera, gli automobilisti italiani hanno consumato meno gasolio a vantaggio della benzina. Nel dettaglio, la benzina ha mostrato un lievissimo incremento del +0,1% (+ 4.000 tonnellate), mentre il diesel ha evidenziato una diminuzione del -1,3% (- 20.000 tonnellate). In totale i consumi di carburante in Italia per l’autotrazione, nell’aggregato benzina + gasolio, sono risultati pari a 31,1 milioni di tonnellate. Con un decremento del -1% (-308.000 tonnellate) rispetto al 2018. Più in generale, i consumi petroliferi italiani sono ammontati lo scorso anno a 60,4 milioni di tonnellate, in calo del -0,9% (- 552.000 tonnellate).

CARBURANTI IN ITALIA: IL TREND DEI CONSUMI

Come giustamente ha rilevato Il Sole 24 Ore, il fenomeno di ‘fuga dal diesel’ si è visto soprattutto negli ultimi mesi del 2019, quando l’allarme smog tipico di ogni autunno e inverno ha prodotto un innalzamento delle misure restrittive sulla circolazione delle auto a gasolio. Per esempio nel solo mese di dicembre la benzina ha mostrato una crescita del +1% (+ 6.000 tonnellate) su dicembre 2018. Viceversa, nello stesso periodo, il consumo di gasolio per motori è sceso del -0,6% (- 11.000 tonnellate). Se questo trend proseguirà, e al momento non ci sono segnali che dimostrino il contrario, è facile prevedere che anche nel 2020 la benzina preverrà sul diesel, segnando una sorta di definitivo ritorno al passato (anni ‘80 e ‘90), quando l’alimentazione a gasolio era quasi di nicchia.

CONSUMO CARBURANTE IN ITALIA 2019: PERCHÉ LA BENZINA HA SUPERATO IL GASOLIO

Nella nota di commento ai dati sui consumi di carburante in Italia nel 2019, l’Unione Petrolifera ha spiegato che la sostanziale stabilità della benzina (in realtà una leggerissima crescita del +0,1%) risulta quale saldo dell’aumento delle immatricolazioni (44,5% del totale contro il 35,5% del 2018) e dell’efficienza dei motori. Dall’altra parte sulla contrazione del gasolio hanno inciso la debolezza della produzione industriale (per il gasolio pesante) e la perdita della leadership di mercato delle auto diesel, conquistata nel 2004, a favore della benzina. Nei 12 mesi le immatricolazioni auto diesel si sono infatti attestate attorno a una quota del 39,8% rispetto al 51,2% del 2018. Ciò a causa della penalizzazione, con blocchi del traffico, di questo tipo di alimentazione, che sembrerebbe aver disorientato gli automobilisti nelle loro scelte.

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Auto usate in calo: ad ottobre arranca anche il diesel

di Donato D'Ambrosi

Garanzia auto usate Codice del Consumo

Il mercato delle auto usate incassa il primo colpo del 2019, con una contrazione dei passaggi di proprietà di circa 5 mila unità. Rispetto al mercato delle auto nuove, le auto usate rappresentano ancora un’alternativa per chi non vuole spendere troppo, ma ad ottobre 2019 il diesel scende di quota. Intanto ogni 100 auto nuove immatricolate, 192 auto usate hanno cambiato proprietario.

AUTO USATE E NUOVE DIESEL VENDUTE AD OTTOBRE

Il calo delle auto usate diesel vendute ad ottobre 2019 è sicuramente meno consistente di quelle nuove (circa -15%). Ma se il trend sarà confermato nei prossimi mesi quel -0,4% potrebbe accendere ripensamenti degli automobilisti sulle motorizzazioni delle auto usate. Per ora se si considerano le quote di auto usate diesel vendute, il 51,3% da gennaio ad ottobre 2019 spegne i timori. Anche perché il trend delle auto a gasolio usate è in crescita rispetto ai primi 10 mesi del 2018. Sono i numeri elaborati dall’ACI sulla base delle registrazioni al PRA.

