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Oggi — 24 Aprile 2019RSS feeds

Airbag difettosi ZF-TRW: l’indagine USA riguarda oltre 12 milioni di auto

di Antonio Elia Migliozzi

Negli Usa scoppia un nuovo caso sicurezza nel campo degli airbag. I media riferiscono di indagini in corso su un presunto malfunzionamento che coinvolgerebbe 12,3 milioni di veicoli. L’Ente statale per la sicurezza NHTSA è al lavoro per verificare le unità di controllo degli airbag prodotti da ZF-TRW. Secondo gli inquirenti una interferenza elettrica potrebbe essere all’origine del guasto che impedisce ai dispositivi di gonfiarsi. Al problema sarebbero attribuibili 8 decessi. Coinvolti diversi costruttori auto; Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler. I modelli interessati sarebbero quelli prodotti dal 2010 al 2019. Vediamo tutti gli sviluppi sull’indagine più importante dallo scandalo degli airbag Takata.

I NUMERI DEL CASO

Le autorità degli Stati Uniti hanno avviato una nuova indagine su presunti airbag difettosi. Il caso riguarda 12,3 milioni di veicoli, i cui airbag potrebbero non gonfiarsi in caso di incidente. Il problema sarebbe responsabile di 8 morti avvenute negli scorsi anni. Da una prima verifica sono sono 6 le aziende automotive coinvolte. I veicoli prodotti da Toyota, Honda, Kia, Hyundai, Mitsubishi e Fiat Chrysler tra il 2010 e il 2019 potrebbero presentare difetti. Nel mirino finiscono le unità di controllo degli airbag di bordo prodotte da ZF-TRW. Secondo i documenti dell’NHTSA delle interferenze elettriche all’interno dell’abitacolo potrebbero danneggiare il funzionamento del circuito di controllo. Dal canto suo ZF, colosso tedesco dei ricambi per auto, ha espresso piena collaborazione alle autorità americane. La multinazionale ha acquisito il controllo della TRW Automotive nel 2015.

IL BILANCIO

I media americani hanno subito richiamato lo scandalo degli airbag Takata che ha causato 24 morti e oltre 200 feriti nel mondo. In quel caso, però, gli airbag esplodevano scagliando pericolose schegge addosso ai passeggeri. Negli ultimi anni la sicurezza degli airbag ha destano parecchie preoccupazioni. la Negli Stati Uniti ci sono circa 70 milioni di airbag difettosi da richiamare che diventano ben 100 milioni in tutto il mondo. Tornando al caso ZF-TRW lo scorso 19 aprile, l’HTSA ha notificato all’azienda la sua valutazione preliminare sul caso. Finora, solo Hyundai e Kia e Fiat Chrysler hanno emesso richiami. Quattro morti potrebbero essere state causate dal problema su veicoli Hyundai e Kia mentre tre a bordo di vetture Fca. L’indagine dell’NHTSA è partita nel marzo 2017 proprio dagli incidenti che hanno coinvolto auto prodotte dalle coreane Hyundai e Kia.

LE INDAGINI

L’NHTSA sta verificando la sensibilità delle unità di controllo degli airbag ai segnali elettrici per capire cosa impedirebbe il gonfiaggio degli airbag. L’agenzia ha fatto sapere di procedere a tutto campo nell’individuazione dei fattori di rischio. L’anno scorso, Hyundai e Kia hanno richiamato quasi 1,1 milioni di veicoli a causa di questo problema e, circa un anno dopo, l’NHTSA ha aperto le sue indagini. I veicoli Kia interessati includono la compatta Forte, prodotta dal 2010 al 2013, e la berlina media Optima prodotta dal 2011 al 2013. Sempre negli Usa sono sotto osservazione anche la Optima Hybrid e la Sedona prodotte dal 2011 al 2012. Quanto a Hyundai i rischi riguardano la Sonata Hybrid negli esemplari tra il 2011 e il 2012 .

GLI SVILUPPI

Nel 2016, Fiat Chrysler ha richiamato circa 1,6 milioni di veicoli in tutto il mondo per problemi agli airbag. Tra i modelli a rischio la Chrysler Sebring del 2010, la Chrysler 200 dal 2011 al 2014, la Dodge Caliber dal 2010 al 2012, la Dodge Avenger dal 2010 al 2014. Interessati da rischi agli airbag anche i SUV Jeep Patriot e Compass prodotti dal 2010 al 2014. Le successive indagini svolte dall’NHTSA hanno accertato rischi anche per le Toyota Corolla a partire dal 2011. Va detto che ad oggi dalle indagini non risulta nessun caso di interferenza elettrica a bordo di veicoli Honda o Mitsubishi dotati di airbag ZF-TRW.