RADIAZIONI E ROTTAMAZIONE DI AUTO USATE STABILI

Le radiazioni di auto usate sono rimaste quasi invariate ad ottobre con -0,1%. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,88 (ogni 100 autovetture iscritte ne sono state radiate 88) ed a 0,78 nei primi 10 mesi dell’anno. In discesa anche le radiazioni di motocicli con un decremento mensile del 4,3%. Molto positivi sono invece i numeri del mercato moto usate come mostra la tabella qui sotto. Clicca sull’immagine qui sotto per vederla a tutta larghezza.

OGNI 100 AUTO NUOVE CAMBIANO PROPRIETARIO 192 AUTO USATE

I numeri del mercato di auto usate per alimentazione mostrano che il trend tra immatricolazioni nuove e passaggi di proprietà di auto usate è inversamente proporzionale. Mentre nei primi 10 mesi del 2019 le auto nuove a benzina sono aumentate del +26,7%, quelle a benzina usate hanno rallentato di -1,7%. Al contrario invece i veicoli diesel usati sono aumentati di +4,3% a fronte di una contrazione delle immatricolazioni di auto nuove a gasolio di -22,8%.

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Blocco diesel Euro 3 a Roma: al via il divieto permanente

di Raffaele Dambra

Blocco diesel Euro 3 a Roma

Dopo Milano, Torino, Bologna e altre città italiane, anche la Capitale estende il divieto di circolazione permanente delle automobili più inquinanti tramite il blocco dei diesel Euro 3. Roma compie dunque un altro decisivo passo verso l’obiettivo finale, che è quello di eliminare completamente i diesel dal centro storico entro l’anno 2024. Entrato in vigore formalmente venerdì 1° novembre 2019 ma sostanzialmente lunedì 4 novembre, il blocco è limitato alla Ztl ‘Anello ferroviario’ che include gran parte delle aree centrali e semi-centrali.

BLOCCO DIESEL EURO 3 A ROMA: STOP DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ

Il blocco dei diesel Euro 3 a Roma è valido dal lunedì al venerdì per l’intera giornata, con esclusione dei festivi infrasettimanali (per questo non è scattato il 1° novembre, giorno festivo, ma il 4). Insieme ai diesel Euro 3 sono interessate dal divieto di circolazione anche le autovetture a benzina Euro 2; e i ciclomotori e motoveicoli Euro 1 a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi. Inoltre, in via transitoria fino al 31 marzo 2020, non potranno circolare nella Ztl Anello Ferroviario (dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi, nelle fasce orarie 7:30-10:30 e 16:30-20:30) pure i veicoli commerciali diesel Euro 3 e benzina Euro 2 che il Codice della Strada identifica con le categorie N1, N2 e N3.

MISURE ANTISMOG ROMA 2019: ESENZIONI

Le nuove misure antismog che mettono al bando dal centro di Roma i diesel Euro 3 interessano all’incirca 230 mila veicoli, anche se non mancano le esclusioni. Sono infatti esentate dal divieto di circolazione le seguenti categorie: 1) veicoli muniti del contrassegno per persone invalide; 2) veicoli adibiti a servizi di polizia, sicurezza, emergenza, soccorso stradale, pronto intervento, trasporto salme; 3) veicoli adibiti al trasporto collettivo pubblico; 4) veicoli adibiti ai rifiuti, alla gestione emergenziale del verde, alla Protezione civile e agli interventi per il decoro urbano; 6) veicoli adibiti al trasporto di partecipanti a cortei funebri; 7) veicoli con targa C.D., S.C.V. e C.V.; 8) veicoli adibiti al trasporto dei medici in servizio di emergenza; 9) veicoli bifuel (benzina + gpl o metano), anche trasformati, purché marcianti con alimentazione gpl o metano.

ROMA: MISURE ANTISMOG GIÀ IN VIGORE

Già dallo scorso anno all’interno della cosiddetta Ztl ‘Fascia verde’ (ben più ampia dell’Anello ferroviario, come si vede dall’immagine in alto), dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi infrasettimanali, non possono accedere gli autoveicoli benzina e diesel Euro 0 ed Euro 1 e i diesel Euro 2. Ovviamente questa tipologia di vetture è interessata pure dalle nuove misure contro l’inquinamento a Roma del 2019. Nella Fascia Verde, in caso di superamento dei limiti delle polveri sottili nell’aria, a partire dal terzo giorno le restrizioni si estendono alle auto benzina Euro 2, dal quinto giorno alle diesel Euro 3 e dall’ottavo alle diesel Euro 4, 5 e 6.

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Auto diesel e benzina: stop alla vendita nell’UE dal 2040?

di Raffaele Dambra

Tra 20 anni non sarà più possibile acquistare auto diesel e benzina nei Paesi dell’Unione Europea? Non sappiamo se andrà veramente così (certi cambiamenti epocali è molto più facile annunciarli che metterli in pratica) ma intanto se ne sta parlando. Anzi, alla Commissione Europea è già arrivata una vera e propria proposta in tal senso da parte di Dan Jorgensen, ministro per il Clima e l’Energia della Danimarca, durante una riunione con i vari ministri dell’Ambiente dell’UE. E come ben sappiamo, visti gli incredibili risultati già raggiunti in Norvegia, sulla mobilità ecosostenibile i Paesi scandinavi fanno maledettamente sul serio.

LA DANIMARCA CI AVEVA GIÀ PROVATO A… CASA SUA

Talmente sul serio che la Danimarca voleva applicare lo stop alle vendite sul proprio territorio di auto diesel e benzina già nel 2030, tra soli 10 anni. Un lasso di tempo incredibilmente breve se comparato alla portata dell’evento. L’iniziativa era stata però bocciata dalla Commissione Europea, come ricorda il portale Motori.it, perché contraria alle direttive comunitarie in materia di omologazioni, secondo cui la regolamentazione specifica dev’essere omogenea a livello UE (in altri termini, un Paese dell’Unione non può decidere da solo di mettere al bando una certa tipologia di vetture, ma deve farlo di concerto con tutti gli altri Stati membri).

AUTO DIESEL E BENZINA: STOP NELL’UE DAL 2040 PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO DI ZERO EMISSIONI DI CO2 NEL 2050

La Danimarca però non si è scoraggiata, e per ‘aggirare l’ostacolo’ ha proposto di estendere lo stop a benzina e diesel in tutto il Vecchio Continente, ma dal 2040. Utopia? Forse, ma d’altronde è la stessa Europa che si è data degli obiettivi molto ambiziosi in tema di lotta all’inquinamento, contando di ridurre del 40% le emissioni di CO2 entro il 2030 e addirittura di azzerarle entro il 2050. E se si vogliono davvero raggiungere questi obiettivi da qualche parte bisognerà pur cominciare…

NO ALLA VENDITA DI AUTO DIESEL E BENZINA NELL’UE? AL MOMENTO SOLO 10 PAESI SONO D’ACCORDO

In ogni caso sembra che il progetto danese sia stato accolto positivamente solo da 10 Paesi UE dei restanti 27 (al momento non è dato sapere quali). Del resto gli ostacoli da superare non sono certo pochi, e si potranno risolvere soltanto se ci sarà una visione comune sugli obiettivi da raggiungere. Circostanza affatto scontata, visto che su temi ancora più importanti, come la gestione del fenomeno dell’immigrazione, i Paesi che fanno parte dell’UE non hanno quasi mai mostrato una particolare sintonia. “Abbiamo fretta di giungere a un accordo condiviso”, ha spiegato alla stampa il ministro danese Jorgensen, “Perché è fondamentale che l’Unione Europea renda note alle aziende costruttrici le proprie strategie a lunghissimo termine, in modo da consentire loro di prepararsi alla graduale uscita di scena delle auto diesel e benzina dal territorio UE”.