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Miglior stampante fotografica: quale comprare

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Le auto connesse non potranno fare a meno di Amazon

di Antonio Elia Migliozzi

Ford annuncia un accordo con Amazon per l’auto connessa e autonoma. Il brand americano ha siglato una partnership a livello globale con Amazon Web Services per lavorare sulla connettività. In arrivo una nuova piattaforma basata su cloud che nei prossimi anni cambierà il volto delle auto del brand. La nuova interfaccia catapulterà l’auto nel mondo dell’Internet of Things permettendo una gestione rapida ed efficace anche nel caso delle flotte. Ford nel frattempo si potrà concentrare sullo sviluppo di una interfaccia utente semplice ed efficace. Dell’accordo con Amazon è parte anche Autonomic azienda controllata da Ford al lavoro sul Transportation Mobility Cloud (TMC). Vediamo i dettagli.

ACCORDO TECH

Ford Motor Company e la sua controllata Autonomic hanno siglato un accordo strategico con Amazon. Mentre in tutto il mondo si lavora alla messa su strada delle connected car di nuova generazione, Ford punta su Amazon Web Services (AWS). Il progetto è globale e di durata pluriennale. Si vuole ampliare la disponibilità di servizi di connettività cloud e servizi per lo sviluppo di applicazioni automotive. In questo modo Ford potenzierà il cloud TMC per farne la sua piattaforma ufficiale per l’auto connessa. Puntando sui servizi del portafoglio di Amazon il marchio americano scommette sull’Internet of Things (IoT), sul machine learning sugli ultimi sistemi di analisi e elaborazione dati. La collaborazione con Amazon apre le porte ad ulteriori servizi a disposizione degli operatori del trasporto pubblico, i gestori delle flotte e gli sviluppatori di software.

INVESTIMENTI IN CAMPO

Ad oggi il Transportation Mobility Cloud di Autonomic è al servizio del settore automotive e degli sviluppatori sulla strada dell’auto connessa. Autonomic, con il sostegno di Ford, ha già collegato in rete milioni di veicoli e fornisce connettività sicura ad un cloud dedicato. “Questa collaborazione amplierà significativamente le nostre opportunità di offrire le migliori esperienze ai clienti Ford”, ha dichiarato Marcy Klevorn, presidente di Ford Mobility. In casa Ford ci tengono ad aggiungere che il loro futuro cloud: “Sarà supportato da Amazon Web Services oltre che dal Transportation Mobility Cloud di Autonomic. Lavorando con AWS e Autonomic, Ford avrà accesso alla piattaforma di mobilità leader del settore.” Insomma se oggi si parla di auto connessa è facile immaginare che un simile accordo si potrà estendere al lavoro di Ford sulla guida autonoma.

LA PROSPETTIVA

La collaborazione tra Ford, Autonomic e Amazon vuole offrire servizi di mobilità innovativi e esperienze cliente differenziate in tutto il mondo. Autonomic conferma di voler costruire uno standard di connettività che ciascun brand dell’auto potrà personalizzare. Amazon Web Services è una tra le piattaforme cloud più adottate al mondo. Il sistema offre oltre 165 servizi per l’elaborazione, l’archiviazione, il networking e l’analisi dei dati. Amazon è sempre più attiva nel settore automotive sia sul fronte delle tecnologie su strada che su quello della progettazione industriale. L’Industrial Cloud fornito da Amazon a Volkswagen unirà i dati di circa 122 stabilimenti del gruppo grazie alla tecnologia cloud. In questo modo si ottimizzeranno i processi di produzione garantendo anche uno stretto contatto tra VW e le aziende fornitrici.

 

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Sekiro: Shadow Die Twice, speedrunner fa volare il protagonista e segna un nuovo record

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Amazon Echo Dot disponibile anche da MediaWorld

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Optional auto 2019: Park Assist irrinunciabile per il 30% degli italiani

di Redazione

Sicurezza sì, ma iniziando dalle situazioni più ”pratiche” come il parcheggio. Questo l’orientamento che emerge a proposito delle preferenze degli italiani in materia di optional secondo le statistiche diffuse dal portale automotive DriveK.  Primo tra gli accessori più richiesti in fase di ordine troviamo ancora, come un anno fa, l’assistenza al parcheggio, voluta da quasi il 30% degli acquirenti. Al secondo posto il navigatore satellitare (25%), che soddisfa un altro bisogno, quello di non smarrire la strada o non perdere troppo tempo a cercarla. Infine, al terzo posto c’è l’antifurto, garanzia a cui oltre un italiano su 5 (21%) non vuol rinunciare.

ADAS SOTTOTONO

Alcuni sondaggi del 2015 e nel 2018 hanno confermato che gli incidenti sono la peggior paura degli italiani dopo i furti in casa. Eppure, i moderni sistemi sicurezza attiva che dovrebbero evitare più direttamente le collisioni (in parte già obbligatori), non sono proprio alle prime posizioni. Il Safety Pack, termine generico che il più delle volte include ADAS di ultima generazione come assistenti al mantenimento della corsia, lettori di segnaletica ecc…, sono al 13° posto con appena il 7% delle richieste.