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Torino: misure antismog dal 1° ottobre 2019, stop ai diesel Euro 3

di Raffaele Dambra

Torino misure antismog 2019

Esattamente come accadrà a Milano, con l’estensione del divieto d’accesso nell’Area B, da martedì 1° ottobre 2019 saranno in vigore a Torino nuove misure antismog finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. La novità principale riguarderà lo stop alle auto con motore diesel Euro 3, a prescindere dalle condizioni dell’aria. Ma se durante l’inverno si verificheranno significativi superamenti dei valori limite, le restrizioni toccheranno pure i diesel Euro 4 ed Euro 5. Queste misure antismog rientrano nell’accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. Accordo di cui fanno parte, insieme al Piemonte, anche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

TORINO: MISURE ANTISMOG 2019

In soldoni, le misure antismog in vigore a Torino e in altri 22 comuni della città metropolitana dal 1° ottobre 2019 (alcune confermate dall’anno passato, altre nuove), saranno queste:
– divieto di circolazione tutti i giorni (festivi compresi) per 24 ore di ogni veicolo M1 (autovetture), N1, N2, N3 con omologazione Euro 0, e dei soli diesel Euro 1;
– divieto di circolazione dalle ore 8:00 alle 19:00 nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dei veicoli M1, N1, N2, N3 dotati di motore diesel con omologazione uguale a Euro 2;
– il divieto di circolazione, dalle ore 8:00 alle 19:00, nei giorni feriali dal lunedì al venerdì e nel solo periodo invernale (1 ottobre-31 marzo) dei veicoli M1, N1, N2, N3 dotati di motore diesel Euro 3.
– divieto di circolazione per 24 ore, nel solo periodo invernale (1 ottobre-31 marzo), di tutti i ciclomotori e i motocicli adibiti al trasporto di persone o merci con omologazione inferiore a Euro 1;
divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso.

MISURE ANTI INQUINAMENTO A TORINO: LIMITAZIONI TEMPORANEE

Come spiegavamo all’inizio, se si verificheranno significativi superamenti della soglia minima di inquinamento (limitatamente al periodo invernale), le misure antismog a Torino diventeranno ben più restrittive e riguarderanno altre categorie di veicoli. In particolare:
Allerta arancio (1° livello), attivata dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. Sarà disposto il divieto di circolazione anche dei diesel Euro 4 con queste modalità: 8:00-19:00 per le sole autovetture; 8:30-14:00 e 16:00-19:00 per i veicoli adibiti al trasporto merci (con diesel Euro 2 e 3 fermi anche sabato e festivi);
Allerta rossa di 2° livello, attivata dopo 10 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. In aggiunta ai provvedimenti relativi all’allerta arancio e per gli stessi orari indicati, sarà estesa la limitazione della circolazione anche alle automobili e ai veicoli commerciali diesel Euro 5 immatricolati prima dell’1 gennaio 2013. E pure ai benzina Euro 1.
– infine, Allerta viola (3° livello), attivata dopo 20 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 µg/m3 della concentrazione di PM10. In aggiunta ai provvedimenti relativi alle allerte arancio e rossa e per gli stessi orari indicati, sarà disposto il divieto di circolazione anche ai diesel Euro 5 senza distinzioni dovute alla data di immatricolazione.

MISURE ANTISMOG 2019 A TORINO: ESENZIONI E DEROGHE

Le misure antismog previste dal 1° ottobre 2019 nella città di Torino e in diversi comuni dell’area metropolitana prevedono numerose esenzioni. Che vi invitiamo a consultare nell’Ordinanza 42 AA del 27/09/2019 scaricabile in basso cliccando sul tasto rosso Scarica PDF. Le deroghe riguarderanno per esempio i veicoli diretti presso officine e centri autorizzati al fine di effettuare la revisione o la rottamazione; i veicoli di interesse storico e collezionistico; i veicoli utilizzati per il trasporto di portatori di handicap e di soggetti affetti da gravi patologie. Tra le novità del 2019 segnaliamo l’introduzione di nuove esenzioni per i veicoli condotti da persone con ISEE famigliare inferiore a 14.000 euro; e per le autovetture con omologazione superiore a Euro 0 benzina ed Euro 1 diesel condotte da persone di almeno 70 anni. In entrambi i casi è necessario che i beneficiari non dispongano di altri veicoli esclusi dalle limitazioni; e che l’utilizzo sia limitato a un veicolo per ogni nucleo familiare. Nessun divieto di alcun tipo sarà inoltre disposto nei giorni 25 e 26 dicembre e 1° gennaio.