PRIMA LA BRUTTA STAGIONE

Vero, le tecnologie più recenti sono optional ancora relativamente costosi soprattutto sulle auto di categoria inferiore e, viceversa, di serie su molti modelli di classe superiore. Ciò non toglie però che molto prima di questi, per l’esattezza al 7° posto, la graduatoria veda ancora il Winter Pack, ossia gli accessori per la brutta stagione come getti lavavetri e sedili riscaldati, lavafari ecc…. A questi va tuttora 15% delle preferenze.

CRUISE CONTROL, POCHE RICHIESTE

Stranamente alle ultime posizioni, quasi a pari merito con il Safety Pack, c’è il regolatore di velocità: la statistica non precisa se parliamo di quello attivo, con mantenimento della distanza di sicurezza (che a volta fa parte del Safety Pack stesso) o di quello di base con cui molti italiani ancora non hanno familiarizzato. Agli ultimi posti troviamo anche le fanalerie di sicurezza come fendinebbia e proiettori a Led.

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Fotocamere compatte 4K: le migliori da comprare

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Galaxy View 2 si mostra in un nuovo video

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Annunciato formalmente, sembra proprio che sia proprio dietro l’angolo, Galaxy View 2, il successore di Galaxy View 18 pollici presentato nel 2015. In una serie di rendering trapelati, ora possiamo dare un’occhiata a questo sequel più “snellito” rispetto al suo predecessore.

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Action Cam 4K, Proiettore Home Cinema e Treppiedi Professionale: 3 Codici Sconto imperdibili!

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Questi tre codici sconto esclusivi hanno una durata davvero molto breve! Uno di questi scadrà proprio oggi, mentre gli altri due nei prossimi giorni: insomma, c’è poco tempo da perdere! Conoscete APEMAN e Victure? Questi leggi di più...

Amazon, consegne in garage e riconoscimento facciale contro i “ladri di pacchi”

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Amazon sta per implementare due nuove soluzioni per combattere i diffusissimi furti dei pacchi: Key in-garage ad esempio consente ai fattorini di lasciare i pacchi in garage, effettuando l’accesso tramite app, mentre agli autisti indipendenti del programma Flex sarà richiesto il riconoscimento facciale. Come sappiamo, soprattutto negli Stati Uniti il furto dei pacchi Amazon lasciati […]

Star Wars Jedi Fallen Order: novità sulla longevità del gioco

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Tesla: già su strada il nuovo chip per la guida autonoma di livello 5

di Redazione

Sono almeno due anni che Elon Musk afferma che la vera guida autonoma sarà possibile solo quando sul mercato ci sarà un processore pensato appositamente per lo scopo. E non era un segreto che Tesla stessa stesse lavorando al progetto dal 2017. Oggi il numero 1 della Tesla annuncia che quel chip è realtà. Anzi, è già in strada.

SEI MILIARDI DI TRANSISTOR

Musk lo ha definito il miglior chip al mondo. Tecnicamente si tratta di un quadratino di silicone da 2,6 centimetri di lato che contiene sei miliardi di transistor. La Casa americana dichiara che il nuovo prodotto, sviluppato in oltre tre anni di lavoro e prodotto dalla Samsung, ha prestazioni ventuno volte superiori dei chip Nvidia utilizzati fino ad oggi e adottati anche da altre Case automobilistiche.

36 TRILIONI DI OPERAZIONI AL SECONDO

Con una potenza di calcolo così elevata, i nuovi processori per la guida autonoma di Tesla saranno in grado di analizzare ogni situazione molto più velocemente e, allo stesso tempo, saranno in grado di prendere la decisione corretta dopo aver confrontato una serie infinita di dati provenienti dalle telecamere e i sensori che sono già attualmente a bordo delle vetture della Casa californiana. Addirittura, riesce a compiere 36 trilioni di operazioni al secondo.

UN PROCESSORE A DUE CERVELLI

La nuova centralina per la guida autonoma di Tesla, addirittura, si compone di due di questi nuovi chip, che lavorano in maniera indipendente. Questo per due motivi. Prima di tutto perché il confronto dei dati raccolti da entrambi permetterebbe di verificare la correttezza dei processi di analisi, e poi perché in caso di malfunzionamento di uno dei due chip, l’altro sarebbe comunque in grado di gestire una guida autonoma di livello 5 senza rischi per i passeggeri.

GIÀ SULLE AUTO

Nella recente conferenza stampa in cui Musk ha annunciato le caratteristiche del nuovo chip, è stato svelato anche che questa nuova tecnologia è già presente sui modelli in produzione. In particolare, il nuovo chip è disponibile sulle Tesla Model S e Model X da un mese ormai, mentre da dieci giorni a questa parte lo si trova anche sulla Model 3. Su queste auto, grazie al nuovo chip, sarà possibile attivare una guida autonoma di livello 5 non appena la legislazione lo consentirà. Il nuovo sistema, che sostituisce l’attuale Autopilot, è stato definito Full Self Driving.

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