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Dieselgate: altri guai per le emissioni di Daimler, FCA e Volkswagen

di Redazione

Il dieselgate scoppiato a settembre 2015 fa ancora danni alle Case. A distanza di quattro anni dall’esplosione dello scandalo emissioni, in fatto di diesel nuovi guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Se non in modo diretto, comunque a livello d’immagine. Cominciamo da Daimler: la procura di Stoccarda ha appioppato una multa di 870 milioni di euro al gruppo tedesco (che include Mercedes). Così si chiude un’indagine avviata dalle autorità tedesche: era stata individuata la violazione delle funzioni di vigilanza. Il dipartimento di certificazione del gruppo non aveva operato bene. 

DIESEL DAIMLER: NESSUN RICORSO

Semplice l’accusa per i pubblici ministeri: le violazioni hanno consentito alla Mercedes di ottenere le autorizzazioni ufficiali per i veicoli diesel, nonostante le emissioni di ossido di azoto non rispettassero i requisiti normativi. La Daimler non presenterà ricorso: obiettivo, chiudere l’indagine e qualsiasi altro procedimento a suo carico. In parallelo, proseguono le indagini interne: si vuole capire se c’è stata manipolazione del software di controllo dei motori diesel.

FCA: DIRIGENTE IN ARRESTO

Emanuele Palma, un dirigente senior di Fiat Chrysler Automobiles, in arresto negli Stati Uniti. Provvedimento che fa seguito alle indagini del Dipartimento di giustizia sulle emissioni dei veicoli diesel. L’accusa è “reato di cospirazione”: ha ingannato le autorità di controllo, i clienti e il mercato sulle emissioni dei mezzi oggetto dell’inchiesta. In tutto questo, FCA ha avviato una verifica degli atti accusatori: c’è la piena collaborazione del gruppo con le autorità inquirenti. In passato, ha già chiuso in via stragiudiziale (ossia non in tribunale) il contenzioso con il Dipartimento. Non ammette di essere colpevole, però ha pagato 800 milioni di dollari per chiudere la causa civile: nel mirino, i software illegali su 100.000 veicoli Ram e Jeep coi diesel V-6 3.0. 

VOLKSWAGEN: ANCORA TSUNAMI DIESELGATE

Si diceva sul diesel, guai per Daimler, FCA e Volkswagen. Tutto è nato proprio da VW nel 2015. Ora, due top manager, Herbert Diess e Hans Dieter Poetsch, rispettivamente amministratore delegato e presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, sono sotto la lente della procura di Braunschweig. La procura della città della Bassa Sassonia ha avviato una causa contro Diess, Poetsch e l’ex amministratore delegato Martin Winterkorn per presunta manipolazione del mercato. Avrebbero informato in ritardo gli investitori delle possibili conseguenze economiche del dieselgate: per l’accusa, i tre erano conoscenza dei problemi prima del famigerato settembre 2015. Per adesso, VW ha confermato i due top manager.

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I 12 maggiori Costruttori di auto diesel Euro 5 e 6 in Europa

di Donato D'Ambrosi

L’Europa ha un parco auto circolante prevalentemente diesel, per quanto i motori ad alimentazione alternativa stiano conquistando quote di mercato. Il calo di vendite dei motori a gasolio non va certo sottovalutato soprattutto se si considera che le auto Euro 6D-TEMP sono molto più pulite. Ciò nonostante i Costruttori maggiori di auto diesel sono anche quelli che hanno innescato questo cambiamento. Ecco quali sono i maggiori Produttori di auto e furgoni Euro 5 ed Euro 6 e in quali Paesi europei si concentrano più veicoli diesel.

IL NUMERO DI VEICOLI DIESEL IN EUROPA DAL 2008 AL 2018

Tra un paio di anni i listini auto dei Costruttori fioriranno di auto elettriche o ibride, quante ne dovranno vendere per evitare le multe sui crediti CO2 è un’altra storia. Rinnovare il parco circolante non sarà una sfida facile se si pensa che in Europa circolano 51 milioni di auto e furgoni diesel Euro 5 ed Euro 6 oltre i limiti di emissioni. Per oltre i limiti si intende più del doppio di Nox nei test NEDC e il triplo nei test RDE. Secondo il rapporto di Transport&Environment dal 2016 e nei 2 anni successivi la vendita di veicoli diesel è cresciuta del 74%. Tra i maggiori Costruttori per numero di vendite di veicoli diesel il Gruppo Volkswagen è in testa.

I MAGGIORI COSTRUTTORI DI VEICOLI DIESEL EURO 5 E 6 IN EUROPA

La classifica dei Costruttori che hanno venduto più veicoli diesel di T&E si basa sul numero di vendite dal 2008 al 2018 in Europa. Una parentesi va fatta per Opel che è stata acquistata da PSA solo nel 2017, quindi non conteggiata nelle vendite del Gruppo francese. In testa alla classifica delle vendite di auto diesel Euro 5 e 6 c’è il Gruppo Volkswagen (11,6 milioni) seguito dal Gruppo Renault (8,1 milioni) e da PSA (7,2 milioni). Fiat-Chrysler che negli ultimi anni ha puntato molto sul metano in Europa, ha una maggiore presenza negli USA soprattutto con i diesel RAM e i SUV Jeep.

I PAESI IN EUROPA CON PIU’ AUTO E FURGONI DIESEL

Se si considerano invece i Paesi con il più alto numero di auto diesel Euro 5 ed Euro 6 la Germania non poteva che essere in testa. Il rapporto T&E conta quasi 10 milioni di veicoli. Come se i veicoli diesel prodotti dal Gruppo Volkswagen fossero rimasti in patria, ma non è così. Al secondo posto c’è la Francia (9,8 milioni) e il Regno Unito (8,5 milioni). L’Italia si ferma a 6,7 milioni di auto diesel, il che significa che gran parte di queste appartengono ad altre marche. Ultima nella top5 dei principali mercati auto in Europa è la Spagna con 3,8 milioni di veicoli diesel Euro 5 ed Euro 6.

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Dieselgate 4 anni dopo: auto più pulite ma nessun risarcimento ai clienti

di Donato D'Ambrosi

Sono passati 4 anni dall’esplosione dello scandalo dieselgate e il caso più discusso della storia dell’auto ha stravolto l’efficienza dei nuovi modelli. Le auto diesel nuove sono molto più pulite ma i clienti italiani vittime del dieselgate sono aggrappati alla speranza di avere un risarcimento come negli USA. Ecco cosa è cambiato a distanza di 4 anni dal dieselgate in Italia.

4 ANNI DOPO IL DIESELGATE IN ITALIA

E’ sempre Altroconsumo che tramite il collettivo Euroconsumers, si fa portavoce della lotta per i diritti dei clienti italiani Volkswagen. Una battaglia che si prospetta lunga (prossima udienza marzo 2020 al Tribunale di Venezia) per ottenere il risarcimento in Italia oltre i gadget che Volkswagen ha regalato ai clienti italiani. Da un lato ci sono circa 75 mila clienti Volkswagen che affermano di essere stati raggirati sulle emissioni di NOx. Dall’altra i legali Volkswagen che fanno due pesi e due misure invocando l’illegittimità della richiesta dei clienti. L’effetto del dieselgate però ha accelerato un processo di rinnovamento che ha reso i motori diesel addirittura più efficienti e puliti di quelli a benzina. Lo afferma Altroconsumo con dati alla mano degli Ecotest.

I TEST SULL’EFFICIENZA DELLE AUTO

Dai test effettuati sulle emissioni dei modelli di auto Euro 6D-Temp è venuto fuori che i motori diesel risultano molto più efficienti delle auto benzina se Euro 6D-Temp. I test effettuati su 30 auto di marche diverse e segmenti diversi assegnano un punteggio sulla CO2 e le emissioni dei motori più recenti. Il test sulle emissioni delle auto di Altroconsumo, comprende tre fasi:

– controllo del ciclo di omologazione WLTP previsto dai test europei;
– controllo del ciclo “autostradale” per rilevare emissioni e consumi delle auto ad alte velocità, non previsto dai test europei;
– solo per le auto che hanno superato le due prove precedenti sono state sottoposte al test su strada Rde (Real Driving Emissions). Questo test è eseguito installando sulla vettura in marcia un’apparecchiatura PEMS (Portable Emissions Measurement System).

Le tre prove hanno generato un punteggio Ecotest totale, dalla media dei punteggi sul consumo di carburante e sulle emissioni di inquinanti. Clicca l’immagine qui sotto per vedere i risultati completi a tutta larghezza.

GLI EFFETTI DEL DIESELGATE SUI MOTORI DIESEL PULITI

Le auto ibride giocano un ruolo importante in contesti urbani dove compensano emissioni e consumi con l’apporto di elettricità autoprodotta. Mentre fuori città il supporto del motore elettrico è marginale e l’efficienza è molto simile alle auto a benzina. Davanti a queste due tecnologie, i motori diesel ribaltano totalmente la reputazione degli ultimi anni. Nonostante il mercato del nuovo sia ancora lento nell’assorbire questo mutamento. Le dimensioni piccole e la cilindrata ridotta dovrebbero favorire un’auto a benzina, e invece dalla classifica Ecotest 2019 emerge che il diesel anche su auto più grandi e pesanti ha ancora tanto da dimostrare.

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Dieselgate Audi: il richiamo non funziona in Germania, ultimatum della KBA

di Donato D'Ambrosi

Audi è in ritardo con il richiamo dieselgate: in Germania sembra non funzionare come dovrebbe e la KBA lancia l’ultimatum. Cosa succede ai clienti che ignorano il richiamo è sicuramente meno pesante della multa minacciata dalla Motorizzazione tedesca. Secondo la KBA Audi ha pochi giorni di tempo per richiamare tutte le auto con motori V6 e V8 diesel. Intanto Audi dice che è tutto sotto controllo.

LA MULTA DELLA KBA PER LE AUDI V6 E V8 NON RICHIAMATE

Il richiamo delle Audi V6 e V8 TDI in Germania è osservato da vicino dalla KBA. Secondo quanto riportato da Reuters, la KBA è pronta a comminare una multa per ogni auto con il software illegale. Mancano solo pochi giorni alla scadenza del 26 settembre. Se non rispettato il termine dell’aggiornamento dei motori V6 e V8 diesel Euro5 ed Euro6 porterà a una sanzione di 25 mila euro per auto. Un rischio che Audi avrebbe allontanato tramite le dichiarazioni di un suo portavoce parlando del richiamo volontario legato ai motori diesel.

L’ACCUSA DEL RICHIAMO INGESTIBILE DALLA GERMANIA

Da una recente stima del Ministero dei Trasporti tedesco circa 127 mila Audi V6 e V8 avrebbero ancora il software illegale di controllo delle emissioni. Circa 78 mila Audi Euro6 in Germania sono ancora equipaggiate con il defeat device. Il richiamo Audi di queste auto sembra non funzionare. Almeno è quanto una pubblicazione del giornale tedesco Bild am Sonntag sostiene dicendo che Audi non riesce a gestire l’aggiornamento.

AUDI: IL RICHIAMO DEI MOTORI DIESEL NEI TERMINI

La smentita Audi, tramite un suo portavoce, non si è fatta attendere: sembrerebbe che Audi stia completando l’aggiornamento dell’8% delle Audi non ancora richiamate. Le auto diesel con motori Euro 6 V6 e V8 fanno parte del mega richiamo volontario di 850 mila veicoli. L’intervento urgente avrebbe dovuto scongiurare proprio il rischio di multe “migliorando le emissioni di NOx in ambito urbano”. Mercedes e Renault avevano fatto la stessa cosa richiamando le auto, ma gli effetti della modifica ai motori Volkswagen diesel 1.2, 1.6 e 2.0 non sono piaciuti a tutti i clienti. E questo ha sicuramente influenzato la decisione anche dei clienti proprietari della auto V6 e V8. Staremo a vedere come Audi riuscirà a portare in officina anche i clienti più scettici sull’aggiornamento “anti-dieslegate”.

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